Non di Solo Pane

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Transcript Non di Solo Pane

Non di
solo
PANE
Domenica 6 Novembre 2016
XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Anno XVIII - n°
776
“Oggi per questa casa è venuta la salvezza…”
Il Calice di Gesù
di don Luciano Vitton Mea
Settimanale di preghiera
Offerta della giornata
“Pregare,
forse il
discorso
più urgente”
Sussidio
di preghiera
per la famiglia
Sito di Non di Solo Pane:
www.nondisolopane.it
Novembre 2016
Offerta quotidiana
Cuore divino di Gesù,
io ti offro per mezzo
del Cuore Immacolato di Maria,
Madre della Chiesa,
in unione al Sacrificio eucaristico,
le preghiere, le azioni,
Intenzioni mese di Novembre
Dio, nostro Padre, io ti offro tutta la mia giornata.
Ti offro le mie preghiere, i pensieri, le parole, le
azioni, le gioie e le sofferenze in unione con il cuore
del tuo Figlio Gesù Cristo, che continua a offrirsi
nell’Eucaristia per la salvezza del mondo.
Lo Spirito Santo che ha guidato Gesù sia la mia guida
e la mia forza oggi, affinché io possa essere testimone del tuo amore.
Con Maria, la madre del Signore e della Chiesa, prego
specialmente per le intenzioni che il Santo Padre
raccomanda alla preghiera di tutti i fedeli in questo
mese
Intenzione del Santo Padre
Perché i Paesi che accolgono un grande numero di
profughi e rifugiati siano sostenuti nel loro impegno
di solidarietà.
le gioie e le sofferenze
Intenzione missionaria
di questo giorno,
Perché nelle parrocchie sacerdoti e laici collaborino
nel servizio alla comunità senza cedere alla tentazione dello scoraggiamento.
in riparazione dei peccati,
per la salvezza di tutti gli uomini,
nella grazia dello Spirito Santo,
a gloria del divin Padre.
Intenzione dei vescovi
Perché, ascoltando la chiamata comune alla santità,
seguiamo con rinnovato slancio il Signore Gesù, volto
della misericordia del Padre.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ Tempo Ordinario ­ pagina 2
XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Sebbene il modo di operare di Dio a volte
susciti in noi qualche dubbio, se confidiamo
in Lui a suo tempo comprenderemo.
Il santo del giorno:
San Leonardo di
Noblac
Nobile franco convertito dal vescovo
Remigi di Reims nel
VI secolo, ottenne
dal re Clodoveo la
liberazione di molti
prigionieri e carce-
rati. Divenuto eremita, avrebbe pregato per la moglie
del sovrano, colta
dalle doglie del
parto presso la sua
capanna. Ricevette
come ricompensa il
terreno circostante,
sul quale fondò un
monastero. Il suo
Domenica
6
Novembre
IV Settimana
del Salterio
culto si diffuse, insieme alla leggenda, nell'XI secolo. È
rappresentato nelle
vesti di monaco o
diacono e ha come
attributo i ceppi.
Viene invocato nei
dolori del parto e
dalle donne sterili.
Brano Evangelico: Lc 20,27­38
Agisci
Mentre passo vicino
ad una Chiesa, in
ogni occasione lieta,
triste, mia o altrui,
manderò
con
la
mente dei brevi
messaggi di saluto a
Gesù, per consolidare la nostra Amicizia.
Gli si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la ri­
surrezione, e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescrit­
to: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo
fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello.
C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì
senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e
morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì. Que­
sta donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e
sette l'hanno avuta in moglie». Gesù rispose: «I figli di questo mondo
prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni
dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né
marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli
e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti ri­
sorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chia­
ma il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio
non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».
Contemplo:
Tutti vivono per Lui
Dio è vita e «tutti vivono per lui»
o meglio «perché lui vuole». San
Paolo, ricordando che Gesù ha
detto: «Vado a prepararvi un
posto» (Gv 14,2­23), spiega: «In
lui viviamo, ci muoviamo ed esis­
tiamo» (At 17,28) e «quando sarà
disfatto questo corpo, riceveremo
un'abitazione da Dio, una dimora
eterna, non co­struita da mani di
uomo, nei cieli» (2Cor 5,1). Il
cristiano dovrebbe avere ­ come
qualcuno diceva di san Bernardo ­
il volto di chi va verso Gerusa­
lemme.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ pagina 3
Lettura Spirituale:
Oltre il contingente
Meditiamo la Parola
“Non è vero che si muore per davvero…”
meditazione di don Luciano Vitton
Mea
Tutti, come San Tommaso,
siamo un poco increduli, facciamo fatica ad alzare gli occhi al cielo, andare
oltre il contingente. Tutti in questi giorni ci siamo recati al Camposanto per
renderete omaggi ai nostri defunti. Le
tombe dei nostri cari ci parlano, vanno
oltre i tramonti umani e sembrano far
loro queste bellissime parole di
Sant’Agostino: «O incredulo, tu guardi al
presente e ti spaventi per il presente;
pensa una buona volta al futuro. Domani
e domani: una buona volta ci sarà un
domani che sarà l'ultimo; il giorno incalza il giorno, ma non trascina via colui
che fece il giorno. Presso di lui sta un
giorno senza ieri e senza domani; presso
di lui sta un giorno senza inizio e senza
tramonto; presso di lui c'è una luce eterna, “dov'è la fonte della vita; nella
sua luce noi vedremo la luce”»
(Sal 36[35],10). (Ibid. 30,3, p. 553,18-23)
.
Preghiera
O Dio, unica fonte di tutto ciò che
esiste, tu sei il Padre nostro: donaci
l'amore perché, fedeli al tuo comandamento, possiamo amarti con cuore
indiviso, cercando te in ogni cosa.
Insegnaci ad amarti «con tutta la
mente»: illumina la nostra intelligenza, perché libera dal dubbio e dalla
vana presunzione sappia scoprire il
tuo disegno di salvezza nella storia e
nelle circostanze quotidiane.
Meditazione di Fiorella Elmetti
Piccola figlia della croce - Lumezzane
Anche ai tempi di Gesù non era facile parlare
della morte, ritenuta un salto nel buio
dell’oltretomba, tanto che qualcuno si inventa il
paradosso della vedova che sopravvive a sette
mariti. Infatti, i sadducei, che non ammettevano
la vita oltre la morte, né, ovviamente,
l’esistenza degli angeli, vogliono mettere alla
prova Gesù, come a dire, ammesso che vi sia
la risurrezione, la donna “di chi sarà moglie?
Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”. Ma
Gesù corregge il tiro e alza la prospettiva, perché il legame vero non è dato dal legame di parentela, ma dal legame dell’anima con la vita e
l’amore: “Dio non è dei morti, ma dei viventi;
perché tutti vivono per lui”. Per Gesù, non c’è
morte senza la vita eterna in Dio, e la Risurrezione è il punto per dare luce ad una realtà oscura. E come questo fascio di luce sappia raggiungere anche coloro che non credono ne abbiamo prova in ciò che ha affermato il figlio Jacopo al funerale del papà ateo Dario Fo, attore,
regista premio Nobel 1997: "Non è vero che si
muore per davvero, dai! Non è possibile…". Mi
ha fatto sorridere questo pensiero detto con
tanta naturalezza e sincerità. Per me è già uno
spiraglio di fede, un modo per dire che l’amore
non può tenere lontani dal nostro cuore quanti
ci hanno amato e quanti abbiamo amato. Un
pensiero che tutti abbiamo fatto alla morte di
chi ci è stato caro in terra. Un pensiero questo
per rendersi conto che cristiani e atei non sono
poi così lontani. Nella vita e nell’amore si peseranno i cuori di tutti. Chi vive amando, vive per
sempre.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ Tempo Ordinario ­ pagina 4
XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Un dipinto è fatto di tanti colori,
ciascuno dei quali è importante
IV Settimana
del Salterio
e necessario.
Il santo del giorno:
San Mamante
Mamante, fa parte
di un numeroso
gruppo di martiri di
Melitene in Armenia. Procopio di Gaza, raccontò che
quando a Costantinopoli, al tempo di
Giustiniano imperatore, si fecero gli
Lunedì
7
Novembre
scavi per gettare le
fondamenta della
Basilica di S. Irene,
vennero alla luce le
reliquie di non meno di quaranta
martiri,
con
un’iscrizione che li
qualificava
come
soldati romani della
XXII Legione, di
stanza a Melitene.
Nel racconto am-
bientato al tempo
dell’editto imperiale
del 303 contro i
cristiani,
segue
l’interrogatorio
e
l’opera di persuasione a desistere
con promesse, minacce, supplizi e
fustigazioni.
Alla
fine tutti i 31 arrestati rimasti furono
decapitati.
Brano Evangelico: Lc 17,1­6
Agisci
Perdonerò con gesti
concreti chi mi ha
offeso o non mi ha
capito, ricordando le
parole di Gesù: “A
chi molto ha amato,
molto sarà perdonato”.
Disse ancora ai suoi discepoli: «È inevitabile che avvengano
scandali, ma guai a colui per cui avvengono. È meglio per lui
che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga getta­
to nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi picco­
li. State attenti a voi stessi! Se un tuo fratello pecca, rimpro­
veralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette volte al
giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli per­
donerai». Gli apostoli dissero al Signore: «Aumenta la nostra
fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granel­
lino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e
trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe».
Contemplo:
Sii fedele alla Parola
San Paolo vuole che un vescovo
sia «ospitale, amante del bene,
assennato, giusto, santo, padrone
di sé» (Tt 1,8).
Aggiunge anche «fedele alla Pa­
rola, degna di fede [...] perché sia
in grado di esortare con la sua
sana dottrina» (Tt 1,9).
Anche noi, che forse non dob­
biamo predicare, siamo chiamati
ad annunciare la Parola con l'e­
sempio e la santità della nostra
vita là dove il Signore ci ha posti.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ pagina 5
Lettura spirituale
Un segno di Speranza
di Ernesto Olivero
Meditiamo la Parola
All’insegna della libertà e della pace
Meditazione di Fiorella Elmetti
Piccola figlia della croce - Lumezzane
Il seme che Gesù sparge è un segno
di speranza ma per tutti.
Per chi non riesce a diventare terreno buono, per chi non ha raccolto,
per chi non ha capito, per chi non ha
potuto, per chi non ha saputo, per chi
ha raccolto solo i propri sbagli dobbiamo avere la stessa tenerezza di
Gesù.
Coraggio terreno sassoso non ti preoccupare non perdere la speranza.
La nostra preghiera è per te è per noi
perché nessuno perda mai la speranza.
Gesù è così. Gesù non si arrende.
Preghiera
O Signore Gesù, tu hai cercato i poveri e gli affamati e dici a me:
«Condividi con loro la tua abbondanza, ed essi crederanno che io sono il
Pane della vita».
O Signore Gesù, tu hai invitato a
mensa gli oppressi e i perseguitati e
dici a me: «Lotta per la loro libertà,
ed essi crederanno che io sono la Luce del mondo».
Davanti a Papa Giovanni Paolo II, a Nuoro nel
1985, Eva, a cui hanno ucciso due fratelli, rende
questa testimonianza: “…a tutte le famiglie come
la mia, profondamente toccate negli affetti più cari,
vorrei dire di non lasciarsi trascinare dall’odio, ma
di saperlo dominare. Noi familiari delle vittime,
rassegnati nel dolore e sostenuti dalla fede, dobbia­
mo avere la forza di perdonare. Alla dialettica del­
la “balentia” alimentata dall’orgoglio e dal ranco­
re, vogliamo sostituire una disciplina interiore
nuova, la cui tutela non è affidata né ai giudici, né
ad altri poteri dello Stato, ma agli educatori, alla
famiglia, alla Chiesa e alla scuola. Più delle ire in­
controllate e cieche sono efficaci la saggezza e la
pazienza, più dell’odio e delle offese è l’amore del
prossimo ad avere ragione delle resistenze e degli
ostacoli. L’impegno di noi cristiani è di lavorare
comunitariamente per salvare l’uomo, difenderne i
diritti e la dignità tanto spesso minacciata nei suoi
valori. Il mondo però non può diventare migliore
se ognuno di noi non diventa migliore. Apriamo le
porte del cuore al bene e alla fratellanza, perché
questi valori sono i soli capaci di garantire un rin­
novamento dell’umanità, all’insegna della libertà e
della pace. In questa nostra storia costellata di
drammi e di delitti efferati, che sembrano superare
ogni limite dell’umana sopportazione, abbiamo
tanto bisogno di pace. Essa non sta nelle pergame­
ne e negli archivi, ma nell’intimo dei nostri cuori:
dobbiamo conoscerla, volerla e amarla, perché non
è viltà né debolezza, ma è la legge del progresso, è
l’ordine terminale dei grandi sforzi della civiltà.
Una pace senza clemenza non può dirsi tale. Una
pace satura di vendetta non può essere vera”. Per
questo, come gli Apostoli, anche noi preghiamo:
“Accresci in noi la fede!”.
Non di solo pane ­ Numero 776 Tempo Ordinario ­ pagina 6
XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Vale sempre la pena di preferire
gli altri a noi stessi:
è il cammino verso la vera felicità.
Il Santo del giorno:
San Goffredo di
Amiens vescovo
Egli era giovinetto
al tempo della prima Crociata, e più
tardi divenne monaco dell'abbazia di
Monte San Quintino, dove fu ordinato sacerdote. Divenne Abate di un
altro monastero, a
Nogent, e si distinse non soltanto per
la sua preparazione
dottrinale e spirituale, ma soprattutto
per la sua integrità
morale, rara in
tempi in cui gran
parte dell'alto clero
era
contaminata
dalla simonia. Per i
suoi meriti e non una volta tanto -per
tornaconto politico,
Martedì
8
Novembre
IV Settimana
del Salterio
i feudatari e il Re lo
elessero Vescovo di
Amiens, dove entrò
a piedi nudi, in abito da pellegrino,
evitando ogni fasto.
Era ancora giovane
quando si ammalò,
durante un pellegrinaggio alla chiesa
dei Santi Crispino e
Crispiniano, di cui
era devoto. Morì l'8
novembre del 1115,
Agisci
Brano Evangelico: Lc 17,7­10
Condividerò un momento lieto come
una festa importante, una nascita, con
qualcuno in difficoltà, un vicino di casa
solo, per renderlo
partecipe della mia
gioia.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli
dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavo­
la? Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati
la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo
mangerai e berrai anche tu? Si riterrà obbligato verso il suo
servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi,
quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite:
Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».
Contemplo:
Siamo servi inutili
Dopo aver fatto il nostro dovere
non dobbiamo aspettare gli ap­
plausi di qualcuno, ma avere co­
scienza di aver fatto sempli­
cemente il nostro dovere.
Siamo servi inutili nel senso che
non abbiamo nulla di speciale da
rivendicare, altri potrebbero fare
le stesse cose, forse anche meglio.
Ognuno offrirà con umiltà il pro­
prio contributo per il bene di tutti,
secondo gli insegnamenti del Si­
gnore.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ pagina 7
Lettura spirituale
Con un cuore pulito
di Valerio Albisetti
Meditiamo la Parola
L’amore
Meditazione a cura di don Carlo Moro
Parroco di Gargnano
Nella visione personalistica, l'essere
umano non vive per sé, non fa del
proprio Io il centro di tutto; non piega
la vita ai propri bisogni, ma è orientato allo spirito, alla consapevolezza.
Centra la propria esistenza su Dio. Ma
nella mia visione Dio rimane spesso in
silenzio. Chi può dire di aver udito la
voce di Dio?
Chi può essere così sicuro di non confonderla con i propri fantasmi, con i
propri deliri, con la propria nevrosi?
Ma Dio, per me, parla. Attraverso gli
altri esseri umani. Soprattutto i più
deboli. Sono loro che ci costringono a
uscire da noi stessi.
Sono loro che ci fanno sorridere con
un cuore pulito, senza inganno.
Preghiera
O Signore Gesù, tu hai accolto nel tuo ovile le pecore che erano sbandate e dici a
me: «Abbandona la tua faccia perbenista,
ed essi crederanno che io sono il buon
Pastore». Così sarai povero, mite, misericordioso, puro di cuore, operatore di pace,
amante della giustizia. In una parola: sarai
beato!
“Quando avete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: siamo servi inutili. Abbiamo fatto quando
dovevamo fare.”
Chi può mai vantarsi di aver fatto tutto
quello che poteva fare? Ogni opera seria richiede molta dedizione. Ciascuno di noi sa
che quando si intraprende un'opera veramente importante si lascia tutto il resto, si
sacrifica tutto anche il riposo. E ad opera
compiuta ci si accorge che si poteva far diverso e meglio. Salvare l'anima, cioè crescere nella fede nella speranza e nell'amore, e
aiutare gli altri a farlo è l'opera più importante di tutte. Non stupisce che i santi vi si
sono dedicati interamente. Don Bosco era
pronto a strisciare la lingua da Torino a Superga (come dire: fare l'impossibile!) pur di
salvare dalla strada un giovane e farlo amico
di Gesù. Eppure in punto di morte disse: "Se
avessi avuto più fede." Allora quando si può
dire di aver fatto tutto quello che si poteva
e si doveva fare? Quando, nel qui e ora,
nell'attimo presente si è vissuto fino in fondo con amore e per amore ma 'senza utili'.
In greco si usa la stessa parola per dire
'inutile' e 'senza utile'. Gesù ci chiede di servire ma gratuitamente, semplicemente, senza bramosia di guadagno, senza riconoscimenti, 'senza utili'! Nel Regno di Dio tutti
siamo obbligati per amore, ma l'amore non
cerca per sé.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ Tempo Ordinario ­ pagina 8
XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Gesù si è offerto di liberarti dalla tua sensazione
di infelicità e malinconia e di rimpiazzarla
con una pace che va al di là di qualsiasi
comprensione e con una felicità
più forte delle circostanze.
Il Santo del giorno:
Dedicazione
della Basilica
Lateranense
La ricorrenza ricorda la dedicazione
della prima cattedrale del mondo.
L’edificio sacro, situato presso il palazzo del Laterano
e divenuto nel IV
Agisci
Rifletterò sul mio
stile di vita, cercando di custodire il mio cuore, affinché in
esso sia solo il Signore a regnare e non
altri idoli, la carriera, il denaro, i piaceri del mondo.
secolo
abitazione
ufficiale del papa,
era in origine dedicato al Divin Salvatore. Era stato costruito a partire dal
315 per volontà
dell'imperatore Costantino e venne
consacrato da papa
Silvestro nel 324.
Dopo gli incendi del
XIV secolo e il suo
Mercoledì
9
Novembre
IV Settimana
del Salterio
abbandono in seguito allo scisma
d'Occidente, la basilica fu ricostruita
e dedicata ai santi
Giovanni Battista e
Giovanni Evangelista. Come Chiesamadre di Roma ospitò le sessioni di
cinque grandi concili ecumenici.
Brano Evangelico: Gv 2,13­22
Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cam­
biavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò
tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei
cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse:
«Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di
mercato». I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua
casa mi divora. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale
segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete
questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giu­
dei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre gior­
ni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo cor­
po. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono
che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da
Gesù.
Contemplo:
Siete edificio di Dio
Gesù, presa una frusta di cordi­
celle, cacciò fuori del tempio tutti
quelli che mercanteggiavano,
facevano cioè del tempio un
luogo di scambi commerciali e
non un luogo di gratuità e di
preghiera.
Allo stesso modo il Signore
vuole scacciare dal nostro intimo
una mentalità da mercanti, in cui
diamo per avere.
Vuole insegnarci a essere vera­
mente dimora del suo Spirito,
nella gratuità e nell'amore di Dio.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ pagina 9
Lettura spirituale
Meditiamo la Parola
Il Pane
Gettarsi nelle braccia di Dio
Meditazione di don Luciano Vitton
Mea
Meditazione di Fiorella Elmetti
Piccola figlia della croce - Lumezzane
Il pane è sacro perché ci ricorda l’Eucaristia,
il Corpo di Gesù. Guai buttare il pane: è co­
me gettare la Provvidenza che si prende cura
di noi. Si narra che la Madonna scese
dall’asino per raccogliere un tozzo di pane.
Infatti il pane è l’alimento più comune: si
trova sulla tavola del ricco e su quella del
povero, sulla sontuosa mensa di chi banchetta
lautamente e sul tavolaccio del carcerato.
Nessuno nega una pagnotta: la si trova anche
nella logora e sudicia bisaccia dell’accattone.
Il pane ci dà l’idea della bontà di Dio e delle
briciole della bontà degli uomini. Mia mam­
ma mi diceva sempre: “Quell’uomo è buono
come il pane!” Il pane è stato fatto per essere
condiviso: guai tenerlo per sé. Deve essere
spezzato, altrimenti diventa sacrilego. Biso­
gna vedere in ogni briciola la presenza di Dio
affinché nessuno sia troppo pieno e nessuno
troppo vuoto. “Èl fornér” è colui che realizza
la presenza di Dio nel pane.
Preghiera
Rendimi libero, Signore, da ostacoli
che tentano di legarmi a un passato
glorioso o carico di ingiustizie e di
risentimento o a un presente meschino o cattivante: libero di seguirti sulle vie del vangelo e della storia
per annunciare e portare la vera libertà. Signore, dammi forza di emergere da una folla accomodante
che, tutta presa dai propri fini e dalle proprie mire, diventa sorda e insensibile ai tuoi inviti e li rimuove
accampando scuse di pressanti necessità.
Una storiella racconta che un maestro raduna
i suoi discepoli e domanda loro: "Da dove
prende avvio la preghiera?". Il primo risponde:
"Dal
bisogno".
Il
secondo
risponde:
"Dall'esultanza. Quando esulta l'animo sfugge
all'angusto guscio delle mie paure e preoccupazioni e si leva in alto verso Dio". Il terzo:
"Dal silenzio. Quando tutto in me si è fatto silenzio, allora Dio può parlare". Il maestro risponde: "Avete risposto tutti esattamente.
Tuttavia, v'è ancora un momento da cui prende avvio e che precede quelli da voi indicati.
La preghiera inizia in Dio stesso. E' lui ad iniziarla, non noi". Quanto è bello questo pensiero! Liberante… La preghiera è una chiamata a
stare con Lui e non contano le parole che diciamo ma il desiderio di “fare la sua volontà”,
di stare in comunione con Lui.. Ma bisogna
farGli spazio, per questo Gesù si arrabbia,
sferzando chi fa commercio nel tempio. Noi
siamo tempio di Dio, ma se è troppo pieno di
altre cose, chi si accorge che Dio abita in noi,
che con Lui la vita, anche se debole, prende
vita? Gettarsi nelle braccia di Dio, ecco qual è
la cosa più grande che la nostra anima….”Chi
si umilia sarà esaltato”, dice altrove il vangelo
e santa Elisabetta della Trinità sottolinea questo pensiero quando scrive: “Mi sembra che
l'anima più debole, perfino la più colpevole,
sia quella che ha più margine di speranza e
l'atto che essa compie per dimenticarsi e gettarsi nelle braccia di Dio, lo glorifichi e lo colmi
di gioia più che tutti i ripiegamenti su se stessa ed ogni altro tentativo di scrutare le proprie
infermità. Essa infatti possiede e porta in se
stessa il Salvatore...”.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ Tempo Ordinario ­ pagina 10
XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Quando i problemi si ingigantiscono
al punto da non lasciarti vedere altro,
vale la pena fare un passo indietro
e fare una pausa per poter vedere il quadro
nel suo insieme.
Il Santo del giorno:
S. Leone Magno
papa e dottore della Chiesa: nato in
Toscana, fu dapprima a Roma solerte
diacono e poi, elevato alla cattedra di
Pietro, meritò a
buon
diritto
l’appellativo di Magno sia per aver
nutrito il gregge a
lui affidato con la
sua parola raffinata
e saggia, sia per
aver
sost enuto
strenuamente attraverso i suoi legati
nel Concilio Ecume-
Giovedì
10
Novembre
IV Settimana
del Salterio
nico di Calcedonia
la retta dottrina
sull’incarnazione di
Dio. Benedetto XIV,
nel 1754 lo proclamò dottore della
Chiesa; è il primo
papa che ebbe il
titolo di Magno
(Grande).
Brano Evangelico: Lc 17,20­25
Agisci
Oggi dedicherò
un
po’ del mio tempo
per prestare qualche
servizio
in
parroc-
chia o nell’aiutare il
mio prossimo.
Interrogato dai farisei: «Quando verrà il regno di Dio?», ri­
spose: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'atten­
zione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il re­
gno di Dio è in mezzo a voi!». Disse ancora ai discepoli:
«Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche uno solo
dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete. Vi diran­
no: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguite­
li. Perché come il lampo, guizzando, brilla da un capo all'al­
tro del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. Ma
prima è necessario che egli soffra molto e venga ripudiato da
questa generazione».
Contemplo: II regno di Dio è
in mezzo a voi!
Questa frase del Vangelo di Luca
è tradotta e commentata va­
riamente dai Padri della Chiesa:
«è dentro di voi», «è in mezzo a
voi», «è alla vostra portata». Le
fasi della storia umana, nel pen­
siero di Luca, sono queste:
1) la preparazione del regno di
Dio fino a Giovanni Battista
2) la presenza di Gesù, che è il
Regno «in mezzo a noi»;
3) lo Spirito di Dio, che regna
nella Chiesa del tempo presente;
4) la futura e gloriosa manife­
stazione del Regno, nella
«parusia», che è la presenza defi­
nitiva del Signore Gesù.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ pagina 11
Lettura spirituale
La sapienza
Meditiamo la Parola
Meditazione a cura di don Luciano
In modo discreto
Vitton Mea
Meditazione a cura di don Carlo Moro
Parroco di Gargnano
«La domandai però con fede, senza
esitare, perché chi esita somiglia
all'onda del mare, mossa e agitata dal vento» (Gc
1,6).
Cosa bisogna domandare con fede, senza esitare?
La sapienza! Ovvero quella saggezza che non
deriva semplicemente dall'età e dalle esperienze
fatte nella vita, ma direttamente da Dio. Un uomo
può diventare saggio con le proprie forze ma non
può diventare sapiente senza l'intervento di Dio.
La sapienza è la capacità di comprendere che tutto
è vano senza Dio; è l'umiltà di chi cerca di osser­
vare il mondo con gli occhi del Creatore; è l'intel­
ligenza di chi vuole entrare dentro la realtà per
carpirne l'origine, ma sa che per andare fino in
fondo deve affidarsi a Dio, l'intelligenza superiore
che apre verso l'infinito; è quell'atteggiamento che
permette, entrando nella logica di Dio, di dare un
senso pieno alla propria esistenza, anche a ciò che
umanamente non ha senso; è un dono di Dio per
la nostra felicità; è una persona, Gesù Cristo. Non
esitare a chiedere questo dono, non aver paura di
accogliere con fede Gesù, di conoscerlo e di a­
marlo. Molti nei confronti di Cristo sono come le
onde del mare, mosse e agitate dal vento. Per certi
versi sono affascinati da lui e dal suo insegnamen­
to ma sanno poco di lui e di quel poco che sanno
colgono solo quello che gli fa comodo. Molti esi­
tano, non si fidano e temono di perdere qualcosa
nell'adesione piena a Cristo, pensano di fare qual­
cosa contrario alla loro libertà. Non temere, cerca
la sapienza, chiedi con fede questo dono e sarai
migliore in tutte le qualità umane.
Preghiera
Signore, aiutami a seguire con onestà
e costanza la mia missione - piccola o
grande che sia - a volte contrastata,
faticosa e per niente popolare, perché
voglio seguire solo te che sei l'unica
vera via: fedele senza mai voltarmi indietro, costi quello che costi, per annunciare e servire il tuo progetto di
salvezza.
Al desiderio dei farisei di sapere "quando",
Gesù contrappone la necessità di capire
"come" viene il regno di Dio. Egli ci avverte:
viene in modo discreto, quasi ordinario, silenzioso, pacato. Il Maestro vuole sgonfiare le
false aspettative dei giudei, smaniosi di calcolare i tempi degli eventi finali ed erroneamente proiettati verso una manifestazione
spettacolare del regno di Dio. Esso non è una
realtà che fa rumore o che si impone con
un'evidenza miracolistica e spettacolare; la
sua presenza è discreta. Il regno di Dio si raggiunge col cuore e la vita interiore; non colpisce i sensi esterni, ma quelli dell'anima, non
ama i grandi eventi, ma quelli quotidiani fatti
di fatica e di fedeltà. Purtroppo anche noi
spesso cerchiamo manifestazione spettacolari, per cui corriamo dietro a tanti sedicenti
predicatori che promettono visioni e messaggi. In realtà Gesù dice che per accogliere il
regno di Dio ci vuole una grande attenzione
spirituale, perché esso è talmente nascosto
nelle pieghe della nostra vita quotidiana, che
spesso rischiamo di non accorgerci della sua
presenza. Vigila, dunque, e non lasciarti travolgere da profezie sul futuro, ma attendi la
sua venuta, vivendo nella speranza il tuo ordinario quotidiano.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ Tempo Ordinario ­ pagina 12
XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Se oggi fosse l’ultimo giorno della tua vita,
cosa faresti in modo diverso?
Il Santo del giorno:
San Martino
di Tours vescovo
Nato in Pannonia
intorno al 315, dopo
aver intrapreso la
carriera militare si
convertì al cristianesimo. Di stanza
presso Amiens, do-
nò a un povero metà del suo mantello
e, la notte seguente, sognò Gesù che
lo indossava. Questa visione lo convinse a chiedere l'esonero dal servizio
militare e a farsi
battezzare. Divenne
Venerdì
11
Novembre
IV Settimana
del Salterio
vescovo di Tours,
acclamato dal clero
e dal popolo. Morì a
Candes nel 397.
Viene rappresentato
come soldato a cavallo, mentre taglia
il suo mantello per
donarlo a un povero.
Brano Evangelico: Lc 17,26­37
Agisci:
Coglierò ogni occasione offerta dalla
Chiesa, come esercizi spirituali o incontri di preghiera, per
riflettere sulla Parola di Dio.
Come avvenne al tempo di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uo­
mo: mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al
giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece perire tut­
ti. Come avvenne anche al tempo di Lot: mangiavano, bevevano, com­
pravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma nel giorno in cui Lot
uscì da Sòdoma piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece perire tutti. Così
sarà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si rivelerà. In quel giorno, chi si
troverà sulla terrazza, se le sue cose sono in casa, non scenda a prenderle;
così chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie
di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la
perde la salverà. Vi dico: in quella notte due si troveranno in un letto:
l'uno verrà preso e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello
stesso luogo: l'una verrà presa e l'altra lasciata». Allora i discepoli gli
chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, là
si raduneranno anche gli avvoltoi».
Contemplo: Il Figlio dell'uomo
si manifesterà
Nel Vangelo, Gesù insegna che
l'età messianica non è realizzata
semplicemente osservando la
Legge o seguendo i Profeti, e nem­
meno è limitata a miracoli o por­
tenti: «Il regno di Dio non viene in
modo da attirare l'attenzione».
«I giorni del Figlio dell'uomo»
sono indicati al plurale: non è un
solo giorno! Per questo la Chiesa,
nell'attesa dell'Ultimo giorno,
rivive i misteri della vita di Gesù,
la Trasfigurazione, la Croce, la
Risurrezione e la Pentecoste.
Il Regno è già presente in noi e
cresce verso la perfezione.
Non di solo pane ­ Numero 776 pagina 13
Lettura Spirituale
Ci chiami a stare con te
di Ernesto Olivero
Meditiamo la Parola
Perdere la propria vita
Meditazione a cura di don Luciano Vitton Mea
Parroco di Bovegno
Quante raccomandazioni ci
fai Gesù. La tua parola ci racconta
che nel mondo della menzogna, dell'ipocrisia, della violenza dobbiamo cercare solo la gioia tenue che sei tu in
noi. La gioia tenue che ci fa vivere e a
volte ci guarisce. Ci racconti che nel
mondo reale il buio è scambiato per
luce la luce per buio e qui in questo
mondo ci chiami a stare con te, l'unico che non tradisce e mantiene la parola. Quante raccomandazioni ci fai
Papà, una sola in fondo: fai la tua
parte figlio e sta in pace riposa in me.
La tua storia e tutta la storia in me saranno trasformate.
“Ricordatevi della moglie di Lot”. Gesù, nel
Vangelo di oggi, ci invita a fare memoria, a
leggere il passato in funzione del presente.
Per vivere gli insegnamenti del Signore, per
mettere in pratica anche gli atteggiamenti
evangelici più difficili, bisogna fare memoria.
Dobbiamo ciòè leggere il nostro passato e
scoprire in esso le impronte di Dio, la sua
presenza vigile e premurosa. Solo facendo
memoria
potremo
trovare
la
forza
di
perdonare, di amare ogni singola persona, di
essere pazienti, di provare compassione, di
donare del nostro al povero; leggendo nel
nostro passato scopriremo che noi per primi
siamo bisognosi di perdono, di comprensione,
di amore. Facendo memoria noi riponiamo in
Preghiera
Dio l’ultimo giudizio, le nostre ansie, le
«Perdi la tua vita e la troverai». Signore, questo tuo invito suona illogico, assurdo, intriso di fallimento e di
morte. Eppure la vita non può essere
posseduta come un tesoro da nascondere gelosamente o da gestire solo in
proprio, perché appassirebbe nella
propria limitatezza. Ho capito, Signore: la mia vita è un dono da condividere, è un bene da donare, è un tesoro da rivelare: per goderla pienamente, per viverla fino in fondo, devo donarla. Lo voglio, Signore!
nostre attese: perché Gesù è il Signore della
storia, si è fatto pezzo di storia,eternità che
entra in un lembo di tempo. “Ricordatevi
della moglie di Lot”. Fare memoria delle
meraviglie
che
dio
compie
per
le
creature, che compie per ciascuno di noi.
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ Tempo Ordinario ­ pagina 14
sue
XXXII Settimana del Tempo Ordinario
Un aspetto positivo degli errori
è che aiutano
ad essere più pazienti degli altri.
Sabato
12
Novembre
IV Settimana
del Salterio
Il santo del giorno:
dossi e uniati. Ve- tempo sotto la giuscovo di Polotzk e risdizione polacca,
San Giosafat
martire, che spinse crudelmente assaliKuncewycz
con costante zelo il to in un tumulto
la Parola
Nasce
a
Wo- s u Meditiamo
o
g r e g g e dalla folla a lui avlodymyr in Volynia
Una barca,
il suo
postoversa, morì nel
all’unità
cattolica,
(Ucraina) nel 1580
Meditazione
di doncon
Luciano
Vitton Mea1623
coltivò
amoreper l’unità
e viene ricordato vole devozione il della Chiesa e per
come il simbolo di rito bizantino-slavo la verità cattolica.
una Russia ferita e, a Vitebsk in Biedalle lotte tra orto- lorussia, a quel
Brano Evangelico: Lc 18,1­8
Agisci
Condividerò il dolore
di chi è in lutto con
azioni concrete, come far compagnia o
prestare piccoli servizi.
Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza
stancarsi: «C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e
non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una
vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il
mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse
tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessu­
no, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché
non venga continuamente a importunarmi». E il Signore sog­
giunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non
farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui,
e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia pronta­
mente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla
terra?».
Contemplo : È necessario
pregare sempre
Pregare sempre, con Gesù, e
come Gesù! San Paolo lo ripete
spesso: «Pregate sempre, senza
scoraggiarvi, senza smettere».
Ciò non vuol dire trascurare gli
altri doveri della vita, parlando
sempre noi, credendo «di venire
ascoltati a forza di parole» (Mt
6,7), senza ascoltare ciò che Dio
ci dice. La Vergine Maria prega
con il canto del "Magnificat", e
con le sue rare e brevi parole di­
rette a Gesù e a noi: «Non hanno
vino!», «Qualsiasi cosa vi dica,
fatela» (Gv 2,3.5): ci insegna la
contemplazione del cuore (cf Lc
2,19.51).
Non di solo pane ­ Numero 776 ­ pagina 15
Sussidio di preghiera per la famiglia
Coordinatrice
Fiorella Elmetti
Redazione
don Luciano Vitton Mea,
don Carlo Moro, don Fabio Marini,
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Tiziana Guerini e Cristina Sabatti
Anno XVIII - n. 776
Domenica 6 novembre 2016
Chiuso il 26/10/2016
Numero copie 1350
Stampato in proprio
Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea
333/3390059
don Luciano
Ideato da
don Luciano Vitton Mea
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I Santi del Giorno
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