Leggi il documento - Politicamentecorretto

Download Report

Transcript Leggi il documento - Politicamentecorretto

presenta
2016
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE
14
a
COMUNE DI NUORO
Edizione
REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE,BENI CULTURALI,INFORMAZIONE,SPETTACOLO E SPORT
Circuito dei Teatri
della Contemporaneità
Giovedì 20 Ottobre - ore 21
Bocheteatro
IL MURO INCINTO
Con Giovanni Carroni
Giovedì 27 Ottobre - ore 21
Cada die Teatro
ALBERI E SOGNI
Con Pierpaolo Piludu
Venerdì 4 Novembre - ore 21
Sardegna Teatro
MARATONA DI NEW YORK
Con Corrado Giannetti e Luigi Tontoranelli
Giovedì 10 Novembre - ore 21
Bocheteatro
IO DI CHI SONO
di e con Monica Corimbi
Domenica 20 Novembre - ore 21
Compagnia Orsini
ELETTROENCEFALODRAMMA
di e con Leonardo Capuano
Giovedì 24 Novembre - ore 21
Teatro Impossibile
VOGLIO FARVI PIANGERE
di e con Elio T. Arthemalle
Giovedì 8 Dicembre - ore 21
Sardegna Teatro e Akroama
COME STO
Con Valentina Fadda e Angelo Trofa
Mercoledì 14 Dicembre- ore 21
Centrale Fies
SORRY, BOYS
di e con Marta Cuscunà
Ingresso: € 10,00 - Ridotti: € 8,00
Abbonamento per 8 spettacoli: € 70,00 / 60 Sardex
Apertura botteghino: ore 19 Spettacoli: ore 21
NUOVO
TEATRO
SAN GIUS
EPPE
V
IA TRIEST
E
NUORO
Infoline : 0784. 203060/338. 7529106
www. bocheteatro. it - email: info. bocheteatro@gmail. com
Gli uffici saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle ore 14:00
20 ottobre - IL MURO INCINTO - Bocheteatro
con Giovanni Carroni | Liberamente tratto da “Memorie di Orani” di Costantino Nivola | Musiche di Battista Giordano | Luci e fonica Gianluca Usala
Giovanni Carroni interpreta l’artista di Orani Costantino Nivola, che ritorna per un’ora a raccontare la sua storia, sospesa tra gli umori dell’anticamera
dell’Ade. Un viaggio della memoria che l’attore fa passare attraverso il suo corpo, le sue carni. Poiché la memoria non viene dalla mente, ma viene dalle
mani, dai piedi, dal naso, dagli occhi. Il luogo/città dell’utopia, ideale antico in cui arte e architettura, ma anche pittura, scultura, decorazione, collage,
grafica, si fondono in un fermento vitale, è ripreso da Antine Nivola come narrazione letteraria nell’opera autobiografica “Memorie di Orani” dalla quale
è tratto l’adattamento drammaturgico di Paolo Puppa. La poesia di Nivola è pari a una grande energia e, nonostante la “leggerezza” insita nel ritorno
dall’ade di Costantino, il testo è carico di movimento, densità pittorica e figurativa, di luce, di emozione. La sua vita e quella del paese di Orani
acquistano un valore mitologico, e con loro tutta la Sardegna dei primi del secolo, povera e sofferta, in parte sconosciuta ai sardi stessi. Il suo infatti
non è il materiale della “favola” ma materia del mito. Perché mito è il luogo della sua nascita Orani, è il grembo materno, è la pancia de su muru prinzu
- il muro incinto; opera emblematica.
27 ottobre - ALBERI E SOGNI - Cada Die Teatro
di e con Pierpaolo Piludu | Collaborazione musicale di Nicola Piras | Elaborazioni sonore Giampietro Guttuso | Disegno luci Giovanni Schirru | Assistente
alla regia Mario Madeddu | Scenografie di Marilena Pittiu | Regia e collaborazione drammaturgica Alessandro Mascia
Siamo partiti dalla storia di Elzéard Bouffier, “L'uomo che piantava gli alberi” che era riuscito a trasformare un deserto di sassi e di vento in
un'immensa foresta. Questa vicenda si è intrecciata con quelle di altre donne e uomini che hanno dedicato la propria vita alla realizzazione di un
sogno, anche quando il buon senso, la ragione e le guerre, suggerivano di lasciar perdere. Uomini e donne che hanno lasciato bonos ammentos,
dei bei ricordi: un'umanità semplice e sorprendentemente bella. Ci siamo anche avvicinati ai sogni colorati e un tantino ambiziosi che avevamo
da ragazzi, alla fine degli anni '70, quando speravamo di fare la rivoluzione e di dare vita a un mondo più bello e più giusto... In alcuni momenti, i
protagonisti dello spettacolo diventano un gruppo di giovani attori che, nei primi anni '80 con un pullmino sgangherato, vanno in giro in un'Europa
ancora divisa da muri e rigide frontiere. A fronte delle numerose sonore sconfitte che hanno spesso accompagnato la nostra generazione, ci
piaceva l'idea di raccontare, una volta tanto, anche delle storie che finissero bene. Come quella della nostra compagna Zelinda Roccia che decise
di lasciare scuola e teatro per trasferirsi a Managua e cercare di salvare bambine e bambini di strada huele pega, che sniffavano una colla
devastante per non sentire i morsi della fame e la paura delle violenze. O come quella di Elzéard Bouffier: chissà cosa gli era passato per la testa,
pochi giorni prima di morire, quando si era voltato e aveva visto chilometri di bosco… un mare di alberi mossi dal vento... Un grazie di cuore a tutti
i compagni, vecchi e nuovi, del cada die teatro, per il bel pezzo di vita che abbiamo vissuto insieme e che continuiamo a condividere, e alle
associazioni “L'uomo che pianta gli alberi” di Cagliari e “Los Quinchos” del Nicaragua per l'instancabile e contagiosa voglia di fare e di sognare.
4 novembre - MARATONA DI NEW YORK - Sardegna Teatro
di Edoardo Erba con Corrado Giannetti, Luigi Tontoranelli | Regia: Francesco Brandi | Luci Loïc François Hamelin / Stefano Damasco | Assistenza alla regia
Rosalba Ziccheddu | Foto Daniela Zedda | Produzione Sardegna teatro
Ogni tanto penso che questa cosa della corsa sia una stronzata. Cosa abbiamo da dimostrare? E soprattutto: perché tutti i giorni bisogna
dimostrare qualcosa? Maratona di New York di Edoardo Erba, non è solo un testo, è un manifesto teatrale. Dal suo esordio nel 1993 sorprese come
un modo innovativo di pensare il teatro. Una drammaturgia unica, soprattutto nel rapporto che fonda fra l'attore e lo spettatore. Concepire un
testo dove i due personaggi corrono, nel vero senso della parola, per tutta la durata dello spettacolo è, oltre un tratto, ammettiamolo, di delizioso
sadismo, un tocco di prepotente contemporaneità. L'attore che, durante uno spettacolo di prosa, deve recitare correndo è costretto a esibire una
capacità atletica e una concretezza interpretativa, che lo legano indissolubilmente allo spettatore, al pari del trapezista o del funambolo. E
contemporaneamente si crea quel crudele inganno, come nella danza classica, dove la ballerina impegna con estenuante fatica muscoli e nervi
per regalare allo spettatore un'illusione di leggerezza. E dietro l'apparente leggerezza di due personaggi che chiacchierano allenandosi per la
maratona di New York non c'ė solo la fatica della corsa, dei muscoli che cedono, del cuore che sente l'obiettivo al di là delle proprie forze. C'è
un'amicizia profonda, tesa tra solidarietà e competizione, c'ė lo stridore esistenziale di sentirsi irrisolti, incompiuti. Sfidano se stessi,
prosciugano il fiato che gli resta in corpo, cercano di accorciare di ancora un altro metro la distanza che li separa dal sogno di attraversare il
ponte di Brooklyn e correre la Maratona di New York. Ma ci credono davvero a quel sogno? O è destinato a diventare il prologo di un fallimento, uno
di quei progetti che col tempo cancelliamo dalla memoria e abbandoniamo nel fondo di un armadio come due scarpe da corsa vecchie, sporche,
che non servono più.
10 novembre - IO DI CHI SONO - Bocheteatro
Scritto e interpretato da Monica Corimbi | Regia Giovanni Carroni | Allestimento Video Laura Mascia
Lo spettacolo nasce da un profondo interesse per l'Affido Familiare... Ne è nato così un racconto che si rifà sia alla mia esperienza personale di
bambina adottata, oltre che ai vari racconti, libri, documenti consultati che trattano questo tema così poco conosciuto. Dove possibile ho cercato
di lasciare inalterata la suggestione poetica delle parole dei testi, delle testimonianze raccolte. Allo stesso tempo, ho dovuto scegliere,
aggiungere, assemblare, tradire. Le varie storie si intrecciano per dare vita ad UNA storia che prende corpo soltanto attraverso la forza delle
parole. IO DI CHI SONO? diventa una lunga confessione con la madre mancata, in cui l'attore/narratore assume in sé tutte le vicende e i volti di quei
bambini “senza casa e senza genitori” per restituirci con tenerezza e leggerezza, ironia e cruda sincerità quelle piccole vite, che paiono infinite
e senza tempo. Il bisogno e l'urgenza dunque di raccontare quell'esperienza, attraverso sogni, pensieri, immagini, attraverso frasi, appunti, brevi
quadri intimi e personali. Un diario arricchito dai suggerimenti e dalla sensibilità di Laura Mascia che ha curato l'allestimento video; alla quale va
un grazie particolare per la disponibilità e per il prezioso contributo.
20 novembre - ELETTROCARDIODRAMMA - Compagnia Orsini
di e con Leonardo Capuano | Assistente alla regia Elena Piscitilli
Il personaggio in scena è solo, seduto al tavolo in un posto indefinito. Potrebbe essere associato ad una sorta di spazio dove si può trascorrere
del tempo a pensare. Ha come peculiarità naturale ed inconsapevole quella di muoversi in situazioni del tutto fantastiche e immaginarie. Queste
situazioni immaginate le rappresenta come se fossero reali e concrete. La sua effettiva solitudine lo induce a rappresentare non soltanto se
stesso, ma tutti i personaggi che agiscono abitano e parlano in quella precisa situazione, dando ad ognuno un particolare fisico, una voce e delle
attitudini molto precise identiche a quelle stesse facce e a quelle stesse voci che appaiono e abitano nella sua fantasia. In poche parole questa
è la sua condizione quotidiana, inconsapevole, ma del tutto normale. Il balbuziente non può fare che questo. Le presenze con le quali ha a che fare
vivono nella sua testa e parlano nella sua testa; sono quelle con cui vive il suo tempo, i suoi giorni. Sono i suoi quattro fratelli, sua madre, e la sua
donna. A buona parte di queste situazioni immaginarie corrisponde una musica. Il suo tragico destino, che è quello di avere una gamba che gli si
muove in modo incontrollato e incontrollabile a tempo di musica, lo costringerà a dover attraversare delle problematiche durante le sue
rappresentazioni. Suddette musiche hanno la funzione di agevolare la sua fantasia portandolo in questi luoghi e situazioni immaginarie. Se lo si
guardasse da fuori, giorno dopo giorno, lo si vedrebbe nelle situazioni più surreali parlando da solo o con la sua testa. In scena un uomo
balbuziente,con indosso un vestito da donna,non sembra far caso a ciò che indossa :dice d’ essersi svegliato cosi. Una figura tragicomica che mi
accompagna da anni, il balbuziente,non un’invenzione ma un caro amico che di tanto in tanto mi racconta come gli vanno le cose. Sembrerebbe
solo ma non lo è, parla con chi gli fa compagnia da sempre, figure concrete,come quattro fratelli, la madre,la donna amata, che vivono con lui e
parlano attraverso lui. Prendono la parola e parlano, agiscono e dialogano, cercando di risolvere le problematiche della vita di tutti i giorni a modo
loro. Eletrocardiodramma sembra un errore, ma in realtà rivela una piccola verità,una paura latente,o un punto di vista comico e sorprendente.
24 novembre - VOGLIO FARVI PIANGERE – Teatro Impossibile
di e con Elio T. Arthemalle
È sera, siamo nel centro storico di una città di provincia. Tavolini per strada, aperitivi, risate, viavai. Vista nel complesso, una bella serata. Vista
da lontano, una folla spensierata. Concendendoci un maggiore dettaglio, riusciamo a mettere a fuoco alcune situazioni. Nel centro storico della
nostra città di provincia, uno sconosciuto ferma le persone che incontra per strada, e inizia a parlare. Non bisogna dargli retta, è evidentemente
fuori di sé. Racconta la sua vita, trancia giudizi su tutto e tutti: è torrenziale, inarrestabile, insopportabile. Sta male, e non lo nasconde. Qualcuno,
tra i passanti, dice di averlo conosciuto da giovane. Un tempo era un artista dicono, con un sorriso bonario. Ora, a cinquant’anni, è un barbone.
Poco distante da lui, un terzetto di amici è nel pieno della rituale bevuta settimanale. Si conoscono da una vita: sono diventati tre uomini molto
diversi e distanti. Non riescono a fare a meno l’uno dell’altro, pur sapendo di avere, in realtà poco da dirsi. Li accomuna un euforico senso di vuoto,
e la mezza età: nient’altro, in fondo. Ai margini del centro storico della nostra città di provincia, un altro personaggio vive una situazione ai limiti
della sopportazione umana, e aspetta un aiuto che potrebbe salvarlo da una morte quasi sicura. Per lui è questione di secondi. Elio Turno
Arthemalle torna al monologo con un’ora di teatro asciutta, spietata, senza vie d’uscita. I personaggi che individua nella folla festante prendono
corpo e vita in un teatro vuoto, senza luci, senza impianti. Il pubblico non vedrà altri che lui, dal momento in cui metterà piede in teatro sino a
quando uscirà. Gestirà la biglietteria, accoglierà il pubblico, lo riaccompagnerà all’uscita. Non chiede e non vuole collaborazioni, concentrato
sull’unico obiettivo di questo lavoro: riuscire a far piangere il pubblico.
8 dicembre - COME STO - Sardegna Teatro e Akroama
di Batisfera Teatro | Regia e Drammaturgia di Angelo Trofa | Con Valentina Fadda e Angelo Trofa | Scenografia Sabrina Cuccu | Costumi Sabrina Cuccu e
Adriana Geraldo | Attrezzeria Simona Passico | Produzione Akroama - Sardegna Teatro
Quotidianamente siamo assediati dalla domanda “Come stai?” Una gentilezza di circostanza, una domanda affettuosa o semplicemente una
mera formalità che lascia aperto un problema profondo: come sto? Sto bene, sto male, abbastanza bene, abbastanza male. La domanda è troppo
banale per rispondere con tutta la complessità necessaria o è troppo complessa per rispondere con tutta la semplicità necessaria. Come sto è un
dialogo sconnesso, un fiume di parole dove stati d’animo, sensazioni, eventi e accidenti concorrono a dare risposta alla domanda “Come stai?”.
Mille risposte possibili, tutte insieme, mescolate, in contraddizione. Un quadretto assurdo e definitivo, un fluire di parole per definirsi almeno per
un attimo, per recintare temporaneamente il caos dilagante, tutto quel rumore che concorre a rendere difficile la risposta all’eterna domanda
“Come sto?”
14 dicembre - SORRY, BOYS - Centrale Fies
Di e con: Marta Cuscunà | Progettazione e realizzazione teste mozze: Paola Villani | Assistenza alla regia Marco Rogante | Disegno luci Claudio “Poldo”
Parrino | Disegno del suono Alessandro Sdrigotti | Animazioni grafiche Andrea Pizzalis | Costume di scena Andrea Ravieli
E' iniziata come un pettegolezzo che serpeggiava tra i corridoi della scuola superiore di Gloucester. C'erano 18 ragazze incinte – un numero 4 volte
sopra la media – e non per tutte era stato un incidente. La storia, poi, è rimbalza in città: alcune delle ragazze avrebbero pianificato insieme la loro
gravidanza, come parte di un patto segreto, per allevare i bambini in una specie di comune femminile. Quando il preside della scuola ne parla su
un quotidiano nazionale, scoppia una vera e propria tempesta mediatica e la vita privata delle 18 ragazze diventa un scandalo che imbarazza tutta
la comunità di Gloucester. Giornalisti da ogni dove, dall'Australia alla Gran Bretagna, dal Brasile al Giappone, invadono la cittadina nel tentativo
di trovare una spiegazione per un patto così sconvolgente. Ma rimangono a mani vuote perché l'intera comunità, turbata dal fatto che la vita
sessuale delle proprie figlie fosse diventata il pettegolezzo dei talk show di mezzo mondo, si chiude nel silenzio più assoluto. The Gloucester 18 è
un documentario in cui si dà voce ad alcune di quelle ragazze, lontano dai riflettori dello scandalo. Alcune di quelle ragazze, in questo documentario, parlano per la prima volta. E una di loro confessa di aver voluto creare un piccolo mondo nuovo e una nuova famiglia tutta sua, dopo aver
assistito a un terribile femminicidio. Questa scoperta è stata per me come un campanello d'allarme.
Ingresso: € 10,00 - Ridotti: € 8,00
Abbonamento per 8 spettacoli: € 70,00 / 60 Sardex
Apertura botteghino: ore 19 Spettacoli: ore 21
Infoline : 0784. 203060/338. 7529106
www. bocheteatro. it - email: info. bocheteatro@gmail. com
Gli uffici saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle ore 14:00