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FEBBRAIO 2016

per partecipare è obbligatoria la prenotazione chiamando il numero

06.45504424

o scrivendo a

[email protected]

COME SI PARTECIPA ALLA PROGRAMMAZIONE DI FLUMEN

QUOTA DI PARTECIPAZIONE ALLE VISITE GUIDATE

La quota di partecipazione per ogni incontro di questo programma, salvo diversa comunicazione, è di

€ 7,00

a persona per gli iscritti a Flumen e di

€ 10,00

a persona per i non iscritti che intervengono al primo incontro. Per le gite, i viaggi e altre iniziative, i costi verranno specificati in altra sede. L'eventuale biglietto di ingresso a mostre, musei e monumenti

va sempre calcolato a parte ed è a carico dei partecipanti

. Dove possibile, esso viene sempre specificato all'interno del programma.

LA PRENOTAZIONE AGLI INCONTRI È OBBLIGATORIA Per partecipare agli appuntamenti di Flumen la prenotazione è obbligatoria: telefonando: 06.45504424 (da lunedì a venerdì ore 9-12 / 15-18) oppure scrivendo una E-mail:

[email protected]

L'Associazione si riserva di annullare o modificare le visite nel caso di maltempo o nel caso in cui non venisse raggiunto il numero minimo di partecipanti. Per le mostre e le visite a permesso speciale i posti disponibili sono sempre limitati e ad esaurimento, si consiglia quindi la prenotazione almeno 10 giorni prima.

ISCRIZIONE ALL'ASSOCIAZIONE

Il programma è realizzato esclusivamente a beneficio degli iscritti a Flumen. L'iscrizione all'Associazione è obbligatoria. Il contributo per il tesseramento è di

€ 15,00 per partecipare a un anno di attività

. La tessera dell'Associazione va sempre portata con sé in occasione degli incontri programmati.

COME E DOVE CONSULTARE I PROGRAMMI DI FLUMEN

I possessori di indirizzo di posta elettronica riceveranno tutta la programmazione

via e-mail

, oltre a un aggiornamento settimanale (

newsletter

) che potrà contenere anche proposte fuori programma. Per coloro che non possiedono un sistema di posta elettronica, la programmazione cartacea è in distribuzione presso le nostre Sedi:

presso Flumen

, in Piazza Pompei 14 (zona Piazza Tuscolo), e

presso l’agenzia The Partner,

in via Germano Sommeiller 13 (zona Santa Croce in Gerusalemme, tel. 06.7014861). Invitiamo a telefonare sempre preventivamente presso le Sedi suddette per accertarsi che i programmi siano disponibili. L’intera programmazione di Flumen è consultabile e scaricabile su

www.flumen.it.

IL PROGRAMMA DI FEBBRAIO 2016 IN BREVE

Quando

Sabato 6 febb Sabato 6 febb Domenica 7 febb Domenica 7 febb Sabato 13 febb Domenica 14 febb Sabato 20 febb Domenica 21 febb Sabato 27 febb Domenica 28 febb

Cosa San Giovanni a Porta Latina Percorso augusteo in Campo Marzio Il Museo della Cripta di Balbo La mostra Toulouse-Lautrec all’Ara Pacis Lo studio di Luigi Pirandello Ore Con chi

10.45 Barbara Di Lorenzo 16.00 Marco Mancini 10.30 Francesca Virzì 17.00 Valeria Marino 10.30 Laura Angelelli

La mostra Impressionisti Tête à Tête al Vittoriano La mostra Toulouse-Lautrec all’Ara Pacis Sotterranei della basilica di Santa Cecilia Sotterranei della basilica di San Lorenzo in Lucina Percorso torri medievali al quartiere Monti

11.45 Barbara Di Lorenzo 17:30 Valeria Marino 10.30 Barbara Di Lorenzo 16.00 Barbara Di Lorenzo 15.30 Laura Angelelli

Importante da sapere

Ingresso gratuito per tutti la prima domenica del mese Massimo 25 partecipanti Apertura straordinaria il sabato per Flumen Ultima visita prima chiusura della mostra Massimo 25 partecipanti della

Per partecipare agli appuntamenti di Flumen la prenotazione è obbligatoria: telefonando: 06.45504424 (da lunedì a venerdì ore 9-12 / 15-18) oppure scrivendo una E-mail:

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SABATO 6 febbraio ore 10.45 LA CHIESA DI SAN GIOVANNI A PORTA LATINA

con Barbara Di Lorenzo

Appuntamento:

ore 10.45 a Porta Latina, su viale Metronio/via di Porta Latina

Quota di partecipazione:

Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti)

La chiesa di San Giovanni a Porta Latina

, così chiamata per la vicinanza alla Porta Latina, fu fondata da Gelasio I nel V secolo, riedificata da Adriano I nel 772 e restaurata nel 1191, anno in cui, sotto Celestino III, furono traslate qui le reliquie dei Ss. Gordiano ed Epimaco. La chiesa sarebbe sorta a ricordo dell'evento miracoloso per cui S. Giovanni subì la prova dell'olio bollente uscendone illeso: il miracolo è ricordato dall'adiacente cappellina eretta sulla via, denominata S. Giovanni in Oleo. La chiesa sorge all'estremità del rione Celio, in una zona della città un tempo disabitata e impervia. Ancora oggi la zona, all’interno delle mura Aureliane che in questo tratto si conservano splendidamente tra le porte Metronia, Latina e S.Sebastiano, è rimasta per incanto immersa nel verde e salvaguardata dalle costruzioni che invece sono cresciute intensive al di là delle mura, nel quartiere Appio-Latino, a ridosso di un caratteristico quartiere di villini di fine Ottocento. L'interno conserva la semplice ed antica armonia di forme originaria, diviso in tre navate da due file di cinque colonne ciascuna di marmo diverso, sulle quali poggiano archi semicircolari. Intorno all'altare sono conservati avanzi di un pavimento cosmatesco a disegno geometrico mentre nella predella dell'altare stesso spicca in lettere capitali romane l'antico "titolo" della Chiesa, ritrovato durante gli ultimi restauri: "TIT. S.IOANNIS ANTE PORTAM LA(TINAM)". Il ciclo di affreschi del XII secolo che decorano la navata centrale, rinvenuti durante il restauro del 1940, rappresentano 46 differenti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e rivestono una straordinaria importanza per lo studio dell'arte medioevale a Roma.

Sabato 6 febbraio ore 16.00

EVOCAZIONI NELLA ROMA DI AUGUSTO NEL QUARTIERE DI CAMPO MARZIO

con Marco Mancini

Appuntamento:

ore 16.00, davanti al teatro Argentina (in largo Argentina)

Quota di partecipazione:

Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen);

Noleggio sistema di amplificazione:

Eu 2,00 Sin dall’epoca regia,

la piana del campo marzio

fu consacrata al dio Marte e adibita ad esercizi militari. Si racconta che qui, presso la

palus Caprae

(palude della Capra; una depressione o palude nella parte meridionale del

campo Marzio

dove oggi sorge il Pantheon), fu assunto al cielo il primo re di Roma, Romolo. Inizialmente la zona, al di fuori dei confini ufficiali della città, venne utilizzata per dare udienza ad ambasciatori stranieri e vi venivano più facilmente eretti luoghi di culto per le divinità orientali. L'inizio della monumentalizzazione dell'area cominciò con il teatro di Pompeo nel 55 a.C. e con Cesare furono sistemati gli edifici legati alle elezioni, i

Saepta Iulia

(completati da Augusto) e la

Villa publica

.

In epoca augustea,

Marco Vipsanio Agrippa

inserì i giardini, la basilica di Nettuno, le terme con il suo nome e il Pantheon. Vi venne costruito anche il primo anfiteatro permanente di Roma (= l'anfiteatro di Statilio Tauro), un teatro (= il teatro di Balbo), un'immensa meridiana (= la meridiana di Augusto) a fianco della quale sorgeva l'Ara Pacis. La zona non edificata verso nord era dominata dal mausoleo di Augusto e dall'orologio solare (

Horologium Augusti

) formato da una estesa platea in marmo, i cui resti sono oggi visibili negli scavi a San Lorenzo in Lucina, e per gnomone l'obelisco oggi a piazza Montecitorio. Nel giorno natale dell'imperatore, l'ombra dello gnomone raggiungeva l'ingresso dell'Ara Pacis, il monumento voluto dal Senato romano per celebrare la pace e la stabilità portate dal governo di Augusto, che integrava questo grande complesso celebrativo e funerario.

Domenica 7 febbraio ore 10.00

IL MUSEO DELLA CRIPTA DI BALBO E GLI ANTICHI SOTTERRANEI DI VIA DELLE BOTTEGHE OSCURE

con Francesca Virzì

Appuntamento:

ore 10.0, davanti ingresso, via delle Botteghe Oscure 31

Quota di partecipazione:

Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen);

INGRESSO GRATUITO PER TUTTI

Questo bellissimo e molto importante museo fa parte di un vasto complesso di edifici acquisito dallo Stato nel 1981 e sorge sul cortile porticato annesso al teatro di Balbo, fatto costruire da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C.,

la

Crypta Balbi

, appunto. Il complesso è costituito da un intero isolato racchiuso tra via delle Botteghe Oscure, via dei Polacchi, via dei Delfini e via Caetani, che nei secoli ha visto diversi usi e insediamenti.

In età romana

l'urbanizzazione era costituita dalla Crypta Balbi, dalle case retrostanti e dal lato meridionale della

Porticus Minucia

, i cui resti sono visibili dall'altra parte di via delle Botteghe Oscure;

in età altomedioevale

nel sito si collocò la chiesa-convento di

Santa Maria Domine Rose

, con il suo orto e gli annessi;

all'età medioevale

risalgono le case di via dei Delfini;

in età rinascimentale

vi si installò un convento di

Santa Caterina

con annesso orfanotrofio;

al Settecento

risale infine la vicina chiesa ancora esistente di san Stanislao e l'annesso ospizio dei Polacchi. La particolarità che rende unico la Crypta Balbi è di essere

un museo dedicato all’archeologia urbana

, testimone della ricerca e della documentazione dell'evoluzione di quello spazio, dei suoi insediamenti e delle sue destinazioni d'uso lungo i secoli. Particolare attenzione viene dedicata ai ritrovamenti che documentano attività artigianali (materiali, attrezzi, produzioni) svolte nel luogo in età postclassica e altomedioevale, mettendo in rilievo la continuità del lavoro ed anche la qualità dei prodotti, in secoli generalmente considerati "oscuri", tra il VII e il X. L'esposizione, finalizzata a mostrare l'evoluzione nel tempo delle attività e degli insediamenti, presenta ritrovamenti avvenuti in loco, ma anche reperti provenienti da altri siti, ed è molto curata e ben documentata, anche dal punto di vista didattico, descrivendo ampiamente non solo i reperti in mostra, ma anche i contesti storici ai quali essi fanno riferimento.

Ingresso gratuito per tutti per “Domenica al Museo”, ogni prima domenica del mese.

Domenica 7 febbraio ore 16.40

LE MOSTRE AL MUSEO DELL’ARA PACIS (I appuntamento) “TOULOUSE-LAUTREC“

con Valeria Marino

Appuntamento:

ore 16.40, davanti all’ingresso della mostra, Spazio Espositivo Ara Pacis (lato via di Ripetta)

Quota di partecipazione:

Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)

Biglietto di ingresso + diritti di prenotazione:

Eu 13,00

Noleggio sistema di amplificazione:

Eu 2,00 Con circa

170 opere

provenienti dal

Museo di Belle Arti di Budapest

, è giunta al

Museo dell’Ara Pacis

di Roma una nuova mostra dedicata a

Toulouse-Lautrec

, il pittore bohémien della Parigi di fine Ottocento, che ripercorre la vita dell’artista dal 1891 al 1900, poco prima della sua morte avvenuta a soli 36 anni. La mostra espone il meglio della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata al Museo di Belle Arti di Budapest (

Szépmű vészeti Múzeum

), uno dei più importanti in Europa. In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) hanno lasciato Budapest per essere presentate al Museo dell’Ara Pacis fini all’8 maggio 2016. Attraverso questa esposizione sarà possibile ripercorrere l'opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell'artista.

Sabato 13 febbraio ore 10.15

LE CASE MUSEO DI ROMA LO STUDIO DI LUIGI PIRANDELLO SU VIA NOMENTANA

con Laura Angelelli

Appuntamento con la guida:

ore 10.15, in via Antonio Bosio 13B (traversa di via Nomentana/ nei pressi di Villa Torlonia)

Lo Studio di Luigi Pirandello

è l’ultima dimora abitata dallo scrittore e si trova all’ultimo piano di un villino di proprietà dello Stato. Già negli anni 1913-1918 Luigi Pirandello aveva abitato nel villino insieme alla sua famiglia. Dal 1933 al 1936 vi abitò da solo, occupando i locali tuttora conservati integri all'ultimo piano; nella stanza attigua al suo appartamento viveva il suo autista-factotum Francesco Armellini, mentre al piano inferiore abitava il figlio Stefano con la famiglia. In questa casa nel 1934 Luigi Pirandello riceveva la notizia del conferimento del Premio Nobel.

Alla morte dello scrittore, avvenuta il 10 dicembre 1936, i figli subentrarono nel contratto di locazione ma, quando il 10 novembre 1938 l'intero villino fu acquistato dallo Stato e adibito a sede dell'Ufficio Centrale Metrico, il Ministero delle Corporazioni ne intimò l'immediato sgombero. Fu allora che gli Eredi Pirandello, pur di non veder distrutta tale memoria, si dichiararono disposti a donare allo Stato quanto era contenuto nello Studio (mobili, quadri, libri, manoscritti, oggetti personali), purché lo Stato a sua volta si impegnasse a consegnare lo Studio al Ministero dell'Educazione Nazionale affinché il tutto venisse mantenuto nel modo in cui si trovava.

L'impegno (siglato il 28 dicembre 1942) fu mantenuto ma soltanto nel 1961, ricorrendo il XXV anniversario della morte di Luigi Pirandello, il Ministero della Pubblica Istruzione, ancora una volta dietro sollecitazione dei figli dello scrittore oltre che di un gruppo di intellettuali, decise di affidarne la custodia all'Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo.

Apertura straordinaria per Flumen il sabato mattina

.

DOMENICA 14 febbraio ore 11.45 LE MOSTRE DEL VITTORIANO (ultimi giorni prima della chiusura) “IMPRESSIONISTI

TÊTE À TÊTE”

con Barbara Di Lorenzo

Appuntamento:

ore 11.45 davanti l’ingresso della mostra, in via di San Pietro in Carcere

Quota di partecipazione:

Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti)

Biglietto di ingresso (+ sistema di amplificazione):

Eu 7,00 La mostra, che chiuderà alla fine del mese di febbraio, prende in esame i

sessant’anni di pittura francese

(1860-1919) in cui nacque, si sviluppò e si affermò la pittura impressionista, e i suoi esiti finali, il postimpressionismo.

Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Berthe Morisot:

questi, tra i tanti, gli artisti presenti al Complesso del Vittoriano, in una rassegna di oltre

60 opere

, tra cui anche dieci sculture. Attraverso i volti, gli abiti, le posture e gli accessori dei personaggi ritratti, attraverso i luoghi e le ambientazioni in cui essi sono inseriti “

IMPRESSIONISTI.

Tête-à-tête”

offre al visitatore la possibilità di ricostruire l’ambiente culturale, i contesti sociali e gli stimoli artistici in cui operarono gli artisti impressionisti e, soprattutto, e di cogliere quella “rivoluzione dello sguardo” e quel rinnovamento stilistico di cui il movimento impressionista fu portavoce.

Sabato 20 febbraio ore 17.15

LE MOSTRE AL MUSEO DELL’ARA PACIS (II appuntamento) “TOULOUSE-LAUTREC“

con Valeria Marino

Appuntamento:

ore 17.15, davanti all’ingresso della mostra, Spazio Espositivo Ara Pacis (lato via di Ripetta)

Quota di partecipazione:

Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)

Biglietto di ingresso + diritti di prenotazione:

Eu 13,00

Noleggio sistema di amplificazione:

Eu 2,00

Domenica 21 febbraio ore 10.30

ROMA SOTTERRANEA I SOTTERRANEI DELLA BASILICA DI SANTA CECILIA A TRASTEVERE

con Barbara Di Lorenzo

Appuntamento:

ore 16.30, all’ingresso della chiesa, in piazza di Santa Cecilia

Quota di partecipazione:

Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)

Biglietto di ingresso:

Eu 3,00 La leggenda vuole che la chiesa sorga sulla casa familiare di Cecilia,

"vergine illustre, nata da nobile stirpe romana"

, suppliziata verso il 220. La Legenda Aurea narra che papa Urbano I, che aveva convertito il marito di lei Valeriano ed era stato testimone del martirio, “

seppellì il corpo di Cecilia tra quelli dei vescovi e consacrò la sua casa trasformandola in una chiesa, così come gli aveva chiesto”

. Il

Titulus Caeciliae

è in effetti attestato già dal V secolo. All'inizio del IX secolo papa Pasquale ebbe in sogno la visione di Cecilia che gli rivelava la propria sepoltura: fece quindi erigere la chiesa in forma basilicale sul luogo della precedente e vi traslò il corpo. Durante i lavori di ristrutturazione effettuati nel 1599 fu aperto il sepolcro di marmo e nella ulteriore cassa di cipresso che esso racchiudeva si ritrovò il corpo integro, vestito di bianco e con il segno delle ferite sul collo. L'evento fu considerato miracoloso e anche papa Clemente VIII venne a constatarlo. Stefano Maderno fu incaricato di riprodurre la figura così come era stata ritrovata. L'eccezionale opera in marmo pario, ancor oggi esposta sotto l'altar maggiore, ne è il risultato.

Al di sotto della basilica

, a una profondità di circa 5 metri, sono stati rinvenuti

resti di una

domus

del II secolo a.C.

e tracce di lavori successivi che portarono la domus, in tutto o in parte, ad essere convertita in una grande insula in concomitanza con l’affollamento urbano che caratterizzò la zona di Trastevere in epoca imperiale romana. L'

insula

utilizzò in parte murature preesistenti, ponendo il cortile al posto dell'

atrium

antico, e presenta tracce di una strada, di una scala d'accesso, di un'aula e di un piccolo impianto termale interno, presumibilmente privato, nonché di pavimentazioni. Modifiche ulteriori vennero apportate con l'uso cristiano dell'immobile nei secoli successivi: una sala con una vasca circolare fu trasformata in un battistero esagonale rivestito di marmo. Accanto a questa è il

balneum

che la tradizione indica come luogo di martirio di Cecilia.

Sabato 27 febbraio ore 16.00

ROMA SOTTERRANEA I SOTTERRANEI DELLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA IN CAMPO MARZIO

con Barbara Di Lorenzo

Appuntamento:

ore 16.30, all’ingresso della chiesa, in via in Lucina (traversa di via del Corso)

Quota di partecipazione:

Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)

Offerta:

Eu 3,00 La basilica di San Lorenzo in Lucina sorse nel IV secolo, sulla residenza dell'omonima matrona romana in cui i primi cristiani convertiti dal paganesimo si incontravano per pregare. La

domus

fu consacrata poi a luogo di culto ufficiale nell'anno 440 da papa Sisto III, per essere poi ricostruita sotto papa Pasquale II fino al completamento nel 1130. La basilica è ubicata nel cuore di Roma, nella zona anticamente occupata dal

Campo Marzio settentrionale

, un'area pianeggiante di origine alluvionale, fra il Tevere e il Pincio, dove l’imperatore Augusto vi aveva fatto

erigere il proprio Mausoleo, l’Ara Pacis, e il complesso sistema di una grande meridiana che aveva al centro l’obelisco egiziano collocato attualmente davanti a Montecitorio. Qui sorgeva un vero e proprio quartiere abitativo, di cui è possibile esplorarne i resti nei sotterranei della Basilica attuale.

Domenica 28 febbraio ore 16.00 MEDIOEVO A ROMA IL PERCORSO DELLE TORRI MEDIEVALI DI ROMA NEL RIONE MONTI

con Laura Angelelli

Appuntamento:

ore 16.00 sotto la Torre delle Milizie , in Largo Magnanapoli (presso i Mercati Traianei)

Quota di partecipazione:

Eu 7,00 (Eu 10,00 Non Iscritti a Flumen)

Noleggio sistema di amplificazione:

Eu 2,00 Oggi è difficile da credere, eppure

nel Medioevo a Roma si contarono fino a 300 torri

contemporaneamente che, insieme ai campanili delle chiese e alle torri delle Mura Aureliane, conferirono alla città un aspetto assolutamente verticale. In una guida medioevale di Roma per pellegrini, scritta dall'erudito inglese Mastro Gregorio nel XII secolo, si trova la più bella definizione della Roma turrita:

“Si deve ammirare con straordinario entusiasmo il panorama di tutta la città, in cui sono così numerose le torri da sembrare spighe di grano”

. Oltre trecento torri, quindi: questo dato è ancora più impressionante qualora si pensi che la città medioevale era assai più piccola di quella di oggi, tutta ritratta verso il fiume sia per l'approvvigionamento di acqua (gli acquedotti erano caduti in rovina), sia per la sicurezza difensiva, sia per lo sfruttamento della corrente con mulini. La costruzione di una torre era un privilegio consentito soltanto all'aristocrazia, in quanto simbolo del diritto feudale; e la casa-torre, che in pratica è una torre con funzioni abitative, divenne il modello d'abitazione più diffuso per la nobiltà. Solo con il sec. XV le torri andarono scomparendo, con l'affermarsi del palazzo di tipo toscano. Delle centinaia di torri attestate a Roma in età medievale,

ne sono rimaste una cinquantina

: alcune piuttosto famose perché isolate e ben visibili, la maggior parte invece sconosciute, inglobate in edifici posteriori o mimetizzate tra le costruzioni che ad esse si sono addossate.

FEBBRAIO 2016

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