piano triennale per la prevenzione della corruzione 2016
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Transcript piano triennale per la prevenzione della corruzione 2016
PIANO TRIENNALE DELLA PREVENZIONE DELLA
CORRUZIONE 2016 – 2018
INDICE
1
Introduzione
pag. 3
1. Il concetto di corruzione e il Piano Triennale di Prevenzione di Corruzione
pag. 4
1.1 Il contesto normativo: la Legge n. 190/2012 e il concetto di corruzione
pag. 4
1.2 Il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
pag. 6
1.2.1 Ruolo e Funzioni
pag. 6
1.2.2 Predisposizione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
pag. 7
1.2.3 Comunicazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
pag. 8
1.2.4 Coordinamento del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
con il Piano della Perfomance e il Piano della Trasparenza
pag. 9
1.3 I soggetti coinvolti nel processo di predisposizione del Piano Triennale di
Prevenzione della Corruzione
1.3.1
Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione
pag. 10
1.3.2
I Referenti del Responsabile della Prevenzione della Corruzione
pag. 11
1.3.3
Rete Aziendale per la Prevenzione della Corruzione
pag. 13
1.3.4
I dipendenti dell'ARNAS “Garibaldi”
pag. 15
1.3.5
L’Organismo Indipendente di Valutazione
pag. 15
1.4 I reati contro la Pubblica Amministrazione
2
pag. 10
La gestione del rischio
pag. 16
pag. 17
2.1 Metodologia utilizzata
pag. 17
2.2 Analisi del contesto
pag. 17
2.2.1
Analisi del contesto esterno
pag. 17
2.2.2
Analisi del contesto interno
pag. 21
2.3 Valutazione del rischio
pag. 27
2.3.1
Individuazione del rischio
pag. 27
2.3.2
Analisi del rischio
pag. 28
2.3.3
Ponderazione del rischio
pag. 29
2.3.4
La mappatura dei processi
pag. 29
2.4 Trattamento del rischio
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
pag. 50
3
Misure di prevenzione obbligatorie
pag. 51
3.1 Trasparenza
pag. 51
3.2 Codice di Comportamento
pag. 52
3.3 Rotazione del Personale
pag. 52
3.4 Conflitto di interessi
pag. 53
3.5 Conferimento e autorizzazione incarichi extra istituzionali
pag. 54
3.6 Incompatibilità e inconferibilità per gli incarichi dirigenziali
pag. 54
3.7 Attività successive alla cessazione dal servizio (pantouflage)
pag. 55
3.8 Formazione di commissioni, assegnazione agli uffici, conferimento di incarichi in
caso di condanna per delitti contro la P.A.
4
pag. 56
3.9 Tutela del dipendente che segnala illeciti (whistleblowing policy)
pag. 57
3.10
Formazione del Personale
pag. 57
3.11
Patti di Integrità negli affidamenti
pag. 58
3.12
Azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile
pag. 58
3.13
Monitoraggio dei tempo procedimentali
pag. 59
Misure di prevenzione specifiche
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
pag. 60
2
Introduzione
Il Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione di cui al presente documento ha validità triennale ed è
riferito al periodo 2016 – 2018.
Nel riprendere l’impostazione del PTPC 2015 – 2017, il presente documento si compone di tre parti
principali:
La descrizione del contesto normativo di riferimento, con particolare attenzione al ruolo e alla
metodologia adottata, nonché dei soggetti coinvolti, nella predisposizione del PTPC 2016 – 2018
(CAP. 1);
La descrizione dell’attività sottostante l’implementazione di un sistema efficace di analisi e gestione
del rischio corruttivo. In tale sezione ciò che emerge è un consolidamento che la redazione del
presente piano ha portato con riferimento al sistema di analisi avviato nel precedente PTPC (CAP.
2);
L’individuazione delle misure, dei soggetti e dei tempi relativamente alla strategia di prevenzione
dell’ARNAS Garibaldi (cap. 3 – 4).
Al presente Piano vengono allegati il Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità 2016 – 2018 e il
Codice di Comportamento del personale dell’ARNAS Garibaldi.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
3
1. Il concetto di corruzione e il Piano Triennale di Prevenzione della
Corruzione
1.1 Il contesto normativo: la Legge n. 190/2012 e il concetto di corruzione
La legislazione italiana in materia di prevenzione della corruzione trae i suoi principi ispiratori dall’ampia
disciplina e dottrina in materia di anticorruzione di origine internazionale; nello specifico, i capisaldi
normativi sono:
gli artt. 20 e 21 della Convenzione Penale sulla Corruzione di Strasburgo del 27 gennaio 1999 e
ratificata dall’Italia con la legge n. 112/2012;
l'art. 6 della Convenzione dell’ONU contro la corruzione del 31 ottobre 2003 e ratificata dall’Italia
con la legge n. 116/2009.
Nella direzione di rafforzare l'efficacia e l'effettività delle misure di contrasto al fenomeno corruttivo
puntando ad uniformare l'ordinamento giuridico italiano agli strumenti sovranazionali di contrasto alla
corruzione sopra citati, il legislatore italiano ha provveduto ad approvare la Legge n. 190/2012 recante le
“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella Pubblica
Amministrazione”. La Legge è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2012 ed è
entrata in vigore il 28 novembre 2012.
Con l’entrata in vigore della legge n. 190/2012 – composta da due soli articoli, il primo contenente
disposizioni prescrittive ed il secondo recante la c.d. “clausola di invarianza” - sono state potenziate e
implementate le esistenti misure di contrasto ai fenomeni corruttivi nella Pubblica Amministrazione,
intervenendo nello specifico su tre ambiti:
introducendo misure di prevenzione volte ad incidere in modo razionale, organico e specifico sugli
ambiti potenzialmente più a rischio di corruzione e sui fattori che ne favoriscono la diffusione;
individuando i soggetti incaricati di svolgere, con modalità tali da assicurazione un'azione
coordinata, attività di controllo, di prevenzione e di contrasto della corruzione e dell'illegalità;
modificando e integrando la disciplina penalistica dei reati contro la Pubblica Amministrazione
(Titolo II Capo I del Codice Penale).
Rimandando ai paragrafi seguenti l'analisi dei suddetti tre aspetti, al fine di ben comprendere il raggio di
azione su cui operare occorre evidenziare in questa prima parte il concetto di corruzione preso come
riferimento dalla Legge n. 190/2012 (e pertanto anche dal presente piano). Tale Legge, avendo come scopo
non solo quello di contrastare l'esistenza di fenomeni corruttivi ma anche e soprattutto quello di
prevenirne la formazione, non contiene una definizione di corruzione ben specifica ma, riprendendo quanto
previsto dalla circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 1 del 25/01/2013, il concetto di
corruzione viene inteso in senso ampio come “comprensivo delle varie situazioni in cui, nel corso
dell'attività amministrativa, si riscontri l'abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di
ottenere vantaggi privati”. Nell'ambito dell'azione di prevenzione e contrasto del fenomeno corruttivo, le
situazioni rilevanti sono, dunque, più ampie della fattispecie penalistica che, come noto, è disciplinata negli
artt. 318, 319 e 319 ter, e sono tali da comprendere – così come specificato dal Piano Nazionale
Anticorruzione, cap 2.1, pag. 13 - “non solo l'intera gamma dei delitti contro la Pubblica Amministrazione
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
4
disciplinati dal Titolo II Capo I del Codice Penale, ma anche le situazioni in cui, a prescindere dalla rilevanza
penale, venga in evidenza un malfunzionamento dell'amministrazione a causa dell'uso a fini privati delle
funzioni pubbliche attribuite, sia che tale azione abbia avuto successo sia che rimanga a livello di tentativo”.
Il concetto di corruzione fa, pertanto, riferimento a situazioni di “cattiva amministrazione” in cui gli
interessi privati determinato una deviazione significativa dalla cura dell’interesse pubblico.
In conseguenza ed a corredo della Legge n. 190/2012, sono stati successivamente emanati i seguenti
provvedimenti in materiale di prevenzione della corruzione:
Decreto Legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 “Testo unico delle disposizioni in materia di
incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di governo conseguenti a sentenze definitive
di condanna per delitti non colposi”;
Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di
pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle Pubbliche Amministrazioni”;
Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di
incarichi presso le Pubbliche Amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico”;
D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 “Codice di Comportamento per i dipendenti delle Pubbliche
Amministrazioni” in attuazione dell'articolo 54 del d.lgs. n. 165/2001, come sostituito dalla Legge n.
190/2012.
Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 convertito dalla Legge 11 agosto 2014, n.114 “Misure urgenti
per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari”;
Legge 7 agosto 2015, n. 124 “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle
amministrazioni pubbliche”.
Il quadro normativo anticorruzione delineato risulta, inoltre, integrato da ulteriori provvedimenti
contenenti linee di indirizzo applicativo inerenti la disciplina:
1. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione,
da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del Piano Nazionale Anticorruzione di cui alla
legge 6 novembre 2012, n. 190;
2. Circolare nr. 1 del 25/01/2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica e la Semplificazione “Legge
n. 190/2012 recante disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità
nella Pubblica Amministrazione”;
3. Circolare nr. 2 del 19/07/2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica e la Semplificazione “D.Lgs.
n. 33/2013 attuazione della trasparenza”;
4. Delibera CIVIT n. 46/2013 “Efficacia nel tempo delle norme su inconferibilità e incompatibilità degli
incarichi nelle Pubbliche Amministrazioni e negli enti privati in controllo pubblico di cui al D.Lgs. n.
39/2013”;
5. Delibera CIVIT n. 72/2013 “Approvazione del Piano Nazionale Anticorruzione”;
6. Delibera CIVIT n. 75/2013 “Linee guida in materia di codici di comportamento delle PP.AA.”;
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
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7. Regolamento A.N.AC. del 07/10/2014 “Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio
dell'Autorità Nazionale Anticorruzione per l'omessa adozione dei Piani Triennali di Prevenzione della
Corruzione, dei Programmi Triennali per la Trasparenza, dei Codici di Comportamento”;
8. Determinazione A.N.AC. n. 146/2014 “Esercizio del potere di ordine nel caso di mancata adozione di
atti o provvedimenti richiesti dal Piano Nazionale Anticorruzione e dal Piano Triennale di
Prevenzione della Corruzione nonché dalle regole sulla trasparenza dell'attività amministrativa o nel
caso di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza citati”;
9. Determinazione A.N.AC. n. 149/2014 “Interpretazione e applicazione del decreto legislativo n.
39/2013 nel settore sanitario”;
10. Determinazione A.N.AC. n. 6/2015 “Linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che
segnala illeciti (c.d. whistleblower)”;
11. Determinazione A.N.AC. n. 8/2015 “Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di
prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato
controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici”;
12. Determinazione A.N.AC. n. 12/2015 “Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione”.
Relativamente, infine, ai soggetti giuridici destinatari delle norme contenute nella Legge n. 190/2012, l'art.
1, comma 59, stabilisce che le prescrizioni ivi incluse si rivolgono a tutte le Pubbliche Amministrazioni
previste dall’art. 1, comma 21, del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e pertanto anche alle “Aziende
ed Enti del Servizio Sanitario Nazionale” di cui fa parte l'ARNAS Garibaldi.
1.2 Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
1.2.1
Ruolo e Funzioni
Operando nella direzione sollecitata dagli organismi internazionali di cui l’Italia fa parte, la legge n.
190/2012 ha introdotto anche nel nostro ordinamento un sistema di prevenzione e contrasto del fenomeno
corruttivo, il cui aspetto caratterizzante consiste – come già evidenziato nel paragrafo precedente - nella
definizione di una serie di misure volte ad incidere in modo razionale, organico e specifico sugli ambiti
potenzialmente più a rischio di corruzione e sui fattori che ne favoriscono la diffusione. Tale processo di
pianificazione delle misure di prevenzione e contrasto della corruzione nel settore pubblico consta di due
livelli:
“nazionale”, attraverso l'elaborazione del Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.), predisposto –
sulla base delle linee di indirizzo adottate da un Comitato Interministeriale - dal Dipartimento della
Funzione Pubblica ed approvato dalla Commissione Indipendente per la Valutazione, l'Integrità e la
Trasparenza (C.I.V.I.T., ora Autorità Nazionale Anticorruzione – A.N.AC.);
“decentrato”, attraverso l'elaborazione, da parte di ciascuna Pubblica Amministrazione, di un
proprio Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione (P.T.C.P.) predisposto dal Responsabile
della Prevenzione della Corruzione ed approvato dall'organo di indirizzo politico (per un'Azienda
Sanitaria, la Direzione Generale).
Entrando nel merito, il Piano Nazionale Anticorruzione definisce gli obiettivi strategici e le misure di
prevenzione della corruzione da implementare a livello nazionale, fornendo indirizzi e supporto alle singole
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
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Pubbliche Amministrazioni per la predisposizione delle proprie strategie di prevenzione e, di conseguenza,
per la redazione dei rispettivi piani. Sulla base delle indicazioni presenti nel P.N.A., il Piano Triennale di
Prevenzione della Corruzione effettua analisi e valutazione dei rischi specifici di corruzione e indica gli
interventi organizzativi volti a prevenirli.
Questa articolazione su due livelli risponde alla necessità di conciliare l'esigenza di garantire una coerenza
complessiva del sistema a livello nazionale e allo stesso tempo di concedere autonomia alle singole
Pubbliche Amministrazioni nell'adozione, e relativa applicazione, delle soluzioni individuate.
Il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione dell'ARNAS Garibaldi vuole essere uno strumento di
definizione e attuazione di tutte quelle misure capaci di rafforzare i principi di trasparenza, legalità e
correttezza nella gestione delle attività svolte all’interno di una Pubblica Amministrazione. Esso, dunque, è
frutto di un processo di analisi del fenomeno corruttivo e di successiva identificazione, attuazione e
monitoraggio di un sistema di prevenzione della corruzione. Questo permette di riassumere gli obiettivi
strategici del presente Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione, confermando quelli già
enunciati per il triennio 2015 – 2017, nei seguenti punti:
ridurre le opportunità che si manifestano casi di corruzione;
aumentare la capacità di far emergere eventuali casi di corruzione;
creare un contesto sfavorevole al loro verificarsi;
promuovere la cultura della legalità e dell'etica pubblica.
1.2.2
Predisposizione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
In ottemperanza al dettato normativo, l'ARNAS “Garibaldi” ha provveduto alla predisposizione del Piano
Triennale per la Prevenzione della Corruzione 2015-2017, approvato con deliberazione n. 38 del
28/01/2015, che in sede odierna viene aggiornato per l'anno 2016.
L'attività svolta nel corso del 2015 in materia di prevenzione della corruzione è stata sintetizzata nella
Relazione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione, redatta ai sensi dell'art. 1 comma 14 della
Legge n. 190/2012, reperibile nella sezione “Amministrazione Trasparente”, sotto sezione “Altri contenuti –
Corruzione” del sito istituzionale dell'Azienda.
Da quanto emerso dall’attività di monitoraggio dettagliata nella richiamata relazione nonché sulla base
delle indicazioni contenute nel Piano Nazionale Anticorruzione discende l’elaborazione del presente piano.
Rispetto tuttavia ai contenuti del PNA, con la determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015 denominata
“Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione”, l’A.N.AC. – anche in considerazione degli
interventi normativi che hanno inciso sul sistema di prevenzione della corruzione a livello istituzionale – ha
provveduto a fornire indicazioni integrative e chiarimenti circa la predisposizione del Piano Triennale di
Prevenzione della Corruzione per il triennio 2016-2018. In particolare, il citato aggiornamento ha messo in
evidenza tre principali criticità:
1. insufficienza o inadeguata qualità del processo di gestione del rischio;
2. approccio formalistico – basato cioè esclusivamente sulla “cultura del mero adempimento” – nella
programmazione ed attuazione delle misure di prevenzione;
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
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3. mancanza di coordinamento o integrazione con gli altri strumenti di programmazione aziendale.
Sulla spinta delle criticità riscontrate, e sempre in considerazione delle specifiche situazioni di contesto
interno ed esterno nelle quali l’amministrazione si trova ad operare, l’ARNAS “Garibaldi” – attraverso la
predisposizione del presente PTPC – si è mossa con l’obiettivo di procedere ad un consolidamento della
strategia di prevenzione disegnata nel precedente piano, andando in particolare a lavorare su due ambiti di
intervento:
1. il processo di gestione del rischio, attraverso una mappatura più approfondita delle aree di attività
considerate a maggiore rischio corruttivo e un’individuazione più mirata delle relative misure di
prevenzione;
2. il processo di partecipazione all’individuazione delle politiche di prevenzione, attraverso una più
costante azione di sensibilizzazione e di educazione all’importanza della politica di prevenzione
rivolta al personale dipendente.
Da questo approccio, risulta evidente come l’adozione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
si configura come un processo in evoluzione in cui le strategie e gli strumenti vengono affinati, modificati o
sostituiti in relazione alle criticità/dinamiche emerse durante l’anno.
Anche quest’anno, inoltre, durante la fase di elaborazione del PTPC è stata attivata una procedura di
consultazione aperta alla partecipazione dei vari soggetti portatori di interessi, mediante la pubblicazione
sul sito internet istituzionale dell'Azienda del PTPC 2015-2017, del relativo avviso e del modulo per la
raccolta di osservazioni e proposte. Alla data di scadenza indicata nell’avviso sono pervenute a questa
Azienda Ospedaliera n.1 osservazioni di modifica del piano precedente. Tali osservazioni pervenute sono
state esaminate e, ove possibile, hanno costituito oggetto di integrazione al presente piano.
Destinatario di tale piano è tutto il personale dipendente ed in servizio presso l’ARNAS “Garibaldi”. Le
prescrizioni qui contenute si applicano, inoltre, a tutti i collaboratori o consulenti, con qualsiasi tipologia di
contratto o incarico, ai soggetti delle imprese affidatarie di lavori, beni e servizi nonché a tutti coloro che, a
qualsiasi titolo, operano all'interno delle articolazioni aziendali e/o in nome e per conto dell'ARNAS
“Garibaldi”, dunque anche a specializzandi, borsisti, stagisti, tirocinanti e frequentatori volontari. La
violazione delle misure di prevenzione integra, anche a norma dell’art. 8 del Codice di Comportamento del
personale dell’ARNAS “Garibaldi”, comportamenti contrari ai doveri d’ufficio ed è pertanto fonte di
responsabilità disciplinare.
Il Piano di Prevenzione della Corruzione viene predisposto, ai sensi dell’art. 1 comma 8 della Legge n.
190/2012, dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione e proposto alla Direzione Aziendale per la
sua approvazione. Una volta adottato, il PTPC deve essere pubblicato nella sezione “Amministrazione
Trasparente”, sotto sezione “Altri contenuti – Corruzione” del sito istituzionale dell'Azienda entro il 31
gennaio di ogni anno, così come definito a norma del D.Lgs. n. 33/2013.
1.2.3
Comunicazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione
L’adozione del presente piano – e conseguentemente l’applicazione dei suoi contenuti - è soggetta ad
adeguata comunicazione da parte dell’ARNAS “Garibaldi” attraverso i seguenti canali ed iniziative di
comunicazione:
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
8
9
Figura 1: Canali di comunicazione del PTPC
Nel corso del 2015 è stata, inoltre, avviata un’azione comunicativa anche con riferimento al contesto
esterno, finalizzata a diffondere un’immagine positiva dell’amministrazione e della sua attività. In
particolare:
si è provveduto a realizzare sulla homepage del sito internet un’area dedicata alla tematica della
corruzione, integrativa all’area “Amministrazione Trasparente” prevista dal D.Lgs n. 33/2013,
denominata “Anticorruzione” al fine di offrire una vetrina costante, di facile accesso e aggiornata in
tema di prevenzione della corruzione all’interno dell’ARNAS Garibaldi.
si è provveduto a redigere articoli sulla tematica (con particolare riferimento alla trasparenza e al
regolamento sul whistleblower) all’interno del giornale aziendale, il quale è reso fruibile presso le
altre Aziende Ospedaliere, medici e professionisti del settore.
Ciascun dirigente, nell’ambito di propria competenza, ha in ogni caso il dovere di segnalare al RPC articoli su
quotidiani, riviste, ecc. o comunicazioni sui media che appaiano ingiustamente denigratori
dell’organizzazione o dell’azione amministrativa in tema di lotta alla corruzione, affinché venga diffusa
tempestivamente risposta puntuale con adeguate precisazioni o chiarimenti per evidenziare il corretto
agire dell’amministrazione.
1.2.4 Coordinamento del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione con il Piano della
Perfomance e il Piano della Trasparenza
Il successo del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione dipende anche dal raccordo che il suo
contenuto ha con gli altri strumenti di programmazione dell’Amministrazione e in particolare con il
Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità e il Piano della Performance.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Se tuttavia risulta evidente l’integrazione tra Piano di Prevenzione della Corruzione e Programma per la
Trasparenza fin dall’elaborazione del primo PTPC dell’ARNAS “Garibaldi” (il Programma Triennale per la
Trasparenza e l’Integrità fa parte del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione, costituendone una
sua sezione, anche se pubblicato distintamente al fine di agevolare la consultazione di entrambi i
documenti), si riscontrano ancor’oggi difficoltà nel garantire il collegamento tra performance e prevenzione
della corruzione.
In tale ottica, nel corso del 2016 l’ARNAS “Garibaldi” intende procedere ad una progressiva integrazione tra
i sistemi di performance e quelli di trasparenza e prevenzione della corruzione, legando gli indicatori e
target sia per la performance organizzativa che per quella individuale predisposti nel Piano della
Performance agli obiettivi individuati nel Piano di Prevenzione della Corruzione in merito all’attuazione
delle misure di prevenzione. Anche per questo, il presente piano è stato strutturato (come vedremo nel
capitolo successivo) come un documento di programmazione con indicazione di obiettivi, misure,
responsabili e tempistica di applicazione.
1.3 I soggetti coinvolti nel processo di predisposizione del Piano Triennale di Prevenzione della
Corruzione
La legge n. 190/2012 definisce in secondo luogo i compiti e le funzioni dei soggetti che concorrono
all'attività di controllo, di prevenzione e di contrasto della corruzione e dell'illegalità sia a livello nazionale
che all'interno della Pubblica Amministrazione.
1.3.1
Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione
L'art. 1, comma 7, della L. n. 190/2012 prevede in particolare la nomina in ciascuna amministrazione del
Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPC).
Con deliberazione n. 14 del 31/07/2014 è stato individuato quale Responsabile della Prevenzione della
Corruzione dell'ARNAS “Garibaldi” la dott.ssa Gaetana Bonanno, Direttore della Struttura Complessa “Affari
Generali, Sviluppo Organizzativo e Risorse Umane”, i cui riferimenti e contatti sono pubblicati sul sito
aziendale www.ao-garibaldi.ct.it.
Considerato che il Dipartimento della Funzione Pubblica con la Circolare n. 1 del 25 gennaio 2013, ha
suggerito, ove possibile, di convergere in un unico soggetto le figure del Responsabile della Prevenzione
della Corruzione e del Responsabile per la Trasparenza, e che tale suggerimento è stato ripreso dal d.lgs n.
33/2013, all’art. 43, questa Amministrazione ha ritenuto di concentrare in un unico soggetto le figure del
Responsabile della Trasparenza e dell'Anticorruzione, con l'intento di sottolineare lo stretto collegamento
esistente fra la trasparenza e la prevenzione della corruzione.
Il RPC è il riferimento aziendale per tutti gli adempimenti connessi all'applicazione della Legge n. 190/2012;
in particolare svolge i compiti indicati nella suddetta legge e specificati nella circolare del Dipartimento
della funzione pubblica n. 1 del 2013 di seguito riportati:
elabora la proposta di piano della prevenzione, che deve essere adottato dall’organo di indirizzo
politico entro il 31 gennaio di ogni anno ;
definisce procedure appropriate per selezionare e formare i dipendenti destinati ad operare in
settori particolarmente esposti alla corruzione;
verifica l’efficace attuazione del piano e la sua idoneità ;
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
10
propone modifiche al piano in caso di accertamento di significative violazioni o di mutamenti
dell’organizzazione;
verifica, d’intesa con il dirigente competente, l’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti
allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di
corruzione;
individua il personale da inserire nei percorsi di formazione sui temi dell’etica e della legalità;
redige entro il 15 dicembre di ogni anno sul sito web aziendale, e contestualmente trasmessa al
Direttore Generale quale organo di indirizzo politico dell'Azienda, una relazione recante i risultati
dell’attività;
riferisce infine sull'attività qualora lo ritenga opportuno e nei casi in cui il Direttore Generale lo
richieda.
Nell'ambito della propria attività, al Responsabile della Prevenzione della Corruzione è garantito l'accesso a
tutta la documentazione aziendale, compatibilmente con il segreto d'ufficio e con il segreto professionale.
Potrà inoltre effettuare verifiche a campione ed audit.
In caso di commissione, all'interno dell'amministrazione, di un reato di corruzione accertato con sentenza
passata in giudicato, il Responsabile della Prevenzione della Corruzione risponde ai sensi dell'articolo 21 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nonché sul piano disciplinare, oltre
che per il danno erariale e all'immagine della pubblica amministrazione, salvo che provi tutte le seguenti
circostanze:
di avere predisposto, prima della commissione del fatto, il piano aziendale anticorruzione e di aver
osservato le prescrizioni di cui ai commi 9 e 10 dell’art. 1 della Legge 190/2012;
di aver vigilato sul funzionamento e sull'osservanza del piano.
1.3.2
I Referenti del Responsabile della Prevenzione della Corruzione
Il legislatore ha inteso concentrare in un unico soggetto, il Responsabile della Prevenzione della Corruzione,
le iniziative e le responsabilità riguardanti il sistema di prevenzione e contrasto del fenomeno corruttivo.
Tuttavia, la circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 1 del 25/01/2013 riconosce al RPC la
possibilità di individuare dei “Referenti” che collaborino all'assolvimento degli obblighi imposti dalla legge e
declinati nel Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione.
Con riferimento all'ARNAS “Garibaldi”, in considerazione del carattere complesso che contraddistingue la
sua organizzazione amministrativa e sanitaria e al fine di consentire l'effettiva attuazione del Piano
Triennale di Prevenzione della Corruzione, sono stati individuati nei Responsabili dei Servizi Amministrativi
e dei Dipartimenti Aziendali i Referenti del Responsabile della Prevenzione della Corruzione.
I soggetti individuati quali Referenti del Responsabile della Prevenzione della Corruzione sono:
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
11
Referente
Incarico
Dott. Roccella Giovanni Luca
Direttore U.O.C. Economico-Finanziario
Ing. Vitale Salvatore
Direttore U.O.C. Tecnico
Ing. La Monaca Giuseppe
Direttore U.O.C. Facility Management
Dott.ssa Riggi Ersilia
Direttore U.O.C. Provveditorato ed
Economato
Dott. Giannone Giorgio
Direttore Dipartimento Oncologico
Dott. Ettore Giuseppe
Direttore Dipartimento MaternoInfantile
Dott. Pintaudi Sergio
Direttore Dipartimento di Emergenza
Figura 2: I referenti Aziendali
I Referenti individuati sono chiamati a concorrere, insieme al Responsabile della Prevenzione della
Corruzione, alla definizione di misure idonee a prevenire e contrastare i fenomeni di corruzione e
controllarne il rispetto da parte dei dipendenti dell'ufficio loro preposti. In particolare:
curano l'applicazione dei provvedimenti (circolari, indirizzi, comunicazioni interne) e ne monitorano
il rispetto, segnalando eventuali criticità ed anomalie;
concorrono a curare che nell'Azienda siano rispettate le disposizioni normative previste in tema di
anticorruzione;
forniscono indicazioni sulle attività nell'ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione;
monitorano il rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti interni, per la conclusione
dei procedimenti;
attivano segnalazioni e misure disciplinari idonee a stigmatizzare comportamenti dei propri
collaboratori non in linea con la correttezza amministrativa e/o in violazione del Codice di
Comportamento;
sono parte attiva nel processo di miglioramento da intraprendere, proponendo soluzioni
organizzative e strumenti utili alla organizzazione e all'attuazione delle misure per ridurre il rischio;
propongono al Responsabile della Corruzione il fabbisogno formativo per i propri collaboratori, in
tema di etica e prevenzione della corruzione;
propongono il programma di rotazione del personale assegnato, con riferimento ai settori
maggiormente a rischio.
I Referenti del Responsabile della Prevenzione della Corruzione sono tenuti a curare il pieno e motivato
coinvolgimento di tutti i dirigenti e dipendenti delle strutture aziendali (in specie di quelli addetti alle aree a
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
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più elevato rischio di corruzione ed illegalità) nell'attività di analisi e valutazione, nonché di proposta e
definizione delle misure di monitoraggio per l'implementazione del piano di prevenzione della corruzione.
Essi inoltre, per l'area di rispettiva competenza, svolgono attività informativa nei confronti del
Responsabile, affinché questi abbia elementi e riscontri sull'intera organizzazione ed attività dell'Azienda, e
di costante monitoraggio sull'attività svolta dalle strutture di riferimento. A tal fine, ciascun referente
individuato ha l'obbligo presentare al RPC con cadenza annuale (entro il 15 novembre di ogni anno) una
relazione riportante le risultanze dell'attività di verifica dell'efficacia delle misure già poste in essere per
prevenire i fenomeni corruttivi nonché le proposte di eventuali misure da adottare.
1.3.3
Rete Aziendale per la Prevenzione della Corruzione
Ad integrazione dei Referenti Aziendali, su proposta del Responsabile della Prevenzione della Corruzione, si
è provveduto alla costituzione di un organismo interno avente funzioni consultive e propositive
denominato “Rete Aziendale per la Prevenzione della Corruzione”, il cui principale compito è quello di
supportare il medesimo RPC nella rilevazione dei processi afferenti alle attività a più elevato rischio di
corruzione e nella conseguente fase di valutazione del rischio potenziale per ciascun processo.
I soggetti individuati quali componenti della Rete Aziendale per la Prevenzione della Corruzione sono:
Componente Rete
Qualifica
Dott. Bonaccorso Roberto
Dirigente Medico, Direzione Medica di
Presidio Garibaldi - Centro
Dott. Boscia Vincenzo
Dirigente Medico, U.O. MCAU
Dott. Calabrese Corrado
Dirigente Medico, Direzione Sanitaria
Aziendale
Dott. Calaciura Ottaviano
Assistente Amministrativo, U.O.
Provveditorato
Sig.ra Compagnone Lorenza
Assistente Amministrativo, Direzione
Generale
Dott.ssa Di Giorgio Rosalia
Collaboratore Professionale Sanitario
Esperto, Direzione Medica di Presidio
Garibaldi - Nesima
Dott.ssa Digrazia Michela
Collaboratore Amministrativo Esperto,
Direzione Amministrativa
Dott.ssa Fazio Donatella
Collaboratore Amministrativo,
Direzione Amministrativa
Dott.ssa Fiumara Carmelina
Collaboratore Amministrativo, U.O.
Provveditorato
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
13
Rag. Franco Saverio
Assistente Amministrativo, U.O.
Economico-Finanziario
Dott.ssa Giuffrida Sebastiana
Dirigente Medico, Direttore P.S.
Pediatrico
Dott.ssa Grasso Maria Luisa
Collaboratore Amministrativo Esperto,
U.O. Tecnico
Dott. Leonzio Giovanni
Collaboratore Amministrativo, U.O.
Risorse Umane
Dott.ssa Manciagli Graziella
Dirigente Medico, Direzione Medica di
Presidio Garibaldi - Nesima
Dott. Marchese Alfio
Collaboratore Amministrativo, Servizio
Legale
Dott.ssa Marletta Olga
Collaboratore Amministrativo Esperto,
U.O. Provveditorato
Dott.ssa Miceli Maria
Assistente Amministrativo, U.O. Risorse
Umane
Sig.ra Nicita Antonella
Coadiutore Amministrativo, U.O.
Economico-Finanziario
Sig. Piana Giovanni
Collaboratore Amministrativo, U.O.
Risorse Umane
Dott.ssa Pulvirenti Angela
Collaboratore Amministrativo,
Formazione
Sig.ra Rigazzi Anna Maria
Collaboratore Amministrativo, Controllo
di gestione
Dott.ssa Riggi Ersilia
Direttore F.F. U.O. Provveditorato
Dott. Santocono Francesco
Dirigente Amministrativo, U.O.
Comunicazione Istituzionale
Dott.ssa Scalia Alessandra
Collaboratore Amministrativo, U.O.
Risorse Umane
Dott.ssa Scibilia Aurelia
Collaboratore Amministrativo Esperto,
Servizio Legale
Sig.ra Trazzera Maria
Operatore CED, U.O. Economico-
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
14
Finanziario
Dott. Zuccarello Mario
Assistente Amministrativo, U.O. Risorse
Umane
Dott. Pagano Davide
Borsista, Trasparenza
Dott.ssa Privitera Carmen
Borsista, U.O. Risorse Umane
Figura 3: Rete Aziendale per la Prevenzione della Corruzione
La suddetta Rete Aziendale, costituita con deliberazione n. 757 del 11/12/2015, è composta da dipendenti
con differenti qualifiche professionali ed esperienza di servizio, in modo da assicurare il coinvolgimento,
quanto più capillare possibile, di tutti gli ambiti, sia amministrativi che sanitari, di attività dell'Azienda.
E' importante sottolineare come, anche attraverso la creazione di detta Rete Aziendale per la Prevenzione
della Corruzione, si sia cercato nel corso del 2015 di delineare un vero e proprio sistema di comunicazione e
condivisione, indispensabile per l'avvio di un sistema efficace di prevenzione della corruzione.
1.3.4
I dipendenti dell'ARNAS “Garibaldi”
Nonostante la previsione normativa concentri in capo al Responsabile della Prevenzione della Corruzione, e
alla sua struttura di supporto, l'attività di controllo, di prevenzione e di contrasto della corruzione e
dell'illegalità all'interno della Pubblica Amministrazione, a tutti i dipendenti dell'ARNAS “Garibaldi”
sono comunque riconosciuti – ciascuno in relazione ai compiti effettivamente svolti - i seguenti
doveri:
osservano le misure contenute nel P.T.P.C.;
partecipano al processo di gestione del rischio;
segnalano casi di personale conflitto di interesse;
segnalano le situazioni di illecito al proprio dirigente;
rispondo alle richieste di contatto, di collaborazione e di informativa da parte del RPC e dei
referenti indicati nel piano.
1.3.5 L'Organismo Indipendente di Valutazione (O.I.V.)
La normativa riconosce, infine, determinati compiti in materia di attività di controllo, di
prevenzione e di contrasto della corruzione e dell'illegalità all'interno della Pubblica
Amministrazione, stabilendo in particolare i seguenti compiti:
partecipano al processo di gestione del rischio, considerando i rischi e le azioni inerenti la
prevenzione della corruzione nello svolgimento dei compiti ad essi attribuiti;
promuovo e attestano l'assolvimento degli obblighi relativi alla trasparenza e all'integrità;
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
15
programmano le azioni di verifica in riferimento a quanto indicato nel presente piano
triennale;
esprimono parere obbligatorio sul Codice di comportamento adottato da ciascuna
amministrazione.
1.4 I reati contro la Pubblica Amministrazione
La Legge n. 190/2012 è intervenuta infine modificando e integrando la disciplina penalistica dei reati contro
la Pubblica Amministrazione prevista dal Codice Civile, attraverso due tipologie di intervento:
1. modificando la componente sanzionatoria di alcune figure di reato già esistenti;
2. rimodulando alcune figure di reato ed individuando nuove fattispecie normative.
In particolare, le principali novità normative introdotte sono:
l’aumento del minimo sanzionatorio della reclusione per il reato di peculato, del reato di abuso di
ufficio e di altre componenti sanzionatorie di alcune fattispecie attraverso l’aumento delle pene
principali previste;
la ridefinizione del reato di concussione, introducendo la fattispecie di concussione per induzione e
limitando la concussione per costrizione al solo pubblico ufficiale;
la distinzione tra corruzione propria, relativa al compimento di un atto contrario ai doveri di ufficio,
dalla corruzione impropria, rimodulando quindi la figura delittuosa;
la punizione della corruzione tra privati con la reclusione da uno a tre anni, provvedendo a sanare
una lacuna;
l’introduzione della nuova fattispecie delittuosa del traffico di influenze illecite, prevedendo una
pena da uno a tre anni di reclusione.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
16
2. La gestione del rischio
17
2.1 Metodologia utilizzata
L’attuazione di strategie mirate a prevenire fenomeni corruttivi discende necessariamente
dall’implementazione, all’interno della Pubblica Amministrazione, di un sistema efficace di analisi e
gestione del rischio corruttivo.
Coerentemente con la Legge n. 190/2012 e con le recenti indicazioni contenute nella determinazione
A.N.AC. n. 12/2015, le principali fasi che costituiscono il processo di analisi e gestione del rischio corruttivo
in ambito di PTP sono rappresentate in maniera sintetica nella figura seguente:
1 Contesto interno
2 Contesto esterno
1.
Identificazione del
rischio
2. Analisi del rischio
3. Ponderazione del
rischio
1 Identificazione delle
misure
2 Programmazione
delle misure
Figura 4: Processo di gestione del rischio
Più nel dettaglio, la metodologia descritta presuppone una fase iniziale di analisi del contesto (esterno ed
interno) necessario a delineare i tratti distintivi dell’Azienda e del contesto sociale, politico, economico,
finanziario e culturale in cui essa opera. Tale fase risulta propedeutica a quella della valutazione dei rischi
connessi allo svolgimento delle attività operate dall’ARNAS Garibaldi, la quale consente di misurare
l’esposizione al rischio corruttivo dell’Azienda e conseguentemente di formulare un giudizio
sull’accettabilità o inaccettabilità dello stesso rischio fino ad arrivare, nella terza ed ultima fase,
all’identificazione – con relativo cronoprogramma – delle modalità più adeguate per il suo trattamento.
Il presente Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione mette in atto un processo di gestione del rischio
che rappresenta un’evoluzione del metodo utilizzato nella precedente annualità del PTPC in quanto
finalizzato all’individuazione di azioni e misure in grado di prevenire più efficacemente il fenomeno
corruttivo all’interno dell’ARNAS Garibaldi.
2.2 Analisi del contesto
La prima e indispensabile fase del processo di gestione del rischio è quella relativa all’analisi del contesto,
attraverso la quale ottenere le informazioni necessarie a comprendere come il rischio corruttivo possa
verificarsi all’interno dell’amministrazione per via delle caratteristiche dell’ambiente in cui essa opera (in
termini di strutture territoriali e di dinamiche sociali, economiche e culturali) o per via delle caratteristiche
organizzative interne.
2.2.1
Analisi del contesto esterno1
1
L’analisi del contesto esterno è stata effettuata avvalendosi di “Atlante della competitività delle Province e delle Regioni”, Banca
dati online Unioncamere Italia.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Catania e la sua città metropolitana sono le aree geografiche, poste nella parte orientale della Sicilia, sulle
quali incide l'attività di assistenza sanitaria di base e di alta specializzazione svolta dall'ARNAS Garibaldi.
Su detta area geografia insistono altre tre Aziende sanitarie: L'Azienda Sanitaria Provinciale, l'Azienda
Ospedaliero-Universitaria “Policlinico-Vittorio Emanuele” e l'Azienda Ospedaliera per l'Emergenza
“Cannizzaro”.
Situazione Demografica
Con circa 1.115.704 abitanti, Catania è l’ottava fra le province italiane con maggiore consistenza
demografica assorbendo l’1,8% della popolazione nazionale. La densità abitativa della provincia è piuttosto
elevata, 312,2 abitanti per kmq, a fronte dei 201,2 ab. per kmq dell’intero Paese (20° valore più alto). Il
territorio è composto per i due terzi da aree collinari, da un terzo da montagna e da una parte marginale da
pianura. Vi sono distribuiti 58 comuni per 444.725 famiglie circa con 2,5 componenti in media (23° valore
nazionale). Di seguito si riportano i dati demografici relativi a Catania, comune non capoluogo di Regione
più popoloso d'Italia:
Catania
Superficie
(KMQ)
Popolazione
Totale
Popolazione
Straniera
%Popolazione
Straniera
residente
Densità
(ab/kmq)
180,88
315.576,00
11.519,00
3,70
1.744,70
Figura 5: Dati Demografici Comune di Catania
Il tasso di urbanizzazione dell'area metropolitana è considerevole: il 67,4% della popolazione risiede nei 14
comuni con più di 20.000 abitanti. La popolazione presenta una struttura molto giovane con gli individui di
età inferiore ai 14 anni che rappresentano il 15,4% della popolazione totale, mentre gli anziani assorbono
una quota di appena il 18,2%, tra le più basse della penisola (quintultimo posto). L’indice di vecchiaia
presenta un valore molto basso (118,8) ed il saldo demografico, rispetto all’anno precedente risulta come
molte altre realtà meridionali nuovamente positivo (38.591 unità). Cosi come per altre realtà siciliane,
modesta è la presenza di stranieri rapportati alla popolazione residente.
Commercio e Lavoro
In provincia di Catania, nel 2013, hanno la loro sede legale all’incirca 100.928 imprese (100.411 nel 2012)
che, se in termini assoluti pongono la provincia al nono posto in Italia ed al 4° nel Mezzogiorno (primo in
Sicilia), da un punto di vista relativo non sembrano lasciare molto spazio alla nascita di nuove iniziative
come dimostra il livello della densità imprenditoriale (9 imprese ogni 100 abitanti, 84-esimo posto a livello
nazionale). La distribuzione settoriale del tessuto produttivo, se si eccettua la forte penetrazione del
commercio (31,3%, sesto posto in Italia), dell’agricoltura (14,8%) e la modesta quota di alberghi e pubblici
esercizi (4,3%, penultimo valore in Italia), riflette abbastanza fedelmente il quadro nazionale. Molto
favorevole la crescita media annua del tessuto imprenditoriale, difatti nel 2013 è stata pari a 1,66 (nona
migliore prestazione italiana) spinta da un tasso di mortalità decisamente tra i più bassi del Paese (5,6) e
soprattutto da un tasso di natalità notevole (7,3 contro il 6,9 italiano). Anche se non si raggiungono i livelli
osservati in altri contesti siciliani, molto rilevante è la quota di ditte individuali (61,6%) e quella delle piccole
imprese (con al massimo nove addetti) che, con un’incidenza del 95,9%, colloca Catania al trentasettesimo
posto. La componente delle imprese artigiane (17,9%) è inferiore al valore medio nazionale (23,2%), ma
superiore al dato del Mezzogiorno (17,8%). Ad oggi risultano 823 gli esercizi turistici complessivi (con 24.403
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
18
posti letto) e collocano la provincia al 43-esimo posto della relativa graduatoria nazionale.
In un mercato del lavoro in cui appare fondamentale a livello settoriale l’occupazione offerta dal terziario
(76,7%, ventesimo maggior valore in Italia), le dinamiche degli ultimi anni hanno mostrato dei progressi. Il
tasso di disoccupazione è diminuito, infatti, rispetto al 2002 di quasi 3,5 punti percentuali passando dal
23,1% fino al 19,6% (ma era al 12% nel 2011), il che equivale a collocare Catania dal nono al ventesimo
posto in Italia fra le province con il più alto livello di disoccupazione. Un lieve progresso questo avvenuto nel
breve periodo che fa da contraltare ai deludenti risultati già conseguiti nel quinquennio conclusivo del XX
secolo quando il tasso di disoccupazione era del 19,3%. Una nota negativa è data dalle risultanze
dell’indagine Excelsior-Unioncamere riguardanti la domanda di lavoro da parte delle imprese: nel 2014 il
numero di assunzioni previste dalle imprese (25.040 nuove unità) è un dato non molto incoraggiante visto
che non riesce ad assorbire il numero di uscite previste (27.810) dando luogo ad un saldo negativo, ma
soprattutto ad un tasso di uscita notevole (19,5% a fronte dell’11,6% medio nazionale).
Il valore aggiunto prodotto nella provincia, nel 2013, è di circa 15.649 milioni di euro e costituisce l’1,12%
dell'ammontare nazionale, ponendo Catania tra le province meridionali che più contribuiscono alla
formazione del valore aggiunto italiano. La dinamica di questo aggregato è passata dal 1,18%, all’ 1,26% nel
periodo 1995/2004, per poi riscendere all’1,16% del 2008 salire all’1,7% nel 2010 e ridiscendere
nuovamente nell’ultimo triennio. In termini relativi ciascun residente ha prodotto una quota di valore
aggiunto che ammonta a poco più di 14.272 euro, un dato inferiore sia a quello medio del Mezzogiorno che
a quello prodotto in media dall’intero Paese (quasi 23,2 mila euro). Il contributo delle imprese artigiane al
valore aggiunto (10,9%) è piuttosto modesto ed è inferiore a quello della macro ripartizione (11,4%) e risulta
essere il 98° peggior valore a livello nazionale. Il settore che spicca per incidenza sul valore aggiunto rispetto
all’andamento nazionale è quello dei servizi (83,4% - nono maggior valore in Italia), così come appare buono
quello agricolo (2,38%) tra cui c’è da segnalare il dato di tutto rispetto occupato dalle coltivazioni legnose
(64,4% - 3° posto in Italia).
Tenore di Vita
Le condizioni economiche dei residenti non solo appaiono sensibilmente inferiori al livello medio italiano,
ma risultano peggiori di molte altre realtà del Mezzogiorno. In termini di valori pro-capite, il reddito
disponibile (circa 11.874 euro) infatti, si attesta sui livelli della media isolana (12.265), ma sconta un
sensibile ritardo rispetto al contesto nazionale (oltre 17.307 euro – 96° valore). Analogamente accade per il
livello di consumi pro-capite (12.433 – erano 12.263 nel 2008), inferiore sia al dato siciliano (oltre 12.677
euro) che a quello nazionale (16.169 euro – 91-esimo valore).
Competitività del territorio
La situazione infrastrutturale della provincia di Catania presenta un indice generale al servizio delle attività
economiche leggermente inferiore al dato medio nazionale. In tale contesto si registra una carente
condizione viaria (76° posto in Italia) e ferroviaria (88°), mentre gli aeroporti e le relative infrastrutture sono
molto superiori al dato nazionale (18-esima migliore posizione fra tutte le province), difatti l’aeroporto sito
nei pressi di Catania è il terzo in Italia per trasporto persone.
Qualità di vita
Le condizioni di vita nella provincia etnea appaiono insoddisfacenti, in tutti gli indicatori della qualità della
vita presentati. Catania, infatti, si colloca tra le ultime province italiane nelle rispettive graduatorie (il Sole
24 ore la colloca nel 2015 al 95° posto fra le 110 province). Da segnalare inoltre, come accadde per tutte le
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
19
province della Sicilia, la bassissima percentuale di raccolta differenziata operata dagli abitanti della
provincia (solo il 18,3% a fronte di una media nazionale del 42,3% - 95° posto in Italia), di conseguenza
appare elevata la percentuale di quella indifferenziata (sedicesimo posto) e quella di rifiuti pro-capite (489
kg contro i 486 nazionali).
Il rapporto fra delitti denunciati e popolazione è di 4.967 ogni 100 mila abitanti e vale a Catania il 23° posto
nella classifica nazionale; in tale scenario una cospicua percentuale è di furti e rapine (65,6%, a fronte del
55,4% nazionale – terzo posto assoluto fra tutte le 110 province italiane). Il numero di incidenti ogni 1.000
residenti è inferiore alla media italiana (2,58 contro il 2,98), ma la percentuale di incidenti mortali (2%)
risulta elevata.
Contesto sociale
Qualche particolare risultato emerge per quanto riguarda il contesto socio-sanitario. Ad esempio la
provincia occupa la ventiquattresima posizione in Italia (quattordicesima sulle 41 province del Mezzogiorno)
nella graduatoria del quoziente di abortività delle under 20 (numero di gravidanze interrotte da parte delle
donne con meno di 20 anni sul totale degli aborti) con una quota pari al 9,5% ed è la ventesima piazza in
ambito nazionale nella percentuale di decessi per patologie cardiocircolatorie, mentre è solo ottantottesima
per i decessi per patologie tumorali (dove però appare notevole l’incidenza dei tumori al colon e del tessuto
linfatco/ematopoietico). Il fenomeno recente degli eventi migratori in entrata da Paesi in via di sviluppo o
da aree sede di conflitti bellici ha comportato inevitabili conseguenze anche sul piano sanitario. Uno degli
eventi epidemiologici e clinici di maggiore rilevanza è certamente rappresento dall’ingresso di stranieri
provenienti da aree iperendemiche per Tubercolosi e dunque con elevata probabilità d’infezione da Bacillo
di Koch. Tali individui in condizioni di defedamento, immunosoppressione, malnutrizione corrono il rischio
elevato di riattivare la tubercolosi polmonare e trasmetterla per via aerogena, soprattutto in ambienti
promiscui. Per quanto riguarda gli indici di dotazione delle strutture sociali vediamo come Catania ha
sempre mantenuto indici al di sopra della media italiana fatta eccezione per le strutture culturali e
ricreative.
Variabili Criminologiche
Dalla Relazione al Parlamento sull'attività delle Forze di Polizia per l'anno 2013 e dalla Relazione al
Parlamento sull'attività svolta e i risultati conseguiti dalla Direzione Nazionale Antimafia del primo
semestre 2015 risulta che un ruolo di primo piano giocano in Sicilia i vertici mafiosi, nonostante la
significativa attività di contrasto svolta negli ultimi anni. Nella Sicilia orientale, Cosa nostra etnea conferma
la propria supremazia nei confronti degli altri sodalizi criminali della provincia, talvolta alleati, talvolta
contrapposti, la cui coesistenza è spesso causa di equilibri instabili. L’organizzazione catanese continua a
manifestare una particolare propensione per il mondo degli affari attraverso precise strategie di
infiltrazione all’interno delle strutture istituzionali e a rinnovati rapporti con realtà imprenditoriali
compiacenti.
In generale, Catania e la città metropolitana appaiono gravate dalla pressione mafiosa esercitata dal racket
delle estorsioni e dell’usura. Inoltre, sono fonti di arricchimento illecito il traffico di stupefacenti ed il
controllo degli appalti pubblici. Un’apprezzabile attività investigativa ha consentito di ipotizzare
l’infiltrazione di elementi di spicco della criminalità organizzata nell’attività di gestione dei rifiuti. Nel
medesimo contesto, sono state acquisite, infine, fonti di prova inerenti le illecite attività di traffico di
sostanze stupefacenti e detenzione e porto di armi, promosse da elementi mafiosi.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
20
2.2.2
Analisi del contesto interno
21
L’’ARNAS Garibaldi
L’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione (ARNAS) “Garibaldi” è stata
formalmente costituita con Legge Regionale n.5 del 14 aprile 2009 (art. 8) ed è stata attivata a decorrere
dal 1° settembre 2009, giusto Decreto del Presidente della Regione Siciliana n. 337 del 31.08.2009.
Essa è subentrata nelle funzioni, nelle attività e nelle competenze della soppressa ARNAS “Garibaldi, San
Luigi e Santi Currò, Ascoli-Tomaselli” succedendone in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi di qualunque
genere nonché nel patrimonio già di titolarità della stessa.
L’ARNAS “Garibaldi” ha personalità giuridica pubblica ed autonomia imprenditoriale e, ai sensi dell’art. 5
della L.R. 5/2009, l’Azienda ricade nel territorio definito “Bacino Sicilia Orientale”.
La sede legale dell’Azienda è fissata in Catania, con indirizzo in Piazza S.M. del Gesù, 5.
L’ARNAS “Garibaldi” è un’azienda sanitaria pubblica, senza finalità di lucro, ad alto livello di
specializzazione, deputata ad assicurare il trattamento clinico‐assistenziale più appropriato a tutte le
persone che ad essa si rivolgono per i trattamenti in emergenza\urgenza o in quanto portatrici di bisogni di
salute in fase acuta nonché di patologie ad alta complessità o croniche o inguaribili.
Nella missione istituzionale dell’ARNAS, centralità riveste il ruolo attribuito dalla programmazione sanitaria
regionale in campo oncologico, nell’area materno-infantile, nell’area dell’emergenza-urgenza.
Per le finalità sopra esposte, l’ARNAS utilizza un approccio integrato e multidisciplinare, definendo ed
applicando modelli e linee guida per il miglioramento dei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali che
iniziano dalla presa in carico del paziente contribuendo a sviluppare procedure diagnostiche e terapeutiche
innovative, favorendo il rapido trasferimento applicativo delle acquisizioni sperimentali e la loro diffusione,
anche attraverso attività formative. L’ ARNAS assicura inoltre l’erogazione di prestazioni di specialità media
e di base finalizzate al soddisfacimento della domanda proveniente dal proprio bacino di utenza.
I numeri dell’ARNAS Garibaldi
In termini di risorse umane, alla data del 31/12/2015 i lavoratori con contratti a tempo determinato ed
indeterminato dell’ARNAS Garibaldi ammontano complessivamente a 1845 unità così distribuite:
Posizione Funzionale
Occupati al 31/12/2015
Amministrativo
141
Professionale
2
Sanitario
1394
Tecnico
308
TOTALE
1845
Figura 6: Riepilogo generale
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Posizione Funzionale
Occupati al 31/12/2015
Dirigenza Medica
450
Dirigenza Sanitaria non Medica
19
Dirigenza Amm.va, Tecnica e
Prof.le
7
TOTALE
476
Figura 7: Riepilogo dirigenza
Posizione Funzionale
Occupati al 31/12/2015
Categoria D – Livello super
59
Categoria D
896
Categoria C
74
Categoria B – Livello super
41
Categoria B
104
Categoria A
195
TOTALE
1369
Figura 8: Riepilogo comparto
476 Personale
Area Dirigenza
1369 Personale
Area Comparto
1845
Dipendenti
Figura 9: Dotazione organica al 31/12/2015
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
22
Con riferimento alle caratteristiche quali-quantitative del personale dell’ARNAS Garibaldi, le successive
schede sintetizzano: 1) il valore degli indicatori quali-quantitativi relativi al personale; 2) gli indicatori di
analisi del benessere organizzativo; 3) gli indicatori di genere2.
INDICATORI
VALORE
Età media del personale (anni)
49,75 anni
Età media dei dirigenti (anni)
50,63 anni
Tasso di crescita del personale nell’ultimo triennio (2012-2014)
-0,86%
% dipendenti in possesso di laurea
31,96%
% dirigenti in possesso di laurea
100%
Ore di formazione (media per dipendente)
18,75 ore annue
Turn-over del personale nell’ultimo triennio
75%
Costi di formazione / spese per il personale
0,074%
Figura 10: Analisi caratteri quali-quantitativi
INDICATORI
VALORE
Tasso di assenze
6,54%
Tasso di richieste di mobilità
1,75%
Tasso di infortuni
1,43%
Retribuzione media mensile lorda percepito dai dipendenti
4.502,00 mensili
Retribuzione media mensile lorda percepito dai dirigenti
8.435,00 mensili
% di personale assunto a tempo indeterminato
4,02%
Figura 11: Analisi benessere organizzativo
INDICATORI
VALORE
% di dirigenti donne
44,71%
% di donne rispetto al totale del personale
53,11%
Stipendio medio lordo percepito dal personale donna non dirigente
2.355,00 mensili
Stipendio medio lordo percepito dal personale donna dirigente
6.850,00 mensili
% di personale donna assunto a tempo indeterminato
95,54%
Età media del personale femminile non dirigente
45,01 anni
Età media del personale femminile dirigente
50,94 anni
% di personale donna laureato rispetto al totale di personale femminile
18 ore annue
Ore di formazione femminile
Figura 12: Analisi di genere
2
26%
Piano della Performance 2015-2017 Arnas Garibaldi
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
23
Guardando invece all’ambito sanitario, alla data del 31/12/2015 l’ARNAS “Garibaldi” dispone di n. 626 posti
letto così distribuiti:
Presidio Ospedaliero
Posti Letto Regime
Ordinario
Posti Letto Regime Day
Hospital
Posti Letto Totali
Garibaldi - Centro
165
27
192
Garibaldi - Nesima
374
60
434
Totale
539
87
626
Figura 13: Posti Letto
L’organizzazione dell’ARNAS Garibaldi
La struttura organizzativa dell’Azienda è definita dall’atto aziendale di cui all’art. 3 bis del D.Lgs. 502/92 e
s.m.i., approvato ed adottato con deliberazione n. 592 del 30 settembre 2015 nel rispetto delle Linee Guida
contenute nel Decreto Assessoriale n. 1360 del 03/08/2015.
Attualmente l’Azienda adotta l’organizzazione dipartimentale come modello ordinario di gestione operativa
di tutte le sue strutture, scaturente dalla rifunzionalizzazione della rete ospedaliera aziendale, secondo
quanto previsto dal D.A. n. 46/2015. In relazione al modello organizzativo definito, l’ARNAS Garibaldi ha
individuato, nel rispetto delle linee guida di cui al D.A. n. 1360/2015, i seguenti dipartimenti funzionali:
Dipartimento di Emergenza;
Dipartimento Oncologico;
Dipartimento Materno-Infantile;
Dipartimento delle Chirurgie;
Dipartimento delle Medicine;
Dipartimento dei Servizi;
Dipartimento delle Scienze Radiologiche;
Dipartimento Amministrativo.
Ciascun Dipartimento consta di:
Strutture Complesse
Strutture Semplici a valenza dipartimentale
Strutture Semplici articolazione interna di strutture complesse
Di seguito si riportano sinteticamente l’organigramma aziendale e l’elenco delle strutture complesse,
semplici a valenza dipartimentale e semplici articolazione interna di strutture complesse3.
3
Per un maggiore approfondimento circa l’organigramma dell’ARNAS Garibaldi si rimanda alla consultazione dell’Atto Aziendale e
relativi allegati.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
24
25
DIRETTORE GENERALE
DIRETTORE
SANITARIO
DIRETTORE
AMMINISTRATIVO
DIPARTIMENTO
ONCOLOGICO
DIPARTIMENTO
DEI SERVIZI
DIPARTIMENTO DI
EMERGENZA
DIPARTIMENTO
DELLE
MEDICINE
DIPARTIMENTO
AMMINISTRATIVO
DIPARTIMENTO
DELLE CHIRURGIE
DIPARTIMENTO
MATERNO INFANTILE
DIPARTIMENTO
DELLE SCIENZE
RADIOLOGICHE
Figura 14: Organigramma aziendale
STRUTTURE COMPLESSE
1
Affari Generali
2
Anatomia Patologica
Anestesia e Rianimazione
"Garibaldi-Centro"
Anestesia e Rianimazione
"Garibaldi-Nesima"
3
4
STRUTTURE SEMPLICI A VALENZA
DIPARTIMENTALE
Centro Antidiabetico e per il
trattamento dell'obesità
Cure Palliative con Hospice
STRUTTURE SEMPLICI
Anestesia in Ortopedia e
Traumatologia
Anestesia in Pediatria
Chirurgia Vascolare "Garibaldi-Centro"
Angiologia
Dermatologia
Chirurgia d'Urgenza
5
Cardiologia "Garibaldi-Nesima"
Epatologia
Chirurgia delle ulcere
cutanee
6
Cardiologia con UTIC
"Garibaldi-Centro"
Facility management
Chirurgia del Seno
7
Cardiologia Pediatrica
Fisica Sanitaria
8
9
Chirurgia Generale "GaribaldiCentro"
Chirurgia Generale ad ind.
Oncologico
10
Chirurgia Pediatrica
11
Chirurgia Toracica
Chirurgia Vascolare "GaribaldiNesima"
12
Medicina in Area Critica
Neurochirurgia Traumatologica
Ortopedia ad indirizzo oncologico e
pediatrico
Pronto Soccorso Ostetrico
Pronto Soccorso Pediatrico con OBI
Pediatrica
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Chirurgia Endoscopica
rinosinusale
Comunicazione
istituzionale ed interna
Coordinamento P.S. ed
attività tradizionale
Fisiopatologia del
Pavimento Pelvico
Formazione
Gestione Servizi
Informatici
17
Controllo di Gestione e Sistemi
Informativi Aziendali e
Statistici
Direzione Medica di Presidio
"Garibaldi-Centro"
Direzione Medica di Presidio
"Garibaldi-Nesima"
Economico-Finanziario e
Patrimoniale
Ematologia
Servizio di Farmacia "Garibaldi-Centro"
18
Farmacia Ospedaliera
Thalassemia
19
Gastroenterologia
20
Geriatria
21
Ginecologia ed Ostetricia
13
14
15
16
24
Malattie Apparato
Respiratorio
Malattie Endocrine del
Ricambio e della Nutrizione
Malattie Infettive
25
MCAU con OBI
22
23
26
27
Medicina Nucleare
29
30
Medicina Trasfusionale
Nefrologia
31
Neonatologia con UTIN
32
Neurochirurgia
33
Neurologia CON STROKE
34
Oftalmologia
35
Oncologia Medica
36
37
38
39
40
41
Ginecologia Oncologica
Reumatologia
Igiene ed Organizzazione
dei Servizi Sanitari
Rianimazione Pediatrica
Neuroradiologia
Servizio di Cardiologia
Medicina Interna "Garibaldi Centro"
Medicina Interna "Garibaldi Nesima"
28
Radiodiagnostica Senologica
Ortopedia e Traumatologia
"Garibaldi -Centro"
Otorinolaringoiatria
Patologia Clinica "Garibaldi Centro"
Patologia Clinica "Garibaldi Nesima"
Pediatria
Provveditorato
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Osservazione Breve
Intensiva
Proctologia
Pronto Soccorso
generale
Radiologia
Interventistica
Radiologia Oncologica
Recupero e
Riabilitazione Funzionale
Riabilitazione
Cardiologica
Riabilitazione
Neurologica
Risk management
Gestione Sale Operatorie
P.O. "Garibaldi-Nesima"
Servizio Legale
Ufficio Medico
Competente
Servizio Prevenzione e
Protezione
Sindrome Metabolica
Thyroide Unit
Professioni
Infermieristiche ed
Ostetriche
Professioni Riabilitazione
Professioni tecnicoSanitarie
Servizio Sociale
Urologia
Neurofunzionale
U.T.I.C
26
Radiodiagnostica "Garibaldi Centro"
Radiodiagnostica "Garibaldi Nesima"
Radioterapia
Risorse Umane
Tecnico
Urologia
42
43
44
45
46
47
27
Figura 15: Articolazione aziendale
L’ARNAS “Garibaldi” svolge in atto la sua attività istituzionale su due Presidi Ospedalieri:
P.O. “Garibaldi-Nesima” (Via Palermo, 636 - 95122 Catania)
P.O. “Garibaldi-Centro” (Piazza S.M. del Gesù, 5 - 95126 Catania)
Il Presidio Ospedaliero “Garibaldi‐Nesima” è sede del Dipartimento Oncologico di Terzo livello. Le
prestazioni sanitarie oncologiche erogate dalle strutture afferenti al Dipartimento si caratterizzano per
multidisciplinarietà, complessità e peculiarità oncologica, con collaborazioni nel campo della ricerca e della
formazione. Il Presidio è inoltre sede del Dipartimento Materno-Infantile con la presenza dei pronti soccorsi
ostetrico e pediatrico. All’interno del presidio, trovano infine allocazione ulteriori discipline chirurgiche e
mediche di media ed elevata specialità, il Centro di riferimento nazionale per la Tiroide, il Dipartimento per
Immagini con Servizio di Radiologia Interventistica.
Il Presidio Ospedaliero “Garibaldi Centro” accoglie il Dipartimento di Emergenza ed Accettazione (DEA) con
le relative strutture a specialità mediche e chirurgiche ed i servizi di supporto. All’interno del presidio
trovano altresì allocazione la sede legale dell’Ente e gli Uffici Amministrativi e Tecnici.
E’ evidente come la presenza, all’interno dei Presidi dell’ARNAS Garibaldi, di tutte le principali specialità
mediche e chirurgiche e di un Dipartimento di Emergenza consenta una notevole capacità di risposta a tutti
i fabbisogni dei cittadini che fanno ricorso alle cure ospedaliere.
2.3 Valutazione del rischio
Alla prima fase del processo di gestione del rischio relativa all’analisi del contesto, sia interno che esterno,
segue quella riguardante la valutazione del rischio, la quale si articola a sua volta in tre sotto fasi, in
successione cronologica tra loro:
2.3.1
Identificazione
Analisi
Ponderazione
Identificazione del rischio
L’attività di identificazione consiste nella ricerca, individuazione e descrizione degli eventi di natura
corruttiva che possono verificarsi in relazione ai processi, o alle fasi dei processi, di pertinenza
dell’amministrazione. L’individuazione deve includere tutti gli eventi rischiosi che, anche solo
potenzialmente o ipoteticamente, potrebbero verificarsi e avere conseguenze sull’amministrazione stessa.
Essa è cruciale in quanto un evento rischioso non individuato in questa fase non viene considerato nei
passaggi successivi, compromettendo l’attuazione di una strategia efficace di prevenzione della corruzione.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Secondo le indicazioni contenute nel Piano Nazionale Anticorruzione le aree, che in ragione della natura e
delle peculiarità dell’attività stessa risultano potenzialmente esposte a rischi corruttivi, sono state
individuate considerando le “aree di rischio obbligatorie”, definite nell’art. 1, comma 16, della Legge n.
190/2012 e di seguito riportate:
1
2
3
4
Acquisizione e progressione del personale;
Affidamento di lavori, servizi e forniture;
Provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari privi di effetto economico diretto
ed immediato per il destinatario;
Provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari con effetto economico diretto ed
immediato per il destinatario;
La determinazione A.N.AC. n. 12/2015 ha aggiunto a queste ulteriori “aree di rischio obbligatorie”
riconducibili ad attività che hanno un alto livello di probabilità di eventi rischiosi, che sono:
5
6
7
8
Gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio;
Controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni;
Incarichi e nomine;
Affari legali e contenzioso.
Tutte queste aree individuate dal legislatore sono denominate “aree di rischio generali”.
Tuttavia, l’individuazione delle aree che risultano potenzialmente esposte a rischi corruttivi non deve
limitarsi all’analisi di ciò che ha definito il legislatore ma deve prendere in esame tutta l’attività svolta
dall’amministrazione. Per tale ragione, in considerazione degli ambiti di attività peculiari che
contraddistinguono il settore sanitario in cui opera l’ARNAS “Garibaldi”, l’Azienda ha provveduto ad
individuare ulteriori aree di rischio tali da rispecchiare le specificità funzionali e di contesto definite “aree di
rischio specifiche”, che sono:
9
10
11
12
13
Attività libero professionale e liste di attesa;
Ricerca e sperimentazioni cliniche;
Servizio di Farmacia;
Attività conseguenti al decesso in ambito intraospedaliero;
Servizio ambulanze.
2.3.2. Analisi del rischio
Una volta identificati e descritti i possibili rischi di corruzione, l’attività di analisi del rischio consiste nel
valutare la probabilità che il rischio di corruzione si realizzi. In particolare, l’analisi è essenziale al fine di
definire il livello di esposizione al rischio degli ambiti di attività individuati e conseguentemente quali siano
gli eventi rischiosi considerati più rilevanti.
Con riferimento a ciascun evento identificato, all’interno del presente PTPC è stato assegnato un grado di
rischio di corruzione selezionato tra i valori basso, medio, alto. Il valore è stato assegnato sulla base dei
seguenti parametri:
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
28
Rischio
Basso
Medio
Alto
Compresenza di alcuni dei seguenti fattori
Attività a bassa discrezionalità per la compresenza di: 1) specifica normativa e
regolamentazione aziendale; 2) elevato grado di pubblicità degli atti
procedimentali.
Sussistenza di specifici meccanismi di verifica e controllo interno ed esterno.
Modesta entità del valore economico connesso alle attività dell’area.
Potere discrezionale sull’esito dell’attività in capo a più persone.
Ampia tracciabilità delle attività svolte.
Attività a media discrezionalità.
Ridotta presenza di meccanismi di verifica e controllo interno ed esterno.
Medio valore economico delle risorse assegnate.
Attività ad alta discrezionalità in assenza di: 1) specifica normativa e
regolamentazione aziendale; 2) pubblicità degli atti procedimentali.
Presenza di segnalazioni interne/esterne e di procedimenti disciplinari che
hanno riguardato episodi di apparente corruzione o cattiva gestione inerenti il
processo in analisi.
Assenza di specifici meccanismi di verifica e controllo interno ed esterno o
complessità nell’esercizio dei suddetti controlli.
Difficoltà di tracciabilità delle attività svolte.
Potere decisionale concentrato in capo a singole persone.
Mancanza di rotazione del personale dedicato.
Rilevante valore economico delle risorse assegnate.
Rischi di danni alla salute in caso di abusi.
Figura 16: Determinazione grado del rischio di corruzione
2.3.3. Ponderazione del rischio
L’attività di ponderazione del rischio consiste, infine, nello stabilire, prendendo come riferimento le
risultanze della precedente fase di analisi, le priorità di trattamento dei rischi emersi. E’ evidente come i
processi o fasi di processo per i quali sono emersi i più elevati livelli di rischio individuano le “aree a maggior
rischio”, ossia le attività più sensibili e da valutare prioritariamente nella successiva terza fase, quella del
trattamento dei rischi di corruzione.
2.3.4
La mappatura dei processi
Al fine di poter identificare ed analizzare i processi operativi maggiormente esposti al rischio di corruzione,
è stata svolta – secondo le indicazioni contenute nel Piano Nazionale Anticorruzione - un’attività
preliminare di mappatura del livello di esposizione delle singole aree della struttura organizzativa al rischio
di corruzione. In particolare, nel corso del 2015 l’ARNAS “Garibaldi” ha avviato un processo di mappatura
ed analisi dei rischi connessi alle attività svolte, frutto di un impegno comune e di un lavoro condiviso con
tutti i Referenti della Prevenzione della Corruzione i quali, attraverso i componenti della Rete Aziendale per
la Prevenzione della Corruzione e al fine di procedere ad una più approfondita rilevazione di tutti i processi
afferenti alle aree di rischio individuate e di competenza dei rispettivi uffici, hanno provveduto a compilare
una “scheda di mappatura”, predisposta dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione, contenente
le seguenti indicazioni:
Area di rischio in cui afferisce l’attività;
Denominazione dell’attività;
Identificazione e descrizione dell’evento di rischio;
Valutazione del grado di rischio;
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
29
Motivazione del grado di rischio attribuito;
Misura preventiva.
La menzionata scheda ha quindi permesso l’identificazione di gran parte delle linee di attività
caratteristiche dell’Azienda e degli eventi rischiosi ad esse associati nonché la definizione del livello di
rischio correlato (sulla base dei criteri precedentemente descritti). L’analisi ha inoltre portato alla
definizione di una serie di misure di prevenzione in relazione ai processi in cui sono stati identificati possibili
eventi rischiosi
Per facilitare la compilazione delle schede, in data 09/12/2015 il Responsabile della Prevenzione della
Corruzione ha altresì convocato una riunione con i Referenti e i componenti della Rete Aziendale, finalizzata
al coordinamento e alla condivisione del percorso di rilevazione nonché a fornire indicazioni operative ai
medesimi.
La fase di acquisizione delle schede concernenti i processi afferenti alle attività a più elevato rischio di
corruzione ha portato alla seguente mappatura delle attività svolte dall’ARNAS “Garibaldi”:
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
30
Area di rischio 1: Acquisizione e progressione del personale
31
Struttura
Responsabile del
Processo
Processo
Rischio
Irregolare composizione
della commissione.
Reclutamento:
procedure concorsuali
U.O. Risorse Umane
(tempo indeterminato,
mobilità)
Mancanza di oggettività e/o
imparzialità nella
valutazione dei candidati.
Valutazione
del rischio
Alto
Previsione di requisiti di
accesso personalizzati.
Motivazione
Potere
decisionale
concentrato in
capo a singole
persone
(componenti
commissione).
Alto
Potere
decisionale
concentrato in
capo a singole
persone
(componenti
commissione).
Previsione di requisiti di
Progressione di carriera:
accesso personalizzati.
selezioni interne
(attribuzione posizioni
Irregolare composizione
U.O. Risorse Umane
organizzative,
della commissione.
coordinamenti, incarichi
dirigenziali, attribuzione Mancanza di oggettività e/o
imparzialità nella
fasce retributive)
valutazione dei candidati.
Alto
Potere
decisionale
concentrato in
capo a singole
persone.
Progressione di carriera: Mancata messa a bando
incarichi dirigenziali di della posizione dirigenziale
struttura complessa
per ricoprirla tramite
Alto
Alta
discrezionalità
U.O. Risorse Umane
U.O. Risorse Umane
Reclutamento:
procedure concorsuali
(tempo determinato,
borse di studio)
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Irregolare composizione
della commissione.
Mancanza di oggettività e/o
imparzialità nella
valutazione dei candidati.
Misura in atto
Misura preventivata
Trasparenza nella
pubblicazione degli
atti
Autodichiarazione di
mancanza di conflitto di
interessi da parte dei
componenti della
commissione concorsuale.
Trasparenza nella
pubblicazione degli
atti.
Regolamenti
Aziendali.
Trasparenza nella
pubblicazione degli
atti.
Regolamenti
Aziendali.
Autodichiarazione di
mancanza di conflitto di
interessi da parte dei
componenti della
commissione concorsuale.
Autodichiarazione di
mancanza di conflitto di
interessi da parte dei
componenti della
commissione concorsuale.
Vincolare il tempo di
assegnazione di incarichi
temporanei vigilando sui
incarichi ad interim o
utilizzando lo strumento del
facente funzione
Struttura Tecnica
Permanente
Progressione di carriera:
Alterazione degli indicatori
gestione del sistema di
e obiettivi ai fini di
valutazione della
modificare esito
performance del
valutazione e incentivi
personale
tempi di avvio delle
procedure concorsuali.
32
Basso
Meccanismi di
controllo esterno
(OIV).
Trasparenza.
OIV.
Alto
Alta
discrezionalità
Trasparenza.
Elaborazione Regolamento
Sistema di Valutazione della
Performance.
Attribuzione dell'incarico
per favorire indebitamente
un soggetto in cambio di
utilità.
Conferimento di
U.O. Risorse Umane incarichi professionali a
soggetti esterni
Scelta arbitraria, che non
tiene conto della
professionalità del soggetto
e della reale necessità
dell'ente.
Valutazione discrezionale
dei curricula per favorire
alcuni candidati.
Possibilità di individuazione
dell'oggetto dell'incarico
per favorire determinati
soggetti e non in relazione
ad effettive esigenze
straordinarie
dell'amministrazione.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Elaborazione nuovo
regolamento aziendale.
Area di rischio 2: Affidamento di lavori, servizi e forniture
33
Struttura
Responsabile del
Processo
U.O. Provveditorato
e U.O. Tecnico
Processo
Definizione dell’oggetto
dell’affidamento
Rischio
Restrizione del mercato
nella definizione delle
specifiche tecniche,
attraverso l'indicazione nel
disciplinare di prodotti che
favoriscano una
determinata impresa.
Induzione o richiesta
opportunistica di acquisti in
Definizione dell’oggetto
U.O. Provveditorato
esclusiva o fuori gara senza
dell’affidamento
una motivazione clinica
documentabile
U.O. Provveditorato Definizione dei requisiti
e U.O. Tecnico
di accesso
Definizione dei requisiti di
accesso alla gara e, in
particolare, dei requisiti
tecnico-economici dei
concorrenti al fine di
favorire un'impresa
U.O. Provveditorato
Rispetto dei requisiti di
e U.O. Tecnico
aggiudicazione
Uso distorto del criterio
dell'offerta
economicamente più
vantaggiosa al fine di
favorire un'impresa
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Valutazione
del rischio
Alto
Alto
Alto
Alto
Motivazione
Attività ad alta
discrezionalità
Attività ad alta
discrezionalità
Misura in atto
Misura preventivata
Acquisizione di apposita
dichiarazione da parte dei
redattori del disciplinare
tecnico di conflitto di interessi
Trasparenza. Indagini
(rapporti di parentela e/o
di mercato.
affinità con i fornitori,
vantaggi economici di
qualunque genere).
Formazione.
Acquisizione e
compilazione da
parte del soggetto
richiedente del
modulo “Richiesta
acquisti”.
Attività ad alta
discrezionalità
Puntuale inserimento Contenimento dell'esercizio
nel bando di requisiti della discrezionalità mediante
proporzionali al
circolari o direttive interne,
valore e all'oggetto
dalle quali discostarsi con
dell'appalto.
adeguata motivazione.
Trasparenza.
Formazione.
Attività ad alta
discrezionalità
Attenta analisi della
misurabilità ed
oggettività dei criteri
da inserire
nell'aspetto
qualitativo
dell'offerta e dei
Formazione.
34
Mancato rispetto dei criteri
di valutazione indicati nel
disciplinare di gara cui la
commissione giudicatrice
U.O. Provveditorato
deve attenersi per decidere
Valutazione delle offerte
e U.O. Tecnico
i punteggi da assegnare
all'offerta, con particolare
riferimento alla valutazione
degli elaborati progettuali.
Alterazione delle condizioni
di gara nell'ipotesi di
U.O. Provveditorato
conflitto di interesse da
Valutazione delle offerte
e U.O. Tecnico
parte dell'istruttore della
procedura e/o componente
della commissione
U.O. Provveditorato
U.O. Provveditorato
e U.O. Tecnico
Affidamento diretto
Condizionamento
dell'efficacia delle gare
d'appalto di acquisto
dichiarando l'unicità dei
prodotti e proponendo
l'acquisto in esclusiva con
trattativa privata
Revoca del bando
Adozione di un
provvedimento di revoca
del bando strumentale
all'annullamento di una
gara, al fine di evitare
l'aggiudicazione in favore di
un soggetto diverso da
quello atteso
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Alto
Alto
Alto
Alto
Attività ad alta
discrezionalità
parametri di
valutazione.
Descrizione analitica
e dettagliata nel
disciplinare di gara
dei criteri di
attribuzione del
punteggio per gli
elementi valutativi.
Trasparenza.
Formazione.
Codice di Comportamento.
Autodichiarazione di
mancanza di conflitto di
interessi da parte dei
componenti della
commissione di gara.
Attività ad alta
discrezionalità
Attività ad alta
discrezionalità
Acquisizione e
compilazione da
parte del soggetto
richiedente del
modulo “Richiesta
acquisti”.
Attività ad alta
discrezionalità
Rispetto delle regole
e delle norme
sull'evidenza
pubblica ed
aggiudicazione a
favore della ditta che
ha conseguito il
punteggio
Formazione.
complessivo
maggiore.
35
Trasparenza.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Area di rischio 3: Provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari privi di effetto economico
diretto ed immediato per il destinatario 36
Struttura
Responsabile del
Processo
Processo
U.O. Comunicazione
Gestione liste d'attesa
Istituzionale
Direzione Sanitaria di
Presidio
Rilascio cartella
clinica
U.O. Risorse Umane
Atti di gestione del
rapporto di lavoro
(L.104/1992, L.
53/2000: congedi,
permessi, maternià,
aspettative, etc.)
U.O. Risorse Umane
Adempimenti in
materia di
presenze/assenze del
personale
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Rischio
Utilizzo scorretto delle liste
d'attesa per favorire
particolari soggetti
nell'erogazione della
prestazione
Favorire terzi nella consegna
del documento
Mancanza di trasparenza e/o
imparzialità
Indebita correzione dei
cartellini da parte degli
operatori dell'Ufficio
preposto.
Valutazione
del rischio
Motivazione
Misura in atto
Misura preventivata
Alto
Mancanza di
meccanismi di
controllo interno.
Alta discrezionalità
degli operatori.
Trasparenza.
Sistema
informatizzato delle
liste di attesa.
Controllo periodico
sulla gestione delle
liste d'attesa.
Basso
Presenza di
legislazione nazionale
in ordine alla
tempistica di rilascio.
Basso
Basso
Verifica del rispetto
dei termini di
consegna delle
cartelle cliniche.
Attività a bassa
discrezionalità
Esistenza di specifica
normativa e
meccanismi di
controllo interno.
Trasparenza.
Attività a bassa
discrezionalità
1) Tracciabilità
dell'operatore che ha
effettuato la
modifica, attraverso
un codice
identificativo;
2) Autorizzazione
scritta alla correzione
da parte del
Responsabile
dell'ufficio;
3) Possibilità di
Codice di
Comportamento.
37
Pronto Soccorso
Valutazione codice
Triage
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Governo scorretto del triage
per favorire particolari utenti.
Rallentamento dell'attività in
P.S.
Basso
Bassa discrezionalità.
correzione limitata
esclusivamente alle
istanze presentate
entro il giorno 5 del
mese successivo a
quello di interesse
Formazione del
personale
infermieristico in
servizio presso il
Triage.
Area di rischio 4: Provvedimenti ampliativi della sfera giuridica dei destinatari con effetto economico diretto
38
ed immediato per il destinatario
Struttura
Responsabile del
Processo
ARNAS Garibaldi
U.O. Risorse
Umane
U.O. Risorse
Umane
Processo
Concessione ed
erogazione di vantaggi
economici a persone
fisiche
Rischio
Valutazione del
rischio
Motivazione
Richiesta e/o accettazione
impropria di regali,
compensi o altre utilità in
connessione con
l'espletamento delle
proprie funzioni o dei
compiti affidati
Alta
Mancanza di
meccanismi di verifica
e controllo interno
Concessione di rimborsi
(spese per vitto, alloggio,
trasporto), sulla base di
criteri opportunistici al fine
di favorire particolari
dipendenti
Alto
Alta discrezionalità.
Concessione di benefici Riconoscimento indebito
(assegni familiari) ai
del contributo in presenza
dipendenti.
di: a) autocertificazioni
mendaci; b) favoritismi
Predisposizione
cedolini
Riconoscimento arbitrario
di indennità al fine di
agevolare taluni dipendenti
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Basso
Basso
Misura in atto
Misura preventivata
Codice di
Comportamento.
Formazione.
Presentazione fattura.
Formazione.
Controllo a campione
in capo ai soggetti in
possesso dei requisiti
Bassa discrezionalità.
legittimanti il
beneficio attraverso
la Guardia di Finanza
Formazione
Bassa discrezionalità
Le competenze
vengono rilevate e
trasferite all'ufficio
per il tramite del
sistema informatico
di rilevazione
presenze
Ufficio Ticket
Prestazioni sanitarie
sottoposte al
pagamento dei ticket
Elusione o riduzione del
pagamento per prestazioni
di favore anche al fine di
ottenere vantaggi personali
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Alto
Potere decisionale
concentrato in capo
39 a
singole persone.
Mancanza di
rotazione del
personale dedicato.
Rotazione del
personale.
Formazione.
Area di rischio 5: Gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio
40
Struttura
Responsabile del
Processo
Processo
Rischio
U.O. Economico
Finanziario
Registrazione fatture
passive
U.O. Economico
Finanziario
U.O. Economico
Finanziario
U.O. Economico
Finanziario
U.O. Economico
Finanziario
Valutazione
del rischio
Motivazione
Misura in atto
Alterazione nella registrazione
cronologica delle fatture
Basso
Sussistenza di
specifici meccanismi
di controllo interno
Controlli interni
Emissione fatture attive
Alterazione nell'emissione
cronologica delle fatture
Basso
Sussistenza di
specifici meccanismi
di controllo interno
Controlli interni
Verifica e controllo
delle scritture contabili
Induzione ad alterare voci di
bilancio per avvantaggiare o
coprire alcune operazioni.
Basso
Sussistenza di
specifici meccanismi
di controllo interno
ed esterni
Controlli interni ed
esterni
Alto
Attività ad alta
discrezionalità e
mancanza di
rotazione dei
funzionari dedicati
Medio
Valore Economico
del beneficio
compresa fra
1.000,00 e
10.000,00. Mancata
rotazione del
personale.
Procedure di
liquidazione
Acquisizione e cessione
dei beni
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Alterazione ordine
cronologico dei mandati di
pagamento
Alterazione delle procedure
di acquisizione o cessione al
fine di favorire terzi
Misura preventivata
Rotazione del personale.
Formazione.
Regolamento
Aziendale
Formazione.
Area di rischio 6: Controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni
41
Struttura
Responsabile del
Processo
Ufficio Procedimenti
Disciplinari Comparto
Ufficio Procedimenti
Disciplinari Dirigenza
Medica e PTA
Servizio Ispettivo
Aziendale
Team
multidisciplinare HTA
Processo
Espletamento
procedimento
disciplinare
Espletamento
procedimento
disciplinare
Attività ispettiva
Valutazione delle
tecnilogie sanitarie
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Rischio
Valutazione impropria
dell'evento
Valutazione impropria
dell'evento
Elusione ispezione nei
confronti di alcuni
dipendenti
Valutazione impropria
della tecnologia in esame
Valutazione del
rischio
Medio
Motivazione
Media discrezionalità
Misura in atto
Misura preventivata
Codice disciplinare
aziendale per il
comparto
Rotazione, con
cadenza periodica,
del personale
assegnato alla
Commissione
Codice disciplinare
aziendale per la
dirigenza
Rotazione, con
cadenza periodica,
del personale
assegnato alla
Commissione
Medio
Media discrezionalità
Basso
Specifica normativa.
Potere decisionale in
capo a più persone.
Regolamentazione
aziendale che
Bassa discrezionalità
disciplina i compiti, gli
adempimenti e le
modalità di
svolgimento delle
attività ispettive.
Basso
Specifica normativa.
Potere decisionale in
capo a più persone.
Regolamentazione
aziendale che
disciplina
l'organizzazione ed il
funzionamento
Bassa discrezionalità
Autodichiarazione
assenza conflitto di
interesse.
42
Controllo di gestione
Acquisizione di dati
alterati a beneficio di
qualche struttura al fine di
Controllo di gestione accrescerne formalmente
la produttività e
migliorarne la
performance.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Medio
Parziale
discrezionalità
nell’indicazione dei
dati da parte delle
UU.OO..
dell'HTA.
Autodichiarazione
assenza conflitto di
interesse.
Area di rischio 7: Incarichi e nomine
In attesa di un maggior approfondimento, si rimanda all'area “Acquisizione e progressione del personale”.
43
Area di rischio 8: Affari legali e contenzioso
Struttura
Responsabile del
Processo
Processo
Rischio
Richiesta risarcimento
Erogazione di somme
danni per
indebite o
U.O. Risorse Umane responsabilità medica
sproporzionate per
(sistema di auto
favorire terzi
assicurazione)
Ufficio Legale
Libera individuazione
Affidamento incarichi
del soggetto
a legali esterni
affidatario
Ufficio Legale
Mancato rispetto
ordine cronologico
per il pagamento al
Pagamento parcelle
fine di favorire alcuni
agli avvocati incaricati
avvocati.
Carenza requisiti di
legittimità
Ufficio Legale
Mancato rispetto
ordine cronologico
per il pagamento al
fine di favore alcuni
dipendenti.
Carenza requisiti di
Rimborso spese
sostenute dal
dipendente per il
patrocinio legale
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Valutazione del
rischio
Motivazione
Misura in atto
Misura preventivata
Alta
Attività ad alta
discrezionalità in capo
ai componenti del
CAVS
Multidisciplinarietà
dei componenti del
CAVS
Elaborazione
regolamento
aziendale per la
gestione dei sinistri
RCT/O
Medio
Media discrezionalità
Albo degli avvocati.
Rotazione dei legali
presenti nell’albo.
Basso
Presenza di
meccanismi di verifica
interni
Acquisizione al
protocollo
informatico della
richiesta di
pagamento della
parcella in uno alla
documentazione
idonea
Basso
Acquisizione al
protocollo
Presenza di
informatico della
meccanismi di verifica
richiesta di
interni
pagamento della
parcella unitamente
legittimità
44
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
alla documentazione
idonea.
Regolamento
Patrocinio Aziendale.
Area di rischio 9: Attività libero professionale e liste di attesa
45
Struttura
Responsabile del
Processo
Staff Direttore
Amministrativo
Staff Direttore
Amministrativo
Processo
Rischio
Concessione
Autorizzazione
autorizzazione in
esercizio ALPI,
presenza di
aggiornamento tariffe dichiarazioni mendaci
e variazione sede
/ insussistenza dei
requisiti richiesti.
Stipula di Convenzioni
tra Azienda e studi
medici
Arbitraria scelta del
contraente per la
stipula della
convenzione.
Libera professione /
Liste di attesa
Favorire l'attività
libero-professionale
in luogo di quella
istituzionale, con
conseguente
allungamento delle
liste di attesa.
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Valutazione del
rischio
Basso
Medio
Alto
Motivazione
Misura in atto
Potere decisionale
ripartito in capo a più
persone. Bassa
discrezionalità.
Regolamento
Aziendale.
Meccanismi di
controllo interno
(Commissione
Paritetica).
Discrezionalità nella
scelta degli studi, in
assenza di criteri
oggettivi e
standardizzati.
Alta Discrezionalità.
Regolamento
Aziendale.
Misura preventiva
Aggiornamento del
Regolamento
Aziendale.
Predisposizione
schemi di
convenzione conformi
a quelli proposti dalle
Linee Guida Regionali.
Prenotazione
Informatizzazione
attraverso CUP di
liste di attesa e di
tutte le prestazioni
prenotazione ALPI. erogate. Verifiche fra
Prenotazione
accessi in libera
attraverso CUP della professione e gestione
quasi totalità delle
liste di attesa.
prestazioni erogate.
Codice di
Comportamento.
Area di rischio 10: Ricerca e Sperimentazioni cliniche
46
Struttura
Responsabile del
Processo
Processo
Ricerca con
finanziamento
Parere del Comitato
Etico
Rischio
Valutazione del
rischio
Motivazione
Rischi di danni alla
salute in caso di
abusi.
Danno erariale.
Rischi di danni alla
salute in caso di
abusi.
Danno erariale.
Divieto di
finanziamenti diretti
al PI.
Finanziamenti diretti
all'ARNAS.
Alto
Rischi di danni alla
salute in caso di
abusi.
Danno erariale.
Divieto di
finanziamenti diretti
al PI.
Finanziamenti diretti
all'ARNAS.
Richiesta copia degli
accordi tra promotore
e finanziatore.
Alto
Rischi di danni alla
salute in caso di
Valutazione dei costi
in sede di Comitato
Alto
Finanziamenti diretti
al PI
Direzione Generale
Il PI riveste il ruolo di
finanziatore e
ricercatore
Ricerca con
promotore non
commerciale
b) finanziamento
commerciale
Parere del Comitato
Etico
Condizionamento dei
risultati della ricerca
Ricerca con
promotore
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Alto
Finanziamenti diretti
al PI
Finanziamenti diretti
al PI
Danno Erariale
Costi a carico del SSN
Misura preventiva
Divieto di
finanziamenti diretti
al PI.
In caso di evidenze di
Dichiarazione
accettazioni di
conflitto di interessi
compensi o utilità
del P.I.
cambio PI.
Finanziamenti diretti
all'ARNAS.
Condizionamento dei
risultati della ricerca
Ricerca con
promotore non
commerciale
a) finanziamento da
Onlus, Società
scientifica
Parere del Comitato
Etico
Misura in atto
commerciale
Autorizzazione
Aziendale
Ricerca con dispositivi Induzione all'acquisto
medici
di dispositivi medici
Parere del Comitato
con conseguente
Etico
danno economico
Ricerca con dispositivi
medici
Turbativa di mercato
Autorizzazione
Aziendale
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
abusi.
Danno erariale.
47
Etico
Alto
Rischi di danni alla
salute in caso di
abusi.
Danno erariale.
Verifica da parte del
Comitato Etico.
Parere negativo.
Alto
Rischi di danni alla
salute in caso di
abusi.
Danno erariale.
Verifica da parte del
Comitato Etico.
Non si autorizza.
Area di rischio 11: Servizio di Farmacia
48
Struttura
Responsabile del
Processo
U.O. Farmacia
U.O. Farmacia
Processo
Approvvigionamento
farmaci alle UU.OO.
Gestione Magazzini
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Rischio
Distribuzione
inappropriata
Sottrazione farmaci.
Controlli non
adeguati.
Valutazione del
rischio
Basso
Basso
Motivazione
Misura in atto
Presenza di direttive
aziendali
Applicazione
puntuale delle
direttive.
Procedure di
controllo periodiche.
Presenza di direttive
aziendali
Applicazione
puntuale delle
direttive.
Procedure di
controllo periodiche.
Misura preventiva
Area di rischio 12: Attività conseguenti al decesso in ambito intraospedaliero
Struttura
Responsabile del
Processo
49
Processo
Rischio
Valutazione del
rischio
Motivazione
Alto
Mancanza di
meccanismi di verifica
e controllo interno
Misura in atto
Misura preventiva
Segnalazione del decesso da
parte del personale a ditte di
onoranze funebri
Direzione Sanitaria di
Presidio
Gestione pazienti
deceduti e camere
mortuarie
Segnalazione da parte del
personale ai parenti degli
estremi di una specifica impresa
di pompe funebri
Codice di
Comportamento.
Predisposizione
elenco ditte di
onoranze funebri
Richiesta di compensi per
vestizione salme
Area di rischio 13: Servizio Ambulanze
Struttura
Responsabile del
Processo
Processo
Rischio
Segnalazione della dimissione
da parte del personale a ditte
Interventi ambulanze di trasporto ambulanze private
Direzione Sanitaria di esterne in seguito a
Segnalazione da parte del
Presidio
dimissioni del
personale ai parenti dei
paziente
pazienti dimessi di un servizio
di ambulanze privato
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Valutazione del
rischio
Alto
Motivazione
Alta discrezionalità.
Mancanza di
normativa e
meccanismi di
controllo interno.
Misura in atto
Misura preventiva
Codice di
Comportamento.
Esposizione nei
reparti di un elenco
completo dei servizi
di trasporto
ambulanze cittadino.
E’ evidente come l’accuratezza e l’esaustività della presente mappatura sia un requisito indispensabile ai
fini della formulazione di adeguate misure di prevenzione del rischio corruttivo. Tuttavia, la realizzazione
della mappatura dei processi deve tener conto della dimensione organizzativa dell’Azienda nonché delle
conoscenze e soprattutto delle risorse disponibili. Questi aspetti, sulla base delle indicazioni contenute
nella determinazione A.N.AC. n. 12/2015, hanno portato l’ARNAS “Garibaldi” ad avviare per il 2015-2016
una mappatura di alcuni suoi macro-processi svolti e delle relative aree di rischio, mappatura che sarà
completata nel PTPC 2017. Si pone, inoltre, come ulteriori obiettivo da integrare nel PTPC 2017 una
maggiore interazione con la Direzione Aziendale, al fine di condividere la bontà dell’impostazione data e
recepire eventuali integrazioni.
2.4 Trattamento del rischio
Il processo di gestione del rischio si conclude con la fase del trattamento del rischio, la quale è tesa a
individuare i correttivi e le modalità più idonei a prevenire i rischi, sulla base delle priorità emerse in sede di
valutazione degli eventi rischiosi. In tale fase possono farsi rientrare tutte quelle azioni che contribuiscono a
ridurre la probabilità di manifestazione di reati di corruzione oppure a limitare l'impatto di questi, tenendo
sempre conto che ogni misura deve essere impostata avendo cura di considerarne la sostenibilità - anche
della fase di controllo e di monitoraggio delle stesse - onde evitare la pianificazione di misure astratte e non
realizzabili.
Il sistema di trattamento dei rischi di corruzione che è stato concepito dal Piano Nazionale Anticorruzione è
costituito da una pluralità di interventi che possono essere così distinti:
1
Misure obbligatorie, la cui applicazione discende obbligatoriamente dalla legge o da altre fonti
normative e che si caratterizzano per il fatto di incidere sul sistema complessivo della
prevenzione della corruzione intervenendo in maniera trasversale sull’intera amministrazione;
2
Misure specifiche, che possono essere inserite nei PTPC a discrezione dell’amministrazione e
che si caratterizzano per il fatto di incidere su problemi specifici individuati tramite l’analisi del
rischio.
Con riferimento alla fase di trattamento del rischio di corruzione, il presente PTPC ha riservato un apposito
capitolo, al fine di definire nel dettaglio – partendo dalle misure già esistenti individuate nel precedente
PTPC - le misure da mettere in campo per prevenire o, se non è possibile, almeno ridurre il rischio di
corruzione. In particolare la descrizione delle misure di carattere obbligatorio è riportata nel capitolo 3,
mentre la descrizione delle misure di prevenzione specifiche è riportata nel capitolo 4. Per ogni misura
riportata si è inoltre provveduto a stabilire il momento temporale di applicazione della stessa nonché
l’ufficio responsabile della relativa implementazione.
50
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
50
3. Misure di Prevenzione Obbligatorie
51
Nel presente capitolo vengono approfondite le misure di prevenzione della corruzione definite a carattere
obbligatorio, in quanto la loro applicazione discende obbligatoriamente dalla legge o da altre fonti
normative. Tali misure non lasciano, dunque, margini di scelta alla Pubblica Amministrazione dovendo tutte
essere necessariamente attuate dalla stessa. La discrezionalità riguarda, piuttosto, l’individuazione dei
termini entro i quali le stesse possono essere declinate ed implementate.
Le misure obbligatorie riguardano le seguenti aree:
1. Trasparenza;
2. Codice di comportamento;
3. Rotazione del personale;
4. Conflitto di interesse;
5. Conferimento e autorizzazione incarichi extra istituzionali;
6. Inconferibilità e incompatibilità degli incarichi dirigenziali e degli incarichi amministrativi di vertice;
7. Attività successive alla cessazione dal servizio (pantouflage – revolving doors);
8. Formazione di commissioni, assegnazione agli uffici, conferimento di incarichi in caso di condanna
per delitti contro la pubblica Amministrazione;
9. Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (whistleblowing policy);
10. Formazione del personale;
11. Patti di integrità negli affidamenti;
12. Azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile;
13. Monitoraggio dei termini procedimentali.
Per ognuna delle misure indicate vengono riportate le risultanze dell’attività svolta nel corso 2015 e riportati
in tabella gli obiettivi da raggiungere per l’anno 2016, con l’indicazione dei tempi e degli uffici responsabili
della loro attuazione.
3.1 Trasparenza
La trasparenza, intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività
della Pubblica Amministrazione, rappresenta sicuramente il più importante strumento esistente in materia
di prevenzione del rischio corruttivo, anche in linea con i principi costituzionali a cui debbono essere
indirizzati i rapporti delle Amministrazioni Pubbliche con il cittadino.
Il D.Lgs. n. 33/2013 è intervenuto sul tema della trasparenza dell’attività amministrativa riordinando, in un
unico corpo normativo, l’insieme di obblighi di informazione, trasparenze e pubblicità esistenti in capo alle
Pubbliche Amministrazioni, prevedendo la tempestiva ed aggiornata pubblicazione delle
informazioni/documenti previsti dalla legge sul sito istituzionale.
51
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Le misure di trasparenza sono specificate nel Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità 20162018 che costituisce parte integrante e sostanziale del presente piano. Si fa pertanto rinvio, per gli aspetti
contenutistici di tale misura, a quanto previsto dal Programma Triennale per la Trasparenza e l'Integrità in
allegato al presente piano.
3.2 Codice di Comportamento
L'Arnas “Garibaldi” ha predisposto nel 2015 il proprio Codice di Comportamento Aziendale, quale azione e
misura principale di attuazione delle strategie di prevenzione della corruzione a livello decentrato,
integrando il Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici di cui al D.P.R. n. 62/2013, così come
specificato dall'art. 1, comma 2, del citato D.P.R.
Il Codice è stato definito sulla base dei criteri e delle linee guida di cui alla deliberazione n. 75/2013
dell'A.N.AC., prevedendo nello specifico:
la pubblicazione del codice in bozza sul sito internet ed intranet con avviso/invito a far pervenire
proposte o osservazioni;
la presentazione del codice in bozza all'Organismo Indipendente di Valutazione al fine di acquisirne
valutazione positiva.
Obiettivo anno 2016
Adozione del Codice di Comportamento
Aziendale con deliberazione del Direttore
Generale
Monitoraggio applicazione Codice di
Comportamento Aziendale
Aggiornamento Codice di Comportamento
Aziendale in conseguenza di eventuali
innovazioni normative o contrattuali nonché
degli esiti dei più approfonditi e sistematici
monitoraggi e valutazioni delle aree di rischio
aziendali.
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Entro il 31/01/2016 (in
concomitanza con
Direzione Aziendale.
l'approvazione del Piano
Responsabile della
Triennale di Prevenzione Prevenzione della Corruzione
della Corruzione)
Entro il 30/11/2016
Responsabile della
Prevenzione della Corruzione
Entro il 31/12/2016
Responsabile della
Prevenzione della Corruzione
3.3 Rotazione del personale
L'art. 1, comma 4, lett. e), della Legge n. 190/2012 stabilisce che “ogni amministrazione è tenuta a definire
criteri per assicurare la rotazione del personale dirigenziale e del personale con funzioni di responsabilità nei
settori particolarmente esposti alla corruzione”. L'obiettivo della presente disposizione normativa è quello
di evitare che possano consolidarsi posizioni di privilegio nella gestione diretta delle attività svolte
dall'Azienda e di evitare che il medesimo funzionario tratti lo stesso tipo di procedimento per lungo tempo,
relazionandosi sempre con i medesimi utenti.
L'Azienda ritiene, inoltre, l'applicabilità di tale misura prioritaria anche per quanto concerne la formazione
delle commissioni per la selezione del personale, per la scelta del contraente per l’affidamento di lavori,
52
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
52
forniture e servizi, per la concessione o l'erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari,
nonché per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere.
Compatibilmente con l'organico e le specificità professionali del personale, tale misura tuttavia non è di
facile ed immediata applicabilità nell'ambito dell'ARNAS “Garibaldi” in quanto emergono costanti difficoltà
nel reperire personale idoneo ad assicurare le funzioni con la dovuta appropriatezza.
In presenza di tali presupposti, nel 2015 l'ARNAS “Garibaldi” ha provveduto ad avviare la rotazione di n. 7
dipendenti, di cui uno con funzione di dirigente.
Obiettivo anno 2016
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Predisposizione tavolo tecnico finalizzato
all'individuazione di modalità di attuazione del
principio della rotazione del personale.
Entro il 30/06/2016
Responsabile della
Prevenzione della Corruzione
Prevedere nei prossimi contratti per il
conferimento di Direttore/Responsabile di
struttura, l'inserimento di una clausola specifica
che preveda la disponibilità ad accettare, sulla
base del principio della rotazione degli incarichi,
ancora prima della scadenza, eventuale
proposta di affidamento di nuove funzioni
congruenti alle competenze e ai requisiti
posseduti, ferme restando le altre condizioni
contrattuali.
Entro il 30/06/2016
U.O. Risorse Umane
I Direttori/Responsabili di struttura procedono comunque alla rotazione dei dipendenti coinvolti in
procedimenti penali o disciplinari collegati a condotte di natura corruttiva ai sensi dell'art. 16, comma 1,
lettera I) quarter del D.Lgs. n. 165/2001.
3.4 Conflitto di interesse
L'art. 1, comma 41, della Legge n. 190/2012 stabilisce che “il responsabile del procedimento e i titolari degli
uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il
provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione
di conflitto, anche potenziale».
Tale norma va letta in raccordo con l'art. 6 del Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici di cui al
D.P.R. n. 62/2013, la quale stabilisce che “il dipendente si astiene dal prendere decisioni o svolgere attività
inerenti alle sue mansioni in situazioni di conflitto, anche potenziale, di interessi con interessi personali, del
coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado. Il conflitto può riguardare interessi di
qualsiasi natura, anche non patrimoniali, come quelli derivanti dall'intento di voler assecondare pressioni
politiche, sindacali o dei superiori gerarchici”.
Nel 2015, l'ARNAS “Garibaldi” ha provveduto a regolamentare tale disciplina attraverso il proprio Codice di
Comportamento prevedendo, nell'art. 7, commi 2-3-4 e 5, una specifica procedura di astensione secondo la
quale, entro il termine di 10 giorni, il dipendente informa per iscritto, in presenza di conflitto di interesse, il
Dirigente della Struttura di appartenenza, a cui è rimessa la valutazione della sussistenza o meno del
suddetto conflitto di interesse.
53
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
53
Obiettivo anno 2016
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Entro il 31/12/2016
Ufficio Formazione.
Responsabile della Prevenzione
della Corruzione
Monitoraggio applicazione delle disposizioni
interne.
Entro il 30/11/2016 (in
concomitanza con il
monitoraggio sul
Codice di
Comportamento)
I Dirigenti/Responsabili di
struttura, ciascuno per la
propria competenza, verificano
e garantiscono l’adempimento
della presente disposizione. Al
RPC compete il monitoraggio
sull’applicazione della
disposizione.
Predisposizione e adozione modulistica per i
componenti delle commissioni di bandi di gara
e concorsi riguardante l’insussistenza di
situazioni di conflitto di interesse.
Entro il 30/04/2016
Responsabile della Prevenzione
della Corruzione
Monitoraggio applicazione autodichiarazione
componenti commissioni di bandi di gara e
concorsi
Entro il 30/11/2016 (in
concomitanza con il
monitoraggio sul
Codice di
Comportamento)
Responsabile della Prevenzione
della Corruzione
E-mail esplicativa a tutti i dipendenti interessati.
Entro il 31/08/2016
Responsabile della Prevenzione
della Corruzione
Iniziative di formazione/informazione
nell'ambito del Piano Formativo Aziendale.
54
3.5 Conferimento e autorizzazione incarichi extra istituzionali
L'art. 53, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001 – integrato dall'art. 1, comma 42, della Legge n. 190/2012 –
stabilisce che “le pubbliche amministrazioni non possono conferire ai dipendenti incarichi, non compresi nei
compiti e doveri di ufficio, che non siano espressamente previsti o disciplinati da legge o altre fonti
normative, o che non siano espressamente autorizzati”.
L'ARNAS “Garibaldi” ha provveduto a regolamentare la materia attraverso un proprio regolamento
aziendale, approvato con deliberazione n. 154 del 17/04/2008.
Obiettivo anno 2016
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Valutazione di una possibile revisione del
regolamento e della relativa modulistica, anche
in considerazione nei dettami normativi emersi.
Entro il 30/06/2016
Responsabile della
Prevenzione della Corruzione
3.6 Inconferibilità ed Incompatibilità per gli incarichi dirigenziali e gli incarichi amministrativi di vertice
Il D.Lgs. n. 39/2013 è intervenuto in materia di inconferibilità e incompatibilità nelle pubbliche
amministrazioni e negli enti di diritto privato in controllo pubblico.
Con riferimento alle Aziende Sanitarie la determinazione A.N.AC. n. 149 del 22 dicembre 2014 ha disposto
che le ipotesi di inconferibilità e di incompatibilità degli incarichi dirigenziali devono intendersi applicate
solo con riferimento agli incarichi di Direttore Generale, Direttore Amministrativo e Direttore Sanitario.
54
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Successivamente, l'atto di segnalazione A.N.AC. n. 4 del 10 giugno 2015 ha evidenziato – sotto forma di
suggerimento rispetto alla Legge n. 190/2012 - l’esigenza di garantire i profili di inconferibilità e
incompatibilità anche per le seguenti posizioni organizzative: Direttore di Dipartimento e Dirigente di
Struttura Complessa.
In attesa di una disposizione definitiva in materia, l'ARNAS “Garibaldi” ha provveduto all'acquisizione e
relativa pubblicazione delle dichiarazioni di inconferibilità e incompatibilità con riferimento al Direttore
Generale, Direttore Amministrativo e Direttore Sanitario.
3.7 Attività successive alla cessazione dal servizio (pantouflage – revolving doors)
La Legge n. 190/2012 ha introdotto un nuovo comma, il 16-ter, nell’ambito dell’art. 53 del D.Lgs. n. 165/2001,
volto a contenere il rischio di situazioni di corruzione connesse all’impiego del dipendente successivo alla
cessazione del rapporto di lavoro.
Nello specifico, la suddetta norma prevede che “i dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno
esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto dell’amministrazione non possono svolgere, nei tre anni
successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego (qualunque sia la causa di cessazione e, quindi,
anche in caso di collocamento in quiescenza), attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati
destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri”. L'obiettivo della
presente disposizione normativa è quello di evitare che, durante il periodo in servizio, il dipendente possa
determinare delle situazioni lavorative vantaggiose, tali cioè da sfruttare la propria posizione ed il proprio
potere all’interno dell’amministrazione per ottenere successivamente un lavoro per lui attraente presso
l’impresa o il soggetto privato con cui entra in contatto.
Ai fini dell’applicazione della norma, nel 2015 l’ARNAS “Garibaldi” ha dettato le seguenti specifiche direttive
interne:
a) nella stesura dei bandi di gara o negli atti prodromici agli affidamenti, anche mediante procedura
negoziata, deve essere inserita obbligatoriamente la seguente clausola: “Non è ammessa, pena
l’esclusione, la partecipazione alla gara dei concorrenti che hanno concluso contratti di lavoro
subordinato o autonomo e comunque hanno attribuito incarichi ad ex dipendenti dell’ARNAS
Garibaldi, i quali hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto della stessa ARNAS nei
loro confronti, per il triennio successivo alla cessazione del rapporto di pubblico impiego”.
Analogamente, in tutti i contratti d’appalto deve essere inserita obbligatoriamente la seguente
clausola “Ai sensi dell’art. 53, comma 16 ter, del D.Lgs. 165/2001, l’aggiudicatario, sottoscrivendo il
presente contratto, attesta di non avere concluso contratti di lavoro subordinato o autonomo e
comunque non avere attribuito incarichi, per il triennio successivo alla cessazione del rapporto, ad
ex dipendenti dell’ARNAS Garibaldi, i quali hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto
della medesima nei propri confronti”.
b) all’atto dell’assunzione del personale nei contratti individuali di lavoro e nei contratti di
conferimento di incarichi deve essere inserita obbligatoriamente la seguente clausola “Il
Dipendente/Incaricato si obbliga per tre anni successivi alla cessazione del rapporto a non prestare
attività lavorativa (a titolo di lavoro subordinato o di lavoro autonomo) nei confronti di destinatari
dei provvedimenti adottati e di contratti conclusi negli ultimi tre anni con il suo apporto
decisionale”.
55
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
55
c) Nelle deliberazioni aventi ad oggetto la risoluzione del rapporto di lavoro dovrà essere disposto che
“qualora il dipendente negli ultimi tre anni di servizio abbia esercitato poteri autoritativi o negoziali,
allo stesso è fatto divieto, per i tre anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, di svolgere
attività lavorativa di tipo subordinato o autonomo presso soggetti privati destinatari dell’attività
svolta attraverso i suddetti poteri.
Obiettivo anno 2016
Monitoraggio applicazione delle
disposizioni interne.
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
I Dirigenti/Responsabili di struttura,
ciascuno per la propria competenza,
Entro il 30/11/2016 (in
verificano e garantiscono
concomitanza con il
l’adempimento della presente
monitoraggio sul Codice
disposizione. Al RPC compete il
di Comportamento)
monitoraggio sull’applicazione della
disposizione.
3.8 Formazione di commissioni, assegnazione agli uffici, conferimento di incarichi in caso di condanna per
delitti contro la P.A.
L’art. 1, comma 46, della Legge n. 190/2012 ha introdotto un nuovo articolo, il 35 bis, nell’ambito del D.Lgs.
n. 165/2001, dedicato alla prevenzione del fenomeno della corruzione nella formazioni di commissioni e
nelle assegnazioni agli uffici.
Nello specifico, la suddetta norma prevede che “coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non
passata in giudicato, per i reati previsti nel capo I del titolo II del libro secondo del codice penale:
a) non possono fare parte, anche con compiti di segreteria, di commissioni per l'accesso o la selezione a
pubblici impieghi;
b) non possono essere assegnati, anche con funzioni direttive, agli uffici preposti alla gestione delle
risorse finanziarie, all'acquisizione di beni, servizi e forniture, nonché alla concessione o all'erogazione
di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o attribuzioni di vantaggi economici a soggetti pubblici
e privati;
c) non possono fare parte delle commissioni per la scelta del contraente per l'affidamento di lavori,
forniture e servizi, per la concessione o l'erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari,
nonché per l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere”.
Obiettivo anno 2016
Predisposizione tavolo tecnico finalizzato
all’individuazione di disposizioni interne
per effettuare controlli su precedenti
penali e per adeguamento degli atti di
conferimento degli incarichi o
assegnazione bandi.
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Entro il 30/06/2016
Responsabile della Prevenzione della
Corruzione
56
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
56
3.9 Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (whistleblowing policy)
57
L'art. 1, comma 51, della L. 190/2012 ha introdotto un nuovo articolo nell'ambito del D.Lgs. n. 165/2001,
l'art. 54 bis, il quale introduce, per la prima volta in Italia, una norma specificamente diretta alla
regolamentazione del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower).
Precisamente l’art. 1, comma 51, prevede che “Fuori dei casi di responsabilità a titolo di calunnia o
diffamazione, ovvero per lo stesso titolo ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, il dipendente che
denuncia all'autorità Giudiziaria o alla Corte dei Conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico
condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro, non può essere sanzionato,
licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di
lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia. Nell'ambito del procedimento
disciplinare, l'identità del segnalante non può essere rivelata, senza il suo consenso, sempre che la
contestazione dell'addebito disciplinare sia fondata su accertamenti distinti e ulteriori rispetto alla
segnalazione. Qualora la contestazione sia fondata, in tutto o in parte, sulla segnalazione, l'identità può
essere rivelata ove la sua conoscenza sia assolutamente indispensabile per la difesa dell'incolpato”.
Nel 2015, l'ARNAS “Garibaldi” ha provveduto a regolare tale disciplina attraverso un proprio Regolamento
Aziendale, adottato con deliberazione n. 179 del 30 marzo 2015. Il suddetto regolamento è stato
comunicato a tutti i dipendenti aziendali attraverso la sua pubblicazione sul sito internet ed intranet. E’
stato, inoltre, attivato un indirizzo di posta elettronica dedicato, [email protected], in linea
con la riservatezza che connota la gestione di tale canale differenziato di comunicazione.
Le segnalazioni ricevute costituiscono indicatori di rischio ed in quanto tali partecipano alla valutazione
delle aree a rischio di corruzione per la definizione di ulteriori misure. Al 31 dicembre 2015, nessuna
segnalazione da parte di dipendenti pubblici dell’ARNAS “Garibaldi” è pervenuta al Responsabile della
Prevenzione della Corruzione.
Obiettivo anno 2016
Studio di un eventuale nuovo percorso
informatico differenziato per la ricezione
delle segnalazioni.
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Entro il 31/12/2016
Ufficio Sistemi Informatici Aziendali
3.10 Formazione del personale
L’attività di formazione dei dirigenti e di tutto il personale dell’ARNAS “Garibaldi” rappresenta, ai sensi della
legge n. 190/2012, uno dei più importanti strumenti di prevenzione della corruzione. La conoscenza della
normativa elaborata a livello nazionale ed internazionale è infatti presupposto imprescindibile per la sua
consapevole applicazione ed attuazione a livello locale.
Nel 2015, l’ARNAS “Garibaldi” ha realizzato i seguenti percorsi formativi:
Formazione di livello generale o di base, rivolta a tutti i dipendenti dell’Azienda attraverso un corso
FAD vertente sulla seguente normativa: Legge n. 190/2012 con particolare attenzione allo
strumento del Whistleblower, D.Lgs. n. 33/2013 e D.Lgs. n. 39/2013;
57
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
Formazione di livello specifico, rivolta al personale operante nelle aree considerate a maggiore
rischio corruttivo attraverso un corso in house di n. 16 ore vertente sulla Legge n. 190/2012 e la sua
disamina rispetto all’elaborazione di specifici casi pratici. Per questo livello formativo, le strutture
aziendali hanno individuato il personale da inserire nel suddetto corso, secondo criteri di rotazione
dei dipendenti impiegati nelle aree maggiormente esposte al rischio (rispetto all’attività formativa
dell’anno precedente), e provvedendo a trasmettere i nominativi individuati nel senso sopra
indicato al RPC.
La funzione della formazione è dunque quella di creare una conoscenza diffusa tra tutto il personale delle
tematiche relative alla prevenzione e al contrasto della corruzione, in modo da garantire una preparazione
omogenea e trasversale tra i dipendenti.
Obiettivo anno 2016
Predisposizione di idoneo Piano di
Formazione sui temi della trasparenza e
lotta alla corruzione da integrare con il
Piano Formativo Aziendale.
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Entro il 31/12/2016
Ufficio Formazione. Responsabile
della Prevenzione della Corruzione
3.11 Patti di integrità negli affidamenti
L’art. 1, comma 17, della Legge n. 190/2012 ha stabilito che “le stazioni appaltanti possono prevedere negli
avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di
legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara”.
Obiettivo anno 2016
Predisposizione tavolo tecnico per la
predisposizione ed utilizzo patti di
integrità. Individuazione aree prioritarie.
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Entro il 31/12/2016
Responsabile della Prevenzione della
Corruzione
3.12 Azioni di sensibilizzazione e rapporto con la società civile
Ritenendo che la collaborazione con gli attori esterni all'Amministrazione (c.d. stakeholder) sia uno
strumento utile ed indispensabile per un'efficace programmazione delle strategie di prevenzione del
fenomeno corruttivo, l'ARNAS “Garibaldi” si propone come obiettivo strategico fondamentale
l’implementazione di azioni di collaborazione con i cittadini, con le associazioni di tutela degli utenti e le
imprese, al fine di creare un reale dialogo con la società civile e pervenire ad un rapporto di fiducia che
possa portare all'individuazione di episodi di cattiva amministrazione e di conseguenza di fenomeni
corruttivi altrimenti silenti.
Nel 2015, l’ARNAS “Garibaldi” ha proceduto al coinvolgimento degli attori esterni, attraverso la
pubblicazione sul sito internet degli appositi avvisi e relativa modulistica, con riferimento alle seguenti
tematiche:
Predisposizione del Codice di Comportamento Aziendale;
58
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
58
Aggiornamento del Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione.
Obiettivo anno 2016
Creazione canale comunicativo con
l’Ufficio Relazioni con il Pubblico il quale
deve procedere a segnalare, al RPC, casi di
“cattiva amministrazione” provenienti da
cittadini, utenti o imprese.
Convocazione, annuale, di una riunione
con l’OIV allo scopo di illustrare la strategia
di prevenzione dei rischi di corruzione
impostata e attuata mediante il PTPC e di
acquisire proposte migliorative.
Convocazione, annuale, di una riunione
con le associazione dei consumatori e
utenti e con le associazioni di categoria
rappresentate dal Comitato Consultivo
Aziendale allo scopo di illustrare la
strategia di prevenzione dei rischi di
corruzione impostata e attuata mediante il
PTPC e di acquisire proposte migliorative.
59
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Entro il 30/04/2016
U.O.S. Comunicazione Istituzionale.
Responsabile della Prevenzione della
Corruzione
Entro il 31/12/2016
Responsabile della Prevenzione della
Corruzione
Entro il 31/12/2016
Responsabile della Prevenzione della
Corruzione
3.13 Monitoraggio dei tempi procedimentali
L'art. 1, comma 9, lett. D) del D.Lgs. n. 190/2012 stabilisce che “ogni amministrazione pubblica ha l’obbligo
di monitorare il rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la conclusione dei
procedimenti amministrativi”.
Al rispetto dei termini previsti dalla legge per la conclusione dei procedimenti, oltreché alla loro
individuazione, provvedono i direttori/responsabili di struttura per quanto di competenza. Il Responsabile
della Prevenzione della Corruzione provvede al monitoraggio del rispetto dei termini di conclusione dei
procedimenti, acquisendo dai responsabili aziendali un report periodico in materia, e alla loro successiva
pubblicazione.
Nel 2015, l’ARNAS “Garibaldi” ha provveduto ad effettuare n. 2 monitoraggi relativamente al rispetto dei
termini di conclusione dei procedimenti in data 31/07/2015 con riferimento al primo semestre 2015 e in data
31/01/2016 con riferimento al secondo semestre 2015.
Obiettivo anno 2016
Monitoraggio dei tempi procedimentali
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
31/07/2016 e 31/01/2017
Responsabile della Prevenzione della
Corruzione
59
Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
4. Misure di Prevenzione Specifiche
60
Oltre alle misure obbligatorie il Piano Nazionale Anticorruzione individua misure ulteriori riconoscendo tali
quelle che, pur non essendo obbligatorie per legge, sono rese tali dal loro inserimento all’interno del Piano
Triennale della Prevenzione della Corruzione.
Questa tipologia di misure di prevenzione della corruzione è definita a carattere specifico in quanto si
caratterizza per il fatto che la propria implementazione incide su problemi specifici della Pubblica
Amministrazione, individuati tramite il processo di gestione del rischio di cui al capitolo 2.
Con riferimento all’anno 2016, l’ARNAS “Garibaldi” ha individuato le seguenti misure di prevenzione
specifiche:
1) Gestione Sinistri
Obiettivo anno 2016
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Elaborazione regolamento aziendale per la
gestione dei sinistri RCT/O
Entro il 31/12/2016
Ufficio Gestione Sinistri
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Entro il 30/04/2016
U.O.S. Comunicazione Istituzionale
Proposta di un’informatizzazione completa
del sistema di prenotazione delle
prestazioni erogate tramite CUP
Entro il 31/12/2016
U.O.S. Comunicazione Istituzionale
Monitoraggio rapporto fra accessi in
regime di libera professione e accessi in
regime ordinario
Entro il 30/06/2016
Direzione Sanitaria Aziendale
2) Libera Professione e Liste di attesa
Obiettivo anno 2016
Individuazione di strumenti di controllo
periodico con riferimento alla gestione
delle liste di attesa
3) Attività conseguenti al decesso in ambito intraospedaliero
Obiettivo anno 2016
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Predisposizione elenco ditte onoranze
funebri e sua esposizione presso l’obitorio.
In mancanza di comunicazione da parte dei
familiari, le società di pompe funebri
dovranno essere contattate a rotazione. In
caso di abuso verranno cancellate
Entro il 30/04/2016
Direzione Sanitaria di Presidio
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Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018
dall’elenco predisposto.
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4) Servizio di ambulanze private
Obiettivo anno 2016
Predisposizione elenco dei servizi di
trasporto cittadino e sua esposizione
presso i reparti. In mancanza di
comunicazione da parte dei familiari, le
società di trasporto ambulanze private
dovranno essere contattate a rotazione. In
caso di abuso verranno cancellate
dall’elenco predisposto.
Tempi di realizzazione
Ufficio Responsabile
Entro il 30/04/2016
Direzione Sanitaria di Presidio
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Piano Triennale della Prevenzione della Corruzione 2016 - 2018