giornalino maggio 2016 - 2° Istituto Superiore A

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numero 1 • Maggio 2016
2° Istituto di Istruzione Superiore
Un anno insieme
“A - Ruiz” di Augusta
Istituto Tecnico Settore Tecnologico
Istituto Tecnico Settore Economico
Liceo Scientifico delle Scienze Applicate
Giornale interno dell’Istituto A-Ruiz di Augusta
anno XVIII " numero 1 Augusta, Maggio 2016
Coordinamento tipografico: Prof.sse Anna Belluso e Stefania Anfuso
PROGETTO “SCUOLA SICURA”
É nato come un comune
progetto del POF, uno dei tanti che
a settembre si mettono nel grande
calderone della progettualità
d’Istituto, ma in itinere è diventata
una delle più interessanti
opportunità formative che la scuola
abbia offerto ai propri alunni.
Già da alcuni anni progettavo
di realizzare un corso di primo
soccorso, ma quest’anno, grazie
alla collaborazione degli amici della
Misericordia, siamo riusciti ad
attivarlo: volevamo offrire a venti
alunni del triennio un corso della
durata di venti ore alla fine del
quale sarebbero divenuti esecutori
“BLS”. Le adesioni sono state
numerosissime, pertanto, per non
deludere le aspettative di ben
cinquantaquattro ragazzi si è
deciso di attivare due corsi. Le
lezioni sono iniziate i primi di
febbraio e la partecipazione dei
ragazzi è stata costante ed
interessata: alle lezioni teoriche
hanno sempre fatto seguito
esercitazioni pratiche che
consentivano loro di sperimentare
ciò che avevano appreso.
In corso d’opera giunge la
stimolante proposta di Marco
AREZZI, Governatore della
Misericordia di Augusta: fare
partecipare questi ragazzi così
formati all’esercitazione regionale
di Protezione Civile che sarebbe
avvenuta ad Augusta il 22 23 e 24
Aprile. Alla cieca io e i ragazzi
abbiamo dato la nostra adesione
senza immaginare quale avventura
ci stavamo accingendo a vivere.
Il 22 mattina ho visto entrare al
campo della Protezione Civile
trentuno alunni comuni curiosi e
forse un po’ intimoriti, e domenica
alle sedici ho visto uscire da quel
campo gli stessi ragazzi
completamente trasformati.
Durante questa esercitazione, a
cui hanno partecipato più di
ottocento volontari provenienti da
ogni parte della Sicilia, sono stati
simulati eventi sismici e
idrogeologici in diversi aree della
città. In questi scenari veniva
prima collocati dei figuranti,
appositamente truccati in modo da
presentare ferite e traumi di varia
natura e successivamente
venivano allertate le squadre dei
soccorritori. I nostri ragazzi, dopo
aver imparato a montare tende e
brandine da campo, hanno potuto
sperimentare personalmente tutti
gli aspetti di un’emergenza; hanno
operato come “figuranti”
interpretando la parte delle vittime
terrorizzate che aspettano l’arrivo
operatori
veri,
collaborando con loro sia
nel prestare soccorso
medico ma anche nel
dare
sostegno
psicologico a chi ha
prima di tutto bisogno di
essere rassicurato e
confortato.
Infine
hanno
conosciuto l’aspetto
tecnico della imponente
macchina dei soccorsi,
lavorando nella centrale
operativa che gestiva
tutte
le
fasi
dell’esercitazione.
L’attività è stata
ininterrotta per due
giorni e mezzo, senza mai
allontanarsi dal campo
se non per una breve ora serale.
Più passava il tempo e
paradossalmente più le loro
energie crescevano, perché
cresceva in loro la spinta
motivazionale. Non li ho mai visti
tirarsi indietro, anche quando
sarebbe stato naturale farlo per la
s t a n c h e z z a . L’ e s e r c i t a z i o n e
notturna del 23 li ha visti tutti
coinvolti come figuranti nello
scenario “apocalittico” della Baia
del Silenzio di Brucoli.
Alle tre di notte, con la complicità delle tenebre, sono stati collocati in quel luogo ormai abbandonato che ben si presta a simulare
lo scenario di un sisma: mi sento
ancora accapponare la pelle ricor-
dei soccorsi dai quali la loro
sopravvivenza. Gli ho visti simulare
un attacco epilettico, un distacco
di placenta, la rottura di un femore
con la padronanza di attori
autentici, calati nella psicologia di
chi teme di perdere il bene più
prezioso, la vita. Hanno operato
come soccorritori, salendo a volo
sulle autoambulanze accanto ad
dando le loro urla di aiuto provenire dal buio allo scopo di attivare
l’intervento dei soccorritori, mentre venivano accesi fumogeni per
simulare incendi e le squadre
cinofile accorrevano per cercare i
dispersi sotto le macerie. Dopo il
pranzo di domenica, consumato
sotto il grande tendone all’aperto
e condiviso con centinaia di volon-
tari, abbiamo smontato le tende e
ci siamo congedati, ma gli occhi
brillavano, colmi di emozioni nuove e contrastanti. I ragazzi non si
sono mai risparmiati comprendendo appieno il senso del “servizio”
che stavano facendo: un’attività di
grande importanza sociale prestata a titolo gratuito. La gratificazione che ne hanno ricavato nel mettersi a disposizione degli altri li ha
ripagati della fatica e li ha fatti sentire utili ed importanti. Inoltre ci
segue a pag. 3
3 SPLENDIDI GIORNI
INDIMENTICABILI
Sono una degli studenti che
hanno avuto la fortuna di partecipare al progetto “Scuola sicura 2016” gestito anche dalla
Misericordia di Augusta. Mi definisco fortunata perchè questo
è stato un progetto talmente
coinvolgente da far arrivare a
scuola alle 8:00 di mattina anche i super ritardatari, pur di
riuscire a presentare in tempo la
domanda di partecipazione al
progetto che prevedeva un tetto
massimo di partecipanti di 27
alunni, selezionati in ordine di
arrivo! Ecco, hanno presentato
la domanda all’incirca il doppio
delle persone che si aspettavano e con nostra infinita sorpresa hanno deciso di prenderci
tutti, visto “il nostro entusiasmo”. Sin dalla prima lezione si
capiva che eravamo tutti molto
interessati e curiosi di conoscere nel dettaglio cosa avremmo
dovuto imparare. In sole 20 ore
siamo passati dalla psicologia,
a come intervenire in modo tempestivo in caso di incoscienza e
in caso di trauma; da steccobende per fratture, barellaggio
e collari a disostruzione delle vie
aeree. Era quasi un po’ strano
vedere 50 ragazzi cosi attenti e
partecipi a delle lezioni. Fin da
subito i nostri formatori ci hanno invitati a prendere parte alla
grande esercitazione regionale
che si sarebbe tenuta qui ad
Augusta il 22,23 e 24 Maggio.
Magari abbiamo perso qualcuno “in itinere”, ma a questa attesa esercitazione c’erano una
trentina di ragazzi entusiasti e
pronti a non dormire per tre giorni. Sono stati tre giorni stupendi, durante i quali ho imparato
moltissimo su come si può rispondere in modo attivo e positivo ad
una calamità grave come un
evento sismico. Abbiamo fatto
turni alla SOM (la centrale operativa), turni in ambulanza e turni come cavie; per poterci calare in tutti i ruoli e imparare il più
possibile anche aiutando gli altri ad imparare.
Sono sopravvissuta ad otto
viaggi in ambulanza, una mano
amputata, un infarto, ustioni di
secondo grado al viso e all’addome, bacino fratturato, attacco di panico, gamba e braccio
destri rotti e un altro attacco di
panico (la squadra di psicologi
mi avrà trovata simpatica); ho
fatto il soccorritore , ho aiutato
a montare e smontare le tende.
Sono stati tre giorni passati in
fretta in cui abbiamo fatto mille
cose, tre giorni per i quali devo
ringraziare le Misericordie, la
Protezione civile siciliana, le
prof.sse referenti del progetto e
tutti i volontari che hanno preso
parte all’evento.
Tre giorni che mi hanno lasciato vestiti sporchi di sangue
finto e la frase ESERCITAZIONE ESERCITAZIONE ESERCITAZIONE ronzante nella testa
per un po’(così come a metà della popolazione della zona borgata). ma che ricorderò sempre
con un sorriso sulle labbra.
Beatrice Prato 4AL
numero " maggio 2016 - pag. 2
DUE STELLE BRILLANO AL RUIZ
Luca Amato della classe 1AL
e Natalia Calì della classe 2DL dell’Istituto di Istruzione Superiore
Arangio-Ruiz hanno superato la
selezione regionale delle Olimpiadi
di Astronomia 2016, per le categorie Junior e Senior rispettivamente.
Il tema di quest’anno riguardava possibili forme di vita, passate,
presenti o future, in altri siti del sistema solare. La “Vita”, infatti, viene ricercata non solo in lontani pianeti extraterrestri, ma anche molto
più vicino a noi: su Marte, Europa
o Titano. Ecco una sintesi delle loro
relazioni:
‘‘Fin dai tempi più remoti
l’uomo ha contemplato il cielo,
cercando di rispondere a numerose domande; prima tra tutte:
“Ma siamo davvero soli nell’universo? È possibile che tra miliardi di galassie, di stelle e di pianeti esistano forme di vita come
la nostra?” Ancora oggi la ricerca di vita su altri pianeti costituisce il tema centrale della
moderna astronomia, che ha fat-
il veicolo di terra Huygens, che,
privo di motori, ha raggiunto la
superficie Grazie a quell’atterraggio oggi si sa che Titano ha
una superficie geologicamente
giovane, generalmente piatta e
liscia con alcune montagne e
possibili criovulcani: essi a differenza dei vulcani terrestri attivi eruttano presumibilmente
acqua, ammoniaca e metano nell’atmosfera, che congelano rapidamente ricadendo al suolo.
La consistente atmosfera di
Titano, più densa di quella terrestre, è composta al 95% da
azoto e da componenti minori
quali il metano e l’etano, che si
addensano formando nuvole. La
scoperta più sorprendente è comunque quella che la composizione atmosferica di Titano sembra simile a quella della seconda atmosfera della Terra, quella pre-biotica cioè che precedette lo sviluppo degli esseri viventi, sebbene non è possibile stabilire una completa analogia,
sica del satellite è formata principalmente da silicati (minerali
composti da ossigeno e silicio)
rivestiti appunto da una “crosta
di acqua ghiacciata”. Si presume che sotto di questa vi sia un
oceano di acqua allo stato liquido.
Nel 2013 la NASA individuò
sulla crosta di Europa alcuni
materiali argillosi, fillosilicati,
che spesso sono associati a materiale organico. Successivamente, grazie a dedite osservazioni eseguite con il telescopio
spaziale Hubble, sono stati individuati geyser di vapore
acqueo: la quantità d’acqua è
stimata essere circa il doppio di
tutta quella che esiste negli oceani
terrestri e negli ultimi anni si è giunti alla conclusione che questa sia
anche calda e salata.
A questo punto è inevitabile la
seguente domanda: “Su Europa vi
possono essere forme di vita?” Se
sotto la crosta ghiacciata d’Europa ci fosse davvero un grande oceano, si potrebbero trovare più o
meno piccole forme di vita; come
ad esempio i microorganismi. Questi potrebbero essersi formati attraverso lenti processi di formazione, così come è avvenuto per la
terra, con la sua evoluzione iniziata circa 4,5 miliardi di anni fa da
una nebulosa.
Ma se davvero ci fossero altre
forme di vita, cosa cambierebbe?
Il rapporto religione-scienza avrebbe delle conseguenze?
Non ci resta altro che attendere le notizie relative, che potrebbero cambiare per sempre la storia dell’intera umanità.
Luca Amato I AL
Natalia Calì II DL
to notevoli passi in avanti negli
ultimi vent’anni. Infatti si sa che
esistono pianeti simili alla Terra
e che forme di vita, seppure allo
stato primordiale, potrebbero
essere possibili.
È Titano, uno dei satelliti di
Saturno, a presentare particolari condizioni pre-biotiche, tanto da animare da anni un ampio
dibattito scientifico. Scoperto
nel 1655 con un telescopio
rifrattore dall’astronomo olandese Christiaan Huygens, Titano, composto di ghiaccio d’acqua e materiale roccioso, è il satellite naturale più grande del
pianeta Saturno. E’ stata la missione spaziale che porta anche
il nome di un altro astronomo del
passato, la Cassini-Huygens, a
fornire agli studiosi una grande
quantità di dati. Sviluppata dalla NASA in collaborazione con
l’europea ESA e con l’italiana
ASI, la sonda Cassini è un prodigio della tecnologia spaziale
del XX secolo, costituita da due
componenti distinte: un orbiter,
il Cassini, e un lander, lo
Huygens.
L’1 luglio 2004 la sonda ha
raggiunto Saturno tracciando la
mappatura della superficie di Titano attraverso strumenti radar.
Il 14 gennaio 2005 dalla sonda
madre Cassini è stato sganciato
perché Titano è un satellite abbastanza freddo e molto lontano dal Sole. Ciò vuol dire che
ha tutti gli ingredienti primordiali dai quali potrebbe evolvere la
vita. Visto l’alto interesse dei risultati della missione CassiniHuygens, la NASA e l’ESA hanno previsto la missione Titan
Saturn System Mission, volta a
esplorare Titano ed Encelado,
comprendente un orbiter per lo
studio di Titano e degli altri corpi che compongono il sistema di
Saturno, una mongolfiera per lo
studio dell’atmosfera e della superficie di Titano e un lander
acquatico, il TiME, per lo studio dei mari. Il suo lancio sarebbe successivo al 2020.
Anche Europa, il quarto satellite di Giove è stato ampiamente studiato dagli scienziati. Un
po’ più piccola della nostra
Luna, questo satellite è stato
scoperto da Galileo Galilei grazie al telescopio. Europa fu
esplorata per la prima volta dalla sonda Pioneer 10 nel 1973 e
successivamente dalla sonda
Pioneer 11, lanciata un anno
dopo. Notizie più chiare per
quanto riguarda la superficie
ghiacciata di Europa ci sono state trasmesse dalle due sonde
Voyager e dalla sonda Galileo.
La composizione chimico-fi-
Olimpiadi di Scienze
Sperimentali EUSO
Gli studenti della classe terza Liceo delle Scienze
Applicate de Ruiz
conquistano la fascia d’argento e la
menzione d’onore
per la migliore elaborazione del tema
di fisica.
Dopo una lunga
serie di prove ed
esperimenti siamo
giunti al momento della partenza. Nonostante l’accurata preparazione al viaggio, ci siamo trovati ad affrontare un’esperienza totalmente nuova!
La nostra scuola, infatti, ma in
particolare tutta la Sicilia, non aveva mai partecipato a questa fase
nazionale delle Olimpiadi delle
Scienze Sperimentali EUSO.
Abbiamo soggiornato dal 22 al
24 febbraio, presso un hotel situato nel centro di Padova, quasi di
fronte la Basilica di Sant’Antonio.
La mattina del 23 è iniziata la grande sfida. È durata ben 4 ore e mezza in cui abbiamo dovuto confrontarci con apparati sperimentali
moderni e innovativi. Il perno fondamentale della prova è stato il lavoro di squadra ed i requisiti richiesti erano: dimestichezza in laboratorio, logica ed intuizione.
Il tema comune alle tre esperienze di biologia, chimica e fisica
è stato la luce che ci è servita in
biologia per far avvenire la
fotosintesi, in chimica per la determinazione dell’assorbanza e del
Ph di alcune sostanze ed in fisica
per analizzare l’illuminamento.
Tutti gli esperimenti sono stati
OLIMPIADI DI FISICA:BRONZO
E FASCIA DI MERITO PER IL RUIZ
Destreggiandoci tra rompicapi
e teoria, tra esercizi di logica ed
esercizi che richiedevano una buona conoscenza della materia, noi
studenti del Liceo delle Scienze
Applicate del Ruiz, Alice Bertuccio
3AL, Davide Di Mare 5 AL e Giacomo Garofalo 3 CL, siamo riusciti a distinguerci tra il centinaio
di ragazzi che hanno preso parte
alla seconda fase delle Olimpiadi
di Fisica, appartenenti al nostro
polo. La prova svolta era strutturata in due parti. Una prima parte
di 10 quesiti del valore di 3 punti
ciascuno e una seconda parte di 4
problemi del valore di 15 o 20 punti ciascuno. Nonostante non essere riusciti a classificarci per la fase
nazionale, possiamo ritenerci soddisfatti di aver raggiunto chi la fascia di bronzo e chi l’elenco di
merito. Grazie ai risultati conseguiti
noi studenti dovremo recarci, intorno a metà Maggio, al dipartimento
di Fisica dell’Università degli Studi di Catania dove avverrà la
premiazione.
Alice Bertuccio III AL.
svolti nel dipartimento di biologia
e biotecnologie “Fiore di Botta”
dell’Università di Padova.
L’esito della prova ci è stato
comunicato il giorno successivo. La
nostra squadra si è classificata nella fascia d’argento ed ha ricevuto
la menzione d’onore per la migliore
elaborazione del tema di fisica.
L’elemento forse più importante di
queste olimpiadi è stato il potersi
confrontare con realtà scolastiche
provenienti da tutta Italia. Possiamo ritenerci soddisfatti del risultato
ottenuto e speriamo che in futuro
altri ragazzi possano compiere ed
eccellere in questa esperienza.
Alice Bertuccio,
Davide Cianchino,
Giuseppe Fiume
TRE ALUNNI
del Ruiz alla
FINALE EUSOIT
Tre studenti dell’Istituto Superiore “Arangio-Ruiz” si sono qualificati
tra i finalisti nazionali dell’EUROPEAN
UNION SCIENCE OLYMPIADS 2016
(EUSO): si tratta di Alice Bertuccio,
Davide Cianchino e Giuseppe Fiume
della classe III AL del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate. L’EUSO è
un’olimpiade in cui ogni anno ragazze e ragazzi non ancora diciassettenni
possono incontrare coetanei di altri
stati dell’Unione Europea con cui condividere la passione per le discipline
scientifiche. La competizione propone prove da affrontare in gruppo, prevalentemente sperimentali, nelle quali
confluiscono procedure proprie della
Biologia, della Chimica e della Fisica.
Quest’anno il Ruiz ha partecipato con
tre squadre che il 27 novembre hanno
sostenuto la prova d’istituto. Solo 18
squadre in tutta Italia hanno conquistato il diritto di contendersi i 12 posti
per la finale EUSOIT e tra queste è stata selezionata la nostra. I tre ragazzi
hanno continuato la sfida affrontando una serie di quesiti e rompicapi
nella prova del 20 gennaio e alla fine….
sono stati selezionati tra i 12 gruppi
finalisti che il 23 febbraio sosterranno
la gara nazionale finale presso i laboratori didattici di biologia e
biotecnologie dell’Università di Padova. Continua dunque per i nostri alunni la “preparazione atletica” per l’imminente e impegnativa gara a cura
delle prof.sse Di Mare Loredana,
Moschitto Palmina, Riera Antonella,
Coppola Tiziana e La Ferla Anna Maria.
Cianchino Davide 3 AL
numero 1
"
maggio
2016 - pag. 3
Campionato Regionale di Orienteering “PALESTRA VERDE”
ORIENTEERING:Anche quest’anno
un’occasione per crescere
Anche quest’anno i nostri alunni
hanno partecipato a questo entusiasmante campionato che coinvolge ogni volta centinaia di ragazzi
provenienti da ogni parte della Sicilia, offrendo loro la possibilità di
conoscere località interessanti da
un punto di vista naturalistico e
architettonico come Pedara,
Siracusa, Taormina e Randazzo.
L’orienteering,oltre a richiedere rapidità e senso dell’orientamento, sviluppa il senso civico, le capacità decisionali, l’autonomia, il rispetto per l’ambiente.
Ai campioni della nostra scuola, ormai veterani, si sono aggiunto
dei principianti che hanno dimostra-
to, fin dal primo momento, di avere le qualità per affermarsi in questo divertente sport.
Tra tutti i nostri ragazzi vogliamo menzionare Carmelo Ferla che
nelle ultime due gare ha conquistato il primo posto per la sua categoria, riportando tempi strepitosi;
Riccardo Purgino, Federico Garsia
, Amedeo Damiata e Salvo Di
Grande che si sono attestati sempre in zona medaglia.
Concludiamo con lo slogan che
rappresenta lo spirito di questa disciplina sportiva “ L’orienteering è
bello perché allena il corpo e il cervello”
Prof.ssa M.Strazulla
Sono stati più di quaranta gli
alunni che quest’anno hanno partecipato al Campionato Regionale
“Palestra Verde”; ai veterani si
sono aggiunti dei neofiti che, incuriositi dal passaparola, hanno voluto cimentarsi con questa disciplina
sportiva.
Ben cinque le tappe a cui abbiamo preso parte, tutte realizzate
in siti d’interesse naturalistico, culturale e artistico: Pedara, Ortigia,
Taormina, Randazzo, ed infine
Milazzo.
Sempre i nostri alunni si sono
distinti collocandosi sempre nei primi posti delle classifiche; per tale
motivo ogni volta la direzione di
gara ha affidato a qualcuno di loro
un caschetto munito di telecamera
GoPro a scopo esemplificativo per
gli altri partecipanti che guardando il video realizzato avrebbero
potuto imparare come si affronta
una gara di orienteering.
I migliori tempi li hanno ottenuti Carmelo Ferla, Federico Garsia,
Riccardo Purgino, Amedeo
Damiata, giusto per voler fare alcuni nomi.
Ma anche i meno dotati hanno
potuto cimentarsi in questo sport
che oltre a doti fisiche richiede senso dell’orientamento, capacità decisionale e determinazione.
Nella categoria femminile si
sono distinte Beatrice Prato, Roberta Di Bartolo, Anastasia
Catalano, collocatesi nelle posizioni più alte della classifica.
Vorrei ricordare che questo
sport ancora poco conosciuto al
sud, è invece molto diffuso e praticato nel nord Europa.
Tra tutte le scuole superiori della provincia di Siracusa soltanto noi
ed il Liceo “Raeli” di Noto partecipiamo a queste gare; ciò non toglie che ogni
manifestazione
vede arrivare
da ogni parte
della Sicilia più
di settecento
partecipanti da
scuole di diverso ordine e grado.
A chi pensa
che partecipando a queste attività i ragazzi
perdano troppe
ore di lezione,
vorrei ricordare che cinque giorni
di scuola non sono nulla rispetto ai
duecento totali e che l’arricchimento che questi ragazzi ne ricavano è
certamente inquantificabile.
Nel mese di maggio solo una
rappresentativa di pochi alunni, i più
meritevoli, parteciperanno alla fase
regionale dei Giochi Sportivi Studenteschi che si disputerà a Bosco Ragabo sull’Etna: la squadra
vincitrice parteciperà ai campionati
nazionali in Trentino.
Incrociamo le dita !!!
Prof.ssa M.Strazzulla
segue da pag. 1
Giochi Sportivi Studenteschi
di PALLAVOLO MASCHILE
Superano con facilità le qualificazioni comunali e distrettuali i giovani pallavolisti del nostro istituto
che anche quest’anno si dimostrano all’altezza di partecipare alla finale provinciale dei Giochi Sportivi
Studenteschi di pallavolo maschile.
Dopo aver sconfitto con facilità
le rappresentative del Liceo Megara
di Augusta e del Liceo Vittorini di
Lentini, attendono adesso di incontrare in un triangolare le due squadre più forti della provincia.
I nostri campioni sono
Domenico e Giulio Amato, Christian
Giardina, Simone Galvano, Luigi
Pizzulli, Stefano Piccione, Gabriele Mallo, Marco Formoso, Marco
Sicari, Samuele e Sebastiano Lo
Giudice.
La maggior parte di questi ragazzi sono i campioni provinciali
uscenti per l’anno 2015 e per tale
risultato sono stati premiati giovedì 28 aprile in occasione della manifestazione “Atleta Augustano
dell’Anno” organizzata anche quest’anno dall’Unione Nazionale Veterani dello Sport.
Prof.ssa M.Strazzulla
Campioni Provinciali
di PALLAVOLO
Per il secondo anno consecutivo i nostri ragazzi hanno conquistato con impegno e determinazione il titolo di campioni provinciali di pallavolo battendo le
rappresentative finaliste dei licei
di Floridia e di Rosolini.
I nostri giovani atleti hanno dimostrato di possedere una marcia in più che ha consentito loro
di qualificarsi per la finale
interprovinciale che si giocherà
presso il CUS di Catania martedì 17 maggio contro le rappresentative vincenti delle provincie
di Catania, Ragusa e Messina.
Ricordiamo con orgoglio e soddisfazione i nomi dei nostri giovani campioni: Cristian Giardina,
Simone Galvano, Luigi Pizzulli,
Domenico Amato, Giulio Amato, Mirko Sicari, Piccione Stefano, Federico Amara, Gabriele Mallo, Lo Giudice Sebastiano
e Samuele, Marco formoso.
In bocca al lupo per i prossimi appuntamenti sportivi!!
Prof.ssa Marinella Strazzulla
sono pervenuti continuamente
complimenti per la loro serietà e
preparazione sia da parte dei soccorritori sia da parte degli operatori del 118. Per questo dobbiamo
ringraziare i formatori della Misericordia che sono stati ottimi insegnanti, seri ed esigenti.
Qualche collega ha commentatato dicendo: “Almeno i nostri ragazzi
in qualche cosa di impegnano”.
Senza voler essere polemica,
vorrei dire che sarebbe veramente
innaturale se un adolescente si
emozionasse allo stesso modo
davanti ad un brano dei Promessi
Sposi o davanti ad un’equazione di
secondo grado. E’ ben più naturale
e sano che si emozioni e si
entusiasmi per un’attività che lo
mette alla prova su un piano
profondamente umano. Un ragazzo
alla fine dell’attività ha scritto sul
gruppo Whatsapp che abbiamo
creato: “la Piazza Nuova non
apparirà più ai miei occhi come un
luogo di ritrovo di sfaccendati, ma
conserverà per me un significato
speciale”. Già ieri so per certo che
quattro dei nostri alunni hanno fatto
domanda per diventare soccorritori
volontari della Misericordia.
Sapere che abbiamo fornito loro
le opportunità per compiere un
simile percorso di crescita deve
farci sentire orgogliosi.
Infine sapere che ci sono così
tanti adolescenti capaci di
rinunciare al proprio sabato sera o
ad una festa di compleanno per
mettersi a totale servizio degli altri
per una giusta causa, ci deve
rassicurare sul futuro delle nuove
generazioni.
Prof.ssa Marinella Strazzulla
numero " maggio 2016 - pag. 4
INTERCULTURA
Quella che segue è la lettera
che Alessandro Piazza, un nostro
alunno della IV BL, ha spedito ai
suoi docenti. Egli ha vinto un programma di studio annuale promosso dall’associazione Intercultura
e frequenterà il corrente anno scolastico in Honduras. Per aiutarlo in
questo suo cammino formativo la
scuola ha individuato un tutor scolastico, la prof.ssa Giuseppina Dispensa, che lo sostiene a distanza
in questa che, come leggerete, è
proprio una bella sfida!
Cari professori,
Io è un po’ più di un mese che
ormai vivo qua in Honduras, precisamente nella città di El
Progreso. Ormai sono quasi completamente abituato al clima: molto caldo con umidità molto alta; agli
orari che sono diversi, ci si alza
prima e si va a dormire prima, perché quando il sole tramonta chiudono i negozi e il movimento quasi
finisce; alle abitudini e i modi diversi di fare le cose giornaliere,
come ad esempio la carta igienica
che non si butta all’interno del
water ma nel cestino.
La lingua migliora giorno dopo
giorno, dalle poche parole basilari
dei primi giorni ad ora che riesco
ad elaborare delle frasi abbastanza lunghe però ho ancora da imparare, in particolare la pronuncia.
Però i primi giorni sono stati difficili, perché quasi non capivo ciò
che le persone volevano dirmi o
cosa volevano da me, anche perché mi sentivo solo, non avevo nessuno con cui parlare, con cui condividere le mie emozioni, pensieri
e tutto mi sembrava strano.
Dopo 2 settimane questo è passato e i momenti di tristezza sono
diventati di gioia e divertimento,
perché qui le persone hanno sempre il sorriso nel volto, gli basta poco
per essere felici: la musica. Amano ballare e cantare in una maniera incredibile, tutti quanti lo fanno,
sia adulti che ragazzi che bambini.
Per quanto riguarda la scuola
sono iscritto all’undicesimo anno e
ultimo anno di una scuola privata
bilingue, perché si fanno solo undici anni di scuola al posto dei nostri
tredici (elementari, medie e superiori). La scuola è molto bella, nuova e soprattutto molto accogliente. Si va a scuola dal lunedì al venerdì, inizia alle 7 quando tutti gli
alunni si riuniscono nel cortile, dove
si recita una preghiera, si danno gli
avvisi, si fanno gli auguri a chi fa il
compleanno e per questo mese di
settembre si canta l’inno nazionale perché è il mese della patria, che
è molto sentito, il 15 è stato il giorno dell’indipendenza del centro
America e tutte le scuole sfilano
per le vie del centro. In un giorno
abbiamo 10 lezioni da 40 minuti ciascuna, con due pause per mangiare e finiamo alle 2:30. Le materie
che studiamo sono Fisica, Spagnolo, Educazione artistica, Matematica, Logica simbolica, Educazio-
ne fisica, Letteratura spagnola,
Orientazione alla educazione superiore, Economia, Investigazione
sociale e informatica. Queste in
spagnolo. Mentre Chimica, Biologia, Letteratura e Grammatica inglese le studiamo in inglese.
Il rapporto con i professori è più
aperto, si scherza di più durante la
lezione, si ha più confidenza e non
ci sono interrogazioni ma solo test,
si fanno molti lavori in gruppo e
molto importanza del voto finale è
dato dai compiti per casa che vengono sempre controllati. Si organizzano anche molte attività per
raccogliere soldi per la festa finale
di graduazione, il cosiddetto
“Prom” in stile americano, una festa che si svolge dopo gli esami finali dove si va vestiti molto eleganti
e il tutto si svolge in un ristorante
lussuoso.
I compagni sono molto amichevoli e disponibili ad aiutarmi, anche
se li ho trovati un po’ più immaturi
rispetto a un ragazzo italiano della
loro età, c’è da dire che non tutti
sono così, naturalmente varia ma
in generale ho notato questa cosa.
Invece per quanto riguarda la
famiglia, vivo con i due genitori che
sono abbastanza grandi (60 anni
circa) e la nonna. Non ho fratelli
che vivono in casa, però una delle
5 figlie di mia mamma ha un figlio
di 19 anni che spesso viene a casa
mia e facciamo molte attività insieme. Mio padre coltiva la palma
africana mentre mia mamma è casalinga, però tutti e due sono pastori evangelici. Sono molto credenti, vanno in chiesa quasi tutti i
giorni, ma mi lasciano libero non
devo andare per forza con loro, la
settimana non vado ma la domenica si. Sono molto amorevoli e disponibili per qualsiasi cosa, mi trovo veramente bene e mi sento quasi come a casa.
Per concludere qui è tutto ab-
bastanza diverso, la famiglia, persone e questo all’inizio mi ha un
po’ disorientato, ma sto iniziando
ad apprezzare e a piacere di più la
mia vita honduregna, che va sempre migliorando, conosco sempre
più persone, svolgo nuove attività
e mi diverto.
Un abbraccio e un augurio che
anche per voi sia un anno fantastico, mi mancate tutti.
Alessandro Piazza
Il mio anno nella
‘‘terra dei sorrisi’’
La mia esperienza qui in
Thailandia è iniziata, ormai, da quasi tre mesi: ricordo ancora quel 30
giugno, il giorno in cui lasciai tutti i
miei affetti, la mia casa e la mia
vita precedente in Italia per cominciare questa nuova e, forse un po’
pazza, avventura. Non
potrebbero esserci abbastanza parole per descrivere i numerosi stati
d’animo provati nel corso di questi pochi mesi:
dall’eccitazione dovuta
alla partenza, alla nostalgia dei primi giorni, seguita a ruota dalla voglia di
imparare e di adattarsi a
questo mondo così diverso dal mio.
Mi è stato chiesto di
scrivere un articolo per
raccontare della mia vita,
della mia esperienza in
questa terra lontana, ma
quattro parole, messe
l’una accanto all’altra,
non renderebbero merito
a tutto ciò che ho trovato
qui.
La Thailandia è anche detta “la terra dei sorrisi” e
posso affermare con assoluta certezza quanto sia veritiera questa
frase: ovunque andrete incontrerete solo persone amichevoli e
aperte alle nuove conoscenze.
Dovete sapere che la gente del
luogo denomina gli stranieri
“farang” ed è così che, solitamente, si rivolgono a me quando mi
vedono passeggiare per strada. Se
inizialmente questo appellativo mi
irritava leggermente, adesso ho
imparato che è soltanto il loro modo
di introdurti nella loro cultura. Perché “farang” letteralmente vuol
dire “conoscente” ed è così che
loro mi vedono: come una conoscente con cui si vorrebbe stringere un legame.
Per quanto tutto possa sembrare entusiasmante, però, ho avuto anche dei momenti difficili. Il primo periodo, in particolare le prime
settimane, sono state veramente
dure: confrontarsi con nuovi compagni di classe, a nuovi insegnanti
e, soprattutto, ad una nuova famiglia in cui nessuno, o quasi, conosce l’inglese mi ha procurato un
po’ di malinconia. “E adesso? Cosa
farò? Come posso cambiare le
cose?”, pensavo spesso. Avevo
paura di non essere abbastanza
forte, abbastanza in gamba; ave-
vo paura che nulla sarebbe cambiato e, ad essere sincera, ho avuto delle incomprensioni con qualcuno. Poi pian piano le cose sono
migliorate da sole, senza che me
ne accorgessi più di tanto, ma imparare ad esprimersi in lingua Thai
è stato forse lo step, la conquista
più grande. Dentro di me ho maturato che quando si è da soli, in un
luogo che non si conosce e,
tantomeno, con persone con le quali
non si ha poi una grande confidenza, l’unico appiglio che ci rimane
siamo noi stessi: armiamoci di forza di volontà, di determinazione e
di curiosità e, una volta ottenute,
potremo fare la qualunque.
Adesso tutte quelle stranezze,
quelle differenze che prima notavo, sono diventate parti integranti
della mia quotidianità, del mio modo
di vivere: dalla sveglia delle 6, seguita dall’inno nazionale delle 8, alla
scuola che, ogni giorno, termina
alle 16:20. Adesso ho imparato che
non è un nomignolo ad esprimere
la propria propensione nei confronti
di qualcuno, che uno stile di vita,
più semplice e meno pretenzioso di
quello del mondo Occidentale, non
necessariamente è uno stile di vita
arcaico o privo di voglia di fare.
Ho imparato che fra tutte queste persone, che sembrano così simili fra loro, non si troveranno mai
due sorrisi identici, due sorrisi che
comunichino le stesse emozioni e
gli stessi pensieri. E, soprattutto, ho
capito che la Thailandia è “la terra
dei sorrisi” non solo per la cordialità e l’affetto della sua gente, ma
anche perché i sorrisi te li procura
continuamente, te li fa nascere dentro e fuori, donandoti una gioia che
nessun altro oggetto potrebbe regalarti.
Chiara
Una nuova vita
Esattamente 2 mesi, 11 giorni e
16 ore fa, abbracciavo i miei cari e
davo il benvenuto ad un’avventura, che mai avrei pensato riuscisse
a cambiarmi così radicalmente. Stavo per trascorrere un anno all’estero con Intercultura. I successivi
cinque giorni passarono talmente in
fretta che persi la cognizione del
tempo, ma poco importava, ero circondato da persone provenienti da
ogni parte del mondo e scambiare
qualche parola con loro mi riempiva di gioia: ogni secondo apprendevo qualcosa di nuovo, poi eravamo tutti nella stessa barca e il
legame che si creò in quei pochi
giorni sono sicuro sarà difficile da
spezzare. Dormivo in uno chalet
insieme ad un Belga, un Turco, un
Giapponese e uno Statunitense (no,
non è una barzelletta), e ogni sera
prima di andare a letto ci auguravamo la buona notte ognuno nella
propria lingua, semplicemente fantastico!
I giorni al campo passarono
veloci, e finalmente arrivò quella
domenica dove, insieme ai propri
bagagli, più di cento ragazzi partirono diretti verso le proprie famiglie, io ero tra di loro e non potrò
mai scordare l’ansia e l’emozione
provata durante quei chilometri.
Arrivati in città, scoprii che
avrei dovuto condividere la mia
prima settimana insieme ad un ragazzo belga con cui ho instaurato
un rapporto di amicizia unico nonostante il tempo limitato; scendemmo dal bus, tutto si concretizzò,
prendemmo i bagagli, un forte respiro e ci avviammo tutti insieme
verso un grande buffet dove
avremmo finalmente incontrato i
nostri futuri nuclei familiari. Fu
proprio in quel momento che incontrai per la prima volta il piccoletto
di famiglia, Matyka, quel
birbantello stava giocando con del
pietrisco proprio davanti il cancello, ne seguì un abbraccio fortissimo, i minuti successivi passarono
in fretta, mi ritrovai poi in auto,
euforia, imbarazzo, ansia, paura e
gioia mi provocarono il più bel mal
di pancia che si possa desiderare.
Entrato in casa, scoprii che tutto è costruito in legno, mi assale
un marcante e piacevole odore di
ciambella, luce soffusa (mancava
poco al tramonto), mia madre ospitante mi chiede di seguirla e iniziamo un tour della casa che sarebbe
finito il quel luogo sacro che io amo
chiamare “la mia stanza”: circa 10
metri quadrati, due finestre, una
scrivania, un armadio, qualche
mensola e il letto più duro che
avessi mai visto, tutto rigorosamente in legno. Non persi troppo tempo a disfare i bagagli, anzi, non iniziai nemmeno, ritornai subito in
soggiorno, dove la madre aveva
preparato una ciambella di cioccolato e il padre versava un po’ di
“Palinkà” in dei piccoli bicchieri di
ceramica ben decorati, che avrei
scoperto poco dopo, essere un alcolico rigorosamente distillato in
casa con una percentuale alcolica
pari al 60%, che loro usano persino come rimedio a mal di stomaco, raffreddore, sintomi influenzali, ansia, noia, depressione e soprattutto freddo!
La settimana successiva passò
in fretta, tra notti insonni, ore di
conversazione, passeggiate nei
boschi, festival, presentazioni e
soprattutto insieme alla frase
“Welcome to ******* (ne parle-
numero 1
"
maggio
2016 - pag. 5
INTERCULTURA
remo dopo, anche se il 99% di voi
lo sa già). Il lunedì successivo finalmente iniziò la scuola ed il mio
primo commento sui miei compagni di classe fu: “Un pugno di mal
educati e freddi nordici del piffero”. Dovetti ricredermi con il pas-
sare del tempo. Nella loro freddezza, di cui ormai me ne sono fatto
una ragione, riescono ad essere
cordialissimi. Nei primi giorni il mio
compagno di banco usava mangiare durante il primo break, dei deliziosi biscotti, non mi ha mai chiesto se ne volessi uno, ma metteva
direttamente tutto il pacchetto davanti i miei occhi mentre lui iniziava a guardare altrove senza
fiatare; inizialmente non capivo
cosa intendesse, poi con il tempo
ho preso confidenza e ne ho mangiato uno, mai vista persona più
felice per aver dato un semplice
biscotto.
Dopo le prime settimane di
scuola, iniziò a porsi il problema
della lingua all’interno della mia
quotidianità, fino ad allora mi limitavo alla mia presentazione, e capii che avevo bisogno di qualcosa
di più quando al bar della scuola,
dopo aver chiesto un caffè, la barista mi rispose con un
‘TESE?’(=COSA?) talmente sincero che mi spaventai. Avevo bisogno di imparare e in fretta. Nei
giorni seguenti andai al bar in compagnia di qualcuno che parlasse
inglese e che poteva tradurre per
me, poi un giorno, decisi di
riprovarci da solo, e proprio quando ero pronto ad usare il mio perfetto accento, la signora del bar mi
porse il caffè; aveva imparato a
memoria i miei gusti, due cucchiaiate di zucchero e qualche goccia
di latte. Mi posi quindi un altro obbiettivo, riuscire a capire cosa dicessero gli altoparlanti della stazione dei bus, ‘amorevole’ location
dove passo buona parte del mio
tempo dato che ogni giorno prendo dai due ai quattro bus per muovermi all’interno del centro.
In molti sostengono che una
delle sfide più difficili di Intercultura
è quella di riuscire a instaurare
nuove amicizie, beh, mi sento in
grado di poter dire che siano solo
delle leggende metropolitane. Ogni
giorno passo circa tre-quattro ore
in giro per la città, anche senza far
nulla, in compagnia degli altri
Exchange Students, gente fantastica, con cui si è creato un rapporto
formidabile!
Ma non nascondo che non è
tutto rose e fiori, anche se adesso
mi sto abituando alla freddezza
nordica, i primi tempi ho avuto
molte ricadute emotive, cioè, sono
Siciliano, dalle nostre parti l’ospi-
talità è una pietra miliare del far
quotidiano! Spesso non parlavo con
nessun componente della famiglia
per giorni, ma non perché ci fosse
qualche problema, semplicemente
questa è la loro cultura. L’unico che
nonostante i problemi di comunicazione cercava e cerca di parlare con me è il piccolo di famiglia,
con cui mi ritrovo spesso a combattere nel divano armati di cuscini e pupazzi! Comunque la situazione è migliorata giorno dopo giorno, io ormai mi sono abituato e ho
capito quando è il momento di iniziare una conversazione e quando
invece è meglio starsi vicino al camino con una buona tisana e riflettere su cosa fare il giorno seguente. Qui hanno diversi modi di dimostrare affetto, per esempio questa mattina mia madre ospitante mi
ha chiesto se quando tornavo a
casa potevo accendere il camino;
non avete idea di quanto sia importante svolgere questo compito
qui, mi ha affidato una grossa responsabilità e solitamente questo si
fa solo alle persone di cui ci si fida.
Scrivo queste righe oggi perché
proprio oggi sono riuscito a capire
per la prima volta cosa dicessero
gli altoparlanti della stazione, oggi
ho completato la sfida che mi ero
imposto; in queste condizioni si impara a dare più valore alle sfide
personali che a qualsiasi altra sfida.
In quale paese sto trascorrendo quest’esperienza? Nell’ultimo
paese a cui penserete, l’ultima
scelta di tanti, la prima di pochi e
la seconda patria di chi ci è già stato: l’Ungheria.
Lo, una città a 20 km da Bruxelles.
La mia famiglia è composta da
una madre single che quattro volte
alla settimana ospita due ragazze
con problemi di dislessia una di dieci e una di tredici anni. Mia madre
insegna Francese all’Università e
poi due ore alla settimana lavora
appunto in una scuola per ragazzi
con problemi di dislessia. Nonostante sono in una famiglia “alternativa” mi trovo molto bene.
Frequento dal lunedì al venerdì
il “Miniemeninstituut”, un istituto
tecnico ad indirizzo turistico con
materie molto simili a quelle italiane, a parte qualche eccezione
come: comunicazione, arte e cultura e turismo. Comunque la stessa economia è molto diversa dalla
nostra e il diritto non si studia. Qui,
la scuola inizia alla 8:35, e finisce
alle 15:40; abbiamo tre pause: alle
10:40 c’è la prima pausa, alle 12:15
pranziamo, alle 14:40 l’ultima pausa. Non si fanno le interrogazioni
orali, ma quasi ogni giorno abbiamo dei test e verso i primi di dicembre si fanno gli esami in tutte
le materie.
Il rapporto tra professori alunni è molto bello perché c’è molta
più complicità, i docenti sono giovani, capiscono di più gli alunni e
fanno in modo di non farci pesare
molto le lezioni.
Ancora non mi sono abituata del
tutto al cibo di questo paese perché a pranzo si mangia sempre un
panino, mentre in Italia siamo abituati a mangiare ogni giorno pasta.
La sera poi si cena verso le 18.00
e si mangia pasta, carne ecc….
Nel Centro locale AFS
Intercultura Leuven siamo quattordici ragazzi: due italiane, due
ragazzi di Hong-Kong, due ragazze thailandesi, due brasiliani,
un’americana, un’indonesiana, una
messicana, una turca, un ragazzo
cileno e un ragazzo domenicano.
Siamo un gruppo abbastanza compatto anche perché, nonostante la
nostra diversa provenienza geografica, siamo uniti da questa bellissima esperienza. Con loro frequento di pomeriggio un corso di Fiammingo che si concluderà l’ultima
settimana di ottobre.
In questi due mesi ho imparato
molto della cultura fiamminga.
Sono maturata molto, sono diventata più indipendente e adesso vedo
il mondo con occhi diversi. La mia
è un esperienza che consiglio a tutti
perché fa scoprire nuovi mondi,
nuove realtà e nuove culture.
Un abbraccio,
Carmelo Firrincieli III AFM
Giulia Giustini 3 AT
Un anno in
Belgio con
Intercultura
Cari professori e
alunni dell’ Istituto, vi
scrivo per raccontarvi la mia esperienza
con Intercultura nel
Belgio Fiammingo:
sono qui da settembre, vivo a Kessel-
La mia avventura in
COSTA RICA
Sono già passati due mesi dalla mia partenza e ripenso oggi a
quel bel giorno, tanto atteso, in cui
arrivò la notizia che avevo vinto il
concorso di Intercultura e che avrei
avuto l’opportunità di trascorrere
un anno della mia vita fuori dall’Italia e lontano dalle persone a me
care, come la famiglia, i parenti e
gli amici. Da quel giorno ho vissuto molte emozioni, sia positive che
negative, e non sono mancati i dubbi e le incertezze.
L’idea di iniziare una seconda
vita, farsi nuovi amici, frequentare
una nuova scuola molto diversa
dalla nostra e soprattutto vivere in
una famiglia di cui non conoscevo
le abitudini e il modo di pensare,
mi faceva riflettere. Mi facevo
mille domande, a cui però non trovavo una risposta, perché era ancora tutto sconosciuto. Non volevo avere nessuna aspettativa, ma
allo stesso tempo mi chiedevo: “E
se poi non è come immagino? Se
non sono all’altezza delle persone
che incontrerò?”
Tutte queste domande abbassavano la mia autostima e mi facevano sentire insicura. Come
avrei affrontato questa nuova vita
che mi aspettava ? Per fortuna
c’era anche una parte di me che
mi diceva di lasciar perdere i pregiudizi, di salire a bordo e iniziare
questo lungo cammino che mi
avrebbe regalato tanti momenti
ricchi di allegria. Sì, di allegria ! La
Costa Rica è infatti conosciuta
come il paese più felice al mondo,
e come dice il detto “paese che vai,
gente che trovi”, lì ho trovato persone piene di felicità e allegria. In
Costa Rica le persone sono molto
semplici, vivono la quotidianità con
molto relax e spensieratezza. I
Ticos, così sono chiamati i
Costaricensi, sono calorosi e molto disponibili con le altre persone.
Se per noi Europei un gesto semplice, come un piccolo gesto di
umiltà o l’offrire un dono, viene
poco considerato, per loro è qualcosa di significativo. Frequentando i Costaricensi ho capito che i
principali valori di questo popolo
sono l’amore, il rispetto, l’amicizia,
la generosità, la libertà, l’onestà,
l’ospitalità, la solidarietà e l’orgoglio per la propria terra. Il loro
motto è “pura vida mae (amico)”,
e non c’è persona, sia adulto che
giovane, che non lo usi rivolgendosi agli altri per dare un caloroso
saluto e un incoraggiamento a vivere la giornata in allegria.
Questi primi mesi non sono stati
solo di divertimento e spensieratezza. Per me è stato difficile adattarmi alla nuova realtà e a una cultura diversa da quella europea. Ci
sono stati molti sbalzi d’umore. C’è
stata felicità, ma anche tristezza,
insicurezza e qualche piccolo ostacolo da superare, come un cambio
di famiglia e alcune difficoltà con
il nuovo gruppo di classe. Ho avuto però sempre un sorriso sulle labbra e una parola che ogni giorno
mi ripetevo: ottimismo!
Qui sto imparando a vedere il
mondo da altre prospettive, sviluppando la capacità di interpretare e
comprendere i sentimenti degli altri, di cooperare con altre persone, anche diverse da me, e di esprimere i miei sentimenti rispettando
e comprendendo i comportamenti
e le azioni del prossimo. Quando si
inizia una nuova vita bisogna avere moltissimo spirito di adattamento. A volte occorre fermarsi a osservare il comportamento della
gente senza mai giudicarla. Si deve
anche sapere che solo dopo aver
percorso tutti i chilometri tra salite
e discese, alla fine quando si taglierà il traguardo, saremo sicuramente diversi da quando si è iniziata la corsa, ma ci sarà sempre
quella grinta e quel coraggio che
ci ha permesso di intraprendere
l’avventura.
Da quando sono qui sto usando
molto meno Facebook e mi sono
resa conto che il tempo, che una
volta trascorrevo guardando immagini, commenti e profili di altri
amici, mettendo “Mi Piace” su
quello che potevo solo vedere o
leggere attraverso un computer o
un telefonino, oggi lo passo molto
di più all’aria aperta e a contatto
diretto con altri amici in luoghi
meravigliosi. La Costa Rica è ricca di paesaggi naturali splendidi.
Ho avuto fino ad adesso la fortuna
di vedere spiagge da favola circondate da palme altissime, surfisti
coraggiosi che cavalcavano le onde
di un mare dai colori cangianti, dal
blu acceso all’azzurro, fino al celeste dello stesso colore del cielo,
tramonti arancioni e rossi incredibilmente emozionanti, vulcani maestosi cosparsi dal verde intenso di
una vegetazione lussureggiante, a
volte interrotta dal corso di fiumi
limpidissimi, ma anche animali non
molto comuni, come coccodrilli,
tartarughe giganti, balene e orsi
“perezosos”. QQQQuesti sono
stati dei momenti meravigliosi che
hanno svegliato in me la passione
per la bellezza della natura e mi
hanno lasciato un grande senso di
serenità ed energia interiore.
Per approfondire la conoscenza di questo mondo occorre non
fermarsi alla superficialità delle
cose, interpretando i sentimenti, le
parole e i gesti delle persone, sia
quelle uguali che diverse da noi. Ho
scoperto così che il miglior modo
per fare una nuova amicizia e co-
numero " maggio 2016 - pag. 6
noscere una persona fino in fondo
non è parlarci in una chat, ma è
parlarle in faccia, vedere il suo
sguardo, i suoi occhi, sentire la sua
voce, percepire l’umanità che c’è
dentro di lei. Solo così posso rendermi conto del carattere di quella
persona e dei sentimenti che sta
vivendo in quel momento. Non esiste emoticon che possa esprimere
uno stato d’animo meglio di quanto fa il contatto diretto con la persona. Quella capacità di guardare
nei dettagli e di vedere nel profondo con molta attenzione per scoprire i messaggi e i significati a
volte nascosti dietro le parole o le
immagini, la sto scoprendo proprio
qui, lontano dalle comodità e dalla
fretta di quel mondo a cui fino ad
adesso mi ero sfortunatamente
abituata.
Ho scoperto così che viaggiare
in un altro paese non è solo conoscere nuovi luoghi o monumenti, è
anche collegare le vite delle persone e condividere culture. Niente
è sbagliato e nessuno è diverso,
siamo semplicemente gli stessi con
altri modi di pensare. Condividere
una cultura significa conoscerla in
tutte le sue sfaccettature senza
preoccuparsi se stiamo facendo
bene o male, perchè se abbiamo la
curiosità dello scoprire, allora ci
metteremo alla prova anche noi
stessi.
Sono passati solo due mesi in
questa avventura, ma provo a fare
un passo nel futuro e mi chiedo
quali altri sorprese ancora mi
aspettano, quale altre cose devo
ancora conoscere di questo popolo e di questo paese, quale è la sua
storia, quale è la sua tradizione artistica e culturale, come viene vista la gente dei paesi industrializzati. Sono convinta che questo è
un anno che porterò sempre con
me, un anno che non potrò mai
dimenticare. La nuova famiglia, i
nuovi amici, i nuovi professori, il
nuovo metodo di studio, i diversi
modi di pensare, l’allegria, la semplicità e la spensieratezza della
gente, la bellezza della natura e dei
paesaggi… voglio condividere con
voi le mie emozioni e la scoperta
di un modo diverso di vivere che
purtroppo spesso a noi europei è
sconosciuto. Ai ragazzi che quest’anno avranno il coraggio e l’entusiasmo di iscriversi al concorso
di Intercultura voglio dire: “ Fate
anche voi i vostri sogni, perché
anche io ho sognato un anno fa
e i sogni si avverano!”
“Conectando vidas, compartiendo culturas”.
Un grosso abbraccio TICO a
tutti! PURA VIDA GENTE!
Il mio anno in Finlandia
Ciao a tutti, sono Virginia,
exchange student di Intercultura
in Finlandia. Sono passati due mesi
da quando sono partita e ammetto
che all’inizio é stato veramente difficile abituarsi a una nuova cultura
e a una nuova vita. Qui in Finlandia la gente è molto timida e per
questo fare amicizia con qualcuno
è stato un grande traguardo! Io
vivo a Sotkamo, un piccolo paese
al centro della nazione, in una famiglia composta da una mamma,
un papà, una sorella di 13 anni e
un fratello di 18anni.
Il finlandese è una lingua quasi
impossibile, ma pian piano sto imparando, grazie soprattutto all’aiuto della mia famiglia ospitante che
non perde mai la pazienza !. Il sistema scolastico é molto diverso
da quello italiano; si cambia classe
e compagni ogni ora ed in generale gli studenti sono molto indipendenti nella scelta e frequentazione
dei corsi. E infine il cibo...beh, sicuramente non paragonare alle
prelibatezze italiane, però devo
dire che mi sono abituata a bere il
latte durante i pasti, a mangiare
ketchup e ananas nella pasta e altre stranezze.
L’ 8 marzo, giornata internazionale dedicata alla donna, ha visto gli studenti delle quinte classi
dei tre indirizzi di studio del Ruiz
impegnati nel progetto Cinema
della legalità, curato dal Dipartimento giuridico del ‘Ruiz’, nelle
persone della Prof.ssa Giusi Lisi e
del Prof. Marco Cannarella.
L’incontro è iniziato con la proiezione del film Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek. Al dibattito,
Quando abbiamo deciso di
l’assemblea di Istituto di Febbraio
sull’integrazione sociale non
abbiamo avuto alcun dubbio. La
festa in maschera che avevamo in
mente di realizzare l’avremmo potuta far coincidere con la presentazione del libro di Francesca Barra “Il mare nasconde le stelle” ,
dedicato a Remon, un ragazzo egiziano venuto in Italia in cerca di
una libertà che nel suo paese non
era più in grado di trovare.
Così abbiamo cercato di creare un ambiente il più accogliente
possibile, invitando, in data 8 febbraio, nell’Aula magna della nostra
scuola varie associazioni di
volontariato di Augusta, Progetto
Icaro, Asd Nuova Augusta, Aifo,
Misericordia, Famiglia Francescana, Unitre, Associazione Genitori e Figli, Intercultura.
Si è creato un clima familiare come ha detto qualcuno- necessario per fare in modo che Remon si
sentisse a suo agio durante la presentazione. L’assemblea si è aperta
sulle note di “All I want” dei
Kodaline e di “Stay with me” di
Sam Smith, le sue canzoni preferite, di cui parla anche nel libro, dedicategli dai suoi compagni ed accolte con commozione da parte di
tutti i presenti. Dopo il discorso
della dirigente Maria Concetta
Castorina, su quanto sia un punto
di forza la presenza di ragazzi come
Remon nell’ambiente scolastico,
sono intervenuti altri compagni di
scuola con letture tratte dal romanzo e con domande che si sono trasformate in veri e propri spunti di
riflessione.
Come dice Francesca Barra,
Remon entra nelle nostre vite a
passi felpati, non dice di essere
l’unico ad aver vissuto un viaggio
della speranza durato 160 ore, non
dice di essere diverso dagli altri
migranti in fuga dai loro paesi. Lui
entra sottovoce fra le urla e il frastuono di chi fa dell’immigrazione
un argomento politico e non sociale e, presentando la sua storia, sussurra: “È questa la realtà”. Forse
è anche questo, oltre alla dolcezza
dei suoi occhi e alla semplicità del
suo sorriso, ciò che ha colpito i
genitori affidatari di Remon,
Carmelo e Marilena, che sono intervenuti con dei ringraziamenti
nella parte finale della presentazione, esprimendo il profondo sentimento di accoglienza provato nell’incontro.
Contemporaneamente nella palestra la creatività della nostra
scuola offriva il meglio di sé nella
festa in maschera dal titolo “Carnevale a colori... Regala un sorriso”, nel corso della quale gli alunni dell’Arangio Ruiz si sono divertiti, dipingendo il viso con dei colori, creando palloncini con varie forme, assistendo a giochi di prestigio
e scattando qualche foto accompagnati dalla musica offerta dai dj
della scuola.
Fra i tanti obiettivi che ci siamo
posti, noi del direttivo del comitato,
durante l’organizzazione dell’assemblea c’era sicuramente quello
di ”Regalare un sorriso”.
Noi pensiamo di averne regalato sicuramente uno, ma di averne ricevuti il triplo anche da chi, a
questo mondo, è stato meno fortunato di noi!
Giorgia Giangrande 4AL
Vuoi trasgredire? Non farti!
Sono passati solo due mesi ma
mi rendo conto di quanto questa
esperienza mi stia facendo crescere, capisco solo adesso l’importanza delle piccole cose e di gesti a
cui magari prima non facevo neanche caso e di cui adesso ho bisogno. L’onesta e il rispetto della
natura sono i due aspetti fondamentali della vita finlandese, che
io apprezzo di più. A volte mi sembra di vivere in un sogno ma poi mi
accorgo giorno dopo giorno che
questa é ormai diventata la mia
quotidianità.
Moikka kaikki, nähdään
kohta Augustassa!
Virginia
Ps: aspetto con ansia la neve, anche
se i -30° gradi mi spaventano un po’.
Maria Ranno IV AT
L’ 8 marzo al Ruiz
Carnevale a colori...Regala un sorriso
seguito dopo la visione del film,
hanno preso parte esperti del centro antiviolenza NESEA ,come Stefania Caponigro, e il capitano
Federico Lombardi del comando
dei carabinieri di Augusta.
I ragazzi hanno mostrato molto
interesse per l’argomento, tanto da
porre diverse domande ed
evidenziando i propri punti di vista
a riguardo. Gli esperti hanno esposto con estrema delicatezza diverse esperienze legate alla loro vita
professionale e in particolar modo
hanno accentuato l’importanza
Sabato 17 ottobre, nell’Aula
Magna del nostro Istituto, si è svolto un incontro sulla prevenzione
giovanile nell’ambito delle sostanze stupefacenti promosso dall’Associazione Genitori e Figli “Unitevi a Noi” di Augusta. Ospite d’eccezione è stata Giorgia Benusiglio,
ventisettenne milanese, che ha
raccontato la sua drammatica
esperienza personale legata al
mondo della droga, per mettere in
guardia gli adolescenti da comportamenti a rischio.
Dieci anni fa Giorgia una sera
in discoteca assume una pastiglia
di ecstasy, si sballa e poi… l’inferno: un’epatite tossica fulminante,
il trapianto del fegato, anni dentro
e fuori dagli ospedali per esami,
visite e cure, farmaci salvavita.
Dopo questa esperienza, lei e suo
padre hanno fatto il giro delle scuole di tutta Italia per aprire gli occhi
ai ragazzi su questa tematica allarmante. Giorgia ha anche scritto
un libro, intitolato “Vuoi trasgredire? Non farti!”, per evitare che altri
giovani commettano
gli stessi sbagli, rovinandosi la vita. Alla
conferenza Giorgia ha
detto che per quattro
ore di sballo, all’incirca, ha vissuto molti
anni da paziente e
continuerà a esserlo
per tutta la vita.
La vera sfida, allora, è resistere a modelli distruttivi, all’introduzione della droga a partire dalla
scuole, dove “spesso
è il più figo della classe, quello che impenna col motorino, che
tutti vogliono imitare,
quello che porta la
roba ai compagni”.
La storia di
Giorgia deve essere
un monito per tutti i
giovani: nella vita si
può anche cadere, ma occorre
rialzarsi perché essa è troppo pre-
ziosa per essere sprecata!
Costa Valentina 3AT
della denuncia come mezzo di prevenzione, inoltre hanno evidenziato le varie forme di violenza
che si possono manifestare, ovvero fisica e psicologica. Molte volte si tende a sottovalutare quest’ultima classificandola come meno importante,
tendendo sempre a giustificare la persona amata,
ignorando il fatto che quello non si può chiamare
realmente amore.
In conclusione l’8 Marzo è una data per ricordare a tutti gli essere umani, che bisogna ancora lottare per far sì che tutte le donne di qualsiasi razza o colore possano sorridere anzichè gridare dal dolore provocato dal suo uomo.
Cristina Maglitto VAT
numero 1
che farete, nella gioia che diffonderete, nel sorriso che farete
fiorire, nelle lacrime che avrete
asciugato”.
Questo è un messaggio molto
profondo di Raoul Follereau. Lo
definirei come uno schiaffo morale alla società moderna ed evoluta
del mondo occidentale. Purtroppo
sono tantissime le persone che ragionano in maniera opposta al messaggio di Follereau, il quale si occupò dei bisognosi e dei malati di
lebbra che vengono emarginati da
tutto e da tutti, e invece dovrebbero essere aiutati e sostenuti. Siamo tutti malati di lebbra, non quella malattia che provoca danni fisici ma quella mentale, dentro noi
stessi. E’ bellissimo rendere felici
gli altri, fare del bene, aiutare... Lo
vedo su me stessa quando cerco
di consolare un’amica, quando per
un mio comportamento spesso buffo scappa una risata nella bocca
dell’altro e infine ti senti dire “Grazie di tutto”. A volte non gli do importanza, ma se mi fermo un momento e rifletto mi sento ancora più
felice nell’aver fatto qualcosa di
positivo per un’altra persona.
So che sto facendo la cosa giusta e grazie a me qualcuno che pri-
ma era in difficoltà ora non lo è.
Stimo e appoggio pienamente
Raoul Follereau sono molto toccanti le sue esperienze, i suoi pensieri e tutta l’umanità dovrebbe
prenderlo come modello di vita.
Sfortunatamente solo pochi sono
così, viviamo in una società troppo
egoista, consumista ed egocentrica
che pensa solo al materialismo, al
denaro. Invece i valori della vita
sono ben altri, vivere non è solo
respirare, fare le azioni quotidiane,
ma riempire i nostri giorni, il nostro
io interiore di valori importanti e
renderci affamati di voglia di sapere, di vivere e lo possiamo fare
confrontandoci con gli altri, con tutti
gli esseri umani, che desidererebbero solo un quarto della vita che
conduciamo, e invece cosa facciamo? Siamo in grado di disprezzare
senza del capo dello stato, di un
progetto-concorso dal titolo “ Dalle aule parlamentari alle aule di
scuola: lezioni di costituzione”.
Nato dalla collaborazione tra
Senato, Camera dei deputati e
Miur, il progetto si propone di fornire agli studenti e ai docenti, occasioni di confronto, strumenti di
2016 - pag. 7
“SALVIAMOCI LA VITA”
il cibo in abbondanza nelle nostre
tavole, i genitori che darebbero tutto per renderci felici, un tetto dove
abitare, senza pensare a niente,
solo a noi che vogliamo essere al
centro dell’universo.
E una volta ottenuto questo?
Beh, dovremmo sentirci in colpa,
perchè l’egoismo, la cattiveria non
si vedono solo nel non aiutare i
bambini del Terzo mondo con le
varie offerte che vengono fatte. Lo
possiamo vedere benissimo dentro
le nostre case, nei luoghi che frequentiamo, non aiutando una persona anziana, un amico che ha bisogno. Quindi, concludendo, se non
diamo aiuto al prossimo accanto a
noi e non ci miglioriamo nelle piccole cose quotidiane, il mondo non
si riprenderà mai e soprattutto non
potremo mai sostenere le idee di
Follereau.
Solo da pochi anni a questa parte ho sentito parlare di questo grande uomo del quale prima ignoravo
l’esistenza. Ringrazio in particolare il mio professore di religione,
Nello Ruscica, e tutti gli altri do-
centi sensibilizzati da lui, volontari
dell’Aifo, con loro ho potuto capire bene che cos’era la lebbra. Le
grandi lezioni di vita date da
Follereau mi hanno fatto riflettere
molto, soprattutto oggi che il mondo sta vivendo una situazione non
delle migliori.
Giulia Passanisi 3°AT
LA COSTITUZIONE: QUESTA ILLUSTRE SCONOSCIUTA
Un gruppo di alunni dell’ITSE
“Arangio-Ruiz” di Augusta, coordinato dalla prof. Giusi Lisi, con la
collaborazione del prof. Marco
Cannarella del dipartimento giuridico, si è guadagnato la
premiazione, il prossimo 2 giugno
a Montecitorio, in occasione della
Festa della Repubblica, con la pre-
maggio
SICUREZZA STRADALE – PROGETTO
Progetto AIFO 2016
“La vostra felicità è nel bene
"
ricerca, con cui attivare la discussione sulle numerose tematiche
che il testo costituzionale continua
ad offrire, nella convinzione che,
anche per tale via, si possa sviluppare il senso di legalità, nonchè rafforzare l’impegno per la democrazia e la partecipazione.
Il lavoro messo a punto dagli
studenti Passanisi Flavia di 3AF,
Centamore Fabiola di 2 BT,
Lisitano Lorena, Vaccaro Laura,
Carrabino Rosario e Di Grande
Noemi di 2 BF, si articola in tre
fasi. Si apre con un excursus storico sugli avvenimenti che hanno
portato alla nascita della Costituzione. Quindi si fa riferimento alla
molteplicità dei diritti di libertà, contenuti nella parte prima della Costituzione , definiti dai liberali naturali. Infine l’attenzione verte
sull’art.27, laddove si fa richiamo
al principio della personalità della
responsabilità penale, alla presun-
A causa dei numerosi lutti che
hanno funestato la nostra scuola,
abbiamo sentito sempre più urgente il bisogno di affrontare il tema
della sicurezza stradale allo scopo
Durante quest’ultimo incontro
è stato premiato il video di Giorgia
Giangrande, la nostra alunna di IV
AL che ha partecipato al concorso “Ballo ma non mi sballo: un sa-
di prevenire quei comportamenti
sconsiderati che mettono a rischio
la vita dei nostri giovani e di chi gli
sta accanto.
Il progetto di educazione stradale “Salviamoci la vita” continua
a rivolgersi agli alunni delle quarte
classi che si accingono a conseguire la patente di guida.
Anche quest’anno tre gli appuntamenti arricchiti dalla presenza di ospiti vecchi e nuovi. Nel
primo incontro di novembre abbiamo affrontato l’aspetto psicologico che sta dietro la trasgressione
delle regole. La Dott.ssa Gessica
LA LEGGIA ed il dott. Salvo
CANNAVA’, entrambi psicologi,
hanno sottolineato l’importanza della
figura del “conducente designato”,
colui che il sabato sera sceglie di
non bere alcolici per riportare i propri amici a casa sani e salvi.
Nel secondo incontro di dicembre abbiamo trattato con la
Dott.ssa Enza D’ANTONI,
sociologa del SERT di Augusta, il
tema degli effetti dell’alcol e delle
droghe sulle capacità psicofische,
il cosidetto “Progetto Ebrezza”.
La formatrice della scuola guida “La Sonora” ed i volontari della
Misericordia si sono alternati come
interlocutori dei ragazzi in questa
seconda esperienza, facendo provare loro degli occhiali che simulano gli effetti visivi causati dall’alcol
e facendo loro vedere come si interviene in casi di incidente stradale in auto o motocicletta.
Infine al terzo incontro ha partecipato il Vice Comandante della
Polizia Stradale di Siracusa parlando del Codice della Strada e
proiettando dei video che mostravano incidenti stradali devastanti
causati solo dalla sconsideratezza
umana.
bato senza alcol e senza droga”.
Col suo lavoro Giorgia ha voluto stigmatizzare come spesso per
una semplice negligenza o
intemperanza si può perdere il
bene più prezioso che abbiamo.
Alla fine di questo percorso tre
classi quarte sono state scelte per
assistere allo spettacolo teatrale e
musicale “Icaro Young” sul tema
della sicurezza stradale rappresentato al teatro Vasquez di Siracusa.
Vogliamo ringraziare i club
service “Kiwanis” e “Lions” che
hanno contribuito alla realizzazio-
zione di innocenza fino alla pronuncia della sentenza definitiva e in
particolare al trattamento penitenziario che deve tendere alla
rieducazione e riabilitazione del
condannato. Quest’ultimo punto ha
consentito di approfondire l’attuale condizione delle nostre carceri,
anche in considerazione dei richiami della Corte di giustizia europea
al nostro sistema carcerario. A
questo proposito si è messa in evidenza l’utilità delle attività
ne di questo progetto, arricchendolo di contenuti.
Alla fine di ogni percorso viene
spontaneo chiedersi: “questo progetto avrà sortito degli effetti modificando mentalità e comportamenti cosolidati?
Se anche un solo ragazzo
uscendo da un incontro avrà deciso di allacciarsi il casco, mettere
la cintura di sicurezza o non bere il
abato sera prima di mettersi alla
guida, allora è stato un successo!!
Prof.ssa M.Strazzulla
trattamentali su quelle custodiali. Il
tutto corredato da interviste ai detenuti, ai magistrati di sorveglianza
e ad avvocati penalisti, con relativa contestualizzazione tra gli organi territoriali.
Alla fine di questo percorso,
inevitabilmente ci si è posti la seguente domanda: “Come mai una
costituzione così bella non è stata
applicata del tutto?”.
Prof.ssa Giusi Lisi
numero " maggio 2016 - pag. 8
IL MESTIERE DI
SCRIVERE
L’incontro svoltosi in Biblioteca nella giornata di ieri, 1 dicembre 2015, non è servito a noi alunni
soltanto per aprire in bellezza l’ultimo mese dell’anno e per staccare
la spina dalle innumerevoli verifiche.
L’incontro di ieri con Francesca Barra - nonché autrice del libro “Verrà il vento e ti parlerà di
me”, presentato da lei stessa nel
mese di ottobre- ci è servito per
arricchire ulteriormente il nostro
bagaglio culturale. “Francesca”,
come affettuosamente la chiamiamo,, infatti, ha organizzato un laboratorio di scrittura e di lettura.
Noi ragazzi siamo sempre più
abituati a mandare SMS e, sentendoci padroni della nostra lingua, non
ci accorgiamo di come una virgola, un giusto sinonimo, un buon
incipit, un corretto tempo verbale
possa cambiare la struttura dell’intero contenuto del nostro testo.
Nella seconda parte dell’incontro abbiamo avuto l’opportunità di
attivare le nostre menti e cercare
di mettere nero su bianco una lista
delle ‘‘dieci cose che piacciono più
a noi”.
È stato un modo per confrontarci, sorridere insieme per le cose
che piacciono agli altri e magari dirsi
:”Come ho fatto a non pensarci?
Piace anche a me!”.
Da delle semplici frasi siamo
riusciti, grazie alla nostra immaginazione, a creare delle possibili trame per delle storie. Ciò a dimostrazione del fatto che noi ragazzi siamo carichi di un grande potenziale
- come ha asserito Francesca - di
cui spesso non ci rendiamo conto.
Sicuramente
posso dire che lezioni “alternative”
come questa siano costruttive per
noi studenti che,
attenti
ed
estasiati, abbiamo
ben risposto con
domande ed interventi all’incontro. Spero vivamente che quello di ieri sia stato il
punto di partenza di una lunga serie di incontri che avverranno durante l’anno scolastico in corso!
Giorgia Giangrande 4 AL
LEZIONI DI
COSTITUZIONE
Un gruppo di studenti della
Ragioneria del 2° Istituto
d’Istruzione Superiore ArangioRuiz è stato protagonista di
un’esperienza davvero unica e
particolare. I docenti Giusi Lisi
e Marco Cannarella hanno coordinato gli alunni Ottavio
Calleri, Lisitano Lorena,
Vaccaro Laura, Carrabino Rosario, Domenico Alicata, Chiara Melluso, Vincenzo Scionti,
Angela Guerriero tutti della classe 2BF, e Passanisi Flavia di
3AF in una delle fasi del progetto di legalità Lezioni di Costituzione. che prevede un ap-
profondimento della Costituzione, in particolare dell’articolo 27.
I ragazzi hanno simulato, presso
la sede comunale di palazzo S.
Biagio, una seduta dell’Assemblea Costituente, in fase di redazione della Costituzione., calandosi nel ruolo di politici illustri
come Moro, De Gasperi,
Togliatti, Nenni, Croce, Iotti,
Epicarmo Corbino e altri.
Un ringraziamento particolare va al sindaco Cettina Di Pietro che ha accettato di presiedere l’Assemblea nelle vesti di Vittorio Emanuele Orlando.
Prof.ssa Giusi Lisi
IL TEATRO TRA REALTÀ E FINZIONE:
al Vasquez di Siracusa
“Inopinati occursus”
Grande partecipazione degli
alunni del 2° Istituto Arangio-Ruiz
alla seconda tappa del progetto “
Il teatro tra realtà e finzione”, curato dalle professoresse Anna
Belluso e Anfuso Stefania. Venerdì 4 marzo, infatti, 350 studenti dei
tre indirizzi di studio hanno assistito alla rappresentazione teatrale
“Inopinati occursus”, realizzata
della compagnia “Trinaura” diretta da Tatiana Alescio al teatro
“Vasquez” di Siracusa. Come allude il titolo, ovvero incontri inaspettati, si tratta di un lavoro particolare ed emozionante in cui la
regista ha condensato quattro tra
le più celebri novelle dello scritto-
re siciliano Verga: “La lupa”, “Caccia al lupo”, “Don Candeloro” e
“Nedda”. Gli spettatori hanno
avuto modo di conoscere svariati
personaggi verghiani accomunati
dal fatto di essere figli di una stessa terra, la Sicilia, dove la durezza
della vita e la bellezza del suo paesaggio si fondono con la passione
e l’amore che consuma la loro
anima spesso fino alla morte. “È
la Sicilia degli stenti e dell’orgoglio
– dice la regista Tatiana Alescio –
, delle ripicche e dei ricatti, del tradimento e della resa. Tutti tentano
di vincere, tutti si ritrovano perdenti, vinti”.
Cristina Maglitto VAT
ALTERNANZA
SCUOLA-LAVORO
Sei terze classi dell’Istituto
Arangio–Ruiz del Liceo delle
Scienze Applicate e del Settore
Economico quest’anno hanno aderito all’edizione 2015/16 di Impresa in Azione, un programma didattico innovativo promosso dall’associazione non profit Junior
Achievement Italia per trasferire
nelle scuole competenze
d’imprenditorialità attraverso il
learning-by-doing, l’’’apprendere
facendo”.
Partecipando a questa iniziativa gli studenti si metteranno in gioco simulando la realizzazione e la
gestione di un’impresa vera e pro-
pria, attraverso la suddivisione dei
ruoli, l’elaborazione d’indagini di
mercato, la stesura del business
plan e dei bilanci, lo sviluppo di
campagne commerciali e di comunicazione.
Il corso della durata di 80 –
100 ore, rientrante all’interno del
percorso di alternanza scuola-lavoro introdotto dalla riforma “La buona scuola”, prevede la presenza
di tutor interni, i professori Trigilio
Paolo, Dioniso Mollica, Scionti
Elina, Tiziana Coppola, e di un
esperto d’azienda, il dottor Dario
Faraone, che accompagnerà la
classe nei momenti cruciali e nelle
scelte strategiche
Al termine dell’anno scolastico,
le classi partecipanti avranno la
possibilità di prendere parte a fiere e competizioni regionali, nazionali e internazionali e di essere quindi valutate da giurie qualificate.
Un progetto valido quindi in grado di preparare i giovani, attraverso l’acquisizione di competenze
trasversali spendibili nel mondo del
lavoro, alle sfide del futuro.
Elisa Esposito 3AT
52° CONVEGNO
INTERNAZIONALE DI STUDI
PIRANDELLIANI
Come da tradizione, anche quest’anno la nostra scuola ha partecipato al “Progetto Pirandello” con
la presentazione di un lavoro realizzato da noi alunni. Innanzitutto
otto studenti degli indirizzi Turismo,
Amministrazione, Finanza e
Marketing e Liceo delle Scienze
Applicate, Simona Scionti, Carola
Spataro, Gaia Vaiasicca, Simone
Rocco, Simone Ippolito, Davide Di
Mare, Manuel Leone e Alessandro Siligato, sono stati convocati
presso il Liceo classico “Gargallo”
di Siracusa per seguire alcuni incontri con vari docenti che hanno
esposto il pensiero e la poetica di
Pirandello fondate sul contrasto tra
vita e teatro, sul conflitto tra attore
e personaggio, e sul rapporto tra
pubblico e azione scenica.
Terminati questi incontri abbiamo avuto l’opportunità di scegliere se produrre una tesina o un
cortometraggio; la nostra preferenza è andata per la tesina, intitolata
“Questa sera si recita a soggetto”,
in cui abbiamo trattato della condizione della donna nel personaggio
pirandelliano di “Mommina”. Qui
il problema predominante è la gelosia inserita in un quadro più va-
sto che è quello della violenza sulla donna all’interno della famiglia.
La seconda parte del progetto
si è svolta nella città di Agrigento
dove si è celebrato il “52° Convegno internazionale di studi
pirandelliani”, dal titolo “Pirandello
e il teatro” dal 30 novembre al 3
dicembre 2015. Noi partecipanti,
accompagnati dalle prof.sse De
Benedictis e Di Silvestro, abbiamo alloggiato nell’hotel “Tre Torri” e ogni mattina ci recavamo al
teatro dove abbiamo assistito agli interventi di ospiti e
professori universitari, italiani e non
solo, come C.
Vincentini, I. Pupo,
R. Alonge, G.
Bernardi,
A.
Bisicchia, M. Pieri,
R. Tessari, C.
Bronowski, P.
Puppa, L. Mango,
G. Corsinovi e
M.R.
Vitti
Alexander. Il programma comprendeva anche un laboratorio teatrale
con la collaborazione e partecipazione di: A.Bisicchia, G. Bernardi,
A. De Manincor, S. Modenini, K.
Volpe, C. Donadoni e M. Amabile
Milioto.
L’ultimo giorno, abbiamo fatto
un’escursione alla Valle dei Templi
e alla Casa di Pirandello e infine
la rassegna si è conclusa con la
consegna dei premi e la performance di Laboratorio Teatrale da Questa sera si recita a soggetto.
Simona Scionti V AT
numero 1
“PROGETTO MARTINA”:
al Ruiz si parla di prevenzione con il Lions Club
Giovedì 3 Marzo nell’Aula
Magna del 2° Istituto Superiore
Arangio-Ruiz, alla presenza degli alunni delle terze classi, ha avuto
luogo un’iniziativa del Lions Club,
il “Progetto Martina”, un progetto
che ha lo scopo di informare i giovani sui rischi dei tumori, proprio
perché questa è stata una delle ultime volontà di Martina, una ragazza morta fin troppo giovane, all’età
di 17 anni a causa di un tumore.
“Informate ed educate i giovani ad avere maggiore cura
della salute” disse, ed è proprio
questo il motivo che spinge oggi,
associazioni e dottori a informare
verso la prevenzione sempre più
giovani, in più modi, oltre che attraverso questi incontri, anche grazie
ad un sito: www.progettomartina.it
Sono intervenuti il presidente
del Lions Club Augusta, Giovanni
Alga, che ha presentato il progetto, Gaia Petracca, presidente del
Leo Club, per i giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni, Roberto
Tessariol socio Lions, il dr Platania,
la dott.ssa Di Franco, il dr
Bocchetti e la dott. ssa Messina.
In particolare le lezioni sono state
tenute dal dr Bocchetti, radiologo,
per le neoplasie del testicolo e dalla dr.ssa Messina, ginecologa, per
i tumori del collo dell’utero.
Gli studenti, grazie anche all’impegno della prof.ssa Bellistri
Rosanna, tutor scolastico del progetto, hanno seguito con attenzione ed interesse le relazioni dei medici, i quali con linguaggio semplice, hanno illustrato l’importanza di
conoscere il proprio corpo fin dall’adolescenza, in modo da poter
comprendere eventuali disfunzioni, intervenendo in tempo utile.
Occorre quindi condurre una vita
sana, mangiando bene, con una alimentazione varia, fare sport e
evitare il fumo. Inoltre è stata data
ampia informazione riguardo il
papilloma virus o HPV, che si trasmette prevalentemente per via
sessuale e alla relativa campagna
di vaccinazione per i ragazzi e le
ragazze adolescenti.In conclusione, oggi più che mai è importante
la prevenzione, così da poter vincere nella lotta contro i tumori.
Bruno Ramona III AT
CONFERENZA
DELL’ACCADEMIA NAVALE
DI LIVORNO
E’ iniziato venerdì 27
novembre il Progetto
“Orientamento in uscita”
curato dalle prof.sse
Anfuso Stefania e
Coppola Tiziana, rivolto
agli studenti delle classi
quinte dei tre indirizzi di
studio per fornire loro
strumenti e metodologie
atte a facilitare la scelta
post-diploma. Infatti nell’Aula Magna del nostro istituto si è tenuto un incontro con l’Accademia Navale di Livorno per far conoscere agli alunni le attività che
vengono svolte presso l’istituto di formazione degli Ufficiali della Marina Militare. La conferenza ha avuto come relatore Gabriele Longo, un
ex studente del nostro Liceo Scientifico Tecnologico, al quinto anno dell’Accademia, che ha illustrato, con un video le prospettive di studio e
professionali che essa offre ai giovani, in particolare il bando di concorso
per l’anno 2016 che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22
dicembre 2015. Con il medesimo bando vengono indetti tre distinti concorsi, per complessivi 118 posti, uno per il Corpo di Stato Maggiore,
l’altro per i Corpi vari, il terzo per il Corpo Sanitario Militare Marittimo.
Il concorso è rivolto a ragazzi e ragazze motivati da un sincero amore
per il mare, da un’altrettanta aspirazione a mettere se stessi al servizio
della Nazione e dall’idea di svolgere una professione altamente specialistica, utile per la comunità.
Ruggero Alessia VAT
AL VIA LA COLLABORAZIONE
TRA IL RUIZ E L’UNICREDIT
È iniziata una proficua collaborazione tra il 2° Istituto d’Istruzione Superiore Arangio-Ruiz e
la banca UniCredit di Siracusa. Infatti martedì 5 aprile nell’ Aula
Magna si è svolta una conferenza per gli studenti delle classi terze
dell’indirizzo Tecnico Settore Eco-
si prefigge l’obiettivo di diffondere
la cultura d’impresa presso le nuove generazioni e di offrire strumenti e conoscenze di base per orientare i ragazzi nel percorso di trasformazione di una idea in una impresa. Gli studenti hanno seguito e
partecipato con interesse appro-
nomico e del Liceo delle Scienze
Applicate. L’incontro formativo,
coordinato dai professori Paolo
Trigilio ed Elina Scionti, si inserisce nell’ambito di “Impresa in azione”, un progetto di Alternanza
Scuola-Lavoro che vede insieme
UniCredit e l’organizzazione non
profit Junior Achievement. I
relatori, il dottor Grassia e il dottor
Sammatrice, hanno saputo coinvolgere i ragazzi con grande competenza e funzionalità sul tema della
imprenditorialità giovanile. Infatti
il modulo formativo “… Da una
buona idea a una buona impresa!”
fondendo concetti importanti quali la business idea, l’innovazione, le
start-up, il Business Model
Canvas, il Business Plan e i
finanziamenti bancari. Il prof.
Trigilio e la prof.ssa Scionti hanno
espresso grande soddisfazione per
la riuscita dell’iniziativa: “La collaborazione tra i funzionari
dell’Unicredit e la scuola è preziosa perché accresce la capacità
degli studenti, futuri cittadini, di realizzare scelte economiche consapevoli e sostenibili”.
maggio
2016 - pag. 9
OPEN DAY
AL RUIZ
Domenica 17 gennaio è stata
una giornata davvero speciale per
il 2° Istituto d’Istruzione Superiore
Arangio Ruiz. Infatti in Aula Magna si è svolto l’Open day 2016,
una manifestazione rivolta agli
alunni delle scuole secondarie di
primo grado del territorio e alle loro
famiglie per presentare i tre indirizzi di studio, Istituto Tecnico Settore Tecnologico, Istituto Tecnico Settore Economico e Liceo
delle Scienze Applicate, in vista
della scelta prossima della scuola
superiore.
Dopo i saluti del Dirigente scolastico, prof.ssa Maria Concetta
Castorina, dell’ex Dirigente prof.
Carmelo Gulino e del vicario prof.
Salvo Roggio, le docenti referenti
per l’orientamento, Anfuso Stefania e Coppola Tiziana, hanno presentato l’offerta formativa della
scuola da parte attraverso video,
presentazioni in Powerpoint e interventi diretti degli alunni. Fondamentale anche il contributo della
prof.ssa Belluso e del prof.
Santacroce che hanno illustrato
modalità, contenuti e possibilità
lavorative dei vari percorsi di studi. Oggi, infatti, il Ruiz può vantare numerosi progetti che vanno dal
Prof. Paolo Trigilio
La magia di Zio Ciano dream
Mercoledì 16 dicembre noi
alunni del Ruiz abbiamo assistito
in Aula Magna allo spettacolo teatrale Zio Ciano dream: i cunti
del mare dell’artista augustano
Alessio Di Modica, che ormai da
qualche anno inaugura il progetto
“ Il teatro tra realtà e finzione”,
curato dalle professoresse Anna
Belluso e Anfuso Stefania.
E come ogni anno il nostro concittadino non ci ha deluso. Zio
Ciano dream è uno spettacolo che
ha come protagonista il mare
augustano del passato, con i suoi
pescatori, le tradizioni e le leggende che da esso derivano. Alessio,
con il suo stile inconfondibile, ci ha
narrato la storia di una famiglia di
pescatori augustani, una vita fatta
di sacrifici, sudore e calli nelle mani,
"
anche la storia del polo petrolchimico più grande d’Europa alle prese con la devastazione ambientale. Una rappresentazione, questa,
utile in primo luogo a noi giovani,
che di quella realtà non abbiamo
ereditato altro che qualche foto dai
nostri nonni, sul cui sfondo siamo
increduli di non notare le distese di
ciminiere e raffinerie attuali, e i vaghi ricordi dei nostri genitori. Infatti lo spettacolo è stato in grado
di farci comprendere quanto sia
stata distruttiva l’industrializzazione nella nostra zona, tanto da far
dissolvere quasi totalmente l’attività principale che la caratterizzava e che impiegava gran parte della
popolazione: la pesca.
Tutto ciò che abbiamo di essa
è uno sbiadito ricordo, una vaga
rafforzamento delle competenze
linguistiche alla robotica, dai laboratori scientifici all’inclusione, dalla cittadinanza attiva al teatro, a cui
si aggiungono anche numerose attività come stage di alternanza
scuola-lavoro e workshop didattici.
Il tutto in una ottica interdisciplinare
che concepisce la scuola come un
fattore chiave per la coesione sociale e per l’accrescimento del
benessere collettivo. La manifestazione è stata rallegrata dall’esibizione al piano di Emilio Colella
della III CL e del gruppo rap formato da Roberto e Francesco
Spinali (I DL), Mirco Di grande e
Andrea Lombardo ( I AL) e Federico Guercio ( ICT). Massiccia
è stata la presenza di genitori e studenti delle scuole secondarie di
primo grado che hanno potuto visitare, accompagnati dagli alunni e
dai docenti del Ruiz, la struttura
scolastica attraverso un percorso
guidato tra i laboratori, le aule
multimediali e le strutture sportive,
veri e propri punti di forza della
scuola. Un successo, dunque quello dell’Open day, che conferma
l’importanza del nostro Istituto nel
territorio come centro educativo di
qualità.
Esposito Elisa 3 AT
di uomini costretti ad abbandonare
la propria terra per non poter vivere più dell’unico mestiere a cui si
dedicavano da generazioni, ma è
consapevolezza, un remoto e irrealizzabile sogno in cui vogliamo
continuare a credere ancora.
Marilena Michela Ternullo VBT
numero " maggio 2016 - pag. 10
ORIENTAMENTO IN USCITA:
CONFERENZA DELLA
CAPITANERIA DI PORTO DI AUGUSTA
Giovedì 21 Gennaio 2016 le
quinte classi del 2° Istituto Superiore “A-Ruiz” hanno partecipato
in Aula Magna ad una conferenza
della Capitaneria di Porto di
Augusta. Il capitano di corvetta
Boellis e il sergente La Fauci hanno spiegato agli alunni quali sono
le modalità e i requisiti richiesti per
l’arruolamento, quali sono le funzioni della Marina Militare e, nel
dettaglio, della Capitaneria di porto e della Guardia costiera.
Il comandante Boellis ha illu-
strato che tra le principali funzioni
della Marina Militare italiana rientrano la sorveglianza e la protezione delle linee di comunicazione
marittime o ancora la cooperazione internazionale; invece i compiti
riguardanti nello specifico la
Capitaneria di porto e la Guardia
costiera sono la ricerca e il soccorso in mare, la protezione civile,
il controllo della pesca, la tutela dei
beni archeologici, l’antiterrorismo
marittimo, il controllo del traffico
marittimo e infine la sicurezza marittima. Gli istituti di formazione
sono dislocati in tutta Italia: a Livorno è presente l’Accademia
Navale (ufficiali), presso Venezia
si trovano l’Istituto Studi Militari
Marittimi (Ufficiali) e la scuola
Militare Navale F.MOROSINI, a
Roma il Centro Alti Studi della Difesa C.A.S.D (Ufficiali) ed infine
due scuole Sottoufficiali collocate
presso La Maddalena e Taranto.
Ci sono state fornite informazioni riguardo le forze speciali, quali
incursori e subacquei, le forze da
sbarco come il Reggimento San
Marco e sono stati illustrati anche
i vari corpi degli ufficiali della Marina Militare Italiana, come per
esempio: Corpo di Stato Maggiore, Corpo del Genio Navale, Corpo Sanitario etc. , inoltre abbiamo
appreso quali sono le lauree che
si possono conseguire in base al
ramo che si intende scegliere, la
durata dei vari corsi e dove si trovano le principali basi navali, ovvero presso La Spezia, Taranto,
Catania e tra queste la nostra città, Augusta.
Il comandante Boellis ha brevemente mostrato l’araldo della
Marina Militare, l’emblema della
Guardia Costiera ed anche i mezzi utilizzati da quest’ultima, caratterizzati dai colori bianco rosso e
verde, che rimandano a quelli della bandiera italiana.
Sono stati delucidati ai ragazzi
quali sono i ruoli spettanti ai
sottufficiali e agli ufficiali, che rappresentano, quest’ultimi, ancora
oggi una carriera di altissimo prestigio. Entrare a far parte di questo mondo richiede tantissima determinazione, fermezza, grande responsabilità, volontà e sacrificio. Le
giornate all’interno dell’Accademia
si svolgono in maniera piuttosto rigida, si scandiscono tra studio, sport
e attività varie, con la possibilità di
uscire solo pochissime volte a set-
timana e di tornare a casa solo per
le festività e per un breve periodo
estivo. Si tratta di una scelta di vita
difficile, sacrificata almeno per i
primi anni di servizio, ma che allo
stesso tempo assicura sin da subito indipendenza, poiché come è stato precisato, si consegue un corso
di laurea stipendiato.
E’ un’ottima alternativa per i
giovani, che si sentono portati ad
affrontare il mondo della Marina
Militare, in quanto garantisce un
posto sicuro e permette di condurre un tenore di vita elevato.
Infine ci è stato mostrato un video riguardante l’operazione di salvataggio del 15 aprile 2011 di circa
230 migranti subsahariani provenienti dalla Libia, che ci ha permesso di comprendere quanto lavoro,
fatica e coordinamento sta dietro
queste missioni e soprattutto quanta responsabilità richiedono. Bisogna agire con velocità, poiché molto
spesso ci si ritrova ad operare in
condizioni ardue, con onde alte anche più di due metri e raffiche di
vento che i barconi non sono in grado di affrontare, soprattutto quando questi cominciano ad imbarcare acqua. L’obiettivo principale è
quello di portare in salvo tutti, senza alcuna distinzione, dare una prima accoglienza e poi affrontare in
seguito le varie difficoltà riguardanti l’immigrazione.
“Le porte possono anche essere sbarrate, ma il problema
non si risolverà, per quanto massicci possano essere i lucchetti.
Lucchetti e catenacci non possono certo domare o indebolire
le forze che causano l’emigrazione; possono contribuire a occultare i problemi alla vista e alla
mente, ma non a farli scomparire”. Zygmunt Bauman, “La società sotto assedio”.
Alessia Ruggero VAT
Orientamento in uscita:
la Kore di Enna al Ruiz
Giorno 14 Aprile 2016 si è tenuto presso l’Aula Magna del 2°
Istituto Superiore A-Ruiz un incontro con l’Università degli Studi di
Enna Kore(UKE), che, pur essendo stata istituita soltanto 7 anni fa,
è oggi la terza università non statale del Paese. Infatti in pochi anni
l’UKE si è imposta come ateneo
all’avanguardia, con strutture modernissime, laboratori, segreterie,
sistemi di informazione a dimensione umana e efficiente disponibilità
del personale. La dottoressa
senza test preventivi, a eccezione
dei corsi di laurea magistrale a ciclo unico, avviene sulla base di un
numero massimo prestabilito di
immatricolati che varia per ciascun
corso di laurea. Successivamente
sono state fornite informazioni riguardanti le tasse universitarie e le
relative misure di sostegno agli studi, che prevedono varie
agevolazioni finanziare a seconda
dei singoli casi (merito, reddito, o
misure basate sulla cittadinanza),
altre informazioni sui servizi che
Tiziana Ramaci , docente in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, ci ha illustrato il funzionamento del sistema universitario,
a partire dalle procedure per l’immatricolazione: per tutti i corsi di
laurea triennali e per il corso a ciclo unico in Giurisprudenza è possibile accedere liberamente, ovviamente col possesso dei requisiti richiesti quali diploma di maturità
conseguito a seguito di un percorso di studi quinquennale o
quadriennale. Dunque l’accesso
l’università offre agli studenti, come
per esempio il servizio navetta,
borse di studio e molto altro.
Inoltre l’Università Kore di
Enna svolge numerose attività di
ricerca private, in collaborazione
con diversi enti, quali per esempio
l’ospedale Cannizzaro di Catania;
interessante è poi il simulatore di
volo che viene utilizzato per condurre studi di varia natura e inoltre
vi è una vasta offerta di laboratori,
tra cui: il laboratorio di Psicometria
che vede il coinvolgimento, nei di-
versi progetti realizzati, di professori, ricercatori, e assistant
professor dell’Unikore. I principali
ambiti d’interesse riguardano l’analisi di talune dimensioni della personalità, l’implementazione di tecniche psicometriche utili per la diagnosi
psicologica
e
neuropsicologica, la valutazione di
problematiche relative progettazione di interventi riabilitativi in ambito psicologico e neuropsicologico.
Ed infine, in accordo col programma “Diamo un valore alle pari
opportunità”, l’Università offre un
laboratorio dedicato alla cura
dell’autismo. Il KUBE-Lab ,Kore
University Behavioral Lab, è il
laboratorio dell’Università dedicato all’Analisi Sperimentale del
Comportamento e all’Analisi
Comportamentale Applicata. Il laboratorio studia in particolare lo
sviluppo del pensiero e del linguaggio. Inoltre, sul piano applicativo,
studia le tecniche di riabilitazione
ABA nell’autismo, nel ritardo mentale e nei disturbi dell’apprendimento, anche con l’ausilio delle
nuove tecnologie come la robotica
e la realtà virtuale.
Ruggero Alessia VAT
Il Ruiz all’OPENDAY di
GIURISPRUDENZA a Catania
Anche il 2° Istituto d’istruzione
Superiore Arangio-Ruiz era presente all’Open Day del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania, il 24 febbraio
presso le aule del Polo “G. Virlinzi”
in Via Roccaromana. Alcuni studenti del Settore Economico, accompagnati dalla Prof.ssa Giusi
Lisi, hanno avuto l’opportunità di
avere notizie utili sull’offerta
formativa, sulle modalità di ammissione e di svolgimento del Corso,
sui servizi offerti dal Dipartimento, sugli sbocchi professionali, nonché di visionare il luogo in cui si
svolgeranno le attività didattiche del
primo anno di Corso.
L’evento è iniziato con i saluti
istituzionali del Delegato all’Orientamento, prof.ssa Sara Longo; il
prof. Roberto
Pennisi, Direttore del Dipartimento, e il
prof. Tommaso
Auletta, Presidente del Corso di Studi, hanno invece presentato il Corso
di Laurea in
Giurisprudenza
che prevede un
percorso unico
di 5 anni.
Gli studenti
partecipanti
hanno poi assistito ad un confronto tra i docenti del Corso
di Laurea su
due questioni giuridiche di grande
attualità, Matrimonio e unioni civili e Immigrazione e solidarietà, finalizzato alla consapevolezza che lo studio del diritto è
profondamento radicato alle
problematiche della nostra società.
Importanti sono poi state le testimonianze di studenti e di neo laureati che hanno raccontato il loro
percorso universitario; come pure
la presenza di esponenti delle professioni legali, i quali hanno riferito
della propria esperienza lavorativa,
descrivendo anche le modalità di
accesso alle professioni forensi, tra
cui quella del “giurista europeo”.
Infine, gli alunni hanno potuto
effettuare una simulazione del Test
per l’accesso al Corso di Laurea
in Giurisprudenza, basato sulla
comprensione e l’uso di testi, sulle conoscenze linguistiche di base,
di logica e di temi di rilevanza storica, sociale politica ed economica. Per maggiori informazioni http:
www.lex.unict.it
Alla fine di questa giornata di
orientamento gli alunni si sono poi
recati a Villa Cerami, storica e affascinante sede centrale del Dipartimento.
“Per studiare in questa facoltà
– conclude la prof.ssa Lisi – occorre impegno personale, ma anche e soprattutto tanta passione,
perché il diritto non è studio
mnemonico di codici, ma capacità
di pensiero logico e organizzazione dei contenuti”.
Prof.ssa Giusi Lisi
numero 1
Universitari per un giorno:
Il Ruiz all’OPENDAY della Facoltà
di MEDICINA a Catania
Molti gli studenti delle quinte
classi del Ruiz che hanno partecipato alla manifestazione di orientamento della Facoltà di Medicina
dell’Università di Catania che si è
tenuta giovedì 3 marzo 2016 dedicata alla presentazione dell’offerta didattica e degli sbocchi occupazionali e professionali dei corsi
di studio in Medicina e
Chirurgia, Odontoiatria e Protesi
dentaria, Professioni sanitarie,
Scienze motorie.
Dopo i saluti istituzionali del
Magnifico Rettore dell’Università
di Catania prof. Giacomo
Pignataro presso Aula Magna del
Policlinico “G.
Rodolico”,
l’evento si è
diramato in
una serie di
manifestazioni parallele.
Presso l’aula
P e r o
la prof.ssa D.
Puzzo ha presentato l’off e r t a
formativa del
Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. L’edificio
4 ha invece ospitato nell’aula 1 la
presentazione
dell’offerta
formativa di Odontoiatria e Protesi Dentaria a cura del prof. E.
Rapisarda; mentre nell’aula 2
il prof. V. Percivalle illustrava il
Corso di Laurea in Scienze
Motorie. La presentazione dei
CCddLL in Professioni sanitarie è
avvenuta invece presso l’edificio
13 Aule 1, 2, 3 e biblioteca.
Un’organizzazione complessa
per un open day che richiama molti
studenti da tutte le scuole siciliane
interessati ad una Facoltà, quella
di Medicina, che vanta origini antiche: la seconda ad essere fondata
accademico e/o professionale. Gli
studenti hanno avuto modo di conoscere 70 proposte formative e
professionali di atenei italiani e stranieri, di scuole di formazione Enti
e Istituzioni, di partecipare a 30 incontri diretti con le Università e a
40 convegni. Inoltre a supporto
della scelta post-diploma sono stati offerti agli alunni simulazioni
dei test di accesso alle facoltà a
numero chiuso, presentazioni in
aula delle offerte formative dei vari
atenei presenti, workshop sul mondo del lavoro e colloqui singoli e di
gruppo con psicologi dell’orientamento.
Un evento di riferimento, quindi, per i nostri studenti alle prese
maggio
2016 - pag. 11
IL Ruiz all’OPEN DAY di
ECONOMIA e IMPRESA
dopo quella di Napoli nel Meridione nel 1434 .
Diversi gli interventi di studenti
che si sono soffermati sui piani di
studio, sull’organizzazione didattica e sulle future prospettive occupazionali. Tutti i relatori hanno più
volte insistito sulla “natura
vocazionale della professione”: insomma fare il medico non è solo
un lavoro ma richiede doti particolari quali pazienza, buon carattere, capacità di studiare per tutta la
vita, spirito di sacrificio. Solo così
si può entrare in sintonia con la
personalità del paziente.
Prof.ssa Tiziana Coppola
IL Ruiz al SALONE dello STUDENTE
di CATANIA
Giovedì 17 dicembre gli alunni delle quinte classi del Liceo delle
Scienze Applicate, dell’Istituto Tecnico Settore Economico e dell’Istituto Tecnico Settore Tecnologico
si sono recati presso il Centro
Fieristico Congressuale “Le Ciminiere” di Catania per partecipare
alla 3°edizione del Salone dello Studente “Campus Orienta”. La
manifestazione, organizzata da
Class Editori e patrocinata dal
MIUR, dall’Università e dal Comune di Catania, rappresenta da
26 anni in Italia un punto di riferimento per l’orientamento post-scolastico, volto a fornire agli alunni
un panorama chiaro delle opportunità per costruire il loro percorso
"
con la scelta che condizionerà il loro
futuro.
Ternullo Marilena VBT
Trentacinque alunni delle quinte classi del nostro Istituto, mercoledì 24 febbraio 2016, accompagnati dalle docenti Anfuso Stefania e Segreto Maria, hanno partecipato all’OpenDei, la giornata
di orientamento del Dipartimento
di “Economia e Impresa” dell’Università di Catania, presso l’Aula
Magna di Palazzo Fortuna.
La giornata, finalizzata ad illustrare la struttura e gli sbocchi occupazionali e professionali dei Corsi di Laurea in Economia ed Economia Aziendale, è iniziata con i saluti istituzionali, la presentazione dei
Corsi di Laurea di 1° livello, arricchita dalle esperienze degli studenti
Erasmus. Poi si è svolta una tavola rotonda sul tema “Gli effetti
dell’innovazione nell’economia, nei
mercati, nelle imprese “ che ha visto come relatori docenti di Economia politica, Economia aziendale,
Economia e gestione delle imprese, Diritto, Metodi quantitativi. Interessante è stata poi la presenta-
zione di una start-up, ideata lo scorso anno dagli studenti del secondo
anno: si tratta di Meishinetwork,
che ha reinventato il concetto del
biglietto da visita, classificandosi al
primo posto tra le start-up più
innovative in Italia. Una dimostrazione, questa, che ormai l’università è cambiata, in aula non solo si
studia ma è possibile fare e vivere
il mondo dell’impresa. Infine a Palazzo delle Scienze gli alunni hanno avuto la possibilità di svolgere
la simulazione dei test di ingresso
e visitare le strutture del Dipartimento. Per esercitarsi sui test
csiaonline.it.
L’open day è stato, quindi, una
valida occasione per nostri studenti per poter scegliere consapevolmente il percorso di studi futuro da intraprendere, attraverso la
conoscenza del
profilo
organizzativo,
dell’offerta
formativa e delle attività di supporto dell’ Ateneo.
Prof.ssa Maria Segreto
IL SETTORE ECONOMICO DEL Ruiz
AL TEATRO MASSIMO BELLINI
Il 12 febbraio diverse classi del
triennio del Settore Economico
dell’Istituto Superiore ArangioRuiz, si sono recate a Catania per
una visita artistico-culturale. Nella mattinata si è visitato il Teatro
Massimo Bellini, tempio della musica lirica della Sicilia orientale.
Teatro dalla bellezza architettonica
singolare, con ambienti molto accoglienti e raffinati, esso progettato da Carlo Sada, è stato inaugurato nel 1890 con la “Norma” di
Bellini. Uno dei musicisti ha fatto
da guida alla scolaresca, comunicando tante informazioni sulla sua
realizzazione e costruzione: l’essere stato costruito su una colata
lavica di secoli prima, ha reso l’intero teatro un’unica cassa armonica. Interessante è stato conoscere il meccanismo, legato al fiume Amenano, con cui un tempo
veniva rinfrescata l’aria al suo interno. Gli alunni hanno potuto visitare i quattro ordini del teatro e
accedere al palco reale. Nella parte più alta del teatro si trova il
Foyer o ridotto dove si può, ammirare un’imponente statua di Vin-
cenzo Bellini, il grande musicista
catanese, e, dalle ampie vetrate,
vedere la piazza antistante. Nell’affascinante Foyer, chiamato anche
sala degli specchi, per la visuale
infinita che viene a crearsi dagli
specchi posti l’uno di fronte l’altro,
vi è il pianoforte solitario ed il bar,
dove una piccola orchestra da camera intratteneva le persone durante gli intervalli degli spettacoli.
In conclusione visitare il teatro
è stata una bella esperienza, davvero affascinante, così come ammirare la superba via Etnea, il Duomo, che proprio in quel giorno era
addobbato a festa per l’ottava di
Sant’Agata, e le Terme Achilliane,
un’altra meraviglia archeologica
d’epoca romana.
La classe IIIAT
numero " maggio 2016 - pag. 12
VISITA AZIENDALE IL SETTORE ECONOMICO DEL Ruiz
Paesaggio Barocco - Modica alla mostra “Chagall - love and life”
Nei giorni 10 - 12 e 13 Novembre 2015, le classi quarte e quinte
del Settore Economico, indirizzo
Turismo e Finanza & Marketing si
sono recati a Modica per una visita aziendale con l’ausilio di Pae-
saggio Barocco, una giovane
azienda turistica nata dall’ambiziosa idea di dare al visitatore della
nostra meravigliosa terra iblea, la
possibilità di conoscerla apprezzarla e viverla in ogni suo aspetto.
Nella mattinata, gli alunni hanno
visitato “Sotto San Pietro”, suggestiva cioccolateria nel cuore della
città di Modica, dove sono stati
accolti dal proprietario, che ha illustrato il processo di lavorazione
che va dal cacao fino al cioccolato
di Modica, prodotto tipico della
capitale della Contea, oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Egli ci ha fatto ripercorrere la
storia del cioccolato, le sue proprietà organolettiche e nutrizionali,
mettendo in evidenza le differenze fra il cioccolato di Modica, la
cui origine risale al 1746, e quello
tradizionale. Infine dopo la degustazione dei vari tipi di cioccolato
modicano, gli alunni hanno avuto
la possibilità di acquistare vari prodotti tipici, tra cui anche le tipiche
barrette nei loro molteplici gusti
prodotti.
Dopo la visita è proseguita alla
scoperta delle bellezze artistiche e
monumentali della città:
innanzitutto le due Chiese princi-
pali, esempi del barocco modicano:
“S.Pietro” e “S.Giorgio”; nel pomeriggio è stata la volta del Museo del cioccolato, dove troneggiava un grande bassorilievo di circa
nove metri raffigurante l’Italia, interamente realizzato in cioccolato
e corredato da sculture rappresentative dei capoluoghi di Regione.
Nello stesso museo è stato possibile accedere all’ala dedicata all’autore siciliano Salvatore
Quasimodo. E poi la visita è proseguita con una passeggiata per la
città, alla ricerca di luoghi caratteristici come “u dammusu ro
ciucculattaru”, ricostruzione di un
antico laboratorio dolciario, la casa
natale di Quasimodo, il quartiere
ebraico e i tanti borghi tipici della
città.
Nel complesso è stata una bella
esperienza: tutti noi abbiamo potuto gustare e sapere qualcosa in
più sul cioccolato modicano, così
diverso da quello che si è soliti
mangiare.
Amara Valentina IV AT
Il Comitato di redazione
Prof.ssa Anna Belluso, prof.ssa Stefania Anfuso,
Beatrice Prato, Marco Segreto, Carola Spataro, Gregory Giuliano,
Davide Cianchino, Alice Bertuccio, Luca Amato, Erika Luglio,
Sabrina Fasano, Cristina Maglitto, Natalia Calì, Giuseppe Fiume,
Chiara Fornaciari, Virginia Daidone, Giulia Giustini, Maria Ranno,
Carmelo Firrincieli, Alessandro Piazza, Giulia Passanisi, Valentina
Costa, Giorgia Giangrande, Elisa Esposito, Simona Scionti, Bruno
Ramona, Marilena Ternullo Alessia Ruggero, Amara Valentina,
Margherita Saraceno, Giovanna Arcidiacono, Simone Serranò,
Giuseppe Messina, Stefano Noè, Luca La Rosa, Marina Manzella,
Anna Giulia Sicari.
Un ringraziamento particolare va ai proff.ri:
Marinella Strazzulla, Giusi Lisi, Maria Segreto, Tiziana Coppola,
Paolo Trigilio, Angelo Santacroce, per la loro preziosa collaborazione.
Un gruppo di alunni del
Triennio del Settore Economico
dell’Istituto Ruiz, si sono recati nel
mese di febbraio a Catania in occasione della mostra Chagall –
love and life al Castello Ursino.
Durante la visita, abbiamo potuto
ammirare la maestosità del Castello Ursino e la Mostra pittorica del
grande artista Marc Chagall, nato
in Russia da genitori ebrei, che ci
è stata spiegata in modo eccellente da una guida, che prima di presentarci le varie opere, ci ha mostrato alcuni dettagli del castello e
la sua storia. Ci ha molto colpito lo
stile di quest’artista, influenzato da
varie correnti artistiche, come ci ha
ripetuto più volte la guida. Fra le
opere, le più belle e romantiche
sono quelle in cui Chagall ritrae se
stesso e la moglie Bella in un’unica figura come se fossero una sola
persona. Pittore onirico, egli si
contraddistingue per alcune caratteristiche: gli ebrei si riconoscono
perché rappresentati con scarpe
di colori differenti, per evidenziare
la loro povertà; ogni colore era da
lui collegato ad uno stato d’animo;
le figure erano rappresentate fluttuanti; lui si raffigurava con tratti
femminili per evitare di mostrare
virilità; spesso gli oggetti erano incastonati nelle persone come nel
quadro Il violinista, per significare come essi si fossero impos-
sessati della persona.
Nel complesso la giornata è
stata molto interessante, ci è piaciuto molto il castello con la sua
storia e la mostra,ha arricchito le
nostre conoscenze, affascinandoci.
La classe III AT
“Il mondo è un libro e chi non viaggia
ne conosce solo una pagina”
Dal 30 marzo al 4 aprile noi
studenti dell’Istituto Ruiz abbiamo preso parte all’annuale
viaggio d’istruzione organizzato dalla scuola. L’itinerario seguito ci ha portato in giro per la
Campania, “toccando” le città
e località più importanti della
regione. Circa 210 studenti appartenenti alle classi prime, seconde, terze e quarte dei tre
indirizzi si sono messi in viaggio per nave dal porto di Palermo alla ricerca di una terra
piuttosto simile alla nostra: “la
terra dei fuochi”. Passando fra
siti archeologici come Pompei, città moderne, chiese e patrimoni naturali, in cinque giorni abbiamo avuto la possibilità di visitare qualcosa
di nuovo, di lasciarci affascinare
da nuovi colori, profumi, tradizioni
e leggende. Personalmente sono rimasta affascinata davanti alla vista del golfo di Sorrento, dal suo
mare cristallino, dalla sua baia na-
turale e dagli scorci delle isole di
Ischia e Capri. Ammirare, poi, la
vista dall’alto promontorio ha contribuito a rendere il tutto ancora più
suggestivo ed intrigante. È stato
fantastico passeggiare fra i vicoli
colorati
e
tipicamente
rinascimentali di Napoli, passare
davanti a Piazza Plebiscito, visitare la Galleria Umberto I, via Toledo
e il maestoso Museo di
Capodimonte. Per concludere in
bellezza l’ultimo giorno ci siamo ritrovati di fronte al famoso cratere
Solfatara, uno dei quaranta vulcani costituenti i Campi Flegrei, presso Pozzuoli. Che panorama
mozzafiato! Altissime e caldissime
fumarole di vapore e zolfo venivano fuori dal terreno: si pensa che
nel passato esse
venissero utilizzate
anche come terme! Che altro dire?
Ogni viaggio equivale all’ampliare
un po’ di più il proprio cuore, a rendere qualche immagine, catturata dallo sguardo, un ricordo impresso
nella nostra mente.
Un posto, una regione, uno scatto
che consiglio a tutti, grandi e piccoli.
Stampa a cura della Tipografia
MEGARA STAMPA s.n.c.
Via delle Fornaci, 4 - AUGUSTA - tel. 0931 991980
Alice Bertuccio
3AL
numero 1
Visita aziendale alla Sibeg
Coca - Cola di Catania
Il 27 e 29 ottobre le classi terze del Settore Economico hanno
effettuato una visita aziendale
presso lo stabilimento della Sibeg
Coca - Cola nella zona industriale
di Catania.
La Sibeg apre le porte del suo
stabilimento agli studenti siciliani,
dedicando loro un programma
educativo - esperienziale volto a
sensibilizzare i giovani sull’importanza dello sport e del movimento.
I ragazzi accompagnati da alcuni
professori, hanno potuto vedere
all’interno dell’azienda come si
svolge il lavoro abituale della produzione e commercializzazione
delle diverse bevande. Gli studenti
sono stati guidati in un tour completo, da una delle dipendenti che
ha spiegato loro ogni procedimento del plant (impianto) produttivo
e di meccanizzazione che va, dalle
linee di produzione al soffiaggio, alle
linee d’imbottigliamento e
confezionamento, alle aree controllo qualità, sala sciroppi ed infine al
trattamento acque. Inoltre, ha aggiunto come quest’azienda negli
anni abbia fruttato e portato avanti
la produzione e la pubblicizzazione
del marchio “The Coca-Cola
Company” con una panoramica
sulle caratteristiche organolettiche,
sulle proprietà e sui valori
nutrizionali di ogni singola bevanda. Infine, ha terminato comunicando alcune informazioni su come
procede il sistema Coca-Cola in
Italia ed in particolare la distribuzione capillare su tutto il territorio
Siciliano. Al termine della visita a
tutti gli studenti sono state offerte
alcune bibite ed un panino, ed è
stato consegnato loro un booklet
contenente, oltre alla storia
di Sibeg, le informazioni principali
sul plant e una panoramica sui prodotti, l’opuscolo “Il gusto di vivere
bene”, realizzato in collaborazione
con Nutrition Foundation of Italy,
un pratico volume che vuole
sensibilizzare i giovani lettori sull’importanza di un’alimentazione
varia ed equilibrata e di un corretto stile di vita. Abbiamo scoperto
un’azienda molto attenta al rispetto dell’ambiente, al risparmio
"
maggio
2016 - pag. 13
L’importanza del viaggio d’istruzione
energetico, al riciclo e alla proposta di uno stile di vita alimentare
equilibrato. Nel pomeriggio le classi
hanno avuto modo di visitare la città
catanese e di soffermarsi su alcuni monumenti artistici del centro
storico come: Piazza Duomo situata in un punto nevralgico di Catania da cui ha origine Via Etnea, una
delle vie più importanti, il Duomo
dedicato a Sant’Agata patrona
della città, la fontana detta del
“Lenzuolo” che rappresenta, il Fiume Amenano, come un giovane
che tiene una cornucopia dalla qua-
le fuoriesce dell’acqua che si versa in una vasca e produce un effetto cascata che dà la sensazione
di un lenzuolo. Altro simbolo della
città, è la Fontana dell’Elefante che
secondo la tradizione popolare questo elefantino, prende il nome
di Liotru, una figura leggendaria e
mitologica di Catania. Inoltre, effettuando un giro sul trenino turistico, gli studenti hanno potuto
ammirare, altri monumenti e scorci caratteristici della città. Infine, i
ragazzi passeggiando per la “superba” Via Etnea si sono diretti
verso Villa Bellini, dove hanno potuto conversare e rilassarsi ammirandone l’aspetto floreale .
Prof.ssa Maria Segreto
Si è da poco concluso il viaggio
d’istruzione del Ruiz a Praga che
ha avuto luogo dal 4 al 9 aprile che
ha coinvolto le quinte classi dei tre
indirizzi di studio. Sono stati giorni
indimenticabili. Si, perché la gita è
una sorta di rituale, una parte fon-
giornate nella visita dei più importanti posti e monumenti della celebre città d’arte. Rinomati e interessanti sono la Torre dell’orologio astronomico e la piazza
sottostante appartenete alla città
vecchia, Staromestske Namesti,
damentale dell’anno scolastico.
Infatti il viaggio d’istruzione rappresenta per quasi tutti i ragazzi il
periodo migliore per rinforzare le
amicizie, conoscere e farsi conoscere più a fondo dai propri compagni e docenti e insieme vedere
luoghi nuovi.
Abbiamo alloggiato presso l’hotel Olimpik, in cui ci siamo ritrovati
con tante altre scuole italiane ed
estere. Impiegavamo le nostre
piazza della Repubblica in cui, oltre ai prestigiosi locali, si trovava il
grande centro commerciale
Palladium, dove abbiamo avuto la
possibilità di passare un intero pomeriggio all’insegna del divertimento e dello shopping.
Una tra le più belle visite è stata quella alla cattedrale di San Vito,
particolare per la grande struttura
in pietra in stile gotico. Un’altra
giornata è stata dedicata alla visita
dei castelli boemi di Konopiste e di
Karlstejn, che ci hanno permesso
di stare a contatto con la natura,
ammirando lo splendore dei paesaggi di montagna e la tranquillità
dei laghetti circostanti. Non è mancato il giro in battello sul fiume
Moldava che attraversa la città,
facendo sì che noi studenti vedessimo la città da un altro punto di
vista. Caratteristici del fiume sono
i ponti sovrastanti, il più antico e
frequentato è il ponte San Carlo,
meglio conosciuto come “ponte dei
santi”.
La città, oltre ad essere affascinante dal punto di vista storico
e culturale, lo è anche per la
movida notturna, infatti nei vicoli e
nelle vie principali non mancano
pub e coffe shop, punto di ritrovo
per gente di tutte le età. Inoltre nella
città ci sono due delle più grandi
discoteche conosciute e frequentate dai ragazzi di tutto il mondo
come il Duplex e il Karlovy Lazne.
Alla fine del soggiorno siamo
rientrati in Italia entusiasti dell’esperienza vissuta in quest’ultimo
nostro anno scolastico. Siamo certi
che questo viaggio sia servito a ingrandire il nostro bagaglio culturale ma anche ad accrescere il rapporto tra noi ragazzi.
Simona Scionti V AT
Margherita Saraceno VBL
L’ANGOLO DELLA POESIA
SOGNARE
Sognare, quel è il problema?
Senza sogno la terra trema,
proprio come un uomo senza parole,
davanti alla sua donna che gli
ha donato il cuore.
Essa è l’ultima opportunità,
in questa vita piena di avidità.
Evadere dalla realtà,
per sconfiggere l’intera umanità.
Amore mio, ti penso ogni sera,
chiudo gli occhi e il mio sogno
si avvera.
Sognarti, dove sta il problema?
Il cielo è buio, mentre la mia testa rema.
Il tuo dolce viso inizio ad immaginare,
mi vien quasi voglia di volare,
partire insieme a te,
tu regina ed io per sempre il tuo re.
Ti porterei nel luogo da te sognato,
Farei un accordo con il fato:
“Per una vita insieme a lei, la
mia anima darei”.
Principessa, amarti è così complicato,
quasi come contare i fili d’erba
in un prato.
È andata così e nulla posso modificare,
l’unica cosa bella che mi rimane è sognare, sognare..
Stefano Noè 5AL
IL SORRISO
Il sorriso nel tuo volto
che parla ed è stravolto
narra la sua storia
di cui ci s’innamora.
La brezza che lo accompagna
leggera lo accarezza,
in quel suo fil di voce
lentamente si spezza.
Poche parole
il mio sorriso vuol dettarti:
chiudi gli occhi,
pensa a sognarci.
Giuseppe Messina 3^BL
PERSA
Vibrazioni
Lente percorrono
percuotono
stona il silenzio
Sibili di mani
Che carezze sconoscono
È dunque sparito l’amore
No, sono geloso
È il senso di perdita
di ciò che più non mi appartiene
O mai è stato mio
Perché amore non è sesso
Né di lei il possesso
Luca la Rosa V CT
numero " maggio 2016 - pag. 14
IL DESTINO NON ESISTE
Ho sempre pensato che l’uomo, vittima di una grande sofferenza, abbia attribuito alla parola ‘destino’ un significato errato, inteso
come sorte assegnata a ciascun
uomo, stabilita da una forza superiore che ha il compito di decidere
il corso degli eventi.
manipoli la nostra vita.
Ciascuno di noi è artefice del
proprio destino e come tale ha il
dovere di assumersi le responsabilità delle proprie azioni. Lo siamo ogni qual volta mettiamo il naso
fuori dalla nostra abitazione e ci
poniamo come guidatori di un ci-
Ho sempre creduto che l’uomo, sentendosi impotente dinanzi
ad una grande sofferenza, abbia
immaginato una forza maggiore ed
astratta responsabile della nostra
esistenza, alla quale ognuno di noi
non può tener testa.
Che sia servito o meno ad alleviare una sofferenza, credo sia inutile ed altrettanto sbagliato
crogiolarsi nell’idea che qualcuno
clomotore. Lo siamo quando, senza pensarci, sfidiamo la forza di
gravità a bordo del nostro veicolo
a due ruote.
Ognuno di noi dovrebbe realizzare che le nostre azioni sono come
dei pezzi di puzzle, i quali possono
contribuire a rendere il mondo un
posto meraviglioso.
Ciascuno di noi, in quanto potenziale killer o vittima della stra-
da, può essere causa di dolore per
chi lo circonda. Ogni ragazzo,
seppur abbia una piena padronanza del proprio mezzo di locomozione, non deve mai compiere operazioni avventate in quanto il pericolo è sempre in agguato.
Il conformismo tra i giovani è
sempre più frequente e non è raro
trovare un ragazzo che istighi un
suo coetaneo a provare l’ebbrezza della velocità. Penso che ciò sia
una conseguenza dell’idea errata
che ognuno di noi ha del destino.
Non esiste nessuno in grado di manipolare la nostra vita e, fin quando questo non sarà chiaro nelle
menti di tutti, nessuno potrà mai
immaginare che quel ragazzo, che
qualche anno fa abbiamo istigato
a sfrecciare a bordo di un ciclomotore, sia proprio quello che in un
futuro non molto lontano possa
scontrarsi con noi, facendoci quindi diventare killer e vittima della
strada contemporaneamente.
Se state pensando che la mia
idea per rendere il nostro cammino più sicuro sia quella di fare in
modo che la mentalità di ognuno di
noi si apra, allora avete centrato il
punto. Socrate,così come Platone,
sosteneva che un’azione immorale scaturisce dall’ignoranza. Non
è possibile compiere un’azione benevola se non diamo il giusto peso
alla parola ‘bene’. Analogamente,
non è possibile costruirsi il proprio
futuro se continuiamo ad affidarci
a qualcosa di astratto che lo faccia al posto nostro.
Giovanna Arcidiacono
3^BL
Progetto SCUOLA SICURA: riflessioni e commenti ...
Quando ho proposto ai ragazzi di scrivere le loro emozioni con un messaggio si sono scatenati, ma non sempre
sono riusciti ad essere sintetici. Prof.ssa Marinella Strazzulla
“E’ stata un’esperienza bellissima’’ Marco Segreto
“E’ stato tutto velocissimo, un’esperienza indimenticabile.Dopo aver montato le tende ho sentito per
la prima volta all’altoparlante “Esercitazione, Esercitazione, Esercitazione!”. Sono corsa verso la tenda
dei truccatori insieme ai miei compagni pensando a trucchi normali, un po’ finti. Ma ho capito subito
che là nessuno scherzava.Hanno simulato sul mio corpo prima una ferita da taglio, poi un trauma
cranico, epistassi, poi ancora frattura esposta, decesso, ematoma sull’addome e per finire... una mano
amputata.E’ stata una corsa contro il tempo..Ambulanze, camionette dei Vigili del fuoco, Protezione
Civile,Misericordie, ROSS,.. una lista infinita.Non ho fatto solo la cavia, sono anche stata in centrale
operativa, ho fatto un soccorso, mi sono messa sempre a disposizione, diciamo che non mi sono mai
tirata indietro....e ho imparato tantissimo. Credo e spero di poter continuare a fare la vita da volontaria ed essere a tutti gli effetti soccorritrice.”
Carola Spataro
‘‘Un’esperienza ricca di emozioni, di fatica e di voglia di fare accanto a chi si spende per la comunità,
senza chiedere nulla in cambio, per migliorarsi e rendersi sempre efficienti in caso di necessità. Un
modo per arricchire le proprie conoscenze, per conoscere nuova gente, per mettersi alla prova.Di
questa esperienza non dimenticherò mai il sorriso di chi dopo aver prestato un buon soccorso si sente
soddisfatto, sorriso di chi viene ripagato del bene che fa con un semplice grazie ma nonostante ciò dà
comunque il meglio di sè’’.
Gregory Giuliano
“Esperienze che ti cambiano la vita”. Gloria Giliberto
‘‘Con questa esperienza ho imparato tante cose e ho capito che aiutare le persone e fare volontariato
è bellissimo. Aiutare il prossimo, salvarlo, curarlo, sono gesti nobili di altruismo che ti colmano la vita
e ti fanno sentire soddisfatto. Ancora ho tante cose da imparare così da ieri ho dato la mia adesione
per diventare volontaria della Misericordia al 100%. E’ stato faticoso ma anche divertente, di certo
un’esperienza indimenticabile’’.
Erika Luglio
“Per partecipare a questo corso Scuola Sicura ho dovuto fare una scelta, tra questo ed il corso
d’inglese B1, tra l’altro già pagato .Ho scelto Scuola Sicura e lo rifarei altre mille volte. Ho imparato
qualcosa che ha più valore dell’inglese , secondo me, lo spendersi per gli altri! Mi ha aiutata a crescere e
a capire che la vita è qualcosa di prezioso. Mi ha fatto sentire parte di qualcosa di importante e mi ha fatto
capire quanto io stessa possa essere importante per gli altri, se sono capace di prestare il mio aiuto. Quindi
fa sempre ciò che ti senti di fare!”
Sabrina Fasano
“Che dire?! Non ci sono parole per descrivere questa fantastica esperienza... E’ vero, è durata pochissimo, ma abbastanza da farci vivere dei momenti indimenticabili.”
Cristina Maglitto
Il nipote intervista il nonno
“ Il voto non ha prezzo”
Testimonianza diretta di storia partigiana.
Nome, cognome, nome di battaglia e data di nascita.
- Santo Serranò, nome di battaglia “Santino”, nato a Siracusa il
29 aprile 1923. Cosa facevi prima
di unirti alla Resistenza?
Ero nella marina militare.
Quando ti sei unito alla Resistenza?
-Mi sono unito alla
Resistenza dopo il
’43, quando il Re
d’Italia Vittorio Emanuele ci abbandonò. I
motivi per i quali mi
sono unito alla Resistenza sono tanti; in
particolare perché i
fascisti abusavano del
loro potere, ho visto
bruciare un paese
senza motivo alcuno.
Però la goccia
che fece traboccare
il vaso fu durante una
disputa: mi incontrai
con un fascista, che
non faceva altro che
insultarmi additandomi come siciliano;
dopo varie provocazioni e insulti reagii e fui denunziato. Per tal motivo fui costretto a
scappare in montagna. Grazie ad
un amico che mi aiutò, mi unii alla
terza compagnia della brigata “Giustizia e libertà”, IV zona operativa, del battaglione Antonio Cintoli.
Quali furono le prime impressioni della tua brigata?
-Le prime impressioni della mia
brigata? Era un gruppo di circa 20
ragazzi, pressoché ventenni, che
combattevano per un ideale, per
una patria che voleva essere libera, con diritto alla parola e senza
paura.
Il comandante della brigata era
Guerrieri Amelio (un eroe), fu promosso a medaglia d’argento, un
ragazzo che all’epoca aveva appena 23 anni, fu una persona squisita sia come carattere che come
coraggio. Il suo coraggio ci salvò
tutti.
Quali erano le tattiche che utilizzavate durante gli scontri con i
fascisti/nazisti?
-Lo stare in guerra quando non
si hanno i giusti armamenti è molto
difficile, avevamo molto poco per
combattere i fascisti e i tedeschi,
tutto era questione di tempistica.
Facevamo attacchi mirati a caserme fasciste, più che altro per
infastidire e indebolire il più possibile il nemico. La tattica che utilizzavamo era più che altro “pizzica
e fuggi”.
Quale fu la battaglia più importante a cui partecipasti?
-Fu la battaglia che si ebbe tra
noi partigiani ( che eravamo circa
un migliaio) e le forze nazifasciste
(che erano circa 20.000) nella zona
del Monte Gottero (Liguria). Più
che battaglia fu un rastrellamento
di massa per annichilire le brigate
partigiane prima della primavera.
Tutto iniziò il 20 gennaio del
1945, mi ricordo che, nonostante il
tempo piuttosto sereno, il freddo era
pungente e ogni tanto venivamo
accolti da forti nevicate. Iniziò il
rastrellamento con i tedeschi che
cercarono di circondarci venendo
dall’Emilia Romagna, dalla Toscana e dalla Liguria circondando tutta la IV zona operativa (estenzione
della provincia di La Spezia).
Il comandante generale era il
colonnello Fontana, un ex ufficiale
dell’esercito, era lui che dirigeva
tutti; non riuscimmo inizialmente a
contrastare l’attacco nemico soprattutto con l’artiglieria che avevamo, motivo per il quale facevamo degli intrattenimenti mirati dando tempo alle altre forze di riunirsi. Ci riunimmo a Monte Gottero e
ci fu dato l’ordine di sganciarci.
Partimmo nella notte del 20
gennaio in direzione di Valeriano;
lì, per evitare i tedeschi che ormai
ci avevano circondati, dovemmo
attraversare il fiume gelato, riuscimmo a passare in mezzo senza
essere visti, eravamo così vicini che
sentivamo parlare tedesco. Nel
passaggio del fiume molti soffrirono e fu lì che il comandante fece
almeno cinque volte avanti e indietro portandosi addosso i compagni
che non ce la facevano.
-De Gasperi andò in America
e si presentò a nome della Resistenza. Inizialmente gli inglesi e gli
americani sfruttavano la Resistenza; sì, ci fornivano di armi e anche
di qualche provvigione, però non
erano tanto entusiasti. Fu successivamente, quando iniziarono a far
parte attiva della Resistenza che
fecero valere la loro voce. E fu
proprio De Gasperi che ottenne da
parte degli americani il riconoscimento dei Partigiani.
Che messaggio puoi dare ai giovani?
-Di stare attenti e svegli, la politica la devono fare i giovani, ma
la devono saper fare, non devono
vendersi per qualche spicciolo. Noi
quando combattevamo eravamo
poco più che ventenni e lottavamo
per un ideale, per la libertà, per la
democrazia, abbiamo combattuto
tanto per il voto, abbiamo fatto tanti
sacrifici per il voto, il voto non ha
prezzo. GRAZIE, NONNO.
Simone Serranò 3^BL
numero 1
PER CHI AVREBBE VOLUTO VIVERE ANCORA…
Lettera dal Paradiso
Luci che spariscono nell’ombra,
come la luna fra le nuvole che coprono quest’immenso cielo blu.
Occhi annebbiati, il respiro mi si
stringe in gola.
Non basta volgere lo sguardo
in alto per capire se sto bene. Solo
confusione intorno. C’è un uomo
che grida a voce alta chiedendo
testi di canzoni, sposarmi, avere
una famiglia e passare altri sessanta (almeno) cenoni di Natale con i
miei parenti. Ma i sogni son sempre troppi e forse non si riuscirebbe ad avverarli tutti neppure rimanendo in vita.
<<Amore, ti prego, rimani con
me>>. Sento una voce dolce e
aiuto. Sento delle braccia avvolgermi il corpo. Per un attimo non ho
più quello spettacolo stellare dinanzi
a me e la mia vista non mi permette di individuare chi potrebbe essere a tenermi così stretta. Ma io,
avrei riconosciuto quell’abbraccio
fra mille, in vita e in morte, e anche in bilico fra di esse come in
questo istante: mamma! Vorrei dirle che sto bene, vorrei chiederle
scusa se da un momento all’altro
potrebbe smettere di sentire il mio
cuore battere fra le sue mani. Scusa mamma, scusa papà.
E adesso che ci penso. Avrei
voluto fare così tante cose nella
vita: esibirmi su un palcoscenico,
mangiare spaghetti direttamente dal
tavolo (proprio come mi raccontava mio nonno), viaggiare e conoscere almeno la metà dei Paesi del
mondo, scrivere un libro d’amore
e fantasia, salvare delle vite, conoscere i miei cantanti preferiti e
andare ai loro concerti, scrivere
piangente. Il suo fiato emana calore sul mio viso e sul mio collo.
Non sono più le braccia di mia
madre. Sono quelle del mio ragazzo, che mi aveva sempre raccomandata di stare attenta.
Non sarà mai un addio. Quanto mi dispiace abbandonarli qui.
Non voglio che stiano male per
questo, per colpa mia.
Il mio corpo è paralizzato, ma
sento qualcosa di bollente e freddo scorrermi lungo il volto. Qualcuno la sta tenendo, quella lacrima. Sto facendo soffrire la mia
famiglia, e questo non potrò mai
perdonarmelo.
Perdo i sensi. Per un attimo li
avevo recuperati ma stanno andando via ancora una volta, spegnendosi lentamente. Non c’è più tempo per me in questa Terra, non c’è
più tempo per avverare ogni mio
sogno. Fino a qualche secondo,
minuto, ora fa, il timer della mia vita
scorreva senza fretta come ogni
altro giorno. In questo momento,
invece, si sta azzerando. Mi si chiudono gli occhi per l’ultima volta.
Giuro di star provando a tenerli
aperti, ma è come se i miei pensieri e la mia anima stessero abbandonando il mio corpo per andarne
a trovare uno più felice, in qualche
altro piccolo posto del mondo.
Vedo una luce accecante e bianca tirarmi il cuore verso l’alto, e al
‘risveglio’ vedo una distesa di neve
splendente coprire un immenso
giardino. Un ragazzo, più o meno
della mia età, si avvicina e mi racconta l’accaduto. Dice che un
uomo, con una macchina nera
sportiva, mi ha tagliato la strada ad
alta velocità e l’urto così forte mi
avrebbe fatta precipitare lontana
dal mio motorino. La causa? Si era
messo alla guida ubriaco. Allora
non è stata colpa mia. Sono una
vittima innocente. Quanta rabbia!
E adesso mi rivolgo a te, killer
della mia vita. Hai distrutto la mia
esistenza, hai deciso tu di porne il
fine. Ma questo non era compito
tuo. Sarebbe dovuta essere una
mia scelta, non credi? Se ho lasciato per sempre il mio paese, la mia
famiglia, il mio ragazzo, le mie abitudini e le mie amicizie, è solo a
causa tua. Sei stato così incosciente da non avere tempo per metterti nei miei panni. Mettendoti alla
guida ubriaco hai distrutto progetti
altrui, progetti che non ti appartenevano. Tu, egoista, hai preso a
calci tutto ciò che volevo ancora
vivere. E ti assicuro che da vivere
ne avrei avuto tanto, se solo me ne
avessi dato l’opportunità. Se adesso loro piangono, è perché non hai
fatto la scelta giusta, perdendo del
tutto la tua responsabilità. Li senti? Li senti, oppure no?
La cosa che desidero adesso è
che tu stia ascoltando bene tutto
ciò che ho da dirti per una ed una
volta sola. Dato che tu non lo hai
fatto, farò io qualcosa per te: perdonarti! Lo farò nonostante io sia
arrabbiata con te. Quando sentirai
parlare, però, di altre vittime della
strada, promettimi che ti ricorderai di me e del male che hai fatto a
me e a chi mi ha sempre protetta.
Non c’è niente di peggiore che distruggere quel muro di protezione
che mi avevano costruito intorno.
Uscire a passeggiare con gli
amici e pensare che al ritorno la
morte ti sussurra facendoti scorrere un freddo brivido lungo la
schiena. Quel brivido lo sento anche adesso e non ho pace. Hai eliminato ogni mia probabilità di vivere qualcosa per la prima volta.
Ma cosa cambierà? Io ho perso la
vita e tu sarai libero … come tutti
gli altri.
Solo ora comprendo che la prudenza non è mai troppa. Avere il
casco allacciato non basta se gli
altri non prestano attenzione alla
loro stessa guida, e non basteranno neanche quelle poche luci ad illuminare una via. La strada, di notte, dovrebbe essere irradiata dalle
lampade quasi come fosse giorno.
Bisogna avere occhi vivi, sempre!
Per capirlo, però, non è necessario morire.
Rispettate la vostra vita e abbiatene rispetto soprattutto di quella
degli altri.
Ma queste sono solo lettere dal
Paradiso, scritte da vittime come
noi.
Dedicata a tutti coloro che
avrebbero voluto vivere ancora.
Marina Manzella 3^BL
QUANDO C’È UNA META ANCHE IL DESERTO
DIVENTA UNA STRADA
Bisogna, però, avere anche il
coraggio di percorrerla quella strada. Lo sa bene Remon, ragazzino
egiziano che vive la sua vita tra gli
affetti della sua famiglia, del suo
giovane amore Madonna, di suo
fratello Andro.
Il suo quotidiano viene spezzato dalla guerra, dal dolore che si
prova ad essere diversi.
Diversi si, perché Remon prega un Dio che a detta degli altri è
diverso. Remon è cristiano coopto
in mezzo ad egiziani musulmani
ribelli.Ma Remon ha un sogno, ed
è disposto a rischiare la sua vita
per realizzarlo.
Questa è la storia del nuovo
romanzo di Francesca Barra, una
storia toccante e unica.
La storia vera di un ragazzo
scappato dalla violenza del suo paese con una valigia piena di sogni.
La storia di una comunità, quella italiana, che fa della tolleranza e
dell’accoglienza il suo fiore all’occhiello.
Il sogno di Remon è cercare
la libertà, quello stesso valore che
nel suo Egitto non esiste più. E’ sta-
to smarrito. Lui, cristiano copto, è
costretto a vivere costantemente
con la paura di essere ucciso o di
veder soffrire i propri cari. Lui che
ha un rapporto così vero, profondo
ed orgoglioso con la sua fede, ora,
per sopravvivere dovrebbe metterla a tacere, privarsi di quel calore
che sale forte fin dal luogo più intimo della sua anima e non può permetterlo.
Remon ama studiare e da grande vuole diventare un ingegnere
informatico.
Ma con il dolore nel cuore sa
bene che non c’è spazio in quei luoghi per i suoi sogni, che non potrà
mai afferrarli e trasformarli in realtà. Per questo motivo, senza dire
addio alla sua famiglia, abbandonando quel familiare calore che lo
riscaldava nei momenti più difficili, intraprende il viaggio più difficile della sua vita, il viaggio della
speranza.
‘‘Il mio viaggio in mare è iniziato il 6 luglio 2013, è durato
centosessanta ore. E preferirei
morire pur di non dover più compiere quel viaggio”.
Saltando da una barca all’altra,
nelle mani dei trafficanti umani,
Remon se ne sta rannicchiato in
un angolo, con la paura negli occhi, la stessa negli occhi di tutti gli
altri.
Il mare nasconde le stelle. E
allora le lacrime vengono giù minacciose, avanzano i sensi di colpa, si fa strada la nostalgia che brucia il petto.
Ho pensato: ma che fine hanno fatto le stelle? Può la distesa
del mare nasconderle? Perché
intorno c’era solo buio. Come nel
peggiore degli incubi. Non una
luce su nessuna imbarcazione,
non una pila, una candela, non
la luce della luna o il riflesso delle stelle.
Un viaggio durante il quale il rumore della paura sovrasta potente
il perenne silenzio che cala tra persone sconosciute, incapaci di parlare o di confrontarsi.
Uomini, donne e bambini accompagnati dalla cieca solitudine,
costretti a soffrire la fame e la sete,
sottoposti alle peggiore angherie e
ai più infidi soprusi da parte degli
scafisti che vedono in loro
solo numeri, soldi e guadagni
sicuri.
Da ore nessuno parlava
con nessuno. Solo pochi monosillabi, poi si guardava altrove. Perché era difficile
pensare a se stessi. In quel
momento dovevamo essere
tutti estranei , tutti egoisti.
Perché conoscerci voleva
dire preoccuparsi di un’altra
vita.
Non sono più persone.
Credere il contrario sembra
ogni giorno più difficile..
Eppure Remon non si sente solo. Alzando gli occhi al
cielo osserva in quella distesa buia sopra la sua testa centinaia di stelle, pronte a custodire tutti i suoi sogni.
Quegli stessi sogni che gli permetteranno di non perdersi mai.
Ma di lottare, di andare avanti, passo dopo passo, con un coraggio e
una forza di volontà tali da fare invidia a molti uomini.
Poi il respiro riprende e si tocca la terraferma. Remon arriva in
"
maggio
2016 - pag. 15
Italia e nonostante il tempo che
passa si sente smarrito, gli manca
la famiglia, l’amore di una famiglia.
Ricorda la cucina della madre, i
sacrifici che il padre faceva affinché lui e il fratellino studiassero.
Gli manca il calore di chi ama, le
carezze di una mamma. E tutto
questo gli viene dato da Carmelo e
Marilena , da tutte quelle persone
che gli hanno teso la mano e gli
hanno mostrato un po’ di umanità,
a quelle persone che hanno ascoltato il suo silenzio e il suo italiano
che zoppica, a persone che non
permettono ai pregiudizi di fare di
tutta l’erba un fascio.
Accanto ad occhi diffidenti e
parole soffocate, Remon troverà
negli occhi di chi si prenderà cura
di lui quella stessa umanità che credeva oramai perduta, andando a
riaccendere quella speranza che,
in fondo, dal suo cuore non se ne
era mai veramente andata.
« Quando cominci a essere
non solo un numero, ma anche
una storia che si ascolta e si
cerca di comprendere. Quando
ti guardano negli occhi senza
disprezzo! »
Anche nella vita i piccoli miracoli esistono: quello di Remon si
chiama affido.
Forse la forma più alta e pura
dell’amore incondizionato, quello
che due genitori sanno donare naturalmente, senza aspettarsi nulla
in cambio, ma con in più la consapevolezza - e forse la taciuta paura - che tutto possa sparire e finire da un momento all’altro.
« Perchè ci sono tante forme di amore e tanti tipi di famiglia. Da quel momento ho pensato che oltre a tanto spazio nel
cuore, potessero esistere anche due famiglie.. »
Oggi Remon, vive ad Augusta
con la sua famiglia affidataria e
grazie all’affetto degli amici, il pieno inserimento nella realtà parrocchiale e nella fraternità della Gioventù Francescana, l’appoggio degli insegnanti e l’impegno e la passione per lo studio giorno dopo giorno corona il suo “sogno” di libertà
e ritrova la speranza e il coraggio
di sorridere ancora.
Remon ha così scoperto che
anche dal mare si può volare.
E le stelle, quella notte, le ho
viste a una a una e non si nascondevano più. Anzi. Mi mostravano
una nuova vita.
Anna Giulia Sicari 4AL
numero " maggio 2016 - pag. 16
IL RUIZ ALL’INFIORATA DI NOTO
Quest’anno l’Infiorata di Noto,
una tra le più belle manifestazioni
turistiche dell’intera Isola, ha visto
vede la partecipazione del 2° Istituto d’Istruzione Superiore
Arangio-Ruiz, che in collaborazione con il Comune di Noto, ha ide-
ato un progetto di Alternanza
Scuola Lavoro, per le classi 3AT,
3BT ,3 AF della Ragioneria e per
la 3AL del Liceo delle Scienze
Applicate, dal titolo “L’Infiorata
ospita il mondo”, con l’intento di
sviluppare negli studenti delle
professionalità nel settore dell’accoglienza e della promozione di
eventi.
La manifestazione, nata
trentasette anni fa dall’incontro di
artisti infioratori della città di
Genzano e di Noto, oggi rappresenta, infatti, una vetrina internazionale che può garantire agli stu-
denti un’occasione di crescita culturale e professionale.
Il progetto, coordinato da un
tutor esterno, il dottor Angelo Vella,
ha coinvolto 61 studenti che, seguiti dai tutor interni prof. Tiziana
Coppola, Elina Scionti e Paolo
Trigilio, hanno svolto diverse
tipologie di mansioni turistico-cul-
turali, tra cui l’accoglienza, la capacità organizzativa, la promozione, le relazioni con il pubblico e la
propaganda.
In particolare gli studenti hanno ricoperto ruoli di font o back
office, a seconda delle esigenze, in
postazioni e per attività diverse
come il Convitto Ragusa che ospita la mostra di pittura “Warhol è
Noto” e la mostra sulle Arti Effimere nel mondo; le vie Nicolaci e
Galilei, sedi dell’Infiorata; la Chiesa
Montevergini, la Sala Gagliardi, il
Teatro comunale dove si sono svolte altre importanti performance
artistiche, musicali, teatrali ed
enogastronomiche.
Insomma, una nuova opportunità per i nostri fortunati studenti a
cui sicuramente la città di Noto, con
il suo magico Barocco, ha regalato momenti indimenticabili!
La redazione
GAL VAL D’ANAPO
Stanno per terminare le fasi di
rilievo in campo del progetto di Alternanza Scuola Lavoro, strutturato per le classi terze dell’ITST, dal
titolo “Analisi, acquisizione ed
elaborazione di elementi territo-
riali finalizzati al censimento
della rete elettrica e della rete
idrica ricadenti all’interno del
territorio
comunale
di
Canicattini
Bagni
(SR).
Implementazione del dato su
software open source GIS e realizzazione di un sistema informativo territoriale”. Le attività programmate in collaborazione con il
GAL Val d’Anapo- Agenzia di Sviluppo degli Iblei e con il Comune
di Canicattini Bagni (SR) hanno
come obiettivo la realizzazione di
una mappatura delle rete elettrica,
delle rete idrica e della rete fognaria
in maniera tale da informatizzare i
dati e renderne possibile la
visualizzazione su un dispositivo
informatico fisso o mobile.
Nella fase di elaborazione successiva gli studenti si cimenteranno a costruire giorno dopo giorno
la loro “applicazione” territoriale:
una carta tematica interattiva, finalizzata alla valutazione, allo studio e alla risoluzione di varie
problematiche aventi la comune
caratteristica di essere legate al
territorio.
Catalogando così i dati sarà
possibile derivare informazioni di
carattere statistico, visualizzare la
tabella relativa agli attributi, esportare gli attributi, creare una mappa
che mostri le entità selezionate.
Alla fine del percorso le informazioni acquisite e geolocalizzate
consentiranno a qualunque utente,
connettendosi alla rete internet, di
visualizzare, leggere, elaborare,
copiare i dati interrogando
interattivamente la mappa con lo
scopo di conoscerne gli attributi
associati.
Prof.re Angelo Santacroce