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771591 042007 61006 Giovedì 6 ottobre 2016 9 DIRETTORE VITTORIO FELTRI ANNO LI NUMERO 276 EURO 1,50* Senza leader forti i partiti languono È il momento dei padroni Forza Italia ferma in attesa della resurrezione di Silvio, Grillo costretto ad azzerare il direttorio per evitare la sfascio di M5s, il Pd che stenta da quando Renzi ha perso il tocco magico, Lega da sempre appesa al capo di FAUSTO CARIOTI In Italia funziona un solo modello di partito: quello padronale.Se si preferisce una definizione più gentile lo si può chiamare partito fondato sul carisma del leader, ma la sostanza non cambia: lì dentro uno solo comanda, per gli altri la scelta è tra adeguarsi e sparire. Tutto il resto - la democrazia interna, l’utopia della trasparenza e della collegialità, il mito del dialogo con la base e il territorio - fa parte della propaganda. Buono per cucinarci gli slogan, ma, quando si deve fare sul se- rio, o hai un capo indiscusso che parla per tutti o non vai da nessuna parte. Beppe Grillo, che di mitologie politiche se ne intende, si era inventato la storia dell’uno vale uno. Aveva persino provato a prendersiin parola:«Midefilo dal Movimento. Ho un’età pazzesca, ho fatto il mio tempo».Come se lui fosse uno qualunque. Doveva essere il momento del passaggio della sua creatura all’età adulta, l’inizio della marcia trionfale (...) «La verità del 2013» Eredità Esselunga Caprotti lascia l’impero alle sue donne di NINO SUNSERI a pagina 20 di FABRIZIO MELIS L’eterno ritorno di Michele Santoro in Rai inizia alle 21.10 spaccate. Il problema è che potrebbero essere le 21.10 di qualsiasi giorno degli ultimi quindici anni: il servizio sugli italiani ricchi e buzzurri che vanno a Ibiza, Alba Parietti, Flavio Briatore, Luigi De Magistris, “Michele chi?” che - visibilmente emozionato - parla benissimo di se stesso, Berlusconi tirato in ballo come i cavoli a merenda. E si indovini dove va a parare il consueto monologo di Santoro: ma su Berlusconi, ovviamente: l’editto bulgaro, la celebre puntata di Servizio Pubblico del 2013 che rilanciò il Cav e e per cui Santoro quasi si difende («Non ho aiutato Berlusconi»), Grillo e la comunicazione (...) segue a pagina 2 PAOLO BECCHI a pagina 2 È finita la dittatura rossa Le fandonie degli intellettuali non tirano più Il popolo umile stavolta vince su snob e sinistra di RENATO FARINA di VITTORIO FELTRI C’è qualcuno che è persino peggio di Renzi, e forse più pericoloso: ed è l’Intellettuale. Pretende di imporre la dittatura dei suoi dogmi, non con la ragione,ma con l’autorità della sua fronte inutilmente ampia. Il suo senso di superiorità francamente immotivata ci ha rotto le scatole. In francese si dice “Intellò”. Usiamo la “i” maiuscola per rispetto (...) Il nostro Renato Farina qui accanto svolge il tema degli intellettuali che ci hanno rotto le scatole perché poverini si danno molte arie ma non ne hanno mai azzeccata una. Sono noiosi, ripetitivi, vanitosi e dispensano prediche in controtendenza rispetto al sentire della gente comune. Da oltre mezzo secolo sono in cattedra, cercano (...) segue a pagina 4 segue a pagina 4 «Correte, che bello, c'è un uomo che sta cagando». (Scusate, ma è improbabile che il capannello di turisti che si è creato a Piazza Venezia, ieri, abbia detto «defecando»: al limite «shitting», visto che c'erano stranieri, oppure «facendo la cacca», visto che c'erano bambini, o «i bisogni» visto che c'erano pensionati). Interessante: sta di fatto che un barbone (anche qui: senzatetto, clochard, vagabondo) si è cavato i pantaloni e si è messo a officiare nello spazio verde davanti all’Altare della Patria, coi turisti che ovviamente sguaina- APPUNTO di FILIPPO FACCI Aria nuova vano il cellulare: souvenir d'Italie. Poi l'uomo ha improvvisato pure uno spogliarello, ma non c'interessa, fermiamoci qui. La scena è durata mezz'ora: e che diciamo? Ce la prendiamo con la Raggi? No, altrimenti il discorso andrebbe esteso al vicino Colle Oppio, dove i gatti sono spariti perché i nomadi se li sono magnati. Il punto è che in Piazza Venezia, dove il barbo- * Con: "I 100 CAPOLAVORI DEL JAZZ" - CD nr. 2 - € 6,00; CD nr. 1 - € 2,00. Santoro torna e si scusa per Berlusconi segue a pagina 9 I FATTACCI DELLA VITA Se i bimbi stanno male L’omicidio di Loris Fa uccidere il marito hanno voglia di morire si riduce a lite per soldi per non affidargli i figli Giallo dell’undicenne annegato Il padre ora chiede due milioni Ai due assassini diecimila euro di SIMONA BERTUZZI di CRISTIANA LODI di ALESSANDRO DELL’ORTO Non si crepa a undici anni in un canale scolmatore. Quando il sole è caldo e avvolge la campagna. Quando il pomeriggio è carico di gridolini e brezza, e il sudore buono dell’adolescenza impregna i capelli e la fronte. (...) «Non soltanto hai ucciso Loris» strilla al suocero l’imputata «adesso hai pure il coraggio di chiedermi i soldi!». Poi, sorridendo sarcastica, si rivolge al marito in aula: «Ah sì? Vuoi la separazione e due milioni di euro... (...) Quando ha capito che la separazione dal marito stava diventando sempre più complicata e conflittuale - rispetto a ciò che sognava e pretendeva - e che l’affido delle figlie minorenni non le sarebbe stato dato (...) segue a pagina 16 segue a pagina 16 segue a pagina 17 ne espelleva per via anale le sue sostanze non assimilabili, non si poteva neppure chiamare i vigili o i Carabinieri: erano già lì. C'era una manifestazione, c'erano un sacco di vigili e persino una camionetta dei Carabinieri, appunto: ma immaginateli in tenuta antisommossa al grido di «correte, c'è un uomo che sta cagando». Quindi non ce la prendiamo con la Raggi, no, anzi, ci appelliamo a lei. Semplicemente: faccia qualcosa. Neppure il più accanito tra gli avversari, questa volta, potrà dirle che le manchi la competenza. La giustizia vista dai compagni Se scagiona la polizia la perizia è truccata di GIUSEPPE CRUCIANI Condannano carabinieri e poliziotti? Evviva la giustizia. Vengono assolti? Sicuramente sono coperti da lobby, servizi segreti deviati e schegge impazzite dello Stato. Stiamo parlando della vicenda Cucchi. C’è una parte d’Italia (...) segue a pagina 18 Prezzo all’estero: CH - Fr 3.70 / MC & F - € 2.50 / SLO - € 2.80 / HR - HRK 21.00 2 PRIMO PIANO __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ nuovi equilibri ::: PAOLO BECCHI CESARE SACCHETTI ■■■ Tutto cominciò cinque anni fa alla Leopolda quando sul palcoscenico della stazione ferroviaria di Firenze si affacciava quello che all’epoca era considerato poco più di un giovanotto rampante e piuttosto arrogante, uno di quelli con la parlata svelta ma che non si preoccupa troppo di quello che dice. Matteo Renzi esordiva così nella politica italiana, parlando della necessità di una rottamazione della vecchia classe dirigente del Pd, incapace di interpretare al meglio i cambiamenti del futuro e ormai troppo legata ad un passato fatto di effigi e simboli che non appartengono più alla si- nistra moderna. Dentro il Pd, non fu accolto bene. D’Alema, Marini e Bersani non hanno mai visto con favore l’avvento di questo giovane spregiudicato e arrampicatore, ma hanno ingoiato il rospo della sua ascesa perché così era stato deciso dai piani alti dell’Europa e di Washington. Quando Renzi venne scelto come sostituto di Enrico Letta, l’intera stampa italiana e internazionale si schierò tutta come un sol uomo a favore dell’ex sindaco di Firenze. La presenza del rottamatore nei media era bulimica, e invadeva tutti gli spazi delle principali reti nazionali a ogni ora del giorno. Confindustria e De Benedetti ne decantavano le lodi, vedevano nella sua figura l’uomo che avrebbe una volta per tutte in- ANCHE A SINISTRA Gli esperti confermano: «Il Pd era il movimento politico più strutturato, ma dopo le sconfitte degli ultimi anni ha dovuto affidarsi a un capo forte» L’analisi Ai poteri forti serve un altro governo Gli ex sponsor hanno voltato le spalle a Renzi che cadrà col referendum: dopo di lui franto quei tabù che tutti i governi precedenti non avevano osato sfidare. È stato così per la riforma dell’articolo 18, un passaggio storico che ha inferto un duro colpo al già provato edificio dello Stato sociale e ha concesso un potere ancora maggiore al grande capitale dell’industria italiana. Nessuno era riuscito in questo, né i vecchi ex compagni di una volta come D’Alema avrebbero potuto riuscirci. Il motivo è apparentemente intuiti- vo quanto semplice: per approvare delle riforme del genere occorreva costruire un logos di novità, di immagine giovane e fresca di cui la classe dirigente del Pd era del tutto priva. I media hanno contribuito e alimentato quel logos falso e artificiale per permettere di descrivere le riforme renziane come un enorme passo in avanti per la società italiana, quando esse rappresentano un salto all’indietro di 60 anni,azzerando decenni di conqui- ste e lotte sindacali. Da qui la fiducia in bianco al rottamatore da tutti gli ambienti che contano: dalla finanza anglosassone per mezzo del Financial Times, dalla cancelliera Angela Merkel che vedeva in Renziuna garanzia che l’Italia non violasse il teorema dell’austerità e rimanesse ben salda all’euro, fino alle istituzioni europee sicure che il Belpaese nelle mani del governo Renzi non fosse più una minaccia per la stabilità del- Per fare un partito ci vuole un padrone Nell’epoca di tv e internet funzionano le formazioni dove comanda uno solo Altro che democrazia, da Silvio a Renzi, da Grillo a Salvini vince l’uomo forte ::: segue dalla prima FAUSTO CARIOTI (...) dell’esercito dei trentenni, destinazione palazzo Chigi. Un’estate dopo il comico sessantottenne è costretto a riprendere in mano il M5S.I ragazzotti tornano nel retrobottega,a completare l’apprendistato. Lui decide chi può andare in televisione e chi dovrà fare l’assessore a Roma, lui detta la linea alla spaurita Virginia Raggi,luicompatta iranghi degli eletti in Parlamento e in periferia. E luitorna a mettere la faccia sulle scelte del Movimento, perché la sua è l’unica che funzioni. Uno vale tutti, basta non dirlo a voce alta. Grillo non ha fatto altro che arrendersi all’evidenza, prendere atto della natura delle democrazie nell’epoca superveloce della televisione e di internet. «Eroi, combattenti, perdenti: i leader sono gli interpreti obbligati di ogni narrazione mediatica. I campioni del consenso e dell’Auditel alle cui sorti le democrazie del pubblico sono costrette ad affidarsi». Lo scrive il politologo Mauro Calise, che a questa trasformazione delle democrazie ha dedicato più di un libro. Forza Italia, altro caso da manuale. Soprattutto adesso che è quotata dai sondaggisti attorno al 12%, un terzo di quanto preso dall’allora Pdl alle Politiche del 2008. «Per come è nata e si è sviluppata, non credo che possa avere un futuro politico senza Berlusconi»:diagnosi sincera e crudele quella della tessera numero due Antonio Martino, che ventidue anni fa fondò il partito assieme al Cavaliere. Parole confermate ogni giorno dall’ansia con cui tutti i dirigenti del partito attendono gli aggiornamenti sulle cartelle cliniche dell’ex premier: con lui al comando c’è ancora speranza di recuperare. È allo stesso tempo una fortuna e una dannazione, un capo così, perché l’unica cosa che Silvio Berlusconi avrebbe dovuto fare in questi anni - scegliere un leader che non sfigurasse troppo al suo cospetto si è guardato bene dal realizzarla. Il fenomeno ha raggiunto l’apice adesso, ma non è nato oggi. Giovanni Orsina, che insegna Storia contemporanea alla Luiss, lo racconta così: «A partire dagli anni Settanta si assiste alla dissoluzione delle istituzioni e alla individualizzazione dei processi politici. Non c’è più un corpo intermedio, un partito, un gruppo o una istituzione che possa aiutarti a fare politica, perché si sono tutti dissolti. L’unica cosa che rimane è l’individuo, il leader. Il cui carisma, però, o è sorretto da tanti soldi e da una personalità straordinaria come quella di Berlusconi, o nelgiro di pochiannisiconsuma». Se il leader è tutto, il partito può anche non esserci. «Alcuni degli attuali partiti italiani di fatto non sono mai esistiti», prosegue Orsina. «Il Movimento Cinque Stelle è un non-partito e Forza Italia è un mezzo partito.Quanto alla Lega, è un partito ben strutturato in alcune regioni, ma i suoi risultati sono figli del carisma prima di Bossi e poi di Salvini. Oggi la Lega è Salvini». Inumeri del Carroccio confermano: tra alti e bassi, il quid del fondatore ha fatto la fortuna del partito sino alle Europee del 2009, quando fu sfondato il tetto del 10% a livello nazionale, e alle Regionali dell’anno seguente, dove il bottino raccolto superò il 12%. Il declino degli anni successivi è conseguenza della crisi personale di Bossi e dura sin quando un altro leader carismatico non si mette alla guida delle camicie verdi. AZZURRI NEL BUNKER In Forza Italia temono un altro Nazareno «L’unica soluzione è votare un No secco» «Il referendum costituzionale è la partita della vita. Dobbiamo lavorare per il No dalla mattina alla sera, sette giorni su sette, ventiquattr’ore al giorno. Il referendum spacca la sinistra e ricompatta il centrodestra». Renato Brunetta chiama alla mobilitazione Forza Italia. Il capogruppo alla Camera dà voce a quanti, nel partito, temono un «Nazareno bis». Così il gruppo a Montecitorio, con un occhio ai sondaggi che vedono il Sì in recupero, serra i ranghi. Ieri in un convegno organizzato vicino alla Camera - «#qualecentrodestra? Referendum? Certamente NO!» - gli azzurri hanno suonato i tamburi di guerra. «C’è stato un rilassamento a tutti i livelli», ha denunciato Altero Matteoli, critico con quanti hanno abbassato la guardia: «Molti di noi si sono innamorati di Renzi, Berlusconi compreso. “Come comunica bene”, diceva... Dobbiamo far crescere la mobilitazione» privilegiando la «nostra classe dirigente. Non abbiamo bisogno di Papi stranieri». Un siluro a Stefano Parisi, accusato di essere troppo morbido sul quesito. Con Matteo Salvini inizia la risalita: sopra al 6% alle Europee del 2014, quasi il 15% alle Regionali l’anno successivo, un ottimo 12% alle Comunali di Milano a giugno. Risultato importante, questo, anche perché raggiunto facendo la corsa per un candidato come Stefano Parisi,difficile da digerire per gli elettori leghisti, e in coalizione con una Forza Italia che su palazzo Marino si era giocata tutto. Il caso più interessante però è quello del Pd.«Era il partito più strutturato di tutti», rimarca Orsina, «e forte di questa caratteristica per anni ha cercato di sfuggire alla leadership carismatica. Ma alle elezioni del 2013 ha subito un tale colpo alle proprie ambizioni che, per vincere, è dovuto diventare quello che Ilvo Diamanti chiama il PdR, partito di Renzi. Smettendo di essere il Partito democratico». All’inizio la medicina ha funzionato bene, tanto che alle Europee di due anni fa il «PdR» è stato votato da quattro italiani su dieci. È durata sin quando Renzi è stato libero di comandare. Costretto a mediare dalle divisioni nel suo stesso partito, trasformato in un segretario più simile a quelli di una volta,è diventato un leader azzoppato e insieme con lui hanno cominciato a claudicare il governo e lo stesso Pd. «La velocità con cui in questi due anni si è bruciato il carisma di Renzi impressiona. La politica è diventata un’enorme pozza d’acido, che consuma chiunque ci entri» chiosa Orsina. È il tallone d’Achille dei partiti padronali: se il capo smette di brillare e il suo appeal svapora, anche gli elettori se ne vanno. Peggio di così, stanno solo i partiti che il capo-padrone non lo hanno. © RIPRODUZIONE RISERVATA LEADER CARISMATICI Dall’alto, il premier e segretario del Pd, Matteo Renzi, il leader dei Cinquestelle, Beppe Grillo e Matteo Salvini, segretario della Lega dal 2013. Tre esempi di leader forti che si sono imposti sulla nostra scena politica: per tutti i problemi iniziano quando non riescono più a imporre la propria leadership carismatica [LaPresse, Olycom e Ipa] 3 PRIMO PIANO __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ NON CONTRO L’ex direttore generale di Confindustria però avverte: «Non votiamo per dare una spallata all’esecutivo ma per cancellare una riforma sbagliata» per papparsi quel che resta del Paese altri tecnici per svendere pezzi pregiati dello Stato e aggredire i risparmi degli italiani l’Ue. Ora l’idillio sembra essere finito. La Commissione Europea solamente pochi mesi fa ha descritto Renzi come un personaggio «inaffidabile», l’ingegner De Benedetti si schiera per il No al referendum e il Financial Times condanna la riforma costituzionale definendola come «un ponte verso il nulla». Dunque il potere attrattivo dell’uomo nuovo sembra esaurito, gli ambienti un tempo di casa lo considera- no ora un ospite indesiderato al quale va mostrata l’uscita per fare spazio ad altri invitati più graditi. Se dunque gli sponsor di Renzi gli voltano le spalle, e preferiscono schierarsi apertamente per il No al referendum, appare evidente che l’intenzione è quella di provocare un cambio nella politica italiana. Sebbene le riforme costituzionali siano state pensate principalmente per dare ancora più potere alle istituzioni europee e abrogare il titolo V (ul- timo ostacolo per le privatizzazioni delle municipalizzate ancora in mano agli enti locali) i poteri esteri e italiani preferiscono adesso votare No per favorire cosìuna probabile crisi di governo i cui esiti porteranno a tutto tranne che a elezioni anticipate. Negli anni passati il Quirinale ha sempre rimandato l’opzione delle urne, viste come fonte di instabilità dai mercati. e ha preferito sempre cercare una soluzione per mantenere in vita la legislatura. nuovi equilibri Da Monti in poi, è stato impedito ai cittadini italiani di potersi esprimere nel nome di logiche sovranazionali che chiedevano la prosecuzione delle legislature, così da mantenere inalterato lo status quo e guadagnare terreno sullo smantellamento dello Stato sociale italiano. Ora però per continuare su quel cammino è necessario un altro cambio perché il tempo di Renzi è finito. E il referendum pare quasi diventato lo strumento migliore per dare il benservito a Renzi. In caso di un’eventuale sconfitta al referendum farà di tutto per restare al suo posto ma non ci riuscirà. È molto più probabile l’entrata in scena di un governo tecnico o di larghe intese: in entrambi i casi sareb- bero approvate altre «riforme» che il premier precedente governo non aveva la forza di approvare. Il cammino degli ultimi 5 anni è stato così, si designa un premier dall’esterno e si giustifica la sua ascesa con la situazione interna di emergenza indotta. Una volta che lo scopo è stato raggiunto e occorre passare alla fase successiva, gli si dà il benservito e si passa al nuovo personaggio da sostenere, che può essere anche un vecchio riciclato. Monti,Letta e Renzi sono salitialpotere con questo schema. Chi verrà dopo di loro dovrà portare a termine il lavoro iniziato da questi. Svendere completamente gli asset più importanti dello Stato e aggredire il risparmio degli italiani. © RIPRODUZIONE RISERVATA Duello alla camomilla tra Boschi e Parisi Il ministro delle Riforme e il delfino di Berlusconi in tv non riescono a litigare. L’ex manager ribadisce: «Se vince il No il premier va a casa». Maria Elena: «Pronti a cambiare l’Italicum e dopo il Sì, legge elettorale per il Senato» ::: SALVATORE DAMA ROMA ■■■ Stefano Parisi veste i panni dell’anti-governativo. Ovviamente lo fa con il suo stile pacato. Quindi inutile aspettarsi fuochi d’artificio dal confronto con Maria Elena Boschi. Però l’occasione, la puntata di Porta a Porta sul referendum costituzionale, permette all’ex managerdichiudere alcuni spiragli che aveva lasciato aperti in passato. Adesso, secondo Parisi, non c’è più dubbio sul destino del governo: «Se vince il No, penso che Renzi debba dimettersi, ha caricato talmente tanto il referendum che, per coerenza, dovrebbe lasciare.Sarebbe troppo debole», in caso di sconfitta del sì. La colpa del premier, secondo il delfino berlusconiano, è quella di aver inacidito il dibattito: «Avremmo dovuto votare con più serenità», ma Renzi «ha voluto trasformare il referendum in un Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e Stefano Parisi durante il faccia a faccia di ieri a «Porta a Porta» [LaPresse] quesito su di lui e ha sbagliato». L’ex direttore generale di Confindustria non invita ad Scontro sul quesito della consultazione, il M5S si rivolge al Tar andare a votare per dare la spallata algoverno. Bisogna dire no, spiega, a una cattiva riforma. Che non risolve risolve ■■■ La battaglia referendaria arriva ni,che non meritano di essere inganna- stabilisce come, quando si tratta di reviil conflitto tra Stato e Regioni e nelle aule del tribunale. E finisce per ti in modo così plateale». Il bersaglio è sione della Costituzione, il quesito refe«non aumenta i poteri del precoinvolgere persino il Quirinale, noto- il decreto del presidente della Repub- rendario debba riportare l’ indicazione sidente del Consiglio. Avremo riamente restio, da quando c’è Sergio blica con cui, indicendo il referendum «degli articoli» revisionati e di ciò che un governo debole». Mattarella, a intervenire. Il fatto è che per il prossimo 4 dicembre, «è stato tra essi «concernono». E non, come in Pochi gli argomenti di poleSinistra Italiana e Movimento 5 Stelle l’altro stabilito il quesito che dovrebbe questo caso, «una presunta finalità delmica con l’avversario. Tra quehanno presentato ricorso al Tar del La- comparire sulla scheda di votazione». la legge». sti c’è la definizione del quesizio contro il testo delquesito referenda- In pratica si accusa il Quirinale di esseUn’accusa che ha scatenato la reato: «Ci sono frasi che inducorio. Sulla scheda, secondo i due partiti, re complice con il governo nell’aver zione ufficiale del Colle. In una nota, si no a votare sì», attacca il leader non sarebbero specificati gli articoli ideato un testo del quesito che contie- precisa che è improprio attribuire «alla di Energie per l’Italia, «un quedella Costituzione cambiati dalla rifor- ne una lettura di parte. «Un quesito Presidenza della Repubblica la formusito più asettico sarebbe stato ma, ma ci si limiterebbe a riportare il truffa», accusa il senatore Vito Crimi, lazione del quesito referendario», visto meglio». Parisi per una volta si titolo del disegno di legge Boschi. Se- M5S, «una propaganda ingannevole, che il testo «che comparirà sulla schetrova d’accordo con Beppe condo i ricorrenti, «il quesito così for- l’ennesima trovata di Renzi per prende- da è stato valutato e ammesso, con proGrillo. Però, precisa, la colpa mulato finisce per tradursi in una sorta re in giro gli italiani. Per questo anche il prio provvedimento, dalla Corte di Casnon è del Quirinale. Semmai di “spot pubblicitario”, tanto suggesti- M5S ha presentato ricorso al Tar con- sazione, in base a quanto previsto daldella Cassazione. Pronta la revo quanto incompleto e fuorviante, a tro il testo del quesito in quanto scritto l’articolo 12 della legge 352 del 1970, e plica del ministro Boschi, che favore del governo che ha preso l’inizia- in violazione della legge». riproduce il titolo della legge quale apin realtà parla più ai grillini che tiva della revisione e che ora ne chiede Secondo i ricorrenti, il testo «predi- provato dal Parlamento». al suo interlocutore in studio: impropriamente la conferma ai cittadi- sposto dal Quirinale» viola la legge che il quesito «risponde alla verità © RIPRODUZIONE RISERVATA I Cinquestelle: «Referendum truffa». Ma il Colle lo difende della riforma e non si può avere paura della verità». Sull’Italicum apre a ipotesi dicollaborazione: «Se c’è l’accordo di tutti si può cambiare la legge elettorale, appena entrerà in vigore la riforma faremo subito la legge di attuazione per l’elezione dei senatori». Maria Elena va a vuoto quando prova a imputare a Parisi le scelte parlamentari di Forza Italia. Succede quando l’ex candidato sindaco di Milano critica il nuovo Senato delineato dal testo dalla riforma: «È un ibrido tra un Parlamento eletto dai cittadini e un parlamento delle Regioni, come in Germania»,visto che isenatori rappresenteranno i Consigli regionali e non le Giunte. Immediata la replica di Maria Elena Boschi: questo tipo di Senato è stato voluto da Forza Italia, diversamente dal testo originario del governo. «Parli con il senatore Romani» dice Boschi,«con Berlusconi,con Brunetta, con il suo partito». Parisi non raccoglie, anche a costo di far arrabbiare gli azzurri: «Forza Italia non è il mio partito», precisa il manager a cui Silvio Berlusconi ha affidato l’incarico di allargare il centrodestra. «Questa riforma», insiste ancora Parisi, «non rafforza il governo e non lo rende stabile. Avreste dovuto mettere la sfiducia costruttiva, ma non lo avete fatto perché non ce la facevate».Secondo mister Chili «serviva una riforma molto più netta che affrontasse i grandi problemi: stabilità delgoverno, velocizzazione del processo legislativo, federalismo». «Benaltrismo», replica Boschi. «No», riprende la parola Parisi, «non è benaltrismo», semplicemente «questa è una riforma sbagliata». © RIPRODUZIONE RISERVATA 4 PRIMO PIANO __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ A DESTRA Esistono intellettuali anche da quella parte ma di norma se ne stanno isolati, come passeri solitari la cui specialità quando si incontrano è di beccarsi nuovi equilibri Le balle degli intellettuali non tirano più La performance di Zagrebelsky col premier mette tutti d’accordo, da Eugenio Scalfari a Giuliano Ferrara Anche nell’America di Trump come nella Gran Bretagna della Brexit figure così non vedono più la realtà ::: segue dalla prima RENATO FARINA (...)e per segnalare che sembrano tanti, ma in realtà - specie in Italia - è uno solo, un blocco di pensiero che non ammette contraddittorio. È più diun partito, è una Entità che stabilisce i confini di ciò che è civile e democratico. Gli intellettuali che la compongono si radunano in gruppo per firmare manifesti in cui individuano il nemico dell’umanità, definito fascista a prescindere. Oppure si raccolgono, ciascuno con il loro bel compitino, su riviste come MicroMega. Esistono - ovvio - anche intellettuali di destra, ma di norma se ne stanno isolati, passeri solitari raminghi. La loro specialità, quando si incrociano, è di beccarsi con crudeltà tra loro. Di solito però non vedono l’ora di essere ingaggiati da giornali o da partiti di sinistra per potersi esibire come uomini di destra perbene, rispettabili, e immediatamente si trasformano in prezzemolo da televisione. Ma l’Intellettuale, l’”Intellò”, è per storia e genetica un animale collettivo e come tale di sinistra. La sua apparizione più recente, incarnata dal professor Gustavo Zagrebelski, si è verificata qualche giorno fa in tivù da Enrico Mentana. È accaduto l’impensabile. Di solito l’Intellettuale appare con l’aureola da Fabio Fazio. Lì subisce la Trasfigurazione come Gesù sul monte Tabor e poi ascende in cielo tra gli inchini. Stavolta è stato ridicolizzato non da Pico della Mirandola, ma da Renzi. E non se n’è accorto solo lo spettatore medio, che di solito beve come oro colato l’ambrosia dei figli di Bobbio, ma da due signori che non sono mai d’accordo su nulla, Giuliano Ferrara (Sì al referendum) ed Eugenio Scalfari (No al referendum), i quali hanno sentenziato: non se ne può più, un intellettuale così non c’entra nulla con la realtà dei viventi. L’intellettuale ha perso e ha rotto le scatole. Al diavolo l’esibizione azzimata dei valori imperituri con la saccenteria di un Mosè. Era ora che anche in Italia il fenomeno del denudamento del Re si manifestasse, sia pure ancora allo stato embrionale. Nel resto del mondo sono più avanti. L’Intellettuale unico è in frantumi. Il populismo che respinge come il Diavolo i filosofiin pulloverino,ora sta catturando un sacco di pensatori, magari minori, ma la cattedrale del Pensiero Unico si sta sbrecciando. Sono così stufi delle astrazioni sapienti di cui fin qui hanno campato, che si inginocchiano in adorazione della loro negazione. Lo vediamo in America, per le elezioni presidenziali, lo abbiamo verifi- ra conviene che intervengano le forze dell’ordine. Sono convinto che ci siamo capiti. I sedicenti intellettuali sono ipocriti. Gentarella autoreferenziale che si sente superiore moralmente alla plebe da cui pure proviene pur disprezzandola. In passato tacciava di fascismo chiunque non fosse di sinistra.Poi mutò insulto. Preferì liquidare gli avversari politici come qualunquisti. Ora li bolla quali populisti, ignorando che il populismo è il padre del comunismo. Già, gli intellettuali sono pure stupidi in alcuni casi non infrequenti. Ecco perché nessuno li ascolta più. Ecco perché molti di essi si sono stancati di belare nel gregge e si staccano dal mucchio, desiderando amministrare in proprio il loro cervello. Le folle non ne possono più di banalità e di piagnistei, e i cosiddetti maestri di pensiero se ne stanno rendendo conto, per cui uno per volta abbandonano il gruppo e si abbeverano a fonti più pulite, quelle degli uomini semplici, coloro che vivono la vita con i piedi per terra e non coloro che li hanno saldamente piantati sulle nuvole. pulista vedremo se inaugurerà anche una emulazione italica. I primi professori che osarono trent’anni fa difendere Bettino Craxi, il quale parlava di «intellettuali dei miei stivali», si videro messi fuori gioco dall’alleanza tra gli Zagrebelski, i Bobbio, i Galante Garrone con i Borrelli e i Di Pietro. Tra i coraggiosi c’erano Lucio Colletti e Renzo De Felice. Ma anche Luciano Pellicani, direttore di Mondo Operaio, che ha di recente ricordato: «Tzvetan Todorov, fuggito dalla Bulgaria comunista in Francia negli anni ’60, disse che se nelsuo nuovo Paese d’adozione avessero votato solo gli intellettuali, pure la Francia si sarebbe trasformata in dittatura totalitaria». Ma sarebbe finita allo stesso modo anche in Italia, se avessero votato solo i professori di filosofia e scienze politiche, o gli scrittori o i registi. Basta scorrere l’elenco dei 700 e passa firmatari che condannarono moralmente a morte il commissario Luigi Calabresi definendolo su L’Espresso «commissario torturatore». C’erano tutti i papi e cardinali della casta colta: da Bobbio a Eco, da Tinto Brass a Federico Fellini, da Gae Aulenti a Eugenio Scalfari. Ora Scalfari si accorge che il metodo di costoro, nulla c’entra con la vita vera. Persino il più grande intellettuale italiano, lo scienziato sommo della politica e di arte della conquista, Niccolò Machiavelli quando provò a passare dall’astrazione e dallo studio alla pratica della vita, si zappò sui piedi. Figuriamoci quelli che si sporgono dalle televisioni di casa per insegnare al popolo che non dev’essere populista, ma piuttosto fidarsi dei loro consigli. A spiegarlo è stato un intellettuale serio, e per questo vilipeso in Italia, Leonardo Sciascia: «...studio e teoria non bastano: come ci dà esempio Matteo Bandello, quando racconta di una manovra che Machiavelli voleva far fare a una truppa in piazza d’arme; e nacque tale confusione che bisognò Giovanni dalle Bande Nere desse un paio di secchi ordini perché si effettuasse la manovra voluta da Machiavelli e si potesse andare al rancio». Gli intellettuali bisogna rispettarli. Essi pensano, scrivono, fanno lezioni in università. Costruiscono teorie meravigliose. Ma, quando escono dal loro seminato, rompono. Credono di sapere tutto, ma appena passano dalramo dell’astrazione alla pratica della vita ce la rovinano. Rimanete tra i libri, non impegnatevi troppo, non rompete le scatole. Uno di voi, Pier Paolo Pasolini, scrisse: «Niente è più ridicolo dell’impegno di uno stronzo». Sottoscriviamo. © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA «VOTARE NO È PEGGIO DELLA BREXIT»... FRA POCO ROTTAMERÁ PURE DANTE Benigni contro il suo mito: cambiamo la Costituzione Intervistato dalle Iene, Roberto Benigni ha ribadito la sua posizione a favore della riforma costituzionale: «La prima parte è intoccabile, i diritti e i doveri, ma anche i costituenti auspicavano un miglioramento della seconda parte». Per il comico è «indispensabile che vinca il Sì, altrimenti ti immagini il giorno dopo il morale... sarebbe peggio della Brexit». Benigni ha ri- cato sulla Brexit. Hanno così rotto le scatole i maestri del pensiero con tutti i valori democratici a posto, e con la tolleranza a citazione di Voltaire incorporata, che i chierici del pensiero cambiano religione, e dicono basta a questa prigione. Il caso più recente è il soste- gno dato a Donald Trump da uno sciame di intellettuali che convergono su di lui brandendo tesi che sono una l’opposto dell’altra,essendo matematicamente sicuri tutti quanti che il chiomuto miliardario realizzerà finalmente le loro divergenti teorie. Trump bada bene a non contraddirli. Hanno firma- cordato il suo spettacolo sulla Costituzione, «La più bella del mondo». E le formule che ritornano in questi giorni: «bicameralismo perfetto», «combinato disposto», «perfettibile», per concludere: «La riforma si potrà migliorare, alcune cose andranno riviste, ma se non passa non si cambierà più. Serve senso di responsabilità. Bisogna pensare al bene degli italiani». to un manifesto in cui, per non litigare tra loro, i trumpiani si limitano a indicare il loro presidente preferito in Donald. Non una parola di più, se no si strozzerebbero vicendevolmente. Il risultato è che i più diversi tipi di intellettuali - cattolici antiabortisti e sostenitori del gender, liberisti esagerati e La guerra delle parole Finalmente il popolo ha sconfitto la dittatura di snob e sinistra ::: segue dalla prima VITTORIO FELTRI (...) di influenzare l’opinione pubblica, per molto tempo hanno tenuto banco nei dibattiti culturali e politici, ma alla fine hanno combinato poco o nulla. L’unico campo in cui hanno ottenuto qualche risultato è quello del cosiddetto politicamente corretto: hanno vinto la guerra delle parole. Grazie alle loro battaglie lessicali non è più lecito dare del negro a un negro, del frocio a un frocio, dello zingaro a uno zingaro. Hanno cambiato il vocabolario ma non la realtà che continua ad essere quella di sempre. Adesso, un extracomunitario viene chiamato profugo, gli emigranti sono semplicemente migranti, i sordi sono audiolesi, i ciechi sono non vedenti. E gli stitici? Non oso definirli sulla base delle modifiche cui ho accennato. Agli intellettuali non interessano i concetti ma i vocaboli. Basterebbe questo a qualificarli. L’intellettuale ovviamente è di sinistra. Quale sinistra? Quella conformistica.Egli fa parte di un club che si riconosce in alcuni valori formali: l’esigenza di ospitare gli stranieri, quella di integrare gli islamici, di accettare i costumi in contrasto con quelli occidentali. I progressisti amano le badanti estere a cui però non pagano i contributi, e adorano le domestiche filippine quanto quelle rumene che retribuiscono in nero. Sono persone gentili nel linguaggio e dure nei comportamenti. Se gli africani incazzati fanno casino nelle periferie abitate dai poveracci lorsignori sostengono che bisogna essere tolleranti e capire che gli ultimi arrivati meritano comprensione; se però gli stessi africani disturbano la quiete dei quartieri borghesi, beh,allo- difensori dei privilegi della aristocrazia operaia - picconano l’antipopulismo, e la figura canonica del regista o del moralista impegnato, l’”Intellò”, appunto. Questa prima grossa pattuglia occidentale di professionisti del pensiero o della penna che si consegna al nemico po- __Giovedì 6 ottobre 2016__ 5 6 PRIMO PIANO __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ ::: EUROPA A PEZZI IL GOVERNO SE LA CHIAMA Calenda e Padoan ministri gufi «Crollerà il commercio globale» Per il ministro dello Sviluppo «non c’è più un tavolo di riferimento, ognuno va per la sua strada». E il collega dell’Economia: «La debolezza persiste» ::: SANDRO IACOMETTI ■■■ Il commercio crolla, il de- bito esplode, il pil non cresce e le banche saltano. Se non è l’apocalisse, poco ci manca. A pochi giorni dalla definizione della legge di Bilancio, le istituzioni lanciano l’allarme rosso sull’economia. Secondo Carlo Calenda, che a sorpresa si schiera con i «gufi» spesso citatida Matteo Renzi, il prossimo anno il commercio internazionale subirà un vero e proprio «crollo globale». Il problema, ha sottolineato il ministro dello Sviluppo nel corso delconvegno “Obbligati a crescere” organizzato dal Messaggero, è che «non c’è più una sede in cui si discute, il Wto non va, non ci sono più luoghi dove si fa governance». Sull’accordo commerciale Ttip Calenda è moderatamente ottimista. La trattativa Usa-Ue sarà probabilmente ridimensionata, ma «non chiuderà, ci sarà una convergenza sugli standard che condividiamo». Le difficoltà dell’economia mondiale emergono con forza anche dalle stime contenute nel Global Financial Stability Reportdel Fondo monetario internazionale, secondo cui, ad otto anni dall’inizio della crisi finanziaria, il debito planetario ha raggiunto la quota monstre di 152mila miliardi di dollari, due volte (il 225%) il pil mondiale. A preoccupare è soprattutto la composizione del rosso, formato per due terzi da debito privato di famiglie e società non finanziarie. Questo,spiega l’Fmi,«è un rischio per la sta- bilità finanziaria e rappresenta il maggior vento contrario alla ripresa economica mondiale». Nulla di buono arriva dal capitolo sull’Italia, che sta proseguendo il suo risanamento, ma a passo di lumaca. La discesa del debito è slittata al 2018 (rispetto al2017 stimato lo scorso aprile), quando dovrebbe attestarsi al 132% del pil. Quest’anno (133,2%) e il prossimo (133,4%),invece, l’asticella continuerà a salire. In leggero calo il deficit/pil (dal 2,6% del 2015 al 2,5 di quest’anno fino al 2,2 del 2017) che però si avvicinerà allo zero (0,1%) solo nel 2020 e non, come era stato stimato lo scorso aprile, nel 2018. Molto graduale anche la diminuzio- ne della pressione fiscale (dal 47,9% del 2015 al 47,3% di quest’anno fino al 46 e 45,8% nei due anni successivi) e della spesa pubblica, che dal 50,5% del 2015 scenderà al48,2% ilprossimo anno. Quanto alle banche, si legge nel documento dell’Fmi, «gli sforzi del governo per facilitare l’acquisizione dei crediticattivipotrebbero non essere sufficienti a ridurli con la quantità e velocità necessarie a rafforzare il sistema bancario». In questo scenario catastrofico il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha ammesso le difficoltà, soprattutto nel commercio, che ha «una paurosa inversione di tendenza», ma ha confermato le stime (in INDEBITATI FINO AL COLLO Le difficoltà dell’economia mondiale emergono dalle stime del Global Financial Stability Report dell’Fmi, secondo cui il debito planetario ha raggiunto i 152mila miliardi di dollari, due volte (il 225%) il pil mondiale. Nella foto, Padoan e Calenda [LaP] contrasto con quelle di tutti i principali organismi economici) della nota di aggiornamento del Def. Sono numeri, ha spiegato, «basati su una valutazione attenta degli impatti, non su fantasia, né su aspettative irrealizzabili». Ieri, però, l’Istat ha ribadito nella sua nota mensile il quadro «di persistente debolezza dei livelli di attività economica», sottolineando che a settembre la fiducia dei consumatori ha segnato la seconda flessione consecutiva. In leggero miglioramento, invece, le aspettative delle imprese, che non sono comunque andate oltre i livelli dello scorso giugno. La situazione, al di là di qualche impercettibile variazione decimale col segno più, è quella di una complessiva stagnazione, come dimostra la crescita zero del pil nel secondo trimestre del 2016. Le prospettive di un ulteriore rallentamento dell’economia stanno rendendo difficoltosi i primi passi parlamentari del Def, che si è impantanato sulla mancata validazione delle stime da parte dell’authority di controllo Upb. Oggi il Mef, su richiesta della commissione Bilancio della Camera, fornirà alcuni chiarimenti. E martedì prossimo saranno ascoltati sia l’Upb sia Padoan. Non si esclude qualche limatura delle previsioni troppo ottimistiche. Cosa che agevolerebbe anche la trattativa con Bruxelles. twitter@sandroiacometti © RIPRODUZIONE RISERVATA La nostra iniziativa «Basta con la follia europea» I lettori chiedono un referendum su euro e Ue: «La Germania ci sta dominando» Continuano le vostre adesioni all’iniziativa di «Libero» per un referendum sulla permanenza dell’Italia nella Ue e nell’euro. Per aderire inviate il tagliando o scrivete nome e cognome a [email protected]. Mentre la Germania vuole “arianizzare” gli stranieri e Renzi ci martella con incredibili affermazioni di favolosi successi, come un venditore di pozioni miracolose nelle sagre paesane, dobbiamo dire no alla follia europea. Valter Pizzolato e.mail HANNO ADERITO ANCHE Guido Albeggiani e.mail Mariantonia Berra e.mail Stefano Bertè e.mail Geremia Bertoloni e.mail Giacinto Bonan Villorba (Tv) Giancarlo Bonifaci Roma Luciano Burattini e.mail Gioacchino Castellana e.mail Celeste Ceresa San Giuliano Milanese (Mi) Massimo Ciarpaglini Roma Dante Compagnoni e,mail Fabrizio Condrò Palermo Mario Cristiani Civitavecchia Samuele D'Addetta e.mail Paola Dalpasso e.mail Eugenia Del Nero e.mail Maria De Rose e.mail Antonio Di Cara Garlasco (Pv) Luca Focosi Montecatini Terme (Pt) Mario Foglietta e.mail Ludovico Fulci e.mail Ezio Furlani e.mail Alessandro Gennari Cento (Fe) Antonio Ginanneschi e.mail Daniela Giannini e.mail Cinzia Goldoni e.mail Carlo Gori e.mail Rosa Lucini e.mail Ester Marchesano e.mail Massimo Migliore e.mail Silvana Mizzon Lonigo (Vi) Fanni Moizo e.mail Eugenio Moretti Fiumicello (Ud) 7 PRIMO PIANO __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ ::: EUROPA A PEZZI AFFARI A SENSO UNICO La Gran Bretagna vuole fregare noi e la Merkel La cancelliera: uscita senza condizioni. Ma la May alza la posta: vogliamo commerciare in Europa con le nostre regole Mossa anti stranieri Londra alza il muro: «Lavoro agli inglesi» ::: FILIPPO FACCI ■■■ La ministra degli Interni inglese, Amber Il ministro dell’Interno britannico Amber Rudd [LaPresse] ::: ANTONIO SPAMPINATO ■■■ Britannici si nasce. Il nuovo governo guidato dal premier conservatore Theresa May cerca di seguire le orme del suo predecessore, il compagno di partito David Cameron, almeno su una cosa: dall’Unione europea vuole tutto e vuole dare il meno possibile. Cameron sventolando lo spettro del referendum ce l’ha fatta su moltissimipunti, a partire dagli immigrati e ora la May vuole ottenere lo stesso risultato puntando sui rischi che può provocare un divorzio traumatico.In pratica Londra chiede la possibilità di commerciare e far girare i suoi prodotti finanziari nella massima libertà senza però sottostare alle regole comunitarie e mantenendo il pieno controllo delle frontiere. Lo choc seguito alla vittoria dei “Leave” è stato pienamente assorbito, non solo sui mercati finanziarima anche nelle aspettative sul futuro dei cittadini britannici. L’indice Pmi manufatturiero, frutto di un sondaggio effettuato tra i direttori acquisti delle aziende e che monitora le aspettative delle imprese sull’economia reale, è salito a settembre a 55,4 punti dai 53,3 di agosto in Gran Bretagna, sui livelli massimi da giugno 2014. Ma gli effettireali dell’addio a Bruxelles arriveranno nel medio-lungo periodo e non è escluso che il risveglio sarà per i britannici piuttosto brusco. Ma anche nell’immediato si registrano movimenti sinistri: ieri un’impennata del cambio eurosterlina, che tocca i massimi da 5 annia quota 0,8832, ha fatto tremare i polsi a non pochi economisti. Se con la sterlina debole i prodotti inglesi in Europa costeranno meno, i britannici vedranno ridursi il potere d’acquisto su tutti i prodotti d’importazione. Secondo la società di consulenza Oliver Wyman, il solo settore finanziario del Paese potrebbe perdere fino a 38 miliardi di sterline di fatturato se siverificasse una cosiddetta “Hard Brexit”, vale a dire un accesso limitato al mercato unico europeo. E se le imprese finanziarie perdessero il diritto di vendere liberamente i propri servizi in tutta Europa, 75 mila posti di lavoro po- trebbero scomparire, con un costo per il governo britannico fino a 10 miliardi di sterline di entrate fiscali. Esattamente l’opposto di quanto promesso da chi ha spinto per l’uscita dall’Europa. Ilnuovo governo britannico cerca dunque di portarsi avanti, con l’annuncio del ministro dell’Interno, Amber Rudd. «Non chiamatemi razzista» ha premesso, sottolineando poi che intende chiedere alle imprese di rivelare il numero dei dipendenti stranieri. L’intento ufficiale della signora Rudd è quel- lo di «stanare» quelle società che abusano delle regole esistenti e «spingerle a comportarsi meglio» ma è lampante il motivo reale, visto che per l’esito del referendum è stata decisiva la volontà di limitare l’accesso agli stranieri. Il governo guidato dalla May vuole però fare di tutto per evitare la Hard Brexit. Il famigerato «cherry picking» (prendere solo il meglio o buttare il resto) dall’Unione Eruopea che Angela Merkel aveva chiarito non sarebbe stato consentito a Londra, è invece quello a cui punta la May. Il premier conservatore ha annunciato che vuole un accordo con Bruxelles che le offra la «massima libertà» per operare all’interno del mercato unico ma intende anche avere il controllo esclusivo sulle sue frontiere e, soprattuto, «tenere fuori la Corte di Giustizia» europea, vista da Londra come un nemico con le sue regole. Pretese sicuramente esagerate ma non è detto che Merkel e compagni abbiano, nei fatti, la forza di rispedirle al mittente. © RIPRODUZIONE RISERVATA INFORMAZIONE PROMOZIONALE ECCELLENZE ITALIANE NEL MONDO CAST: dal 1978 produce raccorderia oleodinamica alta pressione Made in Italy C ast Spa è una società specializzata nella produzione e nella commercializzazione di raccordi in acciaio inossidabile e in acciaio al carbonio per alte pressioni. L’azienda ha una lunga storia che inizia nel 1978, quando la famiglia Ronco e la famiglia Minerdo, che ne detengono ancora oggi la proprietà, costituiscono la prima fabbrica nel torinese. Oggi la sede legale è a Volpiano, in provincia di Torino, dove si trovano anche gli uffici amministrativi e il centro di distribuzione, mentre gli impianti produttivi sono a Casalgrasso (CN). Recentemente l’azienda ha aperto due strutture commerciali all’estero, in Francia nei pressi di Lione e in Germania a sud di Francoforte, per aumentare la propria presenza in questi mercati. La scelta di mantenere l’azienda, nonostante l’espansione, nelle mani di una ristretta proprietà familiare ha permesso di continuare, e rafforzare con il tempo, il positivo rapporto con le maestranze. La comunicazione avviene in modo diretto e personale e gli obiettivi, le strategie e i risultati, sono condivisi mediante comunicazioni annuali. Per la particolare tipologia dei prodotti commercializzati Cast offre un supporto continuativo e proattivo al cliente grazie a un sistema di assistenza pre e post vendita che guida l’utilizzatore nei vari step: dalla scelta del prodotto fino alla comprensione dei processi di installazione e montaggio nel rispetto delle norme di sicurezza secondo quanto disposto dalla legislazione europea. La tutela dell’integrità fisica e della salute dei lavoratori è al centro della politica aziendale. Tutti i macchinari, gli impianti e gli ambienti di lavoro sono stati prontamente conformati alla legislazione italiana ed europea nel corso degli anni e a tutti i dipendenti è stata erogata la relativa formazione e la dotazione degli opportuni dispositivi di protezione indivi- duali. Cast, inoltre, ha stilato un codice etico per indicare con chiarezza i principi morali e deontologici a cui si ispira e recentemente ha avviato un progetto per affiancare alle numerose certificazioni di prodotto e alla certificazione ISO 9001, anche le certificazioni ISO 14000 (ambiente), OHSAS 18000 (salute e sicurezza) oltre che al DL 231 (responsabilità d’impresa). Rimane comunque ferma intenzione dell’azienda mantenere tutta la produzione in Italia, investire nella continua formazione dei suoi addetti e conservare i caratteri di un’eccellenza Made in Italy. www.cast.it Rudd, ha detto che le imprese del suo Paese dovrebbero pubblicare liste in cui evidenziano le nazionalità dei lavoratori assunti: in modo che l’opinione pubblica sappia quanti britannici e quanti non britannici vi lavorano. È scoppiato uno scandalo coi laburisti a parlare di “xenofobia pericolosa” e con lamentazioni dei principali interessati, gli imprenditori. Sui social network è esploso lo sdegno e molte comunità di stranieri si sono lamentate, alpunto che Repubblica ha scritto che «trattasi di un’iniziativa che risveglia i peggiorifantasmi delpassato». Perché? Non è chiarissimo, a meno di procedere nel più classico dei processi alle intenzioni: è noto che il governo di Theresa May mira a favorire l’assunzione di sudditi di Sua Maestà, ma un elenco del genere avrebbe anzitutto un effetto di trasparenza e lascia intendere che molti imprenditori, sul tema, abbiano la coda di paglia: perché, altrimenti, dovrebbero opporsi a un elenco del genere? Più che altro: perché mai era proibito stilarlo? Sapere se un costruttore tenda ad assumere più inglesi o più senegalesi, per dire, forse rivelerebbe qualcosa delle sue aperture anche sindacali, o qualcosa in più della propensione di inglesi e senegalesi a certe professioni, insomma: sarebbero elenchi, censimenti, comunque verità. E quel che si teme di più, in effetti, è l’effetto che queste verità possano sortire: compreso lo «stanare quelle società che abusano delle regole esistenti», ha detto la ministra, e «spingerle a comportarsi meglio». Comprendere, pure, se alcune aziende non esercitino semmai una xenofobia al contrario e tendano a escludere i lavoratori britannici magari più attenti a loro diritti e meno disponibili a salari da fame. In Inghilterra esiste già una legge che obbliga le società a pubblicizzare i posti disponibili nel Regno Unito (ma solo per 28 giorni) prima di rivolgersi fuori dal Paese: ma pare che il sistema faccia acqua. Queste considerazioni non hanno raffreddato l’indignazione della Confindustria britannica e della City, che senza entrare nel dettaglio si sono limitate a ripetere che «senza gli stranieri l’economia nazionale andrebbe in tilt». Ma se è vero, sarebbe interessante quantificarlo senza doversi affidare solo a generici istituti di statistica. Gli elenchi in ogni caso dovrebbero riguardare solo cittadini extraeuropei, dapprima. Poi vabbeh, la ministra dice che pubblicare quegli elenchi equivarrebbe a «svergognare» certe aziende: e sarebbe interessante verificare se stia vaneggiando o se davvero le aziende abbiano da vergognarsi di qualcosa. Dice,la ministra, che gli elenchi spingerebbero le aziende ad assumere più inglesi e meno stranieri e che questo metterà un freno all’immigrazione. Vero, falso? In attesa di saperlo, pubblicare elenchi non dovrebbe costituire problema: a meno che le aziende abbiano qualcosa da nascondere. Il governo vuole una lista di lavoratori stranieri, sì, ma non ha parlato di “quote” o cose del genere. La propensione dei Tories inglesi, comunque, si avvia a ridiventare quella di uno Stato sovrano propriamente detto: privilegiare i propri cittadini nel lavoro e nelle graduatorie, e, in un secondo momento, aiutare i cittadini degli altri Paesi. Oggi nel Regno Unito sono 5,2 milioni i lavoratori stranieri su un totale di 31 milioni. Non è solo un problema di manovalanza: anche nelle università si vuol ridurre il numero di iscritti stranieri (non europei) con l’obiettivo di ridurre il saldo dell’immigrazione da 320mila a 100mila. Ordinaria gestione, o - secondo i punti di vista - xenofobia. © RIPRODUZIONE RISERVATA 8 ITALIA __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ ::: CAOS CAPITALE La grande vergogna Fa la cacca e insulta l’Italia davanti all’Altare della Patria Un immigrato si toglie slip e pantaloni e fa i suoi bisogni nel cuore di Roma I vigili della zona restano a guardare. Un altro spot tremendo per il Paese ::: GIUSEPPE POLLICELLI ■■■ Inutile far finta che non sia così: poche cose hanno una valenza simbolica superiore a quella della cacca. E non c’è bisogno di essere Freud per saperlo. Quanto successo ieri in uno dei luoghi più conosciuti e ammirati al mondo, Piazza Venezia, si presta dunque perfettamente a fornire un’idea della situazione sconfortante in cui versano l’Italia e, in particolar modo, la sua sventurata capitale. Ciò che è accaduto è presto detto: intorno alle undici del mattino un tizio male in arnese - un extracomunitario senza fissa dimora e quasi sicuramente ubriaco, a giudicare dalle foto che gli sono state scattate da una cittadina indignata - ha pensato bene di utilizzare un piccolo tratto erboso che si trova accanto all’Altare della Patria per defecare. Operazione che ha espletato con scrupolo degno di miglior causa, dato che, stando ancora alle fotografie disponibili, ha anche ritenuto di disfarsi di pantaloni e mutande rimanen- do con gli attributi ben esposti alla vista dei passanti. Tra i quali figuravano diversi bambini (non si sa se più sgomenti o più divertiti), ma non vigili urbani e neppure altri esponenti delle forze dell’ordine. Ragione per cui il vagabondo, non più gravato da quelle che un tempo venivano definite superfluità del ventre, ha potuto allontanarsi e andare a farsii fatti suoi altrove.Peraltro, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, l’intera prodezza sarebbe durata addirittura mezzora:un tempo obiettivamente lunghissimo durante il quale, però, l’attenzione dei vigili presenti nei paraggi è stata completamente assorbita da una manifestazione (una delle decine che ogni mese si tengono nelcentro di Roma). È immaginabile che qualcuno possa prodursi per una trentina di minuti in evacuazioni intestinali a Politecnico di Milano Il Politecnico di Milano ha aggiudicato la procedura aperta per la FORNITURA DI LICENZE DI PRODOTTI SOFTWARE ADOBE, IN NOLEGGIO E MANUTENZIONE, IN CONTRATTO ETLA TRIENNALE 2016-2018, CIG 6753340876. Valore finale totale dell’appalto: € 998.370,00 IVA esclusa. Data di aggiudicazione: 19/09/2016. Aggiudicatario: Rekordata S.R.L. - Via Fratelli Bandiera 3 TORINO - 10138 Italia. L’avviso di avvenuta aggiudicazione è stato inviato in GUUE il 19/09/2016. IL RUP Ing. Fabrizio Pedranzini Due foto dal sito del «Messaggero» dell’immigrato che si è spogliato e si è messo a fare i bisogni nei giardini di piazza Venezia. Place de la Concorde o alla Porta di Brandeburgo o a Times Square restando indisturbato? Ovviamente no. E fino a poco tempo fa, forse, sarebbe stato inconcepibile anche a Piazza Venezia. Oggi, purtroppo, non è così. Come attestano tanti episo- di di cronaca, le città italiane si stanno trasformando in cloache a cielo aperto (per restare a Roma, non è tanto diversa la situazione di un luogo non distante da Piazza Venezia, Colle Oppio, nei giorni scorsi anche teatro di un brutale stupro ai danni di una donna australiana), e se si sta verificando una simile deriva è per la concomitanza di due fattori: l’aumento esponenziale di sbandati, moltidei quali stranieri, e soprattutto la mancanza pressoché assoluta di controlli e vigilanza. Roma, forse più di ogni altro d’Italia, è attualmente in Prima del voto il sindaco prometteva di sbaraccare gli accampamenti. E ora li finanzia luogo una situazione di sbando gra::: TOMMASO MONTESANO il presidente dell’associazione. una gara «per il reperimento di un’area vissimo, di cui si ha un riflesso «Ce la stiamo mettendo tutta perché il attrezzata» per soli rom. Obiettivo: la siinquietante nel caos che carat■■■ «Si sta riformando l’humus nel sistema attuale dei campi, che non fun- stemazione - «accoglienza e soggiorno terizza la giunta guidata (per coquale è cresciuto il sistema campi di Ma- ziona,sia superato con un provvedimen- temporaneo» - di 120 nuclei familiari. sì dire) dalla sindaca Virginia fia Capitale». Laddove i «campi» sono le to-quadro», si difende Laura Baldassar- Importo complessivo dell’appalto: Raggi. Per tornare nei territori baraccopoli destinate a ospitare i rom. re, assessore capitolino ai Servizi sociali. 1.549.484 euro. Il 9 agosto una mozione della metafora, è emblematico Virginia Raggi, sindaco di Roma, in cam- Baldassarre assicura che è allo studio che chiedeva il ritiro del bando è stata che l’individuo di cui sopra abpagna elettorale si era impegnata a pro- una delibera per ilsuperamento delle ba- bocciata dal Consiglio comunale. bia soddisfatto i propri bisogni seguire l’opera di smantellamento degli raccopoli: l’obiettivo è portare nell’Aula Il 20 settembre, invece, è stata la volta corporali in un punto che non insediamenti. Invece nei primi cento Giulio Cesare il provvedimento «auspi- dell’apertura delle offerte relasoltanto è prossimo giorni della sua giunta, denuncia l’Asso- cabilmente entro ottobre». tive alla gara per la gestione a un edificio laicaciazione 21 luglio, onlus impegnata nelParole che contrastano con quanto av- di sei «baraccopoli istituziomente sacro come la promozione dei diritti delle comunità venuto finora. L’8 luglio scorso, infatti, il nali» del valore di oltre sei miil Vittoriano, ma si rom e sinte in Italia, si è riattivato «un dipartimento Politiche sociali ha indetto lioni di euro. Un flusso di detrova anche ai piedi flusso economico didodici milioni dieunaro al quale si è accompadelCampidoglio,sero» destinato alla gestione delle aree. gnato il primo incontro uffide del governo di Oltre sette milioni e mezzo di euro sociale al Tavolo per l’inclusioRoma. VERSO LA NOMINA no previsti per i bandi dedicati al «sistene dei rom convocato dallo Con una sola dema campi»; 4,5 milioni, invece, rapprestesso assessore Baldassarre. iezione, insomma, sentano il mancato utilizzo di fondi preIl 25 agosto, rivela l’Associail tizio ha vilipeso la visti dallo scorso anno per il superamenzione 21 luglio, «dopo anni di V. Raggi [LaPresse] nazione italiana e la to degli insediamenti. Denaro che l’amassenza tra gli invitati sono sua capitale.Le quaministrazione Raggi finora non ha utilizriapparsi alcuni sedicenti rappresentanli, dal canto loro, si sono lasciaOggi presentazione ufficiale dei ti rom», nominati al tempo della giunta zato - «un’amnesia istituzionale» - alite oltraggiare senza colpo feridue nuovi assessori della giunta Alemanno. Figure, denuncia la onlus, mentando il rischio che i soldi siano «a re, come ultimamente capita Raggi: Andrea Mazzillo al Bilancio che hanno protetto gli «interessi di pochi breve ricollocati in altre voci di spesa». con impressionante frequene Massimo Colomban alle Parteci- a scapito delle istanze di quei nuclei faIl sospetto dell’associazione è che eviza. E meno male che ieri mattipate. Dovranno gestire i conti disa- miliari maggiormente vulnerabili». Così tando di dare concreta attuazione alla na, fra turisti e cittadini, in tanti strati del Comune e delle munici- tra bandi milionari e vecchi-nuovi rapdelibera del28 ottobre 2015,che attraversi sono mostrati scandalizzati: palizzate. Per comporre la squa- presentanti rom, è scritto nel rapporto, so i fondi prevedeva «una specifica aziodi questo passo non ci vorrà dra della sindaca, però, manca an- «alcune organizzazioni che fino al 2014 ne diinclusione abitativa, scolastica e ocmolto perché una performancora il capo di Gabinetto. Voci insi- operavano intorno alla fiorente econocupazionale» dei rom, la giunta Raggi fice stercoraria dinnanzi al Vittostenti dicono che sarà Marco Ago- mia del sociale che si muoveva accanto nisca con il favorire il solito meccanismo riano smetta di fare notizia, costini, manager del sociale, storico ai campi, potranno rientrare dalla finedei campi. Con il «rischio di veder riaffiome il marziano a Roma del racattivista M5S nonché primo comu- stra dopo che le vicende di Mafia Capitarare i nomi di quanti nel passato hanno conto di Flaiano... Povero Altanicatore romano del Movimento. le le avevano fatte uscire dalla porta». lucrato illegalmente intorno alla questiore. E povera patria. Un delle origini, come vuole Grillo. ne rom», lancia l’allarme Carlo Stasolla, © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA La bugia denunciata dalla Onlus La Raggi dà i soldi ai campi rom Un super-attivista grillino braccio destro della Raggi Estratto bando procedura aperta BAGNO PUBBLICO ALL’APERTO 9 ITALIA __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ ::: MEDIA E POLITICA La puntata parte con il solito attacco ai ricchi, ma Briatore in studio per fare audience Comizio di Santoro: non ho aiutato Berlusconi Michele torna su Rai 2 e dice la sua sulla puntata di «Servizio pubblico» che rimise in gioco il Cav. Poi attacca Facebook Nuove nomine Rai ::: segue dalla prima FABRIZIO MELIS Michele Santoro e Silvio Berlusconi (...) grillina che sempre figli durante la puntata di «Servizio diSilvio sono. E, in quanto taPubblico» del 2013 [LaPresse] li, esecrandi:«Sempre più ricchi diventarono Facebook, Google e la televisione sempre più povera», conclude con una punta di lirismo. Alla fine, l’unica cosa nuova di questo “Italia” è la scenografia, col dirigibile eponimo che incombe sulla scena e lo studio con l’arredamento minimalista tipo sushi bar. Per il resto, il nuovo programma di Santoro pare l’equivalente televisivo del giapponese che combatteva da solo nella foresta. Il reportage-documentario che regge la puntata - titolo “Tutti ricchi (per una notte)” - pare Arriva Selvaggia Lucarelli, DENUNCIA DEL M5S preso dritto dagli anni del blogger e molto altro. E d’imberlusconismo imperante provviso ci si ricorda di essequando la missione diSanto- re nel 2016. Poi è la volta di ro era di dimostrare l’incafo- un monologo tratto dall’ultinimento collettivo del Paese mo spettacolo di Roberto SaC’è un altro progetto firmato Walter Vel- che sbarcherà in prima serata su RaiUper intervenuto Cav. Ecco, il viano: “Napul’è...”, versione troni e che sbarcherà in Rai dal 27 dicem- no dal 15 ottobre. Per confezionarlo, si problema è che nel frattem- savianesca della celebre canbre: si tratta di Gli occhi cambiano, rea- parla di un costo superiore al milione a po è tutto cambiato. Tranne zone di Pino Daniele. Pubblilizzato con risorse interne alla tv di Stato. puntata: la Lega ha presentato un’interle sue ossessioni. cità e si torna subito a Ibiza: Racconterà alcuni protagonisti della sto- rogazione. E Airola, già a luglio, domanE allora via con le intervi- feste in spiaggia, fin ville con ria italiana utilizzando i servizi televisivi dava se la trasmissione - nonostante la ste ai vitelloni che dicono piscina, locali dove spendere dell’epoca. La notizia è stata ufficializza- presenza di Magnolia come produttore che svacanzare a Ibiza è pur fiumi di soldi, tavoli da 7mila ta in una risposta al senatore Alberto Ai- esterno - fosse stata messa in piedi grazie sempre meglio che lavorare, euro, privé, droga (ecstasy), rola del Movimento 5 Stelle, che chiede- a «un corposo ausilio tecnico e umano» via con Briatore che rivendi- sesso e rock and roll. Santoro va informazioni a proposito dell’altro della tv di Stato. Una cosa è certa: a viale ca gli incassi a cinque zeri dei è tornato. Ma il film è vecprogetto firmato dall’ex sindaco di Ro- Mazzini, Veltroni è praticamente di casuoi locali, via con i montag- chio. ma. Parliamo de Le dieci cose più belle, sa... gi dei mega-yacht dei signo© RIPRODUZIONE RISERVATA ri, via con le riprese degli smutandati in disco, via con tutto il corollario di scarno verismo santoriano sull’oltraggio rappresentato dalla sola esistenza della gente ricca che fa le cose costose che fa la gente ricca. A un certo punto, per dire, compare persino L’immigrazione in Germania è regolata e per questo viene considerata una risorsa Lele Mora che parla della ::: NOEMI AZZURRA BARBUTO possibilità di andare a sciare sul Taunus, nua il giovane che già dopo 4 anni in sua scuderia di fenomeni da il monte più vicino, o di andare a pattina- Germania dirigeva un ristorante e l’antele-baraccone, di Fabrizio ■■■ La Manhattan sul Meno, così la re sul ghiaccio all’Eissporthalle, il centro no scorso era il direttore del ristorante di Corona e del resto del circo, chiamano i tedeschi per la sua concen- sportivo. In città si possono praticare un un hotel a 4 stelle al centro di Francofore a distrarsi un attimo uno si trazione di grattaceli. Francoforte non è sacco di sport, dall’hockey allo skatebo- te, la città che premia chi lavora sodo. Ed aspetta che dopo parta un solo la sede della Banca Centrale Euro- ard, ciclismo, calcio, pallavolo, senza di- è qui che il leccese ha acquisito «la conservizio sugli ultimi provvedipea, della Banca Federale Tedesca e del- stinzione di età o sesso. menti del governo Prodi o sapevolezza che la meritocrazia esiste, la Borsa di Francoforte, il terzo aeroporCittà multiculturale per eccellenza, non è una parola astratta, ma realtà». sull’Italia che ha vinto i monto europeo per capacità di traffico ed im- Francoforte riunisce numerose culture diali. È sabato, passeggiando sulla Zeil (la ponente centro fieristico, rasa al suolo perfettamente armonizzate tra loro. So- via centrale) si ha l’impressione di esseLa prima prova in vita deldai bombardamenti du- no moltissimi gli italiani che vivono qui, re a Babilonia. Proprio in una delle piazla trasmissione rante la seconda guerra anzi la comunità italiana è proprio una ze più centrali(Konstablerwache) troviaarriva al 27’, mondiale, è l’emblema delle più grandi insieme a quella turca e mo un mercato di frutta, verdura, forquando a Briadella rinascita, la prova a quella che riunisce i popoli della ex-Ju- maggi, carni ed altri prodotti tipici e fretore (ospite anche ricominciare non solo goslavia. Ma come vivono gli italiani a schissimi. Si può mangiare qualcosa diche in persona è possibile, ma è anche Francoforte? «Trasferirmi qui è stata la rettamente sul posto, magari un panino oltre che in effiun’opportunità per diven- scelta migliore della mia vita», dichiara con il salmone o con salumi vari, bevengie) viene chietare migliori. Questa stes- Massimiliano Puce, 31 anni, di origine do birra o sidro. Non mancano i ristoransto di Trump: sa positività permea l’ani- leccese, che vive nella “Grande mela” te- ti di ogni tipo, inclusi quelli italiani. I lui ne dice bemo dei suoi abitanti (2,3 desca dal 2008, «perché Francoforte è prezzi sono onesti. Francoforte ha un ne, e il fremito milioni nell’area urbana), una città sociale, attenta al benessere e cuore green. Ilverde è ovunque ed è predi orrore del che non si risparmiano sul alla dignità delle famiglie e dei cittadini dominante rispetto alle aree urbanizzapubblico si senlavoro eppure amano an- in generale, la qualità della vita è molto te, così la Manhattan sul Meno, vista dalte fino dall’altra che divertirsi. Ci sono loca- alta, i servizi pubblici funzionano perfet- l’alto, sembra ergersi maestosa dai boparte dello Francoforte in Germania li per ogni genere e tipolo- tamente, il lavoro non manca, la città è schi fino a toccare il cielo. schermo. Subigia di persona. D’estate si va a prendere piccola, ma, nello stesso tempo, granto dopo arriva un sermone Sembra di essere stati negli Usa, ma il sole sul Meno o nelle piscine aperte de». Questi sono solo alcuni dei motivi eravamo a 55 minuti di volo da Milano. ambientalista che pare preso (freibad); la sera ci si incontra nei bier- per cui Massimiliano non andrebbe Eppure qui, a differenza dell’Italia, l’imdai ciclostilati marxisti anni garten, locali tipici tedeschi con dei giar- maivia. «Non tornerei in Italia, principal- migrazione è regolare ed è considerata ’70 e che viene officiato dallo dini (garten) dove si usa bere birra e si- mente per due motivi. Il primo è molto come una risorsa. Non si vedono né nelstorico dell’arte Tomaso dro seduti sulle panche, o nel fine setti- sentimentale. Qui ho trovato l’amore ed le strade principali né in quelle periferiMontanari (tesi: il patrimomana a Sachsenhausen,uno deiquartie- ho la libertà di viverlo a pieno, dato che che o nelle zone limitrofe alla stazione nio culturale è in mano ai ricri più vecchi, situati a sud del Meno, do- non c’è alcuna differenza tra coppie ete- centrale (uno dei terminal europei più chi che lo sfruttano per auve c’è la via dei pub e shisha-bar, gremi- ro ed omosessuali. Il secondo motivo è grandi) bivacchi di immigrati. Siamo mentare le disuguaglianze). ta di ragazzi nel sabato sera. Durante la più razionale: qui vedo la possibilità con- sempre in Europa. Ma non nella sua diTerminato il pistolotto, Sanstagione fredda, oltre le discoteche e Sa- creta di crescere a livello professionale, scarica. Quella è più a sud. toro dà la linea ai giovani per chsenhausen per il fine settimana, c’è la dicostruire qualcosa per il futuro»,contisapere cosa dice Facebook. © RIPRODUZIONE RISERVATA Bis di Veltroni: per la Rai fa pure i documentari La Manhattan sul fiume Meno I ragazzi preferiscono Francoforte Bignardi-Semprini fanno volare gli ascolti di Floris ::: ROMA ■■■ Speciali in vista delreferendum del 4 dicembre e nuovi 25 vicedirettori. Sono queste le novità della prima giornata di Cda della Rai che oggi prosegue i lavori nella speranza che arrivi il famigerato piano dell’informazione del direttore delle news Carlo Verdelli. Martedì il consigliere Arturo Diaconale aveva sollecitato una discussione sul tema dei flop di alcuni programmi informativi (vedi Politics su Rai3 fortemente voluto da Daria Bignardi e regolarmente battuto da Giovanni Floris su La7) e Verdelli ha interpretato la questione come una critica al suo operato. Morale: il direttore dell’informazione ha detto di essere pronto a fare un passo indietro, quindi oggici sarà questo ulteriore caso a Viale Mazzini. Ieri,glisforzi deiconsiglieri si sono concentrati nel garantire un’ampia copertura sul referendum. Rai1, in una collaborazione tra Porta a Porta e Tg1, dedicherà al dibattito tre prime serate a novembre con “Speciale Sì o No”. Inoltre, a ridosso del voto, sarà aggiunta una striscia in access prime time. Su Rai2 andrà in onda un appuntamento da lunedì a venerdì. Su Rai3 sarà Politics, condotta da Francesco Semprini in crisi d’ascolti, a proporre a partire dall’11 ottobre confronti diretti tra gli esponentidelle diverse posizioni referendarie. In sintesi:Semprini, abituato a gestire duelliin campagna elettorale, è salvo fino a dicembre. Altri speciali nella striscia quotidiana su Rai3 affidata a Bianca Berlinguer. Il Pd Michele Anzaldi attacca il mancato risparmio per i 25 vicedirettori. Al Tg1: Maria Luisa Busi, Costanza Crescimbeni, Filippo Gaudenzi,Raffaele Genah,Francesco Primozich e Gennaro Sangiuliano. Per il Tg2: Carlo Pilieci, Giovanni Alibrandi, Stefano Marroni, Rocco Tolfa, Andrea Covotta. Per il Tg3: Maurizio Ambrogi, Giorgio Saba, Pierluca Terzulli e Carmela Rita Santoro.Per RaiParlamento ivicedirettori sono Fulvio Meconi, Leonardo Sgura, Susanna Petrunie Alfonso Samengo.Per ilGiornale Radio Maria Teresa Torcia, Mario Vitanza, Francesco De Vitis, Mario Prignano, Roberto Pippan, Matteo Cortese. 10 ITALIA __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ ::: LE SFIDE DELLA POLITICA Le perplessità di magistrati e poliziotti Il governo concede l’immunità agli imam Pronta l’intesa con l’Ucoii: i loro ministri di culto potranno tacere se verranno a conoscenza di fatti criminali ::: FRANCO BECHIS ■■■ La bozza del testo dilegge è pronta, e ha ricevuto già l’ok formale del prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno e del professore Paolo Naso, presidente del Consiglio per le relazioni con l’islam italiano costituito nello stesso Viminale. L’Italia è pronta a riconoscere ufficialmente e regolare la presenza della religione islamica senza passare per la via maestra prevista dall’articolo 8 della Costituzione dell’intesa con la confessione religiosa (quella che regola i rapporti con la Chiesa cattolica e con gli altri culti ammessi). L’idea invece è quella di un semplice accordo con l’Ucoii, l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia oggi presieduta da Izzedin Elzir, che ad alcune condizioni riconoscerà tutti gli imam aderenti lo status di ministri di culto. Al testo di legge oltre a Morcone e al consiglio per i rapporti con l’islam italiano (dove siedono molti professori esperti della materia) avrebbe lavorato fornendo non pochi consigli anche l’ex ministro Andrea Riccardi, una delle figure più autorevoli della Comunità di Sant’Egidio che ha fondato la sua storia anche sul dialogo interreligioso. Ad oggi ben pochi di quegli imam dell’Ucoii potrebbero diventare ministri di culto, perché la condizione essenziale prevista dalla legge esistente è che abbiano già la cittadinanza italiana. Così il nuovo testo prevede di superare l’ostacolo, attraverso il loro riconoscimento anche dopo uno specifico corso di formazione che dovrebbe essere realizzato dagli stessi pro- fessori del Consiglio del Viminale e che verrebbe ciclicamente ripetuto. Il riconoscimento che trasformerebbe gli imam in ministri di culto però sta spaccando sia la comunità islamica (che è insofferente a questi controlli e patenti di legittimità dello Stato italiano), che parte della magistratura e delle forze di polizia. Queste ultime sono assai preoccupate di una concessione troppo generosa dello ::: DA SAPERE L’UCOII L’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) è la più importante associazione musulmana presente nel nostro Paese. Fondata nel 1990, gestisce circa 80 moschee e 300 luoghi di culto. IL PRESIDENTE Ad oggi il presidente dell’Ucoii è Izzeddin Elzir, imam di Firenze. Nato nel 1971, ha ottenuto il diploma di Stilista di moda all’Accademia italiane della moda e deisign di Firenze. IL RAPPORTO CON LO STATO ITALIANO Lo Stato italiano ha firmato nel corso degli anni intese con le principali confessioni religiosi presenti in Italia, ma non con l’islam. Tra le religioni «riconosciute», oltre alla cattolica, varie altre confessioni cristiane, l’ebraismo, l’induismo e il buddismo. status di ministro di culto che farebbe rientrare tutti gli imam conosciuti in quella sorta di immunità penale prevista dall’articolo 200 delcodice di procedura penale per garantire il cosiddetto segreto di ufficio o segreto confessionale. Cosa significa? Gli imam riconosciuti come ministridi culto a quel punto potrebbero opporre all’autorità giudiziaria e investigativa il segreto anche su fatti gravi e criminaliappresidalle confiden- LA MINORANZA PD: «SONO LE PROVE TECNICHE DEL PARTITO DELLA NAZIONE» Verdini «salva» la maggioranza sui conti pubblici ::: MARCO GORRA Il gruppo Ala di Denis Verdini «salva» ancora in Senato la maggioranza. Ieri, infatti, l’Aula di Palazzo Madama ha dato il via libera al rendiconto 2015 e all’assestamento 2016 del bilancio dello Stato. E lo ha fatto rispettivamente con 142 voti favorevoli, 3 voti contrari e due astenuti sul primo disegno di legge; e con 143 sì, 92 no e 3 astenuti sul secondo. Il quorum necessario era di 141 sì. Decisivo, pertanto, il voto favorevole dei dieci senatori di Verdini, che hanno votato compatti per il sì, come scriveva ieri, citando proprie fonti, l’agenzia Agi. Senza i verdiniani i provvedimenti non avrebbero potuto avere il disco verde dell’Aula. «Le prove tecniche del Partito della Nazione sono in fase avanzata», ha commentato Miguel Gotor, della minoranza Pd. ze di un loro fedele. Di più: dovrebbero opporre quel segreto, perché la legge italiana protegge nello stesso codice all’articolo 622 quei fedeli che fanno le confidenze ai loro ministri di culto, perseguendo le rivelazioni da questi fatti sui contenuti di quei colloqui privati. Tradotto in pratica: nella loro funzione molti imam dell’Ucoii hanno libero accesso alle carceri italiane per seguire i detenuti di fede musulmana,esattamente come accade ai sacerdoti con i detenuticattolici. Sui fatti appresi in quei colloqui, come su confessioni ricevute anche al di fuori di quegli ambienti, una volta riconosciuti come ministri di culto, gli imam possono e anzi debbono mantenere il segreto. Perfino se un detenuto confessasse loro di essere a conoscenza della preparazione di un attentato. Al contrario gli altri islamici presenti in Italia erano contrari già alla bozza preparata dal professore Naso per l’eccesso di controllo nei confronti delle pratiche religiose musulmane che è previsto dal testo come merce di scambio per il riconoscimento degli imam dell’Ucoii, e protestano per la presunta discriminazione «visto che per altre confessioni religiose tutto questo non è previsto». La bozza di legge sui ministri di culto Morcone-Naso verrebbe poi unita a un rapido percorso parlamentare di un disegno di legge proposto da Stefano Dambruoso sulla radicalizzazione jihadista, di cui interessa la proposta di finanziare con 20 milionidi euro in due anni la formazione e l’aggiornamento dei professoridi scuola italiani sul dialogo interreligioso. © RIPRODUZIONE RISERVATA Trombata la candidata della Merkel ■■■ Il Consiglio di sicurezza del- A capo dell’Onu andrà il «Boldrini» portoghese l’Onu ha deciso: il prossimo segretario generale del Palazzo di vetro sarà il portoghese Antonio Guterres. Con tredici pareri favorevoli e due astensioni, affinché l’ex premier lusitano diventi il successore di Ban Ki-moon manca solo la nomina ufficiale, che arriverà oggi alle 10 ora locale. La notizia è eclatante per due motivi: primo, perché rappresenta lo schiaffo forse più sonoro ricevuto da Angel Merkel in tutta la propria carriera politica; secondo, perché manda un chiaro messaggio al mondo circa la linea dell’Organizzazione sulla questione migratoria. Primo motivo. L’Unione Europea - e con essa la dante causa che governa a Berlino - esce dalla vicenda con le ossa rotte. Secondo il consueto criterio di rotazione, infatti, la poltrona in questione doveva toccare all’Europa dell’Est. Forte di questo, la Merkel aveva imposto una candidata che più embedded non si poteva: Kristalina Georgieva, vicepresidente bulgara della Commissione Juncker, alta papaveressa del Partito popolare ed incarnazione vivente dell’euro-ortodossia. Operazione che doveva andare liscia come l’olio, ma che è andata clamorosamente a sbattere contro il muro del Consiglio di sicurezza. Che, pur di affossare il nome della Merkel non si è fatto problemi ad infrangere un tabù pluridecennale come quello del rispetto del Cencelli globale. Merito di un inedito asse tra americani (furiosi con la Ue per la vicenda del Ttip) e russi (che con Bruxelles hanno rapporti storicamente poco amichevoli). I quali hanno fatto muro contro la Georgieva ed hanno scelto il socialista Gutierres. Scelta formalmente inattaccabile (sempre europeo è), ma che non fa nulla per nascondere il carattere di affronto bello e buono alla Ue. Affronto Antonio Guterres [LaPresse] che in Consiglio sapevano benissimo di potersi permettere: impensabile che da Bruxelles potessero reagire come fatto, ad esempio, dai cinesi che dieci anni fa avevano bloccato l’elezione che pareva scontata della lituana Vaira Freiberga ottenendo il rispetto della rotazione a vantaggio dell’asiatico Ban Ki-moon. Dalla Ue, come ampiamente previsto,nessuno si è sognato di battere un colpo nonostante lo sfregio davanti agli occhi del mondo. Secondo motivo. Se esiste un’incarnazione dell’idea stessa di accoglienza a spesa altrui e di volemose bene cosmico applicato al pacchetto migratorio, ebbene questa risponde al nome di Antonio Guterres. Grande capo dal 2005 al 2015 dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati, l’ex premier portoghese è una specie di iper-Boldrini (l’attuale presidente della Camera è pur sempre stata la portavoce del- l’Unhcr per l’Europa del sud) su scala globale, e la sua linea politica in materia di rifugiati ed immigrati è quella che si immaginerà: accoglienza a tutti i costi, multiculturalismo a tutti i costi, integrazione a tutti i costi. La breve carrellata di estratti del Guterres-pensiero che segue aiuterà a farsi un’idea della sua visione del mondo: «Chi sostiene di non poter accogliere i profughi siriani perché sono islamici aiuta il terrorismo»; «[I profughi] arriveranno: l’unica scelta che abbiamo è quanto organizzare bene la loro accoglienza»; «Dobbiamo prendere ispirazione da queste persone comuni che hanno dimostrato un coraggio straordinario». Questo l’uomo, il messaggio inviato dall’Onu mediante la sua elezione è chiarissimo: se già la linea in materia di immigrazione in passato non era stata esattamente dura, da adesso si sposta ancor più marcatamente verso l’estremità buonista dello spettro. I Paesi che non intendono allinearsi sono avvisati. © RIPRODUZIONE RISERVATA __Giovedì 6 ottobre 2016__ 11 12 ESTERI __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ ::: ALLARME INVASIONE Pericolo islamico Il governo butta fuori i sospetti terroristi E loro girano il mondo Dai macedoni fino agli africani: l’Italia li caccia ma tornano in patria da uomini liberi. E da lì riprendono a viaggiare ::: CLAUDIA OSMETTI ■■■ E finisce pure che i (presunti) terroristi, rimpatriati tramite procedimento di espulsione,nei loro Paesid’origine restino sostanzialmente liberi. Sissignori, avete letto bene: una volta messo piede sul patrio (loro) suolo arrivederci-e-grazie, se va bene subiscono qualche controllo lampo, se va male passano allo sportello passaporti senza colpo ferire. L’ultimo caso riguarda i cinque macedoni che sono stati letteralmente cacciati da Ronchi dei Legionari (Trieste) qualche giorno fa: in tasca avevano un decreto firmato dal Viminale di Angelino Alfano su cui stava scritto che più chiaro non si può che le autorità italiane li consideravano «fanatici seguaci del Califfato». Mica un’accusa leggera, ecco: per Roma erano sospetti jihadisti. Per Skopje, invece, no: quando sono atterrati all’aeroporto Alessandro Magno, nei Balcani, sono stati sottoposti a «un colloquio informativo con i funzionari del ministero dell’Interno» (racconta al quotidiano Il Piccolo la portavoce macedone Dejana Nedeljkovic) che non hanno rilevato nulla di anomalo. Stop: tutti loro hanno ripreso la valigia e sono entrati nel Paese da persone libere. «Non posso parlare a nome del governo italiano per quanto riguarda i sospetti nei confronti di questi cinque cittadini», taglia corto Nedeljkovic. Tant’è: la lista dei rimpatri, per così dire senza conseguenze,è lunga come l’elenco telefonico di Milano. C’è H.M., per esempio, un bengalese di Grado, sempre in Friuli, che dopo numerose segnalazioni è stato espulso nel giugno scorso perché «costituisce minaccia per la sicurezza dello Stato»: nien- ::: I CASI I MACEDONI L’Italia ha espulso recentemente cinque macedoni sospettati di estremismo islamico: residenti nel Triestino, il gruppo è arrivato a Skopje dove è stato rilasciato. IL BENGALESE Il bengalese H.M. di Grado, in Friuli, è stato cacciato con l’accusa di essere «una minaccia» ma potrà rientrare in Italia tra 15 anni. IL PAKISTANO Aftab Farooq, pakistano di 26 anni che viveva a Vaprio d’Adda, è stato espulso col sospetto di voler colpire l’aeroporto di Orio: ora è libero, a Islamabad. I MAROCCHINI Oussama Khachia, marocchino, è stato espulso dall’Italia perché inneggiava all’Isis ma a Rabat non è stato bloccato: ora è in Svizzera. Mohamed Madad, imam di Reggio Emilia rimpatriato a settembre, è a Casablanca e medita di fare ricorso al Tar. IL TUNISINO Jaidi Chaouki, tunisino 39 enne, è stato espulso a settembre e ora gestisce alcuni negozi in Africa. te, l’unica misura che le autorità sono riuscite ad appioppargliè il divieto di re-ingresso nello Stivale per 15 anni. C’è Aftab Farooq, il 26enne pakistano che viveva a Vaprio d’Adda, nel Milanese, assunto agli onoridella cronaca per l’infelice frase «vedi che è facile colpire un aereo» pronunciata davanti allo scalo bergamasco di Orio al Serio:lo hanno messo su un volo per Islamabad una manciata di settimane fa, e non se la passa male. Tutt’altro. In un video fatto circolare negli scorsi giorni ha detto di trovarsi un un albergo per «pensare a cosa fare e dove andare domani» e circa le modalità con cui lo hanno trattato dopo l’atterraggio ha chiarito che è potuto andare via «senza nessun problema o alcun sospetto». Come a dire: le autorità pakistane lo hanno accolto a braccia aperte. Ancora. Oussama Khachia era stato rimandato in Marocco l’anno scorso a seguito di alcuni commenti su Twitter nei quali esprimeva giudizi (positivi, ovvio) sull’Isis: il ragazzo è morto mentre stava all’estero, ma la polizia di Rabat non l’ha tirata per le lunghe. Durante il suo «esilio», infatti, Oussama è stato libero di muoversi a suo piacimento, tanto che dopo qualche mese ha ripreso un aereo, direzione Svizzera questa volta, per raggiungere la moglie. Tanto per dire: l’hanno espulso pure da Ginevra, forse un controllino in più non avrebbe guastato. Jaidi Chaouki, un uomo tunisino di 39 anni, è stato rispedito a casa a settembre: è già libero di muoversi per le vie di Tunisi, contatta regolarmente la moglie di un amico marocchino cacciato assieme a lui, e sulle sponde del Mediterraneo gestisce pure un negozio di oggetti usati. La maggior parte dei quali di provenienza italiana. Già. Ha buona voce anche Alfano a sgolarsi che dalgennaio 2015 a oggi Roma ha operato più di 102 espulsioni se poi, una volta messo piede nel Paese natio, dove cessa la giurisdizione italiana, i risultati sono questi.Magari qualche formalità in più in dogana farebbe comodo. Mohamed Madad, l’imam di Reggio Emilia rimpatriato a luglio con la motivazione che «potrebbe aiutare le organizzazioni terroristiche», oggi vive felicemente a Settat, in Marocco, a due passi da Casablanca:l’allontanamento forzato da Riana di Carpineti non l’ha proprio digerito e sta anche meditando di fare ricorso al Tar. È un libero cittadino. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il partito «Alternativa per la Germania» 11mila immigrati soccorsi in 48 ore I leghisti tedeschi: «Più espulsioni» ■■■ Il partito della nuova de- stra tedesca, Alternativa per la Germania, dà consigli anche all’Italia su cosa fare per provare ad arginare l’onda dei continuiarrividiprofughi: «Chiudere i confini per i migranti clandestini, eliminare gli stimoli economici che li attraggono (come gli aiuti sociali) ed esaminare le domande di asilo dei veri perseguitati e profughi di guerra in campi fuori dalla Ue». Così come impedire la costruzione dinuove moschee. Sono questi passi fondamentali che Frauke Petry, la leader del partito euroscettico tedesco Afd in forte ascesa, ha consigliato diseguire aipartiti italiani preoccupati per quelche sta accadendo. Timori confermati dai fatti, del re- L’allarme di Mastella «Gli stranieri si spogliano davanti alle nostre donne» ::: BRUNELLA BOLLOLI ROMA ■■■ Va bene l’accoglienza, ma i migranti «portino rispetto». Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ha chiesto una convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Le recenti risse nel centro della città hanno fatto infuriare l’ex ministro della Giustizia. Sindaco Mastella, a Benevento c’è un’emergenza profughi? «C’è un problema di ordine pubblico per cui ho appena parlato con il prefetto Morcone, capo del Dipartimento immigrazione, e nel comitato di domani (oggi, ndr) cercheremo di mettere a punto delle soluzioni per evitare l’insorgere di ulteriori tensioni tra questi stranieri e la popolazione». Di quanti migranti parliamo? «In città ci saranno tra i 400 e i 500 nordafricani, mentre nel mio paese, San Giovanni di Ceppaloni, ce ne sono 50 su 500 abitanti. Le sembra normale? Comunque le quote non le decido io, ce li mandano e noi siamo per l’accoglienza cristiana, sia chiaro. Ma...». Ma? «Ma anche loro devono cambiare. Non possono calarsi le braghe davanti a donne sole o con bambini appresso né picchiarsi in pieno centro com’è successo l’altro giorno su corso Vittorio Emanuele». I beneventani hanno paura? «Tanti mi hanno scritto e mi hanno fatto presente una serie di episodi: signore che vanno a parcheggiare e se non danno la monetina vengono molestate, atti osceni in luogo pubblico, e poi il problema è che questi migranti si muovono in branco e fanno paura». sto: sono quasi 11.000 i migranti tratti in salvo negli ultimi due giorni (4655 ieri che si aggiungono ai 6000 del giorno precedente) nel corso di 72 distinte operazioni coordinate dalla Centrale operativa della Guardia costiera. Rispondendo alle domande a tutto campo poste dall’Ansa,tra le quali anche eventuali consigli su quale consiglio darebbe ai partiti italiani che,come il suo, hanno paura di grandi migrazioni, la Petry ha affermato che «non si tratta di paura, ma innanzitutto del fatto che questa migrazione illegale avviene in violazione delle leggi tedesche ed europee. Inoltre lo scetticismo nei confronti di una migrazione non-regolata e addirittura promossa dallo Stato è un naturale riflesso diautoconservazione. Dappertutto in Europa i confini devono essere chiusi per migranti illegali e, in parallelo, dobbiamo eliminare gli stimoli economici. L’esame di chiè realmente un profugo deve avvenire fuori dall'Europa», ha concluso la leader di Alternative fuer Deutschland. Alla domanda se l’Afd abbia contatti con partiti italiani, Petry ha ricordato che «nel Parlamento europeo siamo nel“Gruppo Europa delle Nazioni e della Liberta” (Enl). Lì esiste un contatto con la Lega Nord». Frauke Petry ha detto inoltre che il suo partito non ha nulla contro l'immigrazione in Germania di forze lavorative «qualificate», indicando Clemente Mastella, attuale sindaco di Benevento, è stato anche ministro e parlamentare [Oly] Quale soluzione propone? «Ci vuole una triangolazione tra Comune, prefettura e associazioni che gestiscono i profughi. Queste persone si annoiano perché sono a spasso tutto il giorno e allora bisogna trovare loro un lavoro utile affinché non passino le loro giornate a chiedere soldi o a minacciare la gente. Certo, poi i miei concittadini possono dire: un lavoro agli stranieri e non a noi? Per questo chiedo la collaborazione di tutti in un’azione di contenimento. Per una coesistenza serena, senza tensioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA 13 ESTERI __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ ::: ALLARME INVASIONE Mentre il Califfo caldeggia l’uso delle lame Attentato dell’Isis: feriti 2 agenti Poliziotti accoltellati a Bruxelles: bloccato un uomo. Le autorità: dieci anni per «ripulire» la capitale ::: ANDREA MORIGI ■■■ È un belga per modo di dire Hi- Continuano gli sbarchi sulle coste italiane: ieri sono state salvate 4.655 persone che si aggiungono alle 6mila del giorno precedente. In tutta Europa crescono i partiti che chiedono controlli alle frontiere [LaPresse] come esempio gli italiani che si sono ben integrati nel Paese dopo la Seconda guerra mondiale. E ha ribadito il no alla costruzione di moschee in Germania. Petry ha ricordato infatti che «la nostra posizione è formulata chiaramente: non vogliamo appelli del muezzin,perchè siamo un paese con tradizione cristiana». Per quanto riguarda la situazione in Africa, la leader di Afd ha sostenuto che «l'Europa non può assorbire l’esplosione demografica africana e questo lo dobbiamo dire chiaramente».Frauke Petry ha infine confermato il suo amore per l’Italia, alimentato soprattutto da arte e cucina. C.MA. © RIPRODUZIONE RISERVATA cham Diop, il terrorista islamico che ieri mattina ha pugnalato due agenti di polizia a Bruxelles, ferendone uno al collo e l’altro al ventre. Per una contraddizione della legge possiede la cittadinanza diun Paese europeo, anche se tenta dicolpirne a morte le istituzioni in nome di un altro Stato, che si definisce islamico. L’attacco è avvenuto a Schaerbeek, un quartiere dove, come nel più famoso Molenbeek, la capitale del jihadismo in Europa, la legge del Corano prevale su ogni altro codice civile, penale o anche soltanto morale. Da mesi, dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles, è in corso una guerra silenziosa, ma non per questo meno cruenta. Gli ultimi fatti, in ordine cronologico, riguardano altri due agenti accoltellati all’inizio di settembre. Nei confronti di altri due uomini delle forze dell’ordine si è tentata perfino la lapidazione, a colpi di pietre, nei pressi della stazione Bekkant e cinque persone sospette sono state arrestate. In questo clima di vilenza, un turco è stato ucciso a fucilate il 25 settembre, lo stesso giorno in cui sono state incendiate numerose automobili. Sono almeno 57 i musulmani identificati come «minaccia dello stato» in quanto vicini all’Isis, mentre altri 600 sono stati radiati dai registri del comune, ma risultano irrintracciabili anche dalle truppe dell’esercito in assetto di guerra che pattugliano le strade. La situazione è ormai fuori controllo se perfino il capo della polizia, Johan De Becker, il 30 settembre scorso ha dovuto ammettere che ci vorranno almeno dieci anni per ripulire i quartieri arabi. L’arresto di ieri è riuscito soltanto per l’intervento di una seconda pattuglia. Un terzo poliziotto ha sparato all’aggressore, colpendolo a una gamba, ma soltanto dopo aver ricevuto un pugno sulviso che gli ha fratturato il setto nasale. ■■■ Se non possiamo mantenerli in casa nostra, allora paghiamoli per restare a casa loro.E paghiamoli profutamente. L’ultima trovata del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, è “regalare” la bellezza di 88 miliardi di euro all’Africa. L’obiettivo è risolvere il problema dei profughi in arrivo in Europa. «dobbiamo affrontare le cause» delle migrazioni ed è quindi «necessario lanciare un’offensiva di investimenti per l’Africa: si tratta di 44 miliardi di euro che, se gli stati membri danno il loro contributo, diventano 88». Poi ci sono gli accordi, come quello con la Turchia che, secondo Juncker, «funziona» perché «dai 10mila ingressi al giorno dell’ottobre scorso, oggi Fino al 2009, l’uomo era un militare, già noto alla giustizia per aver frequentato un giro di «foreign fighter» che erano andati a combattere in Siria. Diop, boxeur 43enne, nel2004 si era presentato alle elezioni regionali a Bruxelles nelle liste del Partito Cittadinanza e Prosperità, sciolto da almeno un decennio. Abbandonata la via della democrazia, benché fosse un po’ attempato per le truppe del Califfato, si era dedicato invece al jihad nella terra dei miscredenti. Un po’ di addestramento militare glielo avevano fornito gli stessiinfedeli, nell’esercito. Quel po’ di tecnica dell’assalto all’arma bianca che gli difettava, poteva apprenderlo direttamente sulle strade della capitale belga. Oppure ripassare la materia sul nuovo numero di Rumiyah (cioè «Roma»), la nuova rivista digitale dello Stato Islamico, che dedica un lungo approfondimento alla IL TERRORE DI UN’ALTRA NIZZA Tir tra la folla: choc a Bologna Paura alla festa di San Petronio a Bologna, martedì sera dopo le 22,30. In Piazza Maggiore, mentre i Nomadi stavano cantando «L’ultima salita» dedicata a Pantani, un camion è passato tra la folla. Una scena che ha ricordato immediatamente quanto successo il 14 luglio a Nizza, con un mezzo pesante guidato da un terrorista islamico che ha travolto e ucciso 84 persone, ferendone centinaia. Piazza Maggiore è considerata da anni un obiettivo sensibile, per la presenza della chiesa con l’affresco che raffigura Maometto all’inferno. Fatto sta che alla guida non c’era alcun fanatico, bensì un tizio incaricato di smantellare l’attrezzatura del Festival del Tortellino a Palazzo Re Enzo. È quindi esplosa la polemica, con il Comune che ha accusato la Questura, la Lega che porterà la vicenda in Parlamento e l’autista, scosso, che ha detto di non aver visto alcun divieto d’accesso. [fermoimmagine ricavato da un video di Nettuno Tv] © RIPRODUZIONE RISERVATA Oggi nasce la Guardia di frontiera e costiera Ue L’ideona di Juncker: diamo all’Africa 88 miliardi siamo a 85 arrivi al giorno in Grecia». Quello dell’immigrazione è stato uno dei temi centrali del discorso di Juncker al Parlamento europeo. Occhi puntati sulle frontiere, anche quelle a Est. «Abbiamo comunicato al governo bulgaro che stanzieremo 108 milioni di euro per la gestione delle frontiere» ha ricordato il presidente della Commissione, secondo cui l’Ue dovrebbe inviare nel paese 130 funzionari aggiuntivi. «Dobbiamo anche assicurarci - ha detto Juncker - che la Bulgaria sia nella condizione di acquistare 50 veicoli che permetteranno le teoria e alla pratica dell’uso del coltello a beneficio dei potenziali jihadisti. In realtà, nella versione francese, dove comunque campeggia in copertina l’immagine di un coltello insanguinato, ilmanuale non compare. Basta scaricare quella inglese, comunque, che dispensa i consigli utili per la lotta rusticana:«Non c’è bisogno diessere un militare esperto o un maestro di arti marziali, o addirittura possedere una pistola o un fucile per compiere un massacro, uccidere e ferire diversi miscredenti e terrorizzare un’intera nazione. Per il successo dell’operazione sono sufficienti una ferma determinazione, una pianificazione e la fiducia in Allah». Con un’avvertenza: «non usare coltelli da cucina perché la loro struttura di base non è concepita per gestire l’applicazione vigorosa richiesta per un assassinio». Quanto alle modalità di attacco, «è proprio come dare la caccia a una preda. Non è consigliabile individuare il bersaglio all’interno di grandi raduni o aree eccessivamente affollate, perché ciò presenta uno svantaggio e rende più difficile il raggiungimento dell’obiettivo». Meglio quindi «individuare la vittima in gruppi più piccoli». Tra gli esempiforniti, «un ubriaco che torna a casa dopo una notte fuori, qualcuno che cammina in un parco pubblico, o chi si trovi nelle vicinanze di night club o altri posti dissoluti». Tra i consigli rivolti ai potenziali attentatori anche le parti del corpo della vittima da puntare: «organi vitali come cuore, polmoni o anche le arterie principali, l’interno della coscia, l’area dell’inguine». L’obiettivo di fondo di ogni attacco terroristico, sottolinea Rumiyah, è «quello di portare l’orrore e la miseria tra i nemici di Allah. E ricordare che gli sforzi di fare la guerra contro l’islam e i musulmani porteranno solo a un numero sempre maggiore di mujahiddin pronti a colpire sul loro suolo». Certo che, finora, nemmeno far finta di nulla e lasciarli liberi di agire sul suolo belga sembra aver ottenuto risultati incoraggianti. Juncker è nato in Lussemburgo [Oly] autorità di controllare le frontiere». Ma l’Europa ancora non ha ancora trovato la quadra sulla gestione dei migranti e Juncker ha sottolineato che «nelvertice di Bratislava è stata adottata una roadmap, ma non risponde alle mie aspettative perchè è stata poco concreta, anche se è stata una buona piattaforma per andare avanti». Tutto questo in attesa della nascita ufficiale, prevista per oggi, della Guardia costiera e di frontiera europea. A inaugurarla sarà la presidenza slovacca dell’Unione europea. Il via libera è arrivato lo scorso 15 settembre da parte del Consiglio Ue. La Guardia di frontiera Ue si compone di un’agenzia europea per il controllo dei confini (ossia con l’attuale Frontex, le cui mansioni però verranno ampliate) e dalle autorità nazionali competenti. Tra i compiti della nuova agenzia ci sarà valutare la vulnerabilità della capacità di controllo delle frontiere degli stati membri, di organizzare operazioni congiunte e interventi rapidi per rafforzare le capacità degli stati membri alle frontiere esterne, oltre che di assistere la Commissione nel coordinamento delle squadre di sostegno che interverranno quando uno stato membro dovrà affrontare pressioni migratorie sproporzionate. © RIPRODUZIONE RISERVATA 14 ESTERI __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ Torna la guerra fredda Finisce la tregua nucleare Usa-Russia Il primo ministro Medvedev sospende gli accordi di cooperazione con gli americani. È la risposta alle sanzioni ::: MIRKO MOLTENI ■■■ Nuovi segnali di guerra fredda fra Mosca e Washington, perdipiù sul versante nucleare, da ieri sera, quando il Ministero degli Esteri russo ha decretato la sospensione di un importante accordo siglato a Vienna il 16 settembre 2013 sulla collaborazione russo-americana neireattoridi ricerca.L’agenzia atomica russa Rosatom e l’US Department of Energy avevano concordato allora di lavorare insieme alla trasformazione di sei reattori nucleari russi di ricerca scientifica in reattori funzionanti a uranio a basso arricchimento.Sarebbe una tappa importante per rendere economica una tecnologia che permetterebbe di usare a scopo energetico uranio poco arricchito, quindi non utilizzabile per fabbricare armi nucleari e perdipiù meno pericoloso di quello arricchito. Ora i russi hanno bloccato tutto adducendo sia la prosecuzione delle sanzioni americane contro Mosca, a causa della crisi ucraina, sia la recente rottura da parte americana dei negoziati sulla Siria.E senza dimenticare i recenti schieramenti di «forze superflue della NATO» negli stati baltici e in Polonia, come temuto dalla Russia.«Nelle attuali circostanze – dice il dispaccio ufficiale di Mosca – la parte russa sospende l’accordo in risposta alle azioni non amichevoli degli Stati Uniti». Uno spiraglio viene lasciato aperto dalla precisazione, in tarda serata, che «la Russia può considerare la ripresa degli accordi nell’energia nucleare se gli Usa torneranno a tener fede ai loro impegni». Infatti, è già la seconda lite in questo settore fra i due colossi nell’arco di pochi giorni. Già lunedì ilpresidente Vladimir Putin aveva ordinato ai deputati della Duma di sospendere un altro importante accordo con gli americani, il Plutonium Management and Disposition Agreement, o PMDA, in vigore fin dal 2000, che «congelava» in pratica 34 tonnellate di plutonio «bombabile», cioè adatto a trarne ordigni nucleari, stabi- ::: MAURIZIO STEFANINI lendo che non potesse essere usato a scopi militari. È una quantità che basterebbe fino a 17.000 testate nucleari. Inizialmente gli americani avevano provato a riprocessare questo plutonio in una struttura del North Carolina, ma il procedimento costava troppo e nel 2015 hanno preso a stoccarlo in sito del Nuovo Messico, mentre la Russia lo stava trattando nella centrale di Beloyarsk. Ora, tuttavia, la Russia, e di riflesso l’America, potrebbero sentirsi entrambe autorizzate a riutilizzare quel plutonio in eccesso per rimpinguare i propri arsenali, se la tensione si aggravasse ancora di più. Nel caso del PMDA, l’ordine di Putin deve essere formalmente validato dalla ratifica della Duma, che però è prevista a breve, entro il 12 ottobre e non lascia troppi dubbi sull’esito. Il clima infatti va sempre peggio.E non è un caso che, sempre ieri, pur poco ricordato dalle agenzie di stampa, è risuonato anche un appello di Mosca agli Usa per sedersi di nuovo al tavolo e rimettere mano anche alla questione del trattato INF sulle forze nucleari a raggio intermedio, cioè quella categoria di missili a testata nucleare con gittata compresa fra 500 e 5500 km. Era la vecchia questione degli “euromissili” e furono proibiti dal trattato INF del1987 per evitare che potesse scoppiare una guerra nucleare locale limitata all’Europa. Ma negli ultimi tempi sia la Russia sia gli Stati Uniti si sono reciprocamente accusati diaver violato il trattato schierando armi ai limiti di quel raggio d’azione, come i missili Iskander russi ai confini con la Polonia, o come i pozzidi lancio deimissili antimissile americani SM-3 della base di Deveselu, in Romania, che secondo i russi possono contenere missili da crociera Tomahawk nascosti, dato che la rampa impiegata per i due modelli è identica. Insomma, la Siria è l’attuale bandolo della matassa fra le due potenze, ma i problemi sono annosi ed ereditati da lontano. © RIPRODUZIONE RISERVATA Scambio di sguardi poco concilianti tra Vladimir Putin e Barack Obama [Olycom] Offensiva contro l’Isis a Mosul Iraq e Turchia vicini allo scontro armato Colpa di Obama, cieco sui crimini sciiti ::: CARLO PANELLA ■■■ «La presenza delle truppe turche in Iraq può portare a una guerra regionale»: le parole minacciose pronunciate ieri dal premier iracheno Haider al Abadi mettono il sigillo all’ultimo disastro provocato dalla strategia mediorientale di Barack Obama. Sta infatti covando una guerra per il momento, - «fredda» - tra un paese Nato e l’Iraq, il cui governo peraltro è in piedisolo grazie all’intervento della Coalizione anti-Isis guidata dagli Usa, in alleanza de facto con i pasdaran iraniani, l’aviazione russa e le ferocissime milizie sciite irachene. Un pasticcio inverecondo, anch’esso scientificamente prodotto dalle scelte di Obama. L’obiettivo esplicito e rivendicato dell’intervento turco in Iraq è dunque quello di proteggere le minoranze sunnite e turcomanne dalle devastazioni che hanno subìto a Falluja e Ramadi e ovunque in Iraq, a opera delle feroci milizie sciite irachene -e dei pasdaran iraniani- che hanno attuato una feroce «pulizia etnica» dopo aver sloggiato le milizie dell’Isis. Come infatti denuncia dal 2014 il governo curdo di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, i pasdaran iraniani, le milizie sciite e l’esercito iracheno, usano la guerra contro l’Isis per imporre con ferocia l’egemonia sciita nelle zone dell’Iraq a maggioranza sunnita (che per questo danno consenso persino ad al Baghdadi, visto, in fondo come loro difensore). Inequivocabile il giudizio diMassour Barzani, capo deiservizi segreti del Kurdistan iracheno: «Le milizie sciite sono un pericolo maggiore dello Stato islamico». Eloquente,il report diAmnesty International del 2014: «Agghiaccianti resoconti di attacchi settari compiuti dalle milizie sciite a Baghdad, Samarra e Kirkuk. Decine di corpi non identificati rinvenuti in tutto il paese, ammanettati e con fori di proiettili alla nuca». Definitivo il giudizio del generale Usa David Petraeus, l’unico che ha sconfitto militarmente Abu Bakr al Baghdadi e lo ha costretto a fuggire dall’Iraq: «Le milizie sciite e l’Iran che le sostiene rappresentano a lungo termine per l’Iraq e per gli equilibri regionali una minaccia più grave dell’Isis. È una Chernobyl geopolitica che continuerà a diffondere instabilità radioattiva e ideologia estremista nell’intera regione fino a che non sarà bloccata». In questo contesto, ieri il premier turco Binali Yldrim è stato chiarissimo, in aperta polemica col ruolo da «palo» sinora giocato da Obama nei confronti di questa pulizia etnica irano-sciita: «I piani della Coalizione per liberare Mosul non sono trasparenti e rappresentano una minaccia per la pace regionale». Un accusa diretta al progetto dei governi di Bagdad,di Teheran, di Mosca di sottoporre (grazie alla ignavia di Obama) anche la sunnita (e turcomanna) Mosul alla pulizia etnica praticata sinora. Questo, in un contesto storico in cui la Turchia di Kemal Atatürk, ha sempre considerato non a torto - che Mosul appartenga alla Turchia, piegandosi alla sua perdita solo negli anni ’30 del secolo scorso. Peggio ancora: Erdogan progetta anche di accompagnare l’intervento militare della Turchia su suolo siriano con una pari iniziativa su suolo iracheno (sono già operanti 150 soldati turchi e 25 carri armati a 30 chilometri da Mosul), in alleanza aperta col Kurdistan iracheno. Il che rende la situazione dell’area ancora più complessa. Perché l’intento di Erdogan è sì di contrastare l’Isis e proteggere turcomanni e sunniti di Mosul, ma non senza avere reso impotente il Rojava, l’autoproclamato stato curdo siriano, santuario dei terroristi del Pkk che operano in Turchia. Dunque, la Turchia «invade» Siria e Iraq anche per contrastare i curdi siriani (alleati con quelli turchi del Pkk). Ilfatto di straordinario valore è che questa campagna filo sunnita, filo turcomanna e anti-curda della Turchia trova ora l’avallo pieno dei curdiiracheni, che dei curdisiriani e turchi sono da sempre avversari durissimi. Un caos, reso totalmente ingestibile proprio dalla cecità di Obama. Il repubblicano Pence vince la sfida tv ■■■ «Mike ha vinto alla gran- Il vice di Trump è anche meglio dell’originale de!», ha twittato Trump subito dopo la fine del dibattito tra i due candidati alla vicepresidenza che si è tenuto a Longwood University di Farmville, Virginia. A ruota, il primo sondaggio della Cnn gli ha dato ragione: il 48% degli spettatoriha avuto infattil’impressione di una prevalenza del repubblicano Mike Pence, contro un 42% più impressionato dal democratico Tim Kaine. Ma non è questa la sola idea che si è diffusa. Senatore della Virginia, cattolico e figlio di un fabbro Kaine; governatore dell’Indiana, cattolico convertitosi al protestantesimo evangelico e vicino al Tea Party ma favorevole alla riforma sanitaria diObama Pence: entrambii vice sono chiaramente personaggi molto più noiosi che non i rispettivi, spumeggianti numeri uno. Entrambi, però, sono proprio per questo meno costretti a dilungarsi e rispondere su temi non strettamente attinenti ai programmi di governo: dalle e-mail incau- ti dell’una alle dichiarazioni dei redditi misteriose dell’altro, per non parlare di stagiste e Miss Universo. Automaticamente, il dibattito è stato dunque più concreto, e probabilmente questo ha spiazzato Kaine. Ha iniziato infatti ad attaccare da subito, e ha continuato per tutti i 90 minuti dell’incontro, un po’ seguendo la linea di Hillary con Trump. Ma stavolta si trovava di fronte un rivale capace di mantenere la calma, e soprattutto il modo in cui è riuscito a farlo malgrado le interruzioni continue ha alla fine segnato la differenza. Soprattutto,Pence si è ricordato di fare molti degli attacchi che Trump aveva dimenticato.In particolare,oltre a riprendere Hillary sul piano dell’economia, ha criticato duramente le donazioni di governi stranieri alla Fondazione Clinton. Oltre a vincere, Pence ha dunque dimostrato che sarebbe in grado di controbilanciare il carattere estremo di Trump, e ciò potrebbe rassicurare gli lettori repubblicani più dubbiosi. Basterà questo a permettere a Trump di recuperare il ritardo che gli affibbiano la gran parte dei sondaggi? In realtà, da Brexit al referendum in Colombia molte delle ultime consultazioni sembrano dimostrare proprio l’incapacità degli istituti demoscopici di percepire a fondo la forza di movimenti di opinione come quello che ha portato il tycoon alla nomination re- © RIPRODUZIONE RISERVATA pubblicano, e d’altra parte non è vero che i dibattiti tra i vice non contano nulla nella campagna elettorale statunitense. Giusto quattro anni fa fu proprio la strepitosa vittoria di Joe Biden a porre rimedio al disastro di Obama nel primo dei suoi tre testa a testa con Mitt Romney. È però vero che quella vittoria era stata molto più netta. Curiosamente, il repubblicano Pence portava una cravatta azzurra, e il democratico Kaine una cravatta rossa: ognuno, insomma, col colore del partito dell’altro. © RIPRODUZIONE RISERVATA __Giovedì 6 ottobre 2016__ 15 16 ATTUALITÀ __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ Il giallo dell’undicenne annegato nel canale Se i bimbi stanno male e hanno voglia di morire Il nonno: Alessandro è stato ucciso. Ma si propende per l’incidente Si era confessato con le insegnanti: sono stufo, voglio farla finita ::: segue dalla prima SIMONA BERTUZZI (...) Non si crepa punto. Perché «ci vuole tanto, troppo coraggio» per morire certi giorni. Ale però è crepato. È tornato da scuola, faceva la prima media, e ha pranzato con i nonni. Mangiava la minestra e se ne stava zitto e chino di fronte alle domande dei grandi, lo sguardo assente e la mente che vaga, perché i bimbi sono così, formidabili maestri di mutismo in certi giorni e certe ore. Poi ha preso la felpa e si è messo in cammino. Sempre più lontano, sempre più di corsa. E d’un tratto - perché la morte si piglia un “tratto” mica ore - quel tuffo sordo e stanco, il fondale buio e melmoso e l’acqua gelida che appesantisce i calzoni e fa a botte con le scarpe. Quante volte, l’Ale, aveva sognato di pucciare i piedi in quel canale. E adesso ci moriva dentro, i piedi, le braccia e tutto quanto. Strano destino questo comune di Maccarese, vicino a Fiumicino. Raccontano che da queste parti ci siano le oasi del Wwf, che i luoghi e il silenzio siano bellissimi e attraggano i turisti, «lo sai che ci andava anche Moravia?». Lunedì però non c’era nessuno ad ascoltare Alessandro che moriva. Nessun vip, nessun avventore, neppure un ciclista delle campagne di quelli che fanno razza a sé nei pomeriggi d’agosto. Anche l’asilo vicino non si accorgeva del dramma. C’è dunque voluto un grido di donna e di nonna per lacerare la quiete e gli animi di questo paese. Lei stava a casa ad aspettare che il nipotino tornasse ma un pensiero le rodeva il cuore. E quando ha visto che Alessandro non tornava ha cominciato a gridare. IL FASCICOLO L’ha trovato un agente del commissariato di Ostia, Alessandro.Ha faticato per soccorrerlo perché l’acqua era alta. Con lui c’era un papà della scuola vicina. Hanno raccolto ilcorpo esamine e allertato l’e- lisoccorso. Ma è stato inutile. Il piccolo Ale se n’era andato coi suoi 11 anni. Nelle tasche, insieme ai sassolini bianchi dell’infanzia,anche il suo terribile segreto. E adesso, a raccontarla, è difficile questa maledetta storia,perché le certezze sono poche e le ipotesi si rincorrono. Perché diventi mamma e non sai più pensarlo un bimbo che soffre, figurarsi un bimbo che muore in quel modo lì. Allora servirebbe la forza di certi mattinali dei carabinieri che forse li hanno fatti secchi e sgrammaticati per prendere le distanze daldolore:«Ilcorpicino non aveva segni diviolenza», «l’autopsia dirà di più…». E c’è il fascicolo aperto dal pm Alessandra D’Amore di Civita- Gli inquirenti sul luogo dove è annegato Alessandro vecchia con le tre ipotesi: incidente, suicidio, o forse altro, forse qualcosa di più terribile. Con il nonno che ieri apriva una nuova crepa: il mio Alessandro non si è ammazzato, è stato ucciso. E le agenzie che a tarda sera rilanciavano: è l’incidente l’ipotesi più accreditata. Che poi, dai, è quello che sperano tutti. Non si crepa a 11 anni. E non si crepa per scelta. Però qualcuno si è azzardato a dirlo «suicidio» e le cronache l’hanno fatta rimbalzare l’ipotesi, solo un’ipotesi per carità, insieme ai dettagli di questa piccola vita. Due genitori separati, con lavori precari, lei che fa le pulizie a ore a Fiumicino. E Alessandro che cresceva ma non era un bimbo come gli altri. A scuola lo seguiva una maestra di sostegno, nel burocratese all’iperbole di certi istituti si dice "un bimbo difficile". AUTISMO? Qui però non c’era diagnosi,solo un barcamenarsi tra teorie e ipotesi:forse disturbi cognitivi, forse autismo. In realtà i problemi di questo ragazzo erano chiari come il sole, stava male ma male da cani. E non c’è via di mezzo coi bimbi. Non c’è consolazione. Si sta male e basta. A marzo aveva sputato fuori la sua rabbia, le insegnanti a calibrare le parole, lui a dimenarsi e piangere il suo vaffanculo. «Mi ammazzo», aveva detto, «mi sono stufato di questa vita, io a scuola non ci voglio venire». Una confessione istintiva, qualcuno direbbe un outing adolescenziale. Fatto sta che sono emersi dettagli confusi e terribili di una famiglia allo sbando: due genitori - avrebbe detto il bimbo - che si drogavano davanti a lui, le violenze e i maltrattamenti. La mamma - non riusciamo neanche a pensarlo ildolore e il senso di colpa di quella mamma - ha respinto le accuse con tenacia: non è suicidio. Il suo legale, l’avvocato Paola Chiovelli, ha detto che il bimbo avrebbe dovuto fare un test per l’autismo. E lunedì si sarebbe dovuta tenere un’udienza al tribunale dei Minori. «La madre le ha provate tutte con lui», ha detto l’avvocato, «e non ha mai usato droga». Anche la psicologa la descrive come «una donna coraggio». In fondo l’Ale aveva tutto, faceva equitazione, giocava a rugby. E poi i bimbi autistici «non vedono i pericoli», facile che si sia buttato senza capire. Poi però ci sono le altre versioni. La relazione del 2015 (mica ieri) che parlava di troppe assenze, di «dipendenza da tv» e di «conflitti coi maestri». E anche la tranquilla Maccarese racconta un bimbo che non giocava mai.Ma allora dove sta la verità. A noi colpiscono i tempi: la morte senza appello e la tragedia che si dipana in un tempo lunghissimo. Scandita dalla relazione del febbraio 2015, dal pianto di marzo e dalla diagnosi che tarda. E quel particolare, anche da piccolo era sfuggito a una storia di maltrattamenti al nido.Otto mesifa Ale voleva morire. Lunedì è morto. Incidente o suicidio, c’è solo questo. © RIPRODUZIONE RISERVATA usciti di casa alle 10 e 30; quando Loris era già morto». A gennaio 2015 però, quando Ve(...) Oltre al danno anche la beffa!». ronica è in carcere da un mese, ilproSe non fosse che un bambino di 8 prietario del negozio a due passi dalanni è stato strangolato e buttato in la casa dell’omicidio va alla polizia. fondo a un canale di scolo alto due Riferisce che il 29 novembre, alle 10 e metri e mezzo, questa sembrerebbe 30 Andrea Stival e la compagna enuna storia inventata. Anzi: il consuetrano nel suo esercizio per comprare to strappo coniugale durante una li- La Panarello, disperata dopo il ritrovamento del corpo del figlio, viene sorretta dal marito Davide Stival [Ansa] dei piatti poi mai comprati. «Li ho vite di condominio. Invece è l’ustiagitati, molto scossi» fa mettedienza del processo a Veronire a verbale il negoziante. Stanca Panarello. Giovane mamdo all’uomo e alle telecamere ma in carcere dal 9 dicembre piazzate in negozio, Andreina 2014 con l’accusa di avere con ha perfino un malore. «Avevo premeditazione strozzato il problemi alla vista» dirà.Ma persuo bambino, prima di gettarché sia lei, sia Andrea Stival lo in quel canalone nascosto Il marito della Panarello chiede danni per due milioni di euro e la separazione. Ma lei non ci sta omettono diriferire l’episodio alin una contrada del Ragusala polizia? Perché lo fanno solo no.Ieri hanno parlato gli avvocati del- quando nelle spontanee dichiarazio- «una manipolatrice che ha coinvolto scoperto la tresca. Nessun contatto in un secondo interrogatorio e dopo le parti civili. Cioè di Davide Stival, ni, lei, ha ribadito la colpa del suoce- il suocero perché non aveva altra neppure il 20 e il 21, quando Davide che il testimone ha parlato? Cosa ci marito di Veronica e papà del picco- ro:«Voigiudici potete fare e dire quel- chance per tentare di liberarsi dalle torna a casa. Questi riparte il 27 no- faceva la coppia sotto la casa deldelitlo assassinato: lunedì scorso l’uomo lo che volete, non mi importa che accuse». Il movente del sesso fra i vembre, due giorni prima dell’omici- to? Perché erano tanto scossi, se non ha sentito dire dal pm che il movente non riusciate a dimostrare che mio due? «Irrilevante» dice il legale «l’o- dio» aggiunge Biazzo «e in una setti- sapevano che Loris fosse stato uccidell’omicidio sarebbe la storia di ses- suocero era in casa con me quella micidio l’ha commesso lei e le evi- mana un bambino che ha 8 anni so, dato che il corpo non era ancora so fra sua moglie sotto accusa (per la mattina. Il fatto che non riusciate a denze bastano. A prescindere dal non dice alcunché? L’assassina è la stato trovato? Domande senza rispoquale sono stati chiesti trent’anni) e provarlo, non significa proprio che movente». Andrea Stival, il nonno madre e soltanto lei» chiude. Chie- sta. Come altri interrogativi: per quasuo padre. Hanno perciò arringato il lui non fosse lì. Mio figlio lo ha ucciso chiamato in correità, era in aula co- dendo 400mila euro di danni. Due le ragione Veronica, quella mattina, suo legale e quello di suo padre An- lui. É la verità. Io non torno indietro me parte offesa. Ma la procura (co- milioni (a testa) invece la pretesa di chiama proprio il suocero quando drea Stival:il nonno/suocero sulqua- di un millimetro». Ma se Veronica me atto dovuto) lo ha però indagato Davide Stivale disua madre (e suoce- Loris è morto? Cosa gli dice? Possibile Veronica ha ribaltato la responsa- non si schioda, meno che meno lo per concorso in omicidio e occulta- ra tradita) Pinuccia Aprile. le abbia ucciso da sola dato che le bilità nell’omicidio. fanno le altri parti in causa. «Ho per- mento di cadavere. Che storia è mai Il nonno dice di non avere timore; telecamere non hanno inquadrato «É stato lui» insiste «a uccidere Lo- so mio figlio e anche il lavoro. Voglio questa. Il nonno c’entra oppure no? ed è convinto che l’inchiesta abbia Andrea Stival entrare in casa sua? ris, perché dieci giorni prima ci ave- giustizia» dice papà Davide Stival. E Il suo avvocato, Francesco Biazzo, lo escluso ogni suo coinvolgimento nel Davvero non è stata aiutata da nessuva scoperti a fare sesso in cucina e se ne va quando i cronisti domanda- difende così: «Loris minaccia di rive- delitto: «Veronica merita 50 anni di no? Neanche a liberarsi del corpo minacciava di dire tutto a mio mari- no se crede alla relazione fra suo pa- lare al padre il rapporto della madre cella». In difesa di Andrea Stival si senza vita, portato giù per la cala fino to». Le difese hanno portato le loro dre e sua moglie. Ossia al movente col nonno? Allora perché lei non av- schiera anche la giovane fidanzata, all’auto parcheggiata nel box in una ragioni, con l’imputata che è interve- del delitto, secondo l’imputata e per verte l’amante del pericolo? Non esi- Andreina. Che conferma l’alibi di lui: mattina di luce e con la gente che ginuta in aula nonostante il suo turno l’accusa. Il suo avvocato, Daniele ste chiamata tra i due il 19 novem- «Quella mattina io e Andrea ci siamo rava nella palazzina del delitto? per parlare si fosse chiuso lunedì Scrofani, accusa Veronica di essere bre, giorno in cui il piccolo avrebbe svegliati insieme. E insieme siamo © RIPRODUZIONE RISERVATA ::: segue dalla prima CRISTIANA LODI Veronica sempre più isolata Il caso Loris si riduce ad una lite per soldi 17 ATTUALITÀ __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ Arrestati i mandanti dell’architetto ammazzato un anno fa a Como La moglie l’ha fatto uccidere per le figlie La donna e il suo commercialista (e amante) hanno pagato i sicari 10 mila euro. Il movente? La separazione e l’affido esclusivo ::: segue dalla prima ALESSANDRO DELL’ORTO (...) in via esclusiva, ha deciso che doveva fare qualcosa. Qualsiasi cosa. Con qualsiasi mezzo. Così ha chiamato il commercialista suo amante e, con lui, ha ideato un piano diabolico per screditare l’uomo con il quale aveva vissuto, minacciarlo, spaventarlo. E infine farlo fuori. Per questo motivo - secondo la ricostruzione degli inquirenti la vicenda sarebbe andata esattamente così - ieri mattina Daniela Rho, 46 anni, e Alberto Brivio, 49, sono stati arrestati e rinchiusi nelcarcere di Como con l’accusa di concorso in omicidio, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di pistola, danneggiamento e stalking. Sarebbero loro, cioè, i mandanti dell’omicidio di Alfio Vittorio Molteni, noto designer, una vita di lavoro tra la Brianza, la Russia e Dubai, freddato con due colpi di pistola sotto casa la sera del 14 ottobre 2015. Già, un delitto per il quale erano in carcere già dieci persone (accusate di essere gli esecutori materiali e i fiancheggiatori), ma per il quale finora mancavano il movente e gli ideatori. Una storia complessa, intricata, un giallo alla Agatha Christie che sembrava destinato a restare irrisolto, ma che ora ha improvvisamente preso la via della chiarezza. L’AUTO INCENDIATA Tutto inizia nell’estate del 2014, quando Daniela Rho e l’amante Alberto Brivio, dopo aver appreso che Molteniha revocato l’assenso alla separazione consensuale attribuendo le responsabilità alla moglie, come prima cosa - secondo l’accusa - inca- DUE SPARI MORTALI In alto gli investigatori sul luogo del delitto a Carugo, in Brianza. Qui la sera del 14 ottobre del 2015 due sicari hanno sparato colpendo l’architetto Molteni (nella foto a destra) con due colpi di pistola: uno alla gamba e l’altro, fatale, alla schiena. Dopo l’arresto di dieci persone la svolta: in carcere anche la moglie e il suo commercialista e amante [Ftg] ::: LA SCHEDA IL DELITTO Il 14 ottobre 2015 Alfio Vittorio Molteni, noto designer tra Brianza, Russia e Dubai, viene ucciso con due colpi di pistola sotto casa. In carcere erano finite subito dieci persone: gli esecutori del delitto e i fiancheggiatori. LO STALKING Appena Molteni aveva negato la separazione consensuale alla moglie, era stato tormentato da telefonate anonime, aggredito con un bastone e gli era stata bruciata l’auto in garage. CUSTODIA CONTESA Per evitare l’affido condiviso delle figlie, la moglie del designer, Daniela Rho avrebbe fatto sparare alcuni colpi alla finestra della sua abitazione mentre erano presenti le ragazzine. Il giorno dopo, la donna aveva presentato istanza al giudice affinché le figlie non frequentassero più quella casa. L’EPILOGO La battaglia legale della donna per avere le figlie in esclusiva non va come sperava e la Rho chiama l’amante per farsi aiutare: insieme decidono di far “gambizzare” Molteni, ma il sicario sbaglia mira e il designer muore. Ieri sono finiti in carcere i due amanti, individuati come mandanti del delitto dell’anno scorso. ricano una guardia giurata (Luigi Rugolo, 44 anni, di Seveso) di “punire” l’architetto, cioè tormentarlo e minacciarlo. Si inizia con pedinamenti e telefonate anonime, per poi passare - nel luglio 2014 - ad un’aggressione con bastone e una sfera di metallo. Ma è solo l’inizio, l’inizio di un’escalation di violenza. Perché nel maggio dell’anno successivo si passa a metodi ben più pesanti: la Range Rover dell’architetto, parcheggiata in un box sotto lo studio di Mariano Comense, va a fuoco. Il piano, però, prevede anche dell’altro. Cioè azioni più subdole e mirate. Oltre a spaventare Molteni, i due - secondo la ricostruzione degli inquirenti - cercano di far apparire la sua vita poco trasparente, nel tentativo di farlo risultare una persona con frequentazioni equivoche e pericolose. E sperare così che i giudici decidano di impedirgli di vedere le figlie. Ecco perché il 17 giugno 2015, per esempio, dopo che il Tribunale di Como ha stabilito che le bambine devono trascorrere il fine settimana nell’abitazione del padre, viene appiccato il fuoco a una finestra della casa. E ancora, ecco perché a luglio vengono sparati otto colpi di arma da fuoco all’indirizzo della finestra dell’abitazione di Carugo (in cambio di mille euro): due giorni dopo Daniela Rho presenta tramite i suoi legali un’istanza per chiedere l’interruzione dei rapporti e dei pernottamenti delle bambine dal padre, motivata con l’esistenza diun grave pericolo per l’incolumità per le piccole causato - guarda caso - proprio dagli atti intimidatori subiti dall’architetto. E da lei commissionati. L’AGGUATO SOTTO CASA Minacce, intimidazioni. Ma le cose non cambiano. Anzi, il 5 ottobre 2015 ilTribunale emette un’ordinanza con la quale rigetta la richiesta di incontri protetti avanzata dalla donna (provvedendo ad assegnare la casa coniugale alle figlie, nonché a ripristinare gli incontri delle bambine con il padre presso l’abitazione familiare senza la presenza della madre e/o altri operatori), provvedimento al quale il 12 ottobre 2015 viene presentato ricorso (rigettato il giorno successivo). Ma Daniela Rho, a questo punto, per risolvere la faccenda ha già in mente una strada diversa da quella legale. Lei e l’amante con- tattano la guardia giurata che a sua volta commissiona l’agguato - la richiesta però sarebbe di gambizzare Molteni, non ucciderlo - a Vincenzo Scovazzo e Michele Crisopulli in cambio di 10 mila euro (o, a scelta, 50 grammi di coca pura). Il 14 ottobre sera, due giorni dopo, i sicari si presentano a Carugo, nella Brianza Comasca, dove il consulente d’arredamento si è momentaneamente trasferito a vivere a casa del padre. I killer, nascosti nel buio e sotto una fitta pioggia, aspettano che l’uomo rientri a piedi e poi, alle spalle, sparano due colpi. Uno va a segno alla gamba, l’altro alla schiena ed è fatale. Trasportato in ospedale, Alfio Molteni, 58 anni, muore poco dopo. Ora, a quasi un anno di distanza e dopo l’arresto di dieci persone, la svolta clamorosa. Per arrivare al fermo dei mandanti - l’ex moglie e il commercialista suo amante - sono state decisive, oltre ai testimoni e agli interrogatori degli indagati, le mail trasmesse dalla vittima prima dell’agguato (in cui ricostruiva pedinamenti e raccontava la sua paura) e l’analisi di telecamere e tabulati telefonici. © RIPRODUZIONE RISERVATA Omicidio Maurizio Gucci L’unico ad aver trasportato un santo Nel Palermitano Pena finita per Patrizia Reggiani in libertà vigilata per tre anni Morto il tassista di Padre Pio Il frate gli suggerì il mestiere Teschi e resti di ossa umane Scoperto il cimitero della mafia ■■■ Patrizia Reggiani a 67 anni ha finito di scontare del tutto la pena a 26 anni di carcere per l’omicidio del martito Maurizio Gucci, avvenuto nel 1995 in via Palestro a Milano. Dopo aver trascorso 17 anni in carcere, la donna erariuscita ad ottenere l’affidamento ai servizi sociali. Un periodo trascorso lavorando nello show room di alta bigiotteria Bozart, marchio per il quale la Reggiani ha disegnato una collezione di borse. «Vorrei tornare a lavorare in Gucci perché non posso rinnegare il mio nome, la mia origine, ma sto benissimo qui con Bozart», aveva detto nel 2014 subito dopo aver intrapreso la nuova attività sempre nel settore del lusso. La Reggiani ora dovrà comparire davanti al tribunale di sorveglianza per regolamentare la pena accessoria di tre anni di libertà vigilata. ■■■ «Fatti una macchina e porta le persone in giro», gli aveva suggerito Padre Pio nel corso di una confessione il 4 ottobre del 1950. E così fece Matteo Ricciardi, morto all’età di 87 anni dopo aver trascorso trent’anni ad accompagnare le persone in una sorta di missione religiosa. «Sono l’unico tassista al mondo ad aver accompagnato un santo»,si vantava bonariamente nell’esibire il bigliettino da visita che aveva sul frontespizio la foto che lo ritraeva al volante della sua auto con Padre Pio accanto. E il consiglio del santo di Pietrelcina quattro anni più tardi gli porterà fortuna visto che fu proprio lui - ricorda la Gazzetta del Mezzogiorno - il 23 maggio del 1954, di accompagnare il frate con le stimmate al seggio elettorale per il voto sull’auto di allora: una Fiat 1400 targata FG9345. ■■■ Ci sono i resti di teschi e di ossa umane in quello che è già stato denominato il «cimitero della mafia» perché, da una prima valutazione, confermerebbe il legame tra i resti dei corpi e i delitti di mafia. L’area è stata individuata alle porte del palermitano, in una caverna nella contrada Casalotto, a Roccamena. Sul posto ieri sono intervenuti i carabinieri, gli esperti del Ris e gli uomini del soccorso alpino impegnati nelle difficili operazioni di recupero dei resti situati in una zona impervia. Sull’indagine - coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Leonardo Agueci oltre a due sostituti procuratori palermitani - c’è per il momento il massimo riserbo soprattutto su come sia stato scoperto il cimitero. 18 ATTUALITÀ __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ Malasanità al San Camillo di Roma ::: «Mio padre è morto di cancro in barella tra tossici e guardoni» Medico di famiglia La vita dura tra i terremotati L’uomo ha trascorso le ultime 56 ore di vita al Pronto Soccorso senza privacy Il figlio ha scritto una lettera alla Lorenzin. Il direttore sanitario: troppi ricoveri ::: ROBERTA CATANIA ROMA ■■■ E’morto tra l’indifferenza della gente che occupa freneticamente un pronto soccorso. E’ morto per un tumore,niente di improvviso, niente che giustificasse quella collocazione precaria, eppure a Marcello Cairoli non è stato offerto niente di meglio per trascorrere le sue ultime 56 ore di vita da malato terminale. L’ennesima storia di malasanità in Italia arriva dalla Capitale, addirittura da una delle strutture d’eccellenza in fatto di emergenze: il San Camillo - Forlanini. L’agghiacciante racconto è del figlio di Marcello, Patrizio, giornalista,che ripercorre la sofferenza di quei due giorni e mezzo in una lettera al ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, che ha prontamente inviato gli ispettori. E poi? Qualcuno pagherà per avere lasciato morire un uomo tra “codici verde” che ridevano sgranocchiando patatine in attesa di farsi togliere un’unghia incarnita e tossici che cercavano solamente un posto dove trascorrere qualche ora al riparo? Un “riparo” che non è stato concesso a Marcello, il quale aveva tutto il diritto di essere protetto mentre affrontava quel passaggio oscuro, che sicuramente lo avrà spaventato, smarrito, reso vulnerabile mentre cercava il modo per dire addio a qualcuno da cui non avrebbe voluto allontanarsi mai, i suoi figli. Lo Stato non ha avuto le capacità per garantire il diritto primario di ogni essere umano, morire con dignità, e come giustificazione ildirettore sanitario del nosocomio, Luca Casertano, parla di «un flusso elevato» di ricoveri che «può aver in qualche modo limitato o impedito una idonea comunicazione da parte degli operatori sanitari». E’ mancanza di comunicazione una famiglia che, dopo ::: LA SCHEDA LA DIAGNOSI Tre mesi fa arriva la diagnosi: Marcello ha un cancro. I medici lo rassicurano che, con la radioterapia, vivrà e lo farà in «modo dignitoso». I PALLIATIVI Le cure non portano a molto, i dolori alle ossa diventano insopportabili e la famiglia capisce che serve la morfina. LA MORTE IN CORSIA In ospedale la situazione precipita e in 56 ore Marcello muore, su una barella. avere chiesto senza successo il trasferimento in un locale adeguato per il proprio caro che sta morendo,si accontenta di ripiegare su un paravento ma non riesce a ottenerne un altro per completare il muro da mettere tra loro e i “turisti del dolore”, coloro che si siedono in un pronto soccorso per un mal di pancia e intanto scrutano chi hanno intorno per vedere chi sta peggio? Eppure Patrizio e i fratelli sono rimasti lucidi, con quella forza che viene dall’amore per un genitore da accudire, che improvvisamente ribalta i ruoli diventando l’anello più debole della famiglia. E così i figli, in quelle 56 ore, si sono inventati un’altra soluzione e hanno completato la barriera con un maglioncino, fermato con lo scotch al paravento, e con i loro corpi hanno offerto l’ultimo scudo necessario perché l’ultimo respiro di Marcello fosse una cosa privata. Solo dopo, dopo avere accompagnato il papà nel viaggio più difficile, Patrizio ha raccolto le forze per denunciare. Lo ha fatto scrivendo una lettera DERUBATA DI GIOIELLI PER DUE MILIONI DI EURO Valentina Cortese tradita dalle badanti [S.Gar] Valentina Cortese, la diva italiana oggi 93enne che ha recitato per Fellini e conquistato Hollywood, è stata derubata dalle sue badanti di gioielli per due milioni di euro. Tradita da quelle che considerava fedeli compagne di viaggio che per decenni l’hanno accudita, al punto da rinunciare a qualunque viaggio per non la- sciarla da sola: una peruviana di 44 anni (assunta 15 anni fa) e una salvadoregna di 59 anni, trenta dei quali trascorsi nella casa nel cuore di Milano. Le due, arrestate dalla Squadra mobile, hanno approfittato della fiducia svuotando la cassaforte di cui loro soltanto (e la nuora, unica erede) avevano la chiave. [Lapresse] © RIPRODUZIONE RISERVATA Caso Cucchi, la giustizia secondo i compagni Se scagiona la polizia allora la perizia è “truccata” ::: segue dalla prima GIUSEPPE CRUCIANI (...) che non vede l’ora di vedere qualche divisa in galera, a ogni costo. E se qualcuno osa dire il contrario viene trattato come un farabutto complice dei carnefici. Ora, siamo tutti d’accordo che sia uno scandalo il fatto che a sette anni di distanza dai fatti (Cucchi morì il 22 ottobre del 2009) e dopo quattro processi non ci sia ancora una sentenza definitiva sulle cause del decesso di un giovane ragazzo ventiduenne arrestato per droga. Così fun- al ministro della Sanità, spiegando come l’iter sia stato mal gestito fin dall’inizio. Perché nessuno pensa mai che i malati e i parenti dei malati fino a quella maledetta diagnosi non sanno proprio niente di terapie e soluzioni. E così la disinformazione spesso ha la meglio, a volte facendo perdere tempo prezioso, altre volte lasciando impreparati i parenti. Nella sua lettera, Patrizio, lo spiega bene:«Signora ministra,sono passati circa tre mesi dal giorno in cui mio padre ha scoperto di avere un cancro a quello della sua morte; metà del tempo lo ha trascorso ad aspettare l’inizio della radioterapia, l’altro ad attendere miglioramenti che non sono mai arrivati. Nonostante la malattia, ci avevano prospettato anni di vita da trascorrere in modo dignitoso. (...) Nessuno ci ha aiutati a comprendere, nessuno ci ha detto quello che avremmo dovuto fare: rivolgerci a una struttura per malati terminali e garantire, con la terapia del dolore, una morte dignitosa a mio padre. Quando l’ho fatto, era ormai troppo tardi: il giorno dopo mio padre è finito in ospedale, al pronto soccorso del San Camillo (che non è l’ospedale dove era seguito), dove finalmente gli è stata somministrata la morfina. Qui»,prosegue Patrizio, «la situazione si è aggravata velocemente.Mio padre è morto dopo 56 ore, passate interamente in pronto soccorso. Lo ripeto: cinquantasei ore in pronto soccorso, da malato terminale, nella sala dei codici bianchi e verdi, ovvero i casi meno gravi.Accanto aveva anziani abbandonati, persone con problemiirrilevanti che parlavano e ridevano, vagabondi e tossicodipendenti che, di notte, cercavano solo un posto dove stare. Il peggio,poi, si verificava nell’orario delle visite: sala sovraffollata di parenti che portavano pizza e panini ai malati e che non perdevano l'occasione per gettare lo sguardo su mio padre. (...) Sarebbe dovuto morire a casa, soffrendo il meno possibile. E’ deceduto in un pronto soccorso, dove a dare dignità alla sua morte c’erano la sua famiglia, un maglioncino e lo scotch. E’ successo a Roma, Capitale d’Italia». ziona la giustizia italica, lo sappiamo. Ma l’altro giorno alcuni periti nominati dal Gip (dunque non di parte) hanno sostenuto che Cucchi sarebbe morto per epilessia e non per le botte. «Una morte improvvisa e inaspettata per epilessia», hanno scritto questi professionisti. Escludendo, a loro avviso, un collegamento diretto tra la morte e le fratture subite dal ragazzo. Apriticielo. Non l’avessero maiscritto. Siccome adesso stanno processando i carabinieri, condanna deve essere. E dunque per Ilaria Cucchi, l’ormai arcinota sorella del defunto Stefano, «il perito cerca di scrivere la sentenza» e comunque la morte è stata causata dal pestaggio. Per l’avvocato Anselmo, legale dei Cucchi, «il perito è amico di La Russa» e pure «ex massone».E mentre il senatore del Pd Manconi dice che la «perizia è approssimativa», c’è una dei Cinque Stelle che chiede scusa alla famiglia Cucchi a nome dello Stato, per non dimenticare la Sinistra Italiana che ricorda addirittura la storia di Pinelli e un tal Fratoianni afferma sicuro che «l’epilessia è una vergogna». E va segnalato addirittura un sindaco, a Nardò, che ha deciso di espor- re le bandiere a mezz’asta in segno di lutto. Insomma, la solita storia. Dopo i magistrati buoni quando ti salvano e cattiviquando ti mettono dentro, adesso è partita la caccia ai periti, bravi quando vanno dalla tua parte e pippe o prezzolati se mettono in dubbio le colpe degli agenti. Per adesso non hanno trovato collegamenti tra questi medici e Mengele o Pinochet. Sembra invece che il capo del collegio medico sia stato a cena con Ignazione Nazionale e qualche anno fa si metteva il cappuccio in testa dentro i locali di una loggia. Ma c’è tempo per scovare altre magagne. Tanto si è capito: se non c’è lo scalpo dei carabineros, non c’è giustizia. © RIPRODUZIONE RISERVATA Terra rossa ::: EGIDIO BANDINI ■■■ Del terremoto che ha fatto 300 morti lo scorso 24 agosto ne hanno parlato tutti. Ma fino ad ora pochi, per non dire nessuno, hanno parlato dei terremotati visti con l’occhio delmedico difamiglia che visita ogni giorno i propri pazienti e si ritrova a dover gestire un’emergenza straordinaria. Ce lo racconta uno che ne sa qualcosa: Nunzio Borelli, medico di famiglia in quel di Medolla (Modena), che si è preso cura dei terremotati della sua terra, quattro anni fa. «Dal 29 agosto, sono andato ad assistere il collega Italo Paolini ad Arquata del Tronto - dice - visitando i pazienti nelcontainer sanitario allestito presso la tendopoli di questo comune, 1200 anime distribuite in 13 frazioni, alcune come Pescara del Tronto con 70/80 residenti. La quasi totalità dei pazienti è anziana che, scappando dalle case crollate, non ha potuto prendere le medicine di uso quotidiano e questa, davvero, è stata, soprattutto neiprimi giorni,una vera emergenza. Molti di loro inoltre, in terapia anticoagulante, usano un farmaco molto delicato, perché risente della dieta che nelle tendopoli non può essere adeguata e,quindi, a rischio dieventuali complicazioni emorragiche gravi. Al contrario continua Borelli- i ragazzi vivono questa esperienza come un grande campeggio, mentre i giovani hanno timore che il loro paese muoia». Fra tutti il medico ricorda ilcaso diuna donna incinta che non ha potuto mettersi a riposo, perché aveva la madre invalida e ilpapà a casa per il timore degli sciacalli. «Nelle tende mancava l’aria condizionata: c’erano 45 gradi di giorno e 12 di notte. La terra continuava a tremare,cadevano massie dovevamo aspettare che le sgombrassero per raggiungere i pazienti. Ho conosciuto persone con un carattere coriaceo, un orgoglio straordinario e la speranza negli occhi, anche se l’inverno è alle porte e vi è l’incertezza sul futuro. Giustificata perché dopo quattro anni, dove c’era il mio ambulatorio a Medolla, c’è ancora solo l’erba…». © RIPRODUZIONE RISERVATA SOCIETÀ AUTOSTRADA TIRRENICA p.A. Sede Legale: Roma - Via Alberto Bergamini, 50 ESITO DI GARA Pubblicazione, ai sensi degli artt. nn. 65 e 66 del D.Lgs. n. 163/2006 s.m.i., dei risultati della seguente procedura aperta indetta il 06/11/2015. Cod. CIG 64475205D1 - Cod. CUP F21B03000860005. AUTOSTRADA A12 LIVORNO - CIVITAVECCHIA. Tratto: Tarquinia - Civitavecchia. Lavori di realizzazione del collegamento della viabilità secondaria complanare del Lotto 6° allo svincolo di Civitavecchia. Importo di aggiudicazione: € 790.905,34.= oltre a € 127.586,99.= per oneri di sicurezza non assoggettati a ribasso. Numero di offerte pervenute: 115 (centoquindici). Aggiudicatario: L. & C Lavori e Costruzioni Srl - Viale Europa, 305 - 91011 Alcamo (TP). Appalto aggiudicato in data 15/09/2016. Il presente avviso in edizione integrale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana V Serie Speciale “Contratti Pubblici” n. 115 del 05/10/2016. Inoltre, l’avviso stesso è disponibile sul sito internet: www.tirrenica.it. L’Amministratore Delegato Ing. Mario Bergamo 19 ATTUALITÀ __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ Una delegazione della Federazione Sport Cinofili incontra il Papa ::: CATERINA MANIACI ■■■ Veri atleti, con un bel medagliere di gare vinte in giro per il mondo, senza alcun problema di doping o di compensi spropositati. Sono i cani che praticano sport, il cui numero cresce di anno in anno, tanto che la Fedezione italiana Sport Cinofili, l’ente che ne raggruppa e coordina le attività, sarà presto riconosciuto dal Coni. E ieri al termine dell’udienza generale,papa Francesco si è fermato sul sagrato della basilica di San Pietro a salutare icani della Federazione. Con gli atleti a quattro zampe, ovviamente, c’erano i loro amici umani. Una carezza del Papa ai cani e una stretta di mano ai loro proprietari e allenatori. Il presidente della Federazione, Piero Acquaro, ha regalato a papa Francesco la bandiera della Federazione,simbolo del lavoro svolto quotidianamente da tutti gli atleti e dagli istruttori per diffondere gli sport cinofili. Ma quali sono queste attività agonistiche che hanno per protagonisti i cani? Il più conosciuto e praticato è sicuramente l’agility, già riconosciuta come disciplina sportiva a livello internazionale, che consiste in un percorso ad ostacoli (di solito dai 15 ai 20), ispirato al percorso ippico, nel quale il cane deve affrontarli nell’ordine previsto, possibilmente senza ricevere penalità e nel minor tempo possibile. E poi la «combinata man/dog», gara suddivisa in 4 categorie (small, medium, large e giant) e 3 prove atletico-sportive che consistono in una corsa di velocità, corsa ad ostacoli,salto in lungo.E ancora la spettacolare dog dance, in cui non si tratta di trasformare l’animale in un ballerino ammaestrato, ma di eseguire una serie di esercizi insieme al partner a due zampe in modo fluido e armonioso che faccia sembrare che tutto avvenga a tempo di musica. L'impressione, in effetti, è quella di una coppia affiatata che balla,ma dietro c'è soprattutto la profonda compresione del cane, ottiimo feeling e voglia di mettersi in gioco. E ancora gare di obedience, utilità e difesa, huntering, scent game, dog dance, disco dog, CANI DA OLIMPIADI Corrono, saltano gli ostacoli e si tuffano in piscina E vincono medaglie nelle gare internazionali Supermercati animal frendly Un supermercato attento ai nostri amici a quattro zampe. L’on. Michela Vittoria Brambilla ha inaugurato ieri il punto vendita Animal Friendly Conad di Bernareggio (Monza-Brianza), in via Roma. La scorsa primavera Brambilla aveva siglato un accordo, a nome della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente e dall’ad di Conad Francesco Pugliese, per consentire l’accesso ai negozi della catena ai clienti con animali al seguito. Animali da compagnia al «Perugia pet village» Si terrà sabato e domenica all’Umbria Fiere di Bastia il Perugia Pet Village, mostra-mercato dedicata agli animali da compagnia, e non solo. Più di 180 gli espositori che arrivano da tutta Europa e oltre 18 mila i metri quadri di spazio espositivo, un vero e proprio villaggio dedicato agli animali. In tutto 1.800 i cani in rappresentanza di oltre duecento razze, da quelle nordiche (samoiedo, siberian husky, alaskan malamute), ai retrievers, quali labrador o golden retrievers, che si ritroveranno a Umbria Fiere in veri e propri raduni di razza. Modena, denunciato il killer dei gatti rally,dog endurance,mondioring. Senza escludere gli sport in acqua, a partire della gare di tuffi, regolate in due categorie: ci sono i tuffi a distanza, dove viene valutata la lunghezza del salto del cane dal bordo vasca alpunto diingresso in acqua; e quella freestyle, in cui vengono valutati ben 4 parametri, ossia la rincorsa, l’ingresso in acqua, lo stile e il desiderio di tuffarsi. Si tratta, in generale, di discipline in cui viene affinata la naturale AGILITY, LE COMPETIZIONI Nelle immagini alcuni momenti di gare di agility, fiore all’occhiello delle discipline sportive dei cani. Foto prese dal sito della Federazione Sport Cinofili agilità canina, il suo orientamento, la resistenza e, soprattutto, la capacità di «fare coppia» con gli umani. Naturalmente da tutti i centri affiliati e ad ogni livello è bandito il doping e, soprattutto, il tentativo di sfruttare gli animali for- zandoliad attività superiori alle loro forze. La squadra italiana di agility (che ieri ha incontrato il Pontefice a Roma) ha rappresentato l’Italia in diversi campionati nel mondo. Quest’anno il campionato è stato ospi- tato dall’Olanda e la nostra nazionale,guidata dal Team Coach Arnaldo Benini, si è posizionata al terzo posto nel medagliere internazionale ottenendo 7 medaglie, preceduta solo dal Canada e dalla Russia. Il prossimo obiettivo della Federazione e dei varisostenitori è che gli sport cinofili possano ambire a divenire «sport olimpico». E probabilmente il nostro medagliere diventerà molto più pesante. Lo psicologo scodinzolante sì lui e gli altri passeggeri erano comprensibilmente tesi. Tutti, tranne una signora, che camminava tranquilla con ilsuo cagnolino al guinzaglio. Fiorillo notò che l'animale non era solo in grado di calmare la sua padrona, ma chiunque incrociasse, facendogli le feste e distraendolo. Da lì, l’idea: oggi Lulu, con la sua pettorina «Accarezzami, sono un amico», avvicina i bambini invitandoli a giocare e facendogli dimenticare per un attimo la tristezza che li circonda. Con gli anziani è così affettuoso, da unirsi a loro nella preghiera: congiunge e poggia le zampe sugli inginocchiatoi della sala e con il muso verso il basso veglia in silenzio. Chissà che l’idea del cane consolatore non venga presto imitata anche in Italia? Lulù, l’amico che consola i bambini al funerale ::: GIOVANNI LUCA MONTANINO ■■■ In fondo, non si tratta di una grande scoperta: è risaputo che gli animali (i cani, in particolare), con affetto e vicinanza, siano in grado più di tutto e tutti di aiutarci a superare un dolore: un trauma, una perdita grave o un qualsiasi stato d’ansia e depressione; non c’è forma di disagio psicologico o emotivo che un amico a quattro zampe non possa alleviare. Negli Stati Uniti, però si è arrivati all’impiego di un cane affinché un pubblico bisognoso di supporto possa giovarsi del suo aiuto. Una ditta di pompe funebri di Westchester County, nello stato di New York, offre ai propri clienti un servizio originale, che sta ottenendo molto successo: un cane come consolatore ufficiale! Una figura di sostegno pensata principalmente per i bambini e per gli anziani, ma disponibile per chiunque ne faccia richiesta. L’animale «socialmente utile» si chiama Lulu ed è un goldendoodle: la sua è una razza ibrido, nata dall’incrocio tra un Golden Retriever e un Barboncino. È di taglia media e sembra di costituzione robusta: ha il pelo riccio color miele e le sue foto stanno spopolando sul web. Non si può resistere ai suoi occhioni dolci! Ma le immagini che fanno il record di click sono special- mente quelle in cui Lulu è all’opera: lasciandosi abbracciare da adulti e piccini, durante funerali e sepolture al cimitero, li aiuta a sopportare il lutto. Questo goldendoodle ha ricevuto un addestramento speciale, intrapreso quando era un cucciolo di un anno appena. Il suo padrone (nonché titolare dell’impresa funebre) Matthew Fiorillo, ha raccontato al Washington Post che ormai il successo di Lulu è tale che i clienti chiedono espressamente di lui precedendo l’offerta. Fiorillo ha pensato di ingaggiare un cane nel 2013, mentre si trovava all’aeroporto di Miami: il suo volo era in ritardo, co- © RIPRODUZIONE RISERVATA Ha ucciso tre gattini a badilate, poi li ha gettati in un canale. Identificato dalla Polizia municipale di Reggio Emilia grazie alla segnalazione di una cittadina, un 70enne è stato denunciato. L’anziano, dopo aver ucciso i gatti, si è diretto verso un canale che costeggia la via Emilia, in direzione Modena. Una giovane però lo ha visto e, pensando che gli animali fossero ancora vivi, si è offerta di adottarli, per farlo desistere. Lulù, il cane di New York © RIPRODUZIONE RISERVATA Borsa Milano-FTSE Mib Gli indici 5 4 0 3 0 2 0 1 0 4 3 3 2 2 1 1 0 5 0 5 0 5 0 5 0 +1,03% 0 ::: Borsa Londra-FTSE 100 16.476,58 0 Panino e listino Banche, zucchero e piccole società per il rally di fine anno ::: BUDDY FOX ■■■ L’allarme Deutsche Bank è finalmente suonato. Una crisi di numeri e di derivati che ora è su tutte le prime pagine dei giornali. Cifre e fatti che noi avevamo ben anticipato a tempo debito, quando oggi c’è chi scrive che il mercato si è accorto del dramma Deutsche Bank, rispondo che il mercato sono ormai mesiche urla la crisi: 110 mesi diribassi quantificati in un meno 88% non erano sufficienti per capire? Dunque il problema non è solo Mps, o meglio il problema non sono le banche italiane e le sofferenze, il problema è ben altro: se dovesse tornare l’inflazione tanto acclamata e i tassi salissero anche di uno o 2 punti percentuali, verrebbe giù il palco con tutti gli attori. Ma noi, a differenza dei catastrofisti sempre più numerosi, siamo ottimisti e possibilisti nei confronti delle autorità. I problemi sui derivati saranno accantonati, per questo ci aspettiamo un ultimo trimestre d’anno in gran recupero. Quisotto l’aggiornamento delle mie previsioni per il 2016: tutto confermato. Siamo pronti per il gran recupero di Milano? Questa è l’ultima possibilità. In nero la previsione, in chiaro l’aggiornamento. Italia mundial, il 2016 dovrà essere, nelle azioni, un anno eccezionale. Tutto sull’Italia. Siamo pieni di gioielli, ma se ci sarà il gran recupero finale, saranno proprio le banche il motore più potente. Dimensione zero, nessun rialzo dei tassi per la Fed. 0,25%, con questa economia, lo chiamate rialzo? Dal bail out al bail in, Banca Mediolanum, Mps e Carige i tre titoli. Moleskine dopo l’Opa capitalizza più di Mps, quanto può durare questa irrazionalità? Sembra di tornare al 2000 quando Tiscali valeva più di Fiat. Il tempo è scaduto, questi sono i “cani da tiro” per il prossimo rialzo. Fame di materie prime, comprare Etf sul fisico. Basta un po’ di zucchero e la pillola va giù. Lo zucchero, tra le commodity da me preferite, fa male? Non al nostro portafoglio: da 16 dollari siamo già a 23. Nuova Energia, Alerion, Beghelli e Falck i 3 titoli da comprare. Verde speranza, è questo il colore dei mercati e dell’energia del futuro. Euro reazione: sì, vado al rialzo sull’euro. L’idea si è rivelata sbagliata, credo che prima o poi il dollaro punterà verso la parità. Cerchi il meglio? Piccolo e italiano: Esprinet, Elica e Trevi i 3 titoli su cui puntare. Guardate il recupero di Esprinet, solo per capire di cosa stiamo parlando. Peccato non aver inserito Retelit. Montagne russe. Sui rialzi usiamo gli Etf short. Lo volevate più preciso? Preparate l’ultra long. Mele marce: short Apple, long Nokia. Nonostante le minacce europee, Apple non cede, ma è sulla rinascita di Nokia che io punto di più. I magnifici 7: Aedes, Be, Biesse, Cti, D’Amico, Stm, Tod’s. Siamo agli ultimi giri e per il momento il risultato è brutto, -25% contro il -22% dell’indice. C’è chi ha Dybala e Higuain, e chi come noi ha Be e Stm, avessimo avuto anche Retelit avremmo fatto l’attacco del Barcellona. Pronti per la remuntada? [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA Borsa Parigi-CAC 40 -0,58% 2 1 1 7.033,25 0 5 0 5 0 Petrolio - al barile -0,29% 1 0 0 8 0 6 0 4 0 4.489,95 2 0 49,8 $ Euro/Dollaro 2 5 2 0 1 5 +1,72% 1 0 5 1,1211 $ +0,45% 0 Nuovo presidente il notaio Marchetti Esselunga non si vende più Beffati i primi due figli Aperto ieri il testamento di Caprotti: alla seconda moglie e alla terzogenita Marina Sylvia va oltre il 66% dell’impero, agli altri il 16,6% a testa. Metà del conto in banca ai nipoti ::: NINO SUNSERI ■■■ Esselunga non si vende. Al- meno per il momento. Così ha deciso il consiglio d’amministrazione bloccando l’attività di Citigroup che cercava un compratore. Contemporaneamente è stato chiamato alla presidenza l’eterno Piergaetano Marchetti. La decisione finale sul destino del gruppo, comunque, spetterà a Giuliana Albera, seconda moglie di Bernardo Caprottie alla loro figlia Marina Sylvia. Sono loro, infatti, ad aver ereditato la quota di maggioranza. Hanno ricevuto la quota disponibile del 25% che sommata alla successione legale (25% alla moglie e 16% a ciascuno dei tre figli) consente alle due signore di controllare complessivamente il 66% del capitale. Violetta e Giuseppe, figli del primo matrimonio, avranno poco di più del 16% ciascuno che corrisponde al semplice diritto di legittima. È stato molto più generoso con figli diGiuseppe.Insieme aglialtri nipoti (figli del fratello di Bernardo con cui sessant’anni fa aveva iniziato l’avventura nella grande distribuzione) ricerveranno il 50% dei risparmi personali di Mr. Esselunga il cui ammontare si misura, ovviamente, in diversi milioni. L’altra metà a Giovanna Chiodi, la storica segretaria. Alcune opere d’arte della collezione privata andranno al Louvre. Letta in trasparenza la volontà di Caprotti è chiara: i suoi eredi sono moglie e figlia. Agli altri due ha assegnato solo la successione legale cui non poteva sottrarsi, anche se,forse, avrebbe voluto,visti glianni di guerra giudiziaria. Non un’azione in più però. In questa maniera li ha tagliati fuori dalla gestione. La fetta di capitale che possiedono singolarmente è troppo esigua per avere un ruolo. Non darà diritto alla nomina dei membri del consiglio d’amministrazione e nemmeno costituisce una minoranza di blocco. Coalizzandosi Giuseppe e Violetta potranno avere un rilievo unicamente nelle assemblee in cui è richiesta una maggioranza qualificata. Nelle società non quotate, però, sono eventi abbastanza rari. Avranno solo diritto ai dividendi (se e quando verranno distribuiti). Alla luce del testamento si spiega anche l’ultimo messaggio che Caprotti aveva indirizzato ai 22mila dipendenti delgruppo che luiamava definire collaboratori: «Il futuro è tracciato; che io ci sia oppure no, cambia ben poco». La successione, infatti, avviene nel segno della continuità. A garantire la stabilizza- zione è la presidenza assegnata a Piergaetano Marchetti. La sua autorevolezza assicura la linearità della successione. Non a caso è il professionista incaricato di gestire situazioni difficili e stemperare le rivalità fra soci.Un ruolo che un tempo era svolto da Ariberto Mignoli e da Bruno Visentini. Proprio per questo Marchetti è stato presidente di Rcs e del patto di sindacato di Mediobanca. Quanto potrà durare questa geometria? La risposta non è facile anche se fonti vicine alla proprietà ci tengono a far sapere che l’obiettivo è quello di dare «continuità e stabilità alla gestione». Tuttavia il fatto che il fondatore si fosse, finalmente, deciso a vendere indica che probabilmente anche lui puntava ad una successione più solida. Voleva mettere la sua creatura nelle mani di un azionista forte e favorire una successione più fluida: spartirsi la liquidità e proprietà immobiliari, per quanto cospicue, è molto più semplice che dividersi la proprietà di un grande gruppo. Paradossalmente molto del futuro è nelle mani di Giuseppe e di Violetta. Accetteranno la volontà del padre oppure avvieranno operazioni di guerriglia giudiziaria che, inevitabilmente avranno riflessi sulla vita delgruppo e dei ventiduemila dipendenti. Beautiful o Dinasty? Il quesito è tutto qui. Ieri sera Giuseppe Caprotti (l’unico del eredi presenti all’apertura del testamento) uscendo dallo studio del notaio ha dichiarato: «Faremo di tutto per salvaguardare Esselunga». Ha aggiunto di «sentirsi vicino ai dipendenti». Il sipario della giornata cala su questa mozione degli affetti. Difficile, però, che finisca qui. © RIPRODUZIONE RISERVATA La proposta di Fava, assessore all’Agricoltura della Lombardia «Agganciare il prezzo del latte ai formaggi per salvare gli allevatori» ::: ATTILIO BARBIERI ■■■ L’assessore all’Agricoltura della Regio- ne Lombardia, Gianni Fava, scende in campo nella guerra del latte. Dopo l’allarme lanciato dalle organizzazioni dei produttori che si trovano a vendere la materia prima tuttora sotto costo, vincolati da contratti capestro, Fava ha convocato per il 20 ottobre un tavolo latte alla Regione Lombardia. All’incontro sono chiamati a partecipare i rappresentanti dei principali sindacati agricoli, del mondo della cooperazione e delle organizzazioni di produttori di latte. «Oggi ci sono le premesse per raggiungere accordi proficui per i produt- tori ma la filiera deve adottare linee condivise per valorizzare le produzioni lombarde e sostenere l’andamento positivo del mercato, in modo da scongiurare scenari come quelli vissuti nei mesi scorsi», spiega Fava a Libero. Il messaggio è chiaro: le organizzazioni sindacali degli allevatori, le cooperative e chi si occupa delle consegne devono trovare una piattaforma unica. «Da portare poi al tavolo con l’industria di trasformazione», precisa Fava, «Lactalis ma non solo. L’importante è che facciano fronte comune, mettendo da parte le divisioni che hanno impedito finora di parlare con una sola voce». Anziché cercare lo scontro con i colossi dell’industria, meglio sarebbe, secondo l’assessore lombardo, trovare un meccanismo di indicizzazione agganciando ad esempio «la quotazione del latte a quella dei prodotti trasformati, come il Grana Padano, il Parmigiano, il mascarpone e il burro. Che stanno salendo. Molto meglio piuttosto che inseguire le quotazioni spot o peggio la media di quelle europee». Chiaro il messaggio che esce da quest’ultimo riferimento. Per il 2017 mandiamo in soffitta i contratti come quelli che ha fatto firmare agli allevatori Lactalis, ingabbiandoli in una trappola mortale. © RIPRODUZIONE RISERVATA __Giovedì 6 ottobre 2016__ 21 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Sole 24 Ore, i giornalisti sfiduciano il direttore Fiere di Parma s’allea con Slow Food Scorte Usa in calo E il petrolio risale ■■■ Il direttore de Il Sole 24 Ore Rober- ■■■ Fiere di Parma di allea con Slow ■■■ Chiusura in netto rialzo per il pe- to Napolitano è stato sfiduciato dall’assemblea dei redattori convocata dal cdr. 151 voti contrari contro 45. Il consiglio d’amministrazione gli ha rinnovato la fiducia. L’eventuale cambio sarà deciso dal cda che sarà eletto il 14 novembre. Food per organizzare Cibus Connect 2017, il nuovo format legato dedicato al made in Italy, che si svolgerà il 12 -13 aprile 2017. Cibus, il salone che si svolge negli anni pari, è invece gestito in joint venture con Federalimentare. trolio a New York. I corsi del greggio hanno beneficiato dell’inatteso calo delle scorte Usa. Il barile Wti con consegna a novembre ha guadagnato ben 1,14 dollari al barile. La quotazione sale così a 49,83 dollari. Mercato Azionario AZIONI Esperimento in Spagna Il fondo Blackstone quota in Borsa le sofferenze bancarie A ACEA ACOTEL GROUP ACSM-AGAM ADIDAS AG AEDES AEFFE AEGON AEROPORTO MARCONI BO. AGEAS AHOLD DEL AIR LIQUIDE AIRBUS GROUP ALBA ALCATEL-LUCENT ALERION ALLIANZ AMBIENTHESIS AMPLIFON ANHEUSER-BUSCH ANIMA HOLDING ANSALDO STS ASCOPIAVE ASML HOLDING ASTALDI ASTM ATLANTIA AUTOGRILL AUTOS MERIDIONALI AXA AZIMUT A2A B B CARIGE B CARIGE RSP B DESIO BRIA RNC B DESIO E BRIANZA B IFIS B INTERMOBILIARE B M.PASCHI SIENA B P DI SONDRIO B P EMILIA ROMAGNA B POP ETRURIA E LAZIO B POP MILANO B POP SPOLETO B PROFILO B SANTANDER B SARDEGNA RSP B SISTEMA BANCA GENERALI BANCO POPOLARE BANZAI BASF BASICNET BASTOGI BAYER BB BIOTECH B&C SPEAKERS BCA FINNAT BCA MEDIOLANUM BE BEGHELLI BEIERSDORF AG BENI STABILI BEST UNION COMPANY BIALETTI INDUSTRIE BIANCAMANO BIESSE BIOERA BMW BNP PARIBAS BOERO BON FERRARESI BORGOSESIA BORGOSESIA RSP BREMBO BRIOSCHI BRUNELLO CUCINELLI BUZZI UNICEM BUZZI UNICEM RSP ::: UGO BERTONE ■■■ Oggi in Spagna, domani (si spera) in Italia.S’accende a Barcellona una luce nel travagliato mondo delle sofferenze bancarie. Blackstone, ilgigante del private equity americano, ha deciso di aprire un fondo che metterà in vendita i crediti in sofferenza rilevati un anno fa da Catalunya Banc, uno degli istituti di credito travolti dalla crisi immobiliare. All’epoca Blackstone si era aggiudicato, con una spesa di 3,6 miliardi, crediti problematici per 6 miliardi, con uno sconto del 40% del valore nominale. Un’operazione necessaria per consentire la cessione dell’istituto al Bbva, il colosso bancario iberico che non voleva accollarsi le sofferenze della «preda». Un copione che ricorda da vicino i problemi delle banche di casa nostra. A distanza di un anno, però, Blackstone ha messo in vendita una prima tranche di 265 milioni di quei crediti ad un prezzo che garantisce un rendimento di 10 punti base più alto dell’Euribor. Chi si accollerà i prestiti più problematici avrà diritto a uno sconto del 10%. L’offerta, per ora, ha dimensioni limitate (i crediti deteriorati spagnoli ammontano a 100 miliardi circa) e riguarda i titoli meno tossici ereditati dalla banca catalana: in pratica si tratta di mutui ipotecari di privati che non hanno onorato le rate da meno di 37 mesi. Ma il test può portare a una vera e propria rivoluzione nella gestione dei crediti problematici che affliggono le banche europee, pari a 2,3 miliardi. Circa il 50% degli Npl (527 milioni di euro) riguarda tre soli mercati: Italia, Spagna e Irlanda. Una zavorra che, spiega David Bergman di Moody’s, pesa non solo sui bilanci degli istituti ma anche sul mercato immobiliare e sulla disponibilità di credito. Per questo l’esperimento spagnolo ha un valore strategico per l’intero settore bancario europeo, Blackstone, prima di mettere sul mercato questi titoli, ha effettuato una profonda operazione di maquillage.Dentro il fondo sono finiti mutui rivisti e rinegoziati con buone prospettive di esser ripagati. Un gran lavoro, insomma, ma ne valeva la pena visto il possibile utile che la banca ne potrebbe ricavare. Ben più rilevante sarà il profitto per il sistema bancario se il caso spagnolo farà scuola. Ma perché ciò avvenga sarebbe necessario che in sede europea prendesse corpo una legislazione comune alla base di un mercato di dimensioni continentali, necessario per garantire la liquidità. Peccato che Bruxelles, cosìcome l’autorità bancaria europea, non sembrino all’altezza di una riforma che richiede creatività e coraggio, più che rispetto dell’austerità. Montepaschi adesso vale 500 mlioni Ora l’America non si fida del salva-Mps C Il Fmi: risolvete subito i problemi. I fondi speculano sui prestiti non rimborsati, in gioco ci sono 2 miliardi ::: FRANCESCO DE DOMINICIS ■■■ Arriva dalFondo monetario inter- nazionale la spinta, forse decisiva, al governo di Matteo Renzi ad aiutare rapidamente le banche italiane. La crisi del sistema bancario, col caso Monte dei paschi che continua a tenere in fibrillazione i mercati, ha indotto l’Fmi a lanciare un warning. Il Fondo ha invitato Roma a fare di più «perché gli sforzi» prodotti finora potrebbero non bastare. Di qui la citazione esplicita della vicenda Mps, tra gli istituti più deboli del settore creditizio italiano, che sarebbe «aiutato» complessivamente con «interventi sul capitale» delle realtà più «deboli». Ilsostegno pubblico nelle banche, come spiegato ieri su queste colonne, è nell’agenda del premier. Il governo studia sgravi fiscali per Ubibanca, sempre in pista per rilevare tre dei quattro istituti falliti lo scorso anno (Etruria, Chieti e Ferrara). Su Mps - che ieri ha chiuso in Borsa a 0,17 euro, in calo del 3,9% e ora capitalizza appena 505 milioni - si valutano varie ipotesi, tra cui la Cassa depositi e prestiti. L’altro nodo è rappresentato dalle sofferenze (i prestiti non rimbor- © RIPRODUZIONE RISERVATA sati). La dimensione del problema è variabile. «C’è un certo interesse a mettere sotto i riflettori ilvalore lordo, 200 miliardi, e non il netto, 85 miliardi» spiegava ieri una fonte qualificata in occasione di un evento organizzato dal Messaggero in casa dell’Abi. E l’interesse riguarda le commissioni (in media l’1%) che le grandi case d’investimento straniere non vedono l’ora di incassare: in un caso stiamo parlando di 2 miliardi, nel secondo di 850 milioni. Il divario è netto. E sarebbe proprio la prospettiva di gustosi ricavi a spingere gli osservatori internazionali, come ha sottolineato Romano Prodi, a ingigantire il problema, dipingendo un quadro più cupo della realtà. Quasi una difesa d’ufficio delle banche, quella dell’ex premier, che fa il paio con le parole del presidente dell’Assobancaria. Antonio Patuelli non solo ha rivendicato l’assenza di aiuti di Stato, ma ha alzato la voce contro la vigilanza unica europea. «Le misure da prudenzialisisono trasformate in fattori diindebolimento delle banche». Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha preso nota. twitter@DeDominicisF © RIPRODUZIONE RISERVATA VAR% Ultima rilev. BOT BOT 14.10.2016 (366) BOT 30.11.2016 (183) BOT 14.12.2016 (366) BOT 13.01.2017 (365) BOT 31.01.2017 (186) BOT 28.02.2017 (181) BOT 14.03.2017 (365) BOT 12.05.2017 (364) 100,011 100,067 100,073 100,093 100,111 100,126 100,119 100,17 BTP BTP 15.11.2016 2,75% BTP 15.12.2016 1,5% BTP 01.02.2017 4% BTP 01.05.2017 4,75% BTP 15.05.2017 1.15% BTP 01.06.2017 4,75% BTP 1.8.2017 5,25% BTP 01.11.2017 3,50% 100,342 100,363 101,366 102,869 100,871 103,274 104,513 103,959 Titolo BTP 15.1.2018 0,75% BTP 01.02.2018 4,5% BTP 15.05.2018 0,25% BTP 01.06.2018 3,5% BTP 01.08.2018 4,5% BTP 15.10.2018 0,3% BTP 01.12.2018 3,5% BTP 1.2.2019 4,25% BTP 01.03.2019 4,5% BTP 15.04.2019 0,1% BTP 01.05.2019 2,5% BTP 1.8.2019 1,5% BTP 01.09.2019 4,25% BTP 01.12.2019 1,05% BTP 1.2.2020 4,5% BTP 01.03.2020 4,25% BTP 01.05.2020 0,7% BTP 01.09.2020 4% BTP 01.11.2020 0,65% Ultima rilev. 101,152 106,119 100,56 105,9 108,29 100,72 107,65 109,9 110,86 100,23 106,37 104,14 112,24 103,17 114,62 114,11 102,19 114,99 102,01 Titolo BTP 01.03.2021 3,75% BTP 01.05.2021 3,75% BTP 01.06.2021 0,45% BTP 1.8.2021 3,75% BTP 01.09.2021 4,75% BTP 01.11.2021 0,35% BTP 15.12.2021 2,15% BTP 01.03.2022 5% BTP 15.04.2022 1,35% BTP 01.09.2022 5,5% BTP 15.09.2022 1,45% BTP 01.11.2022 5,5% BTP 15.03.2023 0,95% BTP 01.05.2023 4,5% BTP 01.08.2023 4,75% BTP 15.09.2023 2,6% BTP 15.10.2023 0,65% BTP 1.11.2023 9% BTP 01.03.2024 4,5% Ultima rilev. 115,47 115,6 100,68 116,36 121,4 99,78 108,91 124,05 104,57 128,76 105,14 129,07 101,64 124,3 126,92 118,48 99,15 156,29 125,65 Titolo BTP 01.09.2024 3,75% BTP 01.12.2024 2,5% BTP 01.03.2025 5% BTP 01.06.2025 1,5% BTP 01.12.2025 2% BTP 01.03.2026 4,5% BTP 01.06.2026 1,6% BTP 1.11.2026 7,25% BTP 01.12.2026 1,25% BTP 1.11.2027 6,5% BTP 01.09.2028 4,75% BTP 1.11.2029 5,25 BTP 01.03.2030 3,50% BTP 01.05.2031 6% BTP 01.03.2032 1,65% BTP 1.2.2033 5,75% BTP 01.08.2034 5% BTP 01.09.2036 2,25% BTP 1.2.37 4% BTP 01.08.2039 5% Ultima rilev. 120,81 111,37 131,3 103,1 106,75 128,73 102,72 155,94 99,03 151,77 135,4 143,73 123,11 156,05 99,98 156,21 147,01 104,78 133,1 150,93 Titolo Ultima rilev. BTP 01.09.2040 5% EUR BTP 15.09.2041 2,55% BTP 01.09.2044 4,75% BTP 01.09.2046 3,25% BTP 01.03.2047 2,7% 151,91 133,16 150,82 119,9 107,49 CCT CCT TF DC16 3% 100,443 CCT 1.03.2017 100,125 CCT-EU 15.06.2017 101,775 CCT-EU 15.10.2017 100,79 CCT-EU 15.04.2018 101,417 CCT-EU 01.11.2018 103,45 CCT-EU 15.11.2019 103,19 CCT-EU 15.12.2020 EUR6M+0,8 102,32 CCT-EU 15.06.2022 EUR6M+0,55 100,93 CCT-EU 15.12.2022 EUR6M+0,7 101,4 CCT-EU 15.07.2023 EUR6M+0,7 101 CTZ CTZ ZC 27.02.2017 100,11 Titolo CTZ 30.08.2017 CTZ 28.03.2018 BTP INDICIZZATI BTP IT 22.10.2016 BTP IT 22.04.2017 BTPI 15.9.2017 2,10% BTP IT 12.11.2017 BTPI 15.09.2018 1,7% BTPI 15.09.2019 2,35% BTP IT 23.04.2020 BTP IT 27.10.2020 BTPI 15.9.2021 2,1% BTPI 15.05.2022 0,1% BTP IT 20.04.2023 BTP IT 11.04.2024 BTPI 15.09.2024 2,35% BTPI 15.9.2026 3,1% BTPI 15.09.2032 1,25% BTPI 15.9.2035 2,35% AZIONI PREZZO VAR% PR. UF. CAD IT CAIRO COMMUNICATION CALEFFI CALTAGIRONE CALTAGIRONE EDITORE CAMPARI CARRARO CARREFOUR CATTOLICA ASSICURAZIONI CEMBRE CEMENTIR HOLDING CENTRALE DEL LATTE D’ITALIA CERVED INFORMATION SOL CHL CIA CICCOLELLA CIR CLASS EDITORI CNH INDUSTRIAL COFIDE COIMA RES COMMERZBANK CONAFI PRESTITO’ CONTINENTAL AG CR VALTELLINESE CREDEM CREDIT AGRICOLE CSP INTERNATIONAL CTI BIOPHARMA D DADA DAIMLER DAMIANI D’AMICO DANIELI & C DANIELI & C RSP DANONE DATALOGIC DEA CAPITAL DE’LONGHI DEUTSCHE BANK DEUTSCHE BORSE AG DEUTSCHE LUFTHANSA AG DEUTSCHE POST AG DEUTSCHE TELEKOM DIASORIN DIGITAL BROS DMAIL GROUP E EDISON RSP EEMS EI TOWERS EL EN ELICA EMAK ENAV ENEL ENERVIT ENGIE ENI E.ON ERG ERGYCAPITAL ESPRESSO ESPRINET ESSILOR INTL EUKEDOS EUROTECH EVONIK INDUSTRIES AG EXOR EXPRIVIA F 10,91 5,715 1,636 155,9 0,3361 1,029 3,7 9 33 20,77 95,6 54,6 2,686 3,492 2,01 134,8 0,3678 9,225 115,7 4,41 10,5 2,616 97,5 3,32 9,67 21,65 7,54 17,32 19,62 14,2 1,202 -1,45 10,8686 0,26 5,715 -3,99 1,6642 -0,06 155,9 -0,15 0,3372 -0,1 1,0248 6,81 3,6209 - 9,0091 1,07 32,8762 -0,95 20,8058 - 95,4628 3,61 54,6 - 2,686 - 3,4923 -0,79 2,0108 1,2 133,9412 - 0,3717 0,27 9,2116 - 115,75 0,68 4,3766 - 10,483 -1,28 2,6218 97,5 1,34 3,2965 -1,38 9,6146 -2,08 21,7032 -0,53 7,5297 -0,4 17,2612 3,21 19,4572 2,08 14,0593 -0,58 1,1996 -23,17 -33,27 2,25 -35,3 -30,89 -29,66 47,54 -23,73 8,29 -11,53 -3,54 -16,25 -17,75 -18,27 15,38 -45,01 6,38 19,78 -40,87 -16,28 -11,63 -14,51 -2,64 -22,73 -38,42 -4,15 0,309 65 1,713 1,734 20,47 1,048 0,1737 2,606 3,388 0,583 0,3962 1,794 0,1735 4,038 5,76 2,112 17,33 2,22 2,76 77,3 3,22 1,03 90 46,59 7,05 0,3085 6,145 0,594 0,36 82,45 0,543 2,382 0,3615 0,138 14,67 0,205 78,25 47,5 20,29 18,53 0,285 0,3425 53 0,0488 18 18,1 9,78 5,64 -3,17 -2,09 -3,93 4,57 5,02 5,15 1,46 0,17 3,53 1,58 3,45 -1,43 -0,58 0,31 -0,29 -0,11 -0,83 1,99 -0,42 1,84 -2,6 1,28 1,83 -1,43 2,52 0,05 1,03 2,97 -0,54 1,53 -2,75 0,56 1,12 -0,1 0,3003 65 1,7166 1,7486 20,1933 1,0474 0,1754 2,5501 3,3258 0,5883 0,3869 1,7955 0,1728 3,962 5,76 2,0812 17,1888 2,1877 2,7956 76,986 3,2129 1,0202 89,8732 46,7814 7,0458 0,3088 6,103 0,5907 0,358 82,45 0,5496 2,3987 0,3577 0,1397 14,5043 0,2032 77,6893 46,9203 20,4499 18,3512 0,285 0,3425 53,2677 0,0488 17,9459 17,9673 9,7567 -75,52 -22,34 -32,29 -37,36 -29 -52,96 -85,9 -37,24 -51,88 -56,98 -35,72 -12,79 -30,31 -45,65 -40,61 -76,64 -37,98 9,03 -33,61 -34,81 -23,08 -14,01 -8,68 -28,62 -15,94 15 -24,67 -22,26 -0,75 -4,37 -50,89 -7,85 -44,07 -20,11 -9,52 -9,01 -2,16 -1,72 -12,18 18,62 -44,48 10,29 9,04 -4,02 3,5 3,676 1,189 1,95 0,722 9,78 1,212 23,5 5,255 12,68 4,35 2,762 7,53 0,0214 0,1775 0,2413 0,942 0,3085 6,55 0,34 6,95 5,76 0,242 186,2 0,3049 5,075 9,065 1,074 0,3522 -4,11 3,5101 -0,65 3,6336 -0,08 1,205 -0,91 1,9624 -1,1 0,7111 -1,41 9,8503 -0,08 1,2069 0,43 23,383 2,54 5,1845 -0,16 12,6949 2,35 4,2943 -0,93 2,8193 -0,4 7,4513 1,9 0,0212 -1,11 0,1779 - 0,2416 0,64 0,9361 -3,47 0,3106 1,39 6,5025 0,47 0,3409 -0,71 6,9263 -1,12 5,7226 0,04 0,2367 1,58 186,2667 0,53 0,3034 2,28 5,0094 1,57 8,949 - 1,0664 -0,51 0,3532 -15,05 -19,56 18,9 -17,37 -27,8 22,25 -37,07 -13,44 -28,41 -8,78 -26,33 -17,01 -2,21 -36,69 -22,99 -2,89 -55,61 3,31 -18,27 -21,81 -72,05 -25,97 -16,91 1,13 -69,53 2,12 64,9 0,944 0,32 17,39 11,8 66,55 19,3 1,075 22,13 12,09 69,85 9,685 27,92 14,8 58,55 9,52 1,178 1,73 0,62 -1,97 -3,61 0,75 1,2 1,06 2,39 2,28 -0,18 2,54 -1,34 -0,67 -1,07 -0,59 0,42 1,82 2,108 64,6925 0,9457 0,3234 17,2303 11,7538 66,55 19,0807 1,0613 22,0925 11,9294 69,65 9,6546 27,92 14,8115 58,6075 9,5521 1,1532 -1,49 -16,74 -21 -53,86 -1,19 -10,27 5,8 17,68 -16,43 -20,02 -46,58 -10,9 20,85 28,13 -40,8 0,68 0,0898 48,36 18,9 1,833 0,7835 3,54 3,85 2,5 13,34 13,27 6,14 10,18 0,0499 0,753 6,08 116,5 1,025 1,17 26,49 36,81 0,652 0,59 0,34 -1,1 3,96 0,71 -2,06 -1,56 -1,64 -0,32 -1,84 2,31 -2,31 0,1 0,81 1,48 18,87 0,49 1,21 0,88 0,46 0,6688 0,0895 48,2088 18,6178 1,8324 0,7948 3,5744 3,8579 2,4541 13,3732 13,167 6,1748 10,1237 0,0495 0,7465 5,5294 116,5 1,0155 1,1651 26,49 36,6285 0,6522 -5,95 -9,84 -18,79 88,06 -7,66 1,82 -1,08 -11,72 -19,3 -3,84 -31,55 -10,57 -36,43 -25,59 -28,55 -3,57 -27,33 -12,54 -14,15 0,79 1,28 0,7771 -28,57 47,67 0,68 47,5581 5,855 1,74 5,7711 -31,25 5,37 -1,83 5,431 -15,83 1,649 2,49 1,6451 -28,86 12,98 1,33 12,9394 19,63 0,439 - 0,438 9,67 5,18 1,77 5,1302 -32,07 0,408 - 0,4097 -15,53 76,2 -1,42 76,7 71,25 - 71,2971 1,389 - 1,389 -21,48 FALCK RENEWABLES FERRARI FIAT CHRYSLER FIDIA FIERA MILANO FILA FINCANTIERI FINECOBANK FNM FRESENIUS M CARE AG FRESENIUS SE & CO. KGAA FULLSIX G 0,447 -0,86 0,4436 -46,11 2,552 -0,23 2,508 -29,31 2,61 0,77 2,5757 51,3 11,23 4,17 11,0913 -33,63 2,088 1,26 2,0874 -48,85 0,1275 0,63 0,1258 -82,41 GABETTI GAS PLUS GEFRAN GENERALI GEOX GRUPPO WASTE ITALIA H 84,95 -0,06 84,1372 121,3 - 121,3 2,216 -1,6 2,2257 HEIDELBERGER CEMENT AG HENKEL KGAA VZ HERA I Ultima rilev 100,208 100,165 99,63 100,863 103,086 102,068 104,747 108,99 105,2 104,48 112,22 101,37 102,01 101,1 116,7 125,52 107,59 127,5 Titolo 360 -9,55 0,9915 0,15 0,9805 10,17 0,0022 - 0,0022 0,6575 0,92 0,6531 -25,83 0,433 -0,92 0,4367 -32,87 60 0,25 60,0447 25,03 0,3815 0,08 0,3802 -18,48 0,135 4,33 0,1346 -54,7 15,79 - 15,79 11,12 1,65 11,0603 -11,61 0,1989 1,07 0,1925 -37,14 I GRANDI VIAGGI IES/IES WT 19 IGD IL SOLE 24 ORE IMA IMMSI INDUSTRIA E INNOVAZIONE INFINEON TECHNOLOGIES AG ING GROEP INTEK GROUP Euribor Titoli di stato Titolo PREZZO Dati aggiornati al 04/10 365 Titolo 360 365 1 SETT. -0.381 -0.386 3 MESI -0.301 -0.305 2 SETT. -0.373 -0.378 6 MESI -0.203 -0.206 1 MESE -0.371 -0.376 9 MESI -0.131 -0.133 2 MESI -0.338 -0.343 12 MESI -0.064 -0.065 Cambi Titolo Dollaro USA Yen Dollaro Canadese Dollaro Australiano Franco Svizzero Sterlina Corona Svedese Corona Danese Corona Norvegese Corona Ceca Fiorino Ungherese Domanda Offerta 1,1211 115,6500 1,4816 1,4722 1,0959 0,8816 9,6260 7,4417 8,9872 27,0280 305,8500 1,1161 114,5000 1,4697 1,4564 1,0949 0,8754 9,6005 7,4418 8,9175 27,0210 307,4200 PREZZO VAR% PREZZO VAR% PR. UF. CHIUSURA SU PR. RIF.MED. PON. DAL 30/12/15 CHIUSURA SU PR. RIF.MED. PON. DAL 30/12/15 INTEK GROUP RSP INTERPUMP INTESA SANPAOLO INTESA SANPAOLO RSP INVEST E SVILUPPO INWIT IRCE IREN ISAGRO ISAGRO AZIONI SVILUPPO IT WAY ITALCEMENTI ITALIAONLINE ITALIAONLINE RSP ITALMOBILIARE IVS GROUP J JUVENTUS FC K KERING K.R.ENERGY K+S AG L LA DORIA LANDI RENZO LAZIO S.S. LEONARDO - FINMECCANICA LINDE AG L’OREAL LUXOTTICA GROUP LVENTURE GROUP LVMH M MAIRE TECNIMONT MARR MASSIMO ZANETTI BEVERAGE M&C MEDIACONTECH MEDIASET MEDIOBANCA MERCK KGAA MERIDIE MID INDUSTRY CAPITAL MITTEL MOLESKINE MOLMED MONCLER MONDADORI MONDO TV MONRIF MUNICH RE MUTUIONLINE N NICE NOKIA CORPORATION NOVA RE O OLIDATA OPENJOBMETIS ORANGE OVS P PANARIAGROUP PARMALAT PHILIPS PIAGGIO PIERREL PININFARINA PIQUADRO POLIGRAFICA S.FAUSTINO POLIGRAFICI EDITORIALE POSTE ITALIANE PRELIOS PREMUDA PRIMA INDUSTRIE PROSIEBENSAT.1 MEDIA SE PRYSMIAN R RAI WAY RATTI RCS MEDIAGROUP RECORDATI RENAULT RENO DE MEDICI REPLY RETELIT RICCHETTI RISANAMENTO ROMA A.S. ROSSS RWE S SABAF SAES GETTERS SAES GETTERS RSP SAFILO GROUP SAFRAN SAINT-GOBAIN SAIPEM SAIPEM RCV SALINI IMPREGILO SALINI IMPREGILO RSP SALVATORE FERRAGAMO SANOFI SAP SARAS SAVE SCHNEIDER ELECTRIC SERVIZI ITALIA SESA SIAS SIEMENS SINTESI SNAI SNAM SOCIETE GENERALE SOGEFI SOL SPACE2 STEFANEL STEFANEL RSP STMICROELECTRONICS T TAMBURI TAS TECHNOGYM TECNOINVESTIMENTI TELECOM ITALIA TELECOM ITALIA RSP TELEFONICA TENARIS TERNA TERNIENERGIA TESMEC THYSSENKRUPP AG TISCALI TOD’S TOSCANA AEROPORTI TOTAL TREVI TXT E-SOLUTIONS U UBI BANCA UNIBAIL-RODAMCO UNICREDIT UNICREDIT RSP UNILEVER UNIPER UNIPOL UNIPOLSAI V VALSOIA VIANINI VINCI SA VITTORIA ASS VIVENDI VOLKSWAGEN AG VZ. VONOVIA SE W WAR AMBROMOBIL 17 WAR CDR ADVANCE CAPITAL 2017 WAR ENERTRONICA 13-18 WAR ERGYCAPIT 16 WAR FIRST CAPITAL 2016 WAR SAFE BAG 13-16 WAR TE WIND 18 WARR AEDES 2015-20 WARR AGRONOMIA 2014-2017 WARR BIO ON 14-17 WARR BRIDGE MGMT 18 WARR CALEFFI 20 WARR CAPFORPROG1 17 WARR CLABO 18 WARR DOMINION HOSTING HOLD 21 WARR ELETTRA INV 17 WARR ENERGICA M 18 WARR EXPERTSYSTE 18 WARR GLENFOOD 20 WARR INNOVATEC 17 WARR ISI 2 21 WARR IWB WARR LUVE WARR SITI-B&T 21 WARR SMRE 19 WARR SPACE2 17 WARR TECH-VALUE 2014-2017 WARR TIP 20 WARR VETRYA 2016-19 WARR ZEPHYRO WARR 4AIM SICAF 2016-19 Y YOOX NET-A-PORTER GROUP Z ZIGNAGO VETRO ZUCCHI ZUCCHI RSP 0,3668 15,55 1,994 1,882 0,0322 4,34 1,722 1,465 1,202 1,036 1,625 10,58 2,02 320 44,34 8,485 -0,7 -0,58 3,32 2,28 -3,88 -0,5 -0,29 -2,33 -0,66 0,58 -0,38 -0,59 1,12 - 0,3591 15,5482 1,9726 1,8704 0,0326 4,3322 1,7198 1,4704 1,2004 1,0094 1,625 10,5863 2,026 320 43,719 8,4686 -23,81 8,59 -35,43 -33,59 -65,49 -13,89 -19,31 -1,68 -19,87 -0,29 0,93 3,22 -34,84 9,33 5,32 -3,58 0,3075 -0,06 0,3099 18,27 186 0,27 186 15,53 0,4651 -0,62 0,4655 -30,69 16,84 - 16,84 8,195 0,412 0,5005 10,01 153,1 166,4 41,62 0,4765 156,1 -2,44 8,1998 -37,2 1,23 0,4097 -44,66 2,96 0,4944 -2,82 1,26 9,9916 -22,4 - 152,9216 -2,29 167,1333 5,65 0,9 41,427 -31,09 -0,75 0,4753 -27,78 -0,26 155,5167 5,62 2,174 17,82 7,18 0,194 1,008 2,804 5,995 96 0,095 4,1 1,381 2,426 0,5125 15,42 0,904 4,578 0,1939 165,5 7,67 0,09 0,39 -0,28 -0,1 0,5 0,21 3,72 -0,16 0,58 -0,1 1,05 -0,55 0,62 -0,05 0,73 0,66 2,162 17,7958 7,177 0,1918 1,0185 2,8014 5,9205 96 0,0912 4,1 1,3746 2,4184 0,5119 15,4103 0,9084 4,532 0,1901 164,8 7,6761 -13,39 -6,6 -24,46 44,13 21,81 -26,83 -32,53 -17,46 2,5 -11,64 42,54 40,18 19,35 -12,99 -23,38 -26,58 -9,36 -4,07 2,618 2,67 2,5693 6,68 5,11 -1,73 5,1161 -22,58 0,231 - 0,231 -58,3 0,154 - 0,1552 -18,09 6,65 -0,37 6,6423 -8,9 13,87 -1,56 13,87 -11,09 5,3 0,95 5,2515 -17,45 3,2 5,61 3,137 -9,09 2,358 0,08 2,3575 -1,34 26,49 0,68 26,3235 10,38 1,699 -0,88 1,6901 -26,96 0,2694 1,28 0,2643 -50,93 1,531 1,59 1,4938 -58,62 1,113 0,82 1,1114 -16,75 5,18 -1,89 5,198 -12,65 0,1758 3,53 0,1724 -30,76 6,2 0,81 6,1775 -12,68 0,0793 -0,5 0,0798 -70,56 0,0498 - 0,0498 -73,45 13,9 0,72 13,8411 -6,21 37,35 - 37,35 23,58 0,77 23,434 16,39 3,6 2,036 0,9425 28,32 76,8 0,2869 122 0,81 0,169 0,0628 0,4245 0,5855 14,73 -1,37 3,5742 - 1,9984 0,27 0,9371 -0,21 28,2356 1,39 76,0352 2,46 0,2829 0,41 121,8903 2,53 0,8026 0,12 0,1685 -2,33 0,0627 -0,4 0,4248 -0,43 0,5606 -3,6 14,8931 -23,7 -14,09 51,89 17,56 -18,38 -22,02 -3,1 33,66 -29,11 -50 -13,15 -38,37 25,79 9,07 12,81 9,15 8,95 63,95 38,52 0,392 5,85 2,592 6,75 23,02 68,6 81 1,382 17,95 61,9 3,634 15,19 8,33 105 0,015 1,27 4,724 31,03 1,817 7,925 9,905 0,1599 145 7,23 - 8,9538 0,39 12,7715 - 9,1437 1,59 8,9155 - 63,95 - 38,52 1,55 0,3893 5,85 4,1 2,5424 -0,74 6,749 0,74 22,9787 -0,65 68,5948 -0,31 81,0031 -1 1,3827 -1,1 17,8979 61,9 1,57 3,5947 0,93 15,1087 -1,59 8,3075 -0,19 105,1571 -4,46 0,0151 6,72 1,2453 -2,44 4,7583 0,75 31,0332 1,85 1,8176 0,32 8,0845 1,07 9,9017 -0,06 0,1589 145 0,07 7,2156 -20,09 -0,77 -8,09 -16,43 -58,43 0,39 -35,36 -29,02 5,84 -14,2 11,34 -22,53 38,08 -4,37 -2,75 -15 17,32 -57,14 42,3 -2,19 -28,37 -16,11 -4,06 0,05 -32,98 15,4 3,69 0,77 4,48 4,298 0,7295 0,6 9,1 13,01 4,372 0,77 0,4902 21,46 0,0438 47,88 15 43,13 1,228 7,195 2,22 -0,96 0,67 -0,65 -0,27 -0,66 -0,44 0,93 -2,89 2,13 0,46 0,5 0,13 -0,09 1,66 -0,07 8,91 81,6 37,7 -37,91 -36,91 -13,25 18,92 -8,07 -51,33 -24,58 -24,09 -34,46 1,15 3,73 -32,9 -11,5 3,6393 0,7682 4,4495 4,302 0,7237 0,5938 9,0007 12,9732 4,4052 0,7704 0,4877 21,46 0,0436 47,5712 14,9451 42,9065 1,2203 7,1533 2,14 5,73 2,0938 -65,48 231 1,85 231 2,092 4,08 2,0511 -59,26 5,375 0,84 5,3392 -34,13 41 -2,26 40,9955 0,74 10,8 -0,92 10,5027 2,39 3,55 2,3567 -49,83 1,485 3,13 1,4711 -37,08 17,4 -0,4 17,1947 -15,23 1,111 -1,68 1,1027 -8,11 67,55 - 67,55 9,68 1,1 9,6074 -3,59 18,1 - 18,0749 -8,17 120,3 0,75 119,6897 34,04 - 34,04 0,0193 0,0344 0,7315 0,0014 0,0025 0,1 0,1 0,0326 0,0084 5,39 0,088 0,2228 0,03 0,7 0,1938 0,3395 0,125 0,048 1,55 1,05 0,0875 0,426 0,2899 28,45 -42,67 -8,56 -44 25 -0,31 2,2 -25 22,09 1,43 - 0,0193 0,06 0,7224 0,0016 0,0021 0,1 0,1081 0,0305 0,0084 5,0038 0,088 0,2023 0,04 0,7 0,1938 0,34 0,125 0,048 1,55 1,0463 0,0874 0,4193 0,2899 - -89,21 -56,95 -13,89 -78,79 -87,75 -16,67 -35,28 -36,94 -42,47 -64,74 102,55 -77,78 -6,38 16,67 0,69 4,03 - 0,39 28,4365 -17,66 5,13 0,39 5,1268 -15,42 0,019 -2,06 0,019 -52,74 0,1421 - 0,1421 23,57 22 __Giovedì 6 ottobre 2016__ @ commenta su www.liberoquotidiano.it A tu per tu di MATTIAS MAINIERO ::: lelettere [email protected] Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere“. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano, via fax al n. 02.999.66.264. CINQUESTELLE da. Vorrei dire, come dicono a Roma: tutta ‘sta fatica sprecata fa male Ar Core. In ogni senso, anche cardiochirurgico. Botta e risposta grillina Affitti: la legge c’è ma non esiste L’altra sera al Tg 4 hanno inventato una nuova categoria giuridica: “la morosità incolpevole”. Chi non ha redditi sufficienti non può essere sfrattato qualora non paghi il canone di locazione. È “colpevole” il proprietario che paga l’Imu sulla seconda casa e l’Irpef sul reddito risultante da contratto di affitto anche se non percepito… Non guarderò più quel telegiornale che tifa per Hillary e per il “sì” al referendum costituzionale. Luca Malagù e.mail *** Caro Malagù, il Tg4 non ha inventato nulla. Decreto 14 maggio 2014 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’Economia: «Per morosità incolpevole si intende la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare». In pratica, in caso di licenziamento, cassa integrazione, riduzione dell’orario di lavoro, malattia grave, infortunio o decesso di un familiare, gli inquilini morosi che hanno ricevuto un’intimazione di sfratto, in presenza di particolari requisiti di reddito, possono avere un aiuto dal Comune di residenza grazie ad un fondo specifico istituito presso il ministero delle Infrastrutture. La dotazione del Fondo era di 15 milioni di euro per il 2014 diventati 12 nel 2015 e 60 per questo 2016. A me sembra una buona legge, che tutela gli inquilini e anche i proprietari. Peccato che molti Comuni non l’abbiano recepita. E così gli inquilini sotto sfratto continuano a non pagare e i proprietari continuano a non ricevere i soldi. Poi, quando arrivano la scadenze fiscali, bisogna mettere mano al portafoglio, spesso vuoto, e pagare per quello che non è mai entrato in tasca. O si paga o si va incontro alla riscossione forzata. Tertium non datur. E il Tg4, ripeto, non c’entra. C’entra questo Paese qui, un Paese con troppe leggi ingiuste che ogni tanto imbrocca una norma giusta. E tanto per non smentirsi la lascia sulla carta, ostinandosi anche a rimanere immobile, a volte tifando per Hillary e a volte per Donald, e mai per il cambiamento. [email protected] segui la rubrica anche su www. Queste due frasi sono rivelatrici del trambusto politico che regna nel Movimento Cinquestelle. L’ex sindaco di Parma ha detto: «Esco da uomo libero»; e Grillo gli ha risposto: «Ciao, goditi quindici minuti di celebrità». C’è voglia di liquidare in modo freddo e distaccato chi si interpone tra il Movimento Cinquestelle e Beppe Grillo. Guai a criticare. E guai a chi ha due briciole d’intelligenza con le quali ribattere agli attacchi del leader. Non è la prima volta che esponenti grillini abbandonano il Movimento. Ma sono le dichiarazioni che rilasciano a incuriosire. Sembra che abbiano attraversato un tunnel infuocato e quando giungono in fondo al tunnel ne gioiscono per la riacquistata libertà. Guglielmo Donnini e.mail IMMIGRATI/1 Tutti in Italia Navi norvegesi e tedesche, anche private, sono a caccia di migranti da salvare e trasferire nei porti italiani. Navi di “medici senza frontiere” e perfino navi militari irlandesi sono in gara tra loro a chi ne traghetta di più in Sicilia, Calabria, Puglia. Mercantili di tutte le bandiere li raccolgono e li sbarcano da noi. Tutti questi si guardano bene dal portarli a casa loro. E poi c’è la Marina italiana schierata in forze davantialla Libia. Non per impedire o arginare il fenomeno, bensì per correre e portare in sicurezza i migranti, appena gli scafisti, che fanno la spola tra la costa e il largo, lanciano richieste d’aiuto coi telefoni satellitari. Violano la nostra frontiera, che ormai non esiste più, ma chi parla di invasione mente, perché siamo noi che andiamo a prenderli. In un solo giorno ne sono stati “salvati” 6000! La situazione è ormai sfuggita di mano e siamo entrati in un mare ignoto senza bussola. Fabio Sìcari Bergamo REFERENDUM Ecco perché voterò sì Voterò “sì” al referendum per ridurre le spese superflue del Parlamento e del Cnel. Penso che copiare dalla Germania il sistema per il pagamento delle autostrade sia più importante, così come togliere i monopoli dei tassisti e di altri (farmacie, notai, ecc.). Noi paghiamo ancora come sui ponti nel medioevo. Se poi si riuscisse a far lavorare sindacalisti, fannulloni, furbetti statali e non… So che ci stai provando. Forza Renzi. Mario Frattarelli e.mail IMMIGRATI/2 In quanti vanno via? Franco Arriciati e.mail FORZA ITALIA Fatica sprecata I due o tre amici che leggono le mie note ricorderanno. Vorrei dire, a questo punto: avanti un altro. Poiché Forza Italia, in certe mani, finirebbe per diventare Forse Italia: è meglio lasciar perdere. Il partito è nato con Berlusconi e morirà lunga vita comunque a Silvio con Berlusconi. Hanno fatto un po’ di flanella, ad Arcore, tra quid, senza quid e sondaggi vari per scoprire l’acqua cal- Televisionie giornalinon mancano di tenerci aggiornati su quanti migranti entrano, ogni giorno, in Italia. Quel che invece non ci dicono mai è quanti cittadini italiani escono quotidianamente dal territorio italiano a fronte di quelli che arrivano. Purtroppo quelli che se ne vanno sono persone provviste di mezzi, a volte cospicui (imprenditori che delocalizzano), mentre quelli che entrano ne sono privi. Per cui dal confronto dei datiesce l’immagine di un’Italia sempre più povera.I capannoni,abbandonati, vengono convertiti in dormitori e gli anziani operai in inservienti. È la cosiddetta decrescita felice. O, forse, solo de- DIRETTORE Vittorio Feltri DIRETTORE RESPONSABILE Pietro Senaldi VICE DIRETTORI Franco Bechis - Fausto Carioti - Giuliano Zulin DIRETTORE GENERALE Stefano Cecchetti REDAZIONE MILANO e AMMINISTRAZIONE Viale L. Majno, 42 - 20129 Telefono: 02.999.666 - Fax: 999.66.264 SUPERMERCATI crescita. Patrizio Pesce Livorno Vado da Caprotti STIPENDI Dall’apertura del primo negozio effettuiamo la spesa all’Esselunga e siamo abituati a dire: vado da Caprotti. L’ho acquistato da Caprotti…. Quasi sia stato per noi un amico, così questa sua improvvisa dipartita ci ha addolorato, di più: siamo stati destabilizzati. Ci spiace il fatto che il “dottore” non sia riuscito a mettere in atto e concludere il suo ultimo desiderio di vendere a chi voleva la sua amatissima creatura. Buon viaggio, Bernardo! Storture italiane L’Italia ha gli stipendi più bassi della Ue (peggio solo Grecia e Portogallo). I politici italiani, invece, hanno gli stipendi più alti della Ue (meglio di loro nessuno). Complimenti, chissà che ne pensa Poletti. Forse se i politici fossero pagati con i voucher costerebbero meno. Gianluca Bragatto Caorle (Venezia) Piera Murgia e.mail MONETA UNICA Anche in Germania prezzi in alto VATICANO/1 “Da noi i prezzi sono raddoppiati”, scrive il sig. Razzenelli. È indubbio, ma secondo un mio ex collega tedesco anche in Germania i prezzi sono molto aumentati dall’introduzione dell’euro. Secondo lui nelle riunioni di fine secolo indette per stabilire le varie equivalenze con la “futura” moneta unica, 1 Euro avrebbe dovuto essere equivalente ad 1 marco tedesco. E quindi 1 euro sarebbe stato equivalente a 1000 lire (allora il cambio lira-marco era di circa 990 lire). Ma la Francia, che non voleva che l’euro fosse così sfacciatamente “uguale” al marco, si oppose con fermezza. Venne allora messa in atto una modifica (di sola facciata, pensarono) per cui 1 Euro divenne uguale a quasi 2 marchi (1,9558 marchi). Gli effetti della modifica “di facciata” non furono previsti, ed eccoci al giorno d’oggi. Anche in Germania quindi quello che costava 1 marco ora è a 1 euro, cioè 2 marchi. Le esternazioni del Papa Papa Francesco fa visita alla Georgia e in modo energico prende posizione contro coloro che nel mondo vorrebbero distruggere il matrimonio dipingendo quelli che difendono l’unicità della famiglia naturale come degli omofobi e lo fanno introducendo con la forza la teoria del gender secondo la quale il sesso non si ha ma si sceglie. Mi domando, tuttavia, come mai questo Papa vada a parlare di gender in Georgia (che forse non sanno nemmeno cosa sia) mentre non ne parla in modo così deciso in Italia o nell’Ue, ora vera patria del politicamente corretto da cuifuoriescono queste teorie rivoluzionarie che puntano dritto a colonizzare i Paesi non del tutto scristianizzati. Forse Francesco non vuole platealmente osteggiare e inimicarsi quel laicismo che lo ha issato mediaticamente in cima al mondo non cattolico? Angelo Venegoni e.mail Ambrogio Pezzoni e.mail EUROPA VATICANO/2 La solidarietà che manca Appello alle gerarchie Sentiamo parlare continuamente di solidarietà in Europa. Ma quale? Mi sembra che tra i Paesi uniti da questa specie di alleanza inutile ciò che proprio manca è la solidarietà fra vicini. Appello alle gerarchie del Vaticano: la prossima volta (e comunque lunghissima vita a Bergoglio), possiamo sperare di avere un Papa meno loquace? Grazie per quanto riuscirete a fare per le nostre orecchie. Gianna Leone e.mail Dario Giorgi e.mail REDAZIONE ROMA Via Trinità dei Pellegrini, 12 - 00186 Telefono: 06.999.333 - Fax: 06.999.33.443 EDITORIALE LIBERO S.r.l. SEDE LEGALE: Viale Luigi Majno, 42 - 20129 Milano DISTRIBUTORE PER L’ITALIA E L’ESTERO PRESS-DI Distribuzione Stampa e Multimedia Srl STAMPA LITOSUD SRL - Via Aldo Moro 2- Pessano con Bornago (MI) LITOSUD SRL - Via Carlo Pesenti 130 - Roma L’UNIONE SARDA S.p.A. Centro stampa - Via Omodeo, 5 - 09030 Elmas (CA) S.t.s. S.p.A. - Strada V zona industriale, 35 - Catania CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE: Arnaldo Rossi CONSIGLIERI: Claudio Santini - Stefano Cecchetti TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250 nº 276 anno LI Registrazione nº 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano ISSN (Testo Stampato): 1591-0420 CERTIFICATO N. 8166 DEL 06/04/2016 ISSN 1591-0423 La tiratura di giovedì 6 ottobre 2016 è di 106.584 copie 23 __Giovedì 6 ottobre 2016__ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Su Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi. Posta prioritaria DI FAUSTO CARIOTI Se per la Boldrini la cristianofobia non esiste Leggo Libero in merito alla Boldrini, sul discorso intorno all’odio sui social per quanto concerne xenofobia,islamofobia,antigitanismo, omofobia e transfobia. Ma gli insulti contro noi cristiani? La cristianofobia non esiste? In merito a questo scempio mi farò promotore con varie associazioni cattoliche di una raccolta di firme affinché anche noi cristiani possiamo essere tutelati dagli insulti che ogni giorno subiamo sol perché difendiamo ancora i pochi valori che sono rimasti. Valentino Castriota - Trepuzzi (Le) ISLAM temperatura e nessuna correlazione legata alla CO2 antropica negli ultimi 400 anni.Inoltre è bene sapere che cambiamenti molto significativi di clima, come ad esempio le glaciazioni, sono dovuti a: a) variazioni di eccentricità dell’orbita (ogni 100.000 anni); b) diversa inclinazione dell’asse (ogni 40.000 anni); c) diversa posizione rispetto al Sole (ogni 20.000 anni), come ben spiegato dalla teoria, verificata, di Milankovic. In conseguenza di ciò è chiaro che spendere centinaia di miliardi per abbattere le emissioni di CO2 sono solo soldi sprecati. Troppe interpretazioni Secondo me una religione è una religione. Ha le sue certezze, i suoi punti fissi, la sua voce ufficiale (quella di Dio). Nell’islam fioriscono le interpretazioni e le voci. Ma è mai possibile che una religione sia (almeno in parte) liberamente interpretabile? Giovanna Liotti e.mail INQUINAMENTO/1 Un nemico immaginario Ecco tre documentati motivi che spiegano perché la CO2 antropica non può cambiare il clima:1) l’uomo produce troppo poca CO2 – circa 0,1% annuo dei gas serra atmosferici totali – per influenzare il clima; 2) nelle ere geologiche passate le variazioni di temperatura hanno preceduto, non seguito, e di molti secoli, le variazioni di CO2 in atmosfera; 3) c’è perfetta correlazione fra attività solare e variazioni di Caro Castriota, temo che le cose stiano un po’ peggio di come pensa lei. Nella prima riunione della commissione Jo Cox da lei stessa voluta, Laura Boldrini disse che il loro compito sarebbe stato anzitutto quello di «operare un’analisi delle forme, e sono tante, dell’intolleranza, dell’odio: xenofobia, antisemitismo, islamofobia, antigitanismo, sessismo, omofobia, transfobia, incitamento all’odio rivolto verso le persone anziane e verso le persone disabili». Nessun riferimento alla cristianofobia, fenomeno che evidentemente per la presidente della Camera non esiste. A parlarne in questa commissione è stato però uno degli esperti chiamati in audizione nella seduta del 4 luglio: Francesco Spano, direttore dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, creato all’interno del dipartimento per le Pari opportunità di Palazzo Chigi. Lo ha fatto per dire che «la aggressione cristianofobica nel nostro caso è tendente quasi allo zero» e che comunque, anche quando si verifi- Carlo Cerofolini e.mail INQUINAMENTO/2 Attendiamo il grande freddo È appena termineato il periodo del grande caldo, con le immancabili e allarmanti voci sul riscaldamento globale. Ora, inevitabilmente, dobbiamo attenderci il periodo del grande freddo, con le altrettanto immancabili voci sulla gla- ca, «l’attacco cristianofobico in Italia è un attacco anticlericale, quindi si aggredisce la gerarchia, il sistema». Non si tratta insomma di atti d’odio perpetrati da credenti di altre religioni, ma degli strascichi del conflitto secolare tra Stato e Chiesa. Lo stesso Spano, in quell’occasione, ha spiegato infatti che «il nostro Paese è storicamente schierato a Porta Pia; si può credere o non credere, ma non possiamo non dirci cristiani; si può credere o non credere, ma non possiamo non dirci anticlericali». Secondo lui, dunque, la cristianofobia è una questione tutta interna alla storia e alla società italiana. Inutile aggiungere che quando un immigrato profana i luoghi di culto cristiani, come ha fatto di recente un ghanese in quattro chiese romane, simili gesti vengono regolarmente catalogati come atti di vandalismo o opere di uno squilibrato; quando invece lo sfregio avviene ai danni di un musulmano o della sua religione, la matrice è sempre l’islamofobia. Ne parleremo spesso, temo. ciazione in arrivo. Una sofferenza. Daniela Signori e.mail KARDASHIAN voiamici della Roma e di qualche altra squadra rivelazione, arrendetevi e ammettetelo: la Juventus è uno schiacciasassi. Si attendono puntualizzazioni sui favori arbitrali inesistenti. Paolo Olindo e.mail Il dramma di Kim La onnipresente Kim Kardashian deve aver passato proprio brutti momenti a Parigi: aggredita e derubata di gioielli per milioni dieuro. Premettendo che nessuno ha il diritto di terrorizzare nessuno, questo episodio mi fa venire in mente le persone anziane che da noi vengono brutalizzate, picchiate, a volta uccise e derubate solo per pochi euro, e non verranno mai risarcite nemmeno dall’assicurazione. Fra i due casi io ci vedo una certa differenza. Nicoletta Piazzi e.mail CALCIO/1 Juve scacciasassi NORD: Brutto tempo fin dal mattino su Nordovest, Lombardia, Liguria e ovest Emilia con fenomeni in estensione entro sera anche al Triveneto. Temperature in calo, massime tra 13 e 17 gradi. CENTRO: Variabilità e qualche piovasco su Sardegna e regioni tirreniche, più diffuso la sera. Maggiori aperture sulle zone adriatiche. Temperature in calo, massime tra 17 e 22 gradi. SUD: Nubi e piogge in arrivo su Sicilia e Calabria, entro sera anche sulla Campania, più soleggiato altrove. Temperature in calo, massime tra 18 e 24 gradi. NORD: Al nord ovest nubi sparse con ampie schiarite. Al nord est nubi sparse con ampie schiarite in Romagna, nuvoloso con locali aperture sulle pianure emiliane, nubi sparse con ampie schiarite altrove. CENTRO: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite sulla dorsale toscana e sulla dorsale laziale, nubi sparse con ampie schiarite altrove. Sull'Adriatico nubi sparse con ampie schiarite sui litorali. SUD: Sul Tirreno coperto con pioggia debole sulle pianure, coperto con pioggia moderata altrove. Sull'Adriatico coperto con pioggia debole sul litorale adriatico. CALCIO/2 Regole per la Nazionale Ho seguito in tv un signore che ha detto una cosa molto intelligente. Si chiedeva perché in Nazionale devono giocare solo calciatori italiani mentre gli allenatori possono anche essere stranieri. Ovviamente, lo stesso vale anche per le Nazionali di tutti gli altri Paesi. Giusta osservazione: la Nazionale è la Nazionale. Se i calciatori devono appartenere alPaese della Nazionale,altrettanto deve valere per gli allenatori, altrimenti non si sa bene di che Nazionale si tratti. Nessuno ha risposto in tv al signore, ma le regole devono cambiare. Francesco Matera e.mail Amici napoletani, amici tifosi dell’Inter e del Milan, e anche NORD: Al nord ovest coperto con pioggia debole in riviera ligure, nuvoloso con locali aperture sulle pianure lombardo piemontesi. Al nord est coperto con pioggia debole sulla laguna veneta e sulle pianure venete. CENTRO: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite sulle pianure toscane e sulla dorsale toscana, nubi sparse con ampie schiarite altrove. Sull'Adriatico nubi sparse con ampie schiarite. SUD: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite. Sull'Adriatico sereno sul litorale adriatico e sul litorale ionico, nubi sparse con ampie schiarite altrove. Temperature previste oggi PUBBLICITÀ NAZIONALE Direzione Generale: Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano Tel. 02.3022 1/3837/3820 - Fax 02.30223214 e-mail: [email protected] Per le filiali di competenza territoriale: www. system24. ilsole24ore.com PUBBLICITÀ LOCALE Viale Milanofiori Strada 3, Palazzo B10 20090 Assago (Milano) Tel. 02. 57577.605/640 - [email protected] PUBBLICITÀ ONLINE Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano Tel. 02 30223003 - Fax 02 30223058 e-mail: [email protected] www. websystem. ilsole24ore . com Abbonamenti nazionali ● 12 mesi: 7 giorni ● 6 mesi: 7 giorni ● 3 mesi: 7 giorni ● 12 mesi: 6 giorni ● 6 mesi: 6 giorni ● 3 mesi: 6 giorni ● 12 mesi: 5 giorni ● 6 mesi: 5 giorni ● 3 mesi: 5 giorni .....................................€ 330 .....................................€ 175 .....................................€ 95 .....................................€ 290 .....................................€ 155 .....................................€ 85 .....................................€ 250 .....................................€ 130 .....................................€ 70 Il versamento dovrà essere intestato a: Editoriale Libero S.r.l. 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Majno, 42 20129 Milano CAGLIARI CAMPOBASSO FIRENZE GENOVA L'AQUILA MILANO 13 7 14 9 16 6 11 13 8 12 18 16 19 19 23 17 19 19 14 19 MIN MAX NAPOLI PALERMO PERUGIA POTENZA PRATO ROMA FIUMICINO TORINO TRENTO TRIESTE VENEZIA 16 19 12 10 11 14 10 7 14 9 21 24 15 17 19 19 17 20 17 17 In mostra a San Marino le bellezze dell’Italian Liberty Gli artisti romagnoli a confronto con l’elemento aria Ieri alle 19 presso Palazzo Graziani a San Marino si è inaugurata la mostra «Italian Liberty. Il sogno europeo della grande bellezza», a cura di Andrea Speziali, autore dell’omonima monografia (Cartacanta Editore). Fino al 30 novembre (ma chiusura 7-20 novembre) sono esposte le stampe delle 33 immagini vincitrici delle tre edizioni (2013-2015) del premio fotografico «Italian Liberty»: il Casinò di San Pellegrino Terme, il chiosco Ribaudo a Palermo, la Villa Ruggeri a Pesaro ecc. Nella IV edizione del progetto «Quando l’arte è F.A.T.A» (cioè fuoco, acqua, terra e aria) quest’anno tocca all’elemento aria. L’associazione «Artisti dovadolesi», presieduta da Serena Venturelli, ha invitato cinque artisti romagnoli - Ana Cecilia Hillar, Stefano Mazzotti, Stefano Mina, Paolo Poni e Massimo Pulini - che espongono prima a Dovadola, nelsettecentesco Oratorio di Sant’Antonio (fino al 16 ottobre) e poi a Forlì a Palazzo Albertini (dal 17 novembre al 1˚ dicembre). Raccolta del pensiero «ribelle» «Per essere attuale ripubblico i vecchi libri» Riuniti in un unico volume i saggi storico-filosofici di Massimo Fini. Che racconta la lezione di Nietzsche e delle Annales, il valore del dubbio sistematico e la fine dei No Global: «L’ultimo è stato il mullah Omar» ::: MISKA RUGGERI ■■■ Il tempo, si sa, è galantuomo e le «provocazioni» di Massimo Fini, a lungo considerato un’eccentrica Cassandra, sono diventate in buona parte realtà. Per capirlo basta sfogliare La modernità di un antimoderno. Tutto il pensiero di un ribelle (Marsilio, pp. 1.072, euro 24, con una presentazione del filosofo Salvatore Veca), che raduna ben sei saggi pubblicati dal 1985 fino al 2006: La Ragione aveva Torto? (1985), Elogio della guerra (1989), Il denaro. «Sterco del demonio» (1998), Il vizio oscuro dell’Occidente (2002), Sudditi (2004) e Il Ribelle. Dalla A alla Z (2006). Marsilio ti ha fatto una sorta di «Meridiano» in vita. Per essere un ribelle non ti mancano certo i fan... «Ci avevamo pensato già tre anni fa, ma poi mi è sembrata un’idea troppo mortuaria… Da ragazzo, di fronte a un cofanetto contenente l’opera omnia di Camus, ho pensato: “Un giorno anch’io vorrei avere una cosa del genere”. Il momento giusto è arrivato. Anche se adesso sono in crisi. E ora? Dopo questa raccolta non ci sarà nulla? Comunque, è la dimostrazione che il “Fini-pensiero” mantiene una sua validità a distanza di oltre 30 anni, che i miei saggi non erano instant-book. Questa raccolta è una sorta di messaggio in bottiglia rivolto verso il futuro.Certo,economicamente ne approfitterà mio figlio». Fino al 1985 sei stato “solo” un giornalista, poi, con La Ragione aveva Torto?, ti sei trasformato in autore di libri. Cosa ha determinato questa svolta? «Tutto è nato lentamente, ma la scintilla è stata un viaggio in Kenya e Tanzania alla fine degli anni Sessanta. Io, che ero ancora pregno della cultura illuminista, sono stato molto colpito dai Masai (di allora, oggi è cambiato tutto), fieri delle loro tradizioni. Bevevano sangue misto a latte, le madri prendevano a schiaffi le figlie se piangevano durante il parto, perché una donna Masai non deve mai versare lacrime... Poi, a Nairobi, ho visto i Kikuyu che si erano integrati e vivevano nelle bidonville, nel degrado più totale, ma con la pubblicità della Coca-Cola a far capolino tra le capanne. E mi sono chiesto: chi ha fatto la scelta migliore? Poi questa stessa domanda l’ho spostata all’Europa, all’Ancien Régime e al mondo nato dopo la Rivoluzione industriale, per scoprire che “si stava meglio quando si stava peggio”». Quanto ti è servita l’esperienza da inviato? Massimo Fini nel salotto di casa «Tanto, soprattutto per lo stile, che vuole essere appunto giornalistico, appetibile e comprensibile a tutti. Non potendo più, per motivi fisici, viaggiare nello spazio, ho iniziato a viaggiare nel tempo». I critici del mondo moderno, da De Maistre a Guénon ed Evola, non mancano di certo. Chi ti ha più influenzato? «Nessuno di loro, perché io ho sempre un approccio illuminista, porto dati, numeri, fatti concreti a sostegno delle mie tesi, non intuizioniesoteriche o nostalgie di civiltà iperboree. Fondamentale è stata la lettura di Nietzsche, anche se poi l’ho declinato a modo mio». Tra le tue fonti ci sono molti storici, specie i francesi della Scuola delle Annales: Bloch, Braudel, Soboul... «Sì, è essenziale la storia della mentalità. In discussione va messa la questione esistenziale, non i progressi materiali, che sono ovvi. Nei secoli dell’Ancien Régime c’era più armonia, un equilibrio maggiore. Oggi, raggiunto un obiettivo, ne appare subito un altro, è tutto un inseguimento che non ha mai fine. Pensa che anche Montezemolo mi ha chiamato per complimentarsi dopo aver letto Il vizio oscuro dell’Occidente: questo folle sistema attuale riesce a fare star male persino chi sta bene... La vera tragedia è stata la rivoluzione del tempo, da circolare a lineare. Così la storia ora assomiglia a un treno in corsa verso il baratro». Nella prefazione Veca sostiene che il naufragio è certo possibile, ma non inevitabile come sostieni tu. «Anche io ho dubbi, ci mancherebbe. Se in autostrada mi vengono tutti addosso, anche a me viene il pensiero di essere io contromano... Delresto, l’Illuminismo insegna il dubbio sistematico, specie su se stessi. Il problema è che oggi l’Occidente ha dimenticato questo insegnamento, non si fa più autocritica. Dobbiamo recuperare i fondamenti della cultura greca, per esempio il senso del limite, mica ritornare alle caverne. Prendi il settore digitale, che va per la maggiore: oggi negli Usa a 40 anni sei già vecchio, da buttare. Così si accelera verso il collasso... Ma la vera questione è come viviamo nel frattempo». Tecnologia più economia uguale disastro. «Il pericolo più grave che ci sovrasta non è l’Isis, ma la scienza tecnologicamente applicata. Già i Greci avevano capito che andare a manipolare la natura è un rischio. Per questo molte loro conoscenze sono rimaste teoriche, senza applicazioni pratiche». Però su Internet sei troppo morbido, la radice del male è “ LA GUERRA ■ Alle nostre generazioni è mancata la guerra. Oggi è solo un videogame virtuale. Che epica c’è nel guidare un drone da migliaia di km di distanza? È uno scontro macchine versus uomini. E io sto sempre con gli uomini, indipendentemente da ogni ideologia lì... «Il Ribelle, l’ultimo libro in ordine cronologico di questa raccolta, è del 2006. Allora Internet non era così invasivo, non c’erano i social, algoritmi diabolici da Grande Fratello... Ora il meccanismo è sfuggito del tutto dalle nostre mani, ma soprattutto non abbiamo più un pensiero che orienti la politica: l’ultimo grande filosofo è stato Heidegger che ha posto la questione fondamentale della tecnica, poi più nulla. Ogni tanto arriva un ca- so che fa accendere i riflettori, come la ragazza napoletana suicida, ma ci si concentra sui dettagli, ignorando il problema complessivo». Nel 2003 ti vantavi di essere stato un antesignano del movimento No Global. Ma che fine hanno fatto i No Global? Spariti. «Sono diventati New Global, non esiste più una contrapposizione frontale. L’ultimo vero No Global è stato il mullah Omar, lui sì che voleva davvero un altro mondo. Qualcosa resiste nei 5 Stelle, per esempio l’idea che il tempo ha più valore del lavoro, ma è poca cosa. Il sistema è talmente forte che ingloba tutto. Del resto, anche il desiderio di spiritualità è confluito nelle stronzate New Age...». Nella quarta di copertina si legge: «Ritorno al passato, un pensiero che va oltre la destra e la sinistra». Ma l’antiprogressismo è di destra! «Non sono d’accordo. Certo, non è di sinistra. Però bisogna uscire da queste vecchie categorie. In fondo, anche una parte della destra, i liberal-liberisti, è progressista. Oggi essere reazionari non vuol necessariamente dire essere di destra. Io non sono certo vicino a De Maistre, nei miei libri non si trova una parola su Dio, non ci sono accenti religiosi,anche se la spiritualità fa parte della natura umana ed è stata castrata. Se riteniamo, con Hegel, che tutto il reale è razionale, allora tanto vale chiudere subito il discorso. Il torto della Ragione è di essere diventata una religione atea. E l’attuale Francia ne rappresenta un chiaro esempio». Qual è il tuo libro a cui sei più legato? «Il primo. Anche se contiene alcune ingenuità, visto che l’ho scritto quando ero giovane, è la madre di tutti gli altri. I “finiani” di stretta osservanza sostengono che il migliore sia Il Ribelle; io concordo sul fatto che sia il più maturo». Io, biografia di Nietzsche a parte, voto l’Elogio della guerra. «È molto amato dai giovani, non so perché. Come lo spieghi?». Più passa il tempo, più si passa dagli aerei della Grande Guerra ai droni, e più diventa attuale... «Alle nostre generazioni è mancata la guerra. Nietzsche diceva che ogni malattia che non uccide il malato è feconda... Oggi la guerra è un videogame virtuale, che epica c’è a guidare un drone da migliaia di km di distanza? È uno scontro macchine versus uomini. E io sto sempre al fianco degli uomini. Indipendentemente da ogni ideologia». © RIPRODUZIONE RISERVATA 25 CULTURA Favara sesta al mondo «Farm culturalpark» L’arte contemporanea trascina il turismo __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ All’inizio, nel gennaio 2010, quando il crollo di una palazzina fatiscente uccise due sorelline, era solo l’idea visionaria di un notaio, Andrea Bartoli, e di un avvocato, sua moglie Florinda Saieva, ma ora è diventata una delle principali mete al mondo per gli amanti dell’arte contemporanea. Stiamo parlando di «Farm cultural park», a Favara (in provincia di Agrigento): una realtà che in pochi anni è riuscita a trasformare il tessuto urbano del paese, al punto che nell'estate scorsa è stato registrato il primato di 75mila turisti. Si tratta di un parco urbano che sorge in un ambiente composto da sette piccoli cortili, ciascuno dei quali con antichi edifici ristrutturati. Il luogo è una fucina per l’architettura e l’arte e ospita tutto l’anno artisti provenienti da ogni parte del mondo. Tanto che è stato già ospite per due volte del Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia. E così, se fino a non molto tempo fa a Favara c’erano soltanto pochi bar e qualche circo- «TEMPO DI LIBRI» lo ricreativo, adesso Purple Travel ha collocato il «Farm cultural park» al sesto posto al mondo come meta turistica dell’arte contemporanea, preceduto solo da Firenze, Parigi, Bilbao, dalle isole greche e da New York. «L’arte e la cultura», spiega Bartoli, «per noi sono strumenti nobili per ridare dignità e una dimensione di futuro a Favara. L’idea di una coppia di giovani professionisti è oggi diventata il sogno di un’intera comunità». ALBERTO SAMONÀ ::: Pillole distoria Il russo ateo e violento convertito dallo sguardo di una ragazza picchiata ::: SERGIO DE BENEDETTI Il Salone di Milano e degli editori lascia fuori politica e scandali Presentata la manifestazione voluta dall’Aie: a Rho Fiera dal 19 al 23 aprile, sarà interattiva e con programmi speciali per i più piccoli e gli addetti ai lavori ::: ALVISE LOSI MILANO ■■■ L’appuntamento è fissato dal 19 al 23 aprile del 2017, solo dieci giorni dopo la chiusura del Salone del Mobile. Giusto il tempo di cambiare gli allestimenti a Rho Fiera e a Milano prenderà vita Tempo di Libri, la prima edizione della manifestazione voluta dall’Associazione italiana editori. Un evento che probabilmente segnerà la fine del Salone del Libro in salsa piemontese, se non altro per come è stato finora, dopo una battaglia che si è consumata da febbraio e che dopo mesi ancora non vede un vincitore. Ma che certamente decreta uno sconfitto: la Fondazione per il Libro, partecipata di Comune di Torino e Regione Piemonte. Gli editori, stanchi di «non contare nulla», hanno deciso di andarsene e, come fa notare uno di loro, «non puoi fare una fiera del libro senza gli editori».Colpa, secondo Aie, della mala gestione che stava dietro al Salone. E che non tutto a Torino, quantomeno in passato, sia andato per il verso giusto non lo dicono solo gli editori. Pure la magistratura vuole vederci più chiaro e, dopo i quattro arresti di metà luglio tra i vertici di Lingotto Fiere e di Fondazione per il Libro, ha messo ora sotto indagine per turbativa d’asta Roberto Moisio, vicepresidente del Salone del Libro (mentre è di ieri la notizia dei domiciliari concessi a Giuliano Soria, ex patron del Grinzane Cavour). Anche a questo si riferiscono le parole dette a Milano a margine della presentazione della kermesse da uno dei membri del consiglio di amministrazione di Aie, che preferisce re- stare anonimo: «A Torino dovevamo avere a che fare con scelte politiche senza essere neppure ascoltati. Persino nelle ultime settimane, con il tentativo del ministro Dario Franceschini di trovare un punto d’incontro, Torino ha alzato un muro rifiutando qualunque nostra proposta. A Milano, invece, siamo noi a stabilire cosa fare, e la politica ci supporta senza dare ordini. Sono due modalità di lavorare completamente all’opposto». Non a caso Aie sottolinea che le princi- Il logo della nuova manifestazione milanese pali manifestazioni dedicate all’editoria a livello europeo sono gestite direttamente dagli editori o dagli enti fieristici. «La leadership di Francoforte è irraggiungibile», ammettono, «ma l’obiettivo è diventare la seconda manifestazione continentale». Poi certo non guasterebbero gli interessi economici, derivanti dalla «maggiore internazionalizzazione di una città come Milano, ma soprattutto dalla possibilità di lavorare su un progetto che abbia un respiro nazionale, perché il nostro interesse è par- tire da qui per diffondere in tutta Italia il libro e la lettura come strumenti fondanti della nostra cultura». È una grande scommessa, ammettono gli editori, che però si basa su decisioni autonome. «A Torino ogni nostra proposta veniva bocciata, persino l’idea di dedicare uno spazio fisico all’interno della Fiera a una biblioteca, dove i visitatori e i lettori potessero anche tesserarsi», conclude l’editore. Proprio questo è uno degli spunti lanciati da Renata Gorgani, presidente de La Fabbrica del Libro, la newco fondata da Aie e Fiera Milano, che si trova ora a dover costruire il programma di quello che può essere definito l’anno zero per Tempo di Libri.Gorgani sarà affiancata da Pierdomenico Baccalario, che si occuperà del programma 0-18, dedicato ai lettori più piccoli («il futuro dei libri»), da Chiara Valerio, responsabile del programma generale, e da Giovanni Peresson per quanto riguarda il programma dedicato ai professionisti del settore. E non è un caso, sottolinea Gorgani, che la scelta sia ricaduta proprio su due autori giovani con uno sguardo particolarmente attento alle nuove generazioni, mentre il nome del responsabile della parte digitale sarà svelato nelle prossime settimane. L’obiettivo, dicono gli organizzatori, è dare vita a una fiera aperta, dinamica, interattiva e plurale. «Vogliamo rivolgerci ai lettori, ma soprattutto ai non lettori, perché il nostro è sì un progetto imprenditoriale, ma anche e soprattutto culturale», ha sottolineato Federico Motta, presidente di Aie. © RIPRODUZIONE RISERVATA ■■■ Sergei Kourdakov nacque a Novosibirsk Oblast, Siberia occidentale, il 1˚ marzo 1951. Il padre, Nikolai Ivanovich, era stato un soldato dell’Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale. Con l’avvento di Nikita Kruscev e la condanna dello stalinismo (febbraio 1956), Nikolai scomparve insieme a tanti altri seguaci diStalin e di lui non se ne seppe più nulla. Rimasto solo con la madre Svetlana e con un fratello, Andrei, ricoverato in un istituto per malattie mentali, Sergei alla fine del 1956 perse anche la mamma, si disse per problemi d’alcool peraltro mai chiariti.Collocato per imposizione presso una famiglia imparentata con il padre, dalla sua autobiografia apprendiamo che Sergei preferì trasferirsi spontaneamente in un orfanotrofio «per avere a che fare con bambini della mia età e non con grandi pieni solo di odio». Presso l'istituto di Novosibirsk fino al 1961, per tre anni cambiò residenza entrando a far parte di una organizzazione denominata «Octobrian», dove ai bambini venivano inculcati i dettami del più duro comunismo, fatto solo di cose reali e, soprattutto, di ateismo estremo. «Giovane Pioniere» a 13 anni in un orfanotrofio di Verkh-Irmen, località a 60 km dalla capitale, a 15 Sergei tornò a Novosibirsk per entrare in un’organizzazione destinata a creare terrore in tutti quei luoghi dove ancora si esercitavano pratiche religiose. Ovunque si sapesse di una cerimonia liturgica in corso, l’organizzazione entrava in azione all’improvviso, picchiando tutti i presenti, distruggendo suppellettili e immagini votive, disperdendo e bruciando quanto fosse rimasto. In questo clima, non mancava ovviamente il ferimento delle persone presenti, quando non addirittura l’uccisione. Presto Sergei divenne un leader dell’organizzazione e sempre dalla autobiografia apprendiamo che fece circa 150 incursioni punitive con un numero impressionante di morti e feriti. Nel 1968, durante una di queste spedizioni, Sergei incontra una ragazza, Natasha Zhdanova, che viene come tutti ripetutamente picchiata fino a svenire. La luce negli occhi di questa fanciulla colpisce profondamente il giovane (che, non dimentichiamolo, ha solo 17 anni), ma poi tutto sembra rientrare nella norma. Natasha però è presente durante un altro raid, ancora convalescente dalle percosse precedenti, ma con la stessa determinazione negli occhi. Sergei stavolta le si avvicina, la strattona, le chiede perché in nome di un Dio che non esiste si lasci picchiare senza lamentarsi e minaccia di violentarla. Ma Natasha non retrocede di un millimetro. Infuriato come non mai, le strappa di mano una Bibbia e va via. Non sappiamo dove sia finita Natasha, ma per lui sarà un cambiamento radicale. Agente del Kgb a 20 anni, parte per il servizio militare e si imbarca a bordo di un sommergibile. Raggiunto il Canada per partecipare a manovre militari congiunte, a Vancouver chiede asilo politico e siconverte al Cristianesimo evangelico. Nel giugno 1972 viene affrontato all’uscita della metropolitana di Toronto da tre personaggi che in perfetto russo gli raccomandano di «rigare dritto». Si trasferisce allora a Los Angeles dove il1˚gennaio 1973 viene trovato morto,ufficialmente suicida. Il suo libro autobiografico uscito postumo nel novembre dello stesso anno, è intitolato Forgive Me, Natasha. Cioè: Perdonami. © RIPRODUZIONE RISERVATA 26 SPETTACOLI __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ Sabato su Raiuno l’appuntamento con «La mia danza libera» MA CHE BOLLE... L’étoile: «Con me balleranno Elio e Jovanotti. Sarò Pippo Baudo per una sera» ::: FABRIZIA MIRABELLA ■■■ Il portamento da far andare in brodo di giuggiole qualsiasi fisiatra unito al proverbiale sorriso smagliante, Roberto Bolle, re della danza, étoile dei due mondi, ha deciso di rendere partecipi gli italiani tutti della sua arte.Attraverso iltubo catodico, il primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano e dell’American Ballet di New York sarà infatti protagonista, sabato 8 ottobre,della prima serata di Raiuno. «La mia danza libera è un programma di dance-tainment,ma c’è dipiù.C’è la cultura, l’arte, l’eccellenza italiana del balletto che ha il potere di toccare le corde dell’immaginario dello spettatore», chiosa il direttore Rai Antonio Campo Dall’Orto, «Quest’evento è speciale proprio come la persona a cui è dedicato: Roberto riesce a infondere una luce particolare in tutto ciò che lo circonda». Roberto Bolle - La mia danza libera, prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi Multimedia, è uno spettacolo unico, in onda sabato nel prime time del primo canale della rete ammiraglia. A far da scenografia, attiva, della serata il Teatro Franco Parenti di Milano, dove l’étoile e i suoi ospiti, anch’essi stellati, intraprenderanno un viaggio tra palchi, labirintici corridoi e le acque di una piscina dove saranno puntate le luci d’inizio. Dove Roberto muoverà il primo passo che aprirà il suo show. «Mai avrei immaginato di prendere il posto di Pippo Baudo per un programma tutto mio in Rai!», scherza, «anzi, a dirla tutta, forse Baudo ha inventato anche me. A 19 anni mi premiò durante un concorso in Sicilia». «La mia danza libera rappresenta un’opportunità unica e storica di portare la mia arte in tv. Una sfida sia per me che per la Rete, vista la faticosa immediatezza nel tradurre la poesia del teatro in linguaggio televisivo. E credo di esserci riuscito», continua Roberto, «Dall’amo- La rivincita degli ex Da stasera su Mtv Parte stasera, alle 22.50 su Mtv (in esclusiva su Sky al canale 133), la quinta stagione di Ex on the beach: la rivincita degli ex. Nello sfacciato dating show, otto single devono fare i conti con il passato e con ex fiamme pronte a rovinargli le vacanze, sullo sfondo di spiagge paradisiache. Lo show è tutto girato in Thailandia. Van Sant a Torino: «Presto una serie tv» Roberto Bolle e Paola Cortellesi duettano nel programma «La mia danza libera», in onda sabato sera su Raiuno re alla follia, mescolando gli stili più vari, dal Lago dei Cigni a Romeo e Giulietta alle opere più contemporanee, porterò in scena quella che per me è la grande bellezza». Durante questo viaggio, Francesco Pannofino, un po’ Virgilio un po’ Caronte, terrà le fila della serata e traghetterà tanto Roberto quanto glispettatori nel mirabolante universo dei Grand Jetè che, di tanto in tanto, faranno spazio alle gag e ai momenti-intervista in cui il ballerino racconterà di sé. Ad affiancare il doppiatore, cinico e cattivello, un’elegantissima Beatrice, l’attrice Luisa Ranieri «la mia complice, la mia gran- de amica che ha il potere di farmi sentire a casa ovunque», si e ci rincuora Bolle. E poi c’è Virginia Raffaele, compagna sanremese «dalla quale non mi stacco più. Nessuno mi diverte come lei! E diverte persino la sua amatissima “imitata” Carla Fracci». Anche la Signora della danza sarà, DOMANI A MILANO Sokurov debutta a teatro: «Poi farò un film in Italia» Andrà in scena in prima mondiale assoluta «GO.GO.GO», lo spettacolo che segna l’esordio teatrale del grande regista russo Aleksandr Sokurov, che ha scelto, per il suo debutto sul palcoscenico, di ispirarsi liberamente a «Marmi» e ad altri testi di Iosif Brodskij. «GO.GO.GO» sarà in scena al Teatro dell'Arte da domani e fino al 30 ottobre. Lo spettacolo sarà poi al Teatro Verdi di Pordenone il 3 e 4 novembre. La messa in scena è stata presentata ieri a Milano proprio dal regista russo. Sokurov ha anche annunciato di voler girare il suo prossimo film in Italia: «Se le questioni di carattere economico si appianeranno, non escludo il progetto di realizzare un film in Italia». Leone d’oro a Venezia con «Faust» nel 2011, il regista ha spiegato di avere al momento «diverse idee, una delle quali è proprio il Vaticano». Tuttavia, ha precisato, «ho dei dubbi che il Vaticano possa acconsentire, perché si tratta di un film che racconterebbe le storie delle alte gerarchie ecclesiastiche e che impatterebbe sulla suscettibilità dei cattolici di tutto il mondo, toccando concetti e valori molto profondi». infatti, in prima linea durante l’evento, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 80 anni. Gli incontri del nostro Dante non si fermano qui,tanti saranno i prestigiosi ospiti del mondo del cinema e dello spettacolo che calcheranno il palco del teatro insieme a lui. Il musicista israeliano Asaf Avidan, Stefano Bollani, Elio. E ancora, Jovanotti, Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, dicuiBolle confessa: «Era terrorizzata dall’idea di dover ballare con me. È bravissima, ma per un attimo ho come temuto che volesse scappare!» I puristi de la danse, vedendo il pupillo dei palchi più prestigiosi al mondo volteggiare stavolta incastrato dentro il piccolo schermo «storceranno sicuramente il naso», conferma lo stesso Roberto. Se esiste la possibilità che l’étoile deidue mondi bissil’appuntamento? Agli ascolti di sabato prossimo l’ardua sentenza... © RIPRODUZIONE RISERVATA Luca Guadagnino annuncia il remake per il 2017 «Rifaccio Suspiria di Argento, ma Dario non è d’accordo» ::: CLAUDIA CASIRAGHI ■■■ Tilda Swinton, Dakota Johnson, Mia Goth, Chloe Grace Moretz. Pareva destinata a rimanere la fantasticheria di un regista visionario. Invece, la pellicola vagheggiata da Luca Guadagnino (autore di Melissa P. e A bigger Spalsh) è ormai prossima alla realtà. Suspiria, remake del film omonimo diretto da Dario Argento sul finire degli anni Settanta, ha preso concretezza, entrando in una fase di sviluppo tanto accelerata da lasciar presagire un debutto nel 2017. Il cast, cui da ultima si è aggiunta la Moretz, giovanissima attrice statunitense, è poco distante dall’essere completo. La produzione è decisa e cosìla trama, che poco vuole attener- si all’originale. Guadagnino, le cui volontà sono state oggetto di polemiche social, ha dichiarato alla rivista Empire di non avere alcuna intenzione di riproporre al pubblico quel che Argento ha ordito tempo fa. «Suspiria ha avuto grande impatto sulla mia crescita. L’ho visto che avevo 14 anni e credo mi abbia cambiato per sempre. A lungo, sono stato ossessionato da Dario Argento», ha spiegato il regista italiano alla stampa estera, prendendo le dovute distanze da un’opera che pare giudicare anacronistica. «Il film», ha aggiunto, «È forse figlio dei suoi tempi. È molto delicato, quasi infantile». Certo lontano da quel che Guadagnino ha in serbo. «Ho un forte interesse per la lettera- tura e il cinema tedeschi. Penso, dunque, che il mio Suspiria dovrà concentrarsi sul 1977, momento storico in cui nella Germania divisa si levava la voce di una generazione nuova, determinata a riconoscere le responsabilità dei propri padri». Di Friburgo, con quella sua accademia popolata di streghe,non ci sarà alcuna traccia. La pellicola, infatti, è stata pensata così da poter essere ambientata nella Berlino di fine anni Settanta ed incentrata «sul concetto di maternità e la sua forza intransigente». Il padre di «Suspiria», il regista Dario Argento, interrogato in merito alla bontà di un progetto tanto avventato, non è sembrato entusiasta. «Da regista», ha detto, «non si è mai con- Jessica Harper nel Suspiria di Argento tenti di veder riadattati i propri lavori. Il rifacimento di opere, che sono frutto di epoche passate e inclinazioni scomparse, non ha alcun senso sostanziale. Solo, commerciale». © RIPRODUZIONE RISERVATA Una miniserie Abc in uscita in inverno sulla vita di 3 attivisti omosessuali, «sempre che Trump, se vince le elezioni, non la blocchi», e un film sul fumettista disabile John Callahan. Questi i progetti di Gus Van Sant, tra i più grandi registi indipendenti contemporanei, ospite ieri a Torino in occasione della mostra a lui dedicata dal Museo del Cinema. È morto Temperton l’autore di «Thriller» È morto il cantautore compositore, produttore discografico e musicista inglese Rod Temperton, noto per essere l’autore di «Thriller» di Michael Jackson. A renderlo noto è stato, ieri, il presidente dell’editrice musicale Warner/Chappell, Jon Platt, specificando che Temperton è morto la settimana scorsa a Londra, all’età di 66 anni, dopo «una breve battaglia contro un cancro aggressivo». Per Jackson, Temperton ha firmato anche, fra le altre, «Rock With You» e «Off The Wall». Il 14 ottobre esce l’album di Emis Killa Esce venerdì 14 ottobre il nuovo album di Emis Killa (nome d’arte di Emiliano Giambelli), titolo «Terza stagione» (etichetta Carosello Records). L’artista torna così sulle scene con un disco di puro rap senza filtri, com’è nel suo stile. L’album vede la partecipazione di diversi artisti dell’area rap e non solo, come Neffa, Maruego, Fabri Fibra, Jake La Furia, Coez e Giso e Jamil. Intanto, a una settimana dall’uscita, il video del brano «Dal Basso», disponibile su tutte le piattaforme digitali e streaming, ha quasi raggiunto un milione di visioni. 27 SPETTACOLI __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ cinema ::: Criticando di GIACOMO FERRARI Inutile negarlo, il cinema attuale vale solo due stellette ■■■ Vari lettori (e qualche collega) ci domandano periodica- mente perché su questa pagina le classificazioni dei film (stellette, palline, asterischi o come diavolo volete chiamarli) variano da due (leggi discreto) a tre (buono). Mai quattro (cioè ottimo), mai uno (cioè brutto). Risposta. Perché gli ottimi arrivano raramente e i brutti mai. Quando iniziammo questo mestiere (circa un secolo fa) le categorie erano ampiamente rappresentate. A ogni stagione ci arrivavano Fellini, Godard, Kubrick o Lean. E dilagavano i bruttissimi (gli erotici, i western fatti coi piedi). Per distinguere il brutto dall’orrido, un grande direttore Nino Nutrizio ci spronò a mettere in pagina la sigla N.M.R. (non meritevole di recensio- ne). Oggi non potremmo nemmeno sotto minaccia di licenziamento. Perché la bruttezza, anzil’insufficienza sono state abolite. Non per le leggi del buon gusto, ma per quelle del mercato. Oggi mandare un film in sala costa, e parecchio, in pubblicità. Se i distributori capiscono che un film non funziona lo sbattono dritto sull’homevideo. Può capitare a chiunque. I divi più famosi (Nicolas Cage, Scarlett Johansson) hanno tutti tre o quattro film «bocciati» sulla loro fedina. Il mercato certo non boccia i grandi film. Peccato che non ce ne siano. I super di una volta sono morti tutti senza eredi. In ogni Paese. Anche i grandi di sempre, gli americani, stanno morendo a colpi di remake. © RIPRODUZIONE RISERVATA Da vedere Da evitare Pets Vita da animali La verità sta in cielo Regia: Chris Renaud, Yarrow Cheney Cast: personaggi animati Genere: cartone Durata: ore 1.30 Regia: Roberto Faenza Cast: Riccardo Scamarcio, Valentina Lodovini Genere: drammatico Durata: ore 1.34 LA TRAMA Max è un LA TRAMA Quello del rapimento di Emanuela Orlandi, quindicenne romana, sequestrata (e mai più ritrovata) nel giugno 1983, è uno dei misteri d’Italia mai chiariti. Roberto Faenza ha provato a vederci chiaro seguendo una pista più fantapolitica che credibile. Troppo affollata la lista dei suoi sospetti. Dalla banda della Magliana ai poteri oscuri in Vaticano a (c’era già) mafia capitale. SPIACERÀ Come succede ogni volta che Roberto Faenza non azzecca la chiave di lettura di una storia. Qui ha messo mano a un «cold case», seguendo fin troppo la traccia delle inchieste sui giornali dell’epoca. Tante inchieste, troppi rivoli narrativi senza sbocco. ●●● simpatico cagnolino, il cocco della sua padrona. Che si fida di lui (può lasciarlo solo in casa senza che compia disastri). Stavolta però lo molla in cattiva compagnia. Duke un cagnone più grosso e peloso, lo sottopone a ogni sorta diprepotenze.Per giunta a rendere ulteriormente poco confortevole il soggiorno di Max, un terribile coniglietto gli porta in casa i randagi della zona. PIACERÀ Anche ai babbi degli under 10. Per i quali per una volta la visione di un cartone sarà un piacere, e non un dovere verso i pargoli. Perché i primi20 minuti sono una mitragliata di gag sparati implacabilmente come neanche le comiche di Charlot. Mine Regia: Fabio Guaglione, Fabio Resinaro Cast: Armie Hammer, Annabelle Wallis, Tom Cullen Genere: thriller Durata: ore 1.46 ●●● LA TRAMA Un soldato americano nel deserto. Di ritorno da una missione (è uno sniper, un cecchino) entra in un campo minato e mette il piede su una mina. Se la schiaccia esplode, se alza il piede, pure.I soccorsi,purtroppo non arriveranno prima di due giorni. Sarà lunga (non può dormire, né scappare quando arrivano le bestie feroci). PIACERÀ A chiama certe immobilità (cioè rimanere incollato al sedile, quando la tensione è tale che non ti permette di andare a vuotare la vescica). Diretto da due italiani, prodotto da Peter Safran (Buried), Mine mantiene quelche promette (tanta suspense). E lo fa senza barare (molti flashback, però mai gratuiti). ●● Dylan O’ Brien e Mark Wahlberg in una scena di «Deepwater - Inferno sull'Oceano», pellicola di Peter Berg da oggi in sala CINEPRIME/«Deepwater - Inferno sull’Oceano» PROFONDO NERO Il rogo della torre petrolifera nel Golfo del Messico del 2010 raccontato in uno dei migliori film catastrofici di sempre ::: GIORGIO CARBONE ■■■ Deepwater Horizon. Un nome che putroppo non è nuovo, anzi da sei anni tristemente famoso come il più grave disastro ambientale della storia. Il 20 aprile del 2010 nel Golfo del Messico andò a fuoco la Deepwater Horizon, una trivellatrice dipetrolio collocata in acque profondissime al largo delle coste della Louisiana. Il problema non fu solo l’incendio che uccise 11 tra gli operai della piattaforma, ma una fuoriuscita di greggio che si rovesciò sul fondo marino. Cinquantamila barili di oro nero ammorbarono quel pezzo d’oceano e ci vollero almeno tre mesi per riportare le acque non dico alla normalità ma almeno a scongiurare immediati pericoli. Di chila colpa a quella botta terribile all’ecosistema? Un interrogativo che a sei anni di distanza non ha ancora trovato una decisa risposta (anche se il film affaccia l’ipotesi che l’esplosione sia stata causata da un’accelerazione dei ritmi di lavorazione. Il film. Figuriamoci se il cinema trascurava a lungo la Deepwater e se il disastro del 2010 non serviva da pretesto per un catastrofico con molti botti e meraviglie di coraggio e abnegazione. E il film questo dà. Lo spettacolo delle fiamme e l’odissea dei 126 uomini che quel giorno fatale si trovavano a bordo della Deepawater. Il personaggio principale è Mike Williams (lo interpreta Mark Wahlberg, specializzato in personaggi di eroi per forza). Williams all’inizio non ha nulla dell’eroe. È un tecnico dei computer, un padre di famiglia che sta facendo il conto alla rovescia sui conti che mancano alla fine del suo turno su quel torracchione in mezzo al mare e non sospetta nemmeno lontanamente che iltorracchione da un momento all’altro possa trasformarsi in un gigantesco rogo. Dell’eroe deidisaster movie gli manca oltretutto la preveggenza (di solito, il protagonista capisce tutto, ma all’inizio nessuno gli dà retta). Williams non prevede. La Transocean l’ha messo lì perché è un genio dell’elettronica e lui da genio è sicurissimo che il sistema può scongiurare qualsiasi esplosione. E invece la Deepwater esplode. E dopo l’esplosione le fiamme. Williams e compagni cercano di domarle ma è tutto inutile. E allora il problema è salvare la pelle. E non è facile anche se i 126 son tutti tipi tosti (e brave persone, per una volta in un disaster movie non ci sono vigliacchi né carogne). PIACERÀ Anche a chinon è un ammiratore del regista Peter Berg. Per molti critici con la puzzetta al naso, Berg è solo un regista fracassone, della confraternita di Roland Emmerich (In- Deepwater - Inferno sull’Oceano REGIA Peter Berg CAST Mark Wahlberg, Kate Hudson, John Malkovich GENERE azione DURATA ore 1.37 VOTO ● ● ● dependence Day) e Michael Bay (Transformers). Buoni a inscenare battaglie e sommovimenti tellurici, ma spesso deficitari nel disegno dei personaggi (il che non ha impedito ai film di Peter, da Battleship a Sole Survivor) di volare puntualmente al botteghino). Be’ stavolta è il caso di dire che il suo lavoro è più che rispettabile. D’accordo, una buona fetta del merito è della sceneggiatura di Sand e Carnahan (però il discorso vale per tutti,nessun regista può fare miracoli se non ha alle spalle uno script come si deve). Barston e Lehman per Deepwater non solo dimostrano di saper scrivere per il cinema (organizzando sagacemente i colpi di scena e mettendo in scena characters non banali) ma si sono dimostrati persone serie. Prendendo come base un instant book di David Barstow sull’avvenimento, hanno raccontato il disastro senza retorica, senza ruffianeria (e senza illazioni gratuite, come spesso succede nei film che delle tragedie cercano ad ogni costo il responsabile). © RIPRODUZIONE RISERVATA Il sogno di Francesco Regia: Renaud Fely, Arnaud Louvet Cast: Elio Germano, Alba Rohrwacher Genere: biografico Durata: ore 1.28 ●● LA TRAMA. 1223. Fran- cesco d’Assisi non è ancora santo e anzi è decisamente antipatico a Papa Innocenzo III che non vuole riconoscere il suo ordine. L’amico Elia da Cortona cerca diriavvicinare i due uomini. Ma non è facile venire a capo dell’intransigenza del frate e della miopia politica del pontefice. SPIACERÀ A chi magari si aspettava una versione più intrigante della vita del Santo (lontana dalle interpretazioni togate e da quella oleografica di Zeffirelli). Ma i due registi francesi sembrano partiti dalle peggiori intenzioni: omaggiare l’attuale pontefice e la memoria di Roberto Rossellini(che sulpersonaggio fece uno dei suoi film più narrativamente faticosi). 28 __Giovedì 6 ottobre 2016__ PALINSESTI __Giovedì 6 ottobre 2016__ RAI UNO RAI DUE RAI TRE CANALE 5 ITALIA UNO RETE QUATTRO LA 7 6.00 6.30 8.30 10.10 10.30 10.35 10.45 10.55 11.00 8.00 10.00 11.00 11.10 8.00 8.45 8.30 Supercar 10.30 Person of Interest 12.25 Studio Aperto Meteo.it 13.00 Grande Fratello VIP. 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Regia di Michael Tiddes. 2.15 Studio Aperto - La Giornata 8.30 9.30 7.55 9.40 6.45 10.00 11.05 11.50 13.30 14.00 15.15 16.30 16.40 16.50 18.45 20.00 20.30 23.05 0.30 1.05 1.35 RaiNews24 TG1 - Previsioni sulla viabilità CCISS Viaggiare informati Unomattina. Condotto da Francesca Fialdini e Franco Di Mare Storie Vere Tempo & Denaro. Condotto da Elisa Isoardi La prova del cuoco. Condotto da Antonella Clerici TG1 La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni e Cristina Parodi Torto o ragione? Il verdetto finale “La doppia verità”. Condotto da Monica Leofreddi TG1 TG1 Economia - Che tempo fa La vita in diretta L’eredità. Condotto da Fabrizio Frizzi TG1 Calcio, World Cup 2018 European Qualifiers Da Torino Italia Spagna (Diretta) Petrolio “Mamma mia”. Condotto da Duilio Giammaria TG1 Notte - Che tempo fa Sottovoce Una Notte con il Cinema italiano Il venditore di palloncini (Drammatico, 1975) con Cyril Cusack, Lee J. Cobb, James Whitmore. Regia di Mario Gariazzo. 13.00 13.30 13.50 14.00 16.30 17.10 18.00 18.10 18.15 18.30 18.50 19.40 20.30 21.10 22.50 1.00 1.30 3.00 3.45 Homicide Hills TG2 Mizar TG2 Achab Libri TG2 Eat Parade TG2 Medicina 33 TG2 Flash I Fatti Vostri “Tornano le lezioni d’inglese” TG2 Giorno TG2 Tutto il bello che c’è Estate TG2 Medicina 33 Detto fatto “Ospite Micheligna”. Condotto da Caterina Balivo The Good Wife “Arringa finale” con Julianna Margulies Prima tv Madam Secretary “Persuasione” con Tea Leoni Rai Parlamento Telegiornale TG2 Flash L.I.S. 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Condotto da Fazio e Ludovico Peregrini Prima tv Un posto al sole Il mio nome è Bond Agente 007 - La morte può attendere (Spionaggio, 2002) con Pierce Brosnan, Halle Berry, Deborah Moore. Regia di Lee Tamahori. TG3 Linea notte Meteo 3 10.55 11.00 13.00 13.40 14.10 14.45 16.10 16.20 17.10 18.45 19.55 20.00 20.40 21.15 23.30 0.35 1.20 1.50 3.30 4.00 4.30 5.00 5.15 5.45 TG5 Mattina Mattino Cinque. Condotto da Federica Panicucci e Francesco Vecchi TG5 - Ore 10 Forum. Condotto da Barbara Palombelli TG5 - Meteo.it Beautiful Una vita Uomini e Donne Grande Fratello VIP. Condotto da Ilary Blasi Il segreto Pomeriggio Cinque. Condotto da Barbara d’Urso Caduta libera. Condotto da Gerry Scotti TG5 Prima Pagina TG5 - Meteo.it Striscia la Notizia - La voce dell’impudenza. Condotto da Michelle Hunziker e Luca e Paolo Prima tv Il segreto Novità L’intervista TG5 Notte - Meteo.it Striscia la Notizia - La voce dell’impudenza. Condotto da Michelle Hunziker e Luca e Paolo (Repl.) Uomini e Donne (Repl.) 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Banderas 23.35 Qualcosa di buono SC1 Con Hilary Swank LEGENDA C - CN Cult - Cartoon Network SKM Sky Mondiali HD D Discovery Chan. HD ES Eurosport HD DY Disney Channel 12.00 Biliardo, European Masters 2016 4a giornata, da Bucarest (Diretta) ES 14.00 Golf, PGA European Tour Alfred Dunhill Links Championship: 1a SP2 giornata (Diretta) 18.00 Biliardo, European Masters 4a giornata, da ES Bucarest (Diretta) 20.45 Calcio, WC 2018 Diretta Gol European Qual. SP1 (Diretta) 20.45 Calcio, World Cup 2018 European Qualifiers Kosovo - Croazia (D) SP3 22.00 Calcio, Coppa del Mondo U17 2016 Germania ES Canada 23.00 Calcio, World Cup Sudamerican Qualifiers EcuaSP3 dor - Cile (D) 1.00 Calcio, World Cup Sudamerican Qualifiers Uruguay - Venezuela SP1 (Diretta) 2.45 Calcio, World Cup Sudamerican Qualifiers Brasile SP3 - Bolivia (D) HD 14.00 15.30 16.50 18.55 19.35 19.55 20.30 21.15 23.45 23.50 2.05 TELEFILM Rai 4 Rai 5 21.00 Prima tv Candice Renoir “Il peggior nemico è nel FC nostro cuore” 21.00 I maghi di Waverly DY 21.00 Rizzoli & Isles “La beFL stia che è in me” 21.15 Mad Men “Un caldo troSKA picale” NCK 21.20 Game Shakers 21.30 I maghi di Waverly “Il capitano Jim Bob SherDY wood” 21.45 I Thunderman “Cattive NCK compagnie” 21.55 Zack e Cody sul ponte DY di comando 22.00 Rizzoli & Isles “Quando la pistola fa bum bum” FL 22.05 Prima tv Candice Renoir “Meglio prevenire che cuFC rare” NCK 22.10 I Thunderman 22.10 Mad Men “Nixon contro SKA Kennedy” DY 22.25 Violetta 22.30 Un papà da Oscar NCK 22.55 Nashville “Rapporti diffiFL cili” 23.00 Un papà da Oscar NCK 20.30 Calcio, Rai dire Nazionale Qualificazioni Mondiali 2018: Italia - Spagna (D) 22.50 Prima tv Braindead - Alieni a Washington 21.15 Dal Teatro dell’Opera di Roma The Bassarids 23.30 Aerosmith Rocks Donington 2014 (Doc., 2015) Regia di D. Carruthers. Rai Storia Cielo 21.10 A.C.d.C. - Le civiltà del passato 23.05 Il tempo e la Storia 23.30 Il giorno e la storia 21.15 Twin Dragons (Azione, 1992) con Jackie Chan. Regia di R. Lam, H. Tsui. 23.00 Hong Kong colpo su colpo (Avventura, 1998) con Jean-Claude Van Damme. Regia di Hark Tsui. DOCUMENTARI RAGAZZI 20.55 L’armata mortale di NGC Hitler 21.00 Prima tv Affari di famiTHC glia D 21.00 Come è Fatto 21.25 Prima tv Affari di THC famiglia D 21.30 Come è Fatto 21.50 Prima tv A caccia THC di tesori 21.50 L’armata mortale di NGC Hitler D 21.55 Dual Survival 18.00 18.25 18.30 18.50 19.00 19.15 19.40 20.05 20.30 20.55 21.20 21.45 22.10 Regular Show Clarence I Griffin Yokay Watch I Griffin NEXO Knights Teen Titans Go! Adventure Time Adventure Time Adventure Time Teen Titans Go! Teen Titans Go! Clarence CN CN F CN F CN CN CN CN CN CN CN CN Canale disponibile anche in alta definizione F Fox HD FC-FL Fox Crime HD Fox Life SKA Sky Atlantic MGM Metro Goldwyn Mayer NCK Nickelodeon 13.00 11.00 13.30 14.00 14.20 16.15 17.05 18.00 20.00 20.35 21.10 0.00 0.10 0.45 2.50 4.30 CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE SATELLITI FILM 10.40 11.30 12.00 Cuore Ribelle I Cesaroni “Cattive influenze”. Con Claudio Amendola, Elena Sofia Ricci Ricette all’italiana TG4 - Meteo.it Un detective in corsia “Il clown killer” con Dick Van Dyke La signora in giallo “La morte usa il computer” con Angela Lansbury Lo sportello di Forum. Condotto da Barbara Palombelli Flikken - Coppia in giallo “Il mostro” con Victor Reinier Dimmi la verità (Commedia, 1961) con Charles Drake, Virginia Grey, Sandra Dee. Regia di Harry Keller. TG4 Dentro la Notizia Meteo.it Tempesta d’amore Dalla vostra parte. Condotto da Maurizio Belpietro A good year - Un’ottima annata (Commedia, 2006) con Russell Crowe, Albert Finney, Marion Cotillard. Regia di Ridley Scott. I bellissimi di R4 Fair Game - Caccia alla spia (Thriller, 2010) con Naomi Watts, Sean Penn, Sam Shepard. Regia di Doug Liman. TG4 Night News NGC National Geo.HD SC1 - SCU Cinema 1 HD - Cult SCC Cinema Comedy HD SCF Cinema Family HD SCH - SCM Cinema Hits HD-Max HD SF1 Sky Formula 1 HD SCP Cinema Passion HD SP1-2-3 Sky Sport 1-2-3 HD SKU Sky Uno THC The History Channel Rai Movie 21.10 Il riccio (Commedia, 2009) con Josiane Balasko, Garance Le Guillermic, Togo Igawa. Regia di Mona Achache. 23.00 Quando meno te lo aspetti (Commedia, 2004) con Kate Hudson, John Corbett, Joan Cusack. Regia di Garry Marshall. Iris 21.00 La Papessa (Dram., 2009) con Johanna Wokalek. Regia di Sonke Wortmann. 23.40 Adesso cinema! 0.00 Segreti (Drammatico, 1997) con Michelle Pfeiffer. 29 Omnibus (Dir.) Coffee Break. Condotto da Andrea Pancani (Dir.) L’aria che tira. Condotto da Myrta Merlino (Dir.) TG La7 TG La7 Cronache. Condotto da Bianca Caterina Bizzarri Tagadà. Condotto da Tiziana Panella (Dir.) L’Ispettore Tibbs “In un vicolo cieco” con Howard Rollins L’Ispettore Tibbs “Una svolta per Tibbs” con Howard Rollins Joséphine, ange gardien “Fantasmi del passato” con Mimie Mathy TG La7 Otto e mezzo. Condotto da Lilli Gruber (Dir.) Piazzapulita. Condotto da Corrado Formigli (Dir.) TG La7 Otto e mezzo. Condotto da Lilli Gruber (Repl.) L’aria che tira. Condotto da Myrta Merlino (Repl.) Cani e gatti (Commedia, 1952) con Paolo Stoppa, Antonella Lualdi, Armando Francioli. Regia di Leonardo De Mitri. Omnibus - Dibattito (Repl.) CLASS TV Class Cnbc (Canale 507 di Sky) 17.00 Alert Mercati 18.00 Report - Il TG della Finanza 22.00 Linea Mercati Notte 22.30 Italia Oggi TG Class Horse (Canale 221 di Sky) 17.00 Cowboy tv “Il magico mondo della monta americana torna protagonista su ClassHorse Tv” 19.10 Highlights FEI Classics 2016: Burghley Class TV Moda (Canale 180 di Sky) 19.00 Ladies 21.00 Models New York - Il reality della moda 23.30 Full Fashion Designer - Le sfilate dei grandi stilisti CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE Joi Action Premium Stories 20.25 Due uomini e mezzo “L’uomo più bello della casa” con Ashton Kutcher 20.50 Due uomini e mezzo “Al, il papà figo!” con Ashton Kutcher 21.15 Prima tv The Goldbergs 22.00 Speciali Joi 22.15 L’uomo di casa “Libero mercato” con Tim Allen 20.15 No Limit “Traffico d’armi” con Vincent Elbaz 21.15 Prima tv Containment “Inferno” con David Gyasi 22.05 Prima tv Containment “Il punto debole di ogni cosa” con David Gyasi 22.55 Agent X “Ritorno di fiamma” 20.20 Covert Affairs “Attacco cibernetico” con Piper Perabo 21.15 Shameless “Il ragazzo di casa” “Abitudini pericolose” con William H. Macy 23.25 Heartbeat “Una decisione difficile” con Don Hany 0.10 X-Style Premium Cinema Studio Universal Premium Sport 21.15 Prima tv Steve Jobs (Biografico, 2015) con Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen. Regia di Danny Boyle. 23.25 Ex Machina (Fantascienza, 2015) con Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Alicia Vikander. Regia di Alex Garland. 21.15 Gone Baby Gone (Drammatico, 2007) con Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman. Regia di Ben Affleck. 23.10 He got game (Drammatico, 1998) con Denzel Washington, Ray Allen, Milla Jovovich. Regia di Spike Lee. 18.30 19.00 19.30 20.05 21.00 22.00 22.25 22.30 23.00 23.30 Premium Sport News Premium Sport News YouPremium YouPremium Speciale Premium Sport Speciale Premium Sport Premium Moments Serie A Emotion Premium Sport News Premium Sport News Milan, i cinesi ufficializzano Mirabelli Napoli, no a 58 milioni per Koulibaly Basket, Moore muore schiacciando Dopo le voci contrastanti arriva l’ufficialità da parte di Sino Europe Sport, la cordata cinese che sta per rilevare il Milan: non appena si farà il closing, Massimiliano Mirabelli entrerà nel management per collaborare con l’ad e dg Fassone. Aurelio De Laurentiis ha rivelato di aver rifiutato un’offerta di 58 milioni di euro per Koulibaly dal Chelsea. Il n˚1 del Napoli ha poi attaccato pesantemente i procuratori: «Sono il cancro del calcio». Intanto è ufficiale il rinnovo di Hysaj fino al 2021. Cameron Moore, 26enne ex Caserta e Venezia, è morto in Macedonia in seguito a una cardiomegalia (ingrossamento del cuore) che non lo aveva comunque indotto a lasciare il basket. Il malore dopo una schiacciata in allenamento. Il ct Giampiero Ventura (68 anni) e Alessio Romagnoli (21) [LaPresse] Verso Russia 2018: allo «Stadium» un match che sa di spareggio ::: DANIELE DELL’ORCO ■■■ I misteriosi criteri del Ranking Fifa che hanno costretto l’Italia a sostenere il sorteggio per le qualificazioni ai mondiali 2018 da squadra di seconda fascia (cihanno sopravanzato pure Galles e Romania) costringono la nazionale di Ventura a giocare una sfida da dentro o fuori già alla seconda giornata del Gruppo G. Alle 20.45 allo Juventus Stadium arriva una Spagna coldente avvelenato dopo l’eliminazione agliottavi dell’Europeo. Non solo. Sarà contro le Furie Rosse che l’Italia si giocherà il primo posto nelgirone,l’unico utile per staccare il pass diretto per Russia 2018.Nel caso l’Italia si piazzasse tra le migliori otto seconde dovrebbe passare per i playoff, ma attenzione al contraccolpo in caso di sconfitta, con l’Albania di De Biasi che punta forte alla seconda piazza. Ventura, dopo la vittoria 3-1 in Israele, dovrà dimostrare che la sua Italia, come quella di Conte, è in grado di giocarsela anche con le big: un esame mica da poco. «Bisognerà fare pressing come a Parigi, ci vorrà queltipo diemozione e desiderio», è la ricetta di capitan Buffon. E ci vorrà anche coraggio. Quello che l’ex tecnico del Toro mette in campo sostituendo lo squalificato Chiellini con Alessio Romagnoli. Il 21enne del Milan, smaltita la botta che lo aveva tenuto fuori col Sassuolo, sarà al suo esordio assoluto in azzurro, per di più da Il giovane di Ventura Contro la Spagna il ct fa esordire Romagnoli al posto di Chiellini: spazio ai «nuovi» senza stravolgere ossatura e certezze collaudate titolare. L’ex romanista, che la scorsa estate finì sotto i riflettori per il trasferimento da 25 milioni, sta trovando continuità grazie a Montella e in coppia con Paletta in questo inizio di campionato ha ben figurato: «Un azzardo? Mi dissero lo stesso a Bari per Bonucci e Ranocchia. No, Alessio ha grandi qualità», ammette Ventura. Insomma, il ct non ricorre a soluzioni già viste (come Ogbonna, che in az- zurro non ha mai convinto) né a confuse alchimie come spostare De Rossi in difesa. Stavolta gioca un difensore di ruolo, il mister ci punta ed è un segnale anche per la squadra. Romagnoli a parte, le altre scelte del ct sono invece piuttosto conservative. Gli esterni nel 3-5-2 saranno Florenzi e De Sciglio (panca per Candreva e Criscito),mentre De Rossi, con Parolo e Bonaventura ai lati, sosti- tuirà Verratti in regia. Davanti ancora Eder e Pellè, scelta un po’ meno audace visto che l’interista è ancora a secco in campionato, mentre il pugliese ha sì segnato 4 gol, ma nel poco probante campionato cinese. Immobile (4 reti con la Lazio) e il 22enne Belotti, già autore di 5 golin 474’,scalpitano. A proposito di attaccanti, nella Spagna sarà ballottaggio Diego CostaMorata, con quest’ultimo che torna allo Stadium dopo il passaggio al Real. Una squadra che con Lopetegui in panchina siè evoluta «tatticamente e nella testa», dice Ventura. Un risultato diverso dal pari segnerebbe la fine di una lunga striscia d’imbattibilità per una delle due: l’Italia non perde nelle qualificazioni mondiali da più di 10 anni (51 partite), la Spagna da ben 54 match. © RIPRODUZIONE RISERVATA La Uefa si sveglia con due anni di ritardo Premio a De Rossi per le 100 presenze: ma sono 108 ::: FRANCESCO PERUGINI ■■■ Eh già, De Rossi è ancora qua. Prima di Italia-Spagna il romanista verrà premiato dall’Uefa per le 100 partite in azzurro, anche se in realtà sono 108, la 100ª risale a Italia-Croazia del 16 novembre 2014 (1-1): complimenti per la sollecitudine, non potevano farlo all’Europeo? E fa pure strano che il riconoscimento arrivi allo Juventus Stadium, la “casa del nemico”, ma poco importa per Daniele, caduto mille volte e mille volte risorto. Doveva essere la sua ultima stagione nella Roma prima della partenza per gli Usa dopo una carriera all’ombra di Totti. L’addio sembrava ancor più certo dopo la serataccia con il Porto nei playoff di Champions. Capitan Futuro, invece, si è ripreso il posto (ai danni del 22enne Paredes) e poi la fascia di capitano toltagli per punizione da Spalletti. E ora aspetta il rinnovo da Pallotta. Intanto, c’è il doppio premio in Nazionale: la fiducia di Ventura e il riconoscimento Uefa per quanto fatto in azzurro: un Mondiale, un Europeo Under 21 e un bronzo olimpico. Quella dell’Italia, tra l’altro, è l’unica maglia con cui Daniele batte Totti per partite giocate (108, 6˚ di sempre, contro le 58 del Pupone), gol (18 a 9, con De Rossi secondo centrocampista più profilico di sempre) e presenze da capitano: 4-0. © RIPRODUZIONE RISERVATA Daniele De Rossi [LaPresse] LE ALTRE DEL GIRONE De Biasi per la vetta in Liechtenstein Israele va a Skopje L’Albania di Gianni De Biasi è attesa dal non difficile match in Liechtenstein: una vittoria per i balcanici vorrebbe dire primato, che sia in coabitazione o solitario. Dopo la vittoria contro la Macedonia nel match sopseso per pioggia e poi recuperato il giorno seguente, De Biasi conferma buona parte dei convocati, compresi gli «italiani» Berisha (Atalanta), Hysaj (Napoli) e Memushaj (Pescara). L’altro match del gruppo G vedrà impegnate le Nazionali di Macedonia e Israele: entrambe a zero punti, lo scontro diretto dirà chi potrà continuare a sperare in una clamorosa qualificazione. 31 SPORT __Giovedì 6 ottobre 2016__ commenta su www.liberoquotidiano.it @ I calciatori locali invidiosi degli stranieri strapagati ::: SILVIA GALBIATI ■■■ Stadi semivuoti, giocatoristrapa- Stadi vuoti, giocatori pigri: in Cina il pallone è una «bolla» gati che camminano svogliati per il campo, biglietti invenduti, partite noiose e poco spettacolo. Questo è oggi il calcio in Cina, quella Cina che in molti etichettavano come nuova superpotenza del calcio mondiale e che il presidente XiJinping diceva di voler vedere in tetto al mondo al massimo nel 2024. IlSun ha diffuso un ritratto desolan- te sulla situazione calcistica nella terra del Dragone. A partire dal livello del campionato, non avvicinabile a quelli europei ma forse neanche alla Premiership inglese. Un campionato in cui la sproporzione tra giocatori cinesi e stranieri è assoluta: i primi guardano con rancore ai compagni arrivati dall’Europa, strapagati e completamente avulsi dalla vita locale, che passano da un locale occidentale all'altro chiusi nelle loro Rolls Royce. La differenza parte in primo luogo dagli stipendi: dai 20 milioni all’anno di Hulk allo Shanghai Sipg, ai 15 di Graziano Pellè allo Shandong Luneng, passando per i 12 di Alex Texeira allo Jiangsu Suning e di Jackson Martinez al Guanghzou Evergrande. Cifre che hanno reso la Super League cinese il campionato più spendaccione del mondo (259 milioni l’ultimo anno), nonostante gli stipendi dei calciatori cinesi siano ben lontani da quelli dei big europei. La sproporzione si riflette in campo e viene percepita anche dai tifosi che disertano i mastodontici stadi. Il para- dosso è che nonostante l’arrivo di stelle come i vari Hulk, Pellè e Lavezzi, i bar che trasmettono le partite di Premier League sono sempre più affollati e si continuano a vendere molte più maglie del Manchester United che di qualsiasi altra squadra cinese. Una situazione che spiega come, nonostante gli ingenti investimenti in patria, i grandi magnaticinesi continuino a voler investire nel calcio europeo. E in quello italiano © RIPRODUZIONE RISERVATA E CRITICAVAMO BLATTER Il sogno di Infantino: giocare il Mondiale pure lui Il presidente Fifa vuole un calcio senza pause fra Nations League e Coppa del Mondo a 48 squadre. Magari lo ingaggiano... ::: MATTEO SPAZIANTE ■■■ Addio pause estive, ilcal- cio non si fermerà più. La Fifa di Infantino ha infatti in mente una serie di riforme che rivoluzioneranno ilcalendario calcistico: l'introduzione della Nations League e del nuovo Mondiale per Club elimineranno quegli anni vuoti, in cui d’estate il pallone smetteva di rotolare. Partite senza sosta, ogni stagione, pure a giugno e a luglio. Questa idea di Infantino, che ha in testa di allargare il Mondiale a chiunque, portando le partecipanti da 32 a 48. Una competizione che così diventerebbe monstre. E, tra il serio e il faceto, viene il sospetto che questa riforma sia stata fatta perché lo stesso Infantino, con la Fifa, voglia partecipare alla competizione. Intanto la Nations League, competizione per nazionali Uefa, è già pronta: il progetto nasce con Platini, e partirà nel 2018, dopo ilMondiale russo,e in pratica sostituirà le «inutili» amichevoli. Tutte e 55 le squadre divise in 4 serie,con promozioni e retrocessioni, 4 gruppi da 3 in Serie A, con final four a giugno 2019. Nello stesso anno in cuipotrebbe esordire anche il rinnovato Mondiale per Club, un Mondiale a tutti gli effetti: addio alle sole vincitrici dei tornei continentali, dentro 24 squadre (otto europee, otto sudamericane, i quattro campionidi Asia,Africa, Nordamerica e Oceania e altre 4 squadre scelte con criteri ancora da stabilire), con fase a gruppi e poi ad eliminazione diretta. Sforzo extra, per tutti. L’obiettivo è chiaro:aumentare il più possibile i ricavi, allargando il giro dei soldi e quindi anche il consenso per chi è a guida delle federazioni. Più soldi per tutti significa che tutti sono più contenti, e quindi che ri-eleggere chi è già a capo potrebbe essere una formalità. Anche perché i recenti scandali hanno influito eccome sui conti della Fifa: il rosso di 122 milioni è dovuto anche alla fuga degli sponsor, nonostante i ricavi si mantengano alti. Servono soldi, e seguire sulla scia dei progetti di globalizzazione di Blatter e Platini pare l'idea migliore per portarne a casa molti. Idea che però non è stata poi granché, visto che proprio una federazione Gianni Infantino, 46 anni, presidente della Fifa. Prometteva una svolta dopo Blatter, invece non pare cambiato nulla [LaPresse] minore (quella caraibica) ha fatto partire lo scandalo dei diritti tv che è costato la poltrona della Fifa allo svizzero Inoltre, il pericolo è che si vada incontro non solo ad un problema tecnico, simile a quello della Champions (do- ve l’allargamento, invece di aumentare la competitività, ha solo reso ancora più evidente il disequilibrio tra le big e le altre squadre, portando squadre quasi «materasso» a giocarsela con Messi e compagnia),ma anche dinoia:iltrop- po stroppia, si sa, e di calcio ci si può anche stufare. Certo, meglio il calcio giocato che quello chiacchierato del mercato estivo, il bisogno della pausa estiva però non è solo per chi scende in campo, ma pure per chi guarda. Già oggi abbiamo partite praticamente ogni giorno, il «rischio» è che il pallone diventi davvero uno sport troppo inflazionato da guardare in tv. Insomma, anche i tifosi hanno bisogno di staccare dal calcio. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il club è ultimo in serie B. Indaga la polizia I giocatori di Gattuso chiedono la messa in mora Bruciata a Trapani l’auto di Cosmi Caos Pisa, rischia la fine del Parma ■■■ È giallo a Trapani: nella notte tra ■■■ Il Pisa si avvicina alla resa dei martedì e mercoledì è andata a fuoco l’auto dell’allenatore granata Serse Cosmi, parcheggiata sotto casa a Pizzolungo, vicino Erice. Le forze dell’ordine non hanno trovato tracce di liquido infiammabile, anche se la pista dolosa è per ora l’unica ipotesi. Potrebbe essere una ritorsione di qualche folle visto il pessimo inizio distagione: i granata sono passati dalsogno promozione in A di giugno, svanito nella finale persa contro il Pescara, al penultimo posto con soli 5 punti e senza mai aver vinto una partita. Dopo la pesante contestazione di tutto lo stadio dopo la sconfitta con il Cittadella, gli ultras hanno però espresso solidarietà al mister attraverso un comunicato stampa: «Prendia- mo le distanze da ciò che è accaduto, confidando nelle indagini delle autorità preposte per far luce sul caso». Al termine dell’ultimo match, Cosmi ci era andato giù pesantemente in conferenza stampa: «La squadra va capita non contestata. Ho capito che siamo soli, nessuno è dalla nostra parte ma va bene così. Io oggi lavoro come sempre ma fra una settimana o un mese quando le cose miglioreranno non voglio nessuno sul nostro carro. E quando dico nessuno, è chiaro». In serata il Trapani ha comunicato che Cosmi è molto turbato e «ha manifestato l’esigenza legittima di avvicinarsi alla propria famiglia per qualche giorno». La squadra è in mano al vice Recchi. CARLO MARIA AUDINO © RIPRODUZIONE RISERVATA conti. L’ultimatum è infatti arrivato da 16 giocatori della rosa che hanno inviato una lettera di diffida alla società minacciando la messa in mora qualora non vengano pagati gli stipendi arretrati entro il 16 ottobre. La famiglia Petroni, proprietaria del club, dovrà versare circa un milione di euro. In caso contrario sarà l’inizio di una fine annunciata:arriveranno penalizzazioni e scatterà la messa in mora che concede alla società 20 giorni di tempo per regolare la posizione altrimenti i tesserati saranno liberi di svincolarsi. Oltretutto la società è di fatto in mano ad un 19enne, Lorenzo Petroni, figlio del patron Fabio costretto agli arresti domiciliari con l’accusa di evasione fiscale e bancarotta fraudolenta. Petroni junior, al Corriere dello Sport ha assicurato circa ipagamenti, giustificando i ritardi con «la pseudotrattativa in cui ci ha bloccati Pablo Dana», il banchiere italo-svizzero a capo di «Equitativa», fondo d’investimento di Dubai che avrebbe dovuto acquistare il Pisa, salvo poi non versare i soldi. La famiglia Petroni continua la ricerca di nuovi soci e nel frattempo non riesce a sbloccare la questione stadio (non sono ancora iniziati i lavori all’Arena Garibaldi per l’agibilità). La città ha ormai perso fiducia, così come la squadra guidata da Gattuso, che nonostante tutto è al 5˚posto in Serie B. CLAUDIO SAVELLI © RIPRODUZIONE RISERVATA 32 __Giovedì 6 ottobre 2016__ -59% RISPETTO ALLE ATTESE Traffico dimezzato sulla Pedemontana servizio a pagina 37 DOPO UN PARTO CESAREO A LECCO I NUMERI DI IERI ::: 16 Borseggi ::: 9 Scippi ::: 20 Rapine ::: 10 Truffe ::: 29 Furti in appartamenti e negozi ::: 7 Furti di autovetture ::: 22 Furti a bordo di autovetture ::: 27 Arresti Neonato morto Denunciato l’ospedale servizio a pagina 39 Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: [email protected]. Pubblicità: SpeeD Società pubblicità editoriale e Digitale, Viale Milanofiori Strada 3, Palazzo B10 - 20090 Assago (Milano); tel. 02.57577.605/640 ::: Tornano le auto SupiazzaCastello lasinistradiSala sconfessaPisapia ::: NICOLETTA ORLANDI POSTI ■■■ Soldi pubblici buttati al vento quelli usati da Palazzo Marino per il concorso internazionale per la riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’ambito di Piazza Castello - Foro Buonaparte. Certo, non stiamo parlando di miliardi, ma il fatto che verranno comunque spesi60 mila euro per i finalisti (il 17 ottobre prossimo alla vigilia dello smantellamento dell’Expo Gate sarà individuato il vincitore), è comunque uno spreco. Sì, perchè sull'isola pedonale davanti al Castello Sforzesco, sembra che la nuova giunta ci abbia già ripensato. Colpa dei cantieri della metro M4, si è giustificato l’assessore alla Mobilità Marco Granelli rivelando dalle colonne del Corsera che sulla sua scrivania c'è un progetto per «il ritorno delle auto intorno al Castello». Per ora si tratta di una parziale riapertura limitata alla circolazione di taxi e residenti per accelerare il traffico privato e i mezzi pubblici in Foro Bonaparte dove oggi si crea l'effetto imbuto, ma non è detto che almeno stavolta non prevalga il buon senso. Buon senso che significherebbe rinnegare quanto con toni trionfalistici rivendicava l’ex sindaco Giuliano Pisapia nel 2014 sostenendo che «le priorità per la città sono la mobilità e la vivibilità» e l’elemento maggiore di novità sarà la pedonalizzazione dipiazza Castello. Con il senno del poi e tre anni sprecati anche i suoi assessori, riconfermati dalsuccessore Giuseppe Sala, si sono accorti che quell’isola «infelice» davanti alla Torre del Filarete ha veramente poco a che fare conla mobilità e vivibilità a cui aspirava Pisapia. Di vivibile in quell’area rimasta senza identità c’è ben poco e restano evidenti le criticità di Foro Bonaparte (dove sostano i pullman turistici), che non sono migliorate neanche con i due nuovi tratti di pista ciclabile. Morale della favola la pedonalizzazione è stata una pessima idea che non ha contribuito neanche ad abbassare i livelli di smog in centro. I divieti - è dimostrato - non scoraggiano affatto l’uso dei mezzi privati e il traffico che si crea con le automobili in coda fanno lievitare le concentrazioni di polveri sottili nell’aria. Di fronte a tutto questo l’augurio è che il progetto di Granelli vada oltre la riapertura limitata e che finalmente Piazza Castello torni quella che era. La minaccia islamica Caccia all’italiano sull’autobus Piccioni morti agli anti-moschea Insulti agli anziani sulla 56, intimidazioni ai residenti che lottano contro il luogo di culto abusivo ■■■ Prima ha insultato un’an- INTERVISTA ALLA VIOLONCELLISTA NASIM SAAD La star iraniana che ha scelto Milano ziana «colpevole» di avergli chiesto un pò di spazio sull’autobus per sedersi;poiha minacciato un signore che era era intervenuto in difesa della donna: «Scendi che ti sparo». Sulla linea 56, frequentata quasi solo da musulmani, da tempo non c’è più da star tranquilli. Un’altra intimidazione a cittadini italiani c’è stata in via Faà di Bruno. Il custode di un edifico da tempo adibito a moschea (abusiva) ha trovato davanti all’ingresso un piccione morto, in segno di vendetta dopo le lamentele dei residenti. servizi alle pagine 34-35 METROPOLITANA Senza biglietto picchia controllore ■■■ Ancora un’aggressione ai danni di un controllore di Atm,colpito a pugni da un ragazzo senza biglietto. È successo ieri in pieno giorno alla stazione di Repubblica. CLAUDIA OSMETTI a pagina 34 ::: FRANCESCO RIGATELLI ■■■ Nasim Saad, 33 anni, è la vio- loncellista iraniana che ha accompagnato i cameristi della Scala nella loro recente missione a Teheran. La sala più importante della città, la Roudaki Hall, è stata dedicata a lei con tre violini, una viola e un contrabbasso. Tutti italiani tranne Saad, che pure da 12 anni vive qui. Come nasce questo viaggio? «L’idea venne all’ex sindaco diMilano, Giuliano Pisapia, durante una sua visita a Teheran. Tra l’Iran (...) segue a pagina 34 Code infinite lungo il Naviglio, Corsico in rivolta L’hinterland paralizzato dalla M4 ■■■ Da diversi mesi, ormai, la situazione di via Ludovico il Moro è insostenibile. A causa dei cantieri della M4, nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio chi passa da qui resta imbottigliato nel traffico, complici anche i semafori installati per i lavori. «È tutto così illogico», il commento del sindaco di Corsico, Filippo Errante. ANDREA EMANUELE CAPPELLI a pagina 37 © RIPRODUZIONE RISERVATA Nelle strade da gennaio 300 contenitori tecnologici con sensore I primi cestini intelligenti che non si riempiono mai ::: MASSIMO SANVITO ■■■ Sono pronti a sbarcare in città gli «smart bins». I cestini intelligenti che Amsa aveva già sperimentato in zona Citta Studi e che, in collaborazione con l’istituto di innovazione digitale e progettazione creativa Cefriel, saranno dislocati per la città. L’esperimento partirà nel 2017 con 300 contenitori, che diventeranno 15 mila entro il 2018. Si tratta di cestini tecnologici che quando stanno per riempirsi «avvisano» la sala operativa centrale di Amsa. Il personale dell’azienda, ricevuta la segnalazione, interverrà tem- pestivamente per evitare che la gente, trovando il cestino pieno, lasci i rifiuti sul marciapiede. Senza considerare il fatto che, grazie ai dati sulle frequenze e gli orari di utilizzo dei contenitori, si potrà migliorare e «personalizzare» il servizio nelle diverse vie di Milano. Inoltre, si potrà ottimizzare il lavoro. Ad oggi, infatti, i mezzi Amsa intervengono una, al massimo due volte al giorno, nelle zone più frequentate per lo svuotamento dei cestini stradali, ma spesso questi sono pieni solo a metà. Col nuovo sistema si interverrà subito e a «colpo sicuro». © RIPRODUZIONE RISERVATA CUSANO MILANINO Rincorre un bambino e lo palpeggia in strada Pensionato arrestato SALVATORE GARZILLO a pagina 39 34 CRONACA __Giovedì 6 ottobre 2016__ @ commenta su www.liberoquotidiano.it Paura sulla linea 56 in zona via Padova MUSICA CLASSICA Sull’autobus degli islamici minacce e insulti agli anziani di autisti Atm sul percorso fatto da spacciatori per portare le sostanze stupefacenti da un capolinea all’altro». Tanto per capirci: a gennaio un gruppetto di giovani ecuadoregni ha bloccato un autobus della 56, è salito a bordo,ha rotto un vetro usando una bottiglia di birra come un ariete e ha, ovviamente, seminato il panico tra i passeggeri (uno è stato pure ferito da una scheggia). Alcuni sono scappati,ma la polizia è riuscita a rintracciarne due. «Con amarezza dobbiamo constatare la nostra impotenza di cittadini con le istituzioni che non sembrano in grado di garantire sicurezza e convivenza», attacca invece Emilio Didonè, segretario della la Fnp Cisl di Milano, che ieri ha portato alla luce l’episodio più recente: «Abbiamo ritenuto opportuno fare una denuncia La linea 56 che collega piazzale Loreto a Crescenzago è una delle più problematiche di Milano [Ftg] pubblica a chi di che piena di Rom». Come a un agente in divisa su ogniau- pagano il biglietto e sono ag- competenza, in primo luogo dire: meglio starne alla larga. tobus. Questa è una priorità gressive verso chi glielo fa no- al sindaco Sala che, come il «I cittadini e le persone one- assoluta per la quale mi batte- tare», rincara la dose la consi- suo predecessore,si è presenste hanno paura a prendere rò nelle sedi opportune». gliera comunale di Forza Ita- tato in campagna elettorale la 56, e le giunte di questi an«Ricevo quotidianamente lia Silvia Sardone che raccon- come un accanito sostenitoni non hanno mai fatto nien- segnalazioni di utenti della ta pure come, nelle ore not- re delle periferie ma che, alla te per renderla un posto più 56 che mi raccontano di scip- turne,questa linea venga defi- prova dei fatti, non ha ancora civile: la mia proposta è che pi o di persone, per la mag- nita “linea dello spaccio”: fatto niente in questo senso». ci sia una guardia giurata o gior parte straniere, che non «Ho ricevuto testimonianze © RIPRODUZIONE RISERVATA Straniero reagiscecon violenza a una ottantenne.La Cisl:scarsa sicurezza a bordo ::: CLAUDIA OSMETTI ■■■ «Stai a casa tua, vecchia,se devi andare in giro solo a rompere». Ha usato queste parole il ragazzo, probabilmente extracomunitario, che nei giorni scorsi ha seminato lo sgomento (e pure un pò di paura) sulla linea 56 dei bus di Milano. Tratto Loreto Crescenzago, pieno quartiere Adriano, a due passi da via Padova. Sì, quella che per le amministrazioni di sinistra è un «modello di integrazione culturale» e per chi ci vive un po’ meno. Una signora anziana,sull’ottantina, sale sull’autobus: si guarda attorno e vede il giovane che occupa due posti. Si avvicina e chiede, cortesemente, un po’ di spazio, di stare in piedi proprio non è il caso. Lui non ci pensa due volte, la squadra dall’alto al basso, e in un italiano incerto e stentato la manda a quel paese. A quel punto però un signore seduto poco lontano si sente in dovere di intervenire e chiede al ragazzo se da dove viene genitori e persone anziane vengono trattati in questo modo. Il diretto interessato, per nulla intimorito o ravveduto dal comportamento di poco prima, sbrodola altri insulti:«E tu che cazzo vuoi, vecchio? Se proprio vuoi concludere la discussione scendi che ti sparo». Una minaccia neanche troppo velata, che zittisce tutti i presenti.Nessun altro passeggero reagisce, il ragazzo continua a provocare con strafottenza, le offese e le ingiurie sembrano non finire mai. Poi però scende,e quando le porte della 56 si richiudono alla sue spalle i viaggiatori tirano un respiro di sollievo: quella situazione, almeno, non è degenerata. «Purtroppo non stupisce che accadano episodi simili»,commenta Samuele Piscina (Lega Nord), presidente del Municipio 2, «quella è tra le linee più problematiche di Milano e sicuramente la più problematica della zona.Furti, violenze,rapine sono all’ordine del giorno: è capitato che salissero a bordo stranieri che mostravano minacciosamente un coltello o che sputavano addosso alla gente o che insultavano chiunque siparasse loro davanti.Fino a qualche tempo fa era an- Politecnico di Milano Estratto bando procedura aperta Il Politecnico di Milano ha aggiudicato la procedura aperta per la FORNITURA DI LICENZE DI PRODOTTI SOFTWARE ADOBE, IN NOLEGGIO E MANUTENZIONE, IN CONTRATTO ETLA TRIENNALE 2016-2018, CIG 6753340876. Valore finale totale dell’appalto: € 998.370,00 IVA esclusa. Data di aggiudicazione: 19/09/2016. Aggiudicatario: Rekordata S.R.L. - Via Fratelli Bandiera 3 TORINO - 10138 Italia. L’avviso di avvenuta aggiudicazione è stato inviato in GUUE il 19/09/2016. IL RUP Ing. Fabrizio Pedranzini FRANCESCO RIGATELLI C. OSM. © RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA Senza biglietto picchia il controllore Ragazzo scavalca i tornelli a Repubblica e prende a pugni il dipendente Atm che tentava di fermarlo Un viaggiatore senza biglietto salta il tornello sulla M1 [Ftg] hanno pure sfoderato un tirapugni. Così De Corato punta il dito: «Il Comune e Atm non fanno niente, anzi. Dicono che è tutto sotto controllo. Del Nucleo tutela trasporto pubblico non sa più niente da quando il centrosinistra governa questa città, né siamo statiascoltati quando chiedevamo vigilantes armati sui messi di superficie e sulle metropolitane». E gli risponde proprio l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Marino, Carmela Rozza: «Da quando governa il centrosinistra le aggressioni sui mezzi pubblici sono scese del 38%, erano 219 nel 2010 e sono diventate 123 nel 2015. Tra l’altro sono in continuo calo, meno del 22% se si con- ::: segue dalla prima (...) e l’Italia ci sono buoni rapporti e credo di esserne un piccolo frutto». Come è arrivata nel nostro Paese? «Da adolescente, a Teheran, ho conosciuto italiani meravigliosi come l’addetta culturale Felicetta Ferraro e l’ambasciatore Roberto Toscano. Mi hanno presentato l’opportunità diproseguire gli studi al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma». Perché l’Italia? «Ho sempre sognato di approfondire la musica classica. L’Italia ne è la culla, Santa Cecilia è una scuola famosa nelmondo e La Scala diMilano è ilteatro d’opera per antonomasia. Ogni musicista iraniano vorrebbe entrarvi in contatto». Che differenza c’è tra la musica europea e quella persiana? «La musica classica non è nella nostra tradizione. All’orecchio occidentale, la musica persiana non appare tanto diversa da quella araba, ma modi e mezzi sono differenti». Quali musicisti persiani suggerisce di ascoltare? «Mohammad Reza Shajarian, mito per i persiani. Kayhan Kalhor, che suona il kamancheh, strumento a corda. Di lui vale la pena ascoltare Silk road ensemble. E Hossein Alizadeh». La sua famiglia è rimasta in Iran? «I miei genitori sono a Teheran. Sono felice di tornare a casa e rivedere i vecchi amici». Ha lasciato l’Iran solo per motivi di studio? «Sì, stavo bene là. Prima dei miei studi il conservatorio fu chiuso, ma io non ho mai avuto problemi». Perché fu chiuso? «Preferirei non parlare di politica. In Iran alcuni tipi di musica o canto non sono permessialle donne permotivi religiosi, ma per fortuna il violoncello sì». Perché ha scelto questo strumento? «Me lo suggerirono al Conservatorio, ma all’inizio non ero contenta: era grande quanto me! Poi mi sono innamorata. Ha un registro disuoni vasto, simile alla voce umana. E mentre suoni lo abbracci». Sembra che stia parlando di un uomo… «Uno c’è ed è uno dei motivi per cui resto in Italia, paese che amo per la bellezza, la gente e il clima». Che differenze trova con Teheran? «Gli italiani si lamentano deltraffico, ma mifanno sorridere perché solo quando vanno a Teheran si rendono conto di quanto siano fortunati». Ennesima aggressione in metropolitana ■■■ Ci risiamo: alla stazione della metropolitana milanese di Repubblica, ieri, un viaggiatore senza biglietto ha preso a pugni un dipendente dell’Atm. Il fatto è avvenuto intorno alle 12.40, a quell’ora il via vai di persone ai tornelli è sempre sostenuto. Un controllore di 33 anni nota un ragazzo che sta scavalcando la sbarra, evitando quindi di pagare il ticket, e lo afferra per un braccio. Gli impedisce di passare, ma è appena cominciata. Il giovane prova a fare il furbo, gli mostra una tessera finta, e l’addetto non abbocca: così reagisce, lo colpisce ripetutamente al volto, partono i pugni. Risultato: il “portoghese” riesce a scappare, il controllore finisce all’ospedale Fatebenefratelli, non è in condizionigravi, ma sicuramente quell’incontro non gli ha fatto bene. «Atm ora lo vede il problema o continua a dire che gli altri fanno allarmismo?», attacca il consigliere comunale di Fdi, Riccardo De Corato: «Questa aggressione è solo l'ultima di una lunga serie». Già: a luglio era toccato a un dipendente sulla linea 70, all’altezza di via Vincenzo da Seregno. Stessa storia, il passeggero (questa volta un egiziano) non aveva il biglietto e ha colpito il controllore con un pugno al volto. A febbraio dell’anno scorso cinque peruviani hanno riempito di calci e cazzotti un agente dell'Atm, alla stazione di Conciliazione, in pieno centro, poco prima di mezzanotte: hanno scavalcato i tornelli e una volta sul mezzanino La star iraniana che ha scelto la città di Milano frontano i dati parziali del 2016. Questo è il trend di Milano, tutte le altre dichiarazioni sono chiacchiere». E Rozza rispedisce le accuse al mittente: «Ci piacerebbe avere i dati delle aggressioni sui treni e vedere lo stesso incessante impegno per difendere i viaggiatori di Trenord». «I controllori e gli autisti milanesi hanno paura», taglia però corto l’ex vicesindaco, «e quanto avvenuto ieri dimostra che le aggressioni non sono più solo in ore serali o nelle periferie. Quello che succede sui mezzi o sui mezzanini è ormai chiaro a tutti». CRONACA __Giovedì 6 ottobre 2016__ 35 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Luogo di culto abusivo nello scantinato in zona Calvairate Piccioni morti a chi non vuole la moschea Animali sgozzati sul davanzale della custode per intimidire i residenti. Il Municipio 4: ritrovo illegale, va chiuso ::: MICHELE FOCARETE CASERMA ■■■ L’ultima intimidazione, un piccione sgozzato con del filo di ferro, fatto trovare sul davanzale della custode.L’ennesima minaccia in una «guerra» che dura da più di un anno. Da quando uno scantinato di via Faà di Bruno 14, è stato affittato a 800 euro mensili come laboratorio per «arte e mestieri», ma si è trasformato ben presto in una moschea abusiva. Con stupore misto a rabbia delle 40 famiglie che qui ci abitano e che, ogni giorno, sono obbligate a sopportare il via vai di musulmani, fino a tarda sera. E ad ascoltare le loro preghiere che rompono il silenzio ed echeggiano nelpiccolo cortile interno dove è ubicato il luogo di culto. Il venerdì poi, nel giorno clou della preghiera, almeno 300 islamicivanno ad occupare i 150 metri quadri trasformati in luogo di raccoglimento per i fedeli di Allah. Una guerra a colpi di esposti e denunce. Ripicche, insulti e minacce. Persino una aggressione ad un giovane di 30 anni, che ha poi denunciato l’episodio ai carabinieri. In ultimo, il Comune ha inviato al proprietario delmagazzino, un italiano di 75 anni, una diffida per la regolarizzazione dei locali. Ma non è mai successo niente. «In tempi non sospetti», spiega Paolo Bassi, presidente di Municipio 4, «avevo già messo in guardia chi di dovere: non era normale che in un magazzino ci fosse una moschea. Ma il problema era stato derubricato. Adesso vogliamo riportare tranquillità, legalità e sicurezza in quel condominio». Lo stesso Bassi aveva chiesto al Comune di chiuderla,visto che non era stata autorizzata.Aveva anche effettuato qualche tempo fa un sopralluogo per capire l’uso che ne veniva fatto deilocali. «All’interno», ricorda Bassi, «si vedeva chiaramente la scritta Sri Lanka islamic welfare centre, con accanto una scatola per fare donazioni a favore della moschea». Adesso la questione del piccione sgozzato, finita persino nell’ufficio della Digos che aveva ritenuto fosse un gesto grave, una intimidazione da non prendere sotto gamba. Tra l’altro, quel povero animale non era stato il primo a fare quella fine: un altro, morto con le medesime modalità, era stato trovato qualche giorno prima, di buon’ora, sul selciato del cortile. Perché il piccione? «I loro genitali all’aria e il loro planare sulle teste dei musulmani sono offensivi nei confronti dell’Islam». Lo aveva scritto il Daily Mail, nel descrivere l’ultima folle battaglia degli uomini del Califfato contro gli innocui uccelli. Secondo alcuni condomini poi,dopo la strage diParigi, nella moschea abusiva, si erano ritrovati circa 200 islamici e fino a mezzanotte avevano intonato preghiere a gran voce. Alle persone che avevano protestato vivacemente, infastiditi per Il prefetto tira dritto «Alla Montello trecento profughi» SEGNALI E STRISCIONI Il piccione sgozzato fatto trovare sul davanzale della casa della custode che si era lamentato della moschea abusiva. Qui a fianco il cartello di protesta affisso dai residenti sull’ingresso dello scantinato di via Faà di Bruno 14 [Focarete] l’ennesima volta dal baccano, la risposta era stata: «Stiamo commemorando la morte di un nostro fratello musulmano». Una risposta che era solo servita a riscaldare gli animi degli abitanti del palazzo. E aveva riacceso quel clima di tensione e di paura. Le problematiche delcondominio erano già finite sul tavolo del prefetto, del sindaco, del questore, del comandante dei carabinieri, del comandante della Polizia Locale, dell’assessore alla sicurezza del Comune e persino del comandante dei vigilidel fuoco.Lo stesso amministratore, il geometra Edellio D’Angelo, aveva inviato lettere a mezzo mondo, per descrivere una situazione che andava giorno dopo giorno peggioran- do. «I singoli locali del seminterrato», si legge in uno dei tanti esposti, «sono stati abbattuti e trasformati in un unico locale, affinché lo spazio fosse in grado di ospitare molte persone». E ancora: «I frequentatori della moschea continuano in modo costante ad aumentare in tutti giorni della settimana fino ad arrivare, il venerdì sera, tra le 20.30 e le 24, a 300 persone…». Per il neo assessore alla sicurezza di Municipio 4, Carmine Abagnale, tra le molteplicipatate bollenti che si è ritrovato a risolvere quando si è insediato, lo scorso luglio, quella della moschea abusiva di via Faà di Bruno 14 era di gran lunga la più spinosa. «Ho scritto alle istituzioni, sottolineando la preoc- cupazione dell’amministratore sul rapporto incandescente tra gli inquilini, i cittadini della zona e gli aderenti all’associazione. Prima sono stato poliziotto,poi consigliere comunale e vicepresidente della commissione sicurezza; sono intervenuto trovando spesso la soluzione ai problemi. Adesso non voglio deludere i cittadini. In questi giorni sto girando nella zona per fare una mappa delle criticità». Oltre ad essere una moschea a tutti gli effetti, anche se abusiva, è una associazione denominata «Sri Lanka Islamica welfare-centre Milano». Nell’atto di costituzione registrato il 6 ottobre 2014, tra i tanti motivi per cui è nata c’è anche quello di «fornire tutta l’assistenza ne- cessaria per la morte dei fratelli e delle sorelle, avendo cura di tutte le attività e le spese funerarie correlate…». Una frase che non era stata vista di buon occhio da chi abita lì e «aveva generato un senso di insicurezza», spiega l’amministratore, «affiancato da un grave problema di salubrità e salute pubblica». Adesso sulla spinosa questione si muoverà anche l’assessore alla sicurezza del Comune, Carmela Rozza. Il 12 settembre, infatti, si recherà al consiglio di Municipio 4 per spiegare le sue intenzioni sul fronte sicurezza. E lì le verrà sottoposta una sorta di mappa sulle problematiche della zona, moschea abusiva in primis. © RIPRODUZIONE RISERVATA Incassato il via libera da Palazzo Marino, nonostante le proteste dei cittadini, il prefetto Marangoni ha ufficializzato che la caserma Montello sarà messa a disposizione per l’accoglienza dei migranti. Una disponibilità temporanea (fino al 31 dicembre 2017) e limitata a 300 persone, ha precisato il prefetto, «al solo fine di evitare l’affollamento delle strutture già attive sul territorio della città di Milano». «Durante la permanenza dei rifugiati la struttura sarà oggetto di vigilanza fissa 24 ore al giorno», ha puntualizzato precisando anche che «questo diverso utilizzo della caserma di via Caracciolo non inciderà minimamente sui tempi previsti dall’Accordo di Sicurezza per la realizzazione della nuova sede per la Polizia di Stato presso la caserma Montello» che rientra nel piano di riallocazione dei reparti della Difesa presso la Caserma Santa Barbara e la cessione della caserma Garibaldi all’Università Cattolica. Sono state anche individuate le procedure per la celere definizione dell’Accordo Territoriale per la Sicurezza, che verrà sottoscritto entro la fine dell’anno. Niguarda Dipendente Mm sfrattato dalla casa popolare L’uomo lavora nella società che gestisce gli alloggi sociali del Comune: aveva accumulato un debito con Aler di 200mila euro ::: MASSIMO COSTA ■■■ Lavora da anni nell’ufficio tecnico di Mm, la società partecipata del Comune di Milano che si occupa della gestione delle case popolari di Palazzo Marino. Ma C. B., 52 anni, era anche titolare a sua volta di un alloggio popolare in via Ca’ Granda 30, nel quartiere Niguarda. Un appartamento sociale, ironia della sorte, gestito da Aler, la società regionale in costante dualismo con Mm. Per quei locali alla periferia nord, il lavoratore di Metropolitane milanese non ha versato un euro (o quasi). L’alloggio era intestato a suo padre, ma già nel 1982 partiva la procedura di sfratto per morosità. Il debito con Aler, dopo il subentro del figlio, si è allargato a dismisura fino a sfondare il tetto dei 200mila euro. Per l’esattezza 206mila e 556 euro. Non ha versato il canone, il rimborso delle spese, gli arretrati. Aler provava da anni a recuperare l’immobile che stava ::: LA VICENDA LO SGOMBERO Un dipendente di Mm, partecipata del Comune, è stato sfrattato ieri dal suo appartamento di via Ca Granda (zona Niguarda). Ironia della sorte, il suo appartamento è in gestione all’Aler, società in costante dualismo con Mm I MOTIVI L’uomo non pagava da decenni, quando l’alloggio era ancora intestato al padre. Col tempo ha raggiunto un debito di oltre 200 mila euro. Al 95esimo tentativo di sfratto, Aler è riuscita a far valere le proprie ragioni causando una voragine nei conti (già sofferenti); ma lo sfratto, nonostante la cifra record di novantaquattro (94!) tentativi, non è mai stato eseguito. Fino a ieri, quando il dipendente Mm è stato allontanato durante lo sgombero programmato con le forze dell’ordine. L’uomo, con una patologia invalidante che lo costringe a usare le I palazzi popolari di via Ca’ Granda [Ftg] stampelle per camminare, lavora all’ufficio tecnico di Mm nella divisione Ingegneria (non quindi nel settore che si occupa delle case comunali): l’azienda comunale sottolinea che l’uomo «aveva un rapporto privato con Aler», un contratto che non ha coinvolto in alcun modo l’azienda partecipata di Palazzo Marino. Secondo l’Aler, l’uomo al- loggiava saltuariamente nell’alloggio di via Ca’ Granda, senza abitarla in modo stabile: l’azienda regionale sostiene che il dipendente Mm si è sottratto alle convocazioni periodiche dell’anagrafe dell’utenza di Aler e fino all’ultimo mese non aveva versato il canone né il rimborso delle spese. © RIPRODUZIONE RISERVATA 36 __Giovedì 6 ottobre 2016__ CRONACA __Giovedì 6 ottobre 2016__ 37 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Lungo il Naviglio più di due chilometri di coda La M4 paralizza l’hinterland «Milano ci ha imprigionato» stano in massa lungo la Vigevanese, con l’obiettivo di evitare la coda, finendo però per intasare anche quella. Per non parlare del fatto che di questa famosa Linea M4, gli abitanti dei comuni di Corsico e Buccinasco (per citare quelli maggiormente colpiti dai disagi) non potranno neppure usufruire, a lavoriterminati. «Allo stato attuale delle cose, la metro non raggiungerebbe l’abitato di Corsico»constata Errante, «abbiamo però aperto un tavolo di confronto con gli altri comuni dell’hinterland milanese del sud-ovest -Cesano Boscone, Trezzano sul Naviglio, Corsico, Buccinasco - per diCode in Ludovico il Moro; negli ultimi mesi il traffico verso Corsico obbliga i pendolari a lunghe attese [Ftg] scutere a proporante si è filmato mente per- ricadute sulla vita professio- sito diun eventuale prolunga::: IL VIDEO correva l’alzaia del Naviglio nale dei passeggeri che pote- mento.Staremo a vedere».InGrande da Corsico a Milano, te immaginare. Io avevo fine, per sdrammatizzare, IL PERCORSO all’altezza di piazzale Negrel- esposto questo tipo di proble- una constatazione ironica: Errante in bicicletta ha percorli: decine tra automobili, matiche all’assessore Granel- «Non possiamo andare avanso l’alzaia del Naviglio Grantram e camion formavano li, mesi fa, proponendo inol- ti così, altrimenti tutti i cittadide da Corsico a Milano, all’aluna coda interminabile lun- tre di disattivare i semafori al- nidiCorsico e circondario dotezza di piazzale Negrelli ga almeno due chilometri. meno negli orari di punta, vranno fare come me, che alI TEMPI «Sto ricevendo parecchie la- quando la gente va e torna da le 5 e mezza di mattina vado Automobili, tram e camion formentele da parte dei cittadi- lavoro (dalle 7 alle 8.45 almat- a correre e subito dopo informano una coda interminabile: ni, qui la situazione è ingesti- tino e dalle 17 alle 19 la sera), co la bicicletta e mi dirigo a i mezzi pubblici accumulano ribile da tempo» si sfoga il pri- ma non è arrivato alcun ri- lavorare. Di questi tempi, tortardi fino a 45 minuti. Gli automobilisti per evitare la coda si mo cittadino, «i veicoli pub- scontro». Il problema, quin- na molto utile essere allenaspostano in massa lungo la Viblici arrivano ad accumulare di,non solo persiste, ma si ag- ti». gevanese finendo però per inritardi fino a 45 minuti, con le grava: gli automobilisti si spo© RIPRODUZIONE RISERVATA tasare anche quella Il sindaco di Corsico: situazione insostenibile per una linea che non servirà inostri Comuni ::: ANDREA E. CAPPELLI ■■■ Sono ormai diversi mesi (da aprile ad oggi, più o meno) che la situazione, lungo via Ludovico il Moro, è delle peggiori: a causa dei cantieri per la realizzazione della nuova linea M4 centinaia tra autisti, lavoratori pendolari e studenti diretti a Milano restano imbottigliati nel traffico - con picchi nelle prime ore mattutine e nel tardo pomeriggio. Arrivando tardiin ufficio o saltando la prima ora di lezione scolastica.A complicare le cose, due semafori installati ad hoc per la realizzazione dei lavori, che vanno a sovrapporsi a impianti semaforici già esistenti per regolare il flusso ordinario della circolazione stradale (distanti poche centinaia di metri). Risultato: blocco totale lungo la periferia sud-ovest di Milano. «Siamo di fronte a qualcosa che non ha una logica» si sfoga Filippo Errante, sindaco di Corsico; autore, peraltro, di un video-reportage pubblicato sul suo profilo Facebook ieri, che ha spopolato sul web facendo da cassa di risonanza alle tante voci di protesta di semplici cittadini. In sella alla sua bicicletta, Er- L’AUTOSTRADA Sulla Pedemontana traffico dimezzato rispetto alle attese Partenza flop per la Pedemontana che da gennaio a settembre ha fatto registrare il 59% di traffico in meno di quanto previsto dal piano economico finanziario 2014. Ma il presidente della società, l’ex magistrato Antonio Di Pietro, ha confermato come le auto «stanno aumentando» e aumenteranno ancora «man mano che si aprirà l’autostrada». In particolare, di tutte le tratte finora aperte, quelle che «soffrono» di più sono le due tangenziali: meno 78% di traffico quella di Varese e meno 72% quella di Como. I dati sono stati forniti dalla società alla commissione Bilancio del Consiglio regionale della Lombardia. Per quanto riguarda gli incassi dai pedaggi, da novembre 2015 ad agosto 2016 il ricavo netto della Pedemontana è stato di circa 17 milioni di euro. Di questi, 3 milioni e 900 mila non sono stati ancora pagati dagli automobilisti. «Ma ci sono meno evasori rispetto all'inizio», ha rincuorato Di Pietro, che ha rilanciato l’appello alla Regione perchè la «Pedemontana si faccia tutta». G.SPA. © RIPRODUZIONE RISERVATA 38 CRONACA __Giovedì 6 ottobre 2016__ @ commenta su www.liberoquotidiano.it TuttoMilano ■ ROMBON - Via Rombon - zona 3 ■ SAN MARCO - Via San Marco - zona 1 ■ SEGNERI - Via Segneri-Via Reccaro - zona 6 ■ TONEZZA - Via Tonezza - zona 7 ■ TRAVERSI - Via F.lli Antona Traversi - zona 8 ■ UNGHERIA - Viale Ungheria - zona 4 ■ VAL MAIRA - Via Val Maira - zona 9 Mercati Oggi ■ AMPERE - Via Ampère - zona 3 ■ CALATAFIMI - Via Calatafimi - zona 1 ■ CALVI - Via Melloni - zona 4 ■ CESARIANO - Viale Elvezia - zona 1 Domani ■ DE PREDIS - Via J. da Tradate - zona 8 ■ BENACO - Via Benaco - zona 4 ■ BONOLA - Via Cechov - zona 8 ■ CANALETTO - Via Canaletto - zona 3 ■ CATONE - Via Catone - zona 9 ■ DI RUDINì - Via Antonio di Rudinì - zona 6 ■ ORBETELLO - Via Orbetello - zona 3 ■ OSOPPO - Via Osoppo - zona 7 ::: le lettere ■ CITTADINI-ARSIA - V. Arsia - zona 8 ■ CREMA - Via Crema - zona 5 ■ CURIEL - Via Curiel - zona 6 ■ DEI GUARNIERI - Via Dei Guarnieri - zona 5 ■ FRATELLI DI DIO - Via F. di Dio - zona 7 ■ GRATOSOGLIO NORD - Via Baroni - zona 5 ■ MARCO AURELIO - Via M. Aurelio - zona 2 ■ NEERA - Via Neera - zona 5 ■ PAGANO - Largo V Alpini - zona 1 ■ PISTOIA - Via Pistoia - zona 7 ■ STRESA - Via Stresa - zona 2 Chiusura al traffico: Via Lorenteggio: fra Via Tito Vignoli e Via Leone Tolstoi strada chiusa al traffico causa cantieri in direzione Centro Città Lavori M4 Termine lavori previsto: 31 dicembre 2016 . Corso Plebisciti: strada chiusa al traffico causa cantieri - Lavori M4 - Termine previsto: 31 dicembre 2017. Via Brera: fra Via del Carmine e Via Melone strada chiusa al traffico causa cantieri. Via Foppa: fra Piazza Simone Bolivar e Via Giorgio Washington: strada chiusa al traffico causa cantieri: Termine lavori: Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi CAPROTTI I semafori “spenti” di Milano Riccardo R. e.mail Commenta anche su Fb e Twitter @liberomilano La verità sta in ciello Café Society Quando hai 17 anni ANTEO SPAZIOCINEMA GLORIA MULTISALA VIA MILAZZO, 9 - TEL. 026597732 CORSO VERCELLI 18 - TEL. 0248008908 Design Film Festival APOLLO SPAZIOCINEMA GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390 Café Society Café Society Quando hai 17 anni La verità sta in cielo Domani Indivisibili La vita possibile Domani ARCOBALENO FILMCENTER 15.30-17.50-20.00-22.00 13.00 13.00-15.00-17.20-19.40-22.00 13.00-15.30-17.50-20.00-22.00 13.00 15.30 13.00 15.00-17.20-19.40-22.00 VIALE TUNISIA 11 - TEL. 199208002 Pets - Vita da animali Alla ricerca di Dory Bridget Jones’s Baby Race - Il colore della vittoria Café Society 15.15-17.30-19.40-21.30 15.00-17.10 19.15 21.30 15.15-17.15-19.40-21.30 ARIOSTO SPAZIOCINEMA VIA ARIOSTO, 16 - TEL. 0287085730 Frantz Un padre, una figlia 14.40-19.15-21.20 16.50 ARLECCHINO VIA S. PIETRO ALL’ORTO, 9 - TEL. 0276001214-899678903 Il sogno di Francesco BELTRADE 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 VIA OXILIA, 10 - TEL. 0226820592 Liberami Heart of a dog La memoria dell’acqua Il fiume ha sempre ragione Chuck Norris vs Communism Les amours imaginaires La teoria svedese dell’amore 13.10 14.50-V.O.SOTT. 16.20-V.O.SOTT. 17.50 19.10-V.O.SOTT. 20.40-V.O.SOTT. 22.30 CENTRALE MULTISALA VIA TORINO 30/32 - TEL. 02874826 Café Society V.O. Frantz 14.30-16.30-18.30-20.30-22.30 14.30-17.00-19.30-22.00 CINETEATRO SAN CARLO - MIMAT. VIA ENRICO MOROZZO DELLA ROCCA, 12 - TEL. 02 48199689 Sala chiusa per manutenzione impianti COLOSSEO V.LE MONTE NERO, 84 - TEL. 0259901361-899678903 Café Society Alla ricerca di Dory Pets - Vita da animali Bridget Jones’s Baby Indivisibili Al posto tuo DUCALE MULTISALA 15.30-17.50-20.30-22.30 15.30-17.50-20.20 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 15.30-20.20-22.30 17.50-22.30 PIAZZA NAPOLI 27 - TEL. 199208002 Pets - Vita da animali Alla ricerca di Dory Bridget Jones’s Baby Café Society La verità sta in cielo ELISEO MULTISALA 15.15-17.30-19.40-21.30 15.00-17.10 19.15-21.30 15.15-17.15-19.40-21.30 15.00-17.10-19.40-21.30 VIA TORINO 64 - TEL. 0272008219-899678903 Il sogno di Francesco 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 15.30-17.50-20.30-22.30 15.15-17.40-20.10-22.30 15.00-16.50-18.40-20.30-22.30 Pets - Vita da animali Alla ricerca di Dory Café Society 15.10-17.30-19.50-21.45 14.00 15.45-17.35-20.00-21.45 MEXICO VIA SAVONA, 57 - TEL. 0248951802 Io prima di te ODEON - THE SPACE CINEMA 15.00-17.10-19.20-21.30-V.O. 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Bridget Jones’s Baby ORFEO MULTISALA 12.15-14.30-16.40-19.00-21.30 12.40-15.00 13.10-16.00 12.10-14.35-17.00-19.25-21.50 12.10-14.40-17.10-19.40 22.15 13.10-15.30-17.50-20.10 22.25 13.40-16.30-19.20-22.10 12.40-15.00-17.15-19.35-22.00 12.15-14.45-17.15-19.45-22.15 14.00 21.00 18.50-21.45 VIALE CONI ZUGNA, 50 - TEL. 0289403039 Alla ricerca di Dory Bridget Jones’s Baby Café Society Pets - Vita da animali Pets - Vita da animali (3D) PALESTRINA 15.30-17.45 20.00-22.30 15.00-17.30-20.00-22.30 15.00-16.55-18-50-20.40 22.30 VIA PALESTRINA, 7 - TEL. 0287241925 Ave, Cesare! 16.00-18.30-21.00 PLINIUS MULTISALA VIALE ABRUZZI, 28/30 - TEL. 0229531103 Pets - Vita da animali Bridget Jones’s Baby Pets - Vita da animali Deepwater - Inferno sull’Oceano Café Society Alla ricerca di Dory Ben-Hur Deepwater - Inferno sull’Oceano Mine UCI CINEMAS BICOCCA 15.00-17.00-19.00-21.00 15.30-17.50-20.10-22.30 16.00-18.00 20.00-22.30 15.30-17.50-20.10-22.30 15.10-17.20-19.30 21.30 15.00-17.30 20.00-22.30 VIALE SARCA, 336 - TEL. 892960 Al posto tuo I magnifici 7 Independence Day: rigenerazione Pets - Vita da animali Deepwater - Inferno sull’Oceano Pets - Vita da animali V.O. Pets - Vita da animali Alla ricerca di Dory Deepwater - Inferno sull’Oceano Il sogno di Francesco Jason Bourne Ben-Hur V.O. Il sogno di Francesco Al posto tuo 14.30 17.00 19.55-22.40 15.00-17.20-19.50-22.10 20.10-22.35 18.00 15.40 15.10-17.30-19.50-22.20 14.40-17.20 15.30 22.35 19.55 17.35-19.40-22.00 17.30-20.10-22.20 I magniffici 7 La verità sta in cielo Alla ricerca di Dory Trafficanti I magnifici 7 L’era glaciale: In rotta di collisione Abel - Il figlio del vento Mine Blair Witch L’estate addosso Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi Mine Ben-Hur Blair Witch Frantz Café Society Bridget Jones’s Baby Alla ricerca di Dory Ben-Hur Pets - Vita da animali Pets - Vita da animali (3D) UCI CINEMAS CERTOSA 14.30 15.00-17.15-19.30-21.50 14.15 17.10-19.45-22.25 19.40-22.35 14.40-17.10 14.40 17.30-20.00-22.25 17.00 21.35 19.10 14.35 14.30-17.15 22.30 20.00 14.50-17.20-19.50-22.10 14.15-17.00-19.45-22.30 14.40-17.00 19.30-22.35 14.20-16.50-19.10-21.30 16.00-18.15-21.00 VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960 Pets - Vita da animali Al posto tuo Deepwater - Inferno sull’Oceano Alla ricerca di Dory Mine Pets - Vita da animali Pets - Vita da animali Bridget Jones’s Baby Deepwater - Inferno sull’Oceano La verità sta in cielo Mine Deepwater - Inferno sull’Oceano I magnifici 7 Bridget Jones’s Baby Ben-Hur V.O. La verità sta in cielo Mine Café Society 18.40 20.45 22.45 17.15-19.35 22.35 17.30-19.45-22.10 17.00 19.45-22.30 17.15 19.40-22.20 17.15 19.50 22.30 17.10 20.30 17.20 20.00 22.20 SPAZIO OBERDAN CINETECA ITALIA VIALE VITTORIO VENETO 2 - TEL. 0277406300 XV Festival Internazionale del Cinema d’Arte 17.00-21.00 CINEWANTED VIA TERTULLIANO, 68 - TEL. 334 6763643 Eau argentée - Autoritratto siriano 19.30-21.30-V.O.SOTT. HINTERLAND ASSAGO UCI CINEMAS MILANOFIORI VIALE MILANOFIORI - TEL. 892960 Ben-Hur Deepwater - Inferno sull’Oceano Mine La verità sta in cielo Bridget Jones’s Baby Deepwater - Inferno sull’Oceano Pets - Vita da animali Alla ricerca di Dory Al posto tuo Café Society I magnifici 7 Ben-Hur V.O. Turno diurno ■ CENTRO v. Fiori Oscuri, 13; v. Visconti di Modrone, 1; c.so di Porta Ticinese, 50. ■ NORD v. Pascarella, 22; v. Bodoni, 19; v. Candiani, 122; v. P. Lambertenghi, 25; v. Airolo, 36.. ■ SUD v.le Bligny, 47; v. Monte Palombino, 9; v. Meda, 37; v. San Paolino, 18. ■ EST v. Malpighi, 12; p.le Loreto, 7; v. Iglesias, 48; v.le Abruzzi, 23; v. Grossich, 15; c.so Concordia, 16; v. Compagnoni, 24; p.za Insubria, 11, v.le Ungheria, 13. ■ OVEST v.le Coni Zugna, 43; v. Primaticcio, 96; v. delle Forze Armate, 4; v. delle Betulle, 36/c; v. Rasori, 2; p.za Monte Falterona, 3; v. Ugo Betti, 42/b; v. S. Galdino, 11. Turno notturno (dalle ore 21 alle ore 8,30) p.za Clotilde, 1; p.za Cinque Giornate, 6; c.so S. Gottardo, 1; v.le Zara, 38; v. R. Di Lauria, 22. Aperte 24h: Via Boccaccio, 26; V.le Famagosta, 36; Stazione Garibaldi (P.za S, Freud); p.le Stazione Porta Genova 5/3 ang. via Vigevano 45; v.le Lucania, 6; Corso Magenta, 96; v.le Testi, 90 Stradivari in festival a Cremona EVENTO Con il concorso “Alla luce del sole”, promosso da Apa Confartigianato Monza e Brianza, si intende dare spazio ai giovani designer che si siano appena affacciati al mondo della progettazione o siano in procinto di farlo. Oggi alle 16 a Palazzo Reale verranno premiati i ragazzi vincitori e, in quell’occasione, ci sarà un’interessante conversazione tra Andrea Branzi e Manolo De Giorgi che parlano ai giovani sui temi del design e dell’artigianato. Finalità del concorso è mettere in contatto le imprese artigiane con il gruppo di giovani designer selezionati al fine di dare visibilità alle future leve del mondo del design. Il concorso aveva l’obiettivo di selezionare 6 progetti. Domani, ore 16 Palazzo Reale È incredibile. La sinistra non si smentisce mai. Anche quando si tratta di rendere omaggio a un grande dell’imprenditoria italiana, c’è qualcuno che tenta di mettere i bastoni tra le ruote, come è successo lunedì in consiglio comunale a Milano quando si stava decidendo se intitolare una via o un parco a Bernardo Caprotti. Alla fine la mozione è passata e il patron di Esselunga potrà essere ricordato per sempre nella città dove ha aperto il suo primo punto vendita. Colpisce, però, che alcuni esponenti della sinistra milanese abbiano addirittura minacciato di uscire dall’aula durante la votazione, in segno di protesta, con motivazioni fuori da ogni logica. Secondo loro Caprotti è stato un capitalista che ha sfruttato i suoi dipendentifacendoli lavorare anche la domenica. La verità dice che grazie alla genialità di Caprotti ben 22 mila persone hanno trovato lavoro, hanno sempre ricevuto lo stipendio e sono sempre stati tutelati. Infatti, tutti i milanesi lo amavano. E tutti, almeno una volta, hanno fatto la spesa in uno dei suoi supermercati. Ma non basta, la sinistra ha provato a rovinare il suo ricordo nel giorno dei funerali. Giuseppe L. e.mail MILANO fine 2017. Via Vincenzo Foppa fra Via Montevideo e Viale Coni Zugna: lavori fino alle 20:00 del 31 dicembre 2016 Via Ascanio Sforza: fra Via Scoglio di Quarto e Via Conchetta divieto di transito fino alle 03:00 del 31 ottobre 2016. Traffico difficoltoso in: Viale Bianca Maria: fra Via Mayr Giovanni e Via Vincenzo Bellini restringimento di carreggiata causa cantieri in direzione Piazza 5 Giornate. Termine: 20 Ottobre 2016. Via Antonio Sant'Elia Altezza. Concorso di design a Palazzo Reale Lo sgarbo della sinistra Parlare di sicurezza stradale a Milano è come fare un salto nel buio. Non passa settimana ormai che non si scriva di pirati della strada, di stop non rispettati e di segnaletica poco chiara. Già. Ne approfitto per spendere due righe sui semafori: vorrei che questi funzionassero anche durante le ore notturne. A volte lasciarli accesi solo a luci intermettenti non fanno altro che aumentare i rischi di incidenti. Soprattutto nelle strade trafficate.Se poi,vedi piazza Firenze, i semafori ci sono, e pure nuovi, ma sono completamente spenti, allora che parliamo a fare di sicurezza? (dalle ore 8,30 alle ore 21,00) ::: appuntamenti Le lettere via e-mail vanno inviate a: [email protected] Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42, 20129 Milano. SICUREZZA Farmacie 22.20 17.40-20.00 17.30-20.10-22.35 17.40-20.00-22.15 17.05-19.50-22.35 22.35 17.50-20.10 17.30-20.10-22.35 20.35-22.35 18.20 17.00 19.55 Musica jazz in conservatorio MUSICA Gran finale di Stradivari Festival. Si comincia stasera alle 21: all’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino di Piazza Guglielmo Marconi a Cremona è di scena Leonidas Kavako, che suona ilviolino Antonio StradivariAbergavenny 1724.Accompagnato dal pianista Enrico Pace, Kavakos tributa un singolare omaggio a Ludwig van Beethoven. Domani 7 ottobre, sempre alle 21, l’Auditorium Arvedi si colora di atmosfere gypsy, grazie al talento eclettico di Géza Hosszu-Legocky e al suo violino Antonio Stradivari Joachim 1715. Sabato 8 ottobre, infine, gran finale con il virtuoso britannico Nigel Kennedy, che vanta due milioni di CD venduti, due anni di permanenza nelle classifiche UK. Da oggi a sabato Museo del Violino Trafffiicanti Alla ricerca di Dory Café Society I magnifici 7 Pets - Vita da animali 22.40 18.00 20.20 22.35 17.20-19.50-22.10 BELLINZAGO LOMBARDO ARCADIA C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445 Café Society 17.15-20.10-22.25 L’era glaciale: In rotta di collisione 17.35 Ben-Hur 19.40-22.30 I magnifici 7 22.20 Pets - Vita da animali 17.20-18.10-20.00-21.00-22.10 Alla ricerca di Dory 17.50-20.30 Deepwater - Inferno sull’Oceano 17.30-20.15-22.40 La verità sta in cielo 18.00-21.10 Trafficanti 17.10-19.45 Mine 17.40-20.20-22.45 Bridget Jones’s Baby 17.00-19.50-22.35 CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE VIA TURATI, 62 - TEL. 892111 Pets - Vita da animali Mine Pets - Vita da animali Pets - Vita da animali V.O. Trafficanti Abel - Il figlio del vento Ben-Hur I magnifici 7 Pets - Vita da animali Al posto tuo Bridget Jones’s Baby Alla ricerca di Dory Deepwater - Inferno sull’Oceano Café Society Alla ricerca di Dory Pets - Vita da animali La verità sta in cielo MELZO 16.55-19.25-21.55 17.10-19.45-22.25 17.30 19.55 22.20 16.10 18.40 21.40 16.30 18.55-21.15 16.15-19.15-22.15 16.45-19.20-22.00 17.15-19.50-22.30 19.00-21.35 16.20 15.55-18.25-20.55 17.05-19.35-22.05 ARCADIA MULTIPLEX VIA MARTIRI DELLA LIBERTA` - TEL. 0295416444 Deepwater - Inferno sull’Oceano Café Society Ben-Hur Mine Alla ricerca di Dory Bridget Jones’s Baby Pets - Vita da animali | Atmos Pets - Vita da animali PADERNO DUGNANO 17.40-20.00-22.30 17.10-19.50 22.10 20.10-22.20 17.00-19.50 17.30-22.05 17.20-20.20 22.00 LE GIRAFFE VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250 Pets - Vita da animali (3D) 17.00-19.00-21.00 Ben-Hur 18.00-21.15 Café Society 16.30-18.30-21.00 Mine 16.50-19.00-21.15 Deepwater - Inferno sull’Oceano 18.00-20.30-22.45 Bridget Jones’s Baby 16.20-18.50-21.20 Alla ricerca di Dory 16.20-18.30 Abel - Il figlio del vento 20.30-22.40 Alla ricerca di Dory 17.00-19.10-21.20 L’era glaciale: In rotta di collisione 17.00-19.10 I magnifici 7 21.10 Io prima di te 17.30-20.30 Trafficanti 22.40 Pets - Vita da animali 17.30-19.30-21.30 Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi 17.50-20.20-22.45 Pets - Vita da animali 16.30-18.30-20.30-22.30 CONCERTO Finalmente ritorna in Italia il gruppo musicale israeliano “Ehud Ettun Trio” e per la prima volta sarà a Milano. Il gruppo composto Ehud Ettun, al contrabbasso, Daniel Schwarzwald, pianista, Nathan Blankett,batterista,giovani talenti del jazz internazionale, si esibiranno oggi alle 20.45 gratuitamente presso il conservatorio “Giuseppe Verdi” in sala Puccini, in un concerto di musica jazz contaminata da sonorità tipicamente ebraiche. I tre musicisti che compongono il trio hanno una formazione molto simile: nati e cresciuti in Israele hanno cominciato a suonare da giovani,si sono conosciuti andando a concerti e hanno deciso di suonare insieme. Oggi, ore 20.45 Via Conservatorio 12 PIOLTELLO UCI CINEMAS PIOLTELLO VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960 Abel - Il figlio del vento I magnifici 7 La verità sta in cielo Deepwater - Inferno sull’Oceano I magnifici 7 | Imax Alla ricerca di Dory Café Society Pets - Vita da animali Pets - Vita da animali Alla ricerca di Dory Trafficanti Bridget Jones’s Baby Indivisibili Io prima di te Pets - Vita da animali (3D) Mine Al posto tuo Ben-Hur L’era glaciale: In rotta di collisione Ben-Hur V.O. ROZZANO 17.10 19.30-22.30 17.15-19.40-22.10 17.10-19.45-22.15 18.30-21.30 17.15-19.45-22.15 17.10-19.40-22.10 17.30-19.50-22.10 17.00-19.20-21.40 17.30 20.00-22.40 17.00-19.45-22.30 20.00 22.30 17.45 17.10-19.40-22.10 18.20-20.30-22.40 22.30 17.00 19.50 THE SPACE CINEMA ROZZANO C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111 Pets - Vita da animali (3D) Pets - Vita da animali Pets - Vita da animali Alla ricerca di Dory Independence Day: rigenerazione La verità sta in cielo Deepwater - Inferno sull’Oceano Café Society Mine Ben-Hur Al posto tuo Abel - Il figlio del vento Trafficanti Alla ricerca di Dory Al posto tuo Bridget Jones’s Baby Pets - Vita da animali Pets - Vita da animali SAN GIULIANO MILANESE 15.30-17.50-22.30 20.00V.O. 15.00-17.20-19.40-22.00 16.30-18.55 21.20 16.15-18.35-21.10 17.15-19.45-22.15 16.25-18.45-21.15 16.40-19.20-21.50 17.00-22.10 19.55 16.35 19.00-21.40 15.05-17.30-20.00 22.25 16.00-18.50-21.45 16.20-18.40-21.00 16.50-19.10-21.30 MOVIE PLANET S.S. 9 VIA EMILIA, ANGOLO VIA TOLSTOJ - TEL. 899 552578 (PREN.) Bridget Jones’s Baby Pets - Vita da animali La verità sta in cielo Alla ricerca di Dory Ben-Hur Deepwater - Inferno sull’Oceano SESTO SAN GIOVANNI 17,00-19,40-22,10 17,10-20,00-22,10 17,10-20,00-22,10 17,10-19,50 22,10 17,15-19,50-22,10 SKYLINE MULTIPLEX C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547 La verità sta in cielo 15.15-17.30-20.00-22.10 Abel - Il figlio del vento 16.10 Al posto tuo 18.15-20.20-22.20 Mine 15.10-17.30-20.00-22.30 Pets - Vita da animali 15.00-16.55-18.50-20.45-22.40 Pets - Vita da animali 16.00-18.00-20.00-22.00 L’era glaciale: In rotta di collisione 15.15 Bridget Jones’s Baby 17.30-20.00-22.30 Alla ricerca di Dory 15.30-17.45-20.00 Ben-Hur 22.15 Café Society 15.30-17.45-20.10-22.15 Deepwater - Inferno sull’Oceano 15.20-17.30-20.20-22.35 I magnifici 7 | Imax 17.45-21.15 CRONACA __Giovedì 6 ottobre 2016__ 39 @ commenta su www.liberoquotidiano.it Lecco NUOVO SOPRALLUOGO NEI BOSCHI DI CITTIGLIO (VA) Neonato muore dopo il parto cesareo Medici denunciati Omicidio Macchi Si cerca il coltello A 30 anni dall’omicidio della studentessa di Varese Lidia Macchi, massacrata con 29 coltellate nel gennaio 1987, i militari tornano a cercare l'arma del delitto nei boschi del Sass Pinì, a Cittiglio, dove fu trovato il cadavere. Ieri il sopralluogo del sostituto pg di Milano Carmen Manfredda [Ftg] Pedofilia a Cusano Milanino Palpeggia un bambino in strada Manette a pensionato di 75 anni Il piccolo, 5 anni, aggredito mentre era in monopattino. L’uomo, incensurato, finisce ai domiciliari ::: SALVATORE GARZILLO ■■■ Nel quartiere lo conoscono tutti, è un bambino cinese di 5 anni con la faccia paffuta e l’aria simpatica. Per questo sua madre, impegnata a gestire un negozio di parrucchiere, non si è preoccupata quando non lo ha visto più nei paraggi. Sapeva che avrebbe fatto ritorno a bordo delsuo monopattino con cui esplora la zona. Invece stavolta gliel’hanno riportato i carabinieri dopo aver arrestato un pensionato di 75 anniche ha molestato il bimbo in strada. L’uomo è incensurato e completamente sconosciuto alle forze dell’ordine, non è neppure mai stato segnalato per comportamenti sospetti. Martedì pomeriggio ha incontrato il piccolo poco distante dal negozio della madre, nel centro di Cusano Milanino, ha seguito per un po’ il suo monopattino e quando è rimasto solo lo ha spinto contro una ringhiera per mettergli la mano nei pantaloncini. Il bambino è scoppiato a piangere, ha provato invano a scappare. I suoi lamenti hanno però attirato l’attenzione di una donna di passaggio che ha im- mediatamente chiamato i carabinieri della compagnia di Sesto San Giovanni. Al loro arrivo il bambino cinese era già riuscito a liberarsi dalla presa dell’anziano che comunque è stato arrestato in flagranza di reato. Grazie alla testimonianza della passante non ci sarà bisogno di organizzare l’audizione protetta con la vittima che quindi sarà sollevata dalla dolorosa esperienza di dover raccontare cosa è accaduto in quella stradina. L’uomo arrestato non ha provato a fornire spiegazioni di alcun tipo. Le sue condizioni psichiche risultano normali e questo ha reso ancora più difficile ai militari comprendere cosa gli sia scattato in testa alla vista del bambino indifeso. La sua famiglia è rimasta scioccata quando ha saputo la notizia. Al pensionato saranno concessi sicuramente i domiciliari in virtù della sua età e di una fedina penale immacolata fino all’altro giorno. Alla madre del bambino, invece, è stato consigliato di contattare uno psicologo infantile per capire quali danni ha riportato e come ricucire la ferita. © RIPRODUZIONE RISERVATA ■■■ La gravidanza era ormai a termine. Ancora poche settimana di attesa e, poi, il lieto evento. Eppure il sogno di abbracciare il loro bimbo per una coppia di Olgiate, in provincia di Lecco, si è infranto lunedì pomeriggio. Il piccolo non ce l’ha fatta. Era infatti nato prematuro dopo che la giovane donna era inciampata sulle scale esterne della propria abitazione in via Manzoni sabato pomeriggio. Una brutta caduta che aveva spinto subito la coppia a chiamare il 118 e a recarsi in ambulanza all’Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco. Da lì, la decisione dei medici di accelerare il parto e far nascere il piccolo con un parto cesareo. Dopo poche ore, però, il neonato non ce l’ha fatta. Sull’accaduto i famigliari hanno subito chiesto che venga fatta chiarezza, presentando un esposto alla Procura. Chiedono soprattutto che sia fatta piena luce sulle procedure attuate da quando la donna è stata presa in carico dai medici. Già, perchè quella caduta improvvisa sembrava non aver provocato gravi conseguenze per la donna e quindi per il feto. La caduta sembrava lieve e la gravidanza, dunque, secondo la famiglia non era a rischio. Eppure i medici non hanno avuto dubbi. Ecco che scoppia il caso. Solo pochi mesifa, infatti, un’altra neonata,nata nell’ospedale di Sondrio e trasferita durgenza al Manzoni di Lecco, è deceduta poche ore dopo il parto. Anche in questo caso, qualcosa era andato storto. Oggi ci si chiede ancora cosa sia successo in quella sala parto. Un lieto fine, dunque, che non è arrivato per queste giovani madri. Che adesso pretendono delle spiegazioni sull’accaduto. G. VEN. © RIPRODUZIONE RISERVATA __Giovedì 6 ottobre 2016__