giovedì 10 novembre 2016
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Sommario Rassegna Stampa
Pagina Testata
Rubrica
37
Rubrica
Data
Titolo
Pag.
10/11/2016
MAFIA CAPITALE, GRAMAZIO IN CELLA "NON VOGLIO CHE MIO
FIGLIO MI VEDA" (A.Pierucci)
3
Acer
Il Messaggero - Cronaca di Roma
Edilizia
21
Il Sole 24 Ore
10/11/2016
APPALTI PALAZZO CHIGI 4 ANNI AL GENERALE RAGUSA
(I.Cimmarusti)
5
49
Il Sole 24 Ore
10/11/2016
CAMBIO APPALTI SENZA CONTRIBUTO (G.Pogliotti/C.Tucci)
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31
Italia Oggi
10/11/2016
CORRUZIONE, IN CANTIERE UN SISTEMA DI PREVENZIONE (C.Morelli) 7
33
Italia Oggi
10/11/2016
DATI ON-LINE SE SENZA PATOLOGIA (A.Ciccia Messina)
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27
La Repubblica
10/11/2016
"PER I COLLETTI BIANCHI CORROTTI NO AL CARCERE
PREVENTIVO" (L.Milella)
10
39
La Repubblica
10/11/2016
ANAS-FERROVIE, LA FUSIONE RISCHIA DI SALTARE (V.Conte)
11
10/11/2016
PIU' VALORE DAL RECUPERO DELLE PERIFERIE (P.Pierotti)
12
10/11/2016
COMPRARE CON 250MILA EURO (P.Dezza)
14
Rubrica
30/31
Rubrica
29
Rubrica
Lavori pubblici
Casa24 Plus (Il Sole 24 Ore)
Mercato immobiliare
Casa24 Plus (Il Sole 24 Ore)
Urbanistica
1
Corriere della Sera - Ed. Roma
10/11/2016
STADIO FLAMINIO, SOLO PROMESSE NESSUNO LO SALVERA'
16
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Il Tempo
10/11/2016
IL GIORNO DEL GIUDIZIO SULLO STADIO
18
Rubrica
Politica locale
1
Corriere della Sera - Ed. Roma
10/11/2016
"TRUMP IN CAMPIDOGLIO" GLI AMERICANI DI ROMA: NO
(M.Fiaschetti)
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16
Il Messaggero
10/11/2016
RAGGI: LO ASPETTIAMO IN CAMPIDOGLIO
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Il Tempo
10/11/2016
ECCO IL PIANO DEL CAMPIDOGLIO PER RILANCIARE LA TIBURTINA
VALLEY
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1
La Repubblica - Cronaca di Roma
10/11/2016
ALLARME MERCATI RIONALI TUTTO IL POTERE AI MUNICIPI "NON
ABBIAMO LE RISORSE"
23
1
La Repubblica - Cronaca di Roma
10/11/2016
L'AVVOCATA A CAPO DELL'AURA "COLPITA DALL'INCURIA DEI
ROMANI"
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PRIMO PIANO di Giovedì 10 novembre 2016
Politica interna
Referendum: La vittoria di Donald Trump piomba sulla campagna referendaria, manda all’aria
i sondaggi e ridisegna le strategie. I leader populisti interpretano la clamorosa sconfitta di
Hillary Clinton come un presagio di vittoria, con Beppe Grillo convinto che l’onda americana
porterà uno tsunami politico in Italia e con Matteo Salvini pronto a lanciare un’Opa sulla
leadership del centrodestra. Da parte loro i dirigenti del Pd sperano che il terremoto geopolitico
a stelle e strisce induca gli italiani a un voto “responsabile”, che non mandi all’aria le riforme e
il governo. In Consiglio dei ministri ieri girava un sondaggio che dava i No al 56% e i Sì al 44%
con Renzi che ha esorcizzato: “Speriamo che i sondaggisti italiani stiano prendendo un’altra
cantonata…”. Secondo Bersani il problema è che Renzi ha trasformato il referendum in un
giudizio di Dio: “La sinistra con Sanders avrebbe vinto, perché lui non tiene due piedi dentro
l’establishment. Se lo fai apri dei varchi alla destra e questi sentimenti peseranno anche il 4
dicembre”. Intanto a gelare i dem arriva la tesi del politologo Roberto D’Alimonte, l’ideatore
dell’Italicum, il quale ritiene che Trump sia arrivato alla Casa Bianca per il sentimento anti-élite
del popolo e della classe media: “Questo fattore è contro Renzi perché è lui, per molti, a
rappresentare l’establishment”, e dunque il voto al referendum “è un’occasione per punirlo o
per cacciarlo”. Da parte sua il premier insisterà nel dire che la riforma elimina la casta e nel
paventare il ritorno della vecchia guardia.
Umberto Veronesi: Camera ardente e funerali laici a Palazzo Marino per Umberto Veronesi,
morto martedì sera a 90 anni. Per tutta la giornata di ieri nella casa dove si è spento l’oncologo
sono arrivati migliaia di messaggi da tutto il mondo, visite da parte di rappresentati della
politica e della cultura, oltre alle testimonianze di ex pazienti. Anche il presidente della
Repubblica Mattarella ha voluto ricordare la figura di Veronesi: “Desidero esprimere ai
familiari, agli amici, ai colleghi di lavoro e a quanti hanno collaborato con lui, il mio cordoglio e
la mia vicinanza, sicuro di interpretare i sentimenti dell’intero Paese”. Da parte sua l’ex
presidente Giorgio Napolitano ha parla di “un grande scienziato, un infaticabile medico che ha
curato e sempre di più guarito dal cancro innumerevoli persone, incoraggiandole e
sostenendole, anche sul piano umano in momenti cruciali”.
Politica estera
Donald Trump: Il candidato repubblicano Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati
Uniti d’America, con 279 grandi elettori contro i 228 di Hillary Clinton. Il tycoon ha travolto la
favorita Hillary, ha ribaltato i sondaggi e ha compiuto il miracolo, strappandole non solo quasi
tutti gli stati chiave, ma anche alcuni feudi democratici dove Barack Obama aveva vinto
agevolmente quattro anni fa. Le prime parole di Trump sono proprio per la rivale: “È stata una
campagna durissima, e il segretario Clinton ha lottato duramente. Esprimo la mia gratitudine
per il servizio che ha reso al Paese, e lo dico molto sinceramente”. Nel suo primo discorso da
presidente, Trump ha usato toni moderati: “Per l’America è arrivato il momento di fasciare le
ferite della divisione, dobbiamo riunirci. A tutti i Repubblicani e i Democratici e agli
Indipendenti di questa nazione dico che è tempo di unirsi come un solo popolo. Prometto che
sarò il presidente di tutti gli americani”. Hillary Clinton ha augurato al neo presidente di fare
quanto meglio possibile nell’interesse della nazione, sottolineando che bisogna dare a Trump la
possibilità di governare. Intanto, da ieri la squadra del presidente eletto, guidata dal
governatore del New Jersey Chris Christie, è già al lavoro per identificare ministri,
ambasciatori, consiglieri e giudici che formeranno la nuova amministrazione e la nuova
leadership repubblicana. Tra i nomi caldi ci sono Rudolf Giuliani, Newt Gringrich e lo stesso
Chistie. The Donald avrà dalla sua parte anche un Congresso “amico”: dalle urne è uscita una
schiacciante vittoria del Grand Old Party, che mantiene il controllo sia della Camera dei
Rappresentati sia del Senato. Oggi, invece, Trump sarà ricevuto da Barack Obama per un
primo passaggio di consegne.
Economia e Finanza
Borse: Alla vittoria di Donald Trump non sono seguiti i cataclismi ipotizzati da più parti, tanto
che Wall Street e le principali Borse europee hanno chiuso in rialzo. Se si esclude il -5,13%
della Borsa di Tokyo (quella che per questioni di fuso orario non ha avuto il tempo di
metabolizzare l’iniziale shock sui mercati per la vittoria del tycoon) gli altri mercati hanno
dimostrato un’inaspettata freddezza, reagendo alle vendite iniziali e accelerando nel finale.
Piazza Affari, costantemente più volatile degli altri listini per via della sua forte esposizione ai
titoli bancari, ha perso lo 0,1%. Alcuni commentatori sottolineano però che è ancora presto per
tirare un sospiro di sollievo addebitando questa prima reazione delle Borse alle prese di
profitto. Inoltre gli investitori prima di muoversi vorranno obiettivamente capire quante delle
parole usate da Trump in campagna elettorale saranno seguite dai fatti. La vittoria del
candidato repubblicano, inoltre, mette in discussione la guida della Federal Reserve. Infatti non
è da escludere che possa rimpiazzare l’attuale governatore Janet Yellen.
Bce: La Banca centrale europea si è espressa con molta cautela dopo le iniziali turbolenze
seguite alla vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane, ma l’incertezza che seguirà
al voto potrebbe corroborare la decisione del consiglio, il prossimo 8 dicembre, di estendere il
programma di acquisto titoli, il cosiddetto Qe, oltre il marzo 2017. Il capo economista Peter
Praet ha ribadito la linea già ripetuta più volte da Mario Draghi: “La Bce dev’essere più calma
dei mercati. Normalmente quel che facciamo è guardare al di là della volatilità dei primi giorni,
quindi dobbiamo avere un po’ di pazienza e vedere come la situazione si evolve. Tutte le
comunicazioni sulla politica monetaria non cambieranno ora come conseguenza”. Oltre
all’incertezza della vittoria di Trump, anche un indebolimento del dollaro nei confronti dell’euro
(soprattutto se la Federal Reserve dovesse rinviare il rialzo dei tassi d’interesse atteso per
dicembre) può rappresentare una restrizione delle condizioni monetarie indesiderata e indurre
a un allungamento del Qe.
Bruxelles: Nonostante un’apertura del commissario Ue Pierre Moscovici sulle spese per la
messa in sicurezza post-terremoto, l’Italia rischia di violare le regole del Patto di Stabilità il
prossimo anno, secondo i dati pubblicati ieri nelle previsioni economiche d’autunno della
Commissione europea. I numeri sono senza appello: con una crescita allo 0,9% nel 2017, il
deficit rimarrà al 2,4%, il debito salirà a 133,1%, mentre il saldo netto strutturale peggiorerà
dello 0,6% di Pil. L’Italia è lontana dalla raccomandazione dell’Ecofin di migliorare il saldo
strutturale dello 0,6%, ma anche dello 0,2% che Pier Carlo Padoan aveva garantito a maggio
per ottenere la flessibilità nel 2016. A questo punto la possibilità che la Commissione Ue accetti
la richiesta di Renzi di scontare spese eccezionali per migranti e terremoto (pari allo 0,4% di
Pil) diventa fondamentale. Per il momento Moscovici non si è voluto sbilanciare sul giudizio
della prossima settimana, ma ha usato toni concilianti dopo le polemiche degli ultimi giorni:
“Questa Commissione comprende le difficoltà politiche e sociali dell’Italia e accompagna lo
sforzo di riforme”. Intanto per la zona euro, le cui previsioni di crescita sono state tagliate
all’1,5% per il 2017, i rischi sono anche geopolitici. L’elezione di Donald Trump, infatti,
potrebbe avere un impatto non solo sulla crescita, ma anche sugli orientamenti della
Commissione. “Con l’aumento dell’incertezza globale ora è ancor più importante perseguire
politiche di bilancio prudenti”, ha avvertito il vicepresidente Valdis Dombrovskis.