LEGGE DI STABILITÀ 2016 – Analisi e commento del servizio
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DISEGNO DI LEGGE STABILITÀ 2016
Analisi e commento dei capitoli fiscali e previdenziali
Servizio Politiche Fiscali e Previdenziali UIL
La Legge di Stabilità 2016 nel suo insieme è insufficiente e non risponde all’esigenza
di sostenere ed incentivare i primi segnali di ripresa dell’economia italiana. Non
affronta in maniera efficace il tema del sostegno alla domanda interna per rilanciare i
consumi attraverso un uso mirato e selettivo della leva fiscale.
Ogni taglio delle tasse in Italia è benvenuto, ma per sostenere il sistema produttivo
bisogna continuare a tagliare le tasse sul lavoro.
La stessa Commissione dell’Unione Europea ed il Fondo Monetario Internazionale
hanno sottolineato la maggiore produttività di questa strada. Contemporaneamente la
Legge di Stabilità non da una risposta al tema della flessibilità in uscita del
pensionamento né al rinnovo contrattuale del settore pubblico, né allo sviluppo del
Sud attraverso investimenti mirati.
ANALISI DEI CAPITOLI FISCALI
EQUIPARAZIONE NO TAX AREA PENSIONATI
La Legge di Stabilità 2016 prevede l’elevazione a partire dal 2017 della soglia della
no tax area per i pensionati che passa così da 7.500 euro a 7.750 euro per gli under
75 e da 7.750 euro ad 8.000 euro per gli over 75.
Al contempo vengono riviste le detrazioni IRPEF spettanti ai pensionati che abbiano
un reddito compreso tra i 7.750 euro ed i 15.000 euro.
L’intervento interesserà circa 4 milioni di pensionati, circa un terzo dei pensionati
totali, che godranno di un lieve aumento delle detrazioni.
Per i pensionati che da gennaio 2016 saranno ricompresi nella no tax area il
risparmio sarà di maggiore impatto poiché saranno esentati dal pagamento oltre che
delle IRPEF anche delle relative addizionali regionali e comunali, così il beneficio
potrà variare a seconda del comune di residenza, ad esempio un pensionato under 75
con un reddito pari a 7.625 euro annui residente a Roma avrà un aumento del
trattamento netto pari a circa 170 euro annui; se fosse residente a Milano tale
aumento sarebbe di circa 130 euro annui; se fosse residente a Palermo tale aumento
sarebbe di circa 220 euro annui.
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Mentre l’aumento sarà più contenuto per i pensionati che hanno redditi compresi tra i
7.750 euro, per gli under 75, gli 8.000 euro, per gli over 75, ed i 15.000 euro; infatti
per loro l’aumento annuo sarà mediamente 30 euro per gli under 75, 2,30 € al mese, e
60 euro per gli over 75, 4,60 € al mese.
DETRAZIONI IRPEF PENSIONATI
OVER 75
Reddito
€ 8.000,00
€ 9.000,00
€ 10.000,00
€ 11.000,00
€ 12.000,00
€ 12.070,00*
€ 12.700,00
€ 13.000,00
€ 14.000,00
€ 15.000,00
Vigente
€ 1.735,97
€ 1.673,26
€ 1.610,55
€ 1.547,84
€ 1.485,13
€ 1.480,74
€ 1.441,23
€ 1.422,42
€ 1.359,71
€ 1.297,00
DdL Stabilità
€ 1.880,00
€ 1.796,71
€ 1.713,43
€ 1.630,14
€ 1.546,86
€ 1.541,03
€ 1.488,56
€ 1.463,57
€ 1.380,29
€ 1.297,00
Differenza
+ € 144,03
+ € 123,46
+ € 102,88
+ € 82,30
+ € 61,73
+ € 60,29
+ € 47,32
+ € 41,15
+ € 20,58
€ 0,00
UNDER 75
Reddito
€ 7.750,00
€ 8.000,00
€ 9.000,00
€ 10.000,00
€ 11.000,00
€ 12.000,00
€ 12.070,00*
€ 12.700,00
€ 13.000,00
€ 14.000,00
€ 15.000,00
Vigente
€ 1.709,33
€ 1.693,67
€ 1.631,00
€ 1.568,33
€ 1.505,67
€ 1.443,00
€ 1.438,61
€ 1.399,13
€ 1.380,33
€ 1.317,67
€ 1.255,00
DdL Stabilità
€ 1.783,00
€ 1.764,79
€ 1.691,97
€ 1.619,14
€ 1.546,31
€ 1.473,48
€ 1.468,38
€ 1.422,50
€ 1.400,66
€ 1.327,83
€ 1.255,00
Differenza
+ € 73,67
+ € 71,13
+ € 60,97
+ € 50,80
+ € 40,64
+ € 30,48
+ € 29,77
+ € 23,37
+ € 20,32
+ € 10,16
€ 0,00
* reddito medio fascia pensionati tra 7.500 € e 15.000 €
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DETASSAZIONE DEI PREMI DI PRODUTTIVITÀ
A decorrere dal 2016 viene reintrodotta la detassazione delle somme erogate in
relazione ad incrementi di produttività.
Si tratta di una misura varata in via sperimentale nel 2008 e riproposta negli anni a
seguire fino 2014 con ripetute modifiche, sia in riferimento al limite massimo di
reddito sia all’importo, che ha avuto una rilevante applicazione. Si consideri che nel
2008 venne utilizzata da circa 900 mila lavoratori, passati nel 2009 a 2,7 milioni e nel
2010 a circa 6 milioni.
Con la disposizione in esame viene introdotta un’articolata disciplina che comprende,
oltre agli incrementi di produttività, il rafforzamento della partecipazione dei
dipendenti all’impresa. Più precisamente viene previsto che, salvo espressa rinuncia
del lavoratore, i premi di risultato di ammontare variabile la cui corresponsione sia
legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione
nonché le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, sono
assoggettati, entro il limite massimo di 2.000 euro lordi, ad un’imposta sostitutiva
dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali, in misura pari al 10%.
Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, con decreto dei Ministro
del Lavoro e dell’Economia e delle Finanze, verranno stabiliti i criteri di misurazione
degli incrementi di produttività, nonché gli strumenti e le modalità di partecipazione
all’organizzazione del lavoro.
Il limite di 2.000 euro è aumentato fino ad un massimo di 2.500 per le aziende che
coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
Le disposizioni in questione si applicano per il settore privato e con riferimento ai
titolari di reddito da lavoro dipendente di importo non superiore, nell’anno
precedente a 50.000 euro e le somme e valori devono essere erogati in esecuzione di
contratti aziendali o territoriali di cui all’art. 51 del decreto legislativo 15 giugno
2015 n. 81.
Il DdL estende, inoltre, i campi di applicazione della deducibilità dal reddito per
retribuzione ricevuta sotto forma di welfare per il lavoratore o per i familiari a carico
del lavoratore, come le spese per l’assistenza medica, per gli asili, per le mense
scolastiche, o per somme erogate per i servizi di assistenza a familiari anziani o non
autosufficienti.
In altre parole, al lavoratore viene data facoltà di chiedere al proprio datore di lavoro
di versare dette somme di “produttività”, piuttosto che riceverle in busta paga, ad
esempio come contributi per i fondi di previdenza complementare o di utilizzarle, in
conformità a contratti, accordi e regolamenti aziendali per spese sanitarie e di
assistenza specifica nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, ovvero
ancora per la frequenza di asili nido, colonie climatiche, borse di studio, a favore dei
propri familiari. In tali casi le somme in questione sono esenti da tassazione.
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Tali importi, se erogati per la somministrazione di vitto (buoni pasto) da parte del
datore di lavoro, anche nel caso in cui siano rese in forma elettronica, sono sempre
esenti da tassazione.
Le somme previste a bilancio di competenza annua IRPEF ammontano a 433,8
milioni di euro nel 2016, 520,6 milioni di euro per gli anni 2017 e 2018, mentre per le
addizionali comunali e regionali sono rispettivamente di 22,5 milioni di euro e 45,9
milioni di euro.
RIDUZIONE IRES
L’aliquota IRES viene ridotta di 3 punti percentuali dal 27,5 al 24,5 nel 2016 e avrà
un’ulteriore detrazione di 0,5 punti dal 24,5% al 24% nel 2017.
In termini di competenza la misura comporta una perdita di gettito 3.483,3 milioni di
euro nel 2016 e di 3.970 milioni di euro nel 2017.
L’efficacia della riduzione IRES è condizionata al riconoscimento in sede europea dei
margini di flessibilità correlati all’emergenza derivanti dai flussi di immigrazione
coerente con un livello di deficit/Pil del 2,2%.
In caso di tale mancato riconoscimento continueranno ad applicarsi le vigenti aliquote
IRES.
IRAP: AZZERAMENTO O ABOLIZIONE DELL’ALIQUOTA
Viene prevista l’abolizione o l’azzeramento dell’aliquota IRAP per le imprese che
operano nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi,
per una perdita di gettito di milioni di euro a partire dal 2016.
IRAP: AUMENTO DELLA DEDUZIONE FORFETTARIA
DA 2.500 A 5.000 EURO
Allo scopo di ridurre l’IRAP a carico delle imprese e dei lavoratori autonomi che non
superano la soglia imponibile di 180.759,91 euro, la deduzione forfettaria passa da
2.500 euro a 5.000 euro. La misura in termini di cassa comporta un minor gettito di
338 milioni di euro nel 2017, di 177 milioni di euro nel 2018 e di 179,6 milioni di
euro dal 2019.
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PROCEDURE FALLIMENTARI.
VARIAZIONI IN DIMINUZIONE IVA PER CREDITI NON RISCOSSI
La proposta consente alle imprese che forniscono un soggetto in crisi l’emissione di
una nota di variazione in diminuzione al momento dell’avvio della procedura
concorsuale, senza dover attendere che sia definitivamente accertata l’infruttuosità
della procedura medesima come avviene oggi. La misura ha effetto dal 2017 ed ha un
effetto sul gettito stimato in – 340 milioni di euro.
ASSEGNAZIONE AGEVOLATA DEI BENI AI SOCI
Le assegnazioni di beni immobili o di beni mobili iscritti nei pubblici registri da parte
delle società fatte entro il 30 settembre 2016 scontano un’imposta sostitutiva delle
imposte sui redditi e dell’IRAP dell’8% o del 10,5% di circa 250 mln nel periodo
2017/2021.
AMMORTAMENTI
Per gli investimenti effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016 in beni
strumentali nuovi in impianti e macchinari viene prevista la possibilità di
ammortizzare, in via extracontabile, un maggior valore del 40% degli stessi. La
misura, in termini di competenza, comporta una perdita di gettito nel periodo
2016/2020 di 6.117 milioni di euro, considerato un maggior valore ammortizzabile di
32 miliardi di euro.
OPERAZIONI STRAORDINARIE: RIDUZIONE PER PERIODO
DI AMMORTAMENTO DEL VALORE DELL’AVVIAMENTO
La proposta prevede che l’ammortamento nella fattispecie in questione possa essere
fatto in 5 anni anziché in 10 anni. Il minor periodo di ammortamento nel periodo
2019/2025 avrebbe il seguente effetto finanziario: - 2463 milioni di euro.
REGIME FISCALE
PROFESSIONISTI E IMPRESE DI PICCOLE DIMENSIONI
Viene modificato il regime fiscale forfettario agevolato stabilito dalla Legge di
Stabilità 2015. In particolare viene previsto l’innalzamento della soglia dei compensi
di 15.000 euro per i professionisti e di ricavi di 10.000 euro per i restanti settori,
l’eliminazione del vincolo d’ingresso al nuovo regime per i lavoratori dipendenti e
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per i pensionati con reddito di specie non superiore ai 30 mila euro annui. Nel caso di
nuove attività l’aliquota è del 5% e l’agevolazione si estende per i primi 5 anni in
luogo dei tre anni stabiliti dalla legge vigente. La norma stabilisce, inoltre, la
reintroduzione del minimale contributivo con riduzione delle aliquote del 35%.
La stima degli effetti finanziari e contributivi del nuovo regime è di un minor gettito
di 513 mln nel 2017, 292 nel 2018, 273 nel 2019, 290 nel 2020, 337 dal 2021 ecc.
mentre dal 2024 è di 413.9 mln.
ECOBONUS
Vengono prorogati ed estesi i beneficiari degli ecobonus, ovvero, viene prorogato
l’aumento delle aliquote di detrazione fiscale per chi procedesse ad opere di
ristrutturazione o efficientamento energetico dei propri beni immobili. Il termine
entro il quale procedere a tali interventi viene esteso fino al 31 dicembre 2016.
Vengono inclusi come beneficiari del “bonus mobili” le giovani coppie congiunte o
conviventi da almeno 3 anni che acquistano una casa e provvedono ad arredarla,
entro il 31 dicembre 2016, viene riconosciuta loro una detrazione pari al 50% della
spesa sostenuta con un massimale di 8.000 €.
Potranno beneficiare delle agevolazioni, anche, istituti autonomi per le case popolari
per interventi realizzati su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale
pubblica.
Rimangono altresì invariate le aliquote per interventi di efficienza energetica e
ristrutturazione edilizia:
Efficienza energetica
Le aliquote fissate per le spese relative agli interventi di efficienza energetica sono le
seguenti:
a) 65% per le spese sostenute nel 2015; 1
b) 65% per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari, sostenute dal 1
gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino ad un valore massimo di detrazione
pari a 60.000 €;
c) 65% per l’acquisto e la posa in opera di impianti di condizionamento invernale,
sostenute dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino ad un valore massimo
di detrazione pari a 30.000 €.
Qualora tali spese siano state sostenute per interventi su parti comuni degli edifici
condominiali le aliquote sono le seguenti:
a) 65% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2015;
1
A legislazione vigente dall’1/1/2014 prevede una detrazione d’imposta lorda del 36% delle spese per il recupero
edilizio e per riqualificazione energetica fino ad un ammontare complessivo di 48.000 euro.
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Ristrutturazioni edilizie
Fino ad un ammontare massimo di 96.00 euro per unità immobiliare le aliquote sono
state fissate nel:
a) 50% per le spese sostenute nel 2015;
Per le spese relative ad interventi di ristrutturazioni edilizie e relative all’adozione di
misure antisismiche (ammontare massimo fino a 96.000 euro) le aliquote vvengono
confermate al 65 % per tutto il 2015.
Per coloro che usufruiscono delle ristrutturazioni edilizie vengono confermate e
prorogate per l’anno 2015 le detrazioni del 50 % per l’acquisto di mobili ed
elettrodomestici ad uso dell’abitazione interessata dalla ristrutturazione, la soglia
resta quella di 10.000 €.
Per favorire il mercato immobiliare sono stati triplicati i tempi entro cui un impresa di
costruzione o di ristrutturazione può procedere alla cessione o alla alienazione
dell’immobile per usufruire delle detrazioni, si passa infatti, da 6 mesi a 18 mesi.
Secondo le modalità di cui al comma 3 Art. 16 bis del TUIR.
RIDUZIONE CANONE RAI
Il Canone Rai viene rideterminato nella misura di 100 € con una riduzione di 13 €
rispetto al 2015.
Con la Stabilità 2016 il Governo stabilisce che tale somma sarà dovuta da tutti i
cittadini che usufruiscono di servizio di erogazione di energia elettrica, poiché tale
utenza presuppone la possibilità di fruizione dei servizi offerti dalla Rai.
Per i titolari di utenza per la fornitura di energia elettrica la Stabilità prevede che il
pagamento del canone avvenga previo addebito del medesimo sulle relative fatture, di
cui costituisce distinta voce, emesse dalle aziende di vendita di energia elettrica.
PROROGA INCENTIVO CONTRIBUTIVO
PER ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO
Il contributo per le assunzioni a tempo indeterminato viene prorogato con alcune
limitazioni, tale contributo prevede per il 2015 l’esonero dal versamento dei
contributi previdenziali per i lavoratori neo assunti a tempo indeterminato, fino ad un
massimo di 8.060 € annui e per un periodo non superiore a 36 mesi. La proroga
depotenzia questo intervento riducendo a 3.250 € la soglia annua massima di
decontribuzione, una riduzione del 60%, e limitando a 24 mesi la durata
dell’agevolazione.
Come per l’anno in corso l’esenzione riguarda solo nuove assunzione a tempo
interminato per lavoratori che nei sei mesi precedenti non abbiano avuto contratti di
lavoro a tempo indeterminato.
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RIDUZIONE COMPENSI CAF – TAGLI AI PATRONATI
Nell’ambito di revisione della spesa pubblica il DdL prevede una riduzione dei
compensi ai Centri di Assistenza Fiscale pari a 100 milioni di euro a decorrere dal
2016 con una rideterminazione dei compensi.
Al contempo per il 2106 il DdL Stabilità prevede un taglio dei finanziamenti ai
Patronati pari a 48 milioni di euro. Inoltre viene stabilito che l’aliquota di
prelevamento sui contributi previdenziali obbligatori dalla quale si generano gli
stanziamenti ai patronati, sarà ridotta dallo 0,226% attuale a 0,183% a partire dalle
contribuzioni incassate dal 2015, abbassando nuovamente l’aliquota che già era stata
ridotta a 0,207%.
INNALZAMENTO SOGLIA DEL CONTANTE
L’intervento che aumenta la soglia dell’uso del contante porterà il limite legale per
effettuare transazioni in contanti da 1.000€ a 3.000€, in controtendenza con quanto è
avvenuto, ad esempio, in Francia dove, recentemente, tale limite è stato abbassato
proprio da 3.000€ a 1.000€.
DISATTIVAZIONE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA
Con la Legge di Stabilità 2016 il Governo interviene disattivando per il prossimo
anno le clausole di salvaguardia previste dalla Legge di Stabilità 2013 e spostando al
2017 gli aumenti delle aliquote previsti dalla Legge di Stabilità 2014.
La Legge n.147 del 2013, Stabilità 2014, prevedeva che entro il 15 gennaio 2016 il
Governo avrebbe dovuto apportare aumenti alle aliquote di imposta e riduzioni delle
agevolazioni fiscali fino al raggiungimento di 3.272 milioni di euro per il 2016 e
6.272 milioni di euro a decorrere dal 2017.
Salvaguardia Stabilità 2014 - Disattivata
Anno
2016
Maggiori entrate 3.272 mln
a decorrere dal 2017
6.272 mln
Tabella 1 Legge di stabilità 2014
Vengono, invece, rimandati al 2017 gli aumenti sulle aliquote IVA attualmente
previsti dalla Legge di stabilità 2015, il DdL Stabilità 2016 prevede un aumento
dell’aliquota IVA del 10% di 3 punti percentuali a partire dal 2017, ed un aumento
dell’aliquota IVA del 22% di 2 punti percentuali dal 2017 e di un ulteriore punto
percentuale dal 2018. Il DdL ridimensiona anche l’aumento previsto per le accise sui
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carburanti dimezzando gli aumenti che decorrano dal 2018 da 700 milioni di euro a
350 milioni di euro.
Salvaguardie Stabilità 2015 – Posticipata attivazione
Anno
Aliquota
IVA 10%
Aliquota
IVA 22%
Accise
Carburanti Alcolici
2016
2017
2018
+ 2%
+1%
/
+2%
+1%
+0,5%
/
/
+ 700 mln
Tabella 2 Legge di stabilità 2015
SALVAGUARDIA SU VOLUNTARY DISCLOSOURE
Qualora nel 2016 non si raggiunga la soglia di 2.000 milioni di euro maggiori entrate
previste, il Ministro dell’economia e delle Finanze dovrà varare un decreto che
sancisca un aumento della accise dei prodotti energetici ed elettricità, tabacchi e
lavorati, bevande alcoliche, al fine di conseguire maggiori entrate pari fino al
raggiungimento della predetta soglia.
A settembre la Relazione tecnica al decreto di proroga della Voluntary disclosure
stimava in 774 milioni di euro le maggiori entrate prodotte dal provvedimento.
ESENZIONE TASI PRIMA CASA,
IMU TERRENI AGRICOLI E MACCHINARI IMBULLONATI
Abolizione TASI abitazione principale
L’abitazione principale viene esentata dalla TASI, non rientrando più il suo possesso
o detenzione nel presupposto impositivo del tributo.
Rimane la tassazione per le abitazioni principali classificate nelle categorie A1, A8,
A9. Si tratta di abitazioni accatastate come signorili, ville, palazzi di pregio e castelli.
Si ricorda che i comuni delle provincie autonome di Trento e Bolzano hanno istituito
autonomi tributi impositivi sugli immobili in sostituzione di TASI e IMU.
L’abolizione della TASI comporta una perdita di gettito erariale stimata in 3.575
milioni di euro, tenendo conto che le abitazioni cosiddette “di lusso” continueranno a
pagare la TASI (gettito stimato pari a 10 milioni di euro).
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Esenzione TASI inquilini
L’abolizione della TASI riguarda anche l’utilizzatore che destina l’immobile ad
abitazione principale. La perdita di gettito viene stimata in 16 milioni di euro.
L’aliquota TASI sui fabbricati costruiti o destinati alla vendita dalle imprese
costruttrici è ridotta dell’1 per mille con facoltà per i comuni di azzerarla o elevarla
fin o ad un massimo del 2,5 per mille.
Imposta sui valori immobiliari all’estero (IVIE) – Esenzione prima casa
Non si applica l’IVIE per gli immobili adibiti ad abitazione principale (esclusi quelli
di lusso) per le relative pertinenze e per la casa coniugale assegnata al coniuge a
seguito di provvedimento di separazione coniugale. La perdita di gettito viene stimata
in 0,8 milioni di euro di competenza annua.
Esenzione IMU terreni agricoli
Per i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli
professionali iscritti nella previdenza agricola è prevista l’esenzione assoluta
dall’IMU, per gli altri terreni agricoli viene prevista una esenzione parziale è
introdotta, inoltre, una modifica alla tassazione dei terreni nei comuni montani.
Complessivamente l’intervento sui terreni agricoli comporta una perdita di gettito
stimata in 404,768 milioni di euro.
L’esenzione IMU determina la conseguente imponibilità ai fini IRPEF, con un gettito
stimato di 161 milioni di euro per il 2017.
Esenzione IMU imbullonati
Viene prevista la rideterminazione della rendita catastale degli immobili classificati
nelle categorie “D” ed “E” ad uso produttivo e a destinazione speciale che
determinerà una perdita di gettito, a decorrere dal 2016, di 530 milioni di euro.
Ai fini del contenimento della pressione tributaria per il 2016 le Regioni e gli Enti
locali non potranno deliberare aumenti dei tributi e addizionali rispetto alle aliquote
deliberate per il 2015.
ABOLIZIONE IMU
INTERVENTO
Abolizione
TASI
abitazione
principale
MINORI
ENTRATE
3.575
Esenzione
TASI
inquilini
Imposta sui
valori
immobiliari
all’estero
(IVIE)
Esenzione
IMU terreni
agricoli
Esenzione
IMU
imbullonati
16
0,8
404,768
530
Valori in milioni di euro
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Commento
Gli interventi di natura fiscale previsti nella Legge di Stabilità sono
prevalentemente orientati a favore di redditi d’impresa e da lavoro autonomo,
tra cui l’esenzione IMU per i terreni agricoli ed i macchinari imbullonati, la
riduzione dell’aliquota IRES, le esenzioni e le rimodulazioni delle aliquote
IRAP, l’assegnazione agevolata dei beni ai soci, il regime fiscale professionisti e
imprese di piccole dimensioni, i super ammortamenti, etc.
In Italia la pressione fiscale è insostenibile ed ogni taglio è benvenuto, come
quello sulla prima casa, ma come ricordato anche dalla Commissione Europea,
per sostenere il sistema produttivo bisogna operare una scelte più selettive
continuando a tagliare le tasse sul lavoro.
La reintroduzione e la stabilizzazione della detassazione del salario di
produttività è un positivo incentivo alla contrattazione di secondo livello oltre ad
essere un beneficio diretto per i lavoratori dipendenti. La soglia fissata di 2.000
euro è nettamente inferiore a quella di 3.000 euro prevista per il 2014. A fronte,
quindi, di un’estensione della platea, con l’estensione del limite di reddito del
lavoratore da 40.000 euro a 50.000 euro, il Governo procede ad una riduzione
del limite massimo soggetto ad aliquota sostitutiva. È, inoltre, previsto un
innalzamento della soglia di ulteriori 500 euro che sarà però concesso
esclusivamente alle aziende che coinvolgeranno pariteticamente i lavoratori
nell’organizzazione del lavoro e rispetteranno i criteri che verranno
regolamentati con un decreto ministeriale.
L’elevazione da 1.000 euro a 3.000 euro dell’uso del contante va nella direzione
di un indebolimento nella lotta all’evasione fiscale. Il rilancio dei consumi non si
persegue portando a 3.000 euro l’uso del contante. L’argomentazione portata a
sostegno di questa proposta relativa al fatto che aumenterebbe i consumi è
totalmente priva di fondamento in quanto non aggiunge un centesimo nelle
tasche degli italiani. Per rilanciare i consumi occorrono politiche e contrattuali
che diano risorse ai lavoratori dipendenti e pensionati, la stragrande
maggioranza dei contribuenti. L’oggettivo indebolimento del sistema
sanzionatorio varato con la Legge Delega, il depotenziamento del ruolo
dell’Agenzia fiscale sul versante dei controlli e dell’accertamento e
l’innalzamento della soglia di utilizzo del contante non rendono in alcun modo
credibile la ripetuta affermazione del Governo di voler contrastare l’evasione.
Il mancato atteso e promesso intervento sulla spesa fiscale (agevolazioni fiscali)
ha impedito scelte credibili di politica economica in grado di dare un segnale
efficace sul versante dello sviluppo e della crescita.
Al contrario, le misure fiscali che hanno maggiore ricaduta sul gettito,
incrementano il numero e la consistenza delle agevolazioni, al di fuori di un
quadro ordinato di revisione del sistema impositivo che mantiene tutte le sue
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criticità e iniquità, in particolare sul sistema dell’imposizione personale, alla cui
progressività sono ormai assoggettati i soli redditi da lavoro e da pensione.
La UIL ritiene che sia necessario agire sul livello della pressione fiscale che in
Italia è elevatissimo, bisogna investire queste risorse per operare un taglio
selettivo delle tasse concentrandosi sui redditi da lavoro e da pensione. Questo è
il modo più efficace per essere competitivi sostenendo la domanda interna e
rilanciando i consumi con un beneficio per le imprese e per i livelli
occupazionali.
Non si da una risposta al tema delle clausole di salvaguardia che
comporterebbero l’aumento dell’IVA e delle accise. Il Governo, in pratica,
rimanda di un anno la necessità di reperire le risorse necessarie per scongiurare
l’attivazione di clausole di salvaguardia che per effetto di questa Legge di
Stabilità 2016 saranno, nel 2017, ancora più severe.
I tagli che la Legge di Stabilità prevede per i CAF e Patronati sono ingiustificati
e inaccettabili.
Negli ultimi anni sono stati fatti interventi che hanno già ridotto ingiustamente i
compensi a questi due settori. I CAF e i Patronati ricevono un compenso che
copre solo un terzo del costo industriale delle loro attività e ulteriori tagli
renderebbero pressoché impossibile continuare a svolgere efficacemente i propri
servizi svolgendo un lavoro di alta qualità e professionalità offrendo servizi ai
cittadini che lo Stato italiano non è in grado di svolgere e contribuendo in
maniera determinante all’ammodernamento della Pubblica amministrazione. I
CAF e i Patronati, inoltre, come rilevano tutte le indagini demoscopiche, godono
di oltre il 95% di apprezzamento e consenso degli utenti che a loro si rivolgono.
La UIL chiede al Parlamento di eliminare i tagli a questi due importanti
strumenti al servizio della comunità, perché i primi a subirne le conseguenze
sarebbero i cittadini più fragili e disagiati.
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ANALISI DEI CAPITOLI PREVIDENZIALI
PART TIME
Con il DdL Stabilità il Governo introduce per i lavoratori dipendenti del settore
privata che entro il 31 dicembre 2018 matureranno il diritto al trattamento
pensionistico di vecchiaia, 66 anni e 7 ed almeno 20 anni di contribuzione, e che
quindi abbiano nel 2015 almeno 63 anni e 7 mesi di età e 17 anni di anzianità
contributiva, una norma che consente loro di accedere a forme di lavoro part-time in
misura compresa tra il 60% ed il 40%. Al lavoratore verrà corrisposta in busta paga,
oltre alla retribuzione spettante per il part time anche una somma pari al montante
contributivo spettante per la prestazione lavorativa non effettuata. Inoltre, al
lavoratore verrà riconosciuta dall’INPS una contribuzione figurativa fino al
raggiungimento del normale orario lavorativo. Anche per le coperture di questo
intervento viene prorogato il blocco della perequazione introdotto dal Governo Letta.
ESODATI
Con la Legge di Stabilità 2016 il Governo vara la settima salvaguardia per i lavoratori
esodati. L’intervento coinvolgerà 26.300 lavoratori che risultavano ancora esclusi
dalle precedenti salvaguardie.
Per le coperture di tale intervento il Governo prevede un massimo di spesa pari a:
213 milioni di euro per il 2016
387 milioni di euro per il 2017
336 milioni di euro per il 2018
258 milioni di euro per il 2019
171 milioni di euro per il 2020
107 milioni di euro per il 2021
41 milioni di euro per il 2022
3 milioni di euro per il 2023
OPZIONE DONNA
Per quanto concerne l’Opzione donna il Governo di fatto non agisce, con la Legge di
Stabilità, infatti, viene solamente riscritta la norma chiarendo che la data di accesso al
pensionamento può essere, per effetto delle finestre, successiva alla data di
maturazione dei requisiti, mentre la precedente interpretazione della legge prevedeva
che il 31 dicembre 2015 fosse la data ultima di accesso all’opzione. Rimane
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comunque immutata la data ultima di maturazione dei requisiti anagrafici (57 anni e 3
mesi) e contributivi (35 anni).
Questa possibilità è comunque sconveniente per le lavoratrici per le quali il
trattamento verrebbe calcolato con i nuovi coefficienti 2016, più sfavorevoli rispetto
agli attuali.
PROROGA BLOCCO PEREQUAZIONE
Al fine di provvedere alla coperture dei maggiori oneri e dalle minori entrate
derivanti dalla proroga dell’opzione donna e dall’innalzamento della no tax area per i
pensionati il Governo prolunga il blocco dell’indicizzazione delle pensioni, introdotto
dal Governo Letta, che previde risparmi per il triennio pari 4,1 miliardi di euro.
Con la Legge di Stabilità 2014 il Governo Letta intervenne sul sistema di indicizzazione delle
pensioni modificando, per il triennio 2014-2016, i criteri di indicizzazione che viene riconosciuta:
a) nella misura del 100% per i trattamenti pensionistici complessivamente pari o inferiori a tre
volte il trattamento minimo INPS;
b) nella misura del 95% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il
trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS con
riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi;
c) nella misura del 75% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte
il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con
riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi;
d) nella misura del 50% per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte
il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS con
riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi;
e) nella misura del 40% per l'anno 2014 per i trattamenti oltre a sei volte il minimo; nella misura
del 45% per ciascuno degli anni 2015 e 2016 per i trattamenti pensionistici complessivamente
superiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei
trattamenti medesimi. Per il solo anno 2014, non è riconosciuta con riferimento alle fasce di
importo superiori a sei volte il trattamento minimo INPS.
N.B.
I coefficienti di rivalutazione non vengono applicati per fasce, ma con riferimento all’importo
complessivo del trattamento, ad eccezione del blocco della rivalutazione per il 2014 che si applica
invece solo sulle fasce di trattamento superiori alle sei volte il trattamento minimo.
Questo significa che una pensione pari a 5 volte il minimo sarà aumentata per l’intero importo lordo
del 50 %.
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La minore spesa prevista per questo intervento è pari a 6.199 milioni di euro nel
periodo 2017 – 2022, come mostrato in Tabella 3.
Anno
2017
2018
2019
2020
2021
2022
Totale
Minore
spesa
pensionistica
514
1.146
1.146
1.142
1.132
1.119
6.199
Tabella 3 - Dati espressi in milioni di euro
RIDUZIONE FONDO LAVORATORI USURANTI
Il Fondo è stato istituito nel 2007 per consentire ai lavoratori che svolgono mansioni
particolarmente faticose o usuranti di accedere con forme flessibili al trattamento
previdenziale ed ha una dotazione annua di 383 milioni di euro.
Con il DdL Stabilità per provvedere alle coperture derivanti dalle minori entrate
previste per l’innalzamento della no tax area il Governo stabilisce una riduzione del
Fondo per i lavoratori usuranti pari a:
140 milioni di euro per il 2017
110 milioni di euro per il 2018
76 milioni di euro per il 2019
30 milioni di euro per il 2020
Sempre dal medesimo Fondo vengono prelevati per concorrere alle coperture
necessarie al rifinanziamento degli ammortizzatori sociali 150 milioni di euro per il
2016.
Commento
Dopo mesi di annunci da parte di membri del Governo e dello stesso Presidente
del Consiglio nel DdL Stabilità non è previsto nessun intervento in materia di
flessibilità di accesso al pensionamento e gli interventi in materia previdenziale
sono parziali ed in alcuni casi peggiorativi.
La flessibilità di accesso alla pensione non sarà attuata nella Legge di Stabilità,
nonostante si sia realizzato un vasto e diffuso consenso nel Paese e tra tutti i
gruppi parlamentari e nonostante il Presidente Renzi e di suoi ministri avevano
più volte garantito un intervento in materia. Rinunciando ad intervenire si
continuano a penalizzare sia lavoratori che i giovani i quali vedono ancora
bloccato il turn over nel mercato del lavoro.
L’introduzione del part-time negli anni antecedenti al pensionamento è una
buona opportunità per i lavoratori, ma non c’entra niente con la flessibilità di
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accesso alla pensione. La UIL aveva chiesto flessibilità per gli anziani e stabilità
per i giovani, soluzione che va incontro ai lavoratori che per necessità personali
o di cura della famiglia possono ridurre il loro orario di lavoro, ma questo
intervento è parziale, è una misura debole che non risponde alla reale esigenza
di flessibilità che hanno milioni di lavoratori e lavoratrici. Inoltre, escludendo i
lavoratori del settore pubblico da questo intervento si genera un’ulteriore
disparità di trattamento tra questi ed i lavoratori del settore privato. Per la UIL
bisogna ridurre le troppe e troppo diverse gestioni previdenziali presenti nel
nostro Paese a partire dall’annullamento delle differenze ancora vigenti tra
lavoratori pubblici e lavoratori privati.
La parziale equiparazione della no tax area dei pensionati a quella dei lavoratori
dipendenti è un passo importante chiesto più volte dalla UIL, ma la portata di
tale intervento viene limitata dall’attivazione a partire solamente dal 2017. Per
la UIL bisogna procedere già da gennaio 2016 all’estensione della no tax area.
Riteniamo, comunque, che questo intervento da solo può produrre deboli effetti,
i nostri pensionati sono tra i più tassati d’Europa e su loro grava mediamente
un’aliquota (21%) che è quasi doppia rispetto a quella della media OCSE
(12,4%). Il Governo, come più volte promesso, deve estendere il bonus degli 80
euro anche ai pensionati, rimettendo così liquidità nelle tasche dei cittadini.
È sconcertante la proroga operata dal Governo del blocco della perequazione
come introdotto dal Governo Letta. Questa misura contraddice quanto sancito
dall’Alta Corte che ha reso incostituzionale il precedente stop all’indicizzazione
introdotto con la Legge Fornero. Il Governo continua a fare cassa sulla
previdenza, penalizzando milioni di pensionati.
Per la UIL questa proroga, oltre a rivelarsi iniqua, è incomprensibile e
controproducente ed è, inoltre, posta come copertura per gli interventi in
materia previdenziale. Il Governo, in pratica, fa pagare direttamente ai
pensionati il costo degli interventi in ambito previdenziale.
La piena indicizzazione delle pensioni è un diritto per i pensionati, ma anche un
modo pratico e concreto per sostenere la ripresa dei consumi interni e
dell’economia.
Con la Stabilità 2016 viene varata la settima salvaguardia, misura necessaria per
dare una risposta a migliaia di lavoratori, ma si continua ad escludere una
porzione non esigua di lavoratori coinvolti dalle ingiustizie della Legge Fornero.
Per questo intervento il Governo utilizzerà le risorse avanzate dalle precedenti
salvaguardie, proprio come previsto dalla legge e come ribadito con forza dal
sindacato, è quindi incomprensibile il ritardo del Governo nel portare a termine
il provvedimento sul quale da più di un mese si sarebbe potuto porre la parola
fine.
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Sull’Opzione donna il Governo, invece, ha scelto di non agire, limitandosi a
chiarificare la norma ed a sancire che tutte le lavoratrici che matureranno i
requisiti entro il 31 dicembre 2015 potranno accedere alla pensione anche a
decorrere da data successiva al 1° gennaio 2016. Sono incomprensibili le
presunte stime di costo, infatti per il trattamento erogato la lavoratrice accetta il
totale ricalcolo contributivo della propria posizione, con tagli che arrivano al
30% del trattamento previdenziale.
Desta, inoltre, non poche perplessità la scelta di provvedere alle coperture per
gli interventi in materia previdenziale e per il rifinanziamento della CIG
andando ad incidere sul Fondo per “i lavori usuranti”. Dopo il pesante taglio
apportato con la Legge di Stabilità 2015, circa 150 milioni di euro, il Governo
utilizza nuovamente in modo improprio le risorse stanziate per consentire un
accesso agevolato al pensionamento ai lavoratori che svolgono funzioni
particolarmente faticose e logoranti dimezzando di fatto la disponibilità annuale
del Fondo.
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