Premio Letterario Galileo 2017-Comunicato stampa

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Transcript Premio Letterario Galileo 2017-Comunicato stampa

Selezionati i finalisti dell’XI edizione del
Premio Letterario Galileo per la
divulgazione scientifica
PADOVA
Il 18 gennaio 2017 presso il Centro culturale Altinate San Gaetano, la
Giuria Scientifica del Premio letterario Galileo, presieduta dal chimico e
scrittore Dario Bressanini, ha selezionato la cinquina delle opere
finaliste che saranno votate nei prossimi mesi dalla Giuria popolare.
“Sono molto soddisfatto dei lavori della Giuria – ha sottolineato il
Presidente Dario Bressanini – ne è uscita una cinquina molto legata
all’attualità, sia ai problemi del nostro presente sia alle recentissime
scoperte della scienza”.
Le opere finaliste
Andrea Grignolio, Chi ha paura dei vaccini?, Codice Edizioni, 2016;
Alessandro Amato, Sotto i nostri piedi, Codice Edizioni, 2016;
Guido Tonelli, La nascita imperfetta delle cose, Rizzoli Editore, 2016;
Silvia Bencivelli e Daniela Ovadia, E’ la medicina, bellezza!, Carocci
Editore, 2016;
Guido Barbujani, Gli africani siamo noi. Alle origini dell’uomo, Editori
Laterza, 2016.
Da oggi si apre, dunque, la seconda fase del Premio: una Giuria
popolare, formata da studenti delle classi IV degli istituti superiori di
tutte le province italiane determinerà, nell'ambito della cinquina,
l'opera da premiare.
Nell’edizione 2016 hanno partecipato 67 scuole da tutta la penisola e
55 hanno anche presenziato a Padova alla premiazione finale.
La cerimonia di premiazione del vincitore si terrà, anche questa in
forma pubblica, il 5 maggio 2017 a Padova, presso il Palazzo della
Ragione a partire dalle ore 16.00.
Lo stesso 5 maggio, giornata della premiazione, il Comune di Padova
conferirà la cittadinanza onoraria al fisico Antonino Zichichi.
Nel 2016, in occasione della decima edizione del Premio, il Comune di
Padova ha conferito la cittadinanza onoraria a Piero Angela per la sua
lunghissima e preziosa attività di studioso e divulgatore. Questo
riconoscimento verrà ora attribuito ad ogni edizione ad uno studioso o
scienziato che ha apportato un importante contributo alla
divulgazione scientifica, anche per creare un nuovo collegamento fra il
passato della città e il suo futuro.
Anche quest’anno a partire dal mese di marzo si terranno gli incontri
con gli autori dei libri finalisti.
Studenti e cittadini avranno la possibilità di conoscere più da vicino i
cinque studiosi selezionati dalla giuria scientifica in altrettante giornate
dedicate ciascuna ad una pubblicazione con l’ormai sperimentata
modalità dei due incontri: quello del mattino dedicato alle scuole
superiori della città (trasmesso in diretta streaming per le scuole di
tutta Italia) e quello pomeridiano aperto al pubblico (il calendario verrà
comunicato a fine gennaio).
Ecco la cinquina nel dettaglio:
Andrea Grignolio, Chi ha paura dei vaccini?, Codice Edizioni, 2016
Il richiamo dell’Oms all’Italia per il pericoloso calo delle vaccinazioni è
l’episodio più recente di un acceso dibattito che conferma quanto
questo tema sia oggi cruciale. I vaccini sono fra le scoperte scientifiche
più importanti per il genere umano, eppure continuano ad essere
guardati con sospetto da parte dell’opinione pubblica, vittima di
campagne di disinformazione, di strumentalizzazioni e di paure
infondate. Queste credenze irrazionali hanno però una spiegazione
evolutiva, senza la quale sarà difficile risolvere la crescente
opposizione sociale. Questo libro, che fa luce sulla sicurezza e
sull’importanza delle vaccinazioni, è dedicato sia ai genitori sia a chi
vuole capire il ruolo dei vaccini nella società contemporanea, in cui il
facile accesso al sapere è tanto una grande opportunità quanto una
grande responsabilità. I capitoli si sviluppano attraverso una
narrazione storica e si concludono discutendo le più recenti teorie
cognitive per affrontare le resistenze verso le vaccinazioni.
Alessandro Amato, Sotto i nostri piedi. Storie di terremoti, scienziati e
ciarlatani, Codice Edizioni, 2016
Dopo ogni terremoto c’è sempre qualcuno che lo aveva previsto: i
Maya, la zia Santuzza, il cane del vicino. I previsori non si fidano della
scienza, ma credono che i rospi scappino prima dei terremoti, che la
Nato e le trivelle possano scatenarli, che gli scienziati sappiano
prevederli ma non lo dicano perché odiano vincere i premi Nobel. Per
orientarsi in questo groviglio di scienza e pseudoscienza, “sotto i nostri
piedi” ci accompagna in un viaggio attraverso la storia dei terremoti e
dei tentativi di prevederli, costellata da pochi acuti e tanti fallimenti.
Storie di scienziati e filosofi (da Aristotele a Kant), di terremoti e
terremotati (dalla Cina alla Russia, dalla California all’Aquila), di
bizzarre teorie e personaggi pittoreschi. Fino ai più recenti passi avanti
compiuti dalla ricerca sismologica, che se non consentono ancora la
previsione dei terremoti ci offrono però la conoscenza e gli strumenti
per una fondamentale riduzione del rischio.
Guido Tonelli, La nascita imperfetta delle cose, Rizzoli Editore, 2016
In quel preciso momento, un centesimo di miliardesimo di secondo
dopo il Big Bang, si è deciso il nostro destino. In un universo in cui
materia e antimateria si equivalevano, e che quindi avrebbe potuto, in
ogni istante, tornare a essere pura energia, può essere bastata una
leggerissima preferenza del bosone di Higgs per la materia anziché
per l'antimateria ed ecco che si è prodotto il mondo che abbiamo
sotto gli occhi. "Ecco qua il minuscolo difetto, la sottile imperfezione
da cui è nato tutto. Un'anomalia che dà origine a un universo che può
evolvere per miliardi di anni." Se tutto nasce da lì, dobbiamo capire in
ogni dettaglio quel momento cruciale, ricostruirlo fotogramma per
fotogramma, al rallentatore e da diverse angolature. Per questo al
Cern di Ginevra è stato realizzato Lhc, l'acceleratore di particelle più
potente del mondo, il posto più simile al primo istante di vita
dell'universo che l'uomo sia stato in grado di costruire. Per questo da
anni i migliori fisici del mondo lavorano giorno e notte, ai quattro
angoli del pianeta. È così che è stata catturata la "particella di Dio". Ed
è per questo che si studia ancora, per capire di più su come tutto
questo è nato e su come andrà a finire la nostra storia: se nel freddo e
nel buio o in una catastrofe cosmica, che ci darebbe il privilegio di
un'uscita di scena assai più spettacolare.
Silvia Bencivelli e Daniela Ovadia, E’ la medicina, bellezza!, Carocci
Editore, 2016
«Ho letto su Facebook che la carota, condita con l’aceto, cura il
raffreddore». «Io invece non farò vaccinare i miei figli perché non
voglio arricchire Big Pharma, e mi nutro di costose compresse
seguendo i consigli del “medico alternativo” e del suo vicino di
ombrellone». Di salute, ormai, parlano un po’ tutti, dicendo un po’di
tutto. Ma la salute è un affare complicato e comunicarla correttamente
significa soprattutto maneggiare la complessità. Cioè significa avere a
che fare con una scienza in rapida evoluzione, definizioni non sempre
granitiche, dibattiti tra scuole di pensiero, statistiche da interpretare. E
una marea di interessi, economici e non soltanto. Rinunciare a questa
complessità porta a riassumere il tutto in due parole: “fa bene” o “fa
male”. Magari aggiungendo che “nessuno lo dice”. In realtà, qualcuno
che lo dice, o che cerca di farlo, c’è: sono i giornalisti medicoscientifici. Che a quelle due parole, non sempre oneste e di certo mai
esaustive, contrappongono un lavoro di ricerca e studio basato su
strumenti niente affatto misteriosi. Questo libro, attraverso il racconto
di storie di giornalismo e di medicina, e di bufale, ve ne propone alcuni
Guido Barbujani, Gli africani siamo noi. Alle origini dell’uomo, Editori
Laterza, 2016
«Gli africani siamo noi non è uno di quei titoli che si tirano fuori per
impressionare gli ingenui con un paradosso, ma è davvero la sintesi, la
più onesta possibile, delle nostre frammentarie conoscenze sulle
origini dell’uomo e sulla nostra vicenda evolutiva.»
Non bisognerebbe affrontare le sfide del Ventunesimo secolo con
l’armamentario concettuale e ideologico del Settecento, ma succede.
La convivenza fra persone di provenienze diverse, portatrici di diverse
esperienze, stili di vita e convinzioni, pone problemi complessi. Per una
curiosa reazione, molti invocano soluzioni illusoriamente semplici – fili
spinati, muri, quote di immigrati, fogli di via – rispolverando
vecchissime teorie sull’insanabile differenza razziale fra popoli del nord
e
del
sud.
Questo testo cerca, al contrario, di stimolare qualche ragionamento.
Prima di tutto, sulle responsabilità di molti scienziati nel fornire
giustificazioni di comodo per lo schiavismo e il colonialismo; e poi su
quanto le teorie della razza, che pure hanno generato sofferenze e
conflitti enormi e reali, si siano rivelate irrealistiche, incoerenti e
incapaci di farci comprendere la natura delle nostre differenze. Gli
africani siamo noi racconta anche un po’ delle cose che abbiamo
capito da quando la biologia ha abbandonato il paradigma razziale:
parla di come nel nostro genoma restino tracce di lontane migrazioni
preistoriche; e anche di come forme umane diverse, forse specie
umane diverse, si siano succedute e abbiano coesistito, finché
sessantamila anni fa i nostri antenati, partendo dall’Africa, si sono
diffusi su tutto il pianeta.
Il Premio Letterario Galileo 2017 è promosso dal Comune di Padova, con il
patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, della
Regione del Veneto, della Fondazione Il Campiello e dell’Accademia Galileiana
di Scienze Lettere ed Arti in Padova e in collaborazione con l'Università degli
Studi di Padova.
Il Premio Galileo ha il sostegno della Fondazione Antonveneta.
Con la collaborazione di: EF Education First, APS Advertising, Auriga, Hotel
Galileo, Morellato - Gioielli da vivere, Promovies, Noleggiami.eu, Cicap, Inaf,
Planetario Padova
Media partner: Rai Radio3, Focus, Coelum, il Bo, il Vivi Padova, Radio Bue.it,
Planck.
Informazioni: Assessorato alla Cultura | T. 049 8205626-5623-5611 |
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