N° 03 del 01/02/2008
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Transcript N° 03 del 01/02/2008
R O C C A DA S P I D E
Auricchio
risponde
a Martinangelo
pag. 9
B A T T I PA G L I A
I bar di
Ernesto
Giacomino
pag. 2
DIANO
Convegno
su ambiente
e papilloma
C A PA C C I O
pag. 13
Il Consorzio
vara il
bilancio 2008
pag. 11
E BO L I
Politica
e
cabaret
pag. 3
Ann o X n°03 - www.unicosettimanale.it - 1 febbraio 2008 € 1,00
Editore: Calore s.r.l. Sede Legale: Via S. Giovanni, 86 - Villa Littorio - Laurino (Sa); Sede Redazionale: Via della Repubblica, 177 - Capaccio-Paestum (Sa) - Poste Italiane - Spedizione in a.p. - 45% - art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Dir. Com. Business Salerno -Abb. annuale 20,00€
Aspiranti eroi
della storia
CANDIDACAMPANIAFELIX
di Oscar Nicodemo
A GROPOLI
Pepe pensa
alle biomasse
a pag. 5
Ho assistito, di recente, alle
prove generali della “Tosca”, al
“Teatro dell’Opera” di Roma.
Costretto più o meno a riflettere
sul melodramma pucciniano, mi
è stato chiaro, sin da subito, che
la mia attenzione non si sarebbe
affatto concentrata sulla limpida
Tosca o sul suo romantico
amante, Cavaradossi, ma sulla
più complessa figura del marchese Scarpia, un distinto signore del male.
E così è stato. Ho seguito con
occhi accorti ogni passo, ogni
gesto, ogni minimo movimento
del baritono che interpretava il
mio ripugnante personaggio preferito, senza dubbio un minore
rispetto ad un soprano che si esibisce nella celebre “Vissi d’arte”,
o ad un tenore che spadroneggia
nella sublime e melodica sofferenza di un aria altrettanto prediletta come “E lucean le stelle”.
Insomma, per farla breve, nel
1900, l’arte operistica consegnò
alla storia della musica colta un
ingegnoso e fastidioso malfattore. Senza alcun dubbio una ca-
A LBURNI
Castelcivita
torna a votare
a pag. 6
C AMPAGNA
Destra storaciana
contro il Puc
a pag. 7
R OSCIGNO
Luca Iannuzzi,
sindaco che unisce
a pag. 10
Sul Cervati, la vetta incontaminata della regione
articolo a pag. 8
La stazione del marinaio
di Sergio Vecchio
continua a pag. 12
Ept e Provincia,
cento webcam al
capezzale del turismo
“Web camere in ogni luogo con
valenza turistica della provincia di
Salerno” questa è l’arma a cui si
affidano Angelo Villani, presidente
della provincia di Salerno, e Vito
Caponigro, direttore dell’Ept
(azienda provinciale per il turismo). Ogni angolo dei grandi attrattori, e le città della provincia
saranno “scandagliati” dalle telecamere al fine di tradurre sul
web la differenza che c’è tra la
provincia più naturalista d’Italia e
il catino tracimante di rifiuti che
è Napoli e provincia. In questo
progetto, dal titolo molto significativo: “Non solo Napoli” saranno coinvolti la Camera di
commercio e il sistema della banche di credito cooperativo che
hanno già assicurato il loro appoggio economico all’iniziativa.
continua a pag. 10
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al prezzo
di 1 euro
POLITICI
SCOPPIATI
Politica sempre più scoppiata nelle zone interne del
salernitano. Gli incendi sono più evidenti vicino ai
bidoni oggi più vuoti ed irrilevanti: le comunità montane. Gli Alburni sono in subbuglio: si scioglie il consiglio comunale di Castelcivita per le dimissioni di 7
consiglieri, e per l’onda lunga della presenza nell’ente, a Sicignano per qualche ora ha lasciato il sindaco Alfonso Amato e, nel momento in cui
scriviamo, non s’intravvede la conclusione della lotta
per la presidenza fra Ezio Russo, Franco Martino ed
Immacolata Rosolia. Vicenda, quest’ultima, che rischia di destabilizzare definitivamente più di un comune. Nel Calore Salernitano il punto di crisi più
acuta è Albanella: Giuseppe Capezzuto e Renato
Iosca non nascondono più l’aspra contrapposizione
che li anima. E che trova il punto più acuto nell’ente
comunitario. Dappertutto sotto accusa c’è quel Pd
che non riesce a dare una linea unitaria ai suoi uomini. Che si dividono La vicenda di Castelcivita è fra
le più emblematiche: non riuscendo a “sfruttare” collettivamente le grandi risorse che Madre Natura ha
fornito ci si accapiglia da anni intorno al destino di
una strana società, mista solo di nome, ma ad intero
capitale pubblico. E c’entra sempre la comunità montana: a Mario Tedesco la maggioranza di Castelcivita
aveva promesso aperto sostegno proprio nell’ente
montano, impegno poi non onorato.
continua a pag. 7
altri articoli a pag. 6
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c/c postale n° 53071494 int. Calore srl
c/c bancario BccAquara n° 40585 ABI 08342 cab 76140
!
NTO
P
U
IL
Marinai di montagna
e pastori di mare
Le Comunità Montane, a pochi
giorni dell’entrata in vigore della
nuova regolamentazione che ne
ridefinisce i confini e, in parte, ne
modifica le competenze, sono entrate in fibrillazione ed i risultati
sono sotto gli occhi di tutti.
Maggioranze che si fanno e disfanno nel giro di una notte. Partiti
che si fondono e si confondono
senza soluzione di continuità in
una fornace che cuoce i “mattoni”
dei resti della credibilità politica
dei soggetti, quasi sempre gli
stessi, che occupano e “preoccupano” il panorama politico delle
nostre terre.
In questo quadro può accadere
che amici si traducono in implacabili avversari, che compagni si accompagnano a neofascisti, forzisti
abbracciano dipietristi, socialisti si
scagliano contro i comunisti…
marinai che scalano montagne mai
viste, pastori che veleggiano
strambando sotto il segno dei
pesci.
continua a pag. 8
2
Battipaglia
N°03 1 febbraio 2008
Buonuomo: intervenire in fretta sul CDR
Raccolta differenziata, riciclaggio e diminuzione dei rifiuti
In questi giorni così turbolenti per la
nostra regione, tanto da rievocare secondo alcuni i giorni del post-terremoto, abbiamo incontrato il
Presidente di Legambiente Campania, Michele Buonuomo, che da anni
combatte costantemente contro le
ecomafie e per un ciclo integrato dei
rifiuti, che anziché penalizzare la nostra economia, sia virtuoso, ecocompatibile
ed
economicamente
vantaggioso.
Presidente Buonomo, come valuta
il “piano De Gennaro” per affrontare l’emergenza rifiuti, anche tenendo conto di tutte le proteste che
ha fin da subito scatenato?
Beh, credo che le proteste siano inevitabili. La popolazione campana è
stanca, disillusa, sfiduciata, a volte
allarmata oltre misura, perché a volte
si fa confusione tra rischi reali e demagogia. Credo, però, che De Gennaro sia arrivato qui per porre fine
all’emergenza, anche con l’utilizzo
di misure forti e antipopolari. La sua
è una politica a breve termine, per far
fronte all’emergenza, ed in quanto
tale la condividiamo, ma è chiaro che
dopo la tempesta bisogna ricostruire
le case dalle fondamenta, quindi bisognerà approntare una politica a
lungo termine. A mio avviso ha allo
stato attuale due possibilità: chiedere
aiuto alle altre regioni, che però fino
ad ora non hanno mostrato grande
disponibilità, oppure trovare dei luoghi, già pronti, dove depositare questi rifiuti. Trovare un “grande buco”,
come lui lo ha definito, che poi in realtà sono più buchi, non uno solo. E
qui bisogna lavorare con il bisturi.
I siti scelti sono, a suo avviso, quelli
giusti?
Noi abbiamo consigliato a De Gennaro di non toccare nervi scoperti.
Per ciò che riguarda le discariche, e
mi riferisco a quelle di Villaricca,
Montesarchio e Difesa Grande di
Ariano Irpino, i siti scelti riescono ad
inghiottire 10mila tonnellate di rifiuti
al giorno, vale a dire la produzione
giornaliera campana di 7.000 tonnellate, più 3.000 tonnellate di rifiuti
pregressi, vale a dire quelli che sono
a giacere per strada da settimane. In
più in tal modo si libereranno gli impianti di CDR, come quello di Battipaglia, che oggi non possono più
lavorare a causa della presenza di
enormi quantitativi di rifiuti, trattati e
non. I siti di stoccaggio delle ecoballe vanno viste come soluzioni
tampone e momentanee. Il tutto deve
partire, invece, da una diminuzione
della produzione pro-capite di rifiuti
e da una spinta imponente verso la
raccolta differenziata ed il riciclo.
De Gennaro ha detto di voler riconvertire l’impianto di CDR di Battipaglia, cosa significa?
Innanzitutto metterlo a norma, in
quanto in questi anni avendo lavo-
rato in regime di sovraccarico, anche
a causa dei ritardi nella raccolta differenziata, ha subito uno “stress”
Il CDR di Battipaglia per ora è
fermo, ma in questi giorni, se non vi
saranno intoppi al piano preventivato, dovrebbe essere liberato dalle
ecoballe presenti nel piazzale antistante e dai rifiuti che occupano i
suoi capannoni. Dopodiché sarà utilizzato, sempre nei piani del Com-
missario, per metà per produrre CDR
e per metà per produrre Compost,
terriccio biocompatibile prodotto con
la parte umida dei rifiuti.
C’è un rischio ambientale per il
CDR di Battipaglia?
La situazione è seria e bisogna intervenire presto, ma non bisogna allarmare inutilmente la popolazione. Ci
sono esalazioni di gas e fuoriuscita
di percolato che potrebbero diventare
pericolose, ma il commissario ha comunque la situazione sotto controllo
e noi cerchiamo, per quel che possiamo, di tenere monitorato il sito di
Battipaglia, così come gli altri siti regionali.
In questo momento sul territorio comunale è funzionante anche un’altra discarica, perchè?
Sì, i siti di stoccaggio provvisorio
aperti in diversi comuni campani,
come a Battipaglia, sono effetto di
una raccolta differenziata che non
funziona a regime. I Comuni che
hanno accumulato sono quelli che
hanno raggiunto i minori tassi di rac-
colta differenziata. Altri Comuni
come Bellizzi e Pontecagnano, che
hanno percentuali più alte di differenziata non hanno avuto bisogno di
aprire siti di stoccaggio comunali.
Nel piano sembra sia entrata in un
primo momento anche la discarica
di Parapoti, poicos’è cambiato?
Il discorso di Parapoti è un discorso
a parte. Penso che sull’apertura pesi
un veto diretto del Presidente della
Repubblica, che si impegnò all’epoca, con la propria parola, a non
riaprire per quella discarica.
Nel momento in cui forse la credibilità delle nostre istituzioni ha toccato il fondo, creando un abisso tra
i cittadini e la classe politica, credo
che l’impegno diretto del Capo
dello Stato con i cittadini di Montecorvino e dei paesi limitrofi, debba
essere rispettato fino in fondo.
Valerio Calabrese
V ideopizzini
Parecchi ne attribuiscono il merito
all’incalzare della movida, altri agli
aumenti di paghette agli adolescenti,
altri ancora ad un – improbabile – affinamento delle capacità imprenditoriali dei gestori. Fatto sta che
quello del bar aperto full-time, 24
ore su 24, è un fenomeno che sta
prendendo sempre più piede in ogni
zona di Battipaglia. Il che collocherebbe la mia, di adolescenza, in
un’era antidiluviana oggi poco immaginabile, in cui un caffè in seconda
serata lo prendevi solo se avevi dietro thermos e bicchierini, oppure
mettendoci tempo e pazienza per
una puntatina a casa e un coito
breve ma intenso con la moka di famiglia.
Oggi, no.Via via, col passare non dico
dei mesi o delle settimane, ma addirittura dei giorni, qua è sempre più
un accodarsi di aperture notturne
che neanche Capri, o Ibiza, o Las
Vegas in alta stagione. E non parlo
solo di quei bar pomposi e fricchettoni di sempre, col personale in livrea, i tavolini apparecchiati in
fantasie cachemire e, ovviamente, lo
scontrino a salasso (dove il the caldo
ti arriva insieme a un “tiè” sarcastico
del cameriere).
Nossignori: qua c’è gente che fa il
notturno pure con locali che a
stento hanno lo spazio sufficiente
per Gaggia e tazzine, ché quand’è
tempo di gelati devono aprirsi una
succursale nel negozio accanto a
ospitargli il bancone, e se gli arriva
una partita di birra in più va bevuta
tutta prima dell’apertura o non c’è
dove accasarla.
Tanto, che sia grande, piccolo o minuscolo, quello che conta ormai non
è più lo spazio che hai avanti, ma
quello dietro. Quello sopra. Quello
sotto. Qualunque spazio, insomma,
che con la scusa di fare da cesso e
retrobottega abbia almeno una parete libera per infilarci la cascata di
videopoker d’ordinanza. O videoflipper, o videobriscola, o videosubbuteo, o videoaccidenti vari.
Perché, ringraziando Iddio, i vizi sono
fra le poche cose che l’uomo non
consuma a orari comandati.
E l’autodistruzione è un prodotto
che si vende sempre, con o senza inflazione, recessione o stagnazione.
Per cui, secondo la più fessa delle
leggi di mercato (arraffa l’arraffabile
che non è peccato) altro che chiudere e mandarli a casa a un certo
orario, ‘sti sfigati qua, almeno a baciare i figli che dormono o darsi tipo
un time-out in cui riflettere sulla
possibilità di smettere: nossignori,
teniamoceli qua.Teniamoli il più possibile nel retrobottega al buio, separati dalla gente “per bene” dal telo
spesso o dal divisorio insonorizzato,
immersi nella loro disperata voglia di
rifarsi e al fumo vietato che però
concediamo loro – a loro, solo a
loro – perché non sia mai detto che
escano un solo attimo per una chiacchiera o una sigaretta, dovessero
avere un incontro propizio con la ragione, un’illuminazione mistica, un
sano e doveroso disgusto verso se
stessi.Teniamoceli qui, inchiodati prigionieri, con lo sconto sulla Peroni
di Ernesto Giacomino
e quella confidenza da intimi amici
che altrove non troverebbero.Teniamoceli, che così si mangia. Si mangia
a sbafo, a scrocco, a oltranza, molto
più di quanto ci toccherebbe, ma che
importa: o qui o altrove, da qualche
parte andrebbero a perdersi. Allora
è meglio qui, e a posto tutte le coscienze, domani si va a messa e a
pranzo dai suoceri e al cinema con i
bambini, e se ci scappa un’elemosina
a un barbone andiamo addirittura a
credito di carità.
E fanno non sorridere, ma addirittura ridere fino al collasso certi controlli a campione dei militari,
verificano al massimo che gli apparecchi non siano truccati, punto, e
poi di nuovo tutti a prenderci per i
fondelli con ‘sta storia che si vincono
solo consumazioni e premi in natura:
infatti è credibile, come no, che centinaia di persone affollino nottetempo la città investendo cartoni di
euro nella speranza di beccarsi gratis un assortimento di cioccolatini
per far felici le mogli.
Lo farei anch’io, se non dimenticassi
ogni volta di mettere la sveglia.
Urgerebbe, un po’ per tutti, il solito
bagno di verità, se non di legalità.
Ma qui è utopia.
Qui, come surrogato del bagno al
massimo può capitare che certi colpevoli conclamati si cospargano per
un po’ il capo in attesa dell’indulto e
dell’oblio popolare. E be’: fosse almeno sputo, e non cenere, sarebbe
già una bella soddisfazione.
Ernesto Giacomino
N°03 1 febbraio 2008
Eboli
3
Cabareboli in comune
Tra politica e comicità non c’è più dif f erenza
Malati ebolitani, pazienti ebolitani,
storpi ebolitani, dormite sonni sereni
e tranquilli. Dalla settimana scorsa,
il sindaco Melchionda ha fatto la
scelta della vita. Per la vostra salute.
La scelta che cambierà il volto a tutti
gli ospedali ebolitani. Pubblici e privati. Ceppaloni non c’entra niente, i
primari di Mastella nemmeno. Il sindaco Melchionda ha avuto un’idea
più brillante di Mastella. Ha dato la
delega alla sanità al consigliere comunale Vincenzo Rotondo. E giù le
risate, degli altri partiti. Dall’Udeur
a Rifondazione, inclusa la Cdl, tutti a
ridere, sorridere e divertirsi. Solo
l’austero Caprarella (Rc) non si è
sbellicato dalle risate: “i consiglieri
comunali fungono da controllo e verifica dell’azione della giunta, non
possono avere deleghe”. Caro Caprarella...ma ci faccia il piacere. Ma
ci lasci divertire con queste idee balzane e divertenti, da vero Cabareboli
ebolitano. Quest’anno a luglio,
avremo grandi difficoltà a distinguere i comici in concorso in piazza
della Repubblica con le sparate quotidiane dei politici nostrani. Rotondo
ha ricevuta una delega importante.
Per la nostra salute. Lo lasci lavorare. Per il bene di tutti. E non faccia
gli scongiuri. La sanità è una cosa
seria. Come Ceppaloni insegna. Noi
già immaginiamo la scena, i camion
con le tac nuove, in fila davanti al
portone dell’ospedale. Già immaginiamo i capannelli di infermieri
nuovi, giunti a centinaia all’ospedale
Le Pagelle
Sette giorni di risate,
ma anche di drammatiche responsabilità politiche.
Partiamo dal vicesindaco, simpatico e
sempre disponibile.
Voto 3 a Fernando Laurino, ma
non per aver abbandonato l’Udeur
(meriterebbe 8 alla luce degli ultimi
fatti).Voto basso per il black out più
lungo della storia. Alla galleria dei
servizi (ufficio anagrafe) per 10
giorni, propaganda a parte, non è
stato rilasciato un documento. Una
ditta privata ha tranciato una fibra
ottica. Per ripararla sono trascorse
quasi due settimane. Troppo, veramente troppo, al di là del danno,
della ditta che doveva ripararlo e
dell’assessore ai servizi pubblici che
non ha brillato certo per celerità. Il
voto negativo andrebbe diviso con
Carmine Campagna. Ma il neo assessore ai lavori pubblici è rientrato
continua a pag. 4
di Eboli. Già ce lo immaginiamo il
consigliere Rotondo che parla ai primari dell’Udeur e demastellizzati,
spiegando come devono operare,
dove incidere con il bisturi, quanta
anestesia applicare al paziente. Già
ce lo immaginiamo, l’ex consigliere
comunale dell’Udc, poi Udeur,
quindi Pd (il tutto in due anni), mentre partecipa alla conferenza dei sindaci (dove non può andare) e si
confronta con quel caudillo di De
Luca, che decide della sanità a Salerno, imponendo porti immaginifici
e colate di cemento a Eboli. Ma ci
faccia il piacere, consigliere Caprarella. Si faccia due risate, che qui,
oltre alle risate, non c’è rimasto nemmeno il fondo da grattare.
La settimana stava volgendo alla
fine, con l’ufficio anagrafe bloccato
da una fibra ottica sventrata (in Nigeria avrebbero impiegato meno
tempo a cambiarla), quando è arrivata la seconda notizia da Cabareboli. Remo Mastrolia, assessore
mancato, ha ricevuto la delega agli
spettacoli. Un altro consigliere che
invece di controllare, se ne va in giro
per la città a dire “je suis le delegat
du sindacò”. Incassato il “regio” incarico, Remo Mastrolia si è messo
subito al lavoro. Dovrà occuparsi
degli spettacoli al Palasele e in
piazza della Repubblica. Non del
Carnevale ebolitano, cancellato dalla
triste Pro Loco targata Vecchio-Morrone-Fusco. Mastrolia si occuperà di
“grandi” spettacoli. Da Sanremo a
Hollywood stanno già tremando. Il
sindaco Melchionda e l’assessore
Campagna (delegato ai lavori pubblici) hanno regalato a Mastrolia
pure un casco, un’imbracatura, una
borsa a tracolla, con martello e
chiodi. Nel caso ritorni Biagio Antonacci, Mastrolia dovrà arrampicarsi
sul Palasele a inchiodare il tetto più
ballerino del Sud Italia. Il tetto più
fracido d’Italia. Quello del Palasele.
In caso di vento o pioggia, Mastrolia
ha ricevuto un impermeabile con la
pettorina blu e la scritta “fiduciario
del sindaco”. E l’incarico da telegatto, per il tetto del palazzetto. Per
San Vito, intanto, festa patronale che
cade tra sei mesi, Mastrolia si è già
rimboccato le maniche. Ha sfogliato
l’agenda, ha scartato l’amico Pippo
Franco e ha già contattato Fiorella
Mannoia, Gianna Nannini e Patty
Pravo. Per quest’ultima, è stato allertato anche il Sert di Eboli. Dopo
l’ultima performance al Dirceu,
qualche anno fa, c’è davvero poco da
ascoltare. Per la festa laica, arriverà
Veltroni. per quella cattolica, ci sarà
la Binetti. Per quelle metà e metà,
Platinette.
Basta musica comunista, basta Khaled, 99 Posse e Alibia. Questo il messaggio sottinteso di Mastrolia.
L’assessore Maglio (Rc) si metta
l’anima in pace.
Le sue giovani
collaboratrici
pure. Per Rifondazione ci sono solo
i soldi per un concorso di poesia.
Testi brevi, manifestazione rapida,
che qui il sindaco
si annoia, han
spiegato a Maglio. Alle altre
manifestazioni,
quelle più importanti e gagliarde,
ci penserà Remo
Mastrolia. Il delegato veltroniano.
In tutto questo
clima goliardico, per la felicità di
Antonio Lamberti che ha ormai completato il programma di Cabareboli,
versione politica, in piazza della Repubblica sono ricomparsi quei noiosissimi comunisti italiani, al secolo
Donato Santimone e Alfonso Del
Vecchio. Con il solito cipiglio piccato, i due ebolitani importanti
quanto Pellegrino, il cittadino delle
periferie censurato dal sindaco,
hanno rovinato questo clima cabarettistico. Arrivati in piazza, Del Vecchio e Santimone hanno chiesto a
Melchionda: “Con quale competenze, Luca Sgroia, segretario del
Pd, è convenzionato con una società
di tributi che lavora per il comune di
Eboli?”. Ingenui comunisti. Il comune di Eboli, dal 2005, ha iniziato
una cabarettistica lotta all’evasione
fiscale. Insieme a Sgroia, nella battaglia agli evasori, si è impegnato
anche l’ex assessore Lavorgna, premiato per il suo gran lavoro, con la
dirigenza della Multiservizi. I comunisti italiani proprio non riescono a
sorridere, se Sgroia e Lavorgna,
hanno incassato la rotonda cifra di
300 euro con la loro battaglia all’evasione. Cari Santimone e Del
Vecchio, ma chi deve pagare le tasse,
a Eboli ( tasse aumentate del 15 per
cento in due anni) se al prossimo
condono tributario, l’amministrazione comunale sarà tra le prime ad
aderire?
Altro argomento del Pdci. I piani di
zona. E basta. Il Pdci si lamenta delle
mogli dei consiglieri e degli ingegneri, convenzionate nei comuni limitrofi. Ma avete visto il Parlamento
Italiano applaudire alla vergognosa
autoassoluzione di Mastella? Ma è
possibile che solo a Eboli non si deve
fare clientelismo? Ma è possibile che
solo a Eboli la dignità politica e la
questione morale devono avere un
senso? Ma lasciate che il piano di
zona assuma chi vuole. Anche Rifondazione ha ammainato le bandiere, dopo una battaglia meritoria.
L’anno prossimo si vota per le ele-
zioni provinciali, poi ci saranno le
europee. Ma vi pare che Rifondazione può perdere tempo con il piano
di zona? Ma convenzionate il suocero, il consuocero e il bisuocero di
Mastella...se poi il Parlamento applaude all’emergenza democratica
scatenata dai giudici comunisti, ma
cosa c’è da scandalizzarsi? Ma fatevi
una risata. O armatevi di pazienza.
Tre anni fa, chiesi all’assessore Cicia
una conferenza stampa sul bilancio
del piano di zona. Entrate e uscite.
Due numeri, niente di più. Sono passati tre anni, stiamo ancora aspettando. In tre anni ne abbiamo sentite
di tutti i colori. Agli smemorati, ricordiamo sole le ultime uscite da cabaret.
L’amministrazione Melchionda ci ha
detto che l’ufficio anagrafe funzionava, anche quando era tutto spento.
Ci hanno detto che al piano di zona
lavorano i migliori convenzionati del
mondo (curriculum a parte). Ci
hanno detto che i 60 operai della
Sicos sono stati tutti assunti in altre
aziende. Ci hanno detto che le torri
gemelle all’ingresso di Eboli faranno
più bella la città. Ci hanno detto che
il condono fiscale serviva per le
casse comunali. Si sono attribuiti il
merito-bluffardo del centro commerciale a San Nicola Varco, quando
hanno scelto il centro commerciale
nella zona industriale (assessore Palladino, a quanto una conferenza
stampa chiarificatrice?). Ci hanno racontato tante bufale propagandistiche,
affidando
la
raccolta
differenziata a una ditta privata,
anche se la legge l’attribuisce ai
Consorzi di Bacino. E Del Vecchio e
Santimone ancora vogliono sapere i
nomi dei convenzionati al piano di
zona, il nome degli assegnatari dei
lotti nella zona industriale, le spese
inutili del comune con i convenzionati? Ma finitela di fare polemiche
“distruttive”, come ripetono i “chihuahua” del sindaco Melchionda, fatevi due risate, e buon Cabareboli
politico a tutti.
Francesco Faenza
Sele
4
IL FILO D’ARIANNA
a cura di Sara De Martino
“La sfida”
parole per
un figlio
La vita è una sfida per tutti, una
sfida difficile e insidiosa, colma di
trabocchetti e di agguati. Non
farti mai cogliere impreparato!
Sappi che nei momenti decisivi,
dovrai combattere da solo. Sappi
che, le grandi scelte, quelle che
ti faranno prendere una strada
piuttosto che un’altra saranno
tue.
Chi ti sta vicino sono i tuoi genitori, che potranno e dovranno
consigliarti. Ricorda che non ci
sono mete irraggiungibili o traguardi proibiti. Quando tutto ti
è contrario non abbassare la
testa e la guardia, stringi denti e
pugni e vai avanti, incurante di
chi cerca di ostacolarti. Non eccellere mai in superbia, perché in
qualunque momento la sfera del
destino potrebbe colpirti, ferirti,
umiliarti.
Quando, invece, dovrai far valere
la tua autorevolezza, non ostentarla e non abusarne, non rinnegare i grandi principi, le idee, che
ti sei formato e in cui credi. Impara ad ubbidire perché solo
così un giorno potrai comandare, ma ubbidisci con quel
umiltà schietta e sincera, che è
una nobile forma di
fierezza.
Quello che fai a chi ti chiede
aiuto, fallo con semplicità e slancio, ma anche con discrezione e
con pudore.
Quando tutto ti sembra volgere
al peggio, quando ogni evento ti
è ostile e gli altri ti guardano con
diffidenza e sospetto non accasciarti. Se lo vorrai potrai vincere la tua battaglia e risorgere
più forte e sicuro di prima.
Sopporta il dolore, anche il più
grande, non come un dispetto
del destino o un perfido capriccio della sorte, ma come un
banco di prova. Aiutando gli altri,
aiuti te stesso, scoprendo o riscoprendo il fecondo e appagante sentimento dell’altruismo.
Avrei tante cose da dirti, fino all’infinito ma mi fermo qui e ricordandoti che devi avere tanta
fede in DIO.
Sammarco Raffaele
N°03 1 febbraio 2008
Campagna, un P.u.c. comprensibile
Le illazioni della destra storaciana
Prima delle Feste natalizie i Redattori del PUC di Campagna, professori Aldo Loris Rossi-Architetto e
Franco Ortolani-Geologo alla “Federico II” di Napoli, hanno consegnato il Cd-R relativo alla II Fase (il
primo lo consegnarono nel Giugno
2006). Il Comune ha subito provveduto a farne ampia diffusione. Invece, di far pervenire suggerimenti,
l’Opposizione de “La Destra” (in
compagnia di “Gioventù Italiana”),
invece, si è letteralmente scatenata
con un suo Documento, di metà
Gennaio, dal titolo a dir poco provocatorio: “P.U.C. - Piano Urbanisticamente Comprensibile!”Premettendo
che per questa parte d’opposizione,
che usa ovunque e a tutti i livelli, un
linguaggio tipico del berlusconismo
galoppante (…tutto quello che fanno
gli altri, non va mai bene nulla e,
pertanta, l’unica cosa da fare è quella
di “mandarli a casa”…cosa che, in
democrazia, decide, per la verità,
l’elettore al momento del voto!), il
Testo, dalla chiara lettura strumentale, che insinua e pontifica, oltre che
di parte, incomincia così: “Recentemente il Sindaco con un avviso apparso nelle strade cittadine ha
informato la popolazione dell’avvenuta redazione della Bozza del
Nuovo PUC. Il fatto più curioso è
stato che le copie di questi elaborati
già circolavano tra i tecnici amici vicini all’amministrazione dal giugno
del 2007: tutti sapevano ma nessuno
ha parlato!. Il bello, cari cittadini, è
che l’amato Sindaco, prima affigge i
manifesti e poi rende pubblica la
bozza con una letterina consegnata
ai consiglieri con un CD, senza far
discutere la bozza preventivamente
nella commissione competente e
senza nessun rispetto politico né per
la minoranza né per la sua maggioranza (che ovviamente tace!!). Infatti, costoro non sanno nemmeno di
cosa si parla, costoro alzano solo la
mano, cosi adempiendo al loro ruolo
di rappresentanti dei cittadini”.
Dopo questo esaltante esordio, gli
storaciani di Campagna finalmente
decidono di venire al PUC: “Una
delle regole fondamentali del PUC,
è la partecipazione dei cittadini alla
sua fase di elaborazione attraverso le
conferenze di pianificazione, dove
enti, organizzazioni sociali, culturali,
economiche-professionali, sindacali
e ambientaliste, adducono osservazioni e suggerimenti per evitare successivamente di dover allungare
l’iter di costituzione.
Cari cittadini….qualcuno di Voi ha
partecipato a conferenze di Pianificazione?
Nella bozza presentata è stata esibita
una Cartografia unica ed approssimativa e una relazione tecnica su
cosa si intende fare di questo territorio…Ebbene la relazione è corretta
dal punto di vista storiografico, ma
quando deve definire le cose essenziali del PUC quali il dimensionamento, la localizzazione degli
standard urbanistici e delle ZTO
(zone territoriali omogenee)ecc. presenta una serie di punti interrogativi
e di punti sospensivi…., cioè Nulla.
Per quanto concerne i fabbisogni che
impone un piano per le cosiddette
zone A-B ecc., si definiscono dei numeri e dei parametri virtuali, che non
assumono nessun valore perché
senza la stima delle ZTO non è possibile nessuna pianificazione. La
parte centrale di un PUC, ossia le
Norme tecniche di attuazione
(NtdA), impongono da parte di chi
le elabora e le propone, di presentare
relazioni alle singole ZTO o sub
zone, cartografie tematiche, allegati
tecnici ecc…, in quanto senza di esse
le norme stabilite non hanno alcun
significato. Mancando tali presupposti, nel prendere in esame una zona
priva di urbanizzazione, serve un
piano dettagliato affinché si possa
garantire un coordinamento efficiente delle relazioni intercorrenti in
quella zona, sia in maniera diretta
che indiretta: di tutto ciò NULLA”.
Si avviano così alla conclusione:
“Nelle norme tecniche di Attuazione
che dovrebbero contenere le tipologie, le destinazioni prevalenti, le attività consentite e vietate, con
rispettivi parametri, sono presenti
solo puntini sospensivi…cioè
NULLA. Cari cittadini, questa proposta non ancora adottata in Giunta
né in Consiglio Comunale, abbisogna per il completamento dell’ ITER
di 360 giorni (minimo), considerando che la nostra città è chiamata
ad eleggere la nuova Amministrazione ad aprile-maggio, possiamo
solo concludere che tutto ciò sia solo
propaganda elettorale. É un piano,
che, cosi come è, non sarà mai approvato”.
Rivolti ai cittadini, come da copione, un classico, ovviamente, la
conclusione: “Non prestatevi a questo gioco, mandateli gentilmente a
quel paese, non meritano nulla, avevano 5 anni e si sono ridotti agli ultimi 5 mesi : Vergogna!!!”. Tra
insinuazioni ed illazioni, gli amici di
Storace rincarano, poi, la dose:
“Come partito de LA DESTRA non
presenterà osservazioni…ad un
piano fasullo ed inutile, che è solo
servito a spendere soldi per i tecnici,
che lo hanno elaborato e serve solo
per commerciare voti e favori agli
amici. Mandiamoli a casa!. È
ora…”.
Per la verità sarebbe stato opportuno
conoscere le “osservazioni” di questa novella ed immacolata forza politica, la sua vera capacità
propositiva e non solo quella demolitrice (distruggere è facile, costruire
è difficile…) rispetto a qualcosa che
mai nessuno a Campagna aveva fatto
prima, dopo lo scempio del vecchio
PRG. Non sarà l’optimum per l a
Giunta Luongo, ma, credetemi, già
consegnare al paese il Progetto Urbanistico della “Città del Domani”
non è poca cosa!.
Mario Onesti
Venerdì letterario di Albanella
Il 1 febbraio ospite Oreste Mottola
Presso la biblioteca comunale
di Albanella, alle 18.30, l’1 febbraio serata dedicata ad Oreste
Mottola. L’autore sarà presentato da Giuseppe Capezzuto
(sindaco di Albanella), Aldo
Carrozza e Fernando Iuliano
terranno le schede critiche sull’autore.
L’Accademia Magna Graecia
leggerà brani de “I paesi delle
ombre”. L’iniziativa sarà coordinata da Felicia Guadiano e Gaetano Ricco.
da pag.3
Le pagelle
da poco. Per lui, non mancheranno i
banchi di prova. A cominciare dal
cantiere privato, una cloaca a cielo
aperto, di fronte alla casa del dominus della giunta, Cosimo Cicia.
Armando Cicalese, presidente
Ebolitana calcio, voto 3: il pareggio
con l’ultima in classifica, brucia, brucia tanto. Ma se un suo dirigente- tifoso, cos’altro fosse non s’è capito,
aggredisce un giocatore della sua
squadra, a fine gara, c’è davvero poco
da stare allegri e tranquilli. Gli occhi
dei giocatori, spauriti a fine gara, la
dicono lunga sulla tranquillità in casa
Ebolitana. Cicalese ha fatto i salti
mortali per ricucire i rapporti. Doveva fare di più, per evitare la spiacevole aggressione a un suo
giocatore, da un dirigente della sua
squadra. Un fatto senza precedenti.
Una brutta pagina per la Eboli sportiva.
Pierino Infante, voto 3. Ci risiamo, dalla gaffe per i mercati del
sabato a quella della raccolta differenziata. Infante firma l’accordo con
la Sarim, per la differenziata che la
legge attribuisce ai Consorzi di Bacino. Rosania lo diffida, il Pdci lo avverte: “attento, rischiamo una causa
interminabile”. Tutt’altro che prudente, Infante si inchina al diktat,
firma con la Sarim e si becca il ricorso, prevedibilissimo, del Consorzio di Bacino. La frittata è fatta. Una
figuraccia a settimana, è il modo peggiore per andare avanti. Una domanda sorge spontanea. A causa
della scelta scellerata, per il 2010
partirà la differenziata?
Dipendenti ufficio anagrafe,
voto 9. Per oltre una settimana subiscono attacchi e ingiurie, a causa
dell’incapacità politica di riparare un
danno banale. Per 10 giorni rintuzzano gli assalti degli ebolitani imbestialiti, dall’ufficio anagrafe spento.
Un inizio dell’anno così rissoso si
poteva evitare. Ma l’amministrazione
comunale, la giunta dei guinness negativi, ci teneva a scrivere una triste
pagina di storia, con il black out più
lungo che si ricordi a Eboli. Una volta
usciti dal tunnel, ristabilita la linea all’ufficio anagrafe, sporco come tutto
il comune per lo sciopero degli addetti alle pulizie...ci fosse stato un
politico che avesse chiesto scusa ai
dipendenti comunali massacrati per
l’incapacità della quinta giunta Melchionda?
Carabinieri, voto 7: denunciare 51
genitori per l’evasione scolastica dei
figli, è un messaggio chiaro per tutti.
La formazione scolastica è fondamentale. E va rispettata, almeno fino
ai 16 anni. Combattere questo fenomeno ha dato lustro e fama ai militari del maggiore Risi. Ci piacerebbe
scoprire, ora, qualche verifica sull’evasione lavorativa in comune, tribunale o in ospedale. Forza e
coraggio, bene così.
Francesco Faenza
Agropoli
N°03 1 febbraio 2008
5
Raccolta differenziata: Pepe pensa alla biomassa
Alf ier i promette “tolleranza zero”
Sabato 19 gennaio 2008 presso
l’aula consiliare del Comune di
Agropoli si è svolto un dibattito pubblico sulla questione rifiuti, dal provocatorio titolo “Rifiuti Agropoli?”,
organizzato dal Circolo Legambiente “Cilento Verde” e dall’Associazione “Città di Mare” in
collaborazione con il Comune di
Agropoli ed il CO.RI.SA4.Il dibattito ha rappresentato la conclusione
di un progetto di analisi sulla gestione dei rifiuti ad Agropoli promosso dal Centro Servizi per il
Volontariato Sodalis di Salerno.Gli
obiettivi del progetto erano molteplici: fotografare in maniera dettagliata la situazione relativa alla
gestione dei rifiuti di Agropoli, informare e sensibilizzare l’opinione
pubblica, attivare momenti di confronto e di scambio tra gli attori del
sistema e tra gli stessi e l’opinione
pubblica.Si è pertanto proceduto mediante l’attivazione di una ricerca sul
campo orientata per un verso ad acquisire informazioni sul sistema di
gestione dei rifiuti ad Agropoli, per
altro verso a rilevare qual è la percezione del problema rifiuti da parte
dei cittadini.L’indagine è stata realizzata attraverso la consultazione di
documenti e studi sull’argomento, la
realizzazione di interviste a responsabili istituzionali e professionisti
del settore, l’organizzazione di incontri di discussione tematici (focus
group) con i cittadini. Il dibattito,
quindi, è stato un’occasione di confronto tra le istituzioni ed i professionisti del settore anche se non sono
mancate le rimostranze degli stessi
cittadini intervenuti nei confronti di
Antonio Pepe
assessore allʼambiente
un servizio che, se sulla carta prevede la raccolta differenziata su tutto
il territorio comunale, vede di fatto
il servizio realmente effettuato solo
nelle zone del “porta a porta” (il centro e parte del Lungomare San
Marco), lasciando le “isole ecologiche” di quartiere ricettacolo della
spazzatura indifferenziata della maggior parte della popolazione. Dopo
l’illustrazione del dossier rifiuti ad
opera di Generoso Di Benedetto
(CSV Sodalis), di Pasquale Del
Duca e Stefano Bonfrisco (Legambiente) e del coordinatore delle attività Nicola Rizzo (Associazione
Città di Mare) sono seguiti dapprima
l’intervento del sindaco di Agropoli
Franco Alfieri che ha dovuto rasserenare gli animi della platea, promettendo “tolleranza zero” per chi
non rispetterà modalità ed orari di
raccolta e rivendicando gli enormi
passi avanti fatti in pochi mesi dall’amministrazione che ha saputo
contrastare con fermezza la creazione nelle zone periferiche di
micro-discariche di ingombranti a
cielo aperto e, grazie ad un’ordinanza straordinaria dello stesso sindaco, ha evitato che in questi giorni
di emergenza regionale ha evitato
accumuli di immondizia in città grazie all’utilizzazione del sito di stoccaggio di Gorgo.Proprio Gorgo,
nelle parole dei vertici del
CO.RI.SA4, rappresenta per il comprensorio un’opportunità di sfogo,
tanto che si è confermata al commissariato straordinario per i rifiuti
guidato da Gianni De Gennaro la disponibilità, una volta liberato il sito
dalle ecoballe presenti, di renderlo
disponibile per soddisfare le esigenze dei Comuni del consorzio cilentano.
Il presidente del CO.RI.SA4, Erminio Signorelli, infatti, ha ribadito
l’importanza per il Cilento di rendersi autonomo per l’intero ciclo di
smaltimento dei rifiuti con il coinvolgimento delle diverse realtà locali
in grado di individuare piccole aree
per ciascuna fase dello stesso. Un
piccolo pizzico sulla pancia oggi –
ha spiegato - può evitare che piombino dall’alto scelte che puntano a
dare sfogo all’emergenza dell’intera
regione.”Sulla raccolta differenziata
e sulle difficoltà incontrate ad Agropoli da parte della YELE, nel cui
CdA è recentemente stato nominato
anche l’ex vice-sindaco di Agropoli
Bruno Dalto, si è soffermato l’amministratore delegato della stessa
Enzo Chiera, che ha difeso l’efficienza e l’economicità della gestione
pubblica del servizio.Nel merito,
l’idea dell’amministrazione comunale è quella di allargare effettiva-
I R A C C O M A N D A T I . . . . di
C’è stato un programma televisivo, non
ricordo se questo anno o l’anno passato,
che si intitolava, spudoratamente,“I Raccomandati”.
Si trattava di artisti che non avevano
avuto la fortuna, nella loro esistenza, di
avere imbroccato la strada maestra per
arrivare al successo. In questo caso erano
raccomandati da personaggi dello spettacolo, dello sport o della politica che
erano arrivati ad un notevole successo,
sollecitando, in tale maniera l’audience dei
mass media.Alcuni in verità, di questo raccomandati erano bravissimi, altri bravi,
pochi, a dire la verità, meno bravi.
La raccomandazione, nel Cilento come
nella maggior parte del Sud Italia, è cosa
ordinaria. Oggi ci si raccomanda dal fornaio (mi raccomando, sia ben cotto!), dal
macellaio (mi raccomando, che sia tenera
altrimenti mio figlio non la mangia!), dal
barbiere (mi raccomando, un bel taglio!),
dal salumiere (mi raccomando che sia di
Parma e non dell’Argentina!), nel bar (mi
raccomando, un bel caffè ristretto!). Insomma la raccomandazione, nel Cilento
e nel sud, è cosa di ordinaria amministrazione.
Col recente scandalo politico, la raccomandazione è venuta alla ribalta. Per maggiore facilità del lettore enucleiamo tre
tipi di raccomandazione:
1 – La raccomandazione ordinaria (che
non implica una tangente o un voto di
scambio o un regalo);
2 - La raccomandazione straordinaria
(con la mancia o tangente che dir si voglia.) cioè vai a prendere un caffè e se
non lasci dieci centesimi sul bancone, anticipatamente, il caffè è una vera e propria ciufeca…
3 – La raccomandazione politica che implica quasi sempre un omaggio, in natura
o in danaro o, addirittura, un voto di
scambio. Stabilire quali sono i confini tra
queste tre categorie di raccomandazioni,
è cosa veramente ardua.
Geometri che non sanno fare l’addizione,
mente il servizio di raccolta differenziata a tutto il territorio comunale, dotando in prospettiva ciascuna
famiglia di tesserini magnetici che,
riconoscendo il “peso” del conferimento del differenziato e dell’indifferenziato, possano attribuire alle
stesse famiglie bonus da scalare all’atto del pagamento della tassa, un
domani tariffa, per i rifiuti.
Non va trascurato, infatti, che il
mancato raggiungimento della quota
minima di raccolta differenziata
(35% a fronte di un misero 14%) ha
costretto il Comune di Agropoli a
pagare una pesante multa di 300.000
euro che i cittadini si ritroveranno ripartita sulla propria bolletta.A chiudere i lavori, autorevolmente
moderati da Antonio Conte docente
dell’Università “La Sapienza” di
Roma, ha provveduto l’Assessore all’Ambiente Antonio Pepe che, rivendicando con forza il valore di un
ambientalismo del “fare”, ha lanciato per il futuro l’idea di un impianto di digestione anaerobica da
biomassa che sia in grado di riconvertire l’umido in biogas da rivendere come energia e creare un
indubbio vantaggio per le stesse tasche dei cittadini. Leit-motiv di tutti
gli interventi è stato indubbiamente
il ruolo attivo che devono svolgere i
cittadini, collaborando più attentamente alla raccolta differenziata,
consapevoli del fatto che i rifiuti costituiscono per la collettività un problema che non è possibile risolvere
senza il contributo di tutti e senza
modificare le abitudini consolidate.
Vito Rizzo
Catello Nastro
infermieri che non sanno fare una iniezione, medici che non sanno controllare
la pressione, ragionieri che non sanno
nemmeno ragionare, professori che non
sanno insegnare, vigili che non sanno vigilare, impiegati assenteisti e parassiti, sono
oramai all’ordine del giorno. La raccomandazione è senza dubbio uno dei virus
più terribili del territorio.
Ma come si può fare per debellarla? Basterebbe un poco di buon senso o anche
un certo senso civico. Se si scopre un
genio sarebbe opportuno raccomandarlo (o per essere più esatti, segnalarlo,
evidenziando le proprie doti), ma segna-
lare un fannullone ed un parassita per un
incarico di responsabilità, è cosa ben diversa. E la punibilità? Quella professoressa che aveva mandato un
certificato medico a scuola, ed invece si
era assentata per andare alle Maldive, non
era punibile. Frodare lo stato non è reato.
Questo l’hanno detto gente che ancora
non ha capito che lo stato siamo
noi…Raccomandare (o meglio segnalare) una persona valida non è, a mio avviso, reato, ma raccomandare un
ignorante è due volte reato.
Battuta finale: è stata Assunta alla posta…
Si, era una raccomandata!
37esima
edizione del
carnevale
agropolese
Il via alla XXXVII edizione del Carnevale agropolese che vedrà sfilare
per le principali strade della città
gli imponenti carri allegorici realizzati dai maestri cartapestai agropolesi con la collaborazione di
tantissimi giovani.
Organizzato dall’Associazione “Il
Carro” e dall’Ufficio Turismo del
Comune di Agropoli, con il patrocinio della Regione Campania, della
Provincia di Salerno, dell’Ente Provinciale per il Turismo e del Parco
Nazionale del Cilento e Vallo di
Diano, sono previste quest’anno
due spettacolari sfilate.
Il cartellone degli eventi prevede:
Sabato 26 gennaio, ore 20.30, Auditorium ITC, IX edizione di “Miss
Carnevale di Agropoli 2008”, selezione del Concorso Nazionale
“Miss Carnevale d’Italia”, a cui partecipano tutti i più grandi Carnevali italiani, con finalissima
nazionale quest’anno il 15 e 16
febbraio al Carnevale di Villa Literno.
Venerdì 1 e sabato 2 febbraio,
“Feste rionali” rispettivamente in
Via Pio X e in zona Stazione.
Domenica 3 febbraio al mattino,
“Carnevalandia”, spettacolo per i
bambini.
Domenica 3 febbraio alle ore
15.00, “Prima sfilata di Carri allegorici” che partendo da Via S.
D’Acquisto e percorrendo Via Pio
X arriveranno nel parcheggio, ex
campo sportivo “Gino Landolfi”.
Sul palco esibizione di noti cantanti.
Martedì 5 febbraio alle ore 15.00,
“Seconda sfilata dei Carri allegorici” che partendo dal Lungomare
San Marco e percorrendo Via
Piave, arriveranno sull’ex campo
sportivo “Gino Landolfi”.
Alla XXXVII edizione parteciperanno: Carro allegorico “Agropoli
Carnaval” del Consorzio Agrario;
Carro allegorico “Carro, Amore e
Fantasia” dei Figli di Putti; Carro allegorico “I Sette Vizi Capitali” di Via
Pio X; Carro allegorico “La Tigre”
del Tre Conchiglie/San Marco;
Carro allegorico “Mi rifiuto” del
Rione Moio; Carro allegorico “Il
Gladiatore” del Rione Piano delle
Pere; Carro allegorico “Se il fuoco
vive, la natura muore” del Rione
Via Giotto.
6
Calore salernitano
N°03 1 febbraio 2008
CM, Franco Latempa nuovo presidente
Valletta è il vice. In giunta anche Minella per Forza Italia. L’amarezza di Miano
“Chesta è la terra mia:
terra r‘amore,
terra re stienti, re sururi e
chianti!
La gente è de boncore non fa
nienti
ca se la so’ scordata pure li
Santi”.
Franco Latempa chiude il suo intervento di insediamento a nuovo
presidente della comunità montana
del Calore Salernitano recitando i
versi di Giuseppe Liuccio che
chiama “il nostro cantore”. Gli applausi suggellano quest’appello
forte fatto in nome della più alta
espressione della nostra cultura e
chiede di “mettere da parte la politica politicante”. Latempa contrappone i sentimenti espressi dal poeta
trentinarese al clima di cappa e
spada, di tradimenti e lettere ingannatrici che era venuto fuori dall’intervento, pur definito come
“legittimamente risentito” di Mario
Miano, del quale si riferisce nella
parte finale di quest’articolo.
Era cominciata diversamente la
mattinata domenicale che segnava
il cambio di passo nella gestione
dell’ente: “Miano aveva pensato di
risolvere i suoi problemi di maggioranza accompagnando fuori
dalla comunità montana Capaccio,
Altavilla e Albanella. Che si sono
ripresi i loro spazi…”. Lo dice
chiatto e bello il piagginese Enzo
Marra, in apertura di seduta. Gli
albanellesi, per carità, ci sono ma
fanno di tutto per passare inosservati. L’assessora Antonietta Cerruti se ne sta con il collare
ortopedico al collo per i postumi di
un brutto incidente stradale e non
si sa se tiene la faccia contrita più
per via dello spavento non ancora
smaltito o per la guerra che si
fanno l’attuale con l’ex primo cittadino: Capezzuto ed Iosca. Stesso
spartito per Giancarmine Verlotta
che arriva e si va a sedere distribuendo radi saluti solo a chi incontra davanti, eppure sarà il nuovo
presidente del consiglio. Carmine
Mauro è sempre gentile e discreto,
Giovanni Mazza fa una fugace apparizione e va via. Da loro, da
quello che succederà ad Albanella,
dipenderà l’avvio della nuova amministrazione guidata da Franco
Latempa. Il disincantato Angelo
Maraio, ma lui non c’entra è di tutt’altra squadra, quella dei socialisti, la fa breve anche perché non
vede l’ora di scappare fuori dalla
sala ed andare ad accendersi la sigaretta che tortura fra le dita e le
labbra: “Vedrete anche questa maggioranza sarà in balia di una o due
convenzioni da fare o disfare.
D’accordo la giunta Miano non
aveva più i numeri, la crisi era la-
tente da tempo”, dice
l’uomo forte di Gennaro Mucciolo mentre già pregusta le
volute del fumo. La
pattuglia altavillese è
tranquilla e distesa,
Antonio Di Feo (da
poco uscito da una
degenza ospedaliera a
Roccadaspide,
auguri!) duetta con Antonio Marra, mentre
Fernando Iuliano se
ne sta con i più giovani Carmelo Pingaro
e Maria Sofia Chiumiento. La ragazza sa
di essere la meritata Sopra: Franco Latempa, nuovo presidente.
Sotto: i neo assessori; Antonietta Cerruti e
punta di beltà dell’asCarmelo Pingaro
semblea e a Pingaro
lascia la palma di “assessore giovane”. La pattuglia capaccese è la più agguerrita. Dentro
ci sono i 5 consiglieri (coordinati
da un’inappuntabile sindaco Marino) che votano “come un sol
uomo” per dare la poltrona “numero due” ad Angelo Valletta e
fuori, fra il pubblico, Lorenzo Tarallo si gode come pochi “la discesa da cavallo” di Mario Miano.
Il gruppo pestano dà l’idea di considerare questa gita rocchese alla
stregua di una trasferta al seguito
di una delle squadre di calcio locali
che magari si affrontano con il
Trentinara o il Giungano: è sfizioso
vincere, prendersi la soddisfazione… anche se serve a poco se
non a niente per la classifica. Pochi
minuti dopo le 11 si comincia.
Enzo Marra, presidente dell’assemblea, parlerà spesso troppo
spesso vicino al microfono ma è
inappuntabile, tranne quando si
mette a maramaldeggiare con lo
sconfitto (ma non piegato) Gabriele Iuliano che conduce bene
un’ardita operazione di apertura
politica a futura memoria. “Oggi
celebriamo pacificamente l’alter- di Mario Miano che sceglie di acnanza e vi diciamo auguri e bravi. commiatarsi di persona dalla polPerò sappiate che siamo destinati a trona numero uno. “Sono venuto io
rincontrarci… i vostri numeri sono a rendere l’onore delle armi a chi
risicati”. Quando Iuliano accenna ha saputo disarcionare questa mag“alla considerazione che la popola- gioranza. L’opposizione, alla quale
zione ha della comunità montana” riconosco ha lavorato bene”.
Marra ribatte accigliato. “Non è le- E qui finiscono le espressioni d’obcito accostare i termini vagoni e bligo. Dopo di che vengono accesi
carrozzoni all’ente”, vabbè vallo a i fuochi d’artificio dall’ormai ex
spiegare a chi campa alla giornata. presidente che, dopo aver preParola allora a Clementina Gior- messo di non avere più nessun indano, storica pasionaria dell’ente, teresse a riproporsi in futuri colpi
avvocato di Monteforte, il paese di scena, “e prego la stampa di
dei briganti Capozzoli , che con- prenderne nota”, sottolinea. Fatto.
fessa, “vivaddio”, aggiunge di non Parte dal concetto che ora la storia
poterne più di stare in minoranza. dell’ente è “all’anno zero” e final“Miano ha capito troppo tardi mente, una nuova classe dirigente
quello che accadeva. Ha offerto può proporsi senza le “zavorre” del
l’azzeramento della giunta quando passato. Fra queste Miano ci mette
di fatto non serviva più. Ma da noi Latempa e Caronna. “Ora si sono
non avrà barricate”. Poi è la volta svelati”, aggiunge. Mario Miano ci
IL RETROSCENA
Ipotesi a) La carriera politica di
Mario Miano andava fermata: il
posto di candidato alle elezioni
provinciali per il Pd deve essere liberato ed offerto ad un capaccese
“forte”, uno del calibro di Michele
Marino (il figlio di Pasquale) o in
subordine al suo vicesindaco Lorenzo Tarallo. E Miano, che a Capaccio è uno che conta, è meglio
spegnerlo, politicamente s’intende,
subito.
Ipotesi b) Nel ridisegno dei collegi
provinciali Albanella è destinata ad
essere accorpata con Roccadaspide
ed anche qui, a Renato Josca, serve
la carreggiata libera e quindi via
“l’ingombro” di Miano, il rocchese.
In entrambe le varianti è utile un
“governo debole” dell’ente, per la
prima volta affidata ad un uomo
espressione del più piccolo dei comuni, che non ha una storia politica
nelle ricche famiglie democristiane
o socialiste, ma nella vituperata
compagnia dei comunisti, e che sia
lontana da logiche di potere spicciolo: è l’identikit di Franco Latempa.
Non è da sottovalutare nemmeno
l’ipotesi c), che contempla – dopo
il ritorno di Renato Josca a palazzo
S. Agostino, l’ascesa alla presidenza di Antonio Di Feo, sindaco
al secondo mandato, un uomo che
la sua ricca esperienza politica,
ormai ventennale, vorrà magari
spenderla prendendosi la presidenza della comunità montana del
Calore Salernitano. Sulla sua strada
troverà Giuseppe Capezzuto, con
momenti d’alleanza e tanti altri di
aperta belligeranza.
va giù pesante: “ “Eh sì, hai colto
al volo l’occasione della tua vita”,
dice rivolto a Latempa. E a Caronna: “Adesso capisco perché
nella lunga notte di piazza Santini
non ti hanno voluto presidente”.
Sprezzante la reazione di entrambi.
“Che tristezza sentire queste
espressioni. Non consento a Miano
di abbassarsi a questo livello. Risponderà di ciò che ha detto oggi.”.
Latempa racconta di una politica
alla quale per se stesso non ha mai
chiesto niente per sé: “Chi mi accusa può dire altrettanto?”. L’altra
espressione di Miano che fa indispettire Latempa è stata quel: “Eh
sì, hai colto al volo l’occasione
della tua vita”, rivoltagli da Miano.
Latempa racconta di aver a lungo
esitato, chiama a testimoniare gli
amici, e spara “il colpo scuro”: “E’
una filosofia di vita che non mi appartiene. Cercate altrove”.
Oreste Mottola
Alburni
N°03 1 febbraio 2008
7
Iannuzzi uomo di scuola prestato alla politica
“Sindaco di Roscigno per ricostruire la comunità”
“Come Sindaco di Roscigno desidero essere punto di riferimento e
ricostituire il senso della comunità”
Questa settimana la nostra attenzione
si focalizza sul dirigente del Centro
Servizi Amministrativi di Salerno,
Luca Iannuzzi, nativo di Roscigno,
anno 1946. Dei molteplici impegni
di Iannuzzi, a noi interessa in particolare quello assunto nel maggio
2007: la carica di Primo Cittadino
dell’antico e suggestivo borgo alburnino.
Dirigente, quando cominciò ad occuparsi di politica?
A 18 anni io ed altri compagni facevamo parte della vecchia Dc e costituimmo un giornale interno, ma si
era strumentalizzati, quindi abbandonai la vita politica fino a che nel
1980 fui candidato come consigliere
comunale dal Partito Repubblicano
a Salerno ove vivo dal 1970. Sporadiche esperienze, come vede.
Perché oggi torna ad occuparsene?
Il riavvicinamento ad essa è dettato
unicamente dall’affetto per il mio
paese e dal desiderio di dare un apporto costruttivo al suo interno.
Come definisce il suo rapporto con
gli Alburni?
E’ basato sul sentimento e sul desiderio di essere un punto di riferimento per Roscigno. I miei impegni
nei primi 240 giorni di sindaco non
mi hanno permesso di essere presente se non 84 giorni, quindi poco.
Adesso vado lì anche più di una
volta a settimana, in genere il giovedì o nel fine settimana e mi av-
valgo di delegati per poter gestire
anche in mia assenza il da farsi.
Quindi non ha del tempo libero?
No, la settimana è piena così come il
week end.
Qual è la situazione attuale di Roscigno e quali sono i progetti dell’Amministrazione Iannuzzi?
A Roscigno vi sono 900 abitanti ed il
70% della popolazione è costituito
da anziani, i giovani si contano sulle
dita, manca un piano di attrazione turistica, tuttavia non ci sono carenze
essenziali. Puntiamo molto sul borgo
vecchio e il monte Pruno. Mentre la
passata amministrazione si è concentrata su opere materiali, io sto lavorando sull’immateriale per vincere
l’individualismo che ha preso piede
nel tempo. Insieme al parroco Don
Nicola sto promuovendo attività che
coinvolgano tutti per ricostituire il
senso della comunità. Nel prossimo
consiglio comunale, il 26 gennaio
presenterò, per la disamina, la bozza
di un’associazione costituita da cittadini e che sta per nascere ufficialmente.
L’associazione
sarà
proprietaria di un museo da gestire
ai fini turistici. Altri progetti sono la
II edizione della sfilata di abiti da
sposa antichi, di proprietà delle famiglie di Roscigno alla luce del successo della I edizione che si ebbe
l’anno scorso e che vide la partecipazione di tutti i cittadini. Sfilavano
i parenti stessi dei proprietari degli
abiti, perciò molti furono coinvolti.
E’ stato attivato un corso di formazione per guide turistiche cui hanno
Luca Iannuzzi
partecipato 20 ragazze, così da offrire un servizio di informazione storico-culturale al turista. A marzo sarà
ristrutturato un fabbricato con servizi
igienici per attuare quel circuito ricettivo, non possibile al momento
per la carenza di servizi igienici.
Con l’ex amministrazione, la ristrutturazione della piazza del paese è
stata al centro di polemiche essendo
vista da alcuni, tra cui la nota famiglia Gasparri, come inadeguata,
cosa ne pensa?
La piazza ha bisogno di alcuni interventi, sto aspettando il completamento dei lavori per rilevare con i
cittadini quelli opportuni da fare.
Noi siamo a servizio dei cittadini e
cerchiamo, nei limiti del possibile, di
accogliere le loro istanze.
Come viene gestito il problema della
dalla prima
carenza di alunni nelle classi in
paesi che, come Roscigno, sopportano, ancor più delle città, la denatalità?
Credo che una soluzione per favorire
l’insediamento scolastico siano i
campus presso cui confluire alunni
di più comuni. Già nel ’96 proposi
un gemellaggio tra le scuole medie
di Bellosguardo e le scuole elementari di Roscigno in modo che gli
alunni delle elementari venivano inseriti nelle scuole elementari di Bellosguardo e quelli delle medie nelle
scuole medie di Roscigno. Questo sistema sussiste, anche in altri comuni,
e fa sì che le classi siano più corpose.
Il suo motto? La tolleranza.
Maria Laura Pirone
di Oreste Mottola
Politici scoppiati
Per lo scioglimento del consiglio comunale hanno firmato in sette, in tre
della maggioranza: Mario Tedesco,
Pasquale Doto ed Andrea Chiumiento, e tutta l’opposizione: Pietro
Letizia, Nicola Gigliello, Ernesto
Scaramella ed Ettore Campanaro. Ad
essere sfiduciato è il sindaco Attilio
Tancredi, esponente del Pd, in carica
dall’aprile del 2005. Le nuove elezioni sono previste per maggio prossimo ed il gruppo che ha firmato per
lo scioglimento del consiglio comunale si presenterà unito e candiderà
il veterinario Mario Tedesco alla carica di sindaco. E’ arrivato alla conclusione così il lungo braccio di ferro
che ha opposto il sindaco ad alcuni
suoi consiglieri. Tutti del Pd, ma
oggi su Tedesco è confluito il consenso dell’opposizione egemonizzata da Udeur ed indipendenti. Così
il paese prova a mettersi alle spalle
le due storiche fazioni paesane, nate
attorno alla Dc ed al Psi e poi ricollocate fra l’Ulivo ed il centrodestra.
Ora le carte sono sparigliate e si ri-
comincia daccapo. “Nell’ultimo
consiglio comunale il numero legale
è stato garantito dalla minoranza. Le
divisioni hanno immobilizzato a
lungo la stessa giunta. Responsabilmente, abbiamo deciso di restituire
la parola ai cittadini”, racconta Tedesco. Il maggiore terreno di scontro è
stato proprio quello della gestione
del complesso speleologico del
paese. La società mista che ne ha la
gestione è in affanno e sulle modalità d’ingresso dei privati nella stessa
si è consumato uno scontro aperto
fra le due anime dell’amministrazione Tancredi. “Occorreva decidere
sul da farsi, Non si poteva continuare
a pomparci dentro soldi del comune”, aggiunge Tedesco. Nessun
commento arriva dal sindaco uscente
Attilio Tancredi, già vicesindaco con
le amministrazioni comunali democristiane ai tempi di Ernesto Cantalupo, e richiamato in servizio nel
2005 per le sue doti di equilibrio e
moderazione. Che non sono bastate
per gestire un paese alle prese con la
missione finora dimostratasi impossibile di creare sviluppo e posti di lavoro dalle sue rilevanti risorse
naturali. Anche il piano di rilancio
definito dal manager Donato Alonzo,
votato all’unanimità dal consiglio
comunale, ma non sostenuto dai consiglieri di amministrazione indicati
dal socio unico della “Grotte di Castelcivita”, ovvero il sindaco pro
tempore del comune.
La conclusione della vicenda politica
comunale non ha sorpreso i cittadini
di Castelcivita che da tempo assistevano agli scontri in atto fra gli amministratori del comune.
Carnevale Aquarese
Prima edizione
L’Associazione “La Rinascita”, è
stata fondata da pochi mesi ma
già si avvale di numerosi iscritti e
di valide iniziative, tra cui, la più
recente: l’organizzazione della
prima edizione del “Carnevale
aquarese”.
I preparativi per la manifestazione sono iniziati già da Ottobre
e hanno visto la partecipazione di
tantissimi cittadini d’ogni età.
Questi sono riusciti a preparare
una festa davvero originale: non
ci saranno, infatti, né carri, né
grandi maschere plastificate a
passare per il paese ma sarà fatta
una sfilata che rievochi il Carnevale settecentesco, quando tutti
aspettavano l’evento per deridere le figure istituzionali più influenti che, nonostante fossero,
troppo spesso, artefici di sbagli,
dovevano essere sempre trattate
con i dovuti riguardi dalla gente
più umile.
Una sfilata satirica quindi, durante
la quale, saranno recitate varie
scene canzonatorie e divertenti.
Una trovata davvero innovativa
che, con poca spesa e tanta partecipazione, ha visto confrontarsi
e collaborare generazioni diverse
volte a divertirsi insieme.
“L’iniziativa oltre ad essere motivo d’incontro e confronto sarà
anche l’occasione per invitare le
persone dei paesi limitrofi a visitare il paesino e a festeggiare con
noi il Carnevale” ha ricordato
Antonio Marchese, uno dei soci
fondatori dell’Associazione.
Affinché la manifestazione potesse essere organizzata hanno
contribuito economicamente sia
la BCC d’Aquara diretta da Antonio Marino, sia il comune
d’Aquara guidato da Franco Martino che ha messo a disposizione,
inoltre, anche gli edifici nei quali i
partecipanti hanno preparato e
provato le varie rappresentazioni.
Non hanno voluto svelare nient’altro gli organizzatori ma, chiunque volesse vedere i frutti di
tanto lavoro e dedizione e festeggiare la ricorrenza più allegra
dell’anno ad Aquara, dovrà andarci, senza fretta, domenica tre
febbraio, quando i festeggiamenti
si apriranno alle ore 14,30 e procederanno fino alla tarda serata
per tutte le vie del paese.
Alessandra Pazzanese
Cilento
8
N°03 1 febbraio 2008
In Germania il musical: “Venite gente”
Quando si esporta arte e non monnezza
I ragazzi sono davvero entusiasti:
Giovanna e il fratello Stefano abbracciano gongolanti il regista Claudio Meloni, anche Pantaleo
Tortorella, ancora nei costumi di
scena, è soddisfatto – finalmente –
per la prima appena conclusa ad
Ascea dello spettacolo da presentare
in Germania.
C’è chi esporta malgoverno nel
campo dei rifiuti o prodotti alimentari, a dire di alcuni, sospetti, e chi risponde con l’arte e la cultura.
È la proposta dell’associazione cilentana “A piede libero” di Pisciotta
per difendere la cattiva immagine
della Campania andata in onda in
tutti i notiziari più importanti dell’ultima settimana, oltre che per costruire
un ponte tra il Cilento e i tedeschi.
“Per riproporre uno scambio ‘sano’
nei rapporti con la Germania, cliente
di vecchia data della provincia salernitana, il gruppo ha deciso, con il
Parco Nazionale del Cilento e Vallo
di Diano, di presentare il famoso musical su san Francesco “Forza venite
gente” ad 24 Amburgo ed il 25 a
Kiel e, con l’occasione, di esibire le
bellezze ancora incontaminate presenti nel Cilento”.
A parlare è Vito Rumma, promotore
dell’iniziativa capace di coinvolgere
due grandi realtà del mondo culturale
germanico: l’Italienisches Kultur
Institut di Amburgo e la celebre Società Culturale “Dante Alighieri” di
Kiel.
PROLOGO DELLA
NOSTRA MONNEZZA
L’inizio dell’anno per la nostra regione non è stato dei più facili: tonnellate di spazzatura accatastate e
bruciate in piazze e strade cittadine,
guerriglie nel napoletano per evitare
le discariche. Poi i prodotti venduti
all’estero con la garanzia che non arrivavano dalla nostra terra. Un’umiliazione unica a cui il Consorzio
degli operatori turistici “Costa del
Cilento” ha cercato di rispondere con
un comunicato che diceva esplicitamente “Il Cilento non è Napoli”, tornate pure qui. Adesso è l’arte lo
strumento usato per riavvicinare i tedeschi e dire che qui, almeno per ora,
strade e cibi sono puliti e genuini. La
prima del musical si è tenuta nel teatro alla Fondazione Alario di Ascea
dove, nonostante il palco, piccolo per
questo spettacolo, la compagnia ha
dato buona prova delle sue qualità.
Più che positivo il lavoro che il regista e coreografo professionista Claudio Meloni ha offerto assieme agli
attori i quali, in parte, si erano già
presentati al pubblico cilentano nella
passata stagione teatrale. Pantaleo
Tortorella ha vestito in maniera sicura e coinvolgente i panni di Pietro
Bernardone, padre di Francesco, offrendo una buona prova da valido attore come, da tempo, gli amanti del
teatro salernitano sanno. Accanto a
lui una giovane promessa, Mariasofia Fiorillo, nel ruolo della Cenciosa,
ha impersonato con innata bravura le
profonde verità celate sotto le vesti di
un’apparente follia. Non era presente
Michele Paulicelli, colui che da ben
25 anni ha incarnato Francesco nelle
migliaia di repliche portate in tutte le
regioni italiane e che ha collaborato
dalla prima
Marinai di montagna...
Una “Babele” che non riesce ad
esprimersi in lingue conosciute
dagli attempati osservatori di
“mezzo” (i cittadini) che non sanno
se ridere o compiacersi del fatto
che il tempo in cui vivono è, paradossalmente, sempre identico ai
tempi della prima repubblica che,
qui da noi, non è mai cessata. La sedicente politica continua a tessere
la tela dei rapporti familistici e sodali che tendono, sempre, ad un
solo obiettivo: consolidare il potere
che si esercita, arginare la capacità
d’interdizione degli altri…
Poi arriva il momento di rimescolare le carte. La piena travolge alleanze scritte sul nulla del solo
occupare posti di potere che “possono” poco o nulla. Allora è facile e
semplice ritrovarsi in compagnia
degli avversari di ieri ed a subire le
invettive dei compagni di lungo
corso.
Allora sarebbe più semplice metterci una pietra sopra e lasciare che
la corrente populista che sale incessante dai settori dell’antipolitica
trascini a mare anche gli enti “utili”
solo a produrre corti circuiti sociali
dove chi si trova ad essere gestito
dall’ingestibile “leggerezza dell’oggi”, ha sviluppato gli anticorpi
per sopravvivere nonostante tutto!
moncil
alla creazione dello stesso musical.
Bloccato per ragioni di salute, ha preferito riposare per recitare in Germania. È stato invece ben sostituito da
Stefano Rumma nel ruolo del patrono d’Italia, parte rappresentata con
una prova che va lodata per la qualità
del canto e per la semplice e giusta
presenza sul palco. Giovanna
Rumma ha ben figurato con una voce
sicura e calda, nel ruolo di Chiara.
Un plauso particolare va alla regia di
Meloni il quale ha cucito, senza sbavature e con un ritmo costatante, tutto
lo spettacolo in maniera valente e allegra con un occhio particolare alle
coreografie, ottimamente eseguite da
Agata Moschini, Monica Managas e
Tanya Meloni. Aspettiamo adesso
che, al ritorno degli ambasciatori cilentani dalla tournèe, le mozzarelle,
fresche, gustose e sane, siano contraccambiati da poderosi boccali di
genuina birra tedesca.
Nicola Nicoletti
LEGGE NON LEGGE
“Smantelliamo
il sistema monetario
europeo”
L’Avv. Giovanni Sofia, nella
elegante cornice del Lloyd’s Baia
Hotel di Vietri, introduce con un discorso condito di fervente passione e rigore intellettuale, la prima
di una serie di lezioni di aggiornamento per penalisti. Evoca il nobilissimo Presidente Avv. Errico
De Nicola, il quale dimessa la carica di Presidente della Repubblica
si riscriveva all’Ordine degli Avvocati perché la riteneva la professione più alta, in quanto deputata
alla difesa delle libertà. Adrenalina
pura per chi giovane si applica per
diventar degno dell’Avvocatura.
In un consesso completamente diverso l’Avv. Alfonso Luigi
Marra, al secondo piano del Jolly
Hotel di Napoli, introduceva con
un discorso sull’avvocatura e le
cause contro le banche come lo
strumento più naturale ed efficace
per scardinare il sistema bancario
e monetario europeo e planetario:
la vera emergenza dei nostri giorni,
altro che munnezza!
Con ironia e captatio benevolentiae,
e una cadenza intrisa di napoletanità, spiega in termini giuridici perché le cause contro le banche sono
vinte in partenza. Equipara le banche centrali e quelle commerciali a
falsari e strozzini. E promette di annientare il velo di omertà della magistratura le protegge.
“Fermiamolebanche”: con il suo
esercito di avvocati ha imbastito fin’ora 10.000 cause contro le banche in tutt’Italia. Il suo obbiettivo è
di arrivare a 100.000 cause per
scardinare il sistema. É alla ricerca
di clienti!
La parola d’ordine è Class action:
un’azione legale collettiva avviata
da uno o più soggetti che chiedono
la risoluzione comune di una questione comune di fatto e di diritto
che abbia effetto ultra partes per
tutti i soggetti che si trovano o si
troveranno nella stessa condizione.
L’azione legale è l’unica strategia
del dissenso che paga: dove la politica fallisce il diritto risarcisce!
Il Prof. Giacinto Auriti e il suo
progetto di moneta alternativa rivive nello SCEC (Solidarietà ChE
Cammina), grazie all’impegno
dell’associazione Masaniello.
Funziona come un buono sconto,
ma circola come la cartamoneta
innescando un circolo virtuoso per
l’economia
Per saperne di più sui temi trattati:
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N°03 1 febbraio 2008
Roccadaspide
“Martinangelo, il solito comunista”
Auricchio replica sulla comunità montana
Avrà parlato con Figliulo (il coordinatore provinciale del Pd, ndr) di ciò
che è avvenuto ultimemente nel Calore Salernitano…
“E perché? Senta a me il Pd oggi è
solo una sigla, ed è pure un luogo politicamente pericoloso… Villani voleva solo sgambettare Miano, l’ha
imposto a Iosca e Caronna, poi loro ci
spiegheranno perché Mario non andava bene, Martinangelo teneva solo
grande appetito di potere…e Latempa
– persona che stimo - sentirà presto il
suo fiato sul collo. De Luca questa
volta è innocente, i compagnucci non
gli hanno fatto mica capire che pasticcio hanno fatto”.
Un momento, Corrado Martinangelo ha messo in dubbio le sue capacità politiche…
“Ho letto. Penso che lui invece dimostri bene di essere quello che è: un veterocomunista che ha una fame
smisurata di potere e di cariche. Va all’attacco di tutto ciò che può fare
suo…Latempa scoprirà da solo che
non sarà libero. Hanno fame di potere: dalla comunità montana all’Asis,
La minoranza consiliare del
comune di Roccadaspide,
dopo le note vicende giudiziarie di ammissione ed
estromissioni di liste nelle
scorse elezioni, in seguito all’ultima sentenza, va a regime e parla di sé, del futuro
di Roccadaspide, attraverso
il suo capogruppo Tonino
Miano
Antonio (detto Tonino) Miano - di
anni 41 - di professione avvocato, è
l’attuale capogruppo (da luglio 2007)
di opposizione del Comune di Roccadaspide. Impegnato nella passata
gestione amministrativa (Capuano),
prima come capogruppo con delega
all’Ente Parco, successivamente come
assessore con delega allo sport, turismo, cultura e spettacolo. Il capogruppo Miano presenta il suo gruppo
e illustra la progettualità. Il gruppo di
minoranza è composto da: Tonino
Miano (capogruppo - ex Ds), Donato
De Rosa dell’Udeur (delegato alla
Comunità Montana), Domenico
Francione – Udeur, Pasquale Galardo,
Giovanni Tabano. “Io provengo dall’associazionismo, da quell’esperienza
politica dei progressisti con Mario
Cammarota e Antonio Quaglia, mentre gli altri dall’esperienza politica comunale e sovracomunale. Quelle
esperienze si sono fuse nel progetto
politico che nel 2001 portò al comune come sindaco, Giuseppe Capuano. Come gruppo preferiamo
avere il confronto sui problemi e da
ciò nasce anche il progetto politico,
un gruppo “vero” come dice Donato
De Rosa. Il nostro rapporto, si basa
sulla lealtà e sul rispetto reciproco.
Nelle elezioni amministrative del
per finire all’ospedale”.
L’ospedale, che c’entra?
“De Luca, uno dei riferimenti di Martinangelo,
ha avanzato una proposta per la riorganizzazione
ospedaliera
provinciale. Per Roccadaspide la proposta è di
ridurre a 16 i posti letto e
di utilizzarlo solo di giorno. Un eufemismo per proporne la chiusura e sottrarre all’intera Valle del Calore
l’assistenza sanitaria. Anche per
Agropoli De Luca disegna un destino
di ospedale “divano”. Questi sono i
progetti, e su questo, come su tanti
altri problemi della zona, il silenzio di
Martinangelo è assordante. Si risveglia solo quando può mettere i piedi
sotto una tavola…Latempa si faccia
sentire prima che sia troppo tardi”.
Si è invocato lo stato di necessità, si
è detto che occorreva impedire al
centrodestra di prendere il controllo della comunità montana…
“Con Miano era fuori l’Udeur e c’era
una giunta di centrosinistra puro. Come è
l’amministrazione che
io guido a Roccadaspide. Con i nuovi è
rientrata alla grande
l’Udeur, e Forza Italia
ha anche un paio di assessori. Detto questo io
aggiungo che ho stima
per Mimì Minella e Roberto Voza. Però che pena sentire giustificare il proprio operato con
l’argomento che bisognava impedire
al centrodestra di governare…e poi riportarli al potere. L’ho dico a Figliulo
con il cuore in mano: fammi capire
dove e come ci trovi un minimo di logica…”
Lei pensa che Mario Miano non
abbia niente da rimproverarsi. I
fatti dicono che ha almeno sottovalutato il “lavorìo” fatto per scalzarlo…
“Io faccio il sindaco a tempo pieno.
Devo dare atto di un serio impegno
della giunta Miano. Quando sento
dire che a Lorenzo Fraiese, il sindaco
di Trentinara, era stata offerta la presidenza e che egli lealmente l’aveva
rifiutata, io faccio due più due quattro, e quindi penso che altri il valore
della lealtà se lo siano messi sotto i
piedi…”.
Chi?
“I nomi li ho fatti. Parlo di persone
del quale ho presente il valore e mi dispiace che facciano da stuoino per i
giochetti salernitani. Onore al merito,
per esempio, all’attuale sindaco di Albanella che chiede ai suoi rappresentanti di fare l’interesse del paese e non
di singoli uomini politici. Altri sette
sindaci non sono dentro questa maggioranza e dimostrano di non essere
comprabili con un semplice contributo o un concerto di una banda musicale. Lo sanno quanti abitanti perde
ogni anno la Valle del Calore? Più di
cinquecento, in massima parte giovani qualificati che vanno a portare
fuori il loro sapere. Io a questo ci
penso, a qualche altro basta che arrivi
lo stipendiuccio o la convenzione per
gli amichetti…”
Oreste Mottola
To n i n o M i a n o : ” l a
maggioranza è iner te”
2006 di fronte ad uno scollamento
totale dovuto a incomprensioni contingenti si organizzò all’ultimo momento una lista di emergenza
finalizzata a neutralizzare il rischio
della presenza di una sola lista. Il
gruppo consiliare, è lo stesso che ha
operato nell’amministrazione Capuano. Forti dell’esperienza precedente come amministratori ci stiamo
adoperando facendo un’opposizione
costruttiva, senza mai ricercare lo
scontro. L’attuale amministrazione
non ha un proprio progetto. Si limita
a gestire solo le opere dell’amministrazione Capuano, come ad esempio, la sala teatro polivalente, il ponte
in località Mainardi, il campo sportivo,
la riqualificazione del centro storico,
la riqualificazione dell’ex liceo (tutte
opere fortemente osteggiate dall’allora minoranza capeggiata da Auricchio) e il parcheggio di Via Mazzini.
Queste sono opere che noi abbiamo
sostenuto e votato e le avremmo appoggiate a prescindere, come il progetto sulla metanizzazione, che fu
pensato con una metodologia nuova
(project financing), rappresentando
per noi una sfida che oggi si dovrebbe riprendere. Anche quel progetto fu osteggiato dall’attuale
maggioranza, che però fino ad oggi
non ha portato in consiglio comunale
una proposta sul punto. L’operazione
della creazione dell’area Pip a Fonte
è importante, ce ne occupammo già
con la passata amministrazione, ma
non va lasciata ai privati, come è intenzione, invece, dell’attuale maggio-
ranza, pena il rischio di processi
poco trasparenti e a vantaggio di
qualche speculatore, e non certamente degli imprenditori. Il ruolo del
comune deve essere centrale e non
di lavarsene le mani. Noi avevamo
dato un’impostazione per creare pari
dignità a tutte le frazioni con la creazione di spazi e servizi, per esempio,
una piazza per ogni frazione, grazie ai
fondi regionali e una scuola con interventi che salvarono le scuole di
Tempalta e Doglie all’epoca in pericolo; l’inerzia dell’attuale maggioranza, invece, ha consentito la
chiusura della scuola di Carretiello.
Per il comparto scuola occorreva interagire con i dirigenti scolastici delle
scuole locali. Da questa partita il comune è assente. Il tempo pieno nella
scuola primaria è stato ridotto, viene
svolto un giorno alla settimana. La
giustificazione è stata la spesa. Per le
attività culturali, le associazioni non
sono supportate con contributi adeguati; la squadra di calcio, “CaloreAlburni”, che milita in promozione e
raccoglie tutti i paesi limitrofi, è costretta a pagare circa 1.000 euro al
mese al comune per l’uso del campo
sportivo, sempre con la scusa che
non ci sono fondi, anche se il Sindaco
Auricchio li ha poi trovati per aumentare l’indennità agli assessori e a
se stesso portandosela a 2.500,00
Euro al mese (Il Sindaco Capuano ne
percepiva 800,00), con un aggravio
sul bilancio comunale di circa 60.000
Euro all’anno. Sul piano della gestione, prevale l’azione del sindaco e
non si può parlare di maggioranza
politica. Gli stessi assessori non
hanno la stessa autonomia della passata legislatura. Quando ci si appiattisce su un’unica posizione, le
alleanze non sono di pari dignità e si
ha solo un ruolo di subalternità, con
una democrazia in affanno e rischi
per il paese. È preferibile, invece, dialogare con forze politiche anche eterogenee, con diverse anime che si
confrontano in un’ottica strategica. Il
rapporto del sindaco Auricchio con
il territorio è conflittuale. Quando
ciò accade, si crea quello che è successo alla Comunità Montana, che
dopo meno di un anno è stato sfiduciato il presidente Mario Miano.
Quest’isolamento impoverisce Roccadaspide nel contesto territoriale e
non solo. Auricchio con le vertenze
aperte contro l’Asis, contro il Comune di Salerno e contro la Provincia ha di fatto determinato
l’emarginazione di Roccadaspide rispetto ai tavoli politici sovracomunali
e provinciali. Per questo motivo il
metodo che noi proponiamo si basa
su un recupero del dialogo sia nel
consiglio comunale che con le forze
politiche locali e provinciali, con lo
scopo di dare un ruolo centrale a
Roccadaspide nel contesto territoriale, con pari dignità con il resto del
territorio”.
Cosmo Guazzo
9
Salerno
10
N°03 1 febbraio 2008
La grande Lucania si costruisce sui rifiuti
Un progetto fatto da grandi promotori che riscuote successi
Il Cilento e il Vallo di Diano, che formano l’area sud della Campania, preparano le valigie e tornano in
Lucania, Regione di cui anticamente
erano parte. Quella che un tempo era
solo un’idea vagheggiata, si fa ogni
giorno più concreta. Il Sindaco di Castellabate, Costabile Maurano, lamenta la disparità di trattamento che
si è creata rispetto ai grandi centri
campani in quanto ai Comuni Cilentani, che sono usciti “puliti” dall’emergenza rifiuti, viene data la
possibilità di conferire in discarica
solo un’esigua quantità di indifferenziato. Così, carta e penna, scrive al
Governatore della Basilicata, Vito De
Filippo, che non ha accettato i rifiuti
di Napoli, affinché metta a disposizione di questi piccoli Comuni, ricadenti nel Parco Nazionale ed attivi
nella raccolta differenziata, le discariche lucane. Il Comune di Camerota
prepara realmente un referendum per
lasciare la regione ed entrare in Basilicata. “Non esiste alcuna strategia
per la crescita turistica del Cilento,
anzi c’è chi contrasta ogni strategia”
ha detto il Sindaco Troccoli, che poi
ha spiegato di voler aderire al Progetto Grande Lucania, che ormai si
avvale di abili promotori e di un nu-
dalla prima
mero crescente di aderenti.
Il Comune di Vallo della Lucania, invece, sigla un protocollo d’intesa con
l’Università della Basilicata. “Questo
accordo - dice il Sindaco Cobellis ci consente una collaborazione, con
la prospettiva di istituire una formazione a distanza, grazie al potenziamento di una piattaforma digitale,
che consentirebbe la frequenza di
corsi universitari”. Intanto ci si impegna a promuovere agevolazioni sui
fitti per tutti gli studenti del Cilento
che vorranno risiedere vicino all’Ateneo ed a potenziare i trasporti
per favorire i collegamenti. Un distacco, quindi, che si fa sempre meno
ideale, un autentico congedo dalla
Campania, dalla Napoli ingorda e
dalla stessa Provincia di Salerno,
troppo grande ed indifferente. Questa
terra si è sentita abbandonata, tant’è
che negli anni diversi Comuni, tra cui
Battipaglia, Capaccio, Agropoli,
Vallo, si sono candidati come sesta
Provincia, sempre inutilmente. Il Ci-
lento dà un segnale forte e lo fa proprio nel momento in cui questa Regione vive una delle sue fasi più
drammatiche. Oltre all’emergenza rifiuti,ci si è imbattuti in una tempesta
politica e giudiziaria che ha coinvolto
alcune tra le più importanti figure
istituzionali.
Al Governatore Bassolino, in qualità
di ex Commissario, vengono contestati i reati di frode in pubbliche forniture, abuso d’ufficio e truffa
aggravata. Il Presidente del Consiglio
Regionale, Sandra Lonardo, attualmente agli arresti domiciliari, è accusata di tentata concussione,
nell’ambito della stessa inchiesta in
cui è coinvolto il marito, il Ministro
dimissionario Clemente Mastella, indagato per concorso esterno in associazione per delinquere, concussione,
abuso di ufficio e concorso in falso. Il
Cilento prende le distanze da questi
scandali, che non gli appartengono,
che oltre tutto pregiudicano la capacità turistica di un territorio ricco di
bellezze storiche e naturali. Sarà meglio probabilmente essere primi attori
in Lucania che delle semplici comparse in una Campania, purtroppo,
sempre meno felix.
Giuseppe Colopi
di Bartolo Scandizzo
Ept e Provincia, cento webcam al capezzale del turismo
Le maggior parte delle risorse, però,
saranno messe a disposizione dai
due soggetti proponenti, la Provincia
e Ept.“Le immagini del nostro territorio proiettate in ogni computer sapranno parlare meglio di ogni altro
argomento.” Ha pronosticato Villani.
A fare da “padrino” alla conferenza
stampa convocata per illustrare le
strategie che la Provincia ha in animo
di mettere in campo, c’è il prefetto
di Salerno Claudio Meoli che ha
molto insistito sui tempi di realizzazione del progetto: “Entro quanti
giorni questa azione sarà operativa?”
“Quindici giorni!” Ha garantito Caponigro rendendo edotti i presenti
anche sulla determinazione della regione Campania a voler avviare da
subito un’azione forte di contrasto
dell’immagine negativa che, in modo
cannibalesco, altre regioni Italiane (il
Veneto) sta tentando di sfruttare a
proprio vantaggio.
Ma il portale “Turismo in provincia
di Salerno” non sarà la sola iniziativa
messa in atto per contrastare
l’emergenza e la crisi del settore –
afferma Villani – ma la provincia è
promotrice di altre quattro iniziative.”
Ecco i progetti di massima:
Richiesta al Governo nazionale di
sgravi fiscali con la dichiara di “stato
di crisi” fino a considerare la provin-
cia di Salerno come
“zona Franca” come
Andorra e Livigno.
Utilizzo dei fondi Por
2007-2013 per incentivare gli imprenditori favorendo
la
certificazione
delle
aziende, gl’investimenti
infrastrutturali e la
promozione diretta.
Chiedere alla regione
di concentrare le riDa sinistra:Villani, Caponigro, Meoli, Castaldi
sorse destinate alla
promozione del turigrandi attrattori turistici presenti in venga vissuta dagli operatori con sesmo sul mercato internazionale, riprovincia che è determinato ad in- renità e dai turisti con tranquillità.”
servando alle province gli interventi
vestire Angelo Villani: “Costiera Il prefetto Meoli ha confermato che
destinati al mercato interno.
Amalfitana, Paestum, Costa Cilen- “i comuni devono assumere l’iniziaCoordinare, unitamente alla camera
tana, Certosa di Padula hanno biso- tiva che tranquillizzi i cittadini e
di commercio, la promozione delle
gno di più visibilità in termini di metta al riparo la stagione turistica,
aziende salernitane sui mercati esteri
comunicazione e noi faremo di tutto fina dal periodo di Pasqua, da evenconcentrandosi su tre filoni: il turiper dargliela.”
tuali blocchi delle discariche o dei
smo, con la terra dei miti, l’agro aliUnico ha posto sia al presidente Vil- Cdr.”
mentare, con la dieta mediterranea
lani che al prefetto Meoli la domanda Le forme sono diversificate, da quella
e l’artigianato, con l’arte in tavola.
sui tempi di autonomia per fronteg- consortile a quella individuale, l’imLa bontà del progetto è avallata da
giare una eventuale emergenza rifiuti portante che ci si attrezzi per il pegCaponigro che ritiene fondamentale
da parte dei comuni che ospitano i gio, tanto per il meglio non si fa
dare un’immagine unitaria della prograndi attrattori.
fatica ad adattarsi.
vincia a cominciare dal capoluogo
Villani ha risposto che “Alcune realtà Le immagini a cui il progetto “Web
che è sotto i riflettori dei media nasi sono già attivate. Salerno, Angri ed cam” ci si vuole affidare, saranno la
zionali: dobbiamo mantenere SaAgropoli sono in grado di fronteg- migliore testimonianza del successo
lerno pulita a tutti i costi! Solo così
giare una crisi fino a cento giorni di o del fallimento di chi ha pensato di
avremo l’effetto traino anche per le
blocco, Altre sono state invitate a muoversi per tempo per porre un
località turistiche della provincia.”
predisporre piani adatti a garantire argine al calo di appeal che l’intera
Ed è proprio sulla promozione dei
che la stagione turistica alle porte provincia si trova a combattere.
N°03 1 febbraio 2008
Capaccio
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Il Consorzio di Bonifica di Paestum vara il bilancio preventivo 2008
I revisori danno via libera all’assestamento dell’esercizio 2007
Il Consorzio di Bonifica si avvia a
chiudere con un sostanziale successo
l’esercizio finanziario 2007, il primo
formulato secondo le nuove disposizione regionali in materia. È un successo personale del presidente
Pasquale Quaglia e di questo gliene
danno atto i revisori dei conti che
esprimo apprezzamento per il fatto
che “ in linea di massima, le previsioni sono state rispettate.”
Importanti anche i rilievi che l’organo di controllo, con molto “garbo”
pone in evidenza: tra gli altri: “Un
elevato costo del lavoro straordinario
(102.000 euro), la difficile riscossione dei 579.000 euro dal fallimento
Geni.” I revisori propongono di “aumentare le entrate attraverso l’incremento graduale dei ruoli ordinari e
una più efficace lotta all’evasione
…” Il bilancio del Consorzio di Bonifica di Paestum è un volano imponente per le economie della piana di
Paestum e per i comuni dove risiedono la grande maggioranza dei consorziati Siccome. L’ente muove cifre
importanti, nell’ordine di decine di
milioni di Euro. Ecco perché tutto
quello che il Consorzio fa in termini
di programmazione territoriale e infrastrutturale incide direttamente
sulla vita di chi questi territori li abita
e vi lavora.
Ecco perché è importante che l’ente
abbia “assunto” un addetto stampa,
Alfonso Stile (lo stesso del comune)
al fine di veicolare di più e meglio le
informazioni e le comunicazioni del
consorzio sia verso i consorziati che
in direzione della cittadinanza che, in
buona parte, sono utenti dell’acquedotto rurale gestito proprio dalla Bonifica.
E basta leggere la relazione programmatica del presidente Quaglia
per rendersi conto che gli interventi
di adeguamento e di integrazione
della rete infrastrutturale sul territorio per rendersi conto che non stiamo
disquisendo su elementi marginali
ma di una sostanziale politica territoriale.
Uno sguardo sulle cifre è doveroso.
Il budget del 2008 ammonta a
7.359.391 di Euro, di cui oltre due
milioni e mezzo di contributi dei
soci, il resto da trasferimento pubblici o altri ricavi.
Importanti anche le cifre dei crediti
verso la regione e lo stato per lavori
in corso o già definiti (oltre 21 milioni), come è importante la cifra da
recuperare dai consorziati (oltre 2 milioni e mezzo di Euro). Per questi ultimi è intenzione dell’ente di affidare
il recupero del credito ad un concessionario.
Insomma, i revisori e i numeri danno
un via libera a Pasquale Quaglia,
anche se lo stesso presidente non si
nasconde le difficoltà derivanti dal
clima d’incertezza normativa in cui
vivono tutti i consorzi di bonifica in
Italia: “Tutti noi ricordiamo il dibattito acceso sui costi della politica che
vedeva coinvolti, in maniera errata,
anche i Consorzi di bonifica. Solo
l’infaticabile opera dell’Associazione
Nazionale delle Bonifiche ha evitato
il peggio.”
Restano però tutti i punti di crisi interna che vedono la metà dei consiglieri eletti dai consorziati decisi a
continuare la loro apposizione nei
confronti dell’attuale gestione.
A dicembre sembrava che si potesse
addivenire ad un accordo tra le parti,
purtroppo questo non è avvenuto e si
è riacceso il contenzioso anche con
querele che, oltre a mettere in difficoltà l’ordinata gestione delle attività, creano ulteriori motivi di liti che
potrebbero anche essere foriere pro-
blemi.
Intanto regge alla grande l’accordo
sottoscritto tra la “Bonifica” e il comune che ha visto rinascere un rapporto tra i due “Pasquali” della vita
politica capaccese.
Sempre più spesso si vedono gli operai del Consorzio che “aiutano”, meritoriamente, l’amministrazione a
tappare qualche buca sulle martoriate
strade del comune.
Come sembra di buon auspicio il riuscito defenestramento di Mario
Miano da presidente della Comunità
Montana artefice Donato De Rosa,
mastelliano di ferro come Quaglia.
Me questa è tutta un’altra storia …
velina
Consorzio, arriva Michele Marino e farà il direttore per tre anni
Baratta e Franco: “Quaglia quanto sei contraddittorio”
Sarà l’agronomo Michele Marino, attualmente direttore tecnico della discarica di Macchia Soprana per
conto del Consorzio di Bacino Sa2,
per i prossimi tre anni il nuovo dirigente dell’area agraria del consorzio
di bonifica di Paestum.
All’esito si arriva seguendo un percorso accidentato e ricco di colpi di
scena. L’ente, oggi presieduto da Pasquale Quaglia, prima indice e poi an-
nulla un concorso per direttore dell’area agraria. Il vincitore - ovvero il
dottore Marino, figlio del sindaco Pasquale – ha a che fare dapprima con
l’ente allora diretto da Cecilia Baratta. Ma sulla sua strada trova a
sbarrargliela – stando a quanto fanno
mettere a verbale Matteo Franco e
la stessa Cecilia Baratta, nella delibera n.4 del 7 gennaio 2008 – quel
Pasquale Quaglia che è oggi presidente dell’ente ed ex consigliere comunale dell’Udeur. “Da componente
della deputazione – dicono Baratta e
Franco – egli si oppose adducendo
motivi di poca pubblicità del bando
oltre che dell’aumento delle spese
per il Consorzio”. Il Tribunale di Salerno, sentenza n.549/06 dà ragione
alle tesi di Quaglia e rigetta il ricorso
di Marino che reclama l’assunzione.
L’ente fa ancora di più: “sdoppia” le
funzioni dell’area agraria e le affida a
personale interno. L’ultimo colpo di
scena è recente ed è originato dall’appello proposto da Michele Ma-
rino, assistito dai suoi avvocati Federico Conte ed Antonio Rizzo. Sono i
due legali ad avanzare, prima dell’udienza del 9 gennaio, formale proposta di “transazione” chiedendo
l’assunzione di Marino ed offrendo
in cambio: “la formale rinuncia a
qualsiasi pretesa economica pregressa”.
L’avvocato del Consorzio, Maria
Citro, pur dichiarandosi ottimista
sull’esito della causa, tuttavia non
nega i pericoli di un “rilevante” ri-
sarcimento che il Tribunale potrebbe
dichiarare a favore di Marino colpito
“da perdita di chances” a causa degli
eventi del concorso. Tanto basta per
convincere Pasquale Quaglia ad offrire a Michele Marino l’incarico
triennale di direttore dell’area agraria. “Se errore c’è stato che paghino
Pasquale Quaglia, Antonio Di Lucia e
Carmine Calabrese. Sono loro che
votarono contro l’approvazione
della graduatoria di allora”, Baratta e
Franco non ci stanno e lo scrivono
chiaramente a verbale. “Il presidente
si è ravveduto – aggiungono Baratta
e Franco -, è stato forse folgorato
dalla politica dalla quale il Consorzio
dovrebbe essere estraneo?”.
Baratta e Franco ne fanno anche una
questione economica:”In presenza di
una riduzione di contributi regionali
e in parimenti di aumenti delle spese
di rappresentanza e del personale si
rischia l’aumento delle tasse per pareggiare il bilancio”.
Ormo
Capaccio
12
N°03 1 febbraio 2008
Capaccio elettrica. La centrale idroelettrica
Maida e l’arrivo dell’energia elettrica in paese
E luce fu. Ignoriamo se queste parole
siano state effettivamente pronunciate da qualche tecnico, magari
schiacciando il fatidico bottone che
diede il via all’operazione, ma sintetizzano bene l’evento che rivoluzionò
la comunità di Capaccio nell’estate di
quel lontano 1912: l’arrivo dell’energia elettrica. Prima di allora le uniche
luci che rischiaravano le strade del
paese durante le ore notturne - al pari
di centinaia di altri centri della provincia italiana - erano affidate alle insegne di qualche osteria, alle
lampade votive, mentre i pochi “pubblici fanali”, alimentati a gas acetilene, risultavano costosi e oltremodo
inquinanti. Molto più sicura ed economica l’energia elettrica, che in
quegli anni si affermava prepotentemente con la ormai testata trasmissione a distanza. Fu un ex sindaco di
Capaccio, Giovanni Maida, a fiutare
l’affare, realizzando un impianto per
lo sfruttamento idroelettrico di Capodifiume, con la costruzione di una
centrale situata a sud della foce naturale del corso d’acqua, in località
“Molino di mare”. In quella zona
erano presenti i resti di un mulino ad
acqua di origine medievale, le cui
opere idrauliche ancora in piedi (il
canale di alimentazione in muratura
per la derivazione dell’acqua) furono
riutilizzate per la nuova opera.
A raccontare la vicenda - e a fornire
una dettagliatissima descrizione tecnica dell’impianto - ci ha pensato recentemente Costabile Cerone, che ha
dedicato alle vicende della centrale
idroelettrica di Maida un saggio pubblicato su “Annali Storici di Principato
Citra”
(IV,1,2006).
L’elettrodotto per Capaccio, gestito
dalla società per l’illuminazione elettrica “Sabia & Renna”, era costituito
da una linea ad alta tensione da 5.000
Volt, che, correndo per oltre 8 chilometri su pali di legno di castagno
(fatta eccezione per l’attraversamento dei binari nei pressi della stazione di Paestum, realizzato con
tralicci di ferro), arrivava fino alla cabina di trasformazione ubicata a valle
del paese. Da detta cabina partiva la
rete di distribuzione all’interno del
centro abitato, effettuata mediante tre
tronchi: uno collegato ad una maglia
circolare che percorreva alcune
strade principali del paese, il secondo
diretto verso sud, per la fornitura dell’energia elettrica nella frazione Pon-
dalla prima
ticello, ed un altro, che raggiungeva
verso est un centro di distribuzione
radiale. Dai tre tronchi e dalla maglia
circolare partivano infine le varie diramazioni per la fornitura all’interno
delle abitazioni, utilizzando lo stesso
schema per la pubblica illuminazione. L’arrivo dell’energia elettrica
rappresentò indubbiamente un’innovazione radicale per i sistemi economico-sociali di una popolazione
di Oscar Nicodemo
Aspiranti eroi della storia
naglia, ma di grande acume, non una
qualsiasi, priva di stilismo.
Parto da qui per accedere convenientemente ad una verità poco presunta: se non si è uomini virtuosi,
leali, audaci e generosi, si può comunque passare alla storia, purché si
eccella nei difetti.
Ivàn “il terribile”, lo zar di Russia
del tardo medioevo, accecò l’architetto (un italiano) che costruì la magnifica Cattedrale di San Basilio, a
Mosca, semplicemente per evitare a
costui di progettarne una uguale in
qualche altra parte del mondo. L’irrefrenabile sovrano, difatti, è ricordato da tutti per la sua straordinaria
malvagità. Egli rappresenta un genuino esempio di uomo non virtuoso
e di grande dissolutezza annoverato
dagli storici.
Soltanto ora la prefazione (costruita
con allegra perfidia) è compiuta al
punto tale da consentirmi di ripassare in mente alcuni fatti del territorio pestano-capaccese. Mi soffermo,
pertanto, su una dichiarazione pubblica, fatta quasi di fresco, dal deputato forzista Gaetano Fasolino,
nella quale egli manifesta l’intenzione di essere ricordato, insieme al
Sindaco Pasquale Marino, dalle future generazioni, e di passare, niente
di meno che, alla storia.
Per Giunone! Ma come faranno?
“Historia lux veritatis, nuntia vetu-
statis” - sosteneva Cicerone - (la storia è luce di verità, annunciatrice dei
tempi antichi). Mi rifiuto di pensare
che entrambi vogliano costruire una
piscina e qualche campetto sportivo
qua e là, in quel di Cannito, avendo
la legittima sensazione di mettere in
piedi un’opera che possa valere la
Tour Eiffel o il ponte di Brooklyn.
Per passare davvero ai posteri e lasciare una traccia indelebile di sé,
molto meglio il tentativo di trasformare la collina di Capaccio in una
nuova Hollywood dei poveri. Questo, si, che è uno scempio degno di
una mente viziosa!
Il sindaco Marino ritiene che dotare
di villette a schiera le praterie di Capaccio, impreziosisca l’ambiente.
Peccato. Occorrerebbe fargli prendere visione di quanto sembri riprovevole quello che lui pensa sia
grazioso. Solo così avrebbe coscienza della sua perversione e potrebbe finalmente sbizzarrirsi, con
cognizione di causa, ad imbrattare il
territorio comunale, sfregiandolo irrimediabilmente, e passare di diritto
alla storia come Pasquale “il temibile”, tre volte più incontenibile del
pur grande Ivàn “il terribile”. Mentre l’altro, il parlamentare, scaltro
com’è, sovrintende di nascosto, negandosi alla storia come si è negato
alla politica d’azione.
Dante Alighieri non gliela avrebbe
fatta passare franca; lo avrebbe
messo all’Inferno nel Girone degli
Ignavi, morso ripetutamente da
vespe e mosconi mentre insegue una
bandiera vuota, con i vermi a succhiargli il sangue che gli cola dal
corpo. Una persona che, investita a
più riprese di cariche politiche importanti, non si è adoperata per
nulla, meriterebbe, senza indugio, il
contrappasso dantesco. Francamente, non riesco ancora a capire in
quale tipo di bronzo la sua faccia
abbia fatto il calco per continuare, in
modo tanto disinvolto, a fare promesse agli abitanti di Capaccio-Paestum.
Dunque, quelli che vorrebbe passare
alla storia, nel comune racchiuso tra
il Sele e il Solofrone, sarebbero due
persone che per ora rappresentano la
“non cronaca” del paese. Essi sono i
maggiori autori di “non avvenimenti”, e non vi è nulla che li riguarda che possa essere annotato
negli annali.
La coppia Marino-Fasolino sono
l’anti-storia del territorio. Il comportamento di questo duopolio, segnato da “non scelte” e da ogni sorta
di compromesso, è completamente
estraneo alle tradizioni popolari e
contadine più nobili, che da sempre
caratterizzano l’evoluzione dei centri rurali come Capaccio, con annesse vocazioni turistiche. Tanto
dedita prevalentemente all’agricoltura e all’allevamento.
Oltre a portare la luce nel paese e
nelle case, mise in discussione i processi di produzione delle aziende, ponendo in generale le basi per una
diversa organizzazione della vita
degli uomini.
Raffaele Avallone
Marino quanto Fasolino rappresentano un’anomalia politica di grande
rilevanza. Stando a quello che riescono a comunicare, si dimostrano
anacronistici in tutte le loro manifestazioni. La superbia che costoro
esprimono pubblicamente, non in
virtù di un chiaro spirito eletto o di
un contegno elegante, ma solo come
buffa e gretta conseguenza di un miserabile potere derivante dalle cariche che ricoprono, è quanto di più
insopportabile si possa cogliere nell’animo di un individuo.
Il potere, tutti gli aggettivi negativi li
conosce da tempo. Ma da noi, è soprattutto cafonesco.
Allora, sappiano, i potenti di lunga
pezza e quelli di turno, colti o non,
intelligentini o un po’ citrulli, distinti o cafoncelli, che il fatto di non
avere un’opposizione politica in
Aula Consiliare non vuol dire che
lor signori possano pubblicamente
agire come meglio desiderano, senza
confrontarsi, sia pure a debita distanza, con l’ultimo degli abitanti
capaccesi (che mi onoro di impersonare), e, soprattutto, con pezzi fondamentali della società civile. Di
questa, fanno parte non solo i giornali, ma le associazioni di categoria
(Imprenditori, Commercianti, Agricoltori), i Movimenti Culturali ed
Ambientalisti, i Partiti politici non
rappresentati in Consiglio Comunale
ed ogni libero cittadino che si interessi alla vita pubblica del paese.
Sbaglia di grosso chi pensa di passare alla storia senza passare al vaglio della critica.
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Diano
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Sala Consilina, tavola rotonda su ambiente e papilloma virus
Vaccini, educazione ambientale e prevenzione
Sabato 19 gennaio a Sala Consilina,
presso l’ITG di Via Carlo Pisacane,
si sono discusse due tematiche molto
importanti: l’importanza dell’educazione ambientale e la prevenzione del
papilloma virus, così tanto diffuso a
livello nazionale. Alla discussione,
organizzata dal Lions Club di Padula
in collaborazione con l’assessorato
alle politiche ambientali di Salerno e
la Fondazione “Teresa e Luigi De
Beaumont Bonelli” per le ricerche
sul cancro, tra l’altro già molto nota e
apprezzata per essere stata la paladina di tanti studi condotti con ampia
documentazione e serietà, hanno
preso parte esponenti molto noti del
panorama locale. Tra questi vanno
annoverati Angelo Paladino assessore provinciale alle politiche am-
bientali, Cono De Honestis, presidente del Lions Club di Padula, Giulio Tarro ricercatore noto in tutto il
mondo nonché presidente della Beaumont Bonelli, Frank Romeo già
oncologo e dirigente dell’Istituto
contro i tumori “Pascale” a Napoli;
presente anche la dirigente scolastica
dell’Istituto per geometri di Sala
Consilina Maria Antonietta Trotta e
il capitano dei carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, Giuseppe
Costa. Lo scopo in primis dell’incontro è stato informare la vasta platea,
accorsa per l’occasione, dell’emissione di un vaccino rivoluzionario
contro il papilloma virus, un’infiammazione del collo dell’utero sovente
cancerosa e raramente mortale, la cui
percentuale di donne ammalate è
In farmacia
ASL con problemi di “insufficienza renale”?
L’insufficienza
renale è una
patologia
cronica sempre più diffusa, che spesso complica il decorso di altre malattie
come il diabete e le malattie cardiovascolari. Quando c’è il sospetto di una patologia renale, il
primo impegno del medico di famiglia, coadiuvato dal nefrologo, è
quello di arrivare a una diagnosi
precisa in modo da iniziare tempestivamente le terapie adeguate
ed evitare, il più possibile, che si
instauri l’insufficienza renale progressiva.
Dopo la terapia medica è importantissimo seguire una dieta corretta per i pazienti con
insufficienza renale. Gli alimenti
contengono tante sostanze che, da
un punto di vista nutrizionale, possiamo suddividere in diverse categorie: proteine, carboidrati, grassi,
vitamine, sali minerali. Le proteine
servono per rinnovare le strutture
dell’organismo (pelle, fegato, muscoli e tutte le cellule in generale).
E’ opportuno che la persona con
insufficienza renale segua una dieta
personalizzata secondo i criteri
consigliati dal nefrologo per almeno due motivi importanti: la
necessità di limitare l’apporto
delle proteine, le quali richiedono
al rene un “plus lavoro” per essere
eliminate.
Questo “plus lavoro” accelera la
progressiva perdita della funzione
renale. In più la necessità di limitare l’apporto di tutte le altre sostanze (sali minerali, azoto) che il
rene ammalato non riesce ad eliminare adeguatamente per evitarne
un
accumulo
che
provocherebbe acidosi e iperfo-
sforemia. In farmacia sono disponibili alimenti speciali per i pazienti
con insufficienza renale. Va ricordato, inoltre, che questi pazienti
possono usufruire dell’assistenza
integrativa, con prescrizione del
medico specialista (nefrologo) appartenente ad una struttura pubblica.
Con l’autorizzazione
dell’Unità operativa di assistenza
sanitaria di base, è possibile avere
gratuitamente alimenti aproteici
(farine speciali per pane e dolci,
pasta alimentare, fette biscottate,
pane confezionato, biscotti semplici) presso la propria farmacia di
fiducia. Tale autorizzazione, organizzata mensilmente, deve essere
rinnovata annualmente dall’ASL di
competenza prima di potersi rivolgere alle farmacie convenzionate per l’erogazione degli
alimenti.
E’ implicito che la fornitura degli
alimenti deve coprire tutto l’arco
dell’anno in modo da assicurare ai
pazienti una dieta adeguata alla
loro patologia. Purtroppo nella nostra ASL, ASL SA/3, non è la prima
volta che il nuovo anno si apre con
un ritardo nel rinnovo delle autorizzazioni. Ritardo non di qualche
giorno, ma anche di due o tre
mesi... ciò ovviamente a discapito
dei pazienti costretti a dover acquistare i prodotti a loro spese
oppure ancor peggio a dover rinunciare ad una dieta corretta per
la loro salute. Questo ritardo è
dovuto ad una normale prassi burocratica, risolvibile con una maggiore
organizzazione,
o
rappresenta un escamotage per far
risparmiare l’azienda?
Alberto Di Muria
[email protected]
oggi davvero consistente. Il vaccino,
come ha spiegato
Tarro, è al contempo
un potente antivirale
e antitumorale. Si è
data notizia inoltre
della costituzione di
un Osservatorio ambientale della Provincia di Salerno
presso l’istituto per
geometri
salese.
Tarro è veramente
orgoglioso di presentare il vaccino
contro il papilloma,
considerato la seconda causa di tumori tra le donne, e
dice che tale studio
e la possibilità
stessa di vaccinarsi
sono opportunità
importantissime per
tutto l’universo femminile a partire
dai dodici anni. Infatti è disponibile
un vaccino gratuito da somministrare
alle giovanissime nell’arco di sei
mesi, in modo da creare uno schermo
immunitario rilevante contro la eventuale contrazione della malattia. Non
da sottovalutare dunque, tale opportunità, anzi i plausi maggiori sono
stati diretti soprattutto verso tale notizia, così rivoluzionaria e suggestiva.
Un pensiero doveroso, come era
ovvio che sia, è stato rivolto alla problematica più scottante dell’ultimo
periodo in Campania: i rifiuti e i rischi per la salute, di cui spesso si
sente parlare in ogni angolo della regione ormai. Angelo Paladino, chiamato in causa in qualità di assessore
alle politiche ambientali, ha ribadito
che è inutile appigliarsi alla politica
del secco rifiuto o del sì senza riflessione alla individuazione dei siti di
stoccaggio delle balle. “ Non serve a
nulla che ognuno sia contro l’altro-
Il teatro, una passione che
ha colpito il Vallo di Diano
conclude Paladino- occorre superare
la situazione di stallo con cognizione
e intelligenza, affinché nessun comune soffra per il deposito e stoccaggio della spazzatura”. Un incontro
politematico che ha invitato alla riflessione e al dibattito. E con buona
soddisfazione dei relatori, tutti illustrissimi e preparatissimi, l’obiettivo
pare essere stato raggiunto.
Antonella Citro
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In Redazione
Vincenzo Cuoco, Enza Marandino
Segreteria di Redazione
Gina Chiacchiaro
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Grafica ed Impaginazione grafica
Il teatro è una forma di spettacolo
che affascina. Attori e pubblico entrano in contatto diretto e avvincente, nel quale uno non può farne a
meno dell’altro. Il fascino per questa
forma d’arte ha colpito il pubblico
del Vallo. Dopo il debutto straordinario della pièce La leggenda del pianista
sull’Oceano,
monologo
interpretato con abilità artistica di
Giancarlo Guercio e diretta da
Mimmo D’Ambrosio, un’altra pièce
debutterà prossimamente. Numerosi
sono giunti per assistere alla pièce il
17 gennaio scorso a Montesano
Scalo presso il cine-teatro Apollo 11.
Uno spettacolo che ha rapito l’interesse degli spettatori e coinvolto il
pubblico. Questo nuovo debutto teatrale è previsto per il 9 febbraio a
Monte San Giacomo. Il nuovo appuntamento teatrale del Vallo di
Diano è Janara, che sarà interpretato
da Angela Trezza e Giancarlo Guercio, diretto da Mimmo D’Ambrosio.
Si apre, così, la stagione teatrale nel
Vallo di Diano, da non perdere.
Patricia Luongo
Stampa
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del Tribunale di Vallo della Lucania al n.119
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Cultura
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N°03 1 febbraio 2008
“La Sindachessa” di Giuseppe Liuccio
Un eccezionale spot per il Cilento
Greci, Lucani, Latini, Bizantini, Bulgari, Longobardi, Svevi, Normanni,
Saraceni: favolosamente, il Cilento
ha un patrimonio spirituale lasciatogli in dote, nell’arco dei secoli, dalla
presenza di questi popoli nel suo territorio. A saperlo sicuramente sono
in tanti, ma restano davvero pochi i
cilentani che, impegnati in campo artistico e letterario, esprimono con
istinto e adeguatezza il retaggio culturale della terra di provenienza.
Uno di questi, è Giuseppe Liuccio.
Ho già avuto modo di osservare (non
pubblicamente) che la poesia dialettale del cantore trentinarese rappresenta quanto di più appuntito e
perforante si possa trovare in versi.
È una poesia “ca ponge” (che
punge), tanto per darne una sensazione che non si discosti dalla tempra dell’autore.
Questa volta, però, l’oggetto di attenzione non sono liriche in vernacolo ma pagine di narrativa.
Un romanzo in piena regola: “La
Sindachessa”, edito da “Plectica”.
Miti, leggende, storie di amore e di
morte, paesaggi lussureggianti, vini
salubri e ricette gastronomiche formano la “dottrina” con cui il cilentano Carlo Nascimbene, maturo
intellettuale laico, ha forgiato il proprio carattere, fino a farlo diventare
un tutt’uno con coraggiosi personaggi di rivolte ottocentesche, con risoluti monaci basiliani dell’alto
Medioevo, con la filosofia di audaci
e raffinati greci d’occidente dell’era
classica. Al di là di ogni trama romanzesca, dunque, la
cultura (nella fattispecie quella inerente
ad una terra, il Cilento) emerge come
elemento unico e prezioso di cui la coscienza intellettuale
si può servire per accedere ad una dimensione
universale,
dove in qualche
modo, l’intelligenza
umana riesce a districarsi senza affanno
nel concetto di spazio
e di tempo.
L’uomo contemporaneo, più o meno in
maniera prodigiosa,
si ritrova, così, a ripetere una gestualità antica e a pensare con ritmi e
propensioni ataviche che lo rendono
un semidio. Ed in questa sacralità a
metà non vi è nulla di sovrannaturale
o di poderoso, che possa richiamare
le sembianze e l’indole di un essere
superiore. Vi si riscontrano, al con-
trario, una straordinaria semplicità,
una trasparenza d’intenti, una visibile lealtà ed una passione intensa.
Niente a che vedere, quindi, con
quella astrusa figura di intellettuale
metropolitano dalle impostazioni arzigogolate e
dall’immagine
fiacca. La cultura non ha
Impronte...
niente di cadaverico, essa è gaia, vivida, briosa ed ha anche le guance
rosse, sembra dire Liuccio in questa
sua fatica. Egli vi racconta con accortezza e dovizia di particolari una
sfavillante storia d’amore che muove
dai Parioli, lo sciccoso quartiere di
Roma, per avere uno sviluppo emozionalmente carico nel Cilento: qui,
Irene s’innamora di Carlo e della sua
terra. In questo luogo, Irene, avvenente e sensibile creatura, trova i
motivi di una vita energica, intuendo
che la felicità passa attraverso
l’amore e il richiamo passionale dell’impegno sociale, avvertito, quest’ultimo, come un patrimonio
ereditario…
Un romanzo, quello dell’autore di
“Chesta è la terra mia”, che mediante
una conoscenza profonda del territorio cilentano e della sua storia, sboccia come un rarissimo fiore di campo
che si offre in dono ad ogni abitante
della “terra dei tristi”, come simbolo
di bellezza, fierezza, laboriosità.
Un libro che ogni cilentano, amante
del proprio luogo, dovrebbe leggere
per (ri)scoprirsi in un passato nobile
e dignitoso che potrebbe far luce sul
futuro. Un lavoro letterario, infine,
che è uno spontaneo quanto involontario spot pubblicitario di una terra
oggi nelle mani di coloro che non
riescono a promuoverla nel modo
più appropriato, poiché, evidentemente, non ne sanno cogliere la dovuta importanza e i giusti significati.
La narrativa, in questo caso, potrebbe anche risultare adatta a sostituirsi ad operazioni di management
turistico mai effettuate o mal pensate.
Oscar Nicodemo
Storie di cilentani a Salerno
Felice Pastore, l’infinita passione per le scoperte archeologiche
C’è chi non ha bisogno di chiedersi
che cosa potrebbe dare un senso alla
propria vita perché questo senso, inteso come passione e dedizione al
bello e al vero, lo custodisce dentro
per poi svelarlo alla prima occasione.
Parliamo infatti di un personaggio
che non solo assiste a scavi archeologici ma che scopre resti antichi del
nostro patrimonio e che promuove
la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei Beni culturali.
Dall’aplomb quasi inglese, placido e
tranquillo nel porsi, il nostro personaggio è originario di Sicignano,
paese del Vallo di Diano, contornato
dalla catena degli Alburni di cui ci
parla con calore e dedizione.
E’ Felice Pastore, davvero un personaggio interessante che ogni studioso, appassionato di storia e
archeologia, vorrebbe incontrare. Ma
conosciamolo meglio…
Di che cosa si occupa per la
precisione e in che modo è approdato a un tipo di professione come la sua?
Sono direttore e ispettore onorario
presso il Ministero per i Beni e le
Attività culturali; sono funzionario
pubblico dell’ASIS, per cui, per in-
tenderci, mi occupo di contenziosi
con gli utenti, i quali, di questi tempi,
sono tutti un po’ arrabbiati…
Per quanto concerne il settore dei
Beni culturali, la mia passione è sorta
un po’ per caso un po’ perché evidentemente doveva venire allo scoperto: il pretesto, comunque, me l’ha
offerto mia sorella che all’epoca seguivo in merito a una tesi in Lettere
classiche e precisamente: “Archeologia sul territorio degli Alburni e viabilità romana”.
Sono, intanto, direttore dell’Associa-
zione
Onlus
“Gruppo archeologico salernitano”,
che promuove l’organizzazione volontaristica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, e
vicedirettore nazionale dell’Associazione “Gruppi archeologici d’Italia”.
Ovviamente è laureato in Conservazione dei Beni culturali?
Non proprio… mi sono laureato in
Scienze naturali, ma, a dire il vero, ciò
mi ha permesso di avere una maggiore sensibilità nei confronti della
natura e dell’ambiente e di conseguenza del patrimonio storico-artistico-culturale e di accrescere la mia
passione per il sistema antropico del
territorio, beni monumentali, oggetti
di antichità e arte per la provincia dei
Monti Alburni e Vallo di Diano…
Gli ultimi scavi condotti?
Da circa tre anni lavoro nell’equipe
del professor Edoardo Borzatti, direttore dell’Istituto di paleontologia
umana dell’Università di Firenze. Di
recente abbiamo operato su un sito
paleolitico della Basilicata e lo scavo
ha interessato una delle sponde del
paliolago del bacino di Atella, paese
in provincia di Potenza, dove sono
stati ritrovati resti di elefanti antichi
e zanne lunghe circa tre metri…
Sul nostro territorio, invece, mi sono
occupato della mappatura della viabilità romana e della “Regio Capuam” lì dove ho preso in esame
circa 60 km di questa strada che
comprende quattro “Stationes romanae”: “Ad Silarus”; “Nares Lucanas”; “Acerronia”; “Forum annii”.
Immagini e suoni della sua infanzia e adolescenza a Sicignano?
Intanto a Sicignano ci siamo adoperati per il restauro della chiesa di S.
Maria del Serrone risalente al XII secolo come priorato dell’Abbazia di S.
Benedetto di Salerno. Del mio paese,
che è una “civitas” medievale ricca di
storia, ricordo con affetto il convento dei frati cappuccini risalente al
1552 e soprattutto fra’ Leone e
Padre Giovanni Battista da Siano che
hanno dato grande input alla mia
educazione e “forma mentis”…
Rossella Oricchio
N°03 1 febbraio 2008
A cura di Angelo Zarra
[email protected]
IL
vinitinerarii
Babylon, life is now
BARMAN
CONSIGL IA
Cocktail Martini
STORIA
Erroneamente a quanto si creda il
Cocktail Martini non deve il suo
nome alla nota casa del prestigioso vermouth italiano ,bensì a ragioni storiche d’oltre oceano.
Si racconta che un emigrato italiano , più precisamente tale Martini ,di Arma di Taggia in
liguria, avesse creato questo
cocktail intorno al 1910
presso il “Krickerboker
Hotel “di New York i onore
Da oggi a cadenza
di John D. Rockefeller.
quindicinale, inizia
Secondo altre versioni inuna nuova rubrica devece nasce a New Orleans
dicata al “by night” e
da un barman di nome Maralla movida della protinez al quale fu chiesto da
vincia.
un minatore entrato nel suo
Andremo in giro per
saloon qualcosa di speciale...
locali notturni, discoappunto
Martinez
pub, pub, winebar e
Special.
tutto ciò che riguarda
INGREDIENTI
Aldilà di tutto oggi il
quel mondo giovanile
Martini Dry è consi8/10 di dry gin,
che fa discutere, ma
derato il re dei cockche in realtà non è
tails, non a caso era il 2/10 di vermouth dry
come lo decantano (
drink preferito di uo1 oliva
almeno sotto certi
mini come l’ avv.
punti di vista). Il no1
spirale
di
limone
Agnelli ed Hernest
stro viaggio nella moHemingway, ed è covida
inizia
da
noscenza indispensabile per un
Battipaglia.
barman che si rispetti.
Città importante, in espansione per il
Il Barman
commercio, per il suo ramo stradale e
Andrea Bambacaro
per le nuove tendenze che si
vanno sviluppando.
Iniziamo dal BABYLON,
un
wine-bar e risto-pub fuori da ogni
schema.
Locale hi-tech, accogliente e controtendenza il Babylon di Battipaglia,
rappresenta sicuramente uno dei
posti pù “in” ed esclusivi della provincia di Salerno.
Nasce nel 2004 da un’idea di Salvatore Anzalone (nella foto) e Daniele.
Funziona come bar racchiudendo in
sé l’anima del ristorante e del discobar.
L’ambiente che compone la struttura
è elegante e dalle linee minimali.
La sala presenta una notevole cura
nella scelta dei materiali, quali l’acciaio e il vetro, i tavoli in tek e le
lampade originali, la predominanza
del colore che rende l’atmosfera decisamente raffinata. Ottimo il menu’,
(in continua evoluzione e capace di
adattarsi in base alle diverse serate)
che offre pietanze sia a base di carne
che di pesce.
Il servizio bar, curato da barman professionisti, è in grado di offrire una
grande varietà di cocktails unita ad
un’ottima selezione di rhum e whisky invecchiati e ad una discreta
scelta di vini sia campani che
provenienti da altre regioni del
bel paese.
E poi la musica con dj-set sempre di qualita’ che spaziano dall’ambient alle sonorita’ longe e
chill out tipiche del Budda
Bar e del Cafe’ del Mar, fino
alla dance piu’ tipicamente
house e commerciale.
Senza dimenticare le iniziative, le feste a tema, le tante
mostre ed esposizioni di arti
visive, le serate sponsorizzate con
tanti gadgets in omaggio, le originalissime feste in cui musica, videoproiezioni ed essenze si miscelano tra
di loro per avvolgere i sensi in una
sensualissima danza. Insomma il Babylon, e’ il luogo ideale in cui prendere un caffe’, un the’, un aperitivo o
per trascorrere una piacevole serata
in un ambiente allegro e raffinato.
Un complimento particolare a tutto lo
staff del Babylon: simpaticissimi,
professionali e sempre attenti alle
esigenze dei clienti.
Pasticcieri a scuola a Teggiano
Nel Vallo di Diano un seminario di aggiornamento per pasticcieri dedicato
all’arte della decorazione in pasticceria. L’iniziativa, promossa dalla Camera
di Commercio di Salerno in collaborazione con CASA Artigiani Salerno,
vede coinvolti venti pasticcieri della provincia di Salerno. Il seminario si sviluppa attraverso diverse fasi e con lezioni teorico-pratiche tenute dal maestro pasticciere Domenico Manfredi. I pasticcieri iscritti al seminario hanno
già seguito, presso l’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri
e della Ristorazione di Sant’Arsenio, le lezioni teoriche concernenti l’arte
decorativa e le sue tecniche di applicazione nel settore della pasticceria.
Hanno, inoltre, fatto pratica, sempre nell’ambito del seminario, presso il laboratorio del maestro Manfredi il quale ha “svelato” loro i segreti per realizzare vere e proprie sculture dolciarie preparate con grande
professionalità.
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all’interno di strutture preferibilmente di pari livello, ottima
conoscenza dell’inglese scritto
e parlato e, possibilmente del tedesco, dinamicità, predisposizione al contatto con i clienti,
motivazione alla crescita personale. Costituisce requisito preferenziale, ai fini della scelta
delle suddette figure professionali, il domicilio in provincia di
Salerno o province limitrofe.