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MARZO 2016
per partecipare è obbligatoria la prenotazione
chiamando il numero 06.45504424 o scrivendo a [email protected]
COME SI PARTECIPA ALLA PROGRAMMAZIONE DI FLUMEN
QUOTA DI PARTECIPAZIONE ALLE VISITE GUIDATE
La quota di partecipazione per ogni incontro di questo programma, salvo diversa comunicazione, è di € 7,00
a persona per gli iscritti a Flumen e di € 10,00 a persona per i non iscritti che intervengono al primo incontro.
Per le gite, i viaggi e altre iniziative, i costi verranno specificati in altra sede.
L'eventuale biglietto di ingresso a mostre, musei e monumenti va sempre calcolato a parte ed è a carico
dei partecipanti. Dove possibile, esso viene sempre specificato all'interno del programma.
LA PRENOTAZIONE AGLI INCONTRI È OBBLIGATORIA
Per partecipare agli appuntamenti di Flumen la prenotazione è obbligatoria:
telefonando: 06.45504424 (da lunedì a venerdì ore 9-12 / 15-18)
oppure scrivendo una E-mail: [email protected]
L'Associazione si riserva di annullare o modificare le visite nel caso di maltempo o nel caso in cui non
venisse raggiunto il numero minimo di partecipanti.
Per le mostre e le visite a permesso speciale i posti disponibili sono sempre limitati e ad esaurimento, si
consiglia quindi la prenotazione almeno 10 giorni prima.
ISCRIZIONE ALL'ASSOCIAZIONE
Il programma è realizzato esclusivamente a beneficio degli iscritti a Flumen. L'iscrizione all'Associazione è
obbligatoria. Il contributo per il tesseramento è di € 15,00 per partecipare a un anno di attività.
La tessera dell'Associazione va sempre portata con sé in occasione degli incontri programmati.
COME E DOVE CONSULTARE I PROGRAMMI DI FLUMEN
I possessori di indirizzo di posta elettronica riceveranno tutta la programmazione via e-mail, oltre a un
aggiornamento settimanale (newsletter) che potrà contenere anche proposte fuori programma.
Per coloro che non possiedono un sistema di posta elettronica, la programmazione cartacea è in
distribuzione presso le nostre Sedi: presso Flumen, in Piazza Pompei 14 (zona Piazza Tuscolo), e presso
l’agenzia The Partner, in via Germano Sommeiller 13 (zona Santa Croce in Gerusalemme, tel.
06.7014861).
Invitiamo a telefonare sempre preventivamente presso le Sedi suddette per accertarsi che i programmi siano
disponibili.
L’intera programmazione di Flumen è consultabile e scaricabile su www.flumen.it.
IL PROGRAMMA DI MARZO 2016 IN BREVE
Quando
Cosa
Ore
Con chi
Importante da sapere
Sabato 5 marzo
Museo di scultura Antica
“G.Barracco”
10.30
Laura Angelelli
Sabato 5 marzo
Santo Stefano Rotondo
15.15
Marco Mancini
Domenica 6 marzo
Museo delle Terme di
Diocleziano
10.30
Carla Vaudo
Ingresso gratuito per tutti la
prima domenica del mese
Domenica 6 marzo
Mostra “Botero. Via Crucis”
15.10
Valeria Marino
Massimo 25 partecipanti
Sabato 12 marzo
Mostra “Botero. Via Crucis”
15.10
Valeria Marino
Massimo 25 partecipanti
Sabato 12 marzo
Sotterranei San Pasquale
Baylon a Trastevere
15.45
Francesca Virzì
Domenica 13 marzo
Sotterranei Santa Maria in
Via Lata al Corso
15.30
Barbara Di Lorenzo
Sabato 19 marzo
Villa Farnesina alla Longara
10.30
Barbara Di Lorenzo
Domenica 20 marzo
Sotterranei del Cinema
Trevi
10.45
Barbara Di Lorenzo
Per partecipare agli appuntamenti di Flumen la prenotazione è obbligatoria:
telefonando: 06.45504424 (da lunedì a venerdì ore 9-12 / 15-18)
oppure scrivendo una E-mail: [email protected]
SABATO 5 marzo ore 10.30
Oriente a Roma
IL MUSEO DI SCULTURA ANTICA “GIOVANNI BARRACCO” IN CORSO VITTORIO
con Laura Angelelli
Appuntamento: ore 10.30 all’ingresso del museo, in corso Vittorio 166A (angolo via dei Baullari)
Quota di partecipazione: Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti) / INGRESSO GRATUITO PER TUTTI
La collezione, sapientemente raccolta per formare un
“museo della scultura antica comparata”, comprende
opere d’arte egizia, assira, fenicia, cipriota, etrusca,
greca e romana, fino a qualche esemplare di arte
medievale. Per quanto riguarda l’arte egizia, alla
quale Giovanni Barracco dedicò la maggiore
attenzione, la collezione comprende notevolissimi
frammenti di scultura funeraria, soprattutto delle
prime dinastie. Accanto a queste opere, acquistate
sul mercato internazionale, arricchiscono la raccolta
importanti
esemplari
emersi
negli
scavi
dell’ottocento e dei primi anni del novecento in varie
località italiane: segno della penetrazione della
cultura egizia in Italia già in età romana. L’arte assira è rappresentata da un’importante serie di rilievi con scene di
guerra, di deportazione dei prigionieri e di caccia, provenienti dai palazzi reali di Ninive, Nimrud e Khorsabad nella
Mesopotamia settentrionale. I rilievi, che si datano tra il IX e il VII secolo a.C., sono riferibili ai maggiori sovrani
dell’Impero neo-assiro. Figure di divinità, quali il tipico dio fenicio Herakles-Melquardt, immagini di offerenti e perfino
un piccolo carro-giocattolo rinvenuto in una tomba, offrono un panorama unico, tra i musei romani, dell’arte di Cipro.
Oltre ad alcuni importanti reperti etruschi, sono le sculture greche quelle maggiormente rappresentate nel Museo. A
cominciare da importanti esemplari di arte arcaica realizzati sia in Grecia che nelle colonie occidentali, sono presenti
notevolissimi esempi delle maggiori scuole artistiche della Grecia classica: copie di altissimo livello da originali di
Mirone, Fidia, Policleto, Lisippo illustrano alcuni dei capolavori più celebrati della scultura greca del V e del IV secolo
a.C. Un posto di rilievo è riservato agli originali greci, particolarmente numerosi rispetto alla collezione relativamente
piccola. Attraverso una serie di opere di arte ellenistica si viene accompagnati verso le forme espressive più
caratteristiche dell’arte romana: sono presenti alcuni ritratti, il frammento di un importante rilievo storico, una grande
testa di Marte da un monumento pubblico e alcune stele funerarie provenienti da Palmira, in Siria.
Sabato 5 marzo, ore 15.15
LA BASILICA DI SANTO STEFANO ROTONDO AL CELIO
con Marco Mancini
Appuntamento: ore 15.15, in piazza della Navicella al Celio, davanti la chiesa di S.Maria in Domnica
Quota di partecipazione: Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen);
Noleggio sistema di amplificazione: Eu 2,00
Questa importantissima chiesa venne edificata su parte dei resti della caserma romana dei
castra peregrina, alloggi delle truppe provinciali, ed in corrispondenza di un tempio dedicato
al dio Mitra. Nei pressi si trovava inoltre un'ampia residenza della famiglia dei Valeri (domus
Valerii).
La costruzione fu probabilmente voluta da papa Leone I (440-461), sotto il quale era stata
edificata anche un'altra chiesa dedicata a Santo Stefano (Santo Stefano sulla via Latina). Dalle
fonti sappiamo che tuttavia la chiesa venne consacrata solo successivamente, da papa
Simplicio (468-483).
L'edificio aveva una rara pianta circolare,
costituita in origine da tre cerchi concentrici:
uno spazio centrale delimitato da una
circonferenza con 22 colonne con fusti e basi di
reimpiego, mentre i capitelli ionici furono
appositamente eseguiti nel V secolo per la
chiesa. Anche gli architravi sopra le colonne,
probabilmente rilavorati da blocchi reimpiegati
di diversa origine, hanno altezze leggermente
diverse.
L'edificio si inserisce nella "rinascita classica"
dell'architettura paleocristiana romana, che
raggiunse la sua massima espressione negli anni tra il 430 e il 460 (la basilica di Santa Maria Maggiore, la basilica di
Santa Sabina, il rifacimento del battistero lateranense, il mausoleo di Santa Costanza) basata sui modelli architettonici
di età romana e soprattutto tardo-antica.
La planimetria riprende, fondendoli, i due modelli di edifici a pianta centrale, la pianta circolare con deambulatorio e
la pianta a croce greca, utilizzate già in epoca costantiniana per gli edifici di culto e in particolare per i martyria, le
memorie dei martiri. La struttura dell'edificio presenta analogie con la pianta della rotonda (Anastasis) della Basilica
del Santo Sepolcro a Gerusalemme che, per il suo grande prestigio, rappresentò un modello per l'architettura
occidentale fino a tutto il medioevo.
ATTENZIONE: la visita al mitreo sottostante la chiesa non è prevista
Domenica 6 febbraio, ore 10.30
A ingresso gratuito
IL MUSEO DELLE TERME DI DIOCLEZIANO E LA NATATIO MONUMENTALE
con Carla Vaudo
Appuntamento: ore 10.30, all’ingresso del museo, via De Nicola (di fronte Stazione Termini)
Quota di partecipazione: Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen);
INGRESSO GRATUITO PER TUTTI
Le Terme di Diocleziano rappresentano il più
grandioso impianto termale mai realizzato a Roma.
Costruite tra il 298 e il 306 d.C., avevano
un'estensione di oltre 13 ettari e potevano accogliere
fino a 3000 persone contemporaneamente, in un
percorso che si snodava tra palestre, biblioteche, una
piscina di oltre 3500 metri quadrati e gli ambienti che
costituivano il cuore di ogni impianto termale: il
frigidarium, il tepidarium e il calidarium. Proprio
queste ampie sale furono trasformate da
Michelangelo per la realizzazione della Basilica di
Santa Maria degli Angeli e dei Martiri Cristiani: negli
altri ambienti delle Terme sorse, ideato dallo stesso
artista, il Convento dei Certosini. Sede originaria del Museo Nazionale Romano fin dalla sua istituzione nel 1889, le
terme ospitano un bellissimo museo archeologico dedicato alla Protostoria dei Popoli Latini e all’epigrafia del mondo
romano. Dal settembre 2014, in occasione del Bimillenario Augusteo vennero presentati al pubblico i risultati
dell’intervento conservativo della monumentale natatio e delle strutture che di essa rimangono. L’adiacente aula
VIII è allestita con i grandiosi frammenti architettonici delle terme stesse e il restauro di questo immenso complesso
ha interessato anche le strutture rinascimentali della Certosa di Santa Maria degli Angeli, prevedendo il percorso di
visita nel chiostro piccolo della Certosa.
Ingresso gratuito per tutti per “Domenica al Museo”, ogni prima domenica del mese.
Domenica 6 marzo ore 15.10
La mostra del Palazzo delle Esposizioni
“BOTERO.VIA CRUCIS, LA PASSIONE DI CRISTO” (I appuntamento)
con Valeria Marino
Appuntamento: ore 15.10, scalinata principale di Palazzo Esposizioni, in via Nazionale
Quota di partecipazione: Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)
Biglietto di ingresso + diritti prenotazione: Eu 9,00 (ridotto speciale per gruppi)
Noleggio sistema di amplificazione: Eu 2,00
Via Crucis. La Passione di Cristo è un ciclo di opere realizzate da Fernando Botero tra il 2010 e il 2011. Nella serie,
composta da 27 olii e 34 opere su carta, esposta in numerosi paesi tra l'America e l'Europa, emerge la tematica
presente in Botero sin dalla sua infanzia e gioventù, in Colombia, immersa nell'abbondanza d'immagini religiose, tanto
nell'ambito pubblico che in quello privato.
Il suo lavoro è un'interpretazione sempre amplificativa, mai semplicemente imitativa, di alcuni dei protagonisti
dell'arte occidentale tra i quali, solo per citarne alcuni, Paolo Uccello, Peter Paul Rubens, Diego Velázquez, Paul
Cézanne e Pablo Picasso.
Botero ha costruito sempre mondi sensuali, popolati da esseri colmi di un piacere immenso e felice, attraverso
quell'abbondanza tranquilla e suntuosa delle forme che trova la sua maturità verso la fine degli anni '70. C'è qui un
crocevia nel quale i ricordi della sua città, del suo paese, vengono attraversati fortemente da pratiche religiose
profondamente radicate nella propria cultura e iconografia. Le dolci sembianze, le idee e le forme che sembrano così
stabili, vengono attraversate da quello sconvolgimento in cui dolore e tragedia si plasmano, impiegando il linguaggio
figurativo che caratterizza l'artista colombiano senza abbandonare il suo particolare sguardo deformante.
Si dovrebbe considerare queste opere, nelle quali il drammatico fa la propria incursione, come una nuova
dimostrazione in cui si identificano trasformazioni interne che arricchiscono e amplificano il suo lavoro. Il tono ironico
viene sostituito dal compassionevole per riflettere intorno alla poesia e al dramma, all’intensità e alla crudeltà della
Passione di Cristo.
Questa mostra è arrivata al cuore di Medellín, città natale di Botero, durante la settimana di Pasqua del 2012, per i
festeggiamenti per gli 80 anni di vita dell’artista. Il pittore ha deciso di donare la serie al Museo di Antioquia che, da
quel momento, si occupa del suo viaggio per il mondo.
Sabato 12 marzo ore 15.10
La mostra del Palazzo delle Esposizioni
“BOTERO.VIA CRUCIS, LA PASSIONE DI CRISTO” (II appuntamento)
con Valeria Marino
Appuntamento: ore 15.10, scalinata principale di Palazzo Esposizioni, in via Nazionale
Quota di partecipazione: Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)
Biglietto di ingresso + diritti prenotazione: Eu 9,00 (ridotto speciale per gruppi)
Noleggio sistema di amplificazione: Eu 2,00
Sabato 12 marzo, ore 15.45
Roma sotterranea
I SOTTERRANEI SOTTO L’ISTITUTO SAN PASQUALE BAYLON A TRASTEVERE
con Francesca Virzì
Appuntamento: ore 15.45, via dei Genovesi / angolo via Anicia (Trastevere)
Quota di partecipazione: Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)
Offerta libera
Il Conservatorio di San Pasquale Baylon è stata a Roma
un'importante istituzione nell'ambito delle iniziative a favore delle
orfane. Nel 1724 il cardinale vicario di Roma iniziò a raccogliere un
primo gruppo di 8 fanciulle che "vagavano nella città senza
educazione" per essere affidate ad una signora genovese, Caterina
De Rossi, affinché si prendesse cura della loro formazione. Qualche
anno dopo le fanciulle, cresciute di numero, furono trasferite
nell'oratorio di San Girolamo della Carità e nel 1737 Clemente XII
eresse la pia istituzione a Conservatorio, dedicandolo a San Pasquale
Baylon. Direttore spirituale del Conservatorio fu nominato Nicolò
Ricci, sacerdote dell'oratorio di San Girolamo della Carità, il quale,
essendo ormai giunto a 35 il numero delle ragazze, acquistò alcune
case in via Anicia. Qui, nel 1743, iniziarono i lavori di costruzione del nuovo edificio sede del Conservatorio nel quale
venne realizzato anche un oratorio consacrato a San Pasquale Baylon.
Alla fine degli anni Novanta il Vaticano destinò il complesso al Collegio Universitario Internazionale di Roma, un ente
morale costituito a Roma nel 1990 con il compito di promuovere l'accoglienza e la formazione integrale di studenti
universitari italiani e stranieri. Fu durante i lavori di restauro che emerse un'area archeologica di grande interesse,
costituita da insulae poi trasformate in una ricca domus, affreschi e mosaici di epoca imperiale, edifici medioevali. Le
antiche strutture murarie furono integrate nella progettazione dell'area e rese fruibili per il pubblico come preziose
testimonianze storiche del passato.
Domenica 13 marzo, ore 15.30
Roma sotterranea
I SOTTERRANEI DELLA CHIESA DI SANTA MARIA IN VIA LATA IN VIA DEL CORSO
con Barbara Di Lorenzo
Appuntamento: ore 15.30, in via del Corso 306
Quota di partecipazione: Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)
Offerta per la chiesa: Eu 2,00
L'antica Via Lata, di cui l’attuale Via del Corso ripercorre il tracciato,
costituiva il tratto urbano della Via Flaminia; dalla Porta Fontinalis, che si
apriva ai piedi del Campidoglio sulle Mura Serviane, questa importante
strada divideva con un percorso rettilineo il Campo Marzio, ad ovest, dalla
Regio VII, giungendo alla Porta Flaminia, l’odierna Porta del Popolo, e da lì
attraversava il Tevere su Ponte Milvio. Partendo da Piazza Venezia, dopo
circa 150 metri, sulla sinistra si incontra la chiesa di Santa Maria in Via Lata,
alle cui spalle si apre Piazza del Collegio Romano, sulla quale si trovava
originariamente la facciata della chiesa.
In età imperiale lungo questa via, rinvenuti a oltre 5 metri al di sotto
dell’odierno piano di calpestio, si allineavano degli edifici a più piani consoni
all’importanza della strada. Gli importanti resti rinvenuti al di sotto della
chiesa potrebbero essere i resti di una poderosa insula adibita ad abitazioni o
di un edificio pubblico; con certezza sappiamo che l’edificio era diviso al
piano terra da quattro file di pilastri in blocchi di travertino, a creare un
ambiente porticato a tre navate largo in totale circa 28 metri, la cui
costruzione risale al periodo adrianeo (I sec. d.C.).
Sabato 19 marzo, ore 10.30
La Sede di rappresentanza dell’Accademia dei Lincei
LA SCUOLA DI RAFFAELLO E GLI AFFRESCHI DELLA VILLA FARNESINA
IN VIA DELLA LUNGARA A TRASTEVERE
con Barbara Di Lorenzo
Appuntamento: ore 10.15, in via della Lungara 230
Quota di partecipazione: Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)
Biglietto di ingresso: Eu 6,00 (intero), Eu 5,00 (minori di 18 e maggiori di 65 anni)
Noleggio sistema di amplificazione: Eu 2,00
La Villa della Farnesina fu
commissionata al celebre
architetto Baldassarre Peruzzi
dal ricco banchiere senese
Agostino Chigi nel periodo più
splendido della sua vita,
lontano dagli affanni e dalla
cupa dimora cittadina in via dei
Banchi. La costruzione fu
decorata, oltre che dal Peruzzi
stesso, da Raffaello, da
Sebastiano del Piombo e dal
Sodoma con affreschi ispirati ai
miti classici. Nel 1511 la villa, il
cui "viridario" era bagnato del
Tevere, era già edificata e in parte decorata e Agostino Chigi chiamato "il magnifico" viveva qui la sua splendida vita
di mecenate del Rinascimento tra ricchezze e onori, protettore di artisti e amico di principi e cardinali che amava
ricevere nella sua dimora. Memorabili alcuni banchetti imbanditi nella villa, quello allestito nelle scuderie
splendidamente addobbate, quasi a dimostrare che le stalle del Chigi erano più fastose dei saloni del Palazzo Riario
che stavano costruendo di fronte, o un altro in cui le vivande erano servite in piatti d'oro e d'argento che alla fine del
pranzo venivano gettati nel Tevere (ma reti accuratamente nascoste nell'acqua restituivano i preziosi piatti all'accorto
proprietario). Dopo tanto splendore durante la vita di Agostino, la villa, in cui avevano fatto bivacco i Lanzichenecchi
durante il sacco di Roma, alla fine del '500 fu acquistata dal Cardinale Alessandro Farnese, da cui viene il nome di
Farnesina, per distinguerla dal Palazzo Farnese, al di là del fiume; secondo un progetto di Michelangelo un ponte sul
Tevere doveva collegare le due proprietà dei Farnese. La villa passò poi ai Borbone, poi in enfiteusi al Duca di Ripalta e
infine fu acquistata dallo Stato italiano come sede dell'Accademia d'Italia. Ora è proprietà dell'Accademia dei Lincei.
Domenica 20 marzo ore 10.45
ROMA SOTTERRANEA
IL VICUS CAPRARIUS E I RESTI ARCHEOLOGICI SOTTO AL CINEMA TREVI
Con Barbara Di Lorenzo
Appuntamento: ore 10.45 alla fontana di Trevi, davanti la chiesa all’angolo di via del Lavatore
Quota di partecipazione: Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti)
Biglietto di ingresso ( + diritti di prenotazione): Eu 5,00
Visita a un vasto e interessantissimo complesso
edilizio di età romana imperiale emerso nel corso
dei lavori di ristrutturazione dell’ex Cinema Trevi,
nei pressi della Fontana di Trevi: un’insula romana,
composta da un caseggiato articolato in più unità
indipendenti e circondato da imponenti mura. Il
tutto nella cornice dei resti dell’Acquedotto
Vergine, da cui il nome “Città dell’Acqua”.
All’interno una piccola ma significativa area
museale con resti di mosaici in marmi policromi,
statue e decorazioni marmoree. Un altro clamoroso
esempio delle tante testimonianze dell’antica
Roma nascoste sotto strade e palazzi del centro
cittadino, solo pochi metri sotto il nostro cammino.
MARZO 2016
per partecipare è obbligatoria la prenotazione
chiamando il numero 06.45504424 o scrivendo a [email protected]