Comunicato Ufficiale
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C.U. N. 39 del 23/12/2016
Federazione Italiana Giuoco Calcio
Lega Nazionale Dilettanti
COMITATO REGIONALE TOSCANA
VIA GABRIELE D’ANNUNZIO, 138 – 50135 FIRENZE
TELEFONO: 055 6521400 – FAX: 055 6540782/ 055 617028
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e-mail: [email protected]
STAGIONE SPORTIVA 2016/2017
Comunicato Ufficiale n. 39 del 23/12/2016
AUGURI DEL PRESIDENTE DEL COMITATO REGIONALE TOSCANA
Assumo la Presidenza del Comitato Regionale Toscana LND consapevole del grande impegno e
responsabilità che tale incarico comporta. Sono certo di poter contare sull’appoggio fondamentale
del Consiglio Direttivo, delle Delegazioni Provinciali, e di una struttura collaudata nelle figure del
Segretario, dei dipendenti e collaboratori, confidando anche nell’aiuto, collaborazione e,
soprattutto, comprensione di tutti coloro che fanno parte del movimento calcistico toscano.
Un movimento che ho avuto la possibilità di conoscere bene, sia da Presidente e poi da
Coordinatore del SGS, verificandone la grande vitalità, la preparazione dei dirigenti e il sacrificio
dei tanti volontari.
In questi anni in rappresentanza del SGS, ho partecipato alle riunioni del Consiglio Direttivo della
LND, durante le quali ho avuto l’opportunità di capire, comprendere le origini e le motivazioni delle
scelte di politica sportiva e di condividerle, talvolta contribuendo alla loro realizzazione. Questo mi
ha consentito di apprezzare la bontà dei programmi e del progetto che il Consiglio attuava per le
nostre società. Una unità di intenti che, nella nostra Regione, ha sempre caratterizzato gli ottimi
rapporti tra il Settore Giovanile e la LND, rafforzando nel tempo la condivisione delle scelte
intraprese.
Il programma che ho preparato insieme ai Consiglieri sarà pertanto all’insegna della continuità
programmatica, con l’impegno di implementarlo con la condivisione delle società sportive, le cui
istanze ed esigenze rappresentano il punto di partenza per un’azione apprezzata ed efficace.
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Ho sempre pensato e affermato in tante occasioni che il Comitato debba essere considerato come
una grande Agenzia di servizi sportivi a supporto di tutte le società distribuite capillarmente sul
territorio. Società che a loro volta assicurano alla comunità circostante servizi sportivi, educativi,
sociali, coinvolgendo migliaia di atleti, allenatori, dirigenti e volontari.
Dare risposte positive a questa realtà vuol dire avere un’idea complessiva del contesto in cui ci si
muove, attenti in particolare nell’anticipare le nuove esigenze per realizzare un programma
articolato che assicuri una continuità alle linee generali seguite fino ad adesso.
Questo lo potremo fare solo se ci sarà un vero e sincero confronto con la base instaurando un
rapporto amichevole e confidenziale con tutti.
Sarà mio impegno primario, insieme al Consiglio, adoperarmi perché questo avvenga, assicurando
in ogni momento la massima disponibilità all’ascolto e al confronto costruttivo.
Consentitemi, infine, di salutare con grande affetto e stima Fabio Angelini, Segretario “storico” del
Comitato Regionale del Settore Giovanile e Scolastico, i Responsabili Tecnici dell’Attività di Base e
dell’Attività Scolastica e tutti i collaboratori, con i quali ho condiviso esperienze umane e formative
che difficilmente potrò dimenticare.
A Fabio Bresci, che ha guidato mirabilmente il Comitato Regionale negli ultimi anni, un augurio
sincero per il nuovo, importante e meritato incarico che si accingerà a ricoprire a livello Nazionale e
un GRANDE GRAZIE a nome mio e di tutto il movimento calcistico della Toscana.
In prossimità delle prossime Feste a nome del Consiglio Direttivo vorrei inviare a tutti i dirigenti,
alla classe arbitrale, ai volontari, ai tecnici, agli atleti, alle atlete e alle loro famiglie i migliori auguri
di Buon Natale e felice Anno Nuovo.
Paolo Mangini
Ringraziando tutto il movimento dilettante toscano per questi meravigliosi diciotto anni che ci
hanno visto insieme uniti nel portare avanti l’attività sia a livello dilettante che giovanile, attraverso
un confronto schietto e continuo, auguro a Paolo, al Consiglio Direttivo, a tutti i componenti di
questo Comitato, ai Dirigenti, Atleti, Tecnici delle società, agli Arbitri della nostra Regione ed a tutte
le strutture periferiche, un felice Natale e Anno Nuovo di serenità e di pace, estendendo tale
messaggio a tutte le loro famiglie ed al mondo sportivo in generale.
Fabio Bresci
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Indice
Comunicato Ufficiale n. 39 del 23/12/2016 ................................................................................ 1491
COMUNICAZIONI ..................................................................................................................... 1494
1. Comunicazioni della F.I.G.C.................................................................................................. 1494
2. Comunicazioni della L.N.D. ................................................................................................... 1494
3. Comunicazioni del Comitato Regionale ................................................................................. 1494
Comunicazioni Settore Giovanile e Scolastico .......................................................................... 1494
GIUSTIZIA SPORTIVA ............................................................................................................. 1495
Decisioni Tribunale Federale Territoriale C.R. Toscana......................................................... 1495
Decisioni Corte di Appello Sportiva Territoriale C.R. Toscana ............................................... 1502
ERRATA CORRIGE.................................................................................................................. 1507
ALLEGATI................................................................................................................................. 1507
CALENDARIO GARE ............................................................................................................... 1508
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C.U. N. 39 del 23/12/2016
COMUNICAZIONI
1. Comunicazioni della F.I.G.C.
1.1. ALLEGATI
Comunicato Ufficiale n.98/AA comunicazione Procura Federale
2. Comunicazioni della L.N.D.
2.1. ALLEGATI
Circolare n.32 del 15/12/2016 riguardante versamento dell’acconto IVA 2016 - Misura
dell’interesse legale 2017
Comunicato Ufficiale n.183 del 21/12/2016 riguardante tabella punteggi delle Società
perdenti le gare di spareggio - promozione tre le seconde classificate dei Campionati di
Eccellenza Stagione Sportiva 2016/2017
3. Comunicazioni del Comitato Regionale
3.2.1. CHIUSURA UFFICI
Informiamo le Società che in occasione delle Festività natalizie gli uffici di questo Comitato
Regionale resteranno chiusi sabato 24 dicembre e sabato 31 dicembre.
Comunicazioni Settore Giovanile e Scolastico
CAMPIONATO ALLIEVI REGIONALI – GIRONE C
Si comunica che la gara AQUILA 1902 MONTEVARCHI – SETTIGNANESE del 18 dicembre
2016 sospesa per infortunio del D.G. , sarà recuperata il 4 gennaio 2017 alle ore 15:00 come
pubblicato in altra parte del presente C.U.
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GIUSTIZIA SPORTIVA
Decisioni Tribunale Federale Territoriale C.R. Toscana
Il Tribunale Federale così composto:
Dott. Carmine
Compagnini
Presidente
Avv. Enzo
François
Componente
Avv. Alessandro Brogi
Componente
Con L’ assistenza alla segreteria dei sig.ri Coli Renzo e Tosi Fabrizio si è riunito il giorno 16
Dicembre 2016 alle ore 17.00 e seguenti assumendo le seguenti decisioni
DEFERIMENTI PROCURA FEDERALE
06 / 1 - P – Stagione 2016/2017 – deferimento della Procura Federale a carico di:
- Ceccarelli Marina, Presidente dell’U.S.D. Don Bosco Fossone, alla quale viene contestata
la violazione dell’art. 1 bis, comma 1, dell’art. 3, comma 1, del C.G.S. in relazione all’art. 96
delle N.O.I.F.;
- U.S.D. Don Bosco Fossone, a titolo di responsabilità diretta ex art. 4, comma 1, del C.G.S.
per quanto contestato alla Presidente;
- Vanelli Ademaro, Presidente dell’U.S.D. Paradiso E.B., per la medesima violazione
contestata alla tesserata Ceccarelli;
- U.S.D. Paradiso E.B. per la conseguente responsabilità diretta ex art.4/1 CGS.
La Procura Federale ha disposto, su specifica segnalazione del C.R. Liguria riferita a due Società
del C.R. Toscana, il deferimento dei Tesserati sopraindicati, nonché delle rispettive Società di
appartenenza per la corrispondente responsabilità oggettiva, contestando loro la violazione di
quanto disposto dall’art. 96 delle N.O.I.F..
Detto Ufficio ha infatti rilevato in sede inquirente che i Presidenti, Ceccarelli Marina dell’U.S.D. Don
Bosco Fossone e Vanelli Ademaro dell’U.S.D. Paradiso, hanno posto in essere nel corso della
stagione 2015/2016, tra essi, il trasferimento del Calciatore Lorenzo Calzolari senza corrispondere
all’U.S.D. Canaletto Sepor (C.R. Liguria), per il cui Settore Giovanile il Calciatore è stato tesserato
nel triennio precedente, il premio di preparazione previsto, appunto, dall’art. 96 richiamato.
Constatata la regolare esecuzione delle previste notifiche (comunicazione della conclusione delle
indagini da parte della Procura Federale e convocazione per l’udienza di discussione odierna) il
Tribunale disponeva che l’udienza per l’esame del deferimento avvenisse in data 25 novembre
u.s..
Nelle more perveniva, da parte della Signora Ceccarelli, documentata istanza con la quale si
richiedeva un rinvio della discussione, istanza che veniva accolta dal Collegio che, previa riunione
in Camera di consiglio e avuto riguardo a quanto disposto dal comma 1 dell’art. 34 bis, disponeva il
rinvio alla data del 16 dicembre dandone rituale comunicazione alle parti interessate.
In data odierna si procede pertanto all’esame del deferimento dandosi atto della presenza della
Signor Marina Ceccarelli, in proprio e quale legale rappresentante dell’U.S.D. Don Bosco Fossone.
Il Signor Vanelli Ademaro, in proprio e quale Presidente dell’U.S.D. Paradiso E. B., ha comunicato
a mezzo fax la propria indisponibilità, per motivi di salute, a comparire.
La Procura Federale è rappresentata dall’Avvocato Tullio Cristaudo, Sostituto, il quale in apertura
di dibattimento deposita il verbale di accordo intercorso, ex. art. 23 del C.G.S., con la Signora
Ceccarelli Marina riguardante sia la posizione della Tesserata che quella della Società dalla stessa
rappresentata.
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Il Collegio, riunito in Camera di consiglio, esaminata la proposta, rilevatane la corretta
formulazione, accertata la congruità delle sanzioni in essa contenute, ne dichiara l’efficacia e
dispone la chiusura del dibattimento nei confronti dei soggetti che l’hanno sottoscritta.
Della richiesta di definizione è stato redatto separato verbale.
Il dibattimento prosegue nei confronti dei deferiti non presenti.
L’Avvocato Cristaudo, per conto della Procura federale, chiede la integrale conferma del
deferimento emergendo la violazione contestata dalle dichiarazioni rese da entrambi i Presidenti
deferiti le cui eccezioni, sollevate nel corso dell’istruttoria, appaiono del tutto pretestuose.
Precisa a tal fine che i fatti contestati risultano in modo evidente dalla documentazione acquisita in
sede istruttoria e sono, peraltro, confermati indirettamente dalle dichiarazioni rese in quella sede
dagli stessi soggetti deferiti.
Chiede la comminazione delle seguenti sanzioni:
- a Vanelli Ademaro, l’esclusione da qualsiasi attività federale per la durata di mesi 3 (tre);
- alla Società U.S.D. Paradiso, ammenda di € 600,00 (seicento).
Non essendo stato svolto alcun intervento a difesa, il Collegio si riunisce in Camera di consiglio
rilevando che la decisione da assumere non può prescindere da un’esegesi della disposizione
normativa.
Le Norme organizzative interne federali (N.O.I.F.), ovvero quell’insieme di norme riguardanti
l’intera attività federale, regolano, nel Titolo VII i “Rapporti tra società e calciatori” istituendo all’art.
96, comma 1, un premio di preparazione, disponendo che “Le Società che richiedono per la prima
volta il tesseramento come “giovane di serie”, “giovane dilettante”, o” non professionista” di
calciatori che nella precedente stagione sportiva siano stati tesserati come “giovani” con vincolo
annuale, sono tenute a versare alle o alla società per le quali il calciatore è stato
precedentemente tesserato un “premio di preparazione” sulla base di un parametro….”.
Il comma prosegue indicando, al fine della determinazione dell’entità del premio, i coefficienti da
applicarsi, al termine di ogni stagione sportiva, in base alle variazioni annuali degli indici ISTAT per
il costo della vita.
Detti coefficienti sono determinati progressivamente (da 1 a 5) sulla base dei singoli campionati nei
quali militano le società che effettuano il tesseramento del giovane calciatore.
Il disporre che le Società “sono tenute” al versamento di somme non lascia dubbi circa
l’imperatività della norma alla quale quindi nessuna delle Società che si trovi nelle condizioni
indicate può sottrarsi.
Lo stesso inciso inoltre determina il momento nel quale il Premio di preparazione deve essere
corrisposto legando il pagamento alla richiesta di tesseramento. (Le Società che richiedono per la
prima volta il tesseramento come…….., sono tenute a versare……).
Così interpretata la norma, il Collegio esamina, sulla base del censimento storico del calciatore, i
fatti che hanno indotto la Procura Federale a proporre il deferimento.
Lorenzo Calzolari, tesserato per il Settore Giovanile dell’U.S.D. Canaletto Sepor, militante nel
Campionato di 3^ categoria indetto dalla Delegazione Provinciale di La Spezia (C.R. Liguria), viene
svincolato in data 1.7.2015 per “fine stagione”.
In data 7.10.2015, viene tesserato, quale Calciatore Dilettante, dalla Società U.S.D. Paradiso che
milita nella 3^ Categoria del Campionato indetto dalla Delegazione provinciale di Massa.
In data 14 10.2015 – dopo sette giorni – il Calciatore viene ceduto in prestito all’U.S.D. Don Bosco
Fossone militante nel Campionato di Promozione, indetto dal C.R. Toscana, determinando in tal
modo l’insorgere dell’obbligo della corresponsione da parte di detta Società del premio di
preparazione, quanto meno, alla Società U.S.D. Canaletto.
Detta obbligazione non è mai stata adempiuta, per cui la violazione dell’art. 96 delle N.O.I.F. è
pienamente accertata.
E’ peraltro noto a questo Collegio, anche sulla base di numerose decisioni assunte sia dal
Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare sia della Corte Federale di Appello, che
nell’ambito della L.N.D. è invalso ormai – al fine di eludere, o di contenere nella misura minima il
pagamento del Premio di preparazione – l’uso di tali triangolazioni che vengono, allorché
accertate, adeguatamente e specificatamente sanzionate,
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Nello specifico la dichiarazione resa dalla parte in sede istruttoria non è credibile e comunque non
idonea a smontare il solido impianto accusatorio.
Infatti il Vanelli ha ammesso nell’occasione di non aver corrisposto il premio giustificandosi con
“…non essendomi mai pervenuta alcuna richiesta in tal senso…” per affermare successivamente
di essere disponibile”…..a far fronte a quanto spettante alla Società Canaletto Sepor”.
L’evidente contraddizione è indicativa del fatto che egli era comunque a conoscenza della norma
che ha, quindi, disatteso deliberatamente.
Infine, in sede di memoria susseguente alla comunicazione della conclusione delle indagini, lo
stesso Presidente Vanelli ha affermato di aver “….deciso il trasferimento in prestito del Calzolari
per dargli l’opportunità di continuare a giocare con i coetanei.”
La violazione della norma è ampiamente dimostrata.
Stranamente i medesimi argomenti vengono svolti – in parallelo – anche dalla Presidente
dell’U.S.D. Don Bosco Fossone.
Sempre esaminando le dichiarazioni rese dai due Presidenti deferiti, il Collegio non può non
osservare come non risponde al vero, almeno per quanto riguarda l’U.S.D. Paradiso, che la
Società Canaletto non ha effettuato alcuna richiesta in merito, dato che esiste tra gli atti istruttori
una specifica nota risalente al 27 aprile 2016.
Si rileva ancora che la Società U.S.D. Paradiso non ha rivolto, da parte propria, analoga richiesta
all’U.S.D. Don Bosco Fossone.
In ogni caso, a prescindere dal non essere credibile che si ponga in essere un trasferimento –
ancorché temporaneo ed una settimana dopo averlo tesserato – di un calciatore solo per venire
incontro ad alcune sue esigenze personali, è di tutta evidenza che se ciò – per qualsivoglia motivo
accada – il disposto dell’art. 96 deve essere comunque pienamente osservato.
La norma infatti ha carattere oggettivo dato che il titolo che dà luogo all’obbligo di corresponsione
del premio è costituito unicamente dal tesseramento, con status diverso da quello previsto per i
giovani calciatori, senza che sia necessaria una qualsiasi motivazione.
La corretta applicazione nel caso di specie del disposto dell’art. 96 in esame ingenera l’obbligo da
parte delle due Società, U.S.D. Paradiso e U.S.D. Don Bosco Fossone, di corrispondere il premio
di preparazione all’U.S.D. Canaletto Sepor, (ultima Società), per il passaggio, in data 7.10.2015,
del calciatore dal Settore Giovanile dalla 3^ categoria, alla Promozione.
Il deferimento è fondato e quindi da accogliere.
P . Q . M .
il Tribunale Federale Territoriale della Toscana infligge le seguenti sanzioni:
- al Dirigente Vanelli Ademaro, quale Presidente dell’U.S.D. Paradiso, la preclusione a svolgere
qualsiasi attività in ambito federale per la durata di mesi 3 (tre);
- alla Società U.S.D. Paradiso, per la conseguente responsabilità diretta (art. 4, c. 1), l’ammenda di
€ 600,00 (seicento).
Dispone inoltre – ex art. 23 – l’applicazione delle seguenti sanzioni:
- a Ceccarelli Marina, Presidente dell’U.S.D. Don Bosco Fossone, la preclusione a svolgere attività
nell’ambito federale per la durata di mesi 2 (due);
- alla Società U.S.D. Don Bosco, ammenda di € 400,00 /quattrocento).
Ricorda alle Società deferite quanto disposto dal comma 2 dell’art. 23 del C.G.S., ultima parte
nella modifica riportata con il C.U. n. 255/2016 della F.I.G.C.
07/1 - P – stagione sportiva 2016/2017 – Deferimento della Procura Federale nei confronti
della Società Polisportiva Margine Coperta, in applicazione del disposto dei cui all’art. 4,
comma 2, del C.G.S., per le violazioni contestate all’allenatore Signor Rodrigo Failli,
tesserato per la suddetta Società.
In data odierna si apre il procedimento indicato in oggetto, proveniente dal rinvio disposto da
questo Tribunale in data 25 novembre u.s., che trova la propria origine nel rifiuto opposto, a suo
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tempo, dalla Segreteria Federale della F.I.G.C. alla richiesta di autorizzazione ad adire le vie legali
avanzata dall’Allenatore Tommaso Palilla, nei confronti del Tesserato Rodrigo Failli, allenatore
tesserato anch’egli per la società Polisportiva Margine Coperta.
A seguito di tale provvedimento gli atti sono pervenuti alla Procura Federale per quanto di
competenza.
L’Ufficio, effettuata la necessaria istruttoria, ha disposto il deferimento al Settore Tecnico
dell’Allenatore Failli Rodrigo, mentre la Società, per la quale questi era tesserato all’epoca dei fatti,
è stata deferita a questo Tribunale che, verificata l’avvenuta notifica alle parti interessate della
comunicazione della conclusione delle indagini e del disposto rinvio, ha stabilito che la questione
venga esaminata nella data odierna.
E’ presente la Procura Federale tramite il Sostituto Avvocato Tullio Cristaudo mentre è assente il
legale rappresentante della Società deferita.
Questi i fatti.
In data 31 marzo 2015 il Signor Tommaso Palilla, tesserato quale Allenatore di base per la Società
Polisportiva Margine Coperta, chiedeva alla Segreteria Federale l’autorizzazione a procedere in
sede penale nei confronti del Signor Rodrigo Failli, tesserato anch’egli quale Allenatore di base per
la medesima Società.
Motivava l’istante la richiesta affermando di essere stato aggredito fisicamente e verbalmente dal
Failli e di essere stato oggetto, da parte dello stesso, di insulti e minacce anche tramite Sms.
A sostegno della richiesta allegava certificato ospedaliero recante una prognosi di gg. 7 (sette) in
ordine ad una diagnosi di “pregressa lussazione spalla dx”, nonché la stampa di alcuni messaggi
telefonici ricevuti dal Failli.
La Procura Federale, ascoltate le parti ed altri due tesserati, quali persone informate dei fatti, ha
proposto il deferimento in esame.
In sede dibattimentale il rappresentante della Procura Federale chiede la conferma del deferimento
rilevando che il comportamento tenuto dal Failli, causa del deferimento della Società, è
ampiamente provato sia sotto l’aspetto documentale che sotto quello testimoniale.
Chiede pertanto che alla Società Polisportiva Margine Coperta venga inflitta la sanzione pecuniaria
dell’ammenda nella misura di € 300,00 (trecento).
Il Collegio, riunito in Camera di consiglio, osserva che risulta evidente che tra i due Allenatori di
base, utilizzati entrambi dalla Società nell’ambito delle squadre minori, si sia verificato un alterco,
come emerge dalle dichiarazioni rese dal Dirigente della Società per la quale sia il Failli che il
Palella erano tesserati.
E’ altresì dimostrato, attraverso la stampa dei rispettivi s.m.s. che tra i due via sia stato, oltre che
uno scambio di messaggi non proprio edificanti e contenenti anche minacce, un contatto fisico,
ammesso questo – sia pure con le ovvie cautele difensive – dal Failli il quale ha dichiarato di avere
“spintonato” il Palella, allontanandolo, “facendo leva tra collo e mandibola”.
Il contatto viene confermato dal Palella, anche in sede istruttoria, avendo egli dichiarato che, oltre
ad essere colpito alla tempia, è stato trattenuto per le braccia e strattonato dal Failli, circostanza
quest’ultima che trova conferma nella certificazione ospedaliera che indica una prognosi di giorni 7
(sette).
Il fatto è quindi provato ed il Collegio nell’accogliere il deferimento proposto non può esimersi dal
rilevare che, nell’ambito della disciplina sportiva, il fatto acquisisce rilevanza particolare essendo
avvenuto tra due allenatori di base, ovvero tra due tecnici ai quali è affidata l’educazione di
giovanissimi calciatori.
Questo Tribunale ha inoltre accertato che la Commissione Disciplinare del Settore Tecnico ha
ritenuto provato il comportamento tenuto dal Failli, sanzionandolo di conseguenza.
P . Q . M .
Il Tribunale Federale, accoglie il deferimento e, in applicazione di quanto disposto dall’art. 4,
comma 2 del C.G.S., infligge alla Polisportiva Margine Coperta la sanzione pecuniaria
dell’ammenda che determina in € 300,00 (trecento).
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09 /P –stagione sportiva 2016/2017 – Deferimento a carico del Signor Simone Tinacci, A.E.
appartenente alla Sezione A.I.A di Siena, al quale viene contestata
la violazione dell’art. 1 bis, commi 1 e 3, del C.G.S. in relazione all’art. 40, commi 1 e 3
(lettera g), del Regolamento A.I.A., nonché dell’art. 6, comma 1, del Codice etico dell’A.I.A..
La Procura Federale ricevuta, tramite il C.R. della Toscana, una segnalazione del G.S.D.
Rapolano Terme concernente il comportamento tenuto dall’Arbitro, Signor Simone Tinacci, in
occasione della gara Rapolano Terme / Casolese, da questi arbitrata in data 31 gennaio 2016, ha
ritenuto, previa rituale istruttoria, disporre il deferimento di cui in epigrafe.
Constatata l’avvenuta notifica da parte della Procura Federale al Signor Tinacci dell’avviso di
conclusione delle indagini, questo Tribunale ha convocato le parti per la data odierna.
L’Arbitro Effettivo Tinacci Simone ha fatto sapere a mezzo fax di non potere essere presente per
motivi di lavoro.
La Procura Federale è rappresentata dall’Avvocato Tullio Cristaudo, Sostituto Procuratore.
Il rappresentante della Procura, riportandosi alle dichiarazioni rese dai tesserati interpellati
dall’Ufficio in istruttoria, ritiene ampiamente provato – anche perché confermato direttamente
dall’Arbitro Tinacci – il rapporto di conoscenza ed amicizia che lo lega, ad alcuni giocatori della
Società Casolese per cui il D.G. è effettivamente incorso nella violazione dei principi
comportamentali regolati dal C.G.S..
In proposito ricorda le dichiarazioni univocamente rese dai tesserati ascoltati nella fase istruttoria
del procedimento.
Chiede che il comportamento dell’Arbitro Tinacci venga sanzionato con l’inibizione per mesi 3 (tre).
Il Collegio, passando a decisione, ritiene doveroso - per chiarezza di esposizione - precisare quali
siano stati i motivi che hanno indotto detta Società a proporre la segnalazione all’origine del
presente procedimento e quali le conseguenti conclusioni della Procura Federale.
Con l’istanza si contesta al D.G.:
a)
un comportamento estremamente confidenziale verso i calciatori della Casolese in
contrapposizione “ll’atteggiamenato di sfida” dallo stesso tenuto sia verso i Calciatori che verso il
pubblico del Rapolano;
b)
un’eccessiva severità nei provvedimenti disciplinari assunti nel corso della gara, tutti a senso
unico nei confronti dei calciatori della società Rapolano;
c)
la chiusura della gara con almeno sei minuti di anticipo rispetto al tempo regolamentare;
d)
ed infine l’essersi vantato con un calciatore del Rapolano – durante una serata trascorsa in
discoteca – di avere, in occasione di una gara diretta in precedenza, alterato deliberatamente il
relativo rapporto al fine di far comminare ad un calciatore una severa sanzione.
Preliminarmente si rileva che quanto dedotto nella segnalazione (lettere b e c) in ordine alle
decisioni assunte sul campo queste esulano, come del resto ha affermato la Procura Federale per
quanto riferito alla propria indagine, dalla competenza di questo giudicante secondo quanto
disposto dall’art. 29 del C.G.S..
In riferimento a quanto indicato con la lettera d), osserva questo Collegio che la Procura Federale
non ha ritenuto di assumere alcun provvedimento tant’è che il fatto menzionato non viene
contestato per cui è evidente che nulla è emerso in proposito nel corso delle indagini e quindi su di
esso non vi può essere pronuncia alcuna.
“Ad colorandum” ritiene comunque il Collegio evidenziare che il fatto è stato segnalato dal D.S. del
Rapolano il quale ha affermato, in modo singolare ed in risposta a specifica domanda postagli in
sede di audizione: “non ricordo chi fosse il calciatore nostro tesserato che mi riferì quanto ebbe a
dire il Tinacci in occasione…….”
L’aver ricevuto da un proprio calciatore un’affermazione di tale gravità avrebbe dovuto suggerire al
Dirigente un approfondimento sulla vicenda segnalandola agli Organi federali e, in ogni caso, alla
Procura Federale con diretta immediatezza.
Il deferimento è quindi circoscritto a quanto indicato sotto la lettera a).
Il capo di incolpazione notificato dalla Procura prevede la presunta violazione degli artt. 40, commi
1 e 3, del Regolamento A.I.A. e dell’art. 6 del Codice etico A.I.A. ovvero delle disposizioni che
regolano, sotto l’aspetto disciplinare, il comportamento che gli arbitri sono tenuti ad osservare.
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Per quanto riguarda la violazione dei commi 1 e 3 dell’art. 40 del Regolamento A.I.A. non si può
prescindere da quanto dispone l’art. 32 dello Statuto Federale che, se da un lato assoggetta gli
associati all’A.I.A. alla potestà disciplinare della Giustizia Sportiva della F.I.G.C., dall’altro dispone
che le competenze della giustizia domestica vengano previste dal Regolamento A.I.A. per cui, ogni
qualvolta gli Organi della G.S. della F.I.G.C. vengono chiamati ad esaminare il comportamento
degli Arbitri, è necessario accertare se ci si trovi o meno nell’ambito della Giustizia federale o in
quella Giustizia domestica A.I.A..
In proposito si rileva che l’art. 3 del Regolamento A.I.A., dopo aver disposto che gli arbitri sono
sottoposti alla potestà disciplinare degli Organi della G.S. della F.I.G.C. per quanto previsto dal
C.G.S. indica che detti tesserati vengono assoggettati alla giurisdizione domestica allorché violino
“…gli obblighi associativi specificatamente disciplinati dall’art. 40, commi terzo e quarto del
presente Regolamento e……”.
Ciò porta il Collegio a dichiarare la propria incompetenza in ordine alla violazione dell’art. 40,
comma 3, del Regolamento A.I.A..
Diversa è la formulazione della seconda parte del comma 1 del citato art. 40 allorché dispone che
“Gli arbitri sono tenuti a ………… nonché a comportarsi in ogni rapporto comunque riferibile alla
attività sportiva, con trasparenza, correttezza e probità”.
Tale disposto normativo trova conferma nell’art. 6, comma 1 del Codice Etico dell’A.I.A:, che, pur
rilevando il Collegio che esso trovi applicazione nello stretto ambito di competenza dell’A.I.A., così
dispone: ”Il comportamento dell’Associato deve essere espressione di legalità ed apparire come
tale, deve riscuotere la fiducia e l’affidamento attraverso comportamenti improntati alla dignità della
funzione, alla correttezza ed alla lealtà.”
La inosservanza di tali disposti normativi, tenuto altresì conto dell’obbligo che incombe sugli arbitri
di osservare lo Statuto e le altre norme della FIGC, nonché ogni altra direttiva e disposizione
emanata dagli organi federali (art. 40, c. 2,) determina la violazione dell’art. 1 bis del C.G.S..
Conclude il Collegio che è indubbio che le reciproche manifestazioni di amicizia e conoscenza
poste in essere dal Tinacci e dai calciatori della Casolese collidano con quanto indicato dal comma
1 dell’art. 1 bis del C.G.S. e per ciò stesso, come già riportato, suscettibili di sanzione.
Per quanto riguarda il richiamo alle ragioni di incompatibilità ed inopportunità indicate sull’atto di
deferimento si rileva che esse rientrano nell’esclusiva competenza degli Organi A.I.A. ai quali è
demandato, qualora ne siano venuti a conoscenza, il compito di valutarne la sussistenza o meno.
Il deferimento è pertanto da accogliere nei termini sopraindicati.
P . Q . M .
il Tribunale Federale Territoriale per la Toscana infligge all’A.E. Simone Tinacci il divieto a svolgere
qualsiasi attività in ambito federale per mesi 3 (tre).
n.10 / P – Stagione sportiva 2016/2017 – deferimento a carico di:
- Met Hasani Marco,
- Drovandi Tommaso,
entrambi tesserati come calciatori per la S.S.D. a r.l. Jolly Montemurlo, ai quali viene
contestata la violazione dell’art. 1 bis, c. 1, del C.G.S. per quanto commesso in occasione
della gara che ha visto, in data 2/4/2016, la propria squadra opposta a quella della Società
U.S. Sporting Arno nell’ambito del Campionato Regionale Allievi, fascia “B”;
- la Società S.S.D. a r.l. Jolly Montemurlo, per la responsabilità oggettiva derivante da detto
comportamento prevista dall’art. 4, c. 2, del C.G.S..
La richiesta di intervento al fine “di evitare il ripetersi di tali fatti” garbatamente rivolta dal
Presidente della Società U.S. Sporting Arno al Presidente del C.R. Toscana e da questi inoltrato
per competenza alla Procura Federale, ha determinato il deferimento indicato in premessa.
1500
C.U. N. 39 del 23/12/2016
Ha infatti accertato l’Ufficio Inquirente con approfondita istruttoria che, nel corso della gara S.S.D.
Jolly Montemurlo / U.S. Sporting Arno sopra rubricata, i due Calciatori deferiti, tesserati per la
Società Iolly Montemurlo, hanno urinato nella borraccia dell’acqua da bere che il portiere della
Società Sporting Arno aveva posto dietro la propria porta.
Alla borraccia alla quale aveva, nel corso della gara, attinto un Calciatore della Società Arno che,
per la nausea da cui è stato colpito, aveva successivamente chiesto la sostituzione.
Accertata l’avvenuta notifica ai tesserati oggetto di deferimento da parte della Procura Federale
dell’avviso di conclusione delle indagini, questo Tribunale ha posto in discussione per la data
odierna la vicenda.
Sono presenti:
- Met Hasani Marco e Drovandi Tommaso, calciatori, entrambi assistiti dagli esercenti la potestà
genitoriale in quanto minori
Per la Società S.S.D. Jolly Montemurlo nessuno è presente pur in presenza di regolare
convocazione.
La Procura Federale è rappresentata dall’Avvocato Tullio Cristaudo, Sostituto il quale sottopone al
vaglio del Collegio l’accordo intercorso, ai sensi dell’art. 23 del C.G.S., con i rappresentanti dei due
calciatori deferiti in ordine al quale deposita relativo verbale.
- Il Collegio, riunito in Camera di consiglio, esaminata la proposta della quale rileva la corretta
formulazione, accertata la congruità delle sanzioni in essa indicate, ne dichiara l’efficacia,
disponendo la chiusura del procedimento nei confronti dei Calciatori Drovandi Tommaso e Met
Hasani Marco, proseguendolo nei confronti della Società
S.S.D. a r.l. Jolly Montemurlo
Il fatto.
Nel corso della gara indicata in premessa, durante una pausa del gioco, un calciatore della Società
Sporting Arno è andato a dissetarsi prelevando acqua dalla borraccia che il proprio portiere,
abitualmente, reca con sé dopo averla ricevuta dal Dirigente Accompagnatore, e che deposita
dietro la porta che difende.
Su esplicita richiesta egli ha consegnato – dopo averla prelevata da una posizione che non era
quella in cui egli l’aveva deposta – la borraccia ad un compagno di squadra il quale, dopo aver
attinto un po’ d’acqua per rinfrescarsi, ha iniziato a bere sputando con immediatezza il liquido
affermando non essere acqua ma urina.
Gettava quindi via la borraccia e rientrava in campo per uscirne dopo qualche minuto perché
afflitto da nausea.
Il portiere della squadra nel ricostruire a posteriori la vicenda ha affermato che le uniche persone
passate dietro la porta – percorso obbligato per raggiungere gli spogliatoi – erano due calciatori
della Società Jolly Montemurlo, sostituiti a tre minuti l’uno dall’altro.
L’Allenatore di detta squadra dopo aver minacciato l’intera squadra di fare analizzare il contenuto
della borraccia della quale era venuto, con il consenso dell’Arbitro, in possesso, al fine di
identificare i responsabili, riceveva una telefonata dal Calciatore Tommaso Drovandi il quale gli
dichiarava di essere stato, in compagnia del Calciatore Met Hasani, l’autore della bravata.
Il dibattimento.
Il rappresentante della Procura Federale, intervenendo, afferma che il deferimento della Società è
conseguenza – ex art. 4, c. 2 del C.G.DS. - del comportamento tenuto dai due Calciatori i quali
hanno ammesso il fatto
Chiede quindi irrogarsi alla Società Montemurlo, la sanzione pecuniaria dell’ammenda nella misura
di € 100,00 (cento).
La decisione.
Nel premettere che la Società Jolly Montemurlo milita nel Campionato di serie D, il Collegio, come
più volte affermato, ritiene che compete alle Società il far comprendere ai Calciatori – nella specie
partecipanti al campionato Regionale Allievi e quindi aventi sedici anni di età – l’importanza e la
necessità di essere consapevoli delle conseguenze dei propri comportamenti sportivi.
1501
C.U. N. 39 del 23/12/2016
Il fatto contestato è indubbiamente provato dalle dichiarazioni confessorie rese dai due Calciatori
deferiti ed ad esso, secondo la normativa vigente, consegue la responsabilità della Società per la
quale i Calciatori sono tesserati: il deferimento deve essere, quindi, necessariamente accolto.
P . Q . M .
il T.F.T. della Toscana infligge alla S.S.D. a r.l. Jolly Montemurlo la sanzione pecuniaria
dell’ammenda che ritiene equo determinare, tenuto conto della categoria di appartenenza della
Società e del fattivo comportamento dell’Allenatore, in € 200,00 (duecento).
Ricorre quanto indicato dall’art. 23, c. 2, del C.G.S.,
Dispone, in applicazione dell’accordo intervenuto tra le parti, che a ciascuno dei Calciatori Met
Hasani Marco e Drovandi Tommaso, venga inflitta la sanzione della squalifica per 3 (tre) giornate
di gara
Decisioni Corte di Appello Sportiva Territoriale C.R. Toscana
CORTE DI APPELLO SPORTIVA TERRITORIALE
TOSCANA
La Corte di Appello così composta:
Dott. Carmine
Compagnini
Presidente
Avv. Enzo
François
Componente
Avv. Alessandro Brogi
Componente
Con L’ assistenza alla segreteria dei sig.ri Coli Renzo e Fabrizio Tosi si è riunita il giorno 16
Dicembre 2016 alle ore 18.00 e seguenti assumendo le seguenti decisioni :
CAMPIONATO DI PROMOZIONE
43 stagione sportiva 2016/2017 Gara Atletico Etruria – Fucecchio (2-0) del 4/12/2016.
Campionato di Promozione. In C.U. n.33 del 9/12/2016.
Reclama la società Fucecchio avverso la squalifica per tre gare effettive inflitta dal G.S.al
calciatore Covato Emanuele “Per condotta violenta verso un calciatore avversario”.
La reclamante chiede una riduzione della sanzione contestando il fatto imputato al proprio
tesserato. Ritiene che non vi è stata alcuna azione violenta verso l’avversario da parte del proprio
tesserato, in quanto il Covato ha unicamente esortato il primo ad accellerare una rimessa in gioco
del pallone spingendolo lievemente con le mani.
La stessa reclamante narra inoltre di situazioni comportamentali riferibili all’arbitro che, secondo la
stessa, non avrebbe diretto la gara con la dovuta imparzialità.
Il D.G. nel supplemento di rapporto contesta quanto gli viene imputato personalmente e rileva che
il calciatore Covato ha colpito al volto con uno schiaffo l’avversario facendolo cadere a terra, senza
tuttavia procurargli danni fisici apparenti.
La Corte Sportiva di Appello Territoriale, esaminati gli atti di gara, respinge il reclamo.
La versione arbitrale appare chiara ed inequivocabile e quindi non vi è motivo di dubitare che i fatti
sia siano svolti in maniera diversa da come descritti.
Si ricorda, ancora una volta, che il contenuto del rapporto arbitrale costituisce, normativamente,
prova privilegiata, salvo evidenti anomalie fra il rapporto ed il supplemento o contraddizioni evidenti
rilevabili oggettivamente.
In tema di quantificazione della sanzione, la stessa appare idonea rispetto ai fatti contestati,
mentre altre situazioni non oggetto di sanzione, non possono trovare albergo in questa sede, né è
1502
C.U. N. 39 del 23/12/2016
compito di questo Collegio valutare comportamenti che nulla hanno a che vedere nel merito
dell’impugnazione.
Qualora la reclamante ritenga di essere stata danneggiata da condotte arbitrali non corrette, potrà
rivolgersi nelle sedi opportune preposte al vaglio di tali situazioni comportamentali.
P.Q.M.
La Corte Sportiva di Appello Territoriale respinge il reclamo e dispone l’addebito della relativa
tassa.
CAMPIONATO DI SECONDA CATEGORIA
38 stagione sportiva 2016/2017 Reclamo A.S.D Chiesanuova 1975 Avverso Inibizione Fino
Al 1\4\2017 Del Signor Gai Nicola. (C.U. N. 27 Del 17\11\2016)
Propone rituale reclamo la ASD Chiesanuova 1975 avverso la sanzione in oggetto comminata dal
GST della Toscana con la seguente motivazione: “A gioco fermo entrava indebitamente sul terreno
di gioco dirigendosi verso il DG con fare minaccioso e lo strattonava per due volte per la maglia
senza procurargli dolore. Nel frattempo lo offendeva.”.
La reclamante chiede una riduzione della sanzione, ammettendo che il signore Gai, dirigente
facente funzione di massaggiatore, era entrato sul terreno di gioco senza autorizzazione poiché un
calciatore della società Chiesanuova si trovava a terra colpito da un avversario con due pugni non
visto dall’arbitro. Tuttavia il Gai secondo la reclamante non avrebbe fatto alcunchè, anche se non
spiega in realtà nel reclamo quale sarebbe stato il reale comportamento del medesimo, né se
l’entrata del Gai fosse finalizzata a soccorrere il calciatore a terra piuttosto che a protestare verso il
DG per l’episodio violento del quale il giocatore era rimasto vittima.
La C.A.S.T., sulla scorta degli atti esaminato il reclamo ed acquisito il supplemento di rapporto,
decide di respingere il reclamo stesso.
Il DG ribadisce in toto il proprio rapporto, e, nel mentre conferma che vi era una calciatore a terra,
asserisce che le intenzioni del Gai erano rivolte più a protestare nei suoi confronti, che a
soccorrere il calciatore. Aggiunge che il tono ed i modi della protesta erano quelli descritti nel
rapporto, culminati nel doppio strattonamento senza causare dolore.
Le argomentazioni difensive sono irrilevanti, ed i fatti provati.
La sanzione appare congrua e va confermata.
P.Q.M.
La C.A.S.T. respinge il reclamo, ordina l’acquisizione della tassa relativa.
CAMPIONATO TERZA CATEGORIA
39 Stagione sportiva 2016- 2017 Oggetto: C.U. n. 25 del 23.11.2016
Reclamo del A.S.D. Monterotondo avverso la squalifica inflitta al calciatore Gonnelli
Sebastiano per 5 gare.
Con tempestivo reclamo l’A.S.D. Monterotondo impugna la squalifica inflitta al calciatore Gonnelli
Sebastiano per 5 gare, comminata dal Giudice Sportivo di Livorno con la seguente motivazione: 'a
fine gara rivolgeva frasi offensive al d.g., di poi appoggiava il dito sul petto del d.g. reiterando le
offese. Sanzione aggravata perché capitano'.
La reclamante, con stringate e succinte motivazioni, ritiene eccessiva la sanzione comminata,
contestando i motivi posti a fondamento del provvedimento impugnato, in quanto frutto di
un'erronea valutazione dei fatti da parte del direttore di gara.
Precisa in proposito che il calciatore non ha toccato il direttore di gara, essendosi limitato a
protestare verbalmente per la decisione arbitrale avversa, facendo altresì presente che la
decisione che ha scatenato le proteste del giocatore non ha comunque influito sull'esito della gara,
ragione per cui il calciatore non avrebbe avuto motivo di comportarsi così come indicato dall'arbitro
in referto.
1503
C.U. N. 39 del 23/12/2016
Conclude chiedendo di essere ascoltata dall'Organo adito, salvo poi rinunciarvi con fax del
15.12.2016.
La Corte, acquisito il supplemento di rapporto, così decide.
Osserva il Collegio che le deduzioni della reclamante non trovano alcun riscontro nelle risultanze
arbitrali, alle quali, come noto, viene riconosciuto carattere privilegiato nella gerarchia delle fonti
probatorie.
Le suddette risultanze, seppur non scalfiscono o condizionano il giudizio interpretativo del
Giudicante sul fatto, ne orientano inevitabilmente la decisione in ordine all'esistenza o meno del
fatto stesso.
Nel caso di specie l’arbitro, sollecitato dalla Corte a precisare i fatti sui motivi di reclamo, ha
confermato quanto dettagliatamente descritto nel rapporto di gara e, in particolare, la condotta
ingiuriosa e irriguardosa del Gonnelli posta a fine gara nei suoi confronti, peraltro reiterata più
volte, e di aver 'stimolato' anziché soffocato gli animi della protesta nei suoi confronti, venendo
meno ai doveri strettamente connessi al fatto di rivestire la qualifica di capitano.
Elementi tutti che paiono in definitiva decisivi per poter affermare la responsabilità del Gonnelli in
ordine ai fatti contestati, da ritenersi peraltro aggravata dal fatto di rivestire il ruolo di capitano al
momento del fatto, il che, per buona pace della reclamante, giustifica e rende del tutto legittimo
l'aggravamento della sanzione.
In conclusione, pertanto, non si ravvisano ragioni per ridurre la sanzione impugnata.
P.Q.M.
la C.S.A.T.T.:
respinge il reclamo proposto dalla A.S.D. Monterotondo e, per l'effetto conferma la squalifica
per 5 gare inflitta al calciatore Gonnelli Sebastiano;
ordina procedersi con l’addebito della tassa di reclamo.
34 stagione sportiva 2016/2017 Oggetto: impugnazione della A.S.D. Etrusca Marina avverso
la decisione del G.S.T. per la Provincia di Livorno sulla regolarità ed esito della gara
disputata in data 13/11/2016 contro La Cantera Acli Gabbro (C.U. Delegazione Provinciale di
Livorno n. 23 del 16/11/2016)
La Società Etrusca Marina A.S.D. impugna la decisione del G.S.T. che disponeva la ripetizione
della gara indicata in epigrafe oltre ad irrogare un’ammenda di €.200,00 a carico della Società La
Cantera ACLI Gabbro con la seguente motivazione:
“Il Giudice Sportivo Territoriale, letti gli atti ufficiali dai quali risulta:
- che al 25º del secondo tempo, a seguito della concessione da parte dell'arbitro di un calcio di
punizione il giocatore Esposito Diego della soc. Etrusca veniva colpito alla testa da un sasso
lanciato dalla tribuna
- che, tale gesto provocava una ferita con perdita di sangue alla testa del calciatore;
- che l'Esposito riceveva le cure del caso da parte dei sanitari presenti con l'ambulanza
sull'impianto
sportivo
– che l'arbitro per salvaguardare la sicurezza dei calciatori,sia a causa del gesto del tifoso sia a
causa del fatto che non era presente la forza pubblica riteneva di sospendere la gara
anticipatamente Ritenuto che a parere di questo Giudice non sussistevano le condizioni oggettive
richieste dalla giurisprudenza sportiva per poter sospendere la gara, trattandosi di per lo più di un
mero timore soggettivo da parte del Direttore di gara, senza che vi fossero fondate ed oggettive
situazioni di pericolo tali da sfuggire al suo controllo (…).”
La società Etrusca Marina impugnava tempestivamente tale decisione chiedendo, in via principale
la punizione sportiva della perdita della gara per 0-3 nei confronti de La Cantera ACLI Gabbro oltre
alla squalifica del campo di quest’ultima, in via subordinata che la ripetizione della gara abbia
luogo in campo neutro ovvero a porte chiuse oltre comunque alla squalifica del campo. In
particolare la ricorrente assume che la decisione del G.S.T. avrebbe violato l’art. 4 del C.G.S. in
quanto la Società ospitante avrebbe omesso di prestare la dovuta vigilanza consentendo ad un
1504
C.U. N. 39 del 23/12/2016
sostenitore di scagliare un sasso direttamente dagli spalti, inoltre la responsabilità de La Cantera
ACLI Gabbro sarebbe aggravata dalla mancata richiesta di forza pubblica, circostanza della quale,
a dire della ricorrente, il Giudice Sportivo non avrebbe tenuto conto. Inoltre l’Etrusca Marina
assume la violazione degli artt. 12, 13 e 14 del C.G.S. in quanto la Società locale, prima dell’inizio
della gara, non avrebbe avvisato il pubblico delle sanzioni in conseguenza del compimento di fatti
violenti da parte di propri sostenitori. Conseguentemente, conclude sempre la reclamante, vi
sarebbe una violazione anche dell’art. 17 del C.G.S. il quale, per fatti analoghi a quelli in esame,
prevedrebbe la punizione sportiva della perdita della gara.
Richieste al D.G. osservazioni in merito all’episodio oggetto dell’impugnata delibera, quest’ultimo
confermava quanto già riportato in sede di referto, precisando di non essere stato in grado di
individuare l’autore del gesto in quanto al momento del fatto impegnato a controllare le fasi del
gioco, precisando inoltre che il calciatore colpito, prima di essere soccorso dai sanitari, tentava di
correre fuori dal terreno di gioco per cercare di individuare l’autore del gesto, non riuscendo
tuttavia nell’intento poiché fermato dai propri compagni. A quel punto il clima risultava
particolarmente agitato sia da parte dei calciatori locali che da parte di quelli ospiti anche per la
mancata identificazione del colpevole, per cui l’Arbitro, ritenendo che fossero venute meno “le
condizioni di tranquillità di un normale contesto sportivo”, sospendeva definitivamente l’incontro.
Preliminarmente occorre precisare che a questo Collegio è richiesto di pronunciarsi circa la
correttezza della decisione assunta dal G.S.T. disponendo la ripetizione della gara non potendo
adottare alcuna decisione circa l’ammenda comminata a La Cantera ACLI Gabbro in quanto da
quest’ultima non reclamata. Ciò premesso, rilevando che è certamente nei poteri dell’Arbitro, ai
sensi dell’art. 64 punto 2 delle N.O.I.F. far proseguire la gara o meno quando si verifichino fatti o
situazioni che, a suo giudizio appaiano pregiudizievoli dell’incolumità propria ovvero di far
proseguire la stessa pro-forma per fini cautelativi o di ordine pubblico, spetta però in ogni caso agli
Organi di giustizia sportiva accertare e stabilire se la situazione ed i fatti verificatisi abbiano avuto
concreta influenza sul regolare svolgimento della gara, risultando pregiudizievoli all’incolumità dei
partecipanti.
Sotto tale profilo la decisione assunta dal G.S.T. risulta, a parere di questa Corte, incensurabile.
Infatti nel caso di specie deve effettivamente escludersi la sussistenza di una situazione di pericolo
reale, o anche solo potenziale, così come richiesta dall’art. 64 delle N.O.I.F.. In particolare nel
supplemento fornito il D.G. giustifica la propria decisione con il venire meno delle “condizioni di
tranquillità di un normale contesto sportivo”, una affermazione piuttosto generica che, pur tenuto
conto dello stato di agitazione nei contendenti determinato dall’episodio incriminato, non appare
certo sufficiente ad integrare i presupposti richiesti dalla norma per giustificare una sospensione
della gara. Del resto il D.G. ribadisce di non aver potuto individuare con chiarezza il soggetto cui
poteva essere imputato il gesto, quindi la punizione sportiva della perdita della gara nei confronti
de La Cantera ACLI Gabbro non potrebbe trovare fondamento alcuno e l’invocata applicazione del
principio della responsabilità oggettiva sotto il profilo dell’esito gara appare inappropriato al caso di
specie.
D’altra parte la responsabilità ex art. 4 comma 4 del C.G.S. della squadra locale per l’episodio
verificatosi trova già adeguata sanzione nell’ammenda comminata dal G.S.T., specialmente alla
luce della mancata individuazione dell’autore del gesto ed anzi sotto quest’ultimo aspetto appare
anche inconferente la motivazione data dal G.S.T., infatti dalla stessa sembra emergere che l’atto
sia riconducibile ad un sostenitore locale, circostanza quest’ultima, per quanto sopra già riferito,
assolutamente sfornita di prova.
Di nessun pregio, il riferimento formulato dalla reclamante circa la mancata effettuazione della
richiesta di Forza Pubblica da parte della Società ospitante, innanzitutto poiché il D.G. nel proprio
referto parla genericamente di assenza di Forza Pubblica, cosa piuttosto normale nelle gare di
Terza Categoria e più in generale in quelle dilettantistiche, ma in più nel rapporto definisce le
misure adottate “sufficienti”, senza pertanto indicare specificatamente una mancata richiesta di
Forza Pubblica la cui sanzione non avrebbe comunque inciso significativamente sulla portata
dell’ammenda inflitta alla Società ospitante, ammenda che peraltro, come già precedentemente
indicato, non può essere esame da parte di questo Collegio in quanto non oggetto di reclamo.
1505
C.U. N. 39 del 23/12/2016
Anche l’eventuale violazione dell’obbligo di avvisare il pubblico circa la responsabilità per fatti
violenti ex art. 12 C.G.S., avviso peraltro inusuale nelle competizioni del settore giovanile e
dilettantistico, sarebbe ancora una volta ipoteticamente destinata ad incidere sull’ammenda
comminata a La Cantera ACLI Gabbro, mentre non ha alcun rilievo nell’ambito del gravame che ci
occupa.
P.Q.M.
La Corte Sportiva d'Appello Territoriale respinge il reclamo, confermando la decisione assunta dal
G.S.T. di ripetere la gara indicata in epigrafe. Dispone addebitarsi la relativa tassa.
CAMPIONATO DI CALCIO A CINQUE
42 stagione sportiva 20116/2017 Oggetto: Reclamo dell'Associazione Sportiva Verag
Villaggio Prato calcio a cinque avverso la decisione del G.S.T. che disponeva la ripetizione
della gara disputata in data 25/11/2016 contro la Società Menssana Siena Calcio a 5 (C.U. n.
31 del 1/12/2016)
L'impugnazione, proposta dalla società in oggetto, attiene alla gara esterna, sopra identificata,
sospesa al 24esimo del secondo tempo con conseguente decisione del G.S.T. che, nel C.U. n. 31
del 1/12/2016, disponeva la ripetizione della partita (in ragione dell'impraticabilità del campo) per la
successiva data del 9 dicembre 2016.
La Corte Sportiva d'Appello Territoriale deve preliminarmente evidenziare la violazione del
disposto dell'art. 46 C.G.S. Titolato “Norme procedurali” che così recita: “I ricorsi avverso la
regolarità dello svolgimento delle gare previsti dall'art. 29, commi 2 e 3, devono essere
preannunciati con le modalità di cui all’art. 38, al Giudice sportivo entro le ore 24.00 del giorno
feriale successivo a quello della gara alla quale si riferiscono. La motivazione del reclamo e la
relativa tassa devono essere trasmessi entro il settimo giorno successivo allo svolgimento
della gara stessa. Copia del ricorso deve essere inviata alla società controparte, con lettera
raccomandata o mezzo equipollente, ai sensi dell’art. 38, comma 7. L’attestazione dell’invio alla
controparte deve essere allegata alla documentazione originale del reclamo, da rimettersi al
Giudice sportivo.
2. I risultati ufficiali delle gare sono quelli conseguiti sul campo e, come tali, indicati dall'arbitro nel
suo referto, salvo il caso che gli stessi siano modificati: a) da parte del Giudice sportivo, d'ufficio o
su impugnativa di chi vi sia legittimato; b) dalla Corte Sportiva di appello a livello territoriale,
su impugnativa da parte di chi vi sia legittimato; c) dal Tribunale federale a livello territoriale a
seguito di deferimento della Procura federale; d) dalla Corte federale di appello.”
Pertanto la reclamante avrebbe dovuto inviare un preannuncio di reclamo entro le ore 24.00 del 26
novembre 2016 per poter essere legittimata alla successiva impugnazione.
Ma vi è di più.
Senza dover e poter entrare nel merito del reclamo occorre rilevare che, in data 9 dicembre 2016,
nonostante la supposta pendenza del reclamo - datato 6 dicembre ed inoltrato il 7 successivo - la
società impugnante disputava regolarmente la partita rinviata dal Giudice Sportivo di prime cure.
La società ha pertanto, facta concludentia, rinunciato al presente giudizio accettando di giocarsi sul
campo, lealmente e correttamente, il risultato della gara.
P.Q.M.
La Corte Sportiva d'Appello Territoriale dichiara inammissibile il reclamo per la cessazione della
materia del contendere e dispone l'incameramento della relativa tassa.
1506
C.U. N. 39 del 23/12/2016
ERRATA CORRIGE
PRECISAZIONE A C.U. N. 35 DEL 15/12/2016
CAMPIONATO PROMOZIONE
Causa errata imputazione ammonizione si precisa che il calciatore CANGIANO CIRO (Società
Aglianese) non deve considerarsi in diffida (IV Infr.) come erroneamente riporta sul c.u. in oggetto.
PRECISAZIONE A C.U. N. 38 DEL 22/12/2016
CAMPIONATO PRIMA CATEGORIA
Si precisa che l’allenatore Sig. SCARNICCI GIAN LUCA squalificato fino al 20/01/2017 deve
intendersi appartenente alla Società SPOIANO e non ALBERORO 1977 come erroneamente
riporta sul c.u. in oggetto.
CAMPIONATO REGIONALE JUNIORES
Si precisa che il risultato della gara NUOVA A.C. FOIANO - IDEAL CLUB INCISA deve intendersi
0-1 e non 1-0 come erroneamente riporta sul c.u. in oggetto.
.
ALLEGATI
Comunicato Ufficiale n.98/AA comunicazione Procura Federale
Circolare n.32 del 15/12/2016 riguardante versamento dell’acconto IVA 2016 - Misura
dell’interesse legale 2017
Comunicato Ufficiale n.183 del 21/12/2016 riguardante tabella punteggi delle Società
perdenti le gare di spareggio - promozione tre le seconde classificate dei Campionati di
Eccellenza Stagione Sportiva 2016/2017 per eventuali ripescaggi in Serie D
1507
C.U. N. 39 del 23/12/2016
CALENDARIO GARE
DEL 4 GENNAIO 2017
CAMPIONATO ALLIEVI REGIONALI
RECUPERO DEL 18 DICEMBRE 2016
GIRONE C - 13 Giornata
Squadra 1
AQUILA 1902 MONTEVARCHI
Squadra 2
SETTIGNANESE A.S.D.
A/R Data/Ora
A
04/01/2017
15:00*
Impianto
MERCATALE
VALDARNO
STADIO
Localita'
Impianto
MERCATALE VALDARNO
* ACCORDO TRA SOCIETA’
Pubblicato in Firenze ed affisso all’albo del C.R. Toscana il 23/12/2016.
Il Segretario
(Dr. Sauro Falciani)
Il Presidente
(Dr. Paolo Mangini)
1508
Indirizzo
Impianto
VIA STADIO 2