libretto studium pdf
Download
Report
Transcript libretto studium pdf
PROGRAMMA
DELLO STUDIUM
DI BOSE
ottobre 2016 - maggio 2017
MONASTERO DI BOSE
STUDIUM DI BOSE
ottobre 2016 ‑ maggio 2017
Lo Studium del Monastero di Bose è strutturato su un ciclo di quattro
anni durante i quali sono tenuti insegnamenti nelle seguenti materie:
–
–
–
–
–
Bibbia
Giudaismo
Padri della Chiesa e Lett. cristiana
Monachesimo
Ecumenismo
–
–
–
–
–
Liturgia
Storia della Chiesa
Teologia
Dialogo interreligioso
Storia dell’arte
I corsi si suddividono in istituzionali e monografici. I corsi istituzionali hanno lo scopo di introdurre ad argomenti basilari, mentre i secondi
sono di argomento più specifico. Una sigla apposta sotto il titolo dei corsi
indica la loro appartenenza all’una o all’altra categoria: corso istituzionale (i); corso monografico (m). I corsi istituzionali possono essere di un
solo anno oppure pluriennali, normalmente quadriennali (tra parentesi,
dopo il titolo del corso, è indicato di quale anno si tratta).
Ciascun corso dura quattro giorni, dal lunedì al giovedì, nei mesi da
ottobre a maggio: le lezioni si tengono al pomeriggio, tra le 15,30 e le
18, per un totale di 10 ore settimanali.
Per garantire la qualità dei corsi sono invitati professori e specialisti delle diverse materie provenienti dall’Italia e dall’estero. Alcuni corsi
sono assicurati da fratelli e sorelle del Monastero di Bose.
Nell’anno 2016-2017 i corsi dei proff. Henry Mottu (7-10 novembre
2016) e Daniel Marguerat (8-11 maggio 2017) saranno tenuti in lingua
francese (con traduzione simultanea); tutti gli altri in lingua italiana.
Un fratello e una sorella della comunità, Luigi d’Ayala Valva ed Elisa
Zamboni, svolgono il compito di tutor, accompagnando personalmente
ciascun membro della comunità nel suo cammino di studi e compiendo
un colloquio finale di verifica.
* Per informazioni rivolgersi a fr. Luigi d’Ayala Valva, Monastero di
Bose, 13887 Magnano (BI), tel. 015/679185; fax 015/679290. E-mail:
[email protected].
2
I settimana
lunedì 3 - giovedì 6 ottobre 2016
Bibbia
10 ore
prof. Roberto Vignolo
docente di Sacra Scrittura presso lo Studio Teologico del Seminario di Lodi e
Crema, e presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (Milano)
“CREDERE PER AVERE VITA NEL SUO NOME”:
LETTURA DEL VANGELO DI SAN GIOVANNI
(i)
1. Problemi storici: datazione, ambiente/ambienti, autore, il vocabolario specifico del quarto vangelo.
2. Testimonianza e memoria come chiavi della poetica giovannea:
caratteri letterari e loro rilievo teologico/spirituale; “credere per aver
vita nel suo nome” (la prima finale: 20,30-31), il vocabolario della fede e
della vita; genere letterario: Giovanni come vangelo testimoniale, la testimonianza come opzione teologica caratteristica della tradizione giovannea (cf. Ap e 1Gv); struttura in due parti (Gv 1-12; 13-21); la coppia
segni e discorsi/dialoghi (segni/parola); doppio significato; simbolismo;
enigma ed equivoco; inversione di ruoli; ironia; citazioni di compimento, con particolare riguardo alla morte di Gesù (Gv 19); il commento
narrativo; lettura teologico/cristologica della poetica giovannea come
poetica dell’incarnazione.
3. Episodi, testi, temi: morte di Gesù come compimento (Gv 19); il
prologo poetico (1,1-18). Struttura e destinatari; il cristocentrismo della teologia giovannea in rapporto agli altri temi teologici (escatologia,
eccetera).
3
II settimana
Padri della Chiesa e Letteratura cristiana
lunedì 10 - giovedì 13 ottobre 2016
10 ore
prof. Gaetano Lettieri
docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso l’Università La Sapienza (Roma)
LA POSTERITÀ DI AGOSTINO IN OCCIDENTE:
FRA NORMALIZZAZIONI E RADICALIZZAZIONI
(m)
Per la radicalità e la complessità della sua teologia matura, centrata
sulla confessione della grazia indebita e predestinata, Agostino divenne, già nei suoi ultimi anni di vita, figura controversa: la sua indiscussa
superiorità intellettuale all’interno del contesto occidentale, così come
la sua leadership teologica sulla potente e compatta chiesa africana, che
egli condusse nella lotta contro donatismo e pelagianismo, non impedirono l’immediata resistenza di ambienti monastici (Adrumeto, Lerino) e
l’opposizione più o meno aperta e ondivaga di alcuni vescovi di Roma,
di fatto filo-pelagiani e soprattutto impegnati ad affermare il loro primato istituzionale sull’intera chiesa occidentale. Ne derivò, già nel v
secolo, un’ambigua politica ecclesiastica di riconoscimento dell’eccezionale spessore teologico di Agostino e di prudente normalizzazione
della sua indubbiamente eversiva teologia della grazia, recepita alla lettera, più che nello Spirito. Nel corso, pertanto, si studieranno l’ambigua
fortuna di Agostino nel v secolo, quindi le violente controversie che il
suo magistero solleverà nella storia della teologia occidentale (dalla recezione del concilio di Cartagine al concilio di Trento), indicando come
esemplari le divergenti strategie di relativizzazione dell’auctoritas agostiniana, soprattutto tramite: 1) il recupero della prospettiva teologica
origeniana e patristica greca in Eriugena, Cusano, Erasmo, il molinismo
gesuita e 2) la riattivazione della radicalità della sua teologia, identificata come la vera intelligenza della rivelazione scritturistica, in Lutero,
Calvino, Pascal, il giansenismo.
4
Giudaismo
III settimana
lunedì 17 - giovedì 20 ottobre 2016
10 ore
Raffaela D’Este
monaca di Bose
introduzione alL’esegesi ebraica
(m)
1. Riletture del testo biblico all’interno della Scrittura. 2. Il midrash
come metodo. 3. Traduzioni e interpretazioni. I Targumim. Interpretazione della Scrittura a Qumran. 4. Torah scritta e Torah orale. 5. Letteratura giudaica antica: halakhah / aggadah. Mekhilta, Midrash, Mishnah.
6. Alcune figure di rabbini; le regole interpretative di Hillel e Rabbi
Ishmael; la scuola di Rabbi Aqiva. 7. Il Talmud. 8. Raccolte omiletiche.
9. Breve accenno alla letteratura giudaica medievale e ad alcune figure
significative.
Bibliografia:
A. C. Avril, P. Lenhardt, La lettura ebraica della Scrittura. Con antologia di testi rabbinici, Qiqajon, Magnano 1989; Detti di rabbini. Pirqé
Avot con i loro commenti tradizionali, a cura di A. Mello, Qiqajon, Magnano 1993; A. Mello, Libertà e fedeltà. La lettura ebraica della Scrittura, in Servitium 150 (2003), pp. 80-91.
Monachesimo
IV settimana
lunedì 24 - giovedì 27 ottobre 2016
10 ore
Cecilia Falchini
monaca di Bose
Il monachesimo in occidente:
Istituzioni e spiritualità (IV)
(i)
Il monachesimo in Gallia dai Merovingi ai Carolingi. Benedetto
d’Aniane. Il monachesimo in Europa nei secoli vii-x. Cluny, Fulda, Gor5
ze e Hirsau. Guglielmo di Volpiano; Guglielmo di Vercelli; Giovanni
Gualberto e Vallombrosa; Cîteaux; Roberto d’Arbrissel e Fontevrault.
La disputa fra “monaci neri” e “monaci bianchi”.
V settimana
lunedì 31 ottobre - giovedì 3 novembre 2016
Ecumenismo
10 ore
Luigi d’Ayala Valva
monaco di Bose
La chiesa ortodossa
all’indomani del “santo e grande concilio”
(m)
Concepito a metà del secolo scorso (l’idea era già nata però negli
anni venti e trenta) per impulso del grande patriarca Athenagoras, preparato e atteso nel corso di oltre cinquant’anni come segno di speranza,
di rinnovamento e di unità di tutta l’ortodossia, al fine di esaminare
insieme i problemi che essa è chiamata ad affrontare nel mondo contemporaneo, il Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa, anche se
tra difficoltà, polemiche e assenze dell’ultimo minuto, è stato finalmente celebrato a Creta, tra il 16 e il 26 giugno 2016. Il patriarca ecumenico
Bartholomeos, che lo ha convocato e presieduto, già al termine dei lavori lo ha consegnato alla storia definendolo “evento di importanza capitale che negli anni e nei secoli che verranno prenderà il suo posto nella storia”. Come ogni concilio della storia della chiesa, dunque, anche
quello di Creta chiede ormai di essere interpretato e recepito. Il corso si
propone di ricostruirne il lungo processo di preparazione, di analizzare
gli eventi che ne hanno accompagnato la convocazione e preceduto la
celebrazione, e tentare un primo bilancio della sua recezione e del suo
impatto all’interno dell’ortodossia e nel più ampio contesto ecumenico. Si commenteranno i documenti approvati dall’assise conciliare, con
attenzione particolare al documento su Le relazioni della chiesa ortodossa con l’insieme del mondo cristiano, e all’Enciclica, che si presenta
come una sintesi dell’intero messaggio del Concilio.
6
Teologia
VI settimana
lunedì 7 - giovedì 10 novembre 2016
10 ore
prof. Henry Mottu
teologo, professore emerito di Teologia pratica presso la Facoltà di Teologia
dell’Università di Ginevra
il gesto e la parola:
i sacramenti nell’ottica della riforma
(m)
(in francese)
Il protestantesimo è teologicamente debole, almeno a prima vista,
quanto alla dottrina dei sacramenti. Questo dipende da ragioni storiche
e dottrinali. Che cosa ci apporta il sacramento che la sola Parola non
ci darebbe? A questa domanda la teologia riformata non ha veramente
risposto dopo Calvino. Ora, il gesto non potrebbe rappresentare una mediazione inedita tra la Parola e il corpo? Scopo del corso sarà di esplorare
questa pista nell’ambito dell’esegesi biblica (testi profetici e gesti di Gesù)
e della teologia ecumenica. Testo di riferimento: H. Mottu, Il gesto e la
parola, Qiqajon, Magnano 2008.
VII settimana
lunedì 14 - giovedì 17 novembre 2016
Teologia
10 ore
Giannino Piana
teologo, già docente di Etica cristiana presso l’Istituto superiore di scienze religiose della Libera Università di Urbino e di Etica ed Economia presso la Facoltà di scienze politiche dell’Università di Torino
L’etica in un mondo globalizzato:
Sfide e problemi
(m)
La globalizzazione, che ha creato le condizioni per una sempre maggiore interdipendenza tra i popoli, si è sviluppata a diversi livelli e con
7
esiti ambivalenti. L’unificazione del mondo è infatti anzitutto avvenuta
a livello economico, dando vita a un unico sistema mondiale – quello
del capitalismo finanziario – le cui logiche, improntate ai criteri dell’efficienza produttiva e del consumo, si riflettono anche sulla coscienza
collettiva e sulle diverse scelte della vita quotidiana. Si è prodotto così,
da un lato, lo sviluppo di diseguaglianze sempre più accentuate, che
sono alla radice dei conflitti sociali, non solo tra Nord e Sud del mondo
ma anche all’interno dei paesi cosiddetti sviluppati, dove crescono, in
modo allarmante, sacche di vecchie e nuove povertà; e, dall’altro, una
consistente flessione di valori comuni che costituiscono la base necessaria per la promozione di relazioni interpersonali e sociali autentiche,
nonché per la messa in atto di confronti interculturali e interreligiosi efficaci. Questo non significa, ovviamente, che non si offrano oggi anche
nuove opportunità legate soprattutto alle inedite possibilità di incontro
e di comunicazione tra mondi diversi con la ricerca di un reciproco
arricchimento. Qui nasce la sfida che interpella l’etica, e che reclama
non solo che si faccia giudizio di quanto è avvenuto (e avviene), ma che
spinge anche (e soprattutto) ad affrontare alcune questioni che stanno
emergendo. Tra queste affronteremo in particolare: 1. Le derive dell’economia oggi e l’emergenza della domanda etica. 2. Le vie alternative:
il cambio del modello di sviluppo e la centralità della società civile. 3.
Dalla multiculturalità all’interculturalità: i diritti delle culture e la definizione degli spazi istituzionali. 4. La sfida della laicità e lo spazio delle
religioni: tra “religione civile” e privatizzazione della religione.
Bibliografia:
G. Piana, In novità di vita, III. Morale socioeconomica e politica, Cittadella editrice, Assisi 2013, pp. 183-307 e 551-580; Id., In novità di
vita, IV. Morale della religiosità, Cittadella editrice, Assisi 2016, pp.
348-360.
8
VIII settimana
lunedì 28 novembre - giovedì 1 dicembre 2016
Ecumenismo
10 ore
Matthias Wirz
monaco di Bose
Forme di vita religiosa e monastica
nelle chiese della riforma protestante
(m)
I principali esponenti della riforma del xvi secolo hanno rivolto dure
critiche alla vita monastica e religiosa del loro tempo, che hanno portato
di fatto alla soppressione di tale forma di vita nelle chiese protestanti.
Ma nei secoli successivi alcuni movimenti spirituali, quali il pietismo,
per quanto non-monastici, ma segnati da un forte desiderio di vita cristiana radicale, hanno permesso il recupero di una forma di spiritualità
e di vita comune in qualche modo assimilabile. Da tali movimenti sono
sorti, nel corso del xix secolo, delle vere e proprie comunità stabili,
con l’istituzione delle diaconesse. Sarà poi soprattutto il xx secolo a
conoscere la rinascita di luoghi di vita regolare comunitaria: se Taizé
costituisce senz’altro l’esempio più emblematico di tale riscoperta, varie
altre comunità hanno preso vita nelle chiese di tradizione riformata.
Il corso ripercorrerà questa storia, soffermandosi in particolare sugli
aspetti spirituali, ecclesiali ed ecumenici di tali esperienze.
IX settimana
lunedì 5 - giovedì 8 dicembre 2016
Liturgia
10 ore
Emanuele Borsotti
monaco di Bose
Liturgia come prassi mistagogica
(m)
La tradizione liturgica e patristica della chiesa antica ci ha consegnato la prassi della “mistagogia” come spiegazione teologico-spiritua9
le dei sacramenti – considerati nei singoli sintagmi rituali in cui essi si
articolano – che vuole guidare all’accesso al mistero di Dio celebrato
nella liturgia, attraverso segni, simboli, gesti e parole illuminati dalla
Scrittura. Per i padri della chiesa la prima mistagogia è costituita dalla
stessa celebrazione liturgica dei sacramenti dell’iniziazione cristiana
(battesimo, crismazione ed eucaristia); in modo più specifico, la mistagogia è costituita poi dalle catechesi che i pastori rivolgono ai neofiti.
In una prospettiva più estesa, si può affermare che la mistagogia costituisce una vera e propria teologia della liturgia, un fare teologia a
partire dalla celebrazione (secondo l’adagio: lex orandi, lex credendi).
La mistagogia, dunque, non si può ridurre a una realtà circoscritta ai
primi secoli del cristianesimo e limitata ad alcune chiese (come quella
di Gerusalemme, Antiochia e Milano), poiché ha costituito e continua
a costituire un modello teologico, una pratica pastorale, una proposta
catechetica e un insegnamento spirituale di indubbio valore per iniziare
i credenti alla fede creduta, celebrata e vissuta. Il corso cercherà di presentare la liturgia come prassi mistagogica a partire dai tre sacramenti
maggiori, letti alla luce dei testi dei padri orientali e occidentali, e delle
loro risonanze nei rituali liturgici postconciliari.
Liturgia
X settimana
lunedì 12 - giovedì 15 dicembre 2016
10 ore
Goffredo Boselli
monaco di Bose
FARE MISTAGOGIA OGGI
(m)
Il corso – pensato come continuazione di quello della settimana
che lo precede – mostrerà in che modo e a quali condizioni è possibile
e necessario fare mistagogia oggi. Sebbene le catechesi mistagogiche
antiche restino un tesoro inesauribile al quale continuamente attingere,
10
è compito particolarmente urgente fare oggi una mistagogia credibile per il credente contemporaneo e soprattutto eloquente per la sua
vita di fede. Questo è possibile a due condizioni previe: oltrepassare
la tipologia come metodo privilegiato per interpretare le Scritture e
introdurre al senso della liturgia; essere consapevole dell’inadeguatezza dell’allegoria per la comprensione del rito liturgico. Come ai nostri
giorni l’intelligenza della fede non si limita all’interpretazione delle
Scritture offerta dalla tradizione patristica ma attinge ampiamente ai
risultati dell’esegesi contemporanea, anche l’intelligenza della liturgia
necessita di un rinnovato metodo mistagogico che sia autentico e creativo esercizio di esegesi spirituale. Il corso presenterà esempi di nuove
mistagogie, con un’attenzione particolare al rapporto tra liturgia e Bibbia. Ogni credente è mistagogo quando sa di non poter comprendere la
liturgia senza comprendere le Scritture, ed è liturgo quando è del tutto
incapace di meditare le Scritture senza la liturgia.
II settimana
lunedì 13 - giovedì 16 febbraio 2017
Bibbia
10 ore
prof. Luca Mazzinghi
biblista, docente presso il Pontificio Istituto Biblico (Roma), presidente dell’Associazione Biblica Italiana
INTRODUZIONE ALLA SAPIENZA BIBLICA
(i)
1. Che cos’è la sapienza? Esiste un corpo sapienziale? La sapienza
di Israele e quella dei popoli vicini; la prospettiva educativa, politica e
religiosa della sapienza nel Vicino oriente antico. Tentativo di definire
la sapienza biblica. 2. Le forme letterarie della sapienza di Israele. 3.
L’approccio dei saggi alla realtà: pragmatismo o realismo? 4. La dimensione teologica della sapienza nel suo contesto storico. Dalle parti più
antiche del libro dei Proverbi (Pr 10-30), alla crisi causata dall’esilio (Pr
1-9; Gb; Qo). Le nuove forme di sapienza (Sir; Sap). 5. La sapienza nel
Nuovo Testamento. 6. L’attualità di una teologia sapienziale.
11
XIII settimana
Padri della Chiesa e Letteratura cristiana
lunedì 20 - giovedì 23 febbraio 2017
10 ore
prof.ssa Francesca Cocchini
docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso l’Università La Sapienza (Roma)
Lineamenti di esegesi patristica
dalle origini al V secolo
(i)
Il corso prevede l’analisi dei seguenti punti: 1. Le Scritture al tempo
di Gesù: la liturgia sinagogale. 2. Dalla Bibbia ebraica alla Bibbia cristiana. 3. Esegesi a confronto: Marcione, gli gnostici e la “Grande Chiesa”.
4. Esegesi e teologia: la Bibbia e il dibattito dottrinale. 5. Origene e l’esegesi alessandrina: i criteri ermeneutici nel De Principiis. 6. La Bibbia
predicata e la Bibbia commentata. 7. Esegesi antiochena. 8. Agostino e
i criteri ermeneutici nel De doctrina christiana. 9. Esegesi e storia: vite
cristiane a confronto con la Bibbia. Ogni argomento sarà studiato mediante la lettura e l’analisi di testi patristici particolarmente significativi.
Bibbia
XIV settimana
lunedì 27 febbraio - giovedì 2 marzo 2017
Daniel Attinger
monaco di Bose
10 ore
LA LETTERA AI ROMANI
(i)
Il corso non vuole accontentarsi della solita idea secondo la quale la
Lettera ai Romani è un’autopresentazione di Paolo e della sua teologia ai
cristiani di Roma che lo conoscevano solo di fama. Per questo, i capitoli
1-8 potevano bastare. In realtà Paolo vuole intervenire in una situazione
precisa delle comunità di Roma (sono infatti più di una), segnate da tensioni tra giudeo-cristiani e pagano-cristiani, tra ebrei e cristiani, senza
parlare di conflitti interni proprio sul ruolo e il posto di Israele (dell’Israele credente in Cristo come di quello che non l’ha accolto). Allora si
12
capisce l’insieme della lettera. In questa prospettiva, infatti, non solo i
capitoli 1-8 – che presentano la teologia paradossale della giustizia, o
misericordia di Dio di fronte a un mondo segnato dal peccato e dalla
morte, ma manifestano anche una costante preoccupazione per gli ebrei
e per le genti – sono necessari; lo è pure l’ultima parte, di tipo etico, che
culmina, dopo una lunga premessa di carattere generale (capp. 12-13),
nel grande invito, rivolto ai romani, ma sempre valido, ad “accogliersi
gli uni gli altri” (14,1 ss., 15,7-13). Di conseguenza, i capitoli 9-11 sulla
situazione di Israele nel piano di Dio, costituiscono davvero il cuore e
il novum della lettera.
Padri della Chiesa e Letteratura cristiana
XV settimana
lunedì 6 - giovedì 9 marzo 2017
10 ore
prof. Enrico Norelli
docente di Storia del Cristianesimo delle origini presso l’Università di Ginevra
Gli apocrifi cristiani antichi
(m)
1. L’importanza della “memoria delle origini” nei primi tempi della
fede in Gesù. La costruzione di una pluralità di “frammenti” di memoria che concorrono, in modi diversi, a costituire memorie di diversi
gruppi. Li ritroviamo in scritti di vari generi, diventati, nella successiva
ricezione, in parte “canonici”, in parte “patristici”, in parte “apocrifi”.
2. Quali sono le caratteristiche di un testo apocrifo? Per una comprensione dinamica e storica della letteratura apocrifa. Le raccolte moderne di apocrifi, i loro rapporti con determinate concezioni delle origini cristiane, i loro limiti.
3. Gli apocrifi nell’epoca del processo di costituzione del Nuovo Testamento. Storie e letture “altre” di Gesù, dei suoi discepoli, della sua famiglia.
Si possono classificare gli apocrifi secondo i generi del Nuovo Testamento?
4. Apocalissi apocrife. Nuove forme: gli apocrifi del Transito di Maria. La continuazione della produzione di apocrifi nei processi di “occupazione” cristiana dello spazio e del tempo.
13
XVI settimana
Padri della Chiesa e Letteratura cristiana
lunedì 13 - giovedì 16 marzo 2017
10 ore
Lisa Cremaschi
monaca di Bose
IRENEO DI LIONE
(i)
Ireneo e il suo tempo. La controversia relativa alla data di Pasqua. La
sfida della gnosi e la confutazione di Ireneo. Il rapporto tra Scrittura e
tradizione. “La gloria di Dio è l’uomo vivente”: la creazione dell’uomo a
immagine e somiglianza di Dio; il mistero della libertà umana. Il Padre
e le sue due mani: il Figlio e lo Spirito. “Per fare di noi ciò che lui è”:
l’incarnazione del Verbo e la divinizzazione dell’uomo. La ricapitolazione: una teologia della storia della salvezza.
XVII settimana
lunedì 20 - giovedì 23 marzo 2017
Giudaismo
10 ore
Ludwig Monti
monaco di Bose
GLI SCRITTI E LA COMUNITÀ DI QUMRAN
(m)
A settant’anni dalla scoperta dei cosiddetti “rotoli di Qumran”, nelle
grotte presso le rive del Mar Morto, il corso si propone di introdurre alla
conoscenza di questi scritti (in particolare di quelli extra-biblici) e alla
loro possibile relazione con la comunità che li ha prodotti e copiati. Il
quadro che ne risulta può contribuire anche a una migliore comprensione del cristianesimo delle origini.
14
XVIII settimana
Monachesimo
lunedì 27 - giovedì 30 marzo 2017
10 ore
Adalberto Mainardi
monaco di Bose
Il monachesimo russo antico (xi-xvii sec.)
(i)
Il corso si propone di introdurre la storia e la spiritualità del monachesimo russo antico. Sarà tratteggiato lo sviluppo storico del monachesimo nel suo rapporto con l’evoluzione politico-sociale della Rus’
antica, dalle origini alle soglie della modernizzazione della Russia intrapresa da Pietro il Grande; saranno esaminati in particolare i legami
con la tradizione bizantina (nelle forme di vita monastica, nella liturgia,
nell’assimilazione della letteratura patristica, nell’agiografia e nell’iconografia), e gli aspetti della vita spirituale (paternità spirituale, preghiera interiore). Si prevede la lettura e l’analisi di alcuni testi legati alle
principali figure monastiche: Antonio e Teodosio delle Grotte di Kiev
(xi secolo), Sergio di Radonež († 1392), Kirill di Belozero, Nil Sorskij
(† 1508), Iosif di Volokolamsk (1439-1515), Massimo il Greco (Michele
Trivolis 1470 ca -1555).
XIX settimana
lunedì 3 - giovedì 6 aprile 2017
Liturgia
10 ore
prof. Giuliano Zanchi
teologo, docente di Arte sacra presso il Seminario diocesano e l’Istituto di
scienze religiose di Bergamo
Lo spazio liturgico e i luoghi della liturgia
(i)
La forma cristiana del rito ha profondamente relativizzato la visione
arcaica dello spazio sacro. La casa di Dio in mezzo agli uomini è l’as15
semblea dei discepoli riuniti nel suo nome. L’invenzione di un edificio
per la liturgia ha convissuto lungo la storia con la severità di questo
principio. Nel bene e nel male. Ha dovuto del resto procedere all’invenzione di specifici punti d’azione nei quali dare luogo alla presenza del
Signore nella comunità. Sono i luoghi della liturgia. Molto più che accurati prodotti dell’arte e dell’architettura. Ma luoghi nei quali la grazia
di Dio tocca il corpo degli uomini.
XX settimana
lunedì 24 - giovedì 27 aprile 2017
Teologia
10 ore
prof. Severino Dianich
presbitero della diocesi di Pisa, già docente di Ecclesiologia presso la Facoltà
dell’Italia Centrale (Firenze)
La nuova ecclesiologia del concilio Vaticano II
(i)
Se la chiesa voluta dal Signore è sempre la stessa, l’esperienza vissuta di epoca in epoca appare in continuo cambiamento. Sarà utile, quindi,
vedere quali fossero le idee portanti, sulla base delle quali il cattolico
comune pensava alla chiesa prima del concilio, per misurare il valore
e la carica di futuro che il concilio ha introdotto nella nostra coscienza
ecclesiale. In particolare si cercherà di cogliere le molte virtualità contenute nell’idea che la chiesa sia simile a un sacramento, che il soggetto
chiesa sia tutto il popolo di Dio, che pastori e laici siano soggetti con
funzioni diverse ma ambedue parte dell’unico popolo di Dio, che la vocazione alla santità coinvolga tutti i credenti, senza distinzioni. Infine,
sarà importante vedere come dalla base della Lumen gentium derivino
il decreto sull’ecumenismo e le dichiarazioni sul rapporto con le altre
religioni e sulla libertà religiosa, la costituzione Gaudium et spes.
XXI settimana
lunedì 1 - giovedì 4 maggio 2017
Teologia
10 ore
prof. Angelo Maffeis
docente di Teologia Sistematica e di Storia della Teologia presso il Seminario
di Brescia, la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (Milano) e l’Università Cattolica di Brescia; membro della Commissione internazionale del dialogo
cattolico-luterano
La teologia della giustificazione
nella Riforma protestante
(m)
Il corso intende presentare alcuni aspetti della concezione di Martin
Lutero della giustificazione del peccatore, per grazia, mediante la fede
in Cristo. Per illustrare il tema è necessario in primo luogo accennare
al contesto in cui prende forma la teologia di Lutero (l’eredità della scolastica medievale e l’umanesimo) e al percorso che conduce il giovane
professore agostiniano a definire il nucleo di una nuova concezione teologica. Decisivi per l’elaborazione della teologia della giustificazione risultano in particolare l’esegesi paolina (il corso sulla Lettera ai Romani
del 1515/1516) e la riflessione sul sacramento della penitenza stimolata
dalla controversia sulle indulgenze. La dottrina della giustificazione di
ispirazione paolina e luterana assume poi una funzione critica nei confronti della teologia e della pratica dei sacramenti. Si accennerà infine
ai risultati conseguiti dal dialogo ecumenico contemporaneo sulla dottrina della giustificazione.
17
Teologia
XXII settimana
lunedì 8 - giovedì 11 maggio 2017
10 ore
prof. Daniel Marguerat
professore emerito di Nuovo Testamento presso l’Università di Losanna
La speranza della fine dei tempi:
TEMI DI ESCATOLOGIA CRISTIANA
(m)
(in francese)
Che cosa ci attendiamo dall’avvenire? Che cosa avverrà dopo? In
che cosa l’attesa della fine dei tempi cambia il nostro modo di vivere nel
presente? Il corso intende esplorare le convinzioni di Gesù e dei primi
cristiani sulla fine dei tempi. Come si rappresentavano il regno di Dio?
Perché credevano al giudizio finale? Quando avverrà la resurrezione dei
morti? Nel contesto di un xxi secolo scettico sulla fine dei tempi, la speranza che il Nuovo Testamento ci trasmette dà un senso alla storia che
viviamo. Si scoprirà fino a che punto la speranza del futuro è in grado
di far vivere bene, in modo diverso, il presente. L’escatologia, che è la
scienza del futuro, colora l’attualità in maniera inaspettata.
XXIII settimana
Storia della Chiesa
lunedì 15 - giovedì 18 maggio 2017
10 ore
prof. Saverio Xeres
docente di Storia della Chiesa presso il Seminario vescovile di Como e la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (Milano)
Il concilio Vaticano II (1962-1965),
inizio di una nuova stagione di Chiesa
(i)
La distanza cronologica, progressivamente dilatata rispetto alla sua
celebrazione, consente di cogliere in maniera sempre più chiara il significato storico del concilio Vaticano II per la chiesa, sia a confronto
con la precedente stagione tridentina, sia nella prospettiva del vasto
18
mutamento culturale ed ecclesiale di età contemporanea, sia soprattutto nella profonda continuità rispetto ai caratteri originari del cristianesimo. Il corso, che ambisce a offrire una visione di sintesi, si svilupperà
in quattro momenti:
1. Le principali interpretazioni del Vaticano II in ambito ecclesiale.
2. Importanza e originalità.
3. Vicende e contenuti.
4. Prospettive aperte dal concilio alla chiesa di oggi e di domani.
Monachesimo
XXIV settimana
lunedì 22 - giovedì 25 maggio 2017
10 ore
prof. Alberto Camplani
docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese presso l’Università La Sapienza (Roma)
Il MOnachesimo siriaco
(i)
Il corso intende presentare i caratteri fondamentali del monachesimo di area culturale siriaca, con particolare attenzione alla dialettica
tra ascetismo premonastico di varia origine e forme monastiche vere e
proprie, nonché alla costituzione di due diverse tradizioni monastiche
nelle due chiese costituitesi a seguito delle controversie cristologiche
del v secolo. La schema sarà il seguente:
1. Lingua e cultura siriaca: definizione ed evoluzione storica.
2. L’ascetismo siriaco premonastico: il Vangelo di Tommaso, gli Atti
di Giuda Tommaso e altre forme di encratismo; il ruolo di Taziano e del
suo “Evangelo” (Diatessaron).
3. L’ascetismo premonastico dei bnay qyama nella testimonianza di
Afraate e di Efrem.
4. Le prime forme monastiche e la loro convivenza con l’ascetismo
premonastico: tradizioni locali, l’influenza della tradizione monastica
greca, la rielaborazione del pensiero di Evagrio, il messalianismo, l’ascetismo del Liber Graduum e delle omelie pseudomacariane.
19
5. Il monachesimo siriaco e le controversie cristologiche a partire
dal v secolo.
6. Il monachesimo siro-occidentale e la fondazione dei grandi centri
culturali (analisi di vite monastiche e delle Storie dei santi orientali di
Giovanni di Efeso).
7. Il monachesimo siro-orientale: la riforma di Abraham di Kashkar
a partire dal vi secolo; il rapporto tra monachesimo orientale, scuole
esegetiche e chiesa istituzionale; le grandi narrazioni monastiche di
Isho`dnah di Basra (Libro della castità) e Tommaso di Marga (Libro
degli abati).