Moldavia – Elezioni presidenziali

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NEWS DAL MONDO – 16 NOVEMBRE 2016
Moldavia – Elezioni presidenziali
Moldavia
Elezioni presidenziali
In queste presidenziali, la Moldavia è tornata all’elezione diretta del Presidente, cosa che non
avveniva dal 19961. Le consultazioni si sono tenute mediante un sistema a doppio turno, in virtù
del quale si è votato il 30 ottobre e il 13 novembre. Il ritorno all’elezione diretta è avvenuto per
effetto della sentenza della Corte Costituzionale moldava n. 7, del 4 marzo 2016 “Sul controllo di
costituzionalità di alcune diposizioni della legge № 1115-XIV del 5 luglio 2000 “Sull’introduzione delle modifiche
e degli emendamenti alla Costituzione della Repubblica Moldova” (la procedura di elezione del Presidente)2 che ha
dichiarato incostituzionali gli emendamenti del 2000 che avevano introdotto la procedura di
elezione del Presidente da parte del Parlamento nazionale.
Dopo la decisione della Corte è apparsa necessaria l’introduzione delle modifiche al Codice
Elettorale per la regolamentazione della procedura di elezione del Presidente. Gli emendamenti
sono stati approvati in prima lettura dal Parlamento nell’aprile 2016, dopodiché sono passati al
vaglio dell’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani della OSCE e della
Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa3 che hanno dichiarato che gli emendamenti sono
conformi agli standard internazionali. Il 23 giugno sono stati approvati in seconda lettura e il 27
luglio sono stati promulgati dal Presidente.
Secondo l’art.78 della Costituzione moldava, il Presidente viene eletto per quattro anni in unico
collegio elettorale nazionale. Il candidato è considerato eletto se ha ottenuto più della metà dei voti
validi degli elettori. Nel caso in cui nessun candidato abbia ottenuto la vittoria nel primo turno, si
deve svolgere il secondo turno tra i due candidati che hanno ricevuto più voti.
Quest’anno, secondo i dati del Comitato Elettorale Centrale, si sono presentati 12 candidati alla
carica di Presidente moldavo4. All’esito del primo turno delle consultazioni, tenutosi il 30 ottobre,
nessuno dei candidati è riuscito ad ottenere più della metà dei voti degli elettori, perciò è stato
indetto il secondo turno tra i due più votati: Igor Dodon (Partito Socialista) e Maia Sandu (Azione
Dal 2000 il Presidente veniva eletto dal Parlamento con i voti dei 3/5 del numero dei deputati
Per la sentenza della Corte Costituzionale della Repubblica Moldova si veda
http://www.constcourt.md/ccdocview.php?tip=hotariri&docid=558&l=ru
3 Joint Opinion on the Draft Law on Changes to the Electoral Code of the Republic of Moldova
http://www.osce.org/odihr/elections/moldova/246576?download=true
4 Per maggiori informazioni riguardo i candidati http://actualitati.md/ru/vnutrennyaya-politika/cikopredelil-12-kandidatov-na-post-prezidenta
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e Solidarietà) che avevano ottenuto rispettivamente il 47,98% e il 38,71% dei voti. Al secondo turno
delle elezioni, svoltosi il 13 novembre, ha ottenuto la vittoria Igor Dodon con il 52,18% dei voti,
contro il 47,82% ricevuto dalla sua concorrente, Maia Sandu. Secondo la commissione dell’OSCE
queste tornate elettorali si sono svolte in un ambiente competitivo, libero e aperto, con il rispetto
della legislazione nazionale e con il rispetto delle libertà fondamentali, sebbene siano stati riscontrati
dei problemi in alcuni seggi della circoscrizione esteri, dove mancavano le schede elettorali5.
Igor Dodon è il presidente del Partito dei Socialisti moldavi. Ha ricoperto la carica di vice ministro
dell’Economia e del Commercio nel 2005-2006, di ministro dell’Economia e del Commercio nel
2006-2008, di vice Primo Ministro nel 2008-2009. Nel 2009 è diventato membro del partito
Comunista e nel 2010 è stato eletto come deputato parlamentare nella lista di questo partito.
Tuttavia nel novembre 2011 è entrato nel Partito Socialista e nel dicembre dello stesso anno al X
Congresso del Partito è stato eletto il Presidente. Alle elezioni parlamentari del 30 novembre 2014
il Partito Socialista diretto da Dodon ha ricevuto il 20,51% dei voti e ha ottenuto il numero
maggiore dei seggi nel Parlamento della XX legislatura.
Nel suo programma Igor Dodon si impegna per la conservazione dei rapporti di buon vicinato con
l’UE e allo stesso tempo per ripristinare il partenariato strategico con la Federazione Russa.
“Prometto che sarò il presidente di tutti, di coloro che appoggiano la destra e di coloro che appoggiano la sinistra, di
chi vuole l’integrazione europea e di chi vuole migliori rapporti con la Russia”, ha detto Dodon6. Inoltre, il
nuovo Presidente ha definito quale compito primario l’ottenimento della garanzia internazionale
riguardo la neutralità della Moldavia. Infatti, secondo le dichiarazioni della stampa moldava, egli ha
programmato un viaggio a Bruxelles per sollecitare la convocazione dell’Assemblea trilaterale con
la partecipazione dell’UE, degli Stati Uniti e della Russia per l’elaborazione delle garanzie richieste.
Rispetto ai suoi concorrenti, Dodon ha sempre insistito sull’indipendenza della Moldavia e, infatti,
è intenzionato ad attivare le trattative riguardo la stipula dell’accordo con la Romania e mira
all’approvazione della legge sul divieto dell’unionismo (movimento per l’unione della Moldavia e
della Romania). Igor Dodon ha inoltre promesso di risolvere la difficile situazione politica ed
economica nel paese: il caso della Repubblica di Pridnestrovje, la creazione di posti di lavoro,
l’aumento delle pensioni e degli stipendi. A livello istituzionale i cambiamenti dovrebbero
riguardare molte strutture di potere, incluso il Consiglio Supremo della Sicurezza e l’apparato
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OSCE Election observation mission http://www.osce.org/odihr/elections/moldova/257956
Fonte: http://aif.md/igor-dodon-obeshhayu-chto-budu-prezidentom-dlya-vsex-grazhdan/
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presidenziale, dato che Dodon ha espresso l’intenzione di formare “una squadra di professionisti e di
patrioti”7.
La Moldavia, Paese dall’economia in decollo e la corruzione in crescita, aveva firmato nel 2014
l’accordo di associazione e di libero scambio con l’Unione europea, ma sono ancora tantissimi i
moldavi che si recano in Russia per lavorare. Appare abbastanza chiaro pertanto il successo di
Dodon, data la sua posizione equidistante tra Russia e Unione europea. La fallimentare politica dei
governi precedenti, la crisi economico-finanziaria e la povertà hanno spinto la popolazione
moldava a votare per Dodon che affronta la sfida di riuscire a trovare una strada che permetta di
risolvere problemi che persistono ormai da molti anni8.
ekaterina krapivnitskaya
Fonte: http://sputnik.by/politics/20161114/1026072415/novyj-prezident-moldovy-dodon-biografiyasemya-programma.html
8 Le indagini effettuate nell’aprile 2016 dall’Istituto delle politiche pubbliche tra la popoloazione moldava
dimostrano che l’UE non è più così popolare come prima (35,6%) e i cittadini avrebbe preferito l’Unione
Doganale con la Russia, l’Armenia, il Kazakistan,il Kirghizistan e la Bielorussia (45.3%). Il numero di coloro
che vorrebbero vedere la Moldavia nell’UE è calato dal 70% nel 2003 al 41% nel 2016. Fonte:
https://ria.ru/world/20160504/1426155209.html
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