piano triennale offerta formativa - Istituto Comprensivo di Ficarazzi

Download Report

Transcript piano triennale offerta formativa - Istituto Comprensivo di Ficarazzi

ISTITUTO COMPRENSIVO DI FICARAZZI
 Cortile Giallombardo - 90010 FICARAZZI
Codice Meccanografico PAIC8A500G CF: 90018650821 
[email protected][email protected] 
 091/6360746  091/496375
PIANO
TRIENNALE
OFFERTA
FORMATIVA
ART.1, COMMA 14, LEGGE N.107/2015
1
SOMMARIO
1. PREMESSA
1.1. Tipologia e storia dell'istituto
1.2. Caratteristiche della comunità sociale e del territorio
2. PRIORITÀ, TRAGUARDI ED OBIETTIVI
3. PROPOSTE
E
PARERI
PROVENIENTI
DAL
TERRITORIO
E
DALL’UTENZA
4. PIANO DI MIGLIORAMENTO (PDM)
4.1. Sezione 1 – Scegliere gli obiettivi di processo più rilevanti e necessari.
4.2. Sezione 2 – Decidere le azioni per raggiungere ciascun obiettivo di processo
4.3. Sezione 3 – Pianificare le azioni di ciascun obiettivo di processo individuato
4.4. Sezione 4 – Valutare, condividere e diffondere i risultati nel PDM
4.5. Sezione 5 – Elaborare progetti finalizzati al raggiungimento delle priorità
4.6. Sezione 6 – Aggiornamento e formazione nel PDM
5. AREA PEDAGOGICO-DIDATTICA
5.1. Il curricolo verticale d’istituto
5.2. Le scelte metodologiche
5.3. Continuità e Orientamento
5.4. Il corso ad indirizzo musicale
5.5. Il piano delle attività motorie e sportive (PAMS)
6. AREA INCLUSIONE
6.1. L'accoglienza degli alunni
7. AREA TECNOLOGIE PER L’INFORMAZIONE E LA COMUNICAZIONE
7.1. Il Piano Nazionale Scuola Digitale
7.2. L’importanza delle tic nell’azione didattica
2
8. AREA GESTIONALE-ORGANIZZATIVA
8.1. Gestione e coordinamento del personale scolastico
8.2. L’assegnazione dei docenti alle classi
8.3. Attribuzione del bonus ai docenti
8.4. Indirizzo per la gestione ed il coordinamento del personale ATA
8.5. Gestione e coordinamento dei Servizi Generali e Amministrativi
8.5.1. Perseguimento dei fattori di qualità gestionale-organizzativa che incidono
positivamente sull’erogazione del servizio scolastico
8.6. Gestione finanziaria e del Programma Annuale d’istituto
8.6.1. Il Programma Annuale
8.6.2. La realizzazione del Programma Annuale
8.7. Progettazione organizzativa - Il progetto d’istituto
8.8. Partnership
8.9. Relationship
9. FABBISOGNO DI PERSONALE
10. FABBISOGNO DI ATTREZZATURE ED INFRASTRUTTURE MATERIALI
11. AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO
12. OBIETTIVI PRIORITARI ADOTTATI DALLA SCUOLA FRA QUELLI
INDICATI DALLA LEGGE 107/15
13. IL POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
13.1.
Progetti di recupero e potenziamento
13.1.1.
Progetto di recupero delle competenze
13.1.2.
Progetti di potenziamento delle competenze
13.1.3.
Piano regionale delle attività educativo-didattiche da implementare
nelle scuole primarie caratterzzate da alto tasso di dispersione ed esiti
inferiori alla media regionale nelle prove Invalsi.
13.2.
Progetti didattici curriculari
3
13.3.
Progetti didattici extracurriculari
13.4.
Progetti P.O.N 2014-2020
13.5.
Progetto Invalsi
13.6.
Progetto Orientamento
13.7.
Progetti inseriti nel Piano di Miglioramento
13.8.
Attività didattiche curriculari
4
1. PREMESSA
- Il presente Piano triennale dell’offerta formativa, relativo all’Istituto Comprensivo
Statale di Ficarazzi, è elaborato ai sensi di quanto previsto dalla legge 13 luglio 2015, n.
107, recante la “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il
riordino delle disposizioni legislative vigenti”;
-il piano è stato elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi per le attività
della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal Dirigente
Scolastico con proprio atto di indirizzo prot. n. 10957B32 del 28 settembre 2015;
-il piano ha ricevuto il parere favorevole del Collegio dei docenti nella seduta del 14
gennaio 2016;
-il piano è stato approvato dal Consiglio d’istituto nella seduta del 14 gennaio 2016;
-il piano, dopo l’approvazione, è stato inviato all’USR competente per le verifiche di
legge ed in particolare per accertarne la compatibilità con i limiti di organico assegnato;
-il piano, all’esito della verifica in questione, ha ricevuto il parere favorevole,
comunicato con nota prot. ______________ del ______________;
-il piano sarà pubblicato nel portale unico dei dati della scuola.
5
1.1. Tipologia e storia dell'istituto
L’Istituto Comprensivo di Ficarazzi è nato il I settembre 2014, come conseguenza del
piano dimensionamento della rete scolastica della Sicilia previsto dal Decreto n.5/Gab
del 28 febbraio 2014 dell'Assessore Regionale dell'Istruzione e della Formazione
Professionale.
Esso comprende la Scuola dell’Infanzia di via dell’Aria, la Scuola Primaria di corso
Umberto I e la Scuola Secondaria di I grado di cortile Giallombardo.
La verticalizzazione dei tre ordini di scuola (Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria
di I grado) in un unico Istituto Scolastico pone in evidenza una serie di innegabili
vantaggi dati da una soluzione di verticalità:
 la realizzazione della continuità educativa-metodologico-didattica;
 la condizione ottimale per garantire la continuità dinamica dei contenuti;
 l'impianto organizzativo unitario;
 la continuità territoriale;
 l'utilizzazione funzionale delle risorse professionali.
L’edificio più antico, di riconosciuto ed indiscutibile valore storico-architettonico, che
continua a costituire elemento di rilievo del patrimonio culturale del paese, è il
manufatto che ospita la Scuola Primaria.
Agli inizi del’900 Francesco Paolo Tesauro istituì nel paese natale di Ficarazzi la prima
Scuola elementare, svolgendo un’azione di lotta contro l’analfabetismo allora imperante.
Già nel 1886 il consiglio comunale, sotto la presidenza del Sindaco Antonino Basile,
aveva deliberato, presentando in Prefettura, un progetto, che andato a monte nel 1890, fu
ripreso intorno al 1907 per iniziativa dell’amministrazione comunale e di alcuni
intellettuali e operatori sociali. Proprio l’allora sindaco di Palermo Francesco Paolo
Tesauro si adoperò al massimo, contribuendo a proprie spese alla realizzazione di tale
progetto. Nel 1912 l’edificio, progettato dall’ingegnere Spadaro e costruito dall’impresa
Cordone, era già in piedi e pronto per l’inaugurazione. Da una relazione del Podestà
Bruno Palamenghi, inviata il 10 giugno 1926 al Prefetto, circa la situazione del comune
di Ficarazzi, si evince: “Vi è un grandioso e bell’ edificio scolastico, non ancora
completamente ultimato”. Il progetto prevedeva al piano terra la realizzazione di 12
locali di cui tre destinati a sala concerto, biblioteca e alloggio per il bidello-custode. Al
1° piano, costituito solo dal corpo centrale, l’allestimento di 7 aule, di cui un grande
salone e una spaziosa anticamera. Solo a partire dal 1923 verranno appaltate le opere per
la sopraelevazione dell’istituto. Il plesso è ubicato sull’asse viario principale della
cittadina, il Corso Umberto I.
6
Storia più recente è quella del plesso di cortile Giallombardo. L’innalzamento
obbligatorio dell’età scolastica e l’incremento della popolazione hanno favorito le
condizioni per la costruzione di una scuola media nella cittadina. Il plesso è stato
inaugurato nel giugno del 1987, circa 80 anni dopo l’avvio dei lavori della scuola con
sede in corso Umberto I. Tra giugno 2010 e gennaio 2011, è stato oggetto di
ristrutturazione e messa in sicurezza da parte del Comune, proprietario dell’immobile e
beneficiario di Fondi Europei destinati all’opera. Le migliorie strutturali hanno
riguardato la cubatura delle aule e degli spazi comuni, gli infissi e gli impianti generali.
L’edificio, moderno dal punto di vista architettonico, ha ampie aule, tutte dotate di
finestre che danno su giardini e spazi di pertinenza della scuola, rendendole ben
illuminate e silenziose. Alle aule vi si accede da larghi corridoi, ognuno dotato di uscite
di sicurezza.
Il plesso si trova in Cortile Giallombardo, a breve distanza dalla fermata della nuova
stazione ferroviaria della tratta Palermo-Messina e dal Municipio.
Più tardi, negli anni ’90, venne costruito il plesso di via dell’Aria. Inizialmente
progettato come plesso della Scuola media “Luigi Pirandello”, l’edificio venne poi
attribuito alla D.D. “Francesco Paolo Tesauro”.
1.2. Caratteristiche della comunità sociale e del territorio
L’Istituto Comprensivo di Ficarazzi opera all’interno dell’omonimo Comune, in
provincia di Palermo, a poco meno di 10 km dal capoluogo.
Il territorio comunale è costituito da un importante nucleo centrale e dalla frazione di
Ficarazzelli; si estende per un’area di circa 3,6 km2, con una superficie topografica
sostanzialmente pianeggiante. La cittadina si dispiega longitudinalmente a cavallo di
Corso Umberto I, tratto cittadino della S.S. 113 Settentrionale Sicula.
Numerose fonti storiche attestano l’origine antica dell’insediamento. La contiguità con
la foce del fiume Eleuterio ha permesso a Fenici, Arabi, Greci e Romani di stabilirvisi
per coltivare le campagne fertili e commerciarne facilmente i prodotti. Dagli Arabi
quest’area fu denominata “Fakaz – Azz”, eccellente ed importante, che in italiano
diventò Ficarazzi. Fu feudo dei Chiaramonte e successivamente dei Giardina. Fino al
XVII secolo era fiorente la coltivazione della canna da zucchero e la sua trasformazione
in prodotto raffinato. Tracce monumentali della sua storia sono l’Acquedotto
Monumentale, il Castello Giardina, la Torre Cordova, la settecentesca Villa Merlo.
7
Il territorio di Ficarazzi presenta una tradizione nel settore agricolo-rurale e non manca
anche un potenziale nell'ambito della ricezione balneare, nella valorizzazione delle
risorse marine e della biodiversità vegetale e animale.
Con il tempo, però, il territorio ha perso l’identità economica e sociale legata alle attività
agricole; oggi le attività prevalenti sono riconducibili soprattutto al piccolo commercio,
anche se il fenomeno preoccupante della disoccupazione, costringe parte della
popolazione a vivere di espedienti giornalieri. Negli ultimi vent’anni Ficarazzi ha subìto
una massiccia evoluzione demografica, che ha visto un incremento di quasi il doppio
della popolazione. In particolare, si è registrata una consistente immigrazione degli
abitanti da Palermo e dai paesi limitrofi per via della crescente espansione edilizia, del
minore costo degli immobili e della facilità di collegamento.
Il dato demografico più significativo è dato dall’indice di densità abitativa che è di
3.026,24 abitanti per km2, che fa risultare il Comune tra quelli più densamente abitati del
Distretto socio-sanitario D39. L’età media della popolazione residente è di 36 anni, ciò
pone il Comune di Ficarazzi tra le comunità giovani. La fascia d’età più rappresentativa
è quella dei minori residenti con meno di 14 anni, che sono il 22% dell’intera
popolazione di Ficarazzi e rappresentano il 12% di tutti minori da 0 a 14 anni residenti
nei Comuni del Distretto D39.
Alla crescita della popolazione residente non è conseguito un adeguamento di strutture e
di servizi (servizio sanitario, scuole superiori…). Purtroppo, nonostante ci sia un
notevole impegno da parte dell’Ente locale nel cercare di supportare, attraverso i servizi
sociali, le famiglie in situazione di svantaggio e disagio, le risorse finanziarie del Piano
di Zona 1 sono limitate. È importante sottolineare che la raggiungibilità delle sedi
scolastiche, da parte delle famiglie in situazione di disagio e, soprattutto, per quelle che
hanno più figli frequentanti plessi scolastici diversi, è un fattore di criticità soprattutto
per la mancanza di un servizio di trasporto alunni (bus scolastico).
Ficarazzi è oggi un paese dall’identità articolata: pur permanendo alcune tradizioni
culturali e sociali ancora molto sentite dalla popolazione (in particolare le feste legate al
calendario sacro), è diventato luogo di residenza di abitanti di estrazione socioeconomico-culturale alquanto eterogenea. Tra i genitori degli alunni si rileva un livello
medio d'istruzione piuttosto basso e si registra nelle famiglie una diffusa dialettofonia
primaria. Tra gli stranieri maggiormente presenti ci sono quelli appartenenti alla
comunità senegalese, ormai inserita nel tessuto sociale ficarazzese anche grazie ad
attività d’integrazione ed educazione interculturale a carattere territoriale e scolastico.
1
Il Piano di Zona è lo strumento attraverso il quale i comuni, associati in ambiti territoriali, con il concorso di tutti i
soggetti attivi nella progettazione (associazioni, cooperative, scuola, ecc.) realizzano il sistema integrato di interventi
e servizi sociali, garantendo livelli omogenei di trattamento a tutti i cittadini residenti
8
Da qualche anno il territorio presenta segni preoccupanti di malessere economico e
sociale. Il tasso di disoccupazione è elevato, così come il tasso di occupazione precaria e
non regolare. Negli ultimi anni si sono verificati alcuni allarmanti episodi di
microcriminalità minorile e si è resa sempre più macroscopica la carenza di servizi utili
per l’aggregazione dei preadolescenti (quali spazi verdi attrezzati) e degli adolescenti
(quali cinema e teatro) ad esclusione dei centri di aggregazione parrocchiali. Nota
particolare e positiva è la presenza di alunni particolarmente dotati nell'ambito musicale
e strumentale, presumibilmente per una forte tradizione, nel territorio, nel predetto
ambito artistico, ed una spiccata sensibilità culturale verso la letteratura e le arti
figurative del territorio, che vede ogni anno impegnato, per fare un esempio, l’Ente
Locale nell’organizzazione di un premio poetico-letterario (Premio Palumbo) che
ormai, da molti anni, avvicina giovani talenti alla poesia e all’arte. Purtroppo, il territorio
ha poche aree destinate alla pratica sportiva, tuttavia, il Comune possiede un palazzetto
sportivo, piuttosto capiente, che mette a disposizione non solo dell’istituto (per
l’insegnamento dell’Educazione fisica) ma anche delle associazioni sportive afferenti nel
Comune di Ficarazzi.
In tale contesto la scuola è spesso l’agenzia di formazione e di educazione unica, lo
snodo cruciale della rete complessa di domande sociali e bisogni individuali.
La scuola, pertanto, avrà il compito prioritario di promuovere tutte le azioni e le sinergie
operative ritenute necessarie per la realizzazione costante e l’adeguamento di attività
interrelate e innestate con il contesto socio-culturale-ambientale d’appartenenza.
9
2. PRIORITÀ, TRAGUARDI ED OBIETTIVI
Il presente Piano parte dalle risultanze dell’autovalutazione d’istituto, così come
contenuto nel Rapporto di Autovalutazione (RAV), pubblicato all’Albo online della
scuola e presente sul portale Scuola in Chiaro del Ministero dell’Istruzione,
dell’Università
e
della
Ricerca,
dove
è
reperibile
all’indirizzo:
http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/istituti/PAIC8A500G/ic-ficarazzi/valutazione
In particolare, si rimanda al RAV per quanto riguarda l’analisi del contesto in cui opera
l’istituto, l’inventario delle risorse materiali, finanziarie, strumentali ed umane di cui si
avvale, gli esiti documentati degli apprendimenti degli studenti, la descrizione dei
processi organizzativi e didattici messi in atto.
Si riprendono qui in forma esplicita, come punto di partenza per la redazione del Piano,
gli elementi conclusivi del RAV e cioè: Priorità, Traguardi di lungo periodo, Obiettivi di
breve periodo.
Le priorità che l’Istituto si è assegnato per il prossimo triennio sono:
a. Aumentare la quota di alunni che raggiungono risultati buoni, ottimi e di
eccellenza in Italiano e Matematica.
b. Migliorare i risultati delle prove Invalsi nella Scuola Primaria.
I traguardi che l’Istituto si è assegnato in relazione alle priorità sono:
a. Distribuzione equilibrata degli alunni nei diversi livelli di valutazione:
diminuzione delle insufficienze e sufficienze e aumento delle eccellenze.
b. Raggiungimento di livelli di performance che si attestino il più possibile vicino
alla media nazionale.
Le motivazioni della scelta effettuata sono le seguenti:
Un'analisi attenta dei risultati d'apprendimento, sia a livello della valutazione
quadrimestrale, sia in seno ai consigli d'interclasse e classe, sia a livello delle prove
Invalsi e prova Nazionale, rivela una disequilibrata distribuzione degli alunni nelle fasce
di rendimento; si notano, in particolare, nella Scuola Primaria, livelli di rendimento bassi
nelle discipline d'Italiano e Matematica valutate con le prove Invalsi, mentre un po’ più
alti, nella scuola Secondaria di Primo grado, riferite sempre alle predette "prove";
quest'ultimi, infatti, si avvicinano alla media nazionale.
10
Gli obiettivi di processo che l’Istituto ha scelto di adottare in vista del raggiungimento
dei traguardi riguardano tre aree e sono:
1.
2.
3.
Area “Curricolo, progettazione e valutazione:
a. Elaborare un curricolo verticale definendo collegialmente gli obiettivi e i
traguardi di apprendimento in Italiano e Matematica.
b. Elaborare prove strutturate, condivise in senso verticale, per l'italiano e la
matematica, per anni di corso e diversi ordini di scuola.
c. Definire un'esatta corrispondenza tra risultati d'apprendimento e livello di
competenza acquisita.
Area “Ambiente di apprendimento”
a. Utilizzare in tutte le classi le TIC per migliorare le tecniche didattiche ed i suoi
esiti, soprattutto in relazione all'Italiano e la Matematica.
b. Implementare l'uso dei laboratori scientifici, l'uso delle nuove tecnologie, l'uso
della biblioteca e l'approfondimento letterario.
Area “Orientamento strategico e organizzazione della scuola”
a. Perseguire obiettivi di miglioramento continuo, innovazione e qualità dei
servizi in relazione al P.O.F. ed al P.T.O.F.
b. Aprire al territorio e porre attenzione ai bisogni degli alunni e degli
stakeholders.
c. Promuovere un’organizzazione dipartimentale della scuola in senso verticale;
monitorare i processi e i risultati con metodologie di school-management.
Le scelte effettuate permetteranno di delineare un'offerta formativa efficace e aderente ai
bisogni d'apprendimento degli alunni ed al pieno sviluppo degli stessi. Sarà
implementato il potenziale didattico e la professionalità dei docenti al fine di innovare e
migliorare le metodologie e le strategie didattiche nel rispetto della libertà
d'insegnamento degli stessi.
11
3. PROPOSTE E PARERI PROVENIENTI DAL TERRITORIO E
DALL’UTENZA
Nella fase di ricognizione preliminare alla stesura del Piano, è stata condotta,
tra i vari stakeholder, una ricognizione dei bisogni di erogazione del servizio
scolastico, che ha fatto emergere le seguenti proposte:
3.1.
Ente Locale – Comune di Ficarazzi
 Assessorato alla Pubblica Istruzione, alle Politiche Giovanili e alle
Pari Opportunità:
 sviluppo delle tematiche relative alla legalità, alle relazioni
sociali, alla cultura e all’economia locale;
 potenziamento dell’insegnamento della lingua inglese e dello
sport;
 potenziamento dell’insegnamento di Cittadinanza e
Costituzione con particolare attenzione alle seguenti aree di
approfondimento:
 educazione all’alimentazione e più in generale
educazione alla salute;
 accoglienza ed integrazione, con particolare riguardo
agli alunni diversamente abili e/o di diversa
nazionalità;
 bullismo e violenza sulle donne.
 Assessorato alle Politiche Sociali:
 sviluppo di una rete sociale di aiuto capace di rapportarsi in
modo dinamico ai bisogni dei cittadini attraverso la
progettazione e la definizione di criteri e strumenti condivisi.
 Comando di Polizia Municipale:
 potenziamento dell’insegnamento di Cittadinanza e
Costituzione con particolare attenzione alle seguenti aree di
approfondimento:
 conoscenza delle tematiche legate al fenomeno
mafioso;
 corso di educazione stradale finalizzato al
conseguimento del patentino.
12
 Presidenza del Consiglio Comunale:
 Istituzione del Consiglio comunale junior e del Sindaco dei
ragazzi al fine di dare un apporto costruttivo alla convivenza
democratica ed al progresso civile della società.
 Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia
agraria – CREA
 Realizzazione di collaborazioni tecnico-scientifiche sui temi
dell’educazione alimentare ed ambientale.
 Realizzazione di collaborazioni e sperimentazioni inerenti il
“Verde pensile”.
13
4. PIANO DI MIGLIORAMENTO (PDM)
Introduzione
Sulla base della normativa vigente, con riferimento al DPR n. 80/2013, ed alla
successiva Direttiva n. 11/2013 e C.M. 47/2014, le scuole sono state chiamate a
redigere un Rapporto di Autovalutazione (RAV) relativo al Sistema Nazionale di
Valutazione (SNV) delle istituzioni scolastiche, che ha, come fine, il miglioramento
della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti.
L'elaborazione del RAV è un processo che si sviluppa attraverso alcuni fondamentali
passaggi.
Le prime tre sezioni del Rapporto (parte descrittiva e valutativa), riguardano il
contesto, gli esiti ed i processi.
La quarta sezione orienta la riflessione sul percorso di autovalutazione.
La quinta sezione, nella quale si individuano priorità e traguardi di miglioramento, è la
conclusione del processo di autovalutazione.
Tale sistema prevedetre fasi:
a) Autovalutazione
b) Piano di miglioramento con relative azioni di miglioramento
c) Rendicontazione sociale
L’Unità di Autovalutazione composta dal Dirigente scolastico, dott. Mario Veca, e dai
docenti Roberto Arancio (I collaboratore del D.S.), Provvidenza Santamarina (II
Collaboratore del D.S.), Patrizia Barone (docente con F.S. Area 1 Attuazione del POF,
Promozione culturale, Viaggi), Silvana Bellomonte (docente con F.S. Area 7
Autodiagnosi d’Istituto - Invalsi, Helga D’Alfonzo (docente referente Area 7), ha
compilato il RAV, mettendo in evidenza i punti di forza e di debolezza dell’Istituto
scolastico. La fase successiva ha riguardato la definizione e la pianificazione delle
azioni di miglioramento sulla base delle criticità riscontrate. Il PDM, comprendente
obiettivi di miglioramento a breve e lungo termine, prevede i seguenti processi
d’intervento, relativi agli esiti (risultati scolastici e prove standardizzate Invalsi –
esame di Stato) e ai processi (revisione curricolo verticale, costruzione di specifici
indicatori per la valutazione, elaborazione di prove di verifica oggettive per discipline
e per classi parallele).
14
Il Piano di Miglioramento si articola in cinque sezioni:
1.
2.
3.
4.
5.
Scegliere gli obiettivi di processo più utili e necessari alla luce delle priorità
individuate nella sezione 5 del RAV.
Decidere le azioni più opportune per raggiungere gli obiettivi scelti.
Pianificare gli obiettivi di processo individuati.
Valutare, condividere e diffondere i risultati, alla luce del lavoro svolto dal
Nucleo Interno di Valutazione (NIV).
Elaborare progetti finalizzati al raggiungimento delle priorità individuate nella
sezione
5
del
RAV.
15
SEZIONE 1 - Scegliere gli obiettivi di processo più rilevanti e necessari
Tabella 1-Relazione tra obiettivi di processo e priorità strategiche
Area di processo
Obiettivi di processo
1. Elaborare un curricolo verticale in grado di
rispondere alle attese educative e formative
provenienti dalla comunità di appartenenza
Curricolo,
progettazione e
valutazione
Ambiente di
apprendimento
È connesso alle
priorità…
1
2
X
X
2. Definire in modo collegiale, in senso
verticale, gli obiettivi e i traguardi di
apprendimento per le varie classi e anni di
corso.
X
X
3. Elaborazione di prove strutturate, condivise
in senso verticale, per discipline, per anni di
corso e diversi ordini di scuola.
X
X
4. Definire un’esatta corrispondenza tra
risultati di apprendimento e livello di
competenza acquisita.
X
X
1. Dotare tutte le classi dell’Istituto di LIM e
relativi supporti multimediali.
X
X
2. Implementare l’uso dei laboratori scientifici
e l’uso delle nuove tecnologie;
implementare l’uso della biblioteca e
l’approfondimento letterario.
X
X
X
X
1. Migliorare e innovare la qualità dei servizi
in relazione al PTOF.
2. Migliorare i rapporti con il territorio e
Orientamento
attenzionare i bisogni degli alunni e degli
strategico e
stakeholders.
organizzazione della
3. Organizzare la didattica per dipartimenti
scuola
disciplinari.
16
TABELLA 2 - Calcolo della necessità dell’intervento sulla base di fattibilità e d’impatto
Obiettivo di processo elencati
Fattibilità
Impatto
(da 1 a 5)
(da 1 a 5)
Prodotto: valore che
identifica la
rilevanza
dell’intervento
5
5
25
5
5
25
5
5
25
4
5
20
3
5
15
Dotare tutte le classi dell’Istituto di
6 LIM e relativi supporti
multimediali
3
5
15
Implementare l’uso dei laboratori
scientifici e l’uso delle nuove
7 tecnologie; implementare l’uso
della biblioteca e
l’approfondimento letterario.
3
5
15
Elaborare un curricolo verticale in
grado di rispondere alle attese
1
educative e formative provenienti
dalla comunità di appartenenza.
Definire in modo collegiale, in
senso verticale, gli obiettivi e i
traguardi di apprendimento per le
2 varie classi e anni di corso.
Elaborazione di prove strutturate,
condivise in senso verticale, per
3 discipline, per anni di corso e
diversi ordini di scuola.
Definire un’esatta corrispondenza
4 tra risultati di apprendimento e
livello di competenza acquisita.
5
Organizzare la didattica per
dipartimenti disciplinari.
17
Tabella 3 - Risultati attesi e monitoraggio
Obiettivo di processo in
viadi attuazione
1
2
3
Elaborare un curricolo
verticale in grado di
rispondere alle attese
educative e formative
provenienti dalla
comunità di
appartenenza.
Risultati attesi
Indicatori di
monitoraggio
Modalità di
rilevazione
Distribuzione
equilibrata degli
alunni nei diversi
livelli di
valutazione:
diminuzione delle
insufficienze e
sufficienze e
aumento delle
eccellenze.
Raccolta dei dati,
Dati riguardanti gli
analisi e
esiti scolastici (I
presentazione di un
quadrimestre e
documento
scrutinio finale) e le riguardante gli esiti
Definire in modo
prove Invalsi relativi degli alunni
collegiale, in senso
agli anni scolastici
nell’ambito degli
verticale, gli obiettivi e i
2016/17; 2017/18;
scrutini e delle prove
Miglioramento dei
traguardi di
2018/19 in linea con i Invalsi nel corrente
livelli di
apprendimento per le
corrispondenti dati
anno scolastico e nel
performance,
varie classi e anni di
nazionali.
prossimo triennio di
relativi alle prove
corso.
riferimento.
Invalsi, che si
attestino il più
possibile vicino alla
media nazionale.
Somministrazione di
almeno una prova
Uso di prove di
strutturata per classi Raccolta dei risultati
verifica strutturate e parallele alla fine del I delle
Elaborare di prove
non, iniziali,
quadrimestre dell’A.S. somministrazioni
strutturate, condivise in intermedie e finali,
2015-16. Successivo effettuate ed analisi
senso verticale, per
uguali per anni di utilizzo, nella didattica dei risultati sulla base
discipline, per anni di
corso e discipline. quotidiana, di prove di dell’individuazione
corso e diversi ordini di
Creazione di un data verifica con relative degli elementi
scuola.
base delle prove di rubriche di valutazione fondanti delle
in tutti gli ambiti
discipline.
verifica.
disciplinari entro il
triennio.
18
4
Predisposizione di un Acquisizione di un
dettagliato documento dettagliato documento
Definire un’esatta
Utilizzo di
contenente gli
contenente gli
corrispondenza tra
indicatori per la
indicatori di
indicatori di
risultati di
valutazione delle
valutazione per ogni valutazione per ogni
apprendimento e livello competenze e delle
disciplina e la relativa disciplina e la relativa
di competenza acquisita
conoscenze.
corrispondenza
corrispondenza
numerica.
numerica.
19
SEZIONE 2 - Decidere le azioni per raggiungere ciascun obiettivo di processo
Tabella 4 – Valutazione degli effetti positivi e negativi delle azioni
Azione prevista
Effetti positivi
all’interno della
scuola a medio
termine
Effetti negativi
all’interno della
scuola a medio
termine
Revisione e nuova Creare una linea di Difficoltà dei
stesura del curricolo continuità in
docenti a
verticale tenendo termini di obbiettivi condividere
conto dei QDR e didattici
strumenti, scelte
delle competenze perseguibili
metodologiche e
chiave europee.
didattiche.
Effetti positivi
all’interno della
scuola a lungo
termine
Effetti negativi
all’interno della
scuola a lungo
termine
Migliorare il
dialogo educativo
tra i diversi anni di
corso e ordini di
scuola.
Eventuale
demotivazione dei
docenti in seguito al
mancato
raggiungimento
degli obiettivi
prefissati. Difficoltà
Raggiungere livelli
Successo formativo e relativo stress di
fronte ad un
Elaborare prove di di uniformità degli La predisposizione degli alunni e
verifica strutturate e esiti tra le classi.
di prove strutturate puntuale riscontro processo di
organizzazione del
non, iniziali,
implica, un
da parte degli
lavoro troppo
intermedie e finali,
adattamento della insegnanti della
analitico e
uguali per anni di Creazione di gruppi programmazione qualità
dettagliato.
corso e discipline. di lavoro.
didattica curriculare dell’intervento
alle competenze e didattico in
conoscenze previsti rapporto agli esiti
Creare un data base Stimolo a rafforzare nelle prove stesse, delle prove
con possibile stress standardizzate e
delle prove di
la collaborazione
del docente.
delle verifiche in
verifica.
dei docenti in
itinere relative ai
percorsi condivisi
percorsi formativi
per l’analisi e lo
programmati.
Analizzare e
studio dei dati e
tabulare i risultati delle strategie
delle valutazioni del didattiche.
1° quadrimestre e
del 2° quadrimestre
(AA.SS. 2016-17; Individuazione di
2017-18; 2018-19). nuove strategie
didattico-educative.
Analisi dei risultati
delle prove
Rinnovata
INVALSI.
attenzione del corpo
Analisi degli item docente nei
confronti degli esiti
20
delle prove Invalsi scolastici per
che maggiormente eventuale
influiscono sul voto rimodulazione e in
negativo.
relazione alla
Elaborazione di
qualità
strategie didattiche dell’insegnamento.
per il
miglioramento
degli esiti
Valutazione
scolastici.
oggettiva dei
Definire un’esatta risultati scolastici
corrispondenza tra
risultati di
apprendimento e Miglioramento
delle performance
livello di
degli alunni.
competenza
acquisita,
declinando gli
indicatori di
valutazione per
ogni disciplina,
nell’ambito degli
incontri
dipartimentali e di
interclasse per i vari
ordini di scuola.
Preparazione di
prove di verifica
oggettive con
rubriche di
valutazione.
21
Tabella 5 – Caratteri innovativi
Caratteri innovativi dell’obiettivo
1.Rilevare sistematicamente le performance degli
alunni attraverso l’analisi e la tabulazione degli esiti
delle prove standardizzate e delle verifiche in itinere.
2. Sfruttare le opportunità offerte dalle ICT e dai
linguaggi digitali per supportare nuovi modi di
insegnare, apprendere, valutare.
3. Creare nuovi spazi per l’apprendimento.
Connessione con il quadro di riferimento di
cui in Appendice A e B

Valorizzazione delle competenze
linguistiche.

Potenziamento delle competenze
matematico-logiche e scientifiche.

Potenziamento delle competenze nella
musica, nell’arte, nel cinema.

Potenziamento delle discipline motorie,
sviluppo di comportamenti ispirati a uno
stile di vita sano.

Sviluppo delle competenze digitali degli
studenti.

Potenziamento delle metodologie
laboratoriali e delle attività di
laboratorio.

Prevenzione e contrasto della
dispersione scolastica, di ogni forma di
discriminazione;

Valorizzazione della scuola intesa come
comunità attiva, aperta al territorio.
4. Riorganizzare il tempo del fare scuola.
22
SEZIONE 3 - Pianificare le azioni di ciascun obiettivo di processo individuato
Tabella 6 - Descrivere l’impegno di risorse umane interne alla scuola
Figure professionali
Tipologia di attività
Dirigente scolastico Organizzazione e
coordinamento delle attività di
monitoraggio relative alle
azioni di miglioramento.
Gruppo di
autovalutazione
Consigli di Classe e
Interclasse
Docenti
__
Costo
previsto
Fonte
finanziaria
0
__
0
__
0
__
Elaborazione RAV.
Redazione del P.d.M.
Raccolta, tabulazione e analisi
preliminare dei dati relativi
agli esiti degli alunni.
Dipartimenti
disciplinari
Ore aggiuntive
presunte
30
Analisi statistica dettagliata
degli esiti riguardanti le prove.
Declinazione degli indicatori
INVALSI.
di valutazione con relativo
valore numerico.
Preparazione di prove di
verifica oggettive e relative
rubriche di valutazione.
20
Elaborazione di strategie
didattiche per il miglioramento
degli esiti scolastici.
Docenti
Somministrazione delle prove
di verifica oggettive
Attività di recupero e
potenziamento.
Personale ATA
Altre figure
28
0
__ __
__ __
Supporto alla didattica
__ __
__ __
23
Tabella 7 - Descrivere l’impegno finanziario per figure professionali esterne alla scuola e/o beni e
servizi
Impegni finanziari per tipologia
dispesa
Impegno presunto
Fonte finanziaria
Formatori
__ __
__ __
Consulenti
__ __
__ __
Attrezzature
Attrezzature informatiche
Fondo d’Istituto
Servizi
__ __
__ __
Altro
__ __
__ __
24
Tabella 8 - Tempistica delle attività
Attività
Revisionare il
curricolo
Declinare
indicatori di
valutazione
per ogni
disciplina con
relativo valore
numerico
Elaborare
prove di
verifica
strutturate e
non, iniziali,
intermedie e
finali con
relativa rubrica
di valutazione
Creare e
aggiornare un
data base delle
prove di
verifica
Analizzare e
tabulare i
risultati degli
apprendimenti
del 1° e del
2°quadrimestr
e
Analizzare i
risultati delle
prove
INVALSI.
Analizzare
item delle
prove Invalsi
che
maggiormente
influiscono sul
voto negativo.
Elaborare
strategie
didattiche per
il
miglioramento
degli esiti
scolastici e
delle prove
Invalsi
Pianificazione delle attività
SETT.
OTT.
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
NOV.
DIC.
GEN.
FEB.
MAR.
APR.
MAG.
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
a. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
(Esiti
prove
d’ingres
so)
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
GIU.
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
(Esiti
prove di
verifica
intermed
ie e
Invalsi)
aa. ss.
2016/17
2017/18
2018/19
25
TABELLA 9 - Monitoraggio delle azioni
Modifiche/
necessità di
Data di rilevazione
Novembre
aa. ss.
2016/2017
2017/2018
2018/2019
Novembre
aa. ss.
2016/2017
2017/2018
2018/2019
Ottobre/febbraio/giugno
aa. ss.
2016/2017
2017/2018
2018/2019
Febbraio/giugno
aa. ss.
2016/2017
2017/2018
2018/2019
Novembre/dicembre
aa. ss.
2016/2017
2017/2018
2018/2019
Indicatori di
Strumenti di misurazione
monitoraggio del
processo
Adeguamento del Raccolta dei documenti e
curricolo ai QDR
archiviazione
Definizione degli
Indicatori di
valutazione
Raccolta dei documenti e
archiviazione
Definizione di
prove di verifica
Raccolta dei documenti e
strutturate e relativa
archiviazione
rubrica di
valutazione
Restituzione dati
Monitoraggio dei risultati
relativi ai risultati
con foglio di calcolo
scolastici
Restituzione dati
relativi agli esiti
Monitoraggio dei risultati
delle prove Invalsi
con foglio di calcolo
e delle prove
Nazionali
Criticità
rilevate
Progressi
rilevati
aggiustamenti
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
__ __
26
SEZIONE 4 - Valutare, condividere e diffondere i risultati del piano di
miglioramento
Tabella 10 – La valutazione in itinere dei traguardi legati agli ESITI
Priorità 1
Esiti degli studenti
(dalla sez. 5 del RAV)
Aumentare la quota di alunni che raggiungono risultati buoni, ottimi e di
eccellenza in italiano e in matematica.
Traguardo (dalla sez.
5 del RAV)
Distribuzione equilibrata degli alunni nei diversi livelli di valutazione:
diminuzione delle insufficienze e sufficienze e aumento delle eccellenze
Data rilevazione
Fine 1° e 2° quadrimestre.
Indicatori scelti
Dati riguardanti gli esiti scolastici (1° quadrimestre e scrutinio finale).
Risultati attesi
Distribuzione equilibrata degli alunni nei diversi livelli di valutazione:
diminuzione delle insufficienze e sufficienze e aumento delle eccellenze.
Miglioramento dei livelli di performance, relativi alle prove Invalsi, che si
attestino il più possibile vicino alla media nazionale.
Risultati riscontrati
Differenza
Considerazioni
critiche e proposte di
integrazione e/o
modifica
27
Priorità 2
Esiti degli studenti
(dalla sez. 5 del RAV)
Miglioramento dei risultati delle prove Invalsi.
Traguardo (dalla sez.
5 del RAV)
Raggiungimento di livelli di performance che si attestino il più possibile
vicino alla media nazionale.
Data rilevazione
Novembre
Indicatori scelti
Dati riguardanti gli esiti delle prove Invalsi relativi agli anni scolastici
2015/16; 2016/17; 2017/18 in linea con i corrispondenti dati nazionali.
Risultati attesi
Miglioramento dei livelli di performance, relativi alle prove Invalsi, che si
attestino il più possibile vicino alla media nazionale.
Risultati riscontrati
Differenza
Considerazioni
critiche e proposte di
integrazione e/o
modifica
28
SEZIONE 5 – Elaborare progetti finalizzati al raggiungimento delle priorità
Tabella11 – Progetti di Miglioramento
QUADRO GENERALE
Azioni di miglioramento

Prove Invalsi (cl. II e V primaria)

Risultati appr. Italiano

Prove Nazionali (cl. III SSIG)

Risultati appr. Matematica
QUADRO DI DETTAGLIO
Progetti curriculari ed
Attività curriculari ed
extracurriculari
extracurriculari
RECUPERO E POTENZIAMENTO
(cur.)
NUMERI IN GIOCO (cur.)

GIOCHI DI LOGICA

GIOCHI MATEMATICI

GIOCO DEGLI SCACCHI

SCHEDE STRUTTURATE

ESERCITAZIONI PRATICHE

ELABORAZIONE DI TESTI
Prove Invalsi
(cl. II e V primaria)
CON DARIO A SCUOLA DI VITA
(cur.)
Prove nazionali
(cl. III SSIG)
GIARDINO DIDATTICO (extra cur.)
Risultati apprendimenti
Matematica
IMPRESA A SCUOLA (cur.)
Risultati apprendimenti
SCACCHI (extra cur.)
Italiano
SCIENTIFIC LAB (extra cur.)
29
Tabella 12 -Condivisione interna dell’andamento del Piano di Miglioramento
Strategie di condivisione del P.d.M. all’interno della scuola
Momenti di
condivisione interna Persone coinvolte
Strumenti
 Collegio
docenti
 Dirigente
Scolastico
 Registro online
 Dipartimenti
disciplinari
 Docenti
 Sito Web della
scuola
 Riunioni dei
Consigli di
interclasse e di
classe
 Personale
ATA
Considerazioni nate
dalla condivisione
 Circolari
informative
__ __
30
Tabelle 13 e 14 – Le azioni di diffusione dei risultati interne ed esterne alla scuola
Strategie di diffusione dei risultati del P.d.M. all’interno della scuola
Metodi/Strumenti
Pubblicazione di
comunicazioni periodiche
sul sito web della scuola.
Destinatari
Tempi
Docenti
Comunicazioni contestuali
Personale ATA
Diffusione di documenti
informatici nell’ambito dei
dipartimenti disciplinari.
Docenti
Diffusione di documenti
informatici nell’ambito dei
consigli di classe e di
interclasse.
Docenti
Comunicazioni periodiche
Docenti
Comunicazioni periodiche
Diffusione di documenti
informatici nell’ambito del
Collegio dei Docenti.
Comunicazioni periodiche
Azioni di diffusione dei risultati del P.d.M. all’esterno
Metodi/Strumenti
Destinatari delle azioni
Tempi
Sito web della scuola
stakeholders
Comunicazioni contestuali
31
Tabella15 – Composizione del Nucleo di valutazione
Nome
Ruolo
Mario Veca
D.S.
Roberto Arancio
I Collaboratore
Provvidenza Santamarina
II Collaboratore
Silvana Bellomonte
F.S. Area 7 Autodiagnosi d’Istituto Invalsi
Helga D’Alfonzo
Referente Area 7 Autodiagnosi
d’Istituto - Invalsi
Patrizia Barone
F.S. Area 1 Attuazione POF,
Promozione culturale, Viaggi
Caratteristiche del percorso svolto
Sono coinvolti genitori, studenti o altri membri della comunità scolastica, in qualche
fase del Piano di Miglioramento?
SI
NO
La scuola si è avvalsa di consulenze esterne?
SI
NO
Il Dirigente è stato presente agli incontri del Nucleo di valutazione nel percorso di
Miglioramento?
SI
NO
Il Dirigente ha monitorato l’andamento del Piano di Miglioramento?
SI
NO
32
SEZIONE 6 - AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE NEL PdM
Partendo dall’autovalutazione d’istituto e quindi dai punti di forza e di debolezza
evidenziati nel RAV, (sezione 3B.6 Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane subarea: Formazione) il nostro istituto ha deciso di implementare l’aggiornamento e la
formazione del personale docente e del personale ATA.
Pertanto la scuola, nel triennio, promuoverà l'utilizzo di modalità didattiche innovative
attraverso corsi di aggiornamento e attraverso la predisposizione di un'aula per
l'autoaggiornamento.
Nell’a.s. 2016/2017 la formazione dei docenti deliberata in Collegio docenti sarà
orientata in particolare alle seguenti aree:
 area relativa all’uso del registro elettronico;
 area relativa all’utilizzo delle ICT ai fini dell’innovazione didatticometodologica;
 area relativa alla didattica dell’insegnamento della Lingua italiana e delle
lingue comunitarie;
 area relativa al miglioramento delle competenze in L2;
 area relativa alla didattica dell’insegnamento della Matematica e delle
Scienze, nell’ottica della ricerca-azione;
 area relativa alla formazione sui B.E.S.;
 area relativa alla formazione pedagogica dei docenti.
Inoltre tutti i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo
indeterminato, a qualunque titolo conferito, e che aspirino alla conferma nel ruolo sono
tenuti al periodo di formazione e di prova. Tale periodo è previsto anche per i docenti
per i quali è stata richiesta la proroga del periodo di formazione e prova o che non hanno
potuto completarlo negli anni precedenti e per i docenti per i quali è disposto il
passaggio di ruolo. (Nota Ministeriale D.M. 850 del 27/10/2015).
L'Istituto comprensivo di Ficarazzi, essendo molto attento ai bisogni formativi dei
docenti, realizzerà iniziative formative, anche in collaborazione con altre scuole in rete,
sempre nell’ottica dell’efficienza e dell’efficacia.
Infatti l’accordo di rete, denominato “Collaboriamo per migliorare la scuola”, è
finalizzato alla progettazione di percorsi didattici afferenti alle seguenti aree:
 inclusione
 dispersione scolastica e promozione del successo formativo
 prevenzione del bullismo e del cyber-bullismo
 orientamento e continuità
33





salute e ambiente
cittadinanza e legalità
promozione delle attività artistiche e musicali
promozione delle attività motorie e sportive
Sistema
Nazionale
di
valutazione
e
Piani
di
Miglioramenti.
34
5. AREA PEDAGOGICO-DIDATTICA
a. Il curricolo verticale d’istituto
All’interno dei principi della Costituzione, al fine di conseguire la finalità dello
sviluppo “armonico ed integrale della persona”, nella promozione della conoscenza e
nel rispetto/valorizzazione delle diversità
individuali, la scuola è chiamata ad
elaborare un curricolo di istituto e cioè un percorso formativo progettato per gli
alunni, delineato nel tempo e nello spazio, e nelle risorse umane e materiali necessari
a svolgerlo.
Il D.P.R. n. 275/1999 (“Regolamento recante norme in materia di autonomia delle
istituzioni scolastiche”) afferma all’art. 4 comma 1 <<che le Istituzioni scolastiche,
nel rispetto della libertà d’insegnamento, della libertà di scelta educativa delle
famiglie e delle finalità del sistema […], concretizzano gli obiettivi nazionali in
percorsi formativi funzionali alla realizzazione del diritto di apprendere ed alla
crescita educativa di tutti gli alunni, riconoscono e valorizzano la diversità,
promuovono le potenzialità di ciascuno, adottando tutte le iniziative utili al
raggiungimento del successo formativo>>; lo stesso D.P.R. all’art. 8 prevede
“curricoli“ costruiti dalle scuole stesse, che contengano “obiettivi generali del
processo formativo“ e “obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze
degli alunni “.
Il curricolo, è dunque, l’espressione della libertà di insegnamento e dell’Autonomia
scolastica e al tempo stesso esprime le scelte della comunità professionale docente e
l’identità dell’istituto scolastico.
Agli operatori della scuola si richiede,
nell’elaborazione del curricolo di istituto, l’impegno a contestualizzare l’azione
didattica, effettuando scelte specifiche in relazione ai bisogni di formazione degli
allievi e all’analisi del contesto in cui la scuola opera al fine di conseguire il successo
formativo di ciascun alunno. Costituiscono, a tal proposito, quadro di riferimento
ufficiale per la progettazione curricolare affidata alle scuole, le “Indicazioni
Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo ciclo di Istruzione”
che nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia scolastica, invitano i docenti a
compiere scelte oculate in reazione a contenuti, metodi, organizzazione, valutazione
“armonizzandoli” e rendendoli coerenti con i traguardi previsti dal documento
nazionale.
Fin dall’avvio dell’anno scolastico corrente, il Collegio dei Docenti della scuola di
Ficarazzi, ha continuato il percorso di studio e di riflessione, intrapreso nell’anno
scolastico 2014/2015, al fine di elaborare un curricolo di scuola.
Il fatto che la nostra Istituzione abbia assunto dal 1° settembre 2014 la configurazione
di Istituto Comprensivo, ha rappresentato un innegabile vantaggio nella costruzione
35
del curricolo verticale ed ha creato le condizioni ottimali affinché curricolo abbia un
impianto organizzativo unitario che realizzi la continuità educativa, metodologica e
didattica.
Quattro sono state le fasi di elaborazione del curricolo:
Prima fase - Il Collegio dei Docenti, sulla base delle proposte del D.S. e delle
indicazioni fornite dal Collegio stesso, è stato articolato in 4 dipartimenti verticali
composti da insegnanti dei tre diversi ordini di scuola, secondo una suddivisione di
“ambito disciplinare” piuttosto vasto.
In linea con gli assi culturali, allegati al “Regolamento recante norme in materia di
adempimento dell’obbligo di istruzione” – DM n.139 del 22 agosto 2007, il Collegio
si è suddiviso nei seguenti dipartimenti:
1. Dipartimento Linguistico-Letterario, che comprende e sviluppa l’asse
culturale dei linguaggi;
2. Dipartimento Matematico-Scientifico-Tecnologico che comprende e sviluppa
l’asse matematico e l’asse scientifico e tecnologico;
3. Dipartimento Storico-Sociale che comprende e sviluppa con l’asse storico
sociale;
4. Dipartimento Sportivo e dei Linguaggi Espressivi - BES che comprende lo
sviluppo di assi trasversali alle varie discipline.
Nell’ambito delle riunioni di dipartimento si è deciso di impostare il curricolo
secondo un approccio per competenze prendendo come quadro di riferimento i
seguenti documenti:
 “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’Infanzia e del I ciclo
di Istruzione “(DM 254/2012);
 “Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio” (Quadro delle
competenze chiave per l’apprendimento permanente 2006-2008)
 Assi culturali allegati al “Regolamento recante norme in materia di
adempimento dell’obbligo scolastico” D.M.139/2007.
Dall’analisi approfondita dei documenti sono emerse, all’interno dei vari
dipartimenti, le seguenti riflessioni che costituiranno il leitmotiv sulla base del quale
il Collegio è chiamato a redigere il curricolo verticale:
 Appare necessario per i docenti ripensare e rimodulare le proprie pratiche
didattiche e metodologiche al fine di predisporre percorsi di insegnamento
finalizzati al conseguimento di Traguardi per lo sviluppo delle competenze. La
didattica centrata sull’acquisizione di competenze deve superare la sola
dimensione trasmissiva/enciclopedica dell’insegnamento e puntare ad un
approccio ai saperi molto più articolato e complesso.
36
 La didattica per competenze richiede che gli alunni acquisiscano non solo il
sapere cosa (conoscenze) e il sapere come (abilità) ma anche il sapere verso
dove3 (un saper applicare) cioè la capacità di utilizzare in più campi e con
versatilità quanto appreso a scuola, sviluppando un apprendimento autentico e
duraturo. Nell’ impostazione del curricolo si dovrà, quindi, tendere ad
individuare quei saperi essenziali che siano adeguati alle strutture cognitive e
motivazionali degli studenti delle varie età che frequentano i tre diversi ordini
scolastici. Tali saperi dovranno rispondere alle seguenti caratteristiche:
significatività (le conoscenze dovranno essere comprensibili e collegabili
anche a situazioni diverse da quelle nelle quali sono state acquisite); stabilità
(gli elementi conoscitivi devono diventate patrimonio stabile dell’allievo che
apprende); fruibilità (le conoscenze devono poter essere trasferibili e quindi
utilizzabili per interpretare situazioni e compiti diversi da quelli per cui sono
state presentate.
 L’azione di insegnamento/apprendimento dovrà avere un carattere unitario e
tendere alla interdisciplinarità. Le discipline di studio, infatti, rappresentano
una lettura della realtà sempre più specifica, specializzata e analitica e in tal
senso, tendono a restringere progressivamente il loro campo di indagine e a
utilizzare codici sempre più settoriali2. Affinché la realtà sia conosciuta nella
sua complessità e l’alunno sia posto nelle condizioni di leggere i problemi e di
definire possibili risposte agli interrogativi pressanti che la società della
conoscenza pone, occorre uscire da un’ottica “settoriale” che superando la
frammentazione dei saperi, conduca a trovare agganci e relazioni tra le sintassi
delle diverse discipline.
 Il curricolo infine dovrà essere autentico e considerare tutte le variabili che
incidono sull’apprendimento degli studenti. Si punterà quindi alla
valorizzazione delle esperienze pregresse degli alunni e delle conoscenze e
competenze maturate dagli stessi, sia in contesti di apprendimento formale, che
di apprendimento non formale e informale.
Seconda fase - A seguito delle riflessioni di cui sopra, i singoli dipartimenti hanno
deciso di articolare il curricolo partendo dalle otto competenze chiave europee
perché queste rappresentano, come del resto precisa la Premessa delle Indicazioni
2012, la finalità generale dell’istruzione e dell’educazione e spiegano, attribuendogli
senso e significato, le motivazioni dell’apprendimento. Esse, come dice il Parlamento
Europeo “sono le competenze chiave di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e
lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione”
2
C. Scurati, La scuola del gruppo docente, La Scuola, Brescia, 1998
37
Competenza
Terza fase - I docenti dei singoli dipartimenti, facendo riferimento al Profilo dello
Studente delineato nelle Indicazioni Nazionali, sono quindi, passati ad individuare e
condividere, in verticale, i traguardi di competenze irrinunciabili, relativi ai campi di
esperienza e alle discipline, da conseguire al termine della scuola dell’infanzia, della
scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.
Dai traguardi di competenze si è proceduto a declinare gli obiettivi di apprendimento
operando delle scelte secondo i criteri di sequenzialità e progressione/gradualità, al
fine di costruire un curricolo che abbia un impianto unitario, anche nella prospettiva
dell’orientamento.
Inoltre, sulla scorta di una delibera del Collegio dei Docenti, coerentemente con lo
sviluppo mentale del bambino elaborato da Piaget, traguardi di competenza e
obiettivi sono stati definiti in relazione alla seguente scansione temporale:
 Scuola dell’Infanzia ed i primi due anni della Scuola Primaria;
 III, IV e V anno di Scuola Primaria e I anno di Scuola Secondaria di I Grado;
 II e III anno di Scuola Secondaria di I Grado.
Si determinano in tale modo due anni ponte: il secondo anno della Scuola Primaria ed
il I anno della di Scuola Secondaria di I Grado.
38
Quarta fase - Nell’ambito dell’elaborazione della programmazione annuale di
Intersezione, Interclasse, classe, sarà compito dei team docenti contestualizzare le
scelte operate dalla Comunità Scolastica, diversificandole, riempendole di contenuti,
attività, esperienze significative e predisponendo, quindi, percorsi didattici che
attivino negli alunni processi di apprendimento autentici e duraturi.
b. Le scelte metodologiche
In una scuola impegnata a garantire il successo formativo per tutti gli alunni e in cui
si sottolinea l’importanza di un apprendimento rivolto all’acquisizione delle
competenze, un ruolo fondamentale assume l’organizzazione della didattica. La
progettazione volta allo sviluppo delle competenze richiede, infatti, un approccio
metodologico ben più complesso di quello tradizionale, basato su una didattica
trasmissiva, che mira all’assimilazione dei contenuti disciplinari.
La prospettiva in cui il docente deve porsi è dunque focalizzata sul soggetto che
apprende, sulle sue esperienze e i suoi bisogni; una prospettiva da cui scaturisce la
necessità di puntare l’attenzione sull’apprendimento e i suoi processi, con cura
particolare per il modo in cui viene costruito il contesto di supporto
all’apprendimento (ambiente di apprendimento). Compito prioritario dei docenti
diviene, quindi, la ricerca e l'introduzione di metodologie didattiche che, anche con
il ricorso alle nuove tecnologie, favoriscano la creatività, la ricerca, la scoperta, la
sperimentazione, il coinvolgimento e la motivazione degli studenti.
In tale prospettiva, il docente si configura come un ricercatore impegnato a
individuare, scegliere, utilizzare, di volta in volta, le metodologie, le strategie
didattiche e organizzative più adeguate anche al fine di favorire la valorizzazione
delle diversità presenti in classe e offrire a tutti pari opportunità formative.
In
un’epoca come la nostra, in cui lo sviluppo delle nuove tecnologie, ha profondamente
modificato le forme di apprendimento e di comunicazione delle nuove generazioni,
ampliando il divario generazionale tra alunni e insegnanti, motivare gli adolescenti
allo studio è un’impresa sempre più difficile e complessa. Queste generazioni di
“nativi digitali” crescono in una cultura digitale, immersi in un universo sonoro,
ludico e relazionale tecnologizzato. Abbiamo bisogno di usare le tecnologie, di
parlare la stessa lingua dei ragazzi, di usare gli strumenti di comunicazione, i nuovi
media, e puntare sulla collaborazione per promuovere l’appartenenza al gruppo,
l’espressione creativa dei singoli, la condivisione di contenuti da studiare proposti
sotto forma di problemi attraverso la modalità del problem solving; promuovere,
insomma l’idea della scuola come comunità di apprendimento. In ultima analisi il
docente per porre l’alunno al centro del proprio processo di apprendimento dovrà
39
integrare la didattica tradizionale con metodologie e strategie operative innovative
che coinvolgano fattivamente lo studente e stimolino l’apprendimento.
Le metodologie che abbiamo adottato sono:
 la didattica laboratoriale;
 la didattica per problemi;
 l’uso di nuove tecnologie;
La didattica laboratoriale non si svolge esclusivamente in laboratorio (esempio
laboratorio di Scienze) ma è una modalità di lavoro in “classe”.
I laboratori possono essere usati per verificare, attraverso l’esperienza, le conoscenze
e le abilità acquisite, ma possono essere utilizzati anche per acquisire nuove
conoscenze ed abilità attraverso l’esperienza.
Nella didattica laboratoriale gli alunni assumono una posizione di centralità nel
processo di insegnamento-apprendimento. Essi apprendono in modo attivo,
coinvolgendo tutti i sensi, in base ad offerte e stimoli didattici che gli vengono messi
a disposizione o che sono presenti nell’ambiente di apprendimento. Il successo
dell’apprendimento dipende dalla disponibilità e dalla capacità dell’alunno di
rapportarsi ai compiti didattici in modo attivo e responsabile. Gli alunni devono
condividere le proprie esperienze con altri, ma devono anche sviluppare percorsi
autonomi con attività personali. Si privilegiano attività adatte e significative per
ciascun alunno, attività che assicurano l’espressione di tutte le dimensioni della
persona: volontà, intelligenza, operatività, motricità, moralità, espressività,
socialità…, attività che consentono agli alunni di fare esperienze dirette, mettendo in
pratica procedure e concetti. Si proporranno elementi di novità e sorpresa per creare
interesse e piacere anche ricorrendo a forme ludiche, avventurose o a simulazioni.
Ogni attività utilizzerà la metodologia della ricerca, avvalendosi di ogni tipo di
strumento didattico dal più tradizionale a quello più innovativo: dalla biblioteca
scolastica all’uso delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC).
La didattica per problemi consiste nel proporre agli studenti, da soli o in piccoli
gruppi, problemi da risolvere di diversa difficoltà. Possibili problemi sono: un quesito
e la soluzione, una procedura o un algoritmo da organizzare, un dialogo, una
comunicazione da elaborare, un’idea da sviluppare, ecc. Durante la soluzione di un
problema l’allievo è messo in condizione di scoprire ed acquisire autonomamente
conoscenze nuove. I docenti assumono la funzione di tutor, cioè di guida
metodologica, per ciascun allievo o per il gruppo di alunni impegnato nella soluzione
del problema. Lo studente deve quindi autonomamente ricercare dati ed informazioni,
fare stime e calcoli, formulare ipotesi risolutive, proporre soluzioni, prendere
decisioni. Il metodo consente agli allievi di apprendere a risolvere, con gradualità,
40
problemi sempre più complessi che fanno sì che lo studente acquisisca abilità
cognitive di livello elevato.
Il nostro Istituto possiede attualmente circa 50 L.I.M, (Lavagne Interattive
Multimediali), che intende ulteriormente potenziare. La LIM è una superficie di
grandi dimensioni, in tutto simile alla lavagna di ardesia, che consente di visualizzare
contenuti e applicazioni (testi, immagini, animazioni, video, software) in formato
digitale e in modo interattivo. La L.I.M può semplicemente essere definita una
periferica del computer: una superficie che, grazie a un proiettore, riesce a
visualizzare i contenuti presenti sul desktop e attraverso la tecnologia interattiva
riesce a trasferire sul computer le operazioni svolte sulla lavagna. Grazie a queste sue
caratteristiche, svolge un ruolo chiave per l’innovazione della didattica, in quanto
consente di integrare le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione nella
didattica in classe e in modo trasversale alle diverse discipline. Le L.I.M consentono
di introdurre nella scuola strategie e modalità didattiche innovative, potenzialmente
più in sintonia con le forme di comunicazione adottate oggi dagli studenti e di
sviluppare metodologie di insegnamento finalizzate a favorire la partecipazione attiva
dello studente al proprio processo di apprendimento.
c. Continuità e …
I cambiamenti normativi introdotti nel sistema scolastico durante l’ ultimo decennio e
i nuovi bisogni formativi imposti dalla complessità dello scenario sociale in cui la
Scuola si trova ad operare, hanno indotto i docenti ad attivare un processo di
rivisitazione e di riorganizzazione del curricolo che ha condotto all’elaborazione di
un Curricolo Verticale di Istituto. In esso è stato declinato un percorso di
apprendimento progressivo e continuo che abbraccia i tre segmenti scolastici (Scuola
dell’ Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di Primo Grado)e che si pone
come finalità prioritaria quella di conseguire lo sviluppo armonico e completo della
personalità degli studenti, accompagnandoli durante l’itinerario scolastico che va dai
tre ai quattordici anni. La logica della continuità permea, d'altronde, l’impianto
generale delle Indicazioni per il Curricolo del 2012 nelle quali si accentua, appunto,
lo stretto rapporto di reciprocità e interdipendenza che lega i diversi ordini. Nel
paragrafo “Continuità ed
Unitarietà del Curricolo” del suddetto documento, si
afferma una concezione globale e complessiva del sistema scuola, che pur
recuperando la specificità di ogni segmento scolastico, considera il percorso
formativo in un’ottica di sviluppo coerente e unitario. “L’itinerario scolastico dai tre
ai quattordici anni, pur abbracciando tre tipologie di scuola, caratterizzate ciascuno da
una specifica identità educativa e professionale, è progressivo e continuo”… . La
continuità si pone, dunque, come esigenza primaria di garantire agli alunni che
41
costruiscono la propria identità, il diritto a percorsi formativi che possano
promuovere uno sviluppo articolato e multidimensionale della loro personalità, pur
nei cambiamenti dovuti alle diverse fasi evolutive e ai diversi ordini di scuola.
Nell’ottica di cui sopra, la continuità (a livello verticale) riguarda essenzialmente i
saperi ( anche nella prospettiva di connessione trasversale tra le discipline) ma
attiene altresì alla progettazione, (con il superamento della tendenza a formulare
molteplici microprogetti privi di connessioni tra loro e variamente caratterizzati, a
favore di una progettazione comune e fortemente incentrata su un’analisi dei bisogni
degli allievi e del territorio).
Per tradurre in azioni quanto sopra delineato, si prevede che i docenti dell’Istituto
abbiano occasioni frequenti di incontro che consentano di rafforzare la reciproca
conoscenza, il confronto e il dialogo.
In particolare il Collegio ritiene utile l’istituzione di gruppi di lavoro, composti da
docenti dei tre ordini di scuola, che si attivino per:
 rivedere, annualmente, il curricolo verticale per progettare collegialmente, in
modo via via più efficace, percorsi di apprendimento che puntino alla
acquisizione delle competenze “essenziali” capaci di sostenere l’alunno nel
proseguimento dei suoi studi e nella vita adulta;
 condividere, nell’ottica di una valutazione autentica, basata sul criterio di
attendibilità, criteri e modalità di valutazione delle competenze ed elaborare
strumenti utili a rilevare il grado di avvicinamento degli alunni ai traguardi
fissati per ciascuna disciplina e alle competenze delineate nel profilo dello
studente, anche in vista della certificazione delle competenze da effettuare al
termine della scuola primaria e della scuola secondaria di prima grado;
 individuare e mappare competenze trasversali in funzione orientativa.
 favorire l’inserimento di alunni con bisogni educativi speciali attraverso il
passaggio di informazioni tra docenti dei diversi ordini scolastici;
 redigere, nella dimensione della continuità, progetti curricolari o
extracurricolari.
Si prevede, inoltre, la progettazione di attività e iniziative annuali di carattere
ludico-didattico, ricreativo e /o laboratoriale per gli alunni frequentanti gli anni
ponte, finalizzate a sostenerli nel passaggio da un ordine di scuola all’altro.
E’ altresì auspicabile, affinché il processo di formazione degli allievi sia completo e
organico, che si dia attuazione a processi di continuità orizzontale, ossia che la scuola
si apra ad un dialogo costruttivo con le famiglie e che ci si avvalga, ove possibile,
dell’interazione con il territorio (enti pubblici e privati, associazioni…)
…Orientamento
Il tema dell’orientamento si pone oggi come una delle variabili centrali e cruciali del
sistema formativo. E’ evidente come l’orientare e il sapersi orientare, in una società
42
come quella attuale, rappresentino operazioni intellettuali e comportamentali
particolarmente complesse e difficili. Operazioni tuttavia indispensabili, a fronte della
complicata rete di conoscenze e di relazioni richieste da un contesto sociale e
culturale radicalmente differente - nelle sue caratteristiche costitutive - rispetto a
qualche decennio fa. All’interno di tale quadro di riferimento, sapersi orientare
significa essere in possesso della strumentazione cognitiva, emotiva e relazionale
idonea a fronteggiare, in forma esperta, tutti quei fattori connotativi dell’attuale
società potenzialmente fonte di disorientamento. Tutto questo richiede, innanzitutto,
la costruzione di un sistema di conoscenze, di abilità e di comportamenti
costitutivamente e continuamente in grado di modificarsi, di aggiornarsi, di
riadattarsi, flessibilmente e dinamicamente, alle trasformazioni richieste e imposte
dalle transizioni in atto: addirittura di pre-vederle, per poterle direzionare e gestire in
forma autonoma e competente.”
In tale ottica l’orientamento assume una funzione educativa e diventa imprescindibile
il passaggio da una prassi di orientamento di tipo quasi esclusivamente informativa e
limitata ai momenti di transizione e decisione, ad un approccio olistico e formativo
per cui esso investe il processo globale di crescita della persona, si estende lungo
tutto l’arco della vita, è presente nel processo educativo sin dalla scuola dell’infanzia
ed
è
trasversale
a
tutte
le
discipline.
Tale impostazione concettuale è già contenuta nella Direttiva Ministeriale 6 agosto
1997, n. 487 che così recita: “L'orientamento - quale attività istituzionale delle scuole
di ogni ordine e grado - costituisce parte integrante dei curricoli di studio e, più in
generale, del processo educativo e formativo sin dalla scuola dell'infanzia. Esso si
esplica in un insieme di attività che mirano a formare e a potenziare le capacità delle
studentesse e degli studenti di conoscere se stessi, l'ambiente in cui vivono, i
mutamenti culturali e socio-economici, le offerte formative, affinché possano essere
protagonisti di un personale progetto di vita, e partecipare allo studio e alla vita
familiare e sociale in modo attivo, paritario e responsabile.”
Tali affermazioni,
sono contenute, per sommi capi, anche C.M. n.43 del 15 aprile 2009 (Piano nazionale
di orientamento: Linee guida in materia di orientamento lungo tutto l’arco della vita)
il cui obiettivo prioritario è appunto quello di mettere i ragazzi in grado di pianificare
e gestire il proprio apprendimento, di fare le esperienze scolastiche in coerenza con i
propri obiettivi di vita, in rapporto alle proprie competenze e ai propri interessi.
L’azione della
scuola, dunque, nell’orientare i ragazzi si articolerà in più
dimensioni: non solo orientamento per scelte relative all’ambito scolastico o
lavorativo, (orientamento informativo) ma soprattutto un “orientamento alla vita”,
(orientamento formativo) in un percorso continuo, un personale progetto che parta
dalla capacità di scegliere conoscendo la realtà, ma anche e soprattutto se stessi. Le
azioni di orientamento saranno finalizzate a fornire ai soggetti in formazione
43
un’ulteriore possibilità di conoscersi, scoprire e potenziare le proprie capacità,
affrontare i propri problemi. Quanto più i ragazzi acquisiranno consapevolezza di sé,
tanto più diventeranno
attivi, capace di auto orientarsi e di delineare, in
collaborazione con l’adulto, un personale progetto di vita. Per conseguire i traguardi
formativi di cui sopra la nostra Istituzione utilizzerà, prioritariamente, le discipline di
studio, in funzione orientativa, e quindi, come strumento per l’acquisizione dei saperi
di base, ma anche delle abilità cognitive, logiche e metodologiche, e delle abilità
trasversali (comunicative metacognitive, metaemozionali,) ovvero come strumento di
sviluppo delle competenze orientative di base (didattica orientativa/orientante). Sarà,
inoltre, opportuno coinvolgere, nel processo di Orientamento, la famiglie che, come
soggetto formativo prioritario danno un contributo valoriale essenziale all’educazione
dei ragazzi ed sono corresponsabili delle azioni di orientamento promosse a scuola. Si
auspica, quindi, di arrivare a costruire con i genitori un’alleanza educativa:
collaborare e cooperare con un fine comune consentirà ai ragazzi di orientarsi in
maniera autonoma con maggiore sicurezza e consapevolezza.
Per le azioni progettate a sostegno dell’Orientamento si rimanda al progetto di
Istituto, parte integrante del P.T.O.F.
d. Il Corso ad Indirizzo Musicale
L’Istituto comprensivo di Ficarazzi offre un Corso ad Indirizzo Musicale che offre
agli alunni l'opportunità di intraprendere lo studio, nel triennio della S.S. I G., di uno
dei quattro strumenti autorizzati: il clarinetto, il flauto, il pianoforte e il violino.
L'insegnamento strumentale costituisce integrazione interdisciplinare ed
arricchimento dell'insegnamento obbligatorio dell'educazione musicale nel più ampio
quadro delle finalità della scuola secondaria di I grado e del progetto complessivo di
formazione della persona (allegato A del D.M. 13/02/1996).
Esso concorre alla più consapevole appropriazione del linguaggio musicale, di cui
fornisce all'alunno preadolescente una piena conoscenza, integrando i suoi aspetti
tecnico pratici con quelli teorici, lessicali, storici e culturali che insieme costituiscono
la complessiva valenza dell'educazione musicale. Sviluppare l'insegnamento musicale
a scuola significa fornire agli alunni una maggiore capacità di lettura attiva e critica
del reale, un’ulteriore possibilità di conoscenza, espressione e coscienza, razionale ed
emotiva, di sé.
Adeguata attenzione viene riservata a quegli aspetti del far musica, come la pratica
corale e strumentale di insieme, che pongono il preadolescente in relazione
consapevole e fattiva con altri soggetti. Il rispetto delle finalità generali di carattere
orientativo della scuola secondaria di I grado non esclude la valorizzazione delle
eccellenze.
44
L'insegnamento strumentale:
 promuove la formazione globale dell'individuo offrendo, attraverso
un'esperienza musicale resa più completa dallo studio dello Strumento,
occasioni di maturazione logica, espressiva, comunicativa;
 integra il modello curricolare con percorsi disciplinari intesi a sviluppare, nei
processi evolutivi dell'alunno, unitamente alla dimensione cognitiva, la
dimensione pratico-operativa, estetico-emotiva;
 offre all'alunno, attraverso l'acquisizione di capacità specifiche, ulteriori
occasioni di sviluppo e orientamento delle proprie potenzialità e una più
avvertita coscienza di sé e del modo di rapportarsi al sociale;
 fornisce ulteriori occasioni di integrazione e di crescita anche per gli alunni in
situazione di svantaggio.
In particolare, la produzione dell'evento musicale attraverso la pratica strumentale:
 comporta processi di organizzazione e formalizzazione della gestualità in
rapporto al sistema operativo dello Strumento concorrendo allo sviluppo delle
abilità senso-motorie legate a schemi temporali precostituiti;
 dà all'alunno la possibilità di accedere direttamente all'universo di simboli,
significati e categorie fondanti il linguaggio musicale che i repertori
strumentali portano con sé;
 consente di mettere in gioco la soggettività, ponendo le basi per lo sviluppo di
capacità di valutazione critico-estetiche;
 permette l'accesso ad autonome elaborazioni del materiale sonoro
(improvvisazione-composizione), sviluppando la dimensione creativa
dell'alunno.
e. Il Piano Delle Attività Motorie E Sportive (PAMS)
L’Educazione Fisica nella scuola è finalizzata all’apprendimento delle abilità
motorie di base ed è un mezzo strategico per realizzare obiettivi educativi e
promuovere perciò lo sviluppo della personalità del bambino in senso integrale.
Il Piano delle Attività Motorie e Sportive (PAMS) è uno strumento che sviluppa
la conoscenza di sé e delle proprie potenzialità nella costante relazione con
l’ambiente, con gli altri e con gli oggetti. Contribuisce, inoltre, alla formazione
della personalità dell’alunno attraverso la conoscenza e la consapevolezza della
propria identità corporea e del continuo bisogno di movimento, come costante
della propria persona, del proprio benessere, della salute e di miglioramento
delle pratiche di inclusione sociale. La corporeità è una dimensione trasversale
di molte discipline scolastiche (matematica, geometria, geografia, storia, lingua
45
e linguaggi…) ed investe molti aspetti della personalità del bambino: cognitivi,
emotivi, affettivi e relazionali.
Obiettivi - Tenuto conto dell’importanza della pratica delle attività motorie e
sportive nell’età evolutiva del bambino, sia in fase prescolare che scolare, si
rende necessario inserire, all’interno del Piano Triennale dell’Offerta Formativa
(PTOF), uno spazio apposito, sia educativo che formativo, dedicato al PAMS,
finalizzato alla realizzazione di una triade di obiettivi scolastici:
1.
Ampliare l’offerta formativa rivolta agli alunni, offrendo un’istruzione
efficace e di qualità.
2.
Definire, all’interno del curricolo trasversale e verticale, l’ambito
specifico di applicazione della didattica delle attività motorie e sportive.
3.
Accrescere la professionalità dei docenti, con opportunità di formazione
continua in servizio sulle conoscenze e sulle tecniche motorio-sportive.
Strategie operative e organizzative - In relazione al primo obiettivo, è necessario
ricercare le sinergie con le associazioni sportive presenti nel territorio, per il
reperimento di tecnici sportivi e per la ricerca di adeguate professionalità
(Laureati in Scienze Motorie e Diplomati I.S.E.F.), reperibili anche
nell’extrascuola, là dove non presenti in situ. Per quanto concerne il secondo, è
opportuno che i docenti, nonostante debbano applicare un curricolo ricco ed
articolato su molte discipline e laboratori, garantiscano le attività motorie e
sportive agli alunni, all’interno del monte ore settimanale che sarà parte
integrante e non occasionale del curricolo scolastico. Infine, per quanto concerne
il terzo punto del presente Piano, è auspicabile il reperimento di esperti, pronti a
trasferire agli insegnanti le adeguate conoscenze in modo che si creino occasioni
formative in seno alla scuola, tali che possano diventare “strumentario”
ordinario
della
didattica
viva
per
attuare
processi
d’insegnamento/apprendimento efficaci e di qualità.
Attività dell’Istituto e proposte operative
Il PAMS di Istituto si delinea lungo un asse ideale, che raccoglie le proposte
formative che interessano la Scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria e la Scuola
Secondaria di I Grado:
1. La Scuola dell’Infanzia con le attività di Corpo e Movimento, diventa essa
stessa una palestra “sociale”; attraverso il movimento del corpo, l’alunno impara
giocando e, contestualmente, esprime tutti gli aspetti della sua personalità,
attraverso gli stimoli che gli insegnanti sapranno dare alle diverse dimensioni
46
della sua corporeità: ludica, espressiva, affettiva, socializzante, affabulativa,
metacognitiva e riflessiva.
2. Il Centro Sportivo Scolastico, di seguito denominato CSS, rappresenta una
struttura organizzata all’interno della scuola, finalizzata all’organizzazione
dell’attività sportiva scolastica. Esso intende favorire la più larga adesione degli
studenti (anche quelli con disabilità) alle attività, pomeridiane e non, di
preparazione agli sport individuali o di squadra, prescelte in collaborazione con i
docenti di Educazione Fisica, praticabili con carattere di continuità temporale.
Le attività del CSS, rivolte sia alla Scuola Primaria che alla Scuola Secondaria
di I Grado, integrano il percorso formativo delle ore curricolari di Educazione
Fisica e contribuiscono allo sviluppo di una cultura sportiva, del movimento e
del benessere e all’acquisizione di un corretto “atteggiamento competitivo”.
Alla Scuola Secondaria di I Grado è riservata la partecipazione ai Campionati
Studenteschi per rappresentative d’Istituto e individuali.
La nostra Istituzione scolastica promuoverà, inoltre, l’insegnamento scolastico
delle discipline sportive cosiddette “Sport della mente” (Scacchi), che mirano ad
un miglioramento generale della motivazione scolastica e delle “prestazioni”
degli alunni.
47
6. AREA INCLUSIONE
L’Istituto Comprensivo di Ficarazzi accoglie una realtà scolastica abbastanza
eterogenea. Da una parte essa proviene da un ambiente socio-culturale medio, con
nuclei familiari attenti alla crescita affettiva e psicosociale dei propri figli; dall’altra è
composta da alunni in situazione di disagio familiare e/o sociale, che provengono da
ambienti sociali modesti e talvolta deprivati. Nell’eterogenea realtà scolastica sono
presenti, inoltre, tessuti familiari disgregati, alcuni con conseguenti nuclei allargati e
poco preparati alla gestione educativa dei propri figli.
La nostra Istituzione scolastica, a tal proposito, propone un progetto mirato, atto a
ricevere in modo adeguato alunni con bisogni educativi speciali (B.E.S.) offrendo a
ciascuno una reale e fattiva inclusione. A tal fine la scuola coopera con le risorse di
rete del territorio (Scuole, Azienda Sanitaria Provinciale, Famiglie, Enti Locali,
Centri di riabilitazione), che concorrono alla crescita psico-fisica e all’inclusione
degli alunni. Durante l’anno scolastico, infatti, sono previsti degli incontri periodici
tra i vari Enti del territorio insieme alle famiglie per prendere decisioni in merito ai
percorsi educativi didattici degli alunni disabili (GLHO).
Risulta quanto mai necessario precisare che i termini integrazione ed inclusione non
hanno lo stesso significato: se “integrare” significa assimilare, assorbire, “includere”
presuppone un punto di osservazione diverso nel quale ciascuno concorre a costruire
con gli altri una società multi-diversa, dove ciascuno collabora a seconda di come si è
e di ciò che si sa fare.
Il processo d’inclusione è, dunque, finalizzato a promuovere lo sviluppo globale sia
delle aree di carenza, che quelle di potenzialità, affinché quest’ultime si trasformino,
grazie ad un sinergico progetto di lavoro, in reali capacità di ciascuno al fine di
realizzare il proprio “progetto di vita” e concorrere alla costruzione della società.
Il dovere professionale di ciascun docente si concretizzerà nelle seguenti funzioni:
 assistenza tutoriale a ciascun alunno;
 adeguato e tempestivo rapporto con le famiglie degli alunni;
 coordinamento delle attività didattiche ed educative;
 cura della documentazione del percorso scolastico degli alunni.
Negli ultimi anni sono state emanate diverse direttive in merito all’inclusione (Legge
n. 170/2010; Direttiva Ministeriale del 27/12/12; Circolare Ministeriale del
08/06/2013). In linea con tali direttive ministeriali, l’Istituto Comprensivo di
48
Ficarazzi delinea una propria strategia di inclusività, che si attua attraverso il Piano
Annuale per l’Inclusività (P.A.I.). La rilevazione degli alunni con B.E.S. si realizza
attraverso l’analisi di ogni singola classe da parte dei docenti curriculari, che
segnalano attraverso una “scheda sintetica di rilevazione” tutti gli alunni che
presentano bisogni educativi speciali. Tali schede vengono consegnate alle Funzioni
strumentali dell’Area 2 B.E.S. Ciò sarà oggetto del focus del G.L.I. (Gruppo di lavoro
per l’Inclusione) nominato dal D. S. composto da:
 Dirigente scolastico;
 Funzioni strumentali e referente dell’Area 2;
 n. 2 rappresentanti dei docenti di sostegno;
 n. 2 rappresentanti dei docenti curriculari;
 n. 1 assistente igienico-personale;
 n. 1 rappresentante dei Servizi sociali del Comune di Ficarazzi;
 n. 3 rappresentanti dei genitori (uno per ogni ordine di scuola).
A tale scopo il G.L.I. procederà ad un’analisi delle criticità e dei punti di forza degli
interventi di inclusione scolastica formulando una proposta di P.A.I da redigere al
termine di ogni anno scolastico (entro il mese di giugno). All’interno del P.A.I. sarà
possibile individuare il numero di P.E.I. (Piano Educativo Individualizzato) che la
nostra scuola ha redatto per alunni con disabilità e il numero di P.D.P. (Piano
Didattico Personalizzato) per gli alunni con Disturbo Specifico d’Apprendimento. Per
tutti gli altri alunni con B.E.S. gli strumenti privilegiati saranno: percorsi
individualizzati e personalizzati (progettazioni didattico-educative) calibrati sui livelli
attesi per le competenze in uscita. Nei P.D.P., deliberati dai Consigli di
classe/interclasse, dopo aver ascoltato i genitori, verranno effettuati interventi
metodologici e strategie didattiche mirate a favorire gli apprendimenti scolastici e
l’inclusione di tutti gli alunni con bisogni educativi speciali.
A tal proposito, facendo riferimento ai più accreditati studi nell’ambito delle Scienze
dell’Educazione, alle Indicazioni Nazionali per il curricolo (2012), alle Linee Guida
per l’Integrazione (4 agosto 1999) alla Legge n°170 del 2010, si darà vita ad un
curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi, nel
quale si utilizzeranno alcune delle metodologie di seguito delineate sinteticamente:
 apprendimento collaborativo: attraverso attività in piccoli gruppi si
predispongono azioni di «tutor» tra studenti;
 mediatori didattici facilitanti l’apprendimento per sollecitare collegamenti tra
le discipline, tra le nuove informazioni e quelle già acquisite;
 task analisys (sotto obiettivi): ogni volta che si inizia un nuovo argomento di
studio è utile scomporre-dividere gli obiettivi;
49
 schemi: per orientare l’alunno nell’individuazione delle informazioni
essenziali;
 apprendimento essenziale e laboratoriale per favorire l’operatività;
 didattica metacognitiva: per sollecitare processi di autoregolazione e
autovalutazione;
 metodologie comunicative (canali sensoriali) per favorire i diversi stili di
apprendimento;
 attività diversificate per favorire l’uso delle diverse forme di intelligenza;
 supporto multidimensionale ( didattico, morale e socio-affettivo)
 classi aperte per superare l’individualismo e l’isolamento;
 progetti per l’inclusione curriculari ed extracurriculari (nuoto, vela,
psicomotricità).
La valutazione verrà effettuata secondo il principio della “corresponsabilità” e con
riferimento agli obiettivi posti nel P.E.I., in conformità all’art.16, comma 1, della
Legge 104/92. Nella fase di stesura del P.E.I., facendo riferimento al “Profilo di
Funzionamento” (ICF) è importante che siano definiti e condivisi, per ciascuna
disciplina, obiettivi chiari e raggiungibili, modalità di svolgimento delle verifiche e
soprattutto criteri di valutazione.
Durante l’anno scolastico saranno previste attività extracurriculari con molteplici
funzioni quali: favorire la socializzazione, l’inclusione e la cooperazione; aprire la
scuola alle famiglie e al territorio con progetti finalizzati, e permettere agli alunni,
soprattutto quelli meno abbienti, di conoscere realtà lontane dalla propria vita
quotidiana, per arricchire il loro bagaglio di esperienze.
a. L'accoglienza degli alunni
Nell'ottica di sviluppare un clima che favorisca l'inserimento sereno e consapevole di
tutti gli alunni che chiedono di frequentare la nostra scuola, ogni anno viene
organizzato un Open Day, una giornata a porte aperte finalizzata a far conoscere il
nostro Istituto ai futuri frequentatori, sia dal punto di vista delle strutture, che da
quello del personale docente, degli alunni frequentanti e del tipo di attività che
vengono svolte.
Per l’inserimento degli alunni della Scuola dell’Infanzia è prevista una scheda
informativa per raccogliere notizie in merito all’esperienze prescolari,
comportamento alimentare, autonomia personale e operativa e contesto familiare.
Per l’inserimento degli alunni in corso d’anno, la scuola dispone di due protocolli,
uno dei quali specifico per gli alunni stranieri.
50
Il “Protocollo d’Accoglienza” (P.A.) degli alunni stranieri è lo strumento necessario a
sostenere gli alunni stranieri nel primo periodo della frequenza scolastica. Esso è
necessario per adempiere a tutti i provvedimenti attraverso cui l’istituzione educativa,
l’alunno straniero e la sua famiglia entrano in relazione, anche formale, all’interno
della realtà scolastica.
Riguarda tre aree del funzionamento scolastico:
A. area amministrativa;
B. area comunicativo-relazionale;
C. area educativo-didattica.
All’interno del P.A. sono dettagliati, oltre agli adempimenti anche i compiti ed i ruoli
di:
 insegnanti;
 personale amministrativo;
 eventuali mediatori culturali.
Gli obiettivi del protocollo d’accoglienza sono:
 Favorire un clima d'accoglienza positivo con l’alunno, in particolare con
l’alunno straniero, e la sua famiglia;
 Rimuovere eventuali ostacoli all’integrazione degli alunni stranieri;
 Promuovere un rapporto di collaborazione educativa con la famiglia dell’alunno.
51
7. AREA TECNOLOGIE PER L’INFORMAZIONE E LA
COMUNICAZIONE
a. Il Piano Nazionale Scuola Digitale
Il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) è il documento di indirizzo del Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia
complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del
suo sistema educativo nell’era digitale. Tale Piano, si propone di sviluppare,
accrescere e potenziare le competenze degli studenti attraverso un uso consapevole
delle tecnologie digitali, strumento didattico in grado di contribuire efficacemente
nella costruzione delle competenze in sinergia con la Programmazione Europea e
Regionale e con il Progetto Strategico Nazionale per la banda ultralarga.
A partire dall’anno scolastico 2015/2016, le Istituzioni scolastiche prevedono e
promuovono all’interno del proprio Piano dell’Offerta Formativa, in collaborazione
con il MIUR “… azioni coerenti con le finalità, i principi e gli strumenti previsti nel
Piano Nazionale per la Scuola Digitale, di cui al comma 56.” (Legge 107, Art.1 –
comma 56 e 57).
In questi ultimi anni, il nostro Istituto, ha più volte usufruito delle azioni promosse
dal Piano Nazionale per la Scuola Digitale e delle azioni promosse a livello europeo
con la Programmazione operativa nazionale (PON Istruzione) per modificare gli
ambienti di apprendimento e promuovere l’innovazione digitale nella Scuola.
L’Istituto Comprensivo di Ficarazzi cercherà di promuovere e realizzare attività in
grado di sviluppare le competenze digitali degli alunni (anche attraverso la
collaborazione con università, associazioni, organismi del settore terziario e imprese,
con particolare attenzione all’uso dei media e dei Social Network). Tali attività sono:
 attività di alfabetizzazione digitale (fino alla classe II della Scuola Primaria);
 attività di alfabetizzazione per la videoscrittura e la creazione di presentazioni
(dalle classi III della Scuola Primaria fino alla classe I della Scuola Secondaria
di Secondo Grado);
 attività di alfabetizzazione di scrittura musicale (classi della S.S.I.G.);
 attività sull’uso di software inerenti la gestione di immagini (classi II e III della
S.S.I.G.);
 attività sull’uso consapevole e guidato dei Social Network (classi della
S.S.I.G.).
52
Accesso, dotazioni tecnologiche e spazi.
Attualmente tutti e tre i plessi della nostra Istituzione scolastica sono connessi in Rete
in modalità cablata (parzialmente presente nel plesso di Corso Uberto) o wireless
(anche se la connessione è inadatta alla didattica digitale). L’89% delle aule sono
dotate di LIM. L’Istituto dispone di tre laboratori d’informatica, uno per ogni plesso.
Il laboratorio presente nel plesso di Corso Umberto risulta al momento non
funzionante a causa delle attrezzature informatiche obsolete. La biblioteca scolastica
del plesso Corso Umberto è adibita, inoltre, a spazio per la formazione e
l’autoformazione dei docenti essendo stata dotata, parzialmente, di arredi e notebook.
La scuola dispone di n. 28 Ipad a disposizione dei docenti che intendono svolgere
laboratori con gli studenti all’interno delle proprie aule.
Attuazione del Piano nazionale per la scuola digitale: l’animatore digitale.
Il MIUR, con la nota prot. n. 17791 del 19 novembre 2015, ha fornito ai Dirigenti
scolastici delle Istituzioni scolastiche statale di ogni ordine e grado, le indicazioni per
l’attuazione del Piano Nazionale della Scuola Digitale, adottato il 27 settembre 2015
con decreto ministeriale prot. N. 851.
Con la Legge 107 del 13 luglio il Ministero ha previsto, infatti, l’adozione del Piano
Nazionale per la Scuola Digitale al fine di introdurre nelle Istituzioni scolastiche tutte
quelle azioni e strategie finalizzate a incentivare, sostenere e diffondere l’utilizzo
delle tecnologie nella didattica, al fine di rafforzare e potenziare sia le competenze
degli studenti, sia quelle dei docenti nell’area digitale.
Il Miur ha inoltre stanziato le risorse per la formazione del personale docente,
“finalizzate a individuare e a formare in ciascuna istituzione scolastica un animatore
digitale che possa favorire il processo di digitalizzazione delle scuole nonché
diffondere le politiche legate all'innovazione didattica attraverso azioni di
accompagnamento e di sostegno sul territorio del Piano nazionale Scuola digitale”.
Nasce quindi una figura professionale con durata triennale, l’animatore digitale, che
avrà un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione digitale nelle scuole.
Il ruolo di animatore digitale in ogni scuola sarà ricoperto da un docente con spiccate
capacità organizzative, che sarà destinatario di un percorso di formazione volto a
sviluppare e potenziare le proprie competenze. Le caratteristiche del profilo sono:
- Formazione interna – Organizzazione di percorsi di formazione interna
attraverso dei laboratori, favorendo l’animazione e la partecipazione della
comunità scolastica alle attività proposte (non è previsto che l’animatore sia
necessariamente anche formatore del percorso);
- Coinvolgimento della comunità scolastica – Coinvolgimento degli studenti
nell’organizzazione di attività di workshop e altre attività sui temi del Piano
53
Nazionale della Scuola Digitale, anche attraverso momenti formativi rivolti al
territorio, in modo da creare una cultura digitale condivisa;
- Creazione di soluzioni innovative – Individuazione di soluzioni metodologiche
e tecnologiche sostenibili per incentivarne l’uso all’interno dell’Istituzione
scolastica. L’animatore si farà carico di promuovere: particolari strumenti
didattici in dotazione alla scuola; l’uso di una metodologia comune;
l’informazione di pratiche innovative esistenti in altre realtà scolastiche;
laboratori di coding per gli studenti.
Ovviamente tutto ciò dovrà essere coerente con l’analisi di bisogni della scuola
stessa anche in sinergia con attività di assistenza tecnica condotta da altre
figure.
b. L’importanza delle tic nell’azione didattica
L’ambiente di apprendimento digitale
Per TIC s’intende un insieme articolato di tecnologie, quali:
 attrezzature tecnologiche, programmabili, sia mobili che fisse (PC, Tablet,
LIM, ecc…);
 una infrastruttura che renda possibili comunicazioni indipendenti dal tempo e
dal luogo (LAN/W-LAN);
 l’accesso alle informazioni (conoscenze), indipendentemente dal tempo e dal
luogo.
Le TIC svolgono un ruolo di primo piano nella costruzione di ambienti
d’apprendimento “aperti”, dove lo studente si trova al centro, anche del processo
d’insegnamento-apprendimento.
In tal modo si arriva alla personalizzazione e all’individualizzazione
dell’apprendimento con la conseguente flessibilità dei percorsi didattici, cosa non
sempre possibile con i tradizionali ambienti d’apprendimento.
La didattica con le TIC restituisce, inoltre, i seguenti elementi di valore aggiunto:
 percorsi didattici innovativi;
 le attività e le risorse personalizzate;
 la collaborazione sviluppata attraverso la comunicazione, la condivisione
delle applicazioni e altri canali che spingono verso l’apprendimento
collaborativo (cooperative learning).
54
Scrivere e leggere con le TIC
La grande flessibilità della scrittura elettronica rende possibile alcune operazioni di
composizione del testo.
 Il rifacimento ciclico che consiste nello scrivere un testo provvisorio, senza
preoccupazioni di organicità e revisionarlo più volte fino a farlo convergere, per
approssimazioni successive, a un risultato, favorendo la scrittura creativa;
 l’assemblaggio di testi;
 il top-down, derivante da schemi a struttura gerarchica (mappe concettuali);
Per quanto concerne la lettura tali tecnologie si avvantaggiano di funzioni come:
 algoritmi di elaborazione linguistica incorporati nei sistemi di scrittura;
 sistemi capaci di tradurre la voce in testo scritto, e sistemi capaci di rendere
sonoro un testo elettronico con la possibilità di scelta di alcuni parametri come il
tono della voce.Quest’ultime possibilità si rivelano particolarmente efficaci
nell’attività di alunni con DSA (dislessici, disgrafici, disortografici);
 la lettura di testi elettronici (ipertesti, articoli su internet, …), apre scenari nuovi
di sviluppo di abilità di lettura, permettendo allo studente di applicarsi alla lettura
con una strategia esplorativa piuttosto che lineare. Navigare diventa un
procedimento euristico di ricerca orientata.
Calcolare e risolvere problemi con le TIC
L’uso del foglio elettronico pur riducendo il calcolo ad algoritmo, permette allo
studente di scegliere la sequenza (uso di formule) con cui gli algoritmi programmati
debbono essere attivati.
La risoluzione di problemi è sempre un processo euristico, nel quale il calcolo ha un
grande ruolo, ma pur sempre parziale. Adottare strumenti di calcolo automatici
significa potenziare la facoltà di scelta e di ragionamento dello studente. Nel giusto
tandem fra calcolo algoritmico e scelta dello studente è possibile trovare la chiave
d’attivazione di processi e percorsi d’apprendimento efficaci della Matematica, della
Geometria e delle Scienze.
Considerazioni
Anche con la mediazione della tecnologia il rapporto docente/discente rimane
comunque centrale ed insostituibile. La macchina ed il software restano uno
strumento che deve essere modulato dall'esperienza e dalla professionalità del
docente ed inserito in un progetto didattico ed educativo di ampio respiro.
Se prodotto da specialisti, il software didattico diventa un valido aiuto per
l'insegnante che deve comprenderne e dominarne il contenuto. Il docente, assistito
55
dalla macchina in tutto ciò che è ripetitivo, meccanico, nozionistico, può puntare
maggiormente sulla componente creativa e umana del rapporto col discente.
Un cenno a parte merita il rapporto tra il software e la didattica rivolta agli alunni
diversamente abili. Chiarito che l'impiego del computer favorisce i processi mentali
orientati alla risoluzione di problemi mediante sviluppo di strategie con un feedback
immediato, facilita l'autocorrezione senza l'intervento frustrante di una persona
esterna, stimola e motiva all'apprendimento grazie all'interattività, nel caso di soggetti
affetti da handicap occorre limitare e selezionare gli stimoli, semplificare i compiti,
scomporre le sequenze in rapporto al profilo dell'utente ed agli obiettivi educativi che
ci si pone. Spesso questa attività di filtraggio, bilanciamento, adattamento e
ridefinizione dei contenuti e delle metodologie è così delicata e sottile da non poter
essere demandata neppure al software più sofisticato.
Va inoltre considerato che il processo educativo comporta di per sé l'attribuzione di
una autorità morale al docente nei confronti del discente. Nessun software, nessuna
applicazione della rete internet potrà mai esercitare responsabilmente tale autorità. E'
dunque essenziale che il percorso educativo rivolto ai disabili si sviluppi quanto più
possibile nell'ambito di una relazione tra due soggetti reali, limitando le incursioni nel
campo del virtuale al raggiungimento di obiettivi ben definiti e circoscritti.
Informatica per pensare
Soltanto negli ultimi anni emerge con chiarezza come il passaggio dal testo stampato
all'elaboratore e dalla biblioteca alla rete Internet sia gravido d’implicazioni profonde.
La ricerca d’informazioni e documenti acquisita attraverso internet ha potenzialità
enormi: mentre il reperimento del documento o del libro era in precedenza
strettamente legato alla biblioteca della scuola, o al più a quella della località in cui la
scuola operava, internet mette ora a disposizione dello studente dalle più importanti
biblioteche mondiali a enormi banche dati sui più svariati argomenti, consentendo
attraverso link di dilatare la ricerca e di cogliere più facilmente le interconnessioni
esistenti
tra
le
differenti
discipline.
I problemi derivanti dai processi di ricerca non sono più, come in precedenza, legati
al reperimento delle informazioni, bensì alla selezione critica dell'enorme mole di
dati rintracciabile in rete. Tanto più se si considera che l'attendibilità e fondatezza
scientifica di un libro può essere facilmente considerata dall'insegnante sulla base
dell'autorevolezza di chi l'ha scritto o della casa editrice che lo ha pubblicato, nonché
sulla struttura del volume (presenza di apparato critico, note, bibliografia ecc.). Le
fonti presenti su internet invece, proprio per l'abbondanza di siti esistenti, di cui è
molto difficile valutare l'origine e l'attendibilità, rendono ancora più necessarie
operazioni di selezione e valutazione critica.
56
La scuola e gli insegnanti devono pertanto offrire agli studenti gli strumenti mentali
per gestire al meglio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie.
Le nuove tecnologie offrono dunque nuove opportunità alla scuola per assolvere ad
uno dei suoi compiti principali: formare individui dotati di spiccate capacità critiche
ed analitiche che li rendano autonomi e consapevoli nelle decisioni. Non si tratta
soltanto di possedere le capacità strumentali per padroneggiare un mondo sempre più
computerizzato, ma di sfruttare la modernità per raggiungere più agevolmente una
meta senza tempo: il libero esercizio della ragione.
Introdurre Internet nella didattica comporta una nuova alfabetizzazione culturale. Un
esempio può essere offerto dall'ideazione e realizzazione di ipertesti, ovvero testi
elettronici che possono essere sfogliati in più direzioni in base all'interesse ed alle
conoscenze dello studente, con spostamenti tematici e cognitivi tramite semplici click
del mouse. La creazione di un ipertesto presuppone una serie di passaggi e operazioni
molto differenti rispetto alla scrittura di un testo sequenziale: organizzazione dei
concetti principali in una struttura reticolare, raggruppamento dei nodi contenutistici
secondo una struttura gerarchica, inserimento di strumenti per la navigazione (links e
menù), creazione di un testo aperto modificabile da altre persone ...
Numerose sono le teorie che sostengono la valenza educativa delle nuove tecnologie
anche se l'analisi degli effetti sull'apprendimento è ancora agli inizi. La teoria del
codice duale afferma che la rappresentazione delle conoscenze nella memoria a lungo
termine è basata sia su forme iconiche (immagini) sia su forme simboliche
(parole). Le informazioni vengono conservate più facilmente se immaginate e
codificate tramite codice verbale e codice visivo (cioè per mezzo di più sistemi
simbolici), mentre i concetti astratti vengono conservati più faticosamente perché
vengono codificati solo mediante stringhe verbali (da cui, ad esempio, la difficoltà
nel padroneggiare la filosofia).
I processi di apprendimento utilizzati dall'uomo per trasmettere conoscenze sono
notoriamente due.
1. L'apprendimento percettivo-motorio che l'uomo, in comune con altri primati,
possiede da circa 70 milioni di anni, che è la modalità di apprendimento del
bambino. Si basa sulla osservazione e sull'azione ma richiede la presenza degli
oggetti, della situazione e del maestro da osservare. E' limitato nel numero di
persone che è in grado di formare. Oggi la tecnologia sta rimuovendo gli
ostacoli ad una diffusione vasta e a distanza del modo di operare percettivomotorio. La componente analogica offerta dalle nuove tecnologie permette di
rappresentare contenuti concettuali non sempre accessibili all'esperienza
diretta. Si pensi alla telematica e alla realtà virtuale.
57
2. L'apprendimento simbolico-ricostruttivo, presente nell'uomo da circa 100.000
anni, è reso possibile su vasta scala dall'invenzione della tecnologia della
stampa a caratteri mobili. Esso è simbolizzato dalla linearità della forma-libro.
I due modi di apprendimento fanno parte della nostra struttura biologica ma non sono
conciliabili. Inoltre, il modello percettivo-motorio è senza dubbio più immediato e
meno faticoso per il discente. Basti pensare al forte richiamo che la televisione e gli
audiovisivi in genere esercitano soprattutto sulle nuove generazioni.
Un'altra suddivisione della trasmissione delle conoscenze è quella tra apprendimento
implicito ed esplicito.
La trasmissione delle conoscenze avviene con il trasferimento di una struttura di
conoscenze (knowlwdge structure o KS) per mezzo di un processo di comunicazione
(communication structure o CS). A queste è connesso il concetto di isomorfismo:
quanto più la struttura della comunicazione risulterà isomorfa (somigliante) alla
struttura delle conoscenze tanto più risulterà adeguata a veicolare conoscenza. Per
ottenere ciò raramente è sufficiente solo il codice verbale, ad esso vanno aggiunti altri
codici. Ne derivano due modalità di apprendimento: l'apprendimento esplicito si basa
su un basso grado di isomorfismo e richiede impegno e determinazione, mentre
all'apprendimento implicito corrisponde un alto grado di isomorfismo per cui la
struttura della conoscenza è più direttamente osservabile ed è meno costoso
ricostruirla mentalmente in quanto l'apprendimento avviene in un contesto ricco,
assimilabile al reale.
La multimedialità consente di estendere l'apprendimento implicito a campi di
conoscenza prima accessibili solo per mezzo dell'apprendimento esplicito.
Per via della frammentarietà delle conoscenze però occorre offrire allo studente
modelli di apprendimento adeguati ai nuovi strumenti educativi. Il discente deve
diventare consapevole dei processi cognitivi.
A sostegno delle nuove tecnologie viene anche la concezione costruttivista, che
riconosce all'allievo un ruolo determinante nel processo di apprendimento e considera
la conoscenza un prodotto che viene costruito e non, come sostenevano gli
oggettivisti, come qualcosa di oggettivo che deve essere solo trasmesso a chi deve
apprendere, da cui il classico modello dell'istruzionismo, che vede l'insegnante sulla
cattedra e trasmettere la conoscenza a studenti che ricevono passivamente. Le nuove
tecnologie offrono, inoltre, una delle occasioni migliori per attuare esperienze di
apprendimento cooperativo, in cui gli allievi assumono il ruolo di tutor nei confronti
dei loro stessi compagni (peer tutoring, insegnamento paritetico).
I benefici derivanti da una collaborazione didattica tra gli strumenti informatici e
l'insegnante sono molteplici. In primo luogo la tecnologia informatica (software
specifici per la didattica, computer, scanner, proiettori ecc.) esercita un forte potere
attrattivo sugli alunni grazie alla combinazione multimediale di testi, immagini e
58
suoni. E' opportuno considerare poi che i ragazzi percepiscono i computer come
strumenti usati dagli adulti e questo non può che stimolare la loro curiosità e la voglia
di utilizzarli.
Attraverso la progettazione di percorsi formativi ben strutturati e adattabili alle
specifiche esigenze della classe si mette in moto un processo di apprendimento non
meccanico e passivo ma vissuto e partecipato, grazie all'adozione di software didattici
non ripetitivi e rigidi e dotati di interfaccia grafica accattivante. Gli insegnanti,
attraverso l'uso di appositi programmi che gestiscono i percorsi di apprendimento,
possono inoltre monitorare più efficacemente il percorso formativo degli alunni e
valutare se apportare modifiche e diversificarlo in base alle differenti capacità.
Un uso corretto ed efficace della tecnologia informatica in ambito didattico non è
finalizzato pertanto alla cancellazione dell'insegnamento tradizionale, ma alla sua
integrazione, consentendo agli alunni di apprendere e gestire criticamente l'enorme
massa d’informazioni offerte da nuove tecnologie in continua trasformazione.
Riprendendo una formula di Umberto Eco: la posizione giusta, allora, è quella degli
apocalittici che vedono negativamente tali innovazioni nel campo dell'apprendimento
o quella degli integrati, decisi ad una apertura acritica verso le nuove tecnologie?
Probabilmente né l'una né l'altra. La vera sfida è aprirsi alle innovazioni senza
disperdere la mission dell'istruzione, in nome di un assurdo primato della macchina.
59
8. AREA GESTIONALE-ORGANIZZATIVA
Premessa normativa
D.L.gs n. 59/1998 (Art. 2) - <<Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria
dell'istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione (…) e
dei risultati del servizio>>. (Art. 4) <<Spetta al dirigente l'adozione dei
provvedimenti di gestione delle risorse e del personale>>.
D.L.gs n. 165/2001 (Art. 2) - <<Le amministrazioni pubbliche definiscono, (…) le
linee fondamentali di organizzazione degli uffici>>. (Art. 5) << Le amministrazioni
pubbliche assumono ogni determinazione organizzativa al fine di assicurare
l'attuazione dei princìpi di cui all'articolo 2, comma 1, e la rispondenza al pubblico
interesse dell'azione amministrativa>>.
Il comma 78 della Legge n. 107, sottolinea che <<per dare piena attuazione
all’autonomia scolastica (…) il dirigente scolastico (…) garantisce un’efficace ed
efficiente gestione delle risorse umane (…) nonché gli elementi comuni del sistema
scolastico pubblico, assicurandone il buon andamento. (…) svolge compiti di
direzione, gestione, organizzazione e coordinamento ed è responsabile (…) dei
risultati del servizio>>. Il comma 93, infine, delinea una funzione del dirigente di
garanzia per il << per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto
di autovalutazione>>.
Il D.S. è una figura istituzionale di garanzia, rispetto ai risultati di efficacia, efficienza
e buon andamento della scuola, attraverso un’azione gestionale e di coordinamento
orientata criteri di trasparenza e correttezza amministrativa.
a. Gestione e coordinamento del personale scolastico
Anche il coordinamento del personale docente ed ATA, sarà ispirato ai principi sopra
richiamati, essendo questo fortemente collegato alla qualità del servizio scolastico,
pur nell’alveo delle more e delle garanzie dello Statuto dei Lavoratori (L. n. 300 del
1970) e del contratto di lavoro attualmente vigente.
1.1 Gestione e coordinamento del personale docente
Le attività del personale docente saranno coordinate a partire dai seguenti articoli del
CCNL 2006-2009, comparto scuola.
Art. 26, funzione docente
<< 1. La funzione docente realizza il processo di insegnamento/apprendimento volto
a promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli alunni, sulla
base delle finalità e degli obiettivi previsti dagli ordinamenti scolastici definiti per i
vari ordini e gradi dell'istruzione.
60
2. La funzione docente si fonda sull’autonomia culturale e professionale dei docenti;
essa si esplica nelle attività individuali e collegiali e nella partecipazione alle attività
di aggiornamento e formazione in servizio.
3. In attuazione dell’autonomia scolastica i docenti, nelle attività collegiali,
attraverso processi di confronto ritenuti più utili e idonei, elaborano, attuano e
verificano, per gli aspetti pedagogico – didattici, il piano dell’offerta formativa,
adattandone l’articolazione alle differenziate esigenze degli alunni e tenendo conto
del contesto socio - economico di riferimento, anche al fine del raggiungimento di
condivisi obiettivi qualitativi di apprendimento in ciascuna classe e nelle diverse
discipline. Dei relativi risultati saranno informate le famiglie con le modalità decise
dal collegio dei docenti>>.
Art. 27, profilo professionale docente
<<1. Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari,
psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca,
documentazione e valutazione tra loro correlate ed interagenti, che si sviluppano col
maturare dell'esperienza didattica, l'attività di studio e di sistematizzazione della
pratica didattica. I contenuti della prestazione professionale del personale docente si
definiscono nel quadro degli obiettivi generali perseguiti dal sistema nazionale di
istruzione e nel rispetto degli indirizzi delineati nel piano dell’offerta formativa della
scuola>>.
Art. 28, attività di insegnamento
1. Le istituzioni scolastiche adottano ogni modalità organizzativa che sia espressione
di autonomia progettuale e sia coerente con gli obiettivi generali e specifici di
ciascun tipo e indirizzo di studio, curando la promozione e il sostegno dei processi
innovativi e il miglioramento dell’offerta formativa.
2. Nel rispetto della libertà d’insegnamento, i competenti organi delle istituzioni
scolastiche regolano lo svolgimento delle attività didattiche nel modo più adeguato al
tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. A tal fine possono adottare le
forme di flessibilità previste dal Regolamento sulla autonomia didattica ed
organizzativa delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge n. 59 del
15 marzo 1997 – e, in particolare, dell’articolo 4 dello stesso Regolamento-, tenendo
conto della disciplina contrattuale (…).
61
Art. 29, attività funzionali all’insegnamento
<<1. L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente
alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende
tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione,
ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la
preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e
l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.
2. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative:
a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
b) alla correzione degli elaborati;
c) ai rapporti individuali con le famiglie.
3. Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da:
a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l'attività di
programmazione e verifica di inizio e fine anno e l'informazione alle famiglie sui
risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull'andamento delle
attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore
annue;
b) (…);
c) (…);
4. Per assicurare un rapporto efficace con le famiglie e gli studenti, in relazione alle
diverse modalità organizzative del servizio, il consiglio d’istituto sulla base delle
proposte del collegio dei docenti definisce le modalità e i criteri per lo svolgimento
dei rapporti con le famiglie e gli studenti, assicurando la concreta accessibilità al
servizio, pur compatibilmente con le esigenze di funzionamento dell'istituto e
prevedendo idonei strumenti di comunicazione tra istituto e famiglie.
5. (…)>>.
Art. 32, ampliamento dell’offerta formativa e prestazioni professionali
<<1. I docenti, in coerenza con gli obiettivi di ampliamento dell'offerta formativa
delle singole istituzioni scolastiche, possono svolgere attività didattiche rivolte al
pubblico anche di adulti, nella propria o in altra istituzione scolastica, in relazione
alle esigenze formative provenienti dal territorio, con esclusione degli alunni delle
proprie classi, per quanto riguarda le materie di insegnamento comprese nel
curriculum scolastico e per attività di recupero. Le relative deliberazioni dei
competenti organi collegiali dovranno puntualmente regolamentare lo svolgimento di
tali attività, precisando anche il regime delle responsabilità>>.
62
Art. 34, attività di collaborazione con il dirigente scolastico
<<1. Ai sensi dell’art. 25, comma 5, del d.lgs. n.165/2001, in attesa che i connessi
aspetti retributivi siano opportunamente regolamentati attraverso gli idonei
strumenti normativi, il dirigente scolastico può avvalersi, nello svolgimento delle
proprie funzioni organizzative ed amministrative, di docenti da lui individuati ai
quali possono essere delegati specifici compiti. Tali collaborazioni sono riferibili a
due unità di personale docente retribuibili, in sede di contrattazione d'istituto, con i
finanziamenti a carico del fondo per le attività aggiuntive previste per le
collaborazioni col dirigente scolastico di cui all’art. 88, comma 2, lettera e)>>.
Inoltre si provvederà al coordinamento dei docenti per il supporto organizzativo e
didattico così come previsto dall’art. 1, comma n. 83 (L. n. 107/20015, Dirigenza
scolastica):
<<Il dirigente scolastico può individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia
fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo
e didattico dell’istituzione scolastica (…)>>.
8.2 . L’assegnazione dei docenti alle classi
Il Dirigente scolastico, fin dai primi giorni di ogni nuovo anno scolastico, assegnerà
tutti gli insegnanti dell’istituto alle classi, sulla base della normativa di riferimento
(art. 2, 4 e 5 del D.L.gs 165/2001) e, tenuto conto: a) dei criteri generali comunicati
in sede di contrattazione integrativa, b) dell’organico a disposizione della scuola, c)
del profilo professionale, d) dei titoli culturali dei predetti, comunque, sempre nel
rispetto della continuità educativa da garantire ad ogni singolo alunno e prevista per
legge.
8.3. Attribuzione del bonus ai docenti
Ai sensi dell’art. 1 comma 127 della legge 107 del 13 luglio 2015, il Dirigente
Scolastico sulla base dei criteri individuati dal Comitato per la valutazione dei
docenti, quest’ultimo istituito secondo quanto previsto dall’art. 11 del Testo Unico
della scuola e come sostituito dal comma 129 del predetto articolo di legge, assegnerà
annualmente, al personale docente una somma del fondo per la “valorizzazione del
merito”, fondo previsto dal comma 126 del testo di legge di riforma della scuola. La
predetta somma (bonus) sarà assegnata dal Dirigente Scolastico al docente o al
gruppo di docenti sulla base di motivata valutazione e tenuto conto dei criteri
individuati dal predetto Comitato.
63
8.4
Indirizzo per la gestione ed il coordinamento del personale ATA
Gli articoli del CCNL 2006-2009, comparto scuola durante il triennio, saranno il
riferimento normativo a fondamento della gestione e del coordinamento del personale
ATA; in modo particolare i seguenti articoli saranno tenuti in considerazione dal D.S.
per la valorizzazione-implementazione del predetto personale ma anche per l’azione
di gestione e controllo della qualità del servizio erogato.
Art. 44, contratto individuale di lavoro
<<il personale amministrativo, tecnico e ausiliario statale degli istituti e scuole di
istruzione primaria e secondaria, degli istituti d'arte, dei licei artistici, delle
istituzioni educative e degli istituti e scuole speciali statali, assolve alle funzioni
amministrative, contabili, gestionali, strumentali, operative, di accoglienza e di
sorveglianza connesse all'attività delle istituzioni scolastiche, in rapporto di
collaborazione con il dirigente scolastico e con il personale docente>>.
Il DSGA, nell’alveo della sua autonomia operativa ricercherà, nel coordinamento, le
soluzioni migliori per la collaborazione del personale alle sue “dipendenze”,
richiamata nel predetto articolo di contratto.
Art. 47, compiti del personale ATA:
<<1. I compiti del personale A.T.A. sono costituiti:
a) dalle attività e mansioni espressamente previste dall’area di appartenenza;
b) da incarichi specifici che, nei limiti delle disponibilità e nell’ambito dei profili
professionali, comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori, e dallo
svolgimento di compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio, necessari per
la realizzazione del piano dell’offerta formativa, come descritto dal piano delle
attività.
Tenuto conto che ai sensi del comma 2 dell’articolo sopra richiamato, <<la relativa
attribuzione è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri e i
compensi definiti dalla contrattazione d’istituto nell’ambito del piano delle
attività>>, in sede di contrattazione d’istituto, cosi come previsto dal predetto
comma, il dirigente e le controparti sindacali cercheranno di finalizzare le risorse
dell’istituto disponibili nell’area A <<per l’assolvimento dei compiti legati
all’assistenza alla persona, all’assistenza agli alunni diversamente abili e al pronto
soccorso>>. Tale indirizzo scaturisce in considerazione del fatto che la scuola a
partire dal corrente anno scolastico vede un numero di alunni con disabilità
conclamata pari a circa n. 83 unità.
64
Art. 50, posizioni economiche del personale ATA:
Così come previsto dal comma 3, al personale delle Aree A e B cui (…) sia attribuita
la posizione economica citata al comma 1 (n.d.r. finalizzata alla valorizzazione
professionale), <<sono affidate, in aggiunta ai compiti previsti dallo specifico
profilo, ulteriori e più complesse mansioni concernenti, per l'Area A, l'assistenza agli
alunni diversamente abili e l'organizzazione degli interventi di primo soccorso e, per
quanto concerne l'Area B, compiti di collaborazione amministrativa e tecnica
caratterizzati da autonomia e responsabilità operativa (…)>>.
Art.51, orario di lavoro ATA:
<<1.L’orario ordinario di lavoro è di 36 ore, suddivise in sei ore continuative, di
norma antimeridiane, o anche pomeridiane per le istituzioni educative e per i convitti
annessi agli istituti tecnici e professionali.
2.In sede di contrattazione integrativa d’istituto saranno disciplinate le modalità di
articolazione dei diversi istituti di flessibilità dell’orario di lavoro, ivi inclusa la
disciplina dei ritardi, recuperi e riposi compensativi sulla base dei seguenti criteri:
- l’orario di lavoro è funzionale all’orario di servizio e di apertura all’utenza;
- ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane;
- miglioramento della qualità delle prestazioni;
- ampliamento della fruibilità dei servizi da parte dell’utenza;
- miglioramento dei rapporti funzionali con altri uffici ed altre amministrazioni;
-programmazione su base plurisettimanale dell’orario>>.
Art.52, permessi ed assenze del personale ATA chiamato a ricoprire cariche
pubbliche elettive:
<<1. (…) Il personale che si avvalga del regime delle assenze e dei permessi di cui
alle leggi predette, è tenuto a presentare, ogni trimestre, a partire dall'inizio
dell'anno scolastico, alla scuola in cui presta servizio, apposita dichiarazione circa
gli impegni connessi alla carica ricoperta, da assolvere nel trimestre successivo,
nonché a comunicare mensilmente alla stessa scuola la conferma o le eventuali
variazioni degli impegni già dichiarati.
3. La programmazione delle assenze di cui ai precedenti commi 1 e 2 non ha
alcun valore sostitutivo della documentazione espressamente richiesta dal
d.lgs. n. 267/2000, che dovrà essere prodotta tempestivamente
dall'interessato>>.
Art.53, modalità di prestazione dell’orario di lavoro
<< (…) possono essere adottate le sotto indicate tipologie di orario di lavoro
eventualmente coesistenti tra di loro in funzione delle finalità e degli obiettivi definiti
da ogni singolo istituto:
a. Orario di lavoro flessibile:
65
- l’orario di lavoro è funzionale all’orario di servizio e di apertura all’utenza. Una
volta stabilito l’orario di servizio dell’istituzione scolastica o educativa è possibile
adottare l’orario flessibile di lavoro giornaliero che consiste nell’anticipare o
posticipare l’entrata e l’uscita del personale distribuendolo anche in cinque giornate
lavorative, secondo le necessità connesse alle finalità e agli obiettivi di ciascuna
istituzione scolastica o educativa (piano dell’offerta formativa, fruibilità dei servizi
da parte dell’utenza, ottimizzazione dell’impiego delle risorse umane ecc.)>>.
b. Orario plurisettimanale:
- la programmazione plurisettimanale dell’orario di lavoro ordinario, è effettuata in
relazione a prevedibili periodi nei quali si rileva un’esigenza di maggior intensità
delle attività o particolari necessità di servizio in determinati settori dell’istituzione
scolastica, con specifico riferimento alle istituzioni con annesse aziende agrarie,
tenendo conto delle disponibilità dichiarate dal personale coinvolto.
Ai fini dell’adozione dell’orario di lavoro plurisettimanale devono essere osservati i
seguenti criteri:
a. il limite massimo dell’orario di lavoro ordinario settimanale di 36 ore può
eccedere fino a un massimo di 6 ore per un totale di 42 ore per non più di 3
settimane continuative;
b. al fine di garantire il rispetto delle 36 ore medie settimanali, i periodi di
maggiore e di minore concentrazione dell’orario devono essere individuati
contestualmente di anno in anno e, di norma, rispettivamente, non possono
superare le 13 settimane nell’anno scolastico. Le forme di recupero nei periodi
di minor carico di lavoro possono essere attuate mediante riduzione
giornaliera dell’orario di lavoro ordinario, oppure attraverso la riduzione del
numero delle giornate lavorative.>>
c. Turnazioni:
 la turnazione è finalizzata a garantire la copertura massima
dell’orario di servizio giornaliero e dell’orario di servizio
settimanale su cinque o sei giorni per specifiche e definite tipologie di
funzioni e di attività. Si fa ricorso alle turnazioni qualora le altre
tipologie di orario ordinario non siano sufficienti a coprire le
esigenze di servizio.
I criteri che devono essere osservati per l’adozione dell’orario di lavoro su
turni sono i seguenti:
 si considera in turno il personale che si avvicenda in modo da
coprire a rotazione l’intera durata del servizio;
 la ripartizione del personale nei vari turni dovrà avvenire sulla base
delle professionalità necessarie in ciascun turno;
 l’adozione dei turni può prevedere la sovrapposizione tra il
personale subentrante e quello del turno precedente;
66
 un turno serale che vada oltre le ore 20 potrà essere attivato solo in
presenza di casi ed esigenze specifiche connesse alle attività
didattiche e al funzionamento dell’istituzione scolastica;
 (…)
 l’orario notturno va dalle ore 22 alle ore 6 del giorno successivo. Per
turno notturno festivo si intende quello che cade nel periodo
compreso tra le ore 22 del giorno prefestivo e le ore 6 del giorno
festivo e dalle ore 22 del giorno festivo alle ore 6 del giorno
successivo.
I dipendenti che si trovino in particolari situazioni previste dalle leggi
n.1204/71, n.903/77, n.104/92 e dal d.lgs. n.151/2001 possono, a richiesta,
essere esclusi dalla effettuazione di turni notturni. Hanno diritto a non essere
utilizzate le lavoratrici dall’inizio dello stato di gravidanza e nel periodo di
allattamento fino a un anno (…) >>.
Art.54, ritardi, recuperi e riposi compensativi
1. <<Il ritardo sull’orario di ingresso al lavoro comporta l’obbligo del recupero
entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato il
ritardo.
2. In caso di mancato recupero, attribuibile ad inadempienza del dipendente, si
opera la proporzionale decurtazione della retribuzione cumulando le frazioni
di ritardo fino a un’ora di lavoro o frazione non inferiori alla mezz’ora.
3. In quanto autorizzate, le prestazioni eccedenti l’orario di servizio sono
retribuite.
4. Se il dipendente, per esigenze di servizio e previe disposizioni impartite, presta
attività oltre l’orario ordinario giornaliero, può richiedere, in luogo della
retribuzione, il recupero di tali ore anche in forma di corrispondenti ore e/o
giorni di riposo compensativo, compatibilmente con le esigenze organizzative
dell’istituzione scolastica o educativa. Le giornate di riposo a tale titolo
maturate potranno essere cumulate e usufruite nei periodi estivi o di
sospensione delle attività didattiche, sempre con prioritario riguardo alla
funzionalità e alla operatività dell’istituzione scolastica.
5. Le predette giornate di riposo non possono essere cumulate oltre l’anno
scolastico di riferimento, e devono essere usufruite entro e non oltre i tre mesi
successivi all’anno scolastico nel quale si sono maturate, sempre
compatibilmente con le esigenze di funzionalità dell’istituzione scolastica. In
mancanza di recupero delle predette ore, per motivate esigenze di servizio o
comprovati impedimenti del dipendente, le stesse devono comunque essere
retribuite.
67
6. L’istituzione scolastica fornirà mensilmente a ciascun dipendente un quadro
riepilogativo del proprio profilo orario, contenente gli eventuali ritardi da
recuperare o gli eventuali crediti orari acquisiti>>.
Art.56, indennità di direzione e sostituzione del DSGA
(…) <<4. Il direttore dei servizi generali ed amministrativi è sostituito, nei casi di
assenza, dal coordinatore amministrativo che, a sua volta, è sostituito secondo le
vigenti disposizioni in materia di supplenze. Fino alla concreta e completa
attivazione del profilo del coordinatore amministrativo, il DSGA è sostituito
dall’assistente amministrativo con incarico conferito ai sensi dell’art. 47>>.
Accurata attenzione dovrà porsi, da parte del DSGA, nella supervisione
dell’assegnazione dei Collaboratori scolastici ai plessi, ai laboratori (scientifici,
artistici, multimediali e per l’handicap), alle particolari attività e progetti stabili
nell’istituto (frutta nelle scuole, scacchi, orto didattico, ecc.) e, infine per i futuri
PON 2014-2020.
La predetta assegnazione da parte del Direttore, non dovrà produrre disfunzioni
nell’erogazione del servizio o uno sbilanciato carico di lavoro, <<anche in relazione
a prevedibili periodi nei quali si rivela un’esigenza di maggiore intensità delle
attività >> (art. 53, comma 2 lett. b del C.C.N.L. 2006-2009 del comparto scuola).
L’azione gestionale del personale ATA sul versante della garanzia di adeguati livelli
di servizio scolastico, sarà orientato a capitalizzare al massimo le competenze
lavorative dei predetti, non solo nella vigilanza degli alunni e degli immobili
scolastici ma, soprattutto, nella pulizia dei locali, che dovrà essere perfettamente
integrata e complementare con quella svolta dai c.d. lavoratori esternalizzati operanti
su posti accantonati (gli addetti alle pulizie) della Scuola Primaria, previsti dalla L. n.
124/1999.
In modo particolare, il D.S. e il DSGA, avranno cura di salvaguardare quanto previsto
dallo Statuto dei Lavoratori (L. n. 300/1970) e le more contrattuali del comparto
scuola.
8.5. Gestione e coordinamento dei Servizi Generali e Amministrativi
L’organizzazione del servizio scolastico durante il triennio sarà improntato ai
seguenti principi generali:
a. il buon andamento dell’azione amministrativa;
b. il pieno rispetto del Diritto amministrativo;
c. l’erogazione all’utenza di un servizio efficace ed efficiente;
d. piena rispondenza alle necessità dell’azione didattica ed alla
realizzazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa dell’istituto
68
8.5.1.Perseguimento dei fattori di qualità gestionale-organizzativa che
incidono positivamente sull’erogazione del servizio scolastico.
Nella Carta dei Servizi dell’istituto (già pubblicata sul sito web istituzionale
della scuola, ma che sarà revisionata alla luce del PTOF elaborato dal Collegio
dei Docenti), prevista dal D.P.C.M. del 7 giugno 1995 e dalla Direttiva del
Presidente del Consiglio dei Ministri 21 luglio 1995, n. 254 sono riportati gli
standard di erogazione del servizio scolastico dell’istituto.
In modo specifico saranno garantiti i seguenti fattori di qualità dei Servizi
amministrativi quali:
1.
2.
3.
4.
5.
celerità delle procedure;
trasparenza;
informatizzazione dei servizi di segreteria;
ridotti tempi di attesa per gli utenti ed il personale della scuola;
flessibilità degli orari e degli uffici a contatto col pubblico.
Particolare rilevanza sarà data, inoltre, alla trasparenza amministrativa, già
evidenziata dalla L. n. 241/1990, dall’art. 11 del D.L.gs n. 150/2009 (c.d.
Decreto Brunetta) e, più recentemente dal D.L.gs n. 33 del 14 marzo 2013
(Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e
diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni). Le azioni
della Segreteria amministrativa e dei Servizi del personale ATA saranno
coordinate e supervisionate dal DSGA con autonomia operativa, prevista dal
D.Lgs n. 165/2001, a partire dalle predette direttive di massima del D.S.,
comunicate al predetto direttore con apposito dispositivo di fonte legale,
formalizzato. Per permettere al DSGA di operare efficacemente, le direttive in
questione saranno impartite tempestivamente e saranno adeguate alle esigenze
organizzative del servizio scolastico citato a monte. Le direttive potranno
essere integrate ogni volta che si renda necessario, per il perseguimento del
buon andamento dell’azione amministrativa. Le concrete disposizioni di
servizio, da impartire agli Assistenti Amministrativi e ai Collaboratori
scolastici (personale ATA), saranno successivamente emanate dal DSGA;
quest’ultime dovranno essere coerenti e rispettare le direttive dirigenziali.
Sull’applicazione delle direttive date al DSGA, il D.S. effettuerà una specifica
attività di controllo e vigilanza, anche sulla correlata produzione di evidenze
documentali (disposizioni di servizio, comunicazioni, ecc.) da parte del
Direttore, oltreché sulle azioni (concrete) di coordinamento del servizio
susseguenti alle direttive stesse. Le azioni di controllo rientrano nel principio
di potere-dovere di vigilanza non solo sull’azione del Direttore ma, bensì, su
69
tutta l’attività dell’istituto; nella fattispecie amministrativa; l’azione di
vigilanza, invece, sarà condotta con i c.d. check-point (punti di controllo), che
saranno effettuati in più momenti dell’anno scolastico e dell’esercizio
finanziario dell’istituto; questi potranno essere ben concordati e calendarizzati
col Direttore, su aspetti predefiniti, allo scopo di prevenire criticità gestionali e
contribuire a risolverle tempestivamente.
All’avvio di ogni anno scolastico del triennio il personale ATA sarà assegnato
ai vari compiti, rispetto al mansionario ministeriale, a seguito di formale
adozione da parte del Dirigente scolastico, del Piano delle Attività per il
personale ATA, che sarà predisposto dal DSGA ed adottato dal D.S. dopo
l’esame di congruità con il PTOF. L’assegnazione del predetto personale alle
diverse mansioni, seguirà le modalità definite dal C.C.N.L., comparto scuola,
2006-2009 e dalla Contrattazione Integrativa d’Istituto. Il DSGA, sarà
nominato, nel rispetto della legge in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro
(D.Lgsvo n. 81/2008 e ss.mm.ii), Responsabile per la sicurezza, per alcuni
aspetti gestionali della scuola. La Segreteria amministrativa sarà gestita con
otto (n. 8) unità di Assistenti Amministrativi, con la supervisione del Direttore
SGA. La mansione relativa alla Segreteria Alunni verrà affidata ad un unico
Assistente amministrativo.
8.6.
Gestione finanziaria e del Programma Annuale d’istituto
Normativa di riferimento
Il D.I. 1 febbraio 2001 n. 44 ed il correlato Decreto Assessoriale n. 895 del
31/12/2001 regolano entrambi la gestione amministrativo-contabile delle istituzioni
scolastiche e prevedono la stesura di un Programma Annuale, di seguito denominato
P.A. coerente con il PTOF, tenendo conto delle modifiche all’art. 3 del D.P.R. n.
275/1999 apportate dalla Legge n. 107 del 2015. Quest’ultimo <<è elaborato dal
Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle
scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico generali del
Dirigente scolastico. Il piano è approvato dal consiglio di istituto>>.
8.6.1. Il Programma Annuale
La gestione del Programma Annuale prenderà le mosse dagli articoli del D.I. 1
febbraio 2001 n. 44 e dal correlato Decreto Assessoriale n. 895 del 31/12/2001,
di seguito elencati:
<<Art. 2: La gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche si esprime in
termini di competenza ed è improntata a criteri di efficacia, efficienza ed
economicità e si conforma ai principi della trasparenza, annualità,
universalità, integrità, unità, veridicità>>.
70
<<Art. 3: L'attività finanziaria delle istituzioni scolastiche si svolge sulla base
di un unico documento contabile annuale - di seguito denominato
“programma” - predisposto dal dirigente scolastico - di seguito denominato
“dirigente” - e proposto dalla Giunta esecutiva con apposita relazione e con il
parere di regolarità contabile del Collegio dei revisori, entro il 31 ottobre, al
Consiglio d'istituto o di circolo, di seguito denominati “Consiglio di istituto”.
La relativa delibera è adottata dal Consiglio d'istituto entro il 15 dicembre
dell'anno precedente quello di riferimento, anche nel caso di mancata
acquisizione del predetto parere del collegio dei revisori dei conti entro i
cinque giorni antecedenti la data fissata per la deliberazione stessa>>.
<<Art. 4. Nella relazione sono illustrati gli obiettivi da realizzare e la
destinazione delle risorse in coerenza con le previsioni del piano dell'offerta
formativa (P.O.F.) e sono sinteticamente illustrati i risultati della gestione in
corso alla data di presentazione del programma (…)>>
<<Art. 7: Spetta al dirigente la realizzazione del programma nell'esercizio dei
compiti e della responsabilità di gestione di cui all'articolo 25-bis del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, come integrato dal decreto legislativo 6
marzo 1998, n. 59, secondo le modalità ivi indicate. Il dirigente, (…) imputa le
spese al funzionamento amministrativo e didattico generale, ai compensi
spettanti al personale dipendente per effetto di norme contrattuali e/o di
disposizioni di legge, alle spese di investimento ed ai progetti, nei limiti della
rispettiva dotazione finanziaria stabilita nel programma annuale e delle
disponibilità riferite ai singoli progetti (…). Nel caso in cui la realizzazione di
un progetto richieda l'impiego di risorse eccedenti la relativa dotazione
finanziaria, il dirigente può ordinare la spesa eccedente, nel limite massimo
del 10% della dotazione originaria del progetto, mediante l'utilizzo del fondo
di riserva, ai sensi dell'articolo 4>>.
8.6.2. La realizzazione del Programma Annuale
La realizzazione e le scelte di gestione ed organizzazione ad essa correlate,
nell’ambito del P.A. tengono conto dei seguenti atti dell’istituto:
a. realizzazione dell’offerta formativa contenuta nel PTOF;
b. caratteristiche strutturali della scuola e del territorio;
c. obiettivi di gestione.
Al fine della determinazione delle somme riportate nel Programma Annuale,
saranno considerati i seguenti elementi:
- i locali scolastici;
- la popolazione scolastica;
- il personale scolastico;
- il piano triennale dell’offerta formativa (PTOF).
71
Con le risorse economiche iscritte nelle voci del Programma Annuale si
migliorerà ed amplierà la qualità del servizio scolastico, perseguendo le linee
programmatiche e gli itinerari didattico- culturali, per fornire un’offerta
formativa qualificata e rispondente, il più possibile, agli specifici e diversificati
bisogni dell’utenza in modo da realizzare più alti livelli di educazione,
istruzione, formazione e orientamento.
Il Programma Annuale è predisposto, anno per anno, nel corso del triennio,
utilizzando la modulistica e le indicazioni procedurali emanate con D.A. della
Regione Siciliana n. 895 del 31/12/2001.
8.7 . Progettazione organizzativa - Il progetto d’istituto
Il progetto d’istituto prevede cinque fasi; ognuna di esse è improntata a principi di
managerialità che dovranno garantire il miglior utilizzo delle risorse ed il minore
dispendio delle stesse. Il D.S. e lo staff di gestione del progetto d’istituto
utilizzeranno tecniche di project management in quanto il Project Management, (PM)
è l'applicazione di conoscenze, attitudini, strumenti e tecniche alle attività di un
progetto, al fine di conseguire obiettivi definiti. In modo specifico, il PM attiva un
processo di controllo dello stato di avanzamento delle azioni che consiste nel
trasformare ogni attività ed azione della scuola, di una certa rilevanza nel PTOF, in
oggetto di progettazione, con la definizione di documenti specifici che prendono in
considerazione le sue dimensioni strutturali e processuali.
Le dimensioni strutturali di una attività formativa tipo si articoleranno in:
- obiettivi sul medio periodo
- obiettivi a breve termine
- organizzazione
- metodi
- strumenti
- operatori
- utenza
- tempi
- costi
In un quadro di complessità la scuola tende ad ottimizzare l’uso del tempo in quanto
questo è una variabile “limite” che influenza l’andamento di gestione dell’istituto; la
tempificazione di GANTT sarà lo strumento privilegiato per la modulazione di
attività e progetti inseriti nella progettazione della scuola. Tutti i processi della
scuola, dunque, monitorati attraverso la metodologia GANTT, prevedono una
tempificazione, mese per mese, delle azioni della scuola, da parte di uno o più
responsabile di progetto, oppure da una unità organizzativa composta da più
componenti. La singola attività o progetto potrà trovarsi in una delle seguenti fasi:
72
- avvio
- in progress
- conclusa
di seguito si riporta un modello di tempificazione di GANTT.
73
Schema generale di tempificazione di GANTT
MONITORAGGIO AREA______A.S._______/________
Attivi Responsa
Data prevista di
Tempificazione
tà
bile
avvio
Avvio
Conclusi S O N D G F M A M G
one
Situazione
1. Individuazione dell’obiettivo
La pianificazione degli obiettivi dell’istituto Comprensivo di Ficarazzi scaturisce dal
confronto con i diversi stakeholder con cui la scuola intrattiene rapporti: famiglie,
Ente Locale, ASP, Parrocchie, Agenzie territoriali, Enti vari e dall’analisi dei loro
interessi, fermo restando il mandato istituzionale e la mission fondamentale
dell’istituto.
Il Dirigente scolastico, coadiuvato dal suo staff ristretto (Collaboratori e DSGA) e dal
Gruppo Operativo di Progetto (GOP), seleziona gli obiettivi prioritari da perseguire,
avendo come sfondo integratore la finalità educativa, l’efficacia e l’efficienza del
servizio d’istruzione e formazione e considerando i fattori multidimensionali che
caratterizzano la scuola, il territorio, gli enti e le agenzie che insistono nell’area di
pertinenza.
La selezione di cui sopra verrà poi, durante i primi Collegi dei Docenti d’inizio
d’anno scolastico, condivisa e socializzata opportunamente.
In modo specifico, gli obiettivi vengono pianificati tenuto conto dei seguenti
indicatori:
- tipologia alunni
- dimensione ed ubicazione dell’istituto
- contesto socio-culturale del territorio in cui insiste l’istituto
- portato culturale delle famiglie degli alunni
- struttura economica del territorio
- politiche e servizi di supporto alle scuole
- risorse umane (docenti, personale ATA, altre risorse umane…)
- livelli di preparazione iniziale degli alunni (conoscenze, abilità e competenze)
- risorse strutturali e strumentali dell’istituto.
Una volta individuati i macro-obiettivi che l’istituto ha scelto di perseguire, si
procede ad un’analisi particolareggiata, con metodo SWOT (Strenghts, Weaknesses,
Opportunities and Threats), dei punti di forza, di debolezza, delle opportunità e dei
rischi che potrebbero derivare dal perseguimento degli obiettivi selezionati.
74
Matrice SWOT
Aree
Ambiti
Criteri
Fattori Endogeni
Fattori esogeni
Punti di Punti di Opportunità Rischi
forza
debolezza
1. Elaborare le linee d’azione
È la fase che prevede la formulazione di previsioni sulle conseguenze delle decisioni
prese; successivamente si assumeranno le decisioni col più ampio consenso possibile
dello staff.
2. Avviare e gestire l’intervento
Prevede l’assegnazione di specifici incarichi da parte del D.S. a vari livelli alle
diverse professionalità della scuola; l’assegnazione degli incarichi prevede
l’enunciazione, nell’incarico formalizzato di micro-obiettivi. La gestione successiva
dei diversi interventi prevede forme di controllo più o meno strutturate (schede di
processo – schede di risultato, diagrammi di GANTT, ecc.) da parte del D.S. e del
suo staff ristretto.
3. Predisporre le misure per il monitoraggio, i controlli e le verifiche
Il monitoraggio prevede una sequenza di azioni preliminari che si riportano di seguito
nel dettaglio:
A. Supportare processi formali di analisi e revisione strategica per valutare:
a. la tenuta della visione di sviluppo della scuola;
b. il posizionamento istituzionale rispetto allo specifico contesto sociale,
economico e competitivo (controllo strategico).
B. Coniugare il policentrismo decisionale con l’esigenza di allineamento
organizzativo attorno alla missione, visione di sviluppo, valori, priorità
strategiche della scuola (allineamento organizzativo)
C. Collegare performance, strategia, progettualità del PTOF e programmazione
finanziaria, in vista della più efficiente ed efficace allocazione delle risorse
umane, materiali e finanziarie della scuola (budgeting per programmi-progetti).
D. Supportare i processi di networking (monitoraggio, informazione,
comunicazione, decisione) all’interno delle reti inter-organizzative ed interistituzionali di creazione di valore pubblico di cui fa parte la scuola (network
management).
E. Favorire processi di rendicontazione sociale della scuola dell’autonomia
(accountability – bilancio sociale)
75
Per un quadro più chiaro, si riporta una sinossi del monitoraggio all’interno del
progetto d’istituto.
Successivamente alle azioni sopra elencate si attueranno nel dettaglio i seguenti
monitoraggi, controlli e verifiche.
MONITORAGGI
12. Progetti
13. Attività
14. Processi d’insegnamento/apprendimento
15. Assenze, congedi e permessi del personale
16. Uscite ed entrate anticipate alunni
17. Iscrizioni alunni stranieri
18. Frequenza regolare
19. Infortuni alunni
20. Infortuni personale
CONTROLLI
1. Adempimenti Registri di classe/docenti
2. Adempimenti registri infortuni
3. Adempimenti OO.CC.
4. Adempimenti Funzione docente e CCNL
5. Ritardi del personale
6. Rispetto del Regolamento del personale
7. Rispetto delle direttive e delle disposizioni sulla sicurezza
8. Rispetto delle direttive sulla pulizia dei locali
76
VERIFICHE
1. Esiti sui risultati d’apprendimento disciplinare
2. Esiti finali dei progetti compiuti
3. Esiti finali delle attività svolte
4. Esiti finali delle collaborazioni con Enti, associazioni e privati
5. Soddisfazione dell’utenza (famiglie - territorio)
4. Predisporre i criteri e gli strumenti di valutazione del processo e del prodotto
(adottando gli opportuni standard, indicatori e descrittori). Per quanto attiene al
controllo dei processi di base della scuola, sono stati individuati sette macroindicatori, di seguito riportati nello strumento di gestione dei processi che
nell’ambito della teoria delle organizzazioni è definito “quadro dei processi”.
Quadro dei processi
P1
Processi di base di
P2
Processi di supporto
P3
Processi di gestione
P4
Processi di gestione
P5
Processi dei rapporti
P6
Processi
P7
Processi
insegnamento/educazione
a insegnamento/educazione
del personale scolastico
delle risorse umane, economiche - finanziarie, strumentali e
strutturali
Con agenzie, enti altre pubbliche istituzioni
Amministrativi, burocratici e gestionali
Legati al sistema di gestione della qualità (SGQ)
5. Figure di coordinamento
Le figure di coordinamento sono costituite dai docenti incaricati di Funzione
strumentale e Referenza in relazione al P.T.O.F. gestito per aree.
Ciascuna area del Piano è coordinata da un’unità organizzativa composta da
uno a tre docenti incaricati di Funzione strumentale e/o Referenza.
In relazione al funzionigramma, le figure professionali testé citate assumono
un ruolo di middle management funzionale al coordinamento di tutte le attività
e i progetti della scuola. Tali figure, inoltre, svolgono un ruolo-chiave nella
gestione delle partnership territoriali con altre scuole, Enti ed agenzie,
monitorando al tempo stesso l’andamento del progetto d’istituto, sotto la
77
supervisione del Dirigente. Esse contribuiscono significativamente nel dialogo
interistituzionale anche in progetti di carattere nazionale e in eventuali
partenariati, sia in fase di start-up che di spin-off. Per la complessità
dell’istituto e, tenuto conto, delle molteplici esigenze che anche il territorio
d’appartenenza rivela, la scuola richiede un coordinamento strutturato per
project management facilitato con una gestione per numero di aree variabile da
un minimo di cinque ad un massimo di otto. Il tandem unità organizzative e
staff ristretto di direzione, supportato dai lavori degli Organi Collegiali,
assicura una gestione efficace ed una ottimizzazione dei tempi di gestione
dell’istituto; entrambi risultati ineludibili per la ricerca della qualità del
servizio scolastico da erogare.
8.8 Partnership
- Rapporti col territorio e gli stakeholder
Tutte le disposizioni normative sopra richiamate, permettono all’istituto di
intrattenere scambi, e collaborazioni (anche nelle forme di contratto) per il
raggiungimento delle proprie finalità istituzionali, sia con altre scuole, che con altri
enti, agenzie o associazioni (art. 7 e 8 del D.P.R. n. 275/1999 - accordi di rete);
parimenti, uguali possibilità sono esperibili, nel novero dell’ampliamento dell’offerta
formativa, per la specifica realizzazione di progetti educativi e formativi (art. 9 del
D.P.R. n. 275/1999 – ampliamento dell’offerta formativa).
Nell’alveo delle partnership, l’istituto ricerca tutte le sinergie utili a promuovere un
servizio scolastico di qualità, efficiente e capace di soddisfare le esigenze
pedagogico-didattiche di tutti e di ciascuno.
Enti, agenzie, associazioni e soggetti target - Sulla base di quanto sopra esposto, in
linea di continuità con le collaborazioni intrattenute negli anni precedenti, l’istituto
promuove partnership con l’Ente locale del territorio in cui esso è inserito e con tutte
le agenzie capaci di fornire un efficace apporto alla realizzazione delle finalità
istituzionali della scuola
- Accordi di rete, convenzioni attuate ed in progress
A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, si riportano di seguito alcune
collaborazioni ancora in essere che l’istituto attua con scuole, enti istituzionali e non,
e infine, con diverse associazioni:
 rete di scuole: Bab El Gherib;
 rete di scuole di Palermo e provincia: “Verso” una scuola amica dei bambini e
dei ragazzi (Protocollo d’intesa MIUR/UNICEF);
 convenzione col CERISDI (Centro di Ricerche e Studi Direzionali);
 convenzione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di
Palermo;
78
 lettera d’intenti per la stipula di una Convenzione con il Consiglio per la
Ricerca e l'analisi dell’economia Agraria (CREA), Unità di ricerca per il
recupero e la valorizzazione di Specie Floricole Mediterranee;
 convenzione con il F.A.I. (Fondo Ambientale Italiano);
 convenzione col Trinity College London: centro esami registrato per la
certificazione delle competenze linguistiche in Lingua inglese;
 convenzione con L’Istitut Français de Palerme e l’Association Francophone
de Palerme, per la realizzazione del progetto Primaire EN Française
(innovazione nell’insegnamento della Lingua francese);
 convenzione con l’Asilo Nido del Comune di Ficarazzi (continuità educativa);
 convenzione con la Lega Navale Italiana.
8.9 Relationship
 Le relazioni diffuse dell’istituto in un’ottica di rete
L’autonomia della scuola e l’autonomia del sistema ove essa è inserita (territorio) è
un binomio irrinunciabile per ottemperare pienamente alla mission dell’istituto.
La rete di relazioni (con enti, agenzie, associazioni, ecc.) e ancor meglio le reti di
scuole, previste dall’art. 7 del DPR n. 275 del 1999, in un quadro siffatto, permette
all’istituto di rendere evidente la propria identità progettuale e di consolidarla;
un’istituzione tra altre istituzioni o altre realtà diversificate del territorio.
Le relazioni diffuse attivano e facilitano fenomeni di benchmarking (comparazione
nella qualità dei servizi): confronto, rapporti, comunione di conoscenze e
professionalità, che innalzano il livello di erogazione del servizio scolastico
dell’istituto. Ciò consente, come da previsione della normativa sopra richiamata, di
attuare in pieno il ruolo affidato all’istituto dallo Stato.
A vario titolo, potenzialmente, tutti gli operatori della scuola possono intessere
relazioni con l’esterno che, in un secondo momento, potranno essere formalizzate in:
accordi di rete, lettere d’intenti, convenzioni, contratti, ecc.).
Soprattutto i docenti, avendo ognuno un proprio background culturale, possono
filtrare le risorse del territorio (culturali, economiche, sociali, ecc.) e le opportunità
che esso offre per introdurle nella scuola, finalizzandole al miglioramento ed
all’arricchimento dell’offerta formativa per gli studenti, le loro famiglie e per lo
stesso territorio.
Secondo Giancarlo Cerini 3 è necessario passare da una rete formale ad una rete
“sociale”, infatti, <<la rete sociale permette di ridurre alcune "criticità" e, nel
contempo di:
• “valorizzare la collaborazione e le esperienze dei differenti attori sociali che
operano sulla formazione, anche di coloro che tendono spontaneamente a isolarsi o
ad essere trascurati;
3
Giancarlo Cerini (2007): Fare rete per valorizzare il “capitale sociale” di ogni scuola - INDIRE.
79
• prevenire o eliminare ridondanze operative (ad es.: duplicazione degli interventi e
delle iniziative formative), riducendo le carenze qualitative e quantitative di
programmi di azione in dati settori o per certe categorie sociali;
• articolare e coordinare gli interventi e le proposte formative in base al loro grado
di specificità delle risposte ai bisogni degli utenti, alimentando comunque una
"cultura comune del servizio";
• prevenire conflitti di competenza anche mediante la circolazione efficace delle
informazioni sul tipo di servizi erogati e sulla loro possibile complementarietà
rispetto ai bisogni o alla domanda sociale di varie categorie di utenti>>;
• produrre regole condivise sugli standard che caratterizzano le metodologie di
intervento formativo, riducendo le incertezze e le difficoltà di comprensione per
“l’utente”.
L’istituto collabora con enti, associazioni ed agenzie territoriali, ma anche con altre
scuole del territorio, agendo in un quadro di rete sociale, all’interno di un sistema in
grado di sviluppare tutti i micro-territori che accolgono le istituzioni scolastiche, sia
in senso sociale che culturale. Reti e relazioni diffuse, amplificano il potenziale
culturale di ogni singola istituzione, ente o agenzia di territori limitrofi.
Il PTOF d’istituto indica:
1. modalità di relazione col territorio;
2. interlocutori istituzionali e non, da “privilegiare”, per una qualità dell’offerta
formativa ampliata ed arricchita;
3. strumenti di raccolta (documentali, meeting, newsletter, ecc.)
4. modalità d’analisi di tutte le informazioni in ingresso (input) derivanti dalle
relazioni diffuse che l’istituto è in grado di intrattenere con le diverse realtà
territoriali;
Tutte le informazioni, una volta elaborate, si strutturano in relazioni formalizzate
previste dalle norme sull’autonomia scolastica (L. n. 59/1997 - D.P.R. n. 275/1999 D.I. n. 44/2001), in grado migliorare l’offerta formativa e, contemporaneamente,
rafforzano l’identità scolastica nel territorio di riferimento.
80
9. FABBISOGNO DI PERSONALE
La legge 107 ha introdotto l'Organico dell'autonomia, funzionale alle esigenze
didattiche, organizzative e progettuali della scuola.
I docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione e del piano
dell’offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di
organizzazione, di progettazione e di coordinamento (comma 5 della legge n. 107).
L'Organico dell'autonomia include il fabbisogno di posti comuni e di Sostegno (i
docenti inseriti nell’organico di diritto), sulla base del monte orario degli
insegnamenti, con riferimento anche alla quota di autonomia dei curricoli e agli spazi
di flessibilità, nonché del numero di alunni con disabilità, ferma restando la
possibilità istituire posti di Sostegno in deroga nei limiti delle risorse previste a
legislazione vigente; nell'anno scolastico 2015-2016 il fabbisogno dei posti comuni e
di Sostegno è stato così delineato
A tale scopo si riassumono, nelle tabelle n. 1 e 2, di seguito riportate, i posti in
Organico (diritto e di fatto), comuni e di Sostegno, nell’anno in corso.
Tabella 1. – Organico di diritto
Organico di diritto
Infanzia
n. posti
Primaria
n. posti
Secondaria
n. posti
Posto Comune: 18
Posto di Sostegno:2
Materna regionale:2
Ins. Rel. Catt.
Comune: 48 + 1Lingua
Inglese
Posti di Sostegno: 21,5
Ins. Rel. Catt.
Cattedre interne: 46
Cattedre orario con completamento
esterno: 3
Sostegno: 16
Ins. Rel. Catt.: 1
Ins. Rel. Catt. completamento: 1
Tabella 2. – Organico di fatto
Organico di fatto
Infanzia
n. posti
Primaria
n. posti
Comune: 18
Sostegno: 4
Materna regionale:2
Ins. Rel. Catt.
Comune:
48
1Lingua Inglese
Sostegno: 21,5
Ins. Rel. Catt.
Secondaria
n. posti
+ Cattedre interne: 42
Cattedre orario con completamento:3
Sostegno: 20
Ins. Rel. Catt: 1
Ins. Rel. Catt . con completamento: 1
81
Per quanto riguarda l’Organico dell’autonomia il fabbisogno al momento è stato
definito individuando in ordine di preferenza i campi di potenziamento corrispondenti
alle aree previste dal comma 7, L. n. 107:
1. potenziamento linguistico
2. potenziamento scientifico
3. potenziamento artistico e musicale
4. potenziamento motorio
5. potenziamento laboratoriale
6. potenziamento umanistico socio economico e per la legalità
Le risorse sull'organico di potenziamento sono delineate, così come riportate nella
tabella n. 3
Tabella 3. – Organico di potenziamento
Organico di potenziamento
Infanzia
n. posti
Primaria
n. posti
Secondaria
n. posti
Comune: 0
Sostegno: 0
Comune: 4
Una cattedra - classe di concorso A345
Per quanto concerne i posti del personale amministrativo, e dei collaboratori
scolastici, l’organico per l’anno in corso è il seguente:
 n. 20 collaboratori scolastici
 n. 8 assistenti amministrativi
 1 Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi
82
10. FABBISOGNO
MATERIALI
DI
ATTREZZATURE
ED
INFRASTRUTTURE
A partire dall’anno scolastico 2013-2014, già con l’azione amministrativa della ex
D.D.
Tesauro, è stato avviato un percorso di miglioramento della qualità del servizio
scolastico nel territorio di Ficarazzi, aderendo al percorso Facile CAF (per le
Pubbliche Amministrazioni) che è stato concluso, per la parte relativa all’audit, a
maggio c.a.
Sono stati approntati tre Piani di miglioramento (PdM), di cui uno ha riguardato lo
stato degli arredi scolastici; alla presentazione del piano è seguita una puntuale
ricognizione degli arredi scolastici e del loro stato che ha messo in luce l’esigenza di
rinnovo e nuovo acquisto di arredo.
Al momento parte dell'arredo è stato fornito dall'ente locale tuttavia si evidenzia un
ulteriore fabbisogno di arredo per permettere un miglioramento dei seguenti ambienti
scolastici:
1. laboratorio di arte nei tre plessi della scuola: tavoli grandi, panche, armadi
aperti e scaffalature, lavabo;
2. aula magna: sistema di amplificazione, sistema di schermatura oscurante sulle
finestre , tende oscuranti su binario, pedana con scrivania o tavolo;
3. laboratorio scientifico: piani di lavoro, armadi per stoccaggio prodotti chimici,
mensole, porta reagenti e porta strumenti, lavabo, sgabelli;
4. biblioteca: scaffali, espositori, tavoli da lettura e sedie, canalizzazione;
5. orto didattico: armadio per gli attrezzi e tavolo di lavoro;
6. aula musicale: sedie, pedana, grate alle finestre, pannelli mobili, lavagna
pentagrammata;
7. aula palestra: armadio, cattedra;
8. aula multimediale: n. 24 computer fissi con processore di ultima generazione
con scheda video dedicata, postazioni mobili per computer;
9. rete internet: ampliamento a 20 mega con passaggio a fibra ottica a carico
dell’Ente Locale.
10. aule dei tre plessi della scuola: sistemi parasole a norma T.U. sicurezza e
ss.mm. ii.
83
11. AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE DEL PERSONALE
SCOLASTICO
L’Istituto Comprensivo di Ficarazzi è impegnato nella formazione del personale
docente e del personale ATA. Sulla base dei bisogni formativi ritenuti prioritari dal
Collegio dei Docenti, ogni anno si attivano corsi di formazione organizzati
dall’Istituto stesso o promossi in ambito territoriale. È opportuno sottolineare che le
iniziative di aggiornamento privilegiate sono quelle che adottano tecniche innovative
(ricerca-azione; attività laboratoriali; apprendimento e formazione a distanza; ricorso
alle nuove tecnologie, ...), che partono da concrete situazioni di insegnamento e
puntano alla produzione di materiali didattici. Proprio all’interno di questa
prospettiva la Scuola vuole porsi al servizio del territorio e delle esigenze
professionali degli insegnanti come centro di documentazione organizzativa e
disciplinare e come sede di ricerca e sperimentazione didattica. Le iniziative di
formazione saranno progettate e finanziate il più possibile da consorzi di più scuole,
attivando reti di istituzioni scolastiche per rispondere al principio di efficacia ed
economicità, e protocolli d’intesa con enti, fondazioni, università e associazioni per
ampliare, quanto più possibile, il plateau del corpus doctrine funzionale alla vasta
popolazione professionale, qual è quella dell’Istituto Comprensivo di Ficarazzi.
Nell’a.s. 2016/2017 la formazione dei docenti sarà orientata in particolare alle
seguenti aree:
 area relativa all’uso del registro elettronico;
 area relativa all’utilizzo delle ICT ai fini dell’innovazione didatticometodologica;
 area relativa alla didattica dell’insegnamento della Lingua italiana e
delle lingue comunitarie;
 area relativa al miglioramento delle competenze in L2;
 area relativa alla didattica dell’insegnamento della Matematica e delle
Scienze, nell’ottica della ricerca-azione;
 area relativa alla formazione sui B.E.S.;
 area relativa alla formazione pedagogica dei docenti.
Tutti i docenti che si trovano al primo anno di servizio con incarico a tempo
indeterminato, a qualunque titolo conferito, e che aspirino alla conferma nel ruolo,
sono tenuti al periodo di formazione e di prova. Tale periodo è previsto anche per i
docenti per i quali è stata richiesta la proroga del periodo di formazione e prova o che
non hanno potuto completarlo negli anni precedenti e per i docenti per i quali è
disposto il passaggio in ruolo. Docenti e personale A.T.A. sono inoltre impegnati
nella formazione obbligatoria sulla Sicurezza.
84
12. OBIETTIVI PRIORITARI ADOTTATI DALLA
QUELLI INDICATI DALLA LEGGE 107/15
SCUOLA
FRA
Il comma 7 dell’art. 1 della Legge del 13 luglio del 2015, n. 107 recita: <<Le
istituzioni scolastiche nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali
disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica individuano il fabbisogno dei posti dell’organico dell’autonomia, in
relazione dell’offerta formativa che si intende realizzare, (…) nonché in riferimento a
iniziative di potenziamento dell’offerta formativa e delle attività progettuali per degli
obiettivi formativi individuati come prioritari tra i seguenti>>.
Tenuto conto della mission istituzionale della scuola e di quanto indicato nel RAV, si
declinano, di seguito gli obiettivi formativi, individuati come prioritari:
a) valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare
riferimento all'italiano nonché alla lingua inglese e ad altre lingue dell'Unione
europea, anche mediante l'utilizzo della metodologia Content Language Integrated
Learning (CLIL);
b) potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche;
c) potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell'arte e
nella storia dell'arte, nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di
diffusione delle immagini e dei suoni, anche mediante il coinvolgimento dei musei e
degli altri istituti pubblici e privati operanti in tali settori;
g) potenziamento delle discipline motorie e sviluppo di comportamenti ispirati a uno
stile di vita sano, con particolare riferimento all'alimentazione, all'educazione fisica
e allo sport, e attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti
attività sportiva agonistica;
h) sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con particolare riguardo al
pensiero computazionale, all'utilizzo critico e consapevole dei social network e dei
media nonché alla produzione e ai legami con il mondo del lavoro;
l) prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di
discriminazione e del bullismo, anche informatico; potenziamento dell'inclusione
scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali
attraverso percorsi individualizzati e personalizzati anche con il supporto e la
collaborazione dei servizi socio-sanitari ed educativi del territorio e delle
associazioni di settore e l'applicazione delle linee di indirizzo per favorire il diritto
allo studio degli alunni adottati, emanate dal Ministero dell'istruzione, dell'università
e della ricerca il 18 dicembre 2014.
85
13. IL POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA
13.1. Progetto di recupero e potenziamento
"Insieme potenziamo e recuperiamo le competenze"
Premessa
Il Progetto "Insieme potenziamo e recuperiamo le competenze" si caratterizza per una
duplice finalità: da un lato, infatti, risponde alla finalità di prevenire le situazioni di
disagio/svantaggio, offrendo risposte ai bisogni educativi legati alle differenze nei
modi di apprendere e a condizioni particolari che possono essere causa di difficoltà;
dall'altro, intende offrire agli alunni che posseggono una buona preparazione di base
ulteriori possibilità di arricchimento culturale, allo scopo di ampliare le conoscenze
dei contenuti disciplinari.
Destinatari del progetto sono, dunque, sia alunni delle prime classi della Scuola
Primaria, cui sono rivolti gli interventi di recupero, sia alunni provenienti dalle classi
III, IV e V della Scuola Primaria e dalle classi I, II e III della Scuola Secondaria di I
grado, destinatari, invece, delle varie azioni di potenziamento, previste dal Piano
dell'Offerta Formativa, così come deliberate in seno al Collegio dei Docenti del 7
Ottobre 2015. Nello specifico, le aree coinvolte dal percorso di potenziamento
afferiscono ai seguenti ambiti prioritari:
• linguistico;
• scientifico;
• artistico – musicale;
• motorio;
• laboratoriale;
• umanistico, socio – economico e per la legalità.
La didattica laboratoriale farà da sfondo integratore a tutti i percorsi attivati; il ricorso
ad una metodologia di lavoro volta al "fare" costituisce, in effetti, una scelta adeguata
al raggiungimento degli obiettivi prefissati, dal momento che consente a tutti gli
alunni di esprimere al meglio le proprie potenzialità e le proprie inclinazioni.
L'utilizzo delle TIC, inoltre, anch'esso trasversale rispetto alle finalità individuate,
rende accattivante lo svolgimento delle attività progettate, incidendo sulla
motivazione ad apprendere, soprattutto sul versante del recupero delle competenze.
La scelta degli alunni cui destinare i diversi tipi di intervento sarà vincolata agli esiti
delle valutazioni infra – periodiche e terrà conto, altresì, dei risultati delle prove
INVALSI, soprattutto per quel che riguarda il potenziamento e l'arricchimento dei
contenuti relativi agli ambiti linguistico – espressivo e logico – matematico –
scientifico.
86
Classi I
Recupero delle
competenze
Classi II
Classi II*
Classi III
Classi IV
Classi V
Potenziamento
delle competenze
Classi V*
Classi SSIG
N. 10 alunni
(2xclasse) plesso
c.so Umberto I
N. 10 alunni
(2xclasse) plesso
c.so Umberto I
N. 1 classe plesso
c.so Umberto I
Potenziamento
motorio
N. 20 alunni
(4xclasse) plesso
c.so Umberto I
Potenziamento
scientifico
N. 20 alunni
(4xclasse) plesso
c.so Umberto I
Potenziamento
linguistico –
espres.
N. 20 alunni
(5xclasse) plesso
c.so Umberto I
N. 1 classe plesso
c.so Umberto I
Potenziamento
linguistico –
espres.
N. 20 alunni delle
classi III
N. 9 alunni
(3xclasse) plesso
via dell'Aria
N. 9 alunni
(3xclasse) plesso
via dell'Aria
N. 1 classe plesso
via dell'Aria
Potenziamento
motorio
N. 15 alunni
(5xclasse) plesso
via dell'Aria
Potenziamento
scientifico
N. 15 alunni
(5xclasse) plesso
via dell'Aria
Potenziamento
umanistico, socio –
economico e per la
legalità
N. 15 alunni
(5xclasse) plesso
via dell'Aria
N. 1 classe plesso
via dell'Aria
Potenziamento
umanistico, socio –
economico e per la
legalità
N. 20 alunni delle
classi I e II
*
Le classi evidenziate sono state individuate nell’ambito del Piano regionale delle
attività educativo-didattiche da implementare nelle scuole primarie caratterzzate da
alto tasso di dispersione ed esiti inferiori alla media regionale nelle prove Invalsi.
87
13.1.1.
Progetto di recupero delle competenze
(Classi I e II della Scuola Primaria)
Premessa
Le diverse problematiche di disagio sociale presenti nel nostro territorio costituiscono
la premessa che fa da sfondo alla programmazione e realizzazione di interventi di
prevenzione dell'insuccesso scolastico, al fine di garantire a tutti gli alunni il pieno
successo formativo.
I bambini di 5 – 6 anni si accostano alla Scuola Primaria con un determinato bagaglio
di aspettative e di desideri relativi all'apprendimento dei processi di letto – scrittura.
L'apprendimento della lettura e della scrittura non è un percorso del tutto semplice;
tutt'altro, dal momento che varia da un alunno all'altro. Dare a tutti lo "stesso
insegnamento", nell'illusoria convinzione che tutti i bambini siano uguali è un
indicatore predittivo di sicuri fallimenti scolastici.
Una programmazione mirata, invece, calibrata sui bisogni di ognuno, nel senso di
"dare di più a chi ha avuto di meno", per citare Don Milani, può davvero porsi come
una valida alternativa per la promozione del successo scolastico e la rimozione degli
ostacoli che ad esso si oppongono.
L'intervento individualizzato, o per piccoli gruppi, si è dimostrato negli anni molto
efficace, per contrastare e ridurre i fenomeni di drop out e di disagio, se non già per
prevenirli. In effetti, l'individuazione precoce delle difficoltà di apprendimento ed il
conseguente intervento mirato al recupero delle strumentalità deficitarie
contribuiscono
concretamente
alla
risoluzione
di
tali
fenomeni.
Particolare importanza, a tal proposito, rivestono le seguenti azioni:
• offrire agli alunni che presentano difficoltà nell'acquisizione delle strumentalità
di base l'opportunità di apprendere in tempi più distesi, per accrescerne la
motivazione e stimolarne l'impegno;
• consolidare le attività preparatorie, indispensabili all'acquisizione degli
automatismi della letto – scrittura e del pensiero logico, carenti nel caso di
alunni con difficoltà.
Tali alunni, secondo le diverse scuole di pensiero, sono quelli che faticano più degli
altri nella percezione, nell'analisi, nella sintesi visiva e uditiva, direttamente coinvolte
nei processi di apprendimento delle strumentalità di base; spesso, si evidenziano
difficoltà nella motricità fine e nelle abilità spaziali, come si può facilmente rilevare
nei disegni, da una povera rappresentazione corporea.
88
Finalità
Il Progetto di recupero delle competenze si rivolge agli alunni provenienti dalle classi
I e II della Scuola Primaria (plessi di c.so Umberto I e via dell'Aria). L'attività di
recupero/consolidamento risponde alla finalità di prevenire le situazioni di
disagio/svantaggio e intende offrire l'opportunità di rimuovere e/o modificare tutte
quelle condizioni particolari che possono costituire causa di difficoltà.
Scopo fondamentale risulta, a tal proposito, l'acquisizione di un adeguato metodo di
studio, insieme al recupero e al rafforzamento delle abilità linguistiche e logico –
matematiche, attraverso interventi e azioni personalizzati e con l'ausilio di svariate
metodologie di insegnamento.
Obiettivi
• Migliorare i processi di socializzazione e le relazioni interpersonali.
• Accrescere la motivazione, l'interesse e la partecipazione alla vita scolastica.
• Migliorare i processi di autostima e di Self – Efficacy.
• Sviluppare lo spirito di collaborazione.
• Migliorare i tempi di attenzione e concentrazione.
• Consolidare e potenziare le competenze comunicative, anche attraverso l'uso di
linguaggi non verbali.
• Ampliare le conoscenze e consolidare le abilità strumentali di base.
• Poteziare le abilità grosso – motorie e la motricità fine.
• Potenziare l'autonomia personale, sociale ed operativa.
Attività
• Esercitazioni individuali.
• Lavori di gruppo.
• Ascolto, lettura e comprensione di testi.
• Sollecitazione degli interventi e degli interessi.
• Esercitazioni guidate, a livello crescente di difficoltà.
• Prove e attività differenziate e semplificate.
• Verbalizzazioni orali.
• Compilazione di schede strutturate.
• Studio guidato con l'aiuto di un compagno e/o dell'insegnante.
• Esercitazioni per il rafforzamento delle abilità di calcolo.
89
• Attività guidate per potenziare la comprensione di situazioni problematiche e le
abilità di problem solving.
• Uso di software specifici per sviluppare le capacità logiche.
• Rappresentazioni grafiche di vario tipo.
• Conferimento di incarichi.
• Giochi didattici con materiale strutturato e non.
Metodologia
Sarà privilegiato un approccio metodologico misto, secondo gli obiettivi, di volta in
volta programmati. L'attività ludica servirà, inizialmente, a sviluppare le capacità
orali e favorire la socializzazione e il confronto tra pari.
L'uso di materiali strutturati o semi – strutturati, invece, sarà previsto per lo più, per il
raggiungimento di obiettivi squisitamente didattici.
Lo sviluppo di competenze sociali e di più elevati livelli di autostima passerà
attraverso l'utilizzo di metodologie dedicate, quali il Cooperative Learning, basato
sull'interazione, all'interno di un gruppo, di allievi che collaborano, al fine di
raggiungere obiettivi comuni, o il Modeling, che si basa piuttosto sull'apprendimento
osservativo.
Il ricorso ai cosiddetti "facilitatori" costituirà la strategia chiave, dal momento che si
riferisce a tutti quegli accorgimenti, strumenti e tecniche che l'insegnante mette in
atto per favorire/facilitare i processi di apprendimento (utilizzo di software, supporti
multimediali, materiali strutturati, etc.).
Rinforzi positivi premieranno comportamenti "didatticamente" corretti,
aumentandone la probabilità e la frequenza e contribuendo al miglioramento della
Self – Efficacy di ogni alunno.
Indicatori utilizzati
• Padronanza delle abilità strumentali di base.
• Uso pertinente dei diversi codici comunicativi.
• Partecipazione attiva all'esperienza scolastica.
• Collaborazione per il raggiungimento di obiettivi comuni.
• Sviluppo di abilità pro – sociali.
90
Risorse umane necessarie
Le attività saranno condotte, in orario antimeridiano, da n. 2 docenti della Scuola
Primaria, individuate tra le risorse assegnate a questa Istituzione scolastica, per il
potenziamento dell'offerta formativa.
Le insegnanti Ribaudo Rosa Maria e Coniglio Giovanna, cureranno i laboratori per il
recupero delle competenze, rispettivamente nei plessi di via dell'Aria e di c.so
Umberto I. Saranno, a tale scopo, utilizzati i locali della Biblioteca del plesso sito in
c.so Umberto I e l'auditorium del plesso sito in via dell'Aria, nonchè le aule
multimediali dei due plessi. La presenza di un collaboratore scolastico, in prossimità
di tali spazi, sarà garantita per tutta la durata del progetto.
Verifica e valutazione
La verifica dell'interventi didattico sarà costante nelle varie fasi prgettuali, ai fini di
un monitoraggio continuo dei ritmi e dei livelli di apprendimento di ciascun alunno e
della valutazione puntuale dell'acquisizione dei contenuti. Sono previsti momenti di
verifica dell'efficacia del metodo utilizzato, al fine di operare eventuali modifiche e
aggiustamenti in itinere.
13.1.2.
Progetti di potenziamento delle competenze
(Classi III, IV e V dell Scuola Primaria e classi della SSIG)
Premessa
I progetti di potenziamento fanno riferimento alle aree individuate come prioritarie
per l'arricchimento del Piano dell'Offerta Formativa, dal Collegio dei Docenti di
questa Istituzione scolastica, nella seduta del 7 Ottobre 2015.
Tali sono le aree linguistica, scientifica, artistico – musicale, motoria, laboratoriale,
umanistica, socio – economica e per la legalità, che saranno oggetto di potenziamento
e ampliamento dei contenuti, attraverso la realizzazione di quattro laboratori, da
destinare ad alunni della Scuola Primaria e Secondaria di I grado.
In particolare, il potenziamento dell'area motoria riguarderà gli alunni delle classi III
della Scuola Primaria, il potenziamento delle competenze scientifiche sarà rivolto ad
alunni provenienti dalle classi IV, mentre le aree linguistico – espressiva, umanistica,
socio – economica e per la legalità verranno potenziate nelle classi V della Scuola
Primaria e nelle classi della Scuola Secondaria di I grado.
La didattica laboratoriale, volta al fare concreto, all'operatività, alla sequenza
procedurale, sarà trasversale a tutti i percorsi, così come il ricorso alle Tecnologie
dell'Informazione e della Comunicazione (TIC), in modo da consentire l'ampliamento
91
delle conoscenze e dei contenuti disciplinari, offrendo agli alunni che presentano una
buona preparazione di base ulteriori possibilità di arricchimento culturale.
Laboratori attivati a.s. 2015 - 2016
• Laboratorio per il potenziamento motorio.
• Laboratorio per il potenziamento scientifico.
• Laboratorio per il potenziamento linguistico – espressivo.
• Laboratorio per il potenziamento umanistico, socio – economico e per la
legalità.
Destinatari
Alunni provenienti dalle classi III, IV e V della Scuola Primaria e alunni provenienti
dalla Scuola Secondaria di I grado, selezionati sulla base degli esiti delle valutazioni
infra – quadrimestrali nelle varie discipline oggetto di potenziamento.
Saranno costituiti gruppi di alunni di differente numerosità a seconda del tipo di
laboratorio.
Durata
Le attività saranno espletate da Gennaio a Giugno, in orario antimeridiano, secondo
un calendario predefinito.
1. Laboratorio per il potenziamento motorio
"Giochiamo per apprendere"
(Classi III della Scuola Primaria)
Premessa
Il laboratorio per il potenziamento dell'attività motoria rappresenta una risposta
innovativa al miglioramento delle capacità di apprendimento, attraverso lo sviluppo
dell'atto motorio che, in quanto tale, lega contemporaneamente, nella sua espressione,
l'aspetto cognitivo, emotivo e motivazionale.
Tale percorso costituisce, inoltre, un'efficace opportunità per lo sviluppo e il
potenziamento delle competenze sociali, necessarie ad una crescita sana, in termini di
relazione e rispetto dell'altro.
92
Finalità
La finalità generale è quella di sviluppare adeguate capacità di apprendimento
attraverso il potenziamento dell'attività motoria e l'interiorizzazione di un'immagine
di sé adeguata allo scopo.
Obiettivi generali
• Consolidamento degli schemi motori di base, al fine di combinarli per lo
sviluppo dell'attenzione divisa.
• Potenziamento delle capacità coordinative generali, al fine di migliorare l'uso
delle prassie.
• Conoscenza delle principali funzioni fisiologiche e dei cambiamenti ad esse
associati, in relazione all'esercizio fisico.
• Consapevolezza della propria corporeità come espressione del sè.
• Miglioramento e sviluppo delle funzioni esecutive, come l'attenzione sostenuta,
selettiva, divisa e della working memory, al fine di accrescere la capacità del
soggetto di pianificare e finalizzare l'atto secondo un uso prefissato.
• Potenziamento delle prassie, semplici e complesse.
Obiettivi specifici
• Utilizzare schemi motori e posturali in continua situazione combinata e
simultanea.
• Adattare l'atto motorio a situazioni esecutive nuove, modificando sempre la
situazione, al fine di migliorare l'uso dello shift attentivo.
• Educare il bambino a controllare la respirazione, la frequenza cardiaca, il tono
muscolare, al fine di migliorare la capacità di allerta tonico.
• Modulare i carichi sulla base delle variazioni fisiologiche dovute all'esercizio.
• Eseguire le attività proposte attraverso variabili fornite e consegne da
inventare, al fine di migliorare e potenziare l'uso delle capacità di problem
solving.
• Rispettare le regole delle attività sportive e dei giochi praticati, al fine di
migliorare il riconoscimento dell'altro e del gruppo.
93
• Cooperare all'interno del gruppo, confrontarsi lealmente, anche in una
competizione, con compagni e/o avversari, al fine di acquisire/migliorare la
capacità di realizzare scopi sociali.
Indicatori di competenza
• Muoversi con scioltezza, padroneggiando l'uso degli schemi e combinandoli in
maniera fluida.
• Utilizzare gli schemi in relazione all'uso del doppio e triplo compito.
• Rispettare le regole nei giochi di squadra.
Metodologia
Sarà privilegiata una metodologia attiva, che mette il bambino in condizione di
"costruire" le proprie abilità, attraverso la valorizzazione delle sue risorse.
Il ricorso alle strategie di problem solving consentirà, inoltre, al bambino di
accrescere e potenziare la sua flessibilità di pensiero.
La co – costruzione di percorsi e circuiti sarà utilizzata per migliorare, nel soggetto
che apprende, l'uso di prassie ideative.
Lo sviluppo delle capacità relazionali e sociali passerà attraverso l'attività ludica,
realizzata sia nel piccolo gruppo, che nel gruppo allargato.
Tutte le attività saranno presentate in forma di gioco, per permettere aglia alunni di
esercitare la motricità spontanea e di ricevere sollecitazioni per lo sviluppo delle
numerose funzioni che stanno alla base dei comportamenti motori.
Attività
• Giochi per l'utilizzo degli schemi motori di base, in forma semplice e
combinata.
• Giochi per lo sviluppo, attraverso l'atto motorio, delle funzioni esecutive,
soprattutto dell'attenzione divisa e selettiva.
• Giochi di esercizio dell'attività motoria, che prevedono l'esercizio delle
capacità di updating.
• Giochi di miglioramento dell'atto motorio e di uso delle prassie, attraverso
esercizi che stimolino l'uso dello shift attentivo.
• Giochi individuali, di gruppo e di squadra.
• Giochi motori liberi.
94
• Costruzione di giochi e di attività da parte degli alunni con la guida esperta
dell'insegnante.
Durata
Le attività saranno espletate da Gennaio a Giugno, in orario antimeridiano, secondo
un calendario predefinito.
Spazi e luoghi
Le attività saranno espletate prevalentemente nella palestra del plesso sito in c.so
Umberto I e nel cortile del piano seminterrato del plesso di via dell'Aria. E' previsto
anche l'uso di aule scolastiche nei due plessi della Scuola Primaria.
Risorse umane necessarie
Le attività saranno condotte, in orario antimeridiano, da n. 2 docenti della Scuola
Primaria, individuate tra le risorse assegnate a questa Istituzione scolastica, per il
potenziamento dell'offerta formativa.
Le insegnanti cureranno i laboratori per il potenziamento delle competenze motorie,
rispettivamente nei plessi di via dell'Aria e di c.so Umberto I.
La presenza di un collaboratore scolastico, in prossimità degli spazi dedicati, sarà
garantita per tutta la durata del progetto.
2. Laboratorio per il potenziamento scientifico
"Osserva, sperimenta, impara"
(Classi IV della Scuola Primaria)
Finalità
La scuola per divenire “buona scuola” ha l'obbligo di assicurare a tutti gli studenti il
raggiungimento di alcuni livelli essenziali di competenza, pertanto la finalità del
percorso laboratoriale, di potenziamento dell'area scientifico matematica, sarà quella
di recuperare abilità e contenuti a volte difficilmente acquisibili durante le attività
curricolari per il numero di ore di lezione, non sempre congruo, e di potenziare le
abilità scientifiche dei soggetti non particolarmente “attivi” nelle discipline
scientifiche. Gli studenti saranno condotti a comprendere le strategie della ricerca
attraverso l'esperienza diretta del metodo di indagine scientifica su argomenti
strettamente connessi con i programmi curricolari. Attraverso la didattica
laboratoriale, basata sull’ Inquiry, raccomandata dai documenti ministeriali e
promossa dall’Unione Europea.
95
In particolare, si cercherà di:
 promuovere lo sviluppo del pensiero razionale e dello spirito critico;
 favorire la crescita della cultura scientifica degli studenti tramite la sinergia tra
approccio creativo e scientifico ;
 incoraggiare l’interesse per la scienza e l’innovazione tecnologica in generale,
al fine di incentivarne una visione positiva;
 stimolare tra le giovani generazioni le vocazioni agli studi scientifici.
Obiettivi
Il percorso di potenziamento avrà un approccio di tipo induttivo che partirà
dall'osservazione diretta di fatti e fenomeni per arrivare alla scoperta della regola,
della legge. Sperimentare per costruire la conoscenza porterà via via i bambini alla
capacità di teorizzare e strutturare.
L'educazione al metodo scientifico, partendo dalla curiosità e attraverso esperienze
facilmente comprensibili e realizzabili dallo stesso alunno, favorirà e svilupperà in
modo graduale la capacità di astrazione e sistemazione.
Pertanto, gli alunni stessi, divisi in gruppi di lavoro, realizzeranno autonomamente,
sotto la guida dell'insegnante e con l’ausilio di schede strutturate, l’esperienza,
compieranno le proprie osservazioni/ misurazioni, faranno le proprie conclusioni in
base ai dati rilevati e all’ipotesi da verificare; la relazione scritta finale, corredata di
disegni, tabelle e grafici, costituirà infine un momento di riflessione, di verifica, di
acquisizione, oltre che dei concetti, di un linguaggio appropriato.
Obiettivi del percorso laboratoriale:
1. abituare gli alunni ad affrontare un compito reale o prova situata individuando
metodi, procedure, linguaggi e tempi;
2. attivare processi consapevoli di autovalutazione del lavoro, in itinere, con
conseguenti capacità di riprogettazione in caso di errore o di revisione delle
procedure (mentalità progettuale flessibile);
3. fare cogliere la complessità dei saperi e l’unitarietà delle conoscenze mediante
l’acquisizione della consapevolezza che i contenuti disciplinari hanno strutture
sistemiche (nodi, interrelazioni, linguaggi) e che le discipline non sono costituite da
meri elenchi sequenziali degli stessi;
4. fare emergere le capacità operative, mediante il fare non come mero esempio del
sapere, ma come attività concreta, valutabile in sé e di pari dignità formativa;
5. favorire la mentalità del lavoro di gruppo che costituisce ormai la predominante
modalità operativa in molte tipologie di attività lavorative;
96
6. far emergere la produttività della divisione del lavoro come approccio a
problematiche complesse;
7. abituare ad una mentalità critica anche mediante la riflessione sulle proprie
capacità;
8. sviluppare il senso di responsabilità, rispetto degli impegni, ricerca di nuove
soluzioni, revisione dei propri giudizi, modificazione dei propri comportamenti;
9. indurre alla scoperta della realtà nelle molteplici interconnessioni in modo da
invogliare gli utenti verso un futuro bio sostenibile;
10. incrementare le attività sul campo e pratiche anche mediante l’uso di semplici
strumenti di osservazione per promuovere negli studenti curiosità, interesse, gusto
della conoscenza, motivazione e l’inclusione.
Attivita'
Le attività laboratoriali saranno suddivise in tre percorsi formativi:
- percorso acqua;
- percorso aria;
- percorso terra.
In tutti e tre i percorsi le attività saranno svolte in modo da:
 sviluppare l'osservazione guidata dei fenomeni naturali;
 acquisire il concetto di misurabilità degli stessi;
 acquisire la manualità mediante l'uso di strumenti per sottolineare la ripetibilità
delle esperienze scientifiche;
 individuare i requisiti caratteristici di alcuni fenomeni per far classificare in
modo razionale il frutto delle osservazioni;
 sviluppare il ruolo di mediazione dell'insegnante nella gestione delle
situazioni didattiche.
Inoltre, le attività saranno caratterizzate da:
- creazione di un clima rassicurante e di situazioni facilitanti;
- circoscrizione e concretezza dei compiti assegnati;
- attività di warm up prima di svolgere un argomento nuovo;
- discussioni guidate con periodica messa a punto del lavoro effettuato;
- produzione di situazioni di “crisi“ utili ad innescare un processo cognitivo
autonomo;
- guida all’esercizio di scelte ragionate e finalizzate.
Indicatori utilizzati
· Coerenza tra risultati attesi e quelli conseguiti;
· rispetto dei tempi prefissati;
97
· raggiungimento degli obiettivi prefissati;
· soddisfazione dell’utenza;
· adeguatezza ed efficacia degli strumenti utilizzati;
· verifica preparazione in itinere e finale degli alunni attraverso la progettazione
e l'esecuzione di un semplice esperimento.
Risorse umane necessarie
Le attività saranno condotte, in orario antimeridiano, da n. 2 docenti della Scuola
Primaria, individuate tra le risorse assegnate a questa Istituzione scolastica, per il
potenziamento dell'offerta formativa.
Le insegnanti cureranno i laboratori per il potenziamento delle competenze
scientifico - matematiche, rispettivamente nei plessi di via dell'Aria e di c.so Umberto
I.
La presenza di un collaboratore scolastico, in prossimità degli spazi dedicati, sarà
garantita per tutta la durata del progetto.
Spazi e luoghi
Le attività saranno espletate nei locali della Biblioteca del plesso di c.so Umberto I,
nei locali del laboratorio scientifico dello stesso plesso, nonchè presso l'auditorium
del plesso di via dell'Aria.
98
3. Laboratorio per il potenziamento linguistico
"Fakarazz, il giornalino della scuola"
(Classi V della Scuola Primaria e classi III della SSIG)
Premessa e finalità
Il percorso progettuale prevede la redazione mensile di un giornalino scolastico, che
costituisce un'importante opportunità per dar voce agli studenti, stimolare la
creatività, favorendo nello stesso tempo una partecipazione consapevole alla vita
della scuola.
Si tratta, infatti, di uno strumento didattico particolarmente rilevante, per la
realizzazione del quale convergono svariate competenze: comunicativo – espressive,
informatiche, grafico – pittoriche, sociali, critiche, relazionali. In effetti, la
costruzione di un tale "testo informativo" sollecita i processi motivazionali,
l'apprendimento cooperativo, il confronto tra pari, l'assunzione di punti di vista
"altri", con conseguente abbandono di posizioni egocentriche e/o autoreferenziali,
l'emergere del pensiero critico al fine di cogliere e valutare i tratti salienti della vita
dell'Istituto e, non ultimo, il senso di appartenenza alla propria Istituzione scolastica,
in termini di impegno a favore della comunità educante e di assunzione di
comportamenti responsabili.
Obiettivi e risultati attesi
• Consolidare conoscenze e abilità disciplinari e interdisciplinari.
• Potenziare l'uso della lingua italiana, in quanto veicolo di conoscenza.
• Approfondire la conoscenza dei diversi ambiti disciplinari e padroneggiare i
vari linguaggi settoriali.
• Sviluppare, attraverso l'esperienza dei diversi saperi, le inclinazioni, le
attitudini personali, nonchè l'auto – orientamento.
• Potenziare le capacità di comprensione, analisi, sintesi e valutazione.
• Accrescere le competenze metacognitive, l'autonomia di giudizio, il pensiero
creativo e personale.
• Sapere applicare in maniera adeguata le conoscenze acquisite.
• Sviluppare la capacità di utilizzare strumenti in maniera interattiva.
• Sviluppare la capacità di apprendere facendo ricorso agli strumenti tecnologici
per reperire contenuti disciplinari.
99
• Saper trasferire le conoscenze acquisite in contesti diversi.
Destinatari
Saranno coinvolti n. 20 alunni delle classi V della Scuola Primaria e n. 20 alunni
provenienti dalle classi III della Scuola Secondaria di I grado. I primi cureranno la
redazione della prima parte del giornalino, in lingua italiana. Gli alunni della Scuola
Secondaria, invece, si occuperanno della seconda parte di ogni numero, da redarre in
lingua inglese.
Metodologie
In una prima fase propedeutica la lezione frontale, la riflessione guidata e l'attività di
brainstorming saranno fondamentali per permettere agli alunni di conoscere le fasi
che caratterizzano la produzione di un giornale scolastico:
• Ideazione/progettazione.
• Stesura/scrittura.
• Impaginazione.
• Pubblicazione.
Successivamente, sarà privilegiato un approccio di tipo laboratoriale, più operativo,
che consentirà di individuare, per ciascuna delle fasi su indicate, il contributo
derivante dai vari software oggi disponibili.
L'uso delle TIC, in modalità cooperativa, accompagnerà, dunque, l'intero percorso di
realizzazione del prodotto, contribuendo fattivamente allo sviluppo di competenze
sociali nel micro e nel macro – contesto.
Attivita'
Le attività previste dal laboratorio linguistico sono strettamente correlate allo scopo
del prodotto. Quest'ultimo (il giornalino) avrà essenzialmente funzioni
informativo/divulgative, ma costituirà anche un efficace strumento didattico.
Ogni numero sarà costituito da una prima parte, più corposa, redatta in lingua
italiana, e da una seconda parte, interamente in lingua inglese.
Illustrare la quotidianità del "fare scuola", evidenziando il punto di vista di chi la
scuola la vive ogni giorno (docenti, studenti, collaboratori scolastici, assistenti
amministrativi, figure di staff, assistenti ai disabili, genitori) costituisce l'obiettivo sul
quale insisteranno le diverse attività realizzate. Tra esse:
• Riflessione guidata
comunicazione".
sui
concetti
di
"comunicazione"
e
"mezzi
di
• Raccolta e analisi delle fonti, anche attraverso l'uso di internet.
100
• Organizzazione dei contenuti della comunicazione secondo il criterio della
successione temporale.
• Narrazione di esperienze personali, seguendo un ordine temporale dato.
• Lettura e comprensione di testi di vario tipo, anche in L2.
• Scrittura di testi relativi al vissuto personale, anche in L2.
• Organizzazione della comunicazione scritta, da un punto di vista grafico.
• Utilizzo del computer per eseguire semplici operazioni di videoscrittura.
• Accesso e conoscenza del sito web istituzionale dell'Istituto Comprensivo di
Ficarazzi.
• Analisi di testi di vario tipo, per il riconoscimento delle funzioni descrittiva e
narrativa.
• Produzione di brevi testi di tipo descrittivo e narrativo, anche in L2.
• Pianificazione di testi, distinguendo le idee essenziali da quelle superflue.
• Pianificazione di testi, selezionando i contenuti in base a destinatario e scopo.
• Comprensione della diversità di significato tra termini usati nel linguaggio
comune e quelli del linguaggio specifico/settoriale.
• Uso del computer per la scrittura di semplici testi con l'ausilio di un
programma di videoscrittura e un correttore ortografico e grammaticale.
• Disegno e coloritura di immagini con l'ausilio di semplici programmi di grafica
ed inserimento nei testi delle immagini realizzate.
• Uso di diverse tecniche garfico – pittoriche a fini espressivi.
• Discussioni di gruppo per individuare le tematiche affrontate e le principali
opinioni espresse.
• Manipolazione di testi in base a un vincolo dato.
• Elaborazione creativa di testi di vario tipo.
• Riflessione sulla relazione tra illustrazione e testo scritto.
• Riflessione sulla funzione comunicativa dell'immagine.
• Composizione/costruzione delle varie pagine del Giornalino, sulla base di
criteri dati e di modelli prestabiliti.
• Pubblicazione, anche attraverso il mezzo informatico, del Giornalino della
scuola.
101
Indicatori utilizzati
• Arricchimento del lessico e potenziamento dei mezzi linguistici espressivi.
• Padronanza del lessico settoriale.
• Acquisizione della capacità di auto – orientarsi.
• Sviluppo del pensiero creativo.
• Acquisizione del pensiero critico e sviluppo di competenze metacognitive.
• Uso consapevole delle TIC a scopo didattico.
• Accrescimento del senso di appartenenza alla propria comunità scolastica e alla
propria realtà territoriale, attraverso la messa in atto di buone pratiche.
• Assunzione di comportamenti responsabili e interiorizzazione di norme per la
convivenza democratica.
102
Risorse umane necessarie
Le attività saranno condotte, in orario antimeridiano, da n. 2 docenti della Scuola
Primaria e n. 1 docente della Scuola Secondaria di I grado, individuate tra le risorse
assegnate a questa Istituzione scolastica, per il potenziamento dell'offerta formativa.
Le insegnanti cureranno i laboratori per il potenziamento delle competenze
linguistico - espressive, rispettivamente nei plessi di via dell'Aria, di c.so Umberto I e
di c.le Giallombardo.
La presenza di un collaboratore scolastico, in prossimità degli spazi dedicati, sarà
garantita per tutta la durata del progetto.
4. Laboratorio per il potenziamento umanistico, socio –
economico e per la legalità
"Piccoli cosmopoliti"
(Classi V della Scuola Primaria e classi I e II della Scuola Secondaria di I grado)
Premessa e finalità
La scuola è il luogo privilegiato in cui, per la prima volta, l'individuo si incontra e si
confronta con gli altri, imparando a rispettare le regole della convivenza e
interiorizzando norme comportamentali necessarie all'esercizio di una cittadinanza
attiva e responsabile.
E' a scuola che comincia a svilupparsi il senso di appartenenza alla comunità, locale
prima e globale dopo, attraverso la conoscenza e la salvaguardia del bene comune e la
costruzione della cultura dell'accoglienza dell'”altro da sè”, come fonte di ricchezza
reciproca e opportunità di abbattere le barriere della diffidenza e della paura. Tanto
premesso, il percorso progettuale "Piccoli cosmopoliti" persegue le seguenti finalità
educative:
• Sviluppare nell'alunno la consapevolezza della dimensione sovraindividuale
del "noi", come prerequisito per l'emergere del senso di appartenenza ad una
comunità.
• Far sperimentare, attraverso comportamenti
partecipazione civile e della democrazia.
concreti,
i
valori
della
103
Obiettivi
• Acquisire il valore della "collaborazione", finalizzata al raggiungimento del
benessere comune.
• Imparare il linguaggio della democrazia.
• Promuovere il rispetto dei diritti e dei doveri di tutti gli appartenenti alla
comunità.
• Rispettare le differenze e comprenderne il valore, come fonte di arricchimento
culturale e umano.
Attività
Le attività peculiari dell'iniziativa progettuale saranno finalizzate alla costituzione di
un "Consiglio di piccoli cittadini", formato da alunni provenienti dalle classi V della
Scuola Primaria e dalle classi I e II della Scuola Secondaria di I grado.
Tale Consiglio redigerà un proprio Regolamento e promuoverà azioni e interventi,
nell'ambito dell'educazione alla legalità e dello sviluppo della partecipazione
consapevole alla vita scolastica. Tra le attività:
• Stesura del Regolamento sul funzionamento del Consiglio.
• Studio assistito sulle funzioni e i compiti del Consiglio.
• Organizzazione delle elezioni con la preparazione di tutti i materiali.
• Elezioni dei membri del Consiglio.
• Insediamento del Consiglio.
• Lavoro per piccoli gruppi (commissioni).
• Lavoro assembleare per la condivisione e il confronto dei temi da affrontare.
• Scelta di progetti, attività/interventi , da portare avanti.
• Suddivisione del lavoro per commissioni, al fine della realizzazione delle
attività programmate in sede consiliare.
• Report dei lavori attraverso verbalizzazioni dettagliate delle singole azioni.
Metodologia
In una prima fase propedeutica la lezione frontale, la riflessione guidata e l'attività di
brainstorming consentiranno agli alunni di acquisire familiarità con gli obiettivi che
ci si propone di raggiungere. La metodologia di base, che accompagnerà
l'espletamento delle varie fasi, sarà quella del "Learning by doing" e del "Learning by
thinking", ossia dell'imparare attraverso l'azione e la riflessione. Tale approccio
metodologico si è rivelato nel tempo particolarmente efficace, dal momento che
104
permette agli alunni di acquisire la piena consapevolezza delle proprie azioni e del
proprio contributo.
Indicatori utilizzati
• Arricchimento del lessico e potenziamento dei mezzi linguistici espressivi.
• Padronanza del lessico settoriale.
Acquisizione della capacità di auto – orientarsi.
• Accrescimento del senso di appartenenza alla propria comunità scolastica e alla
propria realtà territoriale, attraverso la messa in atto di buone pratiche.
• Assunzione di comportamenti responsabili e interiorizzazione di norme per la
convivenza democratica.
Risorse umane necessarie
Le attività saranno condotte, in orario antimeridiano, da n. 2 docenti della Scuola
Primaria e n. 1 docente della Scuola Secondaria di I grado, individuate tra le risorse
assegnate a questa Istituzione scolastica, per il potenziamento dell'offerta formativa.
Le insegnanti cureranno i laboratori per il potenziamento delle competenze
linguistico - espressive, rispettivamente nei plessi di via dell'Aria, di c.so Umberto I
e di c.le Giallombardo.
La presenza di un collaboratore scolastico, in prossimità degli spazi dedicati, sarà
garantita per tutta la durata del progetto.
13.1.3.
Piano regionale delle attività educativo-didattiche da
implementare nelle scuole primarie caratterzzate da alto
tasso di dispersione ed esiti inferiori alla media regionale
nelle prove Invalsi
Il Piano, proposto dalla Direzione Generale dell’Ufficio
Scolastico Regionale per la Sicilia, si configura come un
approccio preventivo che, partendo dalla Scuola
dellInfanzia, nell’ambito delle istituzioni scolastiche più a
rischio, prosegue con interventi rivolti agli allievi della
Scuola Primaria e Secondaria di I grado, individuando come
target le classi interessate alle prove Invalsi.
.
105
13.2. Progetti didattici curriculari
 I Piccoli - Grandi Cittadini aprono la città - “Ficarazzi fra Storia,
Monumenti e ...Cultura” - Il progetto, realizzato con un protocollo d'intesa
fra la nostra Istituzione Scolastica, il Comune di Ficarazzi (Assessorato alla
Cultura) e il Fondo Ambientale Italiano (FAI - Delegazione di Palermo Gruppo Bagheria), cerca di promuovere l’interesse per il patrimonio storico,
artistico, culturale, di Ficarazzi al fine di reinterpretarlo e trarne spunti e
motivazioni per la formazione e il potenziamento di una forte moderna identità
collettiva.
 “Mangio bene ... vivo meglio!” - Il progetto promosso, nell’ambito
dell’iniziativa “Frutta nelle scuole”, dal Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali, con il contributo finanziario dell'U.E. e del Ministero
dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca (M.I.U.R.), il Ministero della
Salute, le Regioni Italiane e le Province Autonome, prevede la distribuzione
gratuita nelle varie classi di frutta in monoporzione. L’obiettivo primario del
programma è quello di promuovere il consumo della frutta e della verdura tra
gli alunni della Scuola Primaria, affinché imparino ad assumere abitudini
alimentari corrette ed equilibrate.
 “Verso” una scuola amica dei bambini e dei ragazzi (Protocollo d’intesa
MIUR/UNICEF) - Il progetto si pone l’obiettivo di promuovere i diritti
dell’Infanzia in una visione di scuole che accolgono le differenze.
 Progetto di Cittadinanza digitale nell’ambito del programma “Safer Internet
Center Italia II – Generazioni Connesse. Diffusione volte a favorire un uso
corretto e consapevole della Rete” - Sviluppo di attività didattiche e formative
connesse con l’utilizzo sistematico delle tecnologie sia a livello individuale sia
a livello laboratoriale.
106
PROGETTO
"I PICCOLI - GRANDI CITTADINI APRONO LA CITTÀ - FICARAZZI FRA STORIA,
MONUMENTI E ... CULTURA”
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: Comune di Ficarazzi (Assessorato alla Cultura), FAI (Fondo Ambiente Italiano)
Delegazione di Palermo - Gruppo di Bagheria.
FINALITA’ DEL PROGETTO
La finalità generale del progetto è quella di promuovere un percorso di Ricerca - Azione
multidisciplinare con il coinvolgimento attivo e critico nella presa in carico dei beni architettonici e
paesaggistici del territorio, da parte degli alunni e di promuovere una "Giornata a tema" di apertura dei
monumenti. In particolare, la nostra Istituzione Scolastica intende:
 sviluppare negli alunni, attraverso la conoscenza della realtà territoriale urbana, il “senso di
appartenenza” e il rafforzamento della “identità culturale”;
 motivare alla conoscenza ed alla tutela del patrimonio ambientale e culturale nel più generale
quadro della formazione del cittadino;
 fornire strumenti per svolgere un’educazione ed uno sviluppo del “senso estetico” per il
miglioramento qualitativo della vita;
 stimolare e affinare le abilità tecnico-operative degli strumenti di ricerca e delle applicazioni
multimediali;
 sviluppare le capacità descrittive, interpretative ed espressive;
 stimolare l’interesse verso lo sviluppo di specifiche competenze riguardanti la tutela del
patrimonio artistico - ambientale.
 leggere il passato per ritrovare le radici, vivere al presente per modificare atteggiamenti e
comportamenti e guardare al futuro salvaguardando il patrimonio naturale e artistico del proprio
territorio;
 mettere in pratica modalità di apprendimento che consentano di attuare concretamente un
percorso didattico gestito, in parte, autonomamente dall’alunno e che segua il criterio della vera
conoscenza, “dal vicino al lontano”.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
Gli alunni al termine del percorso progettuale dovranno aver acquisito le seguenti abilità e competenze:
- Saper ricercare, catalogare reperti, testimonianze, canti, usi, utensili, modi di dire, ecc…;
- Saper riprodurre attraverso calchi, plastici e/o modelli i monumenti, gli oggetti o gli utensili osservati;
- Saper sviluppare strategie fondate sulla ricerca – azione che consentano di problematizzare e
contestualizzare in prospettiva diacronica e sincronica i dati ricavati durante le visite effettuate;
- Saper realizzare una mappa descrittiva del territorio con l’ indicazione degli itinerari possibili;
- Saper elaborare pacchetti informativi ( brochure, cd-rom e depliant ) atti a favorire una conoscenza
approfondita e consapevole dei beni ambientali e del patrimonio culturale esistente;
- Saper prendere consapevolezza della necessità di salvaguardare, tutelare, valorizzare i beni culturali e
ambientali presenti nel territorio attraverso la presentazione di progetti di riqualificazione.
107
DESTINATARI
Tutti gli studenti della Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado
METODOLOGIE UTILIZZATE







Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Didattica laboratoriale
DURATA DEL PROGETTO
Avvio Febbraio - Conclusione Maggio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
Le azioni e gli interventi per i prossimi tre anni saranno articolati in tre percorsi laboratoriali:
Anno scolastico 2016/17: La nostra scuola monumentale.
Anno scolastico 2017/18 : Le chiese di Ficarazzi: storia, devozione e cultura popolare.
Anno scolastico 2018/19 : La canna da zucchero: arte, cultura e tradizioni
Le attività, comuni ai tre percorsi, saranno focalizzate su:
1. ricerche iconografiche sulle trasformazioni del territorio e sulle emergenze storico-artistiche e
culturali: mappe territoriali, stampe, dipinti, fotografie;
2. lavori di gruppo con l’utilizzazione del metodo induttivo e deduttivo – mappe concettuali;
3. visite didattiche dei monumenti;
4. lavoro sul campo: metodo della rilevazione dei dati del territorio (ambiente e manufatti), rilievi
fotografici, disegno dal vero;
5. elaborazione e catalogazione del materiale al computer;
6. rielaborazione e sistemazione dei dati acquisiti per la realizzazione della brochure illustrativa;
7. realizzazione di pannelli espositivi;
8. assemblaggio del materiale acquisito ed elaborato per la realizzazione di un filmato in DVD.
INDICATORI UTILIZZATI
· Coerenza tra risultati attesi e quelli conseguiti;
· rispetto dei tempi prefissati;
· raggiungimento degli obiettivi prefissati;
· soddisfazione dell’utenza;
· adeguatezza ed efficacia degli strumenti utilizzati;
· verifica preparazione finale degli alunni.
STATI DI AVANZAMENTO
· Efficacia del coordinamento delle attività;
· sviluppo coerente dei percorsi progettati;
· rispetto dei tempi di sviluppo.
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
insegnanti coordinatori di
sezione/interclasse/classe
Numero risorse
Numero ore
tutti gli insegnanti
18 ore/20 ore
insegnanti prevalenti s.p
20/30 insegnanti
30 ore
docenti di arte, italiano, scienze
Personale Ata
108
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
DSGA
1
5
Assistente Amministrativo
1
5
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
X Costo di € 500,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Supporti informatici (DVD, CD)
ALTRE RISORSE
Il progetto verrà realizzato nelle aule di appartenenza
L'evento finale si svolgerà nei siti monumentali oggetto di studio
PROGETTO
MANGIO BENE ... VIVO MEGLIO!
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, MIUR, Ministero della Salute, E.N.P.A.B,
C.R.E.A, IPERCOOP,
FINALITA’ DEL PROGETTO
Il progetto, trasversale ai progetti:
- “Frutta e verdure nelle scuole” promosso dal Programma Comunitario Europeo e assegnate dal
MiPAAF al CREA;
- “Biologi nelle scuole”, promosso dall’ENPAB e dal MIUR;
- Progetto IPERCOOP, promosso da IPERCOOP ITALIA
promuove le seguenti finalità:
- prevenire le nuovi grandi malattie sociali della nostra epoca, tenendo in particolare conto quelle che
colpiscono la giovane età, quali obesità, anoressia e bulimia;
- educare ad una corretta alimentazione per favorire nuovi stili di vita, in particolare per i bambini e gli
adolescenti, arrivando tramite i giovani a coinvolgere le loro famiglie e la cittadinanza;
- valorizzare la conoscenza delle “tradizioni alimentari” come elementi culturali e etnici.
Il progetto è volto anche a valorizzare il cibo non meramente per il suo valore nutritivo, ma per il suo
valore culturale e interculturale.
Si vogliono trasmettere nozioni sociali relative alla tradizione e all’origine dei prodotti agroalimentari,
sottolineando l’importanza del ruolo del territorio, la qualità e la genuinità del cibo derivanti da una
tradizione consolidata nelle attività di coltivazione e di allevamento locali, che devono essere conosciute
anche dai cittadini più giovani.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
Il progetto è volto a perseguire la lotta contro le dipendenze, nello specifico la dipendenza da cibo e stili
di vita non sani, congiuntamente ad altri enti territoriali e non.
109
Con il progetto si intende realizzare un’ampia azione di sensibilizzazione, informazione e
formazione diretta ai cittadini più giovani (bambini e ragazzi), con l’intento di coinvolgere tramite loro,
le famiglie, e che sia in grado di conseguire i seguenti obiettivi:
1) fornire un’adeguata informazione relativamente a pratiche di corretta alimentazione e
all’importanza di assumere stili di vita sani e sostenibili;
2) promuovere e sostenere percorsi di conoscenza e ri-scoperta dell’alimentazione salutare e delle
tradizioni agricole del territorio;
3) promuovere percorsi volti a incentivare l’assunzione di stili di vita sani e sostenibili;
4) rendere i giovani cittadini protagonisti nel processo di coinvolgimento, sensibilizzazione e
informazione della cittadinanza relativamente alle tematiche sopraesposte;
5) seguire le campagne ministeriali.
I macro-obiettivi illustrati sopra si articolano in obiettivi specifici riferiti alle differenti azioni in cui il
progetto è strutturato e alle attività che le compongono. Rimandando alla parte che segue per una
descrizione delle azioni e delle attività, di seguito si riportano gli obiettivi specifici in relazione ai
soggetti cui il progetto si rivolge:
Docenti:
- attraverso azioni formative operate da specialisti, fornire adeguate conoscenze e materiali al fine di
strutturare una continua e atta azione formativa ai propri alunni;
- incentivare il coinvolgimento delle proprie classi nelle attività proposte;
- fornire adeguate informazioni sulle possibilità offerte dal territorio;
- affiancare le azioni formative con attività didattiche pratiche proposte da esperti.
Genitori:
- ricevere adeguate informazioni relative alle problematiche considerate;
- partecipare a eventi che coinvolgano le intere famiglie e illustrino concretamente come praticare sani
stili di vita;
- ricevere adeguate informazioni sulle possibilità offerte dal territorio.
Alunni della Scuola dell'Infanzia, Primaria e S. S. I. G:
- trasmettere adeguate informazioni sulla corretta alimentazione e sull’assunzione di stili di vita sani e
sostenibili;
- incentivare attraverso attività pratiche l’assunzione di stili di vita corretti;
- incentivare l’adesione alle campagne ministeriali relative alle problematiche dell’alimentazione.
Cittadinanza:
- Valorizzare presso tutta la cittadinanza il lavoro svolto dall' Istituzione scolastica attraverso eventi
aperti.
DESTINATARI
Tutti gli studenti della Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado
METODOLOGIE UTILIZZATE
 Lezione frontale
 Apprendimento collaborativo
 Role play
 Brainstorming
 Studio di casi
 Didattica laboratoriale
DURATA DEL PROGETTO
Avvio Ottobre – Conclusione Giugno
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
110
Il progetto intende coinvolgere con proposte e azioni differenziate diverse tipologie di destinatari:
docenti, genitori e alunni, cittadinanza
Azione 1: proposte rivolte agli insegnanti
Azione 2: proposte rivolte ai genitori
Azione 3: proposte rivolte agli alunni dell'I.C di Ficarazzi
Azione 4: proposte rivolte alla cittadinanza
AZIONE 1
L’azione è intesa a proporre azioni formative rivolte ai docenti coinvolti in modo da fornire una
formazione adeguata a riproporre interventi didattici ai propri studenti. Gli incontri saranno tenuti da
esperti del settore che forniranno kit didattici ai docenti o mediante iscrizione a piattaforme FAD.
AZIONE 2
L’azione è rivolta ai genitori degli alunni coinvolti ed è intesa a sensibilizzare relativamente alle
tematiche trattate fornendo idonee informazioni, anche mediante l'attivazione di sportelli informativi
nutrizionali.
AZIONE 3
L’azione è rivolta agli alunni dell'Istituzione e sarà strutturata per interventi formativi concreti workshop
pratici e visite didattiche (Fattorie didattiche, Centri commerciali, ecc...) atte a stimolare l’apprendimento
e l’assunzione di pratiche alimentari corrette e di stili di vita sani attraverso metodologie di tipo
induttivo.
Alcuni interventi saranno limitati ad alcune annualità scolastiche, secondo le proposte provenienti da
Enti, per intervenire in maniera più mirata relativamente ad alcune problematiche/proposte segnalate.
AZIONE 4
L’azione prevede l'utilizzo del sito dell'Istituzione scolastica per promuovere e rendere pubbliche le
azioni intraprese. Qualora le azioni intraprese, richiedessero una maggiore "visibilità", Si potrebbe
organizzare un evento finale consistente in una conferenza (o un breve ciclo di incontri).
INDICATORI UTILIZZATI
· coerenza tra risultati attesi e quelli conseguiti;
· rispetto dei tempi prefissati;
· raggiungimento degli obiettivi prefissati;
· soddisfazione dell’utenza;
· adeguatezza ed efficacia degli strumenti utilizzati;
· verifica, mediante questionario, della preparazione finale degli alunni.
STATI DI AVANZAMENTO
· Efficacia del coordinamento delle attività;
· sviluppo coerente dei percorsi progettati;
· rispetto dei tempi di sviluppo.
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero Risorse
Numero Ore
Insegnante Di Scienze
Tutti Gli Insegnanti
da valutare
Insegnanti Coordinatori Di
Sezione/Interclasse/Classe
36 Insegnanti
da valutare
Personale Ata
Qualifica
Numero Risorse
Numero Ore
Dsga
1
da valutare
Assistente Amministrativo
2
da valutare
111
Esperto/I Esterno/I
Numero Risorse
Numero Ore
secondo le azioni intraprese
da valutare
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Nessun costo
ALTRE RISORSE
X Utilizzo locali della scuola (specificare plesso – piano – aula).
Il progetto verrà realizzato nelle aule di appartenenza
Saranno previste visite didattiche presso Enti, Aziende, ecc
PROGETTO
” VERSO UNA SCUOLA AMICA DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI”
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: …………………………………………………………………………
FINALITA’ DEL PROGETTO
Lo scopo principale dell’intervento è di creare momenti di vita collettiva, contesti relazionali favorevoli
all’inclusione di ogni forma di differenza
Il progetto si propone di modificare gli stereotipi e garantire pari opportunità ai bambini e agli adolescenti
OBIETTIVI DEL PROGETTO
1. Riconoscere le pari opportunità
2. Promuovere il superamento degli stereotipi
3. Saper ascoltare
4. Imparare a partecipare
DESTINATARI
Alunni secondo ciclo scuola primaria e scuola secondaria di primo grado
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Altro (specificare)
DURATA DEL PROGETTO
Avvio Febbraio
Conclusione Maggio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
Il laboratorio “Diamante” si propone di utilizzare il medodo di classificazione a diamante, allo scopo di
promuovere una discussione sulla carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’obiettivo è di
approfondirla conoscenza dei diritti fondamentali sanciti dalla Convenzione e valutare la percezione
dell’effettivo riconoscimento di tali diritti nel proprio contesto educativo e di vita.
La classificazione a diamante si rileva uno strumento utile per leggere e interpretare situazioni e realtà
differenti, per orientare le scelte individuali e collettive per determinare le azioni e le strategie da
sviluppare per consolidare conoscenze e rispetto dei diritti.
112


INDICATORI UTILIZZATI
Livello di conoscenza della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
Livello di stereotipi posseduti
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docenti
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 900,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Altro (specificare)
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola – Aule - Auditorium
PROGETTO
CITTADINANZA DIGITALE
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: Polizia postale
FINALITA’ DEL PROGETTO
Promuovere strategie finalizzate a rendere Internet un luogo più sicuro per gli utenti soprattutto per i più
giovani, promuovendone un uso positivo e consapevole.
Promuovere maggiore conoscenza da parte di studenti, insegnanti, genitori dei temi affrontati.
Promuovere maggiore consapevolezza dell’uso sicuro di Internet da parte dei soggetti coinvolti.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
1. Prendere consapevolezza delle regole da osservare in una società ad alta tecnologia, per
sviluppare una coscienza collettiva dei rischi e pericoli connessi ad un cattivo utilizzo della rete
internet
2. Riflettere sul proprio approccio alle tematiche legate alla sicurezza online
3. Dotarsi di una Policy di e-safety, basata sui propri bisogni e sulla propria realtà.
4. Collaborare con agenzie/istituzioni del territorio per la prevenzione e la gestione di eventuali casi
rilevati.
5. Autoformarsi e formare sui rischi di internet, usufruendo dei materiali messi a disposizione da
piattaforme specifiche.
6. Organizzare eventi volti ad incrementare la partecipazione e lo scambio tra studenti, genitori,
insegnanti agenzie e istituzioni del territorio.
DESTINATARI
Docenti e alunni delle classi V e classi di scuola secondaria di I Grado
113
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Altro (specificare)
DURATA DEL PROGETTO
Avvio Ottobre - Conclusione Maggio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’






Costituzione di un gruppo di lavoro formato da docenti della scuola, per la definizione di
percorsi progettuali che mirino all’adozione di strumenti validi per la prevenzione dei rischi
legati alla navigazione su internet di un minore
Costituzione di un gruppo di lavoro, formato da docenti della scuola, per la definizione di una
Policy di e-safety
Attività di autoformazione degli insegnanti su piattaforme specifiche, su temi inerenti a:
 Sicurezza del computer
 Protezione dei dati personali
 L’uso responsabile della rete internet e dei social network
 Cittadinanza digitale e partecipazione.
Realizzazione di eventi/dibattiti, sui temi della diversità e dell’inclusione rivolti ad alunni e
genitori.
Attività di formazione da parte degli insegnanti e di eventuali esperti nei confronti degli alunni e
dei genitori delle classi V di Scuola Primaria, delle classi I-II-III di Scuola Secondaria di I
Grado, sulle misure da intraprendere e le precauzioni di cui dotarsi, per permettere la
navigazione del minore sul Web in modo sicuro;
Definizione di procedure interne utili all’identificazione e la segnalazione di casi a rischio, alle
autorità di riferimento.
I soggetti coinvolti dovranno:
a) Produrre un documento contenenti Regole Comportamentali da utilizzare quando si naviga su internet
b) Produrre/Condividere report informativi, con consigli pratici per un uso consapevole di Internet,
rivolti all’intera comunità scolastica.
c) Raccogliere e analizzare eventuali casi rilevati, identificare le iniziative da attivare all'interno della
struttura scolastica e valutare la loro rilevanza ed efficacia.
d) Realizzare, sul sito web della scuola, una sezione formativa ed informativa dedicata al progetto anche
per pubblicizzare le attività realizzate in seno ad esso
INDICATORI UTILIZZATI
- N° di classi coinvolte
- N° di docenti coinvolti
- Accrescimento di conoscenze, competenze, capacità dei soggetti coinvolti
- Cambiamento di atteggiamenti e comportamenti
- Incidenza della formazione nel contesto professionale, sociale, istituzionale.
STATI DI AVANZAMENTO
1°/2°anno:
- Accrescimento di conoscenze, competenze dei soggetti coinvolti, sulle tematiche legate alla sicurezza
114
online
- Accrescimento della consapevolezza in materia di navigazione sicura su internet
- Adozione di una Policy di e-safety
- Informazione e Formazione sui temi trattati, anche attraverso il sito web della scuola
-Adozione di un documento di Regole di Comportamento di galateo online
3°anno:
- Accrescimento di conoscenze, competenze dei soggetti coinvolti, sulle tematiche legate alla sicurezza
online
- Accrescimento della consapevolezza in materia di navigazione sicura su internet
- Adozione di una Policy di e-safety
- Informazione e Formazione sui temi trattati, anche attraverso il sito web della scuola
- Adozione di un documento di Regole di Comportamento di galateo online
- Produzione di Slogan e Locandine che pubblicizzino la sicurezza online
- Creazione di campagne pubblicitarie, anche in formato digitale, con consigli pratici per un uso
consapevole di Internet, rivolti all’intera comunità scolastica.
- Dotare la rete internet della scuola di server Proxy per avere filtri di sicurezza nella navigazione
Qualifica
Qualifica
Personale di segreteria
Collaboratori scolastici
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Numero risorse
20/25
Personale ATA
Numero risorse
3
2
Esperto/i esterno/i
Numero ore
Da 20 a 30 ore annuali
Numero ore
10 annuali
20/30 annuali
Numero risorse
Numero ore
2
8 annuali
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Nessun costo
Costo di € 2500,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Altro (specificare) Ore straordinario collaboratori scolastici
– Pagamento ore di formazione da parte di esperti, rivolte a
genitori ed alunni – Per eventuale acquisto Proxy e pagamento
ditta di informatica
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola:
Aule delle classi partecipanti al progetto – Aula di informatica del Plesso di C.le Giallombardo e del
Plesso di Via Dell’Aria
115
13.3. Progetti didattici extracurriculari
 "Centro Sportivo Scolastico" (C.S.S.) Rappresenta una struttura
organizzata all’interno della scuola, finalizzata all’organizzazione dell’attività
sportiva scolastica. Esso intende favorire la più larga adesione degli studenti
(anche quelli con disabilità) alle attività di preparazione agli sport individuali o
di squadra, prescelte in collaborazione con i docenti di Educazione Fisica,
praticabili con carattere di continuità temporale.
 Progetti Inclusione – Progetti finalizzati a promuovere lo sviluppo globale, sia
delle aree di carenza che quelle di potenzialità degli alunni con bisogni
educativi speciali, affinché quest’ultimi, grazie ad un sinergico progetto di
lavoro, possano realizzare il proprio “progetto di vita” e concorrere alla
costruzione della società.
 Progetto Intercultura – Progetto finalizzato a fornire agli studenti conoscenze
e competenze che permettano loro di comprendere la realtà sempre più
complessa e "globalizzata" in cui vivono.
 Progetti Area scientifica – I progetti di area scientifica proposti di seguito
hanno lo scopo di insegnare le materie scientifiche con un approccio
sperimentale-costruttivo che renda i ragazzi protagonisti attivi del loro
apprendimento e quindi della loro formazione, oltre che di valorizzare le
eccellenze, attraverso la partecipazione a gare.
 Progetti Area linguistico-espressiva – I progetti inseriti in quest’area
riguardano la creatività, la comunicazione ed i linguaggi.
116
PROGETTO
CENTRO SPORTIVO STUDENTESCO
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
FINALITA’ DEL PROGETTO
Sviluppare e migliorare la conoscenza e la consapevolezza della propria identità corporea e del continuo
bisogno di movimento, come costante della propria persona, del proprio benessere, della salute e di
miglioramento delle pratiche di inclusione sociale attraverso una pratica costante dell’attività motoria
OBIETTIVI DEL PROGETTO
1. Ampliare l’offerta formativa rivolta agli alunni, offrendo un’istruzione efficace e di qualità.
2. Definire, all’interno del curricolo trasversale e verticale, l’ambito specifico di applicazione della
didattica delle attività motorie e sportive.
3. Accrescere la professionalità dei docenti, con opportunità di formazione continua in servizio
sulle conoscenze e sulle tecniche motorio-sportive.
DESTINATARI
Scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di I Grado
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
DURATA DEL PROGETTO
L’intera annualità
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
Realizzare attività che sviluppino i coordinamenti di base, lo schema corporeo, l’uso degli schemi
motori, sia in forma singola che combinata, al fine di ottenere nel bambino un immagine del se più
adeguata al suo profilo. Inoltre si favorirà la conoscenza attraverso il movimento dei concetti topologici e
dell’uso dello spazio sia corporeo che extracorporeo. L’attività motoria aiuterà il bambino/a a
relazionarsi meglio con l’altro, a esprimere un migliore linguaggio corporeo, più adeguato al contesto e a
sviluppare buone capacità socio relazionali e di rapporto con l’altro sia in piccoli gruppi che in gruppi
più allargati.
INDICATORI UTILIZZATI
Conoscenza e rappresentazione dell’immagine del se, capacità di realizzare circuiti e attività che
mostrino adeguati stili motori e profili di azioni motorie finalizzate allo scopo e che esprimano buone
capacità e uso di prassie.
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Insegnanti di educazione fisica e
sostegno.
117
Personale ATA
Numero risorse
Qualifica
Numero ore
Nessuno
Esperto/i esterno/i
Numero risorse
Numero ore
Nessuno
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di di € 600
PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Altro (specificare)
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola (specificare plesso – piano – aula) Spazi relativi alla sede centrale e alle
succursali
118
PROGETTO INCLUSIONE n.1
“A SPASSO CON IL VENTO”
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: Centro Velico Siciliano e Lega Navale Italiana
FINALITA’ DEL PROGETTO
La finalità principale di questo progetto è portare la persona disabile o socialmente svantaggiata a vivere
la realtà della vela, così apparentemente "dura" anche per i cosiddetti "normodotati", come un'esperienza
da condividere insieme ai compagni dell'equipaggio, in un clima di arricchimento personale enorme e
non riproducibile. Il progetto inoltre, si propone di fare scoprire la zona costiera spostandosi SPINTI
DAL VENTO, insegnando ai ragazzi le basi della navigazione a vela e assaporando il piacere di fruire di
un’area protetta nel totale rispetto del sistema marino.
OBIETTIVI DEL PROGETTO








Promuovere un sano rispetto dell’ambiente naturale.
Promuovere corretti vita di stili sportivi.
Acquisizione di conoscenze e abilità in campo marinaro che possa eventualmente costituire la
base di future professionalità.
Ricerca di sicurezza della navigazione e delle aree balneari.
Avvicinare i ragazzi alla scoperta del loro territorio e delle sue caratteristiche.
Aumentare l’autostima e l’autonomia personale.
Aumentare il senso di responsabilità.
Sollecitare l’attenzione e la concentrazione.






DESTINATARI
20 alunni delle classi 3° S.S.I.G :
Provenienti da situazioni socio culturali deprivate.
Con disturbi della sfera affettivo relazionale.
Interessati ad attività pomeridiane, con funzioni di tutoraggio nei confronti dei compagni.
In affido a strutture.
Con deficit negli apprendimenti e gravi disturbi a livello comportamentale
Disabili
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo ed individuale
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Altro metodo globale ed analitico
DURATA DEL PROGETTO
Mese di avvio marzo
Mese di conclusione maggio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
Inizialmente si svolgeranno delle lezioni teoriche. Acquisite le nozioni di base si passa alla pratica con
l’utilizzo del simulatore. Infine si passerà alla navigazione in acqua con le barche a vela guidati da
personale specializzato.
119
INDICATORI UTILIZZATI
Partecipazione, interesse, frequenza e attenzione.
STATI DI AVANZAMENTO
Alla fine del primo anno gli alunni hanno appreso le nozioni fondamentali teoriche pratiche attraverso il
simulatore Alla fine del secondo anno sono in grado di navigare, guidati da personale specializzato,
lungo le coste del palermitano.
Qualifica
Docente Tutor
Qualifica
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Numero risorse
Numero ore
2
30 ore all’anno (15 per ogni
docente)
Personale ATA
Numero risorse
Numero ore
Personale amministrativo
Esperto/i esterno/i
Numero risorse
Numero ore
3
45 ore annuali (15x3)
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Nessun costo
Costo di € 2100,00 per:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto
Risorse umane (docente tutor)
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola: Aula magna e spazi esterni
Utilizzo degli spazi e dei mezzi del Centro Velico Siciliano e Lega Navale Italiana
120
PROGETTO INCLUSIONE n.2
“CAVALCANDO INSIEME”
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: …………………………………………………………………………
FINALITA’ DEL PROGETTO
Il progetto nasce dalla riflessione sui vantaggi che l’attività di tipo equestre può offrire in un percorso
che abbia come principale finalità quella di garantire una migliore qualità della vita degli alunni che
presentano, in misura più o meno accentuata, problemi di socializzazione, di scarsa autostima, di
attenzione e concentrazione, paure inconsce e disturbi neuropsicomotori.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
 Potenziare il controllo emotivo.
 Promuovere sensazioni di benessere psico – fisico indotte dal movimento del cavallo.
 Riconoscere i bisogni dell’altro.
 Favorire una maggiore autonomia e senso di responsabilità.
 Stimolare la coordinazione motoria.
 Migliorare le capacità attentive e di concentrazione.
 Favorire l’autostima e la fiducia in se stessi.
 Promuovere processi di comunicazione e di integrazione.
 Favorire una conoscenza più profonda delle tematiche ambientali e sociali legate al mondo del
cavallo e dell’equitazione di campagna.
DESTINATARI
20 alunni provenienti dalla scuola dell’infanzia e dalle classi I, II, e III della Scuola Primaria che
presentino:
 Situazioni socio culturali deprivate.
 Disturbi della sfera affettivo relazionale.
 Interesse ad attività pomeridiane, con funzioni di tutoraggio nei confronti dei compagni.
 In affido a strutture.
 Deficit negli apprendimenti e gravi disturbi a livello comportamentale
 Rischio di dispersione scolastica.
 Disabilità
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo ed individuale
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Metodo globale ed analitico
DURATA DEL PROGETTO
Avvio febbraio
Conclusione marzo
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
1. contatto con il cavallo,
2. governo e pulizia dell’animale,
3. tecnica equestre teorica e pratica
121
INDICATORI UTILIZZATI
La valutazione verrà fatta attraverso l’osservazione che costantemente verrà fatta in itinere relativa, non
solo, all’acquisizione delle competenze a cavallo ma anche alla partecipazione all’interesse e alla
relazione sociale.
STATI DI AVANZAMENTO
Il primo traguardo importante da raggiungere sarà migliorare le condizioni di equilibrio e di
coordinazione prendendo coscienza del proprio schema corporeo acquisendo la capacità di orientarsi
nello spazio circostante. Successivamente gli alunni dovranno essere in grado di condurre un cavallo
sviluppando i tempi di reazione, attenzione e stabilità emotiva.
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docente Tutor
1
16 ore annuali
Personale ATA
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Personale amministrativo
Esperto/i esterno/i
Numero risorse
Numero ore
3
48 ore annuali (16x3)
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Nessun costo
Costo di € 4.200,00 circa per:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto
Struttura ed istruttori
Risorse umane (docente tutor)
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
Strutture del territorio
122
PROGETTO INCLUSIONE n. 3
“NUOTANDO SI PUO’ …”
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
FINALITA’ DEL PROGETTO
La finalità che con questo progetto si vuole perseguire è quella di sviluppare un programma didattico e
formativo che porti l’alunno a familiarizzare e socializzare con l’ambiente acquatico attraverso
esperienze ludico motorie e per proseguire all’acquisizione dei quattro stili fondamentali. L’educazione
attraverso l’acqua si pone finalità rivolte agli aspetti cognitivi, affettivi e sociali della personalità. Il
superamento della paura dell’acqua, la risoluzione dei problemi motori legati ad un nuovo ambiente così
diverso da quello abituale, la conquista di nuovi equilibri, l’arricchimento della percezione,
l’ampliamento della stima di sé, della sicurezza, la padronanza del proprio corpo hanno infatti
un’influenza estremamente positiva su tutte le aree della personalità.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
1. Favorire l’autonomia personale
2. Favorire il controllo dell’emotività e sviluppare l’autostima
3. Aumentare la capacità di attenzione e di concentrazione
4. Sviluppare la socializzazione in un ambiente nuovo
5. Sviluppare abilità e capacità
6. Apprendimento dei quattro stili
7. Saper effettuare un tuffo e una buona partenza
8. Coordinazione ispirazione/espirazione
DESTINATARI
20 alunni delle classi IV e V di Scuola Primaria e delle classi I, II e III di SSIG
 Provenienti da situazioni socio culturali deprivate.
 Con disturbi della sfera affettivo relazionale.
 Interessati ad attività pomeridiane, con funzioni di tutoraggio nei confronti dei compagni.
 In affido a strutture.
 Con deficit negli apprendimenti e gravi disturbi a livello comportamentale
 A rischio di dispersione scolastica
 Disabili
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo ed individuale
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Altro metodo globale ed analitico
DURATA DEL PROGETTO
Avvio febbraio - Conclusione aprile/ maggio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
Le prime lezioni saranno dedicate all’ambientamento acquatico e ad esercizi di coordinazione
ispirazione/espirazione, galleggiamento e scivolamento autonomo. Successivamente si passerà
all’apprendimento dei quattro stili e infine all’apprendimento dei tuffi e partenza.
INDICATORI UTILIZZATI
La valutazione verrà fatta alla fine del percorso attraverso la realizzazione di gare non competitive. Di
fondamentale importanza, inoltre, sarà l’osservazione che costantemente verrà fatta in itinere relativa,
non solo, all’acquisizione delle competenze in acqua ma alla frequenza, partecipazione, interesse e
relazione sociale.
123
STATI DI AVANZAMENTO
Il primo traguardo importante da raggiungere sarà l’acquisizione del galleggiamento senza l’utilizzo di
supporti. Successivamente gli alunni dovranno essere in grado, in maniera approssimata, di eseguire gli
stili principali del nuoto per poi perfezionarli alla fine del percorso progettuale.
Qualifica
Docente Tutor
Qualifica
Personale amministrativo
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Numero risorse
Numero ore
2
40 ore annuali (20 per ogni docente)
Personale ATA
Numero risorse
Numero ore
1
Esperto/i esterno/i
Numero risorse
Numero ore
3
30 ore annuali (30 x2)
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 7.500,00 circa per:
Utilizzo locali della scuola
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto
Struttura e istruttori
Risorse umane (docente tutor)
ALTRE RISORSE
Strutture del territorio
124
PROGETTO
INTERCULTURA
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: …………………………………………………………………………
FINALITA’ DEL PROGETTO
 Promuovere l’educazione interculturale e i processi che mirano alla piena integrazione e al rispetto
della diversità, intesa come risorsa, arricchimento, opportunità di scambio, cooperazione e stimolo
alla crescita personale.
OBIETTIVI DEL PROGETT0
 Sviluppare nel bambino le competenze comunicative in una lingua diversa dalla propria (francese,
spagnolo, arabo) appropriandosi progressivamente del suo e delle sue strutture.
 Conoscere le diverse culture nei suoi aspetti sociali (cucina, giochi, abitudini e stili di vita)
DESTINATARI
15 alunni delle classi quinte della scuola primaria e 15 della scuola secondaria per ciascun laboratorio
attivato
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Mappe concettuali
tutoring
group work,
DURATA DEL PROGETTO
Avvio febbraio - Conclusione maggio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
 laboratorio di spagnolo
 laboratorio di arabo
(nei due laboratori l’apprendimento della lingua si coniuga con l’apprendimento concettuale e nozionale
(piccole situazioni di matematica, logica, musica, attività creative) utilizzando abilità cognitive di altre
discipline : osservare, analizzare, smistare…).
INDICATORI UTILIZZATI
 percentuale di frequenza degli alunni nei laboratori
 raggiungimento del livello A2 del QCER
 test di monitoraggio e valutazione iniziale, in itinere e finale
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero
Numero ore
risorse
Docente di lingua straniera
2
30 ore annuali (15 x ciascun docente)
Esperto/i esterno/i
Numero risorse
Numero ore
2 docenti esperti di madrelingua
30 ore annuali (15 h. x ciascun esperto)
125
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 6.500,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Esperti
Risorse docenti (tutor)
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola: aule ecc..
PROGETTO
TUTTI I COLORI DEL MONDO
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: …………………………………………………………………………
FINALITA’ DEL PROGETTO
Sviluppare maggiore consapevolezza rispetto alla propria identità e alle diversità etniche,
conoscendo e valorizzando culture differenti dalla propria.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
1. Imparare a distinguere l’appartenenza ad un determinato paese e al mondo.
2. Sviluppare la consapevolezza di essere cittadini del mondo
3. Imparare a rispettare l'identità di popoli diversi
4. Conoscere e apprezzare i valori della solidarietà e della pace
DESTINATARI
Bambini delle classi della scuola materna regionale di età compresa tra 4 e 5 anni
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Altro: circle time, attività ludico-creative.
DURATA DEL PROGETTO
Avvio Gennaio - Conclusione Maggio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
 Compilazione schede didattiche
 Disegno e costruzione di cartelloni
 Creazione di una carta d’identità
 Conversazioni guidate
 Valorizzazione delle diversità culturali attraverso i colori
 Lettura di favole e racconti a tema
 Attività manipolative
126
INDICATORI UTILIZZATI
Modifica degli stereotipi
Acquisizione di nuove conoscenze su culture e paesi diversi
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docente Scuola dell’Infanzia Regionale
2
45 annuali per ogni docente
Qualifica
Assistente
Personale ATA
Numero risorse
1
Numero ore
45 annuali per ogni docente
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 15500,00
PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Altro: Mappe, Bambole di diverse etnie, Libri illustrati e
giochi in scatola
Risorse umane (docenti + assistente)
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
127
PROGETTO
SCIENTIFIC LAB
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
OBIETTIVI DEL PROGETTO
- Favorire l’espressione di sé, la comunicazione e l’apprendimento attraverso tutti i linguaggi comunicativi
che l’uomo ha a sua disposizione.
- Stimolare il pensiero creativo, utile nella risoluzione dei problemi.
- Promuovere lo sviluppo delle competenze degli alunni attraverso la consapevolezza delle proprie
conoscenze pregresse.
- Favorire una prima formazione di atteggiamenti ed abilità avviando l'alunno al riconoscimento della
esistenza di problemi, alla possibilità di affrontarli e di formulare ipotesi di risoluzione; alla possibilità di
confrontare con altri le proprie opinioni; alla verifica delle ipotesi formulate.
- Sensibilizzare l'alunno ad avere cura e rispetto per l'ambiente.
- Sviluppare la capacità senso percettiva e le abilità coordinative.
- Osservare con curiosità; “cos’è”, “com’è”, “com’è fatto”, “cosa succede se…” avviando l'alunno ad un
approccio di tipo sperimentale con la realtà osservata.
- Formulare ipotesi relative ai fenomeni osservati e verificarle.
- Conoscere le caratteristiche di terra, aria, acqua.
- Lavorare con gli elementi e vari materiali per sviluppare la manualità e affinare differenti percezioni.
- Stabilire relazioni temporali/causali/logiche.
- Passare dall'esplorazione senso percettiva alla rappresentazione del vissuto.
- Sviluppare la capacità di lavorare in gruppo e aiutarsi reciprocamente.
- Stimolare comportamenti “ecologici” nei riguardi dell’ambiente.
- Avviare alla formazione di una personalità armonica e in costante equilibrio con l’ambiente naturale e
culturale.
DESTINATARI
Scientific lab1 (15 ore): un gruppo di 21 alunni delle classi quinte della Scuola Primaria,
Scientific lab2 (15 ore): un gruppo di 18 alunni delle classi seconde della Scuola Secondaria di I Grado,
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Altro (specificare)
Cooperative learning
Inquiry Based Science Education (IBSE)
DURATA DEL PROGETTO
Avvio Febbraio - Marzo
Conclusione Aprile
128
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
Le attività laboratoriali saranno suddivise in tre percorsi formativi (di diverso livello nei due ordini di
scuola):
- percorso acqua;
- percorso aria;
- percorso terra.
In tutti e tre i percorsi le attività saranno svolte in modo da:
 sviluppare l'osservazione guidata dei fenomeni naturali;
 acquisire il concetto di misurabilità degli stessi;
 acquisire la manualità mediante l'uso di strumenti per sottolineare la ripetibilità delle esperienze
scientifiche;
 individuare i requisiti caratteristici di alcuni fenomeni per far classificare in modo razionale il frutto
delle osservazioni;
 sviluppare il ruolo di mediazione dell'insegnante nella gestione delle situazioni didattiche.
Inoltre, le attività saranno caratterizzate da:
- creazione di un clima rassicurante e di situazioni facilitanti;
- circoscrizione e concretezza dei compiti assegnati;
- attività di warm up prima di svolgere un argomento nuovo;
- discussioni guidate con periodica messa a punto del lavoro effettuato;
- produzione di situazioni di “crisi “utili ad innescare un processo cognitivo autonomo;
- guida all’esercizio di scelte ragionate e finalizzate
INDICATORI UTILIZZATI
· Coerenza tra risultati attesi e quelli conseguiti;
· rispetto dei tempi prefissati;
· raggiungimento degli obiettivi prefissati;
· soddisfazione dell’utenza;
· adeguatezza ed efficacia degli strumenti utilizzati;
· verifica preparazione in itinere e finale degli alunni attraverso la progettazione e l'esecuzione di un
semplice esperimento.
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docente
2
30 ore annuali (15 ore per ogni docente)
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 4.800,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Risorse docenti
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
Plesso Cortile Giallombardo - Lab. scientifico
Plesso C.so Umberto I - Lab. scientifico
129
PROGETTO
GIARDINO DIDATTICO
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
FINALITA’ DEL PROGETTO
 Animare la volontà di agire nel proprio ambiente per modificarlo positivamente.
 Sviluppare una maggiore consapevolezza delle esigenze dell’ambiente e della sua tutela.
 Offrire ai ragazzi una conoscenza diretta del proprio territorio
 Promuovere un atteggiamento costruttivo di impegno ecologico
OBIETTIVI DEL PROGETTO
 Acquisire informazioni sulla flora mediterranea
 Conoscere le conseguenze del degrado ambientale e l’importanza delle aree verdi per la
riqualificazione urbana.
 Introdurre elementi di classificazione delle specie vegetali
 Conoscere le funzioni del giardino e le sue caratteristiche di micro habitat
DESTINATARI
Un gruppo di alunni di classi terze e quarte di Scuola Primaria e due gruppi di alunni di classi prima e
seconda secondaria di I grado.
Ogni gruppo sarà composto da un minimo di 12 a un massimo di 14 alunni per garantirne la sicurezza
durante le attività che prevedono l’uso di attrezzi da giardinaggio.
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Altro (specificare)
DURATA DEL PROGETTO
Avvio mese di Marzo Conclusione mese di Aprile
INDICATORI UTILIZZATI
Regolarità della frequenza
Test di ingresso e test in uscita sulle competenze e sul gradimento
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docente
3
15 annuali
Docente tutor
1
15 annuali
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 7800,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Altro (Acquisto piante)
Risorse umane (docenti)
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
130
PROGETTO
SCACCHI
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
FINALITA’ DEL PROGETTO
Oggi il gioco é considerato un vero e proprio "diritto" del bambino, fondato sul riconoscimento
che con esso trova soddisfacimento un bisogno primario che non può essere trascurato. Il gioco é
in grado di avvicinare e coinvolgere in attività comuni bambini di culture, ambienti sociali e lingue
diverse; propone situazioni e difficoltà facilmente accettabili e comprensibili ai bambini, che
imparano a percepirsi simili, a superare i condizionamenti sociali ed ambientali. Il gioco é, inoltre,
occasione di crescita e di apprendimento, che realizza la tendenza naturale ad esplicare attività
motivanti e qualificanti, benché disinteressate.
Il gioco degli scacchi, in particolare, oltre che essere un mezzo di aggregazione e di integrazione,
oltre che momento di divertimento e di impegno sportivo, costituisce un formidabile strumento per
sviluppare il pensiero logico e rafforzare la capacità di ragionamento.
Risulta interessante inoltre osservare come molte aspetti del pensiero strategico, il cui sviluppo
viene perseguito in matematica attraverso lo svolgimento di problemi, aritmetici o geometrici,
vengano potenziati e sviluppati attraverso la pratica del gioco degli scacchi. Definito infatti il
pensiero strategico come l’attitudine a cercare la strada più breve tra una data situazione di
partenza e un obiettivo che ci si è posti, è evidente come il gioco degli scacchi metta in esercizio
continuamente tale funzione mentale; le posizioni sulla scacchiera cambiano in continuazione e le
posizioni possibili sono pressoché infinite. Infiniti sono dunque gli imput problematici proposti.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
1. Sviluppo di concentrazione e immobilità, controllo fisico e psichico
2. Valutazione dell’importanza dei problemi in esame con conseguente ripartizione e gestione del
tempo a disposizione
3. Sviluppo di creatività e immaginazione
4. Sviluppo della capacità di riflessione
5. Sviluppo della capacità di prendere decisioni in autonomia
DESTINATARI
25 alunni delle classi 4-5 primaria e 25 alunni delle classi 1-2 della S.S.IG.
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
E'opportuno che i ragazzi si avvicinino agli scacchi avendo dinanzi a sé la prospettiva di
effettuare un gioco divertente e stimolante. A tale fine compito precipuo dell’istruttore sarà quello
di mettere in evidenza l'aspetto ludico, veicolando i contenuti tecnici attraverso momenti di
socializzazione per meglio tenere desta l'attenzione dei ragazzi. Ad esempio l'annotazione
algebrica della scacchiera, potrà essere spiegata facendo riferimento alle coordinate della
"battaglia navale".
Il principio fondamentale che verrà seguito sarà quello di mettere il ragazzo in grado di poter
giocare il più presto possibile. A questa età, infatti, ci si trova, dal punto di vista dello sviluppo
mentale, nella fase del pensiero operatorio concreto, il che significa che si apprende attraverso
l'azione diretta sulle cose. Si ha bisogno, quindi, di agire, poi di essere stimolati a riflettere sulle
azioni compiute. Questo principio si applica anche all'insegnamento degli scacchi: il ragazzo/a
deve prima giocare e poi deve essere aiutato a riflettere sul suo gioco. Da questa sua riflessione
131
potranno scaturire regole e concetti ulteriori che miglioreranno e arricchiranno progressivamente il
suo modo di giocare.
DURATA DEL PROGETTO
Mese di avvio febbraio
Mese di conclusione maggio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
Ogni corso sarà rivolto ad un numero di 20 alunni. La durata di ciascun incontro sarà di due ore,
durante la quale si terrà una lezione introduttiva alla scacchiera lavagna, seguita, da una fase
durante la quale i ragazzi saranno chiamati a giocare. Saranno proposti con frequenza tornei
individuali all’interno del corso, e a squadre.
Il gioco degli scacchi è ormai, nelle scuole cittadine, una realtà praticata e vissuta da centinaia di
bambini e ragazzi. Saranno frequenti dunque le occasioni di confronto con le altre realtà
scacchistiche costituite dalle altre scuole. Ciò avverrà attraverso la partecipazione ai tornei
giovanili organizzati dalle associazioni scacchistiche e dalla federazione. Si segnala, in particolare,
il Campionato Provinciale Individuale e i Giochi Sportivi Studenteschi a squadre, che si disputano
entrambi in primavera. Momento conclusivo dell’attività scacchistica sarà la partecipazione al
torneo intitolato alla memoria del Prof. Ciro Gallo, nostro collega prematuramente scomparso.
INDICATORI UTILIZZATI
Le verifiche saranno continue e articolate. Ad esempio attraverso tests si misurerà il grado di
apprendimento dei discenti. In particolare si cercherà di effettuare domande che consentiranno di
mettere a fuoco i principali concetti esplicitati. Le verifiche verranno esperite soprattutto
attraverso il gioco. Infatti i ragazzi verranno divisi in squadre a ciascuna delle quali si chiederà di
affrontare e risolvere una situazione problematica, oppure attraverso la scacchiera murale saranno
chiamati a spostare i pezzi secondo sequenze prestabilite, oppure si cimenteranno in tornei
individuali e a squadre al fine di curare la socializzazione e l'aspetto ludico, oppure ancora in
simultanea giocheranno contemporaneamente tutti insieme con l’istruttore.
L'insegnamento sarà, ove possibile, individualizzato, al fine di permettere in qualche auspicabile
caso, una motivata e duratura attenzione per il mondo degli scacchi.
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docente istruttore
1
40 ore annuali
Docente tutor
1
20 ore annuali
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 8300,00
PER:
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN) per la partecipazione ai Giochi sportivi
studenteschi
Acquisto premi per il torneo Ciro Gallo di fine corso
Docente istruttore euro
Docente tutor euro
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
132
PROGETTO
GIOCHIAMO CON I NUMERI
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
FINALITA’ DEL PROGETTO
Potenziare nei bambini di 5 anni prossimi alla frequenza della scuola primaria le abilità di base
nell'ambito dell'area scientifica.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
 Favorire la capacità di formare insiemi;
 saper confrontare insiemi e rilevarne uguaglianze e differenze;
 riconoscere il numero come simbolo;
 saper attribuire la giusta quantità ad un numero entro la decina;
 saper attribuire un simbolo numerico ad un insieme;
 contare in senso progressivo collegando ogni numero con l'insiema giusto;
 seriare oggetti dal più grande al più piccolo.
DESTINATARI
n. 15 alunni di 5 anni della Scuola dell'Infanzia
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Altro (specificare)approccio ludico, problem-solving.
DURATA DEL PROGETTO
Avvio mese Aprile
Conclusione mese Maggio
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docente di sc. dell'infanzia
1
20 annuali
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 2.900,00
PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Risorsa docente.
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
133
PROGETTO
MUSICANDO
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
FINALITA’ DEL PROGETTO
 Potenziare le abilità per conoscere e distinguere suoni, rumori, timbri, ecc. Saper tradurre
in linguaggio iconico, motorio, sonoro-musixcale le proprie emozioni attraverso la
musica.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
 Saper riconoscere ed esprimere con vari linguaggi emozioni e sentimenti;

Saper usare il proprio corpo come strumento espressivo, comunicativo e di
identificazione;

Esercitare le potenzialità sensoriali, conoscitive, relazionali, ritmiche ed espressive del
proprio corpo;

Percepire la differenza fra situazioni statiche e dinamiche.
DESTINATARI
n. 15 alunni di 5 anni della Scuola dell'Infanzia
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Altro (specificare) approccio ludico, attività laboratoriali, attività sensoriali, attività
esperienziali.
DURATA DEL PROGETTO
Avvio mese Aprile
Conclusione mese Maggio
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docente di sc. dell'Infanzia
1
20 annuali
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 2.900,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Risorsa docente.
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
134
PROGETTO
“GIOCHIAMO CON LE LETTERE”
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
FINALITA’ DEL PROGETTO
Potenziare e/o rafforzare nei bambini di 5 anni le abilità linguistiche di base necessarie per
l'accesso alla scuola primaria.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
 Eseguire pratiche motorie relative al pregrafismo e al movimento grafo-motorio;
 affinare la motricità fine e la coordinazione oculo-manuale;
 promuovere la produzione di segni grafici;
 verbalizzare ed illustrare le sequenze di un racconto in ordine cronologico;
 discriminare i segni grafici, lettere e gruppi di lettere;
 individuare parole per somiglianze e differenze;
 avviare all'individuazione delle singole lettere e alla ricostruzione di semplici parole;
DESTINATARI
n. 15 alunni di 5 anni della Scuola dell'Infanzia
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Altro (specificare)approccio ludico, drammatizzazione, pedagogia della narrazione, didattica
cooperativa.
DURATA DEL PROGETTO
Avvio mese Aprile
Conclusione mese Maggio
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docente di sc. dell'infanzia
1
20
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 2.900,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Risorsa docente.
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
135
PROGETTO
“GIOCHIAMO CON IL CORPO”
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
FINALITA’ DEL PROGETTO
Controllare emozioni e sentimenti. Rafforzare nel bambino l'autonomia, l'identità e la stima di
sé. Costruire abilità e schemi motori necesari per una crescita sana e armonica del bambino.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
 Assumere posizioni sulla base delle indicazioni verbali;
 saper usare il proprio corpo come strumentoespressivo, comunicativo e di
identificazione;saper eseguire percorsi motori;
 muoversi nello spazio e stabilire relazioni topologiche;
 affinare la lateralità.
DESTINATARI
n. 15 alunni di 5 anni della Scuola dell'Infanzia
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Altro (specificare) giochi strutturati e non, conversazione guidata, circle time,
drammatizzazioni, rappresentazioni grafico/pittoriche, manipolative, simbolizzazione.
DURATA DEL PROGETTO
Avvio mese Aprile
Conclusione mese Maggio
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docente di sc. dell'infanzia
1
20
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 2.900,00
PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Risorsa docente.
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
136
PROGETTO
“GIOVANI ALL’OPERA”
PROGETTO ANNUALE
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Nel progetto saranno coinvolte associazioni musicali che senza alcun aggravio economico e senza
alcuna previsione di corrispettivo o rimborso spese per il nostro istituto: condividano gli obiettivi e
le modalità di realizzazione del nostro progetto; manifestino interesse a partecipare; abbiano
possibilmente al loro interno ex alunni del corso ad indirizzo musicale del nostro istituto.
FINALITA’ DEL PROGETTO
Lo studio professionale delle specialità strumentali presenti nell’indirizzo musicale della secondaria
di I grado consentirà l’inserimento degli alunni e degli ex alunni nell’ORCHESTRA DIDATTICA.
La musica d’insieme, con le sue regole e obiettivi, sarà strumento per arginare la manipolazione dei
giovani all’interno di una società che li vede sempre più conformisti e superficiali. L’orchestra
diventa strumento per l’organizzazione e lo sviluppo della comunità. Il progetto innestandosi in un
momento di generale crisi, rappresenta l'iniziativa che offrirà ai giovani partecipanti la possibilità di
essere parte attiva di un gruppo che ha l’obiettivo non solo di fare musica ma di creare una
comunità di giovani a cui infondere i valori fondamentali della speranza, la gioia e la riflessione sul
senso della vita.Inoltre il progetto intende creare occasioni di stimolo dell’espressione creativa,
dello stare in gruppo, della socializzazione attraverso la musica e sviluppo di motivazioni
intrinseche (attivazioni di dinamiche e trasformazioni agite nel contest o scuola/territorio). Il
progetto si prefigge l’acquisizione delle capacità tecnico-esecutive; la formazione permanente in
ambito musicale; la comprensione ed uso della terminologia specifica; il potenziamento delle
capacità di ascolto in termini di educazione dell’orecchio; la conoscenza del patrimonio musicale,
degli stili musicali e strumenti ad esso riconducibili.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
OBIETTIVI GENERALI
 Sviluppo della capacità di fare musica, sia sotto il profilo esecutivo, sia creativo;
 Acquisizione del lessico musicale;
 Saper operare e riflettere sul linguaggio musicale, grazie all’acquisizione di strumenti
analitici opportuni e proficui;
 Sviluppo della capacità di ascolto attivo e consapevole.
OBIETTIVI COMPORTAMENTALI.
 Acquisire un comportamento adeguato nelle esercitazioni di musica d’insieme e nelle
esecuzioni collettive;
 Riuscire a superare difficoltà caratteriali di adattamento e timidezze;
 Saper ascoltare se stesso e gli altri;
 Sviluppare la solidarietà e la collaborazione fra compagni ed insegnanti;
 Accettare serenamente l’idea di poter essere ascoltati e quindi giudicati da persone esterne
alla scuola;
 Essere coscienti di riuscire a dare un contributo personale nel lavoro di gruppo;
 Capire l’importanza del raggiungimento di un obiettivo comune pur mantenendo la propria
specificità.
137
OBIETTIVI DIDATTICI.
 Acquisire capacità tecniche necessarie per suonare uno strumento ad un livello medio di
resa;
 Acquisire un metodo di studio mirato alla decodifica di un brano musicale e alla sua
esecuzione;
 Saper analizzare gli aspetti morfologici del linguaggio musicale (ritmici, melodici, timbricodinamici, armonici, formali-architettonici), in quanto funzionali all’interpretazione;
 Abituare i partecipanti alla mentalità del lavoro di gruppo;
DESTINATARI
Alunni ed ex alunni del nostro Istituto
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Altro (specificare) per specialità strumentali, ensemble, orchestra
DURATA DEL PROGETTO
Mese di avvio gennaio/febbraio 2016
Mese di conclusione Maggio /Giugno 2016
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
Pratica strumentale - Esperienza di musica d’insieme
Saranno proposte attività di musica d’insieme al fine di sviluppare le seguenti abilità:
1. prendere ordinatamente parte all’attività di gruppo;
2. tenere la propria parte nell’esecuzione;
3. rispettare le entrate, il rigo, il fraseggio, quindi il proprio ruolo nel rispetto di sè e degli
altri.
Corso di ritmica strumentale
Alcuni alunni selezionati, partecipanti al progetto, effettueranno 30 minuti di ritmica strumentale ad
incontro. Questa attività si propone la finalità di conseguire l’alfabetizzazione musicale ritmica
attraverso lo studio e l’uso sempre più approfondito delle possibilità espressive e tecniche dello
strumentario specifico, nell’ambito della partitura orchestrale.
Questa esperienza, oltre che essere altamente educativa per il potenziamento della socializzazione,
per il miglioramento dell’auto controllo, dell’attenzione e della concentrazione, e molto efficace
anche per l’apprendimento.
Attività funzionali al progetto.
Le attività funzionali serviranno: alla di ricerca e selezione dei brani, all’arrangiamento dei brani,
all’adattamento della partitura orchestrale e delle singole parti, alla preparazione del materiale
occorrente al progetto, alla ricerca e coinvolgimento delle associazioni musicali.
138





INDICATORI UTILIZZATI
L’organizzazione di attività ed eventi artistico musicali;
La partecipazione a concorsi musicali di livello nazionale e regionale;
L’attività di continuità e orientamento;
La collaborazione e sostegno alla scuola primaria per il miglioramento dell’offerta formativa
dell’istruzione musicale nelle classi IV e V;
L’implementare collaborazioni già avviate e nuove con enti e istituzioni.
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docenti di strumento musicale
4
 N. 42 ore annue (14 ore per 3
docenti)
 N. 6 ore annue per 1 docente
 N.14 ore funzionali (per 1 docente)
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di 8000,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Risorse docenti.
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola: cortile Giallombardo, piano terra, aula magna (già in uso per le
prove d’orchestra).
139
13.4. Progetti P.O.N 2014-2020
 Fondi Strutturali Europei - Programma Operativo Nazionale "Per la scuola,
competenze e ambienti per l'apprendimento". Asse II Infrastrutture per
l'istruzione-Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) - Obiettivo
specifico-10.8-"Diffusione della società della conoscenza nel mondo della
scuola e della formazione e adozione di approcci didattici innovativi" -Azione
10.8.1 Interventi infrastrutturali per l'innovazione tecnologica, laboratori
professionalizzanti e per l'apprendimento delle competenze chiave. Sottoazioni 10.8.1.A3 Ambienti multimediali. AVVISO prot. 12810 del 2015.
 Fondi strutturali Europei - Programma Operativo Nazionale "Per la scuola Competenza e ambienti per l'apprendimento" 2014-2020. Realizzazione,
ampliamento o adeguamento delle infrastrutture di rete LAN/WLAN. Asse II
Infrastrutture per l'istruzione-Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).
Obiettivo Specifico - 10.8 - Diffusione della società della conoscenza nel
mondo della scuola e della formazione e adozione di approcci didattici
innovativi. -Azione 10.8.1 Interventi infrastrutturali per l'innovazione
tecnologica, laboratori di settore e per l'apprendimento delle competenze
chiave.
140
13.5. Progetto Invalsi
E’ rappresentato dall’insieme delle attività, degli adempimenti e delle modalità di
svolgimento delle prove organizzate dall’Istituto nazionale per la valutazione del
sistema di istruzione e formazione che si occupa degli aspetti valutativi e qualitativi
del sistema scolastico sul territorio nazionale.
PROGETTO
INVALSI
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: Osservatorio per la Dispersione Scolastica di Bagheria
FINALITA’ DEL PROGETTO
Il progetto ha, come finalità, il raggiungimento di livelli di performance il più possibile vicino alla media
nazionale, nei risultati delle prove Invalsi, sia per la scuola primaria che per la S.S.I.G..
Il miglioramento delle competenze degli alunni, sia nell’ambito linguistico che nell’ambito logico
matematico, avrà, in tal senso, una ricaduta positiva al fine di ottenere il raggiungimento dell’obbiettivo
prefissato.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
6. Redigere il Curricolo verticale tenendo conto dei QDR e delle competenze chiave europee
7. Elaborare prove di verifica strutturate e non, iniziali, intermedie e finali, uguali per anni di corso
e discipline
8. Preparare prove di verifica oggettive con rubriche di valutazione
9. Creare un data base delle prove di verifica
10. Analizzare e tabulare i risultati delle valutazioni del 1° quadrimestre e del 2° quadrimestre con
particolare attenzione ai risultati degli alunni in lingua italiana e matematica
11. Analizzare i risultati delle Prove INVALSI con attenzione agli item che maggiormente
influiscono sul voto negativo
12. Elaborare strategie didattiche per il miglioramento degli esiti scolastici e delle performance nelle
Prove INVALSI
DESTINATARI
 a.s. 2016/17: una classe II e una classe V di Scuola Primaria; una classe III di S.S.I.G. (in
collaborazione con l’Osservatorio per la Dispersione Scolastica di Bagheria)
 a.s.2017/18: tutte le classi II e V della Scuola Primaria; tutte le classi III della S.S.I.G.
 a.s. 2018/19: tutte le classi dell’Istituto Comprensivo
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Altro (specificare)
DURATA DEL PROGETTO
Avvio: novembre 2016
Conclusione: giugno 2019
141
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
A.S. 2016/17:
Elaborazione e somministrazione di almeno una prova strutturata per classi parallele alla fine del I
quadrimestre e a chiusura dell’A.S. 2016-17.
Formazione di 6 docenti nel Piano di intervento regionale per la prevenzione della dispersione scolastica
e lo sviluppo degli apprendimenti di base, presso l’Osservatorio per la Dispersione Scolastica di
Bagheria
Somministrazione test MT in una classe II e una classe V di Scuola Primaria e in una classe III di
S.S.I.G. (in collaborazione con l’Osservatorio per la Dispersione Scolastica di Bagheria)
Monitoraggio dei risultati di fine primo quadrimestre e fine anno scolastico
Analisi dei risultati INVALSI con particolare attenzione alle classi campione
A.S.2017/18:
Revisione e stesura del Curricolo verticale tenendo conto dei QDR e delle competenze chiave europee
Elaborazione di prove di verifica strutturate e non, iniziali, intermedie e finali, uguali per anni di corso e
discipline
Somministrazione test MT nelle classi II e V di Scuola Primaria e nelle classi III di S.S.I.G.
Monitoraggio dei risultati di fine primo quadrimestre e fine anno scolastico
Analisi dei risultati INVALSI
A.S. 2018/19:
Utilizzo, nella didattica quotidiana, di prove di verifica oggettive con relative rubriche di valutazione in
tutti gli ambiti disciplinari, entro il triennio.
Predisposizione di un dettagliato documento contenente gli indicatori di valutazione per ogni disciplina e
la relativa corrispondenza numerica, entro il triennio
Monitoraggio dei risultati di fine primo quadrimestre e fine anno scolastico
Analisi dei risultati INVALSI
INDICATORI UTILIZZATI
Lettura e analisi dei dati riguardanti gli esiti scolastici (1° quadrimestre e scrutinio finale) e le prove
Invalsi relativi agli anni scolastici 2016/17, 2017/18, 2018/19in linea con i corrispondenti dati nazionali.
Somministrazione di almeno una prova strutturata per classi parallele alla fine del I quadrimestre a
chiusura dell’A.S. 2016-17.
Utilizzo, nella didattica quotidiana, di prove di verifica oggettive con relative rubriche di valutazione in
tutti gli ambiti disciplinari, entro il triennio.
Predisposizione di un dettagliato documento contenente gli indicatori di valutazione per ogni disciplina e
la relativa corrispondenza numerica, entro il triennio
STATI DI AVANZAMENTO
A.S. 2016/17: Somministrazione di almeno una prova strutturata per classi parallele alla fine del I
quadrimestre e a chiusura dell’A.S. 2016/17
Somministrazione test MT in una classe II e una classe V di Scuola Primaria e in una classe III di
S.S.I.G. (in collaborazione con l’Osservatorio per la Dispersione Scolastica di Bagheria)
Analisi dei risultati INVALSI con particolare attenzione alle classi campione
A.S.2017/18: Revisione e stesura del Curricolo verticale tenendo conto dei QDR e delle competenze
chiave europee
Elaborazione di prove di verifica strutturate e non, iniziali, intermedie e finali, uguali per anni di corso e
discipline
A.S. 2018/19: Utilizzo, nella didattica quotidiana, di prove di verifica oggettive con relative rubriche di
valutazione in tutti gli ambiti disciplinari, entro il triennio.
Predisposizione di un dettagliato documento contenente gli indicatori di valutazione per ogni disciplina e
la relativa corrispondenza numerica, entro il triennio
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
142
Ore curriculari
 a.s. 2016/17: 5 docenti
 a.s.2017/18: 34 docenti circa
 a.s. 2018/19: tutti i docenti
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Docenti di italiano e matematica
Costo di € 750
PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola (specificare plesso – piano – aula): aule degli alunni coinvolti
143
13.6. Progetto Orientamento
Orientiamoci… in continuità
PREMESSA
L’analisi del contesto socio-economico attuale, caratterizzato dalla crescente
complessità e da continui e repentini cambiamenti che determinano
nell’individuo senso di disorientamento o inadeguatezza, spinge le Istituzioni
Scolastiche, a interrogarsi su cosa significhi, oggi, orientarsi e governare con
successo le proprie esperienze formative e lavorative. Emerge con chiarezza
che il compito della scuola nel fare orientamento, non può limitarsi all’aspetto
informativo, attuato tradizionalmente, nel momento del passaggio dell’alunno
dalla scuola secondaria di primo grado, a quella di secondo grado. Pensare di
fare orientamento a scuola, oggi, significa progettare azioni che ne recuperino
il carattere formativo. Nell’ottica dell’orientamento come percorso di
formazione, obiettivo prioritario della scuola diviene quello di tendere a
costruire, potenziare e supportare la capacità del soggetto di autodeterminarsi
(orientarsi): «Orientare …significa porre l’individuo nella condizione di
prendere coscienza di sé, di progredire per l’adeguamento dei suoi studi e della
sua professione rispetto alle mutevoli esigenze della vita con il duplice
obiettivo di contribuire al progresso della società e raggiungere il pieno della
persona. L’orientamento assume, dunque, un carattere processuale e
accompagna l’allievo fin dal suo ingresso a scuola.
FINALITA’
Le azioni di orientamento saranno finalizzate a fornire ai soggetti in
formazione un’ulteriore possibilità di conoscersi, scoprire e potenziare le
proprie capacità ed affrontare i propri problemi. Quanto più i ragazzi
acquisiranno consapevolezza di sé, attivando una serie di processi cognitivi,
metacognitivi, emotivi, comunicativo-relazionali, tanto più diventeranno attivi,
capace di auto-orientarsi e di delineare, in collaborazione con l’adulto, un
personale progetto di vita. L’orientamento favorirà la crescita degli alunni e
consentirà loro di conseguire il successo scolastico e formativo, riducendo in
tal modo, anche il fenomeno della dispersione scolastica. Partendo da quanto
sopra premesso, le finalità del progetto riguardano:
144
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
Finalità formative
favorire negli allievi la conoscenza di se stessi, delle proprie capacità e
attitudini, delle proprie difficoltà, dei propri limiti;
favorire negli allievi l'individuazione di strategie di superamento delle
difficoltà;
favorire negli allievi la ricerca della propria identità personale, intellettuale,
affettiva, sociale;
far acquisire agli allievi un corretto metodo di studio;
favorire negli allievi la conoscenza dell'ambiente in cui vivono e dei
mutamenti culturali e socioeconomici;
fornire agli allievi gli strumenti necessari per superare i momenti critici
legati ad una scelta;
sviluppare negli allievi capacità progettuali e di scelta consapevole;
favorire negli allievi il passaggio da una tipologia di studio guidato ad
un'altra nella quale ogni studente ha la libertà, e quindi anche la
responsabilità, dell'organizzazione del proprio lavoro di studio individuale;
favorire negli allievi l'acquisizione di un'adeguata consapevolezza del ruolo
dell'istruzione nel progetto della propria vita.
Finalità informative:
1. far conoscere agli allievi e alle famiglie il Piano dell'Offerta Formativa
dell'istituto;
2. far conoscere agli allievi i possibili sbocchi professionali e le opportunità di
proseguire gli studi.
OBIETTIVI (Orientamento formativo - Asse alunni)
Scuola dell’Infanzia-Scuola primaria- Scuola secondaria di primo grado
 Potenziare la conoscenza di sé e la valorizzazione dell’io.
 Potenziare la capacità di relazionarsi agli altri nel rispetto delle regole e
della reciproca diversità.
 Sviluppare atteggiamenti metacognitivi (metodo di studio, autovalutazione,
motivazione).
 Educare alla realtà come conoscenza e assunzione di ruoli attivi e
responsabili.
145
Scuola secondaria di primo grado (Classi terze)
 Guidare gli allievi verso una scelta adeguata del futuro indirizzo di studi
rispetto ad interessi, attitudini e competenze possedute.
 Sviluppare la consapevolezza del rapporto esistente tra scelte scolastiche
e professionali e progetto di vita.
 Prevenire forme diverse di disagio personale e scolastico, attraverso un
sostegno all’elaborazione di una scelta scolastico – professionale
soddisfacente.
 Sviluppare la capacità di auto-monitorare la propria attività formativa.
 Conoscere il territorio (a partire da quello locale) con particolare
attenzione agli aspetti economico-produttivi.
OBIETTIVI (Orientamento informativo - Asse alunni)
Scuola secondaria di primo grado (Classi terze della Scuola Secondaria di
Primo Grado)
 Promuovere la conoscenza dell’Offerta Formativa presente sul territorio
 Conoscere gli sbocchi professionali e le figure del mondo del lavoro
DESTINATARI
Gli alunni della Scuola dell’Infanzia - della Scuola Primaria- della Scuola
Secondaria di Secondo Grado.
TEMPI
L’intero anno scolastico
ATTIVITÀ E MODALITÀ DI REALIZZAZIONE
Poiché il progetto si articola in più campi di intervento, per ognuno di essi si
distinguono le attività di seguito riportate. I docenti, in sede di
programmazione annuale e periodica definiranno, nell’ambito dei Consigli di
Intersezione, Interclasse e Classe, attività specifiche, graduate per i diversi
ordini scuola.
Orientamento in entrata - Continuità
 Progettazione di attività educative comuni.
 Somministrazione di prove di verifica agli studenti che frequentano il terzo
anno della Scuola dell’Infanzia e il quinto anno della Scuola Primaria
concordate tra i docenti dei diversi ordini di scuola.
 Incontri per favorire l’inserimento di alunni con bisogni educativi speciali
attraverso il passaggio di informazioni tra docenti dei diversi ordini scolastici.
146
 Organizzazione e realizzazione di Open Day.
 Progetto accoglienza (accoglienza degli allievi delle classi prime per aiutare i
discenti nelle fasi iniziali e favorirne inserimento).
Orientamento in itinere
 Realizzazione attività curricolari ed extra-curricolari finalizzate al
conseguimento dei saperi “essenziali” relativi alle diverse aree disciplinari.
 Realizzazione di attività, anche creative, che favoriscano la presa di coscienza
di sé, delle proprie attitudini, e che, oltre all’integrazione e all’inclusione,
educhino a scelte consapevoli a medio e lungo termine (Cineforum, produzioni
artistiche, lettura, musica…).
 Realizzazione di attività finalizzate alla metacognizione e all’auto-valutazione.
 Somministrazione di questionari tendenti a valutare la motivazione, il rapporto
con i coetanei, la validità del metodo di studi, la consapevolezza del successo.
 Progettazione di attività finalizzate al potenziamento o all’adeguamento del
metodo di studi.
 Visite guidate.
Orientamento in uscita (SSIG)
 Attività finalizzate a potenziare le capacità di auto-conoscenza e autovalutazione.
 Incontri informativi con i referenti dell’orientamento delle Scuole Superiori del
territorio.
 Partecipazione ad Open Day organizzati dagli Istituti superiori.
 Monitoraggio del successo o dell’insuccesso scolastico degli alunni in uscita
dalle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado, attraverso un
rilevamento delle valutazioni da loro ottenute alla fine del I° quadrimestre
presso gli Istituti superiori.
OBIETTIVI FORMATIVI-INFORMATIVI (asse genitori)
Sviluppare sensibilità e competenze relative all’orientamento dei figli
Conoscere l’offerta formativa del territorio e gli sbocchi professionali dei
diversi
corsi di studio
ATTIVITA’
Incontri formativi tenuti da esperti o docenti
Assemblee tenute dal Dirigente scolastico, Open day, incontri con i docenti
147
METODOLOGIA
Verranno utilizzate le metodologie che privilegiano la centralità
dell’apprendimento personale e dell’aiuto reciproco:
 lavoro di gruppo (cooperative learning) e di piccolo gruppo tutorato,
tendente alla valorizzazione delle differenti competenze già possedute dagli
alunni;
 attivazione di laboratori.
RISULTATI ATTESI
 Conseguimento di livelli di competenza più elevati.
 Positivo inserimento degli alunni nelle Scuole dell’Istituto e nelle Scuole
Secondarie di Secondo Grado.
 Promozione di processi di autoconoscenza e consapevolezza di sé.
 Riduzione della dispersione attraverso scelte più consapevoli e mirate
 Promozione di abilità che consentano ai ragazzi di sviluppare adeguati
processi decisionali.
 Miglioramento delle competenze orientative delle famiglie
VALUTAZIONE
La valutazione sarà intesa come processo che accompagnerà costantemente
l’intervento al fine di verificare il raggiungimento degli obiettivi, osservare e
misurare i risultati parziali ed effettuare correzioni in itinere
148
13.7. Progetti inseriti nel Piano di Miglioramento (PdM)
L'autovalutazione d’Istituto è un'azione di valutazione interna condotta dall'unità
scolastica mediante i suoi stessi operatori. Il docente incaricato si occupa di mettere
in atto una serie di procedure finalizzate alla ricerca delle cause delle criticità
organizzative e didattiche in modo da costruire un modello fondato sul miglioramento
continuo dell’organizzazione scolastica. Sulla base di tale prospettiva, una delle
grandi finalità della nostra scuola è stata proprio quella di migliorare la qualità dei
servizi offerti a tutti i soggetti interessati e, in particolare, ai discenti e alle loro
relative famiglie.
Il Piano di miglioramento (PdM) include tutte le possibili iniziative di miglioramento
relative alle due aree prioritarie del RAV del Sistema Nazionale di Valutazione,
diversificando le metodologie e i contenuti delle discipline, in particolare italiano e
matenmatica, ma anche iniziative di miglioramento che sono state intraprese negli
anni precedenti nell’ambito del progetto nazionale “Facile Caf” attraverso un’azione
di pianificazione sistematica ed integrata finalizzata a migliorare il funzionamento
complessivo dell’organizzazione scolastica.
Pertanto i progetti che concorreranno al miglioramento saranno organizzati per area:
l’area relativa all’organizzazione scolastica e l’area relativa alla didattica.
Progetti dell’area relativa all’organizzazione scolastica:
1. Esprimo la mia opinione per migliorare
2. Insieme miglioriamo comunicando
3. Rispettiamo i beni comuni
Progetti dell’area relativa alla didattica:
1. Con “Dario a scuola di vita”
2. L’Impresa scuola
3. Numeri in gioco.
149
PROGETTI DELL’AREA RELATIVI ALL’ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA
Titolo del progetto: ESPRIMO LA MIA OPINIONE
Responsabile
del progetto:
Ins. Bellomonte Silvana
Data
prevista
di
attuazione definitiva:
a.s. 2018/19
Livello di priorità:
1
Riferimento
sottocriteri del CAF
7.1 , 8.1, 9.2
a
I componenti del Gruppo di progetto: Ins.Helga D’Alfonzo
Ins. Rosalinda Senettone
Fase di PLAN - DESCRIZIONE DEL PROGETTO E PIANIFICAZIONE
Il monitoraggio rappresenta un vero punto di debolezza poiché non esiste un sistema strutturato di raccolta
dei dati (grado di soddisfazione e bisogni del personale, dei discenti e delle famiglie) Pertanto è necessaria la
strutturazione di un sistema finalizzato a tale indagine che sia contemporaneamente efficace ed efficiente. In
tal modo sarà possibile raccogliere informazioni che si potranno trasformare in suggerimenti accrescitivi
per il nostro Istituto.
Nell’ultima fase del presente progetto si misurerà l’efficacia dei cambiamenti introdotti per non disperdere
energie.
I destinatari diretti del progetto ESPRIMO LA MIA OPINIONE sono tutto il personale docente, personale
ATA, famiglie, studenti con conseguente ricaduta sull’intera Istituzione scolastica
Attività
Obiettivi (Risultati attesi)
Output
Elaborazione di
strumenti per il
monitoraggio dei
bisogni del personale
e del grado di
soddisfazione rispetto
all’Istituzione
Outcome
Monitoraggio delle
risultanze dei bisogni
del personale e del
grado di
soddisfazione dei
portatori di interesse
Output
Definizione di un
sistema di indicatori
misurabili e relativi a
ciascun settore di
indagine
Implementazione di una
“indagine” per il
monitoraggio dei
bisogni del personale e
del grado di
soddisfazione rispetto
all’Istituzione
Controllo annuale dei
bisogni del personale e
del grado di
soddisfazione rispetto
all’Istituzione
Indicatori
n. docenti che compila
questionario
n. personale ATA che compila
questionario
n. genitori che compila
questionario
n. discenti che compila
questionario
n. docenti che compila
questionario
n. personale ATA che compila
questionario
n. genitori che compila
questionario
n. discenti che compila
questionario
n° indagini sui bisogni
personale
n°customer
satisfaction
portatori di interesse
Target atteso
il
il
il
100% dei docenti
100% del personale ATA
100% dei genitori
100% dei discenti
il
il
il
il
100% dei docenti
100% del personale ATA
100% dei genitori
100% dei discenti
il
del
ai
n°1 indagine all’anno per
personale e portatori di
interesse nel mese di
marzo/aprile
150
Outcome
Analisi dei bisogni del
personale e valutazione
dei risultati di customer
satisfaction per
orientare le decisioni
strategiche e migliorare
le performances
Relazione finale sul grado di
visibilità percepito
>50 % di soddisfazione
La realizzazione del progetto permetterà di acquisire nel tempo una prassi gestionale in grado di valutare il
gradimento interno ed esterno rispetto all’Istituzione scolastica, diagnosticare i punti di debolezza e di
conseguenza procedere con interventi di miglioramento. In definitiva con questa azione si vuole avviare un
percorso di autovalutazione critica dell’organizzazione rispetto ai servizi resi dalla leadership della scuola,
attraverso la pianificazione e il consolidamento di competenze gestionali e organizzative del sistema
scolastico.
Attività
Responsabile
Data prevista
di
conclusione
Tempificazione attività
G
Elaborazione
questionario docenti
Gruppo prog.
Elaborazione
questionario personale
ATA
Gruppo prog.
Elaborazione
questionario customer
satisfaction
Gruppo prog.
Somministrazione e
raccolta
Gruppo prog.
Tabulazione dati
Analisi dei risultati
Stesura verbale
Gruppo prog.
Gruppo prog.
Gruppo prog.
F
M
A
M
G
L
A
S
O
N
D
Febbraio
a.s.
2016/17
2017/18
2018/19
Febbraio
a.s.
2016/17
2017/18
2018/19
Aprile
a.s.
2016/17
2017/18
2018/19
Maggio
a.s.
2016/17
2017/18
2018/19
Maggio
a.s.
2016/17
2017/18
2018/19
Maggio
a.s.
2016/17
2017/18
2018/19
Giugno
a.s.
2016/17
2017/18
2018/19
151
Personale
Spese
Costo unitario
0
Quantità
(giornate, pezzi, ecc.)
0
Totale
0
0
0
0
Servizi di consulenza
Acquisto di beni
Spese dirette
TOTALE
0
Fase di DO - REALIZZAZIONE
L’iniziativa è rivolta a tutto il personale e ai portatori di interesse coinvolti nell’organizzazione scolastica.
Il Progetto si articola in due azioni:
AZIONE 1- Elaborazione di strumenti per il monitoraggio dei bisogni del personale e del grado di
soddisfazione rispetto all’Istituzione
AZIONE 2- Monitoraggio delle risultanze dei bisogni del personale e del grado di soddisfazione dei
portatori di interesse e analisi dei risultati conseguiti in un momento di autovalutazione volta ad individuare
gli aspetti positivi da mantenere e gli elementi di criticità rispetto ai quali attivare interventi migliorativi.
AZIONE 1 - Elaborazione di strumenti per il monitoraggio dei bisogni del personale e del grado di
soddisfazione rispetto all’Istituzione
E’ prevista l’implementazione di una “indagine” sistemica per l’analisi dei bisogni del personale e per
valutare il grado di soddisfazione di genitori e discenti.
A tale fine verranno preparati dei questionari con circa 25 domande suddivise nelle seguenti aree: immagine
della scuola, coinvolgimento, trasparenza e informazione, accessibilità, offerta formativa.
In un incontro del gruppo di progetto (Bellomonte S., D’Alfonzo H., Senettone R.) si definiranno, in modo
condiviso, le domande con cui elaborare il questionario.
Successivamente, i questionari elaborati verranno distribuiti ai docenti, al personale ATA e ai portatori di
interesse che provvederanno a compilarli nei tempi prestabiliti (Marzo/Aprile).
AZIONE 2- Monitoraggio delle risultanze dei bisogni del personale e del grado di soddisfazione dei
portatori di interesse e analisi dei risultati conseguiti in un momento di autovalutazione volta ad
individuare gli aspetti positivi da mantenere e gli elementi di criticità rispetto ai quali attivare
interventi migliorativi.
La somministrazione dei questionari e la successiva analisi dei risultati permetterà al gruppo di progetto di
realizzare un’autodiagnosi oggettiva, mediante la quale verificare l’immagine dell’Istituzione scolastica.
L’ultima fase sarà quella di elaborare una relazione finale, da presentare al CD, nella quale saranno indicati i
punti di forza e le aree di criticità su cui intervenire per migliorare l’efficienza e l’efficacia del proprio
intervento.
Attività
Eventuale
responsabile
Elaborazione questionario
docenti
Gruppo prog.
Elaborazione questionario
personale ATA
Gruppo prog.
Elaborazione questionario
customer satisfaction
Gruppo prog.
Somministrazione e raccolta
Tabulazione dati
Analisi dei risultati
Stesura verbale
Gruppo prog.
Gruppo prog.
Gruppo prog.
Ins.
Bellomonte
Silvana
Modalità di attuazione
Definire una serie di domande atte a registrare i bisogni del
personale docente e a misurare il grado di soddisfazione
degli stessi
Definire una serie di domande atte a registrare i bisogni del
personale ATA e a misurare il grado di soddisfazione degli
stessi
Definire una serie di domande atte a registrare i bisogni dei
portatori d’interesse e a misurare il grado di soddisfazione
degli stessi
Distribuzione e successiva raccolta dei questionari
Tabulazione dei risultati su foglio di calcolo
Analisi dei risultati attraverso grafici e tabelle
Relazione finale da verbalizzare in seno al CD
152
Fase di CHECK – MONITORAGGIO
La realizzazione del progetto prevede da parte del GAV delle attività di monitoraggio di tutte le fasi in cui
esso è articolato al fine di verificare l’efficacia delle azioni implementate ed effettuare eventuali
aggiustamenti in corso di progettazione qualora se ne ravvisasse la necessità.
Il monitoraggio avverrà con incontri periodici trimestrali del GAV, per monitorare lo stato di avanzamento
del progetto stesso in relazione alle attività successive, utilizzando come indicatore prioritario il rispetto dei
tempi di lavoro prefissati considerata anche la programmazione temporale per ultimare il progetto.
AZIONE 1 - Elaborazione di strumenti per il monitoraggio dei bisogni del personale e del grado di
soddisfazione rispetto all’Istituzione
Fase A – elaborazione questionari personale e portatori di interesse
Fase B – somministrazione dei questionari
TARGET: il 100% del personale e un campione tra i portatori di interesse compila i questionari.
AZIONE 2- Monitoraggio delle risultanze dei bisogni del personale e del grado di soddisfazione dei
portatori di interesse e analisi dei risultati conseguiti in un momento di autovalutazione volta ad
individuare gli aspetti positivi da mantenere e gli elementi di criticità rispetto ai quali attivare
interventi migliorativi.
Fase A – Analisi dei risultati
Fase B – autovalutazione e rendicontazione sui risultati conseguiti sulla base dei dati oggettivi emersi dai
questionari.
TARGET: almeno il 50% docenti e dei portatori di interesse manifesta soddisfazione e propone interventi di
miglioramento.
Fase di ACT – RIESAME E MIGLIORAMENTO
Sulla base dei risultati emersi nei previsti incontri periodici programmati da parte del Gruppo di
Miglioramento saranno adottate, ove necessario, iniziative di modifica e miglioramento del progetto stesso.
Gli incontri programmati sono finalizzati non solo a monitorare lo stato di avanzamento delle singole attività,
ma anche a una diversa declinazione della tempistica e dell’approccio complessivo alla luce di eventuali
criticità che dovessero rendere necessaria la ridefinizione del processo di miglioramento.
Titolo del progetto: MIGLIORIAMO COMUNICANDO
Responsabile
del progetto:
Provvidenza
Santamarina
Data
prevista
di
attuazione definitiva:
Gennaio
Livello di priorità:
2
Riferimento
sottocriteri del CAF
1.4, 7.1
a
I componenti del Gruppo di progetto Patrizia Barone
Filomena Callari
Provvidenza Bisconti
153
Fase di PLAN - DESCRIZIONE DEL PROGETTO E PIANIFICAZIONE
Le motivazioni che hanno indotto la scelta di questa seconda attività progettuale sono strettamente connesse
con l’attuale assetto della nostra istituzione e su una serie di problematiche che potrebbero risultare
amplificate se non si interviene opportunamente per migliorare e consolidare le best practis legate a una
comunicazione efficace ed efficiente per il buon funzionamento della scuola. In effetti qualsiasi attività si
voglia pianificare in un istituto così complesso, in quanto composto da tre plessi e frequentato da circa 1800
alunni, incorrerà nell’inevitabile fenomeno della “mancata comunicazione” se non si avvia un sistematico
processo di diffusione delle informazioni attraverso canali ufficiali e soprattutto innovativi che possano
anche favorire la dematerializzazione documentale. L’accesso e lo scambio di informazioni tra tutti i
portatori di interesse è fondamentale per la diffusione dei prodotti e dei servizi erogati dal nostro Istituto,
garantendo l’identità stessa dell’istituto creando un forte collante tra alunni-famiglie-personale della scuola.
Sarà così possibile per il Dirigente rendere partecipe il maggior numero degli stakeholder alla Mission e alla
vision della scuola, garantendo così un’ampia condivisione degli obiettivi. Pertanto, tenuto conto che la
comunicazione interna ed esterna rappresenta un nodo cruciale per la crescita organizzativa della scuola,
questo progetto vuol mettere in atto una serie di “buone pratiche” da utilizzare costantemente nei processi
comunicativi a tutti i livelli. Le attività proposte si intersecano con il progetto sulla customer satisfaction
perché qualsiasi tipo di informazione raccolta da alunni, famiglie e personale può essere riesaminata per
valutare anche il grado di soddisfazione e di coinvolgimento dei vari portatori di interesse. Come ulteriore
supporto per la scelta di questa attività progettuale vi è la necessità di una “rivisitazione” del sito della
scuola, inserendo una sezione apposita dedicata a reclami e/o suggerimenti migliorativi.
Anche per questo progetto si è ben valutata la fattibilità dello stesso cercando di abbattere il più possibile i
costi, tenuto anche conto dell’attuale stato di incertezza economica in cui versano le istituzioni scolastiche.
I destinatari del suddetto progetto sono il personale docente ed ATA, gli alunni, i genitori, EELL, Comune
di Ficarazzi, le Parrocchie.
Attività
Carta dei servizi
dell'organizzazione
Sito scolastico:
ambiente di
condivisione
professionale
Obiettivi (Risultati attesi)
Predisporre strumenti
per favorire la
conoscenza della carta
Output
dei servizi
(pubblicazione nel sito
web della scuola)
Far conoscere finalità,
modi, criteri e strutture
Outcome attraverso cui
l’Istituzione scolastica
eroga il suo servizio.
Far conoscere agli
utenti la struttura e le
funzionalità del sito
Output
scolastico attraverso la
predisposizione di una
brochure .
Condividere esperienze
per migliorare le
Outcome performances attraverso una
sezione del sito dedicata a
reclami e/o suggerimenti
migliorativi
Indicatori
Pubblicazione nel sito
web della scuola
Target atteso
30% di interesse
Somministrazione di
questionario di
soddisfazione
30% di gradimento
Registrazione degli
accessi al sito
scolastico
Almeno 100 registrazioni
di
accesso mensili
Risultati del
questionario di
soddisfazione
30% di soddisfazione
Rendere note le iniziative scolastiche e migliorare i processi comunicativi avranno come effetto la crescita e
la diffusione della conoscenza e la diminuzione delle incomprensioni con conseguente miglioramento del
clima scolastico e del senso di appartenenza alla scuola. Condividere scelte operative incrementa i rapporti di
collaborazione, spinge alla creatività e crea un’immagine positiva della scuola e della sua organizzazione.
Incentivare la comunicazione può, inoltre, dare luogo alla rivalutazione o alla scoperta di risorse interne ed
esterne presenti nell’istituto e nel territorio
154
Attività
Responsabil
e
Data prevista
di
conclusione
Tempificazione attività
G F
Elaborare la carta dei servizi
sotto forma di brochure
Gruppo prog. Febbraio
Elaborazione di una brochure
per pubblicizzare il sito web
Gruppo
prog.
Febbraio
Diffusione della brochure
Gruppo
prog.
Marzo
Gruppo
prog.
Febbraio
Gruppo
prog.
Giugno
Santamarina
P.
Giugno
Creazione della sezione reclami
e/o suggerimenti di
miglioramento
Registrazione degli accessi
esterni al sito web
Relazione finale
Personale
Spese
M A
M G L
A
Costo unitario
0
Quantità
(giornate, pezzi, ecc.)
0
Totale
0
0
0
0
Servizi di consulenza
Acquisto di beni
Spese dirette
TOTALE
S
O
N
D
0
Fase di DO - REALIZZAZIONE
Costituzione del gruppo progetto, composto da personale con capacità ed esperienze informatiche, che si
occuperà di progettare e realizzare brochure illustrative per pubblicizzare la Carta dei Servizi, il POF e il sito
Web.
Eventuale
Attività
Modalità di attuazione
responsabile
Realizzazione di una brochure con immagini e testi per
Elaborare la carta dei servizi
Gruppo prog.
pubblicizzare efficacemente la carta dei servizi relativa
al nostro istituto
Realizzazione di una brochure con immagini e testi per
Elaborazione di una brochure
Gruppo prog.
pubblicizzare efficacemente il sito web del nostro
per pubblicizzare il sito web
istituto
Relazione finale
Santamarina P.
Relazione finale da verbalizzare in seno al CD
155
Fase di CHECK – MONITORAGGIO
Sono previste riunioni trimestrali del gruppo di miglioramento per valutare la diffusione del progetto e lo
stato di realizzazione. I monitoraggi delle azioni sono effettuati periodicamente attraverso questionari in
formato cartaceo ad un campione scelto e attraverso la rete. Nel sito web della scuola sarà consentito ai
discenti di esprimere il proprio punto di vista e di scambiarsi informazioni e materiali.
Fase di ACT – RIESAME E MIGLIORAMENTO
Sulla base dei risultati emersi nei previsti incontri periodici programmati da parte del Gruppo di
Miglioramento saranno adottate, ove necessario, iniziative di modifica e miglioramento del progetto stesso.
Gli incontri programmati sono finalizzati non solo a monitorare lo stato di avanzamento delle singole attività,
ma anche a una diversa declinazione della tempistica e dell’approccio complessivo alla luce di eventuali
criticità che dovessero rendere necessaria la ridefinizione del processo di miglioramento.
Titolo del progetto: RISPETTIAMO I BENI COMUNI
Responsabile
del progetto:
Giordano Maria
Data prevista
di
a.s. 2018/2019
attuazione definitiva:
Livello di priorità:
3
Riferimento
a
6.1 , 7.1
sottocriteri del CAF
I componenti del Gruppo di progetto Gabriella Pardini
Roberto Arancio
Maria Giordano
Fase di PLAN - DESCRIZIONE DEL PROGETTO E PIANIFICAZIONE
In seguito all’autovalutazione e alla stesura del RAV è fortemente emerso il disagio dei discenti e delle
famiglie rispetto agli ambienti della scuola, agli arredi e alle attrezzature. In effetti la scarsa educazione della
società, nel rispettare i beni comuni, ha prodotto negli anni danni permanenti ad arredi e infrastrutture, che
nonostante le richieste continue agli organi di competenza (comune) non sono stati rinnovati.
Attività
Monitoraggio
delle
infrastrutture e
degli arredi nei
diversi plessi
Elaborazione di
moduli di
richiesta specifici
Obiettivi (Risultati attesi)
Predisporre modelli per
monitorare infrastruttuure
Output
e arredi
Raccolta dati e analisi
delle condizioni fisiche
Outcome
delle infrastrutture e degli
arredi
Predisporre strumenti
per richiedere
manutenzione alle
Output
infrastrutture e /o rinnovo
di arredi.
Indicatori
Compilazione dei
modelli
Target atteso
100% dei locali e degli
arredi
Analisi dei dati
Compilazione delle
richieste e risposta
da parte del
comune
30% di miglioramento
156
Miglioramento delle
infrastrutture e degli
Outcome
arredi.
Somministrazione
di
questionario di
soddisfazione
40% di gradimento
Migliorare gli ambienti scolastici sotto tutti i punti di vista apporterà benefici ai discentie a tutto il personale.
Inoltre migliorerà l’immagine dell’Istituto nel territorio, ma anche di quegli stakeholders che si sono
impegnati per portare avanti questo progetto.
Attività
Responsab
ile
Data prevista
di
conclusione
Tempificazione attività
G F
Elaborare modelli per
monitorare infrastrutture e
arredi
Raccolta dei dati e analisi
delle condizioni fisiche di
infrastrutture e arredi
Predisporre moduli per
richiedere manutenzione e/o
rinnovo di arredi
Invio delle richieste all’ente
competente (comune)
Relazione finale
Personale
Spese
M A M G L A S
O N D
Gruppo prog. Gennaio
Gruppo
prog.
Febbraio
Gruppo
prog.
Aprile
Gruppo
prog.
Giordano
M.
Maggio
Giugno
Costo unitario
0
Quantità
(giornate, pezzi, ecc.)
0
Totale
0
0
0
0
Servizi di consulenza
Acquisto di beni
Spese dirette
TOTALE
0
157
Fase di DO - REALIZZAZIONE
Costituzione del gruppo progetto che si occuperà inizialmente di predisporre modelli per monitorare lo stato
fisico delle infrastrutture e degli arredi e ai portatori di interesse; successivamente, dopo la raccolta dei dati e
l’analisi degli stessi, elaborerà moduli per richiedere interventi di manutenzione o il rinnovo di arredi
fatiscenti. Tali moduli verranno inviati all’ente competente, cioè il Comune.
Attività
Elaborare modelli per monitorare
infrastrutture e arredi
Raccolta dei dati e analisi delle
condizioni fisiche di
infrastrutture e arredi
Predisporre moduli per
richiedere manutenzione e/o
rinnovo di arredi
Invio delle richieste all’ente
competente (comune)
Relazione finale
Eventuale
responsabile
Modalità di attuazione
Gruppo prog.
Realizzazione modelli per il monitoraggio delle infrastrutture
e degli arredi
Gruppo prog.
Raccolta dei dati e analisi delle condizioni fisiche di
infrastrutture e arredi
Gruppo prog.
Elaborazione di moduli per la richiesta di interventi di
manutenzione delle infrastrutture e/o rinnovo di arredi
Gruppo prog.
Invio tramite posta elettronica delle richieste
Giordano M.
Relazione finale da verbalizzare al CD
Fase di CHECK – MONITORAGGIO
Sono previste riunioni trimestrali del gruppo di miglioramento per valutare la diffusione del progetto e lo
stato di realizzazione. I monitoraggi delle azioni sono effettuati periodicamente attraverso questionari in
formato cartaceo ad un campione scelto e attraverso la rete. Nel sito web della scuola sarà consentito ai
discenti di esprimere il proprio punto di vista e di scambiarsi informazioni e materiali.
Fase di ACT – RIESAME E MIGLIORAMENTO
Sulla base dei risultati emersi nei previsti incontri periodici programmati da parte del Gruppo di
Miglioramento saranno adottate, ove necessario, iniziative di modifica e miglioramento del progetto stesso.
Gli incontri programmati sono finalizzati non solo a monitorare lo stato di avanzamento delle singole attività,
ma anche a una diversa declinazione della tempistica e dell’approccio complessivo alla luce di eventuali
criticità che dovessero rendere necessaria la ridefinizione del processo di miglioramento.
GANTT DEL PDM
Progetto
Responsabile
Data
prevista di
conclusion
e
Tempificazione attività
G F MA MG L A S O N D
Esprimo la mia opinione
per migliorare insieme
Miglioriamo
comunicando
Rispettiamo i beni comuni
Silvana
Bellomonte
Santamarina
Provvidenaza
Giordano
Maria
Giugno
Giugno
Giugno
BUDGET DEL PDM
Personale
Spese
Servizi di consulenza
Costo unitario
0
0
Quantità
(giornate, pezzi, ecc.)
0
0
Totale
0
0
158
Acquisto di beni
Spese dirette
TOTALE
0
159
PROGETTI DELL’AREA RELATIVI ALLA DIDATTICA
PROGETTO n.1
L’IMPRESA A SCUOLA
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: Confindustria Palermo, esercizi commerciali ed industrie del territorio.
FINALITA’ DEL PROGETTO
Diffondere nei giovani la cultura d’impresa, sviluppare lo spirito imprenditoriale e la cultura della
legalità come strumento di contrasto alla cultura mafiosa, attraverso l’attivazione di esperienze
pratiche di apprendimento.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
 Promuovere lo sviluppo dell’autostima e della motivazione in vista del raggiungimento di
risultati, imparando a pensare in modo critico e indipendente.
 Promuovere lo sviluppo di qualità personali attinenti all’attività imprenditoriale, quali la
creatività, lo spirito di iniziativa, l’assunzione del rischio e la responsabilità.
 Promuovere la capacità di programmare, prendere decisioni e di comunicare.
 Promuovere l’acquisizione di competenze nei settori della capacità di cooperare, stabilire
reti di contatti, imparare ad assumere nuovi ruoli.
 Orientare allo sviluppo della consapevolezza delle proprie scelte.
DESTINATARI
Tutti gli alunni della scuola
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Altro (didattica laboratoriale)
Dal 1 febbraio al 15 febbraio
DURATA DEL PROGETTO
FASI DEL PROGETTO
STEP 1 – “Business idea” – Definire l’idea d’impresa.
 Vagliare la fattibilità di alcune idee imprenditoriali.
Durante la prima fase ogni alunno del gruppo classe metterà in gioco creatività e fantasia,
proponendo la propria idea imprenditoriale. Tra tutte le idee proposte dal gruppo classe ne sarà
selezionata una e se ne verificherà la fattibilità.
 Esplorare ruoli e responsabilità delle principali funzioni manageriali di un’azienda moderna.
Durante questa fase il gruppo dovrà creare un’organizzazione intorno all’idea perché questa possa
funzionare e svilupparsi. Saranno, quindi, definiti i ruoli e le responsabilità in relazione alla
posizione di ogni membro e saranno definite le regole che disciplineranno l’attività dell’azienda. Le
posizioni saranno divise per aree (Area Direzione generale, Area Commerciale e Marketing, Area
della Produzione, Area Amministrativa), come in una vera impresa.
 Riflettere sui valori dell’Impresa definendo la mission, la vision, il logo e il nome.
160
STEP 2 - Business Plan - Dall’idea al progetto d’impresa
 Impostare il Business Plan
 Registrazione dell’Impresa
A questo punto si dovrà verificare se le buone idee avute funzionano davvero. In questa fase
bisogna sviluppare un piano che sintetizzi i contenuti e le caratteristiche del progetto
imprenditoriale, tenendo conto delle ricerche di mercato, della concorrenza, del prodotto offerto,
dell’organizzazione aziendale, dei costi da sostenere e delle ipotesi di vendita e di guadagno.
Successivamente si dovrà provvedere all’iscrizione da effettuare per avviare l’attività.
STEP 3 – Realizzazione del prototipo
Questa è la fase in cui si dà il via alla produzione: dall'accurata scelta dei materiali, all’elaborazione
dello studio grafico, alla realizzazione del prodotto/servizio.
Le varie fasi di lavorazione saranno oggetto di attenti controlli.
STEP 4 – Start-up d’impresa
 Avviare la fase di produzione
 Definire le attività di promozione e vendita
Presentare l’idea al mercato
INDICATORI UTILIZZATI
Sviluppo della capacità di problem-solving;
Potenziamento dell’autostima e del senso di autoefficacia;
Sviluppo della creatività e del pensiero positivo;
Miglioramento della capacità di lavorare in gruppo, di fare squadra (team building);
Miglioramento della capacità di comunicazione;
Sviluppo della capacità di leadership
Potenziamento delle capacità di relazione
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Tutto il personale docente sarà coinvolto nella programmazione delle attività specifiche in seno ai
Consigli d’Intersezione, Interclasse e Classe e nella realizzazione delle stesse.
Personale ATA
Il personale A.T.A. svolgerà il proprio ruolo a supporto dell’azione didattica durante l’orario
curriculare
Esperto/i esterno/i
Numero risorse
Numero ore
/
/
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Costo di € 3000,00 PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Altro materiale
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
161
PROGETTO n.2
“CON DARIO A SCUOLA DI VITA”
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Protocollo d’intesa siglato tra scuole e associazioni per la promozione dell’impegno sociale attraverso
azioni di volontariato, solidarietà, organizzazione di eventi culturali, artistici e sportivi (Liceo Classico
“F. Scaduto di Bagheria, Scuola Militare Nunziatella di Napoli, Ente locale)
FINALITA’ DEL PROGETTO




Favorire l’acquisizione delle competenze nell’uso della lingua italiana;
leggere, comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo;
produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi;
promuovere e diffondere la cultura della solidarietà e dell’integrazione che
considera la diversità come un arricchimento personale.
La padronanza della lingua italiana è premessa indispensabile all’esercizio consapevole e critico di ogni
forma di comunicazione; è comune a tutti i contesti di apprendimento ed è obiettivo delle discipline
afferenti ai quattro assi. Il possesso sicuro della lingua italiana è indispensabile per esprimersi, per
comprendere e avere relazioni con gli altri, per far crescere la consapevolezza di sé e della realtà, per
interagire adeguatamente in una pluralità di situazioni comunicative e per esercitare pienamente la
cittadinanza.
Il percorso progettuale volto al recupero e al potenziamento delle competenze di Lingua italiana e di
Cittadinanza, farà sperimentare agli studenti che cosa significhi “solidarietà”, attraverso la ricerca, la
lettura e l’analisi di testi sul tema da sviluppare, partendo dalla conoscenza della storia di Dario Li
Mandri, della sua capacità di sopportazione del dolore, di forza interiore straordinaria, di forza di volontà
e di coraggio, nonché di amore.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
• Recuperare e potenziare le competenze linguistiche, con particolare riferimento all'italiano.
• Promuovere il successo scolastico di tutti gli alunni, intensificando l’attenzione per l’apprendimento
della lettura e scrittura al fine di limitare eventuali sviluppi deficitari successivi.
• Imparare a riconoscere la natura, la struttura e le funzioni del messaggio, le forme linguistiche
utilizzate.
• Migliorare gli esiti delle prove invalsi di italiano (lettura), la competenza della produzione di un testo
scritto e di un testo orale.
• Accrescere la motivazione e l’interesse per le discipline.
Competenze di cittadinanza.
• Comprendere i diversi punti di vista.
• Agire in modo autonomo e consapevole.
• Sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale.
• Elaborare posizioni libere e personali, aperte alla pratica della solidarietà, riconoscendo e rispettando
i diritti e i bisogni altrui.
• Affrontare situazioni problematiche, sapendosi interrogare sulla propria identità umana.
• Saper esprimere sentimenti, emozioni e stati d’animo.
• Avviare ad un atteggiamento di responsabilità verso se stessi e gli altri.
• Imparare a saper lavorare in gruppo.
DESTINATARI
Tutti gli alunni della scuola
162
METODOLOGIE UTILIZZATE
Stimolare la capacità di sintetizzare e memorizzare le informazioni inerenti ai testi letti.
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Studio di casi
Didattica laboratoriale
DURATA DEL PROGETTO
Dal 1 febbraio al 15 febbraio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
- ricerca di testi sulle tematiche proposte;
-lettura di testi con esercitazioni e dibattiti (analizzare, operare confronti).
-confronto nel gruppo e tra i gruppi di lavoro
-dibattito e analisi comparata dei testi
INDICATORI UTILIZZATI
Indicatori di risultato
(Alunni)

Conoscenze e competenze acquisite, rilevabili attraverso test d’ingresso e prova finale.

Percentuale di alunni che migliorano dopo gli interventi.

Grado di soddisfacimento degli alunni.

Monitoraggio finale e somministrazione questionari di gradimento.

Comparazione esiti valutazione in Italiano degli alunni partecipanti (I quadr.-II quadr.).
(Docenti)
 Capacità di sperimentare metodologie innovative e strategie didattiche finalizzate alla
personalizzazione dei percorsi formativi nei tre ordini di scuola;
 Accertamento dell’efficacia di metodi e strategie funzionali al conseguimento delle competenze
relative agli obiettivi di apprendimento.
 Percentuale di alunni i cui esiti formativi risultino migliorati nel confronto tra i risultati del primo
e del secondo quadrimestre;
 Percentuale di docenti che sperimentano metodologie e strategie innovative;
 Misura del gradimento espresso dai docenti in ordine alle azioni formative (questionario).
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Insegnante di lettere
Tutti gli insegnanti
18/20 ore
Insegnanti coordinatori di
36 insegnanti
10 ore
Sezione/Interclasse/Classe
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Nessun costo
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
163
PROGETTO n.3
NUMERI IN GIOCO
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
X
FINALITA’ DEL PROGETTO
- Migliorare il processo di insegnamento-apprendimento della matematica.
- Promuovere le competenze scientifico-matematiche.
- Valorizzare le qualità e attitudini dei singoli individui.
- Migliorare la propria autostima e la capacità di mettersi in gioco.
- Educare al rispetto delle regole di una competizione sportiva.
Il percorso progettuale volto al potenziamento, farà sperimentare agli studenti che cosa significhi “fare
matematica”, senza costringerli ad apprendere nozioni e tecniche non facenti già parte del loro bagaglio
culturale. Si è scommesso sull’ipotesi che anche studenti che fanno fatica ad interessarsi alla matematica,
inteso come corpus di teorie e tecniche, studenti che stentano a memorizzare le più semplici formule,
messi in un contesto opportuno - il lavoro in piccoli gruppi con un animatore che ne stimoli la curiosità e
la voglia di confrontarsi - possano assaporare il gusto della ricerca anche in campo matematico. I giochi
matematici si possano prestare allo scopo, oltre a presentare una serie di utili ricadute formative, qual è
ad esempio la presa di coscienza dell’importanza di esaminare bene un problema in ogni sua parte e della
necessità, nell’affrontare qualunque questione, di formulare ipotesi che risultino ragionevoli alla luce
delle loro possibili conseguenze.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
Gli assi culturali di riferimento, entro i quali si inserisce il progetto, sono i seguenti:
Asse dei linguaggi: ogni volta che l’alunno legge o riferisce su un testo, specialmente se la situazione
problematica a cui si riferisce è tratta dalla vita reale e non è pre - modellizzata,
viene richiesta l’attivazione dei seguenti processi:
- Individuare informazioni;
- Comprendere il significato generale del testo;
- Sviluppare un’interpretazione;
- Riflettere sul contenuto del testo e valutarlo;
- Riflettere sulla forma del testo e valutarla.
Asse della matematica: le conoscenze matematiche, dei fatti e dei procedimenti, delle abilità necessarie
per svolgere certe operazioni e applicare certi metodi, non sono sufficienti per
acquisire una “corretta capacità di giudizio” ed imparare ad orientarsi
“consapevolmente nei diversi contesti del mondo contemporaneo”. La proposta
didattica di partire da problemi reali, richiede l’uso creativo dell’insieme di tutte le
conoscenze per rispondere a quanto richiesto dalle situazioni esterne, comporta la
capacità e la disponibilità a usare modelli matematici di pensiero e di
rappresentazione grafica e simbolica, la capacità di comprendere ed esprimere
adeguatamente informazioni qualitative e quantitative, di esplorare situazioni
problematiche, di porsi e risolvere problemi, di progettare e costruire modelli di
situazioni reali.
Asse Scientifico-Tecnologico: l’obiettivo è quello di facilitare nell’esplorazione del mondo circostante,
per osservarne i fenomeni e comprendere il valore della conoscenza del mondo
naturale e di quello delle attività umane come parte integrante della sua formazione
globale.
DESTINATARI
Tutti gli studenti della Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado
164
METODOLOGIE UTILIZZATE






Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Studio di casi
Didattica
DURATA DEL PROGETTO
Avvio 01 Febbraio - Conclusione 15 Febbraio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
L’attività del recupero/consolidamento/potenziamento risponde alla finalità della prevenzione al
disagio e vuole offrire risposte ai bisogni differenziati degli alunni, per garantire loro pari opportunità
formative, nel rispetto dei tempi e delle modalità diverse di apprendimento. Obiettivo è l’acquisizione di
un metodo di studio, insieme al recupero e al rafforzamento delle abilità logico- matematiche, con un
percorso didattico diversificato, individualizzato e attuato con apposite strategie; si caratterizza per:
1. compresenza degli insegnanti
2. lavoro in gruppi di livello
3. apertura classi parallele (dove è possibile)
4. rotazione dei gruppi sulle attività
5. recupero delle competenze per gli alunni in difficoltà
6. consolidamento e potenziamento per gli altri
L’attività di consolidamento/potenziamento consisterà nel rielaborare i concetti già trattati nel corso
degli anni, utilizzando le TIC e la progettazione di giochi matematici al fine di sviluppare alcune grandi
competenze disciplinari, quali:
1. avere il senso del numero;
2. avere il senso del grafico;
3. avere il senso del simbolo;
4. analizzare dati, rielaborarli;
5. costruire modelli a partire da dati e utilizzare modelli per esplorare fenomeni e situazioni;
6. fare previsioni in condizioni di incertezza;
7. risolvere problemi aperti o chiusi;
8. utilizzare il linguaggio e il ragionamento scientifico, fare dimostrazioni. Al termine del periodo
indicato si può realizzare una gara fra:
a. gli alunni dello stesso gruppo - classe/sezione/corso
b. sezioni/interclassi/ corsi
·
·
·
·
·
·
INDICATORI UTILIZZATI
Coerenza tra risultati attesi e quelli conseguiti;
rispetto dei tempi prefissati;
raggiungimento degli obiettivi prefissati;
soddisfazione dell’utenza;
adeguatezza ed efficacia degli strumenti utilizzati;
verifica preparazione finale degli alunni.
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Numero risorse
Numero ore
Tutti gli insegnanti
18 ore/20 ore
36 insegnanti
10 ore
Qualifica
Insegnante di matematica
Insegnanti coordinatori di
Sezione/Interclasse/Classe
/
/
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
X Costo di € 300,00
PER:
165
X Materiale di consumo
X Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola: il progetto verrà realizzato nelle aule di appartenenza
166
13.8. Attività didattiche curriculari
 "Art in Progress"- Attività di promozione dell’arte e della storia dell’arte anche
attraverso lo sviluppo di concetti quali "crossing over", che applicato all’arte
include significati diversi: scambio, incontro, passaggio, messaggio,
commistione, innesto, contaminazione, cambiamento, trasformazione.
 " It's up to you…” - Attività finalizzate all’acquisizione e al miglioramento
delle competenze linguistiche in L2, permettendo agli alunni di sostenere
esami Trinity per la certificazione esterna delle competenze.
 "Numeri in gioco" - Attività finalizzate alla valorizzazione delle eccellenze in
ambito logico-matematico.
 "L'impresa a scuola" - Attività di sviluppo della settima competenza chiave per
l'apprendimento permanente, “spirito di iniziativa e imprenditorialità” e della
“cultura della legalità”.
 "Con Dario a scuola di vita" – Attività volte al recupero e al potenziamento
delle competenze di Lingua italiana e di Cittadinanza attraverso la ricerca, la
lettura e l’analisi di testi sul tema della solidarietà.
Le ultime tre attività sopraelencate sono state inserite all’interno del Piano di
miglioramento per contribuire al raggiungimento delle priorità individuate del RAV.
PROGETTO
ART IN PROGRESS
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
FINALITA’ DEL PROGETTO
Promuovere il patrimonio artistico siciliano stimolando attrazione, interesse e conoscenza
OBIETTIVI DEL PROGETTO
1. Rafforzare le conoscenze e le abilità di base delle tecniche artistiche, attraverso la
sperimentazione;
2. educare al senso estetico e alla conoscenza del patrimonio culturale/artistico del proprio
territorio;
3. promuovere la valorizzazione del patrimonio attraverso progetti di merchandising museale;
4. creare occasioni di confronto e cooperazione
DESTINATARI
Tutti gli alunni della scuola
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Studio di casi
Altro (attività laboratoriali)
167
DURATA DEL PROGETTO
Avvio 01 febbraio
Conclusione 15 febbraio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
-Individuazione e analisi del patrimonio culturale/artistico siciliano attraverso l’osservazione di
immagini e la lettura di brevi testi sull’argomento;
-esercitazioni grafiche su particolari di selezionate opere d’arte e d’artigianato;
-rielaborazione degli stessi particolari con tecniche miste;
-produzione di oggetti ispirati alle arti e alle tradizioni locali.
STATI DI AVANZAMENTO
Primo anno: conoscenza del Novecento attraverso le riproduzione di alcune opere selezionate con tecnica
polimaterica.
Secondo anno: conoscenza dell’arte e dell’artigianato siciliano attraverso riproduzioni, rielaborazioni e
prodotti di merchandising museale.
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Docenti di Arte e immagine
Personale ATA
Qualifica
Numero risorse
Numero ore
Esperto/i esterno/i
Numero risorse
Numero ore
/
/
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Nessun costo
X Costo di € 2700,00
PER:
Materiale di consumo
Cancelleria, fotocopie
Interventi di manutenzione e nuove istallazioni
Utilizzo servizi di trasporto (NOLEGGIO PULLMAN)
Altro
(acquarelli, carbocino, carta da imballaggio, mattonelle di
terracotta grezze, pannelli di plexiglass, pasta di piombo, colori
per vetro, gesso in polvere, piatti di plastica, colori a tempera,
pennelli, fogli di rame, carta crespa colorata, tessere di
mosaico…)
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
168
PROGETTO
IT'S UP TO YOU
PROGETTO ANNUALE
PROGETTO PLURIENNALE
PROSECUZIONE DI UN PROGETTO
ENTI O AGENZIE COINVOLTE NEL PROGETTO
SI
NO
Se si, quali: …TRINITY COLLEGE LONDON
FINALITA’ DEL PROGETTO
 Migliorare l’acquisizione delle competenze linguistiche in inglese
 Ottenere una certificazione riconosciuta a livello internazionale
OBIETTIVI DEL PROGETTO

Sviluppare le abilità di ascolto e produzione in lingua inglese, utilizzando corrette strutture
grammaticali e migliorando la fluency.
DESTINATARI
Alunni della scuola primaria e della secondaria (50)
METODOLOGIE UTILIZZATE
Lezione frontale
Apprendimento collaborativo
Role play
Brainstorming
Mappe concettuali
Altro (specificare)
DURATA DEL PROGETTO
Avvio aprile
Conclusione maggio
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
La preparazione agli esami Trinity si basa sull’uso reale e comunicativo della lingua e quindi non si
discosta dall’insegnamento curricolare della lingua inglese, che nel primo ciclo prevede un approccio
funzionale comunicativo con sviluppo delle quattro abilità linguistiche. Il progetto, quindi, si caratterizza
come un progetto di formazione aggiuntiva e propone n. 2 corsi di potenziamento con approccio
modulare della durata di 25 ore complessive suddivise in 15 h per la scuola primaria e 10 h. per la
scuola secondaria, suddivisi in unità di due ore ciascuna, da attuarsi preferibilmente a partire dalla metà
di aprile considerando che gli esami si svolgeranno nella prima settimana di giugno . La tariffa
dell’esame sarà a carico dei genitori.
INDICATORI UTILIZZATI
Percentuale di alunni che superano l'esame a pieni voti
RISORSE UMANE NECESSARIE
Personale docente
Qualifica
Numero risorse
Docente di lingua inglese
4
Numero ore
20
RISORSE FINANZIARIE NECESSARIE NEL TRIENNIO
Nessun costo
ALTRE RISORSE
Utilizzo locali della scuola
169