Pianto Triennale Offerta Formativa 2016/2019

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Transcript Pianto Triennale Offerta Formativa 2016/2019

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE
SCUOLA DELL’INFANZIA – PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO
“Tommaso Campanella”
Via Nazionale -88060 Badolato ( CZ )
Tel. 0967/814185 Fax 0967/811939
C.f. 97035190798 Cod.mec. CZIC818007
PIANO TRIENNALE DELL’OFFERTA FORMATIVA
LEGGE 13 LUGLIO 2015 N.107
TRIENNIO 2016/2019
ELABORATO DAL COLLEGIO DEI DOCENTI
FORMALIZZATO CON DELIBERA N. 16 DEL 11-01-2016
CONSIGLIO D’ISTITUTO
DELIBERA N.05 DEL 12-01-2016
IL DIRIGENTE
Prof.ssa Marcella Crudo
1
Indice
Premessa
Contesto territoriale di riferimento –
Organigramma D'istituto –
Funzionigramma Commissioni- Gruppi di lavoro
CURRICOLO VERTICALE ORIENTANTE
Finalità del curricolo
Curricolo verticale
Curricolo di orientamento
Organizzazione del curricolo
Competenze chiave e di cittadinanza attiva
ARTICOLAZIONE DEL CURRICOLO
ARTICOLAZIONE DEL CURRICOLO DI ORIENTAMENTO
Orario di funzionamento
Priorita’, traguardi, obiettivi e strategie
Risultati PROVE INVALSI –
Progettazione curricolare ed extracurricolare
ORGANICO DELL'AUTONOMIA posti comuni, di sostegno
e di potenziamento dell’offerta formativa
Fabbisogno di infrastrutture e attrezzature materiali
Azioni coerenti con il piano nazionale scuola digitale
Piano Formazione Insegnanti
Valutazione
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
15
28
29
30
33
35
PIANO DI MIGLIORAMENTO
45
Azione del Piano di Miglioramento
57
Azione per l'inclusione
61
Azione di sostegno BES
65
Azione per migliorare il metodo di studio
72
Azione per la formazione del personale
76
Progetti per il PDM
77
38
41
41
42
43
2
Premessa
- Al fine di affermare che la Scuola è l'istituzione principe per il successo
formativo di tutti gli allievi, nessuno ecluso, l'Istituto comprensivo "T.
Campanella" di Badolato per innalzare i livelli d'istruzione e le
competenze delle alunne e degli alunni ha organizzato il presente Piano
triennale dell’offerta formativa, ai sensi di quanto previsto dalla Legge
13 luglio 2015, n. 107, recante la “Riforma del sistema nazionale di
istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative
vigenti”;
- Il piano è stato elaborato dal Collegio dei Docenti, per un periodo di tre
anni, è rivedibile annualmente e costituisce il documento fondamentale
dell'identità culturale e progettuale dell'Istituto. Sulla base degli indirizzi
per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione
definiti dal Dirigente scolastico con proprie linee di indirizzo e indicazioni
programmatiche il piano esplicita la progettazzione curricolare,
extracurricolare, educativa e organizzativa della scuola.
- il piano, approvato dal Consiglio d'istituto, è pubblicato nel portale unico
dei dati della scuola.
Normativa di riferimento
Legge n.107 del 13/07/2015 recante la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e
delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”;
Art.3 del DPR 8 marzo 1999, n.275 “Regolamento recante norme in materia di curricoli
nell’autonomia delle istituzioni scolastiche”, così come novellato dall’articolo 15, comma 2, lettera b),
del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150;
Nota MIUR n. 2157 del 05 ottobre 2015;
Nota MIUR n. 2805 dell’11 dicembre 2015;
Nota MIUR N. 35 del 7 gennaio 2016
3
CONTESTO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO
IL TERRITORIO DI BADOLATO
Configurazione storico-geografica
Il Comune di Badolato fa parte della provincia di Catanzaro, si suddivide in una frazione capoluogo, in
collina, e una in marina.
Badolato centro si erge su di una collina che domina l’ampia vallata del torrente Gallipari, i cui aspri tratti e
la bellezza si ammirano in tutto il loro splendore dagli innumerevoli belvedere che costellano la strada per
l’altopiano delle Serre.
La nascita di Badolato risale intorno al X secolo, per volere di Roberto il Guiscardo, Duca di Calabria e
secondo Conte di Catanzaro, che, nel 1080 decise di edificare “un pacifico borgo” là dove già risiedevano
poche capanne di poveri pastori.
Il borgo sin dalle origini ha avuto scopi eminentemente difensivi come confermato dalla cinta muraria e dal
castello risalenti circa al XII secolo; quest’ ultimo, in particolare dotato di torre, fungeva da punto di
avvistamento contro le invasioni dei Saraceni o dei Turchi, che afflissero la Calabria per tutto l’Alto
Medioevo.
Nel tempo si sono avvicendate varie casate a partire dal 1506, dai Ruffo ai Toraldo, dai Raveschieri ai
Pignatelli, dai Pinelli ai Gallelli.
La cittadina di Badolato è stata nel tempo un importante punto di riferimento per le zone circostanti, come
fulcro della religiosità rappresentato da monaci Basiliani, Francescani e Domenicani, con numerose
Confraternite, ancora oggi operanti e occupate nella gestione e custodia delle magnifiche chiese e dei
conventi edificati nei secoli passati.
IL TERRITORIO DI SANTA CATERINA DELLO JONIO
Configurazione storico-geografica
Santa Caterina dello Jonio in origine era costituita da piccole colonie di abitanti che fuggivano dalla loro
residenza abituale per difendersi dalle incursioni saracene (650-1086 D.C.) per cui il paese centro venne
circondato da mura a difesa dei predatori, dotate di quattro porte di accesso.
Santa Caterina dello Jonio oggi si divide in capoluogo centro che ha alle spalle una bellissima montagna e la
Marina bagnata dalle limpide acque del Mar Jonio.
Il centro storico è situato nella zona collinare e vanta la presenza di meravigliosi palazzi signorili e chiese
settecentesche. La più grande e antica chiesa è la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta che l’incendio del
1983 ha danneggiato notevolmente. Ci sono voluti quasi venti anni per ristrutturarla, infatti è stata
restituita al culto il 9 Marzo 2002.
Nella parte pianeggiante, lungo il litorale, Santa Caterina si estende in un’ampia e incontaminata distesa di
spiaggia che è meta di numerosi turisti.
Sia per il comune di Badolato che per il comune di Santa Caterina rimane molto forte e sentito il tramandare
usi e tradizioni antiche legate soprattutto alla gastronomia locale e ai prodotti locali come olio, agrumi,
formaggio e dolci tipici.
4
Medico Competente
Dott. Stillo Giuseppe
ORGANIGRAMMA D'ISTITUTO
Dirigente
Scolastico
StaffDirigente
di Dirigenza prof.ssa
prof.ssa
CrudoCrudo
Marcella
Marcella
Responsabile sicurezza e
prevenzione
R.S.P.P. ing. Criniti Vincenzo
R.L.S. Pultrone Giuseppe
CONSIGLIO D’ISTITUTO
PRESIDENTE : Sig.Guido Agazio
D.S. Crudo Marcella
Componente docenti: Ciccaglione PieraColubriale Rosa Emilia- Fazio CaterinaLeto Caterina-Lucia Antonietta-Micò Carmela
Componente genitori: Badolato GiuseppeGallelli Giuseppe- Gualtieri Antonietta-Romeo MariaRanieri Nicoletta
Componente ATA : Benvenuto Caterina
Segreteria
D.S.G.A.
Rosaria Sesti
Collegio dei
docenti
Staff di Dirigenza
Collaboratori:
Dominijanni Vittoria M. – Leto Caterina
Responsabili di plesso:
Ciccaglione Piera, Sc. dell’Infanzia Badolato
S.Caterina M.
Fazio Caterina, Sc. dell’Infanzia e Primaria S.
Caterina CC
Catanzariti Teresa, Sc. Primaria -Badolato
Marina
Nisticò Maria Caterina, Sc. Primaria S. Caterina
Marina
Leto Caterina, Sc. Secondaria I grado S. Caterina
DominiJanni Vittoria, Sc. secondaria I grado
Badolato
Funzioni strumentali
Area.1 Marrocchella Eleonora
Area 2 Fazio Caterina
Area 3 Lopilato Cinzia
Organo di garanzia
D.S. Crudo Marcella
Componente docenti:
Leto Caterina
Componente genitori:
Asciutto M.Teresa- Gallelli
Rosella
Ufficio di segreteria
Montepaone Liberatagestione alunni
Triolo Anna Mariagestione personale
Docenti/gestione
contabile
Paparo Rosetta- gestione
personale Docenti/ ATA
Comitato di valutazione per il servizio
dei neoassunti
D.S. Crudo Marcella
Compenente docenti:
Dominijanni Vittoria
Leto Caterina
Pultrone Giuseppe
Tutor discipline
Comitato valutazione dei docenti
D.s. Crudo Marcella
Componente docenti:
Dominijanni Vittoria
Leto Caterina
Pultrone Giuseppe
Componente genitori
Ranieri Nicoletta
Romeo Maria
5
Componente esterno nominato dall’URS
DIRIGENTE
Crudo Marcella
COLLEGIO DEI
DOCENTI
Commissione progetti
Coordinatrice:
Dominijanni Vittoria
Componenti:
Artuso Lidia
Lamanna Carmela
PTOF
Coordinatrice:
Leto Caterina
Componenti :
Responsabili dei dipartimenti e il
coordinatore degli stessi
P.D.M.
Coordinatore :
D.S. Crudo Marcella
Componenti docenti
Ciccaglione Piera-Doninijanni Vittoria,
Guarna Angela, Guarneri Anna, Lamanna
Carmela, Leto Caterina, Marrocchella
Eleonora, Micò Maria Carmela, Pultrone
Giuseppe
COMMISSIONI
GRUPPI DI LAVORO
Nucleo N.A.
Marrocchella Eleonora
Guarna Angela
G.I.O. e G.L.H
Coordinatrice :
Guarnieri Anna
Componenti docenti
Arcadi Rita, Nisticò Gisella e Talotta Salvatore.
G.L.I
Coordinatrice :
Leto Caterina
Componenti docenti
Guarneri Anna e Lamanna Carmela
Responsabili dei laboratori:
Animatore digitale Micò Maria Carmela
Laboratorio di scienze di S. Caterina Principe
Cinzia
Biblioteche Piroso Domenica
Responsabili di dipartimento:
Coordinatore: Pultrone Giuseppe
Area matematico-scientifico-tecnologica
Principe Cinzia
Area
linguistico-artisctico-espressiva
Maida Colomba
Area storico-geografica-sociale Artuso
Lidia
Area musicale Micò Maria Carmela
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ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE
SCUOLA DELL’INFANZIA – PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO
“Tommaso Campanella”
Via Nazionale -88060 Badolato ( CZ )
Tel. 0967/814185 Fax 0967/811939
C.f. 97035190798 Cod mec. CZIC818007
CURRICOLO VERTICALE ORIENTANTE
A.S. 2015/2016
FONTI DI RIFERIMENTO
Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione
2012
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006
“Competenze chiave per l'apprendimento permanente”
Decreto Ministeriale 22 agosto 2007 n.139
" Competenze di Cittadinanza attiva"
RAV
7
FINALITÀ
DEL CURRICOLO
SAPERE
SAPER FARE
SAPER ESSERE
Conoscenze
Abilità
Competenze
CONOSCENZE
ABILITA’
COMPETENZE
Sono il risultato della assimilazione
di informazioni attraverso
l’apprendimento; le conoscenze
costituiscono l’insieme di fatti,
principi, teorie e pratiche relative
ad un ambito di studio o di lavoro e
sono descritte come teoriche e /o
pratiche
Indicano la capacità di applicare
conoscenze e di utilizzare il
SAPERE per svolgere compiti e
risolvere problemi; le abilità sono
descritte come cognitive (uso del
pensiero logico, intuitivo e
creativo) e pratiche (che implicano
l’abilità manuale e l’utilizzo di
metodi, materiali, attrezzature e
strumenti)
Sono la capacità dimostrata di
utilizzare il SAPER e il SAPER FARE ,
le conoscenze, le abilità e le
attitudini personali, sociali e /o
metodologiche, in situazioni di
lavoro o di studio e nello sviluppo
professionale e/o personale, ossia
“l’utilizzazione consapevole in un
compito del proprio patrimonio
concettuale rIstrutturato”, le
competenze sono descritte in
termine di responsabilità e
autonomia
-SAPERE-
-SAPERE FARE-
-SAPER ESSERE
8
CURRICOLO VERTICALE
Il curricolo della scuola del primo ciclo deve possedere la peculiarità di prestare attenzione alla continuità del
percorso educativo che va dai 3 ai 14 anni con il coinvolgimento dei docenti della scuola dell’infanzia , della
scuola primaria e secondaria di I grado. Con interventi di progettazione e itinerari curricolari condivisi,
armonizzati nelle metodologie didattiche e pratiche di insegnamento e apprendimento, il curricolo diventa uno
strumento operativo che permette di rinnovare in profondità le metodologie, il modo di fare cultura e la stessa
professionalità docente. La costruzione del curricolo, intesa come espressione della libertà di insegnamento( che
si sostanzia in libertà di innovazione metodologica, studio ricerca, sperimentazione e sviluppo) si basa su un
ampio aspetto di strategie e competenze in cui sono intrecciati “ il sapere, il saper fare, il saper essere”. Esso
viene predisposto dal Collegio dei Docenti con riferimento agli “Obiettivi di apprendimento, ”, ai “Traguardi per
lo sviluppo delle competenze ”e al ”Profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione”; si articola
attraverso i campi di esperienza, passa per le aree disciplinari e le discipline, tiene conto degli strumenti di
apprendimento e di crescita.
L'assunzione del principio di CONTINUITÀ VERTICALE è considerata condizione necessaria per realizzare un
percorso educativo che garantisca a ogni allievo la centralità e la continuità costruttiva; questa si realizza in un
processo di apprendimento in cui sapere, saper fare, saper essere si espandono e si organizzano mettendo in
collegamento le conoscenze possedute con le abilità sempre più complesse in un'ottica di superamento del
profilo e delle finalità formative del singolo segmento per l’acquisizione delle competenze.
Tutto ciò si concretizza nella costruzione di un curricolo verticale completo che possa rispondere alle effettive
esigenze di ogni alunno, nel rispetto dell'età e del grado di maturazione di ognuno, nessuno escluso.
L'elaborazione del curricolo d'istituto rappresenta il terreno su cui si misura concretamente la capacità
progettuale di ogni singola istituzione scolastica autonoma; delinea senza ripetizioni e ridondanze, un processo
unitario, graduale e coerente, continuo e progressivo, verticale e orizzontale delle tappe e delle scansioni
d’apprendimento dell’allievo, in riferimento alle competenze da acquisire e ai traguardi in termini di risultati
attesi;è parte integrante del PTOF in quanto propedeutico per la progettualità formativa e didattica .
Il curricolo progettato per gli alunni del nostro Istituto comprensivo prevede il superamento di una semplice
definizione di contenuti in progressione e vuole caratterizzarsi come percorso formativo unitario ispirato a una
logica che porti allo sviluppo e al raggiungimento di competenze definite e certificabili sia negli specifici ambiti
disciplinari che in quelli trasversali e metodologici. Esso è costruito nel pieno rispetto della specifica identità
educativa e professionale di ciascun segmento e intende facilitare il raccordo tra i diversi ordini di scuola.
Le competenze che si intendono sviluppare sono da considerarsi come sapere agito, capacità di mobilitare,
combinando le conoscenze, abilità, attitudini, capacità personali, sociali e metodologiche per gestire situazioni e
risolvere problemi in contesti significativi con autonomia e responsabilità utilizzando i saperi e le abilità posseduti
attivando le competenze.
Il curricolo parte dalle otto competenze chiave europee e da quelle di cittadinanza attiva che rappresentano le
finalità generali dell’istruzione e dell'educazione necessarie alla realizzazione e allo sviluppo personale, si integra
con le finalità e gli obiettivi delle Indicazioni Nazionali che costituiscono il filo conduttore unitario
dell’insegnamento/apprendimento, cui attribuiscono senso e significato.
I docenti, pertanto, in stretta collaborazione e in continuità, hanno individuato le esperienze di apprendimento,
le scelte didattiche e le strategie più significative e idonee a garantirne la qualità, attraverso l’attenzione
all'integrazione e all’ interconnessione tra campi d’esperienza, aree disciplinari e discipline.
Il raggiungimento degli obiettivi previsti è compito condiviso da tutti al fine di assicurare l'unitarietà dei processi
di apprendimento e rendere costruttivo ed efficace il percorso formativo di ogni alunno.
Il curricolo verticale dell’Istituto Comprensivo “Tommaso Campanella” viene promosso sullo sviluppo delle
competenze con una didattica flessibile e collaborativa che privilegia sia l'esperienza attiva dell'allievo
(riflessività, apprendimento induttivo, creatività, l'approccio integrato interdisciplinare) che la costruzione sociale
dell' apprendimento(collaborazione, aiuto reciproco, solidarietà e accettazione).
L’osservazione sistematica delle modalità con cui l’alunno utilizza le conoscenze, le abilità e le capacità personali
possedute permette la valutazione del grado di autonomia e del senso di responsabilità raggiunto in termini di
competenze. La valutazione assume, pertanto, una funzione formativa, di accompagnamento ai processi di
apprendimento e di studio al miglioramento continuo.
9
CURRICOLO DI ORIENTAMENTO
Nel curricolo verticale si inserisce a pieno titolo quello di orientamento in quanto la nostra “comunità scolastica
educante”, dotata di forte responsabilità , considera l’intervento orientativo, come ruolo strategico di
promozione della persona, fin dalla scuola dell’infanzia.
Sapersi orientare significa essere in possesso di strumenti cognitivi, emotivi e relazionali idonei per fronteggiare i
mutamenti veloci e continui della società in cui viviamo: tali cambiamenti repentini riguardano l’economia
(mercato unico mondiale), la cultura (società multietnica), l’ecologia (mutamento nei paesaggi e nei climi), la
tecnologia (mondo digitale, della comunicazione e altri vari aspetti). La scuola deve, perciò, garantire agli alunni
che la frequentano, e per l’intero percorso, la capacità di orientarsi; a tale scopo, attraverso l’offerta formativa,
interviene con un insieme di attività che mirano a formare e a potenziare nei ragazzi capacità che consentano
loro di partecipare attivamente alle scelte di vita, a saper gestire le competenze in ambienti di studio e di lavoro e
a pianificare in modo efficace il proprio futuro.
Consapevolezza, responsabilità e autonomia costituiscono le linee direttrici comuni per realizzare un efficace
sistema di orientamento. In tutti e tre gli ordini di scuola del nostro Istituto gli interventi formativi si avvalgono di
strumenti didattici differenziati inseriti all’interno delle attività curricolari per valorizzare sia il ruolo della
didattica orientativa che della continuità educativa.
Nella Scuola dell’Infanzia e Primaria vengono offerti gli strumenti conoscitivi attraverso cui i bambini imparano a
riconoscere la realtà e ad operare in essa cercando, per quanto possibile, di allentare i legami di dipendenza nei
confronti degli adulti di riferimento per incamminarsi sulla strada della scelta autonoma. Nella Scuola Secondaria
di 1^ grado si guida il preadolescente a potenziare i propri interessi e le proprie attitudini per fortificare, in
questa delicata fase, l’impegno verso la costruzione di un futuro. Con la scuola di grado superiore il nostro
Istituto ha instaurato un rapporto di collaborazione per l’orientamento a distanza da non intendersi come
semplice illustrazione delle varie tipologie di scuole secondarie presenti nel territorio, ma come una
programmazione didattica e educativa complementare che monitora i nostri allievi anche dopo il diploma di
licenza .
L’orientamento diventa così un processo che ha come fine il superamento della condizione presente (la scuola)
per entrare in una condizione futura (il lavoro).
L’Istituto Comprensivo “T. Campanella” di Badolato propone nel quadro delle finalità educative e delle scelte
formative strategiche adottate dal C. d. D., un percorso educativo e formativo continuo, nei tre ordini di scuola
finalizzato a:
o Acquisizione consapevole della propria identità.
o Sviluppo di conoscenze essenziali necessarie per osservare la realtà e coglierne gli aspetti più
significativi rispetto ai propri fini.
o Acquisizione della fiducia in se stessi per poter gestire e realizzare un autonomo e responsabile
progetto di vita.
o Acquisizione di una identità personale e sociale imperniata su conoscenze, valori e interessi.
o Acquisizione di abilità essenziali per inserirsi nel contesto sociale e lavorativo.
o Saper impostare, analizzare e risolvere problemi
o Saper osservare, riconoscere, porre relazioni, valutare
o Acquisire capacità decisionali
o Acquisire capacità progettuali personali
o Acquisire capacità di adattamento e cambiamenti.
Insomma, sviluppare nell’alunno capacità strategiche, metodologiche e procedurali dell’apprendere in un
percorso trasversale alle discipline che si può sintetizzare con “imparare ad imparare” per diventare, attraverso
un percorso di autoconsapevolezza, di metacognizione e conoscenza della propria identità, soggetto attivo e
protagonista delle proprie scelte scolastiche e professionali, in relazione alla realtà sociale in cui vive, al fine di
progettare in modo consapevole la propria vita.
Il percorso didattico-formativo dall’infanzia alla preadolescenza deve abituare gli allievi alla consapevolezza dei
profondi mutamenti sia della sfera fisica che psichica dell’individuo che determinano le condizioni per il
passaggio dalla mentalità infantile alla mentalità adulta.
10
ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO
COMPETENZE
DISCIPLINARI
CURRICOLO
COMPETENZE CHIAVE
OBIETTIVI DI
APPRENDIMENTO
COMPETENZE CHIAVE
di CITTADINANZA
ATTIVA
LECOMPETENZE CHIAVE sono il
risultato del processo d’integrazione
e l’ interdipendenza tra i saperi, le
abilità e i contenuti nei campi di
esperienza nelle aree disciplinari,
nelle discipline.
GRIGLIA DI
OSSERVAZIONE
Gli obiettivi di apprendimento
individuano, ”campi di sapere e
abilità ritenuti indispensabili al fine
del raggiungimento dei traguardi
per lo sviluppo delle competenze”.
Hanno il compito di formare il pieno
sviluppo della persona nella
costruzione del sé, di corrette
significative relazioni con gli altri e di
una positiva interazione con la realtà
naturale e sociale.
LIVELLI DI
COMPETENZA IN
USCITA
CERTIFICAZIONE DELLE
COMPETENZE
Nel curricolo, risultato di scelte culturali, pedagogiche, metodologiche e disciplinari che caratterizzano il
percorso formativo di ciascun allievo, vengono delineate le competenze e i traguardi che l’alunno deve
raggiungere al fine di ogni ordine di scuola. In particolare, il quadro di riferimento europeo delinea otto
competenze chiave e otto di cittadinanza attiva.
11
COMPETENZE CHIAVE
COMPETENZE DI CITTADINANZA ATTIVA
(Raccomandazione del Parlamento Europeo
18/12/2006)
D.M. 22/08/ 2007 n. 139
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
Comunicazione nella madrelingua;
Comunicazione nelle lingue straniere;
Competenza matematica e competenze di
base in scienze e tecnologia;
Competenza digitale;
Imparare a imparare;
Competenze sociali e civiche;
Spirito di iniziativa e imprenditorialità;
Consapevolezza ed espressione culturale.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
Imparare ad imparare
Progettare
Comunicare (comprendere, rappresentare)
Collaborare e partecipare
Agire in modo autonomo e responsabile
Risolvere problemi
Individuare collegamenti e relazioni
Acquisire ed interpretare l’informazione
Il raggiungimento di tali obiettivi formativi è il presupposto per garantire la trasformazione delle
potenzialità e capacità di ciascun alunno in reali e documentate competenze.
I Docenti, pertanto, nel progettare il percorso formativo, hanno utilizzato gli obiettivi di apprendimento in
rapporto a conoscenze e abilità, ritenute indispensabili al fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle
competenze, la didattica inclusiva e quella personalizzata con attività di recupero mirate per fa sì che ogni
alunno raggiunga la “ sua eccellenza" senza perdere di vista la dimensione formativa dell’orientamento. Tale
processo che si articola lungo l’intero arco di vita (life long learning) parte dalla conoscenza di sé, passa
attraverso scelte consapevoli e si sviluppa nell’orientamento con la progressiva consapevolezza delle
responsabilità in merito al proprio apprendimento e alle strategie messe in atto per imparare.
Riveste particolare importanza la conoscenza della nostra Carta costituzionale, l’adesione ai suoi principi e ai suoi
valori di libertà, di giustizia, di uguaglianza, di rispetto della dignità della persona, di solidarietà, di pari
opportunità, di democrazia; questi elementi costituiscono il punto di partenza, fin dalla scuola dell’Infanzia, per
sviluppare la coscienza civica, per imparare a convivere in armonia con le tante diversità presenti nella nostra
società e per interpretare criticamente un mondo globalizzato, tecnologicamente avanzato e soggetto a continui
cambiamenti.
12
LE OTTO COMPETENZE CHIAVE PER L'APPRENDIMENTO PERMANENTE
COMPETENZE CHIAVE
SCUOLA DELL’INFANZIA
SCUOLA PRIMARIA
SCUOLA SECONDARIA DI 1^
GRADO
COMPETENZA
CAMPO D’ ESPERIENZA
AREA DISCIPLINARE
DISCIPLINA
Comunicare in madrelingua
I discorsi e le parole
Area linguistica
Italiano
Comunicare nelle lingue
straniere
I discorsi e le parole
Area linguistica
Inglese
Francese
Competenze di base in
matematica, scienze e
tecnologia
La conoscenza del mondo
Area matematicoscientifico-tecnologica
Matematica
Scienze
Geografia
Tecnologia
Competenze digitali
Tutti i campi di esperienza
Tutte le aree disciplinari
Tutte le discipline
Imparare a imparare
Tutti i campi di esperienza
Tutte le aree disciplinari
Tutte le discipline
Competenze sociali e civiche
Il sé e l’altro
Area socio-antropologica
Storia
Tutti i campi di esperienza
concorrenti
Tutte le discipline
concorrenti
Cittadinanza e costituzione
Tutte le discipline
concorrenti
Spirito d’iniziativa e
imprenditorialità
Tutti i campi d’ esperienza
Tutte le aree disciplinari
Tutte le discipline
Consapevolezza ed
espressione culturale
Il corpo e il movimento
Area motoria
Storia
Immagini, suoni, colori
Area linguistico-espressiva
Educazione artistica
Educazione musicale
Educazione fisica
Religione
13
LE OTTO COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA E COSTITUZIONE
COMPETENZE DI
CITTADINANZA
ATTIVA
SCUOLA
DELL'INFANZIA
SCUOLA PRIMARIA
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO
GRADO
Competenze
Campi d'esperienza
Area disciplinare
Discipline
Imparare ad
imparare
Tutti i campi
d'esperienza
Tutte le aree disciplinari
Tutte le discipline
Progettare
Tutti I campi di
esperienza
Tutte le aree disciplinari
Tutte le discipline
Comunicare
I discorsi e le parole
Area linguistica
Immagini, suoni, colori Area espressiva
Il corpo e il
Area motoria
movimento
Italiano
Arte
Educazione fisica
Lingue straniere
Collaborare e
partecipare
Il sé e l'altro. La
conoscenza del
mondo
Tutte le discipline
Agire in modo
autonomo e
responsabile
Il sé e l'altro
Area storicoIl corpo in movimento antropologica
Storia
Cittadinanza e costituzione
Risolvere i
problemi
La conoscenza del
mondo
Area matematicoscientifico-tecnologica
Matematica
Scienze
Tecnologia
Individuare
collegamenti e
relazioni
La conoscenza del
mondo e tutti i campi
concorrenti
Area matematicoscientifico-tecnologica
Matematica
Scienze
Tecnologia
Geografia
Acquisire e
interpretare
l'informazione
Tutti i campi
d'esperienza
Tutte le aree disciplinari
Tutte le discipline
Tutte le aree disciplinari
14
ARTICOLAZIONE DEL CURRICOLO
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DA
RAGGIUNGERE AL TERMINE DI CIASCUN SEGMENTO DI SCUOLA
I traguardi, posti al termine dei più significativi snodi del percorso curricolare, rappresentano riferimenti per gli
insegnanti, indicano piste da percorrere e aiutano a finalizzare l’azione educativa nello sviluppo integrale
dell’alunno.Vengono di seguito elencate le competenze in termini di conoscenze e abilità che l’alunno deve
possedere per ogni campo di esperienza, area disciplinare e disciplina al termine di ogni ordine di scuola
perché compito specifico di essa è la formazione di una persona competente, di una persona cioè che sa perché
fa e fa perché sa.
SCUOLA DELL’INFANZIA
Campo di esperienza
SCUOLA PRIMARIA
Area linguistica
I DISCORSI E LE PAROLE
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
- Gli elementi di base della
funzione della lingua;
-Il lessico fondamentale per la
gestione di semplici comunicazioni
orali;
-I principi essenziali di
organizzazione del discorso;
-I principali connettivi logici;
-Le parti variabili del discorso e gli
elementi principali della frase
semplice
ABILITA’
-Interagisce con altri, anche
autonomamente, comunicando
azioni e avvenimenti con un
repertorio linguistico appropriato
e con frasi in senso compiuto.
-Descrive, inventa e racconta
eventi personali, storie, racconti e
situazioni.
-Familiarizza con la lingua scritta
attraverso la lettura dell’adulto,
l’esperienza con i libri, la
conversazione e la formulazione di
ipotesi sui contenuti dei testi letti.
Riproduce e confronta scritture
COMPETENZE
-Sa esprimere e comunicare agli
altri emozioni, sentimenti,
argomentazioni ponendo
domande, attraverso il linguaggio
verbale che utilizza in differenti
situazioni comunicative.
-Ascolta e comprende narrazioni,
chiede e offre spiegazioni, usa il
ITALIANO
CONOSCENZE
L'alunno conosce:
-L'organizzazione logico-sintattica della
frase, delle parti del discorso, e i
vocaboli fondamentali di alto uso e
quelli legati alle aree disciplinari
ABILITA’
-Partecipa a scambi comunicativi
(conversazione, discussione di classe o
di gruppo) con compagni e insegnanti
rispettando il turno
- Applica in situazioni diverse le
conoscenze fondamentali relative
all’organizzazione logico-sintattica
della frase semplice, alle parti del
discorso (o categorie lessicali) e ai
principali connettivi.
- Formula messaggi chiari e pertinenti,
in un registro il più possibile adeguato
alla situazione.
- Legge testi di vario genere facenti
parte della letteratura per l'infanzia,
sia a voce alta sia in lettura silenziosa e
autonoma e formula su di essi giudizi
personali.
- Scrive testi corretti ortograficamente,
chiari e coerenti, legati all'esperienza e
alle diverse occasioni di scrittura che la
scuola offre; rielabora testi
parafrasandoli, completandoli,
trasformandoli.
COMPETENZE
-Comprende testi di vario tipo, continui
e non continui, ne individua il senso
globale e le informazioni principali,
utilizzando strategie di lettura e
scrittura adeguate agli scopi.
SCUOLA SECONDARIA DI 1^
GRADO
Disciplina
ITALIANO
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Le strutture morfo-logicosintattiche della lingua nazionale
-Linguaggi specifici delle
discipline
ABILITA’
-Legge testi letterari di vario tipo
(narrativo, poetici, teatrali) e
comincia a costruirne
un’interpretazione, collaborando
con compagni e insegnati.
-Riconosce e usa termini
specialistici in base ai campi di
discorso
-Usa la comunicazione orale per
collaborare con gli altri nella
realizzazione di giochi o prodotti ,
schemi, mappe, presentazione al
computer ,nell’elaborazione di
progetti e argomenti di studio e
di ricerca ecc.
-Scrive correttamente testi di
tipo diverso adeguati a
situazione, argomento, scopo,
destinatario.
COMPETENZE
- Comprende testi di vario tipo
diretti e trasmessi dai media,
riconoscendone la fonte, il tema,
le informazioni e la loro
gerarchia, l’intenzione del
mittente nella formulazione di
giudizi su problemi riguardanti
vari ambiti culturali e sociali
-Interagisce in modo efficace in
diverse situazioni comunicative
15
linguaggio per progettare attività e
per definire regole.
-Usa la lingua italiana, arricchisce e
precisa il proprio lessico,
scoprendo la presenza di lingue
diverse.
-Riflette sui testi propri e altrui per
cogliere regolarità morfosintattiche e
caratteristiche del lessico; riconosce
che le diverse scelte linguistiche sono
correlate alla varietà di situazioni
comunicative.
-È consapevole che nella
comunicazione sono usate varietà
diverse di lingua e lingue differenti
(plurilinguismo).
INGLESE
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Il lessico fondamentale per la gestione
di semplici comunicazioni
-Comprende brevi messaggi orali e
scritti relativi ad ambiti familiari.
ABILITA’
-Descrive oralmente e per iscritto, in
modo semplice, aspetti del proprio
vissuto e del proprio ambiente ed
elementi che si riferiscono a bisogni
immediati.
-Interagisce nel gioco; comunica in
modo comprensibile, anche con
espressioni e frasi memorizzate, in
scambi di informazioni semplici e di
routine.
-Svolge i compiti secondo le indicazioni
date in lingua straniera
dall’insegnante, chiedendo
eventualmente spiegazioni.
COMPETENZE
-Individua alcuni elementi culturali e
coglie rapporti tra forme linguistiche e
usi della lingua straniera.
attraverso modalità dialogiche
sempre rispettose delle idee
degli altri; con ciò matura la
consapevolezza che il dialogo,
oltre ad essere uno strumento
comunicativo, ha anche un
grande valore civile e lo utilizza
per apprendere informazioni ed
elaborare opinioni su problemi
riguardanti vari ambiti culturali e
sociali.
-Riconosce il rapporto tra varietà
linguistiche/lingue diverse
(plurilinguismo) e il loro uso nello
spazio geografico, sociale e
comunicativo.
INGLESE
Le competenze in uscita al
termine della Scuola Secondaria
di primo grado sono riconducibili
al Livello A 2 e avvio al B1del
Quadro Comune Europeo di
Riferimento Europeo – European
Framework.
CONOSCENZE
L’alunno conosce :
-Le principali strutture
grammaticali della lingua inglese
-Il lessico e le parole attinenti
argomenti familiari o di studio
ABILITA’
-Descrive i punti essenziali di testi
in lingua standard su argomenti
familiari o di studio che affronta
normalmente a scuola e nel
tempo libero;
-Racconta avvenimenti ed
esperienze personali;
-Interagisce con uno o più
interlocutori in diversi contesti e
su argomenti noti;
-Legge semplici testi con diverse
strategie adeguate allo scopo;
-Scrive semplici resoconti e
compone brevi lettere o
messaggi rivolti a coetanei e
familiari;
COMPETENZE
-Individua elementi culturali
veicolati dalla lingua materna o di
scolarizzazione e li confronta con
quelli veicolati dalla lingua
straniera;
-Affronta situazioni nuove
attingendo al suo repertorio
linguistico; usa la lingua per
apprendere argomenti anche di
ambiti disciplinari diversi e
collabora fattivamente con i
16
compagni nella realizzazione di
attività e progetti;
-Auto-valuta le competenze
acquisite ed è consapevole del
proprio modo di apprendere.
-CLIL(Apprendimento integrato
di lingua e contenuti), si riferisce
all’insegnamento/apprendimento
di altre materie non linguistiche
per mezzo della lingua straniera;
è una modalità efficace per
migliorare l’apprendimento
linguistico che favorisce la
formazione di una reale
competenza comunicativa
plurilingue. Ciò avvicina gli
studenti ad un uso dell’inglese
come veicolo per esplorare altre
discipline. Lo scopo dell’utilizzo di
questa metodologia ha una
duplice valenza: potenziare
l’apprendimento della lingua
inglese usata come mezzo per
conoscere, approfondire,
esprimere i contenuti di altre
discipline; incrementare la
conoscenza delle stesse.
FRANCESE
CONOSCENZE
L’alunno conosce :
-Le principali strutture
grammaticali della lingua
francese;
-Il lessico e le parole
fondamentali del vocabolario di
base;
ABILITA’
-Comunica oralmente in attività
che richiedono solo uno scambio
di informazioni semplice e diretto
su argomenti familiari e abituali;
-Descrive oralmente e per
iscritto, in modo semplice,
aspetti del proprio vissuto e del
proprio ambiente;
-Comprende brevi messaggi orali
e scritti relativi ad ambiti
familiari;
-Legge brevi e semplici testi con
tecniche adeguate allo scopo;
COMPETENZE
-Stabilisce relazioni tra semplici
elementi linguistico-comunicativi
e culturali propri delle lingue di
studio;
-Utilizza conoscenze e abilità in
contesti nuovi .
-CLIL(Apprendimento integrato
di lingua e contenuti), si riferisce
17
SCUOLA DELL’INFANZIA
Campo di esperienza
LA CONOSCENZA DEL MONDO
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Concetti spaziali e topologici
-Periodizzazioni: giorno e notte;
fasi della giornata; giorni,
settimane, mesi, stagioni, anni
-Raggruppamenti
-Seriazioni e ordinamenti
-Serie e ritmi
-Simboli, mappe e percorsi
-Figure e forme
-Numeri e numerazioni
-Strumenti e tecniche di misura
ABILITA’
-Raggruppa, seria, numera ,
misura secondo attributi e
caratteristiche , mette in
successione ordinata fatti e
fenomeni della realtà
-Individua analogie, differenze e
posizioni nello spazio fra oggetti,
persone e fenomeni
-Pone domande sulle cose e la
natura
-Periodizza nella dimensione
temporale
COMPETENZE
-Utilizza un linguaggio appropriato
per la rappresentazione dei
fenomeni osservati e indagati
-Individua i primi rapporti
topologici di base attraverso
l’esperienza motoria e l’azione
diretta
-Esplora e rappresenta lo spazio
SCUOLA PRIMARIA
Area matematico-scientificotecnologica
MATEMATICA
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Il calcolo scritto e mentale con i
numeri naturali, relativi, decimali, le
frazioni e le percentuali
- Le Unità di misura
- Piano, spazio, relazioni e strutture;
-Le figure geometriche, perimetro e
area, gli angoli, scale di riduzione
- Testi che coinvolgono aspetti logici e
matematici.
ABILITA’
-Usa la calcolatrice.
-Costruisce rappresentazioni, tabelle e
grafici per ricavarne informazioni
- Descrive il procedimento seguito e
riconosce strategie di soluzione diverse
dalla propria.
-Utilizza strumenti per il disegno
geometrico (riga, compasso, squadra)
e i più comuni strumenti di misura
(metro, goniometro...).
-Riconosce e rappresenta forme del
piano e dello spazio
-Descrive, denomina e classifica figure
in base a caratteristiche geometriche,
ne determina misure, progetta e
costruisce modelli concreti di vario
tipo.
COMPETENZE
-Costruisce ragionamenti formulando
ipotesi, sostenendo le proprie idee e
confrontandosi con il punto di vista di
altri.
-Sviluppa un atteggiamento positivo
all’insegnamento/apprendimento
di altre materie non linguistiche
per mezzo della lingua straniera;
è una modalità efficace per
migliorare l’apprendimento
linguistico che favorisce la
formazione di una reale
competenza comunicativa
plurilingue. Ciò avvicina gli
studenti ad un uso del francese
come veicolo per esplorare altre
discipline. Lo scopo dell’utilizzo di
questa metodologia ha una
duplice valenza: potenziare
l’apprendimento della lingua
francese usata come mezzo per
conoscere, approfondire,
esprimere i contenuti di altre
discipline; incrementare la
conoscenza delle stesse.
SCUOLA SECONDARIA DI 1^
GRADO
Disciplina
MATEMATICA
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
- Le forme del piano e dello
spazio, le loro rappresentazioni e
ne coglie le relazioni tra gli
elementi
-Il calcolo anche con i numeri
razionali, ne padroneggia le
diverse rappresentazioni e stima
la grandezza di un numero e il
risultato di operazioni
- Il linguaggio matematico (piano
cartesiano, formule, equazioni,
...) e ne coglie il rapporto col
linguaggio naturale.
ABILITA’
-Analizza e interpreta
rappresentazioni di dati per
ricavarne misure di variabilità e
prendere decisioni.
-Spiega il procedimento seguito,
anche in forma scritta,
mantenendo il controllo sia sul
processo risolutivo, sia sui
risultati.
-Confronta procedimenti diversi
e produce formalizzazioni che gli
consentono di passare da un
problema specifico a una classe
di problemi.
COMPETENZE
-Riconosce e risolve problemi in
contesti diversi valutando le
informazioni e la loro coerenza.
-Produce argomentazioni in base
18
utilizzando codici diversi
rispetto alla matematica, attraverso
esperienze significative, che gli hanno
fatto intuire come gli strumenti
matematici che ha imparato ad
utilizzare siano utili per operare nella
realtà.
-Riesce a risolvere facili problemi in
tutti gli ambiti di contenuto,
mantenendo il controllo sia sul
processo risolutivo, sia sui risultati.
Descrive il procedimento seguito e
riconosce strategie di soluzione diverse
dalla propria.
Riesce a risolvere facili problemi in
tutti gli ambiti di contenuto,
mantenendo il controllo sia sul
processo risolutivo, sia sui risultati
La conoscenza del mondo
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Linee del tempo
-Periodizzazioni: giorno/notte; fasi
della giornata; giorni, settimane,
mesi, stagioni, anni
ABILITA’
-Osserva ed esplora attraverso
l’uso di tutti i sensi
-Utilizza un linguaggio appropriato
per la rappresentazione dei
fenomeni osservati e indagati
-Osserva con attenzione il suo
corpo, gli organismi viventi e i loro
ambienti, i fenomeni naturali,
accorgendosi dei loro
cambiamenti
-Riferisce correttamente eventi del
passato recente; sa dire cosa potrà
succedere in un futuro immediato
e prossimo
COMPETENZE
-Individua analogie e differenze fra
oggetti, persone e fenomeni
-Colloca fatti e si orienta nella
dimensione temporale:
giorno/notte, scansione attività
legate al trascorrere della giornata
scolastica, giorni della settimana,
le stagioni
SCIENZE
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Le principali caratteristiche e i modi di
vivere di organismi animali e vegetali.
-La struttura e lo sviluppo del proprio
corpo, nei suoi diversi organi e
apparati, ne riconosce e descrive il
funzionamento, utilizzando modelli
intuitivi ed ha cura della sua salute.
-Il sistema solare.
ABILITA’
-Registra dati significativi, informazioni
sui problemi che lo interessano,
identifica relazioni spazio/temporali.
-Produce rappresentazioni grafiche e
schemi di livello adeguato, elabora
semplici modelli.
-Espone in forma chiara ciò che ha
sperimentato, utilizzando un linguaggio
appropriato.
-Ha atteggiamenti di cura verso
l’ambiente scolastico che condivide
con gli altri;
COMPETENZE
-Sviluppa atteggiamenti di curiosità e
modi di guardare il mondo che lo
stimolano a cercare spiegazioni di
quello che vede succedere.
-Esplora i fenomeni con un approccio
scientifico: con l’aiuto dell’insegnante,
dei compagni, in modo autonomo,
osserva e descrive lo svolgersi dei fatti,
formula domande, anche sulla base di
ipotesi personali, propone e realizza
semplici esperimenti.
-Rispetta e apprezza il valore
dell’ambiente sociale e naturale.
-Individua nei fenomeni somiglianze e
differenze, aspetti qualitativi e
quantitativi.
alle conoscenze teoriche
acquisite (ad esempio sa
utilizzare i concetti di proprietà
caratterizzante e di definizione).
-Sostiene le proprie convinzioni,
portando esempi e controesempi adeguati e utilizzando
concatenazioni di affermazioni;
accetta di cambiare opinione
riconoscendo le conseguenze
logiche di una argomentazione
corretta.
-Nelle situazioni di incertezza
(vita quotidiana, giochi, …) si
orienta con valutazioni di
probabilità.
-Manifesta atteggiamenti positivi
rispetto alla matematica .
SCIENZE
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Fatti e fenomeni, la storia della
scienza in rapporto allo sviluppo
della storia dell'uomo.
ABILITA’
Ricerca soluzioni ai problemi,
utilizzando le conoscenze
acquisite.
-Sviluppa semplici
schematizzazioni e
modellizzazioni di fatti e
fenomeni ricorrendo, quando è il
caso, a misure appropriate e a
semplici formalizzazioni.
-Esplora e sperimenta, in
laboratorio e all’aperto, lo
svolgersi dei più comuni
fenomeni, ne immagina e ne
verifica le cause.
COMPETENZE
- è consapevole delle sue
potenzialità e dei suoi limiti.
- riconosce nella loro diversità i
bisogni fondamentali di animali e
piante, e i modi di soddisfarli
negli specifici contesti
ambientali.
-È consapevole del ruolo della
comunità umana sulla Terra, del
carattere finito delle risorse,
nonché dell’ineguaglianza
dell’accesso a esse, e adotta
modi di vita ecologicamente
responsabili.
19
La conoscenza del mondo
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Uso creativo e libero di materiale
per la costruzione di semplici
macchine e oggetti
ABILITA’
-Si interessa a macchine e
strumenti tecnologici, sa scoprire
le funzioni e i possibili usi
COMPETENZE
-Pone domande, dialoga, discute e
progetta ipotesi e procedure per la
realizzazione di un semplice
artefatto
TECNOLOGIA
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Elementi e fenomeni di tipo artificiale.
-Alcuni processi di trasformazione di
risorse e di consumo di energia, e del
relativo impatto ambientale.
ABILITA’
-Sa ricavare informazioni utili su
proprietà e caratteristiche di beni o
servizi leggendo etichette, volantini o
altra documentazione tecnica e
commerciale.
-Si orienta tra i diversi mezzi di
comunicazione ed è in grado di farne
un uso adeguato a seconda delle
diverse situazioni.
-Utilizza semplici oggetti e strumenti di
uso quotidiano ed è in grado di
descriverne la funzione principale e la
struttura e di spiegarne il
funzionamento.
-Produce semplici modelli o
rappresentazioni grafiche del proprio
operato utilizzando elementi del
disegno tecnico o strumenti
multimediali.
COMPETENZE
-Inizia a riconoscere in modo critico le
caratteristiche, le funzioni e i limiti
della tecnologia attuale.
SCUOLA DELL’INFANZIA
Campo di esperienza
SCUOLA PRIMARIA
Area socio-antropologica
IL SÉ E L’ALTRO
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
- Gruppi sociali, loro ruoli e
STORIA
CONOSCENZE
L'alunno conosce:
-Gli elementi significativi del passato
TECNOLOGIA
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-I principali processi di
trasformazione di risorse e di
produzione dei beni e le diverse
forme di energia coinvolte.
-Le proprietà e le caratteristiche
dei diversi mezzi di
comunicazione.
ABILITA’
-Utilizza oggetti, strumenti e
macchine di uso comune ed è in
grado di classificarli e di
descriverne la funzione in
relazione alla forma, alla
struttura e ai materiali.
- Ricava dalla lettura e dall’analisi
di testi o tabelle informazioni sui
beni o sui servizi disponibili sul
mercato, in modo da esprimere
valutazioni rispetto a criteri di
tipo diverso.
-Utilizza il disegno tecnico o altri
linguaggi multimediali e di
programmazione, adeguate
risorse materiali, informative e
organizzative procedurali e
tecniche per la progettazione , la
rappresentazione grafica o
infografica e la realizzazione di
semplici prodotti, anche di tipo
digitale, collaborando e
cooperando con i compagni.
COMPETENZE
-Riconosce nell’ambiente che lo
circonda i principali sistemi
tecnologici e le molteplici
relazioni che si stabiliscono con
gli esseri viventi e gli altri
elementi naturali.
- Uso efficace e responsabile dei
diversi mezzi di comunicazione
rispetto alle proprie necessità di
studio e socializzazione.
-Ipotizza le possibili conseguenze
di una decisione o di una scelta di
tipo tecnologico, riconoscendo in
ogni innovazione opportunità e
rischi.
SCUOLA SECONDARIA DI 1^
GRADO
Disciplina
STORIA
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-I principali processi storici dal
20
funzioni: famiglia, scuola,
comunità di appartenenza
(quartiere, Comune, Parrocchia…)
-Le regole fondamentali della
convivenza e del lavoro in classe
-Il significato della regola
ABILITA’
-Passa gradualmente da un
linguaggio egocentrico ad un
linguaggio socializzato
-Partecipa attivamente alle
attività, ai giochi (anche di gruppo,
alle conversazioni)
-Rispetta le norme per la sicurezza
e la salute date e condivise nel
gioco e nel lavoro
COMPETENZE
-Si orienta nelle prime
generalizzazioni di passato,
presente e futuro e si muove con
crescente sicurezza e autonomia
negli spazi che gli sono familiari,
modulando progressivamente
voce e movimento anche in
rapporto con gli altri e con le
regole condivise.
-Sviluppa il senso dell’identità
personale
-Percepisce le proprie esigenze e i
propri sentimenti sa esprimerli in
modo sempre più adeguato
-Supera la dipendenza dall’adulto,
assumendo iniziative e portando a
termine compiti e attività in
autonomia
del suo ambiente di vita.
-Le tracce storiche presenti nel
territorio e comprende l'importanza
del patrimonio artistico e culturale.
ABILITA’
-Comprende i testi storici proposti e sa
individuarne le caratteristiche.
-Usa carte geo-storiche, anche con
l’ausilio di strumenti informatici.
-Individua le relazioni tra gruppi umani
e contesti spaziali.
-Organizza le informazioni e le
conoscenze, tematizzando e usando le
concettualizzazioni pertinenti.
-Racconta i fatti studiati e sa produrre
semplici testi storici, anche con risorse
digitali.
COMPETENZE
-Usa la linea del tempo per organizzare
informazioni, conoscenze, periodi e
individuare successioni,
contemporaneità, durate,
periodizzazioni.
-Comprende avvenimenti, fatti e
fenomeni delle società e civiltà che
hanno caratterizzato la storia
dell’umanità dal paleolitico alla fine del
mondo antico con possibilità di
apertura e di confronto con la
contemporaneità.
-Comprende aspetti fondamentali del
passato dell’Italia dal paleolitico alla
fine dell’impero romano d’Occidente,
con possibilità di apertura e di
confronto con la contemporaneità.
Il sé e l’altro
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Giochi di movimento ed
esperienze ludiche con
realizzazione di cartelloni
ABILITA’
GEOGRAFIA
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
- I principali “oggetti” geografici fisici
(fiumi, monti, pianure, coste, colline,
laghi, mari, oceani, ecc.)
-Le funzioni dei vari spazi e le loro
Medio Evo ai giorni nostri.
-Conosce aspetti e processi
fondamentali della storia
mondiale, dalla civilizzazione
neolitica alla rivoluzione
industriale, alla globalizzazione.
-Conosce aspetti e processi
essenziali della storia del suo
ambiente.
ABILITA’
Si informa in modo autonomo su
fatti e problemi storici anche
mediante l’uso di risorse digitali.
-Espone oralmente e con
scritture, anche digitali, le
conoscenze storiche acquisite
operando collegamenti e
argomentando le proprie
riflessioni.
-Produce informazioni storiche
con fonti di vario genere, anche
digitali, e le sa organizzare in
testi.
-Comprende testi storici e li sa
rielaborare con un personale
metodo di studio.
COMPETENZE
-Usa le conoscenze e le abilità
per orientarsi nella complessità
del presente, comprende
opinioni e culture diverse,
capisce i problemi fondamentali
del mondo contemporaneo.
-Comprende aspetti, processi e
avvenimenti fondamentali della
storia italiana dalle forme di
insediamento e di potere
medievali alla formazione dello
stato unitario fino alla nascita
della Repubblica anche con la
possibilità di aperture e confronti
con il mondo antico.
-Conosce aspetti e processi
fondamentali della storia
europea medievale, moderna e
contemporanea, anche con
possibilità di aperture e confronti
con il mondo antico.
-Conosce aspetti del patrimonio
culturale, italiano e dell’umanità
e li sa mettere in relazione con i
fenomeni storici studiati.
GEOGRAFIA
CONOSCENZE
Lo studente conosce:
-I principali oggetti geografici, le
caratteristiche che connotano le
carte di diversa scala, le
coordinate geografiche
21
- Si orienta con crescente sicurezza
e autonomia negli spazi che gli
sono familiari, anche in rapporto
con altri e con le regole condivise
COMPETENZE
-Rafforza una progressiva
autonomia rispetto ai bisogni
personali, materiali e
dell’ambiente
connessioni, gli interventi positivi e
negativi dell’uomo
- I caratteri che connotano i paesaggi
(di montagna, collina, pianura,
vulcanici, ecc.) con particolare
attenzione a quelli italiani, e individua
analogie e differenze con i principali
paesaggi europei e di altri continenti.
-Gli elementi fisici significativi e le
emergenze storiche, artistiche e
architettoniche, come patrimonio
naturale e culturale da tutelare e
valorizzare.
ABILITA’
-Si orienta nello spazio circostante e
sulle carte geografiche, utilizzando
riferimenti topologici e punti cardinali.
-Ricava informazioni geografiche da
una pluralità di fonti (cartografiche e
satellitari, tecnologie digitali,
fotografiche, artistico-letterarie).
-Sa orientare una carta geografica a
grande scala facendo ricorso a punti di
riferimento fissi.
-Realizza semplici schizzi cartografici e
carte tematiche, progetta percorsi e
itinerari di viaggio, comunica
efficacemente informazioni spaziali.
COMPETENZE
-Coglie nei paesaggi mondiali della
storia le progressive trasformazioni
operate dall’uomo sul paesaggio
naturale.
-Si rende conto che lo spazio
geografico è un sistema territoriale,
costituito da elementi fisici e antropici
legati da rapporti di connessione e/o
di interdipendenza
-Osserva, legge e analizza sistemi
territoriali vicini e lontani, nello spazio
e nel tempo e rapporti di connessione
e/o di interdipendenza
CITTADINANZA E COSTITUZIONE
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Semplici regole della convivenza civile
-La diversità.
ABILITA’
-Interagisce positivamente con i
compagni.
-Pratica la solidarietà.
-Ha cura di se stesso e degli altri.
-Ha cura dell’ambiente che lo circonda.
-Coopera e collabora con i suoi pari.
COMPETENZE
-Prende consapevolezza dell’altro.
-Gli elementi significativi fisici dei
paesaggi europei e mondiali
rapportandoli a quelli italiani
ABILITA’
-Si orienta nello spazio e sulle
carte di diversa scala in base ai
punti cardinali e alle coordinate
geografiche
-sa orientare una carta geografica
a grande scala facendo ricorso a
punti di riferimento fissi
-Utilizza opportunamente carte
geografiche, fotografie attuali e
d’epoca, immagini da
telerilevamento, elaboratori
digitali, grafici, dati statistici,
sistemi informativi geografici per
comunicare efficacemente
informazioni spaziali.
-Riconosce emergenze storiche,
artistiche e architettoniche, come
patrimonio naturale e culturale
da tutelare e valorizzare nei
paesaggi diversificati nel mondo
COMPETENZE
-Osserva, legge e analizza sistemi
territoriali vicini e lontani, nello
spazio e nel tempo e valuta gli
effetti di azioni dell’uomo sui
sistemi territoriali alle diverse
scale geografiche.
CITTADINANZA E COSTITUZIONE
CONOSCENZE
Lo studente conosce:
-La Costituzione
-Le regole della scuola e del
vivere civile
ABILITA’
-Collabora e partecipa con i pari
interagendo in gruppo,
comprendendo i diversi punti di
vista, valorizzando le proprie e le
altrui capacità;
- Partecipa alla vita della propria
comunità.
COMPETENZE
-Agisce in modo autonomo e
responsabile nel rispetto delle
22
RELIGIONE
Il sé e l’altro
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Giochi, conversazioni, racconti
-Canti e uso di schede
-Attività grafico-pittorica
ABILITA’
-Sperimenta forme di relazione
collaborativa con i compagni e
condivide ciò che è stato creato
- Coglie il valore delle regole e
apprezza il valore della vita quale
“dono”
COMPETENZE
-Scopre nei racconti del Vangelo la
persona di Gesù, da cui apprende
che Dio è Padre di tutti e che la
chiesa è la comunità di uomini e
donne uniti nel suo nome, per
sviluppare un positivo senso di sé
e sperimentare relazioni serene
con gli altri, anche appartenenti a
differenti tradizioni culturali e
religiose
Il corpo e il movimento
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Giochi motori e giochi ritmici
-Letture di immagini
-Conversazioni
ABILITA’
-Discrimina alcuni segni cristiani
-Esprime attraverso alcuni segni il
proprio vissuto religioso
COMPETENZE
-Riconosce nei segni del proprio
corpo l’esperienza religiosa
propria e altrui per cominciare a
manifestare anche in questo modo
la propria interiorità,
l’immaginazione e le emozioni
Immagini, suoni, colori
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Alcuni linguaggi simbolici e
figurativi caratteristici delle
tradizioni e della vita dei cristiani (
RELIGIONE
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Il significato cristiano del Natale e
della Pasqua, traendone motivo per
interrogarsi sul valore di tali festività
nell’esperienza personale, familiare e
sociale.
-La Bibbia come il libro sacro per
cristiani ed ebrei e documento
fondamentale della nostra cultura,
sapendola distinguere da altre
tipologie di testi, tra cui quelli di altre
religioni;
ABILITA'
-Identifica le caratteristiche essenziali
di un brano biblico, sa farsi
accompagnare nell’analisi delle pagine
a lui più accessibili, per collegarle alla
propria esperienza.
-Pone domande sui temi essenziali e
religiosi, sulle diversità culturali, su ciò
che è bene o male e sulla giustizia
COMPETENZE
-Riflette su Dio Creatore e Padre, sugli
dati fondamentali della vita di Gesù e
sa cogliere i contenuti principali del
suo insegnamento alle tradizioni
dell’ambiente in cui vive;
-Si confronta con l’esperienza religiosa
e distingue la specificità della proposta
di salvezza del cristianesimo; identifica
nella Chiesa la comunità di coloro che
credono in Gesù Cristo e si impegnano
per mettere in pratica il suo
insegnamento; coglie il significato dei
Sacramenti e si interroga sul valore che
essi hanno nella vita dei cristiani.
regole del vivere civile;
-Ha acquisito la consapevolezza
della pari dignità sociale e
dell’uguaglianza di tutti i
cittadini;
-Ha autonomia di giudizio, di
responsabilità e di decisione;
-E’ sensibile alle esigenze della
vita sociale comunitaria;
RELIGIONE
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-La Bibbia, le tappe essenziali e i
dati oggettivi della storia della
salvezza, della vita e
dell’insegnamento di Gesù, del
cristianesimo delle origini
-I linguaggi espressivi della
fede(simboli, preghiere, riti, ecc.),
ne individua le tracce presenti in
ambito locale, italiano, europeo e
nel mondo imparando ad
apprezzarli dal punto di vista
artistico, culturale e spirituale.
ABILITA’
- A partire dal contesto in cui
vive, sa interagire con persone di
religione differente, sviluppando
un’identità capace di accoglienza,
confronto e dialogo.
COMPETENZE
-Ricostruisce gli elementi
fondamentali della storia della
Chiesa e li confronta con le
vicende della storia civile passata
e recente elaborando criteri per
avviarne una interpretazione
consapevole.
-Coglie le implicazioni etiche della
fede cristiana e le rende oggetto
di riflessione in vista di scelte di
vita progettuali e responsabili.
Inizia a confrontarsi con la
complessità dell’esistenza e
impara a dare valore ai propri
comportamenti, per relazionarsi
in maniera armoniosa con se
stesso, con gli altri, con il mondo
che lo circonda.
-E’ aperto alla sincera ricerca
della verità e sa interrogarsi sul
trascendere e porsi domande di
senso, cogliendo l’intreccio tra
dimensione religiosa e culturale.
23
segni, feste, preghiere, canti,
gestualità, spazi, arte)
ABILITA’
- Esprimere con creatività il
proprio vissuto religioso
-Riconosce il clima di attesa e di
gioia che anticipa le principali
festività
-Attività grafico-pittorica, visioni di
immagini
-Realizzazione di bigliettini,
addobbi
-Conversazioni
COMPETENZE
-Coglie il significato cristiano delle
principali festività
Discorsi e parole
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Alcuni termini del linguaggio
cristiano
-Alcuni episodi biblici
-Alcuni personaggi legati ai
racconti biblici
ABILITA’
-Ascolto di brani
-Conversazioni
-Proiezione di film
-Lettura di immagini
-Coglie alcune immagini del
linguaggio biblico
-Ascolta, ripete e rielabora
verbalmente episodi biblici
COMPETENZE
-Impara alcuni termini del
linguaggio cristiano
-Ascoltando semplici racconti
biblici, ne sa narrare i contenuti
riutilizzando i linguaggi appresi ,
per sviluppare una comunicazione
significativa anche in ambito
religioso
La conoscenza del mondo
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Il racconto della creazione
ABILITA’
-Osservazione della realtà
circostante
-Uscite all’aperto
-Uso di schede
-Attività grafica
-Cartelloni
-Mostra curiosità ed interesse,
coglie la varietà e la ricchezza delle
forme di vita del creato come
24
dono di Dio
COMPETENZE
-Osserva con meraviglia ed esplora
con curiosità il mondo,
riconosciuto dai cristiani come
dono di Dio Creatore, per
sviluppare sentimenti di
responsabilità nei confronti della
realtà, abitandola con fiducia e
speranza.
SCUOLA DELL’INFANZIA
Campo di esperienza
SCUOLA PRIMARIA
Area linguistico-espressiva
IMMAGINI, SUONI, COLORI
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
- Canti e piccole rappresentazioni
teatrali
ABILITA’
-Utilizza strumenti musicali adatti
-Comunica, esprime emozioni,
racconta, utilizzando le varie
possibilità che il linguaggio del
corpo consente.
COMPETENZE
-Sperimenta e combina elementi
musicali di base, producendo
semplici sequenze sonoromusicali.
-Esplora i primi alfabeti musicali,
utilizzando anche i simboli di una
notazione informale per codificare
i suoni percepiti e riprodurli.
-Inventa storie e sa esprimerle
attraverso la drammatizzazione, il
disegno, la pittura e altre attività
manipolative, utilizza materiali e
strumenti, tecniche espressive e
creative, esplora le potenzialità
offerte dalla tecnologia
MUSICA
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Gli elementi costitutivi di un semplice
brano musicale.
-Gli usi, le funzioni e i contesti della
musica e dei suoni nella realtà
multimediale (cinema, televisione,
computer)
ABILITA’
-Articola combinazioni timbriche,
ritmiche e melodiche, applicando
schemi elementari; le esegue con la
voce, il corpo e gli strumenti (didattici
e auto-costruiti) ivi compresi quelli
della tecnologia informatica, da solo e
in gruppo
-Improvvisa liberamente e in modo
creativo, imparando gradualmente a
dominare tecniche e materiali.
-Esplora, discrimina ed elabora eventi
sonori dal punto di vista qualitativo,
spaziale e in riferimento alla loro fonte
COMPETENZE
-Ascolta, interpreta e descrive brani
musicali di diverso genere.
Immagini, suoni , colori
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
ARTE
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
SCUOLA SECONDARIA DI 1^
GRADO
Disciplina
MUSICA
CONOSCENZE
L'alunno conosce:
-Pratiche di canto, di strumenti
musicali;
-I principali periodi storico-sociali
legati alla storia della musica;
-Le tradizioni culturali musicali
per l’identità territoriale e locale;
-Gli elementi costitutivi basilari
del linguaggio musicale.
ABILITA’
-Usa diversi sistemi di notazione
funzionali alla lettura, all'analisi e
alla produzione di brani musicali.
-Partecipa in modo attivo alla
realizzazione di esperienze
musicali attraverso l'esecuzione e
l'interpretazione di brani
strumentali e vocali appartenenti
a generi e culture differenti.
-Integra con altri saperi e altre
pratiche artistiche le proprie
esperienze musicali, servendosi
anche di appropriati codici e
sistemi di codifica.
COMPETENZE
-É in grado di ideare e realizzare,
anche attraverso
l'improvvisazione o partecipando
a processi di elaborazione
collettiva, messaggi musicali e
multimediali, nel confronto
critico con modelli appartenenti
al patrimonio musicale,
utilizzando anche sistemi
informatici.
-Comprende e valuta eventi,
materiali, opere musicali
riconoscendone i significati,
anche in relazione alla propria
esperienza musicale e ai diversi
contesti storico-culturali.
ARTE
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
25
-I colori;
-Le principali forme;
-Varie tecniche e materiali per
riprodurre individualmente e in
maniera collettiva soggetti e
ambienti dal vero (tempera,
collage, acquerelli, pastelli, das,
pasta di sale, carta, cartone,
materiale da riciclare)
ABILITA’
-Rappresenta alcuni aspetti della
realtà, associando colori e forme
in modo adeguato
COMPETENZE
-Inventa storie e sa esprimerle
attraverso la drammatizzazione, il
disegno, la pittura e altre attività
manipolative; utilizza materiali e
strumenti, tecniche espressive e
creative; esplora le potenzialità
offerte dalla tecnologia
-I principali beni artistico-culturali
presenti nel proprio territorio e
manifesta sensibilità e rispetto per la
loro salvaguardia.
-Gli elementi grammaticali e tecnici del
linguaggio visivo (linee, colori, forme,
volume, spazio)
-Tecniche e materiali vari per
riprodurre soggetti e ambienti dal vero
ABILITA’
-È in grado di osservare, esplorare,
descrivere e leggere immagini (quali
opere d’arte, fotografie, manifesti,
fumetti) e messaggi multimediali (quali
spot, brevi filmati, videoclip, ecc.)
-Individua i principali aspetti formali
dell’opera d’arte; apprezza le opere
artistiche e artigianali provenienti da
culture diverse dalla propria.
COMPETENZE
-Esplora le potenzialità offerte dall'arte
e comunica emozioni utilizzando i
simboli artistico-musicali che
decodifica in maniera creativa
-Utilizza le conoscenze e le abilità
relative al linguaggio visivo per
produrre varie tipologie di testi visivi
(espressivi, narrativi, rappresentativi e
comunicativi) e rielaborare in modo
creativo le immagini con molteplici
tecniche, materiali e strumenti
(grafico-espressivi, pittorici e plastici,
ma anche audiovisivi e multimediali).
-Il valore culturale di immagini, di
opere e di oggetti artigianali
prodotti in paesi diversi dal
proprio.
-Gli elementi principali del
patrimonio culturale, artistico e
ambientale del proprio territorio
e è sensibile ai problemi della sua
tutela e conservazione.
ABILITA’
-Padroneggia gli elementi
principali del linguaggio visivo,
legge e comprende i significati di
immagini statiche e in
movimento, di filmati audiovisivi
e di prodotti multimediali.
-Legge le opere più significative
prodotte nell’arte antica,
medievale, moderna e
contemporanea, sapendole
collocare bei rispettivi contesti
storici, culturali e ambientali;
-Realizza elaborati personali e
creativi sulla base di un’ideazione
e progettazione originale,
applicando le conoscenze e le
regole del linguaggio visivo,
scegliendo in modo funzionale
tecniche e materiali differenti
anche con l’integrazione di più
media e codici espressivi.
-Analizza e descrive beni
culturali, immagini statiche e
multimediali, utilizzando il
linguaggio appropriato.
COMPETENZE
-Riconosce il valore culturale di
immagini, di opere edi oggetti
prodotti non solo nel proprio
paese ma anche in Paesi diversi
-Con sensibilità e creatività
riflette su problemi, sulla tutela e
conservazione delle opere
artistiche
SCUOLA DELL’INFANZIA
Campo di esperienza
SCUOLA PRIMARIA
Area motoria
IL CORPO E IL MOVIMENTO
CONOSCENZE
Il bambino conosce:
-Giochi che promuovono lo
sviluppo della motricità fine:
infilare, tenere oggetti con due
dita, opposizione pollice-indice,
allacciare, schiacciare, modellare.
-Giochi sugli schemi motori di
base, anche con l’utilizzo di piccoli
attrezzi
EDUCAZIONE FISICA
CONOSCENZE
L’alunno conosce:
-Alcuni essenziali principi relativi al
proprio benessere psico-fisico legati
alla cura del proprio corpo, a un
corretto regime alimentare e alla
prevenzione dell’uso di sostanze che
inducono dipendenza.
-Modalità esecutive di diverse
proposte di gioco-sport
SCUOLA SECONDARIA DI 1^
GRADO
Disciplina
EDUCAZIONE FISICA
CONOSCENZE
L’alunno conosce
- La propria identità corporea
-Le buone abitudini alimentari,
-Le relazioni con gli altri
-Le proprie emozioni;
-Il gioco, lo sport e le regole
ABILITA’
-Rispetta criteri di base di
sicurezza per sé e per gli altri
26
-Giochi psicomotori per
sperimentarsi in relazione allo
spazio, ai materiali e alla posizione
di sé rispetto agli altri
ABILITA’
-Denomina i segmenti corporei su
se stesso e sugli altri ,
rappresentando la figura umana
ricca di particolari
-Coordina la motricità fine e
globale
-Si muove con disinvoltura nei
giochi di gruppo, anche attraverso
materiale non strutturato
COMPETENZE
-Riconosce il proprio corpo, le sue
diverse parti e rappresenta il
corpo fermo e in movimento
ABILITA’
-Sperimenta, in forma semplificata e
progressivamente sempre più
complessa, diverse gestualità tecniche
-Utilizza il linguaggio corporeo e
motorio per comunicare ed esprimere i
propri stati d’animo, anche attraverso
la drammatizzazione e le esperienze
ritmico-musicali e coreutiche.
-Agisce rispettando i criteri base di
sicurezza per sé e per gli altri, sia nel
movimento che nell’uso degli attrezzi e
trasferisce tale competenza
nell’ambiente scolastico ed
extrascolastico.
COMPETENZE
-Acquisisce consapevolezza di sé
attraverso la percezione del proprio
corpo e la padronanza degli schemi
motori e posturali nel continuo
adattamento alle variabili spaziali e
temporali contingenti.
-Sperimenta una pluralità di esperienze
che permettono di maturare
competenze di gioco-sport anche come
orientamento alla futura pratica
sportiva.
-Comprende, all’interno delle varie
occasioni di gioco e di sport, il valore
delle regole e l’importanza di
rispettarle.
-Riconosce, ricerca e applica a se
stesso comportamenti di
promozione dello “star bene” in
ordine a un sano stile di vita e
alla prevenzione
-Utilizza le abilità motorie e
sportive acquisite adattando il
movimento in situazione.
- COMPETENZE
-È capace di integrarsi nel
gruppo, di assumersi
responsabilità e di impegnarsi
per il bene comune.
-È consapevole delle proprie
competenze motorie sia nei punti
di forza che nei limiti.
-Utilizza gli aspetti comunicativorelazionale del linguaggio
motorio per entrare in relazione
con gli altri, praticando, inoltre,
attivamente i valori sportivi(fairplay) come modalità di relazione
quotidiana e di rispetto delle
regole.
.
27
ARTICOLAZIONE DEL CURRICOLO DI ORIENTAMENTO
Viene così articolato:
PERCORSO
INFANZIA
PER LE ATTIVITÀ
DIDATTICA ORIENTANTE
FORMAZIONE
INSEGNANTI
Laboratorio attivo
Verticalità
Ricerca-azione
Innovazione
Coinvolgimento attivo
Laboratori
Ricerca-azione
Educazione alle scelte
Innovazione
Verticalità
Lavori di gruppo
Coinvolgimento attivo
SECONDARIA DI I GRADO
Laboratori
Ricerca-azione
Educazione alle scelte
Innovazione
Verticalità
Lavori di gruppo
PER L’ORIENTAMENTO
SCUOLA DELL’INFANZIA
SCUOLA PRIMARIA
PRIMARIA
Avviamento alla conoscenza del sé
Il bambino
Percepisce il sé fisico:
-Conosce lo schema corporeo
-Rappresenta graficamente lo
schema corporeo
Percepisce il sé affettivo:
-prende coscienza del ruolo
occupato in famiglia
-prende coscienza del ruolo
occupato a scuola
Percepisce il sé sociale:
-ha informazione e conoscenza della
scuola
-ha informazione e conoscenza della
propria casa
Avviamento all’informazione e
all’autovalutazione
- Prende coscienza di sé e della
propria storia
-Prende coscienza delle paure per
poterle superare
- Scopre i propri interessi
- Scopre le proprie capacità
- Conquista autonomia
-Comincia a fare scelte autonome
(i colori, i giochi, le costruzioni ecc.)
Avviamento alla conoscenza del sé
L’alunno
Percepisce il sé fisico:
-conosce se stesso
-ricostruisce il proprio passato
-analizza la propria immagine
-conosce il proprio carattere
Percepisce il sé affettivo:
-le relazioni interpersonali
-il rispetto di sé
-il rispetto delle proprie cose
-il rispetto degli altri
-i bisogni e le aspettative
-scopre il gruppo
Percepisce il sé sociale:
-i propri spazi
-il percorso casa-scuola
-gli spazi pubblici
-il comune
-i settori lavorativi
-il “ valore” del lavoro
Avviamento all’autovalutazione
L’alunno conosce
-le proprie capacità
-le proprie competenze
-Sceglie le proprie letture, amici,
film, videogiochi ecc.)
SOGGETTI COINVOLTI
Alunni-Insegnanti
famiglia
Alunni- Docenti
Famiglia- esperti esterniterritorio
Alunni- Docenti
Famiglia- esperti esterniterritorio
SCUOLA SECONDARIA DI 1^
GRADO
Informazione ed autovalutazione
L’alunno
Conosce il sé fisico:
(piano biologico)
-i cambiamenti nel corpo
-la pubertà
Conosce il sé psicologico:
( piano psico-sociale)
-cambiamenti nel carattere
-abbandono della protezione
famigliare
-capire se stessi e gli altri
-i meccanismi della relazione
Conosce il sé socio-culturale:
( piano psico-fisico)
-anatomia e fisiologia degli
apparati
-le mode
Conosce la realtà socio-economica:
(piano mentale: ipoteticodeduttivo)
-i diversi settori della produzione
-relazioni tra professioni e
formazione scolastica
-manifestare vere e proprie
attitudini
-consapevolezza delle proprie
inclinazioni
-Sceglie l'indirizzo di studi
-Avviamento all’orientamento
-riflette sulle proprie aspirazioni,
propensioni e si confronta con le
offerte e i percorsi di
orientamento per scelte
consapevoli
-sceglie l’indirizzo di studi.
28
ORARIO DI FUNZIONAMENTO
Scuola dell’Infanzia:
-
Santa Caterina S.: 8:15 – 16:15 tutti i giorni
SABATO LIBERO
-
Santa Caterina M.: 8:10 – 15:30 dal Lunedì al Venerdì
8:10 – 11:30 sabato
-
Badolato M.:
8:15 – 16:15 tutti i giorni
SABATO LIBERO
Scuola Primaria
-
Santa Caterina S.: 8,15 – 13:15 (Martedì, Mercoledì, Giovedì)
8:15 – 15:15 (Lunedì e Venerdì) SABATO LIBERO
-
Santa Caterina M.: 8,20 – 12,20 (Martedì, Mercoledì )
8:20- 13:30 (Giovedì)
8:20– 16:20 (Lunedì e Venerdì)
SABATO LIBERO
-
Badolato M.:
8:30 – 16:30 tutti i giorni
SABATO LIBERO
Scuola Secondaria di I° grado
-
Badolato M.:
da Lunedì a Sabato dalle ore 8:00 alle ore 13:00;
Santa Caterina M.: Martedì, Mercoledì, Giovedì e Sabato: dalle ore 8:00 alle ore 13:00
Lunedì e Venerdì dalle ore 8:00 alle ore 16:00
Le lezioni di Strumento Musicale si effettuano in orario pomeridiano, come da orario esposto all’albo.
DENOMINAZIONE
SCUOLA
ORDINI DI SCUOLA
NUMERO DI
CLASSI/SEZIONI
NUMERO DI ALUNNI
ISTITUTO
COMPRENSIVO “T.
CAMPANELLA”
SC.INFANZIA
BADOLATOS.CATERINA E C.C.
N°7
N°122
SC.PRIMARIA
BADOLATOS.CATERINA M. E C.C.
N°14
N°211
SC.SEC.I GRADO
BADOLATOS.CATERINA
N°6
N°103
29
PRIORITA’, TRAGUARDI, OBIETTIVI E STRATEGIE
Il presente Piano parte dalle risultanze dell’autovalutazione d’Istituto, così come contenuta nel Rapporto di
Autovalutazione (RAV), pubblicato all’Albo elettronico della scuola e presente sul portale Scuola in Chiaro
del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
In particolare, si rimanda al RAV per quanto riguarda l’analisi del contesto in cui opera l’istituto, l’inventario
delle risorse materiali, finanziarie, strumentali ed umane di cui si avvale, gli esiti documentati degli
apprendimenti degli studenti, la descrizione dei processi organizzativi e didattici messi in atto.
Si riprendono qui in forma esplicita, come punto di partenza per la redazione del Piano, gli elementi
conclusivi del RAV e cioè: Priorità, Traguardi di lungo periodo, Obiettivi di breve periodo e le Strategie.
Risultati scolastici
Risultati nelle prove
standardizzate nazionali
PRIORITÀ
TRAGUARDI
Potenziare conoscenze, abilità e
competenze in tutte le discipline
e per tutti gli alunni
Raggiungere il successo formativo
Acquisire il metodo di studio,
accrescere la capacità di
autoregolazione nella gestione
dei compiti scolastici
Sviluppo della responsabilità nel
lavoro e per potersi orientare e agire
efficacemente nelle diverse situazioni
Diminuire la % di studenti
collocati nelle fasce di voto basse
nell’ambito della scuola per
impedire l’abbandono scolastico
Ridurre l’incidenza numerica e la
dimensione del divario formativo
degli studenti con livelli di
apprendimento basso
Potenziare le capacità di ricerca e
di studio degli alunni più bravi
Valorizzare le eccellenze
Innalzare il livello di competenze
raggiunto dagli alunni in
relazione al valore medio
regionale e nazionale
Rientrare nella media degli esiti sia a
livello regionale che nazionale
Ridurre la % di studenti collocati
nelle fasce di livello 1 e 2
Rientrare nella % che non si discosti
oltre il 5% dalla media regionale e
regionale
Esercitazioni mirate, almeno tre
all’anno, per migliorare la
performance
Diminuire la varianza interna alle
classi del 10%.
Diminuire la varianza fra le classi del
10%
30
AREA DI PROCESSO
OBIETTIVO DI PROCESSO
Curricolo, progettazione e valutazione
Continuo confronto e condivisione tra i diversi ordini
partendo dall’analisi dei risultati
Elaborazione di una progettazione didattica condivisa
Elaborazione di strumenti di monitoraggio e
valutazione
Prove strutturate per classi parallele
Stabilire un monte ore annuale per realizzare attività
autonome scelte dalla scuola
Ambiente di apprendimento
Nomina di un docete tutor per supportare studenti in
difficoltà in campo matematico e linguistico
Favorire un clima di benessere, di dialogo, di
collaborazione tra docenti e discenti
Strutturazione dell’orario in funzione degli interventi di
recupero, consolidamento, potenziamento
Razionale utilizzo dei laboratori e di tutti gli strumenti
a disposizione
Inclusione e differenziazione
Gruppi di lavoro (inclusione, accoglienza, curricolo
verticale, GIO, GLH) per il recupero, il sostegno e la
prevenzione del bullismo
Livelli standard minimi per BES, criteri di valutazione
omogenei e condivisi
Partecipazione a tutte le attività scolastiche ed
extrascolastiche, interne ed esterne alla scuola
Continuità e orientamento
Curricolo verticale orientante
Attività di orientamento interno ed esterno
Incontri con esperti
Monitoraggio degli studenti dopo l’uscita dalla scuola
Orientamento strategico e organizzazione della
scuola
Nomina di un responsabile che garantisca continuità
agli esiti della carriera scolastica a partire dalla scuola
dell’infanzia. Azioni mirate al raccordo.
Strutturazione degli orari in funzione dei bisogni degli
alunni e realizzare azioni di orientamento per la
conoscenza delle opportunità formative
Organizzazione orientativa delle discipline in funzione
di scelte consapevoli per la costruzione del proprio
progetto di vita
Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane
Costruzione delle competenze di base e trasversali per
lo sviluppo della propria identità, autonomia,
responsabilità
Costruzione delle competenze di base e trasversali per
lo sviluppo della propria identità, autonomia,
responsabilità
31
Organizzare attività di orientamento professionale
attraverso la ricerca, lo studio, la collaborazione con le
Università
Incentivazione delle professionalità
Razionalizzazione delle risorse umane per raggiungere
gli obiettivi prioritari
Promuovere la partecipazione a tutte le attività
scolastiche ed extrascolastiche che favoriscono la
crescita professionale
Integrazione con il territorio e rapporti con le
famiglie
Incoraggiare la collaborazione e condivisione
scuola/famiglia per promuovere le competenze
Incoraggiare la partecipazione dei genitori all’elezione
dei propri rappresentanti nei consigli di classe e nel
consiglio d’istituto
STRATEGIE
Le strategie che la scuola intende mettere in atto per migliorare la performance dei propri alunni non
possono non prescindere da uno studio sul curricolo che sia funzionale all’attuazione dell’autonomia di
studio. La scuola intende programmare il proprio intervento formativo con il Piano di Miglioramento
tenendo conto dei risultati degli scrutini e di quelli restituiti dall’INVALSI per migliorare il successo
formativo dei propri alunni; agendo sull’ambiente di apprendimento è necessario tenere sempre presente
l’esigenza di un’utenza che predilige la multimedialità e che impara meglio se posta in situazione di
contesto. La scuola, inoltre, si prefigge di assicurare il successo formativo di tutti favorendo nel contempo le
eccellenze, ma senza trascurare gli alunni BES o DSA. In vista di questi risultati intende inserire criteri di
valutazione organici e sistematici e non solo occasionali delle attività curricolari ed extracurricolari in cui gli
alunni sono coinvolti a pieno titolo. In questo processo la scuola intende avvalersi di risorse interne alla
scuola, ma anche esterne, nonché di imput provenienti dal territorio.
32
Risultati PROVE INVALSI
L’analisi compiuta nella sezione 2.2. del RAV (Risultati di apprendimento nelle prove standardizzate nazionali di Italiano
e Matematica) ha messo in luce :
PUNTI DI FORZA
PUNTI DI DEBOLEZZA
-Due classi seconde della primaria, in italiano,
raggiungono punteggi superiori a quelli delle scuole con
contesto socio-economico-culturale simile, a quelli del
Sud/Isole e nazionali
-classi terze della scuola secondaria di 1^ grado, in
italiano, raggiungono punteggi simili alla media nazionale
-classi terze della scuola secondaria di primo grado, in
matematica, raggiungono valori simili a quelli regionali
-nelle classi seconde, per italiano, è relativamente bassa la
% di alunni che si collocano nei livelli 1 e 2
-nelle classi terze della secondaria di 1^ grado la % di
alunni che si colloca nei livelli 1 e 2, per italiano, è inferiore
alla media regionale e nazionale
-nelle classi terze nella secondaria di 1^ grado la % di
alunni che si colloca nei livelli 1 e 2, per matematica, è
sostanzialmente uguale alla media regionale, del Sud e
Isole
-nelle classi seconde della primaria la variabilità dei
punteggi dentro le classi, in italiano, e tra le classi, in
matematica è bassa.
-Sia in italiano che in matematica gli alunni raggiungono
livelli più bassi rispetto ai valori regionali e nazionali e a
quelli delle scuole con contesto socio-economicoculturale simile
-in quasi tutte le classi, per italiano e matematica, la %
di alunni che si colloca nei livelli 1 e 2 è più alta della
media regionale e nazionale
-nelle classi terze della secondaria di 1^ grado la % di
alunni che si colloca nei livelli 1 e 2, per matematica, è
superiore alla media nazionale del 14,8%
-nelle classi seconde della scuola primaria la variabilità
dei punteggi tra le classi per italiano e dentro le classi
per matematica è alta rispetto ai valori del Sud e
nazionali
-nelle classi quinte della primaria la variabilità dei
punteggi dentro le classi, in italiano, e tra le classi, in
matematica, è alta
OBIETTIVI PRIORITARI ADOTTATI DALLA SCUOLA FRA QUELLI INDICATI DALLA
LEGGE.
OBIETTIVI FORMATIVI
SCUOLA DELL’INFANZIA
SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI I GRADO
Potenziamento e valorizzazione delle competenze linguistiche
(italiano, inglese, seconda lingua comunitaria) con riferimento al
metodo clil <<content language integrated learning>>,
apprendimento attraverso una seconda lingua per la scuola sec. di I
grado;
Potenziamento delle competenze matematico –logico -scientifiche;
Potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura
musicali, nella storia dell’arte, nel cinema con il coinvolgimento di
musei, istituti pubblici e privati operanti nei settori;
Potenziamento delle competenze nelle tecniche dei media di
produzione e diffusione di immagini e suoni;
Potenziamento delle discipline motorie e promozione di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano (alimentazione, sport,
ecc.) con particolare attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti che praticano attività agonistiche;
Sviluppo delle competenze digitali con riguardo al pensiero
computazionale, (processo mentale per la risoluzione di
problemi costituito dalla combinazione di più metodi e strumenti
intellettuali che hanno tutti valore generale) all’utilizzo
consapevole e critico dei social network e dei media, nonché alla
produzione di legami con il mondo del lavoro.
33
Potenziamento delle metodologie laboratoriali.

Per cittadinanza e costituzione:
Sviluppo delle competenze di cittadinanza attiva e democratica, di educazione alla pace, al rispetto delle differenze, al dialogo
interculturale, all’assunzione di responsabilità, alla solidarietà, alla cura dei beni comuni, alla consapevolezza dei diritti e dei
doveri;
Sviluppo di comportamenti responsabili, ispirati al rispetto della legalità, della sostenibilità ambientale, dei beni
paesaggistici, del patrimonio e delle attività culturali;
Prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione e di bullismo e cyberbullismo;
Potenziamento dell’inclusione scolastica, del diritto allo studio dei portatori di BES (personalizzazione, individualizzazione,
collaborazione con servizi e strutture presenti sul territorio);
Valorizzazione della scuola come comunità attiva, aperta al territorio per aumentare l’interazione con la comunità nazionale,
locale, con le famiglie;
Apertura pomeridiana della scuola;
Riduzione del numero di alunni per classe o per articolazione di gruppi classe anche con potenziamento del tempo scolastico
la rimodulazione del monte orario rispetto a quanto indicato dal regolamento di cui al D.P.R. 20 marzo 2009, n.89;
Valorizzazione percorsi individualizzati con il coinvolgimento di alunni;
Individuazione di percorsi e sistemi funzionali alla premialità e alla valorizzazione del merito degli alunni:
Alfabetizzazione dell’italiano come seconda lingua (corsi e laboratori) per studenti stranieri in collaborazione con enti locali,
terzo settore, famiglie e mediatori culturali;
Senza oneri per lo Stato, formazione degli studenti per la conoscenza delle tecniche di primo soccorso in collaborazione con il
118 e con la realtà territoriale.
34
Per la progettazione si è tenuto conto dei:








Quadri orari dei vari ordini di scuola/indirizzi/articolazioni presenti nell’istituzione scolastica;
Iniziative di gestione della quota di autonomia e flessibilità del curricolo;
Curricolo verticale;
Criteri di valutazione del rendimento scolastico, del comportamento e delle competenze di cittadinanza;
Tempo scuola e durata delle lezioni;
Plessi sedi staccate e coordinate, e loro organizzazione;
Progetti curricolari
Obiettivi formativi ed educativi legati agli esiti del PDM.
PROGETTI
CURRICOLARI ED
EXTRACURRICOLARI
PROGETTI DI
RECUPERO
NOME DEL PROGETTO
Piano per l’inclusività
CURRICOLARE
Accoglienza
CURRICOLARE
PROGETTI DI
POTENZIAMENTO
DELLE COMPETENZE
DIGITALI
“Generazioni
connesse Safer
Internet Centre”
EXTRACURRICOLARE
Alfabetizzazione
Multimediale
CURRICOLARE
PROGETTI DI
POTENZIAMENTO
DELLE COMPETENZE
DISCIPLINARI
“Libriamoci” incontro
con l’autore
CURRICOLARE
“Biblioteca”
CURRICOLARE
“La redazione in
classe”
EXTRACURRICOLARE
OBIETTIVI
FORMATIVI ED
EDUCATIVI
Rendere possibile, per
ogni alunno, l’accesso
alla vita “normale” per
poter crescere e
“svilupparsi
“totalmente
Promuovere la
conoscenza delle
strutture e guidare il
processo di
socializzazione,
favorire l’inserimento
nel contesto scuola,
acquisire il metodo di
studio, valorizzare le
diversità.
Promuovere nei
bambini e nei ragazzi
la consapevolezza delle
potenzialità e delle
insidie della rete, per
un utilizzo sicuro di
Internet e delle nuove
tecnologie.
Avvicinare i ragazzi
all’uso consapevole
delle nuove tecnologie
dell’informazione e
della comunicazione.
Ritornare a scoprire il
piacere della lettura.
Far acquisire all’alunno
il gusto e l’amore per la
lettura.
Acquisire le
competenze legate
all’apprendimento
dell’italiano, della
comprensione delle
varie tipologie di testo.
ALUNNI
INTERESSATI
RISULTATI
ATTESI
Tutti
Recupero
competenze di
base
Classi “ponte” dei
tre ordini di
scuola
Sc. primaria e
secondaria di I
grado
Miglioramento
competenze
digitali
Sc. secondaria di I
grado
Sc. primaria e
secondaria di I
grado
Sc. primaria e
secondaria di I
grado
Sc. secondaria di I
grado
Miglioramento
competenze
disciplinari
35
“Prepariamoci per le
Prove Invalsi”
CURRICOLARE
“Giochi d ‘Autunno di
matematica”
CURRICOLARE
Progetto
sperimentale di
utilizzo della lingua
inglese (CLIL)
CURRICOLARE
Progetto Trinity e
Cambrige.
EXTRACURRICOLARE
“Mille voci una voce”
EXTRACURRICOLARE
Progetto per la
pratica musicale
CURRICOLARE
“Orchestra
…InCanto…e altri
linguaggi”
CURRICOLARE
“Una regione in
movimento”
CURRICOLARE
“Laboratorio di
scienze”
CURRICOLARE
“Sorella acqua”
CURRICOLARE
“Sorriso sano”
CURRICOLARE
“Educazione
alimentare”
CURRICOLARE
Potenziare e
consolidare le
competenze e le abilità
di base in italiano e
matematica.
Aprire la mente dei
ragazzi, orientarli e
aiutarli a ragionare
correttamente
interessandoli alle
discipline scientifiche.
Utilizzare la lingua
inglese come lingua
veicolo di un ‘altra
disciplina.
II e V della Sc.
primaria e III
Sc.secondaria di I
grado
Migliorare le
competenze
comunicative nella
lingua inglese.
Sc.secondaria di I
grado
Aiutare a superare
eventuali difficoltà,
rendere palesi e
sviluppare particolari
doti, creare
opportunità di
integrazione e
socializzazione.
Implementare
l’approccio alla pratica
vocale e strumentale.
Promuovere la cultura
musicale e teatrale
nella scuola.
Sc. primaria e
secondaria di I
grado
Completare
l’organizzazione
neurologica, sviluppare
capacità cognitive,
motorie e sociorelazionali.
Potenziare una
didattica laboratoriale,
stimolare gli studenti a
predisporre tabelle,
schemi, disegni.
Avvicinare i ragazzi al
ruolo primario
dell’acqua, conoscere
ed imparare a tutelare
le risorse idriche.
Sc. primaria e
l’ultima sezione
della Sc. infanzia
Insegnare ai bambini le
corrette regole per una
buona igiene orale.
Assumere un corretto e
consapevole rapporto
con il cibo.
IV e V Sc.
primaria e I,II e III
Sc. secondaria di I
grado
III Sc. secondaria
di I grado
III, IV, V della Sc.
primaria
Sc. primaria e
secondaria di I
grado
Sc. secondaria di I
grado
Una classe V della
Sc.primaria, una
classe II e una III
della Sc.
secondaria di I
grado
III Sc. primaria
V Sc. primaria e III
Sc. secondaria di I
grado
36
“Educazione alla
salute”
CURRICOLARE
“Orto in condotta”
CURRICOLARE
“Frutta nelle scuole”
CURRICOLARE
PROGETTI DI
CITTADINANZA E
COSTITUZIONE
“Cultura e legalità”
CURRICOLARE
“Passo a passo con la
Costituzione”
CURRICOLARE
“I luoghi della
prevenzione”
CURRICOLARE
“Area a rischio”
EXTRACURRICOLARE
“Ragazzi in aula”
CURRICOLARE
“Verso una scuola
amica”
CURRICOLARE
“Integrazione
scolastica PDP”
CURRICOLARE
“Incontrarsi per star
bene insieme”
Affrontare le principali
problematiche legate
all’età evolutiva.
Trasmettere ai giovani
i saperi legati alla
cultura del cibo e alla
salvaguardia
dell’ambiente
Aumentare nei
bambini il consumo di
frutta e verdura
orientandoli a una
nutrizione più
equilibrata e a corrette
abitudini alimentari.
Diffondere la legalità,
le conoscenze che
contribuiscono alla
crescita della persona
Sviluppare la coscienza
civile, costituzionale e
democratica, educare
alla legalità.
Rendere consapevoli i
ragazzi dei danni
causati dall’abuso di
alcol e dall’uso di
droghe.
Prevenire il disagio e
l’abbandono scolastico
Promuovere i principi
di cittadinanza attiva e
consapevole, di
rendere gli alunni
protagonisti delle
proprie scelte e
avvicinarli alle
Istituzioni.
Attivare prassi
educative volte a
promuovere la
conoscenza e
l’attuazione della
Convenzione ONU sui
diritti dell’Infanzia e
dell’Adolescenza.
Per favorire
l’integrazione
scolastica di alunni con
disabilità grave e con
disturbi
dell’apprendimento.
Fare in modo che i
processi di inserimento
III Sc. primaria
Sc. primaria di un
plesso.
Sc. primaria
IV e V della Sc.
primaria e tutte le
classi Sc.
secondaria di I
grado
Sc. primaria e
secondaria di I
grado
Formazione
del cittadino
attivo
III Sc. secondaria
di I grado
Alunni non
italofoni , con
bisogni educativi
speciali, a rischio
dispersione e/o
con disagi
V Sc. primaria
Tutti
Tutti
Alunni e genitori
sc. primaria e
37
Prevenzione al
bullismo”
CURRICOLARE
nel gruppo e l’intreccio
di relazioni con i
coetanei avvengano in
modo positivo per
prevenire episodi di
violenza e vittimismo.
secondaria di I
grado
FABBISOGNO DEI POSTI COMUNI, DI SOSTEGNO DELL’ORGANICO DELL’AUTONOMIA
E DI POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Per la definizione dell’organico dell’autonomia si fa riferimento agli obiettivi formativi prioritari e tiene
conto dei posti comuni, di sostegno e di potenziamento per assicurare l’integrità dell’insegnamento delle
discipline curricolari.
FABBISOGNO TRIENNIO SCUOLA INFANZIA DI BADOLATO E SANTA CATERINA
DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI BADOLATO
FABBISOGNO TRIENNIO
ORGANICO
AA.SS.
POSTI
COMUNI
POSTI DI
SOSTEGNO
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
CLASSE
DI
CONCORSO
2016/2017
16
//
//
AAAA
2017/2018
16
//
//
AAAA
2018/2019
16
//
//
AAAA
MOTIVAZIONI
FABBISOGNO TRIENNIO SCUOLA PRIMARIA DI BADOLATO E SANTA CATERINA
DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI BADOLATO
FABBISOGNO TRIENNIO
ORGANICO
POSTI DI
SOSTEGNO
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
CLASSE
DI
CONCORSO
MOTIVAZIONI
AA.SS.
POSTI
COMUNI
2016/2017
27
4
3
EEEE
*
2017/2018
29
2
3
EEEE
2018/2019
29
2
3
EEEE
*in base alla serie storica vengono istituite per l’anno scolastico 2016/2017 due nuove prime per la
presenza di un alunno portatore di disabilità;
la classe IV per l’anno scolastico 2016/2017 viene sdoppiata per gravi e particolare problemi
didattici, per la presenza di numerosi alunni portatori di BES (1 alunno già segnalato dai genitori
all’ASL di riferimento;3 alunni con bisogni evolutivi speciali, condizione di straniero, ritmi
lentissimi di apprendimento, difficoltà nel leggere e nello scrivere).
38
FABBISOGNO TRIENNIO SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADODI BADOLATO E SANTA
CATERINA DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE DI BADOLATO
CLASSE DI
CONCORSO
A345
INGLESE
CLASSE DI
CONCORSO
A043
ITALIANO
AA.SS.
POSTI
COMUNI
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
2016/2017
1
1
2017/2018
1
1
2018/2019
1
1
AA.SS.
POSTI
COMUNI
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
2016/2017
4
1
2017/2018
4
1
2018/2019
4
1
CLASSE DI
CONCORSO
A059
MATEMATICA
CLASSE DI
CONCORSO
A028 ED.
ARTISTICA
CLASSE DI
CONCORSO
A030 ED.
FISICA
CLASSE DI
CONCORSO
A032 ED.
MUSICALE
MOTIVAZIONI
MOTIVAZIONI
AA.SS.
POSTI
COMUNI
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
2016/2017
3
1
2017/2018
3
1
2018/2019
3
1
AA.SS.
POSTI
COMUNI
2016/2017
1
2017/2018
1
2018/2019
1
AA.SS.
POSTI
COMUNI
2016/2017
1
2017/2018
1
2018/2019
1
AA.SS.
POSTI
COMUNI
2016/2017
1
2017/2018
1
2018/2019
1
MOTIVAZIONI
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
MOTIVAZIONI
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
MOTIVAZIONI
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
MOTIVAZIONI
39
CLASSE DI
CONCORSO
AA.SS.
POSTI
COMUNI
2016/2017
1
2017/2018
1
2018/2019
1
CLASSE DI
CONCORSO
AA.SS.
POSTI
COMUNI
SOSTEGNO
2016/2017
1
2017/2018
1
2018/2019
1
A033 ED.
TECNICA
CLASSE DI
CONCORSO
AA.SS.
POSTI
COMUNI
RELIGIONE
2016/2017
1
2017/2018
1
2018/2019
1
CLASSE DI
CONCORSO
STRUMENTI
MUSICALI
AM77-AJ77AB77-AG77
AA.SS.
POSTI
COMUNI
2016/2017
4
2017/2018
4
2018/2019
4
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
MOTIVAZIONI
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
MOTIVAZIONI
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
POSTI ORGANICO
POTENZIAMENTO
MOTIVAZIONI
MOTIVAZIONI
RIEPILOGO GENERALE SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
FABBISOGNO TRIENNIO
AA.SS.
POSTI
POSTI DI
SOSTEGNO
POSTI DI
ORGANICO
PTENZIATO
2016/17
17
1
3
2017/18
19
1
3
2018/19
19
1
3
MOTIVAZIONI
*
*
*Vengono previste due prime nella scuola secondaria di I grado di S. Caterina Marina in quanto il numero
degli alunni previsto per le iscrizioni alla prima classe risulta essere di 31 alunni 25 della scuola primaria di
S. Caterina Marina e 6 della scuola primaria di S. Caterina CC.
*Le due prime nell’a.s. 2018/2019 diventeranno due seconde.
40
DSGA
ASS.TE AMM.VI
COLL.SCOL.CI
FABBISOGNO PERSONALE ATA
2016/2017
2017/2018
1
1
4
4
15
15
2018/2019
1
4
15
FABBISOGNO DI INFRASTRUTTURE E ATTREZZATURE MATERIALI
Strettamente collegata ai punti precedenti la necessità di implementare sempre di più e sempre meglio le
dotazioni tecnologiche dell’istituto attraverso l’accesso a fonti di finanziamento statali e comunitarie
complementari ai fabbisogni formativi e ad una didattica che valorizzi gli stili di apprendimento e cognitivi
degli studenti al fine di una personalizzazione dell’intervento formativo.
PLESSO
TIPOLOGIA DI
DOTAZIONE
TECNOLOGICA
MOTIVAZIONE
DELLA SCELTA
FONTE DI
FINANZIAMENTO
TUTTO L’ISTITUTO
Realizzazione di
infrastrutture di rete
LAN/WLAN
Rendere più fruibile
l’uso delle nuove
tecnologie e del
processo di
insegnamentoapprendimento
Asse II infrastrutture
per l’istruzione
“La mia scuola
accogliente”
Riqualificazione spazi
scuola: aula magna
Bando MIUR
“Promozione della
cultura musicale”
Acquisto
strumentazioni
laboratorio teatrale e
musicale
Bando MIUR
Progetto PON
Progetto MIUR
Sede Centrale
Progetto MIUR
Sede Centrale
AZIONI COERENTI CON IL PIANO NAZIONALE SCUOLA DIGITALE
Il Piano Nazionale Scuola Digitale ha l’obiettivo di modificare gli ambienti di apprendimento per rendere
l’offerta formativa di ogni Istituto coerente con i cambiamenti della società della conoscenza e con le
esigenze e gli stili cognitivi delle nuove generazioni. Il D.M. 851 del 27 ottobre 2015, in attuazione dell’art.1 ,
comma 56 della legge 107/2015, ne ha previsto l’attuazione al fine di:
 Migliorare le competenze digitali degli studenti anche attraverso un uso consapevole delle stesse;
 Implementare le dotazioni tecnologiche della scuola al fine di migliorare gli strumenti didattici e
laboratori presenti;
 Favorire la formazione dei docenti sull’uso delle nuove tecnologie ai fini dell’innovazione didattica ,
promozione di corsi per alfabetizzazione, consolidamento,potenziamento (ECDL );
 Individuazione dell' animatore digitale;
 Partecipazione a bandi nazionali ed europei per finanziare le suddette iniziative.
41
PIANO FORMAZIONE INSEGNANTI
La formazione in servizio “obbligatoria, permanente e strutturale” è connessa alla funzione docente e
rappresenta un fattore decisivo per la qualificazione di ogni sistema educativo e per la crescita
professionale di chi in esso opera.
Nel nostro Istituto si è scelto di offrire opportunità formative per tutti i docenti e per tutti gli operatori
scolastici; è una responsabilità dirigenziale prioritaria e nella vision di una scuola come Koinè che studia, si
inserisce l’incremento della formazione.
Sulla base del combinato disposto della normativa vigente sulla formazione in servizio e della circolare prot.
n.35 del 7-01-2016, il piano triennale per la formazione del personale è organizzato per tutti i docenti su
delibera del Collegio dei Docenti n.13 del 27-11-2015.
Il MIUR incentiva la libera iniziativa dei docenti per migliorare la qualità dell’insegnamento, la scuola pone
in essere un Piano con azioni pertinenti e utili ai vari ordini di scuola che fanno parte dell’I.C.
Il Piano Triennale di Formazione è la sede formale per la formazione in servizio, la sua elaborazione è la
seguente:
ANNO SCOLASTICO
AZIONI FORMATIVE
2015/2016
Innovazione
didattica
e
metodologica
attraverso le tecnologie digitali
Potenziamento delle competenze di base con
particolare
riferimento
alla
lettura,
comprensione,
competenze
logicoargomentative, competenze matematiche degli
studenti
Inclusione, disabilità, integrazione, competenze
di cittadinanza globali
2016/2017
2017/2018
Per il piano saranno utilizzati i fondi per il funzionamento nonché le risorse PON-FSE e altri finanziamenti
MIUR come quelli previsti dall’ex legge 440.
42
VALUTAZIONE
PREMESSA
La valutazione concorre ai processi di autovalutazione degli alunni stessi per favorire la loro crescita
personale attraverso l’attivazione di processi riflessivi e metacognitivi. Pertanto, il processo di valutazione
va considerato nella sua complessità e delicatezza e, se per norma sono privilegiate la valutazione degli
apprendimenti, delle competenze e del comportamento, certamente non si può non tener conto della
complessità della situazione personale e delle relazioni dell’ alunno .
La scuola per la formazione di base ha come suo fondamentale compito quello di promuovere la piena
formazione della personalità degli alunni e garantire a tutti il successo formativo, inteso come piena
formazione della persona umana, nel rispetto delle identità personali, sociali, culturali e professionali.
Nella scuola attuale, l’azione della valutazione delle scelte educative, didattiche e strategiche, diventa una
bussola fondamentale per orientare azioni future.
La scuola dell’autonomia, ha come fine ultimo l’ottimizzazione dell’offerta formativa, attraverso opportuni
aggiustamenti che si rendano necessari alla luce delle analisi condotte, per consentire all’alunno di
apprendere e di formarsi;insomma si valuta per educare.
La lettura e l’interpretazione collettiva e intersoggettiva nelle sedi preposte - staff, collegi, consigli di
Dipartimento ecc.- delle diverse forme di valutazione serve per fare bilanci e soprattutto per individuare
punti problematici da affrontare e punti forti da mantenere e potenziare.
Comunque la valutazione deve seguire il percorso del singolo studente anche con la possibilità di attivare
iniziative di recupero e di sostegno, di consolidamento e di potenziamento. Ma a fronte di evidenti carenze
negli apprendimenti e nel comportamento va prevista la non ammissione all’anno successivo o all’esame di
Stato conclusivo del ciclo.
Nella scuola esistono varie forme di valutazione:
la valutazione degli apprendimenti: fatta in itinere e in forma ufficializzata ogni trimestre e monitorata
attraverso continue prove sia organizzate dal singolo docente concordate per classi parallele.
La valutazione interattiva e dinamica, indispensabile ad ogni docente. “Interattiva” in quanto coinvolge
bambini e ragazzi sui loro successi e sulle loro difficoltà, e “dinamica”, in quanto tesa a conoscere non solo i
traguardi raggiunti dall’alunno, ma le sue potenzialità, per meglio impostare i futuri percorsi educativi e
didattici;
la valutazione esterna a cura dell’ Istituto Nazionale di Valutazione, alla quale il nostro Istituto ha preso parte
in forma sperimentale e non riguarda sia la valutazione degli apprendimenti, che viene fatta in corso d’anno,
sia la valutazione del sistema scolastico, effettuata a fine anno;
l’ autovalutazione di istituto: attraverso il RAV coinvolge tutte le componenti dell’Istituto e l’utenza e prende
in esame i diversi elementi organizzativi, formativi e didattici. La comunicazione dei risultati delle verifiche
ai genitori ed agli alunni assume significato solo ai fini del loro coinvolgimento nella progettazione e
nell’adeguamento dei percorsi formativi: insieme si prende atto se le attività svolte hanno o no portato agli
esiti perseguiti. In caso negativo i docenti, i genitori e gli stessi alunni si impegnano ad apportare gli
opportuni correttivi individuando e rimuovendo le cause che tale conseguimento non hanno reso possibile.
Al fine di rendere il processo di valutazione trasparente ogni docente utilizza griglie di correzione
concordate.
Per quanto riguarda la scuola primaria, la valutazione del processo di apprendimento di un bambino, non si
basa solo su parametri di assimilazione di concetti, ma anche sull’acquisizione di capacità di elaborazione
personale per una maturazione del modo di relazionarsi con il mondo e con i relativi stimoli che da esso
provengono.
43
Livelli di
valutazione
10
9
Descrittori di livello
Impegno efficace e produttivo, completo e approfondito, partecipazione attiva e
pertinente, metodo di lavoro proficuo e razionale. Comprensione orale e scritta totale
e agevole; capacità di esprimersi con ordine, chiarezza, proprietà, ricchezza lessicale e
scorrevolezza; capacità di rielaborazione personale e produzione di testi coerenti e
coesi; notevole abilità nell’uso dei linguaggi specifici; ottima padronanza di tecniche
strumentali e ottima soluzione dei problemi seguendo un metodo ordinato.
Impegno approfondito ed efficace, partecipazione attiva, metodo di lavoro proficuo e
razionale. Comprensione orale e scritta totale e agevole; capacità di esprimersi con
ordine, chiarezza, proprietà, varietà e scorrevolezza; capacità di rielaborazione
personale e produzione di testi coerenti e coesi; notevole abilità nell’uso dei linguaggi
specifici, padronanza delle tecniche strumentali; ottima soluzione dei problemi
seguendo un metodo ordinato.
8
Impegno responsabile e soddisfacente, partecipazione attiva, metodo di lavoro
proficuo. Comprensione orale e scritta completa e sicura; capacità di usare una certa
varietà di espressione nella produzione orale e scritta ed in forma ben organizzata e
fluida – corretta utilizzazione delle strutture e delle funzioni – adeguata accuratezza e
precisione ortografica; comprensione e uso quasi sempre appropriato di linguaggi
specifici e di tecniche strumentali; buona soluzione dei problemi seguendo un metodo
ordinato
7
Impegno costante, partecipazione soddisfacente e un metodo di lavoro adeguato.
Comprensione di tutti i dettagli principali ed essenziali, sia oralmente che per iscritto;
forma semplice ma ben organizzata sia nella produzione orale che scritta,
adeguatamente scorrevole; buona padronanza nell’uso di tecniche e linguaggi
specifici; soluzione dei problemi seguendo un metodo ordinato.
6
Impegno essenziale, partecipazione accettabile e metodo di lavoro adeguato.
Comprensione globale di un testo, sia orale che scritto; espressione comprensibile
nella produzione orale e scritta, anche se poco varia e non sempre appropriata;
applicazione non sempre adeguata delle strutture e delle funzioni, accettabile
padronanza delle varie tecniche strumentali, sufficiente abilità nell’uso di linguaggi
specifici e nella soluzione dei problemi.
5
Impegno inadeguato, partecipazione piuttosto incostante e sollecitata. Comprensione
un po’frammentaria del testo sia orale che scritto; formulazione a volte difficoltosa di
pur semplici e brevi testi; diverse lacune nella conoscenza delle strutture e delle
funzioni linguistiche, poca padronanza di linguaggi specifici e tecniche strumentali;
mediocre soluzione dei problemi
4
Impegno carente e inadeguato, partecipazione scarsa e metodo di lavoro inadeguato.
Comprensione frammentaria di un testo sia orale che scritto – formulazione
difficoltosa di frasi, pur semplici e brevi – lacune numerose nella conoscenza delle
strutture e delle funzioni linguistiche, scarsa padronanza di linguaggi specifici e
tecniche strumentali;difficoltosa la soluzione dei problemi.
1 -3
Impegno carente e inadeguato, partecipazione scarsa, metodo di lavoro inadeguato o
inesistente. Comprensione molto frammentaria e/o inesistente di un testo sia orale
che scritto. Conoscenze molto scarse. Formulazione molto difficoltosa, confusa,
scorretta e lessicalmente povera di frasi semplici e brevi. Numerose lacune nella
conoscenza delle strutture e delle funzioni linguistiche, scarsa padronanza di linguaggi
specifici e di tecniche strumentali. Incapacità di comprendere, analizzare e risolvere
semplici problemi.
Conoscenza degli elementi gravemente insufficiente.
44
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE
SCUOLA DELL’INFANZIA – PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO
“Tommaso Campanella”
Via Nazionale -88060 Badolato ( CZ )
Tel. 0967/814185 Fax 0967/811939
C.f. 97035190798 Cod.mec. CZIC818007
Anno scolastico 2015/2016
PIANO DI MIGLIORAMENTO
45
Indice
Anagrafica
Scenario di riferimento
Azioni del Piano di Miglioramento
Documenti del Dirigente scolastico
Azione per l’Inclusione
Azione per il sostegno dei BES
Azione per migliorare il metodo di studio
Azione per la formazione del personale
Elenco dei progetti del Piano di Miglioramento
Progetto n.1
“Prepariamoci alle Prove Invalsi”
Progetto n.2
PON_FERS
Progetto n.3
“Giochi Matematici d’autunno”
Progetto n.4
“CLIL-Approccio alla nuova didattica”
Progetto n.5
“Laboratorio di scienze”
Progetto n.6
Piano Triennale Formazione Docenti
Budget Complessivo
47
48
56
56
60
64
71
76
77
77
80
80
83
85
87
94
46
ANAGRAFICA
Istituzione Scolastica
Nome I.C. “Tommaso Campanella”
Codice meccanografico CZI818007
Responsabile del Piano (DS)
Crudo Marcella
Telefono 0967/814185
Email [email protected]
Referente del Piano
Leto Caterina
Telefono 0967/814185
Email [email protected]
Ruolo nella scuola: collaboratore D.S.
Comitato di miglioramento
D.S. Crudo Marcella
Docenti:
Ciccaglione Piera
Dominijanni Vittoria
Guarna Angela
Guarneri Anna
Lamanna Carmela
Leto Caterina
Marrocchella Eleonora
Mico’ Maria Carmela
Pultrone Giuseppe
47
SCENARIO DI RIFERIMENTO
Caratteristiche del contesto interno ed esterno
Vincoli e opportunità interne ed esterne



L’Istituto Comprensivo “T. Campanella” Badolato (CZ) ha 436 alunni (scuola dell’infanzia 122; scuola primaria 211;
scuola secondaria I grado 103) ed è così strutturato:
due sedi di scuola secondaria di 1^ grado
tre sedi di scuola primaria
tre sedi di scuola dell’infanzia
INFORMAZIONI RITENUTE NECESSARIE PER LA SPIEGAZIONE DELLE SCELTE DI MIGLIORAMENTO
CONTESTO E RISORSE
POPOLAZIONE SCOLASTICA
Punti di forza
-scuola;
-consultorio familiare;
-C.I.R.;
-associazioni culturali, sportive e di volontariato;
-istituzioni presenti sul territorio.
Punti di debolezza
-contesto socio-economico-culturale mediobasso;
-presenza di alunni con genitori disoccupati
o appartenenti a famiglie economicamente
svantaggiate;
-studenti con cittadinanza non italiana;
-studenti pendolari provenienti dalla zona
collinare/montana e con difficoltà di
raggiungere la sede della scuola.
TERRITORIO E CAPITALE SOCIALE; RISORSE ECONOMICHE E MATERIALI
Punti di forza
-presenza di un patrimonio artistico e ambientale;
-territorio caratterizzato da belle zone montane e litoranee
bagnate da limpido mare , meta di turisti occasionali e di
ritorno;
-presenza di confraternite che gestiscono e custodiscono
chiese e conventi edificati nei secoli passati;
-teatro comunale;
-parrocchia;
-consultorio familiare;
-polo sanitario;
-AVIS;
-associazioni culturali e sportive;
-impianti sportivi;
-centro sociale per anziani;
-stazione dei carabinieri;
-CIR;
-centro diurno per diversamente abili.
48
Punti di debolezza
-carenze di infrastrutture;
-area a rischio di dispersione scolastica;
-area a rischio socio-culturale;
-area a rischio criminalità organizzata;
-discreto numero di immigrati extraeuropei;
--n.8
plessi
distribuiti
in
zone
collinari/montane geograficamente distanti
dalla sede scolastica;
-nella popolazione locale non sono
consolidati
comportamenti
culturali
finalizzati alla fruizione del patrimonio
artistico e ambientale del territorio di cui lo
stesso è ricchissimo;
-atteggiamenti misoneisti nei confronti della
scuola come istituzione promotrice di
cultura;
-atteggiamenti diffidenti che si manifestano
attraverso lettere anonime accusatorie.
EDILIZIA E RISPETTO DELLE NORME SULLA SICUREZZA
Punti di forza
-buona struttura degli edifici e adeguamento delle stesse ;
-edifici
facilmente
raggiungibili
dalla
stragrande
maggioranza degli studenti;
-buona qualità degli strumenti in uso nella scuola: LIM in
ogni aula, 4 laboratori multimediali, due laboratori
scientifici, quattro biblioteche, quattro sale professori
attrezzate ognuna con quattro postazioni per il RE, sala
conferenze, due palestre, quattro sale mensa, due
laboratori artistici, due laboratori musicali, un laboratorio
espressivo-teatrale, segreteria informatizzata;
-accesso ai fondi FERS, PON, POR, Buona scuola, etc.;
-contributo degli Enti locali di S. Caterina sullo Jonio e di
Badolato (scuolabus, mensa scolastica, teatro, utenze,
trasporto per le uscite didattiche e le visite guidate di un
giorno, per la partecipazione a progetti locali, provinciali,
regionali);
-contributi della regione Calabria (turismo montano,
ingresso ai musei);
-contributi provinciali (educatrici per studenti disabili).
Punti di debolezza
-parziale
adeguamento
degli
edifici
relativamente
alla
sicurezza
e
al
superamento di barriere architettoniche;
-difficoltà di raggiungere la sede scolastica
da parte degli alunni residenti nella zona
collinare/montana;
-assenza di risorse economiche diverse dal
finanziamento statale (contributi volontari
delle famiglie, sponsors, etc.).
RISORSE PROFESSIONALI
Punti di forza
-buona % di insegnanti a T.I.;
-buon numero di insegnanti stabili e con esperienza per
aggiornamenti e anzianità di servizio;
-il DS ha un incarico effettivo, ha tre anni di esperienza nel
suo campo ed è stabile da tre anni;
-insegnanti in ossesso di certificazioni linguistiche,
informatiche, con attestati aggiornati per la sicurezza, con
competenze per il RE e l’uso delle LIM, per il CV,
certificazione delle competenze, BES, dispersione scolastica,
area a rischio, autovalutazione d’istituto.
Punti di debolezza
-quota piuttosto bassa di insegnanti in
possesso di diploma di laurea nella scuola
dell’infanzia e primaria.
ESITI
RISULTATI SCOLASTICI
Punti di forza
Tutti gli studenti sono stati ammessi alla classe successiva o
hanno superato l’esame di stato conclusivo del 1^ ciclo. I
criteri di valutazione sono adeguati a garantire il fine
istituzionale della scuola che è il successo formativo degli
studenti.
Nessun
abbandono
scolastico.
Nessun
trasferimento di alunni.
49
Punti di debolezza
Presenza di un discreto numero di alunni
che si collocano nella fascia di voto più
bassa. Mancanza di risorse finanziarie per
attivare adeguati corsi di recupero.
Mancanza di un adeguato metodo di studio.
RISULTATI NELLE PROVE STANDARDIZZATE NAZIONALI (ITALIANO E MATEMATICA)
PUNTI DI FORZA
-Due classi seconde della primaria, nelle prove
standardizzate nazionali, in italiano, raggiungono punteggi
superiori a quelli delle scuole con contesto socioeconomico-culturale simile, a quelli del Sud/Isole e
nazionali;
-classi terze della scuola secondaria di 1^ grado nelle prove
nazionali, in italiano, raggiungono punteggi simili alla media
nazionale;
-classi terze della scuola secondaria di primo grado, nelle
prove INVALSI, in matematica, raggiungono valori simili a
quelli regionali;
-nelle classi seconde, per italiano, è relativamente bassa la %
di alunni che si collocano nei livelli 1 e 2;
-nelle classi terze della secondaria di 1^ grado la % di alunni
che si colloca nei livelli 1 e 2 , per italiano, è inferiore alla
media regionale e nazionale;
-nelle classi terze nella secondaria di 1^ grado la % di alunni
che si colloca nei livelli 1 e 2, per matematica, è
sostanzialmente uguale alla media regionale, del Sud e Isole;
-nelle classi seconde della primaria la variabilità dei punteggi
dentro le classi, in italiano, e tra le classi, in matematica, è
bassa.
PUNTI DI DEBOLEZZA
-nelle prove standardizzate nazionali di
italiano e di matematica gli alunni
raggiungono livelli più bassi rispetto ai valori
regionali e nazionali e a quelli delle scuole
con contesto socio-economico-culturale
simile;
-in quasi tutte le classi, per italiano e
matematica, la % di alunni che si colloca nei
livelli 1 e 2 è più alta della media regionale e
nazionale;
-nelle classi terze della secondaria di 1^
grado la % di alunni che si colloca nei livelli 1
e 2, per matematica, è superiore alla media
nazionale del 14,8%;
-nelle classi seconde della scuola primaria la
variabilità dei punteggi tra le classi per
italiano e dentro le classi per matematica è
alta rispetto ai valori del Sud e nazionali;
-nelle classi quinte della primaria la
variabilità dei punteggi dentro le classi, in
italiano, e tra le classi, in matematica, è alta.
COMPETENZE CHIAVE E DI CITTADINANZA
-In tutte le classi dei vari ordini di scuola e plessi le competenze sociali e civiche sono adeguatamente sviluppate o
raggiungono livelli ottimali;
-la maggior parte degli studenti raggiunge una adeguata autonomia nell’organizzazione dello studio e
nell’autoregolazione dell’apprendimento;
-non sono presenti concentrazioni anomale di comportamenti problematici in specifiche sezioni o plessi .
RISULTATI A DISTANZA
PUNTI DI FORZA
-tutti gli studenti della primaria iscritti alla secondaria hanno
ottenuto agli scrutini esito positivo;
-un’altissima % di studenti della scuola sec. Di 1^ grado nel
percorso scolastico successivo ha conseguito esiti positivi;
-alta % di studenti ha seguito il consiglio orientativo ed è stato
efficace;
-esiti positivi nei percorsi scolastici successivo anche per gli
studenti che non hanno seguito il consiglio orientativo.
50
PUNTI DI DEBOLEZZA
-la % dei consigli orientativi non corrispondenti
è alta rispetto alla provincia, alla regione, alla
nazione;
-il numero dei promossi che hanno seguito il
cons. orientativo è alta ma inferiore rispetto alla
provincia, alla regione e alla nazione;
-la % dei promossi che non hanno seguito il
cons. orientativo, seppure del 78,6%, è inferiore
alla provincia, alla regione e alla nazione.
PROCESSI
AMBIENTE DI APPRENDIMENTO
(dimensione metodologica, dimensione relazionale, episodi problematici)
Punti di forza
-la scuola ha individuato nelle responsabili dei laboratori
informatico, scientifico, artistico, teatrale, musicale,
biblioteche, palestre, le figure di coordinamento che hanno
effettuato l’aggiornamento dei materiali, l’informazione e la
formazione dei docenti, la cura e la manutenzione dei
laboratori stessi al fine di un loro utilizzo ottimale;
-tutti gli studenti hanno avuto pari opportunità di fruire gli
spazi laboratoriali per la predisposizione di un calendario
settimanale;
-la scuola ha aggiornato i supporti didattici (biblioteca,
vocabolari, computer, R.E., materiali per le attività scientifiche,
materiali per le attività espressive, LIM, ecc.) e ha utilizzato, allo
scopo, le risorse presenti nella scuola e le risorse esterne;
-l’articolazione dell’orario scolastico e la durata delle lezioni
sono adeguate all’esigenza di apprendimento degli studenti,
alle richieste delle famiglie e del territorio;
-l’orario di lezione è standard per ogni ordine di scuola, ma i
tempi della scuola sono differenti a seconda delle esigenze: TN
(secondaria di Badolato), TP (secondaria di S. Caterina).
Punti di debolezza
Non in tutti i plessi è possibile fruire di un
ottimale accesso a internet dovuto ai
collegamenti delle reti locali.
INCLUSIONE E DIFFERENZIAZIONE
INCLUSIONE
Punti di forza
Punti di debolezza
La scuola:
Gli interventi individualizzati nel lavoro d’aula
-si è preoccupata di identificare precocemente le possibili devono essere più diffusi a livello di scuola.
difficoltà di apprendimento;
-ha attivato percorsi didattici personalizzati aggiornandoli e
monitorandoli;
-ha usato forme di flessibilità didattica;
-ha utilizzato strumenti compensativi e misure dispensative;
-ha realizzato iniziative di recupero e sostegno, di accoglienza,
di continuità e di orientamento scolastico;
-è stata attenta al progetto di vita e al conseguimento da parte
degli alunni delle competenze di routine;
-ha sostenuto le relazioni sociali soprattutto nell’ambito della
classe, cercando di far superare i conflitti;
-ha progettato e realizzato interventi educativi adeguati ai
diversi contesti e alle specificità dei soggetti;
-ha utilizzato varie metodologie e strategie didattiche: uso di
mediatori didattici (mappe concettuali, schemi, parole chiave),
pone attenzione agli stili di apprendimento, ha calibrato gli
interventi sulla base dei livelli raggiunti;
-ha valorizzato la funzione dei docenti di sostegno .
51
RECUPERO E POTENZIAMENTO
Punti di forza
Per rispondere alle difficoltà di apprendimento degli studenti,
la scuola:
-ha utilizzato forme di flessibilità didattica;
-ha effettuato recupero in orario curricolare per la scuola
primaria e, in orario extra-curricolare, ha utilizzato un progetto
per il potenziamento della lingua inglese;
-in orario extra-curricolare, per la scuola sec. di 1^ grado, ha
utilizzato progetti per il recupero di italiano e di matematica;
-ha organizzato gruppi di livello all’interno delle classi;
-ha dedicato giornate al recupero;
-ha utilizzato i tirocinanti del TFA affiancati dai docenti di
classe;
-ha previsto percorsi semplificati, forme di monitoraggio e di
valutazione diversificati;
-ha favorito il potenziamento degli studenti con particolari
attitudini disciplinari attraverso la partecipazione a gare o
competizioni interne ed esterna alla scuola, corsi, teatro in
lingua inglese, progetti extracurricolari, uscite didattiche, visite
guidate, viaggi di istruzione.
Punti di debolezza
-presenza di gruppi di studenti, appartenenti
generalmente a famiglie con basso grado di
istruzione, con difficoltà di apprendimento in
alcune discipline;
-mancanza di fondi sufficienti per interventi di
recupero in orario extracurricolare.
CONTINUITÀ E ORIENTAMENTO
CONTINUITÀ
Punti di forza
Punti di debolezza
La scuola ha promosso:
-sistematici incontri tra gli insegnanti dei tre ordini di scuola per
scambio di informazioni utili alla formazione delle classi, alla
stesura del curricolo verticale orientante, e per definire le
competenze in uscita e in entrata consegnate all’ordine di
scuola inferiore;
-visite alla scuola primaria da parte dei bambini della scuola
dell’infanzia;
-visite della scuola sec. di 1^ grado da parte dei bambini della
scuola primaria;
-visite e incontri della scuola sec di 2^ grado da parte degli
alunni della scuola sec. di 1^ grado;
-trasmissione di fascicoli articolati sul percorso formativo dei
singoli studenti da un ordina di scuola all’altro;
-monitoraggio dei risultati degli studenti nel passaggio da un
ordine di scuola all’altro nell’ambito dell’ I. C.
52
ORIENTAMENTO
Punti di forza
Punti di debolezza
La scuola:
Mancanza di monitoraggio di alcuni alunni in
-ha organizzato fin dalla scuola dell’infanzia percorsi di uscita.
orientamento per la comprensione di sé e delle proprie
inclinazioni per tutte le classi di tutti i plessi;
-ha realizzato attività di orientamento al territorio e alle realtà
produttive e professionali, con oltre 51 uscite didattiche, visite
guidate e viaggi di istruzione;
-ha collaborato con soggetti esterni(mondo della formazione,
docenti della scuola sec. di 2^ grado) per le attività di
orientamento;
-ha presentato agli studenti i diversi indirizzi della scuola sc. di
2^ grado;
-ha predisposto un modulo articolato
per il consiglio
orientativo da consegnare agli studenti;
-i consigli orientativi sono stati seguiti da un discreto numero di
famiglie e studenti;
-gran parte degli studenti che hanno seguito il consiglio
orientativo, ma anche quello che non lo hanno seguito, non
hanno trovato difficoltà nel percorso di studi successivo.
ORIENTAMENTO STRATEGICO E ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA
MISSIONE E OBIETTIVI PRIORITARI
Punti di forza
-La missione dell’I.C. costituita dal successo formativo di
ciascun allievo è chiaramente esplicitata in tutti i documenti
ufficiali della scuola, carta dei servizi, POF, regolamenti, patto di
corresponsabilità educativa, CV, piano annuale delle attività,
etc. Le priorità costituite dall’inclusione, l’integrazione e la
realizzazione di tutti gli obiettivi sono evidenziate in maniera
chiara attraverso tutta la progettazione curricolare ed
extracurricolare dell’istituto stesso;
-mission e priorità sono parte integrante del lavoro di ciascun
docente e vengono condivise pienamente all’interno degli
OOCC, dei dipartimenti, degli incontri settimanali della koiné
educante;
-mission e priorità sono pubblicizzate attraverso i documenti
ufficiali, il sito web della scuola, le rassegne stampa e tutte
quelle forme di comunicazione che la scuola invia all’esterno,
presso le famiglie e il territorio;
-tutte le risorse sono state utilizzate per il raggiungimento di
obiettivi che la scuola ha individuato come prioritari,
catalizzando le energie intellettuali interne.
53
Punti di debolezza
Scarse risorse finanziarie per la realizzazione di
progetti extracurricolari utili al raggiungimento
degli obiettivi prefissati e individuati come
prioritari.
CONTROLLO DEI PROCESSI
Punti di forza
La scuola:
-ha pianificato le azioni per il raggiungimento dei propri
obiettivi attraverso le programmazioni per disciplina, per BES,
per DSA, per H, le programmazioni coordinate delle classi
parallele, le attività dei dipartimenti, le attività collegiali e
individuali;
-ha controllato e monitorato i processi didattici ed educativi per
il raggiungimento degli obiettivi individuati periodicamente con
tutti gli strumenti di valutazione programmati e organizzati per
tali attività;
-ha controllato l’andamento didattico e disciplinare anche nelle
riunioni delle programmazioni settimanali e dei consigli di
classe;
-ha effettuato rilevamenti statistici sui risultati conseguiti al
termine di ogni trimestre;
-tutte le attività sono pubblicate sul sito web dell’I.C.
Punti di debolezza
-i questionari di valutazione devono essere più
semplificati e rispondenti alla realtà in cui la
scuola opera;
-nel somministrare i questionari è opportuno
dare maggiore garanzia di anonimato.
ORGANIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE: GESTIONE DELLE F.S., GESTIONE DEL F.I.S., PROCESSI DECISIONALI,
IMPATTO DELLE ASSENZE DEGLI INSEGNANTI SULL’ORGANIZZAZIONE (SC. PRIMARIA E SC. SEC DI 1^ GRADO)
Punti di forza
Punti di debolezza
La scuola.
Ore di lezione non coperte nella scuola primaria
-ha individuato in modo univoco i ruoli di responsabilità, ha (66,67%).
effettuato una chiara divisione dei compiti e delle aree di
attività tra i docenti con incarichi di responsabilità;
-ha effettuato una chiara divisione dei compiti e definizione di
aree di attività anche tra il personale ATA.
GESTIONE DELLE RISORSE ECONOMICHE (PROGETTI REALIZZATI, PROGETTI PRIORITARI)
Punti di forza
-Le scarse risorse economiche e materiali della scuola sono
sfruttare al meglio e sono convogliate nella realizzazione delle
priorità, coerentemente con il POF;
-la scuola utilizza tutti i finanziamenti, oltre quelli provenienti
dal MIUR, e li investe, coerentemente, per il perseguimento
della propria missione;
-le spese per i progetti si concentrano sulle tematiche ritenute
prioritarie dalla scuola;
-diversi progetti sono realizzati in orario curricolare;
-i progetti sono scelti in numero tale da evitare di disperdere le
energie in tante piccole attività, perdendo di vista gli obiettivi
formativi di carattere generale;
-la scuola
sceglie personale adatto a qualificare la
progettualità strategica della scuola.
54
Punti di debolezza
Scarse risorse finanziarie per la realizzazione dei
progetti ritenuti utili al perseguimento degli
obiettivi prefissati.
SVILUPPO E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE
FORMAZIONE
Punti di forza
-Piano triennale di formazione per il personale docente: C.V.
orientante, guida sull’utilizzo del R.E., sicurezza e primo
soccorso, utilizzo della L.I.M., autovalutazione, attività sportive,
BES e inclusione;
-corso sulla sicurezza e primo soccorso per il personale ATA;
-la qualità delle iniziative promosse dalla scuola è soddisfacente
ed ha ricadute positive nelle attività ordinarie della scuola.
Punti di debolezza
-non tutti i docenti hanno partecipato ai corsi di
aggiornamento;
-per la partecipazione ai corsi di aggiornamento
il personale si reca nei luoghi deputati, anche se
lontani dalla sede di servizio, a proprie spese
e/o con i propri mezzi di trasporto e solleva la
scuola da ogni responsabilità.
VALORIZZAZIONE DELLE COMPETENZE
Punti di forza
-le competenze del personale sono acquisite dalla scuola
attraverso il curriculum vitae, autocertificazioni, diplomi,
attestati, master, corsi di aggiornamento, etc.;
-la scuola valorizza le risorse umane assegnando gli incarichi
sulla base delle competenze possedute;
-nella scuola sono presenti gruppi di lavoro composti da
insegnanti che producono materiali o esiti di buona qualità;
-i materiali didattici a disposizione sono vari e di buona qualità,
sono condivisi da tutto il personale docente e possono essere
visionati e scaricati dal sito web della scuola;
-la scuola promuove lo scambio e il confronto tra docenti nelle
attività collegiali e dei dipartimenti.
Punti di debolezza
-il numero dei docenti con conoscenze base
della lingua inglese non è congruo;
-anche il numero di docenti con competenze
informatiche è da incrementare;
-il confronto professionale fra colleghi è una
pratica diffusa ma da potenziare.
COLLABORAZIONE TRA INSEGNANTI
Punti di forza
Punti di debolezza
-la scuola rileva i bisogni formativi del personale e ne tiene
conto per la definizione di iniziative per l’aggiornamento
-la scuola organizza gruppi di lavoro (dipartimenti, gruppi
spontanei, docenti della stessa o diversa area disciplinare) su
diverse tematiche: accoglienza, continuità, inclusione, CV
orientante, orientamento, raccordo con il territorio,
valutazione ….
-nella scuola sono presenti spazi per la condivisione di
strumenti e materiali didattici (computer, stampanti, libri …)
-i docenti impegnati nei gruppi di lavoro producono materiali di
ottima qualità che vengono condivisi e utilizzati nello
svolgimento della funzione
-le comunicazioni tra i vari gruppi e tra docenti avvengono via
web e tramite P.E.C.
-nel sito della scuola esiste una modulistica cui tutti gli
insegnanti possono accedere con password
55
INTEGRAZIONE CON IL TERRITORIO E RAPPORTI CON LE FAMIGLIE
COLLABORAZIONE CON IL TERRITORIO (RETI DI SCUOLE, ACCORDI FORMALIZZATI, RACCORDO SCUOLA-TERRITORIO)
Punti di forza
-attiva collaborazione con le istituzioni;
-accordi con associazioni culturali, sportive, ASL, enti locali,
altre scuole;
-le finalità per cui la scuola ha accordi con i diversi soggetti
sono:
-migliorare le pratiche didattiche ed educative per perseguire
gli obiettivi fissati;
-arricchire il patrimonio culturale degli studenti;
-ottimizzare l’offerta formativa.
Punti di debolezza
-partecipazione a reti di scuole;
-media varietà dei soggetti con cui la scuola ha
stipulato accordi.
COINVOLGIMENTO DELLE FAMIGLIE
Punti di forza
-alto livello di partecipazione e coinvolgimento dei genitori alle
attività della scuola (incontri scuola-famiglia, concerti, cori,
rappresentazioni, viaggi di istruzione, uscite didattiche);
-la scuola coinvolge i genitori nella definizione del Regolamento
d’istituto, del patto di corresponsabilità, ascolta le proposte e
la redazione del POF;
-la scuola realizza progetti rivolti anche ai genitori
(partecipazione EXPO);
-la scuola, in via sperimentale, ha utilizzato il RE; per il prossimo
a.s. è previsto l’accesso alle famiglie, almeno per la
comunicazione delle assenze degli studenti.
56
Punti i debolezza
-basso livello di partecipazione dei genitori alle
elezioni dei propri rappresentanti nei consigli di
classe e nel Consiglio di istituto;
-basso livello di partecipazione dei genitori agli
incontri con la scuola;
-mancanza di contributi volontari, diversi da
quelli erogati dallo Stato.
Azioni del Piano di Miglioramento
1) Linee di Indirizzo
2) Linee Programmatiche
3) Azioni per l’Inclusione
4) Azioni per il sostegno ai Bes
5) Azioni per migliorare il metodo di Studio
6) Azioni per migliorare le competenze disciplinari e di cittadinanza e costituzione (
Progetti)
7) Piano Triennale per la formazione del personale
DOCUMENTI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO
LINEE DI INDIRIZZO E LINEE PROGRAMMATICHE PER IL PIANO DI MIGLIORAMENTO
LINEE D’INDIRIZZO POLITICO – ISTITUZIONALE
La funzione del Dirigente, in una scuola dotata di autonomia funzionale, appare condizionata da una realtà in
evoluzione in una società fluida , complessa e contrassegnata ormai da interconnessione tra popoli.
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le sfide economiche, la redifinizione dei quadri di sistema
impongono di guardare alla scuola come luogo di formazione per il cittadino attivo consapevole , capace di influire
non solo sul proprio, ma anche sul destino comune che sia abile nel convertire le proprie competenze in un progetto
di life long learning.
La novità rilevante della Legge 107 del 13 luglio 2015 è la forza politico -istituzionale del Dirigente che ha il compito, in
quanto organo della Repubblica e garante dei diritti degli studenti, di redigere le linee di indirizzo.
Nel delineare la missione dell’Istituto Comprensivo “ Tommaso Campanella” il Dirigente individua le seguenti priorità:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
garantire il diritto allo studio di tutti e di ciascuno , nessuno escluso;
rispondere alle nuove esigenze educative, organizzative, progettuali, tecnologiche e comunicative;
potenziare l’offerta formativa;
combattere la dispersione scolastica;
prevenire il bullismo e cyberbullismo;
rendere la scuola più inclusiva;
lavorare per il successo formativo degli allievi;
aprire la scuola al territorio : Enti Locali, Università, Formazione, Ordini professionali, Associazioni culturali e
di volontariato, ecc…
57
Linee Programmatiche
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Documenti di riferimento:
RAV;
Esiti risultati scolastici;
Prove INVALSI;
Processi: pratiche educative e didattiche, ambiente di apprendimento, dimensione metodologica, relazionale,
episodi problematici, conflittualità, inclusione e differenziazione, recupero e potenziamento, continuità e
orientamento; orientamento strategico e organizzazione della scuola, sviluppo e valorizzazione delle risorse
umane, integrazione con il territorio e rapporti con le famiglia;
Piano annuale per l’inclusione;
Linee guida per il diritto allo studio disabili e bes;
Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione 2012;
Raccomandazione del Consiglio europeo del 16 dicembre 2006 –Competenze chiave;
D.M. n. 139/2007- Competenze chiave per la cittadinanza attiva;
Linee di Orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo;
Legge 10 luglio 2015 n. 107;
IDEE GUIDA DEL PIANO DI MIGLIORAMENTO
 Diffusione dell’uso delle TIC per ristrutturare gli ambienti di apprendimento e sviluppare una didattica laboratoriale e
per competenze.
 Obiettivi strategici e obiettivi operativi del piano nel suo complesso:
- porre al centro dell’attività didattica l’apprendimento del singolo alunno;
- migliorare il successo scolastico e le motivazioni allo studio;
- sviluppare le competenze digitali e di relazione degli alunni;
- introdurre innovazioni metodologiche e didattiche;
- formare le competenze digitali degli insegnanti;
- motivare la classe docente al cambiamento;
- sviluppare la “ricercazione”;
- diffondere e mettere in rete le best pratics;
- dotare tutte le classi delle dotazioni tecnologiche necessarie;
- dotare le sale dei professori di ogni plesso di postazioni informatiche;
- dotare tutti i plessi di una rete cablata (wired e wireless);
- dotare la scuola secondaria di I grado di un laboratorio “lesson on web”;
- costituire un gruppo di lavoro di personale interno, con eventuali collaboratori esterni.
 Gli elementi di forza dell’idea guida del piano di miglioramento sono:
- la consapevolezza della necessità dell’innovazione didattica in un gruppo di docenti e in gran parte delle famiglie;
- gli ottimi risultati delle sperimentazioni didattiche legate all’introduzione delle TIC;
- la necessità di innalzare i risultati degli apprendimenti nella scuola primaria e nella scuola secondaria di I grado;
- il piano comunale di ristrutturazione degli edifici scolastici.
• Piano annuale per l’inclusione;
• Linee guida per il diritto allo studio disabili e bes;
• Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione 2012;
• Raccomandazione del Consiglio europeo del 16 dicembre 2006 –Competenze chiave;
• D.M. n. 139/2007- Competenze chiave per la cittadinanza attiva;
• Linee di Orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo;
• Legge 10 luglio 2015 n. 107.
58
OBIETTIVI PRIORITARI
Obiettivi prioritari per potenziare l’offerta formativa ai sensi della legge 13 luglio 2015, n. 107:
Potenziamento e valorizzazione delle competenze linguistiche (italiano ,inglese, seconda lingua comunitaria) con
riferimento al metodo clil « content language integrated learning», apprendimento attraverso una seconda lingua;
Potenziamento delle competenze matematico-logico scientifiche ;
Potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura musicali, nella storia dell’arte, nel cinema con il
coinvolgimento di musei, istituti pubblici e privati operanti nei settori;
Potenziamento delle competenze nelle tecniche dei media di produzione e diffusione di immagini e suoni;
Potenziamento delle discipline motorie e promozione di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano (alimentazione,
sport, ecc. ) con particolare attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti che praticano attività
agonistiche,
sviluppo delle competenze digitali con riguardo al pensiero computazionale, (processo mentale per la risoluzione dei
problemi costituito dalla combinazione di più metodi e strumenti intellettuali che hanno tutti valore generale)
all’utilizzo consapevole e critico dei social network e dei media, nonché alla produzione di legami con il mondo del
lavoro,
Potenziamento delle metodologie laboratoriali.
•
•
•
•
•
•
•
Per cittadinanza e costituzione:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
sviluppo delle competenze di cittadinanza attiva e democratica, di educazione alla pace, al rispetto delle differenze, al
dialogo interculturale, all’assunzione di responsabilità, alla solidarietà, alla cura dei beni comuni, alla consapevolezza
dei diritti e dei doveri;
potenziamento delle conoscenze in materia giuridica ed economico-finanziaria;
educazione all’imprenditorialità;
sviluppo di comportamenti responsabili, ispirati al rispetto della legalità, della sostenibilità ambientale, dei beni
paesaggistici, del patrimonio e delle attività culturali;
prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione e di bullismo e cyberbullismo;
potenziamento dell’inclusione scolastica, del diritto allo studio dei portatori di BES (personalizzazione,
individualizzazione, collaborazione con servizi e strutture presenti sul territorio);
valorizzazione della scuola come comunità attiva, aperta al territorio per aumentare l’interazione con la comunità
nazionale, locale, con le famiglie;
apertura pomeridiana della scuola;
riduzione del numero di alunni per classe o per articolazione di gruppi classe anche con potenziamento del tempo
scolastico la rimodulazione del monte orario rispetto a quanto indicato dal regolamento di cui al D.P.R. 20 marzo
2009, n. 89;
incremento alternanza scuola-lavoro,
valorizzazione percorsi individualizzati con il coinvolgimento di alunni;
individuazione di percorsi e sistemi funzionali alla premialità e alla valorizzazione del merito degli alunni;
alfabetizzazione dell’italiano come seconda lingua (corsi e laboratori) per studenti stranieri in collaborazione con enti
locali, terzo settore, famiglie e mediatori culturali;
definizione del sistema di orientamento;
senza oneri per lo Stato, formazione degli studenti per la conoscenza delle tecniche di primo soccorso in
collaborazione con il 118 e con la realtà territoriale.
LINEE DI ORIENTAMENTO PER AZIONI DI PREVENZIONE E CONTRASTO AL BULLISMO E AL
CYBERBULLISMO
•
•
•
•
•
Il Dirigente indirizza:
scelte didattiche secondo le linee di orientamento per processi di educazione alla legalità e alla convivenza civile;
le finalità pedagogiche al rispetto dell’altro traducendone gli obiettivi strategici in obiettivi operativi;
la progettazione su due livelli paralleli: la conoscenza dei contenuti tecnologici e la conoscenza delle problematiche
pisco-pedagogiche ad esse correlate;
le linee di orientamento destinate al personale, agli studenti e alle famiglie che contengono riflessioni la conoscenza
del bullismo e dei fenomeni ad esso correlati;
La responsabilità degli studenti sulla propria sicurezza in rete con azioni educative e pedagogiche che diffondano le
regole basilari della comunicazione e le norme di comportamento in rete
59
PIANO NAZIONALE PER LA SCUOLA DIGITALE
Il Piano Nazionale per la scuola digitale persegue i seguenti obiettivi:
• Realizzazione di attività volte allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, anche attraverso la
collaborazione con università, associazioni, organismi del terzo settore e imprese, nel rispetto dell’obiettivo di
cui al comma 7,lettera h;
• Potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali necessari a migliorare la formazione e i processi di
innovazione delle istituzioni scolastici;
• Adozioni di strumenti organizzativi e tecnologici per favorire la governance, la trasparenza e la condivisione di
dati, nonché lo scambio di informazioni tra dirigenti, docenti e studenti e tra istituzioni scolastiche ed
educative e articolazioni amministrative del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
• Formazione dei docenti per l’innovazione didattica e sviluppo della cultura digitale per l’insegnamento,
l’apprendimento e la formazione delle competenze lavorative, cognitive e sociali degli studenti;
• Formazione dei direttori dei servizi generali e amministrativi, degli assistenti amministrativi e degli assistenti
tecnici per l’innovazione digitale nell’amministrazione;
• Potenziamento delle infrastrutture di rete, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997,n.281, e successive modificazioni, con particolare riferimento alla connettività nelle
scuole;
• Valorizzazioni delle migliori esperienze delle istituzioni scolastiche anche attraverso la promozione di una rete
nazionale di centri di ricerca e di formazione;
• Definizione dei criteri e delle finalità per l’adozione di testi didattici in formato digitale e per la produzione e
la diffusione di opere e materiali per la didattica, anche prodotti autonomamente dagli istituti scolastici.
INTERVENTI MIRATI, SUGGERIMENTI OPERATIVI PER L’INCLUSIVITÀ
Il D.S. prevede per gli interventi mirati i suggerimenti operativi:
interventi mirati:
• Accettazione incondizionata dell’alunno;
•
ascolto attivo, conoscenza, comprensione, empatia;
• Proattività, stimolo, aiuto, accompagnamento, azione orientata, proposta, guida;
• Autostima, identità, sicurezza.
Suggerimenti operativi:
• Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione dei percorsi formativi inclusivi;
• Valorizzazione delle risorse esistenti e acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive;
• Osservazione, attenzione alle fasi di transizione tra un ordine e un altro;
• Predisposizione di strumenti di recupero e potenziamento;
• Informazione alle famiglie;
• Predisposizione dei PDP( piano didattico personalizzato);
• Didattica individualizzata e personalizzata,;
• Strumenti compensativi e dispensativi;
• Raccordo e consulenza territoriale.
LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO PER GLI ALUNNI CON BES
Il dirigente scolastico suggerisce:
• Rilevazione di BES;
• Organizzazione di una didattica personalizzata e individualizzata anche con l'ausilio di esperti esterni;
• Offerta di opportunità per lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno;
• Documentazione dei percorsi didattici;
• Strumenti compensativi e misure dispensative.
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AZIONE PER L’INCLUSIONE
-
A seguito:
della Legge 8 ottoblre 2010, n° 17;
del D. M. 5669 12 luglio 2011;
delle linee guide per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con D.S.A.;
della Direttiva M. 27/12/2012;
della CM n° 8 del 6/3/2013;
della DM n° 16 del 5/2/2007;
la nostra scuola ha elaborato per l’Anno Scolastico 2015/16, il “Piano Annuale per l’Inclusività” alla stesura del quale
ha collaborato il GLI.
Il nostro Istituto:
□
riconosce la validità delle indicazioni ministeriali in materia e ritiene doveroso procedere alla redazione ed
all'applicazione di un piano di inclusività generale da ripresentare annualmente in relazione alla verifica della sua
ricaduta e alla modifica dei bisogni presenti;
□
ritiene che, nella programmazione e nell'effettuazione del percorso ,l'indicazione didattica verso la
personalizzazione e/o individualizzazione dei percorsi educativi debba rispettare la peculiarità di approccio, metodo
/stile e livello di apprendimento afferente a tutti i discenti e, in particolare, ai BES;
□
precisa che, proprio nel rispetto dell'individualità e delle sue caratteristiche, si deve operare nella
programmazione e nell'effettuazione del percorso , con piena consapevolezza dello specifico delle diverse categorie di
bisogno educativo, evitando quanto più possibile la generalizzazione e la genericità ;
□
ritiene , di conseguenza, di dover far riferimento alle prassi, alle modalità ed agli strumenti che la scuola ha
già elaborato, posto in essere e validato nella ricaduta ,in relazione a individuate categorie di BES e, più
specificamente a quanto attiene a studenti stranieri, oltre che a studenti DSA e DA.
□
Per quanto concerne gli alunni stranieri, si opera parallelamente nel campo specifico dell'alfabetizzazione e
della integrazione interculturale attraverso un'adeguata progettazione.
Destinatari
Tutti gli alunni che presentano problematiche di diversa natura.
Dalla raccolta dei dati e dal monitoraggio, il quadro generale della distribuzione degli alunni con sospetto DSA senza
certificazione e DA con certificazione, nel nostro Istituto, è sintetizzato nel prospetto allegato:
Disabilità accertate: n° 4
Sospetto DSA in osservazione con e senza PDP: n° 17
Richiesta di visita specialistica da parte della famiglia: n° 2
Svantaggi di natura diversa (alunni stranieri e segnalazioni da parte dell’USL): n° 8
Propone, quindi, che, per quanto attiene allo specifico didattico, si ricorra a:
1) individualizzazione (percorsi differenziati per obiettivi comuni);
2) personalizzazione (percorsi e obiettivi differenziati);
3) strumenti compensativi;
4) misure dispensative.
5) Strategie didattiche particolari.
Interventi mirati a favore dei portatori di BES
Nell’ambito della classe con sospetti BES i docenti hanno messo in atto:
Accettazione incondizionata dell’alunno
Ascolto attivo, conoscenza, comprensione, empatia
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-
Proattività, stimolo, aiuto, accompagnamento, azione orientata, proposta, guida, attese.
Autostima, indentità e sicurezza
Un’attenzione continua alle emozioni, agli stati d’animo e ai sentimenti per migliorare le dinamiche dei processi di
insegnamento-apprendimento
relazione di aiuto in situazioni di crisi
l’azione del tutoring
il PEI redatti dal GLHO
il PdP redatti dai Consigli di classe anche in assenza di certificazione sanitaria
Per il piano di miglioramento e per l’attuazione di una concreta politica di inclusione il monitoraggio e la raccolta dei
dati hanno riscontrato che nel nostro istituto emergono i seguenti punti di forza e di criticità
Punti di forza
Aldilà di quegli allievi che presentano disabilità certificate e che sono seguiti dagli insegnanti specializzati, gli altri
si trovano inseriti in un contesto ampio e variegato dove è sempre più difficile individuarne tutte le sfaccettature
e quindi non sempre è facile focalizzarsi su interventi precisi e personalizzati in quanto per questi allievi con
sospetto DSA . Il Gruppo di Lavoro costituito all'interno dell'Istituto Comprensivo è stato coordinato dal Dirigente
Scolastico in quanto garante delle opportunità formative e promotore di ogni possibile iniziativa.
Durante i lavori sulla base dell'autonoma gestione delle risorse il D.S., ha promosso interventi preventivi, favorendo
sia la formazione e l'aggiornamento dei docenti che l'individuazione di percorsi didattici atti a diffondere la cultura
dell'inclusione.
Presenza del GLI coordinato dal Dirigente Scolastico
Presenza di laboratori specifici per studenti con BES (laboratorio di informatica)
Presenza di un educatore che lavora a stretto contatto con il consiglio di classe
Formazione dei docenti
Coinvolgimento delle famiglie
Coinvolgimento delle risorse professionali specifiche (insegnanti di sostegno)
Coinvolgimento dei docenti curricolari
Coinvolgimento del personale ATA
Tutoring alunni
Formazione e aggiornamento su didattica speciale e progetti educativo/didattici a prevalente tematica inclusiva
Raccolta della documentazione degli interventi che sono stati messi in atto.
Punti di criticità
Assistenti alla comunicazione (mediatori linguistici)
Psicopedagogisti (sportello di ascolto)
Difficoltà di passaggio di informazioni fra i consigli di classe e docenti ed operatori responsabili degli interventi
integrativi
Funzione Strumentale BES (proposta al Collegio dei Docenti)
L’istituto cerca di migliorare il proprio livello di inclusione coordinando tutti i progetti per alunni con Bisogni Educativi
Speciali in una strategia che accresca la capacità della scuola di rispondere ai bisogni delle diversità.
1) A livello di istituto
Organizzazione scolastica generale
-classi aperte
-compresenza
-uso specifico della flessibilità
Sensibilizzazione generale
-Alleanze extrascolastiche
-ASL
-CTI ( Centri territoriali per l’ inclusione)
- CTS ( Centri territoriali di supporto)
- famiglie.
L’Istituto propone attività di aggiornamento e formazione che formino tutti i docenti ai temi dell’educazione inclusiva
e, in particolare, aiutino effettivamente a migliorare la loro capacità di attivare le metodologie dell’apprendimento
cooperativo e del peer tutoring.
2) A livello di gruppo- classe
-Utilizzo dei modelli di apprendimento cooperativo e di tutoring;
-potenziamento del metodo di studio soprattutto nelle classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza;
-recupero dei prerequisiti per le classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza;
-attivazione di percorsi inclusivi;
-elaborazione chiara dei livelli minimi attesi per le varie discipline.
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3)Specifico per l’alunno con sospetto BES
Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato redatto in un piano che ha lo scopo di definire,
monitorare e documentare, attraverso un’elaborazione collegiale, le scelte educativo-didattiche.
A)Piano Educativo Individualizzato (PEI)
Per gli alunni con disabilità certificata è prevista la formulazione del Piano educativo Individualizzato (PEI) ad opera del
GLH operativo.
B)Piano Didattico Personalizzato (PdP)
-Per gli alunni con sospetto DSA le misure indicate riguarderanno le metodologie didattiche attraverso un’azione
formativa individualizzata e personalizzata e attraverso l’introduzione di strumenti compensativi e misure
dispensative;
- negli altri casi si potranno esplicitare progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le
competenze in uscita e gli strumenti e strategie didattiche e l'intervento di esperti qualificati.
L’attivazione del PDP è deliberata in Consiglio di classe, firmato dal Dirigente Scolastico, dai docenti e dalla famiglia. La
famiglia autorizza in forma scritta il trattamento dei dati sensibili.
Suggerimenti operativi per aumentare il livello di inclusività della scuola, per lo sviluppo di un curricolo attento alle
diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi:
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Valorizzazione delle risorse esistenti: Implementare l'utilizzo della LIM che è uno strumento in grado di integrare
vecchi e nuovi linguaggi: quelli della scuola e quelli della società multimediale. Sarà valorizzato l'uso dei software in
relazione agli obiettivi didattici che si vogliono raggiungere per favorire l'interazione e la partecipazione di tutti gli
alunni.
L'utilizzo dei laboratori presenti nella scuola serviranno a creare un contesto di apprendimento personalizzato che sa
trasformare, valorizzandole anche le situazioni di potenziale difficoltà.
Valorizzare le competenze specifiche di ogni docente.
Il Gruppo ha valutato che ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi
Speciali, per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche psicologici e sociali rispetto ai quali è necessario offrire una
adeguata e personalizzata risposta. Il Gruppo sostiene che va quindi potenziata la cultura dell'inclusione, e ciò anche
mediante un approfondimento delle relative competenze degli insegnanti curriculari, finalizzate ad una più stretta
interazione tra tutte le componenti della comunità educante.
Dagli studi sulla legislazione sopra citata il Gruppo ha indicato delle strategie operative al fine di garantire e
promuovere la cultura dell'inclusione.
Osservazione
Fondamentale è l'osservazione: tant'è che il monitoraggio effettuato, come già detto, ha permesso agli insegnanti il
riconoscimento di potenziali disturbi, non solo nei primi segmenti dell'istruzione ma anche in tutto il percorso
scolastico. I segnali di allarme si sono trovati nella lettura, nella scrittura e nel calcolo. Per quanto riguarda la scrittura,
gli errori ricorrenti, che possono apparire comuni ed essere frequenti in una fase di apprendimento o in una classe
precedente, si sono presentati a lungo ed in modo non occasionale. Per quanto concerne la lettura, il permanere di
una lettura sillabica ben oltre la metà della prima classe primaria, la tendenza a leggere la stessa parola in modi diversi
nel medesimo brano, il perdere frequentemente il segno o la riga, sono segni di una possibile dislessia. Per quanto
concerne il calcolo, difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri sono il segno di una
possibile discalculia.
Predisposizione di strumenti di recupero e potenziamento.
Osservate tali caratteristiche nelle prestazioni scolastiche di un alunno, l'insegnante deve predisporre specifiche
attività di recupero e potenziamento. E' fondamentale ricordare che ogni alunno ha uno stile di apprendimento
differente; occorre quindi tenerne conto per facilitare il raggiungimento degli obiettivi didattico-educativi. Se, anche a
seguito di tali interventi, l'atipia permane il Gruppo suggerisce di comunicare alla famiglia quanto riscontrato.
Informazione alle famiglie
Le famiglie saranno informate sulle difficoltà persistenti del disturbo, in particolare nel primo periodo per essere
guidate alla conoscenza del problema e saranno consigliate a ricorrere ad uno specialista per la presenza o meno di un
disturbo specifico di apprendimento.
Le famiglie provvederanno:
Di propria iniziativa o su segnalazione a far valutare l'alunno o lo studente di cui all'Art.3 Legge 170 /2010
A consegnare alla scuola una eventuale diagnosi;
A condividere con la scuola il patto educativo formativo;
A sostenere la motivazione e l'impegno dell'alunno nello svolgimento dei compiti;
A incoraggiare l'autonomia dell'alunno nella gestione dei tempi di studio, dell'impegno scolastico e delle relazioni con i
docenti.
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In tale prospettiva l'Istituto Comprensivo predisporrà incontri cadenzati con le famiglie per condividere l'azione
educativa.
Predisposizione del PDP
Sulla base di queste indicazioni, per potenziare la cultura dell'inclusione e rafforzare una stretta interazione tra tutte le
componenti della comunità educante, per il prossimo anno scolastico i Consigli di classe predisporranno i PDP (piani
didattici personalizzati) per ogni alunno segnalato che servano come strumento in itinere per gli insegnanti e abbiano
la funzione di informare le famiglie delle strategie programmate:
attività di recupero individualizzato;
modalità didattiche personalizzate;
misure e strumenti dispensativi e compensativi;
4 forme di verifiche e di valutazione.
L'adozione delle misure, al fine di non creare percorsi immotivatamente facilitati, dovrà essere sempre valutata sulla
base dell'effettiva incidenza del disturbo.
Didattica individualizzata e personalizzata
Da queste considerazioni si evidenzia la necessità di elaborare un percorso individualizzato e personalizzato per alunni
con bisogni educativi speciali, anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP) che serva sia
come strumento di lavoro per gli insegnanti che come documento informativo per le famiglie sulle strategie di
intervento programmate. Occorre, quindi, individuare quelle caratteristiche cognitive su cui puntare per il
raggiungimento del successo formativo
La Legge 170/2010 dispone che le Istituzioni scolastiche garantiscano l'uso di una didattica individualizzata e
personalizzata come strumento di garanzia del diritto allo studio. Per il termine "individualizzato" si intendono degli
obiettivi comuni scelti per tutto il gruppo classe, adattando le metodologie in funzione delle caratteristiche individuali
degli alunni; per quello "personalizzato" si intendono degli obiettivi formativi adatti e significativi per quel singolo
alunno. La "didattica individualizzata e personalizzata" permette l'una il recupero individuale nell'ambito di specifiche
competenze comuni, l'altra calibra l'offerta didattica sulla specificità dei bisogni educativi individuali promovendo le
potenzialità di ciascuno.
Gli strumenti da utilizzare per la didattica individualizzata sono:
recupero;
flessibilità dell'organizzazione didattica;
Per la didattica personalizzata gli strumenti sono:
diversificazione delle mete formative;
valorizzazione dei punti di forza di ogni alunno;
attenzione agli stili di apprendimento;
utilizzo di dispositivi didattici compensativi e dispensativi.
Gli strumenti compensativi da utilizzare sono: sintesi vocale, registratore software di video scrittura con correttore
ortografico, calcolatrice, tabelle, mappe concettuali;
I dispositivi dispensativi sono: la possibilità di non svolgere alcuna prestazione a causa del disturbo, maggior tempo
per svolgere una prova (+ 30%) contenuti semplificati, riduzione dei materiali di lavoro, ecc.
Raccordo e consulenza territoriale
Naturalmente il raccordo con i CTS e i CTI sarà utile al fine di programmare interventi specifici sia di consulenza sia di
informazione per l'acquisto e la gestione degli ausili compensativi e dispensativi.
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AZIONE PER IL SOSTEGNO DEI BES
Per realizzare una buona qualità dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità e un’efficace azione inclusiva
per molti alunni con Bisogni Educativi Speciali abbiamo la necessità di rendere sempre più “speciale” la “normalità”
del far scuola tutti i giorni.
Ianes Dario
I Bisogni Educativi Speciali sono riferiti agli alunni che si trovano, anche transitoriamente, in particolari condizioni di
difficoltà e/o svantaggio di tipo sociale o culturale oltre che di apprendimento, per i quali sono necessarie la
predisposizione e la realizzazione di percorsi opportunamente studiati per il singolo caso.
I riferimenti normativi sono:
1.) Legge 08.10.2010 N°170. Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico;
2.) Direttiva del 27.12.2012. Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione
territoriale per l'inclusione scolastica;
3.) Circolare 06.03.2013 N°08. Indicazioni operative sulla Direttiva 27.12.2012.
La normativa chiarisce come "ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni
Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici, o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è
necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta."
La normativa, inoltre, estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento,
richiamandosi espressamente ai principi enunciati dalla legge 53/2003. L’individuazione degli alunni con BES, al
contrario degli alunni disabili o con DSA, non è rimessa ad opposita certificazione, ma all’intervento dei consigli di
classe che redigono un Piano Didattico Personalizzato (PDP), individuale o riferito a tutti gli alunni con BES della classe
La Legge 170 riconosce i DSA e ne definisce il significato:
dislessia "disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'imparare a leggere , in particolare nella
decifrazione dei segni linguistici ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura;
disgrafia "disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica";
disortografia " disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici cui transcodifica;
discalculia "disturbo che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell'elaborazione dei numeri.
I Disturbi Specifici di apprendimento interessano alcune specifiche abilità dell’apprendimento scolastico, in un
contesto di funzionamento intellettivo adeguato all’età anagrafica. Sono coinvolte in tali disturbi l’abilità di lettura, di
scrittura e di calcolo.
Secondo le ricerche attualmente più accreditate, i DSA sono di origine neurobiologica, ma allo stesso tempo hanno
matrice evolutiva e si mostrano come un’atipia dello sviluppo, modificabile attraverso interventi mirati. Posto nelle
condizioni di attenuare e/o compensare il disturbo, infatti, il discente può raggiungere gli obiettivi di apprendimento
previsti. E’ da notare inoltre (e ciò non è affatto irrilevante per la didattica), che gli alunni con DSA sviluppano stili di
apprendimento specifici, volti a compensare le difficoltà incontrate a seguito del disturbo.
DISLESSIA
Dal punto di vista clinico, la dislessia si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità della lettura a voce alta
rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata e istruzione ricevuta. Risultano più o meno deficitarie –
a seconda del profilo del disturbo in base all’età –la lettura di lettere, di parole e non-parole, di brani. In generale,
l’aspetto evolutivo della dislessia può far somigliare questo disturbo a un semplice rallentamento del regolare
processo di sviluppo. Tale considerazione è utile per l’individuazione di eventuali segnali anticipatori, presenti fin dalla
Scuola dell’Infanzia.
Caratteristiche della dislessia in età prescolare
Ritardo del linguaggio e problemi di pronuncia (cimena invece d cinema).
Utilizzo limitato di vocaboli rispetto all’età.
Difficoltà nell’imparare l’alfabeto, i giorni della settimana, i nomi dei mesi in ordine, ecc.
Difficoltà nel riconoscere destra e sinistra o le varie fasi della giornata (mattina/sera).
Difficoltà di memoria a breve termine.
Difficoltà ad imparare le filastrocche.
Difficoltà ad imparare noi di oggetti noti.
Difficoltà di attenzione e alta distraibilità.
Inadeguatezza nei giochi fonologici.
Difficoltà nella copia da modello e disordine nello spazio del foglio.
Manualità fine difficoltosa.
Goffaggine nel vestirsi, allacciarsi le scarpe, riordinare.
Difficoltà nel ripetere sequenze ritmiche.
Caratteristiche della dislessia durante la scuola Primaria
Lettura poco fluente, lenta e scorretta rispetto all’età.
Tendenza a scrivere lettere e numeri a specchio.
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Fatica nel ricordare le sequenze (tabelline/ mesi dell’anno).
Scrittura poco chiara e con frequenti errori di tipo fonologico.
Frequenti e ripetuti errori di ortografia (accenti, errori nell’utilizzare l’h e la q, utilizzo errato delle doppie).
Difficoltà ad imparare l’ordine alfabetico (da qui i problemi nell’uso del dizionario).
Difficoltà nei calcoli a mente.
Difficoltà di attenzione e concentrazione.
Difficoltà nella comprensione dl testo.
Difficoltà nell’allacciarsi le scarpe, annodare, vestirsi, abbottonarsi.
Difficoltà a leggere l’orologio.
Difficoltà di orientamento.
DISAGRAFIA
La disgrafia si manifesta come uno scarso controllo degli aspetti grafici e formali della scrittura manuale, ed è collegata
al momento motorio-esecutivo della prestazione. Questo disturbo che si riconosce soprattutto nel passaggio al
corsivo, si manifesta per una minore rapidità e precisione dell’atto grafico della scrittura, a differenza della
disortografia, che è all’origine di una minore correttezza ortografica del testo scritto. Entrambe le patologie,
naturalmente, sono in rapporto all’età anagrafica dell’alunno.
Caratteristiche
 Lentezza e fatica nella scrittura.
 Impugnatura della penna e postura scorrette.
 Tratto irregolare e a volte incomprensibile.
 Difficoltà a mantenere la regolarità dello spazio tra una lettera e l’altra in una parola, sulla riga e i suoi
margini.
 Dimensione e inclinazione dei caratteri molto variabili dall’inizio alla fine di un testo.
Consigli pratici
 Prestare molta attenzione alla corretta postura e all’impugnatura della matita. E ’consigliabile l’utilizzo di
pastelli più grossi e l’uso di impugnature aggiuntive che guidino anatomicamente la posizione delle dita.
 E’ utile l’allenamento nel tracciare linee rette, spezzate, curve, anelli, ecc…(le forme basi che servono per
creare le lettere).
 Prima di far esercitare gli alunni con attività specifiche di codifica-decodifica, è utile lavorare sulo sviluppo
delle abilità metafonologiche, come ad esempio: la distinzione di suoni che compongono le parole della
lingua italiana; il riconoscimento di sillabe e suoni che compongono le parole della lingua italiana; il
riconoscimento di sillabe e suoni posti all’inizio e alla fine delle parole; l’identificazione della somiglianza
fonetica tra due parole in rima.
 Sarebbe ideale passare al corsivo gradualmente, dando ampio spazio allo stampatello per la scrittura e all’uso
dello script per la lettura fino a quando l’alunno non risulta pronto per il nuovo carattere.
 Le righe di prima e terza primaria sono l’ideale per gli alunni disgrafici, in quanto delimitano esattamente lo
spazio.
 Sono consigliati i quadretti da 1 cm o da un rigo.
 I quaderni dovrebbero essere dotati di margini di colori differenti per far risaltare il lato destro e sarebbe utile
evidenziare la linea da seguire per scrivere.
 Le cornicette possono allenare gli alunni disgrafici al disegno geometrico.
 La grafia degli alunni studenti disgrafici non dipende dalla buona volontà e dall’impegno, perciò è inutile
sovraccaricare l’alunno di esercizi per migliorare il segno grafico. Sono consigliabili invece le tabelle promemoria dei caratteri alfabetici.
DISORTOGRAFIA
La disortografia riguarda l’utilizzo, in fase di scrittura, del codice linguistico in quanto tale. Può essere definito come un
disordine di codifica del testo scritto, responsabili della transcodifical linguaggio orale nel linguaggio scritto.
Caratteristiche
 Lo studente fa molti errori di ortografia, anche elementari, e si stanca prima dei suoi compagni
 Il dettato risulta difficoltoso e l’alunno, a causa della sua lentezza, potrebbe saltare delle parole o rimanere
indietro rispetto ai compagni.
 A causa dei molti errori ortografici, lo studente ha difficoltà nel copiare dalla lavagna e nell’organizzazione del
diario.
 Gli errori che vengono fatti in maniera sistematica sono:
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inversioni e sostituzioni di lettere;
errori nella scrittura delle parole con elisioni;
errori nell’utilizzo delle doppie;
confusione tra fonemi dal suono e dalla forma simili come c/q, t/d, f/v, c/g, p/q ,p/b;
errori ortografici e nella costruzione di una frase.
Consigli pratici
 Sono utili gli esercizi specifici riguardanti l’apostrofo, l’acca, l’accento, la ricerca di categorie grammaticali e la
memorizzazione delle eccezioni.
 Per migliorare la produzione del testo scritto è importante sviluppare le abilità di pianificazione, di stesura e
di revisione del testo.
 Risulta di poca utilità far ricopiare più volte i testi o gli errori ortografici come forma di insegnamento.
DISCALCULIA
La discalculia riguarda l’abilità di calcolo, sia nella componente dell’organizzazione della cognizione numerica
(intelligenza numerica basale), sia in quella delle procedure esecutive e del calcolo. Nel primo ambito, la discalculia
interviene sugli elementi basali dell’abilità numerica: il subitizing (o riconoscimento immediato di piccole quantità), i
meccanismi di quantificazione, la seriazione, la comparazione, le strategie di composizione e scomposizione di
quantità, le strategie di calcolo a mente.
Nell’ambito procedurale, invece, la discalculia rende difficoltose le procedure esecutive per lo più implicate nel calcolo
scritto: la lettura e la scrittura dei numeri, l’incolonnamento, il recupero dei fatti numerici e gli algoritmi del calcolo
scritto vero e proprio.
Caratteristiche
 Difficoltà nella denominazione, nella lettura e nella scrittura dei simboli matematici.
 Difficoltà a svolgere operazioni matematiche.
 Difficoltà ad incolonnare le operazioni.
 Difficoltà nell’imparare le tabelline.
 Difficoltà nella comprensione del testo dei problemi.
 Difficoltà nel contare a ritroso.
 Uso di strategie del tutto personali per eseguire i calcoli.
 Difficoltà nel capire il valore posizionale delle cifre.
 Difficoltà a ricordare l’ordine delle procedure per eseguire un’operazione.
 Difficoltà a memorizzare formule e definizioni.
Consigli pratici
Sulla base delle osservazioni sistematiche i docenti possono capire i segnali predittivi per individuare i DSA attraverso
il mancato possesso dei prerequisiti.
PREREQUISITI E SEGNALI PREDITTIVI
Se ho fatto qualche scoperta di valore, ciò è dovuto più ad un’attenzione paziente che a qualsiasi altro talento.
Isaac Newton
La diagnosi di DSA non può essere formulata prima del secondo anno della scuola Primaria, ma in età prescolare può
essere effettuato lo screening precoce di specifici “indicatori di rischio ”per la successiva comparsa di DSA. A questo
riguardo ci vengono in soccorso le indicazioni dei prerequisiti che il bambino deve raggiungere entro l’ultimo anno
della Scuola dell’Infanzia e i segnali predittivi che emergono durante gli anni della Scuola dell’Infanzia e della Scuola
Primaria.
PREREQUISITI: DSA e traguardi di competenza
Secondo le Indicazioni Nazionali del 2012, nel corso dell’ultimo anno della Scuola dell’infanzia, il bambino “inizia ad
interiorizzare le coordinate spazio-temporali e ad orientarsi nel mondo dei simboli, delle rappresentazioni, dei media,
delle tecnologie”. Ci si aspetta dunque che raggiunga, tra gli altri, i seguenti traguardi di competenza:

Raggruppamento e classificazioni di oggetti;

Confronto e valutazione delle quantità;

Familiarizzazione con le strategie del contare;

Esecuzione di misurazioni.
Nell’ambito della letto-scrittura il bambino, che” sperimenta rime, filastrocche e drammatizzazioni; inventa nuove
parole, cerca somiglianze e analogie tra significanti e significati”, raggiunge delle competenze specifiche, tra cui:
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 Discriminazione visiva – riconosce grafemi ed altri segni grafici;
 Discriminazione uditiva – discrimina i fonemi e li associa correttamente ai grafemi corrispondenti;
 Associazione visivo-verbale nomina velocemente figure, oggetti e simboli;
 Coordinazione oculo –manuale – integra abilità motorie e percezione visiva;
 Abilità metafonologiche – riconosce ed elabora le caratteristiche fonologiche delle parole.
Ai docenti curricolari spettano i compiti più delicati. Nello specifico possiamo distinguere tre diverse fasi di attuazione
dei compiti dell’insegnante: la prevenzione, la segnalazione e la personalizzazione della didattica per gli alunni con
DSA. In un’ottica di prevenzione durante le prime fasi degli apprendimenti scolastici, l’insegnante cura con attenzione
l’acquisizione dei prerequisiti fondamentali e la stabilizzazione delle prime abilità relative alla scrittura, alla lettura e al
calcolo, secondo quanto già specificato nelle Linee guida delegate al Decreto ministeriale 5669 del 2011. Gli alunni con
Disturbo Specifico di apprendimento non rientrano nei casi di studenti affiancati dall’insegnante di sostegno scolastico
individualizzato, secondo quanto previsto dalla legge-quadro 5 Febbraio 1992, n°104 per l’assistenza , integrazione
sociale e i diritti delle persone diversamente abili. Ciò nonostante , in alcuni casi, specialmente se il DSA si presenta
associato con altri disturbi clinici (casi di doppia diagnosi o “doppio codice”),insegnanti e familiari possono ravvisare la
necessità di un insegnante specializzato che sia di sostegno alla classe. Compito dell’insegnante di sostegno in questi
casi, quindi, riguarda sostanzialmente l’insegnamento e la promozione dell’utilizzazione di strumenti compensativi
quali schemi, mappe, computer, videoscrittura, software didattici specifici…..
PREREQUISITI : DSA E LATERALITA’
Tutti coloro che si occupano di insegnamento dovrebbero ricordare continuamente l’antico motto latino ”ludendo
docere”,cioè” insegnare divertendo”. Se si riesce infatti a inserire l’aspetto del” gioco”(nel senso dell’”interesse”)
eccitando cosi le motivazioni individuali e accendendo i cervelli, si riesce a moltiplicare in modo altissimo l’efficienza
dell’informazione. Perché l’interessato “ci sta”. E’ stimolato, partecipa, ricorda. E impara.
Piero Angela
La lateralità è un processo neurobiologico di affermazione e stabilizzazione dell’asimmetria fra la metà destra e quella
sinistra del corpo umano e più specificatamente della parziale asimmetria funzionale dei due emisferi celebrali. In
genere si stabilizza intorno ai 5 anni e si conclude intorno ai 12 anni,
Disturbi della dominanza laterale nell’ambito scolastico riguardano:
 Lettura e scrittura;
 Scrittura dei numeri;
 Numerazioni;
 Incolonnamento;
 Calcolo nelle operazioni;
 Prestito e riporto.
La strutturazione e la conoscenza di destra e sinistra (lateralità), rispetto a se stessi, agli altri e agli oggetti nello spazio,
può essere consolidata nella Scuola Primaria attraverso esercizi e giochi in palestra.
GIOCHI IN PALESTRA
 La bella statuina,
 Il gioco delle coppie
 Andiamo a caccia…. di bambini;
 Il gioco del palloncino;
 Sopra e sotto;
 Il gioco del cerchio.
MISURE DISPENSATIVE
All’alunno con DSA è garantito l’essere dispensato da alcune prestazioni non essenziali ai fini dei concetti da
apprendere. Esse possono essere, a secondo della disciplina e del caso:
 L’utilizzo contemporaneo dei quattro caratteri (stampatello maiuscolo, stampatello minuscolo, corsivo
minuscolo, corsivo maiuscolo)
 la lettura ad alta voce
 la scrittura sotto dettatura
 prendere appunti
 copiare dalla lavagna
 lo studio mnemonico delle tabelline
 lo studio della lingua straniera in forma scritta
 il rispetto della tempistica per la consegna dei compiti scritti
 la quantità dei compiti a casa.
STRUMENTI COMPENSATIVI
68
L’alunno con DSA Può usufruire di strumenti compensativi che gli consentono di compensare le carenze funzionali
determinate dal disturbo. Aiutandolo nella parte automatica della consegna, permettono all’alunno di concentrarsi sui
compiti cognitivi oltre che avere importanti ripercussioni sulla velocità e sulla correttezza. A seconda della disciplina e
del caso, possono essere:
 tabella dell’alfabeto
 retta ordinata dei numeri
 tavola pitagorica
 linea del tempo
 tabella delle misure e delle formule geometriche
 formulari, sintesi, schemi, mappe concettuali delle unità di apprendimento
 computer con programma di videoscrittura, correttore ortografico e sintesi vocale; stampante e scanner
 calcolatrice
 registratore e risorse audio (sintesi vocale, audiolibri, libri digitali)
 software didattici specifici.
 ausilio di esperti esterni qualificati
VALUTAZIONE
 Predisporre verifiche scalari
 Programmare e concordare con l’alunno le verifiche
 Prevedere verifiche orali a compensazione di quelle scritte (soprattutto per la lingua straniera)
 Valutare tenendo conto maggiormente del contenuto più che della forma
 Far usare strumenti e mediatori didattici nelle prove sia scritte sia orali
 Introdurre prove informatizzate.
La Direttiva 27.12.2012 specifica che i BES comprendono un'area molto ampia e sono in essa compresi
 Disabilità;
 DSA e disturbi evolutivi specifici
 Svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale
Per BES la Direttiva intende "oltre ai DSA:
 deficit del linguaggio delle abilità non verbali;
 della coordinazione motoria;
 dell'attenzione e dell'iperattività;
che non possono essere certificati ai sensi della legge 104/92.
I Bisogni evolutivi specifici possono essere determinati da diversi fattori:
 Condizioni fisiche: malattie di vario genere acute e croniche, fragilità, lesioni, ecc.
 Struttura corporea: mancanza di un arto, di una parte ella corteccia celebrale, ecc.
 Funzioni corporee. Deficit visivi, motori, di memoria, attenzione, ecc.
 Attività personali: scarse capacità di apprendimento, di applicazione delle conoscenze, di comunicazione, di
pianificazioni delle azioni, di interazioni sociale, di autonomia, ecc.
 Partecipazione sociale: difficoltà a rivestire i ruoli sociali all’interno della classe, a partecipare alle situazioni
sociali più tipiche.
 Fattori contestuali ambientali: famiglia problematica, situazione sociale difficile, cultura diversa,
atteggiamenti ostili, eccc.
 Fattori contestuali personali: scarsa autostima, reazioni emozionali eccessive, scarsa motivazione,
comportamenti problematici, ecc.
Come spiegato dalla Direttiva, gli allievi con BES possono avvalersi di opportuni strumenti compensativi e di misure
dispensative previste già dalla legge 170/2010; di ulteriori misure di supporto che tengano conto delle peculiarità del
soggetto, come l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata; di mezzi di apprendimento alternativi e
tecnologie informatiche; dell’esonero delle lingue straniere.
Circolare MIUR 06.03.2013 N°8 INDICAZIONI OPERATIVE
la Direttiva fornisce indicazioni operative per la "politica dell'inclusione".
Il termine “inclusione” si riferisce a tutti gli alunni , come garanzia diffusa e stabile di poter partecipare alla vita
scolastica e di raggiungere il massimo possibile in termini di apprendimento e partecipazione sociale. La scuola
inclusiva deve mettere in campo tutti i facilitatori possibili e rimuovere tutte le barriere all’apprendimento e alla
partecipazione di tutti gli alunni. La scuola si attiva a nominare il GLI gruppo di lavoro per l'inclusione che svolge e
supporta i seguenti compiti:
 rilevazione BES nella scuola;
 raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere;
 focus - confronto sui casi con consulenza ai colleghi sulle strategie metodologiche di gestione delle classi;
69
 rivelazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusione della scuola;
 raccolta e coordinamento delle proposte formulate ( singoli docenti, consigli di classe, gruppi di lavoro);
 elaborazione annuale dell'inclusività.
 nomina di esperti esterni qualificati
Il gruppo analizzerà punti di forza e di debolezza per l'inclusione.
DIDATTICA INCLUSIVA . INDICAZIONI OPERATIVE
I sette punti chiave per una didattica inclusiva , suddivisi nelle tre sezioni sotto riportate, sono i seguenti:
Sezione 1: Attivare i processi di apprendimento
1. La risorsa compagni di classe
2. L’adattamento come strategia inclusiva
3. Strategie logico-visive, mappe, schemi e aiuti visivi.
Sezione 2: Elaborare le informazioni e costruire l’apprendimento
4. Processi cognitivi e stili di apprendimento
5. Metacognizione e metodo di studio
6. Emozioni e variabili psicologiche nell’apprendimento.
Sezione 3 : Valutare gli esiti dell’apprendimento
7. Valutazione, verifica e feedback.
1 . RISORSA COMPAGNI DI CLASSE
I compagni di classe sono la risorsa più preziosa per attivare processi inclusivi. Fin dal primo giorno è necessario
incentivare e lavorare su collaborazione, cooperazione e clima di classe. In particolare, sono da valorizzare le strategie
di lavoro collaborativo in coppia e la didattica cooperativa in piccolo gruppo. Per gli alunni con BES, sono
particolarmente efficaci il tutoring tra pari e la didattica laboratoriale, basata sulla partecipazione attiva degli studenti
alla lezione. L’apprendimento non è mai un processo solitario, ma è profondamente influenzato dalle relazioni, dagli
stimoli e dai contesti tra pari. Valorizzare la dimensione di gruppo è la strategia inclusiva più efficace per sviluppare
anche negli alunni con BES la zona di sviluppo prossimale e realizzare i potenziali di apprendimento di ciascuno.
2 . ADATTAMENTO COME STRATEGIA INCLUSIVA
L’adattamento è una dimensione molto ampia e complessa. Per valorizzare le differenze individuali, prima ancora di
adattare le strategie e i materiali è necessario essere consapevoli e adattare i propri stili di comunicazione, le forme di
lezione e gli spazi di apprendimento.
Inoltre, adattare significa variare i materiali rispetto ai diversi livelli di abilità e ai diversi stili cognitivi presenti in classe.
L’adattamento più funzionale è basato su materiali in grado di attivare molteplici canali di elaborazione delle
informazioni e di facilitare l’accesso e l’elaborazione dei materiali, dando aiuti aggiuntivi e attività a difficoltà
graduale. Per gli alunni con difficoltà linguistiche e cognitive, è utile semplificare il lessico, la sintassi e le richieste per
l’esecuzione dell’attività, fino ad arrivare ai gradi più elevati dell’adattamento, che prevedono una progressiva
riduzione della disciplina ai concetti fondamentali o la realizzazione di percorsi educativi individualizzati del tutto
svincolati degli orientamenti disciplinari e fondati invece sulla partecipazione alle attività di classe e all’autonomia
personale.
3. STRATEGIE LOGICHE-VISIVE, MAPPE, SCHEMI E AIUTI VISIVI
La didattica tradizionale è spesso centrata sul solo codice testuale e orale. Per attivare dinamiche inclusive è
fondamentale potenziare le strategie logico-visive, in particolare grazie all’uso di mappe mentali e mappe concettuali.
Di grande aiuto per gli alunni con BES sono anche tutte le forme di schematizzazione e organizzazione anticipata della
conoscenza e, in particolare, i diagrammi, le linee del tempo, le illustrazioni significative e le flashcard delle regole, cosi
come la valorizzazione delle risorse iconografiche, degli indici testuali e dell’analisi delle fonti visive.
4. PROCESSI COGNITIVI E STILI DI APPRENDIMENTO
Per l’elaborazione delle informazioni assume particolare rilievo il ruolo delle funzioni esecutive e dei processi cognitivi.
Attenzione, memorizzazione, pianificazione e problem solving consentono lo sviluppo di abilità psicologiche,
comportamentali e operative necessarie all’elaborazione delle informazioni e alla costruzione dell’apprendimento.
Allo stesso tempo, una didattica realmente inclusiva deve valorizzare i diversi stili cognitivi presenti in classe e le
diverse forme di intelligenza, sia per quanto riguarda gli alunni, sia per quanto riguarda le forme di insegnamento. Non
ci può essere valorizzazione delle differenze senza variabilità didattica.
5. METACOGNIZIONE E METODO DI STUDIO
Sviluppare conoscenza e consapevolezza di ogni alunno rispetto ai suoi processi cognitivi è l’obiettivo trasversale a
ogni attività didattica. L’insegnante agisce su quattro livelli di azione metacognitiva, per sviluppare strategie di
autoregolazione e mediazione cognitiva ed emotiva e per strutturare un metodo di studio personalizzato ed efficace,
spesso carente negli alunni con difficoltà.
6. EMOZIONI E VARIABILI PSICOLOGICHE NELL’APPRENDIMENTO
70
Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nell’apprendimento e nella partecipazione. E’ centrale sviluppare una
positiva immagine di sé, buoni livelli di autostima e autoefficacia e un positivo stile di attribuzione interno. La
motivazione ad apprendere è fortemente influenzata da questi fattori, cosi come dalle emozioni relative
all’appartenenza al gruppo di pari e al gruppo classe, che deve sviluppare capacità di resilienza per affrontare le sfide
quotidiane che la prospettiva inclusiva mette in campo. E’ quindi necessaria un’azione educativa e didattica specifica
per la gestione delle emozioni e dell’affettività, in grado di agire sui processi metacognitivi di controllo più elevati e
sulla costruzione di un’immagine di sé positiva.
7.VALUTAZIONE, VERIFICA E FEEDBACK
In una prospettiva inclusiva è necessario che la valutazione non solo assuma carattere costantemente formativo, ma
sia una valutazione utile per l’apprendimento, capace di supportare il singolo alunno nel processo didattico e di
generare un feedback costante per l’insegnante stesso rispetto ai propri processi di insegnamento. Allo stesso tempo,
le forme di verifica devono essere coerenti con la prospettiva inclusiva, valorizzando la personalizzazione delle forme
di verifica nella formulazione delle richieste e nelle forme di elaborazione da parte dell’alunno. Inoltre, è da tenere in
considerazione l’adozione di misure compensative e dispensative cosi come previste dalla normativa, non limitandole
al solo atto burocratico, ma dando pieno valore didattico alla flessibilità e alla diversità delle forme di elaborazione del
pensiero. La valutazione deve sviluppare processi metacognitivi nell’alunno: pertanto, il feedback dovrà essere
continuo, formativo e motivante, e non punitivo o censorio. Allo stesso tempo, in una prospettiva che parte dalla
valorizzazione del sistema classe come comunità apprendente, la valutazione non può essere solamente individuale
ed etero-diretta (da insegnante ad alunno), ma deve essere capace di svilupparsi in autovalutazione individuale e tra
pari.
STRATEGIE METODOLOGICHE E DIDATTICHE
 Valorizzare nella didattica linguaggi comunicativi altri dal codice scritto ( linguaggio iconografico, parlato),
utilizzando mediatori didattici quali immagini, disegni e riepiloghi a voce
 Utilizzare schemi e mappe concettuali
 Insegnare l’uso di dispositivi extratestuali per lo studio ( titolo, paragrafi ,immagini)
 Promuover inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline
 Dividere gli obiettivi di un compito in “sotto obiettivi”
 Offrire anticipatamente schemi grafici relativi all’argomento di studio, per orientare l’alunno nella
discriminazione delle informazioni essenziali
 Privilegiare l’apprendimento dall’esperienza e la didattica laboratoriale
 Promuovere processi metacognitivi per sollecitare nell’alunno l’autocontrollo e l’autovalutazione dei propri
processi di apprendimento
 Incentivare la didattica di piccolo gruppo e il tutoraggio tra i pari
 Promuovere l’apprendimento collaborativo;
 Promuovere l'ausilio di esperti esterni qualificati.
71
AZIONE PER MIGLIORARE IL METODO DI STUDIO
“IMPARARE AD IMPARARE”
Migliorare la performance di studio degli alunni
Dopo un’approfondita analisi e un attento esame dei risultati di valutazione (Team docenti) ed esterna (Prove
INVALSI), si è posti come obiettivo quello di migliorare la performance, il successo degli alunni, dei due segmenti di
scuola 4 e 5 Primaria e 1,2, 3 scuola Secondaria I° Grado. Questa Azione del Piano di Miglioramento è offerta agli
alunni che mostrano difficoltà nell’organizzazione dello studio e nell’utilizzo di un’efficace strategia di lavoro perché
scaturisce dalle osservazioni delle difficoltà che gli alunni incontrano nella loro applicazione personale tra il passaggio
dalla Primaria alla Secondaria di I° Grado e così via, quando vengono richieste maggiore autonomia di lavoro, sicurezza
di scelte maggiori, responsabilità, rispetto agli anni precedenti. Si è scelta questa azione di Miglioramento, in quanto
questo argomento appare sempre più spesso quale oggetto di analisi e di discussione nei vari Consigli di
classe/interclasse come concausa e/o conseguenza di situazioni di disagio scolastico largamente presenti tra gli alunni
poiché, molto spesso, metodi di studio inadeguati risultano di ostacolo al rendimento scolastico, pieno successo
formativo dell’alunno.Si ritiene quindi necessario attivare queste Azioni di Miglioramento che prestino attenzione ai
problemi di organizzazione del proprio lavoro, di concentrazione da parte degli alunni cioè di Metodo di studio.
I rispettivi Consigli di classe/interclasse segnalano le difficoltà riscontrate a partire già dai primi testi di Ingresso nelle
varie discipline. Questa Azione di Miglioramento si articola in due fasi, la prima propedeutica, in cui si lavora
principalmente sulla motivazione, sulla consapevolezza del proprio stile di apprendimento, sul controllo emotivo, in
particolare l’ansia di prestazione; la seconda operativa, in cui si attivano tutte le strategie per migliorare la
memorizzazione e per favorire l’elaborazione dei contenuti fissati nelle diverse discipline.
In coerenza con quanto stabilito nel POF, si sente peraltro l’esigenza di affrontare
il tema del successo scolastico non solo in termini di efficienza, ma nell’ottica di migliorare l’efficacia della scuola, cioè
la sua capacità di rispondere alla domanda dei suoi utenti: alunni, famiglie, sistema sociale. Si ritiene pertanto che tra i
propri compiti vi sia anche quello di elaborare strategie e strumenti per individuare gli elementi essenziali di u corretto
approccio allo studio e quindi fornire agli alunni delle indicazioni, aiutarli a costruirsi degli strumenti che gli
consentano di “leggere” la sua realtà e di personalizzare il metodo di lavoro.
COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA
IMPARARE AD IMPARARE: acquisire un efficace metodo di studio.
AGIRE IN MODO AUTONOMO E RESPONSABILE: incrementare la capacità di autocontrollarsi; essere puntuali e
ordinati nell’esecuzione dei compiti.
COMUNICARE: migliorare lo sviluppo delle attività espressive sia orali che scritte, puntando all’uso del lessico specifico
di ciascuna disciplina; ascoltare in classe; studiare a scuola nei momenti liberi; al mattino dopo colazione.
FINALITA’
1) Proporre agli alunni un itinerario di apprendimento consapevoli di autoapprendimenti.
2) Predisporre in ogni consiglio di classe un Piano di Miglioramento relativo al Metodo di studio strutturato in piste di
lavoro finalizzate ad attuare tecniche capaci di far acquisire le competenze necessarie per una consapevole
pianificazione di un metodo di lavoro personale. Aiutare i docenti nel realizzare interventi mirati a sostenere gli alunni
nella loro applicazione personale in qualunque occasione e valorizzare così la loro professionalità in quanto il
problema del metodo di studio, diventa stimolo al ripensamento del docente, poiché gli pone il problema di come
trasmettere i contenuti e come far acquisire determinate competenze.
OBIETTIVI
Un buon metodo di studio, costituisce una forte motivazione all’apprendimento poiché permette di comprendere gli
errori, di organizzare recuperi, di capire che studiare non significa memorizzare, ma compiere una serie complessa e
diversificata di operazioni fino a costruirsi una personale “strategia” di azione. Nel periodo scolastico, si sviluppano
negli alunni dal punto di vista dell’apprendimento, delle potenzialità che devono essere valorizzate, pertanto è
necessario:
 Guidarli alla ricerca di un metodo che li porta a studiare, a sapere, a saper fare, a saper essere.
 Sviluppare una capacità cognitiva che gli permetta di raggiungere delle competenze che lo accompagneranno sempre
e su cui potrà operare approfondimenti e ampliamenti.
 Aiutare gli alunni a essere consapevoli delle loro attitudini, a orientarsi eventualmente verso scelte diverse, ad avere
un metodo di studio e di lavoro autonomo.
72
COMPETENZA
Acquisire un metodo di studio “spendibile” in tutti i campi disciplinari.
AZIONI DEL PIANO DI MIGLIORAMENTO
Saper utilizzare il diario;
costruzione o potenziamento
delle motivazioni allo studio e
attivare procedure di
insegnamento volte a facilitare
l’acquisizione di un efficiente
metodo di studio
(organizzazione spazio/tempo
metodologie differenziate e
strumenti diversificati, etc;
costruzione ottimale rapporto
docente/alunno e alunno
gruppo classe; incrementare
la capacità di autocontrollarsi.
Criticità individuate/piste di
miglioramento;
Punta di forza della
scuola/risorse umane
necessarie: DS, docenti, alunni;
personale ATA;
migliorare il valore formativo;
difficoltà organizzative e
procedurali.
migliorare la qualità dell’offerta
formativa;
Interessi per la didattica
Relazione tra linea strategica dei Piano e le Azioni
Il lavoro dello studente richiede una serie di abilità specifiche, distribuite su una gamma molto estesa: da capacità
“pratiche”, come il saper tenere n diario od organizzare efficacemente il proprio quaderno, saper studiare un
libro di testo prendendo appunti. Che si tratti di “modi di fare” o di “modi di pensare”, si sottolinea comunque il
carattere operativo di queste abilità: si tratta infatti in ogni caso di capacità che permettono allo studente di far
fronte in modo positivo ai compiti che la scuola inevitabilmente richiede. Queste abilità diventano per cui non
solo necessarie, ma anche indispensabili. Il mancato sviluppo di queste abilità di carattere trasversale, che
attraversano il curricolo, viene spostata all’interno, cioè verso il livello scolastico precedente: accade così che,
particolarmente negli stadi di passaggio da un ordine di scuola a quello superiore, si lamenti la scarsa produttività
del livello immediatamente precedente. Alla luce di quanto emerso, si rende opportuno sviluppare delle strategie
finalizzate al miglioramento del successo scolastico per cui vengono elaborate queste azioni con lo scopo di
fornire agli studenti varie metodologie per ottimizzare il loro modo di studiare, ossia “Imparare ad Imparare”.
QUICK WINS
Nel razionalizzare i risultati dell’autovalutazione descritti nel RAV sono emerse carenze specifiche per cui è
possibile mettere in campo alcune azioni che per il loro carattere di immediatezza non richiedono l’elaborazione
di un progetto strutturato e possono già da subito essere realizzate. Si tratta di iniziative la cui attuazione
permette di dare visibilità subitanea ai risultati, rafforzando in tal modo la percezione della sua utilità ai portatori
di interesse. Nello specifico sono stati individuati i seguenti QUICK WINS che saranno affrontati al seguente livello
operativo:
1)
2)
3)
4)
Acquisire gli strumenti per essere autonomi nello studio.
Acquisire strategie metodologiche e didattiche per “Imparare ad Imparare”.
Migliorare gli esiti rispetto all’anno precedente delle prove INVALSI.
Migliorare rispetto all’anno precedente i risultati degli esiti finali.
73
PISTA DI LAVORO N°1
ATTIVITA’
CLASSE DESTINATA
CADENZA TEMPORALE
Uso del diario: conoscenza dello
strumento e suo utilizzo.
4^ - 5^ Primaria
Intero anno scolastico con
controllo e verifiche periodiche
da parte del team docenti e team
Miglioramento
1^-2^-3^ Secondaria I° Grado
Linee strategiche operative per l’uso del diario
1) Attività: approccio al diario – Competenza: l’alunno individua la pagina del diario come gli serve –
Strategia/metodo: osservazione del diario per capire com’è strutturato. Fare esempi pratici di utilizzo
(avviso, compito, nota)
2) Attività: uso del diario – Competenza: legge il diario, decodifica il messaggio, esegue quanto indicato,
individua il mese e il giorno, barra il giorno a cui è riferita la pagina. Strategia/metodo: uso di simboli e
abbreviazioni della materia a seconda della classe.
3) Attività: lettura e decodificazione dell’orario settimanale – Competenza: legge l’orario e lo decodifica,
predispone il materiale per l’attività o il giorno dopo. Strategia/metodo: tenere sotto controllo orario lezioni,
programmare e pianificare le attività di studio.
PISTA DI LAVORO N°2
ATTIVITA’
CLASSE DESTINATA
CADENZA TEMPORALE
Acquisizione del metodo di
studio.
4^ - 5^ Primaria
Intero anno scolastico con
controlli e verifiche
1^- 2^-3^ Secondaria I° Grado
periodiche da parte del team
docenti e team Miglioramento
Linee strategiche operative per l’acquisizione del metodo di studio
1) Studio costante e stabilire il tempo da dedicare allo studio dividendole ore in unità minuti 40/50:
2) Ordinare il piano di lavoro prima di studiare: fornirsi di tutti gli strumenti libri, quaderni necessari per lo studio delle
discipline del giorno,
3) Distribuzione del carico settimanale, stabilendo la quantità di materiale da studiare pianificando le attività,
4) Evidenziare o sottolineare le parole o le frasi chiave,
5) Individuare l’argomento generale comprendendone il testo specifico e i diversi temi,
6) Usare il vocabolario per ogni termine poco chiaro,
7) Utilizzare la tecnica del ripasso per conseguire l’assimilazione autentica,
8)Esposizione orale con parola proprie, ad alta voce con lessico chiaro e semplice, adeguato, specifico e tecnico per
ciascun ambito disciplinare,
9)Lettura per divertimento,
10)Saper prendere appunti ordinati,
11) Saper condurre una ricerca attraverso attività guidate e da soli, predisponendo materiali di approfondimento.
Linee strategiche operative: indicazioni metodologiche
Prendere appunti è alla base del processo di acquisizione di un metodo efficiente di studio.
Prendere appunti da un testo è un’abilità particolarmente complessa perché richiede una molteplicità di operazioni:
analisi : riconoscere e selezionare le informazioni essenziali in un testo
sintesi: coglier i collegamenti tra le informazioni
riorganizzazione: ordinare e schedare gli appunti scegliendo la rappresentazione grafica più efficiente.
Criteri per prendere appunti
74
SINTETICI – ESSENZIALI – CONCISI – BREVI - SCHEMATICI – PERSONALI (frutto del proprio apprendimento).
Prendere appunti è correlato con la lettura e il sottolineare: Fase 1 mantenere alta l’attenzione. Fase 2 dividere il
foglio in due scrivendo solo su una parte per eventuali aggiunzioni. Fase 3 scrivere data e argomento. Fase 4 scrivere
in maniera leggibile e possibilmente con parole proprie. Fase 5 rivederli e organizzarli.
Importanza di sottolineare
FACILITA LA MEMORIA VISIVA, sottolineando l’essenziale in maniera piacevole;
SVILUPPA LA CAPACITA’ DI SINTESI, scegliendo le frasi più significative;
AIUTA LA MEMORIA, riducendo la quantità di ciò che deve essere memorizzato. In conclusione, il sottolineare è una
forma attiva di studio che stimola la selezione delle informazioni essenziali, facilita le operazioni di ciò che è stato
messo in evidenza, attraverso l’effetto contrasto, e favorisce la memoria attraverso la riduzione sintetica delle
informazioni.
PISTA DI LAVORO N° 3
ATTIVITA’
Comportamento degli alunni in
classe,
Relazione docente/alunno.
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
CLASSE DESTINATA
4^ - 5^ Primaria
1^-2^-3^ Secondaria I° Grado
CADENZA TEMPORALE
Intero anno scolastico con
controlli e verifiche periodiche da
parte del team docenti e team
Miglioramento
Linee strategiche operative per il corretto comportamento in classe
Prepararsi lo zaino e tenere libri e quaderni ordinati insieme all’astuccio ben fornito;
Ascoltare i compagni che vengono interrogati,
Stare attenti alle spiegazioni,
Domandare ulteriori spiegazioni quando non si comprendono le lezioni,
Rispettare le regole, i compagni, gli insegnanti, il personale della scuola,
Non assumere atteggiamenti negativi durante la permanenza in classe,
Non utilizzare cellulari e dispositivi elettronici.
Migliorare le qualità relazionali.
Relazione linea strategica dell’azione
L’ azione di insegnamento si qualifica per la sua capacità di favorire la predisposizione del soggetto all’apprendimento.
Per cui, oltre alle strategie finalizzate al miglioramento del successo scolastico, è opportuno fornir agli alunni varie
indicazioni per ottimizzare il loro modo di stare a scuola attivando positive dinamiche di relazione docente/alunno e di
confronto e discussione col gruppo. Far acquisire uno spazio mentale per la cura e la preparazione temporale degli
attrezzi di lavoro.
Il monitoraggio e i risultati
Per quanto riguarda il monitoraggio, tutte le risorse interessate lo effettueranno attraverso incontri periodici per
rilevare e verificare procedure, strategie e l’efficacia delle azioni intraprese o proporre eventuali aggiustamenti in
corso d’opera.
Il monitoraggio di immediata consultazione dei risultati deve
essere organizzato in modo tale da verificare l’efficacia delle azioni messe in campo tenendo conto di eventuali
problemi che possano emergere durante lo svolgimento delle azioni.
Il riesame e il miglioramento
La valutazione intermedia negli incontri con i gruppi, riveste un ruolo fondamentale poiché deve essere adoperata per
analizzare se gli interventi proposti sono congruenti con i risultati attesi, apportando un proficuo contributo al
miglioramento generale della performance degli alunni. In caso contrario sarà opportuno riflettere sulle strategie
adoperate e sui risultati ottenuti. Bisognerà condividere con il gruppo di lavoro e il team di miglioramento le criticità
emerse e trovare soluzioni alternative. La diffusione delle attività e dei risultati raggiunti avverrà all’interno, dei
consigli di classe/interclasse, delle riunioni di dipartimento, del Collegio docenti, con l’eventuale pubblicazione sul sito
della scuola.
75
AZIONE PER LA FORMAZIONE DEL PERSONALE
La formazione in servizio “obbligatoria, permanente e strutturale” è connessa alla funzione docente e rappresenta un
fattore decisivo per la qualificazione di ogni sistema educativo e per la crescita professionale di chi in esso opera.
Nel nostro Istituto si è scelto di offrire opportunità formative per tutti i docenti e per tutti gli operatori scolastici; è una
responsabilità dirigenziale prioritaria e nella vision di una scuola come Koinè che studia, si inserisce l’incremento della
formazione.
Sulla base del combinato disposto della normativa vigente sulla formazione in servizio e della circolare prot. n.35 del
7-01-2016, il piano triennale per la formazione del personale è organizzato per tutti i docenti su delibera del collegio
dei docenti n.13 del 27-11-2015.
Il MIUR incentiva la libera iniziativa dei docenti per migliorare la qualità dell’insegnamento, la scuola pone in essere un
Piano con azioni pertinenti e utili ai vari ordini di scuola che fanno parte dell’I.C.
Il Piano Triennale di Formazione è la sede formale per la formazione in servizio, la sua elaborazione è la seguente:
ANNO SCOLASTICO
2015/2016
2016/2017
2017/2018
AZIONI FORMATIVE
Innovazione didattica e metodologica attraverso le
tecnologie digitali
Potenziamento delle competenze di base con particolare
riferimento alla lettura, comprensione, competenze
logico-argomentative, competenze matematiche degli
studenti
Inclusione, disabilità, integrazione, competenze di
cittadinanza globali
Per il piano saranno utilizzati i fondi per il funzionamento nonché le risorse PON-FSE e altri finanziamenti MIUR come
quelli previsti dall’ex legge 440.
76
ELENCO DEI PROGETTI DEL PIANO DI
MIGLIORAMENTO
COMPETENZE
1.
2.
3.
4.
5.
Prepariamoci alle prove INVALSI;
PON-FERS ( In attesa di bando);
Giochi matematici;
CLIL;
Laboratori di scienze.
FORMAZIONE DEL PERSONALE
1.
2.
3.
Innovazione didattica;
Potenziamento delle competenze;
Inclusione,disabilità, integrazione, competenze di cittadinanza globali.
Per ogni progetto si seguirà il seguente item per migliorare i PROCESSI e gli ESITI:




Plan
Do
Check
Act
Progetto n. 1
Prepariamoci alle prove INVALSI
Indicazioni del progetto
La pianificazione (Plan)
Titolo del progetto
Prepariamoci alle prove INVALSI
Data inizio e fine
2015/2016
Pianificazione
operativi
obiettivi
Obiettivi operativi
Riflessione didattica
sugli esiti delle prove
standardizzate
(Invalsi) della Scuola
Primaria e secondaria di
1^ grado
Potenziamento delle
competenze
matematiche e
linguistiche degli
alunni di ogni ordine di
scuola
Relazione tra la linea
strategica del Piano ed il
progetto
77
Indicatori
di
valutazione
Miglioramento dei
risultati degli alunni
quando vengono
sottoposti a prove
contenenti gli items
di criticità sia nella
scuola Primaria,
sia nella
Secondaria di 1^
grado
Esiti di matematica
e di Italiano
Prove Nazionali
È in linea con quanto stabilito, persegue
sia l’obiettivo di aumentare la condivisione
e la collaborazione tra docenti attraverso
la riflessione comune sia di ripensare le
Risorse umane necessarie
La realizzazione
Il monitoraggio
risultati (Check)
Il
riesame
e
miglioramento (Act)
Destinatari del progetto
(diretti e indiretti)
Diretti :alunni dell’istituto, in particolare di
quelli delle classi dove vengono
somministrate prove standardizzate
(Invalsi).
Indiretti: docenti di Italiano e Matematica
per la condivisione dei materiali e la messa
a punto delle strategie in tutti gli ambiti
disciplinari
Budget di progetto
Curricolare
-L’inizio del progetto è stato preceduto da un
primo esame degli esiti delle prove
standardizzate nazionali e dalla comunicazione
degli stessi al Collegio dei Docenti
-Incontri per l’esame degli items con esiti
negativi o lasciati in bianco nei mesi di GennaioFebbraio 2016 e Marzo-Aprile 2016
-Febbraio-Aprile 2016 in orario pomeridiano
extracurricolare esercitazioni rivolte agli
alunni di 3^ della Secondaria in vista della
Prove Nazionale di Matematica all’Esame di
Stato
Descrizione
principali
attuazione
(Do)
e
i
il
proprie pratiche didattiche, anche alla luce
dei risultati delle prove standardizzate
Équipe del Team di Miglioramento per la
predisposizione delle attività e
dei questionari.
fasi
delle
di
Descrizione delle attività
per la diffusione del
progetto
Collegio Docenti
Descrizione delle azioni di
monitoraggio
Tabulazione degli esiti
target
Miglioramento degli esiti, innalzamento della
% rispetto alle scuole con background
simile, in particolare negli item errati o
lasciati in bianco per gli alunni sottoposti
alla Prova Nazionale Invalsi
Note sul monitoraggio
In linea
Modalità di
delle azioni
Incontri correttivi
progettuale
revisione
Consiglio d’istituto
Inserimento degli esiti nel sito web d’istituto
nel
corso
dell’azione
Criteri di miglioramento
Impatto sugli alunni
Descrizione delle attività
di diffusione dei risultati
Incontri degli Organi Collegiali
Note sulla possibilità di
implementazione
del
progetto
Creazione di una banca dati on line di attività e
buone pratiche
78
Sito web
Schema di andamento per le attività del progetto
Attività
Responsabil
e
Tempificazione
dall’avvio)
S
Primo esame
degli
esiti
INVALSI a.s.
2014/2015
Incontri
del
team
di
migliorament
o
Diffusione del
progetto
tramite
Collegio
Avvio
progetto
O
N
D
X
X
attività
G
F
(mesi
M
A
X
X
Note
M
X
X
X
X
Monitoraggio
progetto
X
79
X
Monitoraggio
gradimento
docenti. Gli
esiti delle
prove
standardizzat
e
nazionali si
conosceranno
solo a fine
a.s.
Situazione
(da
compilare
durante
l’attuazion
e
del
progetto)
Rosso =
attuazione
non in linea
con gli
obiettivi
Giallo =
non ancora
avviata / in
corso e in
linea con gli
obiettivi
Verde
=
attuata
Progetto n. 2
PON-FERS in attesa di bando
Progetto n.3
Giochi matematici d’autunno
Indicazioni del progetto
La pianificazione (Plan)
Titolo del progetto
Giochi matematici d’autunno
Data inizio e fine
2015/2018
Pianificazione
operativi
obiettivi
Obiettivi operativi
-“Aprire” la mente dei
ragazzi;
-orientare e aiutare a
ragionare;
-interessare alle discipline
scientifiche;
-incontrare una
matematica “diversa”.
Relazione tra la linea
strategica del Piano ed il
progetto
La realizzazione
(Do)
Indicatori
di
valutazione
Miglioramento dei
risultati in
matematica degli
alunni
sia nella scuola
Primaria,
sia nella
Secondaria di 1^
grado;
Acquisizione di una
maggiore
consapevolezza
della propria
intelligenza
matematica
Risorse umane necessarie
È in linea con quanto stabilito, persegue
sia l’obiettivo di aumentare la condivisione
e la collaborazione tra docenti attraverso
la riflessione comune sia di ripensare le
proprie pratiche didattiche
Docenti delle classi interessate
Destinatari del progetto
(diretti e indiretti)
Alunni delle classi IV e V della sc. Primaria e I ,II e
III della sc. Sec. di I grado
Budget di progetto
Curricolare
L’inizio del progetto è stato preceduto in
Settembre-Ottobre-2015 da attività
organizzative svolte dal team:
calendarizzazione degli incontri,
individuazione dei partecipanti ,
predisposizione dei questionari di
gradimento.
A Novembre gli alunni hanno partecipato ai
giochi matematici d’autunno.
Descrizione
principali
attuazione
fasi
delle
di
80
Descrizione delle attività
per la diffusione del
progetto
Il monitoraggio
risultati (Check)
Il
riesame
e
miglioramento (Act)
e
i
il
A Febbraio è previsto l’ incontro conclusivo,
con raccolta dati e indici di gradimento.
Collegio Docenti
Consiglio d’istituto
Inserimento dei risultati nel sito web d’istituto
Descrizione delle azioni di
monitoraggio
Tabulazione dei risultati
target
Docenti delle classi coinvolte
Note sul monitoraggio
In linea
Modalità di
delle azioni
Incontri correttivi nel corso dell’azione
progettuale
Impatto sui docenti: condivisione di buone
pratiche, confronto.
Impatto sugli alunni: miglioramento della
partecipazione e dei risultati scolastici.
revisione
Criteri di miglioramento
Descrizione delle attività
di diffusione dei risultati
Incontri degli Organi Collegiali
Note sulla possibilità di
implementazione
del
progetto
Creazione di una banca dati on line di attività e
buone pratiche
81
Sito web
Schema di andamento per le attività del progetto
Attività
Responsabil
e
Tempificazione
dall’avvio)
S
Preparazione
esercitazioni
Incontri del
team
di
migliorament
o
O
D
G
F
M
(mesi
A
Note
M
X
X
X
Diffusione del
progetto
tramite
Collegio
X
Avvio
progetto
X
Monitoraggio
progetto
N
attività
X
X
X
X
82
X
Monitoraggi
o
solo a fine
a.s.
Situazione
(da
compilare
durante
l’attuazion
e
del
progetto)
Rosso =
attuazione
non in linea
con gli
obiettivi
Giallo =
non ancora
avviata / in
corso e in
linea con gli
obiettivi
Verde
=
attuata
Progetto n.4
CLIL –Approccio alla nuova didattica
Indicazioni del progetto
La pianificazione (Plan)
Titolo del progetto
CLIL –Approccio alla nuova didattica
Data inizio e fine
2015/2016
Pianificazione
operativi
obiettivi
Obiettivi operativi
Indicatori
di
valutazione
Prova
strutturata e
conversazione
guidata e semiguidata
Utilizzo della lingua
inglese come lingua
veicolo di un’altra
disciplina
Relazione tra la linea
strategica del Piano ed il
progetto
Risorse umane necessarie
La realizzazione
Destinatari del progetto
(diretti e indiretti)
Diretti: alunni classi III della sc. Sec. di I grado
indiretti:docenti delle classi coinvolte.
Budget di progetto
Curricolare
L’inizio del progetto sarà preceduto in
da attività organizzative svolte dal team:
calendarizzazione degli incontri,
individuazione dei partecipanti ,
predisposizione dei questionari di
gradimento.
Dopo la fase di progettazione del PIANO, il
team darà avvio alle attività.
Collegio Docenti
Descrizione
principali
attuazione
(Do)
fasi
delle
di
Descrizione delle attività
per la diffusione del
progetto
Il monitoraggio
risultati (Check)
Il
riesame
e
e
i
il
E’ in linea con quanto stabilito, persegue
sia l’obiettivo di aumentare la condivisione
e la collaborazione tra docenti attraverso
la riflessione comune sia di ripensare le
proprie pratiche didattiche.
Équipe del Team di Miglioramento per la
predisposizione delle attività e
dei questionari e della tabulazione degli esiti.
Consiglio d’istituto
Inserimento della documentazione nel sito web
d’istituto
Descrizione delle azioni di
monitoraggio
Tabulazione dei risultati
target
Insegnanti curricolari
Note sul monitoraggio
In linea
Modalità
Incontri
di
revisione
83
correttivi
nel
corso
dell’azione
miglioramento (Act)
delle azioni
Criteri di miglioramento
Descrizione delle attività
di diffusione dei risultati
Note sulla possibilità di
implementazione
del
progetto
progettuale
Impatto sugli alunni: miglioramento della
partecipazione e dei risultati.
Impatto sui docenti: condivisione di buone
pratiche, confronto.
Incontri degli Organi Collegiali
Sito web
Possibilità di estendere il progetto ad altre
classi nell’a.s. 2016-17.
Schema di andamento per le attività del progetto
Attività
Responsabile
Tempificazione attività (mesi dall’avvio)
S
O
N
D
G
F
M
A
X
X
Note
M
Progettazione
X
Incontri
del
team
di
miglioramento
Diffusione del
progetto
tramite
Collegio
X
X
X
Avvio
progetto
X
Monitoraggio
progetto
X
84
Situazione
(da
compilare
durante
l’attuazione
del
progetto)
Rosso =
attuazione
non in linea
con gli
obiettivi
Giallo =
non ancora
avviata / in
corso e in
linea con gli
obiettivi
Verde
=
attuata
Progetto n.5
“Laboratorio di scienze”
Indicazioni del progetto
La pianificazione (Plan)
Titolo del progetto
“Laboratorio di scienze”
Data inizio e fine
2015/2016
Pianificazione
operativi
obiettivi
Obiettivi operativi
Far ritrovare una forte
motivazione per studiare,
comprendere ed imparare
concetti attraverso
l’esperienza diretta.
Relazione tra la linea
strategica del Piano ed il
progetto
Risorse umane necessarie
La realizzazione
Il monitoraggio
risultati (Check)
Il
riesame
e
miglioramento (Act)
e
i
il
E’ in linea con quanto stabilito, persegue
sia l’obiettivo di aumentare la condivisione
e la collaborazione tra docenti attraverso
la riflessione comune sia di ripensare le
proprie pratiche didattiche.
Équipe del Team di Miglioramento per la
predisposizione delle attività e
dei questionari.
Destinatari del progetto
(diretti e indiretti)
Diretti: alunni delle classi coinvolte
Indiretti: Docenti classi coinvolte.
Budget di progetto
Curricolare
L’inizio del progetto sarà preceduto in
da attività organizzative svolte dal team:
calendarizzazione degli incontri,
individuazione dei partecipanti ,
predisposizione dei questionari di
gradimento.
Dopo la fase di progettazione del PIANO, il
team darà avvio alle attività .
Descrizione
principali
attuazione
(Do)
Indicatori
di
valutazione
Miglioramento dei
risultati degli alunni
fasi
delle
di
Descrizione delle attività
per la diffusione del
progetto
Collegio Docenti
Descrizione delle azioni di
monitoraggio
Tabulazione degli esiti
target
Insegnanti curricolari
Note sul monitoraggio
In linea
Modalità di
delle azioni
Incontri correttivi
progettuale
revisione
85
Consiglio d’istituto
Inserimento della documentazione nel sito web
d’istituto
nel
corso
dell’azione
Criteri di miglioramento
Impatto sui docenti: condivisione di buone
pratiche, confronto.
Impatto sugli alunni: miglioramento della
partecipazione e dei risultati scolastici.
Descrizione delle attività
di diffusione dei risultati
Incontri degli Organi Collegiali
Sito web
Possibilità di estendere il progetto ad altre
classi nell’a.s. 2016-17.
Note sulla possibilità di
implementazione
del
progetto
Schema di andamento per le attività del progetto
Attività
Responsabil
e
Tempificazione
dall’avvio)
S
Incontri
del
team
di
migliorament
o
Diffusione
del progetto
tramite
Collegio
Avvio
progetto
O
N
D
X
X
attività
G
F
(mesi
M
A
X
X
Note
M
X
X
X
X
Monitoraggio
progetto
X
86
X
Monitoraggi
o
gradimento
docenti.
Situazione
(da
compilare
durante
l’attuazion
e
del
progetto)
Rosso =
attuazione
non in linea
con gli
obiettivi
Giallo =
non ancora
avviata / in
corso e in
linea con gli
obiettivi
Verde
=
attuata
Progetto n.6
Piano Triennale della Formazione dei Docenti
Indicazioni del progetto
La pianificazione (Plan)
Titolo del progetto
“Innovazione didattica digitale”
Data inizio e fine
A.S.2015/2016
Pianificazione
operativi
obiettivi
Obiettivi operativi
Estendere la “rivoluzione
digitale” a tutto l’Istituto
La realizzazione
(Do)
Indicatori
di
valutazione
Numero dei docenti
che sperimentano
la metodologia.
Esiti dei questionari
gradimento ai
docenti (intermedio
e finale).
Esiti di una prova
strutturata per ogni
disciplina da
somministrare agli
alunni
Relazione tra la linea
strategica del Piano ed il
progetto
È in linea con quanto rilevato, in quanto
contribuisce a vincere le resistenze degli
insegnanti poco propensi alla diffusione capillare
delle TIC nella scuola ed eliminare le
disomogeneità fra docenti “meno esperti” e
docenti “esperti”.
Rendere consapevoli gli insegnanti che il futuro
della scuola non può prescindere dall’uso delle
tecnologie per una didattica innovativa e
migliore.
Risorse
necessarie
Équipe del Team di Miglioramento per la
predisposizione delle attività e
dei questionari, della tabulazione degli esiti.
Esperti esterni.
umane
Destinatari del progetto
(diretti e indiretti)
Diretti: Docenti dell’IC di tutti gli ordini di scuola
Indiretti: alunni dell’I.C.
Budget di progetto
Euro 13000,00 lordo stato
L’inizio del progetto sarà preceduto in
da attività organizzative svolte dal team:
calendarizzazione degli incontri,
individuazione dei partecipanti ,
predisposizione dei questionari di
gradimento.
Dopo la fase di progettazione del PIANO, il
team darà avvio alle attività in cui saranno
coinvolti gradualmente tutti gli insegnanti.
Descrizione
principali
attuazione
fasi
delle
di
87
Descrizione delle attività
per la diffusione del
progetto
Il monitoraggio
risultati (Check)
Il
riesame
e
miglioramento (Act)
e
i
il
Collegio Docenti
Consiglio d’istituto
target
Inserimento della documentazione nel sito web
d’istituto
Firme di presenza degli insegnanti coinvolti per
ogni
incontro.
Report delle azioni di tutoraggio.
Insegnanti curricolari di tutti gli ordini di scuola
Note sul monitoraggio
In linea
Modalità di
delle azioni
Incontri correttivi nel corso dell’azione
progettuale
Impatto sui docenti: condivisione di buone
pratiche, confronto.
Impatto sugli alunni: miglioramento dei risultati
scolastici.
Incontri degli Organi Collegiali
Descrizione delle azioni
di monitoraggio
revisione
Criteri di miglioramento
Descrizione delle attività
di diffusione dei risultati
Sito web
Schema di andamento per le attività del progetto
Attività
Responsabil
e
Tempificazione
dall’avvio)
S
O
N
D
attività
G
88
F
M
(mesi
A
M
Note
Situazione
(da
compilare
durante
l’attuazion
e
del
progetto)
Rosso =
attuazione
non in linea
con gli
obiettivi
Giallo =
non ancora
avviata / in
corso e in
linea con gli
obiettivi
Verde
=
attuata
Incontri del
team
di
migliorament
o
X
X
Diffusione del
progetto
tramite
Collegio
X
X
X
X
X
Avvio
progetto
X
Monitoraggio
progetto
X
X
Monitoraggi
o
gradimento
docenti
a fine a.s.
Piano Triennale della formazione dei Docenti
“Potenziamento delle competenze di base”
Indicazioni del progetto
La pianificazione (Plan)
Titolo del progetto
“Potenziamento delle competenze di base”
Data inizio e fine
A.S. 2016/2017
Pianificazione
operativi
obiettivi
Obiettivi operativi
Migliorare le competenze
di lettura, comprensione,
competenze logicoargomentative e
competenze matematiche
degli studenti.
Indicatori
di
valutazione
Numero dei docenti
che sperimentano
la metodologia.
Esiti dei questionari
gradimento ai
docenti (intermedio
e finale).
Esiti di una prova
strutturata per ogni
disciplina da
somministrare agli
alunni .
Relazione tra la linea
strategica del Piano ed il
progetto
E’ in linea con quanto stabilito, in quanto
contribuisce al potenziamento delle competenze
di base.
Risorse
necessarie
Équipe del Team di Miglioramento per la
predisposizione delle attività e
dei questionari, della tabulazione degli esiti.
Esperti esterni.
umane
89
La realizzazione
Destinatari del progetto
(diretti e indiretti)
Diretti: Docenti dell’IC di tutti gli ordini di scuola
Indiretti: alunni dell’I.C.
Budget di progetto
Euro 10000,00 lordo stato
L’inizio del progetto sarà preceduto in
da attività organizzative svolte dal team:
calendarizzazione degli incontri,
individuazione dei partecipanti ,
predisposizione dei questionari di
gradimento.
Dopo la fase di progettazione del PIANO, il
team darà avvio alle attività in cui saranno
coinvolti gradualmente tutti gli insegnanti.
Collegio Docenti
Descrizione
principali
attuazione
(Do)
fasi
delle
di
Descrizione delle attività
per la diffusione del
progetto
Il monitoraggio
risultati (Check)
Il
riesame
e
miglioramento (Act)
e
i
il
Consiglio d’istituto
target
Inserimento della documentazione nel sito web
d’istituto
Firme di presenza degli insegnanti coinvolti per
ogni
incontro.
Report delle azioni di tutoraggio.
Insegnanti curricolari di tutti gli ordini di scuola
Note sul monitoraggio
In linea
Modalità di
delle azioni
Incontri correttivi nel corso dell’azione
progettuale
Impatto sui docenti: condivisione di buone
pratiche, confronto.
Impatto sugli alunni: miglioramento della
partecipazione e dei risultati scolastici.
Descrizione delle azioni
di monitoraggio
revisione
Criteri di miglioramento
Descrizione delle attività
di diffusione dei risultati
90
Incontri degli Organi Collegiali
Sito web
Schema di andamento per le attività del progetto
Attività
Responsabil
e
Tempificazione attività (mesi dall’avvio)
S
Incontri
del
team
di
migliorament
o
Diffusione del
progetto
tramite
Collegio
O
N
D
X
X
X
G
F
M
A
X
X
X
Note
M
X
Avvio
progetto
X
Monitoraggio
progetto
X
91
X
Monitoraggi
o
gradimento
docenti
a fine a.s.
Situazione
(da
compilare
durante
l’attuazion
e
del
progetto)
Rosso =
attuazione
non in linea
con gli
obiettivi
Giallo =
non ancora
avviata / in
corso e in
linea con gli
obiettivi
Verde =
attuata
Piano Triennale della formazione dei Docenti
“Inclusione, disabilità, integrazione”
Indicazioni del progetto
La pianificazione (Plan)
Titolo del progetto
“Inclusione, disabilità, integrazione”
Data inizio e fine
A.S. 2017-2018
Pianificazione
operativi
obiettivi
Obiettivi operativi
Migliorare le competenze
di cittadinanza globali
degli alunni
La realizzazione
Relazione tra la linea
strategica del Piano ed il
progetto
E’ in linea con quanto stabilito, in quanto
contribuisce alla formazione dei docenti.
Risorse
necessarie
Équipe del Team di Miglioramento per la
predisposizione delle attività e
dei questionari, della tabulazione degli esiti.
Esperti esterni.
umane
Destinatari del progetto
(diretti e indiretti)
Diretti: Docenti dell’IC di tutti gli ordini di scuola
Indiretti: alunni dell’I.C.
Budget di progetto
Euro 10000,00 lordo stato
L’inizio del progetto sarà preceduto in
da attività organizzative svolte dal team:
calendarizzazione degli incontri,
individuazione dei partecipanti ,
predisposizione dei questionari di
gradimento.
Dopo la fase di progettazione del PIANO, il
team darà avvio alle attività in cui saranno
coinvolti tutti gli insegnanti.
Collegio Docenti
Descrizione
principali
attuazione
(Do)
fasi
delle
di
Descrizione delle attività
per la diffusione del
progetto
Il monitoraggio
risultati (Check)
Il
riesame
e
miglioramento (Act)
e
i
il
Indicatori
di
valutazione
Numero dei docenti
che
sperimentano la
metodologia.
Consiglio d’istituto
target
Inserimento della documentazione nel sito web
d’istituto
Firme di presenza degli insegnanti coinvolti per
ogni
incontro.
Report delle azioni di tutoraggio.
Insegnanti curricolari di tutti gli ordini di scuola
Note sul monitoraggio
In linea
Modalità di
delle azioni
Incontri correttivi
progettuale
Descrizione delle azioni
di monitoraggio
revisione
92
nel
corso
dell’azione
Criteri di miglioramento
Impatto sui docenti: condivisione di buone
pratiche, confronto.
Impatto sugli alunni: miglioramento della
partecipazione e dei risultati scolastici.
Descrizione delle attività
di diffusione dei risultati
Incontri degli Organi Collegiali
Sito web
Schema di andamento per le attività del progetto
Attività
Responsabil
e
Tempificazione attività (mesi dall’avvio)
S
Incontri
del
team
di
migliorament
o
Diffusione del
progetto
tramite
Collegio
O
N
D
X
X
X
G
F
M
A
X
X
X
Note
M
X
Avvio
progetto
X
Monitoraggio
progetto
X
93
X
Monitoraggi
o
gradimento
docenti
a fine a.s.
Situazione
(da
compilare
durante
l’attuazion
e
del
progetto)
Rosso =
attuazione
non in linea
con gli
obiettivi
Giallo =
non ancora
avviata / in
corso e in
linea con gli
obiettivi
Verde =
attuata
Budget complessivo
Costi
Totale
Progetto
a.s. 2015/2016
Corso di formazione per tutti i
docenti dell’I.C.
Euro 13000,00
Progetto
a.s. 2016/2017
Corso di formazione per tutti i
docenti dell’I.C.
Euro 10000,00
Progetto
a.s. 2017/2018
Corso di formazione per tutti i
docenti dell’I.C.
Euro 10000,00
94