Transcript Libero

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042007
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Giovedì 6 ottobre 2016
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DIRETTORE VITTORIO FELTRI
ANNO LI NUMERO 276 EURO 1,50*
Senza leader forti i partiti languono
È il momento dei padroni
Forza Italia ferma in attesa della resurrezione di Silvio, Grillo costretto ad azzerare il direttorio per evitare
la sfascio di M5s, il Pd che stenta da quando Renzi ha perso il tocco magico, Lega da sempre appesa al capo
di FAUSTO CARIOTI
In Italia funziona un solo modello di partito: quello padronale.Se si preferisce una definizione più gentile lo si può chiamare partito fondato sul carisma del leader, ma la sostanza
non cambia: lì dentro uno solo
comanda, per gli altri la scelta
è tra adeguarsi e sparire. Tutto
il resto - la democrazia interna,
l’utopia della trasparenza e della collegialità, il mito del dialogo con la base e il territorio - fa
parte della propaganda. Buono per cucinarci gli slogan,
ma, quando si deve fare sul se-
rio, o hai un capo indiscusso
che parla per tutti o non vai da
nessuna parte.
Beppe Grillo, che di mitologie politiche se ne intende, si
era inventato la storia dell’uno
vale uno. Aveva persino provato a prendersiin parola:«Midefilo dal Movimento. Ho un’età
pazzesca, ho fatto il mio tempo».Come se lui fosse uno qualunque. Doveva essere il momento del passaggio della sua
creatura all’età adulta, l’inizio
della marcia trionfale (...)
«La verità del 2013»
Eredità Esselunga
Caprotti lascia l’impero alle sue donne
di NINO SUNSERI a pagina 20
di FABRIZIO MELIS
L’eterno ritorno di Michele
Santoro in Rai inizia alle
21.10 spaccate. Il problema è
che potrebbero essere le
21.10 di qualsiasi giorno degli ultimi quindici anni: il servizio sugli italiani ricchi e buzzurri che vanno a Ibiza, Alba
Parietti, Flavio Briatore, Luigi
De Magistris, “Michele chi?”
che - visibilmente emozionato - parla benissimo di se stesso, Berlusconi tirato in ballo
come i cavoli a merenda. E si
indovini dove va a parare il
consueto monologo di Santoro: ma su Berlusconi, ovviamente: l’editto bulgaro, la celebre puntata di Servizio Pubblico del 2013 che rilanciò il
Cav e e per cui Santoro quasi
si difende («Non ho aiutato
Berlusconi»), Grillo e la comunicazione (...)
segue a pagina 2
PAOLO BECCHI a pagina 2
È finita la dittatura rossa
Le fandonie
degli intellettuali
non tirano più
Il popolo umile
stavolta vince
su snob e sinistra
di RENATO FARINA
di VITTORIO FELTRI
C’è qualcuno che è persino
peggio di Renzi, e forse più pericoloso: ed è l’Intellettuale.
Pretende di imporre la dittatura dei suoi dogmi, non con la
ragione,ma con l’autorità della sua fronte inutilmente ampia. Il suo senso di superiorità
francamente immotivata ci
ha rotto le scatole. In francese
si dice “Intellò”. Usiamo la “i”
maiuscola per rispetto (...)
Il nostro Renato Farina qui accanto svolge il tema degli intellettuali che ci hanno rotto le
scatole perché poverini si danno molte arie ma non ne hanno mai azzeccata una. Sono
noiosi, ripetitivi, vanitosi e dispensano prediche in controtendenza rispetto al sentire
della gente comune. Da oltre
mezzo secolo sono in cattedra, cercano (...)
segue a pagina 4
segue a pagina 4
«Correte, che bello, c'è un uomo
che sta cagando». (Scusate, ma è
improbabile che il capannello di
turisti che si è creato a Piazza Venezia, ieri, abbia detto «defecando»: al limite «shitting», visto che
c'erano stranieri, oppure «facendo la cacca», visto che c'erano
bambini, o «i bisogni» visto che
c'erano pensionati). Interessante:
sta di fatto che un barbone (anche
qui: senzatetto, clochard, vagabondo) si è cavato i pantaloni e si
è messo a officiare nello spazio verde davanti all’Altare della Patria,
coi turisti che ovviamente sguaina-
APPUNTO
di FILIPPO FACCI
Aria nuova
vano il cellulare: souvenir d'Italie.
Poi l'uomo ha improvvisato pure
uno spogliarello, ma non c'interessa, fermiamoci qui. La scena è durata mezz'ora: e che diciamo? Ce
la prendiamo con la Raggi? No,
altrimenti il discorso andrebbe
esteso al vicino Colle Oppio, dove i
gatti sono spariti perché i nomadi
se li sono magnati. Il punto è che
in Piazza Venezia, dove il barbo-
* Con: "I 100 CAPOLAVORI DEL JAZZ" - CD nr. 2 - € 6,00; CD nr. 1 - € 2,00.
Santoro torna
e si scusa
per Berlusconi
segue a pagina 9
I FATTACCI DELLA VITA
Se i bimbi stanno male L’omicidio di Loris
Fa uccidere il marito
hanno voglia di morire si riduce a lite per soldi per non affidargli i figli
Giallo dell’undicenne annegato
Il padre ora chiede due milioni
Ai due assassini diecimila euro
di SIMONA BERTUZZI
di CRISTIANA LODI
di ALESSANDRO DELL’ORTO
Non si crepa a undici anni in un canale scolmatore. Quando il sole è caldo
e avvolge la campagna. Quando il pomeriggio è carico di gridolini e brezza, e il sudore buono dell’adolescenza impregna i capelli e la fronte. (...)
«Non soltanto hai ucciso Loris» strilla
al suocero l’imputata «adesso hai pure il coraggio di chiedermi i soldi!».
Poi, sorridendo sarcastica, si rivolge
al marito in aula: «Ah sì? Vuoi la separazione e due milioni di euro... (...)
Quando ha capito che la separazione
dal marito stava diventando sempre
più complicata e conflittuale - rispetto a ciò che sognava e pretendeva - e
che l’affido delle figlie minorenni non
le sarebbe stato dato (...)
segue a pagina 16
segue a pagina 16
segue a pagina 17
ne espelleva per via anale le sue
sostanze non assimilabili, non si
poteva neppure chiamare i vigili o
i Carabinieri: erano già lì. C'era
una manifestazione, c'erano un
sacco di vigili e persino una camionetta dei Carabinieri, appunto:
ma immaginateli in tenuta antisommossa al grido di «correte, c'è
un uomo che sta cagando». Quindi non ce la prendiamo con la Raggi, no, anzi, ci appelliamo a lei.
Semplicemente: faccia qualcosa.
Neppure il più accanito tra gli avversari, questa volta, potrà dirle
che le manchi la competenza.
La giustizia vista dai compagni
Se scagiona la polizia
la perizia è truccata
di GIUSEPPE CRUCIANI
Condannano carabinieri e
poliziotti? Evviva la giustizia. Vengono assolti? Sicuramente sono coperti da
lobby, servizi segreti deviati e schegge impazzite dello Stato. Stiamo parlando della vicenda Cucchi. C’è
una parte d’Italia (...)
segue a pagina 18
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nuovi equilibri
::: PAOLO BECCHI
CESARE SACCHETTI
■■■ Tutto cominciò cinque anni fa
alla Leopolda quando sul palcoscenico della stazione ferroviaria di Firenze
si affacciava quello che all’epoca era
considerato poco più di un giovanotto rampante e piuttosto arrogante,
uno di quelli con la parlata svelta ma
che non si preoccupa troppo di quello
che dice. Matteo Renzi esordiva così
nella politica italiana, parlando della
necessità di una rottamazione della
vecchia classe dirigente del Pd, incapace di interpretare al meglio i cambiamenti del futuro e ormai troppo legata ad un passato fatto di effigi e simboli che non appartengono più alla si-
nistra moderna. Dentro il Pd, non fu
accolto bene. D’Alema, Marini e Bersani non hanno mai visto con favore
l’avvento di questo giovane spregiudicato e arrampicatore, ma hanno ingoiato il rospo della sua ascesa perché
così era stato deciso dai piani alti dell’Europa e di Washington. Quando
Renzi venne scelto come sostituto di
Enrico Letta, l’intera stampa italiana e
internazionale si schierò tutta come
un sol uomo a favore dell’ex sindaco
di Firenze. La presenza del rottamatore nei media era bulimica, e invadeva
tutti gli spazi delle principali reti nazionali a ogni ora del giorno. Confindustria e De Benedetti ne decantavano
le lodi, vedevano nella sua figura l’uomo che avrebbe una volta per tutte in-
ANCHE A SINISTRA Gli esperti confermano: «Il Pd era
il movimento politico più strutturato, ma dopo le sconfitte
degli ultimi anni ha dovuto affidarsi a un capo forte»
L’analisi
Ai poteri forti serve un altro governo
Gli ex sponsor hanno voltato le spalle a Renzi che cadrà col referendum: dopo di lui
franto quei tabù che tutti i governi precedenti non avevano osato sfidare. È
stato così per la riforma dell’articolo
18, un passaggio storico che ha inferto
un duro colpo al già provato edificio
dello Stato sociale e ha concesso un
potere ancora maggiore al grande capitale dell’industria italiana.
Nessuno era riuscito in questo, né i
vecchi ex compagni di una volta come D’Alema avrebbero potuto riuscirci. Il motivo è apparentemente intuiti-
vo quanto semplice: per approvare
delle riforme del genere occorreva costruire un logos di novità, di immagine giovane e fresca di cui la classe dirigente del Pd era del tutto priva. I media hanno contribuito e alimentato
quel logos falso e artificiale per permettere di descrivere le riforme renziane come un enorme passo in avanti
per la società italiana, quando esse
rappresentano un salto all’indietro di
60 anni,azzerando decenni di conqui-
ste e lotte sindacali.
Da qui la fiducia in bianco al rottamatore da tutti gli ambienti che contano: dalla finanza anglosassone per
mezzo del Financial Times, dalla cancelliera Angela Merkel che vedeva in
Renziuna garanzia che l’Italia non violasse il teorema dell’austerità e rimanesse ben salda all’euro, fino alle istituzioni europee sicure che il Belpaese
nelle mani del governo Renzi non fosse più una minaccia per la stabilità del-
Per fare un partito
ci vuole un padrone
Nell’epoca di tv e internet funzionano le formazioni dove comanda uno solo
Altro che democrazia, da Silvio a Renzi, da Grillo a Salvini vince l’uomo forte
::: segue dalla prima
FAUSTO CARIOTI
(...) dell’esercito dei trentenni, destinazione palazzo Chigi.
Un’estate dopo il comico
sessantottenne è costretto a riprendere in mano il M5S.I ragazzotti tornano nel retrobottega,a completare l’apprendistato. Lui decide chi può andare in televisione e chi dovrà
fare l’assessore a Roma, lui
detta la linea alla spaurita Virginia Raggi,luicompatta iranghi degli eletti in Parlamento
e in periferia. E luitorna a mettere la faccia sulle scelte del
Movimento, perché la sua è
l’unica che funzioni. Uno vale tutti, basta non dirlo a voce
alta.
Grillo non ha fatto altro che
arrendersi all’evidenza, prendere atto della natura delle democrazie nell’epoca superveloce della televisione e di internet. «Eroi, combattenti,
perdenti: i leader sono gli interpreti obbligati di ogni narrazione mediatica. I campioni del consenso e dell’Auditel
alle cui sorti le democrazie
del pubblico sono costrette
ad affidarsi». Lo scrive il politologo Mauro Calise, che a
questa trasformazione delle
democrazie ha dedicato più
di un libro.
Forza Italia, altro caso da
manuale. Soprattutto adesso
che è quotata dai sondaggisti
attorno al 12%, un terzo di
quanto preso dall’allora Pdl
alle Politiche del 2008. «Per
come è nata e si è sviluppata,
non credo che possa avere
un futuro politico senza Berlusconi»:diagnosi sincera e crudele quella della tessera numero due Antonio Martino,
che ventidue anni fa fondò il
partito assieme al Cavaliere.
Parole confermate ogni giorno dall’ansia con cui tutti i dirigenti del partito attendono
gli aggiornamenti sulle cartelle cliniche dell’ex premier:
con lui al comando c’è ancora speranza di recuperare. È
allo stesso tempo una fortuna
e una dannazione, un capo
così, perché l’unica cosa che
Silvio Berlusconi avrebbe dovuto fare in questi anni - scegliere un leader che non sfigurasse troppo al suo cospetto si è guardato bene dal realizzarla.
Il fenomeno ha raggiunto
l’apice adesso, ma non è nato
oggi. Giovanni Orsina, che insegna Storia contemporanea
alla Luiss, lo racconta così: «A
partire dagli anni Settanta si
assiste alla dissoluzione delle
istituzioni e alla individualizzazione dei processi politici.
Non c’è più un corpo intermedio, un partito, un gruppo o
una istituzione che possa aiutarti a fare politica, perché si
sono tutti dissolti. L’unica cosa che rimane è l’individuo, il
leader. Il cui carisma, però, o
è sorretto da tanti soldi e da
una personalità straordinaria
come quella di Berlusconi, o
nelgiro di pochiannisiconsuma».
Se il leader è tutto, il partito
può anche non esserci. «Alcuni degli attuali partiti italiani
di fatto non sono mai esistiti»,
prosegue Orsina. «Il Movimento Cinque Stelle è un
non-partito e Forza Italia è un
mezzo partito.Quanto alla Lega, è un partito ben strutturato in alcune regioni, ma i suoi
risultati sono figli del carisma
prima di Bossi e poi di Salvini.
Oggi la Lega è Salvini».
Inumeri del Carroccio confermano: tra alti e bassi, il
quid del fondatore ha fatto la
fortuna del partito sino alle
Europee del 2009, quando fu
sfondato il tetto del 10% a livello nazionale, e alle Regionali dell’anno seguente, dove
il bottino raccolto superò il
12%. Il declino degli anni successivi è conseguenza della
crisi personale di Bossi e dura
sin quando un altro leader carismatico non si mette alla
guida delle camicie verdi.
AZZURRI NEL BUNKER
In Forza Italia temono un altro Nazareno
«L’unica soluzione è votare un No secco»
«Il referendum costituzionale è la partita della vita. Dobbiamo lavorare per il No dalla mattina alla sera, sette giorni su sette, ventiquattr’ore al giorno. Il referendum spacca
la sinistra e ricompatta il centrodestra». Renato Brunetta
chiama alla mobilitazione Forza Italia. Il capogruppo alla
Camera dà voce a quanti, nel partito, temono un «Nazareno bis». Così il gruppo a Montecitorio, con un occhio ai
sondaggi che vedono il Sì in recupero, serra i ranghi. Ieri
in un convegno organizzato vicino alla Camera - «#qualecentrodestra? Referendum? Certamente NO!» - gli azzurri hanno suonato i tamburi di guerra. «C’è stato un rilassamento a tutti i livelli», ha denunciato Altero Matteoli, critico con quanti hanno abbassato la guardia: «Molti di noi si
sono innamorati di Renzi, Berlusconi compreso. “Come
comunica bene”, diceva... Dobbiamo far crescere la mobilitazione» privilegiando la «nostra classe dirigente. Non
abbiamo bisogno di Papi stranieri». Un siluro a Stefano
Parisi, accusato di essere troppo morbido sul quesito.
Con Matteo Salvini inizia la risalita: sopra al 6% alle Europee del 2014, quasi il 15% alle
Regionali l’anno successivo,
un ottimo 12% alle Comunali
di Milano a giugno. Risultato
importante, questo, anche
perché raggiunto facendo la
corsa per un candidato come
Stefano Parisi,difficile da digerire per gli elettori leghisti, e in
coalizione con una Forza Italia che su palazzo Marino si
era giocata tutto.
Il caso più interessante però è quello del Pd.«Era il partito più strutturato di tutti», rimarca Orsina, «e forte di questa caratteristica per anni ha
cercato di sfuggire alla leadership carismatica. Ma alle elezioni del 2013 ha subito un tale colpo alle proprie ambizioni che, per vincere, è dovuto
diventare quello che Ilvo Diamanti chiama il PdR, partito
di Renzi. Smettendo di essere
il Partito democratico».
All’inizio la medicina ha
funzionato bene, tanto che alle Europee di due anni fa il
«PdR» è stato votato da quattro italiani su dieci. È durata
sin quando Renzi è stato libero di comandare. Costretto a
mediare dalle divisioni nel
suo stesso partito, trasformato in un segretario più simile
a quelli di una volta,è diventato un leader azzoppato e insieme con lui hanno cominciato a claudicare il governo e
lo stesso Pd. «La velocità con
cui in questi due anni si è bruciato il carisma di Renzi impressiona. La politica è diventata un’enorme pozza d’acido, che consuma chiunque
ci entri» chiosa Orsina. È il tallone d’Achille dei partiti padronali: se il capo smette di
brillare e il suo appeal svapora, anche gli elettori se ne vanno. Peggio di così, stanno solo i partiti che il capo-padrone non lo hanno.
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LEADER CARISMATICI
Dall’alto, il premier e segretario del Pd, Matteo
Renzi, il leader dei Cinquestelle, Beppe Grillo e
Matteo Salvini, segretario della Lega dal 2013. Tre
esempi di leader forti che si sono imposti sulla
nostra scena politica: per tutti i problemi iniziano
quando non riescono più a imporre la propria
leadership carismatica
[LaPresse, Olycom e Ipa]
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NON CONTRO L’ex direttore generale di Confindustria
però avverte: «Non votiamo per dare una spallata
all’esecutivo ma per cancellare una riforma sbagliata»
per papparsi quel che resta del Paese
altri tecnici per svendere pezzi pregiati dello Stato e aggredire i risparmi degli italiani
l’Ue. Ora l’idillio sembra essere finito.
La Commissione Europea solamente
pochi mesi fa ha descritto Renzi come
un personaggio «inaffidabile», l’ingegner De Benedetti si schiera per il No
al referendum e il Financial Times
condanna la riforma costituzionale
definendola come «un ponte verso il
nulla».
Dunque il potere attrattivo dell’uomo nuovo sembra esaurito, gli ambienti un tempo di casa lo considera-
no ora un ospite indesiderato al quale
va mostrata l’uscita per fare spazio ad
altri invitati più graditi. Se dunque gli
sponsor di Renzi gli voltano le spalle, e
preferiscono schierarsi apertamente
per il No al referendum, appare evidente che l’intenzione è quella di provocare un cambio nella politica italiana. Sebbene le riforme costituzionali
siano state pensate principalmente
per dare ancora più potere alle istituzioni europee e abrogare il titolo V (ul-
timo ostacolo per le privatizzazioni
delle municipalizzate ancora in mano
agli enti locali) i poteri esteri e italiani
preferiscono adesso votare No per favorire cosìuna probabile crisi di governo i cui esiti porteranno a tutto tranne
che a elezioni anticipate. Negli anni
passati il Quirinale ha sempre rimandato l’opzione delle urne, viste come
fonte di instabilità dai mercati. e ha
preferito sempre cercare una soluzione per mantenere in vita la legislatura.
nuovi equilibri
Da Monti in poi, è stato impedito ai
cittadini italiani di potersi esprimere
nel nome di logiche sovranazionali
che chiedevano la prosecuzione delle
legislature, così da mantenere inalterato lo status quo e guadagnare terreno sullo smantellamento dello Stato
sociale italiano.
Ora però per continuare su quel
cammino è necessario un altro cambio perché il tempo di Renzi è finito. E
il referendum pare quasi diventato lo
strumento migliore per dare il benservito a Renzi. In caso di un’eventuale
sconfitta al referendum farà di tutto
per restare al suo posto ma non ci riuscirà. È molto più probabile l’entrata
in scena di un governo tecnico o di
larghe intese: in entrambi i casi sareb-
bero approvate altre «riforme» che il
premier precedente governo non aveva la forza di approvare. Il cammino
degli ultimi 5 anni è stato così, si designa un premier dall’esterno e si giustifica la sua ascesa con la situazione interna di emergenza indotta. Una volta
che lo scopo è stato raggiunto e occorre passare alla fase successiva, gli si dà
il benservito e si passa al nuovo personaggio da sostenere, che può essere
anche un vecchio riciclato. Monti,Letta e Renzi sono salitialpotere con questo schema. Chi verrà dopo di loro dovrà portare a termine il lavoro iniziato
da questi. Svendere completamente
gli asset più importanti dello Stato e
aggredire il risparmio degli italiani.
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Duello alla camomilla tra Boschi e Parisi
Il ministro delle Riforme e il delfino di Berlusconi in tv non riescono a litigare. L’ex manager ribadisce: «Se vince
il No il premier va a casa». Maria Elena: «Pronti a cambiare l’Italicum e dopo il Sì, legge elettorale per il Senato»
::: SALVATORE DAMA
ROMA
■■■ Stefano Parisi veste
i panni dell’anti-governativo. Ovviamente lo fa
con il suo stile pacato.
Quindi inutile aspettarsi
fuochi d’artificio dal confronto con Maria Elena
Boschi. Però l’occasione,
la puntata di Porta a Porta sul referendum costituzionale, permette all’ex
managerdichiudere alcuni spiragli che aveva lasciato aperti in passato.
Adesso, secondo Parisi, non c’è più dubbio sul
destino del governo: «Se
vince il No, penso che
Renzi debba dimettersi,
ha caricato talmente tanto il referendum che, per
coerenza, dovrebbe lasciare.Sarebbe troppo debole», in caso di sconfitta
del sì. La colpa del premier, secondo il delfino
berlusconiano, è quella
di aver inacidito il dibattito: «Avremmo dovuto votare con più serenità», ma
Renzi «ha voluto trasformare il referendum in un Il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi e Stefano Parisi durante il faccia a faccia di ieri a «Porta a Porta» [LaPresse]
quesito su di lui e ha sbagliato». L’ex direttore generale
di Confindustria non invita ad
Scontro sul quesito della consultazione, il M5S si rivolge al Tar
andare a votare per dare la
spallata algoverno. Bisogna dire no, spiega, a una cattiva riforma. Che non risolve risolve
■■■ La battaglia referendaria arriva ni,che non meritano di essere inganna- stabilisce come, quando si tratta di reviil conflitto tra Stato e Regioni e
nelle aule del tribunale. E finisce per ti in modo così plateale». Il bersaglio è sione della Costituzione, il quesito refe«non aumenta i poteri del precoinvolgere persino il Quirinale, noto- il decreto del presidente della Repub- rendario debba riportare l’ indicazione
sidente del Consiglio. Avremo
riamente restio, da quando c’è Sergio blica con cui, indicendo il referendum «degli articoli» revisionati e di ciò che
un governo debole».
Mattarella, a intervenire. Il fatto è che per il prossimo 4 dicembre, «è stato tra essi «concernono». E non, come in
Pochi gli argomenti di poleSinistra Italiana e Movimento 5 Stelle l’altro stabilito il quesito che dovrebbe questo caso, «una presunta finalità delmica con l’avversario. Tra quehanno presentato ricorso al Tar del La- comparire sulla scheda di votazione». la legge».
sti c’è la definizione del quesizio contro il testo delquesito referenda- In pratica si accusa il Quirinale di esseUn’accusa che ha scatenato la reato: «Ci sono frasi che inducorio. Sulla scheda, secondo i due partiti, re complice con il governo nell’aver zione ufficiale del Colle. In una nota, si
no a votare sì», attacca il leader
non sarebbero specificati gli articoli ideato un testo del quesito che contie- precisa che è improprio attribuire «alla
di Energie per l’Italia, «un quedella Costituzione cambiati dalla rifor- ne una lettura di parte. «Un quesito Presidenza della Repubblica la formusito più asettico sarebbe stato
ma, ma ci si limiterebbe a riportare il truffa», accusa il senatore Vito Crimi, lazione del quesito referendario», visto
meglio». Parisi per una volta si
titolo del disegno di legge Boschi. Se- M5S, «una propaganda ingannevole, che il testo «che comparirà sulla schetrova d’accordo con Beppe
condo i ricorrenti, «il quesito così for- l’ennesima trovata di Renzi per prende- da è stato valutato e ammesso, con proGrillo. Però, precisa, la colpa
mulato finisce per tradursi in una sorta re in giro gli italiani. Per questo anche il prio provvedimento, dalla Corte di Casnon è del Quirinale. Semmai
di “spot pubblicitario”, tanto suggesti- M5S ha presentato ricorso al Tar con- sazione, in base a quanto previsto daldella Cassazione. Pronta la revo quanto incompleto e fuorviante, a tro il testo del quesito in quanto scritto l’articolo 12 della legge 352 del 1970, e
plica del ministro Boschi, che
favore del governo che ha preso l’inizia- in violazione della legge».
riproduce il titolo della legge quale apin realtà parla più ai grillini che
tiva della revisione e che ora ne chiede
Secondo i ricorrenti, il testo «predi- provato dal Parlamento».
al suo interlocutore in studio:
impropriamente la conferma ai cittadi- sposto dal Quirinale» viola la legge che
il quesito «risponde alla verità
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I Cinquestelle: «Referendum truffa». Ma il Colle lo difende
della riforma e non si
può avere paura della
verità». Sull’Italicum
apre a ipotesi dicollaborazione: «Se c’è l’accordo di tutti si può cambiare la legge elettorale,
appena entrerà in vigore la riforma faremo subito la legge di attuazione per l’elezione dei senatori».
Maria Elena va a vuoto quando prova a imputare a Parisi le scelte
parlamentari di Forza
Italia. Succede quando
l’ex candidato sindaco
di Milano critica il nuovo Senato delineato dal
testo dalla riforma: «È
un ibrido tra un Parlamento eletto dai cittadini e un parlamento delle Regioni, come in Germania»,visto che isenatori rappresenteranno i
Consigli regionali e non
le Giunte. Immediata la
replica di Maria Elena
Boschi: questo tipo di
Senato è stato voluto da
Forza Italia, diversamente dal testo originario del governo. «Parli
con il senatore Romani» dice Boschi,«con Berlusconi,con Brunetta, con il suo partito». Parisi non raccoglie, anche a costo di far arrabbiare gli
azzurri: «Forza Italia non è il
mio partito», precisa il manager a cui Silvio Berlusconi ha
affidato l’incarico di allargare
il centrodestra. «Questa riforma», insiste ancora Parisi,
«non rafforza il governo e non
lo rende stabile. Avreste dovuto mettere la sfiducia costruttiva, ma non lo avete fatto perché non ce la facevate».Secondo mister Chili «serviva una riforma molto più netta che affrontasse i grandi problemi:
stabilità delgoverno, velocizzazione del processo legislativo,
federalismo». «Benaltrismo»,
replica Boschi. «No», riprende
la parola Parisi, «non è benaltrismo», semplicemente «questa è una riforma sbagliata».
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A DESTRA Esistono intellettuali anche da quella parte
ma di norma se ne stanno isolati, come passeri solitari
la cui specialità quando si incontrano è di beccarsi
nuovi equilibri
Le balle degli intellettuali non tirano più
La performance di Zagrebelsky col premier mette tutti d’accordo, da Eugenio Scalfari a Giuliano Ferrara
Anche nell’America di Trump come nella Gran Bretagna della Brexit figure così non vedono più la realtà
::: segue dalla prima
RENATO FARINA
(...)e per segnalare che sembrano tanti, ma in realtà - specie in
Italia - è uno solo, un blocco di
pensiero che non ammette
contraddittorio. È più diun partito, è una Entità che stabilisce i
confini di ciò che è civile e democratico. Gli intellettuali che
la compongono si radunano in
gruppo per firmare manifesti
in cui individuano il nemico
dell’umanità, definito fascista a
prescindere. Oppure si raccolgono, ciascuno con il loro bel
compitino, su riviste come MicroMega.
Esistono - ovvio - anche intellettuali di destra, ma di norma
se ne stanno isolati, passeri solitari raminghi. La loro specialità, quando si incrociano, è di
beccarsi con crudeltà tra loro.
Di solito però non vedono l’ora
di essere ingaggiati da giornali
o da partiti di sinistra per potersi esibire come uomini di destra perbene, rispettabili, e immediatamente si trasformano
in prezzemolo da televisione.
Ma l’Intellettuale, l’”Intellò”, è
per storia e genetica un animale collettivo e come tale di sinistra.
La sua apparizione più recente, incarnata dal professor
Gustavo Zagrebelski, si è verificata qualche giorno fa in tivù
da Enrico Mentana. È accaduto l’impensabile. Di solito l’Intellettuale appare con l’aureola
da Fabio Fazio. Lì subisce la
Trasfigurazione come Gesù sul
monte Tabor e poi ascende in
cielo tra gli inchini. Stavolta è
stato ridicolizzato non da Pico
della Mirandola, ma da Renzi.
E non se n’è accorto solo lo
spettatore medio, che di solito
beve come oro colato l’ambrosia dei figli di Bobbio, ma da
due signori che non sono mai
d’accordo su nulla, Giuliano
Ferrara (Sì al referendum) ed
Eugenio Scalfari (No al referendum), i quali hanno sentenziato: non se ne può più, un intellettuale così non c’entra nulla
con la realtà dei viventi. L’intellettuale ha perso e ha rotto le
scatole. Al diavolo l’esibizione
azzimata dei valori imperituri
con la saccenteria di un Mosè.
Era ora che anche in Italia il
fenomeno del denudamento
del Re si manifestasse, sia pure
ancora allo stato embrionale.
Nel resto del mondo sono più
avanti. L’Intellettuale unico è
in frantumi. Il populismo che
respinge come il Diavolo i filosofiin pulloverino,ora sta catturando un sacco di pensatori,
magari minori, ma la cattedrale del Pensiero Unico si sta
sbrecciando. Sono così stufi
delle astrazioni sapienti di cui
fin qui hanno campato, che si
inginocchiano in adorazione
della loro negazione. Lo vediamo in America, per le elezioni
presidenziali, lo abbiamo verifi-
ra conviene che intervengano le forze
dell’ordine. Sono convinto che ci siamo capiti.
I sedicenti intellettuali sono ipocriti.
Gentarella autoreferenziale che si sente superiore moralmente alla plebe da
cui pure proviene pur disprezzandola. In passato tacciava di fascismo
chiunque non fosse di sinistra.Poi mutò insulto. Preferì liquidare gli avversari politici come qualunquisti. Ora li
bolla quali populisti, ignorando che il
populismo è il padre del comunismo.
Già, gli intellettuali sono pure stupidi
in alcuni casi non infrequenti. Ecco
perché nessuno li ascolta più. Ecco
perché molti di essi si sono stancati di
belare nel gregge e si staccano dal
mucchio, desiderando amministrare
in proprio il loro cervello. Le folle non
ne possono più di banalità e di piagnistei, e i cosiddetti maestri di pensiero
se ne stanno rendendo conto, per cui
uno per volta abbandonano il gruppo
e si abbeverano a fonti più pulite, quelle degli uomini semplici, coloro che
vivono la vita con i piedi per terra e
non coloro che li hanno saldamente
piantati sulle nuvole.
pulista vedremo se inaugurerà
anche una emulazione italica.
I primi professori che osarono
trent’anni fa difendere Bettino
Craxi, il quale parlava di «intellettuali dei miei stivali», si videro messi fuori gioco dall’alleanza tra gli Zagrebelski, i Bobbio,
i Galante Garrone con i Borrelli e i Di Pietro. Tra i coraggiosi
c’erano Lucio Colletti e Renzo
De Felice. Ma anche Luciano
Pellicani, direttore di Mondo
Operaio, che ha di recente ricordato: «Tzvetan Todorov,
fuggito dalla Bulgaria comunista in Francia negli anni ’60,
disse che se nelsuo nuovo Paese d’adozione avessero votato
solo gli intellettuali, pure la
Francia si sarebbe trasformata
in dittatura totalitaria». Ma sarebbe finita allo stesso modo
anche in Italia, se avessero votato solo i professori di filosofia
e scienze politiche, o gli scrittori o i registi. Basta scorrere l’elenco dei 700 e passa firmatari
che condannarono moralmente a morte il commissario Luigi
Calabresi definendolo su L’Espresso «commissario torturatore». C’erano tutti i papi e cardinali della casta colta: da Bobbio a Eco, da Tinto Brass a Federico Fellini, da Gae Aulenti a
Eugenio Scalfari.
Ora Scalfari si accorge che il
metodo di costoro, nulla c’entra con la vita vera. Persino il
più grande intellettuale italiano, lo scienziato sommo della
politica e di arte della conquista, Niccolò Machiavelli quando provò a passare dall’astrazione e dallo studio alla pratica
della vita, si zappò sui piedi. Figuriamoci quelli che si sporgono dalle televisioni di casa per
insegnare al popolo che non
dev’essere populista, ma piuttosto fidarsi dei loro consigli.
A spiegarlo è stato un intellettuale serio, e per questo vilipeso in Italia, Leonardo Sciascia: «...studio e teoria non bastano: come ci dà esempio
Matteo Bandello, quando racconta di una manovra che Machiavelli voleva far fare a una
truppa in piazza d’arme; e nacque tale confusione che bisognò Giovanni dalle Bande Nere desse un paio di secchi ordini perché si effettuasse la manovra voluta da Machiavelli e
si potesse andare al rancio».
Gli intellettuali bisogna rispettarli. Essi pensano, scrivono, fanno lezioni in università.
Costruiscono teorie meravigliose. Ma, quando escono dal
loro seminato, rompono. Credono di sapere tutto, ma appena passano dalramo dell’astrazione alla pratica della vita ce
la rovinano.
Rimanete tra i libri, non impegnatevi troppo, non rompete le scatole. Uno di voi, Pier
Paolo Pasolini, scrisse: «Niente
è più ridicolo dell’impegno di
uno stronzo». Sottoscriviamo.
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«VOTARE NO È PEGGIO DELLA BREXIT»... FRA POCO ROTTAMERÁ PURE DANTE
Benigni contro il suo mito: cambiamo la Costituzione
Intervistato dalle Iene, Roberto Benigni ha ribadito la
sua posizione a favore della riforma costituzionale:
«La prima parte è intoccabile, i diritti e i doveri, ma
anche i costituenti auspicavano un miglioramento
della seconda parte». Per il comico è «indispensabile
che vinca il Sì, altrimenti ti immagini il giorno dopo il
morale... sarebbe peggio della Brexit». Benigni ha ri-
cato sulla Brexit. Hanno così
rotto le scatole i maestri del
pensiero con tutti i valori democratici a posto, e con la tolleranza a citazione di Voltaire incorporata, che i chierici del
pensiero cambiano religione,
e dicono basta a questa prigione.
Il caso più recente è il soste-
gno dato a Donald Trump da
uno sciame di intellettuali che
convergono su di lui brandendo tesi che sono una l’opposto
dell’altra,essendo matematicamente sicuri tutti quanti che il
chiomuto miliardario realizzerà finalmente le loro divergenti
teorie. Trump bada bene a
non contraddirli. Hanno firma-
cordato il suo spettacolo sulla Costituzione, «La più
bella del mondo». E le formule che ritornano in questi
giorni: «bicameralismo perfetto», «combinato disposto», «perfettibile», per concludere: «La riforma si potrà migliorare, alcune cose andranno riviste, ma se
non passa non si cambierà più. Serve senso di responsabilità. Bisogna pensare al bene degli italiani».
to un manifesto in cui, per non
litigare tra loro, i trumpiani si
limitano a indicare il loro presidente preferito in Donald.
Non una parola di più, se no si
strozzerebbero vicendevolmente. Il risultato è che i più
diversi tipi di intellettuali - cattolici antiabortisti e sostenitori
del gender, liberisti esagerati e
La guerra delle parole
Finalmente il popolo ha sconfitto
la dittatura di snob e sinistra
::: segue dalla prima
VITTORIO FELTRI
(...) di influenzare l’opinione pubblica, per molto tempo hanno tenuto
banco nei dibattiti culturali e politici,
ma alla fine hanno combinato poco o
nulla.
L’unico campo in cui hanno ottenuto qualche risultato è quello del cosiddetto politicamente corretto: hanno
vinto la guerra delle parole. Grazie alle
loro battaglie lessicali non è più lecito
dare del negro a un negro, del frocio a
un frocio, dello zingaro a uno zingaro.
Hanno cambiato il vocabolario ma
non la realtà che continua ad essere
quella di sempre. Adesso, un extracomunitario viene chiamato profugo, gli
emigranti sono semplicemente migranti, i sordi sono audiolesi, i ciechi
sono non vedenti. E gli stitici? Non oso
definirli sulla base delle modifiche cui
ho accennato. Agli intellettuali non interessano i concetti ma i vocaboli. Basterebbe questo a qualificarli.
L’intellettuale ovviamente è di sinistra. Quale sinistra? Quella conformistica.Egli fa parte di un club che si riconosce in alcuni valori formali: l’esigenza di ospitare gli stranieri, quella di integrare gli islamici, di accettare i costumi in contrasto con quelli occidentali.
I progressisti amano le badanti estere
a cui però non pagano i contributi, e
adorano le domestiche filippine quanto quelle rumene che retribuiscono in
nero. Sono persone gentili nel linguaggio e dure nei comportamenti.
Se gli africani incazzati fanno casino nelle periferie abitate dai poveracci
lorsignori sostengono che bisogna essere tolleranti e capire che gli ultimi
arrivati meritano comprensione; se
però gli stessi africani disturbano la
quiete dei quartieri borghesi, beh,allo-
difensori dei privilegi della aristocrazia operaia - picconano
l’antipopulismo, e la figura canonica del regista o del moralista impegnato, l’”Intellò”, appunto.
Questa prima grossa pattuglia occidentale di professionisti del pensiero o della penna
che si consegna al nemico po-
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::: EUROPA A PEZZI
IL GOVERNO SE LA CHIAMA
Calenda e Padoan ministri gufi
«Crollerà il commercio globale»
Per il ministro dello Sviluppo «non c’è più un tavolo di riferimento, ognuno
va per la sua strada». E il collega dell’Economia: «La debolezza persiste»
::: SANDRO IACOMETTI
■■■ Il commercio crolla, il de-
bito esplode, il pil non cresce e
le banche saltano. Se non è l’apocalisse, poco ci manca. A pochi giorni dalla definizione della legge di Bilancio, le istituzioni lanciano l’allarme rosso sull’economia. Secondo Carlo Calenda, che a sorpresa si schiera
con i «gufi» spesso citatida Matteo Renzi, il prossimo anno il
commercio internazionale subirà un vero e proprio «crollo
globale». Il problema, ha sottolineato il ministro dello Sviluppo nel corso delconvegno “Obbligati a crescere” organizzato
dal Messaggero, è che «non c’è
più una sede in cui si discute, il
Wto non va, non ci sono più
luoghi dove si fa governance».
Sull’accordo commerciale Ttip
Calenda è moderatamente ottimista. La trattativa Usa-Ue sarà
probabilmente ridimensionata, ma «non chiuderà, ci sarà
una convergenza sugli standard che condividiamo».
Le difficoltà dell’economia
mondiale emergono con forza
anche dalle stime contenute
nel Global Financial Stability
Reportdel Fondo monetario internazionale, secondo cui, ad
otto anni dall’inizio della crisi
finanziaria, il debito planetario
ha raggiunto la quota monstre
di 152mila miliardi di dollari,
due volte (il 225%) il pil mondiale. A preoccupare è soprattutto la composizione del rosso, formato per due terzi da debito privato di famiglie e società non finanziarie. Questo,spiega l’Fmi,«è un rischio per la sta-
bilità finanziaria e rappresenta
il maggior vento contrario alla
ripresa economica mondiale».
Nulla di buono arriva dal capitolo sull’Italia, che sta proseguendo il suo risanamento,
ma a passo di lumaca. La discesa del debito è slittata al 2018
(rispetto al2017 stimato lo scorso aprile), quando dovrebbe attestarsi al 132% del pil. Quest’anno (133,2%) e il prossimo
(133,4%),invece, l’asticella continuerà a salire. In leggero calo
il deficit/pil (dal 2,6% del 2015
al 2,5 di quest’anno fino al 2,2
del 2017) che però si avvicinerà
allo zero (0,1%) solo nel 2020 e
non, come era stato stimato lo
scorso aprile, nel 2018. Molto
graduale anche la diminuzio-
ne della pressione fiscale (dal
47,9% del 2015 al 47,3% di quest’anno fino al 46 e 45,8% nei
due anni successivi) e della spesa pubblica, che dal 50,5% del
2015 scenderà al48,2% ilprossimo anno. Quanto alle banche,
si legge nel documento dell’Fmi, «gli sforzi del governo per
facilitare l’acquisizione dei crediticattivipotrebbero non essere sufficienti a ridurli con la
quantità e velocità necessarie a
rafforzare il sistema bancario».
In questo scenario catastrofico il ministro dell’Economia,
Pier Carlo Padoan, ha ammesso le difficoltà, soprattutto nel
commercio, che ha «una paurosa inversione di tendenza»,
ma ha confermato le stime (in
INDEBITATI FINO AL COLLO
Le difficoltà dell’economia mondiale emergono dalle
stime del Global Financial Stability Report dell’Fmi,
secondo cui il debito planetario ha raggiunto i
152mila miliardi di dollari, due volte (il 225%) il pil
mondiale. Nella foto, Padoan e Calenda [LaP]
contrasto con quelle di tutti i
principali organismi economici) della nota di aggiornamento del Def. Sono numeri, ha
spiegato, «basati su una valutazione attenta degli impatti,
non su fantasia, né su aspettative irrealizzabili». Ieri, però, l’Istat ha ribadito nella sua nota
mensile il quadro «di persistente debolezza dei livelli di attività economica», sottolineando
che a settembre la fiducia dei
consumatori ha segnato la seconda flessione consecutiva.
In leggero miglioramento, invece, le aspettative delle imprese,
che non sono comunque andate oltre i livelli dello scorso giugno. La situazione, al di là di
qualche impercettibile variazione decimale col segno più, è
quella di una complessiva stagnazione, come dimostra la
crescita zero del pil nel secondo trimestre del 2016.
Le prospettive di un ulteriore rallentamento dell’economia stanno rendendo difficoltosi i primi passi parlamentari
del Def, che si è impantanato
sulla mancata validazione delle stime da parte dell’authority
di controllo Upb. Oggi il Mef,
su richiesta della commissione
Bilancio della Camera, fornirà
alcuni chiarimenti. E martedì
prossimo saranno ascoltati sia
l’Upb sia Padoan. Non si esclude qualche limatura delle previsioni troppo ottimistiche. Cosa
che agevolerebbe anche la trattativa con Bruxelles.
twitter@sandroiacometti
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La nostra iniziativa
«Basta con la follia europea»
I lettori chiedono un referendum su euro e Ue: «La Germania ci sta dominando»
Continuano le vostre adesioni all’iniziativa di «Libero» per un referendum sulla permanenza dell’Italia nella Ue e nell’euro. Per
aderire inviate il tagliando o scrivete nome e cognome a [email protected].
Mentre la Germania vuole “arianizzare” gli stranieri e Renzi ci martella con incredibili affermazioni di favolosi successi, come un venditore
di pozioni miracolose nelle sagre
paesane, dobbiamo dire no alla follia europea.
Valter Pizzolato
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::: EUROPA A PEZZI
AFFARI A SENSO UNICO
La Gran Bretagna vuole fregare noi e la Merkel
La cancelliera: uscita senza condizioni. Ma la May alza la posta: vogliamo commerciare in Europa con le nostre regole
Mossa anti stranieri
Londra alza il muro:
«Lavoro agli inglesi»
::: FILIPPO FACCI
■■■ La ministra degli Interni inglese, Amber
Il ministro
dell’Interno
britannico Amber
Rudd [LaPresse]
::: ANTONIO SPAMPINATO
■■■ Britannici si nasce. Il nuovo
governo guidato dal premier conservatore Theresa May cerca di seguire le orme del suo predecessore, il compagno di partito David
Cameron, almeno su una cosa:
dall’Unione europea vuole tutto e
vuole dare il meno possibile. Cameron sventolando lo spettro del
referendum ce l’ha fatta su moltissimipunti, a partire dagli immigrati e ora la May vuole ottenere lo
stesso risultato puntando sui rischi
che può provocare un divorzio
traumatico.In pratica Londra chiede la possibilità di commerciare e
far girare i suoi prodotti finanziari
nella massima libertà senza però
sottostare alle regole comunitarie
e mantenendo il pieno controllo
delle frontiere.
Lo choc seguito alla vittoria dei
“Leave” è stato pienamente assorbito, non solo sui mercati finanziarima anche nelle aspettative sul futuro dei cittadini britannici. L’indice Pmi manufatturiero, frutto di
un sondaggio effettuato tra i direttori acquisti delle aziende e che
monitora le aspettative delle imprese sull’economia reale, è salito
a settembre a 55,4 punti dai 53,3 di
agosto in Gran Bretagna, sui livelli
massimi da giugno 2014. Ma gli effettireali dell’addio a Bruxelles arriveranno nel medio-lungo periodo
e non è escluso che il risveglio sarà
per i britannici piuttosto brusco.
Ma anche nell’immediato si registrano movimenti sinistri: ieri
un’impennata del cambio eurosterlina, che tocca i massimi da 5
annia quota 0,8832, ha fatto tremare i polsi a non pochi economisti.
Se con la sterlina debole i prodotti
inglesi in Europa costeranno meno, i britannici vedranno ridursi il
potere d’acquisto su tutti i prodotti
d’importazione.
Secondo la società di consulenza Oliver Wyman, il solo settore finanziario del Paese potrebbe perdere fino a 38 miliardi di sterline di
fatturato se siverificasse una cosiddetta “Hard Brexit”, vale a dire un
accesso limitato al mercato unico
europeo. E se le imprese finanziarie perdessero il diritto di vendere
liberamente i propri servizi in tutta
Europa, 75 mila posti di lavoro po-
trebbero scomparire, con un costo
per il governo britannico fino a 10
miliardi di sterline di entrate fiscali. Esattamente l’opposto di quanto promesso da chi ha spinto per
l’uscita dall’Europa.
Ilnuovo governo britannico cerca dunque di portarsi avanti, con
l’annuncio del ministro dell’Interno, Amber Rudd. «Non chiamatemi razzista» ha premesso, sottolineando poi che intende chiedere
alle imprese di rivelare il numero
dei dipendenti stranieri. L’intento
ufficiale della signora Rudd è quel-
lo di «stanare» quelle società che
abusano delle regole esistenti e
«spingerle a comportarsi meglio»
ma è lampante il motivo reale, visto che per l’esito del referendum
è stata decisiva la volontà di limitare l’accesso agli stranieri.
Il governo guidato dalla May
vuole però fare di tutto per evitare
la Hard Brexit. Il famigerato «cherry picking» (prendere solo il meglio o buttare il resto) dall’Unione
Eruopea che Angela Merkel aveva
chiarito non sarebbe stato consentito a Londra, è invece quello a cui
punta la May. Il premier conservatore ha annunciato che vuole un
accordo con Bruxelles che le offra
la «massima libertà» per operare all’interno del mercato unico ma intende anche avere il controllo
esclusivo sulle sue frontiere e, soprattuto, «tenere fuori la Corte di
Giustizia» europea, vista da Londra come un nemico con le sue regole. Pretese sicuramente esagerate ma non è detto che Merkel e
compagni abbiano, nei fatti, la forza di rispedirle al mittente.
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INFORMAZIONE PROMOZIONALE
ECCELLENZE ITALIANE NEL MONDO
CAST: dal 1978 produce raccorderia
oleodinamica alta pressione Made in Italy
C
ast Spa è una società
specializzata nella produzione e nella commercializzazione di raccordi in acciaio
inossidabile e in acciaio al
carbonio per alte pressioni.
L’azienda ha una lunga storia
che inizia nel 1978, quando
la famiglia Ronco e la famiglia Minerdo, che ne detengono ancora oggi la proprietà,
costituiscono la prima fabbrica nel torinese. Oggi la sede
legale è a Volpiano, in provincia di Torino, dove si trovano
anche gli uffici amministrativi
e il centro di distribuzione,
mentre gli impianti produttivi
sono a Casalgrasso (CN).
Recentemente l’azienda ha
aperto due strutture commerciali all’estero, in Francia nei
pressi di Lione e in Germania
a sud di Francoforte, per aumentare la propria presenza in
questi mercati.
La scelta di mantenere l’azienda, nonostante l’espansione,
nelle mani di una ristretta proprietà familiare ha permesso
di continuare, e rafforzare con
il tempo, il positivo rapporto
con le maestranze. La comunicazione avviene in modo diretto e personale e gli obiettivi,
le strategie e i risultati, sono
condivisi mediante comunicazioni annuali.
Per la particolare tipologia dei
prodotti commercializzati Cast
offre un supporto continuativo
e proattivo al cliente grazie a
un sistema di assistenza pre
e post vendita che guida l’utilizzatore nei vari step: dalla
scelta del prodotto fino alla
comprensione dei processi di
installazione e montaggio nel
rispetto delle norme di sicurezza secondo quanto disposto
dalla legislazione europea.
La tutela dell’integrità fisica e
della salute dei lavoratori è al
centro della politica aziendale.
Tutti i macchinari, gli impianti
e gli ambienti di lavoro sono
stati prontamente conformati
alla legislazione italiana ed
europea nel corso degli anni
e a tutti i dipendenti è stata
erogata la relativa formazione
e la dotazione degli opportuni
dispositivi di protezione indivi-
duali. Cast, inoltre, ha stilato
un codice etico per indicare
con chiarezza i principi morali
e deontologici a cui si ispira
e recentemente ha avviato un
progetto per affiancare alle
numerose certificazioni di prodotto e alla certificazione ISO
9001, anche le certificazioni
ISO 14000 (ambiente), OHSAS
18000 (salute e sicurezza)
oltre che al DL 231 (responsabilità d’impresa). Rimane
comunque ferma intenzione
dell’azienda mantenere tutta
la produzione in Italia, investire
nella continua formazione dei
suoi addetti e conservare i caratteri di un’eccellenza Made
in Italy.
www.cast.it
Rudd, ha detto che le imprese del suo Paese dovrebbero pubblicare liste in cui evidenziano le
nazionalità dei lavoratori assunti: in modo che
l’opinione pubblica sappia quanti britannici e
quanti non britannici vi lavorano. È scoppiato
uno scandalo coi laburisti a parlare di “xenofobia
pericolosa” e con lamentazioni dei principali interessati, gli imprenditori. Sui social network è
esploso lo sdegno e molte comunità di stranieri si
sono lamentate, alpunto che Repubblica ha scritto che «trattasi di un’iniziativa che risveglia i peggiorifantasmi delpassato». Perché? Non è chiarissimo, a meno di procedere nel più classico dei
processi alle intenzioni: è noto che il governo di
Theresa May mira a favorire l’assunzione di sudditi di Sua Maestà, ma un elenco del genere
avrebbe anzitutto un effetto di trasparenza e lascia intendere che molti imprenditori, sul tema,
abbiano la coda di paglia: perché, altrimenti, dovrebbero opporsi a un elenco del genere? Più che
altro: perché mai era proibito stilarlo? Sapere se
un costruttore tenda ad assumere più inglesi o
più senegalesi, per dire, forse rivelerebbe qualcosa delle sue aperture anche sindacali, o qualcosa
in più della propensione di inglesi e senegalesi a
certe professioni, insomma: sarebbero elenchi,
censimenti, comunque verità.
E quel che si teme di più, in effetti, è l’effetto
che queste verità possano sortire: compreso lo
«stanare quelle società che abusano delle regole
esistenti», ha detto la ministra, e «spingerle a comportarsi meglio». Comprendere, pure, se alcune
aziende non esercitino semmai una xenofobia al
contrario e tendano a escludere i lavoratori britannici magari più attenti a loro diritti e meno
disponibili a salari da fame. In Inghilterra esiste
già una legge che obbliga le società a pubblicizzare i posti disponibili nel Regno Unito (ma solo per
28 giorni) prima di rivolgersi fuori dal Paese: ma
pare che il sistema faccia acqua. Queste considerazioni non hanno raffreddato l’indignazione della Confindustria britannica e della City, che senza entrare nel dettaglio si sono limitate a ripetere
che «senza gli stranieri l’economia nazionale andrebbe in tilt». Ma se è vero, sarebbe interessante
quantificarlo senza doversi affidare solo a generici istituti di statistica. Gli elenchi in ogni caso dovrebbero riguardare solo cittadini extraeuropei,
dapprima. Poi vabbeh, la ministra dice che pubblicare quegli elenchi equivarrebbe a «svergognare» certe aziende: e sarebbe interessante verificare se stia vaneggiando o se davvero le aziende
abbiano da vergognarsi di qualcosa. Dice,la ministra, che gli elenchi spingerebbero le aziende ad
assumere più inglesi e meno stranieri e che questo metterà un freno all’immigrazione. Vero, falso? In attesa di saperlo, pubblicare elenchi non
dovrebbe costituire problema: a meno che le
aziende abbiano qualcosa da nascondere. Il governo vuole una lista di lavoratori stranieri, sì, ma
non ha parlato di “quote” o cose del genere. La
propensione dei Tories inglesi, comunque, si avvia a ridiventare quella di uno Stato sovrano propriamente detto: privilegiare i propri cittadini nel
lavoro e nelle graduatorie, e, in un secondo momento, aiutare i cittadini degli altri Paesi. Oggi nel
Regno Unito sono 5,2 milioni i lavoratori stranieri
su un totale di 31 milioni. Non è solo un problema di manovalanza: anche nelle università si
vuol ridurre il numero di iscritti stranieri (non europei) con l’obiettivo di ridurre il saldo dell’immigrazione da 320mila a 100mila. Ordinaria gestione, o - secondo i punti di vista - xenofobia.
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8
ITALIA
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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::: CAOS CAPITALE
La grande vergogna
Fa la cacca e insulta l’Italia
davanti all’Altare della Patria
Un immigrato si toglie slip e pantaloni e fa i suoi bisogni nel cuore di Roma
I vigili della zona restano a guardare. Un altro spot tremendo per il Paese
::: GIUSEPPE POLLICELLI
■■■ Inutile far finta che non
sia così: poche cose hanno una
valenza simbolica superiore a
quella della cacca. E non c’è bisogno di essere Freud per saperlo. Quanto successo ieri in
uno dei luoghi più conosciuti e
ammirati al mondo, Piazza Venezia, si presta dunque perfettamente a fornire un’idea della
situazione sconfortante in cui
versano l’Italia e, in particolar
modo, la sua sventurata capitale. Ciò che è accaduto è presto
detto: intorno alle undici del
mattino un tizio male in arnese
- un extracomunitario senza fissa dimora e quasi sicuramente
ubriaco, a giudicare dalle foto
che gli sono state scattate da
una cittadina indignata - ha
pensato bene di utilizzare un
piccolo tratto erboso che si trova accanto all’Altare della Patria per defecare.
Operazione che ha espletato
con scrupolo degno di miglior
causa, dato che, stando ancora
alle fotografie disponibili, ha
anche ritenuto di disfarsi di
pantaloni e mutande rimanen-
do con gli attributi ben esposti
alla vista dei passanti. Tra i quali figuravano diversi bambini
(non si sa se più sgomenti o più
divertiti), ma non vigili urbani
e neppure altri esponenti delle
forze dell’ordine.
Ragione per cui il vagabondo, non più gravato da quelle
che un tempo venivano definite superfluità del ventre, ha potuto allontanarsi e andare a farsii fatti suoi altrove.Peraltro, secondo quanto riferito da alcuni
testimoni, l’intera prodezza sarebbe durata addirittura mezzora:un tempo obiettivamente
lunghissimo durante il quale,
però, l’attenzione dei vigili presenti nei paraggi è stata completamente assorbita da una
manifestazione (una delle decine che ogni mese si tengono
nelcentro di Roma). È immaginabile che qualcuno possa prodursi per una trentina di minuti in evacuazioni intestinali a
Politecnico di Milano
Il Politecnico di Milano ha aggiudicato la
procedura aperta per la FORNITURA DI
LICENZE DI PRODOTTI SOFTWARE
ADOBE, IN NOLEGGIO E MANUTENZIONE, IN CONTRATTO ETLA TRIENNALE
2016-2018, CIG 6753340876. Valore finale
totale dell’appalto: € 998.370,00 IVA esclusa. Data di aggiudicazione: 19/09/2016. Aggiudicatario: Rekordata S.R.L. - Via Fratelli
Bandiera 3 TORINO - 10138 Italia. L’avviso
di avvenuta aggiudicazione è stato inviato
in GUUE il 19/09/2016.
IL RUP
Ing. Fabrizio Pedranzini
Due foto dal sito del «Messaggero» dell’immigrato
che si è spogliato e si è messo a fare i bisogni nei
giardini di piazza Venezia.
Place de la Concorde o alla Porta di Brandeburgo o a Times
Square restando indisturbato?
Ovviamente no. E fino a poco
tempo fa, forse, sarebbe stato
inconcepibile anche a Piazza
Venezia. Oggi, purtroppo, non
è così.
Come attestano tanti episo-
di di cronaca, le città italiane si
stanno trasformando in cloache a cielo aperto (per restare a
Roma, non è tanto diversa la situazione di un luogo non distante da Piazza Venezia, Colle
Oppio, nei giorni scorsi anche
teatro di un brutale stupro ai
danni di una donna australiana), e se si sta verificando una
simile deriva è per la concomitanza di due fattori: l’aumento
esponenziale di sbandati, moltidei quali stranieri, e soprattutto la mancanza pressoché assoluta di controlli e vigilanza.
Roma, forse più di ogni altro
d’Italia, è attualmente in
Prima del voto il sindaco prometteva di sbaraccare gli accampamenti. E ora li finanzia luogo
una situazione di sbando gra::: TOMMASO MONTESANO
il presidente dell’associazione.
una gara «per il reperimento di un’area
vissimo, di cui si ha un riflesso
«Ce la stiamo mettendo tutta perché il attrezzata» per soli rom. Obiettivo: la siinquietante nel caos che carat■■■ «Si sta riformando l’humus nel sistema attuale dei campi, che non fun- stemazione - «accoglienza e soggiorno
terizza la giunta guidata (per coquale è cresciuto il sistema campi di Ma- ziona,sia superato con un provvedimen- temporaneo» - di 120 nuclei familiari.
sì dire) dalla sindaca Virginia
fia Capitale». Laddove i «campi» sono le to-quadro», si difende Laura Baldassar- Importo complessivo dell’appalto:
Raggi. Per tornare nei territori
baraccopoli destinate a ospitare i rom. re, assessore capitolino ai Servizi sociali. 1.549.484 euro. Il 9 agosto una mozione
della metafora, è emblematico
Virginia Raggi, sindaco di Roma, in cam- Baldassarre assicura che è allo studio che chiedeva il ritiro del bando è stata
che l’individuo di cui sopra abpagna elettorale si era impegnata a pro- una delibera per ilsuperamento delle ba- bocciata dal Consiglio comunale.
bia soddisfatto i propri bisogni
seguire l’opera di smantellamento degli raccopoli: l’obiettivo è portare nell’Aula
Il 20 settembre, invece, è stata la volta
corporali in un punto che non
insediamenti. Invece nei primi cento Giulio Cesare il provvedimento «auspi- dell’apertura delle offerte relasoltanto è prossimo
giorni della sua giunta, denuncia l’Asso- cabilmente entro ottobre».
tive alla gara per la gestione
a un edificio laicaciazione 21 luglio, onlus impegnata nelParole che contrastano con quanto av- di sei «baraccopoli istituziomente sacro come
la promozione dei diritti delle comunità venuto finora. L’8 luglio scorso, infatti, il nali» del valore di oltre sei miil Vittoriano, ma si
rom e sinte in Italia, si è riattivato «un dipartimento Politiche sociali ha indetto lioni di euro. Un flusso di detrova anche ai piedi
flusso economico didodici milioni dieunaro al quale si è accompadelCampidoglio,sero» destinato alla gestione delle aree.
gnato il primo incontro uffide del governo di
Oltre sette milioni e mezzo di euro sociale al Tavolo per l’inclusioRoma.
VERSO LA NOMINA
no previsti per i bandi dedicati al «sistene dei rom convocato dallo
Con una sola dema campi»; 4,5 milioni, invece, rapprestesso assessore Baldassarre.
iezione, insomma,
sentano il mancato utilizzo di fondi preIl 25 agosto, rivela l’Associail tizio ha vilipeso la
visti dallo scorso anno per il superamenzione 21 luglio, «dopo anni di V. Raggi [LaPresse]
nazione italiana e la
to degli insediamenti. Denaro che l’amassenza tra gli invitati sono
sua capitale.Le quaministrazione Raggi finora non ha utilizriapparsi alcuni sedicenti rappresentanli, dal canto loro, si sono lasciaOggi presentazione ufficiale dei ti rom», nominati al tempo della giunta
zato - «un’amnesia istituzionale» - alite oltraggiare senza colpo feridue nuovi assessori della giunta Alemanno. Figure, denuncia la onlus,
mentando il rischio che i soldi siano «a
re, come ultimamente capita
Raggi: Andrea Mazzillo al Bilancio che hanno protetto gli «interessi di pochi
breve ricollocati in altre voci di spesa».
con impressionante frequene Massimo Colomban alle Parteci- a scapito delle istanze di quei nuclei faIl sospetto dell’associazione è che eviza. E meno male che ieri mattipate. Dovranno gestire i conti disa- miliari maggiormente vulnerabili». Così
tando di dare concreta attuazione alla
na, fra turisti e cittadini, in tanti
strati del Comune e delle munici- tra bandi milionari e vecchi-nuovi rapdelibera del28 ottobre 2015,che attraversi sono mostrati scandalizzati:
palizzate. Per comporre la squa- presentanti rom, è scritto nel rapporto,
so i fondi prevedeva «una specifica aziodi questo passo non ci vorrà
dra della sindaca, però, manca an- «alcune organizzazioni che fino al 2014
ne diinclusione abitativa, scolastica e ocmolto perché una performancora il capo di Gabinetto. Voci insi- operavano intorno alla fiorente econocupazionale» dei rom, la giunta Raggi fice stercoraria dinnanzi al Vittostenti dicono che sarà Marco Ago- mia del sociale che si muoveva accanto
nisca con il favorire il solito meccanismo
riano smetta di fare notizia, costini, manager del sociale, storico ai campi, potranno rientrare dalla finedei campi. Con il «rischio di veder riaffiome il marziano a Roma del racattivista M5S nonché primo comu- stra dopo che le vicende di Mafia Capitarare i nomi di quanti nel passato hanno
conto di Flaiano... Povero Altanicatore romano del Movimento. le le avevano fatte uscire dalla porta».
lucrato illegalmente intorno alla questiore. E povera patria.
Un delle origini, come vuole Grillo.
ne rom», lancia l’allarme Carlo Stasolla,
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La bugia denunciata dalla Onlus
La Raggi dà i soldi ai campi rom
Un super-attivista grillino
braccio destro della Raggi
Estratto bando procedura aperta
BAGNO PUBBLICO ALL’APERTO
9
ITALIA
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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::: MEDIA E POLITICA
La puntata parte con il solito attacco ai ricchi, ma Briatore in studio per fare audience
Comizio di Santoro: non ho aiutato Berlusconi
Michele torna su Rai 2 e dice la sua sulla puntata di «Servizio pubblico» che rimise in gioco il Cav. Poi attacca Facebook
Nuove nomine Rai
::: segue dalla prima
FABRIZIO MELIS
Michele Santoro e Silvio Berlusconi
(...) grillina che sempre figli
durante la puntata di «Servizio
diSilvio sono. E, in quanto taPubblico»
del 2013 [LaPresse]
li, esecrandi:«Sempre più ricchi diventarono Facebook,
Google e la televisione sempre più povera», conclude
con una punta di lirismo.
Alla fine, l’unica cosa nuova di questo “Italia” è la scenografia, col dirigibile eponimo che incombe sulla scena
e lo studio con l’arredamento minimalista tipo sushi
bar. Per il resto, il nuovo programma di Santoro pare l’equivalente televisivo del giapponese che combatteva da
solo nella foresta. Il reportage-documentario che regge
la puntata - titolo “Tutti ricchi (per una notte)” - pare Arriva Selvaggia Lucarelli,
DENUNCIA DEL M5S
preso dritto dagli anni del blogger e molto altro. E d’imberlusconismo imperante provviso ci si ricorda di essequando la missione diSanto- re nel 2016. Poi è la volta di
ro era di dimostrare l’incafo- un monologo tratto dall’ultinimento collettivo del Paese mo spettacolo di Roberto SaC’è un altro progetto firmato Walter Vel- che sbarcherà in prima serata su RaiUper intervenuto Cav. Ecco, il viano: “Napul’è...”, versione
troni e che sbarcherà in Rai dal 27 dicem- no dal 15 ottobre. Per confezionarlo, si
problema è che nel frattem- savianesca della celebre canbre: si tratta di Gli occhi cambiano, rea- parla di un costo superiore al milione a
po è tutto cambiato. Tranne zone di Pino Daniele. Pubblilizzato con risorse interne alla tv di Stato. puntata: la Lega ha presentato un’interle sue ossessioni.
cità e si torna subito a Ibiza:
Racconterà alcuni protagonisti della sto- rogazione. E Airola, già a luglio, domanE allora via con le intervi- feste in spiaggia, fin ville con
ria italiana utilizzando i servizi televisivi dava se la trasmissione - nonostante la
ste ai vitelloni che dicono piscina, locali dove spendere
dell’epoca. La notizia è stata ufficializza- presenza di Magnolia come produttore
che svacanzare a Ibiza è pur fiumi di soldi, tavoli da 7mila
ta in una risposta al senatore Alberto Ai- esterno - fosse stata messa in piedi grazie
sempre meglio che lavorare, euro, privé, droga (ecstasy),
rola del Movimento 5 Stelle, che chiede- a «un corposo ausilio tecnico e umano»
via con Briatore che rivendi- sesso e rock and roll. Santoro
va informazioni a proposito dell’altro della tv di Stato. Una cosa è certa: a viale
ca gli incassi a cinque zeri dei è tornato. Ma il film è vecprogetto firmato dall’ex sindaco di Ro- Mazzini, Veltroni è praticamente di casuoi locali, via con i montag- chio.
ma. Parliamo de Le dieci cose più belle, sa...
gi dei mega-yacht dei signo© RIPRODUZIONE RISERVATA
ri, via con le riprese degli
smutandati in disco, via con
tutto il corollario di scarno verismo santoriano sull’oltraggio rappresentato dalla sola
esistenza della gente ricca
che fa le cose costose che fa
la gente ricca. A un certo punto, per dire, compare persino
L’immigrazione in Germania è regolata e per questo viene considerata una risorsa
Lele Mora che parla della
::: NOEMI AZZURRA BARBUTO
possibilità di andare a sciare sul Taunus, nua il giovane che già dopo 4 anni in
sua scuderia di fenomeni da
il monte più vicino, o di andare a pattina- Germania dirigeva un ristorante e l’antele-baraccone, di Fabrizio
■■■ La Manhattan sul Meno, così la re sul ghiaccio all’Eissporthalle, il centro no scorso era il direttore del ristorante di
Corona e del resto del circo,
chiamano i tedeschi per la sua concen- sportivo. In città si possono praticare un un hotel a 4 stelle al centro di Francofore a distrarsi un attimo uno si
trazione di grattaceli. Francoforte non è sacco di sport, dall’hockey allo skatebo- te, la città che premia chi lavora sodo. Ed
aspetta che dopo parta un
solo la sede della Banca Centrale Euro- ard, ciclismo, calcio, pallavolo, senza di- è qui che il leccese ha acquisito «la conservizio sugli ultimi provvedipea, della Banca Federale Tedesca e del- stinzione di età o sesso.
menti del governo Prodi o
sapevolezza che la meritocrazia esiste,
la Borsa di Francoforte, il terzo aeroporCittà multiculturale per eccellenza, non è una parola astratta, ma realtà».
sull’Italia che ha vinto i monto europeo per capacità di traffico ed im- Francoforte riunisce numerose culture
diali.
È sabato, passeggiando sulla Zeil (la
ponente centro fieristico, rasa al suolo perfettamente armonizzate tra loro. So- via centrale) si ha l’impressione di esseLa prima prova in vita deldai bombardamenti du- no moltissimi gli italiani che vivono qui, re a Babilonia. Proprio in una delle piazla trasmissione
rante la seconda guerra anzi la comunità italiana è proprio una ze più centrali(Konstablerwache) troviaarriva al 27’,
mondiale, è l’emblema delle più grandi insieme a quella turca e mo un mercato di frutta, verdura, forquando a Briadella rinascita, la prova a quella che riunisce i popoli della ex-Ju- maggi, carni ed altri prodotti tipici e fretore (ospite anche ricominciare non solo goslavia. Ma come vivono gli italiani a schissimi. Si può mangiare qualcosa diche in persona
è possibile, ma è anche Francoforte? «Trasferirmi qui è stata la rettamente sul posto, magari un panino
oltre che in effiun’opportunità per diven- scelta migliore della mia vita», dichiara con il salmone o con salumi vari, bevengie) viene chietare migliori. Questa stes- Massimiliano Puce, 31 anni, di origine do birra o sidro. Non mancano i ristoransto di Trump:
sa positività permea l’ani- leccese, che vive nella “Grande mela” te- ti di ogni tipo, inclusi quelli italiani. I
lui ne dice bemo dei suoi abitanti (2,3 desca dal 2008, «perché Francoforte è prezzi sono onesti. Francoforte ha un
ne, e il fremito
milioni nell’area urbana), una città sociale, attenta al benessere e cuore green. Ilverde è ovunque ed è predi orrore del
che non si risparmiano sul alla dignità delle famiglie e dei cittadini dominante rispetto alle aree urbanizzapubblico si senlavoro eppure amano an- in generale, la qualità della vita è molto te, così la Manhattan sul Meno, vista dalte fino dall’altra
che divertirsi. Ci sono loca- alta, i servizi pubblici funzionano perfet- l’alto, sembra ergersi maestosa dai boparte
dello Francoforte in Germania
li per ogni genere e tipolo- tamente, il lavoro non manca, la città è schi fino a toccare il cielo.
schermo. Subigia di persona. D’estate si va a prendere piccola, ma, nello stesso tempo, granto dopo arriva un sermone
Sembra di essere stati negli Usa, ma
il sole sul Meno o nelle piscine aperte de». Questi sono solo alcuni dei motivi eravamo a 55 minuti di volo da Milano.
ambientalista che pare preso
(freibad); la sera ci si incontra nei bier- per cui Massimiliano non andrebbe Eppure qui, a differenza dell’Italia, l’imdai ciclostilati marxisti anni
garten, locali tipici tedeschi con dei giar- maivia. «Non tornerei in Italia, principal- migrazione è regolare ed è considerata
’70 e che viene officiato dallo
dini (garten) dove si usa bere birra e si- mente per due motivi. Il primo è molto come una risorsa. Non si vedono né nelstorico dell’arte Tomaso
dro seduti sulle panche, o nel fine setti- sentimentale. Qui ho trovato l’amore ed le strade principali né in quelle periferiMontanari (tesi: il patrimomana a Sachsenhausen,uno deiquartie- ho la libertà di viverlo a pieno, dato che che o nelle zone limitrofe alla stazione
nio culturale è in mano ai ricri più vecchi, situati a sud del Meno, do- non c’è alcuna differenza tra coppie ete- centrale (uno dei terminal europei più
chi che lo sfruttano per auve c’è la via dei pub e shisha-bar, gremi- ro ed omosessuali. Il secondo motivo è grandi) bivacchi di immigrati. Siamo
mentare le disuguaglianze).
ta di ragazzi nel sabato sera. Durante la più razionale: qui vedo la possibilità con- sempre in Europa. Ma non nella sua diTerminato il pistolotto, Sanstagione fredda, oltre le discoteche e Sa- creta di crescere a livello professionale, scarica. Quella è più a sud.
toro dà la linea ai giovani per
chsenhausen per il fine settimana, c’è la dicostruire qualcosa per il futuro»,contisapere cosa dice Facebook.
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Bis di Veltroni: per la Rai fa pure i documentari
La Manhattan sul fiume Meno
I ragazzi preferiscono Francoforte
Bignardi-Semprini
fanno volare
gli ascolti di Floris
::: ROMA
■■■ Speciali in vista delreferendum del 4 dicembre e
nuovi 25 vicedirettori. Sono
queste le novità della prima
giornata di Cda della Rai
che oggi prosegue i lavori
nella speranza che arrivi il
famigerato piano dell’informazione del direttore delle
news Carlo Verdelli. Martedì il consigliere Arturo Diaconale aveva sollecitato
una discussione sul tema
dei flop di alcuni programmi informativi (vedi Politics
su Rai3 fortemente voluto
da Daria Bignardi e regolarmente battuto da Giovanni
Floris su La7) e Verdelli ha
interpretato la questione come una critica al suo operato. Morale: il direttore dell’informazione ha detto di
essere pronto a fare un passo indietro, quindi oggici sarà questo ulteriore caso a
Viale Mazzini.
Ieri,glisforzi deiconsiglieri si sono concentrati nel garantire un’ampia copertura
sul referendum. Rai1, in
una collaborazione tra Porta a Porta e Tg1, dedicherà
al dibattito tre prime serate
a novembre con “Speciale
Sì o No”. Inoltre, a ridosso
del voto, sarà aggiunta una
striscia in access prime time.
Su Rai2 andrà in onda un
appuntamento da lunedì a
venerdì. Su Rai3 sarà Politics, condotta da Francesco
Semprini in crisi d’ascolti, a
proporre a partire dall’11 ottobre confronti diretti tra gli
esponentidelle diverse posizioni referendarie. In sintesi:Semprini, abituato a gestire duelliin campagna elettorale, è salvo fino a dicembre. Altri speciali nella striscia quotidiana su Rai3 affidata a Bianca Berlinguer.
Il Pd Michele Anzaldi attacca il mancato risparmio
per i 25 vicedirettori. Al Tg1:
Maria Luisa Busi, Costanza
Crescimbeni, Filippo Gaudenzi,Raffaele Genah,Francesco Primozich e Gennaro
Sangiuliano. Per il Tg2: Carlo Pilieci, Giovanni Alibrandi, Stefano Marroni, Rocco
Tolfa, Andrea Covotta. Per il
Tg3: Maurizio Ambrogi,
Giorgio Saba, Pierluca Terzulli e Carmela Rita Santoro.Per RaiParlamento ivicedirettori sono Fulvio Meconi, Leonardo Sgura, Susanna Petrunie Alfonso Samengo.Per ilGiornale Radio Maria Teresa Torcia, Mario Vitanza, Francesco De Vitis,
Mario Prignano, Roberto
Pippan, Matteo Cortese.
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ITALIA
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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::: LE SFIDE DELLA POLITICA
Le perplessità di magistrati e poliziotti
Il governo concede l’immunità agli imam
Pronta l’intesa con l’Ucoii: i loro ministri di culto potranno tacere se verranno a conoscenza di fatti criminali
::: FRANCO BECHIS
■■■ La bozza del testo dilegge è pronta, e ha ricevuto già
l’ok formale del prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento per le libertà civili e
l’immigrazione del ministero
dell’Interno e del professore
Paolo Naso, presidente del
Consiglio per le relazioni con
l’islam italiano costituito nello stesso Viminale. L’Italia è
pronta a riconoscere ufficialmente e regolare la presenza
della religione islamica senza
passare per la via maestra
prevista dall’articolo 8 della
Costituzione dell’intesa con
la confessione religiosa (quella che regola i rapporti con la
Chiesa cattolica e con gli altri
culti ammessi). L’idea invece
è quella di un semplice accordo con l’Ucoii, l’Unione delle
comunità e organizzazioni
islamiche in Italia oggi presieduta da Izzedin Elzir, che ad
alcune condizioni riconoscerà tutti gli imam aderenti lo
status di ministri di culto. Al
testo di legge oltre a Morcone
e al consiglio per i rapporti
con l’islam italiano (dove siedono molti professori esperti
della materia) avrebbe lavorato fornendo non pochi consigli anche l’ex ministro Andrea Riccardi, una delle figure più autorevoli della Comunità di Sant’Egidio che ha fondato la sua storia anche sul
dialogo interreligioso.
Ad oggi ben pochi di quegli imam dell’Ucoii potrebbero diventare ministri di culto,
perché la condizione essenziale prevista dalla legge esistente è che abbiano già la cittadinanza italiana. Così il
nuovo testo prevede di superare l’ostacolo, attraverso il loro riconoscimento anche dopo uno specifico corso di formazione che dovrebbe essere realizzato dagli stessi pro-
fessori del Consiglio del Viminale e che verrebbe ciclicamente ripetuto. Il riconoscimento che trasformerebbe
gli imam in ministri di culto
però sta spaccando sia la comunità islamica (che è insofferente a questi controlli e patenti di legittimità dello Stato
italiano), che parte della magistratura e delle forze di polizia.
Queste ultime sono assai
preoccupate di una concessione troppo generosa dello
::: DA SAPERE
L’UCOII
L’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) è
la più importante associazione musulmana presente nel nostro Paese.
Fondata nel 1990, gestisce circa 80 moschee e 300 luoghi di culto.
IL PRESIDENTE
Ad oggi il presidente dell’Ucoii è Izzeddin Elzir, imam di Firenze. Nato
nel 1971, ha ottenuto il diploma di Stilista di moda all’Accademia
italiane della moda e deisign di Firenze.
IL RAPPORTO CON LO STATO ITALIANO
Lo Stato italiano ha firmato nel corso degli anni intese con le principali
confessioni religiosi presenti in Italia, ma non con l’islam. Tra le religioni «riconosciute», oltre alla cattolica, varie altre confessioni cristiane,
l’ebraismo, l’induismo e il buddismo.
status di ministro di culto che
farebbe rientrare tutti gli
imam conosciuti in quella
sorta di immunità penale prevista dall’articolo 200 delcodice di procedura penale per
garantire il cosiddetto segreto di ufficio o segreto confessionale. Cosa significa? Gli
imam riconosciuti come ministridi culto a quel punto potrebbero opporre all’autorità
giudiziaria e investigativa il segreto anche su fatti gravi e criminaliappresidalle confiden-
LA MINORANZA PD: «SONO LE PROVE TECNICHE DEL PARTITO DELLA NAZIONE»
Verdini «salva» la maggioranza sui conti pubblici
::: MARCO GORRA
Il gruppo Ala di Denis
Verdini «salva» ancora
in Senato la maggioranza. Ieri, infatti, l’Aula di
Palazzo Madama ha dato il via libera al rendiconto 2015 e all’assestamento 2016 del bilancio
dello Stato. E lo ha fatto
rispettivamente con 142
voti favorevoli, 3 voti
contrari e due astenuti
sul primo disegno di legge; e con 143 sì, 92 no e 3
astenuti sul secondo. Il
quorum necessario era
di 141 sì. Decisivo, pertanto, il voto favorevole
dei dieci senatori di Verdini, che hanno votato
compatti per il sì, come
scriveva ieri, citando
proprie fonti, l’agenzia
Agi. Senza i verdiniani i
provvedimenti
non
avrebbero potuto avere
il disco verde dell’Aula.
«Le prove tecniche del
Partito della Nazione sono in fase avanzata», ha
commentato Miguel Gotor, della minoranza Pd.
ze di un loro fedele. Di più:
dovrebbero opporre quel segreto, perché la legge italiana
protegge nello stesso codice
all’articolo 622 quei fedeli
che fanno le confidenze ai loro ministri di culto, perseguendo le rivelazioni da questi fatti sui contenuti di quei
colloqui privati. Tradotto in
pratica: nella loro funzione
molti imam dell’Ucoii hanno
libero accesso alle carceri italiane per seguire i detenuti di
fede musulmana,esattamente come accade ai sacerdoti
con i detenuticattolici. Sui fatti appresi in quei colloqui, come su confessioni ricevute
anche al di fuori di quegli ambienti, una volta riconosciuti
come ministri di culto, gli
imam possono e anzi debbono mantenere il segreto. Perfino se un detenuto confessasse loro di essere a conoscenza della preparazione di un
attentato.
Al contrario gli altri islamici presenti in Italia erano contrari già alla bozza preparata
dal professore Naso per l’eccesso di controllo nei confronti delle pratiche religiose
musulmane che è previsto
dal testo come merce di
scambio per il riconoscimento degli imam dell’Ucoii, e
protestano per la presunta discriminazione «visto che per
altre confessioni religiose tutto questo non è previsto».
La bozza di legge sui ministri di culto Morcone-Naso
verrebbe poi unita a un rapido percorso parlamentare di
un disegno di legge proposto
da Stefano Dambruoso sulla
radicalizzazione jihadista, di
cui interessa la proposta di finanziare con 20 milionidi euro in due anni la formazione
e l’aggiornamento dei professoridi scuola italiani sul dialogo interreligioso.
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Trombata la candidata della Merkel
■■■ Il Consiglio di sicurezza del-
A capo dell’Onu andrà il «Boldrini» portoghese
l’Onu ha deciso: il prossimo segretario generale del Palazzo di vetro sarà il portoghese Antonio Guterres.
Con tredici pareri favorevoli e due
astensioni, affinché l’ex premier lusitano diventi il successore di Ban
Ki-moon manca solo la nomina ufficiale, che arriverà oggi alle 10 ora
locale.
La notizia è eclatante per due motivi: primo, perché rappresenta lo
schiaffo forse più sonoro ricevuto
da Angel Merkel in tutta la propria
carriera politica; secondo, perché
manda un chiaro messaggio al
mondo circa la linea dell’Organizzazione sulla questione migratoria.
Primo motivo. L’Unione Europea - e con essa la dante causa che
governa a Berlino - esce dalla vicenda con le ossa rotte. Secondo il consueto criterio di rotazione, infatti, la
poltrona in questione doveva toccare all’Europa dell’Est. Forte di questo, la Merkel aveva imposto una
candidata che più embedded non si
poteva: Kristalina Georgieva, vicepresidente bulgara della Commissione Juncker, alta papaveressa del
Partito popolare ed incarnazione vivente dell’euro-ortodossia. Operazione che doveva andare liscia come l’olio, ma che è andata clamorosamente a sbattere contro il muro
del Consiglio di sicurezza. Che, pur
di affossare il nome della Merkel
non si è fatto problemi ad infrangere un tabù pluridecennale come
quello del rispetto del Cencelli globale.
Merito di un inedito asse tra americani (furiosi con la Ue per la vicenda del Ttip) e russi (che con Bruxelles hanno rapporti storicamente poco amichevoli). I quali hanno fatto
muro contro la Georgieva ed hanno scelto il socialista Gutierres. Scelta formalmente inattaccabile (sempre europeo è), ma che non fa nulla
per nascondere il carattere di affronto bello e buono alla Ue. Affronto
Antonio Guterres [LaPresse]
che in Consiglio sapevano benissimo di potersi permettere: impensabile che da Bruxelles potessero reagire come fatto, ad esempio, dai cinesi che dieci anni fa avevano bloccato l’elezione che pareva scontata
della lituana Vaira Freiberga ottenendo il rispetto della rotazione a
vantaggio dell’asiatico Ban Ki-moon. Dalla Ue, come ampiamente
previsto,nessuno si è sognato di battere un colpo nonostante lo sfregio
davanti agli occhi del mondo.
Secondo motivo. Se esiste un’incarnazione dell’idea stessa di accoglienza a spesa altrui e di volemose
bene cosmico applicato al pacchetto migratorio, ebbene questa risponde al nome di Antonio Guterres. Grande capo dal 2005 al 2015
dell’Alto commissariato Onu per i
rifugiati, l’ex premier portoghese è
una specie di iper-Boldrini (l’attuale presidente della Camera è pur
sempre stata la portavoce del-
l’Unhcr per l’Europa del sud) su scala globale, e la sua linea politica in
materia di rifugiati ed immigrati è
quella che si immaginerà: accoglienza a tutti i costi, multiculturalismo a tutti i costi, integrazione a tutti i costi. La breve carrellata di estratti del Guterres-pensiero che segue
aiuterà a farsi un’idea della sua visione del mondo: «Chi sostiene di non
poter accogliere i profughi siriani
perché sono islamici aiuta il terrorismo»; «[I profughi] arriveranno: l’unica scelta che abbiamo è quanto
organizzare bene la loro accoglienza»; «Dobbiamo prendere ispirazione da queste persone comuni che
hanno dimostrato un coraggio straordinario».
Questo l’uomo, il messaggio inviato dall’Onu mediante la sua elezione è chiarissimo: se già la linea in
materia di immigrazione in passato
non era stata esattamente dura, da
adesso si sposta ancor più marcatamente verso l’estremità buonista
dello spettro. I Paesi che non intendono allinearsi sono avvisati.
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__Giovedì 6 ottobre 2016__
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ESTERI
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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::: ALLARME INVASIONE
Pericolo islamico
Il governo butta fuori
i sospetti terroristi
E loro girano il mondo
Dai macedoni fino agli africani: l’Italia li caccia ma tornano
in patria da uomini liberi. E da lì riprendono a viaggiare
::: CLAUDIA OSMETTI
■■■ E finisce pure che i (presunti) terroristi, rimpatriati tramite procedimento di espulsione,nei loro Paesid’origine restino sostanzialmente liberi. Sissignori, avete letto bene: una volta messo piede sul patrio (loro)
suolo arrivederci-e-grazie, se
va bene subiscono qualche
controllo lampo, se va male
passano allo sportello passaporti senza colpo ferire. L’ultimo caso riguarda i cinque macedoni che sono stati letteralmente cacciati da Ronchi dei
Legionari (Trieste) qualche
giorno fa: in tasca avevano un
decreto firmato dal Viminale
di Angelino Alfano su cui stava
scritto che più chiaro non si
può che le autorità italiane li
consideravano «fanatici seguaci del Califfato». Mica un’accusa leggera, ecco: per Roma erano sospetti jihadisti. Per
Skopje, invece, no: quando sono atterrati all’aeroporto Alessandro Magno, nei Balcani, sono stati sottoposti a «un colloquio informativo con i funzionari del ministero dell’Interno» (racconta al quotidiano Il
Piccolo la portavoce macedone Dejana Nedeljkovic) che
non hanno rilevato nulla di
anomalo. Stop: tutti loro hanno ripreso la valigia e sono entrati nel Paese da persone libere. «Non posso parlare a nome
del governo italiano per quanto riguarda i sospetti nei confronti di questi cinque cittadini», taglia corto Nedeljkovic.
Tant’è: la lista dei rimpatri,
per così dire senza conseguenze,è lunga come l’elenco telefonico di Milano. C’è H.M., per
esempio, un bengalese di Grado, sempre in Friuli, che dopo
numerose segnalazioni è stato
espulso nel giugno scorso perché «costituisce minaccia per
la sicurezza dello Stato»: nien-
::: I CASI
I MACEDONI
L’Italia ha espulso recentemente
cinque macedoni sospettati di estremismo islamico: residenti nel Triestino, il gruppo è arrivato a Skopje
dove è stato rilasciato.
IL BENGALESE
Il bengalese H.M. di Grado, in Friuli, è stato cacciato con l’accusa di
essere «una minaccia» ma potrà
rientrare in Italia tra 15 anni.
IL PAKISTANO
Aftab Farooq, pakistano di 26 anni
che viveva a Vaprio d’Adda, è stato
espulso col sospetto di voler colpire l’aeroporto di Orio: ora è libero,
a Islamabad.
I MAROCCHINI
Oussama Khachia, marocchino, è
stato espulso dall’Italia perché inneggiava all’Isis ma a Rabat non è
stato bloccato: ora è in Svizzera.
Mohamed Madad, imam di Reggio
Emilia rimpatriato a settembre, è a
Casablanca e medita di fare ricorso
al Tar.
IL TUNISINO
Jaidi Chaouki, tunisino 39 enne, è
stato espulso a settembre e ora gestisce alcuni negozi in Africa.
te, l’unica misura che le autorità sono riuscite ad appioppargliè il divieto di re-ingresso nello Stivale per 15 anni. C’è Aftab
Farooq, il 26enne pakistano
che viveva a Vaprio d’Adda,
nel Milanese, assunto agli onoridella cronaca per l’infelice frase «vedi che è facile colpire un
aereo» pronunciata davanti allo scalo bergamasco di Orio al
Serio:lo hanno messo su un volo per Islamabad una manciata di settimane fa, e non se la
passa male. Tutt’altro. In un video fatto circolare negli scorsi
giorni ha detto di trovarsi un
un albergo per «pensare a cosa
fare e dove andare domani» e
circa le modalità con cui lo hanno trattato dopo l’atterraggio
ha chiarito che è potuto andare via «senza nessun problema
o alcun sospetto». Come a dire:
le autorità pakistane lo hanno
accolto a braccia aperte.
Ancora. Oussama Khachia
era stato rimandato in Marocco l’anno scorso a seguito di alcuni commenti su Twitter nei
quali esprimeva giudizi (positivi, ovvio) sull’Isis: il ragazzo è
morto mentre stava all’estero,
ma la polizia di Rabat non l’ha
tirata per le lunghe. Durante il
suo «esilio», infatti, Oussama è
stato libero di muoversi a suo
piacimento, tanto che dopo
qualche mese ha ripreso un aereo, direzione Svizzera questa
volta, per raggiungere la moglie. Tanto per dire: l’hanno
espulso pure da Ginevra, forse
un controllino in più non
avrebbe guastato. Jaidi Chaouki, un uomo tunisino di 39
anni, è stato rispedito a casa a
settembre: è già libero di muoversi per le vie di Tunisi, contatta regolarmente la moglie di
un amico marocchino cacciato assieme a lui, e sulle sponde
del Mediterraneo gestisce pure
un negozio di oggetti usati. La
maggior parte dei quali di provenienza italiana.
Già. Ha buona voce anche
Alfano a sgolarsi che dalgennaio 2015 a oggi Roma ha operato più di 102 espulsioni se poi,
una volta messo piede nel Paese natio, dove cessa la giurisdizione italiana, i risultati sono
questi.Magari qualche formalità in più in dogana farebbe comodo. Mohamed Madad, l’imam di Reggio Emilia rimpatriato a luglio con la motivazione che «potrebbe aiutare le organizzazioni terroristiche», oggi vive felicemente a Settat, in
Marocco, a due passi da Casablanca:l’allontanamento forzato da Riana di Carpineti non
l’ha proprio digerito e sta anche meditando di fare ricorso
al Tar. È un libero cittadino.
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Il partito «Alternativa per la Germania»
11mila immigrati soccorsi in 48 ore
I leghisti tedeschi: «Più espulsioni»
■■■ Il partito della nuova de-
stra tedesca, Alternativa per la
Germania, dà consigli anche
all’Italia su cosa fare per provare ad arginare l’onda dei continuiarrividiprofughi: «Chiudere i confini per i migranti clandestini, eliminare gli stimoli
economici che li attraggono
(come gli aiuti sociali) ed esaminare le domande di asilo
dei veri perseguitati e profughi di guerra in campi fuori
dalla Ue». Così come impedire la costruzione dinuove moschee. Sono questi passi fondamentali che Frauke Petry,
la leader del partito euroscettico tedesco Afd in forte ascesa,
ha consigliato diseguire aipartiti italiani preoccupati per
quelche sta accadendo. Timori confermati dai fatti, del re-
L’allarme di Mastella
«Gli stranieri si spogliano davanti alle nostre donne»
::: BRUNELLA BOLLOLI
ROMA
■■■ Va bene l’accoglienza, ma i migranti «portino rispetto». Clemente
Mastella, sindaco di Benevento, ha
chiesto una convocazione urgente
del Comitato provinciale per l’ordine
e la sicurezza. Le recenti risse nel centro della città hanno fatto infuriare l’ex
ministro della Giustizia.
Sindaco Mastella, a Benevento
c’è un’emergenza profughi?
«C’è un problema di ordine pubblico per cui ho appena parlato con il
prefetto Morcone, capo del Dipartimento immigrazione, e nel comitato
di domani (oggi, ndr) cercheremo di
mettere a punto delle soluzioni per
evitare l’insorgere di ulteriori tensioni
tra questi stranieri e la popolazione».
Di quanti migranti parliamo?
«In città ci saranno tra i 400 e i 500
nordafricani, mentre nel mio paese,
San Giovanni di Ceppaloni, ce ne sono 50 su 500 abitanti. Le sembra normale? Comunque le quote non le decido io, ce li mandano e noi siamo per
l’accoglienza cristiana, sia chiaro.
Ma...».
Ma?
«Ma anche loro devono cambiare.
Non possono calarsi le braghe davanti a donne sole o con bambini appresso né picchiarsi in pieno centro com’è
successo l’altro giorno su corso Vittorio Emanuele».
I beneventani hanno paura?
«Tanti mi hanno scritto e mi hanno
fatto presente una serie di episodi: signore che vanno a parcheggiare e se
non danno la monetina vengono molestate, atti osceni in luogo pubblico, e
poi il problema è che questi migranti
si muovono in branco e fanno paura».
sto: sono quasi 11.000 i migranti tratti in salvo negli ultimi due giorni (4655 ieri che si
aggiungono ai 6000 del giorno precedente) nel corso di 72
distinte operazioni coordinate dalla Centrale operativa della Guardia costiera.
Rispondendo alle domande a tutto campo poste dall’Ansa,tra le quali anche eventuali consigli su quale consiglio darebbe ai partiti italiani
che,come il suo, hanno paura
di grandi migrazioni, la Petry
ha affermato che «non si tratta di paura, ma innanzitutto
del fatto che questa migrazione illegale avviene in violazione delle leggi tedesche ed europee. Inoltre lo scetticismo
nei confronti di una migrazione non-regolata e addirittura
promossa dallo Stato è un naturale riflesso diautoconservazione. Dappertutto in Europa
i confini devono essere chiusi
per migranti illegali e, in parallelo, dobbiamo eliminare gli
stimoli economici. L’esame di
chiè realmente un profugo deve avvenire fuori dall'Europa», ha concluso la leader di
Alternative fuer Deutschland.
Alla domanda se l’Afd abbia contatti con partiti italiani,
Petry ha ricordato che «nel
Parlamento europeo siamo
nel“Gruppo Europa delle Nazioni e della Liberta” (Enl). Lì
esiste un contatto con la Lega
Nord». Frauke Petry ha detto
inoltre che il suo partito non
ha nulla contro l'immigrazione in Germania di forze lavorative «qualificate», indicando
Clemente Mastella, attuale
sindaco di Benevento, è stato
anche ministro e
parlamentare [Oly]
Quale soluzione propone?
«Ci vuole una triangolazione tra Comune, prefettura e associazioni che
gestiscono i profughi. Queste persone
si annoiano perché sono a spasso tutto il giorno e allora bisogna trovare loro un lavoro utile affinché non passino le loro giornate a chiedere soldi o a
minacciare la gente. Certo, poi i miei
concittadini possono dire: un lavoro
agli stranieri e non a noi? Per questo
chiedo la collaborazione di tutti in
un’azione di contenimento. Per una
coesistenza serena, senza tensioni».
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ESTERI
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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::: ALLARME INVASIONE
Mentre il Califfo caldeggia l’uso delle lame
Attentato dell’Isis: feriti 2 agenti
Poliziotti accoltellati a Bruxelles: bloccato un uomo. Le autorità: dieci anni per «ripulire» la capitale
::: ANDREA MORIGI
■■■ È un belga per modo di dire Hi-
Continuano gli sbarchi
sulle coste italiane: ieri
sono state salvate
4.655 persone che si
aggiungono alle 6mila
del giorno precedente.
In tutta Europa
crescono i partiti che
chiedono controlli alle
frontiere [LaPresse]
come esempio gli italiani che
si sono ben integrati nel Paese
dopo la Seconda guerra mondiale. E ha ribadito il no alla
costruzione di moschee in
Germania. Petry ha ricordato
infatti che «la nostra posizione è formulata chiaramente:
non vogliamo appelli del
muezzin,perchè siamo un paese con tradizione cristiana».
Per quanto riguarda la situazione in Africa, la leader di Afd
ha sostenuto che «l'Europa
non può assorbire l’esplosione demografica africana e
questo lo dobbiamo dire chiaramente».Frauke Petry ha infine confermato il suo amore
per l’Italia, alimentato soprattutto da arte e cucina.
C.MA.
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cham Diop, il terrorista islamico che ieri mattina ha pugnalato due agenti di
polizia a Bruxelles, ferendone uno al
collo e l’altro al ventre.
Per una contraddizione della legge
possiede la cittadinanza diun Paese europeo, anche se tenta dicolpirne a morte le istituzioni in nome di un altro Stato, che si definisce islamico. L’attacco è
avvenuto a Schaerbeek, un quartiere
dove, come nel più famoso Molenbeek, la capitale del jihadismo in Europa, la legge del Corano prevale su ogni
altro codice civile, penale o anche soltanto morale.
Da mesi, dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles, è in corso una
guerra silenziosa, ma
non per questo meno
cruenta. Gli ultimi fatti,
in ordine cronologico,
riguardano altri due
agenti accoltellati all’inizio di settembre. Nei
confronti di altri due
uomini delle forze dell’ordine si è tentata perfino la lapidazione, a
colpi di pietre, nei pressi
della
stazione
Bekkant e cinque persone sospette sono state arrestate. In questo
clima di vilenza, un turco è stato ucciso a fucilate il 25 settembre, lo
stesso giorno in cui sono state incendiate numerose automobili.
Sono almeno 57 i
musulmani identificati
come «minaccia dello
stato» in quanto vicini
all’Isis, mentre altri 600
sono stati radiati dai registri del comune, ma
risultano irrintracciabili anche dalle truppe dell’esercito in assetto di guerra che pattugliano le strade. La situazione è ormai fuori controllo se perfino il capo della polizia, Johan
De Becker, il 30 settembre scorso ha dovuto ammettere che ci vorranno almeno dieci anni per ripulire i quartieri arabi.
L’arresto di ieri è riuscito soltanto per
l’intervento di una seconda pattuglia.
Un terzo poliziotto ha sparato all’aggressore, colpendolo a una gamba, ma
soltanto dopo aver ricevuto un pugno
sulviso che gli ha fratturato il setto nasale.
■■■ Se non possiamo mantenerli in
casa nostra, allora paghiamoli per restare a casa loro.E paghiamoli profutamente. L’ultima trovata del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, è “regalare” la bellezza di
88 miliardi di euro all’Africa. L’obiettivo è risolvere il problema dei profughi
in arrivo in Europa. «dobbiamo affrontare le cause» delle migrazioni ed è
quindi «necessario lanciare un’offensiva di investimenti per l’Africa: si tratta di 44 miliardi di euro che, se gli stati
membri danno il loro contributo, diventano 88».
Poi ci sono gli accordi, come quello
con la Turchia che, secondo Juncker,
«funziona» perché «dai 10mila ingressi al giorno dell’ottobre scorso, oggi
Fino al 2009, l’uomo era un militare,
già noto alla giustizia per aver frequentato un giro di «foreign fighter» che erano andati a combattere in Siria. Diop,
boxeur 43enne, nel2004 si era presentato alle elezioni regionali a Bruxelles nelle liste del Partito Cittadinanza e Prosperità, sciolto da almeno un decennio.
Abbandonata la via della democrazia, benché fosse un po’ attempato per
le truppe del Califfato, si era dedicato
invece al jihad nella terra dei miscredenti. Un po’ di addestramento militare glielo avevano fornito gli stessiinfedeli, nell’esercito. Quel po’ di tecnica dell’assalto all’arma bianca che gli difettava, poteva apprenderlo direttamente
sulle strade della capitale belga. Oppure ripassare la materia sul nuovo numero di Rumiyah (cioè «Roma»), la nuova
rivista digitale dello Stato Islamico, che
dedica un lungo approfondimento alla
IL TERRORE DI UN’ALTRA NIZZA
Tir tra la folla: choc a Bologna
Paura alla festa di San Petronio a Bologna, martedì sera dopo le
22,30. In Piazza Maggiore, mentre i Nomadi stavano cantando «L’ultima salita» dedicata a Pantani, un camion è passato tra la folla. Una
scena che ha ricordato immediatamente quanto successo il 14 luglio
a Nizza, con un mezzo pesante guidato da un terrorista islamico che
ha travolto e ucciso 84 persone, ferendone centinaia. Piazza Maggiore è considerata da anni un obiettivo sensibile, per la presenza della
chiesa con l’affresco che raffigura Maometto all’inferno. Fatto sta che
alla guida non c’era alcun fanatico, bensì un tizio incaricato di smantellare l’attrezzatura del Festival del Tortellino a Palazzo Re Enzo. È
quindi esplosa la polemica, con il Comune che ha accusato la Questura, la Lega che porterà la vicenda in Parlamento e l’autista, scosso,
che ha detto di non aver visto alcun divieto d’accesso. [fermoimmagine ricavato da un video di Nettuno Tv]
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Oggi nasce la Guardia di frontiera e costiera Ue
L’ideona di Juncker: diamo all’Africa 88 miliardi
siamo a 85 arrivi al giorno in Grecia».
Quello dell’immigrazione è stato
uno dei temi centrali del discorso di
Juncker al Parlamento europeo. Occhi puntati sulle frontiere, anche quelle a Est. «Abbiamo comunicato al governo bulgaro che stanzieremo 108
milioni di euro per la gestione delle
frontiere» ha ricordato il presidente
della Commissione, secondo cui l’Ue
dovrebbe inviare nel paese 130 funzionari aggiuntivi. «Dobbiamo anche assicurarci - ha detto Juncker - che la
Bulgaria sia nella condizione di acquistare 50 veicoli che permetteranno le
teoria e alla pratica dell’uso del coltello
a beneficio dei potenziali jihadisti.
In realtà, nella versione francese, dove comunque campeggia in copertina
l’immagine di un coltello insanguinato,
ilmanuale non compare. Basta scaricare quella inglese, comunque, che dispensa i consigli utili per la lotta rusticana:«Non c’è bisogno diessere un militare esperto o un maestro di arti marziali,
o addirittura possedere una pistola o
un fucile per compiere un massacro,
uccidere e ferire diversi miscredenti e
terrorizzare un’intera nazione. Per il
successo dell’operazione sono sufficienti una ferma determinazione, una
pianificazione e la fiducia in Allah».
Con un’avvertenza: «non usare coltelli da cucina perché la
loro struttura di base
non è concepita per gestire l’applicazione vigorosa richiesta per un assassinio». Quanto alle
modalità di attacco, «è
proprio come dare la
caccia a una preda. Non
è consigliabile individuare il bersaglio all’interno
di grandi raduni o aree
eccessivamente affollate, perché ciò presenta
uno svantaggio e rende
più difficile il raggiungimento dell’obiettivo».
Meglio quindi «individuare la vittima in gruppi più piccoli». Tra gli
esempiforniti, «un ubriaco che torna a casa dopo
una notte fuori, qualcuno che cammina in un
parco pubblico, o chi si
trovi nelle vicinanze di
night club o altri posti
dissoluti». Tra i consigli
rivolti ai potenziali attentatori anche le parti del
corpo della vittima da
puntare: «organi vitali
come cuore, polmoni o
anche le arterie principali, l’interno della coscia, l’area dell’inguine».
L’obiettivo di fondo di ogni attacco
terroristico, sottolinea Rumiyah, è
«quello di portare l’orrore e la miseria
tra i nemici di Allah. E ricordare che gli
sforzi di fare la guerra contro l’islam e i
musulmani porteranno solo a un numero sempre maggiore di mujahiddin
pronti a colpire sul loro suolo». Certo
che, finora, nemmeno far finta di nulla
e lasciarli liberi di agire sul suolo belga
sembra aver ottenuto risultati incoraggianti.
Juncker è nato in Lussemburgo [Oly]
autorità di controllare le frontiere».
Ma l’Europa ancora non ha ancora
trovato la quadra sulla gestione dei migranti e Juncker ha sottolineato che
«nelvertice di Bratislava è stata adottata una roadmap, ma non risponde alle mie aspettative perchè è stata poco
concreta, anche se è stata una buona
piattaforma per andare avanti». Tutto
questo in attesa della nascita ufficiale,
prevista per oggi, della Guardia costiera e di frontiera europea. A inaugurarla sarà la presidenza slovacca dell’Unione europea. Il via libera è arrivato
lo scorso 15 settembre da parte del
Consiglio Ue. La Guardia di frontiera
Ue si compone di un’agenzia europea
per il controllo dei confini (ossia con
l’attuale Frontex, le cui mansioni però
verranno ampliate) e dalle autorità nazionali competenti. Tra i compiti della
nuova agenzia ci sarà valutare la vulnerabilità della capacità di controllo
delle frontiere degli stati membri, di
organizzare operazioni congiunte e interventi rapidi per rafforzare le capacità degli stati membri alle frontiere
esterne, oltre che di assistere la Commissione nel coordinamento delle
squadre di sostegno che interverranno quando uno stato membro dovrà
affrontare pressioni migratorie sproporzionate.
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ESTERI
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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Torna la guerra fredda
Finisce la tregua nucleare Usa-Russia
Il primo ministro Medvedev sospende gli accordi di cooperazione con gli americani. È la risposta alle sanzioni
::: MIRKO MOLTENI
■■■ Nuovi segnali di guerra
fredda fra Mosca e Washington, perdipiù sul versante
nucleare, da ieri sera, quando il Ministero degli Esteri
russo ha decretato la sospensione di un importante accordo siglato a Vienna il 16 settembre 2013 sulla collaborazione russo-americana neireattoridi ricerca.L’agenzia atomica russa Rosatom e l’US
Department of Energy avevano concordato allora di lavorare insieme alla trasformazione di sei reattori nucleari
russi di ricerca scientifica in
reattori funzionanti a uranio
a basso arricchimento.Sarebbe una tappa importante per
rendere economica una tecnologia che permetterebbe
di usare a scopo energetico
uranio poco arricchito, quindi non utilizzabile per fabbricare armi nucleari e perdipiù
meno pericoloso di quello arricchito. Ora i russi hanno
bloccato tutto adducendo sia
la prosecuzione delle sanzioni americane contro Mosca,
a causa della crisi ucraina, sia
la recente rottura da parte
americana dei negoziati sulla
Siria.E senza dimenticare i recenti schieramenti di «forze
superflue della NATO» negli
stati baltici e in Polonia, come temuto dalla Russia.«Nelle attuali circostanze – dice il
dispaccio ufficiale di Mosca –
la parte russa sospende l’accordo in risposta alle azioni
non amichevoli degli Stati
Uniti».
Uno spiraglio viene lasciato aperto dalla precisazione,
in tarda serata, che «la Russia
può considerare la ripresa degli accordi nell’energia nucleare se gli Usa torneranno a tener fede ai loro impegni». Infatti, è già la seconda lite in
questo settore fra i due colossi nell’arco di pochi giorni.
Già lunedì ilpresidente Vladimir Putin aveva ordinato ai
deputati della Duma di sospendere un altro importante accordo con gli americani,
il Plutonium Management
and Disposition Agreement,
o PMDA, in vigore fin dal
2000, che «congelava» in pratica 34 tonnellate di plutonio
«bombabile», cioè adatto a
trarne ordigni nucleari, stabi-
::: MAURIZIO STEFANINI
lendo che non potesse essere
usato a scopi militari. È una
quantità che basterebbe fino
a 17.000 testate nucleari. Inizialmente gli americani avevano provato a riprocessare
questo plutonio in una struttura del North Carolina, ma il
procedimento costava troppo e nel 2015 hanno preso a
stoccarlo in sito del Nuovo
Messico, mentre la Russia lo
stava trattando nella centrale
di Beloyarsk.
Ora, tuttavia, la Russia, e di
riflesso l’America, potrebbero sentirsi entrambe autorizzate a riutilizzare quel plutonio in eccesso per rimpinguare i propri arsenali, se la tensione si aggravasse ancora di
più. Nel caso del PMDA, l’ordine di Putin deve essere formalmente validato dalla ratifica della Duma, che però è
prevista a breve, entro il 12 ottobre e non lascia troppi dubbi sull’esito. Il clima infatti va
sempre peggio.E non è un caso che, sempre ieri, pur poco
ricordato dalle agenzie di
stampa, è risuonato anche
un appello di Mosca agli Usa
per sedersi di nuovo al tavolo
e rimettere mano anche alla
questione del trattato INF sulle forze nucleari a raggio intermedio, cioè quella categoria
di missili a testata nucleare
con gittata compresa fra 500
e 5500 km. Era la vecchia questione degli “euromissili” e furono proibiti dal trattato INF
del1987 per evitare che potesse scoppiare una guerra nucleare locale limitata all’Europa.
Ma negli ultimi tempi sia la
Russia sia gli Stati Uniti si sono reciprocamente accusati
diaver violato il trattato schierando armi ai limiti di quel
raggio d’azione, come i missili Iskander russi ai confini
con la Polonia, o come i pozzidi lancio deimissili antimissile americani SM-3 della base di Deveselu, in Romania,
che secondo i russi possono
contenere missili da crociera
Tomahawk nascosti, dato
che la rampa impiegata per i
due modelli è identica. Insomma, la Siria è l’attuale
bandolo della matassa fra le
due potenze, ma i problemi
sono annosi ed ereditati da
lontano.
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Scambio di sguardi poco concilianti tra Vladimir Putin e Barack Obama [Olycom]
Offensiva contro l’Isis a Mosul
Iraq e Turchia vicini allo scontro armato
Colpa di Obama, cieco sui crimini sciiti
::: CARLO PANELLA
■■■ «La presenza delle truppe turche in
Iraq può portare a una guerra regionale»:
le parole minacciose pronunciate ieri dal
premier iracheno Haider al Abadi mettono il sigillo all’ultimo disastro provocato
dalla strategia mediorientale di Barack
Obama. Sta infatti covando una guerra per il momento, - «fredda» - tra un paese
Nato e l’Iraq, il cui governo peraltro è in
piedisolo grazie all’intervento della Coalizione anti-Isis guidata dagli Usa, in alleanza de facto con i pasdaran iraniani, l’aviazione russa e le ferocissime milizie sciite
irachene. Un pasticcio inverecondo, anch’esso scientificamente prodotto dalle
scelte di Obama.
L’obiettivo esplicito e rivendicato dell’intervento turco in Iraq è dunque quello
di proteggere le minoranze sunnite e turcomanne dalle devastazioni che hanno
subìto a Falluja e Ramadi e ovunque in
Iraq, a opera delle feroci milizie sciite irachene -e dei pasdaran iraniani- che hanno attuato una feroce «pulizia etnica» dopo aver sloggiato le milizie dell’Isis. Come
infatti denuncia dal 2014 il governo curdo
di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, i
pasdaran iraniani, le milizie sciite e l’esercito iracheno, usano la guerra contro l’Isis
per imporre con ferocia l’egemonia sciita
nelle zone dell’Iraq a maggioranza sunnita (che per questo danno consenso persino ad al Baghdadi, visto, in fondo come
loro difensore). Inequivocabile il giudizio
diMassour Barzani, capo deiservizi segreti del Kurdistan iracheno: «Le milizie sciite sono un pericolo maggiore dello Stato
islamico».
Eloquente,il report diAmnesty International del 2014: «Agghiaccianti resoconti
di attacchi settari compiuti dalle milizie
sciite a Baghdad, Samarra e Kirkuk. Decine di corpi non identificati rinvenuti in
tutto il paese, ammanettati e con fori di
proiettili alla nuca». Definitivo il giudizio
del generale Usa David Petraeus, l’unico
che ha sconfitto militarmente Abu Bakr al
Baghdadi e lo ha costretto a fuggire dall’Iraq: «Le milizie sciite e l’Iran che le sostiene rappresentano a lungo termine per l’Iraq e per gli equilibri regionali una minaccia più grave dell’Isis. È una Chernobyl
geopolitica che continuerà a diffondere
instabilità radioattiva e ideologia estremista nell’intera regione fino a che non sarà
bloccata». In questo contesto, ieri il premier turco Binali Yldrim è stato chiarissimo, in aperta polemica col ruolo da «palo» sinora giocato da Obama nei confronti di questa pulizia etnica irano-sciita: «I
piani della Coalizione per liberare Mosul
non sono trasparenti e rappresentano
una minaccia per la pace regionale». Un
accusa diretta al progetto dei governi di
Bagdad,di Teheran, di Mosca di sottoporre (grazie alla ignavia di Obama) anche la
sunnita (e turcomanna) Mosul alla pulizia etnica praticata sinora. Questo, in un
contesto storico in cui la Turchia di Kemal Atatürk, ha sempre considerato non a torto - che Mosul appartenga alla
Turchia, piegandosi alla sua perdita solo
negli anni ’30 del secolo scorso. Peggio
ancora: Erdogan progetta anche di accompagnare l’intervento militare della
Turchia su suolo siriano con una pari iniziativa su suolo iracheno (sono già operanti 150 soldati turchi e 25 carri armati a
30 chilometri da Mosul), in alleanza aperta col Kurdistan iracheno. Il che rende la
situazione dell’area ancora più complessa. Perché l’intento di Erdogan è sì di contrastare l’Isis e proteggere turcomanni e
sunniti di Mosul, ma non senza avere reso impotente il Rojava, l’autoproclamato
stato curdo siriano, santuario dei terroristi del Pkk che operano in Turchia. Dunque, la Turchia «invade» Siria e Iraq anche per contrastare i curdi siriani (alleati
con quelli turchi del Pkk).
Ilfatto di straordinario valore è che questa campagna filo sunnita, filo turcomanna e anti-curda della Turchia trova ora l’avallo pieno dei curdiiracheni, che dei curdisiriani e turchi sono da sempre avversari durissimi. Un caos, reso totalmente ingestibile proprio dalla cecità di Obama.
Il repubblicano Pence vince la sfida tv
■■■ «Mike ha vinto alla gran-
Il vice di Trump è anche meglio dell’originale
de!», ha twittato Trump subito
dopo la fine del dibattito tra i
due candidati alla vicepresidenza che si è tenuto a Longwood University di Farmville, Virginia. A ruota, il primo
sondaggio della Cnn gli ha dato ragione: il 48% degli spettatoriha avuto infattil’impressione di una prevalenza del repubblicano Mike Pence, contro un 42% più impressionato
dal democratico Tim Kaine.
Ma non è questa la sola idea
che si è diffusa. Senatore della
Virginia, cattolico e figlio di un
fabbro Kaine; governatore dell’Indiana, cattolico convertitosi al protestantesimo evangelico e vicino al Tea Party ma favorevole alla riforma sanitaria
diObama Pence: entrambii vice sono chiaramente personaggi molto più noiosi che
non i rispettivi, spumeggianti
numeri uno. Entrambi, però,
sono proprio per questo meno costretti a dilungarsi e rispondere su temi non strettamente attinenti ai programmi
di governo: dalle e-mail incau-
ti dell’una alle dichiarazioni
dei redditi misteriose dell’altro, per non parlare di stagiste
e Miss Universo. Automaticamente, il dibattito è stato dunque più concreto, e probabilmente questo ha spiazzato
Kaine. Ha iniziato infatti ad attaccare da subito, e ha continuato per tutti i 90 minuti dell’incontro, un po’ seguendo la
linea di Hillary con Trump.
Ma stavolta si trovava di fronte
un rivale capace di mantenere
la calma, e soprattutto il modo
in cui è riuscito a farlo malgrado le interruzioni continue ha
alla fine segnato la differenza.
Soprattutto,Pence si è ricordato di fare molti degli attacchi
che Trump aveva dimenticato.In particolare,oltre a riprendere Hillary sul piano dell’economia, ha criticato duramente le donazioni di governi stranieri alla Fondazione Clinton.
Oltre a vincere, Pence ha
dunque dimostrato che sarebbe in grado di controbilanciare il carattere estremo di
Trump, e ciò potrebbe rassicurare gli lettori repubblicani più
dubbiosi. Basterà questo a permettere a Trump di recuperare il ritardo che gli affibbiano
la gran parte dei sondaggi? In
realtà, da Brexit al referendum
in Colombia molte delle ultime consultazioni sembrano
dimostrare
proprio
l’incapacità degli istituti demoscopici di percepire a fondo la
forza di movimenti di opinione come quello che ha portato
il tycoon alla nomination re-
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pubblicano, e d’altra parte
non è vero che i dibattiti tra i
vice non contano nulla nella
campagna elettorale statunitense. Giusto quattro anni fa
fu proprio la strepitosa vittoria
di Joe Biden a porre rimedio al
disastro di Obama nel primo
dei suoi tre testa a testa con
Mitt Romney. È però vero che
quella vittoria era stata molto
più netta.
Curiosamente, il repubblicano Pence portava una cravatta azzurra, e il democratico
Kaine una cravatta rossa:
ognuno, insomma, col colore
del partito dell’altro.
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ATTUALITÀ
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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Il giallo dell’undicenne annegato nel canale
Se i bimbi stanno male
e hanno voglia di morire
Il nonno: Alessandro è stato ucciso. Ma si propende per l’incidente
Si era confessato con le insegnanti: sono stufo, voglio farla finita
::: segue dalla prima
SIMONA BERTUZZI
(...) Non si crepa punto. Perché «ci vuole tanto, troppo coraggio» per morire certi giorni. Ale però è crepato. È tornato da scuola, faceva la prima
media, e ha pranzato con i
nonni. Mangiava la minestra
e se ne stava zitto e chino di
fronte alle domande dei grandi, lo sguardo assente e la
mente che vaga, perché i bimbi sono così, formidabili maestri di mutismo in certi giorni
e certe ore. Poi ha preso la felpa e si è messo in cammino.
Sempre più lontano, sempre
più di corsa. E d’un tratto - perché la morte si piglia un “tratto” mica ore - quel tuffo sordo
e stanco, il fondale buio e melmoso e l’acqua gelida che appesantisce i calzoni e fa a botte con le scarpe. Quante volte,
l’Ale, aveva sognato di pucciare i piedi in quel canale. E
adesso ci moriva dentro, i piedi, le braccia e tutto quanto.
Strano destino questo comune di Maccarese, vicino a
Fiumicino. Raccontano che
da queste parti ci siano le oasi
del Wwf, che i luoghi e il silenzio siano bellissimi e attraggano i turisti, «lo sai che ci andava anche Moravia?». Lunedì
però non c’era nessuno ad
ascoltare Alessandro che moriva. Nessun vip, nessun avventore, neppure un ciclista
delle campagne di quelli che
fanno razza a sé nei pomeriggi d’agosto. Anche l’asilo vicino non si accorgeva del dramma. C’è dunque voluto un grido di donna e di nonna per
lacerare la quiete e gli animi di
questo paese. Lei stava a casa
ad aspettare che il nipotino
tornasse ma un pensiero le rodeva il cuore. E quando ha visto che Alessandro non tornava ha cominciato a gridare.
IL FASCICOLO
L’ha trovato un agente del
commissariato di Ostia, Alessandro.Ha faticato per soccorrerlo perché l’acqua era alta.
Con lui c’era un papà della
scuola vicina. Hanno raccolto
ilcorpo esamine e allertato l’e-
lisoccorso. Ma è stato inutile.
Il piccolo Ale se n’era andato
coi suoi 11 anni. Nelle tasche,
insieme ai sassolini bianchi
dell’infanzia,anche il suo terribile segreto.
E adesso, a raccontarla, è
difficile questa maledetta storia,perché le certezze sono poche e le ipotesi si rincorrono.
Perché diventi mamma e non
sai più pensarlo un bimbo
che soffre, figurarsi un bimbo
che muore in quel modo lì. Allora servirebbe la forza di certi
mattinali dei carabinieri che
forse li hanno fatti secchi e
sgrammaticati per prendere
le distanze daldolore:«Ilcorpicino non aveva segni diviolenza», «l’autopsia dirà di più…».
E c’è il fascicolo aperto dal pm
Alessandra D’Amore di Civita-
Gli inquirenti sul luogo dove è annegato Alessandro
vecchia con le tre ipotesi: incidente, suicidio, o forse altro,
forse qualcosa di più terribile.
Con il nonno che ieri apriva
una nuova crepa: il mio Alessandro non si è ammazzato, è
stato ucciso. E le agenzie che a
tarda sera rilanciavano: è l’incidente l’ipotesi più accreditata. Che poi, dai, è quello che
sperano tutti. Non si crepa a
11 anni. E non si crepa per
scelta. Però qualcuno si è azzardato a dirlo «suicidio» e le
cronache l’hanno fatta rimbalzare l’ipotesi, solo un’ipotesi
per carità, insieme ai dettagli
di questa piccola vita. Due genitori separati, con lavori precari, lei che fa le pulizie a ore a
Fiumicino. E Alessandro che
cresceva ma non era un bimbo come gli altri. A scuola lo
seguiva una maestra di sostegno, nel burocratese all’iperbole di certi istituti si dice "un
bimbo difficile".
AUTISMO?
Qui però non c’era diagnosi,solo un barcamenarsi tra teorie e ipotesi:forse disturbi cognitivi, forse autismo. In realtà
i problemi di questo ragazzo
erano chiari come il sole, stava male ma male da cani. E
non c’è via di mezzo coi bimbi. Non c’è consolazione. Si
sta male e basta. A marzo aveva sputato fuori la sua rabbia,
le insegnanti a calibrare le parole, lui a dimenarsi e piangere il suo vaffanculo. «Mi ammazzo», aveva detto, «mi sono stufato di questa vita, io a
scuola non ci voglio venire».
Una confessione istintiva,
qualcuno direbbe un outing
adolescenziale. Fatto sta che
sono emersi dettagli confusi e
terribili di una famiglia allo
sbando: due genitori - avrebbe detto il bimbo - che si drogavano davanti a lui, le violenze e i maltrattamenti.
La mamma - non riusciamo neanche a pensarlo ildolore e il senso di colpa di quella
mamma - ha respinto le accuse con tenacia: non è suicidio.
Il suo legale, l’avvocato Paola
Chiovelli, ha detto che il bimbo avrebbe dovuto fare un
test per l’autismo. E lunedì si
sarebbe dovuta tenere un’udienza al tribunale dei Minori.
«La madre le ha provate tutte
con lui», ha detto l’avvocato,
«e non ha mai usato droga».
Anche la psicologa la descrive
come «una donna coraggio».
In fondo l’Ale aveva tutto, faceva equitazione, giocava a
rugby. E poi i bimbi autistici
«non vedono i pericoli», facile
che si sia buttato senza capire.
Poi però ci sono le altre versioni. La relazione del 2015 (mica ieri) che parlava di troppe
assenze, di «dipendenza da
tv» e di «conflitti coi maestri».
E anche la tranquilla Maccarese racconta un bimbo che
non giocava mai.Ma allora dove sta la verità. A noi colpiscono i tempi: la morte senza appello e la tragedia che si dipana in un tempo lunghissimo.
Scandita dalla relazione del
febbraio 2015, dal pianto di
marzo e dalla diagnosi che tarda. E quel particolare, anche
da piccolo era sfuggito a una
storia di maltrattamenti al nido.Otto mesifa Ale voleva morire. Lunedì è morto. Incidente o suicidio, c’è solo questo.
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usciti di casa alle 10 e 30; quando Loris era già morto».
A gennaio 2015 però, quando Ve(...) Oltre al danno anche la beffa!».
ronica è in carcere da un mese, ilproSe non fosse che un bambino di 8
prietario del negozio a due passi dalanni è stato strangolato e buttato in
la casa dell’omicidio va alla polizia.
fondo a un canale di scolo alto due
Riferisce che il 29 novembre, alle 10 e
metri e mezzo, questa sembrerebbe
30 Andrea Stival e la compagna enuna storia inventata. Anzi: il consuetrano nel suo esercizio per comprare
to strappo coniugale durante una li- La Panarello, disperata dopo il ritrovamento del corpo del figlio, viene sorretta dal marito Davide Stival [Ansa]
dei piatti poi mai comprati. «Li ho vite di condominio. Invece è l’ustiagitati, molto scossi» fa mettedienza del processo a Veronire a verbale il negoziante. Stanca Panarello. Giovane mamdo all’uomo e alle telecamere
ma in carcere dal 9 dicembre
piazzate in negozio, Andreina
2014 con l’accusa di avere con
ha perfino un malore. «Avevo
premeditazione strozzato il
problemi alla vista» dirà.Ma persuo bambino, prima di gettarché sia lei, sia Andrea Stival
lo in quel canalone nascosto Il marito della Panarello chiede danni per due milioni di euro e la separazione. Ma lei non ci sta omettono diriferire l’episodio alin una contrada del Ragusala polizia? Perché lo fanno solo
no.Ieri hanno parlato gli avvocati del- quando nelle spontanee dichiarazio- «una manipolatrice che ha coinvolto scoperto la tresca. Nessun contatto in un secondo interrogatorio e dopo
le parti civili. Cioè di Davide Stival, ni, lei, ha ribadito la colpa del suoce- il suocero perché non aveva altra neppure il 20 e il 21, quando Davide che il testimone ha parlato? Cosa ci
marito di Veronica e papà del picco- ro:«Voigiudici potete fare e dire quel- chance per tentare di liberarsi dalle torna a casa. Questi riparte il 27 no- faceva la coppia sotto la casa deldelitlo assassinato: lunedì scorso l’uomo lo che volete, non mi importa che accuse». Il movente del sesso fra i vembre, due giorni prima dell’omici- to? Perché erano tanto scossi, se non
ha sentito dire dal pm che il movente non riusciate a dimostrare che mio due? «Irrilevante» dice il legale «l’o- dio» aggiunge Biazzo «e in una setti- sapevano che Loris fosse stato uccidell’omicidio sarebbe la storia di ses- suocero era in casa con me quella micidio l’ha commesso lei e le evi- mana un bambino che ha 8 anni so, dato che il corpo non era ancora
so fra sua moglie sotto accusa (per la mattina. Il fatto che non riusciate a denze bastano. A prescindere dal non dice alcunché? L’assassina è la stato trovato? Domande senza rispoquale sono stati chiesti trent’anni) e provarlo, non significa proprio che movente». Andrea Stival, il nonno madre e soltanto lei» chiude. Chie- sta. Come altri interrogativi: per quasuo padre. Hanno perciò arringato il lui non fosse lì. Mio figlio lo ha ucciso chiamato in correità, era in aula co- dendo 400mila euro di danni. Due le ragione Veronica, quella mattina,
suo legale e quello di suo padre An- lui. É la verità. Io non torno indietro me parte offesa. Ma la procura (co- milioni (a testa) invece la pretesa di chiama proprio il suocero quando
drea Stival:il nonno/suocero sulqua- di un millimetro». Ma se Veronica me atto dovuto) lo ha però indagato Davide Stivale disua madre (e suoce- Loris è morto? Cosa gli dice? Possibile Veronica ha ribaltato la responsa- non si schioda, meno che meno lo per concorso in omicidio e occulta- ra tradita) Pinuccia Aprile.
le abbia ucciso da sola dato che le
bilità nell’omicidio.
fanno le altri parti in causa. «Ho per- mento di cadavere. Che storia è mai
Il nonno dice di non avere timore; telecamere non hanno inquadrato
«É stato lui» insiste «a uccidere Lo- so mio figlio e anche il lavoro. Voglio questa. Il nonno c’entra oppure no? ed è convinto che l’inchiesta abbia Andrea Stival entrare in casa sua?
ris, perché dieci giorni prima ci ave- giustizia» dice papà Davide Stival. E Il suo avvocato, Francesco Biazzo, lo escluso ogni suo coinvolgimento nel Davvero non è stata aiutata da nessuva scoperti a fare sesso in cucina e se ne va quando i cronisti domanda- difende così: «Loris minaccia di rive- delitto: «Veronica merita 50 anni di no? Neanche a liberarsi del corpo
minacciava di dire tutto a mio mari- no se crede alla relazione fra suo pa- lare al padre il rapporto della madre cella». In difesa di Andrea Stival si senza vita, portato giù per la cala fino
to». Le difese hanno portato le loro dre e sua moglie. Ossia al movente col nonno? Allora perché lei non av- schiera anche la giovane fidanzata, all’auto parcheggiata nel box in una
ragioni, con l’imputata che è interve- del delitto, secondo l’imputata e per verte l’amante del pericolo? Non esi- Andreina. Che conferma l’alibi di lui: mattina di luce e con la gente che ginuta in aula nonostante il suo turno l’accusa. Il suo avvocato, Daniele ste chiamata tra i due il 19 novem- «Quella mattina io e Andrea ci siamo rava nella palazzina del delitto?
per parlare si fosse chiuso lunedì Scrofani, accusa Veronica di essere bre, giorno in cui il piccolo avrebbe svegliati insieme. E insieme siamo
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::: segue dalla prima
CRISTIANA LODI
Veronica sempre più isolata
Il caso Loris si riduce ad una lite per soldi
17
ATTUALITÀ
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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Arrestati i mandanti dell’architetto ammazzato un anno fa a Como
La moglie l’ha fatto uccidere per le figlie
La donna e il suo commercialista (e amante) hanno pagato i sicari 10 mila euro. Il movente? La separazione e l’affido esclusivo
::: segue dalla prima
ALESSANDRO DELL’ORTO
(...) in via esclusiva, ha deciso che doveva fare qualcosa. Qualsiasi cosa.
Con qualsiasi mezzo.
Così ha chiamato il commercialista suo amante e, con lui, ha ideato
un piano diabolico per screditare
l’uomo con il quale aveva vissuto,
minacciarlo, spaventarlo. E infine
farlo fuori. Per questo motivo - secondo la ricostruzione degli inquirenti la vicenda sarebbe andata esattamente così - ieri mattina Daniela
Rho, 46 anni, e Alberto Brivio, 49, sono stati arrestati e rinchiusi nelcarcere di Como con l’accusa di concorso
in omicidio, detenzione illegale e
porto in luogo pubblico di pistola,
danneggiamento e stalking. Sarebbero loro, cioè, i mandanti dell’omicidio di Alfio Vittorio Molteni, noto
designer, una vita di lavoro tra la
Brianza, la Russia e Dubai, freddato
con due colpi di pistola sotto casa la
sera del 14 ottobre 2015.
Già, un delitto per il quale erano
in carcere già dieci persone (accusate di essere gli esecutori materiali e i
fiancheggiatori), ma per il quale finora mancavano il movente e gli ideatori. Una storia complessa, intricata,
un giallo alla Agatha Christie che
sembrava destinato a restare irrisolto, ma che ora ha improvvisamente
preso la via della chiarezza.
L’AUTO INCENDIATA
Tutto inizia nell’estate del 2014,
quando Daniela Rho e l’amante Alberto Brivio, dopo aver appreso che
Molteniha revocato l’assenso alla separazione consensuale attribuendo
le responsabilità alla moglie, come
prima cosa - secondo l’accusa - inca-
DUE SPARI MORTALI
In alto gli investigatori sul luogo
del delitto a Carugo, in Brianza.
Qui la sera del 14 ottobre del 2015
due sicari hanno sparato colpendo
l’architetto Molteni (nella foto a
destra) con due colpi di pistola:
uno alla gamba e l’altro, fatale,
alla schiena. Dopo l’arresto di
dieci persone la svolta: in carcere
anche la moglie e il suo
commercialista e amante [Ftg]
::: LA SCHEDA
IL DELITTO
Il 14 ottobre 2015 Alfio Vittorio Molteni, noto designer tra Brianza, Russia e Dubai, viene ucciso con due colpi di pistola sotto casa. In carcere erano finite subito dieci persone: gli esecutori del delitto e i fiancheggiatori.
LO STALKING
Appena Molteni aveva negato la separazione consensuale alla moglie,
era stato tormentato da telefonate
anonime, aggredito con un bastone e
gli era stata bruciata l’auto in garage.
CUSTODIA CONTESA
Per evitare l’affido condiviso delle figlie, la moglie del designer, Daniela
Rho avrebbe fatto sparare alcuni colpi alla finestra della sua abitazione
mentre erano presenti le ragazzine. Il
giorno dopo, la donna aveva presentato istanza al giudice affinché le figlie non frequentassero più quella casa.
L’EPILOGO
La battaglia legale della donna per
avere le figlie in esclusiva non va come sperava e la Rho chiama l’amante
per farsi aiutare: insieme decidono di
far “gambizzare” Molteni, ma il sicario sbaglia mira e il designer muore.
Ieri sono finiti in carcere i due amanti, individuati come mandanti del delitto dell’anno scorso.
ricano una guardia giurata (Luigi Rugolo, 44 anni, di Seveso) di “punire”
l’architetto, cioè tormentarlo e minacciarlo. Si inizia con pedinamenti
e telefonate anonime, per poi passare - nel luglio 2014 - ad un’aggressione con bastone e una sfera di metallo. Ma è solo l’inizio, l’inizio di un’escalation di violenza. Perché nel
maggio dell’anno successivo si passa a metodi ben più pesanti: la Range Rover dell’architetto, parcheggiata in un box sotto lo studio di Mariano Comense, va a fuoco.
Il piano, però, prevede anche dell’altro. Cioè azioni più subdole e mirate. Oltre a spaventare Molteni, i
due - secondo la ricostruzione degli
inquirenti - cercano di far apparire
la sua vita poco trasparente, nel tentativo di farlo risultare una persona
con frequentazioni equivoche e pericolose. E sperare così che i giudici
decidano di impedirgli di vedere le
figlie. Ecco perché il 17 giugno 2015,
per esempio, dopo che il Tribunale
di Como ha stabilito che le bambine
devono trascorrere il fine settimana
nell’abitazione del padre, viene appiccato il fuoco a una finestra della
casa. E ancora, ecco perché a luglio
vengono sparati otto colpi di arma
da fuoco all’indirizzo della finestra
dell’abitazione di Carugo (in cambio di mille euro): due giorni dopo
Daniela Rho presenta tramite i suoi
legali un’istanza per chiedere l’interruzione dei rapporti e dei pernottamenti delle bambine dal padre, motivata con l’esistenza diun grave pericolo per l’incolumità per le piccole
causato - guarda caso - proprio dagli
atti intimidatori subiti dall’architetto. E da lei commissionati.
L’AGGUATO SOTTO CASA
Minacce, intimidazioni. Ma le cose non cambiano. Anzi, il 5 ottobre
2015 ilTribunale emette un’ordinanza con la quale rigetta la richiesta di
incontri protetti avanzata dalla donna (provvedendo ad assegnare la casa coniugale alle figlie, nonché a ripristinare gli incontri delle bambine
con il padre presso l’abitazione familiare senza la presenza della madre
e/o altri operatori), provvedimento
al quale il 12 ottobre 2015 viene presentato ricorso (rigettato il giorno
successivo). Ma Daniela Rho, a questo punto, per risolvere la faccenda
ha già in mente una strada diversa
da quella legale. Lei e l’amante con-
tattano la guardia giurata che a sua
volta commissiona l’agguato - la richiesta però sarebbe di gambizzare
Molteni, non ucciderlo - a Vincenzo
Scovazzo e Michele Crisopulli in
cambio di 10 mila euro (o, a scelta,
50 grammi di coca pura). Il 14 ottobre sera, due giorni dopo, i sicari si
presentano a Carugo, nella Brianza
Comasca, dove il consulente d’arredamento si è momentaneamente
trasferito a vivere a casa del padre. I
killer, nascosti nel buio e sotto una
fitta pioggia, aspettano che l’uomo
rientri a piedi e poi, alle spalle, sparano due colpi. Uno va a segno alla
gamba, l’altro alla schiena ed è fatale. Trasportato in ospedale, Alfio
Molteni, 58 anni, muore poco dopo.
Ora, a quasi un anno di distanza e
dopo l’arresto di dieci persone, la
svolta clamorosa. Per arrivare al fermo dei mandanti - l’ex moglie e il
commercialista suo amante - sono
state decisive, oltre ai testimoni e
agli interrogatori degli indagati, le
mail trasmesse dalla vittima prima
dell’agguato (in cui ricostruiva pedinamenti e raccontava la sua paura)
e l’analisi di telecamere e tabulati telefonici.
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Omicidio Maurizio Gucci
L’unico ad aver trasportato un santo
Nel Palermitano
Pena finita per Patrizia Reggiani
in libertà vigilata per tre anni
Morto il tassista di Padre Pio
Il frate gli suggerì il mestiere
Teschi e resti di ossa umane
Scoperto il cimitero della mafia
■■■ Patrizia Reggiani a 67 anni ha finito di scontare del
tutto la pena a 26 anni di carcere per l’omicidio del martito
Maurizio Gucci, avvenuto nel 1995 in via Palestro a Milano.
Dopo aver trascorso 17 anni in carcere, la donna erariuscita
ad ottenere l’affidamento ai servizi sociali. Un periodo trascorso lavorando nello show room di alta bigiotteria Bozart,
marchio per il quale la Reggiani ha disegnato una collezione
di borse. «Vorrei tornare a lavorare in Gucci perché non posso rinnegare il mio nome, la mia origine, ma sto benissimo
qui con Bozart», aveva detto nel 2014 subito dopo aver intrapreso la nuova attività sempre nel settore del lusso. La Reggiani ora dovrà comparire davanti al tribunale di sorveglianza per regolamentare la pena accessoria di tre anni di libertà
vigilata.
■■■ «Fatti una macchina e porta le persone in giro», gli
aveva suggerito Padre Pio nel corso di una confessione il 4
ottobre del 1950. E così fece Matteo Ricciardi, morto all’età
di 87 anni dopo aver trascorso trent’anni ad accompagnare
le persone in una sorta di missione religiosa. «Sono l’unico
tassista al mondo ad aver accompagnato un santo»,si vantava bonariamente nell’esibire il bigliettino da visita che aveva
sul frontespizio la foto che lo ritraeva al volante della sua
auto con Padre Pio accanto. E il consiglio del santo di Pietrelcina quattro anni più tardi gli porterà fortuna visto che fu
proprio lui - ricorda la Gazzetta del Mezzogiorno - il 23 maggio del 1954, di accompagnare il frate con le stimmate al
seggio elettorale per il voto sull’auto di allora: una Fiat 1400
targata FG9345.
■■■ Ci sono i resti di teschi e di ossa umane in quello
che è già stato denominato il «cimitero della mafia» perché, da una prima valutazione, confermerebbe il legame
tra i resti dei corpi e i delitti di mafia. L’area è stata individuata alle porte del palermitano, in una caverna nella
contrada Casalotto, a Roccamena. Sul posto ieri sono intervenuti i carabinieri, gli esperti del Ris e gli uomini del
soccorso alpino impegnati nelle difficili operazioni di recupero dei resti situati in una zona impervia.
Sull’indagine - coordinata dal procuratore di Palermo
Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Leonardo Agueci oltre a
due sostituti procuratori palermitani - c’è per il momento
il massimo riserbo soprattutto su come sia stato scoperto
il cimitero.
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ATTUALITÀ
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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Malasanità al San Camillo di Roma
:::
«Mio padre è morto di cancro
in barella tra tossici e guardoni»
Medico di famiglia
La vita dura
tra i terremotati
L’uomo ha trascorso le ultime 56 ore di vita al Pronto Soccorso senza privacy
Il figlio ha scritto una lettera alla Lorenzin. Il direttore sanitario: troppi ricoveri
::: ROBERTA CATANIA
ROMA
■■■ E’morto tra l’indifferenza della gente che occupa freneticamente un pronto soccorso. E’ morto per un tumore,niente di improvviso, niente che giustificasse quella collocazione precaria, eppure a
Marcello Cairoli non è stato
offerto niente di meglio per
trascorrere le sue ultime 56
ore di vita da malato terminale.
L’ennesima storia di
malasanità in Italia arriva dalla Capitale, addirittura da
una delle strutture d’eccellenza in fatto di emergenze: il
San Camillo - Forlanini. L’agghiacciante racconto è del figlio di Marcello, Patrizio, giornalista,che ripercorre la sofferenza di quei due giorni e
mezzo in una lettera al ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, che ha prontamente
inviato gli ispettori. E poi?
Qualcuno pagherà per avere
lasciato morire un uomo tra
“codici verde” che ridevano
sgranocchiando patatine in
attesa di farsi togliere un’unghia incarnita e tossici che
cercavano solamente un posto dove trascorrere qualche
ora al riparo? Un “riparo” che
non è stato concesso a Marcello, il quale aveva tutto il diritto di essere protetto mentre
affrontava quel passaggio
oscuro, che sicuramente lo
avrà spaventato, smarrito, reso vulnerabile mentre cercava il modo per dire addio a
qualcuno da cui non avrebbe
voluto allontanarsi mai, i suoi
figli. Lo Stato non ha avuto le
capacità per garantire il diritto primario di ogni essere
umano, morire con dignità, e
come giustificazione ildirettore sanitario del nosocomio,
Luca Casertano, parla di «un
flusso elevato» di ricoveri che
«può aver in qualche modo
limitato o impedito una idonea comunicazione da parte
degli operatori sanitari».
E’ mancanza di comunicazione una famiglia che, dopo
::: LA SCHEDA
LA DIAGNOSI
Tre mesi fa arriva la diagnosi:
Marcello ha un cancro. I medici lo rassicurano che, con la radioterapia, vivrà e lo farà in
«modo dignitoso».
I PALLIATIVI
Le cure non portano a molto, i
dolori alle ossa diventano insopportabili e la famiglia capisce che serve la morfina.
LA MORTE IN CORSIA
In ospedale la situazione precipita e in 56 ore Marcello muore, su una barella.
avere chiesto senza successo
il trasferimento in un locale
adeguato per il proprio caro
che sta morendo,si accontenta di ripiegare su un paravento ma non riesce a ottenerne
un altro per completare il muro da mettere tra loro e i “turisti del dolore”, coloro che si
siedono in un pronto soccorso per un mal di pancia e intanto scrutano chi hanno intorno per vedere chi sta peggio? Eppure Patrizio e i fratelli
sono rimasti lucidi, con quella forza che viene dall’amore
per un genitore da accudire,
che improvvisamente ribalta
i ruoli diventando l’anello più
debole della famiglia. E così i
figli, in quelle 56 ore, si sono
inventati un’altra soluzione e
hanno completato la barriera
con un maglioncino, fermato
con lo scotch al paravento, e
con i loro corpi hanno offerto
l’ultimo scudo necessario perché l’ultimo respiro di Marcello fosse una cosa privata. Solo
dopo, dopo avere accompagnato il papà nel viaggio più
difficile, Patrizio ha raccolto
le forze per denunciare. Lo
ha fatto scrivendo una lettera
DERUBATA DI GIOIELLI PER DUE MILIONI DI EURO
Valentina Cortese tradita dalle badanti
[S.Gar] Valentina Cortese, la diva italiana
oggi 93enne che ha recitato per Fellini e
conquistato Hollywood, è stata derubata
dalle sue badanti di gioielli per due milioni di euro. Tradita da quelle che considerava fedeli compagne di viaggio che per
decenni l’hanno accudita, al punto da rinunciare a qualunque viaggio per non la-
sciarla da sola: una peruviana di 44 anni
(assunta 15 anni fa) e una salvadoregna
di 59 anni, trenta dei quali trascorsi nella
casa nel cuore di Milano. Le due, arrestate dalla Squadra mobile, hanno approfittato della fiducia svuotando la cassaforte
di cui loro soltanto (e la nuora, unica erede) avevano la chiave. [Lapresse]
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Caso Cucchi, la giustizia secondo i compagni
Se scagiona la polizia allora la perizia è “truccata”
::: segue dalla prima
GIUSEPPE CRUCIANI
(...) che non vede l’ora di vedere qualche divisa in galera, a ogni costo. E se
qualcuno osa dire il contrario viene
trattato come un farabutto complice
dei carnefici. Ora, siamo tutti d’accordo che sia uno scandalo il fatto che a
sette anni di distanza dai fatti (Cucchi
morì il 22 ottobre del 2009) e dopo
quattro processi non ci sia ancora una
sentenza definitiva sulle cause del decesso di un giovane ragazzo ventiduenne arrestato per droga. Così fun-
al ministro della Sanità, spiegando come l’iter sia stato
mal gestito fin dall’inizio. Perché nessuno pensa mai che i
malati e i parenti dei malati
fino a quella maledetta diagnosi non sanno proprio
niente di terapie e soluzioni.
E così la disinformazione
spesso ha la meglio, a volte facendo perdere tempo prezioso, altre volte lasciando impreparati i parenti.
Nella sua lettera, Patrizio,
lo spiega bene:«Signora ministra,sono passati circa tre mesi dal giorno in cui mio padre
ha scoperto di avere un cancro a quello della sua morte;
metà del tempo lo ha trascorso ad aspettare l’inizio della
radioterapia, l’altro ad attendere miglioramenti che non
sono mai arrivati. Nonostante la malattia, ci avevano prospettato anni di vita da trascorrere in modo dignitoso.
(...) Nessuno ci ha aiutati a
comprendere, nessuno ci ha
detto quello che avremmo
dovuto fare: rivolgerci a una
struttura per malati terminali
e garantire, con la terapia del
dolore, una morte dignitosa a
mio padre. Quando l’ho fatto,
era ormai troppo tardi: il giorno dopo mio padre è finito in
ospedale, al pronto soccorso
del San Camillo (che non è
l’ospedale dove era seguito),
dove finalmente gli è stata
somministrata la morfina.
Qui»,prosegue Patrizio, «la situazione si è aggravata velocemente.Mio padre è morto dopo 56 ore, passate interamente in pronto soccorso. Lo ripeto: cinquantasei ore in pronto
soccorso, da malato terminale, nella sala dei codici bianchi e verdi, ovvero i casi meno gravi.Accanto aveva anziani abbandonati, persone con
problemiirrilevanti che parlavano e ridevano, vagabondi e
tossicodipendenti che, di notte, cercavano solo un posto
dove stare. Il peggio,poi, si verificava nell’orario delle visite:
sala sovraffollata di parenti
che portavano pizza e panini
ai malati e che non perdevano l'occasione per gettare lo
sguardo su mio padre. (...) Sarebbe dovuto morire a casa,
soffrendo il meno possibile.
E’ deceduto in un pronto soccorso, dove a dare dignità alla
sua morte c’erano la sua famiglia, un maglioncino e lo
scotch. E’ successo a Roma,
Capitale d’Italia».
ziona la giustizia italica, lo sappiamo.
Ma l’altro giorno alcuni periti nominati dal Gip (dunque non di parte) hanno sostenuto che Cucchi sarebbe morto per epilessia e non per le botte.
«Una morte improvvisa e inaspettata
per epilessia», hanno scritto questi professionisti. Escludendo, a loro avviso,
un collegamento diretto tra la morte e
le fratture subite dal ragazzo.
Apriticielo. Non l’avessero maiscritto. Siccome adesso stanno processando i carabinieri, condanna deve essere. E dunque per Ilaria Cucchi, l’ormai
arcinota sorella del defunto Stefano,
«il perito cerca di scrivere la sentenza»
e comunque la morte è stata causata
dal pestaggio. Per l’avvocato Anselmo,
legale dei Cucchi, «il perito è amico di
La Russa» e pure «ex massone».E mentre il senatore del Pd Manconi dice
che la «perizia è approssimativa», c’è
una dei Cinque Stelle che chiede scusa alla famiglia Cucchi a nome dello
Stato, per non dimenticare la Sinistra
Italiana che ricorda addirittura la storia di Pinelli e un tal Fratoianni afferma sicuro che «l’epilessia è una vergogna». E va segnalato addirittura un sindaco, a Nardò, che ha deciso di espor-
re le bandiere a mezz’asta in segno di
lutto. Insomma, la solita storia. Dopo i
magistrati buoni quando ti salvano e
cattiviquando ti mettono dentro, adesso è partita la caccia ai periti, bravi
quando vanno dalla tua parte e pippe
o prezzolati se mettono in dubbio le
colpe degli agenti. Per adesso non hanno trovato collegamenti tra questi medici e Mengele o Pinochet. Sembra invece che il capo del collegio medico
sia stato a cena con Ignazione Nazionale e qualche anno fa si metteva il
cappuccio in testa dentro i locali di
una loggia. Ma c’è tempo per scovare
altre magagne. Tanto si è capito: se
non c’è lo scalpo dei carabineros, non
c’è giustizia.
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Terra rossa
::: EGIDIO BANDINI
■■■ Del terremoto che ha
fatto 300 morti lo scorso 24
agosto ne hanno parlato tutti. Ma fino ad ora pochi, per
non dire nessuno, hanno
parlato dei terremotati visti
con l’occhio delmedico difamiglia che visita ogni giorno
i propri pazienti e si ritrova a
dover gestire un’emergenza
straordinaria.
Ce lo racconta uno che ne
sa qualcosa: Nunzio Borelli,
medico di famiglia in quel di
Medolla (Modena), che si è
preso cura dei terremotati
della sua terra, quattro anni
fa. «Dal 29 agosto, sono andato ad assistere il collega
Italo Paolini ad Arquata del
Tronto - dice - visitando i pazienti nelcontainer sanitario
allestito presso la tendopoli
di questo comune, 1200 anime distribuite in 13 frazioni,
alcune come Pescara del
Tronto con 70/80 residenti.
La quasi totalità dei pazienti
è anziana che, scappando
dalle case crollate, non ha
potuto prendere le medicine di uso quotidiano e questa, davvero, è stata, soprattutto neiprimi giorni,una vera emergenza. Molti di loro
inoltre, in terapia anticoagulante, usano un farmaco
molto delicato, perché risente della dieta che nelle tendopoli non può essere adeguata e,quindi, a rischio dieventuali complicazioni emorragiche gravi. Al contrario continua Borelli- i ragazzi vivono questa esperienza come un grande campeggio,
mentre i giovani hanno timore che il loro paese muoia». Fra tutti il medico ricorda ilcaso diuna donna incinta che non ha potuto mettersi a riposo, perché aveva la
madre invalida e ilpapà a casa per il timore degli sciacalli. «Nelle tende mancava l’aria condizionata: c’erano 45
gradi di giorno e 12 di notte.
La terra continuava a tremare,cadevano massie dovevamo aspettare che le sgombrassero per raggiungere i
pazienti. Ho conosciuto persone con un carattere coriaceo, un orgoglio straordinario e la speranza negli occhi,
anche se l’inverno è alle porte e vi è l’incertezza sul futuro. Giustificata perché dopo
quattro anni, dove c’era il
mio ambulatorio a Medolla,
c’è ancora solo l’erba…».
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SOCIETÀ AUTOSTRADA TIRRENICA p.A.
Sede Legale: Roma - Via Alberto Bergamini, 50
ESITO DI GARA
Pubblicazione, ai sensi degli artt. nn. 65 e 66
del D.Lgs. n. 163/2006 s.m.i., dei risultati
della seguente procedura aperta indetta il
06/11/2015. Cod. CIG 64475205D1 - Cod.
CUP F21B03000860005. AUTOSTRADA A12
LIVORNO - CIVITAVECCHIA. Tratto: Tarquinia
- Civitavecchia. Lavori di realizzazione del
collegamento della viabilità secondaria complanare
del Lotto 6° allo svincolo di Civitavecchia.
Importo di aggiudicazione: € 790.905,34.= oltre
a € 127.586,99.= per oneri di sicurezza non
assoggettati a ribasso. Numero di offerte pervenute:
115 (centoquindici). Aggiudicatario: L. & C Lavori e
Costruzioni Srl - Viale Europa, 305 - 91011 Alcamo
(TP). Appalto aggiudicato in data 15/09/2016.
Il presente avviso in edizione integrale è stato
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana V Serie Speciale “Contratti Pubblici” n. 115
del 05/10/2016. Inoltre, l’avviso stesso è disponibile
sul sito internet: www.tirrenica.it.
L’Amministratore Delegato
Ing. Mario Bergamo
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ATTUALITÀ
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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Una delegazione della Federazione Sport Cinofili incontra il Papa
::: CATERINA MANIACI
■■■ Veri atleti, con un bel
medagliere di gare vinte in giro per il mondo, senza alcun
problema di doping o di compensi spropositati. Sono i cani
che praticano sport, il cui numero cresce di anno in anno,
tanto che la Fedezione italiana Sport Cinofili, l’ente che ne
raggruppa e coordina le attività, sarà presto riconosciuto
dal Coni. E ieri al termine dell’udienza generale,papa Francesco si è fermato sul sagrato
della basilica di San Pietro a
salutare icani della Federazione. Con gli atleti a quattro
zampe, ovviamente, c’erano i
loro amici umani. Una carezza del Papa ai cani e una stretta di mano ai loro proprietari
e allenatori. Il presidente della Federazione, Piero Acquaro, ha regalato a papa Francesco la bandiera della Federazione,simbolo del lavoro svolto quotidianamente da tutti
gli atleti e dagli istruttori per
diffondere gli sport cinofili.
Ma quali sono queste attività agonistiche che hanno per
protagonisti i cani? Il più conosciuto e praticato è sicuramente l’agility, già riconosciuta come disciplina sportiva a
livello internazionale, che
consiste in un percorso ad
ostacoli (di solito dai 15 ai 20),
ispirato al percorso ippico,
nel quale il cane deve affrontarli nell’ordine previsto, possibilmente senza ricevere penalità e nel minor tempo possibile. E poi la «combinata
man/dog», gara suddivisa in
4 categorie (small, medium,
large e giant) e 3 prove atletico-sportive che consistono in
una corsa di velocità, corsa ad
ostacoli,salto in lungo.E ancora la spettacolare dog dance,
in cui non si tratta di trasformare l’animale in un ballerino ammaestrato, ma di eseguire una serie di esercizi insieme al partner a due zampe
in modo fluido e armonioso
che faccia sembrare che tutto
avvenga a tempo di musica.
L'impressione, in effetti, è
quella di una coppia affiatata
che balla,ma dietro c'è soprattutto la profonda compresione del cane, ottiimo feeling e
voglia di mettersi in gioco. E
ancora gare di obedience, utilità e difesa, huntering, scent
game, dog dance, disco dog,
CANI DA OLIMPIADI
Corrono, saltano gli ostacoli e si tuffano in piscina
E vincono medaglie nelle gare internazionali
Supermercati
animal frendly
Un supermercato attento ai nostri amici a quattro zampe. L’on. Michela
Vittoria Brambilla ha
inaugurato ieri il punto
vendita Animal Friendly
Conad di Bernareggio
(Monza-Brianza), in via
Roma. La scorsa primavera Brambilla aveva siglato un accordo, a nome
della Federazione Italiana Associazioni Diritti
Animali e Ambiente e dall’ad di Conad Francesco
Pugliese, per consentire
l’accesso ai negozi della
catena ai clienti con animali al seguito.
Animali da compagnia
al «Perugia pet village»
Si terrà sabato e domenica all’Umbria Fiere di Bastia il Perugia Pet Village,
mostra-mercato dedicata agli animali da compagnia, e non solo. Più di
180 gli espositori che arrivano da tutta Europa e oltre 18 mila i metri quadri
di spazio espositivo, un
vero e proprio villaggio
dedicato agli animali. In
tutto 1.800 i cani in rappresentanza di oltre duecento razze, da quelle
nordiche (samoiedo, siberian husky, alaskan
malamute), ai retrievers,
quali labrador o golden
retrievers, che si ritroveranno a Umbria Fiere in
veri e propri raduni di
razza.
Modena, denunciato
il killer dei gatti
rally,dog endurance,mondioring. Senza escludere gli sport
in acqua, a partire della gare
di tuffi, regolate in due categorie: ci sono i tuffi a distanza,
dove viene valutata la lunghezza del salto del cane dal
bordo vasca alpunto diingresso in acqua; e quella freestyle,
in cui vengono valutati ben 4
parametri, ossia la rincorsa,
l’ingresso in acqua, lo stile e il
desiderio di tuffarsi. Si tratta,
in generale, di discipline in
cui viene affinata la naturale
AGILITY, LE COMPETIZIONI
Nelle immagini alcuni momenti di gare di agility,
fiore all’occhiello delle discipline sportive dei cani.
Foto prese dal sito della Federazione Sport Cinofili
agilità canina, il suo orientamento, la resistenza e, soprattutto, la capacità di «fare coppia» con gli umani. Naturalmente da tutti i centri affiliati
e ad ogni livello è bandito il
doping e, soprattutto, il tentativo di sfruttare gli animali for-
zandoliad attività superiori alle loro forze.
La squadra italiana di agility (che ieri ha incontrato il
Pontefice a Roma) ha rappresentato l’Italia in diversi campionati nel mondo. Quest’anno il campionato è stato ospi-
tato dall’Olanda e la nostra nazionale,guidata dal Team Coach Arnaldo Benini, si è posizionata al terzo posto nel medagliere internazionale ottenendo 7 medaglie, preceduta
solo dal Canada e dalla Russia. Il prossimo obiettivo della
Federazione e dei varisostenitori è che gli sport cinofili possano ambire a divenire «sport
olimpico». E probabilmente il
nostro medagliere diventerà
molto più pesante.
Lo psicologo scodinzolante
sì lui e gli altri passeggeri erano comprensibilmente tesi. Tutti, tranne
una signora, che camminava tranquilla con ilsuo cagnolino al guinzaglio. Fiorillo notò che l'animale non
era solo in grado di calmare la sua
padrona, ma chiunque incrociasse,
facendogli le feste e distraendolo.
Da lì, l’idea: oggi Lulu, con la sua
pettorina «Accarezzami, sono un
amico», avvicina i bambini invitandoli a giocare e facendogli dimenticare per un attimo la tristezza che li
circonda. Con gli anziani è così affettuoso, da unirsi a loro nella preghiera: congiunge e poggia le zampe sugli inginocchiatoi della sala e con il
muso verso il basso veglia in silenzio. Chissà che l’idea del cane consolatore non venga presto imitata
anche in Italia?
Lulù, l’amico che consola i bambini al funerale
::: GIOVANNI LUCA MONTANINO
■■■ In fondo, non si tratta di una
grande scoperta: è risaputo che gli
animali (i cani, in particolare), con
affetto e vicinanza, siano in grado
più di tutto e tutti di aiutarci a superare un dolore: un trauma, una perdita grave o un qualsiasi stato d’ansia e depressione; non c’è forma di
disagio psicologico o emotivo che
un amico a quattro zampe non possa alleviare. Negli Stati Uniti, però si
è arrivati all’impiego di un cane affinché un pubblico bisognoso di
supporto possa giovarsi del suo aiuto. Una ditta di pompe funebri di
Westchester County, nello stato di
New York, offre ai propri clienti un
servizio originale, che sta ottenendo molto successo: un cane come
consolatore ufficiale! Una figura di
sostegno pensata principalmente
per i bambini e per gli anziani, ma
disponibile per chiunque ne faccia
richiesta. L’animale «socialmente
utile» si chiama Lulu ed è un goldendoodle: la sua è una razza ibrido,
nata dall’incrocio tra un Golden Retriever e un Barboncino. È di taglia
media e sembra di costituzione robusta: ha il pelo riccio color miele e
le sue foto stanno spopolando sul
web. Non si può resistere ai suoi occhioni dolci! Ma le immagini che
fanno il record di click sono special-
mente quelle in cui Lulu è all’opera:
lasciandosi abbracciare da adulti e
piccini, durante funerali e sepolture
al cimitero, li aiuta a sopportare il
lutto.
Questo goldendoodle ha ricevuto un addestramento speciale, intrapreso quando era un cucciolo di un
anno appena. Il suo padrone (nonché titolare dell’impresa funebre)
Matthew Fiorillo, ha raccontato al
Washington Post che ormai il successo di Lulu è tale che i clienti chiedono espressamente di lui precedendo l’offerta. Fiorillo ha pensato
di ingaggiare un cane nel 2013,
mentre si trovava all’aeroporto di
Miami: il suo volo era in ritardo, co-
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Ha ucciso tre gattini a badilate, poi li ha gettati in
un canale. Identificato
dalla Polizia municipale
di Reggio Emilia grazie alla segnalazione di una cittadina, un 70enne è stato
denunciato. L’anziano,
dopo aver ucciso i gatti, si
è diretto verso un canale
che costeggia la via Emilia, in direzione Modena.
Una giovane però lo ha visto e, pensando che gli
animali fossero ancora vivi, si è offerta di adottarli,
per farlo desistere.
Lulù, il cane di New York
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Borsa Londra-FTSE 100
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Panino e listino
Banche, zucchero
e piccole società
per il rally di fine anno
::: BUDDY FOX
■■■ L’allarme Deutsche Bank è finalmente
suonato. Una crisi di numeri e di derivati che
ora è su tutte le prime pagine dei giornali.
Cifre e fatti che noi avevamo ben anticipato a
tempo debito, quando oggi c’è chi scrive che
il mercato si è accorto del dramma Deutsche
Bank, rispondo che il mercato sono ormai
mesiche urla la crisi: 110 mesi diribassi quantificati in un meno 88% non erano sufficienti
per capire?
Dunque il problema non è solo Mps, o meglio il problema non sono le banche italiane e
le sofferenze, il problema è ben altro: se dovesse tornare l’inflazione tanto acclamata e i
tassi salissero anche di uno o 2 punti percentuali, verrebbe giù il palco con tutti gli attori.
Ma noi, a differenza dei catastrofisti sempre
più numerosi, siamo ottimisti e possibilisti
nei confronti delle autorità. I problemi sui derivati saranno accantonati, per questo ci
aspettiamo un ultimo trimestre d’anno in
gran recupero. Quisotto l’aggiornamento delle mie previsioni per il 2016: tutto confermato. Siamo pronti per il gran recupero di Milano? Questa è l’ultima possibilità. In nero la
previsione, in chiaro l’aggiornamento.
Italia mundial, il 2016 dovrà essere, nelle azioni, un anno eccezionale. Tutto sull’Italia. Siamo pieni di gioielli, ma se ci sarà il
gran recupero finale, saranno proprio le banche il motore più potente.
Dimensione zero, nessun rialzo dei tassi per la Fed. 0,25%, con questa economia, lo
chiamate rialzo?
Dal bail out al bail in, Banca Mediolanum, Mps e Carige i tre titoli. Moleskine
dopo l’Opa capitalizza più di Mps, quanto
può durare questa irrazionalità? Sembra di
tornare al 2000 quando Tiscali valeva più di
Fiat. Il tempo è scaduto, questi sono i “cani
da tiro” per il prossimo rialzo.
Fame di materie prime, comprare Etf
sul fisico. Basta un po’ di zucchero e la pillola
va giù. Lo zucchero, tra le commodity da me
preferite, fa male? Non al nostro portafoglio:
da 16 dollari siamo già a 23.
Nuova Energia, Alerion, Beghelli e Falck i 3 titoli da comprare. Verde speranza, è
questo il colore dei mercati e dell’energia del
futuro.
Euro reazione: sì, vado al rialzo sull’euro. L’idea si è rivelata sbagliata, credo che prima o poi il dollaro punterà verso la parità.
Cerchi il meglio? Piccolo e italiano:
Esprinet, Elica e Trevi i 3 titoli su cui puntare. Guardate il recupero di Esprinet, solo per
capire di cosa stiamo parlando. Peccato non
aver inserito Retelit.
Montagne russe. Sui rialzi usiamo gli
Etf short. Lo volevate più preciso? Preparate
l’ultra long.
Mele marce: short Apple, long Nokia.
Nonostante le minacce europee, Apple non
cede, ma è sulla rinascita di Nokia che io punto di più.
I magnifici 7: Aedes, Be, Biesse, Cti, D’Amico, Stm, Tod’s. Siamo agli ultimi giri e per
il momento il risultato è brutto, -25% contro il
-22% dell’indice. C’è chi ha Dybala e Higuain, e chi come noi ha Be e Stm, avessimo
avuto anche Retelit avremmo fatto l’attacco
del Barcellona. Pronti per la remuntada?
[email protected]
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Borsa Parigi-CAC 40
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Nuovo presidente il notaio Marchetti
Esselunga non si vende più
Beffati i primi due figli
Aperto ieri il testamento di Caprotti: alla seconda moglie e alla terzogenita Marina Sylvia
va oltre il 66% dell’impero, agli altri il 16,6% a testa. Metà del conto in banca ai nipoti
::: NINO SUNSERI
■■■ Esselunga non si vende. Al-
meno per il momento. Così ha deciso il consiglio d’amministrazione bloccando l’attività di Citigroup
che cercava un compratore. Contemporaneamente è stato chiamato alla presidenza l’eterno Piergaetano Marchetti. La decisione finale
sul destino del gruppo, comunque, spetterà a Giuliana Albera, seconda moglie di Bernardo Caprottie alla loro figlia Marina Sylvia. Sono loro, infatti, ad aver ereditato la
quota di maggioranza. Hanno ricevuto la quota disponibile del 25%
che sommata alla successione legale (25% alla moglie e 16% a ciascuno dei tre figli) consente alle
due signore di controllare complessivamente il 66% del capitale.
Violetta e Giuseppe, figli del primo
matrimonio, avranno poco di più
del 16% ciascuno che corrisponde
al semplice diritto di legittima. È
stato molto più generoso con figli
diGiuseppe.Insieme aglialtri nipoti (figli del fratello di Bernardo con
cui sessant’anni fa aveva iniziato
l’avventura nella grande distribuzione) ricerveranno il 50% dei risparmi personali di Mr. Esselunga
il cui ammontare si misura, ovviamente, in diversi milioni. L’altra
metà a Giovanna Chiodi, la storica
segretaria. Alcune opere d’arte della collezione privata andranno al
Louvre.
Letta in trasparenza la volontà
di Caprotti è chiara: i suoi eredi sono moglie e figlia. Agli altri due ha
assegnato solo la successione legale cui non poteva sottrarsi, anche
se,forse, avrebbe voluto,visti glianni di guerra giudiziaria. Non un’azione in più però. In questa maniera li ha tagliati fuori dalla gestione.
La fetta di capitale che possiedono
singolarmente è troppo esigua per
avere un ruolo. Non darà diritto alla nomina dei membri del consiglio d’amministrazione e nemmeno costituisce una minoranza di
blocco. Coalizzandosi Giuseppe e
Violetta potranno avere un rilievo
unicamente nelle assemblee in cui
è richiesta una maggioranza qualificata. Nelle società non quotate,
però, sono eventi abbastanza rari.
Avranno solo diritto ai dividendi
(se e quando verranno distribuiti).
Alla luce del testamento si spiega
anche l’ultimo messaggio che Caprotti aveva indirizzato ai 22mila
dipendenti delgruppo che luiamava definire collaboratori: «Il futuro
è tracciato; che io ci sia oppure no,
cambia ben poco». La successione, infatti, avviene nel segno della
continuità. A garantire la stabilizza-
zione è la presidenza assegnata a
Piergaetano Marchetti. La sua autorevolezza assicura la linearità della successione. Non a caso è il professionista incaricato di gestire situazioni difficili e stemperare le rivalità fra soci.Un ruolo che un tempo era svolto da Ariberto Mignoli e
da Bruno Visentini. Proprio per
questo Marchetti è stato presidente di Rcs e del patto di sindacato di
Mediobanca.
Quanto potrà durare questa geometria? La risposta non è facile anche se fonti vicine alla proprietà ci
tengono a far sapere che l’obiettivo è quello di dare «continuità e
stabilità alla gestione». Tuttavia il
fatto che il fondatore si fosse, finalmente, deciso a vendere indica
che probabilmente anche lui puntava ad una successione più solida. Voleva mettere la sua creatura
nelle mani di un azionista forte e
favorire una successione più fluida: spartirsi la liquidità e proprietà
immobiliari, per quanto cospicue,
è molto più semplice che dividersi
la proprietà di un grande gruppo.
Paradossalmente molto del futuro
è nelle mani di Giuseppe e di Violetta. Accetteranno la volontà del
padre oppure avvieranno operazioni di guerriglia giudiziaria che,
inevitabilmente avranno riflessi
sulla vita delgruppo e dei ventiduemila dipendenti. Beautiful o Dinasty? Il quesito è tutto qui. Ieri sera
Giuseppe Caprotti (l’unico del eredi presenti all’apertura del testamento) uscendo dallo studio del
notaio ha dichiarato: «Faremo di
tutto per salvaguardare Esselunga». Ha aggiunto di «sentirsi vicino
ai dipendenti». Il sipario della giornata cala su questa mozione degli
affetti. Difficile, però, che finisca
qui.
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La proposta di Fava, assessore all’Agricoltura della Lombardia
«Agganciare il prezzo del latte ai formaggi per salvare gli allevatori»
::: ATTILIO BARBIERI
■■■ L’assessore all’Agricoltura della Regio-
ne Lombardia, Gianni Fava, scende in campo nella guerra del latte. Dopo l’allarme lanciato dalle organizzazioni dei produttori che
si trovano a vendere la materia prima tuttora
sotto costo, vincolati da contratti capestro,
Fava ha convocato per il 20 ottobre un tavolo latte alla Regione Lombardia. All’incontro
sono chiamati a partecipare i rappresentanti
dei principali sindacati agricoli, del mondo
della cooperazione e delle organizzazioni di
produttori di latte. «Oggi ci sono le premesse
per raggiungere accordi proficui per i produt-
tori ma la filiera deve adottare linee condivise per valorizzare le produzioni lombarde e
sostenere l’andamento positivo del mercato, in modo da scongiurare scenari come
quelli vissuti nei mesi scorsi», spiega Fava a
Libero.
Il messaggio è chiaro: le organizzazioni
sindacali degli allevatori, le cooperative e chi
si occupa delle consegne devono trovare
una piattaforma unica. «Da portare poi al tavolo con l’industria di trasformazione», precisa Fava, «Lactalis ma non solo. L’importante è che facciano fronte comune, mettendo
da parte le divisioni che hanno impedito finora di parlare con una sola voce».
Anziché cercare lo scontro con i colossi
dell’industria, meglio sarebbe, secondo l’assessore lombardo, trovare un meccanismo
di indicizzazione agganciando ad esempio
«la quotazione del latte a quella dei prodotti
trasformati, come il Grana Padano, il Parmigiano, il mascarpone e il burro. Che stanno
salendo. Molto meglio piuttosto che inseguire le quotazioni spot o peggio la media di
quelle europee». Chiaro il messaggio che
esce da quest’ultimo riferimento. Per il 2017
mandiamo in soffitta i contratti come quelli
che ha fatto firmare agli allevatori Lactalis,
ingabbiandoli in una trappola mortale.
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__Giovedì 6 ottobre 2016__
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Sole 24 Ore, i giornalisti
sfiduciano il direttore
Fiere di Parma s’allea
con Slow Food
Scorte Usa in calo
E il petrolio risale
■■■ Il direttore de Il Sole 24 Ore Rober-
■■■ Fiere di Parma di allea con Slow
■■■ Chiusura in netto rialzo per il pe-
to Napolitano è stato sfiduciato dall’assemblea dei redattori convocata dal cdr.
151 voti contrari contro 45. Il consiglio
d’amministrazione gli ha rinnovato la fiducia. L’eventuale cambio sarà deciso
dal cda che sarà eletto il 14 novembre.
Food per organizzare Cibus Connect
2017, il nuovo format legato dedicato al
made in Italy, che si svolgerà il 12 -13
aprile 2017. Cibus, il salone che si svolge negli anni pari, è invece gestito in
joint venture con Federalimentare.
trolio a New York. I corsi del greggio
hanno beneficiato dell’inatteso calo
delle scorte Usa. Il barile Wti con consegna a novembre ha guadagnato
ben 1,14 dollari al barile. La quotazione sale così a 49,83 dollari.
Mercato Azionario
AZIONI
Esperimento in Spagna
Il fondo Blackstone
quota in Borsa
le sofferenze bancarie
A
ACEA
ACOTEL GROUP
ACSM-AGAM
ADIDAS AG
AEDES
AEFFE
AEGON
AEROPORTO MARCONI BO.
AGEAS
AHOLD DEL
AIR LIQUIDE
AIRBUS GROUP
ALBA
ALCATEL-LUCENT
ALERION
ALLIANZ
AMBIENTHESIS
AMPLIFON
ANHEUSER-BUSCH
ANIMA HOLDING
ANSALDO STS
ASCOPIAVE
ASML HOLDING
ASTALDI
ASTM
ATLANTIA
AUTOGRILL
AUTOS MERIDIONALI
AXA
AZIMUT
A2A
B
B CARIGE
B CARIGE RSP
B DESIO BRIA RNC
B DESIO E BRIANZA
B IFIS
B INTERMOBILIARE
B M.PASCHI SIENA
B P DI SONDRIO
B P EMILIA ROMAGNA
B POP ETRURIA E LAZIO
B POP MILANO
B POP SPOLETO
B PROFILO
B SANTANDER
B SARDEGNA RSP
B SISTEMA
BANCA GENERALI
BANCO POPOLARE
BANZAI
BASF
BASICNET
BASTOGI
BAYER
BB BIOTECH
B&C SPEAKERS
BCA FINNAT
BCA MEDIOLANUM
BE
BEGHELLI
BEIERSDORF AG
BENI STABILI
BEST UNION COMPANY
BIALETTI INDUSTRIE
BIANCAMANO
BIESSE
BIOERA
BMW
BNP PARIBAS
BOERO
BON FERRARESI
BORGOSESIA
BORGOSESIA RSP
BREMBO
BRIOSCHI
BRUNELLO CUCINELLI
BUZZI UNICEM
BUZZI UNICEM RSP
::: UGO BERTONE
■■■ Oggi in Spagna, domani (si spera) in
Italia.S’accende a Barcellona una luce nel travagliato mondo delle sofferenze bancarie.
Blackstone, ilgigante del private equity americano, ha deciso di aprire un fondo che metterà in vendita i crediti in sofferenza rilevati un
anno fa da Catalunya Banc, uno degli istituti
di credito travolti dalla crisi immobiliare. All’epoca Blackstone si era aggiudicato, con
una spesa di 3,6 miliardi, crediti problematici
per 6 miliardi, con uno sconto del 40% del
valore nominale. Un’operazione necessaria
per consentire la cessione dell’istituto al
Bbva, il colosso bancario iberico che non voleva accollarsi le sofferenze della «preda». Un
copione che ricorda da vicino i problemi delle banche di casa nostra. A distanza di un anno, però, Blackstone ha messo in vendita una
prima tranche di 265 milioni di quei crediti
ad un prezzo che garantisce un rendimento
di 10 punti base più alto dell’Euribor. Chi si
accollerà i prestiti più problematici avrà diritto a uno sconto del 10%.
L’offerta, per ora, ha dimensioni limitate (i
crediti deteriorati spagnoli ammontano a
100 miliardi circa) e riguarda i titoli meno tossici ereditati dalla banca catalana: in pratica
si tratta di mutui ipotecari di privati che non
hanno onorato le rate da meno di 37 mesi.
Ma il test può portare a una vera e propria
rivoluzione nella gestione dei crediti problematici che affliggono le banche europee, pari
a 2,3 miliardi. Circa il 50% degli Npl (527 milioni di euro) riguarda tre soli mercati: Italia,
Spagna e Irlanda. Una zavorra che, spiega David Bergman di Moody’s, pesa non solo sui
bilanci degli istituti ma anche sul mercato immobiliare e sulla disponibilità di credito. Per
questo l’esperimento spagnolo ha un valore
strategico per l’intero settore bancario europeo, Blackstone, prima di mettere sul mercato questi titoli, ha effettuato una profonda
operazione di maquillage.Dentro il fondo sono finiti mutui rivisti e rinegoziati con buone
prospettive di esser ripagati. Un gran lavoro,
insomma, ma ne valeva la pena visto il possibile utile che la banca ne potrebbe ricavare.
Ben più rilevante sarà il profitto per il sistema bancario se il caso spagnolo farà scuola.
Ma perché ciò avvenga sarebbe necessario
che in sede europea prendesse corpo una legislazione comune alla base di un mercato di
dimensioni continentali, necessario per garantire la liquidità. Peccato che Bruxelles, cosìcome l’autorità bancaria europea, non sembrino all’altezza di una riforma che richiede
creatività e coraggio, più che rispetto
dell’austerità.
Montepaschi adesso vale 500 mlioni
Ora l’America
non si fida
del salva-Mps
C
Il Fmi: risolvete subito i problemi. I fondi speculano
sui prestiti non rimborsati, in gioco ci sono 2 miliardi
::: FRANCESCO DE DOMINICIS
■■■ Arriva dalFondo monetario inter-
nazionale la spinta, forse decisiva, al governo di Matteo Renzi ad aiutare rapidamente le banche italiane. La crisi del sistema bancario, col caso Monte dei paschi che continua a tenere in fibrillazione i mercati, ha indotto l’Fmi a lanciare
un warning. Il Fondo ha invitato Roma
a fare di più «perché gli sforzi» prodotti
finora potrebbero non bastare. Di qui la
citazione esplicita della vicenda Mps,
tra gli istituti più deboli del settore creditizio italiano, che sarebbe «aiutato»
complessivamente con «interventi sul
capitale» delle realtà più «deboli».
Ilsostegno pubblico nelle banche, come spiegato ieri su queste colonne, è
nell’agenda del premier. Il governo studia sgravi fiscali per Ubibanca, sempre
in pista per rilevare tre dei quattro istituti falliti lo scorso anno (Etruria, Chieti e
Ferrara). Su Mps - che ieri ha chiuso in
Borsa a 0,17 euro, in calo del 3,9% e ora
capitalizza appena 505 milioni - si valutano varie ipotesi, tra cui la Cassa depositi e prestiti. L’altro nodo è rappresentato dalle sofferenze (i prestiti non rimbor-
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sati). La dimensione del problema è variabile. «C’è un certo interesse a mettere
sotto i riflettori ilvalore lordo, 200 miliardi, e non il netto, 85 miliardi» spiegava
ieri una fonte qualificata in occasione di
un evento organizzato dal Messaggero
in casa dell’Abi. E l’interesse riguarda le
commissioni (in media l’1%) che le
grandi case d’investimento straniere
non vedono l’ora di incassare: in un caso stiamo parlando di 2 miliardi, nel secondo di 850 milioni. Il divario è netto.
E sarebbe proprio la prospettiva di gustosi ricavi a spingere gli osservatori internazionali, come ha sottolineato Romano Prodi, a ingigantire il problema,
dipingendo un quadro più cupo della
realtà. Quasi una difesa d’ufficio delle
banche, quella dell’ex premier, che fa il
paio con le parole del presidente dell’Assobancaria. Antonio Patuelli non solo
ha rivendicato l’assenza di aiuti di Stato,
ma ha alzato la voce contro la vigilanza
unica europea. «Le misure da prudenzialisisono trasformate in fattori diindebolimento delle banche». Il presidente
della Bce, Mario Draghi, ha preso nota.
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DADA
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G
0,447 -0,86 0,4436 -46,11
2,552 -0,23 2,508 -29,31
2,61 0,77 2,5757 51,3
11,23 4,17 11,0913 -33,63
2,088 1,26 2,0874 -48,85
0,1275 0,63 0,1258 -82,41
GABETTI
GAS PLUS
GEFRAN
GENERALI
GEOX
GRUPPO WASTE ITALIA
H
84,95 -0,06 84,1372
121,3
- 121,3
2,216 -1,6 2,2257
HEIDELBERGER CEMENT AG
HENKEL KGAA VZ
HERA
I
Ultima rilev
100,208
100,165
99,63
100,863
103,086
102,068
104,747
108,99
105,2
104,48
112,22
101,37
102,01
101,1
116,7
125,52
107,59
127,5
Titolo
360
-9,55
0,9915 0,15 0,9805 10,17
0,0022
- 0,0022
0,6575 0,92 0,6531 -25,83
0,433 -0,92 0,4367 -32,87
60 0,25 60,0447 25,03
0,3815 0,08 0,3802 -18,48
0,135 4,33 0,1346 -54,7
15,79
- 15,79
11,12 1,65 11,0603 -11,61
0,1989 1,07 0,1925 -37,14
I GRANDI VIAGGI
IES/IES WT 19
IGD
IL SOLE 24 ORE
IMA
IMMSI
INDUSTRIA E INNOVAZIONE
INFINEON TECHNOLOGIES AG
ING GROEP
INTEK GROUP
Euribor
Titoli di stato
Titolo
PREZZO
Dati aggiornati al 04/10
365
Titolo
360
365
1 SETT.
-0.381 -0.386
3 MESI
-0.301 -0.305
2 SETT.
-0.373 -0.378
6 MESI
-0.203 -0.206
1 MESE
-0.371 -0.376
9 MESI
-0.131 -0.133
2 MESI
-0.338 -0.343
12 MESI -0.064 -0.065
Cambi
Titolo
Dollaro USA
Yen
Dollaro Canadese
Dollaro Australiano
Franco Svizzero
Sterlina
Corona Svedese
Corona Danese
Corona Norvegese
Corona Ceca
Fiorino Ungherese
Domanda
Offerta
1,1211
115,6500
1,4816
1,4722
1,0959
0,8816
9,6260
7,4417
8,9872
27,0280
305,8500
1,1161
114,5000
1,4697
1,4564
1,0949
0,8754
9,6005
7,4418
8,9175
27,0210
307,4200
PREZZO
VAR%
PREZZO VAR% PR. UF.
CHIUSURA SU PR. RIF.MED. PON. DAL 30/12/15
CHIUSURA SU PR. RIF.MED. PON. DAL 30/12/15
INTEK GROUP RSP
INTERPUMP
INTESA SANPAOLO
INTESA SANPAOLO RSP
INVEST E SVILUPPO
INWIT
IRCE
IREN
ISAGRO
ISAGRO AZIONI SVILUPPO
IT WAY
ITALCEMENTI
ITALIAONLINE
ITALIAONLINE RSP
ITALMOBILIARE
IVS GROUP
J
JUVENTUS FC
K
KERING
K.R.ENERGY
K+S AG
L
LA DORIA
LANDI RENZO
LAZIO S.S.
LEONARDO - FINMECCANICA
LINDE AG
L’OREAL
LUXOTTICA GROUP
LVENTURE GROUP
LVMH
M
MAIRE TECNIMONT
MARR
MASSIMO ZANETTI BEVERAGE
M&C
MEDIACONTECH
MEDIASET
MEDIOBANCA
MERCK KGAA
MERIDIE
MID INDUSTRY CAPITAL
MITTEL
MOLESKINE
MOLMED
MONCLER
MONDADORI
MONDO TV
MONRIF
MUNICH RE
MUTUIONLINE
N
NICE
NOKIA CORPORATION
NOVA RE
O
OLIDATA
OPENJOBMETIS
ORANGE
OVS
P
PANARIAGROUP
PARMALAT
PHILIPS
PIAGGIO
PIERREL
PININFARINA
PIQUADRO
POLIGRAFICA S.FAUSTINO
POLIGRAFICI EDITORIALE
POSTE ITALIANE
PRELIOS
PREMUDA
PRIMA INDUSTRIE
PROSIEBENSAT.1 MEDIA SE
PRYSMIAN
R
RAI WAY
RATTI
RCS MEDIAGROUP
RECORDATI
RENAULT
RENO DE MEDICI
REPLY
RETELIT
RICCHETTI
RISANAMENTO
ROMA A.S.
ROSSS
RWE
S
SABAF
SAES GETTERS
SAES GETTERS RSP
SAFILO GROUP
SAFRAN
SAINT-GOBAIN
SAIPEM
SAIPEM RCV
SALINI IMPREGILO
SALINI IMPREGILO RSP
SALVATORE FERRAGAMO
SANOFI
SAP
SARAS
SAVE
SCHNEIDER ELECTRIC
SERVIZI ITALIA
SESA
SIAS
SIEMENS
SINTESI
SNAI
SNAM
SOCIETE GENERALE
SOGEFI
SOL
SPACE2
STEFANEL
STEFANEL RSP
STMICROELECTRONICS
T
TAMBURI
TAS
TECHNOGYM
TECNOINVESTIMENTI
TELECOM ITALIA
TELECOM ITALIA RSP
TELEFONICA
TENARIS
TERNA
TERNIENERGIA
TESMEC
THYSSENKRUPP AG
TISCALI
TOD’S
TOSCANA AEROPORTI
TOTAL
TREVI
TXT E-SOLUTIONS
U
UBI BANCA
UNIBAIL-RODAMCO
UNICREDIT
UNICREDIT RSP
UNILEVER
UNIPER
UNIPOL
UNIPOLSAI
V
VALSOIA
VIANINI
VINCI SA
VITTORIA ASS
VIVENDI
VOLKSWAGEN AG VZ.
VONOVIA SE
W
WAR AMBROMOBIL 17
WAR CDR ADVANCE CAPITAL 2017
WAR ENERTRONICA 13-18
WAR ERGYCAPIT 16
WAR FIRST CAPITAL 2016
WAR SAFE BAG 13-16
WAR TE WIND 18
WARR AEDES 2015-20
WARR AGRONOMIA 2014-2017
WARR BIO ON 14-17
WARR BRIDGE MGMT 18
WARR CALEFFI 20
WARR CAPFORPROG1 17
WARR CLABO 18
WARR DOMINION HOSTING HOLD 21
WARR ELETTRA INV 17
WARR ENERGICA M 18
WARR EXPERTSYSTE 18
WARR GLENFOOD 20
WARR INNOVATEC 17
WARR ISI 2 21
WARR IWB
WARR LUVE
WARR SITI-B&T 21
WARR SMRE 19
WARR SPACE2 17
WARR TECH-VALUE 2014-2017
WARR TIP 20
WARR VETRYA 2016-19
WARR ZEPHYRO
WARR 4AIM SICAF 2016-19
Y
YOOX NET-A-PORTER GROUP
Z
ZIGNAGO VETRO
ZUCCHI
ZUCCHI RSP
0,3668
15,55
1,994
1,882
0,0322
4,34
1,722
1,465
1,202
1,036
1,625
10,58
2,02
320
44,34
8,485
-0,7
-0,58
3,32
2,28
-3,88
-0,5
-0,29
-2,33
-0,66
0,58
-0,38
-0,59
1,12
-
0,3591
15,5482
1,9726
1,8704
0,0326
4,3322
1,7198
1,4704
1,2004
1,0094
1,625
10,5863
2,026
320
43,719
8,4686
-23,81
8,59
-35,43
-33,59
-65,49
-13,89
-19,31
-1,68
-19,87
-0,29
0,93
3,22
-34,84
9,33
5,32
-3,58
0,3075 -0,06 0,3099
18,27
186 0,27
186 15,53
0,4651 -0,62 0,4655 -30,69
16,84
- 16,84
8,195
0,412
0,5005
10,01
153,1
166,4
41,62
0,4765
156,1
-2,44 8,1998 -37,2
1,23 0,4097 -44,66
2,96 0,4944 -2,82
1,26 9,9916 -22,4
- 152,9216
-2,29 167,1333 5,65
0,9 41,427 -31,09
-0,75 0,4753 -27,78
-0,26 155,5167 5,62
2,174
17,82
7,18
0,194
1,008
2,804
5,995
96
0,095
4,1
1,381
2,426
0,5125
15,42
0,904
4,578
0,1939
165,5
7,67
0,09
0,39
-0,28
-0,1
0,5
0,21
3,72
-0,16
0,58
-0,1
1,05
-0,55
0,62
-0,05
0,73
0,66
2,162
17,7958
7,177
0,1918
1,0185
2,8014
5,9205
96
0,0912
4,1
1,3746
2,4184
0,5119
15,4103
0,9084
4,532
0,1901
164,8
7,6761
-13,39
-6,6
-24,46
44,13
21,81
-26,83
-32,53
-17,46
2,5
-11,64
42,54
40,18
19,35
-12,99
-23,38
-26,58
-9,36
-4,07
2,618 2,67 2,5693 6,68
5,11 -1,73 5,1161 -22,58
0,231
- 0,231 -58,3
0,154
- 0,1552 -18,09
6,65 -0,37 6,6423
-8,9
13,87 -1,56 13,87 -11,09
5,3 0,95 5,2515 -17,45
3,2 5,61 3,137 -9,09
2,358 0,08 2,3575 -1,34
26,49 0,68 26,3235 10,38
1,699 -0,88 1,6901 -26,96
0,2694 1,28 0,2643 -50,93
1,531 1,59 1,4938 -58,62
1,113 0,82 1,1114 -16,75
5,18 -1,89 5,198 -12,65
0,1758 3,53 0,1724 -30,76
6,2 0,81 6,1775 -12,68
0,0793 -0,5 0,0798 -70,56
0,0498
- 0,0498 -73,45
13,9 0,72 13,8411 -6,21
37,35
- 37,35
23,58 0,77 23,434 16,39
3,6
2,036
0,9425
28,32
76,8
0,2869
122
0,81
0,169
0,0628
0,4245
0,5855
14,73
-1,37 3,5742
- 1,9984
0,27 0,9371
-0,21 28,2356
1,39 76,0352
2,46 0,2829
0,41 121,8903
2,53 0,8026
0,12 0,1685
-2,33 0,0627
-0,4 0,4248
-0,43 0,5606
-3,6 14,8931
-23,7
-14,09
51,89
17,56
-18,38
-22,02
-3,1
33,66
-29,11
-50
-13,15
-38,37
25,79
9,07
12,81
9,15
8,95
63,95
38,52
0,392
5,85
2,592
6,75
23,02
68,6
81
1,382
17,95
61,9
3,634
15,19
8,33
105
0,015
1,27
4,724
31,03
1,817
7,925
9,905
0,1599
145
7,23
- 8,9538
0,39 12,7715
- 9,1437
1,59 8,9155
- 63,95
- 38,52
1,55 0,3893
5,85
4,1 2,5424
-0,74 6,749
0,74 22,9787
-0,65 68,5948
-0,31 81,0031
-1 1,3827
-1,1 17,8979
61,9
1,57 3,5947
0,93 15,1087
-1,59 8,3075
-0,19 105,1571
-4,46 0,0151
6,72 1,2453
-2,44 4,7583
0,75 31,0332
1,85 1,8176
0,32 8,0845
1,07 9,9017
-0,06 0,1589
145
0,07 7,2156
-20,09
-0,77
-8,09
-16,43
-58,43
0,39
-35,36
-29,02
5,84
-14,2
11,34
-22,53
38,08
-4,37
-2,75
-15
17,32
-57,14
42,3
-2,19
-28,37
-16,11
-4,06
0,05
-32,98
15,4
3,69
0,77
4,48
4,298
0,7295
0,6
9,1
13,01
4,372
0,77
0,4902
21,46
0,0438
47,88
15
43,13
1,228
7,195
2,22
-0,96
0,67
-0,65
-0,27
-0,66
-0,44
0,93
-2,89
2,13
0,46
0,5
0,13
-0,09
1,66
-0,07
8,91
81,6
37,7
-37,91
-36,91
-13,25
18,92
-8,07
-51,33
-24,58
-24,09
-34,46
1,15
3,73
-32,9
-11,5
3,6393
0,7682
4,4495
4,302
0,7237
0,5938
9,0007
12,9732
4,4052
0,7704
0,4877
21,46
0,0436
47,5712
14,9451
42,9065
1,2203
7,1533
2,14 5,73 2,0938 -65,48
231 1,85
231
2,092 4,08 2,0511 -59,26
5,375 0,84 5,3392 -34,13
41 -2,26 40,9955 0,74
10,8 -0,92 10,5027
2,39 3,55 2,3567 -49,83
1,485 3,13 1,4711 -37,08
17,4 -0,4 17,1947 -15,23
1,111 -1,68 1,1027 -8,11
67,55
- 67,55
9,68
1,1 9,6074 -3,59
18,1
- 18,0749 -8,17
120,3 0,75 119,6897
34,04
- 34,04
0,0193
0,0344
0,7315
0,0014
0,0025
0,1
0,1
0,0326
0,0084
5,39
0,088
0,2228
0,03
0,7
0,1938
0,3395
0,125
0,048
1,55
1,05
0,0875
0,426
0,2899
28,45
-42,67
-8,56
-44
25
-0,31
2,2
-25
22,09
1,43
-
0,0193
0,06
0,7224
0,0016
0,0021
0,1
0,1081
0,0305
0,0084
5,0038
0,088
0,2023
0,04
0,7
0,1938
0,34
0,125
0,048
1,55
1,0463
0,0874
0,4193
0,2899
-
-89,21
-56,95
-13,89
-78,79
-87,75
-16,67
-35,28
-36,94
-42,47
-64,74
102,55
-77,78
-6,38
16,67
0,69
4,03
-
0,39 28,4365 -17,66
5,13 0,39 5,1268 -15,42
0,019 -2,06 0,019 -52,74
0,1421
- 0,1421 23,57
22
__Giovedì 6 ottobre 2016__
@ commenta su www.liberoquotidiano.it
A tu per tu
di MATTIAS MAINIERO
::: lelettere
[email protected]
Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere“. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano, via fax al n. 02.999.66.264.
CINQUESTELLE
da. Vorrei dire, come dicono a
Roma: tutta ‘sta fatica sprecata
fa male Ar Core. In ogni senso,
anche cardiochirurgico.
Botta e risposta
grillina
Affitti:
la legge c’è
ma non esiste
L’altra sera al Tg 4 hanno inventato
una nuova categoria giuridica: “la
morosità incolpevole”. Chi non ha
redditi sufficienti non può essere
sfrattato qualora non paghi il canone di locazione. È “colpevole” il proprietario che paga l’Imu sulla seconda casa e l’Irpef sul reddito risultante
da contratto di affitto anche se non
percepito… Non guarderò più quel
telegiornale che tifa per Hillary e per
il “sì” al referendum costituzionale.
Luca Malagù
e.mail
***
Caro Malagù, il Tg4 non ha inventato nulla. Decreto 14 maggio
2014 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto
con il Ministero dell’Economia:
«Per morosità incolpevole si intende la situazione di sopravvenuta
impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita o consistente
riduzione della capacità reddituale
del nucleo familiare». In pratica, in
caso di licenziamento, cassa integrazione, riduzione dell’orario di lavoro, malattia grave, infortunio o decesso di un familiare, gli inquilini morosi che hanno
ricevuto un’intimazione di sfratto, in presenza di particolari requisiti di reddito, possono avere un
aiuto dal Comune di residenza
grazie ad un fondo specifico istituito presso il ministero delle Infrastrutture. La dotazione del Fondo
era di 15 milioni di euro per il
2014 diventati 12 nel 2015 e 60 per
questo 2016. A me sembra una
buona legge, che tutela gli inquilini e anche i proprietari. Peccato
che molti Comuni non l’abbiano
recepita. E così gli inquilini sotto
sfratto continuano a non pagare e
i proprietari continuano a non ricevere i soldi. Poi, quando arrivano la scadenze fiscali, bisogna
mettere mano al portafoglio, spesso vuoto, e pagare per quello che
non è mai entrato in tasca. O si paga o si va incontro alla riscossione
forzata. Tertium non datur. E il
Tg4, ripeto, non c’entra. C’entra
questo Paese qui, un Paese con
troppe leggi ingiuste che ogni tanto imbrocca una norma giusta. E
tanto per non smentirsi la lascia
sulla carta, ostinandosi anche a rimanere immobile, a volte tifando
per Hillary e a volte per Donald, e
mai per il cambiamento.
[email protected]
segui la rubrica anche su
www.
Queste due frasi sono rivelatrici del trambusto politico che
regna nel Movimento Cinquestelle. L’ex sindaco di Parma
ha detto: «Esco da uomo libero»; e Grillo gli ha risposto:
«Ciao, goditi quindici minuti
di celebrità». C’è voglia di liquidare in modo freddo e distaccato chi si interpone tra il Movimento Cinquestelle e Beppe
Grillo. Guai a criticare. E guai a
chi ha due briciole d’intelligenza con le quali ribattere agli attacchi del leader. Non è la prima volta che esponenti grillini
abbandonano il Movimento.
Ma sono le dichiarazioni che
rilasciano a incuriosire. Sembra che abbiano attraversato
un tunnel infuocato e quando
giungono in fondo al tunnel
ne gioiscono per la riacquistata libertà.
Guglielmo Donnini
e.mail
IMMIGRATI/1
Tutti
in Italia
Navi norvegesi e tedesche, anche private, sono a caccia di
migranti da salvare e trasferire
nei porti italiani. Navi di “medici senza frontiere” e perfino
navi militari irlandesi sono in
gara tra loro a chi ne traghetta
di più in Sicilia, Calabria, Puglia. Mercantili di tutte le bandiere li raccolgono e li sbarcano da noi. Tutti questi si guardano bene dal portarli a casa
loro. E poi c’è la Marina italiana schierata in forze davantialla Libia. Non per impedire o
arginare il fenomeno, bensì
per correre e portare in sicurezza i migranti, appena gli
scafisti, che fanno la spola tra
la costa e il largo, lanciano richieste d’aiuto coi telefoni satellitari. Violano la nostra frontiera, che ormai non esiste più,
ma chi parla di invasione mente, perché siamo noi che andiamo a prenderli. In un solo
giorno ne sono stati “salvati”
6000! La situazione è ormai
sfuggita di mano e siamo entrati in un mare ignoto senza
bussola.
Fabio Sìcari
Bergamo
REFERENDUM
Ecco perché
voterò sì
Voterò “sì” al referendum per
ridurre le spese superflue del
Parlamento e del Cnel. Penso
che copiare dalla Germania il
sistema per il pagamento delle autostrade sia più importante, così come togliere i monopoli dei tassisti e di altri (farmacie, notai, ecc.). Noi paghiamo
ancora come sui ponti nel medioevo. Se poi si riuscisse a far
lavorare sindacalisti, fannulloni, furbetti statali e non… So
che ci stai provando. Forza
Renzi.
Mario Frattarelli
e.mail
IMMIGRATI/2
In quanti
vanno via?
Franco Arriciati
e.mail
FORZA ITALIA
Fatica
sprecata
I due o tre amici che leggono
le mie note ricorderanno. Vorrei dire, a questo punto: avanti
un altro. Poiché Forza Italia, in
certe mani, finirebbe per diventare Forse Italia: è meglio
lasciar perdere. Il partito è nato con Berlusconi e morirà lunga vita comunque a Silvio con Berlusconi. Hanno fatto
un po’ di flanella, ad Arcore,
tra quid, senza quid e sondaggi vari per scoprire l’acqua cal-
Televisionie giornalinon mancano di tenerci aggiornati su
quanti migranti entrano, ogni
giorno, in Italia. Quel che invece non ci dicono mai è quanti
cittadini italiani escono quotidianamente dal territorio italiano a fronte di quelli che arrivano. Purtroppo quelli che se
ne vanno sono persone provviste di mezzi, a volte cospicui
(imprenditori che delocalizzano), mentre quelli che entrano ne sono privi. Per cui dal
confronto dei datiesce l’immagine di un’Italia sempre più
povera.I capannoni,abbandonati, vengono convertiti in dormitori e gli anziani operai in
inservienti. È la cosiddetta decrescita felice. O, forse, solo de-
DIRETTORE
Vittorio Feltri
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VICE DIRETTORI
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Telefono: 02.999.666 - Fax: 999.66.264
SUPERMERCATI
crescita.
Patrizio Pesce
Livorno
Vado
da Caprotti
STIPENDI
Dall’apertura del primo negozio effettuiamo la spesa all’Esselunga e siamo abituati a dire: vado da Caprotti. L’ho acquistato da Caprotti…. Quasi
sia stato per noi un amico, così
questa sua improvvisa dipartita ci ha addolorato, di più: siamo stati destabilizzati. Ci spiace il fatto che il “dottore” non
sia riuscito a mettere in atto e
concludere il suo ultimo desiderio di vendere a chi voleva
la sua amatissima creatura.
Buon viaggio, Bernardo!
Storture
italiane
L’Italia ha gli stipendi più bassi della Ue (peggio solo Grecia
e Portogallo). I politici italiani,
invece, hanno gli stipendi più
alti della Ue (meglio di loro
nessuno). Complimenti, chissà che ne pensa Poletti. Forse
se i politici fossero pagati con i
voucher costerebbero meno.
Gianluca Bragatto
Caorle (Venezia)
Piera Murgia
e.mail
MONETA UNICA
Anche in Germania
prezzi in alto
VATICANO/1
“Da noi i prezzi sono raddoppiati”, scrive il sig. Razzenelli.
È indubbio, ma secondo un
mio ex collega tedesco anche
in Germania i prezzi sono molto aumentati dall’introduzione dell’euro. Secondo lui nelle
riunioni di fine secolo indette
per stabilire le varie equivalenze con la “futura” moneta unica, 1 Euro avrebbe dovuto essere equivalente ad 1 marco tedesco. E quindi 1 euro sarebbe stato equivalente a 1000 lire
(allora il cambio lira-marco
era di circa 990 lire). Ma la
Francia, che non voleva che
l’euro fosse così sfacciatamente “uguale” al marco, si oppose con fermezza. Venne allora
messa in atto una modifica (di
sola facciata, pensarono) per
cui 1 Euro divenne uguale a
quasi 2 marchi (1,9558 marchi). Gli effetti della modifica
“di facciata” non furono previsti, ed eccoci al giorno d’oggi.
Anche in Germania quindi
quello che costava 1 marco
ora è a 1 euro, cioè 2 marchi.
Le esternazioni
del Papa
Papa Francesco fa visita alla
Georgia e in modo energico
prende posizione contro coloro che nel mondo vorrebbero
distruggere il matrimonio dipingendo quelli che difendono l’unicità della famiglia naturale come degli omofobi e lo
fanno introducendo con la forza la teoria del gender secondo la quale il sesso non si ha
ma si sceglie. Mi domando,
tuttavia, come mai questo Papa vada a parlare di gender in
Georgia (che forse non sanno
nemmeno cosa sia) mentre
non ne parla in modo così deciso in Italia o nell’Ue, ora vera
patria del politicamente corretto da cuifuoriescono queste teorie rivoluzionarie che puntano dritto a colonizzare i Paesi
non del tutto scristianizzati.
Forse Francesco non vuole
platealmente osteggiare e inimicarsi quel laicismo che lo
ha issato mediaticamente in cima al mondo non cattolico?
Angelo Venegoni
e.mail
Ambrogio Pezzoni
e.mail
EUROPA
VATICANO/2
La solidarietà
che manca
Appello
alle gerarchie
Sentiamo parlare continuamente di solidarietà in Europa. Ma quale? Mi sembra che
tra i Paesi uniti da questa specie di alleanza inutile ciò che
proprio manca è la solidarietà
fra vicini.
Appello alle gerarchie del Vaticano: la prossima volta (e comunque lunghissima vita a
Bergoglio), possiamo sperare
di avere un Papa meno loquace? Grazie per quanto riuscirete a fare per le nostre orecchie.
Gianna Leone
e.mail
Dario Giorgi
e.mail
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23
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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Posta prioritaria
DI FAUSTO CARIOTI
Se per la Boldrini la cristianofobia non esiste
Leggo Libero in merito alla Boldrini, sul discorso intorno all’odio sui social per quanto
concerne xenofobia,islamofobia,antigitanismo, omofobia e transfobia. Ma gli insulti
contro noi cristiani? La cristianofobia non
esiste? In merito a questo scempio mi farò
promotore con varie associazioni cattoliche di una raccolta di firme affinché anche
noi cristiani possiamo essere tutelati dagli
insulti che ogni giorno subiamo sol perché
difendiamo ancora i pochi valori che sono
rimasti.
Valentino Castriota - Trepuzzi (Le)
ISLAM
temperatura e nessuna correlazione legata alla CO2 antropica negli ultimi 400 anni.Inoltre è bene sapere che cambiamenti molto significativi di clima, come ad esempio le glaciazioni, sono dovuti a: a) variazioni di eccentricità dell’orbita (ogni 100.000 anni); b) diversa inclinazione dell’asse
(ogni 40.000 anni); c) diversa
posizione rispetto al Sole
(ogni 20.000 anni), come ben
spiegato dalla teoria, verificata, di Milankovic. In conseguenza di ciò è chiaro che
spendere centinaia di miliardi
per abbattere le emissioni di
CO2 sono solo soldi sprecati.
Troppe
interpretazioni
Secondo me una religione è
una religione. Ha le sue certezze, i suoi punti fissi, la sua voce
ufficiale (quella di Dio). Nell’islam fioriscono le interpretazioni e le voci. Ma è mai possibile che una religione sia (almeno in parte) liberamente interpretabile?
Giovanna Liotti
e.mail
INQUINAMENTO/1
Un nemico
immaginario
Ecco tre documentati motivi
che spiegano perché la CO2
antropica non può cambiare il
clima:1) l’uomo produce troppo poca CO2 – circa 0,1% annuo dei gas serra atmosferici
totali – per influenzare il clima; 2) nelle ere geologiche
passate le variazioni di temperatura hanno preceduto, non
seguito, e di molti secoli, le variazioni di CO2 in atmosfera;
3) c’è perfetta correlazione fra
attività solare e variazioni di
Caro Castriota, temo che le cose stiano
un po’ peggio di come pensa lei. Nella
prima riunione della commissione Jo
Cox da lei stessa voluta, Laura Boldrini
disse che il loro compito sarebbe stato
anzitutto quello di «operare un’analisi
delle forme, e sono tante, dell’intolleranza, dell’odio: xenofobia, antisemitismo,
islamofobia, antigitanismo, sessismo,
omofobia, transfobia, incitamento all’odio rivolto verso le persone anziane e
verso le persone disabili». Nessun riferimento alla cristianofobia, fenomeno
che evidentemente per la presidente della Camera non esiste. A parlarne in questa commissione è stato però uno degli
esperti chiamati in audizione nella seduta del 4 luglio: Francesco Spano, direttore dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, creato all’interno
del dipartimento per le Pari opportunità
di Palazzo Chigi. Lo ha fatto per dire che
«la aggressione cristianofobica nel nostro caso è tendente quasi allo zero» e
che comunque, anche quando si verifi-
Carlo Cerofolini
e.mail
INQUINAMENTO/2
Attendiamo
il grande freddo
È appena termineato il periodo del grande caldo, con le immancabili e allarmanti voci
sul riscaldamento globale.
Ora, inevitabilmente, dobbiamo attenderci il periodo del
grande freddo, con le altrettanto immancabili voci sulla gla-
ca, «l’attacco cristianofobico in Italia è
un attacco anticlericale, quindi si aggredisce la gerarchia, il sistema». Non si tratta insomma di atti d’odio perpetrati da
credenti di altre religioni, ma degli strascichi del conflitto secolare tra Stato e
Chiesa. Lo stesso Spano, in quell’occasione, ha spiegato infatti che «il nostro Paese è storicamente schierato a Porta Pia;
si può credere o non credere, ma non
possiamo non dirci cristiani; si può credere o non credere, ma non possiamo
non dirci anticlericali». Secondo lui,
dunque, la cristianofobia è una questione tutta interna alla storia e alla società
italiana. Inutile aggiungere che quando
un immigrato profana i luoghi di culto
cristiani, come ha fatto di recente un
ghanese in quattro chiese romane, simili gesti vengono regolarmente catalogati
come atti di vandalismo o opere di uno
squilibrato; quando invece lo sfregio avviene ai danni di un musulmano o della
sua religione, la matrice è sempre l’islamofobia. Ne parleremo spesso, temo.
ciazione in arrivo. Una sofferenza.
Daniela Signori
e.mail
KARDASHIAN
voiamici della Roma e di qualche altra squadra rivelazione,
arrendetevi e ammettetelo: la
Juventus è uno schiacciasassi.
Si attendono puntualizzazioni
sui favori arbitrali inesistenti.
Paolo Olindo
e.mail
Il dramma
di Kim
La onnipresente Kim Kardashian deve aver passato proprio brutti momenti a Parigi:
aggredita e derubata di gioielli
per milioni dieuro. Premettendo che nessuno ha il diritto di
terrorizzare nessuno, questo
episodio mi fa venire in mente
le persone anziane che da noi
vengono brutalizzate, picchiate, a volta uccise e derubate solo per pochi euro, e non verranno mai risarcite nemmeno
dall’assicurazione. Fra i due
casi io ci vedo una certa differenza.
Nicoletta Piazzi
e.mail
CALCIO/1
Juve
scacciasassi
NORD: Brutto tempo fin dal mattino su Nordovest, Lombardia, Liguria e
ovest Emilia con fenomeni in estensione entro sera anche al Triveneto.
Temperature in calo, massime tra 13 e 17 gradi.
CENTRO: Variabilità e qualche piovasco su Sardegna e regioni tirreniche,
più diffuso la sera. Maggiori aperture sulle zone adriatiche. Temperature
in calo, massime tra 17 e 22 gradi.
SUD: Nubi e piogge in arrivo su Sicilia e Calabria, entro sera anche sulla
Campania, più soleggiato altrove. Temperature in calo, massime tra 18
e 24 gradi.
NORD: Al nord ovest nubi sparse con ampie schiarite. Al nord est nubi
sparse con ampie schiarite in Romagna, nuvoloso con locali aperture sulle pianure emiliane, nubi sparse con ampie schiarite altrove.
CENTRO: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite sulla dorsale toscana e sulla dorsale laziale, nubi sparse con ampie schiarite altrove. Sull'Adriatico nubi sparse con ampie schiarite sui litorali.
SUD: Sul Tirreno coperto con pioggia debole sulle pianure, coperto con
pioggia moderata altrove. Sull'Adriatico coperto con pioggia debole sul
litorale adriatico.
CALCIO/2
Regole
per la Nazionale
Ho seguito in tv un signore
che ha detto una cosa molto
intelligente. Si chiedeva perché in Nazionale devono giocare solo calciatori italiani
mentre gli allenatori possono
anche essere stranieri. Ovviamente, lo stesso vale anche
per le Nazionali di tutti gli altri
Paesi. Giusta osservazione: la
Nazionale è la Nazionale. Se i
calciatori devono appartenere
alPaese della Nazionale,altrettanto deve valere per gli allenatori, altrimenti non si sa bene
di che Nazionale si tratti. Nessuno ha risposto in tv al signore, ma le regole devono cambiare.
Francesco Matera
e.mail
Amici napoletani, amici tifosi
dell’Inter e del Milan, e anche
NORD: Al nord ovest coperto con pioggia debole in riviera ligure, nuvoloso con locali aperture sulle pianure lombardo piemontesi. Al nord est
coperto con pioggia debole sulla laguna veneta e sulle pianure venete.
CENTRO: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite sulle pianure toscane e sulla dorsale toscana, nubi sparse con ampie schiarite altrove.
Sull'Adriatico nubi sparse con ampie schiarite.
SUD: Sul Tirreno nubi sparse con ampie schiarite. Sull'Adriatico sereno
sul litorale adriatico e sul litorale ionico, nubi sparse con ampie schiarite
altrove.
Temperature previste oggi
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CAGLIARI
CAMPOBASSO
FIRENZE
GENOVA
L'AQUILA
MILANO
13
7
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6
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MIN MAX
NAPOLI
PALERMO
PERUGIA
POTENZA
PRATO
ROMA FIUMICINO
TORINO
TRENTO
TRIESTE
VENEZIA
16
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11
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In mostra a San Marino le bellezze dell’Italian Liberty
Gli artisti romagnoli a confronto con l’elemento aria
Ieri alle 19 presso Palazzo Graziani a San Marino si è inaugurata la mostra «Italian Liberty. Il sogno
europeo della grande bellezza», a cura di Andrea Speziali, autore dell’omonima monografia
(Cartacanta Editore). Fino al 30 novembre (ma chiusura 7-20 novembre) sono esposte le stampe
delle 33 immagini vincitrici delle tre edizioni (2013-2015) del premio fotografico «Italian Liberty»:
il Casinò di San Pellegrino Terme, il chiosco Ribaudo a Palermo, la Villa Ruggeri a Pesaro ecc.
Nella IV edizione del progetto «Quando l’arte è F.A.T.A» (cioè fuoco, acqua, terra e aria) quest’anno tocca all’elemento aria. L’associazione «Artisti dovadolesi», presieduta da Serena Venturelli,
ha invitato cinque artisti romagnoli - Ana Cecilia Hillar, Stefano Mazzotti, Stefano Mina, Paolo
Poni e Massimo Pulini - che espongono prima a Dovadola, nelsettecentesco Oratorio di Sant’Antonio (fino al 16 ottobre) e poi a Forlì a Palazzo Albertini (dal 17 novembre al 1˚ dicembre).
Raccolta del pensiero «ribelle»
«Per essere attuale ripubblico i vecchi libri»
Riuniti in un unico volume i saggi storico-filosofici di Massimo Fini. Che racconta la lezione di Nietzsche
e delle Annales, il valore del dubbio sistematico e la fine dei No Global: «L’ultimo è stato il mullah Omar»
::: MISKA RUGGERI
■■■ Il tempo, si sa, è galantuomo
e le «provocazioni» di Massimo Fini, a lungo considerato un’eccentrica Cassandra, sono diventate in
buona parte realtà. Per capirlo basta sfogliare La modernità di un
antimoderno. Tutto il pensiero
di un ribelle (Marsilio, pp. 1.072,
euro 24, con una presentazione
del filosofo Salvatore Veca), che
raduna ben sei saggi pubblicati
dal 1985 fino al 2006: La Ragione
aveva Torto? (1985), Elogio della
guerra (1989), Il denaro. «Sterco
del demonio» (1998), Il vizio oscuro dell’Occidente (2002), Sudditi
(2004) e Il Ribelle. Dalla A alla Z
(2006).
Marsilio ti ha fatto una sorta
di «Meridiano» in vita. Per essere un ribelle non ti mancano certo i fan...
«Ci avevamo pensato già tre anni fa, ma poi mi è sembrata un’idea troppo mortuaria… Da ragazzo, di fronte a un cofanetto contenente l’opera omnia di Camus, ho
pensato: “Un giorno anch’io vorrei avere una cosa del genere”. Il
momento giusto è arrivato. Anche
se adesso sono in crisi. E ora? Dopo questa raccolta non ci sarà nulla? Comunque, è la dimostrazione
che il “Fini-pensiero” mantiene
una sua validità a distanza di oltre
30 anni, che i miei saggi non erano
instant-book. Questa raccolta è
una sorta di messaggio in bottiglia
rivolto verso il futuro.Certo,economicamente ne approfitterà mio figlio».
Fino al 1985 sei stato “solo”
un giornalista, poi, con La Ragione aveva Torto?, ti sei trasformato in autore di libri. Cosa ha
determinato questa svolta?
«Tutto è nato lentamente, ma la
scintilla è stata un viaggio in Kenya e Tanzania alla fine degli anni
Sessanta. Io, che ero ancora pregno della cultura illuminista, sono
stato molto colpito dai Masai (di
allora, oggi è cambiato tutto), fieri
delle loro tradizioni. Bevevano sangue misto a latte, le madri prendevano a schiaffi le figlie se piangevano durante il parto, perché una
donna Masai non deve mai versare lacrime... Poi, a Nairobi, ho visto
i Kikuyu che si erano integrati e vivevano nelle bidonville, nel degrado più totale, ma con la pubblicità
della Coca-Cola a far capolino tra
le capanne. E mi sono chiesto: chi
ha fatto la scelta migliore? Poi questa stessa domanda l’ho spostata
all’Europa, all’Ancien Régime e al
mondo nato dopo la Rivoluzione
industriale, per scoprire che “si stava meglio quando si stava peggio”».
Quanto ti è servita l’esperienza da inviato?
Massimo Fini
nel salotto
di casa
«Tanto, soprattutto per lo stile,
che vuole essere appunto giornalistico, appetibile e comprensibile a
tutti. Non potendo più, per motivi
fisici, viaggiare nello spazio, ho iniziato a viaggiare nel tempo».
I critici del mondo moderno,
da De Maistre a Guénon ed Evola, non mancano di certo. Chi ti
ha più influenzato?
«Nessuno di loro, perché io ho
sempre un approccio illuminista,
porto dati, numeri, fatti concreti a
sostegno delle mie tesi, non intuizioniesoteriche o nostalgie di civiltà iperboree. Fondamentale è stata la lettura di Nietzsche, anche se
poi l’ho declinato a modo mio».
Tra le tue fonti ci sono molti
storici, specie i francesi della
Scuola delle Annales: Bloch,
Braudel, Soboul...
«Sì, è essenziale la storia della
mentalità. In discussione va messa la questione esistenziale, non i
progressi materiali, che sono ovvi.
Nei secoli dell’Ancien Régime c’era più armonia, un equilibrio maggiore. Oggi, raggiunto un obiettivo, ne appare subito un altro, è tutto un inseguimento che non ha
mai fine. Pensa che anche Montezemolo mi ha chiamato per complimentarsi dopo aver letto Il vizio
oscuro dell’Occidente: questo folle
sistema attuale riesce a fare star
male persino chi sta bene... La vera tragedia è stata la rivoluzione
del tempo, da circolare a lineare.
Così la storia ora assomiglia a un
treno in corsa verso il baratro».
Nella prefazione Veca sostiene che il naufragio è certo possibile, ma non inevitabile come
sostieni tu.
«Anche io ho dubbi, ci mancherebbe. Se in autostrada mi vengono tutti addosso, anche a me viene il pensiero di essere io contromano... Delresto, l’Illuminismo insegna il dubbio sistematico, specie su se stessi. Il problema è che
oggi l’Occidente ha dimenticato
questo insegnamento, non si fa
più autocritica. Dobbiamo recuperare i fondamenti della cultura greca, per esempio il senso del limite,
mica ritornare alle caverne. Prendi il settore digitale, che va per la
maggiore: oggi negli Usa a 40 anni
sei già vecchio, da buttare. Così si
accelera verso il collasso... Ma la
vera questione è come viviamo
nel frattempo».
Tecnologia più economia
uguale disastro.
«Il pericolo più grave che ci sovrasta non è l’Isis, ma la scienza
tecnologicamente applicata. Già i
Greci avevano capito che andare a
manipolare la natura è un rischio.
Per questo molte loro conoscenze
sono rimaste teoriche, senza applicazioni pratiche».
Però su Internet sei troppo
morbido, la radice del male è
“
LA GUERRA
■ Alle nostre
generazioni è mancata
la guerra. Oggi è solo
un videogame virtuale.
Che epica c’è nel
guidare un drone
da migliaia di km
di distanza? È uno
scontro macchine
versus uomini. E io sto
sempre con gli uomini,
indipendentemente
da ogni ideologia
lì...
«Il Ribelle, l’ultimo libro in ordine cronologico di questa raccolta,
è del 2006. Allora Internet non era
così invasivo, non c’erano i social,
algoritmi diabolici da Grande Fratello... Ora il meccanismo è sfuggito del tutto dalle nostre mani, ma
soprattutto non abbiamo più un
pensiero che orienti la politica: l’ultimo grande filosofo è stato Heidegger che ha posto la questione
fondamentale della tecnica, poi
più nulla. Ogni tanto arriva un ca-
so che fa accendere i riflettori, come la ragazza napoletana suicida,
ma ci si concentra sui dettagli,
ignorando il problema complessivo».
Nel 2003 ti vantavi di essere
stato un antesignano del movimento No Global. Ma che fine
hanno fatto i No Global? Spariti.
«Sono diventati New Global,
non esiste più una contrapposizione frontale. L’ultimo vero No Global è stato il mullah Omar, lui sì
che voleva davvero un altro mondo. Qualcosa resiste nei 5 Stelle,
per esempio l’idea che il tempo ha
più valore del lavoro, ma è poca
cosa. Il sistema è talmente forte
che ingloba tutto. Del resto, anche
il desiderio di spiritualità è confluito nelle stronzate New Age...».
Nella quarta di copertina si
legge: «Ritorno al passato, un
pensiero che va oltre la destra e
la sinistra». Ma l’antiprogressismo è di destra!
«Non sono d’accordo. Certo,
non è di sinistra. Però bisogna uscire da queste vecchie categorie. In
fondo, anche una parte della destra, i liberal-liberisti, è progressista. Oggi essere reazionari non
vuol necessariamente dire essere
di destra. Io non sono certo vicino
a De Maistre, nei miei libri non si
trova una parola su Dio, non ci sono accenti religiosi,anche se la spiritualità fa parte della natura umana ed è stata castrata. Se riteniamo, con Hegel, che tutto il reale è
razionale, allora tanto vale chiudere subito il discorso. Il torto della
Ragione è di essere diventata una
religione atea. E l’attuale Francia
ne rappresenta un chiaro esempio».
Qual è il tuo libro a cui sei più
legato?
«Il primo. Anche se contiene alcune ingenuità, visto che l’ho scritto quando ero giovane, è la madre
di tutti gli altri. I “finiani” di stretta
osservanza sostengono che il migliore sia Il Ribelle; io concordo sul
fatto che sia il più maturo».
Io, biografia di Nietzsche a
parte, voto l’Elogio della guerra.
«È molto amato dai giovani,
non so perché. Come lo spieghi?».
Più passa il tempo, più si passa dagli aerei della Grande Guerra ai droni, e più diventa attuale...
«Alle nostre generazioni è mancata la guerra. Nietzsche diceva
che ogni malattia che non uccide
il malato è feconda... Oggi la guerra è un videogame virtuale, che
epica c’è a guidare un drone da migliaia di km di distanza? È uno
scontro macchine versus uomini.
E io sto sempre al fianco degli uomini. Indipendentemente da ogni
ideologia».
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CULTURA
Favara sesta al mondo
«Farm culturalpark»
L’arte contemporanea
trascina il turismo
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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All’inizio, nel gennaio 2010, quando il crollo
di una palazzina fatiscente uccise due sorelline, era solo l’idea visionaria di un notaio, Andrea Bartoli, e di un avvocato, sua moglie Florinda Saieva, ma ora è diventata una delle
principali mete al mondo per gli amanti dell’arte contemporanea. Stiamo parlando di
«Farm cultural park», a Favara (in provincia
di Agrigento): una realtà che in pochi anni è
riuscita a trasformare il tessuto urbano del
paese, al punto che nell'estate scorsa è stato
registrato il primato di 75mila turisti. Si tratta di un parco urbano che sorge in un ambiente composto da sette piccoli cortili, ciascuno dei quali con antichi edifici ristrutturati. Il luogo è una fucina per l’architettura e
l’arte e ospita tutto l’anno artisti provenienti
da ogni parte del mondo. Tanto che è stato
già ospite per due volte del Padiglione Italia
della Biennale di Architettura di Venezia.
E così, se fino a non molto tempo fa a Favara c’erano soltanto pochi bar e qualche circo-
«TEMPO DI LIBRI»
lo ricreativo, adesso Purple Travel ha collocato il «Farm cultural park» al sesto posto al
mondo come meta turistica dell’arte contemporanea, preceduto solo da Firenze, Parigi,
Bilbao, dalle isole greche e da New York.
«L’arte e la cultura», spiega Bartoli, «per noi
sono strumenti nobili per ridare dignità e
una dimensione di futuro a Favara. L’idea di
una coppia di giovani professionisti è oggi diventata il sogno di un’intera comunità».
ALBERTO SAMONÀ
:::
Pillole distoria
Il russo ateo e violento
convertito dallo sguardo
di una ragazza picchiata
::: SERGIO DE BENEDETTI
Il Salone di Milano e degli editori
lascia fuori politica e scandali
Presentata la manifestazione voluta dall’Aie: a Rho Fiera dal 19 al 23 aprile,
sarà interattiva e con programmi speciali per i più piccoli e gli addetti ai lavori
::: ALVISE LOSI
MILANO
■■■ L’appuntamento è fissato dal 19 al
23 aprile del 2017, solo dieci giorni dopo la
chiusura del Salone del Mobile. Giusto il
tempo di cambiare gli allestimenti a Rho
Fiera e a Milano prenderà vita Tempo di
Libri, la prima edizione della manifestazione voluta dall’Associazione italiana editori. Un evento che probabilmente segnerà la fine del Salone del Libro in salsa piemontese, se non altro per come è stato finora, dopo una battaglia che si è consumata da febbraio e che dopo mesi ancora non
vede un vincitore. Ma che certamente decreta uno sconfitto: la Fondazione per il
Libro, partecipata di Comune di Torino e
Regione Piemonte. Gli editori, stanchi di
«non contare nulla», hanno deciso di andarsene e, come fa notare uno di loro,
«non puoi fare una fiera del libro senza gli
editori».Colpa, secondo Aie, della mala gestione che stava dietro al Salone.
E che non tutto a Torino, quantomeno
in passato, sia andato per il verso giusto
non lo dicono solo gli editori. Pure la magistratura vuole vederci più chiaro e, dopo i
quattro arresti di metà luglio tra i vertici di
Lingotto Fiere e di Fondazione per il Libro,
ha messo ora sotto indagine per turbativa
d’asta Roberto Moisio, vicepresidente del
Salone del Libro (mentre è di ieri la notizia
dei domiciliari concessi a Giuliano Soria,
ex patron del Grinzane Cavour). Anche a
questo si riferiscono le parole dette a Milano a margine della presentazione della kermesse da uno dei membri del consiglio di
amministrazione di Aie, che preferisce re-
stare anonimo: «A Torino dovevamo avere a che fare con scelte politiche senza essere neppure ascoltati. Persino nelle ultime
settimane, con il tentativo del ministro Dario Franceschini di trovare un punto d’incontro, Torino ha alzato un muro rifiutando qualunque nostra proposta. A Milano,
invece, siamo noi a stabilire cosa fare, e la
politica ci supporta senza dare ordini. Sono due modalità di lavorare completamente all’opposto».
Non a caso Aie sottolinea che le princi-
Il logo della nuova manifestazione milanese
pali manifestazioni dedicate all’editoria a
livello europeo sono gestite direttamente
dagli editori o dagli enti fieristici. «La leadership di Francoforte è irraggiungibile»,
ammettono, «ma l’obiettivo è diventare la
seconda manifestazione continentale».
Poi certo non guasterebbero gli interessi
economici, derivanti dalla «maggiore internazionalizzazione di una città come Milano, ma soprattutto dalla possibilità di lavorare su un progetto che abbia un respiro
nazionale, perché il nostro interesse è par-
tire da qui per diffondere in tutta Italia il
libro e la lettura come strumenti fondanti
della nostra cultura».
È una grande scommessa, ammettono
gli editori, che però si basa su decisioni autonome. «A Torino ogni nostra proposta
veniva bocciata, persino l’idea di dedicare
uno spazio fisico all’interno della Fiera a
una biblioteca, dove i visitatori e i lettori
potessero anche tesserarsi», conclude l’editore. Proprio questo è uno degli spunti
lanciati da Renata Gorgani, presidente de
La Fabbrica del Libro, la newco fondata da
Aie e Fiera Milano, che si trova ora a dover
costruire il programma di quello che può
essere definito l’anno zero per Tempo di
Libri.Gorgani sarà affiancata da Pierdomenico Baccalario, che si occuperà del programma 0-18, dedicato ai lettori più piccoli («il futuro dei libri»), da Chiara Valerio,
responsabile del programma generale, e
da Giovanni Peresson per quanto riguarda il programma dedicato ai professionisti
del settore. E non è un caso, sottolinea Gorgani, che la scelta sia ricaduta proprio su
due autori giovani con uno sguardo particolarmente attento alle nuove generazioni, mentre il nome del responsabile della
parte digitale sarà svelato nelle prossime
settimane.
L’obiettivo, dicono gli organizzatori, è
dare vita a una fiera aperta, dinamica, interattiva e plurale. «Vogliamo rivolgerci ai lettori, ma soprattutto ai non lettori, perché il
nostro è sì un progetto imprenditoriale,
ma anche e soprattutto culturale», ha sottolineato Federico Motta, presidente di
Aie.
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■■■ Sergei Kourdakov nacque a Novosibirsk
Oblast, Siberia occidentale, il 1˚ marzo 1951. Il
padre, Nikolai Ivanovich, era stato un soldato
dell’Armata Rossa durante la Seconda guerra
mondiale. Con l’avvento di Nikita Kruscev e la
condanna dello stalinismo (febbraio 1956),
Nikolai scomparve insieme a tanti altri seguaci
diStalin e di lui non se ne seppe più nulla. Rimasto solo con la madre Svetlana e con un fratello,
Andrei, ricoverato in un istituto per malattie
mentali, Sergei alla fine del 1956 perse anche la
mamma, si disse per problemi d’alcool peraltro mai chiariti.Collocato per imposizione presso una famiglia imparentata con il padre, dalla
sua autobiografia apprendiamo che Sergei preferì trasferirsi spontaneamente in un orfanotrofio «per avere a che fare con bambini della mia
età e non con grandi pieni solo di odio». Presso
l'istituto di Novosibirsk fino al 1961, per tre anni
cambiò residenza entrando a far parte di una
organizzazione denominata «Octobrian», dove
ai bambini venivano inculcati i dettami del più
duro comunismo, fatto solo di cose reali e, soprattutto, di ateismo estremo.
«Giovane Pioniere» a 13 anni in un orfanotrofio di Verkh-Irmen, località a 60 km dalla capitale, a 15 Sergei tornò a Novosibirsk per entrare in
un’organizzazione destinata a creare terrore in
tutti quei luoghi dove ancora si esercitavano
pratiche religiose. Ovunque si sapesse di una
cerimonia liturgica in corso, l’organizzazione
entrava in azione all’improvviso, picchiando
tutti i presenti, distruggendo suppellettili e immagini votive, disperdendo e bruciando quanto fosse rimasto. In questo clima, non mancava
ovviamente il ferimento delle persone presenti,
quando non addirittura l’uccisione. Presto Sergei divenne un leader dell’organizzazione e
sempre dalla autobiografia apprendiamo che
fece circa 150 incursioni punitive con un numero impressionante di morti e feriti.
Nel 1968, durante una di queste spedizioni,
Sergei incontra una ragazza, Natasha Zhdanova, che viene come tutti ripetutamente picchiata fino a svenire. La luce negli occhi di questa
fanciulla colpisce profondamente il giovane
(che, non dimentichiamolo, ha solo 17 anni),
ma poi tutto sembra rientrare nella norma. Natasha però è presente durante un altro raid, ancora convalescente dalle percosse precedenti,
ma con la stessa determinazione negli occhi.
Sergei stavolta le si avvicina, la strattona, le chiede perché in nome di un Dio che non esiste si
lasci picchiare senza lamentarsi e minaccia di
violentarla. Ma Natasha non retrocede di un
millimetro. Infuriato come non mai, le strappa
di mano una Bibbia e va via. Non sappiamo
dove sia finita Natasha, ma per lui sarà un cambiamento radicale.
Agente del Kgb a 20 anni, parte per il servizio
militare e si imbarca a bordo di un sommergibile. Raggiunto il Canada per partecipare a manovre militari congiunte, a Vancouver chiede asilo politico e siconverte al Cristianesimo evangelico. Nel giugno 1972 viene affrontato all’uscita
della metropolitana di Toronto da tre personaggi che in perfetto russo gli raccomandano di
«rigare dritto». Si trasferisce allora a Los Angeles
dove il1˚gennaio 1973 viene trovato morto,ufficialmente suicida. Il suo libro autobiografico
uscito postumo nel novembre dello stesso anno, è intitolato Forgive Me, Natasha. Cioè: Perdonami.
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Sabato su Raiuno l’appuntamento con «La mia danza libera»
MA CHE BOLLE...
L’étoile: «Con me balleranno Elio e Jovanotti. Sarò Pippo Baudo per una sera»
::: FABRIZIA MIRABELLA
■■■ Il portamento da far andare in brodo di giuggiole qualsiasi fisiatra unito al proverbiale sorriso smagliante, Roberto
Bolle, re della danza, étoile dei
due mondi, ha deciso di rendere partecipi gli italiani tutti della sua arte.Attraverso iltubo catodico, il primo ballerino del
Teatro alla Scala di Milano e
dell’American Ballet di New
York sarà infatti protagonista,
sabato 8 ottobre,della prima serata di Raiuno.
«La mia danza libera è un
programma di dance-tainment,ma c’è dipiù.C’è la cultura, l’arte, l’eccellenza italiana
del balletto che ha il potere di
toccare le corde dell’immaginario dello spettatore», chiosa il
direttore Rai Antonio Campo
Dall’Orto, «Quest’evento è speciale proprio come la persona
a cui è dedicato: Roberto riesce
a infondere una luce particolare in tutto ciò che lo circonda».
Roberto Bolle - La mia danza libera, prodotto da Rai1 in
collaborazione con Ballandi
Multimedia, è uno spettacolo
unico, in onda sabato nel prime time del primo canale della
rete ammiraglia. A far da scenografia, attiva, della serata il Teatro Franco Parenti di Milano,
dove l’étoile e i suoi ospiti, anch’essi stellati, intraprenderanno un viaggio tra palchi, labirintici corridoi e le acque di una
piscina dove saranno puntate
le luci d’inizio. Dove Roberto
muoverà il primo passo che
aprirà il suo show. «Mai avrei
immaginato di prendere il posto di Pippo Baudo per un programma tutto mio in Rai!»,
scherza, «anzi, a dirla tutta, forse Baudo ha inventato anche
me. A 19 anni mi premiò durante un concorso in Sicilia».
«La mia danza libera rappresenta un’opportunità unica e
storica di portare la mia arte in
tv. Una sfida sia per me che per
la Rete, vista la faticosa immediatezza nel tradurre la poesia
del teatro in linguaggio televisivo. E credo di esserci riuscito»,
continua Roberto, «Dall’amo-
La rivincita degli ex
Da stasera su Mtv
Parte stasera, alle 22.50
su Mtv (in esclusiva su
Sky al canale 133), la
quinta stagione di Ex on
the beach: la rivincita degli ex. Nello sfacciato dating show, otto single devono fare i conti con il
passato e con ex fiamme
pronte a rovinargli le vacanze, sullo sfondo di
spiagge paradisiache.
Lo show è tutto girato in
Thailandia.
Van Sant a Torino:
«Presto una serie tv»
Roberto Bolle e Paola Cortellesi duettano nel programma «La mia danza libera», in onda sabato sera su Raiuno
re alla follia, mescolando gli stili più vari, dal Lago dei Cigni a
Romeo e Giulietta alle opere
più contemporanee, porterò in
scena quella che per me è la
grande bellezza».
Durante questo viaggio,
Francesco Pannofino, un po’
Virgilio un po’ Caronte, terrà le
fila della serata e traghetterà
tanto Roberto quanto glispettatori nel mirabolante universo
dei Grand Jetè che, di tanto in
tanto, faranno spazio alle gag e
ai momenti-intervista in cui il
ballerino racconterà di sé. Ad
affiancare il doppiatore, cinico
e cattivello, un’elegantissima
Beatrice, l’attrice Luisa Ranieri
«la mia complice, la mia gran-
de amica che ha il potere di farmi sentire a casa ovunque», si e
ci rincuora Bolle.
E poi c’è Virginia Raffaele,
compagna sanremese «dalla
quale non mi stacco più. Nessuno mi diverte come lei! E diverte persino la sua amatissima “imitata” Carla Fracci». Anche la Signora della danza sarà,
DOMANI A MILANO
Sokurov debutta a teatro: «Poi farò un film in Italia»
Andrà in scena in prima mondiale assoluta «GO.GO.GO», lo spettacolo che segna l’esordio teatrale del grande regista
russo Aleksandr Sokurov, che ha scelto,
per il suo debutto sul palcoscenico, di
ispirarsi liberamente a «Marmi» e ad altri testi di Iosif Brodskij. «GO.GO.GO» sarà in scena al Teatro dell'Arte da domani
e fino al 30 ottobre. Lo spettacolo sarà
poi al Teatro Verdi di Pordenone il 3 e 4
novembre.
La messa in scena è stata presentata ieri
a Milano proprio dal regista russo. Sokurov ha anche annunciato di voler girare
il suo prossimo film in Italia: «Se le questioni di carattere economico si appianeranno, non escludo il progetto di realizzare un film in Italia». Leone d’oro a Venezia con «Faust» nel 2011, il regista ha
spiegato di avere al momento «diverse
idee, una delle quali è proprio il Vaticano». Tuttavia, ha precisato, «ho dei dubbi che il Vaticano possa acconsentire,
perché si tratta di un film che racconterebbe le storie delle alte gerarchie ecclesiastiche e che impatterebbe sulla suscettibilità dei cattolici di tutto il mondo, toccando concetti e valori molto profondi».
infatti, in prima linea durante
l’evento, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 80 anni.
Gli incontri del nostro Dante
non si fermano qui,tanti saranno i prestigiosi ospiti del mondo del cinema e dello spettacolo che calcheranno il palco del
teatro insieme a lui. Il musicista israeliano Asaf Avidan, Stefano Bollani, Elio. E ancora, Jovanotti, Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, dicuiBolle confessa: «Era terrorizzata dall’idea di dover ballare con me. È
bravissima, ma per un attimo
ho come temuto che volesse
scappare!»
I puristi de la danse, vedendo il pupillo dei palchi più prestigiosi al mondo volteggiare
stavolta incastrato dentro il piccolo schermo «storceranno sicuramente il naso», conferma
lo stesso Roberto.
Se esiste la possibilità che
l’étoile deidue mondi bissil’appuntamento? Agli ascolti di sabato prossimo l’ardua sentenza...
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Luca Guadagnino annuncia il remake per il 2017
«Rifaccio Suspiria di Argento, ma Dario non è d’accordo»
::: CLAUDIA CASIRAGHI
■■■ Tilda Swinton, Dakota Johnson, Mia Goth, Chloe Grace Moretz.
Pareva destinata a rimanere la fantasticheria di un regista visionario. Invece, la pellicola vagheggiata da Luca Guadagnino (autore di Melissa P.
e A bigger Spalsh) è ormai prossima
alla realtà. Suspiria, remake del film
omonimo diretto da Dario Argento
sul finire degli anni Settanta, ha preso concretezza, entrando in una fase di sviluppo tanto accelerata da lasciar presagire un debutto nel 2017.
Il cast, cui da ultima si è aggiunta
la Moretz, giovanissima attrice statunitense, è poco distante dall’essere
completo. La produzione è decisa e
cosìla trama, che poco vuole attener-
si all’originale.
Guadagnino, le cui volontà sono
state oggetto di polemiche social, ha
dichiarato alla rivista Empire di non
avere alcuna intenzione di riproporre al pubblico quel che Argento ha
ordito tempo fa. «Suspiria ha avuto
grande impatto sulla mia crescita.
L’ho visto che avevo 14 anni e credo
mi abbia cambiato per sempre. A
lungo, sono stato ossessionato da
Dario Argento», ha spiegato il regista italiano alla stampa estera, prendendo le dovute distanze da un’opera che pare giudicare anacronistica.
«Il film», ha aggiunto, «È forse figlio dei suoi tempi. È molto delicato,
quasi infantile». Certo lontano da
quel che Guadagnino ha in serbo.
«Ho un forte interesse per la lettera-
tura e il cinema tedeschi. Penso,
dunque, che il mio Suspiria dovrà
concentrarsi sul 1977, momento storico in cui nella Germania divisa si
levava la voce di una generazione
nuova, determinata a riconoscere le
responsabilità dei propri padri».
Di Friburgo, con quella sua accademia popolata di streghe,non ci sarà alcuna traccia. La pellicola, infatti,
è stata pensata così da poter essere
ambientata nella Berlino di fine anni Settanta ed incentrata «sul concetto di maternità e la sua forza intransigente».
Il padre di «Suspiria», il regista Dario Argento, interrogato in merito alla bontà di un progetto tanto avventato, non è sembrato entusiasta. «Da
regista», ha detto, «non si è mai con-
Jessica Harper nel Suspiria di Argento
tenti di veder riadattati i propri lavori. Il rifacimento di opere, che sono
frutto di epoche passate e inclinazioni scomparse, non ha alcun senso
sostanziale. Solo, commerciale».
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Una miniserie Abc in
uscita in inverno sulla vita di 3 attivisti omosessuali, «sempre che
Trump, se vince le elezioni, non la blocchi», e un
film sul fumettista disabile John Callahan. Questi i progetti di Gus Van
Sant, tra i più grandi registi indipendenti contemporanei, ospite ieri a Torino in occasione della
mostra a lui dedicata dal
Museo del Cinema.
È morto Temperton
l’autore di «Thriller»
È morto il cantautore
compositore, produttore discografico e musicista inglese Rod Temperton, noto per essere l’autore di «Thriller» di Michael Jackson. A renderlo noto è stato, ieri, il presidente dell’editrice musicale
Warner/Chappell, Jon Platt, specificando che Temperton è
morto la settimana scorsa a Londra, all’età di 66
anni, dopo «una breve
battaglia contro un cancro aggressivo». Per
Jackson, Temperton ha
firmato anche, fra le altre, «Rock With You» e
«Off The Wall».
Il 14 ottobre esce
l’album di Emis Killa
Esce venerdì 14 ottobre
il nuovo album di Emis
Killa (nome d’arte di
Emiliano Giambelli), titolo «Terza stagione»
(etichetta Carosello Records). L’artista torna così sulle scene con un disco di puro rap senza filtri, com’è nel suo stile.
L’album vede la partecipazione di diversi artisti
dell’area rap e non solo,
come Neffa, Maruego,
Fabri Fibra, Jake La Furia, Coez e Giso e Jamil.
Intanto, a una settimana dall’uscita, il video
del brano «Dal Basso»,
disponibile su tutte le
piattaforme digitali e
streaming, ha quasi raggiunto un milione di visioni.
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SPETTACOLI
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cinema
::: Criticando
di GIACOMO FERRARI
Inutile negarlo, il cinema attuale vale solo due stellette
■■■ Vari lettori (e qualche collega) ci domandano periodica-
mente perché su questa pagina le classificazioni dei film (stellette, palline, asterischi o come diavolo volete chiamarli) variano da due (leggi discreto) a tre (buono). Mai quattro (cioè ottimo), mai uno (cioè brutto). Risposta. Perché gli ottimi arrivano
raramente e i brutti mai.
Quando iniziammo questo mestiere (circa un secolo fa) le
categorie erano ampiamente rappresentate. A ogni stagione ci
arrivavano Fellini, Godard, Kubrick o Lean. E dilagavano i bruttissimi (gli erotici, i western fatti coi piedi). Per distinguere il
brutto dall’orrido, un grande direttore Nino Nutrizio ci spronò
a mettere in pagina la sigla N.M.R. (non meritevole di recensio-
ne). Oggi non potremmo nemmeno sotto minaccia di licenziamento. Perché la bruttezza, anzil’insufficienza sono state abolite. Non per le leggi del buon gusto, ma per quelle del mercato.
Oggi mandare un film in sala costa, e parecchio, in pubblicità.
Se i distributori capiscono che un film non funziona lo sbattono dritto sull’homevideo. Può capitare a chiunque. I divi più
famosi (Nicolas Cage, Scarlett Johansson) hanno tutti tre o
quattro film «bocciati» sulla loro fedina. Il mercato certo non
boccia i grandi film. Peccato che non ce ne siano. I super di una
volta sono morti tutti senza eredi. In ogni Paese. Anche i grandi
di sempre, gli americani, stanno morendo a colpi di remake.
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Da vedere
Da evitare
Pets Vita da animali
La verità
sta in cielo
Regia: Chris Renaud,
Yarrow Cheney
Cast: personaggi animati
Genere: cartone
Durata: ore 1.30
Regia: Roberto Faenza
Cast: Riccardo Scamarcio,
Valentina Lodovini
Genere: drammatico
Durata: ore 1.34
LA TRAMA Max è un
LA TRAMA Quello del
rapimento di Emanuela Orlandi, quindicenne romana, sequestrata (e mai più ritrovata)
nel giugno 1983, è uno
dei misteri d’Italia mai
chiariti. Roberto Faenza ha provato a vederci
chiaro seguendo una
pista più fantapolitica
che credibile. Troppo
affollata la lista dei suoi
sospetti. Dalla banda
della Magliana ai poteri oscuri in Vaticano a
(c’era già) mafia capitale.
SPIACERÀ Come succede ogni volta che Roberto Faenza non azzecca la chiave di lettura di una storia. Qui ha
messo mano a un
«cold case», seguendo
fin troppo la traccia delle inchieste sui giornali
dell’epoca. Tante inchieste, troppi rivoli
narrativi senza sbocco.
●●●
simpatico cagnolino, il
cocco della sua padrona. Che si fida di lui
(può lasciarlo solo in casa senza che compia disastri). Stavolta però lo
molla in cattiva compagnia. Duke un cagnone
più grosso e peloso, lo
sottopone a ogni sorta
diprepotenze.Per giunta a rendere ulteriormente poco confortevole il soggiorno di
Max, un terribile coniglietto gli porta in casa i
randagi della zona.
PIACERÀ Anche ai babbi degli under 10. Per i
quali per una volta la visione di un cartone sarà un piacere, e non un
dovere verso i pargoli.
Perché i primi20 minuti sono una mitragliata
di gag sparati implacabilmente come neanche le comiche di Charlot.
Mine
Regia: Fabio Guaglione,
Fabio Resinaro
Cast: Armie Hammer, Annabelle Wallis, Tom Cullen
Genere: thriller
Durata: ore 1.46
●●●
LA TRAMA Un soldato
americano nel deserto.
Di ritorno da una missione (è uno sniper, un
cecchino) entra in un
campo minato e mette
il piede su una mina. Se
la schiaccia esplode, se
alza il piede, pure.I soccorsi,purtroppo non arriveranno prima di due
giorni. Sarà lunga (non
può dormire, né scappare quando arrivano
le bestie feroci).
PIACERÀ A chiama certe immobilità (cioè rimanere incollato al sedile, quando la tensione è tale che non ti permette di andare a vuotare la vescica). Diretto
da due italiani, prodotto da Peter Safran (Buried), Mine mantiene
quelche promette (tanta suspense). E lo fa senza barare (molti flashback, però mai gratuiti).
●●
Dylan O’ Brien e Mark Wahlberg in una scena di «Deepwater - Inferno sull'Oceano», pellicola di Peter Berg da oggi in sala
CINEPRIME/«Deepwater - Inferno sull’Oceano»
PROFONDO NERO
Il rogo della torre petrolifera nel Golfo del Messico del 2010
raccontato in uno dei migliori film catastrofici di sempre
::: GIORGIO CARBONE
■■■ Deepwater
Horizon.
Un nome che putroppo non è
nuovo, anzi da sei anni tristemente famoso come il più grave disastro ambientale della
storia. Il 20 aprile del 2010 nel
Golfo del Messico andò a fuoco la Deepwater Horizon,
una trivellatrice dipetrolio collocata in acque profondissime al largo delle coste della
Louisiana. Il problema non fu
solo l’incendio che uccise 11
tra gli operai della piattaforma, ma una fuoriuscita di
greggio che si rovesciò sul fondo marino. Cinquantamila
barili di oro nero ammorbarono quel pezzo d’oceano e ci
vollero almeno tre mesi per riportare le acque non dico alla
normalità ma almeno a scongiurare immediati pericoli. Di
chila colpa a quella botta terribile all’ecosistema? Un interrogativo che a sei anni di distanza non ha ancora trovato
una decisa risposta (anche se
il film affaccia l’ipotesi che l’esplosione sia stata causata da
un’accelerazione dei ritmi di
lavorazione.
Il film. Figuriamoci se il cinema trascurava a lungo la
Deepwater e se il disastro del
2010 non serviva da pretesto
per un catastrofico con molti
botti e meraviglie di coraggio
e abnegazione. E il film questo dà. Lo spettacolo delle
fiamme e l’odissea dei 126 uomini che quel giorno fatale si
trovavano a bordo della Deepawater.
Il personaggio principale è
Mike Williams (lo interpreta
Mark Wahlberg, specializzato
in personaggi di eroi per forza). Williams all’inizio non ha
nulla dell’eroe. È un tecnico
dei computer, un padre di famiglia che sta facendo il conto alla rovescia sui conti che
mancano alla fine del suo turno su quel torracchione in
mezzo al mare e non sospetta
nemmeno lontanamente che
iltorracchione da un momento all’altro possa trasformarsi
in un gigantesco rogo. Dell’eroe deidisaster movie gli manca oltretutto la preveggenza
(di solito, il protagonista capisce tutto, ma all’inizio nessuno gli dà retta). Williams non
prevede. La Transocean l’ha
messo lì perché è un genio
dell’elettronica e lui da genio
è sicurissimo che il sistema
può scongiurare qualsiasi
esplosione. E invece la Deepwater esplode. E dopo l’esplosione le fiamme. Williams e compagni cercano di
domarle ma è tutto inutile. E
allora il problema è salvare la
pelle. E non è facile anche se i
126 son tutti tipi tosti (e brave
persone, per una volta in un
disaster movie non ci sono vigliacchi né carogne).
PIACERÀ
Anche a chinon è un ammiratore del regista Peter Berg.
Per molti critici con la puzzetta al naso, Berg è solo un regista fracassone, della confraternita di Roland Emmerich (In-
Deepwater - Inferno sull’Oceano
REGIA Peter Berg
CAST Mark Wahlberg, Kate Hudson, John Malkovich
GENERE azione
DURATA ore 1.37
VOTO ● ● ●
dependence Day) e Michael
Bay (Transformers). Buoni a
inscenare battaglie e sommovimenti tellurici, ma spesso
deficitari nel disegno dei personaggi (il che non ha impedito ai film di Peter, da Battleship a Sole Survivor) di volare
puntualmente al botteghino).
Be’ stavolta è il caso di dire
che il suo lavoro è più che rispettabile. D’accordo, una
buona fetta del merito è della
sceneggiatura di Sand e Carnahan (però il discorso vale
per tutti,nessun regista può fare miracoli se non ha alle spalle uno script come si deve).
Barston e Lehman per Deepwater non solo dimostrano
di saper scrivere per il cinema
(organizzando sagacemente i
colpi di scena e mettendo in
scena characters non banali)
ma si sono dimostrati persone serie.
Prendendo come base un
instant book di David Barstow sull’avvenimento, hanno raccontato il disastro senza retorica, senza ruffianeria
(e senza illazioni gratuite, come spesso succede nei film
che delle tragedie cercano ad
ogni costo il responsabile).
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Il sogno
di Francesco
Regia: Renaud Fely,
Arnaud Louvet
Cast: Elio Germano,
Alba Rohrwacher
Genere: biografico
Durata: ore 1.28
●●
LA TRAMA. 1223. Fran-
cesco d’Assisi non è ancora santo e anzi è decisamente antipatico a Papa Innocenzo III che
non vuole riconoscere il
suo ordine. L’amico Elia
da Cortona cerca diriavvicinare i due uomini.
Ma non è facile venire a
capo dell’intransigenza
del frate e della miopia
politica del pontefice.
SPIACERÀ A chi magari
si aspettava una versione più intrigante della vita del Santo (lontana
dalle interpretazioni togate e da quella oleografica di Zeffirelli). Ma i
due registi francesi sembrano partiti dalle peggiori intenzioni: omaggiare l’attuale pontefice
e la memoria di Roberto
Rossellini(che sulpersonaggio fece uno dei suoi
film più narrativamente
faticosi).
28
__Giovedì 6 ottobre 2016__
PALINSESTI
__Giovedì 6 ottobre 2016__
RAI UNO
RAI DUE
RAI TRE
CANALE 5
ITALIA UNO
RETE QUATTRO
LA 7
6.00
6.30
8.30
10.10
10.30
10.35
10.45
10.55
11.00
8.00
10.00
11.00
11.10
8.00
8.45
8.30 Supercar
10.30 Person of Interest
12.25 Studio Aperto Meteo.it
13.00 Grande Fratello VIP.
Condotto da Ilary Blasi
13.20 Sport Mediaset
13.55 I Simpson
14.45 The Big Bang Theory
“La determinazione
dell’impegno” con
Johnny Galecki
15.20 2 Broke Girls “E le prigioniere dei cupcake”
con Kat Dennings
15.45 Due uomini e mezzo
“Quelle simpatiche
toilets giapponesi”
con Ashton Kutcher
16.15 Prima tv free Baby
Daddy “Il gruppo di
gioco” con Jean-Luc
Bilodeau
16.45 How I Met Your Mother “La regola di platino” “Senza domani”
con Alyson Hannigan
17.35 Friends
18.00 Grande Fratello VIP.
Condotto da Ilary Blasi
18.30 Studio Aperto Meteo.it
19.25 C.S.I. NY “Tra le mura
domestiche” “Eroi”
21.10 Colorado 2016 “Terza
puntata”. Condotto da
Luca Bizzarri e Paolo
Kessisoglu
0.15 Prima tv free Ghost
Movie (Commedia,
2012) con Marlon Wayans, Essence Atkins,
David Koechner. Regia
di Michael Tiddes.
2.15 Studio Aperto - La
Giornata
8.30
9.30
7.55
9.40
6.45
10.00
11.05
11.50
13.30
14.00
15.15
16.30
16.40
16.50
18.45
20.00
20.30
23.05
0.30
1.05
1.35
RaiNews24
TG1 - Previsioni sulla
viabilità CCISS Viaggiare informati
Unomattina. Condotto
da Francesca Fialdini e
Franco Di Mare
Storie Vere
Tempo & Denaro. Condotto da Elisa Isoardi
La prova del cuoco.
Condotto da Antonella
Clerici
TG1
La vita in diretta. Condotto da Marco Liorni
e Cristina Parodi
Torto o ragione? Il verdetto finale “La doppia
verità”. Condotto da
Monica Leofreddi
TG1
TG1 Economia - Che
tempo fa
La vita in diretta
L’eredità. Condotto da
Fabrizio Frizzi
TG1
Calcio, World Cup
2018 European Qualifiers Da Torino Italia Spagna (Diretta)
Petrolio “Mamma
mia”. Condotto da
Duilio Giammaria
TG1 Notte - Che
tempo fa
Sottovoce
Una Notte con il Cinema italiano Il venditore di palloncini
(Drammatico, 1975)
con Cyril Cusack, Lee
J. Cobb, James Whitmore. Regia di Mario
Gariazzo.
13.00
13.30
13.50
14.00
16.30
17.10
18.00
18.10
18.15
18.30
18.50
19.40
20.30
21.10
22.50
1.00
1.30
3.00
3.45
Homicide Hills
TG2 Mizar
TG2 Achab Libri
TG2 Eat Parade
TG2 Medicina 33
TG2 Flash
I Fatti Vostri “Tornano
le lezioni d’inglese”
TG2 Giorno
TG2 Tutto il bello che
c’è Estate
TG2 Medicina 33
Detto fatto “Ospite
Micheligna”. Condotto da Caterina Balivo
The Good Wife “Arringa finale” con Julianna Margulies
Prima tv Madam Secretary “Persuasione”
con Tea Leoni
Rai Parlamento Telegiornale
TG2 Flash L.I.S.
TG2
TG Sport - Meteo 2
Blue Bloods “Nessun
rimpianto” con Donnie
Wahlberg
N.C.I.S. “Primo piano”
con Mark Harmon
TG2 - 20.30
Prima tv Rai Criminal
Minds “Affari Interni”
“Futuro allo specchio”
con Thomas Gibson
Criminal Minds “Angeli” “La clinica
Gross” “Spiriti affini”
con Juliet Rylance
Numero 1
La lancia del destino
Hawaii Five-0 “Stringer” con Jack Lord
TG2 Eat Parade
11.55
12.25
12.45
13.15
13.40
14.00
14.20
14.50
15.10
15.15
16.00
17.20
17.40
18.55
19.00
19.30
20.00
20.05
20.30
20.40
21.15
0.00
1.00
Agorà
Mi manda Raitre
Elisir “Aritmie”
Tutta salute “L’alluce
valgo”
Meteo 3 - TG3
Chi l’ha visto? 12,25
Quante Storie
Rai Cultura - Il tempo
e la Storia
TG3 Fuori TG “Giovani
e lavoro”
TG Regione - Meteo
TG3 - Meteo 3
TGR Leonardo
TGR Piazza Affari
Il Commissario Rex
“Fuga verso la morte”
Dal Senato della Repubblica Question
Time (Dir.)
Aspettando Geo
Geo
Meteo 3
TG3
TG Regione - Meteo
Blob
Gazebo Social News.
Condotto da Diego
Bianchi
Prova pulsante...
Quasi Quasi Rischiatutto. Condotto da
Fazio e Ludovico Peregrini
Prima tv Un posto al
sole
Il mio nome è Bond
Agente 007 - La morte
può attendere (Spionaggio, 2002) con
Pierce Brosnan, Halle
Berry, Deborah Moore.
Regia di Lee Tamahori.
TG3 Linea notte
Meteo 3
10.55
11.00
13.00
13.40
14.10
14.45
16.10
16.20
17.10
18.45
19.55
20.00
20.40
21.15
23.30
0.35
1.20
1.50
3.30
4.00
4.30
5.00
5.15
5.45
TG5 Mattina
Mattino Cinque. Condotto da Federica Panicucci e Francesco
Vecchi
TG5 - Ore 10
Forum. Condotto da
Barbara
Palombelli
TG5 - Meteo.it
Beautiful
Una vita
Uomini e Donne
Grande Fratello VIP.
Condotto da Ilary
Blasi
Il segreto
Pomeriggio Cinque.
Condotto da Barbara
d’Urso
Caduta libera. Condotto da Gerry Scotti
TG5 Prima Pagina
TG5 - Meteo.it
Striscia la Notizia - La
voce dell’impudenza.
Condotto da Michelle
Hunziker e Luca e
Paolo
Prima tv Il segreto
Novità
L’intervista
TG5 Notte - Meteo.it
Striscia la Notizia - La
voce dell’impudenza.
Condotto da Michelle
Hunziker e Luca e
Paolo (Repl.)
Uomini e Donne
(Repl.)
TG5 - Meteo.it
CentoVetrine
TG5 - Meteo.it
Media shopping
TG5 - Meteo.it
Media shopping
SPORT
19.25 Spongebob - Fuori
SCF
dall’acqua
19.25 Cenerentola
SCH
Con Lily James
21.00 Revolutionary Road
SCU
Con L. DiCaprio
21.00 Lo straordinario
viaggio di T.S. Spivet
Con H. Bonham
SCF
Carter
21.00 Soldato semplice
SCC
Con Paolo Cevoli
21.00 Spy
SCP
Con Jude Law
21.00 Nightwatch
Con Ewan McGregor SCM
21.00 22.11.63 Buon compleanno, Lee Harvey
Oswald
F
Con James Franco
21.15 Star Wars - Il risveglio
della forza
SC1
Con Harrison Ford
21.15 Fratelli unici
SCH
Con Raoul Bova
21.50 22.11.63 Tiratore
scelto
F
Con James Franco
22.45 Head of State
SCC
Con Chris Rock
22.50 Fungus Seconda parte
Con Jimmy Akingbola SCF
22.50 The Divergent Series:
Insurgent
SCM
Con S. Woodley
22.55 Lo sciacallo Nightcrawler
Con Jake Gyllenhaal SCH
23.00 The Walk
Con J. Gordon-Levitt SCU
23.05 Ti va di ballare?
SCP
Con A. Banderas
23.35 Qualcosa di buono
SC1
Con Hilary Swank
LEGENDA
C - CN Cult - Cartoon Network
SKM Sky Mondiali HD
D
Discovery Chan. HD
ES
Eurosport HD
DY Disney Channel
12.00 Biliardo, European Masters 2016 4a giornata,
da Bucarest (Diretta) ES
14.00 Golf, PGA European Tour
Alfred Dunhill Links
Championship: 1a
SP2
giornata (Diretta)
18.00 Biliardo, European Masters 4a giornata, da
ES
Bucarest (Diretta)
20.45 Calcio, WC 2018 Diretta
Gol European Qual.
SP1
(Diretta)
20.45 Calcio, World Cup 2018
European Qualifiers Kosovo - Croazia (D) SP3
22.00 Calcio, Coppa del Mondo
U17 2016 Germania ES
Canada
23.00 Calcio, World Cup Sudamerican Qualifiers EcuaSP3
dor - Cile (D)
1.00 Calcio, World Cup Sudamerican Qualifiers Uruguay - Venezuela
SP1
(Diretta)
2.45 Calcio, World Cup Sudamerican Qualifiers Brasile
SP3
- Bolivia (D)
HD
14.00
15.30
16.50
18.55
19.35
19.55
20.30
21.15
23.45
23.50
2.05
TELEFILM
Rai 4
Rai 5
21.00 Prima tv Candice Renoir
“Il peggior nemico è nel
FC
nostro cuore”
21.00 I maghi di Waverly DY
21.00 Rizzoli & Isles “La beFL
stia che è in me”
21.15 Mad Men “Un caldo troSKA
picale”
NCK
21.20 Game Shakers
21.30 I maghi di Waverly “Il
capitano Jim Bob SherDY
wood”
21.45 I Thunderman “Cattive
NCK
compagnie”
21.55 Zack e Cody sul ponte
DY
di comando
22.00 Rizzoli & Isles “Quando
la pistola fa bum bum” FL
22.05 Prima tv Candice Renoir
“Meglio prevenire che cuFC
rare”
NCK
22.10 I Thunderman
22.10 Mad Men “Nixon contro
SKA
Kennedy”
DY
22.25 Violetta
22.30 Un papà da Oscar NCK
22.55 Nashville “Rapporti diffiFL
cili”
23.00 Un papà da Oscar NCK
20.30 Calcio, Rai dire Nazionale
Qualificazioni Mondiali
2018: Italia - Spagna (D)
22.50 Prima tv Braindead - Alieni
a Washington
21.15 Dal Teatro dell’Opera di
Roma The Bassarids
23.30 Aerosmith Rocks Donington 2014 (Doc., 2015)
Regia di D. Carruthers.
Rai Storia
Cielo
21.10 A.C.d.C. - Le civiltà del
passato
23.05 Il tempo e la Storia
23.30 Il giorno e la storia
21.15 Twin Dragons (Azione,
1992) con Jackie Chan.
Regia di R. Lam, H. Tsui.
23.00 Hong Kong colpo su colpo
(Avventura, 1998) con
Jean-Claude Van Damme.
Regia di Hark Tsui.
DOCUMENTARI
RAGAZZI
20.55 L’armata mortale di
NGC
Hitler
21.00 Prima tv Affari di famiTHC
glia
D
21.00 Come è Fatto
21.25 Prima tv Affari di
THC
famiglia
D
21.30 Come è Fatto
21.50 Prima tv A caccia
THC
di tesori
21.50 L’armata mortale di
NGC
Hitler
D
21.55 Dual Survival
18.00
18.25
18.30
18.50
19.00
19.15
19.40
20.05
20.30
20.55
21.20
21.45
22.10
Regular Show
Clarence
I Griffin
Yokay Watch
I Griffin
NEXO Knights
Teen Titans Go!
Adventure Time
Adventure Time
Adventure Time
Teen Titans Go!
Teen Titans Go!
Clarence
CN
CN
F
CN
F
CN
CN
CN
CN
CN
CN
CN
CN
Canale disponibile anche in alta definizione
F
Fox HD FC-FL Fox Crime HD Fox Life
SKA Sky Atlantic
MGM Metro Goldwyn Mayer
NCK Nickelodeon
13.00
11.00
13.30
14.00
14.20
16.15
17.05
18.00
20.00
20.35
21.10
0.00
0.10
0.45
2.50
4.30
CANALI FREE DIGITALE TERRESTRE
SATELLITI
FILM
10.40
11.30
12.00
Cuore Ribelle
I Cesaroni “Cattive influenze”. Con Claudio
Amendola, Elena Sofia
Ricci
Ricette all’italiana
TG4 - Meteo.it
Un detective in corsia
“Il clown killer” con
Dick Van Dyke
La signora in giallo
“La morte usa il computer” con Angela
Lansbury
Lo sportello di Forum.
Condotto da Barbara
Palombelli
Flikken - Coppia in
giallo “Il mostro” con
Victor Reinier
Dimmi la verità (Commedia, 1961) con
Charles Drake, Virginia Grey, Sandra Dee.
Regia di Harry Keller.
TG4
Dentro la Notizia Meteo.it
Tempesta d’amore
Dalla vostra parte.
Condotto da Maurizio
Belpietro
A good year - Un’ottima annata (Commedia, 2006) con Russell
Crowe, Albert Finney,
Marion Cotillard.
Regia di Ridley Scott.
I bellissimi di R4
Fair Game - Caccia
alla spia (Thriller,
2010) con Naomi
Watts, Sean Penn, Sam
Shepard. Regia di
Doug Liman.
TG4 Night News
NGC National Geo.HD
SC1 - SCU Cinema 1 HD - Cult
SCC Cinema Comedy HD
SCF Cinema Family HD
SCH - SCM Cinema Hits HD-Max HD
SF1 Sky Formula 1 HD
SCP Cinema Passion HD
SP1-2-3 Sky Sport 1-2-3 HD
SKU Sky Uno
THC The History Channel
Rai Movie
21.10 Il riccio (Commedia, 2009)
con Josiane Balasko, Garance Le Guillermic, Togo
Igawa. Regia di Mona
Achache.
23.00 Quando meno te lo aspetti
(Commedia, 2004) con
Kate Hudson, John Corbett,
Joan Cusack. Regia di
Garry Marshall.
Iris
21.00 La Papessa (Dram., 2009)
con Johanna Wokalek.
Regia di Sonke Wortmann.
23.40 Adesso cinema!
0.00 Segreti (Drammatico, 1997)
con Michelle Pfeiffer.
29
Omnibus (Dir.)
Coffee Break. Condotto da Andrea Pancani (Dir.)
L’aria che tira. Condotto da Myrta Merlino (Dir.)
TG La7
TG La7 Cronache.
Condotto da Bianca
Caterina Bizzarri
Tagadà. Condotto da
Tiziana Panella (Dir.)
L’Ispettore Tibbs “In
un vicolo cieco”
con Howard
Rollins
L’Ispettore Tibbs
“Una svolta per Tibbs”
con Howard Rollins
Joséphine,
ange gardien “Fantasmi del passato” con
Mimie Mathy
TG La7
Otto e mezzo.
Condotto da Lilli Gruber (Dir.)
Piazzapulita. Condotto
da Corrado Formigli
(Dir.)
TG La7
Otto e mezzo. Condotto da Lilli Gruber
(Repl.)
L’aria che tira. Condotto da Myrta Merlino (Repl.)
Cani e gatti (Commedia, 1952) con Paolo
Stoppa, Antonella
Lualdi, Armando Francioli. Regia di Leonardo De Mitri.
Omnibus - Dibattito
(Repl.)
CLASS TV
Class Cnbc
(Canale 507 di Sky)
17.00 Alert Mercati
18.00 Report - Il TG della Finanza
22.00 Linea Mercati Notte
22.30 Italia Oggi TG
Class Horse
(Canale 221 di Sky)
17.00 Cowboy tv “Il magico
mondo della monta americana torna protagonista su
ClassHorse Tv”
19.10 Highlights FEI Classics
2016: Burghley
Class TV Moda
(Canale 180 di Sky)
19.00 Ladies
21.00 Models New York - Il reality della moda
23.30 Full Fashion Designer - Le
sfilate dei grandi stilisti
CANALI PREMIUM DIGITALE TERRESTRE
Joi
Action
Premium Stories
20.25 Due uomini e mezzo
“L’uomo più bello della
casa” con Ashton Kutcher
20.50 Due uomini e mezzo “Al,
il papà figo!” con Ashton
Kutcher
21.15 Prima tv The Goldbergs
22.00 Speciali Joi
22.15 L’uomo di casa “Libero
mercato” con Tim Allen
20.15 No Limit “Traffico
d’armi” con Vincent Elbaz
21.15 Prima tv Containment
“Inferno” con David
Gyasi
22.05 Prima tv Containment “Il
punto debole di ogni
cosa” con David Gyasi
22.55 Agent X “Ritorno di
fiamma”
20.20 Covert Affairs “Attacco
cibernetico” con Piper Perabo
21.15 Shameless “Il ragazzo di
casa” “Abitudini pericolose” con William H.
Macy
23.25 Heartbeat “Una decisione
difficile” con Don Hany
0.10 X-Style
Premium Cinema
Studio Universal
Premium Sport
21.15 Prima tv Steve Jobs (Biografico, 2015) con Michael Fassbender, Kate
Winslet, Seth Rogen.
Regia di Danny Boyle.
23.25 Ex Machina (Fantascienza, 2015) con Domhnall Gleeson, Oscar
Isaac, Alicia Vikander.
Regia di Alex Garland.
21.15 Gone Baby Gone (Drammatico, 2007) con Casey
Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman.
Regia di Ben Affleck.
23.10 He got game (Drammatico, 1998) con Denzel
Washington, Ray Allen,
Milla Jovovich. Regia di
Spike Lee.
18.30
19.00
19.30
20.05
21.00
22.00
22.25
22.30
23.00
23.30
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Milan, i cinesi ufficializzano Mirabelli
Napoli, no a 58 milioni per Koulibaly
Basket, Moore muore schiacciando
Dopo le voci contrastanti arriva l’ufficialità da parte di Sino
Europe Sport, la cordata cinese che sta per rilevare il Milan:
non appena si farà il closing, Massimiliano Mirabelli entrerà
nel management per collaborare con l’ad e dg Fassone.
Aurelio De Laurentiis ha rivelato di aver rifiutato un’offerta di
58 milioni di euro per Koulibaly dal Chelsea. Il n˚1 del Napoli
ha poi attaccato pesantemente i procuratori: «Sono il cancro
del calcio». Intanto è ufficiale il rinnovo di Hysaj fino al 2021.
Cameron Moore, 26enne ex Caserta e Venezia, è morto in
Macedonia in seguito a una cardiomegalia (ingrossamento
del cuore) che non lo aveva comunque indotto a lasciare il
basket. Il malore dopo una schiacciata in allenamento.
Il ct Giampiero
Ventura (68
anni) e Alessio
Romagnoli (21)
[LaPresse]
Verso Russia 2018: allo «Stadium» un match che sa di spareggio
::: DANIELE DELL’ORCO
■■■ I misteriosi criteri del
Ranking Fifa che hanno costretto l’Italia a sostenere il sorteggio per le qualificazioni ai mondiali 2018 da squadra di seconda fascia (cihanno sopravanzato pure Galles e Romania) costringono la nazionale di Ventura a giocare una sfida da dentro o fuori già alla seconda giornata del Gruppo G. Alle 20.45
allo Juventus Stadium arriva
una Spagna coldente avvelenato dopo l’eliminazione agliottavi dell’Europeo. Non solo. Sarà
contro le Furie Rosse che l’Italia si giocherà il primo posto
nelgirone,l’unico utile per staccare il pass diretto per Russia
2018.Nel caso l’Italia si piazzasse tra le migliori otto seconde
dovrebbe passare per i playoff,
ma attenzione al contraccolpo
in caso di sconfitta, con l’Albania di De Biasi che punta forte
alla seconda piazza.
Ventura, dopo la vittoria 3-1
in Israele, dovrà dimostrare
che la sua Italia, come quella di
Conte, è in grado di giocarsela
anche con le big: un esame mica da poco. «Bisognerà fare
pressing come a Parigi, ci vorrà
queltipo diemozione e desiderio», è la ricetta di capitan Buffon. E ci vorrà anche coraggio.
Quello che l’ex tecnico del Toro mette in campo sostituendo
lo squalificato Chiellini con
Alessio Romagnoli. Il 21enne
del Milan, smaltita la botta che
lo aveva tenuto fuori col Sassuolo, sarà al suo esordio assoluto in azzurro, per di più da
Il giovane di Ventura
Contro la Spagna il ct fa esordire Romagnoli al posto di Chiellini:
spazio ai «nuovi» senza stravolgere ossatura e certezze collaudate
titolare. L’ex romanista, che la
scorsa estate finì sotto i riflettori
per il trasferimento da 25 milioni, sta trovando continuità grazie a Montella e in coppia con
Paletta in questo inizio di campionato ha ben figurato: «Un
azzardo? Mi dissero lo stesso a
Bari per Bonucci e Ranocchia.
No, Alessio ha grandi qualità»,
ammette Ventura. Insomma, il
ct non ricorre a soluzioni già viste (come Ogbonna, che in az-
zurro non ha mai convinto) né
a confuse alchimie come spostare De Rossi in difesa. Stavolta gioca un difensore di ruolo, il
mister ci punta ed è un segnale
anche per la squadra.
Romagnoli a parte, le altre
scelte del ct sono invece piuttosto conservative. Gli esterni nel
3-5-2 saranno Florenzi e De Sciglio (panca per Candreva e Criscito),mentre De Rossi, con Parolo e Bonaventura ai lati, sosti-
tuirà Verratti in regia. Davanti
ancora Eder e Pellè, scelta un
po’ meno audace visto che l’interista è ancora a secco in campionato, mentre il pugliese ha
sì segnato 4 gol, ma nel poco
probante campionato cinese.
Immobile (4 reti con la Lazio) e
il 22enne Belotti, già autore di 5
golin 474’,scalpitano. A proposito di attaccanti, nella Spagna
sarà ballottaggio Diego CostaMorata, con quest’ultimo che
torna allo Stadium dopo il passaggio al Real. Una squadra
che con Lopetegui in panchina
siè evoluta «tatticamente e nella testa», dice Ventura. Un risultato diverso dal pari segnerebbe la fine di una lunga striscia
d’imbattibilità per una delle
due: l’Italia non perde nelle
qualificazioni mondiali da più
di 10 anni (51 partite), la Spagna da ben 54 match.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La Uefa si sveglia con due anni di ritardo
Premio a De Rossi per le 100 presenze: ma sono 108
::: FRANCESCO PERUGINI
■■■ Eh già, De Rossi è ancora qua. Prima di
Italia-Spagna il romanista verrà premiato dall’Uefa per le 100 partite in azzurro, anche se in
realtà sono 108, la 100ª risale a Italia-Croazia
del 16 novembre 2014 (1-1): complimenti per
la sollecitudine, non potevano farlo all’Europeo? E fa pure strano che il riconoscimento arrivi allo Juventus Stadium, la “casa del nemico”, ma poco importa per Daniele, caduto mille volte e mille volte risorto. Doveva essere la
sua ultima stagione nella Roma prima della
partenza per gli Usa dopo una carriera all’ombra di Totti. L’addio sembrava ancor più certo
dopo la serataccia con il Porto nei playoff di
Champions. Capitan Futuro, invece, si è ripreso il posto (ai danni del 22enne Paredes) e poi
la fascia di capitano toltagli per punizione da
Spalletti. E ora aspetta il rinnovo da Pallotta.
Intanto, c’è il doppio premio in Nazionale:
la fiducia di Ventura e il riconoscimento Uefa
per quanto fatto in azzurro: un Mondiale, un
Europeo Under 21 e un bronzo olimpico. Quella dell’Italia, tra l’altro, è l’unica maglia con cui
Daniele batte Totti per partite giocate (108, 6˚
di sempre, contro le 58 del Pupone), gol (18 a 9,
con De Rossi secondo centrocampista più profilico di sempre) e presenze da capitano: 4-0.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Daniele De Rossi [LaPresse]
LE ALTRE DEL GIRONE
De Biasi per la vetta
in Liechtenstein
Israele va a Skopje
L’Albania di Gianni De
Biasi è attesa dal non difficile match in Liechtenstein: una vittoria per i
balcanici vorrebbe dire
primato, che sia in coabitazione o solitario. Dopo
la vittoria contro la Macedonia nel match sopseso
per pioggia e poi recuperato il giorno seguente,
De Biasi conferma buona
parte dei convocati, compresi gli «italiani» Berisha (Atalanta), Hysaj
(Napoli) e Memushaj (Pescara). L’altro match del
gruppo G vedrà impegnate le Nazionali di Macedonia e Israele: entrambe a
zero punti, lo scontro diretto dirà chi potrà continuare a sperare in una
clamorosa qualificazione.
31
SPORT
__Giovedì 6 ottobre 2016__
commenta
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@
I calciatori locali invidiosi degli stranieri strapagati
::: SILVIA GALBIATI
■■■ Stadi semivuoti, giocatoristrapa-
Stadi vuoti, giocatori pigri: in Cina il pallone è una «bolla»
gati che camminano svogliati per il
campo, biglietti invenduti, partite noiose e poco spettacolo. Questo è oggi il
calcio in Cina, quella Cina che in molti etichettavano come nuova superpotenza del calcio mondiale e che il presidente XiJinping diceva di voler vedere in tetto al mondo al massimo nel
2024.
IlSun ha diffuso un ritratto desolan-
te sulla situazione calcistica nella terra
del Dragone. A partire dal livello del
campionato, non avvicinabile a quelli
europei ma forse neanche alla Premiership inglese. Un campionato in
cui la sproporzione tra giocatori cinesi
e stranieri è assoluta: i primi guardano
con rancore ai compagni arrivati dall’Europa, strapagati e completamente
avulsi dalla vita locale, che passano da
un locale occidentale all'altro chiusi
nelle loro Rolls Royce. La differenza
parte in primo luogo dagli stipendi:
dai 20 milioni all’anno di Hulk allo
Shanghai Sipg, ai 15 di Graziano Pellè
allo Shandong Luneng, passando per
i 12 di Alex Texeira allo Jiangsu Suning
e di Jackson Martinez al Guanghzou
Evergrande. Cifre che hanno reso la
Super League cinese il campionato
più spendaccione del mondo (259 milioni l’ultimo anno), nonostante gli stipendi dei calciatori cinesi siano ben
lontani da quelli dei big europei.
La sproporzione si riflette in campo
e viene percepita anche dai tifosi che
disertano i mastodontici stadi. Il para-
dosso è che nonostante l’arrivo di stelle come i vari Hulk, Pellè e Lavezzi, i
bar che trasmettono le partite di Premier League sono sempre più affollati
e si continuano a vendere molte più
maglie del Manchester United che di
qualsiasi altra squadra cinese. Una situazione che spiega come, nonostante gli ingenti investimenti in patria, i
grandi magnaticinesi continuino a voler investire nel calcio europeo. E in
quello italiano
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E CRITICAVAMO BLATTER
Il sogno di Infantino: giocare il Mondiale pure lui
Il presidente Fifa vuole un calcio senza pause fra Nations League e Coppa del Mondo a 48 squadre. Magari lo ingaggiano...
::: MATTEO SPAZIANTE
■■■ Addio pause estive, ilcal-
cio non si fermerà più. La Fifa
di Infantino ha infatti in mente una serie di riforme che rivoluzioneranno ilcalendario calcistico: l'introduzione della
Nations League e del nuovo
Mondiale per Club elimineranno quegli anni vuoti, in cui
d’estate il pallone smetteva di
rotolare.
Partite senza sosta, ogni stagione, pure a giugno e a luglio.
Questa idea di Infantino, che
ha in testa di allargare il Mondiale a chiunque, portando le
partecipanti da 32 a 48. Una
competizione che così diventerebbe monstre. E, tra il serio
e il faceto, viene il sospetto che
questa riforma sia stata fatta
perché lo stesso Infantino,
con la Fifa, voglia partecipare
alla competizione. Intanto la
Nations League, competizione per nazionali Uefa, è già
pronta: il progetto nasce con
Platini, e partirà nel 2018, dopo ilMondiale russo,e in pratica sostituirà le «inutili» amichevoli. Tutte e 55 le squadre
divise in 4 serie,con promozioni e retrocessioni, 4 gruppi da
3 in Serie A, con final four a
giugno 2019. Nello stesso anno in cuipotrebbe esordire anche il rinnovato Mondiale per
Club, un Mondiale a tutti gli
effetti: addio alle sole vincitrici
dei tornei continentali, dentro
24 squadre (otto europee, otto
sudamericane, i quattro campionidi Asia,Africa, Nordamerica e Oceania e altre 4 squadre scelte con criteri ancora
da stabilire), con fase a gruppi
e poi ad eliminazione diretta.
Sforzo extra, per tutti.
L’obiettivo è chiaro:aumentare il più possibile i ricavi, allargando il giro dei soldi e
quindi anche il consenso per
chi è a guida delle federazioni.
Più soldi per tutti significa che
tutti sono più contenti, e quindi che ri-eleggere chi è già a
capo potrebbe essere una formalità. Anche perché i recenti
scandali hanno influito eccome sui conti della Fifa: il rosso
di 122 milioni è dovuto anche
alla fuga degli sponsor, nonostante i ricavi si mantengano
alti. Servono soldi, e seguire
sulla scia dei progetti di globalizzazione di Blatter e Platini
pare l'idea migliore per portarne a casa molti. Idea che però
non è stata poi granché, visto
che proprio una federazione
Gianni Infantino, 46 anni, presidente della Fifa. Prometteva una svolta dopo Blatter, invece non pare cambiato nulla [LaPresse]
minore (quella caraibica) ha
fatto partire lo scandalo dei diritti tv che è costato la poltrona della Fifa allo svizzero
Inoltre, il pericolo è che si
vada incontro non solo ad un
problema tecnico, simile a
quello della Champions (do-
ve l’allargamento, invece di
aumentare la competitività,
ha solo reso ancora più evidente il disequilibrio tra le big
e le altre squadre, portando
squadre quasi «materasso» a
giocarsela con Messi e compagnia),ma anche dinoia:iltrop-
po stroppia, si sa, e di calcio ci
si può anche stufare. Certo,
meglio il calcio giocato che
quello chiacchierato del mercato estivo, il bisogno della
pausa estiva però non è solo
per chi scende in campo, ma
pure per chi guarda. Già oggi
abbiamo partite praticamente ogni giorno, il «rischio» è
che il pallone diventi davvero
uno sport troppo inflazionato
da guardare in tv. Insomma,
anche i tifosi hanno bisogno
di staccare dal calcio.
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Il club è ultimo in serie B. Indaga la polizia
I giocatori di Gattuso chiedono la messa in mora
Bruciata a Trapani l’auto di Cosmi
Caos Pisa, rischia la fine del Parma
■■■ È giallo a Trapani: nella notte tra
■■■ Il Pisa si avvicina alla resa dei
martedì e mercoledì è andata a fuoco
l’auto dell’allenatore granata Serse Cosmi, parcheggiata sotto casa a Pizzolungo, vicino Erice. Le forze dell’ordine non hanno trovato tracce di liquido infiammabile, anche se la pista dolosa è per ora l’unica ipotesi. Potrebbe
essere una ritorsione di qualche folle
visto il pessimo inizio distagione: i granata sono passati dalsogno promozione in A di giugno, svanito nella finale
persa contro il Pescara, al penultimo
posto con soli 5 punti e senza mai aver
vinto una partita.
Dopo la pesante contestazione di
tutto lo stadio dopo la sconfitta con il
Cittadella, gli ultras hanno però
espresso solidarietà al mister attraverso un comunicato stampa: «Prendia-
mo le distanze da ciò che è accaduto,
confidando nelle indagini delle autorità preposte per far luce sul caso». Al
termine dell’ultimo match, Cosmi ci
era andato giù pesantemente in conferenza stampa: «La squadra va capita
non contestata. Ho capito che siamo
soli, nessuno è dalla nostra parte ma
va bene così. Io oggi lavoro come sempre ma fra una settimana o un mese
quando le cose miglioreranno non voglio nessuno sul nostro carro. E quando dico nessuno, è chiaro». In serata il
Trapani ha comunicato che Cosmi è
molto turbato e «ha manifestato l’esigenza legittima di avvicinarsi alla propria famiglia per qualche giorno». La
squadra è in mano al vice Recchi.
CARLO MARIA AUDINO
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conti. L’ultimatum è infatti arrivato
da 16 giocatori della rosa che hanno
inviato una lettera di diffida alla società minacciando la messa in mora
qualora non vengano pagati gli stipendi arretrati entro il 16 ottobre. La
famiglia Petroni, proprietaria del
club, dovrà versare circa un milione
di euro. In caso contrario sarà l’inizio di una fine annunciata:arriveranno penalizzazioni e scatterà la messa in mora che concede alla società
20 giorni di tempo per regolare la posizione altrimenti i tesserati saranno
liberi di svincolarsi.
Oltretutto la società è di fatto in
mano ad un 19enne, Lorenzo Petroni, figlio del patron Fabio costretto
agli arresti domiciliari con l’accusa
di evasione fiscale e bancarotta fraudolenta. Petroni junior, al Corriere
dello Sport ha assicurato circa ipagamenti, giustificando i ritardi con «la
pseudotrattativa in cui ci ha bloccati
Pablo Dana», il banchiere italo-svizzero a capo di «Equitativa», fondo
d’investimento di Dubai che avrebbe dovuto acquistare il Pisa, salvo
poi non versare i soldi. La famiglia
Petroni continua la ricerca di nuovi
soci e nel frattempo non riesce a
sbloccare la questione stadio (non
sono ancora iniziati i lavori all’Arena
Garibaldi per l’agibilità). La città ha
ormai perso fiducia, così come la
squadra guidata da Gattuso, che nonostante tutto è al 5˚posto in Serie B.
CLAUDIO SAVELLI
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32
__Giovedì 6 ottobre 2016__
-59% RISPETTO ALLE ATTESE
Traffico dimezzato
sulla Pedemontana
servizio a pagina 37
DOPO UN PARTO CESAREO A LECCO
I NUMERI DI IERI
::: 16 Borseggi
::: 9 Scippi
::: 20 Rapine
::: 10 Truffe
::: 29 Furti in appartamenti e negozi
::: 7 Furti di autovetture
::: 22 Furti a bordo di autovetture
::: 27 Arresti
Neonato morto
Denunciato l’ospedale
servizio a pagina 39
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: [email protected]. Pubblicità: SpeeD Società pubblicità editoriale e Digitale, Viale Milanofiori Strada 3, Palazzo B10 - 20090 Assago (Milano); tel. 02.57577.605/640
:::
Tornano le auto
SupiazzaCastello
lasinistradiSala
sconfessaPisapia
::: NICOLETTA ORLANDI POSTI
■■■ Soldi pubblici buttati al vento quelli
usati da Palazzo Marino per il concorso internazionale per la riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’ambito di Piazza Castello - Foro Buonaparte. Certo, non stiamo
parlando di miliardi, ma il fatto che verranno comunque spesi60 mila euro per i finalisti (il 17 ottobre prossimo alla vigilia dello
smantellamento dell’Expo Gate sarà individuato il vincitore), è comunque uno spreco. Sì, perchè sull'isola pedonale davanti al
Castello Sforzesco, sembra che la nuova
giunta ci abbia già ripensato. Colpa dei cantieri della metro M4, si è giustificato l’assessore alla Mobilità Marco Granelli rivelando
dalle colonne del Corsera che sulla sua scrivania c'è un progetto per «il ritorno delle
auto intorno al Castello». Per ora si tratta di
una parziale riapertura limitata alla circolazione di taxi e residenti per accelerare il traffico privato e i mezzi pubblici in Foro Bonaparte dove oggi si crea l'effetto imbuto, ma
non è detto che almeno stavolta non prevalga il buon senso.
Buon senso che significherebbe rinnegare quanto con toni trionfalistici rivendicava
l’ex sindaco Giuliano Pisapia nel 2014 sostenendo che «le priorità per la città sono la
mobilità e la vivibilità» e l’elemento maggiore di novità sarà la pedonalizzazione dipiazza Castello. Con il senno del poi e tre anni
sprecati anche i suoi assessori, riconfermati
dalsuccessore Giuseppe Sala, si sono accorti che quell’isola «infelice» davanti alla Torre del Filarete ha veramente poco a che fare
conla mobilità e vivibilità a cui aspirava Pisapia. Di vivibile in quell’area rimasta senza identità c’è ben poco e restano evidenti
le criticità di Foro Bonaparte (dove sostano
i pullman turistici), che non sono migliorate neanche con i due nuovi tratti di pista
ciclabile. Morale della favola la pedonalizzazione è stata una pessima idea che non ha
contribuito neanche ad abbassare i livelli di
smog in centro. I divieti - è dimostrato - non
scoraggiano affatto l’uso dei mezzi privati e
il traffico che si crea con le automobili in
coda fanno lievitare le concentrazioni di
polveri sottili nell’aria. Di fronte a tutto questo l’augurio è che il progetto di Granelli vada oltre la riapertura limitata e che finalmente Piazza Castello torni quella che era.
La minaccia islamica
Caccia all’italiano sull’autobus
Piccioni morti agli anti-moschea
Insulti agli anziani sulla 56, intimidazioni ai residenti che lottano contro il luogo di culto abusivo
■■■ Prima ha insultato un’an-
INTERVISTA ALLA VIOLONCELLISTA NASIM SAAD
La star iraniana che ha scelto Milano
ziana «colpevole» di avergli
chiesto un pò di spazio sull’autobus per sedersi;poiha minacciato un signore che era era intervenuto in difesa della donna: «Scendi che ti sparo». Sulla
linea 56, frequentata quasi solo
da musulmani, da tempo non
c’è più da star tranquilli.
Un’altra intimidazione a cittadini italiani c’è stata in via
Faà di Bruno. Il custode di un
edifico da tempo adibito a moschea (abusiva) ha trovato davanti all’ingresso un piccione
morto, in segno di vendetta dopo le lamentele dei residenti.
servizi alle pagine 34-35
METROPOLITANA
Senza biglietto
picchia controllore
■■■ Ancora un’aggressione
ai danni di un controllore di
Atm,colpito a pugni da un ragazzo senza biglietto. È successo ieri in pieno giorno alla
stazione di Repubblica.
CLAUDIA OSMETTI a pagina 34
::: FRANCESCO RIGATELLI
■■■ Nasim Saad, 33 anni, è la vio-
loncellista iraniana che ha accompagnato i cameristi della Scala nella
loro recente missione a Teheran. La
sala più importante della città, la
Roudaki Hall, è stata dedicata a lei
con tre violini, una viola e un contrabbasso. Tutti italiani tranne
Saad, che pure da 12 anni vive qui.
Come nasce questo viaggio?
«L’idea venne all’ex sindaco diMilano, Giuliano Pisapia, durante una
sua visita a Teheran. Tra l’Iran (...)
segue a pagina 34
Code infinite lungo il Naviglio, Corsico in rivolta
L’hinterland paralizzato dalla M4
■■■ Da diversi mesi, ormai, la situazione
di via Ludovico il Moro è insostenibile. A
causa dei cantieri della M4, nelle prime
ore del mattino e nel tardo pomeriggio chi
passa da qui resta imbottigliato nel traffico, complici anche i semafori installati per
i lavori. «È tutto così illogico», il commento
del sindaco di Corsico, Filippo Errante.
ANDREA EMANUELE CAPPELLI a pagina 37
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Nelle strade da gennaio 300 contenitori tecnologici con sensore
I primi cestini intelligenti che non si riempiono mai
::: MASSIMO SANVITO
■■■ Sono pronti a sbarcare in città gli «smart
bins». I cestini intelligenti che Amsa aveva già
sperimentato in zona Citta Studi e che, in collaborazione con l’istituto di innovazione digitale
e progettazione creativa Cefriel, saranno dislocati per la città. L’esperimento partirà nel 2017
con 300 contenitori, che diventeranno 15 mila
entro il 2018. Si tratta di cestini tecnologici che
quando stanno per riempirsi «avvisano» la sala
operativa centrale di Amsa. Il personale dell’azienda, ricevuta la segnalazione, interverrà tem-
pestivamente per evitare che la gente, trovando
il cestino pieno, lasci i rifiuti sul marciapiede.
Senza considerare il fatto che, grazie ai dati sulle frequenze e gli orari di utilizzo dei contenitori, si potrà migliorare e «personalizzare» il servizio nelle diverse vie di Milano. Inoltre, si potrà
ottimizzare il lavoro. Ad oggi, infatti, i mezzi Amsa intervengono una, al massimo due volte al
giorno, nelle zone più frequentate per lo svuotamento dei cestini stradali, ma spesso questi sono pieni solo a metà. Col nuovo sistema si interverrà subito e a «colpo sicuro».
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CUSANO MILANINO
Rincorre un bambino
e lo palpeggia in strada
Pensionato arrestato
SALVATORE GARZILLO a pagina 39
34
CRONACA
__Giovedì 6 ottobre 2016__
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Paura sulla linea 56 in zona via Padova
MUSICA CLASSICA
Sull’autobus degli islamici
minacce e insulti agli anziani
di autisti Atm sul percorso fatto da spacciatori per portare
le sostanze stupefacenti da
un capolinea all’altro».
Tanto per capirci: a gennaio un gruppetto di giovani
ecuadoregni ha bloccato un
autobus della 56, è salito a
bordo,ha rotto un vetro usando una bottiglia di
birra come un ariete e ha, ovviamente, seminato il panico tra i passeggeri
(uno è stato pure ferito da una scheggia). Alcuni sono
scappati,ma la polizia è riuscita a rintracciarne
due.
«Con
amarezza
dobbiamo constatare la nostra impotenza di cittadini
con le istituzioni
che non sembrano
in grado di garantire sicurezza e convivenza», attacca invece Emilio Didonè, segretario
della la Fnp Cisl di
Milano, che ieri ha
portato alla luce l’episodio più recente: «Abbiamo ritenuto opportuno fare una denuncia
La linea 56 che collega piazzale Loreto a Crescenzago è una delle più problematiche di Milano [Ftg]
pubblica a chi di
che piena di Rom». Come a un agente in divisa su ogniau- pagano il biglietto e sono ag- competenza, in primo luogo
dire: meglio starne alla larga. tobus. Questa è una priorità gressive verso chi glielo fa no- al sindaco Sala che, come il
«I cittadini e le persone one- assoluta per la quale mi batte- tare», rincara la dose la consi- suo predecessore,si è presenste hanno paura a prendere rò nelle sedi opportune».
gliera comunale di Forza Ita- tato in campagna elettorale
la 56, e le giunte di questi an«Ricevo quotidianamente lia Silvia Sardone che raccon- come un accanito sostenitoni non hanno mai fatto nien- segnalazioni di utenti della ta pure come, nelle ore not- re delle periferie ma che, alla
te per renderla un posto più 56 che mi raccontano di scip- turne,questa linea venga defi- prova dei fatti, non ha ancora
civile: la mia proposta è che pi o di persone, per la mag- nita “linea dello spaccio”: fatto niente in questo senso».
ci sia una guardia giurata o gior parte straniere, che non «Ho ricevuto testimonianze
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Straniero reagiscecon violenza a una ottantenne.La Cisl:scarsa sicurezza a bordo
::: CLAUDIA OSMETTI
■■■ «Stai a casa tua, vecchia,se devi andare in giro solo a rompere». Ha usato queste parole il ragazzo, probabilmente
extracomunitario,
che nei giorni scorsi ha seminato lo sgomento (e pure un
pò di paura) sulla linea 56 dei
bus di Milano. Tratto Loreto Crescenzago, pieno quartiere Adriano, a due passi da via
Padova. Sì, quella che per le
amministrazioni di sinistra è
un «modello di integrazione
culturale» e per chi ci vive un
po’ meno. Una signora anziana,sull’ottantina, sale sull’autobus: si guarda attorno e vede il giovane che occupa due
posti. Si avvicina e chiede,
cortesemente, un po’ di spazio, di stare in piedi proprio
non è il caso. Lui non ci pensa due volte, la squadra dall’alto al basso, e in un italiano
incerto e stentato la manda a
quel paese.
A quel punto però un signore seduto poco lontano si
sente in dovere di intervenire
e chiede al ragazzo se da dove viene genitori e persone
anziane vengono trattati in
questo modo. Il diretto interessato, per nulla intimorito
o ravveduto dal comportamento di poco prima, sbrodola altri insulti:«E tu che cazzo vuoi, vecchio? Se proprio
vuoi concludere la discussione scendi che ti sparo». Una
minaccia neanche troppo velata, che zittisce tutti i presenti.Nessun altro passeggero reagisce, il ragazzo continua a
provocare con strafottenza,
le offese e le ingiurie sembrano non finire mai. Poi però
scende,e quando le porte della 56 si richiudono alla sue
spalle i viaggiatori tirano un
respiro di sollievo: quella situazione, almeno, non è degenerata.
«Purtroppo non stupisce
che accadano episodi simili»,commenta Samuele Piscina (Lega Nord), presidente
del Municipio 2, «quella è tra
le linee più problematiche di
Milano e sicuramente la più
problematica della zona.Furti, violenze,rapine sono all’ordine del giorno: è capitato
che salissero a bordo stranieri che mostravano minacciosamente un coltello o che
sputavano addosso alla gente o che insultavano chiunque siparasse loro davanti.Fino a qualche tempo fa era an-
Politecnico di Milano
Estratto bando procedura aperta
Il Politecnico di Milano ha aggiudicato la
procedura aperta per la FORNITURA DI
LICENZE DI PRODOTTI SOFTWARE
ADOBE, IN NOLEGGIO E MANUTENZIONE, IN CONTRATTO ETLA TRIENNALE
2016-2018, CIG 6753340876. Valore finale
totale dell’appalto: € 998.370,00 IVA esclusa. Data di aggiudicazione: 19/09/2016. Aggiudicatario: Rekordata S.R.L. - Via Fratelli
Bandiera 3 TORINO - 10138 Italia. L’avviso
di avvenuta aggiudicazione è stato inviato
in GUUE il 19/09/2016.
IL RUP
Ing. Fabrizio Pedranzini
FRANCESCO RIGATELLI
C. OSM.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Senza biglietto picchia il controllore
Ragazzo scavalca i tornelli a Repubblica e prende a pugni il dipendente Atm che tentava di fermarlo
Un viaggiatore senza biglietto salta il tornello sulla M1 [Ftg]
hanno pure sfoderato un tirapugni.
Così De Corato punta il dito: «Il Comune e Atm non fanno niente, anzi.
Dicono che è tutto sotto controllo. Del
Nucleo tutela trasporto pubblico non
sa più niente da quando il centrosinistra governa questa città, né siamo statiascoltati quando chiedevamo vigilantes armati sui messi di superficie e sulle metropolitane». E gli risponde proprio l’assessore alla Sicurezza di Palazzo Marino, Carmela Rozza: «Da quando governa il centrosinistra le aggressioni sui mezzi pubblici sono scese del
38%, erano 219 nel 2010 e sono diventate 123 nel 2015. Tra l’altro sono in
continuo calo, meno del 22% se si con-
::: segue dalla prima
(...) e l’Italia ci sono buoni
rapporti e credo di esserne
un piccolo frutto».
Come è arrivata nel nostro Paese?
«Da adolescente, a Teheran, ho conosciuto italiani
meravigliosi come l’addetta
culturale Felicetta Ferraro e
l’ambasciatore Roberto Toscano. Mi hanno presentato l’opportunità diproseguire gli studi al Conservatorio
di Santa Cecilia a Roma».
Perché l’Italia?
«Ho sempre sognato di
approfondire la musica classica. L’Italia ne è la culla,
Santa Cecilia è una scuola
famosa nelmondo e La Scala diMilano è ilteatro d’opera per antonomasia. Ogni
musicista iraniano vorrebbe entrarvi in contatto».
Che differenza c’è tra la
musica europea e quella
persiana?
«La musica classica non è
nella nostra tradizione. All’orecchio occidentale, la musica persiana non appare tanto diversa da quella araba,
ma modi e mezzi sono differenti».
Quali musicisti persiani suggerisce di ascoltare?
«Mohammad Reza Shajarian, mito per i persiani.
Kayhan Kalhor, che suona
il kamancheh, strumento a
corda. Di lui vale la pena
ascoltare Silk road ensemble. E Hossein Alizadeh».
La sua famiglia è rimasta in Iran?
«I miei genitori sono a
Teheran. Sono felice di tornare a casa e rivedere i vecchi amici».
Ha lasciato l’Iran solo
per motivi di studio?
«Sì, stavo bene là. Prima
dei miei studi il conservatorio fu chiuso, ma io non ho
mai avuto problemi».
Perché fu chiuso?
«Preferirei non parlare di
politica. In Iran alcuni tipi di
musica o canto non sono
permessialle donne permotivi religiosi, ma per fortuna
il violoncello sì».
Perché ha scelto questo
strumento?
«Me lo suggerirono al
Conservatorio, ma all’inizio
non ero contenta: era grande quanto me! Poi mi sono
innamorata. Ha un registro
disuoni vasto, simile alla voce umana. E mentre suoni
lo abbracci».
Sembra che stia parlando di un uomo…
«Uno c’è ed è uno dei motivi per cui resto in Italia, paese che amo per la bellezza,
la gente e il clima».
Che differenze trova
con Teheran?
«Gli italiani si lamentano
deltraffico, ma mifanno sorridere perché solo quando
vanno a Teheran si rendono conto di quanto siano
fortunati».
Ennesima aggressione in metropolitana
■■■ Ci risiamo: alla stazione della metropolitana milanese di Repubblica, ieri, un viaggiatore senza biglietto ha preso a pugni un dipendente dell’Atm. Il
fatto è avvenuto intorno alle 12.40, a
quell’ora il via vai di persone ai tornelli
è sempre sostenuto. Un controllore di
33 anni nota un ragazzo che sta scavalcando la sbarra, evitando quindi di pagare il ticket, e lo afferra per un braccio.
Gli impedisce di passare, ma è appena
cominciata. Il giovane prova a fare il
furbo, gli mostra una tessera finta, e
l’addetto non abbocca: così reagisce,
lo colpisce ripetutamente al volto, partono i pugni. Risultato: il “portoghese”
riesce a scappare, il controllore finisce
all’ospedale Fatebenefratelli, non è in
condizionigravi, ma sicuramente quell’incontro non gli ha fatto bene.
«Atm ora lo vede il problema o continua a dire che gli altri fanno allarmismo?», attacca il consigliere comunale
di Fdi, Riccardo De Corato: «Questa aggressione è solo l'ultima di una lunga
serie». Già: a luglio era toccato a un dipendente sulla linea 70, all’altezza di
via Vincenzo da Seregno. Stessa storia,
il passeggero (questa volta un egiziano) non aveva il biglietto e ha colpito il
controllore con un pugno al volto. A
febbraio dell’anno scorso cinque peruviani hanno riempito di calci e cazzotti
un agente dell'Atm, alla stazione di
Conciliazione, in pieno centro, poco
prima di mezzanotte: hanno scavalcato i tornelli e una volta sul mezzanino
La star iraniana
che ha scelto
la città di Milano
frontano i dati parziali del 2016. Questo è il trend di Milano, tutte le altre
dichiarazioni sono chiacchiere».
E Rozza rispedisce le accuse al mittente: «Ci piacerebbe avere i dati delle
aggressioni sui treni e vedere lo stesso
incessante impegno per difendere i
viaggiatori di Trenord». «I controllori e
gli autisti milanesi hanno paura», taglia però corto l’ex vicesindaco, «e
quanto avvenuto ieri dimostra che le
aggressioni non sono più solo in ore
serali o nelle periferie. Quello che succede sui mezzi o sui mezzanini è ormai chiaro a tutti».
CRONACA
__Giovedì 6 ottobre 2016__
35
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Luogo di culto abusivo nello scantinato in zona Calvairate
Piccioni morti a chi non vuole la moschea
Animali sgozzati sul davanzale della custode per intimidire i residenti. Il Municipio 4: ritrovo illegale, va chiuso
::: MICHELE FOCARETE
CASERMA
■■■ L’ultima intimidazione,
un piccione sgozzato con del filo di ferro, fatto trovare sul davanzale della custode.L’ennesima minaccia in una «guerra»
che dura da più di un anno. Da
quando uno scantinato di via
Faà di Bruno 14, è stato affittato
a 800 euro mensili come laboratorio per «arte e mestieri»,
ma si è trasformato ben presto
in una moschea abusiva.
Con stupore misto a rabbia
delle 40 famiglie che qui ci abitano e che, ogni giorno, sono
obbligate a sopportare il via vai
di musulmani, fino a tarda sera. E ad ascoltare le loro preghiere che rompono il silenzio
ed echeggiano nelpiccolo cortile interno dove è ubicato il luogo di culto. Il venerdì poi, nel
giorno clou della preghiera, almeno 300 islamicivanno ad occupare i 150 metri quadri trasformati in luogo di raccoglimento per i fedeli di Allah. Una
guerra a colpi di esposti e denunce. Ripicche, insulti e minacce. Persino una aggressione ad un giovane di 30 anni,
che ha poi denunciato l’episodio ai carabinieri.
In ultimo, il Comune ha inviato al proprietario delmagazzino, un italiano di 75 anni,
una diffida per la regolarizzazione dei locali. Ma non è mai
successo niente. «In tempi non
sospetti», spiega Paolo Bassi,
presidente di Municipio 4,
«avevo già messo in guardia
chi di dovere: non era normale
che in un magazzino ci fosse
una moschea. Ma il problema
era stato derubricato. Adesso
vogliamo riportare tranquillità,
legalità e sicurezza in quel condominio». Lo stesso Bassi aveva chiesto al Comune di chiuderla,visto che non era stata autorizzata.Aveva anche effettuato qualche tempo fa un sopralluogo per capire l’uso che ne
veniva fatto deilocali. «All’interno», ricorda Bassi, «si vedeva
chiaramente la scritta Sri
Lanka islamic welfare centre,
con accanto una scatola per fare donazioni a favore della moschea». Adesso la questione
del piccione sgozzato, finita
persino nell’ufficio della Digos
che aveva ritenuto fosse un gesto grave, una intimidazione
da non prendere sotto gamba.
Tra l’altro, quel povero animale non era stato il primo a fare
quella fine: un altro, morto con
le medesime modalità, era stato trovato qualche giorno prima, di buon’ora, sul selciato
del cortile. Perché il piccione?
«I loro genitali all’aria e il loro
planare sulle teste dei musulmani sono offensivi nei confronti dell’Islam». Lo aveva
scritto il Daily Mail, nel descrivere l’ultima folle battaglia degli uomini del Califfato contro
gli innocui uccelli.
Secondo alcuni condomini
poi,dopo la strage diParigi, nella moschea abusiva, si erano ritrovati circa 200 islamici e fino
a mezzanotte avevano intonato preghiere a gran voce. Alle
persone che avevano protestato vivacemente, infastiditi per
Il prefetto tira dritto
«Alla Montello
trecento profughi»
SEGNALI E STRISCIONI
Il piccione sgozzato fatto trovare sul
davanzale della casa della custode che si
era lamentato della moschea abusiva. Qui
a fianco il cartello di protesta affisso dai
residenti sull’ingresso dello scantinato di
via Faà di Bruno 14 [Focarete]
l’ennesima volta dal baccano,
la risposta era stata: «Stiamo
commemorando la morte di
un nostro fratello musulmano». Una risposta che era solo
servita a riscaldare gli animi degli abitanti del palazzo. E aveva
riacceso quel clima di tensione
e di paura.
Le problematiche delcondominio erano già finite sul tavolo del prefetto, del sindaco, del
questore, del comandante dei
carabinieri, del comandante
della Polizia Locale, dell’assessore alla sicurezza del Comune
e persino del comandante dei
vigilidel fuoco.Lo stesso amministratore, il geometra Edellio
D’Angelo, aveva inviato lettere
a mezzo mondo, per descrivere una situazione che andava
giorno dopo giorno peggioran-
do. «I singoli locali del seminterrato», si legge in uno dei tanti esposti, «sono stati abbattuti
e trasformati in un unico locale, affinché lo spazio fosse in
grado di ospitare molte persone». E ancora: «I frequentatori
della moschea continuano in
modo costante ad aumentare
in tutti giorni della settimana fino ad arrivare, il venerdì sera,
tra le 20.30 e le 24, a 300 persone…».
Per il neo assessore alla sicurezza di Municipio 4, Carmine
Abagnale, tra le molteplicipatate bollenti che si è ritrovato a
risolvere quando si è insediato,
lo scorso luglio, quella della
moschea abusiva di via Faà di
Bruno 14 era di gran lunga la
più spinosa. «Ho scritto alle istituzioni, sottolineando la preoc-
cupazione dell’amministratore sul rapporto incandescente
tra gli inquilini, i cittadini della
zona e gli aderenti all’associazione. Prima sono stato poliziotto,poi consigliere comunale e vicepresidente della commissione sicurezza; sono intervenuto trovando spesso la soluzione ai problemi. Adesso non
voglio deludere i cittadini. In
questi giorni sto girando nella
zona per fare una mappa delle
criticità».
Oltre ad essere una moschea a tutti gli effetti, anche se
abusiva, è una associazione denominata «Sri Lanka Islamica
welfare-centre Milano». Nell’atto di costituzione registrato il 6
ottobre 2014, tra i tanti motivi
per cui è nata c’è anche quello
di «fornire tutta l’assistenza ne-
cessaria per la morte dei fratelli
e delle sorelle, avendo cura di
tutte le attività e le spese funerarie correlate…». Una frase che
non era stata vista di buon occhio da chi abita lì e «aveva generato un senso di insicurezza», spiega l’amministratore,
«affiancato da un grave problema di salubrità e salute pubblica».
Adesso sulla spinosa questione si muoverà anche l’assessore alla sicurezza del Comune,
Carmela Rozza. Il 12 settembre, infatti, si recherà al consiglio di Municipio 4 per spiegare le sue intenzioni sul fronte
sicurezza. E lì le verrà sottoposta una sorta di mappa sulle
problematiche della zona, moschea abusiva in primis.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Incassato il via libera da
Palazzo Marino, nonostante le proteste dei cittadini, il prefetto Marangoni ha ufficializzato che la
caserma Montello sarà
messa a disposizione per
l’accoglienza dei migranti. Una disponibilità temporanea (fino al 31 dicembre 2017) e limitata a
300 persone, ha precisato il prefetto, «al solo fine
di evitare l’affollamento
delle strutture già attive
sul territorio della città di
Milano». «Durante la permanenza dei rifugiati la
struttura sarà oggetto di
vigilanza fissa 24 ore al
giorno», ha puntualizzato precisando anche che
«questo diverso utilizzo
della caserma di via Caracciolo non inciderà minimamente sui tempi previsti dall’Accordo di Sicurezza per la realizzazione
della nuova sede per la
Polizia di Stato presso la
caserma Montello» che
rientra nel piano di riallocazione dei reparti della
Difesa presso la Caserma
Santa Barbara e la cessione della caserma Garibaldi all’Università Cattolica. Sono state anche individuate le procedure per
la celere definizione dell’Accordo
Territoriale
per la Sicurezza, che verrà sottoscritto entro la fine dell’anno.
Niguarda
Dipendente Mm sfrattato dalla casa popolare
L’uomo lavora nella società che gestisce gli alloggi sociali del Comune: aveva accumulato un debito con Aler di 200mila euro
::: MASSIMO COSTA
■■■ Lavora da anni nell’ufficio
tecnico di Mm, la società partecipata del Comune di Milano che si occupa della gestione delle case popolari di Palazzo Marino. Ma C. B.,
52 anni, era anche titolare a sua volta di un alloggio popolare in via Ca’
Granda 30, nel quartiere Niguarda.
Un appartamento sociale, ironia
della sorte, gestito da Aler, la società regionale in costante dualismo
con Mm. Per quei locali alla periferia nord, il lavoratore di Metropolitane milanese non ha versato un
euro (o quasi). L’alloggio era intestato a suo padre, ma già nel 1982
partiva la procedura di sfratto per
morosità. Il debito con Aler, dopo il
subentro del figlio, si è allargato a
dismisura fino a sfondare il tetto
dei 200mila euro. Per l’esattezza
206mila e 556 euro. Non ha versato
il canone, il rimborso delle spese,
gli arretrati. Aler provava da anni a
recuperare l’immobile che stava
::: LA VICENDA
LO SGOMBERO
Un dipendente di Mm, partecipata
del Comune, è stato sfrattato ieri dal
suo appartamento di via Ca Granda
(zona Niguarda). Ironia della sorte, il
suo appartamento è in gestione all’Aler, società in costante dualismo con
Mm
I MOTIVI
L’uomo non pagava da decenni, quando l’alloggio era ancora intestato al
padre. Col tempo ha raggiunto un debito di oltre 200 mila euro. Al 95esimo tentativo di sfratto, Aler è riuscita
a far valere le proprie ragioni
causando una voragine nei conti
(già sofferenti); ma lo sfratto, nonostante la cifra record di novantaquattro (94!) tentativi, non è mai
stato eseguito. Fino a ieri, quando il
dipendente Mm è stato allontanato durante lo sgombero programmato con le forze dell’ordine.
L’uomo, con una patologia invalidante che lo costringe a usare le
I palazzi popolari di via Ca’ Granda [Ftg]
stampelle per camminare, lavora
all’ufficio tecnico di Mm nella divisione Ingegneria (non quindi nel
settore che si occupa delle case comunali): l’azienda comunale sottolinea che l’uomo «aveva un rapporto privato con Aler», un contratto
che non ha coinvolto in alcun modo l’azienda partecipata di Palazzo
Marino. Secondo l’Aler, l’uomo al-
loggiava saltuariamente nell’alloggio di via Ca’ Granda, senza abitarla in modo stabile: l’azienda regionale sostiene che il dipendente
Mm si è sottratto alle convocazioni
periodiche dell’anagrafe dell’utenza di Aler e fino all’ultimo mese
non aveva versato il canone né il
rimborso delle spese.
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CRONACA
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Lungo il Naviglio più di due chilometri di coda
La M4 paralizza l’hinterland
«Milano ci ha imprigionato»
stano in massa lungo la Vigevanese, con l’obiettivo di evitare la coda, finendo però per
intasare anche quella. Per
non parlare del fatto che di
questa famosa Linea M4, gli
abitanti dei comuni di Corsico e Buccinasco (per citare
quelli maggiormente colpiti
dai disagi) non
potranno neppure usufruire,
a lavoriterminati. «Allo stato attuale delle cose,
la metro non
raggiungerebbe l’abitato di
Corsico»constata Errante, «abbiamo
però
aperto un tavolo di confronto
con gli altri comuni dell’hinterland milanese del sud-ovest
-Cesano Boscone, Trezzano
sul
Naviglio,
Corsico, Buccinasco - per diCode in Ludovico il Moro; negli ultimi mesi il traffico verso Corsico obbliga i pendolari a lunghe attese [Ftg]
scutere a proporante si è filmato mente per- ricadute sulla vita professio- sito diun eventuale prolunga::: IL VIDEO
correva l’alzaia del Naviglio nale dei passeggeri che pote- mento.Staremo a vedere».InGrande da Corsico a Milano, te immaginare. Io avevo fine, per sdrammatizzare,
IL PERCORSO
all’altezza di piazzale Negrel- esposto questo tipo di proble- una constatazione ironica:
Errante in bicicletta ha percorli: decine tra automobili, matiche all’assessore Granel- «Non possiamo andare avanso l’alzaia del Naviglio Grantram e camion formavano li, mesi fa, proponendo inol- ti così, altrimenti tutti i cittadide da Corsico a Milano, all’aluna coda interminabile lun- tre di disattivare i semafori al- nidiCorsico e circondario dotezza di piazzale Negrelli
ga almeno due chilometri. meno negli orari di punta, vranno fare come me, che alI TEMPI
«Sto ricevendo parecchie la- quando la gente va e torna da le 5 e mezza di mattina vado
Automobili, tram e camion formentele da parte dei cittadi- lavoro (dalle 7 alle 8.45 almat- a correre e subito dopo informano una coda interminabile:
ni, qui la situazione è ingesti- tino e dalle 17 alle 19 la sera), co la bicicletta e mi dirigo a
i mezzi pubblici accumulano ribile da tempo» si sfoga il pri- ma non è arrivato alcun ri- lavorare. Di questi tempi, tortardi fino a 45 minuti. Gli automobilisti per evitare la coda si
mo cittadino, «i veicoli pub- scontro». Il problema, quin- na molto utile essere allenaspostano in massa lungo la Viblici arrivano ad accumulare di,non solo persiste, ma si ag- ti».
gevanese finendo però per inritardi fino a 45 minuti, con le grava: gli automobilisti si spo© RIPRODUZIONE RISERVATA
tasare anche quella
Il sindaco di Corsico: situazione insostenibile per una linea che non servirà inostri Comuni
::: ANDREA E. CAPPELLI
■■■ Sono ormai diversi mesi (da aprile ad oggi, più o meno) che la situazione, lungo
via Ludovico il Moro, è delle
peggiori: a causa dei cantieri
per la realizzazione della nuova linea M4 centinaia tra autisti, lavoratori pendolari e studenti diretti a Milano restano
imbottigliati nel traffico - con
picchi nelle prime ore mattutine e nel tardo pomeriggio.
Arrivando tardiin ufficio o saltando la prima ora di lezione
scolastica.A complicare le cose, due semafori installati ad
hoc per la realizzazione dei lavori, che vanno a sovrapporsi
a impianti semaforici già esistenti per regolare il flusso ordinario della circolazione
stradale (distanti poche centinaia di metri). Risultato: blocco totale lungo la periferia
sud-ovest di Milano.
«Siamo di fronte a qualcosa che non ha una logica» si
sfoga Filippo Errante, sindaco di Corsico; autore, peraltro, di un video-reportage
pubblicato sul suo profilo Facebook ieri, che ha spopolato
sul web facendo da cassa di
risonanza alle tante voci di
protesta di semplici cittadini.
In sella alla sua bicicletta, Er-
L’AUTOSTRADA
Sulla Pedemontana
traffico dimezzato
rispetto alle attese
Partenza flop per la Pedemontana che da gennaio
a settembre ha fatto registrare il 59% di traffico in
meno di quanto previsto
dal piano economico finanziario 2014. Ma il presidente della società, l’ex
magistrato Antonio Di
Pietro, ha confermato come le auto «stanno aumentando» e aumenteranno ancora «man mano che si aprirà l’autostrada». In particolare,
di tutte le tratte finora
aperte, quelle che «soffrono» di più sono le due
tangenziali: meno 78%
di traffico quella di Varese e meno 72% quella di
Como. I dati sono stati
forniti dalla società alla
commissione Bilancio
del Consiglio regionale
della Lombardia. Per
quanto riguarda gli incassi dai pedaggi, da novembre 2015 ad agosto
2016 il ricavo netto della
Pedemontana è stato di
circa 17 milioni di euro.
Di questi, 3 milioni e 900
mila non sono stati ancora pagati dagli automobilisti. «Ma ci sono meno
evasori rispetto all'inizio», ha rincuorato Di
Pietro, che ha rilanciato
l’appello alla Regione
perchè la «Pedemontana si faccia tutta».
G.SPA.
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CRONACA
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Chiusura al traffico: Via Lorenteggio:
fra Via Tito Vignoli e Via Leone
Tolstoi strada chiusa al traffico causa
cantieri in direzione Centro Città Lavori M4 Termine lavori previsto: 31
dicembre 2016 . Corso Plebisciti:
strada chiusa al traffico causa cantieri
- Lavori M4 - Termine previsto: 31
dicembre 2017. Via Brera: fra Via del
Carmine e Via Melone strada chiusa
al traffico causa cantieri. Via Foppa:
fra Piazza Simone Bolivar e Via
Giorgio Washington: strada chiusa al
traffico causa cantieri: Termine lavori:
Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi
CAPROTTI
I semafori “spenti” di Milano
Riccardo R.
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22.25
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■ CENTRO v. Fiori Oscuri, 13; v. Visconti di Modrone, 1; c.so di Porta
Ticinese, 50. ■ NORD v. Pascarella, 22; v. Bodoni, 19; v. Candiani, 122;
v. P. Lambertenghi, 25; v. Airolo, 36.. ■ SUD v.le Bligny, 47; v. Monte
Palombino, 9; v. Meda, 37; v. San Paolino, 18. ■ EST v. Malpighi, 12; p.le
Loreto, 7; v. Iglesias, 48; v.le Abruzzi, 23; v. Grossich, 15; c.so Concordia, 16; v.
Compagnoni, 24; p.za Insubria, 11, v.le Ungheria, 13. ■ OVEST v.le Coni
Zugna, 43; v. Primaticcio, 96; v. delle Forze Armate, 4; v. delle Betulle, 36/c;
v. Rasori, 2; p.za Monte Falterona, 3; v. Ugo Betti, 42/b; v. S. Galdino, 11.
Turno notturno
(dalle ore 21 alle ore 8,30)
p.za Clotilde, 1; p.za Cinque Giornate, 6; c.so S. Gottardo, 1; v.le Zara, 38;
v. R. Di Lauria, 22.
Aperte 24h: Via Boccaccio, 26; V.le Famagosta, 36; Stazione Garibaldi (P.za S,
Freud); p.le Stazione Porta Genova 5/3 ang. via Vigevano 45; v.le Lucania,
6; Corso Magenta, 96; v.le Testi, 90
Stradivari in festival
a Cremona
EVENTO Con il concorso “Alla luce del sole”,
promosso da Apa Confartigianato Monza e Brianza, si intende dare spazio
ai giovani designer che si
siano appena affacciati al
mondo della progettazione o siano in procinto di
farlo. Oggi alle 16 a Palazzo Reale verranno premiati i ragazzi vincitori e,
in quell’occasione, ci sarà un’interessante conversazione tra Andrea
Branzi e Manolo De Giorgi che parlano ai giovani
sui temi del design e dell’artigianato. Finalità del
concorso è mettere in
contatto le imprese artigiane con il gruppo di giovani designer selezionati
al fine di dare visibilità alle future leve del mondo
del design. Il concorso
aveva l’obiettivo di selezionare 6 progetti.
Domani, ore 16
Palazzo Reale
È incredibile. La sinistra non si smentisce
mai. Anche quando si tratta di rendere
omaggio a un grande dell’imprenditoria
italiana, c’è qualcuno che tenta di mettere i bastoni tra le ruote, come è successo
lunedì in consiglio comunale a Milano
quando si stava decidendo se intitolare
una via o un parco a Bernardo Caprotti.
Alla fine la mozione è passata e il patron
di Esselunga potrà essere ricordato per
sempre nella città dove ha aperto il suo
primo punto vendita. Colpisce, però, che
alcuni esponenti della sinistra milanese
abbiano addirittura minacciato di uscire
dall’aula durante la votazione, in segno
di protesta, con motivazioni fuori da ogni
logica. Secondo loro Caprotti è stato un
capitalista che ha sfruttato i suoi dipendentifacendoli lavorare anche la domenica. La verità dice che grazie alla genialità
di Caprotti ben 22 mila persone hanno
trovato lavoro, hanno sempre ricevuto lo
stipendio e sono sempre stati tutelati. Infatti, tutti i milanesi lo amavano. E tutti,
almeno una volta, hanno fatto la spesa in
uno dei suoi supermercati. Ma non basta, la sinistra ha provato a rovinare il suo
ricordo nel giorno dei funerali.
Giuseppe L.
e.mail
MILANO
fine 2017. Via Vincenzo Foppa fra
Via Montevideo e Viale Coni Zugna:
lavori fino alle 20:00 del 31 dicembre
2016 Via Ascanio Sforza: fra Via
Scoglio di Quarto e Via Conchetta
divieto di transito fino alle 03:00 del
31 ottobre 2016.
Traffico difficoltoso in: Viale Bianca
Maria: fra Via Mayr Giovanni e Via
Vincenzo Bellini restringimento di carreggiata causa cantieri in direzione
Piazza 5 Giornate. Termine: 20
Ottobre 2016. Via Antonio Sant'Elia
Altezza.
Concorso di design
a Palazzo Reale
Lo sgarbo della sinistra
Parlare di sicurezza stradale a Milano è come fare un salto nel buio. Non passa settimana ormai che non si scriva di pirati della
strada, di stop non rispettati e di segnaletica
poco chiara. Già. Ne approfitto per spendere due righe sui semafori: vorrei che questi
funzionassero anche durante le ore notturne. A volte lasciarli accesi solo a luci intermettenti non fanno altro che aumentare i
rischi di incidenti. Soprattutto nelle strade
trafficate.Se poi,vedi piazza Firenze, i semafori ci sono, e pure nuovi, ma sono completamente spenti, allora che parliamo a fare
di sicurezza?
(dalle ore 8,30 alle ore 21,00)
::: appuntamenti
Le lettere via e-mail vanno inviate a: [email protected]
Via posta vanno indirizzate a: LiberoMilano - viale L. Majno 42, 20129 Milano.
SICUREZZA
Farmacie
22.20
17.40-20.00
17.30-20.10-22.35
17.40-20.00-22.15
17.05-19.50-22.35
22.35
17.50-20.10
17.30-20.10-22.35
20.35-22.35
18.20
17.00
19.55
Musica jazz
in conservatorio
MUSICA Gran finale di
Stradivari Festival. Si comincia stasera alle 21: all’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino
di Piazza Guglielmo Marconi a Cremona è di scena
Leonidas Kavako, che suona ilviolino Antonio StradivariAbergavenny 1724.Accompagnato dal pianista
Enrico Pace, Kavakos tributa un singolare omaggio a Ludwig van Beethoven. Domani 7 ottobre,
sempre alle 21, l’Auditorium Arvedi si colora di atmosfere gypsy, grazie al talento eclettico di Géza Hosszu-Legocky e al suo violino Antonio Stradivari Joachim 1715. Sabato 8 ottobre, infine, gran finale con
il virtuoso britannico Nigel
Kennedy, che vanta due
milioni di CD venduti, due
anni di permanenza nelle
classifiche UK.
Da oggi a sabato
Museo del Violino
Trafffiicanti
Alla ricerca di Dory
Café Society
I magnifici 7
Pets - Vita da animali
22.40
18.00
20.20
22.35
17.20-19.50-22.10
BELLINZAGO LOMBARDO
ARCADIA
C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445
Café Society
17.15-20.10-22.25
L’era glaciale: In rotta di collisione
17.35
Ben-Hur
19.40-22.30
I magnifici 7
22.20
Pets - Vita da animali
17.20-18.10-20.00-21.00-22.10
Alla ricerca di Dory
17.50-20.30
Deepwater - Inferno sull’Oceano
17.30-20.15-22.40
La verità sta in cielo
18.00-21.10
Trafficanti
17.10-19.45
Mine
17.40-20.20-22.45
Bridget Jones’s Baby
17.00-19.50-22.35
CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE
VIA TURATI, 62 - TEL. 892111
Pets - Vita da animali
Mine
Pets - Vita da animali
Pets - Vita da animali V.O.
Trafficanti
Abel - Il figlio del vento
Ben-Hur
I magnifici 7
Pets - Vita da animali
Al posto tuo
Bridget Jones’s Baby
Alla ricerca di Dory
Deepwater - Inferno sull’Oceano
Café Society
Alla ricerca di Dory
Pets - Vita da animali
La verità sta in cielo
MELZO
16.55-19.25-21.55
17.10-19.45-22.25
17.30
19.55
22.20
16.10
18.40
21.40
16.30
18.55-21.15
16.15-19.15-22.15
16.45-19.20-22.00
17.15-19.50-22.30
19.00-21.35
16.20
15.55-18.25-20.55
17.05-19.35-22.05
ARCADIA MULTIPLEX
VIA MARTIRI DELLA LIBERTA` - TEL. 0295416444
Deepwater - Inferno sull’Oceano
Café Society
Ben-Hur
Mine
Alla ricerca di Dory
Bridget Jones’s Baby
Pets - Vita da animali | Atmos
Pets - Vita da animali
PADERNO DUGNANO
17.40-20.00-22.30
17.10-19.50
22.10
20.10-22.20
17.00-19.50
17.30-22.05
17.20-20.20
22.00
LE GIRAFFE
VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250
Pets - Vita da animali (3D)
17.00-19.00-21.00
Ben-Hur
18.00-21.15
Café Society
16.30-18.30-21.00
Mine
16.50-19.00-21.15
Deepwater - Inferno sull’Oceano
18.00-20.30-22.45
Bridget Jones’s Baby
16.20-18.50-21.20
Alla ricerca di Dory
16.20-18.30
Abel - Il figlio del vento
20.30-22.40
Alla ricerca di Dory
17.00-19.10-21.20
L’era glaciale: In rotta di collisione
17.00-19.10
I magnifici 7
21.10
Io prima di te
17.30-20.30
Trafficanti
22.40
Pets - Vita da animali
17.30-19.30-21.30
Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi
17.50-20.20-22.45
Pets - Vita da animali
16.30-18.30-20.30-22.30
CONCERTO Finalmente
ritorna in Italia il gruppo
musicale
israeliano
“Ehud Ettun Trio” e per
la prima volta sarà a Milano. Il gruppo composto
Ehud Ettun, al contrabbasso, Daniel Schwarzwald, pianista, Nathan
Blankett,batterista,giovani talenti del jazz internazionale, si esibiranno oggi alle 20.45 gratuitamente presso il conservatorio
“Giuseppe Verdi” in sala
Puccini, in un concerto
di musica jazz contaminata da sonorità tipicamente ebraiche. I tre musicisti che compongono
il trio hanno una formazione molto simile: nati e
cresciuti in Israele hanno
cominciato a suonare da
giovani,si sono conosciuti andando a concerti e
hanno deciso di suonare
insieme.
Oggi, ore 20.45
Via Conservatorio 12
PIOLTELLO
UCI CINEMAS PIOLTELLO
VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960
Abel - Il figlio del vento
I magnifici 7
La verità sta in cielo
Deepwater - Inferno sull’Oceano
I magnifici 7 | Imax
Alla ricerca di Dory
Café Society
Pets - Vita da animali
Pets - Vita da animali
Alla ricerca di Dory
Trafficanti
Bridget Jones’s Baby
Indivisibili
Io prima di te
Pets - Vita da animali (3D)
Mine
Al posto tuo
Ben-Hur
L’era glaciale: In rotta di collisione
Ben-Hur V.O.
ROZZANO
17.10
19.30-22.30
17.15-19.40-22.10
17.10-19.45-22.15
18.30-21.30
17.15-19.45-22.15
17.10-19.40-22.10
17.30-19.50-22.10
17.00-19.20-21.40
17.30
20.00-22.40
17.00-19.45-22.30
20.00
22.30
17.45
17.10-19.40-22.10
18.20-20.30-22.40
22.30
17.00
19.50
THE SPACE CINEMA ROZZANO
C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111
Pets - Vita da animali (3D)
Pets - Vita da animali
Pets - Vita da animali
Alla ricerca di Dory
Independence Day: rigenerazione
La verità sta in cielo
Deepwater - Inferno sull’Oceano
Café Society
Mine
Ben-Hur
Al posto tuo
Abel - Il figlio del vento
Trafficanti
Alla ricerca di Dory
Al posto tuo
Bridget Jones’s Baby
Pets - Vita da animali
Pets - Vita da animali
SAN GIULIANO MILANESE
15.30-17.50-22.30
20.00V.O.
15.00-17.20-19.40-22.00
16.30-18.55
21.20
16.15-18.35-21.10
17.15-19.45-22.15
16.25-18.45-21.15
16.40-19.20-21.50
17.00-22.10
19.55
16.35
19.00-21.40
15.05-17.30-20.00
22.25
16.00-18.50-21.45
16.20-18.40-21.00
16.50-19.10-21.30
MOVIE PLANET
S.S. 9 VIA EMILIA, ANGOLO VIA TOLSTOJ - TEL. 899 552578 (PREN.)
Bridget Jones’s Baby
Pets - Vita da animali
La verità sta in cielo
Alla ricerca di Dory
Ben-Hur
Deepwater - Inferno sull’Oceano
SESTO SAN GIOVANNI
17,00-19,40-22,10
17,10-20,00-22,10
17,10-20,00-22,10
17,10-19,50
22,10
17,15-19,50-22,10
SKYLINE MULTIPLEX
C/O CENTRO SARCA - TEL. 0224860547
La verità sta in cielo
15.15-17.30-20.00-22.10
Abel - Il figlio del vento
16.10
Al posto tuo
18.15-20.20-22.20
Mine
15.10-17.30-20.00-22.30
Pets - Vita da animali
15.00-16.55-18.50-20.45-22.40
Pets - Vita da animali
16.00-18.00-20.00-22.00
L’era glaciale: In rotta di collisione
15.15
Bridget Jones’s Baby
17.30-20.00-22.30
Alla ricerca di Dory
15.30-17.45-20.00
Ben-Hur
22.15
Café Society
15.30-17.45-20.10-22.15
Deepwater - Inferno sull’Oceano
15.20-17.30-20.20-22.35
I magnifici 7 | Imax
17.45-21.15
CRONACA
__Giovedì 6 ottobre 2016__
39
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Lecco
NUOVO SOPRALLUOGO NEI BOSCHI DI CITTIGLIO (VA)
Neonato muore
dopo il parto cesareo
Medici denunciati
Omicidio Macchi
Si cerca il coltello
A 30 anni dall’omicidio
della studentessa di Varese Lidia Macchi, massacrata con 29 coltellate nel
gennaio 1987, i militari
tornano a cercare l'arma
del delitto nei boschi del
Sass Pinì, a Cittiglio, dove
fu trovato il cadavere. Ieri il sopralluogo del sostituto pg di Milano Carmen Manfredda [Ftg]
Pedofilia a Cusano Milanino
Palpeggia un bambino in strada
Manette a pensionato di 75 anni
Il piccolo, 5 anni, aggredito mentre era in monopattino. L’uomo, incensurato, finisce ai domiciliari
::: SALVATORE GARZILLO
■■■ Nel quartiere lo conoscono
tutti, è un bambino cinese di 5 anni con la faccia paffuta e l’aria simpatica. Per questo sua madre, impegnata a gestire un negozio di
parrucchiere, non si è preoccupata quando non lo ha visto più nei
paraggi. Sapeva che avrebbe fatto
ritorno a bordo delsuo monopattino con cui esplora la zona. Invece
stavolta gliel’hanno riportato i carabinieri dopo aver arrestato un
pensionato di 75 anniche ha molestato il bimbo in strada. L’uomo è
incensurato e completamente sconosciuto alle forze dell’ordine,
non è neppure mai stato segnalato per comportamenti sospetti.
Martedì pomeriggio ha incontrato
il piccolo poco distante dal negozio della madre, nel centro di Cusano Milanino, ha seguito per un
po’ il suo monopattino e quando è
rimasto solo lo ha spinto contro
una ringhiera per mettergli la mano nei pantaloncini. Il bambino è
scoppiato a piangere, ha provato
invano a scappare. I suoi lamenti
hanno però attirato l’attenzione di
una donna di passaggio che ha im-
mediatamente chiamato i carabinieri della compagnia di Sesto San
Giovanni.
Al loro arrivo il bambino cinese
era già riuscito a liberarsi dalla presa dell’anziano che comunque è
stato arrestato in flagranza di reato. Grazie alla testimonianza della
passante non ci sarà bisogno di organizzare l’audizione protetta con
la vittima che quindi sarà sollevata
dalla dolorosa esperienza di dover
raccontare cosa è accaduto in
quella stradina. L’uomo arrestato
non ha provato a fornire spiegazioni di alcun tipo. Le sue condizioni
psichiche risultano normali e questo ha reso ancora più difficile ai
militari comprendere cosa gli sia
scattato in testa alla vista del bambino indifeso. La sua famiglia è rimasta scioccata quando ha saputo la notizia. Al pensionato saranno concessi sicuramente i domiciliari in virtù della sua età e di una
fedina penale immacolata fino all’altro giorno. Alla madre del bambino, invece, è stato consigliato di
contattare uno psicologo infantile
per capire quali danni ha riportato
e come ricucire la ferita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
■■■ La gravidanza era ormai a termine.
Ancora poche settimana di attesa e, poi,
il lieto evento. Eppure il sogno di abbracciare il loro bimbo per una coppia di Olgiate, in provincia di Lecco, si è infranto
lunedì pomeriggio. Il piccolo non ce l’ha
fatta. Era infatti nato prematuro dopo
che la giovane donna era inciampata sulle scale esterne della propria abitazione
in via Manzoni sabato pomeriggio. Una
brutta caduta che aveva spinto subito la
coppia a chiamare il 118 e a recarsi in
ambulanza all’Ospedale Alessandro
Manzoni di Lecco.
Da lì, la decisione dei medici di accelerare il parto e far nascere il piccolo con
un parto cesareo. Dopo poche ore, però,
il neonato non ce l’ha fatta.
Sull’accaduto i famigliari hanno subito chiesto che venga fatta chiarezza, presentando un esposto alla Procura. Chiedono soprattutto che sia fatta piena luce
sulle procedure attuate da quando la
donna è stata presa in carico dai medici.
Già, perchè quella caduta improvvisa
sembrava non aver provocato gravi conseguenze per la donna e quindi per il feto. La caduta sembrava lieve e la gravidanza, dunque, secondo la famiglia non
era a rischio. Eppure i medici non hanno
avuto dubbi.
Ecco che scoppia il caso. Solo pochi
mesifa, infatti, un’altra neonata,nata nell’ospedale di Sondrio e trasferita durgenza al Manzoni di Lecco, è deceduta poche ore dopo il parto. Anche in questo
caso, qualcosa era andato storto.
Oggi ci si chiede ancora cosa sia successo in quella sala parto. Un lieto fine,
dunque, che non è arrivato per queste
giovani madri. Che adesso pretendono
delle spiegazioni sull’accaduto.
G. VEN.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
__Giovedì 6 ottobre 2016__