"Madonna di Campiglio", nuova livrea
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Transcript "Madonna di Campiglio", nuova livrea
Valli Giudicarie e Rendena
l'Adige
Il fratello don Stefano:
«Nell’andare il montagna c’era
tutto il suo voler vivere la
montagna, e il poter soccorrere»
PINZOLO
giovedì 31 dicembre 2015
45
Chiesa parrocchiale di S. Lorenzo
gremita per le esequie dell’alpinista
deceduto per una caduta
nel canalone di Cima Lancia
«Martino ci ha offerto
il vero senso del dare»
Ieri la cerimonia funebre
per l’ultimo saluto a Maffei
ALBERTA VOLTOLINI
PINZOLO - Quando le
campane risuonano meste, a
rintocchi lenti, distanziati
l’uno dall’altro
nell’annunciare che il
funerale sta per iniziare, la
chiesa parrocchiale di San
Lorenzo a Pinzolo è già
colma di gente.
Il corteo è interminabile e
una dopo l’altra sono
tantissime le persone che si
avvicendano per qualche
secondo davanti al feretro di
Martino Maffei per un ultimo
saluto. Poi si avvicinano alla
moglie Enrica, ai giovani figli
Edoardo e Alessio, a mamma
Anna e a papà Nereo: un
abbraccio, una stretta di
mano, un incontro di sguardi
e qualche parola nel
tentativo di portare un po’ di
conforto.
I colleghi di lavoro di
Martino sono in prima fila, e
saranno poi loro a
trasportare il feretro, vicini
agli operatori
dell’Associazione volontari
Soccorso trasporto infermi
di Pinzolo e anche di
Madonna di Campiglio,
mentre le casacche rosse del
Il funerale di Maffei, il corteo sotto cima Lancia (foto ISIDORO BERTOLINI)
Soccorso alpino sono
accanto al presepe.
È monsignor Giulio Viviani,
ad un certo punto, a
chiedere di interrompere la
processione per poter
iniziare la Santa Messa e lo
richiede, poco dopo, anche
don Stefano Maffei per
concedere a tutta la famiglia
il giusto raccoglimento
religioso.
È fratello, don Stefano, che
dice: «Avrei voluto prendere
il presepe e buttarlo dalla
finestra», ma è anche
sacerdote e, pur nel dolore
che gli è arrivato dentro
all’improvviso, accetta. «Il
Natale - afferma - è
accogliere la volontà di Dio
come si presenta. Il Natale è
ricevere da Lui ciò che ci
dona. Possiamo arrabbiarci,
IL VARO
ma le righe su cui scrive non
le conosciamo e le
dobbiamo accettare».
Proprio don Stefano,
parroco a Malè e Croviana,
al quale ieri si sono
affiancati tanti sacerdoti tra
i quali don Benito Paoli,
monsignor Lauro Tisi e
monsignor Giulio Viviani,
celebra l’omelia per il
fratello. «Le parole, in
questo momento, possono
contare nulla - spiega don
Stefano - ma il mio
intervento vuole dire
qualcosa insieme, tra noi e
con Dio, come avviene nella
gioia, ma anche nel dolore.
Nell’andare il montagna di
Martino c’era tutto il voler
vivere la montagna, la gioia
di arrivare in cima e anche,
per tanto tempo, del poter
soccorrere. Quante volte
Martino è andato a
raccogliere dispersi? Ora è
toccato a lui essere raccolto
e ora spetta a noi
presentarlo al Signore
sperando che lo accolga,
anche con il tramite di tutte
le persone che non ci sono
più».
«Qualche giorno fa - ha poi
raccontato don Maffei Martino e la moglie Enrica si
sono recati in pellegrinaggio
a Roma dove sono passati
attraverso la Porta Santa.
Ora questo viaggio mi si
presenta come un suo
prepararsi a questo giorno».
«In queste ore - ha poi
aggiunto - tutte le persone
che ci hanno fatto visita mi
hanno fatto conoscere
qualcosa di più su Martino.
Non voglio tessere le sue
lodi, ma metteva il cuore in
tutto ciò che faceva: nel
soccorso, nelle istituzioni e
nel privato. Tanti mi hanno
detto: Quando c’era
bisogno, Martino c’era. E
questo suo esserci era
misericordia, era impegnarsi
con il cuore secondo quel
principio insegnatoci da
Papa Francesco, quella
misericordia, appunto, che è
null’altro che amore nel fare
le cose, qualsiasi esse siano.
Gesù non è una statuina, non
è un fare per farsi vedere,
ma è in chi ha bisogno di
misericordia in tutte le
forme. Per Martino chiedo la
pace che solo Dio sa dare.
Per la famiglia, per Enrica,
per Edoardo e Alessio, per
mamma Anna e papà Nereo
chiedo un po’ di speranza e
un po’ di forza».
Infine, un richiamo alla
verità. «Prego Dio - ha
concluso don Stefano - che
ci doni la sua verità,
ricordando che la verità
umana ha fatto qualche
volta soffrire Martino. Non
guardava né le carte né i
soldi, ma agiva seguendo ciò
che gli diceva il cuore e
questo, alle volte, anche nel
Soccorso alpino, lo ha fatto
star male. Martino, dacci la
tua misericordia. Oggi ho
cercato di essere e fare
come tu volevi. Anche
questo è Natale«.
Ora Martino riposa in pace a
San Vilio e, per chi crede, la
sua anima cammina a passo
lieve già oltre la porta del
Paradiso.
Presentato a Fiumicino il nuovo colore del 777, intitolato al paese e a un pilota
«Madonna di Campiglio», nuova livrea
CAMPIGLIO - È stata
presentata alla stampa
internazionale alla vigilia di
Natale la nuova «livrea»
Alitalia: la flotta di aerei della
compagnia di Stato,
all’aeroporto di Ciampino
cambia completamente
aspetto ed ha avuto come
testimonial il grande Boeing
777 intitolato «Madonna di
Campiglio», ed al pilota
capitano Alberto Nassetti,
pilota Alitalia morto all’eta di
28 anni durante una prova di
volo dell’Airbus che la
compagnia stava
acquistando.
L’intitolazione alla località
trentina era avvenuta nel
2012e faceva parte di una
serie di dieci aeromobili
nominati come alcune delle
principali località turistiche
italiane, da Tropea a
Campiglio appunto; da ieri
l’aereo - assegnato alla rotta
In alto, la carlinga con il nome «Madonna di
Campiglio» e a destra il nuovo Boeing 777
con la livrea fiammante, ieri presentata
dalla compagnia alla stampa all’aeroporto
di Fiumicino. Il nuovo velivolo è già in
servizio sulla tratta Roma - Tokyo
STORO
Sequestrati uccelli di specie protette e la rete per catturarli
Bracconaggio: denunciato un uomo
STORO - Nei giorni scorsi, durante una perlustrazione antibracconaggio, il personale della
Stazione forestale di Condino, coadiuvato dal
guardiacaccia di zona, ha individuato in località Roversella nelle vicinanze dell’omonimo laghetto, nel comune di Storo, una rete per la cattura di uccelli della lunghezza di circa 10 metri,
tesa tra gli alberi in un’area boscata nei pressi
della pista ciclabile che da Storo porta a Baitoni. L’appostamento subito organizzato, in punti diversi e con l’utilizzo di strumentazione ottica, ha permesso di fermare una persona, alla
quale è stato contestato il reato di uccellagione. La rete è stata asportata e messa sotto sequestro e, vista la flagranza di reato, con il sup-
porto dei Carabinieri di Storo, è stata perquisita l’abitazione dell’uomo: nel congelatore sono
state trovate le spoglie di diversi uccelli, quasi
tutti appartenenti a specie protette, che sono
state poste sotto sequestro: tre pettirossi, un
cardellino, un rampichino, un merlo, una testa
di passera scopaiola, una di cincia ed una di zigolo giallo. Rinvenuti anche uccelli vivi detenuti in gabbia: una peppola, due fringuelli e due
merli. Tutti privi di anello di riconoscimento,
sono stati posti sotto sequestro e subito liberati. Sono infine stati contestati i reati di cui alla
legge 157 del 1992, per esercizio dell’uccellagione e per l’abbattimento e la detenzione di specie particolarmente protette.
R5090502
intercontinentale RomaTokyo - si presenta
totalmente rinnovato: niente
più banda verde sulla
fusoliera, ma il tricolore che
invece scende lungo tutti
piani di coda. E la scritta
«Alitalia» che compare nella
parte bassa, ben visibile,
poco lontano dalla cabina.
Per il maquillage della
fusoliera sono stati usati 350
chilogrammi di vernice
verde, bianca e rossa per
l’operazione. Tempo di
realizzazione: una settimana.
Dopo l’ammiraglia, toccherà
via via a tutti gli altri velivoli.
L’aereo - un Boeing 777-200ER
che porta la sigla di volo IDISU - è da tempo diventato
un oggetto del desiderio per i
collezionisti di modellini, ed
è disponibile sia in versione
fedelmente riprodotta in
scala, che in versione
giocattolo per bambini.