piano strategico culturale regione abruzzo

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E PER LA REGIONE ABRUZZO
TERAMO, MARZO 2009
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teramo, abruzzo arti e culture
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Nella Regione Abruzzo, la promozione e la
realizzazione di idee e di progetti creativi sono destinate
ad avere un valore ed una funzione sempre più rilevanti
per promuovere la ripresa economica e la qualità di vita
dell'intera comunità.
Il grave rallentamento economico che l’Italia ed il mondo stanno vivendo ha reso tutti protagonisti di un
momento storico di grande difficoltà, una crisi economica, finanziaria e di fiducia che ha portato ad una
riduzione drastica degli investimenti ed a consistenti perdite occupazionali.
Formulare uno scenario di ripresa non è agevole, temendosi il perdurare della recessione in una fase di
ristagno, ma è ragionevole auspicare un superamento dell’immobilismo con un graduale rilancio dei piani
di crescita ed una riqualificazione delle risorse.
E’ necessario delineare un piano anticrisi, individuare nuove opportunità per creare produttività,
eliminando quelle inefficienze non più sostenibili e dando vita a nuove condizioni di stimolo
all'economia.
I sistemi di gestione e di controllo dei programmi di investimento, nonché la qualità del partenariato
istituzionale e sociale nella programmazione ed attuazione degli investimenti medesimi, costituiscono
fattori di grande rilievo ai fini delle potenzialità di sviluppo.
In quest’ottica, anche nella Regione Abruzzo, la promozione e la realizzazione di idee e di progetti
creativi sono destinate ad avere un valore ed una funzione sempre più rilevanti per promuovere la ripresa
economica del contesto territoriale e per migliorare la qualità di vita e il benessere della collettività.
E proprio la creatività, quale corollario del campo dell’informazione e della conoscenza, è stata assunta a
base delle indicazioni programmatiche del Consiglio Europeo di Lisbona del 2000 e degli orientamenti
strategici comunitari delineati in sede di programmazione economica 2007-2013, principi ribaditi con la
proclamazione europea del 2009 quale anno della creatività e dell’innovazione, finalizzati a trovare
concretezza nella dimensione attuativa degli Stati centrali europei e, a cascata, nelle realtà territoriali degli
enti amministrativi locali.
È in corso un cambiamento che sta modificando la vita, le preferenze, le esigenze degli individui,
parallelamente alla rivoluzione dei macrosistemi; Comuni, Province e Regioni, quali unità territoriali di
base in cui le persone si incontrano, interagiscono e lavorano, non sfuggono al processo evolutivo in atto.
È fondamentale che proprio tali realtà locali investano nelle dimensioni in cui mostrano maggiori lacune
e fragilità, seguendo logiche coordinate e condivise, attraverso strategie di collaborazione finalizzate allo
sviluppo del territorio.
Una cooperazione proficua e costruttiva tra più “operatori culturali” può allora proporsi come un
antidoto alla crisi atto a trasformare la “cultura d’impresa” in “industria di creatività e cultura” ed a
favorire un dialogo tra cultura e impresa che fornisca a quest’ultima un valore aggiunto, nel
perseguimento di un’unità d’azione e d’intenti: la crescita e lo sviluppo etico, estetico ed economico della
collettività.
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il Progetto
Il presente progetto si propone di realizzare un’
“industria di creatività e cultura multidimensionale” il
cui core business sia rappresentato dal capitale umano e
creativo, supportato da un innovativo apparato di
infrastrutture tecnologiche, aperto al coinvolgimento di
risorse ulteriori che ne accrescano l’indotto industriale.
Nell'ambito di un generale piano di sviluppo regionale, in considerazione delle scelte strategiche che si
intende proporre, con particolare riguardo al settore della cultura e dello spettacolo, si espongono i
seguenti orientamenti di fondo:
1. La preminenza della formazione, dell'educazione di base della musica, del teatro, del cinema, della
danza e di ogni forma di espressione artistica; l’opportunità di un confronto tra esperienze di
laboratorio e di produzione, con particolare attenzione rivolta ai nuovi autori, considerati terreno di
intervento e di investimento pubblico fondamentale per lo sviluppo e la crescita dell'intero sistema
culturale
2. L'esigenza di un insegnamento qualificato ed aggiornato, aperto alla collaborazione ed alle sinergie
con il mondo della ricerca e del lavoro, nell'ambito di una strategia volta alla formazione
personale, basata su un rinnovamento organizzativo di spazi, luoghi e modelli tutti orientati alla
valorizzazione ed al miglioramento dell'intera struttura didattica e formativa
3. La necessità di coltivare le risorse endogene del territorio per la creazione e lo sviluppo di un sistema
abruzzese di cultura e di spettacolo, nell'ambito di una riorganizzazione generale diretta a dar
vita ad un progetto organico e articolato di attività produttive e promozionali della creatività
locale, per fare export del prodotto culturale del territorio
4. L’urgenza di invertire quindi la tendenza, radicata nelle dinamiche locali, a puntare quasi
esclusivamente sull'import di eventi e di risorse, di uomini e di servizi chiamati da lontano,
remunerati con denaro pubblico così speso ma non investito, dando avvio ad un sistema nuovo,
in cui l'evento artistico non si esaurisca nell'ambito di un tempo e di uno spazio limitato, ma
inneschi un meccanismo virtuoso che, con un moto circolare perenne, formi, crei, produca e
distribuisca il prodotto dell'Abruzzo al di là del contesto originario e dopo aver attraversato
strade, piazze, teatri e città, ritorni al punto di partenza apportando - giocoforza - nuova
ricchezza al territorio da dove è partito ed in cui fa ritorno. In quest'ottica è fondamentale
riequilibrare il rapporto tra import ed export, al di sopra degli interessi di parte, avviando
un'azione di rinnovamento avvalentesi di tutte le relazioni sviluppate negli anni dagli operatori
che hanno importato cultura sul territorio, spendendo i crediti maturati nell'ambito del circuito
degli scambi culturali, per diffondere e promuovere gli artisti del territorio abruzzese
5. L’inevitabile conseguenza di ribilanciare il rapporto tra tradizione ed innovazione, favorendo un più
autentico dialogo tra passato, presente e futuro, attraverso un'azione diretta alla promozione dei
nuovi autori, che si muovano in parallelo con il repertorio classico, ed all’incentivazione di opere
originali che apportino elementi di novità e generino diritti economicamente esigibili, senza
impoverire il linguaggio accademico e gli strumenti di un valore metastoricamente
intramontabile.
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Ispirato dalle linee guida sopra delineate, il presente progetto si propone di realizzare una ”industria di
creatività e cultura multidimensionale” il cui core business sia rappresentato dal capitale umano e creativo,
supportato da un innovativo apparato di infrastrutture tecnologiche, aperto al coinvolgimento di risorse
ulteriori che ne accrescano l’indotto industriale. Alla sua base, la collaborazione sinergica di più soggetti,
pubblici e privati, impegnati nella creazione di un servizio multidisciplinare di cultura e formazione, di
orientamento e di inserimento nel mondo del lavoro, rivolto principalmente ai giovani che aspirino ad
intraprendere una carriera nel campo artistico e culturale.
Partendo da un’analisi svolta sui modelli di gestione più diffusi, utilizzati per iniziative analoghe
approdate a risultati coerenti e rilevanti, il progetto si propone di dar vita ad un piano di valorizzazione
culturale, da realizzarsi in collaborazione con le Amministrazioni locali, chiamate a valutare la reale
fattibilità di costituire una Fondazione di partecipazione, Istituto di diritto privato, senza scopo di lucro,
idoneo per la sua duttilità ad adattarsi ai molteplici settori di utilità sociale, ed in particolare al mondo
della cultura.
Esso rappresenta la sintesi tra finalità di interesse pubblico ed esigenze di imprenditorialità privata,
garantendo il perseguimento di interessi generali attraverso meccanismi di managerialità d’impresa.
Tale strumento consente un intervento pubblico incisivo, attribuendo alla Regione – affiancata da
soggetti privati - un ruolo di coordinamento e di programmazione del sistema culturale, in
collaborazione con le Province ed i Comuni.
Punti qualificanti della Fondazione di partecipazione, in seguito più diffusamente descritta, sono:
1. la creazione di un centro strategico e decisionale che consenta di delineare i ruoli di soggetti pubblici
e soggetti privati
2. la continuità della gestione che prescinde dagli eventi, anche di natura politica, che possono
coinvolgere i fondatori, trattandosi di un ente autonomo che vive di vita propria
3. la conversione del profit alla dinamica finalistica del non profit, con la fruizione di risorse dirette ed
indirette, tipiche del settore non profit e di quello profit, e la subordinazione di quest'ultimo ai
sensi del primo.
Il progetto che si intende realizzare si propone altresì di approfondire il rapporto tra il mondo della
cultura ed il mondo dell’impresa, settori che solo ad un primo e distratto sguardo possono considerarsi
diversi ed inconciliabili tra loro.
A fronte della particolare congiuntura economica, si avverte la necessità di “fare impresa” in modo
diverso ed innovativo, di considerare la cultura come asset strategico, individuando modelli di sviluppo
basati su nuovi paradigmi di consumo, in cui gli artisti mettano a servizio di una ”azienda” la loro
capacità creativa e di comunicazione.
Usare la cultura per costruire il futuro e concepirla come “prodotto” non solo spirituale, ma con una
straordinaria valenza pratica, è la strategia che il presente progetto si propone di realizzare.
L’iniziativa è intesa non come richiesta di finanziamenti e contributi pubblici (o più genericamente di
risorse) a fondo perduto, ma come investimento produttivo a beneficio della collettività, starter di un
circuito virtuoso, destinato a coinvolgere soggetti diversi, pubblici e privati, articolato in molteplici aree
strategiche, da attuarsi gradualmente sulla base di priorità logiche e cronologiche, di seguito più
diffusamente descritte.
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area della Formazione
Si potrà fornire un'azione di supporto specifica alla
riqualificazione di una realtà territoriale che conduca
ad una ristrutturazione dell'intero sistema dell’Istituto
Musicale Braga, nei suoi meccanismi logistici ed
organizzativi, tema di cui da tempo l'opinione pubblica
e le Istituzioni animatamente discutono.
L’area della formazione è intesa estensivamente come luogo di contatto e di interazione tra le Istituzioni
di formazione artistica pubbliche e private, i professionisti del settore e tutti gli enti che operano nel
campo culturale.
Contenuto prioritario del progetto è la creazione di un percorso formativo, da sviluppare inizialmente in
ambito musicale, con possibilità di successivo ampliamento ad altre forme di espressione artistica, in
grado di offrire anche un servizio di orientamento ed inserimento nel mondo del lavoro, rivolto ai
giovani che vogliano intraprendere una professione nel campo artistico-culturale, al personale docente,
nonché a tutti gli operatori del settore che forniscano strumenti, spazi e servizi, spunti per attività di
studio e di ricerca, progetti, sperimentazioni, approfondimenti, eventi legati alla creazione ed alla
esecuzione della musica e delle più svariate espressioni d’arte e di cultura.
Ruolo primario per la formazione assumeranno le scuole medie ad indirizzo strumentale, i licei musicali, i
conservatori, le scuole private di musica, i cori, le orchestre giovanili, le associazioni culturali in genere.
Nella fase iniziale di “avviamento” assumerà un ruolo fondamentale l'azione politica delle istituzioni e
degli enti locali, chiamati a svolgere una funzione programmatica, di attuazione e di coordinamento di
tutti i soggetti coinvolti.
In particolare, nell'area della formazione, la Provincia di Teramo, attraverso l'esercizio dei poteri di
propria competenza, potrà consentire ad una maggioranza allargata di utenti l'accesso gratuito ad una
prima formazione musicale che, gradualmente ed in modo capillare, potrà estendersi all'intero contesto a
regionale.
Incentivando l’insegnamento dello strumento musicale nella scuola secondaria di primo grado, tutte le
realtà scolastiche della Provincia di Teramo saranno sollecitate ad attivare, nei modi di legge, “classi ad
indirizzo strumentale” con finalità di formazione di base che, ove adeguatamente incoraggiata, potrà
trovare la sua naturale evoluzione negli Istituti superiori di formazione musicale.
Si potrà così anche fornire una specifica azione di supporto alla riqualificazione di una realtà territoriale
che conduca ad una ristrutturazione dell'intero sistema dell’Istituto Musicale Braga, nei suoi meccanismi
logistici ed organizzativi, tema di cui da tempo l'opinione pubblica e le istituzioni animatamente
discutono.
In particolare, nell'ambito di un progetto di rivitalizzazione culturale più ampio, si avverte la necessità di
rilanciare, anche con un incisivo intervento pubblico, imprescindibile in un settore di siffatta importanza,
la qualità di un servizio essenziale di interesse generale - quello della formazione - sia nella sede centrale
di Teramo, sia nelle tre sedi distaccate di Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Pineto, oltremodo trascurate
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e da tempo scarsamente popolate: manifestazione tangibile di inefficienze e sprechi per l'intera comunità
territoriale, il cui sviluppo si vuole al contrario incentivare.
L'accesso al circuito della “musica a scuola”, sia pubblica sia privata, e più in generale a tutte le iniziative
di educazione ai linguaggi della musica e dello spettacolo, andrà a costituire il tessuto su cui innestare la
nuova struttura, creando uno scenario più ricco di esperienze produttive, in cui più soggetti possano
trovare occasione di confronto e di scambio.
Su questa linea direttrice il progetto si propone di realizzare un centro di formazione culturale preliminarmente in ambito musicale - ed uno sportello di orientamento professionale che svolgano
funzioni di raccordo tra i giovani e gli enti che offrono formazione sul territorio, nonché funzioni di
orientamento ed inserimento nel mercato del lavoro delle più diverse professionalità, con particolare
riguardo al campo artistico-musicale.
L’offerta formativa sarà articolata in diverse proposte, tutte dirette allo stimolo del talento, dell’intuito
musicale, delle capacità e delle inclinazioni individuali di ognuno, così da creare percorsi ad personam,
parallelamente alle offerte formative accademiche dei conservatori musicali presenti sul territorio. In
particolare saranno attivati:
1. corsi di formazione per gli strumenti ad arco ed a fiato, tenuti da docenti di fama nazionale ed
internazionale, di I livello, per rispondere ad istanze di formazione primaria, e di II livello
finalizzato ad esigenze di alta specializzazione professionale;
2. corsi musicali per adulti e ragazzi a scopo ricreativo, conoscitivo ed amatoriale;
3. corsi di composizione di musica pura, musica applicata per film e web, musica elettronica.
Con riferimento a quest'ultima, con l'intento di estendere il panorama musicale anche a quei linguaggi
che riflettono le più profonde dinamiche sociali, culturali e politiche dell'epoca contemporanea,
l'esperienza formativa, in una dimensione di auspicabile collaborazione tra scuole musicali, conservatori
e università nel settore della comunicazione, sarà tesa a trasmettere quelle tematiche che animano i “ritmi
urbani”, quei suoni che, mescolati insieme nell'equivalente acustico di un caleidoscopio multicolore,
attraverso le nuove tecnologie, allargano ed approfondiscono le possibilità foniche degli strumenti
tradizionali, rendendo l'elettronica non solo un mezzo di creazione ma una componente intrinseca di
nuove forme di espressione artistica.
L’attività di orientamento ed inserimento nel mercato del lavoro, da realizzarsi attraverso attività di
assistenza e tutoraggio, sarà finalizzata a facilitare l'accesso al mondo professionale, promuovendo sia
attività di supporto alla definizione degli obiettivi individuali, sia lo sviluppo di tecniche di ricerca attiva
del lavoro, in risposta alle competenze e motivazioni personali di ognuno.
Il percorso di orientamento finalizzato alla definizione del progetto professionale si svilupperà in tre fasi
essenziali:
1. analisi delle competenze
2. individuazione degli obiettivi
3. formulazione di un piano d’azione personalizzato per la ricerca del lavoro.
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area della Creazione
L’area della creazione è intesa sinergicamente con
l’area della formazione come un “laboratorio
progettuale permanente”, luogo di produzione destinato
a valorizzare le risorse umane coinvolte e a sviluppare
l’anima del progetto.
Per meglio spiegare l'area della creazione e le linee che si intende seguire nello sviluppo di questo settore
si propone un'immagine, quella di un “cubo”, all'interno del quale cervelli, cuori e coscienze, in un
lavorìo senza sosta, sono impegnati a dialogare, sperimentare, partorire idee, produrre elementi nuovi, al
di là di principi e schemi di riferimento esistenti in un determinato contesto storico-culturale.
Flussi di coscienza e suoni da decodificare, quindi, superando categorie prestabilite, pur senza porsi
completamente al di fuori delle regole, costituiscono in quest'area materia viva da canalizzare, da
indirizzare verso “intermediatori culturali” che interpretino le più svariate forme espressive, creando un
collegamento con l'esterno per estrinsecare i contenuti più validi e rendere “l'idea originale” un prodotto
culturale di cui poter godere e fruire.
Il compito di decodificare l'impulso creativo impone di creare un equilibrato compromesso tra regole e
superamento delle stesse, attraverso il riferimento a “leggi” esistenti, l'estensione di altre ad applicazioni
inedite e l'invenzione di nuovi orientamenti che diano vita ad ulteriori principi d'ordine, il tutto evitando
esperienze solo estemporanee e di pura casualità o, peggio, espressioni di caos prive di senso.
In quest'ottica l’area della creazione è intesa sinergicamente con l’area della formazione come un
“laboratorio progettuale permanente”, luogo di produzione destinato a valorizzare le risorse umane
coinvolte e a sviluppare l’anima del progetto.
Occorre creare un bacino d’utenza vasto ed eterogeneo, con i meccanismi più diffusamente delineati
sotto il profilo formativo, che raggiunga gradualmente tutto il territorio regionale, attraverso l'azione di
un organo di “verifica” delle attività didattico-musicali ed un monitoraggio costante dei luoghi
d'insegnamento pubblici e privati, accademici e non. Ciò renderà possibile individuare con più
immediatezza le peculiarità dei singoli ed i potenziali talenti da promuovere e inserire nell'ambito di un
programma di sviluppo più ampio.
Pertanto, in un circuito regionale virtuoso, di riequilibrio tra import ed export, sarà possibile perseguire la
valorizzazione dei nuovi autori nell'ambito di un impianto produttivo operante in primo luogo sul
territorio, sviluppando un'azione di incentivo su opere originali che concentrino nell'ambito locale la
ricaduta economica sviluppata dal complesso sistema dei diritti economici collegati all'utilizzazione
pubblica di opere inedite.
Con riguardo a tale tema il progetto si propone di approfondire, in concerto con gli enti preposti, le
dinamiche dei flussi finanziari collegati al diritto d'autore ed a tutti diritti connessi al suo esercizio,
creando inoltre un collegamento tra gli uffici SIAE presenti sul territorio e tutti i soggetti che in quanto
autori di un'opera sono titolari di diritti, anche economici, legislativamente riconosciuti e tutelati (L.
633/1941 e successive modifiche e integrazioni).
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La Regione, le Province ed i Comuni sono chiamati in quest'ambito a svolgere un compito di sostegno, di
coordinamento e di verifica dei risultati perseguiti e perseguibili, favorendo, attraverso le proprie funzioni
di indirizzo e di gestione, la veicolazione delle iniziative culturali e facilitando il loro inserimento in una
più generale azione di programmazione dello sviluppo territoriale.
area della Produzione
Innestando in un circuito virtuoso l’esperienza di nuove
produzioni, il ritorno economico e di crescita sociale
permetterebbe al nuovo sistema di trarre sostentamento
da un flusso continuo di risorse.
L’occasione di confrontarsi con creazioni nuove, la promozione dell’innovazione mediante il sostegno
alla ricerca ed alla sperimentazione, rivolta in particolare alle produzioni nel settore della musica e dello
spettacolo, devono costituire un indirizzo primario nella definizione e nella realizzazione delle politiche
culturali territoriali, tese allo sviluppo ed al rilancio dell’intero contesto regionale.
La presentazione di spettacoli ed opere inedite costituisce un innegabile potenziale su cui investire per
rafforzare le vocazioni culturali dell’area territoriale abruzzese, per innalzare la qualità della produzione
musicale, diversificare l’offerta artistica ed ottimizzare il rapporto “risorse pubbliche investite/alta
frequenza e sensibilità di pubblico ed utenti”.
Innestando in un circuito virtuoso l’esperienza di nuove produzioni, la cui espansione si sviluppa nel
divenire di ogni giorno, il ritorno economico e di crescita sociale permetterebbe al nuovo sistema di
trarre sostentamento da un flusso continuo di risorse autoprodotte, connesse al sistema del diritto
d’autore ed a tutti quei diritti che dalle nuove produzioni scaturiscono, con una notevole ricaduta
economica e di sviluppo produttivo.
Ciò condurrebbe, come naturale conseguenza, ad un ripensamento nella distribuzione delle risorse
destinate alla cultura, in modo da ridurre gli stanziamenti per il repertorio classico al 50% (da diminuire
gradualmente fino al 25%), riportando in auge la centralità delle opere originali, ridimensionando
l’invadenza del repertorio nella programmazione e ripristinando quindi i rapporti di forza tra l’esecuzione
di un’opera musicale di repertorio e la creazione di una nuova composizione, in coerenza con le
originarie leggi dello spettacolo che, fino alla crisi iniziata nei primi anni del secolo scorso, erano tese a
valorizzare le opere originali e non già le riproduzioni, sicuramente secondarie rispetto alle prime.
Essendo basata su lunghi anni di studio e su una profonda e completa conoscenza del repertorio classico,
la produzione di opere originali innoverebbe il linguaggio senza impoverire gli strumenti della
comunicazione più tradizionali, quali l’orchestra il coro, il teatro, l’auditorium, trovando nuovi sbocchi
anche nelle attività di produzione discografica, attraverso la creazione di nuove strutture, o avvalendosi
della collaborazione di case di produzione esistenti, che scelgano gli artisti ed i brani da pubblicare,
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registrandone i dischi e promuovendone l’immagine ed il prodotto da distribuire.
Anche la produzione discografica, quindi, nell’ambito di un riassetto territoriale della cultura, deve essere
trattata e gestita come prodotto musicale autonomo, dotato di propri caratteri specifici, tecnici ed estetici
con spiccati connotati produttivi, destinati ad incidere sul mercato musicale.
Lo sviluppo di quest’area consentirebbe di beneficiare dei profitti inerenti ai c.c.d.d. “diritti connessi”
all’esercizio del diritto d’autore (artt. 72 e ss. L. 633/1941 e successive modifiche ed integrazioni), ovvero
i diritti di produzione, di riproduzione, di distribuzione, nonché i diritti televisivi.
Con riferimento a questi ultimi, il servizio regionale di Rai 3 potrebbe svolgere un ruolo decisivo nel
sistema integrato di produzione e di comunicazione, coordinando la strategia aziendale assegnata
all'informazione regionale con le reali esigenze del contesto territoriale, destinando in tal modo risorse
pubbliche nazionali alle produzioni locali che potrebbero consentire all’intera Regione una maggiore
visibilità e crescita.
area della Distribuzione
Strettamente connessa alla produzione ed alla
promozione del servizio culturale, la distribuzione deve
considerarsi un riflesso strategico della valorizzazione
degli artisti che, diffondendo la propria opera e,
indirettamente, la conoscenza del proprio luogo
d'origine, ne potenziano il valore.
L'area in questione deve essere considerata un settore strategico nell'ambito della creazione di un sistema
abruzzese dello spettacolo, sul cui sviluppo puntare ai fini di un rilancio dell'intera economia territoriale.
Nell'ambito della definizione degli obiettivi del programma di governo che le pubbliche amministrazioni
sono deputate istituzionalmente a svolgere, gli enti pubblici territoriali sono chiamati a ripensare la
distribuzione delle proprie risorse per la realizzazione di un progetto organico di riforma che coinvolga
l'intero contesto regionale, teso a far emergere nuove realtà produttive rivolte allo sviluppo della
comunità tutta ed anche delle generazioni future.
La circolazione delle opere di produzione locale, nell'ambito regionale, nazionale ed internazionale
rappresenta un potenziale di crescita e di sviluppo del territorio che non può essere trascurato.
Il rilancio della funzione di distribuzione di spettacoli va incentivata nell'ambito di un'azione generale di
promozione regionale, che valorizzi la produzione musicale, e più in generale artistica, abruzzese con
particolare attenzione rivolta ai talenti emergenti.
La diffusione di opere, sulla base di un unico progetto culturale ed organizzativo, anche attraverso il
coinvolgimento di nuove e specifiche competenze, porterebbe ad un innegabile sviluppo del contesto
territoriale, coinvolgendo il “luogo della produzione” in un automatico rapporto “artista-territorio”,
inteso anche come ulteriore elemento dinamico del circuito virtuoso che si intende realizzare.
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Strettamente connessa alla produzione ed alla promozione del servizio culturale, la distribuzione deve
considerarsi un riflesso strategico della valorizzazione degli artisti che, diffondendo la propria opera e,
indirettamente, la conoscenza del proprio luogo d'origine, ne potenziano il valore, sviluppando relazioni
con un pubblico la cui espansione è in continuo divenire. Il progetto che qui si espone è diretto a
sostenere lo sviluppo della cultura e dello spettacolo, ottimizzando l’esistente e correggendo situazioni
inadeguate.
In un’attività di “promozione” finalizzata a far avvicinare l’offerta alla domanda culturale, il progetto si
prefigge di analizzare e favorire le relazioni con i fruitori – pubblico, clienti, consumatori, utenti e tutti gli
interlocutori del sistema – ottimizzando le risorse esistenti, valorizzando le risorse umane e mettendo a
frutto tutte le relazioni, i crediti ed i feedback maturati negli anni dagli operatori culturali presenti sul
territorio, usi esclusivamente ad importare prodotti e servizi, trascurando un ritorno economico enorme
che, al contrario, deve essere incentivato, attraverso la creazione, la distribuzione e l'esportazione sul
territorio nazionale ed internazionale di un prodotto artistico di qualità con un brand evocativo della
Regione Abruzzo.
area della Riproduzione
L’interpretazione di opere di repertorio, sebbene possa considerarsi un momento secondario rispetto alle
creazioni nuove, rappresenta un momento importante dell’esecuzione musicale ed il suo valore appare –
ancora una volta – strettamente connesso all’area della formazione, essendo direttamente proporzionale
al livello qualitativo di quest’ultima.
Il sistema di organizzazione del teatro musicale oggi risente, tuttavia, di una perdurante crisi di elementi
di novità rispetto ad epoche passate, estremamente ricche di fermenti ed intuiti ancora oggi ritenuti
ineguagliabili.
Con lo sviluppo degli strumenti di riproduzione sonora, infatti, l’attenzione si è spostata dal dato
stilistico e compositivo al dato interpretativo che, gradualmente, si è imposto sempre più nel mercato
musicale assumendo una propria autonomia e dignità, contrapposta all’opera originale.
Pur dovendosi riequilibrare il rapporto tra novità e repertorio, come detto in precedenza, favorendo la
produzione dell’originale rispetto ad opere date e consolidate ai fini dello sviluppo del linguaggio
musicale e di una sua sana evoluzione ed innovazione, la riproduzione di opere, quale opportunità per
conoscere dal vivo i grandi capolavori della musica, rappresenta un momento irrinunciabile nella
programmazione culturale e nella sensibilizzazione del pubblico, poiché offre l’occasione per conoscere
e godere di opere irripetibili.
In quest’ottica anche il settore della riproduzione costituisce un potenziale da valorizzare, soprattutto
nell’alveo di un percorso di formazione professionale teso a sviluppare poli produttivi destinati ad
operare sul territorio.
Pertanto nella prospettiva di creare un’orchestra giovanile, di cui meglio si dirà un seguito, l’area della
riproduzione va intesa come parte dell’ ingranaggio di un circuito virtuoso in cui la qualità dei
componenti – da perseguire appunto con la formazione - risulta un obiettivo non meno importante da
raggiungere.
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Ciò anche in risposta all’esigenza di importare sempre meno spettacoli ed artisti, potendosi attingere, sia
per la produzione che per la riproduzione, al bacino di risorse endogene, da sostenersi adeguatamente nel
percorso formativo, per accrescere il valore dell’offerta musicale e contribuire al rinnovamento e
all’ampliamento del mercato.
area dei Servizi tecnici
L’area dei servizi costituisce un’ulteriore proficua ricaduta che lo sviluppo del progetto si propone di
attuare. Essa è costituita dall’insieme di tutte le attività che offrono al settore principale - quello creativo e
culturale - il supporto tecnico e logistico necessario per garantire un prodotto qualitativamente
apprezzabile (allestimento locations, impianti audio, luci, video, scenografie, etc.).
La scelta e l’affidamento degli incarichi connessi a tali servizi avverrà privilegiando gli operatori locali,
attraverso criteri e procedure che garantiscano trasparenza, imparzialità e competenza (ovvero attraverso
procedura ad evidenza pubblica qualora l’incarico provenga direttamente da un ente pubblico).
area delle Orchestre
La realizzazione ed il sostegno dell’attività concertistica
di un’orchestra locale costituirebbe il luogo di sintesi di
tutte le aree sopra descritte, attuandosi in essa gli
obiettivi propri di un’impresa musicale operante nei
campi della produzione, riproduzione e distribuzione.
L’orchestra è un “sistema produttivo” costituito da un insieme di professionisti che hanno il privilegio di
produrre musica per professione, di essere ininterrottamente a contatto con arte e cultura e di poterle
trasmettere ad un pubblico allargato.
Due sono le caratteristiche fondamentali che connotano la struttura orchestrale:
- l’organizzazione del complesso in micro e macro sezioni, in cui ciascuno strumento ha la propria
sonorità e collocazione
- la gerarchia, il cui apice è costituito dal direttore d’orchestra che incita e coordina il gruppo, in
stretta collaborazione con il primo violino, tradizionalmente la “spalla” dell’orchestra, interprete
delle esigenze e delle proposte degli orchestrali presso il direttore e viceversa.
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La struttura gerarchica si estende a tutte le sezioni che hanno, ciascuna al proprio interno, un vertice che
organizza, assume decisioni operative su come affrontare l’insieme o sul modo di eseguire un passo, sulle
competenze e sulle collocazioni di ogni strumento che è chiamato a coordinare.
In questa sede viene prospettata la grande ambizione di realizzare un’orchestra sinfonica giovanile che
valorizzi prevalentemente le risorse locali, espressione schietta di un ricco e variegato patrimonio
territoriale, da promuovere sia come forza catalizzatrice per lo sviluppo economico provinciale e
regionale, sia come slancio verso prospettive territoriali e professionali di più ampio respiro.
La realizzazione ed il sostegno dell’attività concertistica di un’orchestra locale costituirebbe il luogo di
sintesi di tutte le aree sopra descritte, attuandosi in essa gli obiettivi propri di un’impresa musicale, intesa
quale realtà operante nei campi della produzione, riproduzione e distribuzione del servizio culturale di
riferimento.
In una politica di collaborazione tra conservatori e scuole di musica, un’orchestra giovanile, quale luogo
per “suonare insieme”, palestra in cui crescere e confrontarsi, apprendendo gli sconfinati linguaggi della
musica, potrebbe rappresentare un’esperienza affascinante di arricchimento, ben più coinvolgente dello
studio teorico o comunque solo individuale, in grado di consentire ai giovani di rapportarsi e competere
con i “confratelli” europei.
In considerazione del carattere formativo-sperimentale, a costi contenuti e con compensi moderati,
potrebbe offrirsi ad allievi e docenti un’opportunità altamente remunerativa sotto il profilo umano e
professionale, dando vita, nel territorio, ad un polo di attrazione di innumerevoli interessi ed occasioni di
contatto tra gli operatori culturali che, in una generale politica di investimento nella cultura, condurrebbe
senza dubbio ad un miglioramento della produttività e dei ricavi.
area del Teatro
Il Teatro ha una sua specificità per forme, tempi e
competenze ed ha una componente fondamentale: il
pubblico, che esso stesso è chiamato a creare,
stimolandone il senso critico e la crescita spirituale e
culturale.
Nell'ambito di un generale riassetto culturale e dello spettacolo, l’esigenza di rinnovati spazi teatrali
assume un'importanza particolare.
Ci si riferisce al Teatro non quale abitudine mondana, né come ad un astratto omaggio alla cultura, ma ad
un luogo in cui una comunità liberamente riunita è chiamata a ricevere, consapevolmente, un messaggio
da accettare o da respingere.
Il Teatro ha una sua specificità per forme, tempi e competenze ed ha una componente fondamentale: il
pubblico, che esso stesso è chiamato a creare, stimolandone il senso critico e la crescita spirituale e
culturale, entrando nella normale quotidianità degli astanti ed instaurando con essi un’interazione ed un
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intimo rapporto.
Con l’obiettivo di rilanciare il Teatro, di diffonderne la cultura e lo spirito che lo permea e di renderlo
accessibile ad una comunità sempre più interessata e consapevole, occorre tuttavia ripensare la
distribuzione delle risorse, prevalentemente assorbite da eccessivi ed ingiustificati costi di gestione,
piuttosto che da valide ed originali produzioni.
E’ necessario concentrare gli sforzi pubblici e privati nella difesa della qualità dei contenuti, alleggerendo
il campo dalle pastoie politiche e dagli interessi estranei alla cultura, preferendo alla logica del profitto,
che favorisce spettacoli di mestieranti mediocri e commerciali, la passione e le capacità di chi il teatro lo
vive e lo anima ogni giorno.
Di grande rilievo appare la trascurata realtà del Teatro Comunale di Teramo, per la quale l'esigenza di una
ristrutturazione logistica e gestionale non può più essere sottaciuta né procrastinata.
La necessità di un importante intervento finanziario per la messa a norma dell'edificio e per il rilancio di
un nuovo sistema abruzzese dello spettacolo è quanto mai urgente per far riconquistare al teatro
cittadino la propria originaria funzione nel panorama teatrale regionale e nazionale.
Ciò anche in coerenza con le esigenze di quei gruppi produttivi, sia esistenti sia di futura formazione,
privi di spazi di incontro e di confronto, che una rinnovata gestione potrebbe soddisfare, restituendo al
teatro la funzione di centrale vitalità per lo sviluppo delle arti dello spettacolo e di una valida e variegata
offerta culturale.
Una gestione a maggioranza prevalentemente pubblica consentirebbe di inserire il Teatro Comunale nel
circuito regionale integrato di un più ampio sistema culturale, consentendo di stabilire sul territorio sani
rapporti di collaborazione e coordinamento utili per uno sviluppo generale.
L'accesso al circuito teatrale da parte degli operatori culturali reperiti in situ, in un'azione di
programmazione e coordinamento svolta super partes dagli enti locali, costituisce un nodo di grande
rilevanza strategica per la valorizzazione del territorio, per la promozione e la gestione coordinata di una
proficua e vivace attività di spettacolo.
In prospettiva futura anche il nuovo teatro, oggi ancora in fase di progettazione, si inserisce nel riassetto
sistematico che si auspica di poter realizzare; nello scenario di una rinnovata politica di gestione (che
preveda il coinvolgimento delle varie componenti popolari, come già prospettato nel 2007 in una lettera
indirizzata all’allora Sindaco Chiodi) la nuova opera pubblica risulterebbe indubbiamente valorizzata e
l'investimento vedrebbe agevolata e potenziata la sua grande capacità produttiva.
Sarebbe quindi auspicabile una più concreta e viva collaborazione e condivisione di intenti tra
l’Amministrazione Comunale e la società civile teramana, e soprattutto tra gli “addetti ai lavori” nel
settore culturale, in modo da conciliare le esigenze tecniche con le necessità artistiche, favorendo la
realizzazione di una struttura – ancora in fieri –concretamente rispondente alle reali necessità di coloro
che al suo interno saranno chiamati ad operarvi ed a fruirne.
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area della Comunicazione
La comunicazione nell’ambito culturale, ed in
particolare in quello musicale, richiede competenze e
conoscenze specifiche, di impronta interdisciplinare, che
consentano a chi se ne occupa di comprendere il tipo di
offerta che si è chiamati a promuovere.
L’area della comunicazione riveste un’importanza essenziale nell’ambito di una nuova politica culturale,
in considerazione dei caratteri e delle peculiarità specifiche di un prodotto destinato ad una vasta
diffusione e ad un utilizzo variegato.
La comunicazione nell’ambito culturale, ed in particolare in quello musicale, richiede competenze e
conoscenze specifiche, di impronta interdisciplinare, che consentano a chi se ne occupa di comprendere
il tipo di offerta che si è chiamati a promuovere.
Che sia musica d’arte o musica di consumo, il metodo di comunicazione deve essere rapportato al
pubblico di riferimento.
Il presente progetto intende pertanto stimolare un approccio qualificato all’area della comunicazione, sia
essa “esterna”, relativa cioè a tutte le attività che mirano alla diffusione, valorizzazione e sviluppo delle
informazioni, sia essa “interna” ad un sistema organizzativo, ossia rivolta allo scambio di informazioni
all’interno dei vari settori, dal “management” agli ambiti operativi.
Gli strumenti che si propongono in funzione di una promozione di base vanno dalla più classica
pubblicità attraverso i media – stampa, radio e televisioni locali, siti internet, affissioni – al
potenziamento di strutture di front office/biglietteria, strumenti tra i più delicati per l’impatto diretto con
gli utenti e l’immediata possibilità, da parte dei fruitori, di chiedere e ricevere chiarimenti di ogni tipo.
Non minore attenzione deve essere riservata all’ufficio stampa ed alle pubbliche relazioni, diretti da un
lato a gestire il rapporto con i media ed a monitorare le informazioni veicolate e pubblicate, dall’altro a
svolgere attività di portavoce e di gestione dei rapporti con le Istituzioni e con gli sponsor.
In considerazione della crescente attenzione che da qualche tempo alcune nostre emittenti televisive
hanno dimostrato nei confronti soprattutto di nuove produzioni, ed in risposta al rinnovato interesse
dell’opinione pubblica nei confronti della “questione culturale” teramana, costantemente stimolato
dall’Associazione Nuove Armonie - soggetto promotore della presente iniziativa - l’offerta al grande
pubblico di produzioni musicali e teatrali originali potrebbe rivelarsi oggi una strategia vincente.
Nella convinzione che attraverso tale canale di comunicazione sia possibile avvicinare un pubblico di
gran lunga più vasto ed eterogeneo di quanto si possa fare nelle sale da concerto, Nuove Armonie ha
intrapreso, tra l’altro, un’iniziativa diretta alle emittenti televisive tesa a promuovere, nella provincia di
Teramo, una stagione concertistico-teatrale da trasmettere attraverso il piccolo schermo.
L’incidenza sociale ed educativa dell’iniziativa è di tutta evidenza e trova conferma nei palinsesti di quelle
reti televisive e radiofoniche nazionali che ospitano concerti e rappresentazioni teatrali, sempre sostenute
da un consenso di pubblico diffuso e costante nel tempo, che ne legittima i costi di produzione e di
messa in onda.
Un’azione coordinata tra le emittenti televisive locali e le Istituzioni, nell’ambito della costituzione di un
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sistema integrato pubblico-privato di promozione e gestione dell’attività di spettacolo, sarebbe quanto
mai necessaria, potendosi con un intervento pubblico attribuire alla programmazione culturale un
carattere di stabilità e continuità destinato a durare nel lungo periodo.
La vivacità dello scenario descritto costituisce altresì una proficua opportunità di sviluppo per un
approfondimento culturale del prodotto offerto, fornendo stimoli per l’avvio di un’attività di critica e di
giornalismo musicale – ad oggi nel territorio quasi inesistente - che arricchirebbe di contenuti la stampa e
più in generale il mercato di riferimento.
Contesto di inter vento
La Provincia di Teramo e più in generale la Regione Abruzzo, espressione di un patrimonio ricco di
storia e di uomini, è un territorio che presenta un modesto livello di efficienza economica ed una
innegabile difficoltà nel competere sui mercati nazionali ed internazionali.
La strategia che si intende proporre pone al centro di un percorso di sviluppo la riqualificazione ed il
recupero dell’identità culturale, in coerenza con quegli indirizzi di programmazione economica da più
parti indicati, con uno sguardo attento al passato ma soprattutto rivolto al futuro, verso un nuovo modo
di “fare impresa” che investa nel valore strategico dei prodotti culturali come volano per il rilancio
economico e sociale dell’area.
La realtà territoriale della Provincia è in evoluzione, ma le risorse umane e i fermenti creativi, i luoghi e
tutte le risorse individuabili sono ancora un potenziale di crescita su cui è doveroso investire, per dare
nuova vita all’intera Regione e consentirle un riposizionamento competitivo, nazionale ed internazionale.
I caratteri trainanti del sistema produttivo dell’area di intervento, incentrata su un tessuto di piccole e
medie imprese, necessitano di un’innovazione; le azioni di miglioramento che il presente progetto si
propone di realizzare sono finalizzate proprio a fornire un sostegno allo sviluppo dell’apparato
produttivo locale, all’innalzamento della qualità dei prodotti e dei servizi offerti, nonché al miglioramento
dell’accessibilità ai mezzi produttivi delle imprese, favorendo in pari tempo la ricaduta occupazionale.
Assumendo come punto di partenza la Provincia di Teramo, con possibilità di allargamento anche agli
altri capoluoghi di provincia, il presente progetto si propone di realizzare un innovativo programma di
integrazione tra formazione, cultura ed impresa, in risposta alla specifica esigenza della Regione, di
promuovere nuove linee di sviluppo, che mirino alla realizzazione di un’organizzazione economica
“relazionale”, aperta alle collaborazioni ed alle economie esterne.
Sog getto Pr oponente
Il presente progetto nasce sulla scia di un nuovo impulso che l’Associazione culturale “Nuove Armonie”
intende trasmettere alla politica culturale del territorio, esprimendo la propria determinazione a stimolare
un nuovo dialogo con le istituzioni ed i soggetti privati che operano nella cultura, per avviare un piano
che definisca una nuova strategia, più matura, proficua e costruttiva, che abbia come fine ultimo il
raggiungimento degli obiettivi dell’Associazione, “..che l’arte si espanda e respiri”, in piena coerenza con
il più vivo interesse pubblico di sviluppo e di crescita dell’intera comunità abruzzese.
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“Nuove Armonie” costituisce l’espressione associativa di una corrente teramana di valenti musicisti
“indipendenti”, nata all'indomani di un evento cittadino di grande risonanza sociale, tenutosi in
coincidenza con la riapertura del restaurato Duomo di Teramo: l’esecuzione della sinfonia concertante
“Il Nuovo Tempio” per organo, orchestra e percussioni, che il giovane Maestro Melozzi – Presidente
dell’Associazione – ha composto per l’occasione, dirigendone l’orchestra.
La sinfonia di Melozzi e la successiva costituzione di “Nuove Armonie” hanno suggellato l’avvio di una
nuova tendenza per lo sviluppo della cultura nel territorio, un nuovo modo di fare arte, di pensare la
musica, di confrontarsi e misurarsi con nuovi linguaggi e nuove forme di comunicazione, valori tutti che
già si intravedevano, in chiaroscuro, nelle profondità della composizione.
La qualità, la dignità di chi dedica la propria vita alla musica, l’attenzione al valore culturale degli eventi
piuttosto che alle logiche politiche e personalistiche che condizionano la vita artistica di una comunità,
l’attenzione ai diritti di chi fa della musica e dell’arte la propria ragione di vita, il desiderio di indirizzare i
giovani alla qualità e alle mete più alte costituiscono le linee programmatiche del Manifesto
dell’Associazione.
Con la presente iniziativa “Nuove Armonie” ribadisce i propri ideali, il desiderio di migliorare la
fisionomia artistico-culturale del territorio teramano ed abruzzese, di dargli risonanza e respiro nazionale
ed internazionale, in un dialogo costante con le istituzioni competenti.
Partners
In coerenza con l’obiettivo di predisporre una strategia coordinata tra tutti i soggetti interessati, al fine di
delineare e rafforzare le diverse relazioni nel settore culturale e formativo, favorendo tutte le sinergie
impegnate nel perseguimento di comuni obiettivi si individuano i partners che potranno condividere il
presente progetto partecipando alla costituzione della Fondazione, ovvero aderirvi successivamente:
1. Comune, Provincia, Regione
2. Associazioni culturali e Fondazioni
3. Istituti bancari
4. Conservatori e scuole musicali private
5.
Camere di commercio.
Obiettivo generale
Favorire la creazione di un contesto idoneo a consentire la realizzazione simultanea di obiettivi comuni
su scala locale, regionale, nazionale ed internazionale, conseguendo una sinergia maggiore rispetto a
quanto si otterrebbe con sforzi individuali e separati.
Promuovere una condivisione di intenti tra tutti gli operatori della cultura, affinché, superando
frammentazioni e competizioni sterili, sia data ad ognuno l’opportunità di concretizzare le proprie
finalità perseguendo in pari tempo un obiettivo superiore comune, sintesi dei più profondi “desiderata” di
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ogni soggetto e portato di una sedimentata cultura del territorio protesa “oltre la frontiera”.
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Sviluppare una più facile comunicazione tra le arti, sensibilizzando l’opinione pubblica alla creatività e
all’innovazione, sperimentando nuovi linguaggi espressivi e nuove tecnologie, in risposta ad una realtà
culturale e produttiva “globale” in continuo divenire.
Assicurare una più equilibrata destinazione delle risorse ed un più efficace utilizzo dei fondi da destinare
ad attività didattiche, formative, di produzione, di ricerca: conferenze, eventi ed iniziative volte a
promuovere ed elevare lo stato sociale, culturale ed economico del territorio.
Aumentare il livello occupazionale del territorio, con particolare riferimento al settore delle scuole
secondarie di primo grado, offrendo anche maggiori opportunità di impiego nel proprio territorio a
molti musicisti, spesso costretti a difficoltose ed onerose “emigrazioni”, rivolte verso le regioni più
economicamente e culturalmente sviluppate.
Obiettivi specifici
1. - Creazione di un centro di formazione culturale e sportello di orientamento professionale
2. - Realizzazione di scuole medie ad indirizzo strumentale
3. - Creazione di un’orchestra giovanile con attività nazionale ed internazionale
4. - Creazione di percorsi didattici personalizzati e miglioramento dell’ offerta formativa
5. - Qualificazione e aggiornamento professionale in campo musicale
6. - Creazione di commissioni di verifica regionali e provinciali che svolgano un'attività di controllo
qualitativo dei docenti e degli insegnamenti proposti
7. - Inserimento nel mercato del lavoro degli allievi formati
8. - Realizzazione di un nuovo equilibrio tra import e export
9. - Realizzazione, distribuzione ed esportazione di produzioni locali
10. - Creazione di una rete di collegamento tra gli operatori della cultura e un network pubblico-privato
11. - Gestione integrata pubblico-privata del teatro comunale di Teramo
12. - Miglioramento di offerte qualificate di servizi tecnici e logistici di supporto
13. - Creazione di uffici di front office/biglietteria
14. - Creazione di ufficio stampa e di pubbliche relazioni
15. - Sviluppo dell’attività di critica e di giornalismo musicale (anche in collaborazione con Università,
scuole e conservatori), per una stampa più consapevole e sensibile alle manifestazioni artistiche
16. - Creazione di una struttura con propri organi di gestione e controllo (Fondazione di Partecipazione)
17. - Ideazione di linee guida per la programmazione regionale, provinciale e comunale della cultura e
dello spettacolo
18. - Creazione di un ufficio preposto all’analisi delle normative, alla progettazione e alla richiesta dei
finanziamenti regionali, nazionali ed europei
19. - Incremento del carattere di internazionalità per promuovere l’immagine del territorio teramano e
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20. dell’Abruzzo, in Europa e nel mondo
21. - Creazione di un network di etichette discografiche abruzzesi – per costituzione o per provenienza
dei suoi fondatori – operanti sul territorio nazionale ed internazionale per la distribuzione e la
riscossione dei profitti legati alla vendita ed alla riproduzione di opere locali, realizzate anche con
risorse pubbliche
22. - Creazione di struttura di collegamento tra gli artisti e la SIAE
23. - Ridistribuzione delle risorse destinate alla cultura.
Beneficiari
Diretti:
1) Bambini e adolescenti in età compresa tra i 6 e i 18 anni
2) Docenti pubblici e privati; personale di supporto tecnico e logistico
3) Professionisti, artisti e creativi abruzzesi.
Indiretti: l’intera comunità regionale.
Risultati attesi
Realizzati e resi operativi spazi e strutture di formazione, orientamento ed intermediazione culturale, di
ricerca, produzione e promozione di prodotti artistici locali.
Realizzate e rese operative strutture idonee a coniugare un prodotto artigianale con esigenze di impresa
industriale.
Sviluppate e rese funzionali le sinergie tra gli operatori della cultura a livello locale, nazionale ed
internazionale.
Realizzazione dell’intervento
Durata: 3 anni per la prima attuazione/sperimentazione
Struttura di gestione: proposta di costituzione di una Fondazione di partecipazione.
La struttura che si progetta di realizzare per il perseguimento dello sviluppo culturale del territorio è la
Fondazione di partecipazione, istituto atipico di costruzione dottrinale - già individuabile nelle figure
delineate dai provvedimenti legislativi per il riordino degli enti musicali, enti lirici, affidamento dei poli
museali - che per le sue caratteristiche di duttilità ed elasticità ha condotto a risultati coerenti e rilevanti
nei più diversi settori di utilità sociale, sotto l’egida del perseguimento dell’interesse pubblico.
La Fondazione di partecipazione rappresenta la sintesi tra l’associazione e la fondazione, affiancando
l’elemento personale tipico della prima all’elemento patrimoniale caratteristico della seconda; ha scopi
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istituzionali non profit pur potendo svolgere anche attività d’impresa per raggiungere gli obiettivi finali.
Essa ha la peculiarità di far coesistere in un unico soggetto enti locali, ministeri, associazioni culturali,
imprese, consentendo a ciascuno di mantenere la propria fisionomia, pur entrando operativamente nelle
dinamiche organizzative ed operative della struttura.
Può nascere per iniziativa di un solo soggetto, ovvero di più soggetti ed offre anche la possibilità di
entrarvi in un tempo successivo alla sua costituzione, attraverso un atto di adesione (art. 1332 cod.civ.).
Pur avendo uno schema estremamente flessibile, che consente alla creatività dei fondatori di modulare
diversamente gli organi, la loro composizione e i compiti a ciascuno attribuiti, sono irrinunciabili la
presenza di un patrimonio vincolato ad uno scopo e l’immodificabilità dello scopo da parte dei suoi
fondatori.
Sotto il profilo soggettivo i membri si dividono in:
I. Fondatori Promotori: sono privati, associazioni, aziende, enti pubblici territoriali (Regione, Province,
Comuni) che sottoscrivono l’atto, e che contribuiscono in modo significativo a dotare la Fondazione
dei mezzi necessari per raggiungere i propri scopi
II. Partecipanti Fondatori: sono quei soggetti che aderiscono sulla base di un impegno pluriennale,
nominati tali dall’organo deliberativo
III. Aderenti/Partecipanti: costituiscono la categoria dei sostenitori che, mediante versamenti di denaro
una tantum o annuali, ovvero mediante prestazioni di lavoro o ancora mediante donazioni di
utilità immateriali o materiali, contribuiscono alla sopravvivenza della fondazione ed al
perseguimento delle sue finalità.
Quanto agli organi, essi sono:
1. Consiglio di indirizzo: costituito da fondatori promotori, partecipanti fondatori e partecipanti
istituzionali (a maggioranza pubblica), stabilisce le linee generali dell’attività della struttura,
deliberando sugli atti essenziali al raggiungimento dei suoi scopi. Non ha compiti gestori.
2. Consiglio di gestione: i suoi membri sono scelti dal Consiglio di indirizzo; svolge tutte le attività
esecutive e di gestione.
3. Comitato di controllo: costituito da persone di comprovate capacità e competenze, è organo di
vigilanza interna deputato a controllare la continua aderenza dell’operato della Fondazione alla
legge, allo Statuto ed al pubblico interesse.
4. Presidente: ha la rappresentanza legale della struttura, ha poteri di iniziativa necessari per il buon
funzionamento amministrativo e gestionale.
5. Collegio dei revisori dei conti: assicura la regolare tenuta della contabilità e vigila sulla gestione dei
flussi finanziari.
Quanto alle risorse finanziarie della Fondazione, è necessario distinguere tra patrimonio e fondo di
gestione: il primo è costituito dal fondo di dotazione e dal patrimonio in senso stretto, di cui sono
spendibili solo le rendite, mentre il secondo comprende i cespiti che costituiscono la cassa della
Fondazione ovvero le risorse spendibili.
Al termine dell’iter di costituzione della Fondazione è anche possibile ottenere il riconoscimento ai sensi
di legge.
Il presente progetto si propone di definire con tutti i partners, pubblici e privati, che vorranno
condividerlo, lo schema di Statuto più idoneo al perseguimento degli interessi pubblici in gioco.
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Monitoraggio e Valutazione
Un continuo flusso di informazioni potrà essere assicurato e reso disponibile attraverso l’attivazione di
un sito web dedicato alla cultura dell’Abruzzo.
La valutazione all’interno della Fondazione potrà realizzarsi attraverso l’attività svolta dal Comitato di
controllo, organo ad hoc, costituito da persone di comprovate capacità e competenze nei settori di
interesse culturale e musicale, con istituzionali compiti di controllo sulle attività della struttura.
Potrà inoltre articolarsi un sistema di valutazione esterna dei risultati perseguiti che affidi alla Regione
compiti di coordinamento e di verifica dei risultati, in sinergia con le politiche culturali ed educative delle
Province e dei Comuni, nel rispetto delle relative sfere di competenza.
Potrà infine stabilirsi un coordinamento generale del progetto di riassetto culturale organizzando
incontri periodici tra rappresentanti della Regione Abruzzo e delle Province, con compiti di
programmazione generale, verifica e controllo sullo stato di avanzamento dei progetti che verranno
promossi.
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