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Il tennis è Natural
con un filo di rame
Dunlop lancia un nuovo concetto con
il metallo che scarica le vibrazioni
LA RIVISTA
Anno XII - n.7 - 24 febbraio 2016
Pag.20
Sara e Francesca, una grinta da paura
Errani e
Schiavone,
il trionfo
dell’Italia che non
si arrende mai
Pag.4
Mondo Atp: 5 storie
da non credere
Azzurrini Under 14
Campioni d’Europa
Da Basilea a Rio, da Delray Beach
a Marsiglia il clou della settimana
Musetti, Rottoli e Tabacco
vincono la Winter Cup
Pag.15
Pag.8
Centri estivi: vacanza
con il torneo dentro
Aperte le iscrizioni per le settimane
a tutto tennis e divertimento
Pag.16
GLI ALTRI CONTENUTI
Bollicine Pag.3 - Batch-point: de Tottibus est
disputandum Pag.9 Focus: Guido Pella Pag.10
Terza pagina: Gustavo Kuerten Pag.11 - I numeri
della settimana Pag.12 - Tennis in tv Pag.14
Opportunità: con la tessera FIT la Gazzetta costa
la metà Pag.18 - La regola del gioco: visuale
chiusa, l’incubo dell’arbitro Pag.22
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prima pagina
Bollicine
di
Enzo Anderloni
D
ue settimane fa, dopo la
sconfitta in Fed Cup, qualcuno aveva scritto che eravamo alla “fine di un ciclo”. E
adesso? Come la mettiamo, con tutte
queste bollicine? Tre vittorie in due
settimane. I due tornei più importanti, due premier Wta, firmati Roberta
Vinci e Sara Errani. E l’incredibile ritorno al successo di Francesca Schiavone, che nell’intervista pubblicata
su SuperTennis Magazine n. 5 (se
l’avete persa, andate a rileggerla…)
spiegava come una campionessa che
ha vinto al Roland Garros ed è stata
n.4 del mondo può ancora andare serenamente a caccia di emozioni lungo il circuito, con lo zaino in spalla,
da n. 132 (la sua classifica alla vigilia
del torneo di Rio de Janeiro).
Il tennis è così, semplice e difficilissimo al tempo stesso. Una vicenda
umana a tutto tondo in cui ti metti
in gioco tutti i giorni e puoi cadere
o trionfare a ogni passo. La tua statura è data dalla capacità di rialzarti quando cadi. O come scrivono a
Wimbledon, citando Kypling, trattare
“trionfo e disastro, questi due impostori…”, alla stessa maniera.
Allora cominciamo noi a trattare
“triumph and disaster” da impostori
e guardare alle nostre giocatrici come
alla grande, solida realtà che costituiscono. Potranno perdere ancora e
vincere ancora, ma sono delle campionesse di valore assoluto, che ci garantiscono una prospettiva a breve e medio termine di livello assoluto. L’Italia
non è a caso al terzo posto nel ranking
mondiale per nazioni dell’ITF, preceduta solo da Repubblica Ceca e Russia.
Nello specifico l’ammirazione per la forza di carattere delle vincitrici di questa
settimana è enorme. Se la tua statura
umana si misura con la tua capacità di
rialzarti dopo una brutta caduta, i 164
centimetri di Sara Errani sono un abbaglio, il dito che lo stolto guarda mentre
il saggio indica la luna. Questa ragazza
in cui all’inizio nessuno credeva, che
ancora oggi è continuamente criticata
perché il suo servizio non viaggia come
un Freccia Rossa, continua a giganteg-
giare nel circuito in virtù di una determinazione e di una passione per questo sport pazzesche.
In questo assomiglia molto alla gioiosa follia tennistica di Francesca Schiavone, esplosa come tappo di champagne sul campo centrale del club di Rio
de Janeiro. Solo il tennis può regalare
emozioni così. Grazie Francesca, grazie Sara per avercelo ricordato ancora. E dunque ancora, “nel disastro e
nel trionfo”, grazie ragazze!
Svizzera senza Roger, Italia senza Fabio
ni, vittima di un infortunio ai muscoli addominali che l’ha costretto al ritiro
al 2° turno del torneo di Rio de Janeiro. La nostra squadra è comunque
solida (Andreas Seppi n. 32, Paolo Lorenzi n. 52, Simone Bolelli n. 73 e
Marco Cecchinato n. 91) e con il sostegno del pubblico dell’Adriatic Arena
di Pesaro dà tranquillità. Sempre con la consapevolezza che le gare a squadre sono uno sport a se stante: basti pensare a che cosa hanno combinato
due settimane fa le olandesi contro la Russia in Fed Cup.
Partivamo favoriti nel match di primo turno della Coppa Davis 2016 (Pesaro, 4-6 marzo) dopo l’operazione al ginocchio che tiene a riposo Roger Federer e dando credito alle voci che parlavano di un forfait di Stan
Wawrinka. Rimaniamo favoriti anche alla luce delle convocazioni ufficiali che confermano l’assenza dei due big rossocrociati (Marco Chiudinelli
n.146, Henri Laaksonen n. 177, Adrien Bossel n. 344, Antoine Bellier n.
678 il team svizzero) ma che ufficializzano anche il forfait di Fabio FogniDIRETTORE
Angelo Binaghi
COMITATO DI DIREZIONE
Angelo Binaghi, Giovanni Milan,
Nicola Pietrangeli, Giancarlo Baccini,
Massimo Verdina
DIRETTORE RESPONSABILE
Enzo Anderloni
COORDINAMENTO REDAZIONALE
Angelo Mancuso
SUPER TENNIS TEAM
Antonio Costantini (foto editor),
Amanda Lanari, Annamaria Pedani
(grafica)
FOTO
Getty Images, Archivio FIT, Antonio
Costantini, Angelo Tonelli
HANNO COLLABORATO
Giovanni Di Natale, Max Fogazzi,
Andrea Nizzero, Gabriele Riva,
Mauro Simoncini, Giorgio Spalluto,
Piero Valesio
A CURA DI
Sportcast srl
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3
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Reg. Tribunale di Roma n. 1/2004
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La rivista è disponibile
in formato digitale sui siti www.
federtennis.it e www.supertennis.tv
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circuito mondiale
Due campionesse,
un cuore grande così
Sara Errani e Francesca
Schiavone ci regalano
ancora due grandi
gioie. Storie e percorsi
diversi, in comune
i successi della
scorsa settimana.
Una a Dubai, l’altra
a Rio De Janeiro. Un
bis incredibile nella
settimana in cui
Vinci e Pennetta sono
entrambe Top 10.
E il pensiero vola
già all’Olimpiade
di
Piero Valesio - foto Getty Images
C
ome sempre dobbiamo guardare
avanti. Anche se la tentazione sarebbe quella di restare immobili
per meglio goderci il momento.
Anzi: i momenti. Del resto dopo due settimane che hanno rivoluzionato forse in
modo definitivo i criteri con cui si valutano le prestazioni sportive di questo o
quella atleta, tutti abbiamo bisogno di
tirare il fiato. E di porci una domanda: è
successo davvero?
A sei mani
La sensazione è che non da tutti sia stato
colto appieno il senso delle due settimane che ci siamo lasciati alle spalle. Reduci da una week-end di Fed Cup in cui la
squadra che aveva dominato per un decennio si è arresa alla Francia, le componenti di quella stessa squadra hanno disegnato un’opera d’arte che sarebbe stato onestamente difficile immaginare. Una
creazione disegnata a sei mani all’interno
della quale ognuna delle tre firmatarie ha
inserito una griffe personalissima. Unica.
Roberta Vinci vincendo a San Pietroburgo
ha inserito i colori del suo mediterraneo,
Nella stessa
settimana il
successo di
Sara Errani
a Dubai e di
Francesca
Schiavone
a Rio de
Janeiro
4
circuito mondiale
un azzurro vivo e un giallo rovente. Tinte
che le sono valse l’accesso nella Top 10.
Sara Errani sbancando Dubai ha colorato
la tela di un rosso fuoco, quello della determinazione feroce; Francesca Schiavone piangendo a Rio ci ha messo il bianco
della gioia, che è più vivido tanto è posto
al fianco del nero della fatica e forse dello
sconforto.
tornei vinti da parte di tre campionesse
legate da una storia comune e non più
giovanissime, dopo un crac come quello
di Marsiglia è un’impresa di valore assoluto, senza se e senza ma. E se qualcuno
non se n’è accorto, pazienza: non sempre la cultura sportiva, nella nostra Italia,
brilla per onnipresenza.
Tre per tre
Dunque dobbiamo guardare avanti. La
prima considerazione è che la storia di
questa generazione di fenomene è ancora lungi dall’essere conclusa. C’è chi come Roberta Vinci sta trovando ora la sintesi perfetta del suo talento; chi come la
Errani sta ritrovando, forse sorprendendo perfino se stessa, il gusto della lotta,
quel gusto che l’ha portata a essere una
grandissima; e poi c’è la Schiavone, meravigliosa interprete della sfida al tempo
Chi non ha compreso appieno il valore di
questo tris rifletta sul fatto che il tennis,
come tutte le atlete ricordano, ti offre sì
ogni settimana l’opportunità di combinare qualcosa di buono dopo, magari,
un passaggio difficile. Ma l’altra faccia
della medaglia è che non c’è mai tempo
di prendersi una pausa, concedere alla propria mente il tempo di elaborare
una sconfitta o assaporare una gioia. Tre
La capacità di stupirci
che di colpo ha dato un senso alla strenua difesa del suo ruolo di tennista a pieno titolo pur avendo quasi 36 primavere.
Nulla dobbiamo aspettarci da queste nostre tre perle; perché attenderci qualcosa toglierebbe fascino alle loro imprese.
Possiamo solo sorridere a più non posso
e seguirle con una passione mai così forte: perché a differenza della stragrande
maggioranza degli altri sportivi italiani
loro hanno la capacità di stupirci. E nella
vita nulla c’è di meglio di una sorpresa
per rallegrare l’esistenza.
Il patto per il futuro
Poi bisogna dire forte e chiaro che le
nostre ragazze hanno evidentemente
deciso di costruire un ponte fra la loro
generazione e quella di un futuro prossimo che ancora non si vede ma prima
o poi arriverà. Perfette padrone di casa
Il momento di Sara, dalla Fed al trionfo di Dubai
di Angelo Mancuso
consueta grinta e determinazione si è ripresa la ribalta, le luci del palcoscenico nel momento più difficile. Dubai è sua: 6-0 6-2 alla Strycova in finale.
Un match perfetto.
La Errani era l’unica tra le “Magnifiche Quattro” a non aver ancora conquistato un torneo Premier: i suoi otto titoli precedenti erano arrivati tutti
in eventi International. La nona sinfonia su diciannove finali (soltanto Flavia Pennetta ne ha giocate più di lei, 25 in totale) è la più bella perché è
arrivata in un Premier. L’Italia sale così a quota cinque successi in tornei di
questa categoria: prima della doppietta San Pietroburgo-Dubai, avevamo
conquistato i titoli di Los Angeles e Mosca nel 2009 con Flavia Pennetta
e Francesca Schiavone e di Indian Wells nel 2014 ancora con la Pennetta.
A fine aprile Sara compirà 29 anni ed è la normalità, intesa come valore e
non come handicap, la sua forza. Lei è come la vedi: una di noi, con le braccia scolpite dai top spin e l’umiltà come credo. Normale per chi è cresciuta
alla suola della sofferenza, per chi combatte con i suoi 164 cm contro le
valchirie del circuito cui rende centimetri e muscoli. Ed è sempre lei l’anello
di congiunzione tra il dream team capace di conquistare quattro titoli mondiali negli ultimi dieci anni e il futuro.
È stato buon profeta Corrado Barazzutti: “Ho detto a Sara che deve restare tranquilla. È stata numero cinque del mondo, ha avuto risultati straordinari. Questo significa che il potenziale c’è, si tratta solo di tornare ad
esprimerlo. E lo farà, ne sono certo. È solo questione di tempo”. Il capitano
azzurro lo aveva sottolineato dopo la sconfitta contro la Francia in Fed
Cup. La Errani aveva deluso, non era stata all’altezza perdendo entrambi
i singolari. Era apparsa spenta e sfiduciata. Lo aveva ammesso lei stessa:
“Mi spiace non essere stata utile alla squadra - aveva detto - eppure mi ero
allenata bene, giocare in nazionale è sempre un grande onore e un grande
orgoglio. Ci tengo tantissimo”.
In quel momento delicato il team azzurro si era mostrato compatto intorno
alla sua campionessa: giù le mani da Sara. Sì, perché di gioie e vittorie ce
ne ha regalate tante in questi anni: una finale e una semifinale al Roland
Garros sulla sua amata terra rossa, una semifinale agli Us Open sul cemento, senza dimenticare la finale al Foro Italico del 2014 e il Career Grand
Slam di doppio al fianco di Roberta Vinci. Ci voleva un bel successo e sul
viso timido e solare di Sara sarebbe tornato il sorriso. Così è stato. Sono
passate due settimane nell’amaro week end a Marsiglia e la Errani con la
5
circuito mondiale
del tennis azzurro, Roby, Sara e Francesca hanno stretto un patto, chissà quanto
esplicito, per permettere a chi verrà dopo di loro di interiorizzare la loro sapienza ed evitare il più possibile il nascere
di una terra di nessuno temporale fra la
loro epoca e quella di chi raccoglierà la
loro eredità.
Fattore Giorgi
In terzo luogo c’è il fattore Camila Giorgi.
Camila deve guardare con uno sguardo
mai così desideroso di imparare a quanto hanno realizzato le sue compagne di
squadra. Deve interiorizzare la loro volontà di migliorare costantemente, di
non smarrire la passione e, soprattutto,
di avere l’intelligenza (e fors’anche l’umiltà) di leggere le situazioni e adattarvisi, quando è il caso. Consapevolezza che
è più facile quando si diventa, diciamo,
un po’ più maturi.
Guardiamo a Rio
Ed infine guardiamo a Rio. Possiamo augurarci che Vinci ed Errani si lascino alle
spalle i motivi che le hanno divise e ripropongano ai Giochi il loro invincibile doppio: possiamo anche sperare, non costa
nulla, che Flavia Pennetta si lasci sedurre dai successi (e dalle fatiche) delle sue
amiche e decida di concedersi l’Olimpiade con tanto di ruolo di portabandiera; visto che così permetterebbe alla Pellegrini
di riposare nel giorno immediatamente
precedente all’inizio delle sue gare. Ma
è essenziale che il nostro sguardo si posi su chi oggi potrebbe trovare a Rio la
consacrazione di un’epoca straordinaria.
Sara, Roberta e Francesca meriterebbero
di dominare i tornei olimpici, forse più
di qualunque altro torneo. Perché lì c’è il
senso profondo dello sport. Quello stesso
senso che permette loro di entusiasmarci
ancora, dopo tanto tempo.
Roberta Vinci dopo il successo a San Pietroburgo
della scorsa settimana è entrata nelle prime 10 al
mondo, un altro grande traguardo per le tenniste
azzurre (2 in Top 10, con Flavia Pennetta)
Vincere con gioia a 35 anni. Schiavone: “Sono felice”
di Angelo Mancuso
più giovani come la colombiana Duque Marino e l’olandese Burger (alla
quale ha annullato un match point). È per queste emozioni che Francesca
gioca ancora. Lo ha dimostrato leggendo un discorso in portoghese che si
era preparata alla vigilia della sua 18a finale in carriera e che avrebbe letto anche in caso di sconfitta. “Questa vittoria è una splendida sorpresa - ha
sottolineato - era da parecchio che non ottenevo un bel risultato. Mi prendo
quello che viene”. A Rio abbiamo rivisto una Schiavone competitiva, capace di strappare applausi con il suo tennis ricco di inventiva.
Per la Schiavone è il settimo titolo in carriera. A 35 anni mostra una longevità incredibile sulla scia di Venus Williams, che è più grande di 6 giorni
(è nata il 17 giugno 1980) e ha vinto la scorsa settimana a Kaohsiung.
Oppure di Kimiko Date-Krumm, che nel 2009 ha conquistato il titolo a
Seul a 39 anni. O il fenomeno Martina Navratilova, capace di giocare la
finale di Wimbledon nel 1994 a 37. Ma non è un numero o la classifica che
fanno la differenza, ha sempre sottolineato Francesca. La sfida continua.
Con se stessa, prima che con le avversarie.
La risposta a chi le chiede perché a 35 anni si ostina ad andare avanti
Francesca l’ha data a Rio de Janeiro in un pomeriggio caldo e umido che
non dimenticherà mai. Un trionfo che ha del miracoloso. Oppure no, visto
che la Schiavone non smette mai di sorprenderci. Dopo aver battuto in rimonta (2-6 6-2 6-2) la statunitense Shelby Rogers, di 12 anni più giovane,
la milanese ha urlato tutta la sua gioia alla telecamera che la riprendeva in
primo piano. “Sono felice”. Sì, felice come quel dolce pomeriggio francese
di sei anni fa, quando trionfava sul Philippe Chatrier, alzando al cielo la
coppa del Roland Garros. Francesca ha festeggiato come quel giorno. E ne
ha tutte le ragioni: tornare a vincere un titolo a 35 anni, tornare nella top
100 che le era sfuggita lo scorso settembre dopo 15 anni consecutivi, sono
risultati che solo una campionessa orgogliosa come la milanese poteva
centrare. Ora è al n.94, guadagnando ben 38 posizioni grazie ai 280 punti
del successo a Rio.
Si è ripresa la scena alla sua maniera. Non era tra le teste di serie e ha
vinto un paio di maratone nonostante il caldo infernale contro avversarie
6
7
circuito mondiale
Settimana al bacio:
le 5 da non credere
Il bacio tra Federer
e Djokovic, al
“carnevale” di Basilea.
Ma anche le crisi
sempre più acute
di Nadal e Dimitrov.
E poi c’è Kyrgios,
che nella settimana
in cui vince il primo
Atp dice di detestare
il tennis. Infine,
Delpo fa concorrenza
al Papa?
di
Andrea Nizzero - foto Getty Images
L
a scorsa settimana è andato in
scena anche il tennis maschile. Premessa doverosa, dopo la
frenetica serie di traguardi strepitosi con cui le nostre ragazze sono
riuscite a farcelo pressoché dimenticare. Non solo è andato in scena: per il
tennis ATP sono stati sette giorni piuttosto rilevanti, considerati il periodo e
la scarsità di tornei davvero importanti. Ecco alcuni dei perché.
Il bacio di... carnevale
Durante la Fasnacht, festa di strada di
Basilea comparabile a Carnevale, tra
i vari carri della parata uno ha catturato l’attenzione. Per le strade della
città svizzera, infatti, è girata una gigantografia a forma di cuore con Novak Djokovic e Roger Federer intenti
in un intenso bacio sulle labbra, sopra
uno striscione che inneggia allo stare
insieme. La festa è tradizionalmente
satirica e politicizzata, quindi viene
facile pensare il disegno fosse in supporto dei diritti dei gay. Roger - che ha
partecipato alla festa con tutta la famiglia confondendosi tra la folla - non ha
ancora fatto sapere né cosa ne pensa,
né come lui e Mirka abbiano vissuto
È uno dei carri che ha sfilato alla Fasnacht, una sorta di Carnevale di Basilea:
ritratti Roger Federer e Novak Djokovic che si baciano sulla bocca. E se rappresentasse
il “bacio della morte” che Nole sta dando al tennis tutto?
il trovarsi di fronte al bacio adulterino, per quanto fittizio. Djokovic invece era già intento a preparare Dubai,
dove Roger non ci sarà. La loro rivali-
8
tà dovrà aspettare per tornare a riaccendersi, nella speranza che lo faccia
davvero. Ultimamente non è sembrata nemmeno una rivalità e, a oltre tre
circuito mondiale
mesi dall’inizio del Roland Garros, la
quota per chi si gioca Djokovic vincente a Parigi non va sopra l’1.85. Federer
viene dato a 20. Significa che la loro
rivalità non gode di buona salute, se
gli allibratori vanno vagamente vicini
alla realtà. Una realtà, se quella quota
fosse accurata, in cui Nole è riuscito
a dare a Roger - e al tennis tutto - un
bacio della morte. Per quanto dolce.
Kyrgios odia il tennis
Amore e odio è un concetto che va di
moda dai tempi di Catullo, quindi qualcosa come 2000 anni o giù di lì. I tennisti però sembrano volergli dare nuovo
smalto: se Andre Agassi ha aperto la
strada con la sua autobiografia, raccontando il sentimento rabbioso che
lo aveva accompagnato per la maggior
parte della sua carriera, ora tocca a Nick
Kyrgios esprimersi in modo singolare
sul proprio sport. L’australiano, che la
sua carriera l’ha appena iniziata, ha vinto a Marsiglia il suo primo torneo. L’ha
fatto in grande stile, battendo due Top
10 (Berdych e Gasquet) e un campione
Slam (Cilic): il primo under 21 a battere
due top 10 consecutivamente dai tempi di... esatto, Del Potro e gli US Open
2009. Eppure, in un’intervista pubblicata sull’Equipe lo scorso sabato (prima
della finale), dice: “Non sopporto il circuito. Lo odio. Voglio tornare a casa. A
dir la verità, lo detesto. Sono serio”. Il
giornalista, colto alla sprovvista, alla fine dell’intervista lo ‘imbocca’: “Quindi ti
piace ancora il tennis...”. Kyrgios, senza
sorridere, non torna sui suoi passi: “No,
io detesto il tennis”.
Rafael... Nada
Rafa, uno dei tennisti più forti della storia, per buona parte della sua carriera
è stato dato per finito a ogni cambio di
stagione. E puntualmente si è divertito
a smentire tutti, più e più volte. Oggi, a
più di un anno dal ritorno dopo i guai a
polso e appendice, la sirena può iniziare a strillare: Nadal è ufficialmente nei
guai. È nei guai se, dopo oltre un anno
privo di infortuni, la sua stagione vanta
una sconfitta al 1° turno a Melbourne e
due inciampi sulla terra battuta contro
Dominic Thiem e Pablo Cuevas. Se il
suo ultimo trionfo di primo piano (Slam
o Masters 1000) risale al Roland Garros
2014. Se nell’inseguimento a Djokovic è
di gran lunga il più indietro tra Federer,
Murray e Wawrinka, e non tanto per la
classifica quanto per il gioco. Soprattutto, è nei guai se tutti questi problemi
vanno peggiorando invece che migliorando rispetto a un anno fa, quando già
era bollato come un Nadal in crisi.
(Non) imparare la lezione
Dobbiamo salutare definitivamente
la speranza di veder primeggiare un
giocatore che, al di là dei gusti e delle
simpatie personali, ha un potenziale
e un gioco capaci di arricchire questo sport? La risposta, per quanto si
parli di un giocatore classe 1991 in
uno sport ormai dominato dai 30enni,
sembra essere un triste sì. Soprattutto
perché è la stessa risposta che Grigor
Dimitrov ha dato a se stesso. A 2016
inoltrato dobbiamo registrare l’ennesima sconfitta francamente inspiegabile: un 6-4 6-3 patito a Delray Beach
da Rajeev Ram, un 31enne mai più in
alto della 60esima posizione mondiale, senza arrivare nemmeno a palla
break. La classifica di Grigor rispecchia la sua involuzione: è al numero
26, mentre due anni fa raggiungeva la
Top 10. Non preoccupatevi per la sua
salute: il suo feed instagram è più attivo che mai, il suo fisico sempre più
statuario, e i paparazzi hanno confermato la sua tresca con la bellissima
cantante Nicole Scherzinger. Gestire
bellezza, fama e denaro non è semplice, si sa. Però quando hai avuto al tuo
fianco Maria Sharapova qualcosa di
più avresti potuto imparare.
salutato uno dei ritorni tennistici più
attesi, quello del gigante buono Juan
Martin Del Potro. E non è stato come
aspettare Godot: Delpo è in salute per
davvero, e l’ha dimostrato con vittorie
significative contro Kudla (n. 65 del
ranking) e Chardy (n. 30). Ha perso in
semifinale con Querrey ma quasi non
fa testo: dall’aprile del 2014 a questo
ritorno in Florida, JMDP ha giocato
quattro match. Nel frattempo, è stato
ad un passo dal decidere di ritirarsi,
è sceso al n.1041 del mondo e ha dovuto salutare parte del suo team, tra
cui Franco Davin (che oggi, allenando
il già citato Dimitrov, potrebbe avere
qualche rimpianto). Tutta colpa dei
suoi polsi, che dal 2010 l’hanno costretto a quattro operazioni chirurgiche e a un calvario psicologico. Se al
suo sorriso bonaccione, alla sua fede
cattolica incrollabile, alla sofferenza
patita per gli infortuni, aggiungete il
video che a Delray lo ritrae abbracciare e regalare la sua fascetta a un piccolo tifoso meno fortunato, capirete
perché il suo connazionale Papa Francesco ha trovato concorrenza.
Il concorrente di Bergoglio
La scorsa settimana, Delray Beach ha
batch-point
De Tottibus est disputandum
Forse era dai tempi di Coppi e Bartali che l’Italia sportiva non si divideva così verticalmente come è
successo fra sabato e domenica scorsi, quando Francesco Totti prima ha fatto la vittima in tv e poi, dopo
che il suo allenatore Luciano Spalletti aveva sanzionato tale comportamento escludendolo dalla squadra
che doveva scendere in campo di lì a poche ore, ha addirittura abbandonato la sede del ritiro dicendo di
“meritare rispetto”.
La causa ultima della spaccatura nell’opinione pubblica è stata la difformità di giudizio sul dilemma: un
grande campione che ha dato tantissimo allo sport ha o no diritto a essere trattato diversamente dai colleghi? (e quando dico “diversamente” non mi riferisco certo alla parte più debole della posizione di Totti,
quella che sotto l’etichetta “rispetto” mette anche i milioni di euro del rinnovo contrattuale cui aspira).
A pensare di sì non ci sono solo i romanisti di rito tottiano (cioè il 90 per cento di loro) e coloro che vivono
di eterna riconoscenza, ma anche chi in un certo senso si riconosce in questa Italia gerontocratica, un
Paese dove chi acquisisce un diritto o, addirittura, un privilegio, riesce quasi sempre a tenerselo ben stretto
finché campa, senza bisogno di dimostrare di continuare a esserne meritevole.
A pensare di no non ci sono solo i laziali, gli juventini e i romanisti di rito spallettiano ma anche coloro che
ritengono eticamente sacrosanto il rispetto delle regole e delle gerarchie da parte di tutti. E che a nessuno
venga concesso il diritto di godere di qualcosa che non merita (o non merita più).
Poi ci sono gli ultras come Batch, che pensano che i grandi campioni non abbiano soltanto gli stessi doveri
di tutti gli altri sportivi comuni, ma che ne abbiano addirittura di più, visto che vengono presi ad esempio
dai giovani.
Dice: ma che c’entra, questo, col tennis? C’entra, c’entra…
Batch
9
focus
Guido Pella, il redivivo
Settimana incredibile
per l’argentino, che
arriva in finale all’Atp
500 di Rio
e diventa n.42 Atp. Da
Under vinse Avvenire
e Bonfiglio, poi la “crisi
di Vicenza”, quando
si ritirò dal tennis
di
Alessandro Nizegorodcew
Getty Images
foto
A
ll’improvviso, Guido Pella. Il mancino argentino ha sorpreso tutti
giungendo sino all’ultimo atto del
torneo Atp 500 di Rio de Janeiro.
Diritto carico, rovescio potente e preciso, condizione atletica superlativa e una
straordinaria capacità di lottare su ogni
punto. Questa la ricetta che ha permesso
a Pella di giocare il torneo della vita, durante il quale ha superato Isner, Giraldo,
Gimeno-Traver e Thiem. In finale contro
Pablo Cuevas si è dovuto arrendere, ma
non senza combattere, con il punteggio
di 6-4 6-7 6-4. Grazie a questo risultato
l’argentino si è portato al numero 42 del
mondo, sua migliore classifica di sempre.
La storia - Guido Pella nasce a Bahia Blanca, Argentina, il 17 maggio 1990. A 5 anni
papà Carlos, maestro di tennis, gli mette
in mano la prima racchetta, accorgendosi
subito che il piccolo Guido possiede un
notevole talento. Anche la sorella Catalina (oggi numero 389 Wta), di 3 anni più
piccola, inizia subito a giocare lasciando
intravedere indubbie qualità. A livello
giovanile Guido Pella gioca poco ma vince
tanto: nel 2006 conquista il Torneo Avvenire di Milano, superando in finale l’italiano Davide Della Tommasina. A livello
under 18 si presenta, sempre a Milano, al
Trofeo Bonfiglio e, partendo dalle qualificazioni, trionfa battendo David Goffin in
finale. Pochi giorni dopo partecipa al Roland Garros Junior, dove si impone su Bernard Tomic e viene stoppato in semifinale
da Jerzy Janowicz. Il “rosso” è la sua superficie, ma si trova particolarmente bene
anche sul cemento all’aperto (“Il mio torneo preferito? Senza dubbio gli Us Open”,
ripete spesso). L’impatto con il circuito
professionistico non è semplice, ma dal
2008 al 2011 Pella mette in bacheca sette
Il mancino
argentino
Guida Pella,
26 anni e n.42
Atp, è stato
sconfitto in
finale all’Atp
500 di Rio
De Janeiro
dall’urugaiano
Pablo Cuevas,
n.27 al mondo
(6-4 6-7 6-4)
titoli Futures. Il 2012 è l’anno del primo
salto di qualità: l’argentino conquista tre
tornei Challenger e, a fine anno, il Master
di categoria. La classifica recita numero
75 Atp, il mondo sembra pronto a mettersi ai suoi piedi, ma Pella non è ancora
pronto per il circuito.
La crisi di Vicenza - Maggio 2014, Pella è impegnato nel primo turno del challenger di Vicenza, affronta lo spagnolo
Gerard Granollers-Pujol, fratello del più
noto Marcel. Nonostante un primo set
vinto agevolmente 6-1, la sfida è complicata, tanto che l’argentino si ritrova ad
affrontare il tie-break del terzo set. Le occasioni non mancano, ma a portare a casa
il match è Granollers con il punteggio di
1-6 6-4 7-6(5). Una sconfitta cocente, ma
apparentemente come tante nel circuito
challenger. Non per Guido Pella, che a fine
match dichiara: “Ho bisogno di una pausa
per darmi nuovi obiettivi. A prescindere
dai risultati giocare a tennis non mi trasmette più la gioia a cui ero abituato ed
è difficile ottenere risultati quando non si
è felici e concentrati. Fermarmi è la scelta migliore e quindi, per ora, mi ritiro dal
tennis”. Parole forti, emozionate, sincere.
Pella torna a casa, nella natia Bahia Blanca,
a riflettere, perdendosi e ritrovandosi con
gli occhi immersi nell’Oceano Atlantico.
Nella parte finale del 2014 torna in campo
nei challenger sudamericani, che da sempre gli regalano punti e soldi. A Pereira
e Guayaquil arriva in semifinale, a Lima
conquista il titolo. Le motivazioni sono
tornate, la voglia di emergere è più forte
che mai. Guido Pella ha fatto pace con il
suo grande amore: il tennis.
La svolta di Rio. Nel 2015 Pella vince e
convince a livello challenger, portando a
casa i titoli a San Luis Potosì, San Paolo,
Porto Alegre e Montevideo. A fine stagione la classifica recita numero 74 Atp. A
10
Melbourne Pella vince un gran match
contro Steve Darcis, recuperando da
uno svantaggio di due set a zero, e lotta come un leone contro Feliciano Lopez, uscendo sconfitto solamente 6-4 al
quinto parziale. Un presagio positivo,
che viene però smorzato dalle sconfitte
con Estrella Burgos a Quito e con Mayer a Buenos Aires. Ma è solo questione
di tempo. L’exploit di Rio lo testimonia:
Guido Pella è pronto per il tennis che
conta. L’Argentina, che non sta certamente attraversando il miglior periodo
della sua storia, può contare su di lui.
Tennis argentino:
sono 6 i Top 100,
Pella è il numero 2
Attualmente i giocatori argentini tra i Top 100
sono solamente 6. Grazie alla finale raggiunta
a Rio de Janeiro, Guido Pella è attualmente il
numero 2 d’Argentina, a pochi passi dal diventare il leader del movimento albiceleste. In attesa ovviamente di Juan Martin Del Potro, che
grazie alla semifinale a Delray Beach si è attestato al numero 420 Atp. I ricambi stentano
ad arrivare e il primo teenager nel ranking è il
diciannovenne Matias Zukas, oggi numero 683
del mondo. A livello giovanile sono tre i tennisti
tra i primi 50 del ranking under 18.
Top 100 Atp argentini
Rank.Giocatore
40
Leonardo Mayer (28 anni)
42
Guido Pella (25 anni)
49
Federico Delbonis (25 anni)
68
Juan Monaco (31 anni)
83
Diego Schwartzman (23 anni)
96
Facundo Bagnis (25 anni)
Top 50 argentini Itf under 18
15. Manuel Pena Lopez (classe 1998)
21. Genaro Alberto Olivieri (classe 1998)
39. Tomas Martina Etcheverry (classe 1999)
terza pagina
Guga Kuerten,
cuore do Brasil
Gli hanno intitola il campo centrale a Rio
de Janeiro. Orfano di padre, un fratello
gravemente ammalato, vinse tre Roland
Garros trasmettendo allegria e voglia
di vivere. Disegnò un grande cuore sulla
terra rossa del Centrale e vi si sdraiò dentro
Alessandro Mastroluca
Foto Getty Images
di
“M
eglio giocare davanti a
15 mila persone che in
un campo secondario
con la voce dell’allenatore che ti incita”. Così parlava Guga Kuerten. Sarà per questo che gli hanno dedicato un campo caldo e colorato, sempre
pieno di un pubblico entusiasta come il
centrale di Rio. È il campo della passione brasiliana per il tennis, la stessa che
ha spinto il campione dai ricci ribelli e
dal sorriso che niente ha potuto adombrare. “È difficile giocare tutto il tempo
dietro con un giocatore come Kuerten.
Se gli dai libertà, lui è come Picasso”, diceva Evgenij Kafelnikov. “Il tennis - raccontava Guga nel discorso per l’ammissione alla Hall of Fame - mi ha insegnato
a guardare anche il quadro più grigio,
l’esperienza più dura con luci colorate”.
Luci colorate che hanno illuminato la
sua carriera in uno sport che gli ha portato via il padre. “Per quanto ricordo,
mio padre mi ha portato la mia prima
racchetta - raccontava Guga -. E il tennis l’ha portato via da me mentre stava
arbitrando una partita. Abbiamo quasi
venduto la casa, la macchina, il pianoforte, per permettere a me di viaggiare.
Non sapevamo dove stavamo andando,
ma sapevamo che stavamo andando
nella giusta direzione. Avevamo fiducia
che sarebbe finita bene. Il tennis ha portato via mio padre, ma mi ha dato due
padri. Larri Passos e mio fratello Raphael”, che gli fa da manager.
L’operazione spirituale
Un altro fratello, Guilherme, affetto da
una grave paralisi cerebrale, è morto
nel 2007. Eppure, il dolore non l’ha
mai fermato, anzi. Basta rivedere la
sua ultima recita, a Parigi nel 2008
contro Mathieu. Lo sapeva benissimo,
Guga, che non aveva nessuna chance
11
di allungare una carriera già di fatto conclusa da qualche anno, almeno dalla vittoria su Federer a Parigi
al terzo turno nel 2004. Gli infortuni
all’anca l’hanno portato a esplorare
ogni possibile soluzione, compresa
l’operazione “spirituale” dal medium
Gilberto Arruda, che incorporerebbe
lo spirito del medico tedesco Frederick von Stein, morto durante la seconda guerra mondiale. Arruda gli
rivela che la causa dei suoi dolori era
la disparità di lunghezza delle due
gambe e interviene, senza bisturi e
attraverso raggi luminosi di energia
emessi dallo spirito di Van Stein.
Un cuore enorme
Nel 2008 ha scelto Parigi per il suo addio
al tennis. Gli hanno concesso di tornare
un’ultima volta sul Centrale, su quello
stesso campo dove trionfò da numero
66 del mondo su Bruguera e disegnò
un enorme cuore sulla terra rossa dopo aver salvato un match point contro
l’americano Michael Russell negli ottavi,
prima di conquistare il suo terzo e ultimo titolo, nel 2001. La sconfitta contro
Mathieu fa da preludio a una cerimonia
commossa per un campione che in campo, con quei gesti dal ritmo di samba,
comunicava qualcosa di autentico, di
sincero. “Penso che la mia arma migliore sia stata la parte mentale, il modo
di avvicinarsi alla partita - raccontava
a Tennis Magazine -. Per me contava di
più, non era la potenza o la rotazione,
era il modo in cui affrontavo la partita,
la relazione che creavo con il tennis e
le persone. Amo avvicinare il tennis alle
persone. Il legame con il pubblico era
molto importante per me”.
i numeri della settimana
2 Top10: è la 3 volta
a
I primi 25 del ranking Atp
di
Giorgio Spalluto
2
le italiane in Top 10 questa settimana:
sono Flavia Pennetta e Roberta Vinci
(nella foto Getty Images). Era accaduto
in 2 precedenti occasioni, sempre nel 2010,
con Francesca Schiavone e ancora con
Flavia Pennetta, tra il 7 e 13 giugno, e tra il
21 giugno e il 4 luglio.
5
i tornei Premier vinti da un’azzurra
nella storia. Prima della doppietta VinciErrani a San Pietroburgo e Dubai, c’erano
stati gli allori conquistati da Flavia
Pennetta a Los Angeles 2009 e Indian Wells
2014, e da Francesca Schiavone a Mosca
2009.
6
le doppiette azzurre nella storia.
Prima di quella firmata da Errani e
Schiavone, si erano imposti nella stessa
settimana: Narducci (Firenze) - Cecchini
(Strasburgo) il 22 maggio 1988, Gaudenzi
(St.Polten) - Farina (Strasburgo) il 27
maggio 2001, Seppi (Eastbourne) - Vinci
(‘s-Hertogenbosch) il 18 giugno 2011,
Seppi (Belgrado) - Errani (Budapest) il 5
maggio 2012, Fognini (Stoccarda) - Vinci
(Palermo) il 14 luglio 2013.
9
i tennisti nati dopo il 1990 ad aver
vinto un titolo Atp. Kyrgios si aggiunge
a Raonic, Dimitrov, Tomic, Thiem, Goffin,
Sock, Delbonis e Vesely. L’australiano,
classe 1995, è il primo nato dopo il 1993 ad
aggiudicarsi un torneo Atp.
3
i match durati oltre 3 ore persi
consecutivamente da Nadal, sconfitto da
Fognini (Us Open), Verdasco (Australian
Open) e Cuevas (Rio). Nadal ha un bilancio
complessivo di 51-17 nei match di durata
superiore alle 3 ore.
Pos.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
Nome (nazionalità)
Novak Djokovic (SRB)
Andy Murray (GBR)
Roger Federer (SUI)
Stan Wawrinka (SUI)
Rafael Nadal (ESP)
Kei Nishikori (JPN)
Tomas Berdych (CZE)
David Ferrer (ESP)
Jo-Wilfried Tsonga (FRA)
Richard Gasquet (FRA)
John Isner (USA)
Marin Cilic (CRO)
Milos Raonic (CAN)
Kevin Anderson (RSA)
Dominic Thiem (AUT)
David Goffin (BEL)
Gael Monfils (FRA)
Roberto Bautista Agut (ESP)
Gilles Simon (FRA)
Benoit Paire (FRA)
Bernard Tomic (AUS)
Viktor Troicki (SRB)
Jack Sock (USA)
Feliciano Lopez (ESP)
Martin Klizan (SVK)
I primi 25 italiani del ranking Atp
Punti
16790
8855
8795
5870
4880
4235
3990
3915
2950
2760
2585
2555
2450
2200
2020
1970
1950
1935
1895
1686
1675
1625
1570
1495
1420
Le prime 25 del ranking Wta
Pos.
Nome (nazionalità)
1
Serena Williams (USA)
2
Angelique Kerber (GER)
3
Agnieszka Radwanska (POL)
4
Simona Halep (ROU)
5
Garbine Muguruza (ESP)
6
Maria Sharapova (RUS)
7
Belinda Bencic (SUI)
8
Petra Kvitova (CZE)
9
Flavia Pennetta (ITA)
10
Roberta Vinci (ITA)
11
Carla Suarez Navarro (ESP)
12
Lucie Safarova (CZE)
13
Venus Williams (USA)
14
Victoria Azarenka (BLR)
15
Timea Bacsinszky (SUI)
16
Ana Ivanovic (SRB)
17
Sara Errani (ITA)
18
Elina Svitolina (UKR)
19
Karolina Pliskova (CZE)
20
Jelena Jankovic (SRB)
21
Svetlana Kuznetsova (RUS)
22
Caroline Wozniacki (DEN)
23
Madison Keys (USA)
24
Sloane Stephens (USA)
25 Anastasia Pavlyuchenkova (RUS)
12
Punti
9245
5700
5210
4745
4642
3672
3505
3478
3422
3325
3300
3292
3266
2935
2894
2640
2595
2530
2525
2505
2505
2162
2060
1965
1920
Pos.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
Rank.
29
39
52
73
91
144
145
164
182
198
207
219
250
252
253
254
276
282
290
319
320
333
341
365
372
Nome
Fabio Fognini
Andreas Seppi
Paolo Lorenzi
Simone Bolelli
Marco Cecchinato
Thomas Fabbiano
Luca Vanni
Andrea Arnaboldi
Matteo Donati
Alessandro Giannessi
Filippo Volandri
Gianluca Naso
Federico Gaio
Salvatore Caruso
Lorenzo Giustino
Roberto Marcora
Riccardo Bellotti
Matteo Viola
Flavio Cipolla
Erik Crepaldi
Alessandro Bega
Gianluca Mager
Edoardo Eremin
Francisco Bahamonde
Lorenzo Sonego
Punti
1260
1050
855
715
608
415
404
349
295
265
252
240
213
211
211
210
185
178
169
148
148
141
138
123
119
Le prime 25 italiane del ranking Wta
Pos.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
Rank.
Nome
Punti
9
Flavia Pennetta
3422
10
Roberta Vinci
3325
17
Sara Errani
2595
42
Camila Giorgi
1175
63
Karin Knapp
933
94
Francesca Schiavone
706
253
Martina Caregaro
177
286 Giulia Gatto-Monticone 144
319
Alice Matteucci
125
325
Alberta Brianti
121
336
Anastasia Grymalska
118
353
Cristiana Ferrando
106
364
Georgia Brescia
101
373
Martina Trevisan
98
383
Nastassja Burnett
94
395
Gioia Barbieri
88
428
Corinna Dentoni
73
466
Bianca Turati
65
475
Claudia Giovine
62
485
Jasmine Paolini
59
487
Alice Balducci
59
494
Jessica Pieri
57
497
Stefania Rubini
56
505 Anna Giulia Remondina
54
551
Alice Savoretti
46
PHOTO BY COSTANTINI
WORLD GROUP, I TURNO
ITALIA VS
SVIZZERA
4-6 MARZO 2016, ADRIATIC ARENA, PESARO
INFO LINE: 0721.400272 / 02.34934404
EMAIL: [email protected]
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il tennis in tv
Pre-quali da star
Il nuovo slogan degli Internazionali Bnl d’Italia ad
accompagnare l’evento e le pre-qualificazioni. Che quest’anno
SuperTennis seguirà con Road to Foro Italico
S
i chiamerà Road to Foro Italico
il nuovo format che SuperTennis
ha messo in cantiere per posare
un altro occhio esclusivo sull’evento più importante del tennis in
Italia. Gli Internazionali Bnl d’Italia
per i campioni Atp e Wta cominceranno il 7 maggio, ma per tutta l’Italia
con racchetta sono già cominciati da
quasi un mese. Da quando cioè appassionati di tutto il Paese si stanno
sfidando nei tornei Open Bnl, ovvero
nelle cosiddette pre-qualificazioni. E
proprio su questi tornei, che vedono protagonisti assoluti i tennisti
dalla Seconda alla Quarta Categoria
(Nc compresi), si accenderanno le telecamere del canale della Federtennis. Ci saranno immagini, interviste,
backstage, tutte le curiosità dal circuito di tornei che solo lo scorso anno ha coinvolto oltre 6.000 giocatori
e che quest’anno è tornato con più
di una novità, su tutte la presenza
dei tornei di doppio e i montepremi
garantiti per ogni tabellone (Quarta
categoria compresi).
Gli Open Bnl in tv
A fare da mattatore ci sarà Marco
Meneschincheri, voce e volto di SuperTennis Tv: sarà lui a presentare
i personaggi, a svelare retroscena e
curiosità in un format settimanale da
ben 26 minuti. Un format che lascerà
al campo ampio spazio, con la ripresa di diverse immagini “on court” e di
puro gioco. Insomma, una vetrina te-
levisiva adeguata ai numeri (25 tornei
per circa 500.000 euro di investimento complessivo) e all’interesse.
E che si sposa alla perfezione con
il nuovo slogan degli Internazionali
Bnl d’Italia 2016, “I Life Tennis”. Insomma, la strada verso Roma 2016
è già cominciata in campo. E, dal 19
marzo, comincerà anche in Tv.
Da Dubai a San Paolo,
Atp sempre in diretta
Cambiano le settimane e le cornici, ma non
le abitudini. SuperTennis continua a trasmettere ore e ore di partite, match in diretta e in
differita. Questa settimana il circuito maschile
si divide tra l’Atp 500 di Dubai (Emirati Arabi), l’Atp 250 di San Paolo (Brasile, dove lo
scorso anno Luca Vanni centrò un’incredibile
finale) e l’altro “500” di Acapulco, in Messico. Il circuito in rosa, dal canto suo, fa tappa
a Doha (la finale, in differita, sabato sera alle
22). Solo la prossima settimana il circuito, e
di conseguenza il palinsesto, lascia spazio alla
Coppa Davis, con Italia-Svizzera a Pesaro.
Sabato alle 16 la finale dell’Atp 500 di Dubai
Giovedì 25
Venerdì 26
01:00 - WTA Doha
(differita)
03:00 - LIVE ATP
500 Acapulco
05:00 - LIVE ATP
500 Acapulco
07:00 -ATP 500
Dubai (replica)
09:00 - La Voce delle
Regioni
10:00 - ATP 500
Acapulco (replica)
12:00 - LIVE ATP
500 Dubai
16:00 - LIVE ATP
500 Dubai
20:00 - WTA Doha
(differita)
22:45 - Tennis
Parade
23:00 - LIVE ATP
500 Acapulco
05:00 - LIVE ATP
500 Acapulco
07:00 - WTA Doha
(differita)
11:15 - Tennis Parade
11:30 - Magazine ATP
12:00 -ATP 500 Dubai
(replica)
14:00 - LIVE ATP
500 Dubai
16:00 - LIVE ATP
500 Dubai
18:00 - LIVE WTA
Doha SF
19:45 - WTA Doha SF
(differita)
21:00 - LIVE ATP
250 Sao Paulo
Sabato 27
01:00 - LIVE ATP
500 Acapulco
03:00 -ATP 500
Dubai (replica)
05:00 - LIVE ATP
500 Acapulco
07:00 - Magazine
ATP
07:30 - ATP 250 Sao
Paulo (replica)
09:30 - Circolando
10:00 - ATP 500
Dubai (replica)
12:00 - WTA Doha
SF (replica)
14:00 - ATP 500
Acapulco (replica)
15:45 - Tennis Parade
16:00 - Live ATP 500
Dubai Finale
18:00 - LIVE ATP
Sao Paulo SF
20:00 - LIVE ATP
Sao Paulo SF
22:00 - WTA Doha
Finale (differita)
Domenica 28
00:00 - ATP 500
Dubai Finale (replica)
02:30 - Magazine
ATP
03:00 - La Voce delle
Regioni
04:00 - LIVE ATP
500 Acapulco
06:15 - Tennis Parade
06:30 - ATP 250 Sao
Paulo SF (replica)
08:30 - ATP 500
Acapulco Finale
(replica)
10:30 - ATP 250 Sao
Paulo SF (replica)
12:30 - ATP 500
Dubai Finale (replica)
14:30 - WTA Doha
Finale (replica)
16:30 - World of
Tennis
17:00 - News
17:15 - Tennis Parade
17:30 - ATP 500
Acapulco Finale
(replica)
19:30 - Magazine
ATP
20:00 - LIVE ATP
250 Sao Paulo Finale
22:00 - ATP 500
Dubai Finale (replica)
Lunedì 29
01:00 - ATP Sao
Paulo Finale (replica)
03:00 - ATP 500
Acapulco SF (replica)
05:00 - ATP 500
Dubai SF (replica)
07:00 - WTA Doha
SF (replica)
09:00 - ATP 250 Sao
Paulo SF (replica)
11:00 - ATP 500
Acapulco SF (replica)
13:00 - ATP 500
Dubai SF (replica)
15:00 - WTA Doha
SF (replica)
16:15 - Word of
Tennis
16:45 - La Voce delle
Regioni
17.00 - News
17:05 - ATP 500
Acapulco Finale
(replica)
19:00 - ATP 500
Dubai Finale (replica)
21:00 - News
21:05 - I miti del
Foro Sara Errani
21:30 - ATP Sao
Paulo Finale (replica)
23:30 - WTA Doha
Finale (replica)
Martedì 1
Mercoledì 2
00:00 -Wawrinka vs Fognini
01:00 - Federer vs
Bolelli, Coppa Davis 2014 Cop. Davis 2014
03:15 - ATP 500 Dubai 01:30 -Word ofTennis
02:00 -WTA Doha (replica)
Finale (replica)
04:00 -ATP 500 Dubai
05:00- WTA Doha
(replica)
(replica)
07:00 - ATP 500 Rio de 06:30 - Errani vs Svitolina,
WTA Premier Dubai
Janeiro Finale
08:15 - I m iti del Foro Sara
09:00 -Bemelmans vs
Errani
Murray, Finale Coppa
08:45 - La Voce delle Regioni
Davis 2015
09:00 -Finale Coppa Davis
11:15 - ATP 500
Acapulco Finale (replica) 2015, Doppio
11:45 -Tennis Parade
13:30 - Tennis Parade
12:00 - I miti del Foro Sara
13:45 - Thiem vs
Errani
Almagro, ATP Buenos
12:30 - ATP 250 Delray
Aires Finale (replica)
16:15 - I miti del Foro Beach (replica)
14:45 -World ofTennis
Sara Errani
15:15 -Vinci vs Bencic,WTA
16:45 - La Voce delle
San Pietroburgo Finale
Regioni
(replica)
17.00 - News
17:05 -Kerber vs Bencic, 16:45 - La Voce delle Regioni
17.00 - News
Germania vs Svizzera
17:05 - ATP 500 Dubai
Fed Cup 1° turno
(replica)
18:30 - WTA Doha
19:00 - ATP Sao Paulo Finale
Finale (replica)
(replica)
20:45 - La Voce delle
20:45 - La Voce delle Regioni
Regioni
21:00 - News
21:00 - News
21:05 - ATP 500 Dubai 21:05 - Magazine ATP
21:30 - ATP 500 Acapulco
Finale (replica)
23:15 - Tennis Parade Finale (replica)
23:30 - I miti del Foro
Sara Errani
NB: il palinsesto è soggetto a modifiche. In rosso gli eventi live, in giallo le News, in verde le prime emissioni, in azzurro le differite e in viola gli speciali
14
giovani
I nostri Under 14
campioni d’Europa
L’Italia vince per la seconda volta in 35 anni l’evento indoor a squadre
Tennis Europe. Il team azzurro capitanato da Massimo Valeri ha battuto
Russia, Francia e Repubblica Ceca. Bronzo per gli Under 16
A sinistra, la formazione maschile degli Under 14 azzurri,
capitanati da Massimo Valeri: Musetti, Rottoli e Tabacco
con le medaglie d’oro e il trofeo conquistato a Bucarest,
in Romania. Qui sopra, la formazione italiana Under 16
(da sinistra Perin, Arnaboldi, Bosio e capitan Pescosolido)
che a Ronchin, in Francia, è salita sul terzo gradino del podio
di
Viviano Vespignani
L’
Italia, con la sua formazione
maschile Under 14, ha vinto
la Winter Cup, i campionati
europei indoor targati Tennis
Europe. Il successo che Lorenzo Musetti, Lorenzo Rottoli e Fausto Tabacco, guidati da Massimo Valeri, hanno
conquistato a Bucarest racchiude due
aspetti straordinari.
Il primo ha carattere storico, perché
segna, in un arco di 35 anni, la seconda vittoria azzurra dopo quella di cui,
dieci anni or sono, si resero protagonisti Federico Gaio e Giacomo Miccini.
Il secondo ha carattere agonistico,
perché i nostri portacolori (vincitori in fase di qualificazione su Croazia, Slovacchia e Svizzera) hanno
anzitutto battuto la Russia, poi le
due prime favorite: 2 a 1 in semifinale alla Francia e 3 a 0 in finale
alla Repubblica Ceca. I nostri hanno
lasciato per strada due soli punti e
raggiunto il massimo rendimento
con il campione italiano under 13
in carica Lorenzo Musetti, uscito
imbattuto dalla disputa di sei singolari e cinque doppi.
Podio Under 16
Il titolo di Bucarest però non è il solo
risultato degno di nota. Nella fase finale under 16 di Ronchin, in Francia,
Federico Arnaboldi, Gabriele Bosio e
Riccardo Perin, capitanati da Stefano
Pescosolido, hanno raggiunto un ottimo terzo posto, costruito grazie ai
successi guadagnati sul Belgio e, contro pronostico, sulla Repubblica Ceca.
Per di più sono stati ad un passo
dalla finale nel momento in cui, in
semifinale, hanno ceduto all’Olanda
perdendo soltanto per 10-7 il supertiebreak del doppio decisivo.
In campo under 12 le qualificazioni
invece sono state fatali alle azzurrine Virginia Ferrara, Veronica Sirci
e Emma Valletta. I nostri maschietti dal canto loro - Peter Buldorini,
Giammarco Gandolfi e Nicolò Tresoldi, guidati da Luca Sbrascini - hanno
superato di slancio il filtro delle qualificazioni.
Ma nelle finali di Veska, in Cecoslovacchia, dopo l’iniziale sconfitta per
mano dei francesi, hanno portato
l’Italia sul quinto gradino del podio
grazie ai successi ottenuti a punteggio pieno su Turchia e Portogallo.
15
Classifica generale?
L’Italia è terza
In generale, i campionati europei indoor a squadre riservati alle categorie under 16, 14 e 12, da tempo ormai noti come “Winter Cup”, hanno
visto in primo piano la Repubblica
Ceca che ha fatto meglio della attesissima Russia.
Ma, ancor più del cambio di leadership in Europa, ha stupito l’Italia che si è cimentata soltanto
in quattro delle sei coppe in palio
- avendo rinunciato a schierare le
rappresentative in gonnella under
14 e 16 - col risultato di piazzarsi
al terzo posto di una non ufficiale
classifica a punti.
Mentre la Repubblica Ceca andava a
segno nelle coppe più verdi e raggiungeva i posti d’onore in campo
under 14 maschile e under 16 femminile, la Russia rispondeva con
due pesanti vittorie nei campionati
under 16 oltre che con una finale
under 12. L’Italia, a sua volta, con
l’alloro maschile under 14 oltre che,
sempre in campo maschile, la terza
e la quinta piazza rispettivamente
under 16 e under 12.
facciamo il punto
Vacanza e torneo,
prenota la tua estate
I ragazzi dai 6 ai 17 anni possono già assicurarsi i loro posti
nei centri federali Fit iscrivendosi on-line o tramite numero verde.
Confermata la sede all’estero di Londra, quest’anno raduni tecnici
geograficamente più distribuiti e una decina di tappe del circuito Kinder
Da giugno ad agosto i Centri Estivi Fit: 6 le sedi, Brallo, Serramazzoni, Tirrenia, Castel di Sangro, Terrasini e Londra
di
Gabriele Riva
S
orpresa: la vacanza con il torneo
dentro. Come un ovetto Kinder. I
Centri Estivi Fit ripartono verso la
nuova stagione e offrono questa
possibilità in più (per chi la vuole), per
chi vuol provare il sapore della competizione, senza esasperazioni, nel clima
dello sport e divertimento tipico dei
Centri.
E’ solo una delle novità dell’edizione
2016, il cui primo atto ufficiale è arrivato l’8 di febbraio, con l’apertura delle
iscrizioni on-line. Bambini e ragazzi dai
6 ai 17 anni possono così cominciare a
pianificare la loro estate a tutto tennis
in pochi click. C’è da scegliere la sede,
tra le 5 italiane (Brallo, Serramazzoni,
Tirrenia, Castel di Sangro e Terrasini)
e quella straniera (Londra), e il turno
preferito. Vale a dire la settimana, o le
settimane. Già nel 2015 le procedure di
iscrizioni on-line hanno snellito non di
poco le pratiche, sia per lo staff organizzativo della Federtennis sia per i genitori. In particolare, nel 2015, era stata
introdotta anche la possibilità di effettuare la procedura di check-in on-line. Il
che ha evitato code e attese al momen-
to d’arrivo nelle strutture. Poteri di uno
scanner, per i documenti, e della rete.
Più di 4 mila nel 2015
Nel 2015 i Centri Estivi Fit hanno fatto segnare oltre 4.100 turni effettuati, con diversi partecipanti che hanno
deciso di prolungare di turno in turno la loro permanenza. “Rileviamo un
trend in continua crescita - fa notare
Fabrizio Gasparini, amministratore
delegato di Fit Servizi - e le percentuali portano tutte il segno più: +8% nel
numero degli allievi che hanno preso
parte ai Centri Estivi e +5% in quello
delle settimane registrate”. Restando
in campo di numeri, oltre alle sei sedi
complessive e alle 8 settimane complessive a disposizione (dal 12 giugno
al 31 luglio, data d’inizio dell’ultimo
turno), la macchina organizzativa
Centri Estivi coinvolge qualcosa come
circa 200 persone di staff complessivo, oltre a 360 tecnici federali tra
maestri e tirocinanti. “Questi numeri
garantiscono di avere un ottimo rapporto maestri-allievi, mai superiore al
3:1, e in svariati casi pari al 2:1 o addirittura in qualche caso all’1:1 - sottolinea ancora Gasparini -. Così si assicu-
Il Centro all’estero, di nuovo a Londra
Nel 2015 fu un debutto, e fu un successo. Il primo anno a Londra viene così bissato, sempre alla Reed’s
School (Cobham), a soli 40 minuti di treno dalla City. Saranno ammessi ragazzi e ragazze tra i 12
e i 17 anni, cioè nati tra il 1999 e il 2004. Il college dispone di 15 campi da tennis, piscina coperta,
palestra, campi da basket, pallavolo e cricket. La quota di partecipazione comprende l’assistenza in
aeroporto da parte del personale che accompagnerà i partecipanti direttamente al College. A proposito, si vola sempre da Milano e da Roma ma quest’anno con voli di linea. Oltre a tennis e sport, ampio
spazio ai corsi d’inglese gestiti dalla scuola “Experience English” accreditata da British Council per
l’insegnamento della lingua inglese. I ragazzi sosterranno un test di ingresso per definire il livello di
conoscenza della lingua e saranno suddivisi in classi. Le lezioni saranno 15 a settimana e a fine corso
daranno diritto al conseguimento di un “Certificato di partecipazione”, valido come credito formativo.
Immancabile, ovviamente, una gita di mezza giornata nel Tempio di Wimbledon.
16
facciamo il punto
ra un ottimo standard qualitativo per
poter seguire al meglio tutti i ragazzi
durante la loro permanenza ai centri”.
Non solo vacanze
L’attività ai Centri Estivi non è solo ricreativa. C’è anche molto di agonistico.
Intanto merita una parentesi particolare il centro tecnico di Tirrenia. Qui,
la stragrande maggioranza degli allievi
sarà convocata dal Settore Tecnico nazionale, ma quest’anno ci sarà anche
una finestra d’iscrizione - senza convocazione - per chi vuole sperimentare
un lavoro tennistico di più alto profilo. Ma non finisce certo qui. Tanto per
cominciare, dal 31 luglio al 6 agosto,
al centro di Castel di Sangro, si terrà
la finale della Coppa Belardinelli, mentre nella stessa settimana al centro di
Serramazzoni, viene disputata la finale
della Coppa delle Province. In più, novità targata 2016, i centri estivi faranno da sede ad alcune tappe del circuito
Kinder +sport, il circuito giovanile riservato a ragazzi e ragazze da under
10 a under 16. La particolarità in questo caso è che, a differenza di tutte le
altre tappe, in quelle dei centri estivi si
qualificano per il master anche tutti i
semifinalisti delle varie categorie.
Dalla Russia e dal Brasile
Semplificazione nelle procedure e copertura geografica sono le due parole
d’ordine del 2016. Detto delle pratiche on-line per iscrizioni e check-in,
va segnalata la maggior distribuzione
dei raduni tecnici del settore tecnico
nazionale. Così da rendere più agevole la partecipazione ai ragazzi di tutte
le regioni. Dai dati raccolti fin qui, risulta che i partecipanti ai centri estivi
sono in maggioranza ragazzi (64,5%,
contro il 35,5% di ragazze), e che il
picco delle iscrizioni si ottiene nella
fascia d’età compresa tra i 9 e i 13 anni. Geograficamente parlando, circa il
42% dei partecipanti arriva dalle regioni del Nord, oltre il 31% da quelle
del Centro e 24,5% dal Sud. In più, c’è
un 2% abbondante di iscrizioni dall’estero, con ragazzi che vengono addirittura da Russia e Brasile. Del resto
d’estate è importante viaggiare, e c’è
chi preferisce farlo sempre con una
racchetta in valigia.
Quest’anno più raduni tecnici
I raduni tecnici sono ormai un punto fermo nell’attività dei Centri Estivi Fit. La grande novità
rispetto allo scorso anno riguarda l’ingresso di appuntamenti di questo genere in più sedi, così da
favorire gli spostamenti dei convocati e così da coprire il territorio in modo più capillare. Dal 2016
nell’elenco dei centri che ospitano i raduni tecnici ci saranno anche quelli del Brallo (per favorire
i convocati residenti al Nord) e di Terrasini (Sicilia, per i convocati del Sud). La lista comprende,
come nel 2015, anche il centro di Castel di Sangro (Abruzzo) e il centro tecnico di Tirrenia (Toscana). Le convocazioni nei singoli centri dunque, ove possibile, saranno riservate ai ragazzi dell’area
geografica di riferimento.
Lo specchietto dei raduni
AnniCentro
2002
Tirrenia
2003/2004
Tirrenia
2003/2004
Tirrenia
2004
Tirrenia
2005*
Brallo
2005*
Castel di Sangro
2005*
Serramazzoni
2005/2006/2007
Terrasini
2006/2007*
Brallo
2006/2007*
Castel di Sangro
2006/2007*
Serramazzoni
Periodo
17-23 luglio
12-18 giugno
19-25 giugno
24-30 luglio
12-18 o 19-25 giu
12-18 o 19-25 giu
12-18 o 19-25 giu
26 lug-2 ago
24-30 luglio
24-30 luglio
24-30 luglio
* indica che il raduno è riservato ai giocatori di provenienza geografica attinente al centro.
Dalle iscrizioni al check-in,
si può fare tutto on-line
Le iscrizioni ai Centri Estivi Fit sono aperte dall’8 febbraio scorso e si possono effettuare direttamente via web, alla pagina “iscrizione on line” su www.fitcentriestivi.it, al telefono chiamando il numero verde 800508686 oppure presso gli uffici della Federazione (stadio Olimpico Curva Nord ingr.
42, Roma). Allo stesso indirizzo web è possibile trovare tutti le informazioni dettagliate relative a
costi, regolamenti e procedure. Compresa quella di check-in, vale a dire la registrazione presso il centro estivo che si sta per frequentare. In tal modo, all’arrivo, i ragazzi potranno tuffarsi direttamente
nel mondo del divertimento e per i genitori si evitano le lungaggini e le code per le registrazioni. Per
effettuare il check-in on line basta collegarsi al sito internet e cliccare, nella barra orizzontale di
colore verde, la sezione “check-in”.
Arrivano i tornei
Kinder special,
si gioca nei centri
e si va al Master
Ecco gli appuntamenti del circuito Kinder
+sport che fanno tappa ai Centri Estivi e che
mandano al master finale anche i semifinalisti.
Data
12-18 giugno
12-18 giugno
12-18 giugno
19-25 giugno
19-25 giugno
19-25 giugno
26 giu-2 lug
24-30 luglio
24-30 luglio
24-30 luglio
17
Centro estivo
Brallo
Castel di Sangro
Serramazzoni
Brallo
Castel di Sangro
Serramazzoni
Terrasini
Brallo
Castel di Sangro
Serramazzoni
opportunità
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18
19
racchette e dintorni
Tennis naturale
con un filo di rame
Dunlop non lancia solo una gamma nuova di telai, ma un concetto vero
e proprio, che punta sulle buone sensazioni di chi manovra la racchetta,
sempre più personalizzata. Il metallo conduttore intrecciato alla grafite
è portato fino al manico, dove scarica le vibrazioni nel silicone
di
Mauro Simoncini
Qui, il filo di rame inserito in
un letto di silicone nel manico,
a contatto con il grip, che a
sua volta ha al suo interno una
sottile lamina del metallo rosso,
ottimo conduttore
C
i sono collezioni nuove, prodotti
rinnovatii, racchette, corde, scarpe o palline, materiali avanzati
con l’inserimento di nuove tecnologie. Poi ci sono idee, concetti, linee
guida su cui le aziende costruiscono per
intero la loro offerta, a 360 gradi, dalle racchette alle borse passando per gli
overgrip. È il caso di Dunlop, con il suo
innovativo NT, che sta per Natural Tennis.
Lo storico marchio britannico riparte
dalle fondamenta: dopo le collezioni Biomimetic di un paio di stagioni fa è ora
la volta di NT appunto, Yellow per la stagione 2015-16 alla quale si aggiungerà a
settembre anche NT Orange.
Sono tutte racchette, quelle della “NT
generation”, all-in-one construction cioè
costruite (fusto e manico) a partire da un
unico pezzo come quelle che vengono
realizzate a tiratura limitata per le forniture dei giocatori professionisti “per
le quali – spiega Daniel Beswick, responsabile Dunlop in Italia - la struttura in
grafite comprende anche il manico, che
non è integrato con schiuma o altri materiali”. Oltre a un migliore assorbimento
delle vibrazioni, la sensibilità della prea
sull’impugnatura restituisce una sensazione di maggior pienezza. Proprio come
si diceva tempo fa: la racchetta come naturale prolungamento di braccio e mano.
Oltre a ciò l’altra distintiva caratteristica
di tutte queste Dunlop è la presenza del
rame. Il materiale ha elevate doti di conduttività termica, elettrica e meccanica e
si è dimostrato resistente a pressione e
usura. Per questi motivi è stato intrecciato alla grafite nel telaio, inserito nel manico, all’interno di un canale di silicone,
ma anche nel tappo in fondo alla presa
e poi nel grip montato di serie, come un
nastro sottostante la superficie più morbida a contatto con la mano.
RACCHETTE - Con questa Copper
Wire Construction è stata concepita Yellow Rev NT 3.0, una racchetta più lunga
di un quarto di pollice, 310 grammi di
peso, ovale 98”, profilo costante e sottile
da 22 mm, bilanciamento equilibrato a
31,2 cm con schema corde 16x19: potenza e spinta ma anche controllo. Più
selettiva la più pesante (314 grammi)
Rev NT Tour, 20 mm di profilo, ovale 97
e anche schema corde fitto 18x20. Poi ci
sono anche la 5.0 (ovale 100”, peso 284
g, profilo 25 mm), la 6.0 e la 7.0, andando progressivamente in direzione di potenza e facilità.
CORDE - Ma come si diceva più sopra
il concetto Natural pervade non solo la
collezione racchette (che a settembre
si arricchirà anche delle Orange, una
gamma ancora più accessibile e “facile”)
ma anche il settore corde, in cui a farla
da padrone è NT Hybrid, un montaggio
ibrido dì monofilamenti in poliestere,
in nero e calibro più spesso (e sezione ottagonale) sulle verticali per spin e
potenza, e in giallo fluo con calibro più
sottile (e circolare) sulle orizzontali per
sensibilità e controllo. La corda ha un
20
particolare rivestimento che si asciuga
nei primi 30 minuti dopo l’incordatura
“saldando” gli incroci. Una carattristica
che, spiegano in Dunlop, fa sì che nelle
prime 12 ore di gioco non ci siano spostamenti delle corde. C’è poi anche NT
Touch, un multifilamento di alta qualità
con caratteristiche simili al budello. In
più grazie al team Dunlop e sopratutto
a Frank Messerer (esperto incordatore
anche di Edberg, Muster e Safin) è stato sviluppato lo SMF Stringing System,
dove Slow Medium Fast sono tre categorie correlate al livello del giocatore,
con variazioni progressive della tensione dell’incordatura, che diminuisce
gradualmente dal centro verso i lati.
Le performance in termini di mantenimento della tensione e di controllo
sono massimizzate. Insomma la novità
ha davvero pervaso Dunlop in ogni suo
prodotto, a testimonianza che gli inglesi in questa rivoluzione del tennis al naturale ci credono, eccome.
I GIOCATORI PROFESSIONISTI DEL TEAM BABOLAT POSSONO GIOCARE CON UN MODELLO PERSONALIZZATO O DIVERSO DA QUELLO PRESENTATO. * SALVO IN GIAPPONE.
)
Rafa Nadal (SPAAY
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la
Racchetta Babo Corde RPM Blast
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FB.COM/BABOLAT
ng
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RPM
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@BABOLAT
BABOLAT – RACCHETTE, CORDE, PALLE, BORSE
ED ACCESSORI UFFICIALI DEL ROLAND GARROS
BABOLAT – RACCHETTE, SCARPE*, BORSE
ED ACCESSORI UFFICIALI DEL TORNEO DI WIMBLEDON
21
la regola del gioco
Visuale chiusa,
l’incubo dell’arbitro
Nelle partite di doppio capita spesso: uno dei giocatori a rete copre
la vista del giudice di sedia, che così non vede più il punto esatto
nel quale rimbalza la palla. Quando succede... bisogna rigiocare il punto?
La situazione
Pasquale e Fabrizio stanno giocando
una partita di doppio contro Emanuele e Lorenzo.
Che cosa succede?
Durante uno scambio, Emanuele, senza volerlo e per recuperare
una palla che sta per rimbalzare
vicino al corridoio del doppio, si
frappone tra l’arbitro e la palla, non
consentendo al giudice di sedia di
vedere dove questa effettivamente
rimbalzi.
Capita spesso...
Cominciamo col dire che questo è
l’incubo di molti arbitri. Ma è anche
un caso che, in doppio soprattutto,
può accadere molto spesso. Questo
semplicemente perché durante la
maggior parte degli scambi i giocatori sono vicini alla rete e per recu-
perare colpi incrociati succede che
la visuale dell’arbitro possa essere
ostacolata.
Che cosa succede?
La regola prevede che quando l’arbitro non sia sicuro di dove la palla
rimbalzi, o non possa essere in grado di giudicare se la palla sia buona
o fuori, si debba rigiocare il punto.
La ratio di questa regola è abbastanza evidente: se non si è in grado
di vedere dove la palla rimbalzi, e
quindi non si è in grado di giudicarla
(sia che sia sul veloce sia sulla terra
battuta, in quanto non si può essere
in grado di sapere quale segno controllare), come si può prendere una
decisione valida e credibile?
Bisogna essere pazienti
Un suggerimento che può essere dato, però, è quello di attendere qual-
22
che secondo e vedere se i giocatori
hanno qualche reazione: in caso non
avessero nessuna reazione e continuassero a giocare, si preferisce
non interrompere il gioco assumendo che la palla sia rimbalzata nel
giusto campo.
Approfittiamo di quanto qui discusso, per ribadire la differenza con un
altro caso, già descritto qualche settimana fa (in particolare riguardo le
chiamate di primaria responsabilità
dell’arbitro, cioè di quando non si
sia in grado di vedere un “secondo
rimbalzo” o una invasione commessa da un giocatore).
La differenza sta nel fatto che mentre in questi ultimi due casi “ciò
che l’arbitro non può vedere é come se non fosse successo”, nel caso
qui descritto la palla è sicuramente
rimbalzata in terra, e dovrà necessariamente essere giudicata buona o
fuori.
Per questo, non potendo sapere come poterla giudicare, bisognerà optare per ripetere il punto.
LE VOSTRE
DOMANDE
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spiegateci i vostri dubbi di natura regolamentare.
Li sottoporremo ai nostri esperti del settore arbitrale della Fit e vi risponderemo sulle pagine di
questa rubrica numero per numero.
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