Il governo punta sulle privatizzazioni per calmare l`UE

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L’Italia è alla ricerca disperata di contante per cercare di mettere a tacere la Commissione Europea.
Proprio qualche giorno fa, Bruxelles ha chiesto al ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan,
in una lettera, una correzione del deficit dello 0,2%, con una manovra aggiuntiva da 3,4 miliardi, per
evitare d’incappare nella procedura per deficit eccessivo.
Nonostante le rimostranze mostrate dal Bel Paese, piegato dai migranti e dai terremoti, il
Commissario per gli affari economici Pierre Moscovici ha precisato che le nuove spese per i nuovi
terremoti “non entrano nella discussione in corso”. Moscovici ha invitato alla calma, spiegando che
“non bisogna allarmarsi. Troveremo una soluzione con l’Italia, come sempre”, ribadendo che la
Commissione UE “ha già dimostrato che è al fianco dell’Italia e lo sarà sempre”.
Intanto il governo italiano, che non pensa ad una manovra correttiva ma ad usare fondi non ancora
allocati nelle pieghe del bilancio, guarda alle privatizzazioni con grande speranza. Secondo quanto
dichiarato da Fabrizio Pagani, responsabile della segreteria tecnica del Mef, in un’intervista
pubblicata su Il Sole 24 Ore, l’Esecutivo sarebbe pronto a cedere al mercato la quota residua del
30% del capitale di Poste Italiane entro il primo semestre di quest’anno. La quota sarà collocata “con
le stesse modalità dell’IPO e cioè con la cessione a investitori istituzionali e risparmiatori. La tabella
di marcia prevede l’operazione entro quest’anno, mercati permettendo”. Si parla di circa 2,4 miliardi
di euro d’incasso ai quali se ne aggiungerebbe circa 1 miliardo per l’Alta Velocità delle Ferrovie.
“Stiamo esaminando la cessione di una quota della parte a mercato, ovvero l’Alta Velocità”, rivela
Pagani nell’intervista.
Nel 2015 il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva messo sul mercato il 35,5% del capitale di
Poste, girando poi una quota del 30% alla Cassa depositi e prestiti.