Nella città uccisa due volte "I nostri figlisi meritano

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Transcript Nella città uccisa due volte "I nostri figlisi meritano

D racconto
Casale Monferrato
Tra drappi neri e rose bianche
("dolore e memoria non si
prescrivono") il parco giochi
che sorgerà sopra la tomba
dell'Eternit è una speranza
di futuro. "Ma oggi quei
signori giudici a Roma lo
immaginano comesi muore
d'amianto?"
Nella città uccisa due volte
"I nostrifiglisimeritano
un'Italia migliore di questa '
DAL NOSTRO INVIATO
MAURIZIO CROSETTI
L
A MORTE c'è ma non si vede, qui nella
città uccisa due volte. Vola come farfalla brillando in controluce, sembra
una piccola stella. Ha nomi gentili e
fantasiosi, la morte: crisotilo, fibra
d'oro, fiocco di lana, pietra raggiata. Mille e
trecento volte più sottile di un capello. Potete
chiamarla amianto, se vi va.
La morte attraversa quest'aria limpida del
mattino, vi si poggia come su un'ala. Fluttua
leggerissima come polline ma non fa germo-
gliare la vita, non accende i fiori. Poi, un gior' s'inf^3 n e l naso, entra in bocca, scende e
s'accuccianei polmoni, dentrolapleura,elì cova la sua missione anche per decenni. Non ha
fretta. Pare incredibile ma è qui anche adesso,
in piazza Mazzini, a Casale Monferrato, attorno e dentro la gente che sfila in lutto, le serrande dei negozi abbassate ma gli sguardi no,
quelli sono alti, fieri e dolenti. I cittadini portano cartelli quadrati, nero su bianco. C'è scritto: "Quante volte ci devono ancora uccidere?".
Sui gradoni del monumento a Carlo Alberto,
bardato chissà perché da antico romano, hanno steso drappi neri, e lo stesso sulle panche di
no
pietra sotto la torre civica. Drappi neri e rose
bianche. Perché dolore e memoria non si prescrivono, non si cancellano.
IL SOLLETICO IN GOLA
La morte abita anche nel cimitero di carta
delle 2.288 buste, in una delle stanze in viadel
Carretto 10 dove ha sede l'Afeva, associazione
delle vittime dell'amianto. Tre scansie, una
vetrinetta: l'archivio che la Cassazione ha trasformato in un'altra tomba. Cartelline bianche: operai morti. Cartelline rosa: cittadini
morti. Cartelline gialle: lavoratori ammalati.
Il signor Beppe Manfredi, 6 5 anni, è una cartellina gialla. «Il mesotelioma me l'hanno scoperto a luglio del 2013, mai lavorato all'Eternit, però da bambino giocavo in un cortile pieno d'amianto, era il polverino che gli operai
dell'Eternit portavano a casa sul manubrio
delle biciclette, poi lo stendevano a terra come
una specie di asfalto. Erano d'amianto la tettoia per le bici e il tendone che la chiudeva. Sono stato elettricista fino al 2002, ho posato tubi anche in quella fabbrica maledetta. Tutto è
cominciato con il solletico in gola, il gatìj, per
dirla alla piemontese. Poi mi hanno trovato
l'acqua nei polmoni, che per un casalese vuol
dire farsi il segno della croce. Biopsia, terrore
puro, il verdetto, otto cicli di chemio, 42 punture di cortisone. Lei sa cos'è la decorticazione
della pleura? No? Vuol dire che te la sfilano come un tappetino. Lì dentro c'erano le mie cellule cancerogene».
Beppe è andato a Roma, mercoledì, in tribunale. «Al procuratore generale ho augurato
di passare anche solo un giorno dei miei, senza sapere se il mese prossimo sarai ancora vivo, cercandonominuoviognimattinanellapagina dei necrologi e immaginando il tuo, con le
pastiglie per dormire e la psicologa per non impazzire. Mentre ascoltavo la lettura della sentenza, mi sono vergognato di essere italiano».
LA"PUVRI"EILTRIC0L0RE
Il tempo passa, la polvere d'amianto colma
di granelli la clessidra, ricopre oggetti e ricordi, soffoca e cancella. Ma adesso, chi glielo dice a quelle cartelline bianche che sono morte
per niente? Quand'erano persone respiravano le briciole infernali della puvri, la polvere, e
fabbricavano tettoie, tubi, tegole, fioriere,
pannelli isolanti, persino la neve finta per gli
spettacoli teatrali. «Sembrava zucchero e d'estate brillava», ricorda Beppe.
Adesso che un tribunale ha scritto le due parole, "diritto" e "giustizia", e poi ha tirato una
riga in mezzo per separarle, la città uccisa due
volte sa di doverle unire ancora: è la speranza,
lo scopo di tante vite che sembravano non
averne. Sui balconi di Casale è appeso il tricolore con una scritta nera: "Eternit: giustizia".
Campeggia anche all'inizio della centralissima via Saffi, sulla ringhiera dello storico negozio di ferramenta come ovunque. Ieri mattina ci sono passati davanti in tanti, i ragazzi
erano moltissimi, avevano i cartelli in mano e
lo sguardo di chi sa. Ma quelli con i capelli grigi erano anche di più, hanno raccontato cosa
significa accudire per anni un malato di asbestosi,ifigli,lemogli,imariti,ipadri,cadutiuno
aunocomeinguerra,ragoniaèlentamail crollo improvviso.
Ed è come se ci fossero tutti i tremila cadaveri, i tremila sommersi insieme al loro simbolo: Giovanni Demichelis detto Giuanìn, che
nel 1983 si fece portare in tribunale in barella,
quasi agonizzante, per testimoniare con l'ultimo fiato che aveva. Morì cinque giorni dopo.
E grida vendetta anche solo l'ipotesi che
Giuanìn e gli altri si siano inabissati per niente.
AFFOGARE NEI PROPRI POLMONI
«Ma quei signori giudici, a Roma, lo immaginano come si muore d'amianto?». Gabriella
Bosco, 65 anni, è la figlia di Ferruccio. «Se n'è
andato nel 1995, lui il cancro l'aveva al peritoneo, un po' meglio che alla pleura Chi ce l'ha
nei polmoni soffoca per un anno intero, affogando nell'acqua che li riempie: si toglie, e
quella ritorna. Papà non voleva che lo aiutassimo a salire le scale, tre piani senza ascensore, non aveva più respiro ma l'orgoglio gli era
rimasto eccome. Mai parlato della malattia
con noi. Sono andata a Roma, sentivo la fregatura in arrivo, pensavo alle sentenze ribaltate
dell'Aquila e della Thyssen, non ero tranquilla.Maadessomidicochelabattagliacontinua,
in fondo è così, non è stato disastro doloso ma
omicidioenonsi doveva accettare l'elemosina
di quel grand'uomo dello svizzero. Se davvero
la legge sulla prescrizione verrà cambiata ci
guadagneranno i nostri figli e i nostri nipoti,
noi magari no ma cosa importa? Figli e nipoti
meritano un'Italia migliore di questa».
IL SARCOFAGO E L'ESTATE
Lamortebiancaèun firmamento di stelline
crudeli, non ha odore e uccide in media una
persona a settimana: l'ultimo si chiamavaLuigino Bozzo e l'hanno sepolto sabato. Andrà
avanti così, dicono, per almeno altri dieci anni.
La morte in polvere lascia una scia invisibile
ma il suo cammino comincia e finisce sempre
laggiù,appenafuoriCasale,nelquartiere Ronzone dove l'Eternit è stata rasa al suolo. Non
tutta, in verità. Resistono dal 1906 le palazzine degli uffici con gli svolazzi liberty, tra ortiche e fiori di campo, ma la fabbrica vera e propria l'hanno sminuzzata e ricoperta con un
sarcofago di cemento come a Chernobyl, 94
mila metri quadrati di puvri e fantasmi, poveri corpi tornati alla polvere per colpa della polvere.
Fa sempre male, venire qui. È un posto da
spavento. Specialmente adesso, di sera, con il
buio delle finestre senza vetri a riflettere un
tramonto di sangue. A due passi c'è una scuola materna, poco fa si sentivano ancora le voci
dei bambini nell'aria, quella stessa che porta i
loro squittii di uccellini insieme alla morte,
ognicosaècomeabbracciata,allaricercadiun
senso.
Manontuttofiniscecosì.Sopralatombadell'Eternit, la città uccisa due volte ha deciso di
far nascere un parco giochi, già si vedono tubi
gialli e verdi, qui si verrà a crescere contenti
nei pomeriggi d'estate, e forse la morte dell'Eternit sarà soffiata via come polvere. Mica dura poi così tanto l'eternità.
'QRIPRODUZIONERISERVATA
LETAPPE
LOSTABILIMENTO
L'attività produttiva
Eternit a Casale
parte il 19 marzo
1907 èva avanti
finoalógiugno
1986: il maggiore
stabilimento di
cemento-amianto
d'Europa
I TUMORI
NUMERI
94mila
METRI QUADRATI
La Eternit di Casale
si estendeva su una
superficie di 94mila
metri quadrati, di cui
50mila coperti con
lastre di fibrocemento
Smila
Dagli anni Settanta
nell'ospedale
di Casale viene
registrato un
aumento di morti
permesotelioma,
anche in soggetti
non esposti sul
lavoro all'amianto
DIPENDENTI
LA CHIUSURA
VITTIME
Dopo anni di crisi
nell 986 la
produzione
viene interrotta
e i 350 dipendenti
sono allontanati.
Lo stabilimento
viene demolito
nel 2005
SoloaCasale
Monferrato sono
1.830 i morti per
l'amianto dell'Eternit,
in tutta Italia
quasi 3.000
In79annidiapertura
lo stabilimento
impiega 5mila
persone. Il picco è
negli anni Sessanta
con 2mila dipendenti
1.830
60
DIAGNOSI ANNUE
Ogniannosono
inmediaóOaCasale
le nuove diagnosi
dimesotelioma:la
malattia si manifesta
anche dopo50anni
<
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te
IN PROVINCIA
DI ALESSANDRIA
Casale Monferrato (Al) è
un comune di 35mila abitanti
sulla riva destra del Po, che
proprio qui comincia a essere
navigabile. Ricco di industrie
enologiche, dei cementi e
alimenta ri.Tra i cittadini illustri
lo scrittore Cesare Pavese
e il ballerino Roberto Bolle