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Divieto di centri scommesse e sale slot a meno di 500 metri da scuole e oratori in Emilia-Romagna

Giovedì 27 Ottobre 2016

Norma prevista dalla Regione e inserita nel nuovo testo unico sulla legalità approvato ieri

Divieto di aprire nuove sale slot e centri scommesse a meno di 500 metri da scuole, impianti sportivi, oratori e

strutture per anziani. Lo impone la Regione Emilia-

Romagna

, grazie alla proposta di Pd e M5s (votata all'unanimità) inserita nel nuovo testo unico sulla legalità approvato ieri, mercoledì 26 ottobre, in Assemblea legislativa. "Si tratta di una norma di assoluto buon senso che l'Emilia-

Romagna

, a differenza di altre Regioni, non aveva ancora previsto - ha sottolineato in una nota il consigliere regionale M5s, Andrea Bertani - per questo, siamo molto soddisfatti di essere riusciti a far approvare un provvedimento che, se anche non rappresenta la soluzione finale per combattere la piaga del gioco d'azzardo e della ludopatia, e' senz'altro un buon punto di partenza".

Con questa norma, ha aggiunto Valentina Ravaioli del Pd, prima firmataria della proposta, "forniamo agli enti locali un ulteriore, efficace strumento di contrasto al sempre più grave fenomeno dell'azzardo patologico".

Nel periodo 2010-2015, ha sottolineato Ravaioli in un comunicato, "gli utenti che si sono rivolti ai servizi sanitari per problemi di dipendenza patologica dall'azzardo sono aumentati più del 120%, con effetti drammatici in termini di impatto economico e sociale e con un altissimo rischio di ricorso all'usura, causato da condizioni di indebitamento permanente". Per questo, sostiene l'esponente dem, "occorre mettere velocemente in atto azioni serie e concrete di prevenzione e contrasto, in difesa degli interessi generali della comunità e a tutela delle fasce più a rischio, a cominciare dai giovani".

Come luoghi sensibili vengono indicati nel testo le scuole di ogni ordine e grado, gli impianti sportivi, le strutture

residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, le strutture ricettive per categorie

protette, gli oratori, i luoghi di culto e di aggregazione giovanile. Inoltre, viene data ai Comuni la possibilità di estendere le tipologie di luoghi sensibili in funzione del contesto locale in termini di sicurezza, viabilità e disturbo alla quiete pubblica. La distanza minima di 500 metri dovrà essere rispettata secondo modalità e tempistiche che verranno definite in un successivo regolamento di Giunta.

Il divieto vale sia per le nuove sale sia in caso di rinnovo di contratto o trasferimento dell'esercizio.

Società, Politica, Cronaca

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