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AL.SI.P.PE ALLEANZA SINDACALE POLIZIA PENITENZIARIA VIA DEGLI ARCELLI 00164 (ROMA) TELEFONO 3931383562 EMAIL [email protected] SITO INTERNET WWW.ALSIPPE.IT AFFILIAT I O.S.A.P.P
NUMERO 1768 DI
GIOVEDI 22
DICEMBRE
2016 A CURA DELLA SEGRETERIA GENERALE AD USO INTERNO APERTO AL CONTRIBUTO
4 agenti penitenziari contusi nel tentativo
di sedare una rissa tra detenuti
Avevano dovuto far ricorso
alle
cure
del
Pronto
Soccorso cittadino i tre
agenti
di
polizia
penitenziaria che l’altro
giorno
alla
Casa
Circondariale di Prato sono
intervenuti per domare un
incendio appiccato da un
detenuto italiano , avevano messo in sicurezza i detenuti che
occupavano il reparto , pero’ i tre agenti durante le operazioni di
evacuazione hanno inalato il fumo sprigionato dall’incendio
ricorrendo poi alle cure
del Pronto Soccorso. L’altro giorno
invece quattro agenti di polizia penitenziaria in servizio nel
reparto della Casa Circondariale di Via La Montagnola a Prato
hanno dovuto far ricorso alle cure mediche perche rimasti contusi
nel tentativo di sedare una rissa tra detenuti stranieri .Al
personale rimasto ferito la Segreteria Generale Alsippe augura una
pronta guarigione
Segreteria Generale
Certificati falsi ad agente penitenziario ,
medico patteggia 6 mesi di reclusione
DÌ
TUTTI_
l'accusa sarebbe stato troppo di manica larga.In particolare,
l'accusa di falso si riferisce al fatto che il medico, nella sua veste di
pubblico ufficiale in quanto medico convenzionato con il servizio
sanitario pubblico, avrebbe falsificato 14 certificati medici in
concorso con l'agente che era tra i suoi assistiti. Da notare che i 14
certificati medici riguardano un periodo molto breve, dal giugno al
novembre 2014.Si tratta di certificati per malattia per periodi
molto spesso consecutivi. Ad esempio, i certificati coprono il
periodo tra il 17 e il 20 giugno 2014, poi dal 21 al 26 giugno, poi,
dal 20 luglio 2014 al 29 luglio, dal 30 luglio al 4 agosto 2014 e così
via. Praticamente, l'agente nel periodo preso in considerazione ha
lavorato per pochissimi giorni. Questo ha fato accendere un faro
sui suoi certificati medici. Le indagini hanno fatto emergere che l'
agente di polizia penitenziaria quando venivano redatti i certificati
neanche si trovava in Trentino, ma era in Sicilia.La verifica è stata
resa possibile dai tabulati telefonici. Quindi non era possibile che
il medico l'avesse visitato. Da qui l'accusa di falso in concorso tra i
due. Entrambi sono anche accusati di truffa perché i certificati
hanno procurato all'agente penitenziario un ingiusto profitto
costituito dai giorni di malattia passati a casa percependo lo
stipendio. Ovviamente, questa è la ricostruzione fatta dall'accusa.
Sarà adesso il giudice a stabilire se le cose sono effettivamente
andate così per quanto riguarda l’agente. Invece il medico ha
chiuso il procedimento con il patteggiamento.
Colpa del custode",e violazione di norme
regolamentari interne nell’avviso di
conclusione delle indagini
per tre
dirigenti e di undici agenti di polizia
penitenziaria sull evasione di Rebibbia
Il professionista avrebbe rilasciato
al paziente, in servizio al carcere
di Trento, 14 certificati in pochi
Tre detenuti
evasi da
mesi
senza
Rebibbia,
chiusa
visitarlo.TRENTO. Patteggia sei
inchiesta.Dei tre detenuti, da
mesi il medico di manica larga
allora, non si hanno piu'
con i certificati medici. Costa caro
notizie. Lo scorso febbraio,
a un medico trentino, l’aver
dalla
stessa
casa
rilasciato con facilità una serie di
circondariale scapparono i
certificati medici a un agente di
rumeni Catalin Ciobanu e
polizia penitenziaria che era in
Mihai Florin Diaconescu, 28
servizio al carcere di Trento. Ieri il professionista ha patteggiato,
e 33 anni rispettivamentePer
tramite il suo avvocato, 6 mesi di reclusione, pena sospesa, davanti
l'evasione del 27 ottobre scorso di tre detenuti albanesi dalla casa
al giudice Giuseppe Serao, in Tribunale a Trento. Il processo
circondariale di Rebibbia la Procura di Roma punta il dito contro
iniziato ieri, invece, va avanti per l’agente di polizia penitenziaria,
l'operato di tre dirigenti e di undici agenti di polizia penitenziaria.
47 anni. Per entrambi l’accusa è di falso e truffa.Secondo l’accusa,
Nell'avviso di conclusione indagine, il reato di "colpa del custode",
l’agente invece di andare al lavoro, si dava malato e faceva arrivare
legata ad alcune omissioni e alla violazione di norme
agli uffici del carcere dei certificati medici. Peccato che lo facesse
regolamentari interne, e' stato contestato in particolare a Mauro
troppo spesso, anche a distanza di pochi giorni. Così
Mariani, all'epoca direttore del carcere, al dirigente del
l'amministrazione carceraria ha voluto vederci chiaro e l’agente è
Provveditorato regionale Claudio Marchiandi (che fu coinvolto
finito nei guai. Ha trascinato con sé il suo medico di base accusato
nell'inchiesta su Stefano Cucchi, incassando una doppia
di essere troppo generoso nel concedergli certificati medici per
assoluzione in appello dopo l'annullamento della Cassazione) e al
malattia e soprattutto di avergli rilasciato questi certificati senza
responsabile del reparto degli agenti Massimo Cardilli.Gli
prima averlo visitato.La Procura aveva chiestoil rinvio a giudizio e
indagati, con il loro operato, avrebbero di fatto agevolato la fuga
il giudice Francesco Forlenza aveva accolto la richiesta. Ieri
del 35enne Tesi Basho (ergastolano per omicidio e armi), del
davanti al giudice Serao è iniziato il processo. Il medico ha
40enne Ilir Pere (che avrebbe finito di scontare la pena fra 25 anni
preferito patteggiare, mentre l’agente preferisce andare avanti.
per tentato omicidio) e del 38enne Mikel Hasanbelli (condannato
Così per lui il processo è stato rinviato a nuova udienza. L’agente è
fino al 2020 per sfruttamento della prostituzione ed estorsione),
originario della provincia di Ragusa, ma era in servizio a Spini di
datisi alla fuga dopo aver segato le sbarre con una lima ed essersi
Gardolo e ha 46 anni, il medico, invece, è residente in Trentino e
calati dalle mura di cinta con lenzuola calate tra loro. Dei tre
ha 56 anni. Si tratta del medico di famiglia dell' agente e secondo
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detenuti, da allora, non si hanno piu' notizie. Lo scorso febbraio,
dalla stessa casa circondariale scapparono i rumeni Catalin
Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu, 28 e 33 anni rispettivamente.
La loro fuga, pero', duro' pochi giorni: Ciobanu preferi' costituirsi
ai carabinieri mentre il complice venne bloccato nel corso di un
controllo. (Corriere Quotidiano)
E’ del carceredi Melfi ilpoliziotto più bravo
dell’anno!
Lavora alla casa circondariale
di
Melá
il
Poliziotto
Penitenziario
dell’anno.
L’uomo
ha
ricevuto
il
prestigioso riconoscimento
per il suo impegno, la sua
professionalità, il senso del
dovere e del rispetto nei
confronti dell’istituzione. La
cerimonia è avvenuta ieri
sera presso il carcere della
città federiciana. Per eleggere
il “Poliziotto Penitenziario dell’anno” gli agenti hanno effettuato
una serie di votazioni tenutesi nei mesi scorsi, di cui l’ultima a
Novembre dove è risultato vincitore l’agente originario di Potenza.
A lui e all’intero staff della casa circondariale di Melä le più sentite
congratulazioni e auguri di buon lavoro!
113 gli agenti penitenziari in servizio
rispetto a un piano organico previsto di
144, la situazione del carcere di Rimini
Le criticità dei casetti, tra
organico carente e magistrato
assente.Sovraffollamento
stimato oggi al 10% (140
detenuti su una disponibilità
di
126
posti),
in
peggioramento rispetto a otto
mesi fa, quando le due cifre si
equivalevano. E un problema
di carenza di personale: sono
113 gli agenti assegnati rispetto a un piano organico previsto di
144. Se rispetto a una quindicina di anni fa la situazione della casa
circondariale di Rimini, ci sono comunque criticità che restano.
C’è la sezione per i transessuali che ancora presenta condizioni
penalizzanti. E si lamenta ancora l’assenza del magistrato di
sorveglianza (Rimini dipende da Bologna), che a Rimini non si
vede ormai da due anni. Bloccando, ad esempio, la possibilità di
concedere permessi premio ai detenuti per Natale o anche la
possibilità di inserimento sociale tramite il lavoro.E’ il quadro
emerso dalla visita di oggi al carcere di Rimini promossa
dal Partito Radicale, così come in un’altra quarantina di strutture
carcerarie che saranno visitate in tutta Italia nel periodo delle
feste. E alla quale ha partecipato anche il deputato
riminese Tiziano Arlotti del PD, che più volte ha chiesto rinforzi
per il carcere riminesi. Il Governo ha disposto 1.400 assunzioni
per le 200 carceri di tutta Italia: per Rimini potrà essere un
sollievo anche se non la soluzione del problema.Nel gruppo che ha
preso parte alla visita, oltre ad Arlotti e Innocenti dei Radicali
anche rappresentanti della Camera Penale, l’artista Massimo
Modula e delle ragazze del Centro Sociale Autogestito Grotta
Rossa.«Degli interventi devono essere fatti ancora alla struttura e
alla sezione che ospita i transessuali. Inoltre, sarebbe opportuna
una continuità nella direzione del carcere di Rimini per mantenere
una gestione più efficace e rispondente alle esigenze della
struttura, dove c’è necessità di una direzione permanente e di un
organico di cui attualmente non è dotata”, commenta Tiziano
Arlotti a seguitro della visita annunciando che, alla ripresa
dell’attività parlamentare dopo la sospensione per le festività
natalizie, presenterà un’interrogazione al Ministero della Giustizia
visto che nel 2017 saranno assunte ulteriori 1.400 unità di agenti
di Polizia penitenziaria di cui 600 attraverso concorso e 800
andando ad attingere dalla graduatoria vigente. Per Arlotti sono
fondamentali «le iniziative di recupero attraverso esperienze
formative e di lavoro che permettono la rieducazione e la
reintegrazione sociale». Così come Innocenti e tanti riminesi, il 6
novembre scorso l’onorevole Arlotti aveva aderito al Giubileo dei
Carcerati, indetto nell’ambito del Giubileo della Misericordia
proclamato da Papa Francesco. L’auspicio, per il deputato del Pd,
è che questo evento sia stato “un ulteriore passo per rinnovare
profondamente il nostro modello di detenzione, garantendo la
sicurezza della comunità e al contempo consentendo ai detenuti il
recupero e l’integrazione attraverso l’istruzione, il lavoro,
l’apertura alla società esterna, come ha avuto modo di osservare
anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
nell’anniversario
della
fondazione
della
Polizia
penitenziaria”.(Rimini Social)
La politica adottata all'interno della casa
circondariale era stata molto criticata, dai
sindacati di polizia penitenziaria, la
Caritas difende il carcere "è ben gestito
Bolzano: la Caritas
difende il carcere "è
ben
gestito"."Dobbiamo
difendere l'idea di un
carcere umano come
quello di Bolzano".
Alessandro Pedrotti è
il responsabile del
servizio
Odòs
di
Caritas che nella sua
casa ospita anche i
detenuti in permesso
speciale oltre a strutturare percorsi di reinserimento.
Nella sua veste di vice presidente della Conferenza Nazionale
Volontariato Giustizia ha preso carta e penna difendendo la
politica adottata all'interno della casa circondariale diretta da
Anna Rita Nuzzaci molto criticata, recentemente, dai sindacati di
polizia penitenziaria."In un momento in cui il nostro Paese è sotto
stretta osservazione proprio per le condizioni delle sue carceri è
impensabile criticare chi cerca di operare rispettando le norme".
Le accuse mosse a Nuzzaci si riferiscono principalmente alla
politica dei permessi speciali, alle celle aperte con la sorveglianza
dinamica ed i corsi serali."Partiamo dai permessi - continua
Pedrotti - perché sono uno strumento che non va sminuito. Si
tratta, infatti, di un'ottima carta per un reinserimento graduale
nella società, che poi è il fine della pena detentiva. Non solo:
abbattono l'autolesionismo e permettono di mantenere i contatti
con le famiglie. I numeri dicono che solo nel 4% dei casi si è andati
incontro a qualche difficoltà. È un dato molto basso rispetto alla
media". Spazio, poi, a quello che accade dentro il carcere. "È noto
che lasciare le celle aperte il più possibile abbassa la conflittualità.
Impensabile, infine, sospendere i corsi alle 14. Bene ci siano anche
la sera".(Alto Adige)
Polizia Penitenziaria “vicina” alle famiglia
disagiate: “Noi viviamo a contatto con la
sofferenza”
CALTANISSETTA – La
Polizia
Penitenziaria
della Casa Circondariale
di Caltanissetta, sabato
17 dicembre, ha donato
generi alimentari alle
famiglie disagiate della
parrocchia San Giuseppe
e all’Associazione “Casa
dell’Angelo”
Comunità
S.Brigida entrambi di
Caltanissetta. Presso la
Parrocchia San Giuseppe
la rappresentanza della
Polizia Penitenziaria è
stata accolta dal Parroco don Salvatore Lo Vetere che assieme a
diversi fedeli hanno partecipato all’incontro, accogliendo e
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portando i salutati di tutta la comunità. Don Salvatore Lo Vetere,
ancora una volta, ha espresso tutta la sua gratitudine per il gesto
semplice ma carico d’umanità che potrà dare la possibilità a quanti
stanno attraversando il dramma del bisogno, di trascorrere un
sereno Natale. Il presidente dell’Associazione“Casa dell’Angelo”
Comunità S.Brigida Don Giuseppe Alessi, ha anch’egli espresso
gratitudine ed ha colto il gesto dei Poliziotti Penitenziari nella
doppia valenza, quella di uomini che vivono quotidianamente il
dramma dei bisogni delle carceri e nel contempo l’uomo che
esterna il suo senso umanitario pensando anche alla comunità
esterna tanto bisognosa che, spesso, è collegata al disagio di chi si
trova nello stato di detenzione. Entrambi i sacerdoti hanno avuto
modo di conoscere bene la Polizia Penitenziaria, soprattutto Don
Giuseppe Alessi che oggi è il Cappellano della Casa Circondariale
di Caltanissetta. La rappresentanza della Polizia Penitenziaria
guidata dall’Ispettore Capo Di Prima Rosario Mario era composta
dai Sovrintendenti Cumbo Renato e D’Antona Giuseppe e dagli
Assistenti Capi Re Salvatore, Rizza Riccardo e Bocchetto Anna. La
Polizia Penitenziaria ha voluto pensare a loro, “abbiamo voluto,
con un piccolo gesto, dimostrare la nostra vicinanza ai bisogni
delle comunità e di quanti il dramma del bisogno li vede coinvolti
– spiega Rosario Di Prima – Noi viviamo a contatto con la sof
erenza ogni giorno, guardiamo alle persone e diamo un piccolo
aiuto: la Polizia Penitenziaria e anche questo”(Il Fatto Nisseno)
Cresce lo stanziamento per il risarcimento
da trattamento disumano in carcere
Sul piatto 8 miliardi.
Ridotte
invece
le
risorse
per
i
risarcimenti da equa
riparazione
per
i
processi
lumaca.
Insufficienti le risorse
complessive destinate
all'amministrazione
penitenziaria minorile.
La
lettura
degli
stanziamenti
nel
bilancio 2017 alla voce
Giustizia
aiuta
a
comprendere, più di
tante parole, obiettivi
e missioni che il
ministero
della
giustizia ha deciso di
darsi. A fare il punto
su ogni voce del bilancio di Via Arenula, evidenziando quelle in
attivo e quelle in perdita rispetto al consuntivo 2016, è stato il
servizio studi della Camera dei deputati. Per i contenuti relativi
alla parte normativa della legge di bilancio si veda Italia Oggi del
29 novembre. In linea generale, la giustizia potrà contare su uno
stanziamento complessivo di quasi 8 miliardi (16 milioni in più
rispetto all'assestamento 2016).È la cifra "standard" a cui
l'amministrazione si è dovuta abituare da qualche anno. Dal 2006
in poi, in particolare, le risorse per la giustizia sono scese dall'1,7%
all'1,3% rispetto al bilancio complessivo dello Stato. C'è da dire
comunque che il bilancio giustizia ha perso anche alcune voci, che
sono rientrate nella competenza del ministero dell'economia.
Come gli stanziamenti per la giustizia tributaria (193 milioni) e
amministrativa (173).Anche le risorse per l'autogoverno della
magistratura (34,4 milioni di euro per il Csm) saranno a carico del
Mef. Vale la pena di segnalare alcuni passaggi, in particolare: la
missione giustizia assorbe la quasi totalità delle risorse (7.806,1
milioni di euro; +136,3 milioni di euro) interessando il "core
business" dell'amministrazione giudiziaria. Lo stanziamento per il
programma amministrazione penitenziaria è pari a 2 miliardi 665
milioni di euro.A parte le spese necessitate riguardanti il
personale, la camera segnala che la previsione di spese per il
mantenimento, l'assistenza e la rieducazione dei detenuti (91,2
milioni di euro) è inferiore di circa 1 milione rispetto al bilancio
assestato 2016; aumenta al contrario (da 76 a 100 milioni) la
previsione di spese per compensi ai detenuti lavoranti e per il
trasporto, ma non è chiarito se l'aumento effettivo riguardi la
prima o la seconda voce.Aumentano le somme per far fronte ai
ricorsi proposti dai detenuti per violazione dell'art. 3 Cedu (che
proibisce la tortura e il trattamento o pena disumano o degradante
e che è stato alla base della sentenza Torreggiani nella quale
l'Italia venne condannata per la situazione delle carceri): 6 milioni
di euro (5,4 milioni previsti dall'assestamento 2016). La voce degli
investimenti viene de-finanziata per 2,1 milioni di euro (11,7
milioni lo stanziamento) anche in considerazione del fatto che gli
interventi relativi al c.d. piano carceri sono stati trasferiti alla
competenza
del
Ministero
delle
infrastrutture.
Il programma Giustizia civile e penale assorbe 3 miliardi 861
milioni di euro: spuntate le spese per il personale amministrativo
e di magistratura, 81 milioni di euro saranno spesi per il Processo
telematico (72,6 milioni la cifra assestata 2016): 10,9 per il Pct; 10
per il penale; 8,1 per la infrastruttura. Cresce a 50 milioni lo
stanziamento per il sistema informativo. 7,5 milioni saranno spesi
per favorire lo smaltimento dell'arretrato attraverso incentivi al
personale. Consistente aumento dello stanziamento per
investimenti negli immobili giudiziari: 19,8 milioni di euro, in
aumento
(+9,5
mln)
rispetto
all'assestamento
2016.
Per quanto riguarda il programma Giustizia minorile, il ministero
suona un campanello d'allarme ritenendo già insufficienti le
somme iscritte a bilancio (151 milioni) sia per il mantenimento dei
detenuti sia per garantire la esecuzione penale esterna (3,9 milioni
di euro) già richiedendo "una integrazione straordinaria in corso
di esercizio".Il nuovo programma Servizi di gestione
amministrativa per l'attività giudiziaria assorbe tutte quelle spese
necessarie al funzionamento della giurisdizione e comprende
anche le voci per il contenzioso per la tutela dei diritti umani e per
le intercettazioni. Per la equa riparazione dei danni subiti in caso
di violazione del termine ragionevole del processo sono stanziati
172,4 milioni di euro (in lieve diminuzione rispetto ai 177,7 mln del
bilancio 2016) ai quali si aggiungono quelli contenuti nello stato di
previsione del ministero dell'economia, pari a 40 milioni di euro;
230 milioni di euro sono previsti per la spesa per intercettazioni
(erano
205,7
mln
nel
bilancio
assestato
2016).
Nella nota integrativa viene riferito che per le intercettazioni è
"stata richiesta una integrazione in termini di competenza e cassa
di 20 milioni di euro necessaria ad adeguare la dotazione di
bilancio al fabbisogno espresso dagli uffici". Sono previsti inoltre
500 mila euro per il fondo di solidarietà a tutela del coniuge in
stato di bisogno istituito dalla scorsa legge di stabilità. Infine 31
milioni di euro sono appannaggio del gabinetto del ministro,
mentre altri 93 milioni del Dipartimento dell'organizzazione
giudiziaria.( Italia Oggi)
Presentato il Calendario 2017 del Corpo di
Polizia Penitenziaria
Il 15 dicembre
scorso presso la
Sala Minervini al
DAP il Capo del
Dipartimento
Santi Consolo ha
presentato
il
calendario
2017
del
Corpo
di
Polizia
Penitenziaria.Il
calendario
è
dedicato al Bicentenario del Corpo, che fonda le sue origini nelle
Regie Patenti del Regno Sardo emante il 18 marzo 1817.Il 2017 è
dunque dedicato al Bicentenario del Corpo, anniversario che sarà
celebrato con un programma di iniziative ed eventi pubblici.
Clicca il link a lato per scaricare il calendario 2017
http://www.polizia-penitenziaria.it/2-noncategorizzato/2872-calendario-del-corpo-di-poliziapenitenziaria-2017.html
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Circolari ministeriali e
note D.A.P.
dicembre
2016
Se vuoi pubblicare un articolo un parere,
una notizia, un'esperienza personale , un
problema scrivi a :
[email protected]
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Convenzioni nazionali e
regionali per gli iscritti
Alsippe
La Segreteria Generale Alsippe ha definito
una convenzione per la stipula di polizze
assicurative RC auto e moto per gli iscritti
Alsippe ed i propri familiari. Per eventuali
preventivi
e
ulteriori
informazioni
chiamare
al
numero
di
telefono 3931383562 oppure inviare la
documentazione
direttamente
all’indirizzo email:
[email protected]
Documenti richiesti per il preventivo
1)Fotocopia del libretto di circolazione
fronte e retro
2) Documento di riconoscimento
Ministeriale
15.12.2016
GDAP-0413128
Nel caso in cui sia un familiare intestatario
della polizza un autocertificazione che ne
attesti la parentela ai sensi della normativa
vigente, per altre informazioni contattare
l’ufficio ai numeri indicati sopra
del
Rapporti informativi del personale
non direttivo del Corpo di polizia
Penitenziaria anno 2016 (Mod. 6/7
D.A.P.)
Ministeriale
15.12.2016
GDAP-0413133
del
Bicentenario della fondazione del
Corpo di polizia penitenziaria, 18172017. Istituzione e modalità di
utilizzo del logo celebrativo della
ricorrenza.
Ministeriale
15.12.2016
GDAP-0413138
del
La Segreteria Generale in collaborazione
con i rappresentanti regionali provinciali e
locali presenti sul territorio ha stipulato
una serie di convenzioni per gli iscritti
Alsippe e i propri familiari , per usufruire
di servizi con sconti particolari. Per
usufruire dei
predetti sconti bastera’
esibire la
Tessera Servizi Alsippe che
potra’ essere richiesta ai responsabili delle
Segreterie Sindacali . Cliccando il link sotto
potrete visionare i servizi offerti
Soggiorni per i dipendenti in
servizio e in quiescenza e le loro
famiglie presso la Foresteria di
Venezia Giudecca
http://www.alsippe.it/it/category/convenz
ioni/
Ministeriale
15.12.2016
www.alsippe.it
GDAP-0413125
del
Ruolo direttivo ordinario e speciale
del Corpo di Polizia Penitenziaria Rapporti informativi anno 2016
Per scaricare le ministeriali DAP vai
sul sito www.alsippe.it
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