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05 dicembre 2016 delle ore 04:12
L'Italia ha detto NO. Il Premier Matteo Renzi si
dimette, Grillo e Salvini chiamano il voto. E
ancora il Paese si ferma
«Oggi il popolo italiano ha parlato, ha parlato
in modo inequivocabile. Ha scelto in modo
chiaro e netto e credo che sia stata una grande
festa per la democrazia. Le percentuali di
affluenza sono state superiori a tutte le attese.
È stata una festa che si è svolta in un contesto
segnato da qualche polemica in campagna
elettorale, ma in cui tanti cittadini si sono
riavvicinati alla Carta costituzionale, al
manuale delle regole del gioco, e credo che
questo sia molto bello, importante e
significativo», così ha parlato il premier Matteo
Renzi, annunciando la necessità di intraprendere
un "nuovo cammino", dopo la sconfitta del Sì
al Referendum Costituzionale. Vi abbiamo già
raccontato di questa "festa" partecipata nel
nostro Fatto; ora sa da vedere quali invece
saranno i fatti per l'Italia: «Abbiamo ottenuto
milioni di voti, ma non stati stati sufficienti.
Volevamo vincere, non partecipare e allora mi
assumo tutte le responsabilità della sconfitta e
dico agli amici del Sì che ho perso io, non voi
». Renzi, insomma, ammette la bruciante
sconfitta e non le manda a dire: «L’esperienza
del mio governo finisce qui. Credo che per
cambiare questo sistema politico in cui i leader
sono sempre gli stessi e si scambiano gli
incarichi ma non cambiano il Paese, non si
possa far finta che tutti rimangano incollati alle
proprie consuetudini prima ancora che alle
proprie poltrone. Volevo cancellare le troppe
poltrone della politica: non ce l’ho fatta e allora
la poltrona che salta è la mia». Oggi pomeriggio
le dimissioni, che verranno consegnate al
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ora, tra chi dice che ha "vinto la democrazia"
e l'ormai ex premier che ricorda le leggi
approvate durante il suo mandato, ci sarà di
nuovo da "rifare" il Paese, con oltre il 60 per
cento di contrari.
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