Villa delle Rose, Bologna

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Transcript Villa delle Rose, Bologna

27 ottobre 2016 delle ore 09:04
Fino al 31.X.2016
Villa delle Rose 1936
Villa delle Rose, Bologna
A pochi passi dalle due Torri, all’interno di un
parco pubblico che si apre verso il verde dei
colli bolognesi, Villa delle Rose è senza dubbio
uno dei luoghi espositivi più suggestivi presenti
a Bologna, tornato oggi fortunatamente in auge
dopo un periodo di utilizzo occasionale e non
programmato. Rilanciata tramite Rose, il
programma di residenze d’artista promosso dal
MAMbo e che nella sua prossima edizione
ospiterà Roberto Pugliese, la struttura di Villa
delle Rose ha una storia di notevole interesse
per il capoluogo emiliano, donata al Comune di
Bologna ormai cent’anni fa dalla contessa
Nerina Armandi Avogli perché ne facesse un
luogo dedicato all’arte contemporanea, e
divenuto poi il centro di un vero e proprio "polo
per la cultura” – come si potrebbe definire
oggi – di cui fanno parte anche il Teatro delle
Celebrazioni e la Casa di riposo per artisti
intitolata a Lydia Borrelli. La mostra "Villa
delle Rose 1936” ripropone fedelmente –
escludendo le perdite registrate durante la
Seconda Guerra Mondiale – l’allestimento
curato nel 1936 da Guido Zucchini, che per la
prima volta rispettava le volontà testamentarie
della contessa Armandi Avogli di esporre solo
le opere del XX secolo della sua donazione che,
ricordiamo, costituirono il primo nucleo delle
raccolte della Galleria d’arte moderna di
Bologna.
Morandi. Tra le opere in mostra, una menzione
particolare va data al ciclo dei 18 cartoni di
Ragazzi a Scuola, opera di Lorenzo Viani
(1919/1920) e a L’auriga (1934/35) di Farpi
Vignola, scultura in bronzo destinata a
diventare modello per il Guidatore di Sulki con
il quale lo scultore bolognese vincerà il premio
delle Olimpiadi di Berlino del 1936. E ancora,
tra simbolismo ed espressionismo, colpisce la
pennellata violenta del pugliese Emiliano Notte
(Il soldo, 1914 -1915) e il controluce vibrante
protagonista della pittura di Ugo Valeri (Le
sagre, s.d.) e Carlo Corsi (Dietro la tenda, 1919).
Una mostra, dunque, per onorare la memoria di
quello straordinario personaggio che è stato la
contessa Armandi Avogli, e della sua scelta
meritoria di condividere il suo patrimonio con
la città, contribuendo così a promuovere il gusto
verso l’arte contemporanea e la sua diffusione.
Leonardo Regano mostra visitata il 23
settembre 2016
Dal 23 settembre al 31 ottobre Villa delle Rose
1936 Villa delle Rose, via Saragozza 228 – 230,
40135 Bologna Orari: da giovedì a domenica
15.00 - 20.00 Info: www.mambo-bologna.org
Oggi, grazie al paziente lavoro di ricostruzione
storica delle due curatrici, Uliana Zanetti e
Barbara Secci, si ritorna a vedere questa
raccolta d’arte nella sua interezza ed
eterogeneità, che accosta tra loro opere molto
diverse acquisite dai conti Avogli in giro per
l’Italia, durante eventi mondani come le
Biennali veneziane e le Secessioni romane o in
occasione di Premi (come gli importanti
"Curlandese” e "Baruzzi” che attiravano a
Bologna artisti da ogni parte di Italia) o di
mostre curate da enti privati. Le prime sale sono
dedicate proprio ai vincitori dei premi Baruzzi
(Gaele Covelli, Giuseppe Graziosi e Giovanni
Masotti) e Curlandese (Aldo Avati, Dante
Comelli, Gualtiero Pontoni, Guido Venturi) a
chi fanno seguito i più noti autori che hanno
animato la scena artistica cittadina degli inizi
del XX secolo tra cui Alfredo Protti, Giovanni
Romagnoli, Guglielmo Pizzirani, Augusto
Majani, Luigi Cervellati, i futuristi Alberto
Alberti e Angelo Caviglioni, e, infine, gli
immancabili Filippo De Pisis e Giorgio
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