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Ponte Stretto: Tramonti (Cisl), ok opera ma piano sia complessivo
(AGI) - Catanzaro, 27 set. - Si al ponte sullo Stretto di Messina come fattore di rottura dell'isolamento della Calabria, ma
nell'ambito di un disegno complessivo finalizzato a dotare la regione di ferrovie e strade efficienti. Questo, in sintesi, il parere di
Paolo Tramonti, segretario della Cisl Calabria, dopo le parole di Matteo Renzi che oggi ha rilanciato l'attraversamento stabile
dello Stretto. "La Cisl - dice all'Agi - e' sempre stata favorevole al ponte. E' una grande opera che collegherebbe la Calabria ai
grandi corridoi europei e sarebbe utile per spezzare l'isolamento fisico e geografico della regione, senza contare le opportunita'
di lavoro che ne deriverebbero. Ma e' ovvio che non si puo' lasciare l'assetto viario e ferroviario calabrese nelle condizioni
attuali. C'e' una contraddizione - fa rilevare - fra quanto afferma oggi Renzi ed il taglio delle risorse destinate all'A3. I fondi
destinati alla strada statale 106, allo stesso tempo, sono stati decurtati di un terzo. Da questo punto di vista raccogliamo segnali
negativi. Non vorrei che si trattasse ancora una volta di uno slogan. Nell'esprimere parere favorevole al ponte - aggiunge
Tramonti - dico che vorremo una discussione piu' complessiva su strade e autostrade; sugli aeroporti alla luce delle gravi
difficolta' degli scali di Reggio e Crotone. Serve un confronto sulle infrastrutture materiali e immateriali. Nel patto per la Calabria,
firmato nei mesi scorsi - prosegue - figuranno opere infrastrutturali, interventi per l'ambiente. Siamo, invece, in una fase di
stanca. Dalla firma del patto a oggi non si e' mosso nulla. Non vorrei che risorse gia' assegnate alla Calabria fossero, come in
passato, gradualmente sottratte". Il segretario regionaledella Cisl aggiunge che nel patto per la Calabria "non ci sono risorse
aggiuntive, ma figurano interventi per 5 miliardi. Vorremmo al riguardo - spiega - un segnale concreto. Lo stesso per quanto
concerne la programmazione comunitaria su cui vorremmo si facesse il punto. Bene, dunque, il ponte - aggiunge - ma bisogna
mettere mano ad altri fattori di svilupo per completare il divario, non solo infrastrutturale, fra la Calabria e le altre regioni. Il porto
di Gioia Tauro vive una fase di stallo. Le opere previste per il retroporto non si fanno. L'unica possiblita' concreta che era
rappresentata dalla fabbrica di automobili e' svanita. Il ponte non sia l'ennesimo annuncio. Ci sono molte questioni aperte conclude - a cui occorre mettere mano". (AGI) Adv