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Le ‘ emoji ’ al museo | 1 venerdì 28 ottobre 2016, 07:15
Le ‘ emoji ’ al museo
Da dicembre, le ‘faccine’ verranno esposte al MOMA di New York. Diamo uno sguardo alla loro storia di Redazione Video / d.r.
Le ‘faccine’ entrano al museo. Gli emoji, per la precisione, a partire da dicembre, verranno esposti al Moma di New York, (Museum of Modern Art), il quale ha acquisito il set originale di 176 emoji per la sua collezione permanente. Lanciati nel lontano 1999, i primi emoji non avevano ancora questo nome. Disegnati per la giapponese NTT DoCoMo, da Shigetaka Kurita, inizialmente non erano affatto così come li conosciamo oggi: erano solo simboli composti da linee rudimentali, 12 pixel per 12 pixel, disponibili in sei colori, illeggibili. Soltanto grazie all’aiuto di un ‘traduttore’ potranno diventare leggibili. Col tempo queste rudimentali ‘faccine’ si sono evolute, fino ad oggi, divenute perfettamente in grado di riprodurre molte espressioni facciali e molte situazioni, al punto che con il linguaggio emoji sono stati eseguiti straordinari esperimenti linguistici, da Pinocchio alla Bibbia , a dimostrazione del fatto che questo tipo di linguaggio ha esteso a dismisura la gamma di simboli, capaci di riprodurre interamente, o quasi, un testo qualsiasi. Oggi il linguaggio emoji è profondamente radicato nella società contemporanea, al punto da stimolare vere e proprie
campagne aventi l’obbiettivo di estendere la gamma di ‘faccine’ disponibili
, in linea con il processo di globalizzazione. Molti emoji originali devono la loro ispirazione ai manga, alle storie e ai fumetti giapponesi. Ben lungi dal diventare la forma di comunicazione più usata dagli smartphone e nei social network, lo scopo iniziale della loro creazione era quello di consentire alle aziende di raggiungere potenziali clienti: DoCoMo, infatti, usava il linguaggio emoji per inviare ai clienti informazioni meteorologiche. Con dei semplici simboli, dunque, si potevano indirizzare i clienti verso negozi locali per acquistare ombrelli o creme per la protezione solare. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. C'è voluto un altro decennio prima che gli emoji divenissero un fenomeno sociale. E’ stato soprattutto grazie ad Apple che questo linguaggio iconografico si è imposto definitivamente, integrandosi nell’iPhone nel 2011. (Video tratto dal canale Youtube: wochit tech)
di Redazione Video / d.r.
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