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INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE CON CARATTERE D'URGENZA EX ART. 151
REGOLAMENTO
Al Ministro della Giustizia
Premesso che:
il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto evidenzia una pianta organica costituita da tredici giudici,
un presidente di sezione ed un presidente di Tribunale;
già l'ultima visita ispettiva del 2014 aveva ritenuto la dotazione di personale del Tribunale
inadeguata rispetto al carico di lavoro arretrato e alle nuove pendenze;
al 30 giugno 2015, l'arretrato di cause e processi da celebrare era costituito da 18.854 procedimenti
pendenti sui ruoli civili; da 317 fallimenti pendenti; da 3.126 processi pendenti sui ruoli
dibattimentali, di cui 110 dinanzi al collegio. La situazione, oggi, risulta ulteriormente aggravata,
anche considerando che tutto il carico di lavoro è da ripartire sui soli dieci giudici attualmente
disponibili.
Tenuto conto che:
la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi, a conclusione della visita avvenuta
nell'ottobre 2014, aveva sottolineato l'importanza della presenza dello Stato in quel territorio,
sollecitando la copertura dell'organico dell'ufficio inquirente;
come recentemente ricordato dal Procuratore della Repubblica di Barcellona, dott. Crescenti, il
ministero della Giustizia e il Governo hanno pubblicamente mostrato attenzione alla situazione del
Tribunale di Barcellona: in particolare, si ricorda la visita del ministro della Giustizia, avvenuta lo
scorso 28 giugno, il quale aveva assicurato risorse e manifestato interesse specifico per un
circondario riconosciuto di estrema importanza;
secondo il presidente del Tribunale di Barcellona dott. De Marco, l'ufficio può operare con un
livello minimo di efficienza solamente con un ampliamento della pianta organica di almeno quattro
unità, da destinare rispettivamente: una all'ufficio Gip, due al dibattimento penale, una al settore
civile.
Considerato che:
lo schema di decreto ministeriale per il riordino delle piante organiche degli uffici giudiziari
predisposto dal Ministero della Giustizia, tuttavia, penalizza sia il Tribunale che la Procura di
Barcellona: infatti, non sarebbe stato disposto l'aumento richiesto di quattro unità dei magistrati
giudicanti e, per di più, la Procura dovrà subire un taglio di uno dei cinque sostituti procuratori
attualmente assegnati;
appare quindi evidente il contrasto tra le dichiarazioni di volontà manifestate dal Ministro e i
provvedimenti concreti relativi alle forze assegnate agli uffici giudiziari di Barcellona;
sia il diniego alle richieste di un ampliamento di organico che la conseguente riduzione dei
magistrati inquirenti sembrano lasciare i funzionari della giustizia e dello Stato in condizioni di
lavoro assolutamente precarie e critiche, con grave danno per i cittadini e per l'amministrazione
della giustizia nel territorio;
i fattori ambientali e le caratteristiche sociali del territorio di Barcellona, anche in termini di
richiesta di accesso alla giustizia e pericolosità della criminalità organizzata, sembrano suggerire
provvedimenti nella direzione non certo della mortificazione delle richieste dei magistrati, bensì di
una più corposa presenza dello Stato;
anche il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Barcellona, presieduto dall'avv. Francesco Russo,
si è opposto all'ulteriore ridimensionamento dell'organico degli uffici giudiziari di Barcellona,
reiterando la richiesta al Csm e al ministro della Giustizia, già formulata con diverse delibere
precedenti, di un congruo ampliamento dell'attuale pianta organica di Tribunale e Procura.
Tutto ciò premesso, si chiede di sapere:
se non ritenga opportuno rideterminare le modifiche dell'organico del Tribunale di Barcellona nel
senso di un incremento delle unità in dotazione agli uffici con funzioni giudicanti e requirenti, viste
le criticità territoriali del circondario e le conseguenti difficoltà operative quotidiane dei magistrati
che ivi lavorano, anche a causa dell'organico estremamente ridotto.
Sen. Mancuso