43 - La Settimana tutti i giorni
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Transcript 43 - La Settimana tutti i giorni
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Settimana
Diocesi di Livorno
Via del Seminario, 61 - 57122 Livorno - tel. e fax 0586/276217 - [email protected]
PERIODICO DELLA DIOCESI DI LIVORNO- www.lasettimanalivorno.it
di Livorno
N. 43 - 04 DICEMBRE 2016 - € 1,00
Diacono, per portare
a tutti Cristo
L’ordinazione
di Marcelo Lavin
la
Settimana
di Livorno
PERIODICO DELLA DIOCESI DI LIVORNO
04 DICEMBRE 2016
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La diaconia dell’ascolto
e della parola sapiente
L’omelia del Vescovo in occasione dell’ordinazione diaconale di Marcelo
1. La spiritualità diaconale
«Portare tutti a Cristo», ad essere «attivi apostoli della nuova
evangelizzazione», a «mantenersi fedeli a Cristo» e a «non arrestarsi davanti a nulla, seguendo
l'esempio del diacono Lorenzo»:
il diacono ha un ruolo importante nella Chiesa perché, con l'ordinazione sacramentale assume
una singolare "diaconia", che si
esprime soprattutto nel servizio al Vangelo. Durante il rito, il
Vescovo pronuncia queste parole: "Ricevi il Vangelo di Cristo, di
cui ora diventi araldo. Credi ciò
che leggi, insegna ciò che credi,
vivi ciò che insegni"». Questa è
la missione dei diaconi: «[...] abbracciare il Vangelo, approfondirne nella fede il messaggio, amarlo e testimoniarlo con le parole e
con le opere».
La "sorgente della spiritualità diaconale" sta appunto nella "grazia sacramentale del diaconato".
Quest'ultima, oltre ad essere un
aiuto prezioso nel compimento
delle varie funzioni, incide profondamente nell'animo del diacono, impegnandolo all'offerta,
alla donazione di tutta la persona
a servizio del Regno di Dio nella
Chiesa. Come è indicato dal termine stesso di diaconato, ciò che
caratterizza l’intimo sentire e volere di chi riceve il sacramento è
lo spirito di servizio. Col diaconato si tende a realizzare ciò che
Marcelo amministra l’Eucarestia
Gesù ha dichiarato in merito alla
sua missione: "Il Figlio dell'uomo
non è venuto per essere servito,
ma per servire e dare la sua vita
in riscatto per molti" [Me 10,45;
Mt 20,28]. Senza dubbio Gesù
rivolgeva queste parole ai Dodici,
che egli destinava al sacerdozio,
per far loro comprendere che,
anche se muniti dell'autorità da
lui conferita, essi dovevano comportarsi come lui, da servi.
Il monito vale, dunque, per tutti
i ministri di Cristo; esso, tuttavia, ha un particolare significato
per i diaconi, per i quali, in forza della ordinazione, l'accento è
posto espressamente su questo
servizio. Essi sono particolarmente destinati a manifestare,
nell'espletamento di tutte le loro
funzioni, l'intenzione di servire.
Se il loro ministero è coerente
con questo spirito, essi mettono
maggiormente in luce quel tratto
qualificante del volto di Cristo: il
servizio. L’essere non solo "servi
di Dio", ma anche dei propri fratelli».
Sulla base di questo ideale evangelico, di cui troviamo testimonianza tra gli altri nella didascalia
degli Apostoli, si afferma che l'atteggiamento di umile servizio non
si esprime soltanto nelle opere di
carità ma investe e modella tutto
il modo di pensare ed agire dei
diaconi.
La "naturale propensione" non
deve essere intesa nel senso di
una semplice spontaneità delle
disposizioni naturali, quantunque
anche questa sia un presupposto
di cui tener conto. Si tratta di una
propensione della natura animata dalla grazia, con uno spirito di
servizio che conforma il comportamento umano a quello di Cri-
Il saluto con il cardinal Antonellii
sto.
Concretamente, questo servizio
è prestato prima di tutto al vescovo e al presbitero, sia nella
liturgia che nell'apostolato, e poi
alla propria comunità cristiana
e a tutta la Chiesa per la quale il
diacono «[...] non può non nutrire un profondo attaccamento, a
motivo della sua missione e della sua istituzione divina». Questo
dell'attaccamento alla Chiesa non
è l'unico dovere a cui è tenuto il
diacono. Infatti egli, in virtù della
propria partecipazione alla missione di Cristo, deve mantenersi
puro da ogni vizio, piacere a Dio
e compiere ogni genere di opere buone davanti agli uomini. In
ultima analisi, il suo è un dovere
di testimonianza che investe non
solo il servizio e l'apostolato ma
tutta la vita.
2. Il Diacono e la carità
Benedetto XVI, nella sua lettera enciclica “Caritas in veritate”,
scrive che la carità “è la via maestra della dottrina sociale della
Chiesa, [...] è la sintesi di tutta
la Legge, [...] è il principio non
solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo
gruppo, ma anche delle macrorelazioni: rapporti sociali, economici, politici”; e ancora che, per la
Chiesa, ammaestrata dal Vangelo,
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“la carità è tutto perché, come insegna san Giovanni dalla carità di
Dio tutto proviene, per essa tutto
prende forma, ad essa tutto tende. La carità è il dono più grande
che Dio abbia dato agli uomini, è
sua promessa e nostra speranza”.
Destinatari dell'amore di Dio, gli
uomini sono costituiti soggetti di
carità, chiamati a farsi essi stessi
strumenti della grazia, per effondere la carità di Dio e per tessere
reti di carità.
Tutto questo è vero per ogni
uomo, e lo è ancor di più per coloro che nella Chiesa hanno ricevuto il sacramento dell'Ordine:
vescovi, presbiteri e diaconi.
A quest'ultimi, i diaconi, il Concilio ricorda che l'esercizio del ministero della carità deve avvenire
con umiltà e misericordia. Quella
dei diaconi è una vera e propria
configurazione a Cristo servo significata efficacemente dalla preghiera di ordinazione, nella quale
il vescovo chiede a Dio che essi
«Siano pieni di ogni virtù: sinceri
nella carità, premurosi verso i poveri e i deboli, umili nel loro servizio, retti e puri di cuore, vigilanti e
fedeli nello Spirito. [...] Sostenuti
dalla coscienza del bene compiuto, forti e perseveranti nella fede,
siano immagine del tuo Figlio,
che non venne per essere servito
ma per servire».
Una volta ricevuto il mandato
dal proprio vescovo, però, è di
grandissima importanza che «[...]
i diaconi possano svolgere, a seconda delle loro possibilità, il proprio ministero in pienezza, nella
predicazione, nella liturgia e nella carità, e non vengano relegati
a impegni marginali, a funzioni
meramente suppletive, o a impegni che possono essere ordinariamente compiuti da fedeli non
ordinati. Solo così i diaconi appariranno nella loro vera identità di
ministri di Cristo e non come laici
particolarmente impegnati nella
vita della Chiesa. Per il bene del
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diacono stesso e perché non ci si
abbandoni all'improvvisazione,
è necessario che l'ordinazione si
accompagni ad una chiara investitura di responsabilità pastorale».
Spiace constatare come in qualche caso, oggi, ciò non avvenga
e, per motivi vari, i diaconi siano
considerati dei chierichetti un po'
cresciuti oppure dei validi autisti,
ma niente più. In questo modo il
dono che lo Spirito santo ha fatto
alla Chiesa rischia di essere vanificato.
3. Nell'esemplificare gli ambiti di
questa diaconia, la Congregazione per il Clero nel Direttorio per
il Ministero e la vita dei Diaconi
permanenti precisa: «Le opere
di carità, diocesane o parrocchiali, che sono tra i primi doveri del
vescovo e dei presbiteri, sono da
questi, secondo la testimonianza
della tradizione della Chiesa, trasmesse ai servitori nel ministero
ecclesiastico, cioè ai diaconi; così
pure il servizio di carità nell'area
dell'educazione cristiana; l'animazione degli oratori, dei gruppi
ecclesiali giovanili e delle professioni laicali; la promozione della
vita in ogni sua fase e della trasformazione del mondo secondo
Un momento dell’ordinazione
l'ordine cristiano. In questi campi
il loro servizio è particolarmente prezioso perché, nelle attuali
circostanze, le necessità spirituali e materiali degli uomini, a
cui la Chiesa è chiamata a dare
risposte, sono molto diversificate». Si tratta certamente di un
servizio che il diacono rivolge a
tutti, senza discriminazioni, ma
anche di un servizio che ha ver-
Settimana
di Livorno
Il vescovo mentre impone le mani
so i sofferenti e i peccatori una
particolare attenzione. E questo
perché, come ministri di Cristo e
della Chiesa, i diaconi devono saper superare qualsiasi ideologia
e interesse, per non svuotare la
missione della Chiesa della sua
forza, che è la carità di Cristo. Potranno così «[...] far sperimentare
all'uomo l'amore di Dio e indurlo
alla conversione, ad aprire il suo
cuore alla grazia». Dal punto di
vista dello "stile", il diacono serve
la carità con il proprio essere, prima ancora che con il fare, con un
servizio che inizia nella famiglia e
nella professione, permea poi la
realtà sociale, evangelizzando anche attraverso gli atteggiamenti e
lo stile di vita.
Per questo Giovanni Paolo II ricordava ai diaconi «il ministero
della carità al servizio del piano
redentore di Dio ci obbliga ad
esercitare un'influenza positiva
per il cambiamento del mondo
in cui viviamo, cioè ad essere fermento - ad essere l'anima della
società umana - cosicché la società possa essere rinnovata da Cristo e trasformata nella famiglia di
Dio [Gaudium et Spes, 40 ss.).
Gli spazi d'azione sono quindi
enormi, variegati, e richiedono
non solo disponibilità a servire
ma anche doti adeguate al contesto ed alle problematiche presenti.
Non spaventi la missione perché
“tutto posso in coLui che mi dona
la forza”.
+Simone Vescovo
Fotografie Antonluca Moschetti
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Serve uno sforzo per la famiglia subito
Il punto della situazione a Livorno con Suor Raffaella Spiezio
Un’immagine della Casa Papa Francesco
Proprio in questi giorni di novembre del 1989, l’Assemblea
generale delle Nazioni Unite approvò a New York il testo della
Convenzione internazionale sui
diritti dell’infanzia e la data viene da allora celebrata ogni anno.
Pochi giorni fa, alla vigilia della ricorrenza 2016, Save The Children
Italia ha reso noti i contenuti del
7° Atlante dell’infanzia (a rischio)
“Bambini Supereroi”, svelando
nel nostro paese una situazione
molto grave, in molti casi peggiore della media europea. Per l’occasione, la Caritas di Livorno fa un
bilancio della situazione livornese
nel 2016 …
In Italia un minore su 3 è a rischio
di povertà ed esclusione sociale,
un bambino su 20 non possiede
alcun gioco. Un minore su 3 non
ha mai trascorso una settimana
di vacanza con la famiglia e uno
su 10 non può permettersi di partecipare alle gite scolastiche né di
indossare abiti nuovi. Un bambino su 20 non consuma neanche
un pasto proteico in una giornata,
uno su 10 vive in case male illuminate e uno su 4 in appartamenti
troppo umidi. Quattro famiglie
con minori povere su 10 soffrono
il freddo durante l’inverno. Il 13%
dei bambini italiani non ha uno
spazio adeguato dove svolgere i
compiti. Il 7% deve rinunciare a
festeggiare il compleanno. Numeri imbarazzanti per un paese
che detiene la settima economia
del mondo.
Sono oltre 1 milione, per l’Istat, i
minori che vivono in povertà assoluta.
“La situazione si è aggravata anche a Livorno, i nostri servizi hanno registrato un aumento di pressione significativo negli ultimi
anni” commenta Suor Raffaella
Spiezio, presidente della Fondazione Caritas Livorno Onlus. La
tutela dell’infanzia è, da tempo,
uno degli impegni più forti della
Fondazione Caritas Livorno.
Al 31 ottobre 2016, sono state
286 le famiglie in difficoltà seguite regolarmente dal Centro per
la Famiglia, che offre accompagnamento e servizi ai nuclei con
minori che versano in condizioni
Un bambino mentre gioca
di svantaggio socio-economicoculturale. Sono 580 minori finora
coinvolti negli interventi (il 47,8%
ha meno di 6 anni, il 52,2% ha
un’età tra i 6 i 18 anni). Sono stati
509 gli accessi al servizio di vestiario per le famiglie con minori, 289 gli interventi di fornitura
di prodotti per la prima infanzia,
77 i contributi in materiale scolastico, che hanno raggiunto 153
minori. Attraverso l’attività di distribuzione dei prodotti della rete
Agea (Agenzia per le erogazioni
in agricoltura) la Caritas di Livorno ha garantito tramite una rete
di 24 parrocchie e 11 associazioni aderenti aiuti alimentari per
2330 famiglie e 443 minori con
età compresa tra 0 e 5 anni. Superano quota 1200 invece i bambini raggiunti dagli aiuti alimentari distribuiti straordinariamente
nel quadro del progetto Pane
Quotidiano, che ha interessato
1145 famiglie. A questi numeri,
si aggiunge l’attività quotidiana di
distribuzione di pacchi con viveri
svolta in autonomia dalle varie
Caritas parrocchiali.
“Il nostro territorio vive un crisi
dura- continua Suor Raffaella-, ma
non è solo l’economia ad essere
entrata in crisi: è entrato in crisi
anche un sistema di valori e di relazioni, e questo ha ripercussioni
sulla vita dei minori”. “Livorno ha
un tasso di instabilità familiare
da record- commenta ancora- e
infatti la conflittualità familiare è
il problema che più spesso viene
portato alla nostra attenzione nel
corso dei colloqui, che sono mediamente 60 al mese. C’è poi la
questione abusi e maltrattamenti: anche questa è una forma di
povertà, una povertà tristissima
che in città si fa sentire in modo
particolare”.
In risposta a questi bisogni, la
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Il Seminario e la congregazione delle Figlie
del crocifisso: due regali di don Quilici
La conferenza del Serra Club sulla figura del sacerdote livornese
Non è la prima volta che il Serra
Club di Livorno, organizza una
conferenza su G.B. Quilici, ma
l’Anno Giubilare che sta per concludersi, fra le tante grazie che ha
dato alla Chiesa, ne ha data una
speciale alla Chiesa di Livorno e
consiste nella dichiarazione di
Venerabilità per il noto sacerdote che ha speso la sua vita per gli
ultimi. Come infatti ha ricordato
il Presidente del Serra Alessandro Bassi, Livorno può vantarsi di
aver avuto un “uomo santo che
merita di diventare santo e che
ha vissuto in un periodo storico
difficile cercando di raddrizzare le
cose storte del suo tempo.” Certamente è molto nota la figura di
questo” livornese doc battagliero
e determinato, ma di una forte
fede che lo faceva andare oltre i
confini della sua parrocchia e dei
confini sociali, carcerati, orfani
prostitute”, come ha sottolineato
Don Gabriele Bezzi cappellano del
Serra, ma quello che oggi chiamiamo prete di strada a quell’epoca non era facile da incontrare
e al suo carattere forte univa una
bella penna per rivolgersi ai potenti per difendere i diritti dei più
deboli, ma anche per far sì che
venisse istituito nella nostra città
un Seminario perché avvertiva la
necessità della formazione dei sacerdoti.
La Madre Generale dell’Ordine
delle “Figlie del Crocifisso” da lui
fondato, suor Agnese Didu, a tal
proposito, ha anche ricordato che
per questo motivo la sua preparazione al sacerdozio fu dovuta
alla presenza dei padri Barnabiti presso i quali rimase 20 anni
come vice-parroco, svolgendo
quelle mansioni che loro di notte
non potevano espletare in quan-
to religiosi. Il
regime napoleonico, con la
soppressione
degli ordini religiosi, aveva
reso ancor più
necessaria la
presenza di un
Seminario per
la giovane Diocesi livornese
Alcuni dei relatori e l’immagine del sacerdote
(fu dichiarata
tale nel 1806),
Il Vescovo Monsignor Giusti, nel
e pertanto necessitava di mezzi
concludere l’incontro ha esprese persone che dessero vigore alla
so parole di elogio verso queChiesa. L’ignoranza religiosa e spirituale doveva essere debellata.
sto sacerdote che ha apportato
un rinnovamento nella storia e
Don Raffaello Schiavone che per
questo perché il cristianesimo è
diversi anni è stato parroco della
rivoluzionario. Quilici ha voluto
Chiesa di S.Pietro e Paolo, fondacon caparbietà un seminario e ha
ta dal Quilici e dove ora riposano
fondato l’Ordine delle Figlie del
le sue mortali spoglie, ha sottoliCrocifisso perché voleva persone
neato la modernità di questo sadedite al Vangelo. “Essi non sono
cerdote che nella vita ha attuato
dei semplici filantropi e dei benevoli ma sono coloro che esertutte quelle prescrizioni e ammonizioni che Papa Francesco ha ricitano la virtù della carità. Dio è
badito fin dall’inizio del suo ponla garanzia di non cadere nell’etificato e ha nuovamente chiesto
goismo, nel narcisismo. Vangelo
come rinnovamento per il Giue promozione umana, Vangelo
bileo della Misericordia. Il prete
e cultura sono al primo posto. I
Quilici oggi sarebbe il “Buon Sacristiani, i veri credenti, sono permaritano” che incontrando quasone libere che non guardano in
lunque uomo e donna che vive
faccia a nessuno. Oggi corriamo
nella depressione non più di Geil rischio di diventare bravissimi
rico ma di tutte le situazioni della
borghesi che esercitano la filantropia ma non la carità. Il Cristiavita, curerebbe con l’olio della misericordia e li porterebbe nell’alnesimo ha uomini che camminabergo che è l’ospedale da campo
no con la schiena ritta e che si
di cui parla Papa Francesco. Quiinchinano solo a Dio”.
lici è il sacerdote capace di dare
Durante l’incontro, il giornalista
coraggio e far risorgere perché
di Granducato TV, Antonello Riccelli, ha presentato spezzoni del
nessuno è mai perduto e c’è speranza per tutti, e ha sempre vovideo sulla biografia del Quilici reluto una Chiesa che contribuisca
alizzato quest’anno in occasione
a creare cittadini partecipi, strudella “Venerabilità” con gli Amici
menti di comunione e misericordel Quilici.
Monica Cuzzocrea
diosi in pensieri parole e opere.
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Le chiese cristiane di Livorno in preghiera
A Santa Lucia l’apertura del nuovo anno ecumenico
ciò che siamo e
tante volte non
ci piace e i nostri occhi e pur
cogliendo
gli
elementi che ci
separano non
sono abituati a
guardare oltre
il proprio individualismo. La
scuola del dialogo, dove l’esercizio chiede
don Piotr insieme ad alcuni dei rappresentanti
pazienza e
delle chiese cristiane
ascolto,
ci
Tutte le Chiese Cristiane presenfa comprendere che nonostanti nella Diocesi di Livorno hanno
te diversi percorsi e provenienze
voluto iniziare il nuovo Anno Ecudobbiamo scoprire la Sua volonmenico con un incontro di pretà. Nelle cose che umanamente
ghiera presso la Chiesa di S. Lunon ci piacciono, dobbiamo incia ad Antignano per chiedere la
vece usare il linguaggio dove in
benedizione di Dio ed invocare lo
Dio tutto è compreso, e solo a Lui
Spirito Santo che guida e unisce
che ci conosce nel profondo fin
durante il cammino.
dalla nascita, dobbiamo affidare
Infatti, come ha ricordato Don
il cammino che ci fa vivere nel
Piotr Kownacki Direttore del Cetempo la Verità. L’Apostolo GiacoDoMEI e delegato per il Dialogo
mo nella sua Lettere ci invita ad
Ecumenico ed interreligioso, duavere misericordia che ha sempre
rante il saluto e nel momento di
la meglio nel giudizio. Oggi dunque alla ripresa del cammino ecuriflessione, il dialogo non ha bisogno di molte parole ma di gesti
menico è quanto mai opportuno
concreti perché le parole talvolta
fare nostro l’invito di Giacomo
stordiscono, addormentano; i gea pensare e parlare bene l’uno
sti invece aprono i cuori e li tradell’altro. Dobbiamo essere una
sforma in cuori di carne.
famiglia che sa amare e usare la
L’ecumenismo non è un gioco
misericordia che ci è stata offerta
teologico ma una scuola aperta
in abbondanza.
allo Spirito Santo che da il coragLa nostra vita che solitamente
gio di aprirci alla verità. Vediamo
vede le nostre piccole agende
fitte di impegni, contrariamente
all’agenda di Dio che ha un solo
appuntamento senza inizio e
senza fine che è l’amore, d’ora in
poi dovrà fissare l’appuntamento
quotidiano con l’amore di Dio.
Solo così saremo capaci di misericordia e potremo procedere più
sicuri nel cammino del dialogo.
Quest’anno anche a Livorno ci
Gli altri rappresentanti delle chiese preconfronteremo sul percorso fatsenti a Livorno
to dalle nostre Chiese a 500 anni
dalla Riforma e sarà un’occasione
importante per comprendere se
e quali cambiamenti ci sono stati
durante questi dolorosi secoli di
divisione.
Monica Cuzzocrea
La preghiera
di Monsignor Tonino Bello
Il Signore vi dia pace. Il Signore ci
dia di saper pregare per la pace,
ma ancor più ad essere strumenti
credibili di pace!
O Padre, in Gesù, Principe della
pace, tu hai inaugurato il Regno.
Rendici operatori di pace, perché
possiamo essere chiamati tuoi figli.
Abbatti i nostri egoistici silenzi,
rompi le barriere dell’indifferenza
e del disimpegno.
Fa’ che la nostra preghiera ci porti in mezzo alle situazioni
di disagio, di povertà, di violenza,
per vincerle con l’amore.
Fa’ di tutti noi uomini e donne che
abbiano fame e sete di giustizia
perché il tuo Regno venga presto.
Signore, noi ti preghiamo per tutte le tue Chiese,
per i nostri fratelli ebrei e musulmani, e per tutti i credenti nel
mondo.
Donaci la forza che hai donato ai
tuoi amici
perché confessando il tuo nome
santo
riconosciamo la tua immagine
viva impressa sul volto di ogni
fratello.
I partecipanti alla preghiera
ecumenica
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Settimana
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APPROFONDIMENTI
AVVENTO: LA FAMIGLIA AL CENTRO
rva
Stacca e conse
imenti
gli approfond
Un’occasione speciale
per incontrare e benedire i fidanzati
Il calendario secondo i vicariati
Come ormai avviene da alcuni
anni, il Vescovo, durante queste
settimane di preparazione al Natale, incontrerà e pregherà insieme ai giovani fidanzati delle diverse parrocchie e agli operatori
pastorali per la famiglia.
“Il documento post-Sinodale sulla Famiglia “Amoris Letitia” – ha
scritto mons. Giusti nella lettera
inviata a tutte le comunità - esorta tutte le Chiese a essere una
famiglia di famiglie vivendo una
particolare vicinanza alle famiglie
in difficoltà. A questo scopo chiede a ogni Chiesa locale, di costituire un Centro per la Famiglia dove
possano trovare concreti aiuti
tutte le famiglie e soprattutto le
coppie in difficoltà o già separate
o divorziate.
Compito del Centro sarà poi quello di sviluppare tutta la pastorale
familiare nonché curare in specifico la formazione delle coppie
che vogliono edificare una famiglia cristiana”.
“Al Centro per la Famiglia – con-
tinua il Vescovo
nella sua lettera - è pertanto
affidata la formazione dei fidanzati al matrimonio affinché
si attuino pienamente le disposizioni del Santo
Padre espresse
n e l l ’e n c i c l i c a
post-sinodale;
in quest’anno a
proposito vorremmo giungere a definire in forma definitiva,
il Progetto Educativo nonché l’itinerario formativo diocesano per
le coppie che chiedono il matrimonio cristiano. Base di questo
lavoro sarà il testo preparato già
da alcuni anni dall’Ufficio Famiglia”.
Per questo motivo in occasione
dell’annuale benedizione dei fidanzati, da alcuni anni collocata
all’interno di celebrazioni vicariali
della Novena di Natale,
mons.
Giusti incontrerà oltre
ai fidanzati, anche i
parroci e gli
operatori di
Pastorale Familiare della
p a r ro c c h i a
(in specifico
gli animatori
Gli anelli, segni di impegno reciproco e di unione
Fidanzati in cammino
del percorso per il matrimonio)
per confrontarsi su questo tema.
Ecco il calendario degli incontri:
15 dicembre 4° Vicariato
Chiesa di Santa Lucia
ore 21.15
16 dicembre 2° Vicariato
Chiesa del Sacro Cuore
ore 21.15
19 dicembre 5° Vicariato
Chiesa di Santa Teresa
ore 21.15
20 dicembre 3° Vicariato
Chiesa della SS. Trinità
ore 21.15
21 dicembre 1° Vicariato
Chiesa di Santa Caterina
ore 18.00
22 dicembre 6° Vicariato
Chiesa di Castell’Anselmo
ore 18.30
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APPROFONDIMENTI
A PROPOSITO DI AVVENTO
Lo sapevate che…?
Piccole (e grandi) curiosità sul Natale
QUANDO NACQUE GESU’?
Il Vangelo di Matteo ricorda che
Gesù vide la luce a Betlemme al
tempo di Erode, il quale, stando
alla narrazione dei fatti, era ancora vivo. Luca rammenta che
sotto Erode nacquero Giovanni il
Battista e, sei mesi dopo, Gesù. In
base al calcolo del monaco Dionigi il Piccolo (V—VI secolo), che
introdusse il computo degli anni
dalla venuta di Cristo, il Salvatore
sarebbe nato nel 753° anno dalla
fondazione di Roma. Ma il religioso commise un errore, in quanto sappiamo da alcune fonti che
Erode morì probabilmente nel 4
a.C. Quindi Gesù nacque prima
del 4 a.C.
LA STORIA DELLA FESTA
La prima attestazione del festeggiamento del Natale nella data
del 25 dicembre la troviamo in
un calendario liturgico dell’anno
326: si tratta del primo Natale
celebrato a Roma e nel mondo
cristiano dal vescovo Silvestro.
Verso la fine del IV secolo, la festa
é ormai considerata tra le grandi
solennità.
LE ORIGINI DELLA FESTA
Al sorgere della celebrazione
del Natale hanno contribuito
cause diverse.
Il 25 dicembre,
evidentemente,
non é la data
storica della nascita di Gesù,
ma è stata scelta nel tentativo,
da parte della
Chiesa di Roma,
di soppiantare
la festa pagana
del Nutalis solis
invicti (Natale del sole invitto).
Sebbene non tutti gli studiosi concordino, il 25 dicembre potrebbe
comunque almeno avvicinarsi
alla vera data. Luca riferisce infatti che l’arcangelo Gabriele annunciò a Zaccaria la nascita del figlio
Giovanni mentre stava svolgendo
le sue funzioni sacerdotali davanti a Dio nel tempio, nel turno di
Abia. Questa classe, come tutte le
altre, svolgeva il turno due volte
l’anno. Una di queste, secondo
il nostro calendario solare, corrispondeva all’ultima decade di
settembre. In questo modo risulterebbe giustificata anche la data
tradizionale di nascita del Battista
(24 giugno), avvenuta nove mesi
dopo l’annuncio di Gabriele a Zaccaria. Ne consegue che un fondamento storico avrebbe anche la
data dell’annunciazione a Maria,
sei mesi dopo («e questo mese è
il sesto per lei»), quindi nel marzo dell’anno successivo. Questo
fatto implicherebbe anche la storicità del 25 dicembre, nove mesi
dopo.
Il «figlio primogenito» Gesù aveva
fratelli? Il Vangelo di Natale narrato dall’evangelista Luca procla-
ma che a Betlemme Maria mise al
mondo il suo figlio primogenito».
Nelle lingue moderne un primo
suppone un secondo, ma non é
lo stesso per le lingue dell’antico
Oriente: il “primo” è sempre chiamato così anche se non ci sono
altri fratelli. Il testo di Luca non
significa, quindi, che Gesù abbia
avuto dei fratelli. E sappiamo
che quando parlano dei «fratelli
di Gesù» (Matteo 12,46; Marco
3,31; Luca 8,19) gli evangelisti
traducono una parola ebraica o
aramaica che significa semplicemente “parenti prossimi”.
I simboli più comuni del Natale
IL PRESEPIO
Segno caratteristico del tempo
natalizio é il presepio, rappresentazione della bellezza del mistero
del Dio che si é fatto uomo e ha
posto la sua tenda in mezzo a noi
(cfr Giovanni 1,14). Il presepio è
espressione della nostra attesa e
del rendimento di grazie a Colui
che ha deciso di condividere la
nostra condizione umana, nella
povertà e nella semplicità.
LE ORIGINI
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APPROFONDIMENTI
Il presepio — il cui nome deriva
dal latino praesaepe, che significa
“greppia”, “mangiatoia” (parola
composta da prae, ”innanzi”, e
saepes, “recinto” luogo che ha
davanti un recinto) — come lo
vediamo realizzare ancor oggi, ha
origine, secondo la tradizione, dal
desiderio di san Francesco, tornato da un viaggio in Terra santa, di far rivivere in uno scenario
naturale la nascita a Betlemme.
Nel 1223 il santo di Assisi realizzò
a Greccio la prima rappresentazione vivente
della Natività. Tommaso
da Celano, cronista della vita di san Francesco,
descrive
brevemente
la scena: «Si dispone la
greppia, si porta il fieno, sono menati il bue
e l’asino. Si onora ivi la
semplicità, si esalta la
povertà, si loda l’umiltà
e Greccio si trasforma
quasi in una nuova Betlemme». È opportuno
sottolineare che la rappresentazione preparata da san Francesco non
si può ancora considerare un presepio come noi
attualmente lo intendiamo. Mancano infatti
i protagonisti principali:
la Vergine Maria, san
Giuseppe e Gesù Bambino; nella grotta dove era
stata allestita la rappresentazione
erano solo presenti due animali
veri, ai lati di una mangiatoia sulla quale era stata deposta della
paglia.
SIMBOLOGIA DEL PRESEPIO
Il presepio è una rappresentazione ricca di simboli, e alcuni di
questi provengono direttamente
dal racconto evangelico. Sono riconducibili al racconto di Luca: la
mangiatoia, l’adorazione dei pastori, la presenza di angeli nel cie-
lo. Molti particolari scenografici
nei personaggi e nelle ambientazioni del presepio traggono invece ispirazione dai vangeli apocrifi
e da altre tradizioni.
• Il bue e l’asinello derivano principalmente da una profezia di
Isaia che dice: «Il bue conosce il
proprietario e l’asino la greppia
del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende» (1,3). Sebbene Isaia non
si riferisse alla nascita del Cristo,
l’immagine dei due animali venne letta come simbolo degli ebrei
(rappresentati dal bue) e dei pagani (rappresentati dall’asino).
• La stalla o la grotta in cui Maria
diede alla luce il Messia non compare nei Vangeli canonici sebbene
Luca citi i pastori e la mangiatoia,
nessuno dei quattro evangelisti
parla esplicitamente di una grotta
o di una stalla. Anche quest’informazione si trova nei vangeli apocrifi. Molti particolari sui Magi
derivano dal vangelo dell’infanzia
armeno. Questo vangelo apocrifo
colma le “lacune” di Matteo circa
il numero e il nome di questi sapienti orientali. Il vangelo in questione fa i nomi di tre sacerdoti
persiani: Melokon, Gaspar e Balthazar, anche se non manca chi
vede in essi un persiano (recante
in dono oro),un arabo (recante
l’incenso) e un etiope (recante la
mirra).
• L’adorazione dei pastori viene
narrata dal solo Vangelo di Luca
tra i Vangeli canonici.
Mentre alcuni pastori
vegliavano all’aperto
sorvegliando il gregge,
un angelo appare loro
ed essi si spaventano.
L’angelo li tranquillizza
e dice loro che a Betlemme e nato un Salvatore, Gesù; dà anche
un segno, dicendo che
a Betlemme avrebbero
trovato un bambino avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia.
Subito dopo appare un
gruppo di angeli, che
cantano: «Gloria a Dio
nell’alto dei cieli e pace
in terra agli uomini che
egli ama» (2,14). I pastori decidono, quindi,
di recarsi a Betlemme
a visitare Gesù e ritornano al loro gregge
pieni di gioia, lodando
Dio. I pastori, ha affermato papa
Francesco, «sono stati i primi a
vedere questa “tenda”, a ricevere
l’annuncio della nascita di Gesù.
Sono stati i primi perché erano tra
gli ultimi, gli emarginati».
• La stella di Betlemme rappresenta quel fenomeno astronomico che, secondo il racconto del
Vangelo di Matteo (2,1—12.16),
guidò i Magi a fare visita a Gesù
appena nato. Il termine greco
usato nel Vangelo è aster, “astro”,
che può indicare un generico cor-
la
Settimana
di Livorno
PERIODICO DELLA DIOCESI DI LIVORNO
04 DICEMBRE 2016
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APPROFONDIMENTI
L’abete di Natale assunse gradatamente anche un significato
nuove: venne a simboleggiare
la figura di Gesù, il Salvatore
che ha sconfitto le tenebre del
peccato; per questo motive si è
cominciato ad adornarlo di luci.
Curiosità e simboli “pagani”
po o fenomeno celeste. Non sono
mancati i tentativi di identificare
nell’astro varie comete periodicamente di passaggio in prossimità
dell’orbita terrestre.
L’ALBERO DI NATALE
Alla base dell’albero natalizio
stanno gli antichissimi usi, attestati presse varie culture, di decorate i vari “alberi del Paradiso”
con nastri e oggetti colorati, fiaccole, piccole campane, animaletti
votivi, nonché la credenza che le
luci che li illuminavano corrispondessero ad altrettante anime. Nel
Medioevo, i culti pagani vennero
intesi come una prefigurazione
della rivelazione cristiana. Oltre a
significare la potenza offerta alla
natura da Dio, l’albero divenne
quindi simbolo di Cristo, inteso
come linfa vitale, e della Chiesa,
rappresentata come un giardino
voluto da Dia sulla terra. Nel secolo Xl, nell’Europa del Nord, si
diffuse l’uso di allestire rappresentazioni che riproponevano
episodi tratti dalla Bibbia. Nel periodo d’avvento, una rappresentazione molto richiesta era legata
alle pagine della Genesi sulla creazione.
Per simboleggiare l’Albero della
conoscenza del bene e del male
nel giardino dell’Eden, si ricorreva a un abete sul quale si appendevano dei frutti. Da quell’antica
tradizione si giunse via via all’albero di Natale dei giorni nostri.
IL PANETTONE
Il panettone apparve per la prima volta a Milano nel Natale
1495 sulla tavola di Ludovico
il Moro. Alla fine del banchetto
venne portato in tavola il panis
quidam acinis uvae confectus, il
pane confezionato con acini di
uva. Questo nuovo dolce ideato
dal cuoco Antonio Toni piacque
molto al duca, che volle che tutti
i milanesi potessero assaggiarlo.
Fece così dare la ricetta a tutti i
cuochi di Milano: il “pan de Toni”
venne in seguito chiamato “panettone”.
LA TOMBOLA
L’usanza della tombola nel pomeriggio del Natale ha una derivazione pagana: durante i Saturnali,
che precedevano il solstizio d’inverno, si permetteva eccezionalmente il gioco d’azzardo, proibito
nel resto dell’anno; esso era in
stretta connessione con la funzione rinnovatrice di Saturno, il quale distribuiva le sorti agli uomini
per il nuovo anno.
I REGALI
Nella Roma antica, in occasione
dell’inizio dell’anno,
si usava anche donare
delle strenae: erano
rametti di una pianta
propizia che venivano staccati da un boschetto, sulla Via Sacra, consacrato a una
dea di origine sabina,
Strenia, apportatrice
di fortuna e felicità.
A poco a poco si chia-
marono strenae (strenne) anche
doni di vario genere, come succede ancora oggi.
…E INFINE
BABBO NATALE…
Tutte le versioni moderne della
figura di Babbo Natale derivano
dallo stesso personaggio storico,
san Nicola (Santa Claus), che visse
nel IV secolo. Secondo la storia, il
santa, di origine turca e proveniente da una stirpe nobile, aiutò
una famiglia caduta in rovina donando dei sacchi di monete d’oro
fatti cadere dal camino della loro
casa. Da questo episodio nacque
la figura immaginaria di Babbo
Natale, che porta i regali passando da un tetto all’altro delle abitazioni.
L’immagine del signore anziano
vestito di rosso con la barba lunga e che guida una slitta trainata
da renne nasce, invece, dalle illustrazioni di una rivista statunitense del 1862.
LUOGO DI INIZIO
E COMPIMENTO
«Il Natale é il “luogo” dove per
noi e per la nostra salvezza tutto ha avuto inizio, dove tutto ha
trovata un compimento, là dove
si sono incontrate e incrociate
le attese del mondo e del cuore
umano con la presenza di Dio»
(Benedetto XVI).
Curiosità tratte dal settimanale Credere
la gioia della fede
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PERIODICO DELLA DIOCESI DI LIVORNO
Settimana
di Livorno
dalle parrocchie
L’ingresso di padre Carmine alla Seton
Grazie per averci accolto in questa famiglia
La promessa di Padre Carmine
“Carissimi parrocchiani di Santa
Elisabetta Anna Seton, con trepidazione insieme con padre Stefano ci apprestiamo a condividere
con voi un tratto importante del
nostro cammino di sacerdoti. Con
gioia e timore, rispondendo alla
chiamata di Gesù, abbiamo accettato (anche con un po’ di sofferenza nel cuore di dover lasciare
le nostre comunità di provenienza Catania e Udine), la proposta
dei nostri superiori di essere i
vostri parroco e vice parroco e,
con la preghiera ci siamo preparati ad assumere questa missione. Ed ora al termine di questa
Messa così bella e toccante sentiamo di ringraziarvi con affetto e
stima per averci accolto”. Le parole commosse di padre Carmine
Madalese hanno raggiunto i cuori
dei tanti presenti alla celebrazione, per l’ingresso del nuovo parroco della comunità dedicata a
Madre Seton.
Nella liturgia prefestiva della prima domenica di Avvento, il vescovo Simone ha affidato la parrocchia al sacerdote dal carisma
vincenziano: un rito semplice, ma
solenne, che prevede l’impegno
pubblico a prendersi cura del popolo di Dio residente sul territorio.
Un grazie particolare padre Carmine lo ha espresso nei confronti
del vescovo Giusti e di chi lo ha
preceduto: don Gino Franchi,
fondatore e parroco per qua-
rant’anni della comunità di piazza Lavagna, che continuerà il suo
servizio sacerdotale come parroco emerito.
Poi ha ricordato con gratitudine
le comunità parrocchiali in cui
ha svolto il suo ministero sacerdotale: Lecce, Lamezia, Napoli e
Udine. Ma il ringraziamento “più
bello – ha detto padre Madalese
– sento di riservarlo alle persone
(e, grazie a Dio ne ho incontrate
tante in questi primi mesi) che
amano e sostengono e fanno vivere questa Parrocchia. Sono le
pietre vive, quelle che non vengono mai trasferite, che tengono
viva una Comunità come questa.
“A voi, miei parrocchiani – ha concluso – dico sin da subito il mio
grazie per averci accolti in questa
famiglia, che seppur non grandissima, vuole essere una famiglia in
ricerca del Signore che ci indica lo
stile della comunione con il fratello, sia esso il più lontano”.
diare, sostegno psicoterapeutico
e una quotidianità ricca di stimoli
e di esperienze educative.
La casa famiglia di Villa Benedetta, a Montenero, che accoglie
madri con minori in condizioni di
disagio tale da mettere a rischio
l’adempimento delle normali funzioni di accudimento e cura dei
figli, tra gennaio e il 31 ottobre
dell’anno in corso ha coinvolto 7
nuclei madre-figli per un totale di
8 minori (6 tra 0 e 3 anni, 2 con
più di 4 anni).
Infine, negli spazi di Sorgenti Donna, la casa di accoglienza
per donne con figli senza alcuna
compromissione della relazione
genitoriale ha accolto nello stesso arco di tempo, 4 nuclei per un
totale di 6 minori (5 sotto i 3 anni,
1 con un’età superiore ai 4 anni).
“La disoccupazione e la precarietà abitativa che sono così avvertite in città- conclude suor Raffaella- finiscono per agire in modo
distruttivo sulle relazioni affettive, e questo ha effetti molto gravi sulla vita dei bambini. Abbiamo deciso anche di avviare uno
sportello dedicato a promuovere
il coinvolgimento dei padri nelle
dinamiche educative familiari,
proprio per favorire la tenuta dei
legami. Serve uno sforzo congiunto per la famiglia, subito”.
c.d.
foto Claudio Mele
<< segue da pagina 4
Fondazione Caritas Livorno gestisce sul territorio alcuni servizi di
tipo residenziale.
La comunità educativa a dimensione familiare Casa Papa Francesco di Quercianella offre ai bambini per cui i servizi sociali hanno
disposto l’allontanamento dai
genitori un luogo protetto dove
crescere ed essere accompagnati
nel percorso che li porterà a trovare una nuova famiglia o a tornare nella famiglia di origine. Dal
primo gennaio al 31 ottobre 2016
ha ospitato 9 minori (3 con meno
di 3 anni e 6 tra i 4 e gli 11 anni),
garantendo a ognuno una casa,
affetto, spazi e materiali per stu-
la
Settimana
di Livorno
PERIODICO DELLA DIOCESI DI LIVORNO
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dalle parrocchie
A San Ferdinando è iniziato un anno di festa
La chiesa della Venezia festeggia trecento anni
Le celebrazioni hanno avuto un
don Michele Esposto con il diacono
seguito il giorno dopo con una
Andrea Zargani e il
rappresentazione teatrale del
padre Provinciale
gruppo artistico “I Narranti” che
dell’Ordine Trinihanno messo in scena “Tremitario Gino Buccala reali di libertà. Il riscatto di
rello. Al termine
Cervantes”, un dramma storico
della liturgia pasull’Ordine della Santissima Trinidre Gino davanti
tà e della liberazione degli schiavi
all’assemblea molche non vuole essere un semplice
to numerosa in cui
ricordo storico ma un invito a tenere alta la guardia affinché la lierano
presente
bertà possa essere salvaguardata
anche il Questore
Il Vescovo durante la celebrazione
e come hanno espresso in modo
Orazio d’Anna, la
chiaro padre Emilio e padre Gino,
Dr.ssa Brancaccio
Il Vescovo Simone ha presiedunon dobbiamo svendere la nostra
della Soprintendenza e l’Associato la concelebrazione eucaristica
zione Combattenti e le corali, ha
libertà di pensiero, solo così potremo custodire la libertà di penper il Giubileo del terzo centenaespressamente ringraziato il verio dell’apertura al culto nella noscovo Giusti per la costante vicisiero anche per gli altri.
Monica Cuzzocrea
stra città della Chiesa di san Fernanza e attenzione a tutti i probledinando che al suo interno racmi legati alle attività parrocchiali
chiude in sé dei bellissimi tesori,
e dell’Ordine Trinitario,
ma la ricchezza ancora più grande
ma anche riguardanti
è dovuta al servizio che l’Ordine
la struttura della Chiesa
dei Trinitari ha offerto nei secoche grazie al suo diretto
li per liberare prima gli schiavi
interessamento insieme
caduti in cattività per mano dei
alla
Sopraintendenza
Saraceni e poi ha proseguito e
delle Belle Arti di Livorno
prosegue nelle diverse missioni
e Pisa, ha fatto ritornare
per liberare l’uomo dalle schiaall’antico splendore ed
vitù dell’alcol, droga, prostituzioora, vedrà partire i lavori
ne, carceri e fughe dalle guerre e
di restauro del prezioso
I fedeli nella chiesa di San Ferdinando
persecuzioni. Attualmente infatti
altare maggiore. Inoltre
padre Michele Siggillino si dediha sottolineato che queca come cappellano alle carceri
sti festeggiamenti non
delle Sughere di Livorno e il Pardevono celebrare solo
roco Emilio Kolaczyk è Direttore
un passato ma guardare al futuro; l’impegno
dell’Ufficio Migrantes della Diocesi labronica e si dedica anche
missionario è quanto
all’attività pastorale inerente alle
mai necessario affinché
necessità del porto. Proprio per
il Vangelo raggiunga ogni
questo Monsignor Giusti ha voluambito e ogni persona e
to che la Chiesa di San Ferdinancosì questa Chiesa non
do oltre ad essere Parrocchia del
splenderà solamente per
quartiere della Venezia vedesse
le sue bellezze artistiche,
il suo territorio estendersi fino al
ma per l’amore che saprà
Calambrone.
testimoniare e diffondere in ogni angolo del
Alla concelebrazione hanno preso
La rappresentazione dei “Narranti”
quartiere e della città.
parte il parroco di Santa Caternia,
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PERIODICO DELLA DIOCESI DI LIVORNO
Settimana
di Livorno
“Gli angeli” alla maratona di Livorno
La corsa per il Caritas Baby Hospital
Contagiati dalla passione di Padre Gabriele, Francesco Terreni
ed Alessandro Pacciardi, hanno
corso la Half Marathon di Livorno, indossando la maglia degli
Angeli di Betlemme Runners, per
sostenere con i loro passi e con le
offerte, raccolte tra amici e parenti, il Caritas Baby Hospital di
Betlemme.
Due nuovi runners che felicemente hanno concluso la loro prova
felicissimi dell’esperienza fatta.
Dove lo sport e la solidarietà si
incontrano la gioia è raddoppiata dal fatto che con poco si può
fare tanto. Tanti bambini verranno gratuitamente assistiti e
curati con il loro contributo, in
quella città Santa ove il Figlio di
Dio si fese Lui stesso piccolo tra i
piccoli. Francesco, originario della
provincia di Pisa per coinvolgere
anche tanti amici ha voluto far
precedere la sua corsa con una
cena solidale, a cui hanno partecipato sessanta persone, compreso un piccolo gruppo di livornesi.
In un ristorante, il Margherita’s
alle Quattro Strade si sono dati
appuntamento per cementare
l’amicizia di questi due gruppi; pisani e livornesi e questo è già un
piccolo miracolo che sicuramente
darà bellissimi frutti; sono state
infatti già progettate le basi per
nuove avventure di bene.
Ecco la testimonianza di Francesco Terreni, nella foto insieme a
padre Gabriele. Francesco è anche musicista ed è l’autore del
brano “Solo l’amore salva”, ispirato al libro di mons. Giusti e sigla
della trasmissione tv Chiesa Livorno Informa.
Un’esperienza spirituale: l’amore
per il prossimo conduce a Dio
Quest’estate ho partecipato con
la mia famiglia al ritiro spirituale
di Antignano organizzato dalla
Diocesi di Livorno, un’occasione
per ricaricarci spiritualmente ma
anche, per me personalmente,
per poter correre sul lungomare
di Livorno, un vero Paradiso per
podisti.
Proprio in questi giorni di vacanza
e preghiera, il mio direttore spirituale, presente al ritiro, quasi leggendo nel mio cuore il desiderio
che già da un po’ avevo di mettermi a servizio del prossimo per
mezzo della corsa, mi propose di
contattare Padre Gabriele Bezzi,
presbitero maratoneta della Diocesi di Livorno.
Qualcosa si accese dentro di me e
poco tempo dopo contattai Padre
Gabriele. Ecco che qui avvengono
una serie di coincidenze.
Innanzitutto, scopro che Padre
Gabriele raccoglie fondi per il Caritas Baby Hospital, ovvero l’ospedale pediatrico di Betlemme che
io e mia moglie, in occasione del
nostro matrimonio, abbiamo aiutato con una piccola offerta.
Successivamente, Padre Gabriele ci dice che è stato tra gli organizzatori delle prime 9 marce
francescane, un pellegrinaggio
a piedi che conduce i giovani ad
Assisi ogni 2 agosto per la Festa
del Perdono, un’esperienza a cui
anch’io in passato ho partecipato
e che definirei la più mistica della
mia vita.
E’ in seguito a questi fatti che nei
giorni a seguire mi sono sentito
chiamato a iscrivermi alla Mezza
Maratona di Livorno e parallelamente a dare vita ad una gara
della solidarietà per il Caritas
Baby Hospital.
Supportato da Padre Gabriele e
aiutato da familiari, parenti e amici, abbiamo organizzato una cena
solidale pre-gara presso il ristorante Margherita’s delle Quattro
Strade di Bientina (PI). Abbiamo
così raccolto l’importante cifra di
360 euro.
Durante la cena, Padre Gabriele
Francesco insieme a Padre Gabriele
ha avuto modo di sottolineare
ai presenti il valore dello sport e
della solidarietà. Inoltre, è stata
data la possibilità a ciascun partecipante di metter la propria
firma su ciascuno dei 21,097 km
della Half Marathon, grazie ad un
cartellone-dipinto
raffigurante
un runner, alcuni luoghi simbolo
di Livorno e Betlemme, dal titolo
Corriamo insieme per il Caritas
Baby Hospital di Betlemme e realizzato dal pittore Lorenzo Terreni. Il metter la firma è stato un
gesto simbolico per mostrare con
un segno concreto la propria solidarietà per i bambini della Terra
Santa. A questo punto tutti eravamo veramente in gioco.
Tuttavia, mentre la gara della solidarietà era ormai ampiamente
vinta, il riacutizzarsi di un infortunio non mi aveva permesso di
allenarmi come avrei voluto e temevo di dovermi ritirare durante
la gara.
Ecco allora l’ultima, bellissima,
inaspettata, coincidenza: inizio a
correre, non sento il forte dolore
che avvertivo nelle ultime uscite
e arrivo addirittura a battere il
mio record personale in una mezza maratona. Quest’ultima coincidenza è per me un piccolo grande
segno di Colui che ha a che fare
molto con Betlemme e che evidentemente ha voluto benedire
da lassù tutto quanto di buono
è stato fatto quaggiù in Terra da
tante brave persone per il Suo
ospedale.
Francesco
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Settimana
di Livorno
PERIODICO DELLA DIOCESI DI LIVORNO
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Approfondire per arrivare
a un voto consapevole
In vescovado il dibattito sul Referendum del 4 dicembre
Ragionare sul merito della riforma
costituzionale per arrivare il 4
dicembre prossimo a dare un
voto consapevole: è quanto si
proponeva un incontro promosso
dalla diocesi sul tema oggetto
dell’ormai prossimo referendum.
zionali come direttore di Avvenire
per oltre 15 anni,
ha
sottolineato
come la riforma
appena varata sia
a suo parere frettolosa e realizzaObiettivo raggiunto grazie agli
ta all’insegna del
interventi puntuali e competenti
meglio di niente,
di due relatori autorevoli come
pur condividendo
il professor Stefano Ceccanti e il
i principi ispiratori
dottor Dino Boffo che hanno rappresentato il punto di vista del Sì
presentati da Ceccanti.
e quello del No. Tra i due si è reaStefano Ceccanti e Dino Boffo, i due relatori
lizzato un confronto pacato, utile
“Un No per un Sì
a chiarire le diverse posizioni.
più grande, auspico – ha
Da una parte Ceccanti, il costidetto Boffo – che dopo
tuzionalista che conosce bene la
la bocciatura della riforma da parte del Referiforma e ha evidenziato i prinrendum ci sia uno temcipi che l’hanno ispirata: il superamento del bicameralismo
po limitato per arrivare
paritario, dove Camera e Senato
a un accordo più ampio
svolgono lo stesso ruolo nel prosu una riforma migliore.
cedimento legislativo, il rafforNel dibattito successivo
zamento della stabilità politica
sono interventi alcuni
derivante dal fatto che il Governo
esponenti della politica
ottiene la fiducia dalla sola Camelocale come il sindaco
ra, l’eliminazione dei numerosi
di Collesalvetti Bacci, il
conflitti di competenze tra Stato
capogruppo del Movimento 5 Stelle in Cone Regioni che rallentano moltisLe conclusioni del Vescovo al termine del dibattito
simo la politica delle diverse istisiglio Comunale Ceselli,
tuzioni.
si può ragionare serenamente anla consigliera comunale
che partendo da posizioni molto
Sul fronte del No Dino Boffo che,
Cepparello e l’ex consigliere Zingoni. Interventi centrati sul meridiverse.
forte di un’esperienza di osservato della riforma e utili a chiarire le
tore privilegiato delle vicende na“La politica è una forma alta di carità, come spesso ci ricorda Papa
ragioni di ciascuno.
Francesco, e, per questo, dobbiaIl Vescovo Giusti ha
mo impegnarci perché si allarghi
chiuso l’incontro evidenziando come i prosempre più la riflessione sui temi
blemi della politica sisociali anche nelle parrocchie.
ano spesso complessi
Il tema di questo referendum è
e abbiano bisogno di
particolarmente importante e
essere approfonditi e
merita di essere approfondito anche utilizzando gli strumenti che
compresi in tutti i loro
la diocesi offre attraverso il quotiaspetti: per questo
diano online.”
ha espresso soddisfaNicola Sangiacomo
zione per il confronto
Foto di Antonluca Moschetti
che si è realizzato perIl pubblico presente alla conferenza
ché ha dimostrato che
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04 DICEMBRE 2016
PERIODICO DELLA DIOCESI DI LIVORNO
Navale
18.30 S. Messa e cresime alla chiesa
della SS.ma Annunziata alla Leccia
L’AGENDA
Tutti gli appuntamenti
con il Vescovo
VENERDI’ 2 DICEMBRE
9.30 S. Messa in occasione della
festa di S. Barbara alla chiesa della
Madonna
Nella mattina, udienze laici in vescovado
16.00 riunione amministrativa
mensile
SABATO 3 DICEMBRE
10.00 Il Vescovo partecipa al giuramento degli allievi in Accademia
DOMENICA 4 DICEMBRE
10.00 S. Messa in occasione dell’ingresso del nuovo parroco alla chiesa
della Santissima Trinità
12.00 S. Messa e cresime alla chiesa
di N.S. del Rosario
LUNEDI’ 5 DICEMBRE
Nella mattina, udienze clero in vescovado
MARTEDI’ 6 DICEMBRE
Nella mattina udienze clero in vescovado
11.00 consiglio episcopale in vescovado
MERCOLEDI’ 7 DICEMBRE
9.30 consiglio dei vescovi all’Istituto
teologico interdiocesano di Camaiore
21.00 veglia dell’Immacolata orga-
Settimana
di Livorno
nizzata dai giovani al Santuario di
Montenero
GIOVEDI’ 8 DICEMBRE
10.30 S. Messa all’Istituto Immacolata
12.00 S: Messa per la festa della
Misericordia
18.00 Inaugurazione del salone e
apertura dell’oratorio alla parrocchia di S. Simone
VENERDI’ 9 DICEMBRE
Nella mattina udienze laici in vescovado
SABATO 10 DICEMBRE
17.30 S. Messa e cresime alla chiesa di S. Agostino
DOMENICA 11 DICEMBRE
11.00 S. Messa e cresime alla chiesa di S. Andrea a Castiglioncello
17.00 S.Messa e cresime Agesci
alla chiesa della S.ma Annunziata
dei Greci
A Natale...è tempo di Rigiocattolo!
La nuova edizione dell’iniziativa organizzata
dalla Comunità di Sant’Egidio
Torna anche quest’anno per la
gioia di grandi e bambini il laboratorio e poi la vendita del Rigiocattolo, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio: un’iniziativa
che vede il riciclo dei giocattoli
usati che si trasformano in doni
nuovi, buoni per essere nuovamente regalati e fare la felicità
dei più piccoli. Durante tutto il
mese di novembre sarà possibile portare i propri giocattoli usati al laboratorio della Comunità
dove saranno sistemati e poi
venduti in piazza grande sabato 10 e domenica 11 dicembre
(in entrambi i giorni da pranzo
fino alle 19:30) per sostenere
progetti di sostegno in favore
di bambini africani. Il principio
è semplice: non tutto ciò che
non si usa più è da buttare, basta
un semplice ritocco e un vecchio
giocattolo può essere riciclato. Il
giocattolo va riutilizzato perché i
materiali plastici con cui è costruito sono in genere inquinanti, per
questo bisogna farlo vivere il più
a lungo possibile!
I giocattoli usati vengono raccolti, controllati, riparati, puliti…e
infine “venduti” in molte città
italiane ed europee per sostenere i programmi di solidarietà che
la Comunità di Sant’Egidio porta
avanti in Africa. Anche in questa
edizione il Rigiocattolo sostiene il
programma DREAM che permette di far nascere bambini sani da
madri sieropositive in 10 paesi
africani.
Il CENTRO DI RACCOLTA GIOCATTOLI si trova in Via Carraia 2 a
Livorno; è possibile portare i giocattoli ogni sabato pomeriggio
dalle 16 alle 18 in via Carraia n.2
(fino al 3 dicembre) oppure chiamare il numero 0586-211893 per
concondare ulteriori appuntamenti oppure scrivere a: [email protected].
la
Settimana
di Livorno
PERIODICO DELLA DIOCESI DI LIVORNO
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PER ABBONAMENTI a La settimana rivolgersi alla redazione 0586 276217 (lun- ven 9/13) - [email protected]
LA SETTIMANA
Supplemento cartaceo del quotidiano
“La Settimana tutti i giorni”
Quotidiano on line della Diocesi di Livorno
di Pharus srl - via del Seminario 61
57122 Livorno - P.IVA/C.F. 01676050493
Testata giornalistica
iscritta al numero 01/2015 del Registro
Stampa del Tribunale di Livorno.
Responsabile: Chiara Domenici
Impaginazione e grafica:
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