La Asl riparte dai “buchi” «Siamo 20 anni indietro

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Transcript La Asl riparte dai “buchi” «Siamo 20 anni indietro

-MSGR - 05_LATINA - 37 - 06/10/16-N:
37
Giovedì 6 Ottobre 2016
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Latina
SANITÀ
La coperta è corta e questo era noto,
non serviva certo Giorgio Casati per
spiegarlo ai sindaci riuniti nella conferenza locale. La prima per il commissario e prossimo direttore generale, la prima per il presidente - il
sindaco di Latina Damiano Coletta e tanti suoi colleghi neo eletti.
Quello che fa il manager in circa due
ore di intervento è denunciare le cose che non vanno, invitando a rivedere «il ruolo di committenza, la madre di tutte le battaglie». Dati a non
finire, fenomeni «complessi da leggere» e un solo obiettivo: «offerta organizzata, prossima e sostenibile»
addirittura arrivando al fabbisogno
«comune per comune» e a risposte
nel proprio territorio il più possibile, almeno le primarie, poi a livello
distrettuale e solo in ultima istanza
sovra distrettuale o provinciale.
I sindaci annuiscono, scorrono le
“slide” messe a disposizione prima
dell’appuntamento, prendono appunti. Quella proposta è una specie
di “rivoluzione”, l’ennesima forse,
che parte da un paio di constatazioni chiare: «Abbiamo un ritardo di almeno 20 anni» - riferendosi ai ruoli
che svolgono gli infermieri, l’esempio era questo, ma si può tranquillamente generalizzare - e «la vicinanza a Roma spinge i professionisti a
non venire qui». Così su 70 deroghe
ottenute, si arriva a neanche 10 assunzioni. Capire questo e “ridisegnare” l’azienda, sulla scorta dei fabbisogni, è già un passo avanti. «Un infermiere che lavora tutti i giorni nello stesso reparto e si confronta con
gli stessi medici fa un lavoro egregio,
uno che fa il suo lavoro ma in uno
spazio dove i pazienti arrivano per
intensità di cure e con patologie diverse, ha una professionalità maggiore. Dobbiamo immaginare dei case manager, esperti di piattaforma,
tutor. Trenta anni fa il problema era
l’acuto in ospedale, ora è il cronico
sul territorio e sarà sempre più così.
Per questo occorre rivedere assetti
organizzativi e modelli assistenziali».
L’ASSISTENZA
Gli ultimi dati confrontabili con il resto della Regione e d’Italia sono quelli del 2014. Ebbene è confermato che
dagli ospedali pontini ci si allontana. «Non chiamiamola fuga, ma rispondiamo a una percentuale ancora troppo bassa di richieste. Siamo
al top per l’emergenza-urgenza, ma
non diamo prestazioni programmate e attività di elezione». Certo, i “tagli” incidono anzitutto su quello e se
le linee sono state finora quelle di
contenere i costi, ridurre le sedute
operatorie, si dovrà necessariamente invertire la rotta. Il dato positivo è
che sono diminuiti i ricoveri ed è aumentata l’appropriatezza.
ANCORA PROBLEMI
CON I CITTADINI
CHE SI RIVOLGONO
ALTROVE, MENTRE
I PROFESSIONISTI
PREFERISCONO ROMA
La Asl riparte dai “buchi”
«Siamo 20 anni indietro»
Il commissario parla alla conferenza ` Troppe prestazioni dove non servono
dei sindaci, le proposte per il rilancio e viceversa, da rivedere «la committenza»
`
I punti
Giorgio Casati
Damiano Coletta
«Ridisegnare l’offerta secondo
i bisogni e i principi di
prossimità e sostenibilità».
«La Asl ha i conti in regola ma
i tagli hanno pesato sui servizi
ai cittadini»
Il tallone mobilità
Assistenza sbilanciata
In blu le dimissioni ospedaliere
nella Asl, in rosso nella Regione,
in verde quelle fuori dal Lazio
L’assistenza domiciliare nei
cinque distretti. Fatto 100 il
Lazio, qualcosa non quadra
Ancora percentuali irrisorie negli
screening dei tumori (55% seno, 31%
colon, 26% cervice uterina) appena
1106 vaccinati contro l’influenza, il
30% dei bambini che non fa le vaccinazioni che non sono obbligatorie.
«Dobbiamo assolutamente intervenire». Su questo come sull’intera visione aziendale, per la quale si propone di ridisegnare il ruolo dei distretti. Ripartire dal territorio, dunque, ma finché servono - è uno dei
dati - quasi 9000 ore di cardiologia
in un distretto e nei dai un terzo di
meno è difficile poter fornire risposte. Finora è stato impossibile.
Giovanni Del Giaccio
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MISSIONARIO Padre Alex
Zanotelli, da sempre in prima
linea nelle battaglie sull’acqua
pubblica
Acqua, nuovo
forcing dei sindaci
E arriva Zanotelli
Una richiesta all’Autorità garante
per comprendere cosa accada con la
bocciatura dell’aumento tariffario
richiesto dal gestore del servizio idrico; uno studio preliminare di fattibilità per il passaggio all’acqua pubblica, con un sostegno da richiedere
all’ente nazionale di coordinamento
degli ato; e, soprattutto, la conferma
della richiesta di dimissioni del Cda
di Acqualatina. Ecco il nuovo ordine
del giorno della conferenza dei sindaci dell’Ato 4, convocata per l’11 ottobre, aggiornato ieri dal presidente,
Eleonora Della Penna. L’atto più importante è certamente l’ultimo, la richiesta di dimissioni del cda: è di
competenza dell’assemblea dei soci,
ma i sindaci che lo vogliono intendono arrivare proprio in assemblea
con un mandato forte da parte della
conferenza. «La questione delle dimissioni – spiega la Della Penna –
viene portata su richiesta dei primi
cittadini che ho avuto modo di incontrare. Questi sindaci sono attualmente la maggioranza e chiedono, e
lo chiedo anche io, di discutere la
questione del Cda. La società ha un
organo direttivo non più rappresentativo della maggioranza di sindaci e
quindi della società stessa. È un argomento importante che non può essere rinviato».
Questa volta sembra proprio che facciano sul serio. Dopo anni di prese di
posizione rimaste spesso lettera
morta, dopo che in Regione - ai tem-
Casati parte dal dato dei pazienti
cronici e da quello dell’assistenza
domiciliare di bassa, media ed elevata entità. Si scopre che ci sono realtà
dove le ore di oculistica sono da record, ma mancano quelle di pneumologia, ad esempio. E qualcosa
non quadra se su 100 pazienti seguiti
a domicilio nel Lazio per “bassa entità” a Latina ce ne sono 63 e a Formia-Gaeta 136. «O esistono regole diverse o vengono adottati altri criteri
o ci sono meccanismi che vanno indagati. Attenzione, chi ha realmente
bisogno deve avere una risposta su
misura, però cerchiamo di capire.
Perché solo uno scompenso simile
vale 6-7 milioni di euro con i quali faremmo tante cose». Dare prestazioni adeguate dove servono: «Le compro pure, ma se prendo 1000 ore devi
lavorare almeno per 950, altrimenti
qualcosa non quadra».
LA PREVENZIONE
In ballo le dimissioni del Cda
SERVIZIO IDRICO
IL TERRITORIO
La Della Penna, in alto Zanotelli
LA PRESIDENTE
DELLA PENNA SCRIVE
ALL’AUTORITY
SABATO IL MISSIONARIO
AL CONVEGNO VOLUTO
DAL COMUNE
pi di Marrazzo - si fermò la proposta
di rivedere la legge sulla gestione del
servizio idrico, i sindaci hanno fatto
quadrato in conferenza e in assemblea. Una battaglia, quella di ripubblicizzazione, che non si ferma. Attenzione, l’acqua in sé è pubblica - lo
dice la legge Galli - ma sulla gestione
affidata a privati ci sono dubbi a non
finire. Così sabato a Latina, nella sala De Pasquale, a partire dalle 10 e alla presenza di padre Alex Zanotelli,
il missionario che da anni si batte
per il diritto all’acqua, si parlerà delle cose da fare per arrivare alla gestione pubblica. «La battaglia intrapresa da una cordata di sindaci della
provincia per la ripubblicizzazione
dell’acqua, le criticità legate alla gestione del servizio idrico, l’esempio
di Napoli, unico Comune in Italia ad
aver attuato la volontà referendaria
con la rete idrica tornata di proprietà pubblica, a dimostrare che ripubblicizzare si può e frutta benefici per
l’utenza in termini di qualità e costi.
Di tutto questo si parlerà nel convegno» - informano dal Comune.
A introdurre i lavori, l’assessore
all’ambiente Roberto Lessio che ripercorrerà la storia della gestione
dell’acqua da parte della Spa a capitale misto ma a prevalenza pubblica.
Oltre a Zanotelli interverranno il
Sindaco di Formia Sandro Bartolomeo sulle attuali criticità del servizio idrico; Alberto Lucarelli, professore ordinario di diritto costituzionale presso l’Università “Federico
II” di Napoli, sui modelli di gestione
dei servizi idrici tra diritto europeo,
progetto legislativo di riforma e decreti Madia; “Da Referendum a Referendum” è il contributo che porterà
in qualità di relatore Tonino Mancino, del coordinamento pontino del
Forum italiano dei Movimenti per
l’acqua; chiuderà Maurizio Montalto, Presidente dell’Istituto italiano
per gli Studi delle Politiche Ambientali, offrendo una panoramica sul
percorso di ripubblicizzazione del
servizio idrico partenopeo.
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Rimborsi elettorali, oggi Consiglio infuocato per Terra
APRILIA
C’è fermento per il Consiglio Comunale sulla spinosa vicenda dei
contributi elettorali ricevuti dal
sindaco Terra previsto per oggi.
Tema politico scottante, che ha tenuto banco nell’ultimo mese. Oggi
ci sarà la resa dei conti, o almeno
questo spera l’opposizione proprio «perché – dice subito Vincenzo La Pegna – la maggioranza sta
sminuendo l’intera vicenda e non
è questo il messaggio che deve passare». L’assise, che inizierà alle
9.30, si terrà presso l’ex Claudia come avviene da qualche mese dato
che i lavori presso l’aula consiliare
di piazza Roma non sono ancora
terminati. All’ordine del giorno c’è
un solo punto: le comunicazioni
del sindaco, ma non era questo
quanto richiesto quando è stata ri-
chiesta la convocazione di un Consiglio Comunale ad hoc. «Avevo
chiesto personalmente – dice ancora La Pegna – che si parlasse di tutto quanto è stato pubblicato dalla
stampa locale in queste settimane.
Quindi non solo della notizia in sé,
ma anche delle intercettazioni che
riguardano il sindaco Terra e l’imprenditore della Rida Fabio Altissimi. Certi modi di fare, certi interessi vanno svelati e arginati. In ballo
c’è tanto – aggiunge La Pegna- e
l’intera città deve sapere cosa è accaduto e cosa sta accadendo sul
territorio».
Secondo l’opposizione dunque il
sindaco Terra e l’intera maggioranza stanno sminuendo un fatto
definito di portata enorme, «le
spiegazioni sono doverose – dice
La Pegna – ma abbiamo bisogno di
tanto altro. Non ci dimentichiamo
che il sindaco non ha ricevuto solo
denaro dal patron della Rida, ma
anche da Terranova che realizzerà
le terme di Aprilia e dalla Ago Uno.
Troppa carne sul fuoco».
Di recente il sindaco Terra ha dichiarato di sentirsi ancora più forte, politicamente sente di essere
stabile, è sostenuto – come è apparso anche nell’ultima conferenza
stampa – dall’intera maggioranza.
«Io credo che non sia così – commenta invece Carmen Porcelli di
Primavera Apriliana – questi 80
Antonio Terra
ALL’ORDINE DEL GIORNO
SOLO COMUNICAZIONI
DEL SINDACO
LA MINORANZA: COSI’
SMINUISCONO FATTO
DI PORTATA ENORME
giorni di polemiche e assurdità
hanno indebolito fortemente questa amministrazione. A dimostrarlo le proteste della Polizia Locale e
del personale della Multiservizi.
La maggioranza ha perso le direttive lanciate all’inizio del progetto
Rinascimento, è chiaro che resta
da fare solo una cosa: il sindaco di
Aprilia deve dimettersi». La consigliera Porcelli ha diverse preoccupazioni anche circa il progetto della discarica di La Gogna: «Spero si
torni e presto a parlare dell’impianto che la Paguro (riconducibile sempre ad Altissimi ndr) intende realizzare in località La Ciocca –
precisa l’esponente di opposizione
– non vorrei che tutto questo polverone oscuri la nostra battaglia contro un progetto che non deve in alcun modo trovare sbocchi».
Raffaella Patricelli
-TRX IL:05/10/16 21:17-NOTE:
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