Erbe Aromatiche e Officinali indice Introduzione Basilico Erba Cipollina Menta Menta Prezzemolo Galleria immagini Glossario Riferimenti WEB introduzione Questo lavoro è rivolto ad una classe quarta e quinta di un Istituto.

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Erbe Aromatiche
e Officinali
indice
Introduzione
Basilico
Erba Cipollina
Menta
Menta
Prezzemolo
Galleria immagini
Glossario
Riferimenti WEB
introduzione
Questo lavoro è rivolto ad una classe quarta e quinta di un Istituto Tecnico Agrario dove, nell’ambito delle
materie di modulo e progetto colture florovivaistiche, abbiamo realizzato un ipertesto da presentare
nell’ambito delle manifestazioni che la scuola organizza. Gli allievi hanno scelto “le piante aromatiche
officinali” perché la richiesta di questi prodotti da parte dell’ industria farmaceutica, alimentare, cosmetica,
erboristica è in continuo aumento. Nel nostro paese la coltivazione di queste piante risente della
concorrenza dei paesi dell’Europa dell’Est.
Discussione allievi:
In classe si è discusso con gli allievi quali dovessero essere le piante da inserire nell’ipertesto, la discussione
mirato la scelta sulle piante più utilizzate in erboristeria e in cucina. Molti allievi hanno trovato troppo
limitata la ricerca in internet perciò si sono recati anche alla biblioteca dell’università:
La classificazione botanica è stata uno dei temi più discussi in classe determinando le modalità di realizzazione
delle schede botaniche.
Per le immagini da inserire, i ragazzi hanno preferito cercare foto anticate anziché stampe fotografiche.
La discussione in classe ha riguardato anche gli aspetti agronomici, fitoiatrici, ed economici dell’argomento.
Si è discusso sull’utilizzo di queste piante in aziende ad indirizzo biologico in quanto l’uso indiscriminato di
antiparassitari incide sulla qualità dei principi attivi.
Verrà fatta un’analisi dei costi di produzione, l’ipertesto potrà essere ampliato durante i due anni scolastici
inserendo altre 35 piante aromatiche officinali.
Gli allievi lavoreranno in gruppi di tre-quattro, ad ogni gruppo verranno assegnate cinque piante scelte.
Materiali:
Si cercherà il materiale necessario su libri, riviste e internet.
Introduzione - segue >
Competenze acquisite:
Le competenze acquisite sull’argomento botanico riguardano la conoscenza e l’utilizzo di chiavi di
classificazione e della classificazione binomia.
Gli allievi impareranno a descrivere un vegetale da un punto di vista morfologico.
Dal punto di vista chimico gli alunni impareranno a conoscere le molecole che sono contenute nelle piante, il
loro utilizzo e le loro proprietà.
Gli aspetti agronomici ed economici verranno ampliati successivamente durante il progetto di quinta.
L’esperienza è stata positiva, i ragazzi hanno lavorato con impegno e si è deciso di sviluppare il progetto di
quinta su argomenti che riguarderanno queste piante, in questo modo si potranno riutilizzare le schede già
preparate.
Dal punto di vista informatico, gli allievi hanno imparato a strutturare un documento come ipertesto. Hanno
imparato l’utilizzo dei collegamenti ipertestuali relativi a segnalibri del documento stesso e a indirizzi
internet.
Durante la navigazione in internet, iniziata per la ricerca, si sono apprese le tecniche per la cattura dal web di
testo e di immagini e la loro collocazione all’interno del lavoro in preparazione. Particolare attenzione è
stata prestata nelle gestione delle immagini, il loro ridimensionamento e le possibili modalità di ancoraggio
al testo.
Nella ricerca sul web, per l’acquisizione di materiale, si sono utilizzati strumenti mai esplorati precedentemente
quali gruppi di discussione e programmi di file-sharing.
Le schede verranno utilizzate anche per una classe terza nel corso di Biologia applicata. L’insegnante,
quando spiegherà la classificazione binomia di Linneo, utilizzerà alcune slide del presente documento
per l’attività didattica.
Riflessioni:
L’esperienza di questo laboratorio è stata fortemente positiva, gli allievi hanno partecipato con attenzione e forte
motivazione alla realizzazione delle schede e alla preparazione dell’ipertesto.
Si è pensato di utilizzare le schede per una futura pubblicazione quando il documento sarà integrato dalle altre
35 schede previste.
Introduzione - inizio <
Basilico
Divisione: ANGIOSPERMAE
vedi immagine
Classe: DICOTILEDONI
Ordine: TUBIFLORAE
Famiglia: Labiatae (Lamiaceae)
Nome scientifico: Ocimum Basilicum L.
Nome comune: Basilico
Descrizione: E' una pianta erbacea annuale, usata in genere per insaporire minestre, salse, soprattutto di
pomodoro, per insalate e liquori. Originaria dell'Asia tropicale e dell'Africa, la pianta fu importata dai
Romani. Per la sua origine tropicale è sempre coltivata e non si naturalizza mai. E’ perenne nelle regioni subtropicali.
Esistono numerose specie e varietà di basilico, tuttavia le più coltivate sono quelle per la produzione del pesto
genovese, di cui il basilico è l'ingrediente principale. Tutte le varietà si coltivano facilmente, anche in piccoli
vasi. Il nome deriva dal greco “Basilikòs”, che significa “regale”, ad indicare che questa era già considerata
nell’antichità come la “regina delle erbe”.
Basilico 1/3
Morfologia della pianta:
Fusto: eretto, ramificato in alto, cresce a cespugli frondosi alti 40 - 50 cm
Foglie: di colore verde brillante e piuttosto carnose, sono ovali con i margini dentellati; la superficie è glabra e
lucida, talvolta bollosa.
Fiori: piccoli, profumati con i boccioli biancastri, in mazzi circolari di sei, posti al di sopra di una coppia di
piccole foglie; la corolla è di colore biancastro o azzurrognola; fioriscono a tarda estate.
Frutti: i semi sono lunghi 1 mm, di colore marrone scuro, contenuti a gruppi di quattro nelle corolle dei fiori.
Droghe: foglie fresche
Principi attivi: Tra i suoi principali composti è presente un olio essenziale che contiene anche della canfora.
Importanza farmaceutica e cosmetica:
BELLEZZA: L’infuso fresco di foglie e fiori di basilico è ottimo per un bagno ristoratore.
Basilico 2/3
SALUTE: proprietà: antispasmodiche, aromatiche, antinfiammatorie.
È usato nella pratica erboristica per stimolare i processi digestivi e per attenuare i crampi allo stomaco
sottoforma di decotto. Se lasciato a macerare nel vino per qualche ora, risulta un ottimo tonico.
Altra proprietà particolare del basilico è quella di tenere lontane le mosche: per questo motivo si usa collocare i
vasi di questa pianta sui davanzali delle finestre.
Il basilico è utilizzato anche per la cura contro l’insonnia e il mal di testa di origine nervosa. Esplica un’azione
calmante , stimolante soprattutto per le digestioni lente.
Sotto forma di tisana è particolarmente indicato per fare risciacqui ai soggetti che soffrono di afta della bocca.
Qualcuno lo suggerisce contro la caduta dei capelli.
L’olio essenziale di basilico alleggerisce la fatica mentale.
Impiego in cucina:
Indispensabile nei piatti mediterranei. Si addice molto bene a pomodori, zucche, zucchini, fagioli, funghi,
insalate di riso; il suo aroma è abbastanza forte da competere con l’aglio e insieme formano la classica salsa
genovese “al pesto”. La foglia fresca ha un profumo dolce,ottimo per esaltare il sapore dei pomodori freschi
e dell’olio d’oliva. La cottura ne esalta il gusto forte; il basilico è largamente usato anche nella preparazione
di conserve e liquori.
Basilico 3/3
Erba Cipollina
Divisione: ANGIOSPERMAE
vedi immagine
Classe: MONOCOTILEDONI
Ordine: LILIIFLORAE
Famiglia: Liliaceae
Nome scientifico: Allium schoenoprasum L.
Nome comune: Erba cipollina
Descrizione: Il paese d'origine dell'erba cipollina sembra essere la Cina, ove quest'erba, che predilige come
substrato un terreno fresco e ricco, era apprezzata già quattromila anni or sono. E’ una bulbosa rustica che
forma cespi molto fitti, alti anche una trentina di centimetri.
Erba Cipollina 1/2
Morfologia della pianta :
Foglie: Le foglie di queste piante sono fini, cilindriche, erette, di un bel colore glauco.
Fiori: A fine primavera o in estate appaiono i piccoli e graziosi fiori sferici, comunemente di un bel color malva,
più raramente bianco-rosati. Per avere steli più aromatici e non esaurire le piante è consigliabile recidere
però i fiori non appena sono sbocciati; in ogni caso ne appariranno altri dopo poche settimane.
Frutti: Dopo l’impollinazione si forma una capsula.
Droghe: Le foglie.
Principi attivi: Tra gli oli essenziali dell’erba cipollina citiamo: allicina, zolfo, vitamine del gruppo B.
Importanza farmaceutica e cosmetica:
Per quanto riguarda la salute, la pianta favorisce la digestione e inoltre l'alito non darà problemi. Ha proprietà
antiscorbutiche, antisettiche, callifughe, ipoglicemizzanti, cardiotoniche, cicatrizzanti. Un pugno di erba
cipollina tritata e lasciata macerare 24 ore in un bicchiere grande di latte è un rimedio efficace per attenuare
le manifestazioni di ubriachezza ; va bevuta in 3 riprese nell’arco della giornata. Un uso abbondante come
condimento aromatico dei cibi è consigliato a chi soffre di gonfiori e di gas intestinali.
Impiego in cucina:
Chi gradisce il sapore della cipolla, ma non la digerisce quando la aggiunge cruda alle insalate, può sostituirla
con qualche foglia di erba cipollina ben affettata. L’aroma dell’ erba cipollina cruda si può unire al burro o
all’olio o ancora sul pane tostato o raffermo: tipica bruschetta toscana o laziale. Insaporisce bistecche ai
ferri, polpette, carni bollite, ripieni, zuppa di cipolle e pesce.
erba cipollina 2/2
Menta
Divisione: ANGIOSPERMAE
vedi immagine
Classe: DICOTILEDONI
Ordine: TUBIFLORAE
Famiglia: Labiatae (Lamiaceae)
Nome scientifico: Mentha piperita L.
Nome comune: Menta
Descrizione: Esistono più di 600 varietà di questa erbacea perenne rustica, vigorosa a tal punto che si incrocia
spontaneamente e dà vita a sempre nuove varietà. La vitalità della menta è tale da renderla addirittura una
pianta infestante, per cui, se si ha poco spazio a disposizione, conviene interrarla con il vaso o comunque
contenerne le radici con pietre profondamente infisse nel terreno. A seconda della specie a cui appartiene, una
pianta di menta può essere alta da qualche decina di centimetri a quasi un metro, o avere portamento
strisciante. Le varietà erette vanno potate spesso per mantenere compatti i cespi e rinnovare la crescita, quelle
striscianti sono perfettamente adatte alla formazione di profumati tappeti erbosi. È una pianta erbacea
perenne.
Menta 1/3
Morfologia della pianta:
Fusto: è una pianta perenne con rizoma e stoloni; nel primo anno si forma un sistema radicale nato da una radice
principale e da numerose radichette; successivamente la radice sparisce, la parte basale si lignifica e si
trasforma in rizoma dal quale partono gli stoloni sotterranei che strisciano sul suolo; dai nodi degli stoloni si
sviluppano radici verso il basso e rami verso l'alto; stoloni e rami sono spesso di colore violaceo; i fusti, più
o meno eretti, sono alti 50-60 cm e hanno sezione quadrata.
Foglie: hanno un corto picciolo, sono ovali (più raramente rotonde) e allungate, dentellate, leggermente pelose,
di color verde scuro con nervature rossicce, bordi color crema o viola.
Fiori: piccoli, raccolti in densi gruppetti tondeggianti, disposti lungo lo stelo riuniti in spighe apicali, sbocciano
in estate; i colori vanno dal rosso porpora al malva; fioriscono in luglio e agosto.
Frutto: è formato da quattro acheni scuri.
Droga: foglie
PRINCIPI ATTIVI: oli essenziali: mentolo (50- 80%) ; mentone (20%); pectina, tannino e derivati terpenici.
Menta 2/3
Importanza farmaceutica e cosmetica:
SALUTE: La ben nota menta piperita ha proprietà antispasmodiche e antisettiche. L'infuso che si ottiene
ponendo in una tazzina d'acqua pochi grammi di foglie secche o fresche, anche mischiate con altre di
limoncina, tiglio o camomilla, è un buon digestivo.
Chi soffre di emicranie potrà trarre giovamento dalla menta in due modi: ponendo sulla parte dolente un
impacco tiepido di foglie bollite in pochissima acqua e poste in una pezzuola, o bevendo la solita tisana ben
calda. Sciacqui a base di menta alleviano anche il mal di gola.
La pianta contiene anche flavonoidi ,è un eccitante del sistema nervoso periferico, ma tuttavia ha anche un
effetto moderatore sulle reazioni nervose in caso di eccitazione patologica. Inoltre, unita ad altre piante
aromatiche e/o officinali, ha effetti curativi per disturbi come: stanchezza intellettiva, problemi di memoria.
Agisce come calmante, blando diuretico e buon carminativo. Oggi è una delle più considerate tra le piante
medicinali.
Impiego in cucina:
L'aroma della menta, inconfondibile e penetrante, è apprezzato soprattutto in estate quando diviene principale
componente di sciroppi e tè ribfrescanti; le foglie vengono usate anche per insaporire le verdure o nei dolci
al cioccolato.
Menta 3/3
Prezzemolo
Divisione: ANGIOSPERMAE
vedi immagine
Classe: DICOTILEDONI
Ordine: UMBELLIFLORAE
Famiglia: Umbelliferae (Apiaceae)
Nome scientifico: Petroselinum hortense Hoffm
Nome comune: Prezzemolo
Descrizione:
Il prezzemolo è una pianta erbacea rustica che nel suo primo anno di vita produce un bel ciuffo di foglie
decorative, profumate e commestibili, sorrette da robusti steli alti anche una quarantina di centimetri;
quest'erba è perenne quando è spontanea, biennale se coltivata commestibile.
Questa erbacea originaria dell'Africa settentrionale e dell'Asia Minore, predilige i luoghi freschi e i terreni fertili
e ben drenati; non vegeta bene nei terreni troppo compatti, che vanno quindi lavorati a fondo prima della
semina. Il prezzemolo era conosciuto e apprezzato già dai Greci e dai Romani che lo usavano per
incoronare i vincitori dei giochi, per decorare tombe e aiuole e per i suoi poteri terapeutici.
Prezzemolo 1/3
Morfologia della pianta:
Fusto: Una robusta radice a fittone sostiene un fusto eretto, ramificato, di colore verde scuro, commestibile.
Foglie: Le belle foglie, sempre finemente incise, possono essere piatte o arricciate a seconda della varietà; sono
molto ricche di vitamine A, B e C e di sali minerali.
Fiori: Sbocciano solo nel corso del secondo anno di coltivazione, sono riuniti in ombrelle e il loro colore è
bianco tendente al verde.
Frutti: I piccoli semi del prezzemolo contengono sostanze che possono risultare tossiche.
Droghe: Le foglie crude.
Principi attivi: Ha nelle foglie un alto contenuto di vitamina A e C e sali minerali . Tutti i medicamenti a base di
prezzemolo, compreso l'olio essenziale, possono causare intossicazioni e avvelenamenti anche mortali per
cui vanno usati solo dietro prescrizione medica.
Prezzemolo 2/3
Impiego e importanza farmaceutica:
Per rinforzare i capelli e mantenerli sani è bene sciacquarli con un infuso di prezzemolo.
Le foglie crude, se masticate, rinfrescano l'alito e migliorano lo stato di salute della pelle; mentre frullate e
ridotte in unguento (con l'aggiunta di un poco di acqua di rose) sono un buon calmante per gli occhi
arrossati. Un decotto di radici infine ha un blando effetto lassativo.
Precauzioni: rispettare scrupolosamente le dosi, non usare i frutti. Il prezzemolo è controindicato ai nefritici e
alle donne gravide nelle quali in forti dosi può provocare l'aborto.
Anticamente il prezzemolo si utilizzava insieme alla malva per espellere i calcoli dalla vescica, oggi viene
apprezzato soprattutto per le proprietà diuretiche, stomachiche e depurative. Per uso esterno le foglie di
questa pianta tritate in un mortaio ed usate a mo' di cataplasma inibiscono la secrezione lattea e alleviano il
prurito delle punture di zanzara. Al tempo dei Romani, i semi venivano utilizzati per preparare degli infusi
destinati ai disturbi circolatori ed ingorghi del fegato.
È sempre stato ritenuto un valido medicamento nelle aerofagie.
Le qualità terapeutiche del prezzemolo sono riconosciute ed apprezzate anche dalla medicina moderna.
Utilizzo in cucina:
Questa erba, tritata finemente, insaporisce gradevolmente quasi tutti i piatti della cucina mediterranea e
possiede infinite qualità, va però consumata cruda perché non si perdano sapore e benefici, o comunque
aggiunta sempre a fine cottura.
Prezzemolo 3/3
Santoreggia
Divisione:ANGIOSPERMAE
vedi immagine
Classe: DICOTILEDONI
Ordine: TUBIFLORAE
Famiglia: Labiatae (Lamiaceae)
Nome scientifico: Santureja hortensis L.
Nome comune: Santoreggia
Descrizione:La Satureja hortensis è pianta annuale d'aspetto elegante, le cui foglie lineari sono più tondeggianti e
più rade di quelle della perenne, e rustica, santoreggia montana. I cespi delle due varietà possono
raggiungere un'altezza massima di una quarantina di centimetri: quelli della Satureia montana sono molto
adatti a formare compatte e sempreverdi siepi nane.
Le zone d'origine della santoreggia sono l'Europa meridionale e centrale, l'India, l'Asia centro-occidentale,
l'Africa meridionale: tutte regioni temperate e sub-tropicali. Il tipo di terreno che la pianta predilige è
alcalino e ben drenato, ricco nel caso della santoreggia annuale, più povero per la perenne.
Il nome, che deriva dal termine latino satyrus, fa riferimento alle proprietà afrodisiache attribuite dagli antichi a
questa pianta che in epoca moderna ebbe il suo periodo di splendore ai tempi di Luigi XIV, più noto come il
re Sole, che pare ne apprezzasse tanto il gusto quanto le virtù.
Santoreggia 1/2
Morfologia della pianta:
Fusto: i gambi, ben eretti e ramificati, sono di un verde che tende al rossastro. Una varietà di santoreggia, la
Satureja repandens o repanda, è una delle più interessanti piante tappezzanti: alta meno di dieci centimetri
si espande rapidamente in larghezza, in modo compatto e ordinato, è profumata, mantiene le piccole foglie
in inverno (tranne dove gela), presenta minuscoli fiori bianchi e vive anche a mezz'ombra.
Foglie: strette, a forma di lancia, a margine intero, piuttosto coriacee e di un bel verde brillante sono le foglie
della Satureia montana che, una volta essiccate e distribuite nei cassetti, sono utili per tenere le tarme
lontane dai tessuti di lana.
Fiori: minuscoli, di colore lilla chiaro, o bianchi, i fiori della santoreggia appaiono in estate, tra giugno e
settembre, e sono molto amati dalle api. Le cime fiorite dell'annuale Satureia hortensis vanno raccolte
subito dopo la fioritura, prima del rapido deperimento del cespo.
Droghe: foglie
Principi attivi: I rami fioriti contengono olio essenziale costituito da carvacrolo e cimene, tannino e sali minerali.
Importanza farmaceutica e cosmetica:
BELLEZZA: Un impacco di foglie sminuzzate esercita un'azione astringente e antisettica utile per le pelli
impure.
SALUTE: Un infuso delle cime fiorite di santoreggia favorisce la digestione, attenua i dolori allo stomaco,
riduce la flatulenza e agisce contro la diarrea. Le foglie fresche sminuzzate e applicate sulle punture di
insetti calmano il dolore, mentre le cime fiorite fatte macerare nel vino forniscono un buon tonico. L’infuso
aumenta la secrezione gastrica e biliare, toglie la nausea e il vomito, calma la tensione nervosa, stimola la
capacità intellettiva. I gargarismi di infuso favoriscono la regressione e la scomparsa di piccole ulcere del
cavo orale, invece gli impacchi favoriscono i processi di cicatrizzazione di ferite e di piaghe cutanee.
Impiego in cucina:
Per il suo aroma pepato, deciso ed eccitante, la santoreggia accompagna infinite vivande, ma i farinacei e i
legumi, in particolare fave, fagioli, ceci e lenticchie, traggono particolare vantaggio dall'unione sia a livello
di sapore che di aumentata digeribilità.
Santoreggia 2/2
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Glossario
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Acheni = Frutti secchi indeiscenti che racchiudono un unico seme
Angiosperme = Suddivisione di piante con ovulo racchiuso nell’ovario
Antispasmodiche = Mitiga gli spasmi ed impedisce le convulsioni
Alcolato= Spirito aromatizzato, si ottiene distillando l’alcool con sostanze aromatiche
Cataplasma = Impiastro di droghe opportunamente trattate
Cimene = molecola derivata dal benzene, 4-metilisopropilbenzene
Dicotiledoni = Si dice di pianta il cui seme ha due cotiledoni nell’embrione
Fittone = Tipo di radice principale di dimensioni maggiori rispetto a quelle laterali
Infuso = Liquido ottenuto per infusione di erbe aromatiche
Monocotiledoni = Si dice di piante il cui seme ha un solo cotiledone nell’embrione
Olio essenziale = sostanza volatile di odore penetrante che vengono estratte dai fiori, frutti o
altre parti di piante usate in medicina e profumeria
Ombrelle = Infiorescenza a peduncoli disposti a raggiera inclinata come le stecche di un
ombrello
Rizomi = Fusto allungato di piante erbacee perenni , strisciante sul terreno o sotterraneo
Spiga = infiorescenza con l’asse principale allungato che porta fiori senza picciolo
Stoloni = ramo che cresce strisciando lungo il terreno ed emette radici in corrispondenza di
ogni nodo
Riferimenti WEB
http://www.erbeofficinali.it
http://www.erbeofficinali.org
http://www.isafa.it
http://www.aboca.it
http://www.ilgiardinodelleerbe.it
http://www.colturenuove.it
http://www.specchiasol.it
http://www.thais.it