Transcript P_20160727_SOLE_SOLE_NAZ_033 (P
Il Sole 24 Ore Mercoledì 27 Luglio 2016 N. 205
Norme e tributi
33 In breve
RISTORO IMUTASI Anci chiede incontro per riparto fondi
«La convocazione di una seduta straordinaria della conferenza StatoCittà prima della pausa estiva per discutere del riparto dei 75 milioni di euro non ancora attribuiti a titolo di ristoro dei gettiti Imu e Tasi aboliti». È questa la richiesta contenuta nella lettera che il presidente dell’Anci, Piero Fassino, ha inviato al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Dopo aver ricordato che «l’accordo del 24 marzo scorso sul riparto del fondo di Solidarietà comunale 2016, comprensivo dei ristori per gettiti ImuTasi aboliti, prevedeva di accantonare circa 75 milioni su 3,7 miliardi di ristori previsti», Fassino evidenzia che «sono ancora in corso le verifiche per il riparto della somma».
INPGI Deliberata vendita prima tranche case
Il comitato consultivo del fondo immobiliare Inpgi – Giovanni Amendola, di cui l’Istituto è quotista unico, ha espresso parere favorevole all’aggiornamento del business plan che recepisce le linee approvate dal Cda il 14 giugno. Inoltre, ha espresso parere favorevole alla proposta di dismissione frazionata di immobili residenziali a Roma (9); Milano (3); Napoli (2); Torino (1); Bari (1); Arenzano (1) e Rende (1). L’Sgr ha convocato le organizzazioni sindacali dei conduttori per il 9 settembre per un incontro informativo.
CTR MILANO L’articolo sul «Mlbo»
L’articolo intitolato “«Mlbo» non elusivo se i soci cambiano” riportato sul Sole 24 Ore di ieri è uscito senza la firma di Enrico Holzmiller. Ce ne scusiamo con i lettori e con l’autore.
FISCO
Professionisti.
Debutta il 1° gennaio il regolamento disciplinare sulle infrazioni al Codice deontologico
Commercialisti, nuove sanzioni
Possibile radiazione per violazioni nei rapporti con dipendenti e concorrenti
Guido Camera Federica Micardi
p È pronto il
codice delle san zioni disciplinari
dei dottori
commercialisti
operativo dal . Il nuovo rego lamento, che completa il nuovo codice deontologico (approva to nel dicembre scorso), sarà
1° gennaio 2017
. Il testo del codice è stato presenta to a maggio in pubblica consul tazione agli ordini territoriali e dal territorio è arrivata la richie sta accolta di più clemenza nel caso di mancato rispetto degli obblighi formativi e una mag gior severità per chi viola i dove ri di integrità e di obiettività. «La formulazione di un codi ce ad hoc che guidasse i consigli disciplinari della categoria racconta il consigliere nazio nale delegato alla materia, Giorgio Luchetta è stata deci sa per uniformare il sistema sanzionatorio sul territorio e ridurre la disparità di giudi zio». Tre sono le possibili san zioni: la censura – una sorta di reprimenda scritta –, la sospen sione fino a un massimo di due anni, la radiazione dall’albo. Il codice non chiude gli inter venti previsti dal Consiglio na zionale per un sistema di giudi zio più uniforme: «Entro dicem bre anticipa Luchetta avviere mo una formazione ad hoc, in e learning, per i componenti dei consigli e dei collegi disciplinari, e i docenti saranno giudici, avvo cati e colleghi esperti di temati che disciplinari». La durata è an cora da definire e la frequenza dovrebbe essere obbligatoria. Sarà, inoltre, prevista la figura del consigliere di disciplina lo cale, che potrà coadiuvare i com ponenti dell’organo giudicante.
Il codice
Il codice è composto da 29 arti coli ed è diviso in due titoli. Il pri mo titolo che contiene 10 arti coli – è dedicato alla struttura della sanzione disciplinare. Il se condo titolo, di 19 articoli, indivi dua i minimi e i massimi delle sanzioni che i consigli di disci plina territoriali saranno tenuti ad applicare – secondo la logica di “armonizzazione” che sta alla base del codice – in relazione ai singoli illeciti disciplinari.
Il principio che sta alla base della sanzione disciplinare è quello di “proporzione” rispetto all’entità della violazione deon tologica accertata e alle conse guenze dannose che dalla stessa possono essere derivate: a que sto fine, assurge un ruolo deter
I CRITERI BASE
Necessario valutare il dolo o la colpa del soggetto incolpato Spazio all’applicazione delle attenuanti
minante per la graduazione del la sanzione l’elemento soggetti vo dell’incolpato – sulla falsariga di quanto prevedono le norme del diritto penale dato che il di svalore della condotta sarà mag giore in caso di dolo, e minore in caso di colpa. Il codice contiene, all’articolo 8 comma 3, una definizione di «violazione molto grave» – la cui conseguenza può essere la radiazione che si configura a carico dell’iscritto che si è reso responsabile di reiterazione di «più o diversi comportamenti» non giudicati particolarmente gravi se tenuti singolarmente. A tal fine può avere rilievo an che l’archiviazione del procedi mento disposta dal codice, che introduce la figura del richiamo “verbalizzato” per i casi di viola zione disciplinare particolar mente tenue, per i quali la censu ra risulti una sanzione spropor zionata. Il richiamo in questio ne, secondo la lettera della norma, non costituisce formal mente una sanzione disciplina re: ma nella sostanza lo è, dato che ha «valore di precedente nella valutazione futura di even tuali violazioni della stessa natu ra». Non è escluso, quindi, che possa far scattare anche l’ipotesi della “violazione molto grave”. «Abbiamo previsto il richia mo verbale spiega il Consiglie re nazionale delegato alla mate ria, Giorgio Luchetta per con sentire al Consiglio di disciplina di “perdonare” la prima volta senza però dimenticare». In base al codice l’incolpato può beneficiare di attenuanti (articolo 9), in caso di assenza di dolo o di «danno rilevante ai ter zi» purché, in tale ultimo caso, appaia «evidente l’errore in buona fede» – oppure abbia ripa rato tempestivamente il danno, o si sia attivato per elidere o atte nuare le conseguenze dannose del suo operato. Manca però una norma di coordinamento che in dividui un parametro uniforme per il bilanciamento di concomi tanti aggravanti e attenuanti: il che offre ancora margine di di screzionalità ai giudici e rischia di compromettere le finalità di armonizzazione che stanno alla base del codice. Le sanzioni più gravi sono previste per alcune violazioni dei doveri di integrità, indipen denza, colleganza e concorren za: sono state invece mitigate – rispetto al testo trasmesso agli Ordini territoriali le sanzioni per le violazioni degli obblighi formativi, il cui massimo può raggiungere i tre mesi per l’as senza totale di crediti formativi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le sanzioni per i commercialisti
Comportamento
Violazioni del dovere e della responsabilità di agire nell’interesse pubblico al corretto esercizio della professione
Sanzione Censura
Violazioni dei doveri di integrità Violazioni dei doveri di obiettività Violazioni dei doveri di competenza, diligenza e qualità della prestazione
Censura Sospensione fino a 6 mesi Censura Censura
Violazioni dei doveri di indipendenza Violazioni dei doveri di riservatezza Violazioni dei doveri relativi al comportamento professionale Violazione dei doveri inerenti all’obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità professionale Conseguimento da 30 a 60 crediti formativi Conseguimento di oltre 60 crediti formativi La violazione dell'obbligo formativoi nel triennio successivo Il mancato conseguimento di minimo 20 crediti formativi l'anno
Censura Sospensione fino a un anno Sospensione fino a 6 mesi Censura Sospensione fino a 6 mesi Sospensione fino a 6 mesi
Violazioni dei doveri inerenti i rapporti con i colleghi Violazioni dei doveri inerenti i rapporti con i clienti Violazioni dei doveri inerenti i rapporti con gli enti istituzionali di categoria Violazioni dei doveri inerenti i rapporti con i dipendenti e i collaboratori
Censura Sospensione fino a 6 mesi Censura Sospensione fino a un anno Censura Sospensione fino a 6 mesi Censura Sospensione fino a 2 anni Radiazione
Violazioni dei doveri inerenti i rapporti con i tirocinanti Violazioni dei doveri inerenti i rapporti con altri soggetti
Censura Sospensione fino a tre mesi
Violazione dei doveri inerenti la concorrenza
Censura Sospensione fino a 2 anni Radiazione LA FORMAZIONE
Violazione dell’obbligo di formazione professionale Totale assenza crediti formativi Conseguimento di meno di 30 crediti formativi
Impossibilità di accogliere tirocinanti e di essere inseriti in elenchi previsti da specifiche norme Sospensione fino a tre mesi Sospensione fino a due mesi Sospensione fino a un mese Censura Raddoppio delle sanzioni Censura
www.quotidianofisco.ilsole24ore.com
Le statistiche 2015.
Previsti forti effetti dall’operazioneimbullonati
In catasto crescono i ruderi Meno castelli e case rurali
Cristiano Dell’Oste
p Messa da parte la riforma del catasto – almeno per ora – le
stati stiche
fotografano cambiamenti dello “zero virgola”. Che però, proiettati sui 73,9 milioni di
im mobili
censiti, si traducono in nu meri tutt’altro che irrilevanti: co sì, il +0,6% registrato nel 2015, equivale a 371mila nuove unità immobiliari (o porzioni di unità) iscritte in catasto. Un aumento che si spiega solo in parte con le nuove costruzioni, ancora lon tane dai livelli precrisi, e su cui incidono anche altri fattori: fra zionamenti di unità già censite, aggiornamenti successivi a ri strutturazioni edilizie, accata stamenti di immobili mai di chiarati in precedenza, accerta menti e correzioni di errori.
I dati – aggiornati al 31 dicem bre scorso – sono contenuti nella decima edizione annuale delle Statistiche catastali, pubblicata ieri dalle Entrate, e raccontano, per così dire in parallelo, le scelte dei proprietari e l’evoluzione della normativa fiscale e ammi nistrativa. È vero che è cresciuto il numero di case (80mila unità in più rispetto al 2014, +0,2%), ma se si guarda come si sono mosse le diverse categorie catastali si nota che quasi tutto l’aumento si con centra nelle due classificazioni intermedie, la A/2 e la A/3, che da sole costituiscono più del 70% dello stock residenziale. Per il resto, continuano a dimi nuire le abitazioni iscritte come popolari (A/4), ultrapopolari (A/5) e rurali (A/6). Tutte cate gorie “povere” in termini di ca ratteristiche costruttive e dota zione di servizi, il cui numero si è molto ridotto negli ultimi anni, vuoi perché i proprietari le han no ristrutturate aggiornando puntualmente il catasto, vuoi 480 euro
La rendita della «casatipo»
È il valore della rendita catastale media delle abitazioni italiane perché l’Agenzia ha costretto a mettersi in regola chi aveva già eseguito gli interventi di recupe ro senza adeguare la rendita. Insieme alle categorie più mo deste, però, nel 2015 sono diminu ite anche quelle identificate co me “di lusso” ai fini della tassazio ne Imu e Tasi: le abitazioni in A/1 (case signorili, 0,9%), A/8 (ville, 0,8%) e A/9 (castelli e palazzi, 1,4%). Certo, in valore assoluto si tratta di numeri molto piccoli, perché tutte e tre queste catego rie non arrivano a 74mila unità immobiliari, lo 0,2% del totale delle abitazioni. Ma la tendenza è chiara, e andrebbe approfondita, vista la difficoltà – se non l’impos sibilità – di accatastare “al ribas so” una casa di pregio che ha per so i suoi requisiti, a meno che non sia diventata un rudere.
Insieme alle abitazioni, infat ti, crescono le unità del gruppo F (+2,4%), in cui confluiscono gli immobili non produttivi di reddito, compresi i ruderi iscritti in F/2 (edifici collaben ti). Una categoria, quest’ultima, che ha visto un grosso incre mento dall’introduzione del l’Imu. Nel 2015 l’aumento è stato del 3,9% (a 458mila unità), ma è allargando la prospettiva che si coglie il trend: ieri Confedilizia ha ricordato che rispetto al 2011 il dato segna +65 per cento. Nu meri che secondo il presidente Giorgio Spaziani Testa inclu dono sia gli immobili ridotti allo stato di ruderi per decisione dei singoli proprietari – non più in grado di far fronte a spese e im poste – sia quelli ridotti in pessi mo stato dalla semplice man canza delle risorse economiche necessarie a mantenerli.
Bisognerà invece attendere le statistiche fiscali del 2016 per ve dere l’effetto dell’esclusione dal computo della rendita degli im pianti fissi – gli imbullonati – an che se il report delle Entrate pre annuncia già una «profonda va riazione», quanto meno a livello delle rendite catastali totali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I numeri
Il numero unità immobiliari residenziali per categoria catastale, la variazione % annua 2015-14 e l’ammontare complessivo della rendita riconducibile alle diverse categorie catastali (in milioni di euro) Categoria e numero intestatari Variazione % Ammontare A/1 - Abitazioni di tipo signorile
35.971
A/2 Abitazioni di tipo civile
12.587.574
-0,9% +0,7%
109.044.036
7.872.915.050
A/3 Abitazioni di tipo economico 12.600.775
A/4 Abitazioni di tipo popolare
5.641.257
+0,4% -0,4%
5.295.699.959
1.241.152.653
A/5 Abitazioni di tipo ultrapopolare
872.537
A/6 Abitazioni di tipo rurale
662.009
-3,1% -4,0%
71.905.655
45.455.714
A/7 Abitazioni in villini
2.340.492
A/8 Abitazioni in ville
35.266
+0,9% -0,8%
2.059.123.842
107.071.339
A/9 Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici
2.541
A/11 Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi
23.739
Totale
34.802.161
-1,4% +1,0% +0,2%
9.439.545
1.774.692
16.813.582.484
Fonte: Agenzia delle Entrate, Statistiche catastali
Mini one stop shop.
Non cambiano le procedure di iscrizione e di uscita
Per la gestione del «Moss» la competenza passa a Pescara
Matteo Balzanelli Massimo Sirri
p La gestione delle attività ine renti il
Moss
sarà affidata al cen tro operativo di Pescara. Con il provvedimento 118987 di ieri so no state illustrate le procedure online che devono seguire gli operatori per la registrazione al regime Ue o non Ue, oltre alle modalità operative per la tra smissione della dichiarazione trimestrale Iva. Sarà quindi il
Centro operativo di Pescara
(Cop), e non più quello di Vene zia (Cov), a gestire, dal prossimo 1° ottobre, tutte le attività ineren ti il Mini one stop shop (Moss). In particolare, il provvedimento fissa puntualmente le attività cui sarà tenuto il predetto centro operativo a seconda delle diver se situazioni, ossia distinguendo le ipotesi in cui un soggetto non residente nella Ue applichi il Moss dall'Italia (articolo 74 quinquies, Dpr 633/72), da quel le in cui si rende applicabile il re gime Ue dall'Italia (articolo 74 sexies), nonché quelle in cui i prestatori siano identificati in un altro Paese membro (articolo 74septies). Viene poi eviden ziato che i centri di assistenza multicanale sono competenti al lo svolgimento della generale at tività di assistenza, in ciascuna delle tre ipotesi sopra elencate. Al contrario, passa alla Ctp di Pe scara la competenza per le even tuali controversie relative agli atti emessi dal Cop. Il provvedi mento fornisce poi le linee guida da seguire per iscriversi al Moss.
Le istruzioni confermano le pro cedure telematiche già previste. In particolare, agendo diretta mente dalla sezione dedicata del sito delle Entrate, per aderire al regime non Ue, basta compilare il form disponibile per richiede re l'identificazione in Italia (alle gato A). L'Agenzia, fatte le ne cessarie verifiche, comunica via email il numero di identificazio ne Iva attribuito, il codice identi ficativo per l'accesso ai servizi telematici, la password di primo accesso e le prime 4 cifre del co dice Pin, insieme alle istruzioni per completare il processo di re gistrazione. Nel caso del regime Ue, bisogna invece inserire i dati richiesti dal form (allegato B) utilizzando i servizi telematici delle Entrate, previo inserimen to delle proprie credenziali per sonali. Attraverso le medesime funzionalità, i contribuenti do vranno procedere alla comuni cazione delle eventuali variazio ni dei dati presentati, nonché la perdita dei requisiti richiesti dal predetto regime. L'uscita dal regime può anche avvenire a fronte dell'esclusio ne da parte delle Entrate. Nell'al legato C al provvedimento in og getto è contenuto il modello at traverso il quale viene comuni cata l'esclusione d'ufficio. Negli allegati D ed E sono invece ripor tati gli schemi di dati per la di chiarazione trimestrale Iva rie pilogativa delle operazioni ef fettuate nel Moss. Il modello non è stato oggetto di modifiche. La dichiarazione deve essere invia ta all'Agenzia attraverso il porta le Moss anche in caso di assenza di operazioni e le scadenze per la presentazione sono le seguenti: 1 1 20 aprile (per il trimestre che termina il 31 marzo); 20 luglio (30 giugno); 1 20 ottobre (30 settembre); 1 20 gennaio (31 dicembre).
Il provvedimento sostituisce dal 1° ottobre 2016 i provvedi menti direttoriali prot. n. 122854/2014 e prot. n. 56191/2015.
© RIPRODUZIONE RISERVATA