Ex Colonie Milanesi messe all`asta da Cdp
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savona provincia
IL SECOLO XIX
A TRE MESI DALLA STRAGE I PRIMI PUNTI FERMI NELL’INCHIESTA
DOMENICA
10 APRILE 2016
23
ALBENGA
Padre e figlio dal pusher
Arnasco, una casa era abusiva per
acquistare cocaina
Le vittime morte per il crollo
La scoperta all’arresto dello spacciatore
L’autopsia ha escluso la presenza di tracce di gas nei polmoni
GIOVANNI CIOLINA
SAVONA. Sono morti tutti e
sei per le conseguenze dello
scoppio, per il crollo dell’intera palazzina di Arnasco. Le
conclusioni dell'autopsia sui
cadaveri delle sei vittime
dell’esplosione del 16 gennaio scorso hanno infatti
escluso la presenza di tracce
digas ogplneipolmonidiDino Andrei, la compagna Aicha Bellamouden, Edoardo
Niemen, Giovanni Ciliberti,
Marco Vegezzi e della compagna brasiliana. Una conferma all’ipotesi iniziale che
lo scoppio sarebbe avvenuto
alla base dell’edificio, nell’interrato abitato da Vegezzi.
Disastro colposo e omicidio colposo plurimo sono le
accuse contestate dal sostituto procuratore della repubblica Giovanni Battista
Ferro ai proprietari della palazzina: Giovanni Accame e
Vigili del fuoco al lavoro dopo lo scoppio nella notte
la moglie Margherita Toia.
Fascicolo che procede spedito e soprattutto in attesa
della conclusione della perizia affidata all’ingegnere torinese Luca Marmo sui resti
della tragedia.
Nelle scorse settimane, intanto gli uomini della polizia
giudiziaria hanno seque-
strato in comune la documentazione relativa alla palazzina crollata. E al riscontro di una denuncia di tramezze
interne,
gli
amministratori hanno potuto consegnare agli investigatori le dichiarazioni di tre alloggi registrati, due affittati
(uno sicuramente a Dino An-
drei al quale risulta la registrazione dell’allaccio dell’acqua) ed un terzo sfitto (la
mansarda).
In comune non è risultata
documentazione, come già
evidenziato dagli inquirenti
nella fase iniziale dell’inchiesta, riguardo all’alloggio
nell’interrato dove abitava
l’infermiere dell’ospedale di
Albenga, Marco Vegezzi, e
della presunta frammentazione della mansarda. Sempre dagli atti comunali risulterebbe un’unica utenza però ramificata per tre interni.
L’obiettivo della magistratura è individuare con certezza l’origine della fuga di
gas e la regolarità degli impianti. In particolare quello
dell’appartamento interrato
che potrebbe essere stato effettuato dallo stesso proprietario con il supporto di
qualche amico.
[email protected]
cc BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
CELLE. L’OBIETTIVO È REALIZZARE UN HOTEL A QUATTRO STELLE CON 70 CAMERE
Ex Colonie Milanesi
messe all’asta da Cdp
si sono già inserite nella lista
degli immobili “in portafoglio” della società a controllo
pubblico Cassa Depositi e
Prestiti (CDP).
Regione Lombardia ha trasferito la proprietà del complesso all'istituto partecipato
per oltre l’80% dal Ministero
dell’economia e delle finanze, con l’intenzione di far
scattare la caccia al privato
disposto a investire nella trasformazione.
Nel cellese l’operazione del
passaggio di proprietà delle
ex Colonie Milanesi era stata
anticipata da una lettera dell’assessorelombardoalpatrimonio, Massimo Garavaglia.
E ora le cose si possono considerare fatte. Cassa Depositi e
Prestiti risulta già proprieta-
ria del complesso nelle pratiche catastali e, intanto, anche
il sito internet dell’istituto lo
inserisce tra gli immobili destinati a essere messi all’asta,
con scheda descrittiva dedicata. Con i suoi 9 mila e 610
metri quadrati di superficie,
l’area viene descritta come
“intotaleabbandonoeinpessimo stato di conservazione”.
Il prossimo passo verso la
realizzazione del maxi intervento di trasformazione che
prevede di portare nel cellese
un hotel a 4 stelle con circa 70
camere, un residence da 28
mini unità e un centro benessere con piscina, sarà la messa all'asta delle colonie.
«È un ulteriore passo verso
la riqualificazione dell’area –
hacommentatoilsindacoRenato Zunino -siamo molto
FINALE LIGURE
Il progetto di recupero delle ex Colonie Milanesi a Celle
soddisfatti, la pratica sta procedendo. Il passaggio di proprietà è da considerarsi preludiodell’astacheporteràpoi
all'attesa trasformazione».
Ormai proprietaria del
complesso cellese, Cassa Depositi e Prestiti si impegnerà
ora nel raggiungimento dell’obiettivo di procedere con
un’operazione di valorizza-
zione del patrimonio immobiliare pubblico, uno degli
scopi dell’ente. L’istituto
provvederà a far partire la
compravendita delle Colonie
verso privati. L’asta procederà allegando la clausola per il
compratore di dover attuare
il progetto già approvato dal
consiglio comunale.
S. SIM.
IL COMITATO CONTRO IL PROGETTO DI GAMBARDELLA
Zonta Run, una corsa per sostenere
Raccolte oltre tremila firme
lo sportello contro le violenze alle donne contro il porto della Margonara
FINALE. Al via oggi a Finale
la manifestazione podistica
non competitiva, a passo libero e aperta a tutti, «Zonta
Run», organizzata dallo Zonta Club per aprire anche a Finale una sede dello sportello
«Artemisia Gentileschi» contro la violenza sulle donne. La
partenza è prevista alle 10 dal
lungomare Migliorini (zona
piazzale Vuillermin). «Si corre o si cammina su un percorso di circa 10 chilometri, che
prevede il passaggio sulla
nuova passerella che collega
il porto a Varigotti e il ritorno.
- dice la presidente dello Zonta Club, Marinella Geremia Un tragitto adatto ai runners
ma anche a chi ha voglia di fare una passeggiata. Sono tante le attività commerciali che
ci hanno aiutato, e questo ci
dà la possibilità di estrarre
dei premi per i partecipanti».
In programma a fine mattinata un rinfresco. Collabora all’organizzazione l’Atletica
Run Finale. Il nuovo Sportello
Artemisia Gentileschi sarà
aperto entro aprile grazie alla
collaborazione tra lo Zonta
Club e il Comune di Finale.
to con l’accusa di spaccio di
sostanza
stupefacente.
Lhousseine Ouzzaouit, marocchino difeso dall’avvocato Gian Maria Gandolfo, sarà
interrogato domani dal giudice delle indagini preliminare Fiorenza Giorgi per la
convalida del provvedimento dei carabinieri.
Ma quello che può apparire come un banale, consueto
arresto di uno spacciatore,
nasconde una storia incredibile. Ad acquistare la cocaina
dallo straniero sono stati un
padre sessantenne insieme
al figlio di 28 anni. Padre e figlio entrambi loanesi, entrambi segnati dal terribile
vizio della droga e finiti nella
rete dei carabinieri che si sono appostati in attesa dello
scambio soldi-polvere bianca.
Ouzzaouit era infatti da
tempo nel mirino degli inquirenti. Intercettazioni che
avevano portato i militari
sulle tracce del marocchino
e sulla sua rete di acquirenti.
Appostamenti che sono
Cocaina sequestrata
ARCHIVIO
culminati l’altro pomeriggio
quando nella zona prefissata per la cessione dello stupefacente, il marocchino
cinquantenne ha trovato anche i carabinieri oltre a padre e figlio.
Questi ultimi sono stati
ovviamente segnalati alla
prefettura quali assuntori di
droga, ma mai gli inquirenti
avrebbero pensato di trovare padre e figlio tra gli acquirenti.
Lo straniero, che in tasca
aveva anche trecento euro, è
stato arrestato e trasferito in
carcere a Marassi. Le indagini comunque proseguono
per risalire ai suoi rifornitori.
G. CIO.
ALBISOLA
Il maresciallo Martinez
sospeso dal servizio
Il 20 aprile dal gup per peculato e falso
Il sindaco: «Trasformazione vicina»
CELLE. Le ex Colonie Milane-
SAVONA. Lo hanno arresta-
QUASI tremila firme raccolte. È
trascorso un mese dal lancio
della petizione contro il porto
turistico da oltre 700 posti
barca della Margonara tra Albissola Marina e Savona. «Oltre ai banchetti, terremo due
presentazioni pubbliche di
“Squali alla Margonara”, occasione di confronto e discussione sul futuro dell’area - spiegano gli organizzatori - . Oggi alle 17 saremo a Savona, al giardino Serenella delle Fornaci.
Martedì 19, alle 18, ritorneremo
ospiti della libreria Ubik». È
possibile firmare la petizione
cartacea nei municipi delle due
Albisole, in quello di Savona e
in nove negozi: Savona: libreria
Ubik, Frutta&Verdura di via
San Francesco (Villetta), nelle
tabaccherie Bertone (Santa Rita) e di via Turati (Valloria), Sagadà strumenti musicali in corso Ricci, stazione di servizio
Europam sull’Aurelia lato monte, nei pressi della Madonnetta.
Albisola Superiore: Boutique
del pane di via XXV Aprile e
panetteria Garbarini di Albisola Capo. Albissola Marina: rivendita tabacchi di viale Liguria, nei pressi del Bar Minerva.
SAVONA. Il maresciallo ed ex
comandante della caserma
di Albisola, Salvatore Martinez, è stato sospeso dal servizio con effetto immediato.
L’ordinanzadell’Armadeicarabinieri è diventata ufficiale
nei giorni scorsi, a due settimane dall’udienza preliminare (il 20 aprile) davanti al
giudice Fiorenza Giorgi che
dovrà giudicare il sottufficiale, tra gli altri reati, per peculato (avrebbe preso corrente
e luce all’utenza della caserma), falso ideologico e truffa.
Il rinvio del mese scorso
per valutare la possibilità di
un patteggiamento pare
quindi destinato a non sortire effetti. Nonostante non ci
siano certezze, Martinez, difeso dall’avvocato Mara Tagliero, parrebbe intenzionato ad andare a dibattimento.
Se una parte delle contestazioni
(circonvenzione
d'incapace) è stata trasferita
a Genova e l’altra è prossima
ad una prima pronuncia di un
giudice, resta invece in carico
al sostituto procuratore Daniela Pischetola la contestazione di diserzione, contestata al maresciallo per assenza dal lavoro senza le necessarie autorizzazioni dei
superiori.
Il tribunale militare di
competenza ha infatti riscontrato un difetto di giurisdizione ed ha passato il fascicolo ai giudici savonesi.
Anche per questa contestazione Salvatore Martinez è
stato interrogato, ma il faccia
a faccia con gli inquirenti sarebbe stato ben presto interrotto. Non resta quindi che
attendereiprossimisviluppi.