Nella notte salvate ed estratte quattro persone. Ci sono ancora altre

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Transcript Nella notte salvate ed estratte quattro persone. Ci sono ancora altre

Nella notte salvate ed estratte
quattro persone. Ci sono ancora
altre due persone vive da estrarre
all’hotel Rigopiano. Soccorritori:
“Sentiamo altri rumori”
Il responsabile nazionale del Dipartimento di Protezione Civile ,
Fabrizio Curcio, ha fatto il punto questa mattina sulle operazioni di
soccorso all’hotel Rigopiano dopo quasi tre giorni dalla valanga che
ha travolto l’albergo, con queste parole. “Nove persone sono state
già salvate,
altre due persone sono vive ma ancora da estrarre.
Purtroppo le vittime sono cinque vittime. Le operazioni di soccorso
sono ancora molto complicate ed i soccorritori stanno lavorando in
condizioni estreme“. Il bilancio dei salvati, quindi cresce ma
purtroppo aumenta anche quello delle vittime. Sulla zona ha iniziato
anche a piovere leggermente ma i soccorsi vanno avanti nonostante
le condizioni proibitive,
I soccorritori hanno estratto nella notte due donne e due uomini
feriti ma vivi, che si aggiungono ai quattro bambini e alla
donna recuperati nella mattina di venerdì. Sono Gianfilippo e Ludovica
Parete, i due figli dello chef pescarese ospite dell’hotel, Giampiero
Parete, l’uomo che si era salvato per primo dalla slavina insieme
al manutentore Fabio Salzetta, che è riuscito a dare l’allarme. Anche
sua moglie Adriana Vercerao è stata estratta viva dalle macerie.
A questi vanno aggiunti altri due bambini: Edoardo Di Carlo e Samuel
Di Michelangelo dei cui genitori Domenico Di Michelangelo e Marina
Serraiocco non si hanno ancora notizie, mentre in un primo momento
erano stati dati per vivi nella confusione ed agitazione dal sindaco
di Osimo, che poi si è scusato. Ad ore di distanza, quando solo
Samuel, il figlio di 7 anni del poliziotto, risulta al momento fra i
superstiti, il sindaco Simone Pugnaloni ha pubblica su Facebook un
post di scuse a nome dell’amministrazione comunale. “Con riferimento
alla comunicazione data nella giornata di ieri
– scrive – sulle
condizioni della famiglia osimana dobbiamo prendere atto che per ora
l’unica notizia certa è che il piccolo Samuel è salvo. Scusandoci con
la città e con i famigliari di Marina e Domenico per l’increscioso
equivoco, generato probabilmente dalla concitazione e dalla forte
emozione del momento, la nostra comunità continua a pregare senza
perdere la speranza”.
Nella tarda serata di venerdì, venendo salvati questa notte c‘è un
gruppo di quattro persone: Vincenzo Forti con la fidanzata Giorgia
Galassi, Francesca Bronzi e Giampaolo Matrone il quale
è stato
sottoposto ad un intervento chirurgico ad un braccio. Il 34enne,
residente in provincia di Roma è stato trasferito questa mattina
nell’Unità Operativa di Rianimazione dell’ Ospedale “Santo Spirito”.
Le sue condizioni attuali sono discrete, come hanno reso noto i
medici.
I quattro bambini salvati dalle macerie “stanno bene“ , ha
dichiarato Rossano Di Luzio direttore sanitario dell’ospedale di
Pescara, non starebbero soffrendo le conseguenze dell’ipotermia, ma
il sanitario precisa che il loro è “lo stato d’animo di chi ha
vissuto un dramma ed è stato in condizioni precarie per molte ore“.
Giampaolo Matrone ha riferito ai soccorritori di essere rimasto mano
nella mano con sua moglie, Valentina Cicioni, fino a quando i vigili
del fuoco lo hanno salvato. “Le stringevo la mano e le parlavo per
tenerla sveglia perché volevo che rimanesse sempre vigile. La
chiamavo, poi a un certo punto non l’ho sentita più e ho capito che mi
stava lasciando“.
Matrone ha raccontato che vicino a lui c’era un’altra donna che non
dava segnali di vita. Nel gruppo delle cinque persone salvate c’era,
secondo quanto riferito dai soccorritori ieri sera, Stefano Feniello,
la fidanzato di Francesca Bronzi del quale non si sa ancora nulla di
certo, mentre la ragazza è ricoverata insieme agli altri nell’ospedale
di Pescara.
“E chi ce la fa a dormire? Non dormo da giorni”, confessa un vigile
del fuoco di Avellino a un collega con la stessa divisa mentre beve
un caffè al bancone del bar vicino al centro di coordinamento di
Penne.. Occhi lucidi e stanchi entrambi. Ieri hanno scavato per tutto
il giorno, erano lì, all’hotel Rigopiano, quando sono stati estratti i
3 bambini. “È stata un’emozione troppo grande, non va raccontata”,
dice con le lacrime, ma per i soccorritori,le parole talvolta non
servono per poter descrivere quei momenti vissuti : “Erano piccoli e
spaventati. Si sono nascosti nelle intercapedini del tetto che è
venuto giù. Essendo piccoli sono riusciti a rannicchiarsi e a
respirare“.
La polizia scientifica fa ricorso anche a sofisticate tecnologie per
individuare le persone attraverso i loro cellulari. Analoghe
apparecchiature sofisticate vengono utilizzate dai soccorritori della
Guardia di Finanza, i primi ad intervenire sul luogo della tragedia .
“Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie, stiamo
verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture
dell’albergo che si muovono sotto il peso della neve“, ha dichiarato
il dirigente dei vigili del fuoco, Alberto Maiolo, dal centro
operativo di Penne.
Secondo quanto viene raccontato dai soccorritori, nella sala biliardo,
vi sarebbe stato un tetto di travi in legno, tetto che in parte è
cascato ma i bimbi avrebbero trovato riparo mettendosi tra una trave e
l’altra, venendo aiutati anche dalle piccole dimensioni dei propri
corpi , e così facendo quegli spazi hanno creato una bolla d’aria che
li ha salvati . È stato da lì che i vigili del fuoco li hanno tirato
fuori dopo aver scavato e creato dei corridoi. Così, quando era ormai
sera, da quel buco scavato nelle neve sono apparsi i bimbi, fra i
quali cui Samuel ed Edoardo che adesso chiedono “dove sono i
miei genitori ?“
Le due vittime identificate . Il tempo della gioia e del sollievo e il
tempo del dolore più cupo si sono alternati nelle lunghe ore di lavoro
tra le macerie: perché tra le notizie confermate c’è anche
l’identificazione delle prime due vittime accertate del disastro:
Alessandro Giancaterino, fratello dell’ex sindaco di Farindola e capo
cameriere dell’hotel, ed un cameriere
Gabriele D’Angelo, che era
anche un volontario della Croce Rossa locale: tra i soccorritori
ovviamente ci sono altri volontari della stessa organizzazione che ora
lo piange.
.