Sono nata il 5 aprile 1891 a Santiago del Cile. un bellissimo Paese, dominato dalla Cordigliera delle Ande In questa chiesa sono stata battezzata Mio padre si.

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Transcript Sono nata il 5 aprile 1891 a Santiago del Cile. un bellissimo Paese, dominato dalla Cordigliera delle Ande In questa chiesa sono stata battezzata Mio padre si.

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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
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andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
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Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
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di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
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Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
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quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
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nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
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Non voglio passare con indifferenza
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O mio Dio,
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capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
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Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
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grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
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Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
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fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
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Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
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un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
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Povero ma pieno di amore!

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Un giorno Suor Azocar, in
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matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 10

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 11

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 12

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 13

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 14

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 15

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 16

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 17

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 18

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 19

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 20

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
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Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
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nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 23

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


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Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 25

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.


Slide 26

Sono nata il 5 aprile 1891
a Santiago del Cile.
un bellissimo Paese,
dominato dalla Cordigliera delle Ande

In questa chiesa
sono stata
battezzata

Mio padre si chiamava José Domingo,
mia madre Mercedes.
Eccola con me in braccio.
Nel 1894 è nata mia sorella Amanda Giulia.
Pochi mesi dopo mio padre è morto…

Nel 1899 emigriamo dal Cile
all’Argentina, a Junin de los Andes.
Mamma trova lavoro da Manuel Mora,
un ricco proprietario terriero.

Ecco il collegio di Maria Ausiliatrice
in cui mamma ci accompagnò.
Povero ma pieno di amore!

aL collegio stavamo molto bene, meglio che alla
fattoria: Manuel Mora era violento. La mamma si era
legata a lui perché incontrandolo le aveva fatto
tornare nel cuore la speranza,
ma lui la maltrattava .

Un giorno Suor Azocar, in
una lezioni di catechismo ci
parlò del sacramento del
matrimonio e della gravità di
vivere senza questo
sacramento. Subito ho
pensato alla mamma e sono
svenuta per il dolore.

Al collegio avevo trovato
una grandissima amica,
Merceditas. Con lei ho
trovato la forza di
andare avanti nonostante
il dispiacere e la
vergogna. Insieme
abbiamo raggiunto anche
un grande traguardo: far
parte dell’associazione di
Maria Ausiliatrice e come
segno una medaglia.

Nel 1901 torno a casa… e quell’uomo volgare e cattivo
si arrabbia tantissimo perché io mi rifiuto anche solo
di avvicinarmi a lui. Si vendica picchiando la mamma e
dicendole che non pagherà più la retta del collegio.

Ritornare in collegio è stato un vero sollievo, ma per
fortuna anche la mamma comprende che deve liberarsi di
quell’uomo

Mamma si trasferisce in questa umile casetta vicino al
collegio e le suore mi accolgono gratuitamente.

Nella casa in cui si rifugia con la
mamma, in seguito a una grave
malattia polmonare, contratta
durante un’alluvione, Laura
muore il 22 gennaio 1904, all’età
di 13 anni.

La mamma comprende tutto il
dolore che Laura ha sofferto e
trova il coraggio di lasciare
quella vita e allontanarsi per
sempre da Manuel Mora

In questa foto
la mamma di Laura
(seduta)
con Amanda Giulia
e i suoi figli.

Il santuario dedicato a lei

Nel 1988
il Papa Giovanni Paolo II
proclama Laura Vicuña
“beata”

La addita ai giovani
come modello di
coerenza evangelica
portata fino al dono
della vita,
per una missione
di salvezza.

In questo centenario
della sua morte
ricordiamo
alcune sue espressioni
per imparare
ad imitarla.

Mio Dio,
voglio amarti e servirti
per tutta la vita!

In qualsiasi parte mi trovi,
sia in classe, sia nel cortile,
il ricordo di Dio mi accompagna,
mi conforta e mi aiuta
a fare tutto
nel migliore dei modi.

Dio stesso mantenga vivo in me
il ricordo della sua Divina
Presenza.

Per me pregare, studiare,
giocare o lavorare
sono la stessa cosa:
è come se pregassi sempre.

Non voglio passare con indifferenza
accanto a nessuno.

O mio Dio,
dammi una vita
piena di amore per tutti,
capace anche di sacrificio.

Quello che mi consola
è che Maria è mia madre.

Il Rettor Maggiore dei
Salesiani ha scritto
nella Strenna del 2004:

Il giubileo della canonizzazione di San Domenico Savio e
della morte di Laura Vicuña vuol essere per noi una
grazia che il Signore ci offre per rinnovare la nostra fede
nel Sistema Preventivo e per proporre ai giovani una
misura alta di vita cristiana ordinaria.

Grazie Laura, per il coraggio con cui,
100 anni fa, hai scelto di vivere
una misura alta di vita cristiana.
Grazie per aver vissuto la tua adolescenza
con autenticità, con impegno, e con allegria.
Aiutaci a fare della nostra vita
un regalo per gli altri,
fino in fondo, come hai fatto tu.