Paura arsenico per 48 ore

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Latina
Il giornale di
GIOVEDÌ 13 OTTOBRE 2016
31
Cori
L’accusa del sindaco: “mancata informazione da parte
dell’azienda”
IL FATTO
I rilevamenti del 10 di ottobre davano valori superiori di oltre tre volte il consentito
Paura arsenico per 48 ore
Ieri il divieto di potabilità, ma l’allarme è rientrato: “Ora i valori sono nella norma”
di IVAN EOTVOS
E’
durato pochissimo, il tempo
di qualche giorno, l’allarme arsenico nel
Comune di Cori. Nella
mattinata di ieri, infatti,
si diffondeva la notizia
che poi sarebbe stata confermata da una ordinanza
emessa dall’ufficio del
sindaco Tommaso Conti, in cui si comunicava
che nel comune erano recentemente stati effettuati dei rilevamenti delle
acque del servizio idrico
in cui si erano riscontrati
valori molto al di sopra
del limite di legge di Arsenico. L’ordinanza emessa
dal sindaco Tommaso
Conti si è resa necessaria
a seguito dell’ultimo bollettino del SIAN ASL Latina - Dipartimento di
Prevenzione
U.O.C.
Servizio di Igiene Alimenti e Nutrizione - con
il quale è stato comunicato il superamento dei valori di arsenico consentiti
dalla legge (10g/l - diecimicrogrammilitro) presso
i tre punti di prelievo dislocati sul territorio. E se
il valore è dieci, i rilievi avevano evidenziato medie di oltre il doppio rispetto al consentito che
andavano da 23 a 30g/l –
diecimicrogrammilitro.
Quindi picchi del triplo rispetto al consentito. Per
questi motivi, si faceva
divieto con effetto immediato di utilizzare l’acqua
ad uso alimentare e si disponeva che l’ente gestore (Acqualatina), provvedesse all’immediato trasporto di provviste idriche per sopperire a questa
mancanza. L’ordinanza
portava la data del 10 ottobre (tre giorni fa). Il sin-
g Al centro il sindaco di Cori Tommaso
Conti (Pd), in alto il Comune corese
“
Il sindaco Tommaso Conti
scrive ad Acqualatina:
“Non ci avete fatto nemmeno una telefonata”
daco ha poi scritto una
lettera infuocata ad Acqualatina di cui siamo in
grado di fornirvi una trascrizione. Conti nella
missiva si lamentava sia
per il grave disservizio
che metteva evidentemente in pericolo la salute dei cittadini di Cori, ma
anche per la mancata comunicazione in tempi celeri. Scriveva il sindaco
nella sua missiva senza
mezze misure indirizzata
agli uffici di Acqualatina:
“questa è già la seconda
volta in pochi mesi che accade un fatto del genere anche se poi il sindaco
spiegherà che la prima
volta i livelli erano stati
superati di pochissimo e il
problema era subito rientrato – e Acqualatina non
si è degnata nemmeno di
fare una telefonata o di
mandare alcuna comunicazione ufficiale nelle quali
si descrivevano le iniziative
messe in campo dall’azienda per porre rimedio al
problema. L'aumento dei
valori
dell’arsenico
dell’acqua è da ascrivere al
malfunzionamento degli
impianti di dearsenizzione, sotto la vostra diretta
custodia gestione e responsabilità – tuonava il
sindaco nella missiva Provvederemo senz'altro
ad aprire una procedura di
infrazione per violazione
contrattuale nell'erogazione del servizio e il relativo risarcimento dei danni
dovuto al disservizio, alla
omessa informazione e comunicazione e alla carenza
del servizio sostitutivo.
Auspichiamo che questa
incuria e negligenza non
s'abbia a ripetere perché il
grado di tolleranza nei
confronti dei vostri comportamenti ò ormai arrivato al limite”. Insomma, il
sindaco non le ha mandate a dire all’azienda. Si evince dunque che i rilievi
risalgono al 4 di ottobre, e
i risultati sono divenuti
noti al sindaco solo il 10,
per giunta dalla Asl, non
dall’Acqualatina. Ma questo potrebbe essere solo
la conseguenza delle
competenze degli enti e
dell’azienda. Questa lettera carica di apprensione
e dai toni indispettiti, è
stata seguita da un post su
Facebook dello stesso
sindaco che affermava, in
maniera molto più pacata
che: “Mi comunicano adesso da Acqualatina che i
livelli di concentrazione
dell'arsenico sono rientrati
nella norma, intorno al 5 e
al 6; attendo comunicazione ufficiale, domani mattina con ogni probabilità sarà revocata l'ordinanza”.
La risposta probabilmente più rapida nella storia
del servizio clienti, ma
scherzi a parte, di sicuro
le 48 ore passate dal momento della consegna dei
risultati sui rilievi e la lettera furente del sindaco
Conti appare molto lunga
e rende ragionevole la furia del Primo cittadino.