09 02 16 BR Un commando assalta furgone portavalori

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Martedì 9 febbraio 2016
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SCENE DA FAR WEST UNA RAPINA DA FILM CHE HA FRUTTATO AI BANDITI TRE MILIONI 650MILA EURO
Commando assalta
portavalori a colpi
di kalashnikov
Il «raid» effettuato sulla strada statale 379
I malviventi hanno prima bloccato un
camion intimando al conducente di
porlo di traverso e poi hanno
bloccato il traffico con barre chiodate
l Un assalto in stile far west: un commando,
militarmente organizzato, ha messo a segno nel
primo pomeriggio di ieri una rapina in danno di un
portavalori della Cosmopol. I banditi sono riusciti
ad impossessarsi del denaro contenuto nel mezzo
blindato. Il bottino del colpo ammonta a tre milioni
650mila euro. L’assalto è avvenuto lungo il tratto
fasanese della strada statale 379, l’arteria che collega Bari a Brindisi, attorno alle 13 e 30 di ieri.
MONGELLI ALLE PAGINE II E III>>
PROFESSIONISTI IN AZIONE Il luogo dell’assalto e, nel riquadro, il portavalori rapinato [foto Mario Rosato]
DENARO & POLITICA INIZIANO GLI INTERROGATORI DEGLI ARRESTATI, TRA CUI IL SINDACO, PER UN CASO DI PRESUNTA CORRUZIONE
ATTO DI GUERRIGLIA
CON BANDITI
MILITARMENTE
ORGANIZZATI Alle 8 si è dimesso Consales, alle 10.30 tutti i consiglieri; interviene il Prefetto
Consiglio verso lo scioglimento
di MIMMO MONGELLI
L
’attacco questa volta è
stato frontale. Mai,
neanche nei momenti
più bui (sotto il profilo della criminalità) della storia recente del Brindisino, la
mala aveva osato tanto. Quello
messo a segno ieri lungo il
tratto fasanese della strada statale 379 da una banda di delinquenti militarmente organizzati e armati sino ai denti è
un’azione da guerriglia paramilitare.
Sia chiaro (a scanso di equivoci): non è che la scelta dei
rapinatori di assaltare i portavalori in territorio brindisino può in qualche modo essere
stata dettata dal fatto che dalle
nostre parti ci sono meno controlli delle forze dell’ordine.
Anzi, è vero esattamente il contrario: carabinieri, poliziotti e
finanzieri fanno gli straordinari per garantire, ad ogni latitudine della provincia, sicurezza ai cittadini. La “sfortuna” è stata che il tratto fasanese
della statale Bari-Brindisi è
quello che si presta meglio ad
azioni di questo genere: è la
“storia” lo insegna. E proprio
la “favorevole” conformazione
della superstrada ha fatto cadere la scelta del commando
sulla striscia di asfalto dove la
statale 16 si biforca nella 379.
Quello che è successo ieri è,
in ogni caso, un fatto gravissimo: una gang di delinquenti
pronti a tutto, anche ad ingaggiare un conflitto a fuoco
con le forze dell’ordine, è entrato in azione in pieno giorno
e su una strada dove ogni minuto transitano centinaia di
veicoli. Nessuno, ieri, si è fatto
male, ma poteva succedere il
contrario.
Si è in piena campagna elettorale e oggi in città assemblea regionale del Pd
Oggi si dovrebbe conoscere
chi sarà il Commissario a cui
sarà affidata la gestione del
Comune fino al voto
DIMISSIONI
Ieri si è
dimesso il
sindaco
Consales
arrestato
sabato; più
tardi si sono
dimessi tutti i
consiglieri
comunali
[foto Maurizio
Matulli]
.
DE SIMONE A PAGINA XVI>>
SEGUE A PAGINA V>>
CEGLIE ARRESTATA CON L’ACCUSA DI DETENZIONE AI FINI DI SPACCIO PALLACANESTRO DOPO LA VITTORIA A TRENTO ORA SI ASPETTA CANTÙ
L’Enel giocando di squadra
ritrova il bel basket e i punti
l Nella casa, a Ceglie Messapica, in cui la donna vive con i due
figlioletti in tenera età, i carabinieri hanno trovato due grammi
di eroina, una siringa già preparata contenente la stessa sostanza
stupefacente, 11 siringhe da impiegare per la preparazione delle
dosi di droga, tre flaconi di metadone e 75 euro. Amanda Zaccaria, 32 anni, cegliese, è stata arrestata con l’accusa di detenzione
ai fini di spaccio di stupefacenti.
CEGLIE Il comando Carabinieri
SERVIZIO A PAGINA VIII>>
ENEL Andrea Zerini [foto Tasco]
C
l Il Brindisi sembra che dopo
la cessione di Kenny Kadji abbia
ritrovato la compattezza. Contro
Sassari e Trento Andrea Zerini e
soci hanno giocato di squadra,
restando sempre molto concentrati sull’obiettivo da raggiungere, ma, soprattutto aiutandosi
in ogni frangente. Era ciò che
era mancato e che aveva portato
alle quattro sconfitte consecutive che avevano fatto amareggiare l’intero popolo del palaElio.
SERVIZI ALLE PAGINE IV E V>>
In casa accanto ai figli
aveva droga e siringhe
di ARNALDO TRAVAGLINI
on le dimissioni dei
consiglieri comunali, si apre una nuova
pagina per la città di
Brindisi. In questi giorni sono
stati tanti i commenti dei cittadini ma tutti concordi nel ritenere che si debba radicalmente cambiare registro. Certo, sarà la magistratura a fare luce su
quanto avvenuto. Ma il futuro
della città dovrà passare da una
svolta radicale nella gestione
della cosa pubblica. Fra le tante
testimonianze ricevute da
quanti rappresentano il tessuto
sociale brindisino, una in particolare più delle altre potrebbe
rappresentare il «sentire comune» di una città che ancora oggi
cerca un suo riscatto a livello
nazionale:
«Sono un giovane professionista brindisino. Vorrei sapere
quante chance ho di potermi
candidare a Sindaco di Brindisi. Premesso che non intendo
sprecare neanche una sola parola su quanto accaduto, intendo volgere la mia attenzione solo al futuro, a quello che sarà.
Dico questo perchè se dipendesse da me certamente mi candiderei a ricoprire la carica di
sindaco della mia città, e per
quanto mi manchi esperienza
«nel settore», sono certo che
peggio di così non riuscirei proprio a fare.
Dubito fortemente che gli uomini di partito mi consentirebbero di candidarmi. Mi piacerebbe sapere come funziona la
scelta del candidato Sindaco.
Perché per quanto mi sforzi di
capire, proprio non riesco a
comprendere quali siano stati
nella storia della mia città i criteri di valutazione dei partiti.
l Consiglio verso lo scioglimento dopo
che ieri mattina alle 8 si è dimesso il sindaco Consales e dopo che alle 10,30 circa
sono state depositate le dimissioni contestuali di tutti i consiglieri comunali. Il
Prefetto ha avvitato le procedure ed oggi
dovrebbe probabilmente conoscersi il nome del Commissario. Oggi ancora, iniziano gli interrogatori degli arrestati sabato
per la presunta corruzione che ha portato
ai «domiciliari» anche il sindaco di Brindisi. Si inizia con l’imprenditore Screti che
è detenuto in carcere. Si prosegue domani
con l’interrogatorio del commercialista
Vergara e giovedì sarà sentito Consales.
.
USCIRE
DAL TORPORE
CON IDEE
E VOLTI NUOVI
II I BRINDISI PRIMO PIANO
Martedì 9 febbraio 2016
MALAVITA SCATENATA
Il commando ha bloccato la strada
utilizzando barre chiodate e, dal tetto del
RAPINA DA FILM IN PIENO GIORNO furgone, si è impossessato del denaro
Assalto armato al portavalori
colpo da oltre tre milioni di euro
Una banda, munita di kalashnikov, è entrata in azione sulla strada statale 379
MIMMO MONGELLI
l FASANO. Un assalto in stile
far west: un commando, militarmente organizzato, ha messo a
segno nel primo pomeriggio di
ieri una rapina in danno di un
portavalori della Cosmopol. I
banditi sono riusciti ad impossessarsi del denaro contenuto
nel mezzo blindato. Il bottino del
colpo ammonta a tre milioni e
650mila euro. L’assalto è avvenuto lungo il tratto fasanese della strada statale 379, l’arteria che
collega Bari a Brindisi, attorno
alle 13 e 30 di ieri.
Prima di entrare in azione la
banda - che era composta da una
decina di banditi armati di kalashnikov che hanno agito con il
volto coperto da passamontagna
- ha bloccato la superstrada in
entrambe le direzioni di marcia.
In questo modo i malviventi si
sono assicurati che nessuno potesse disturbarli mentre assaltavano il portavalori che trasportava il denaro.
L’assalto ha avuto inizio subito dopo lo svincolo per Pezze di
Greco della statale 16. I banditi
hanno bloccato un camion, che
viaggiava in direzione Brindisi e
sotto la minaccia dei fucili mitragliatori hanno intimato al
conducente del mezzo pesante di
posizionare il camion al centro
della carreggiata. “Edificata”
questa insormontabile barriera,
i rapinatori hanno cosparso la
sede stradale di manciate di
chiodi a tre punte, che hanno
mandato fuori uso i pneumatici
di una delle auto che sopraggiungevano dietro al tir. Stessa
azione, usando dei nastri chiodati, che hanno ancorato al
guard-rail, hanno fatto sull’opposta corsia di marcia della statale, inibendo il passaggio a
qualsiasi mezzo all’altezza dello
svincolo per Torre Spaccata.
Bloccata la strada, i malviventi
hanno puntato verso il secondo
portavalori, quello che faceva da
“scorta” al furgone blindato che
ASSALTO IN PIENO GIORNO Il
portavalori contrassegnato dal
numero 11, quello preso di mira
dai banditi in quanto contenente
il denaro [foto Rosato]
trasportava il denaro.
Dopo aver bloccato il mezzo, i
banditi hanno aperto il fuoco
con i kalashnikov contro l’abitacolo del portavalori esplodendo decine di proiettili (ne sono
stati contati almeno ottanta).
L’obiettivo dei rapinatori era
quello di evitare che i vigilanti
potessero accennare una qualsiasi reazione. La gragnola di
colpi, quindi, l’hanno esplosa a
scopo intimidatorio, ma hanno
sparato ad altezza uomo. Per fortuna che il cristallo corazzato del
portavalori ha tenuto: qualcuno
poteva rimetterci la vita. Mentre
i banditi tenevano sotto minaccia dei micidiali AK47 le due
guardie giurate che erano a bordo del secondo mezzo blindato, il
resto del commando ha raggiunto il secondo mezzo, quello che
trasportava il denaro. Stessa
azione: i rapinatori hanno aperto il fuoco con i kalashnikov contro l’abitacolo del portavalori, su
cui c’erano tre vigilanti. Di colpi
ne hanno esplosi a decine, alcuni
contro il vano motore (corazzato) del mezzo, altri contro il cristallo anteriore del furgone. Le
guardie giurate non hanno potuto accennare a nessuna rea-
SCENE DA FAR
WEST Nelle
immagini ai lati, il
luogo dove è
avvenuto l’assalto
al portavalori sulla
strada statale che
collega Bari a
Brindisi, in territorio
di Fasano. Nelle
foto si vede anche il
camion che i banditi
hanno bloccato per
strada costringendo
l’autista, sotto la
minaccia delle
armi, a porre
l’autoarticolato in
linea trasversale
per bloccare il
transito di mezzi
[foto Mario Rosato]
.
zione. Intanto, altri componenti
del commando sono saliti sul tetto del furgone e, usando un flex,
hanno aperto uno squarcio nella
corazza. Da quel buco hanno prelevato il denaro – tre milioni e
650mila, per l’appunto – e, conclusa l’azione, si sono immediatamente dati alla fuga. Per allontanarsi dal luogo dell’assalto
il commando ha utilizzato quattro macchine.
I mezzi sono stati trovati poco
dopo dai carabinieri a meno di
un chilometro dal luogo dell’assalto, sotto un cavalcavia della
complanare lato monti della
strada statale 379. Si tratta di una
Bmw, una Ford Focus, un Range
Rover e una Fiat 500 L. Dai primi
accertamenti eseguiti dai militari dell’Arma e dalla Polizia
nessuna delle quattro macchine
risultava inserita nell’elenco dei
mezzi rubati da ricercare. Questo non significa niente: potrebbe trattarsi di auto rubate poche
ore prima dell’assalto e di cui i
proprietari non avevano ancora
denunciato il furto subito. Un
AZIONE MILITARE ERANO STATE NASCOSTE SOTTO UN CAVALCAVIA
La fuga a bordo
di 2 auto «pulite»
l FASANO. Un colpo da professionisti. La banda che ha messo
a segno, ieri, l’assalto ai due portavalori della Cosmopol era
composta da gente che sa sin troppo bene il fatto proprio. Non
solo i banditi hanno agito con tecnica militare, non lasciando al
caso nessun dettaglio, neanche quello all’apparenza più insignificante, ma il commando era perfettamente a conoscenza
del fatto che su uno dei due mezzi blindati c’erano tanti soldi. Il
denaro che era trasportato sul portavalori che apriva la
mini-carovana era stato prelevato dalle guardie giurate dalla
sede della Banca d’Italia di Bari. La
missione dei vigilanti era quella di
trasportare i soldi sino al caveau
dell’istituto di vigilanza, a Lecce. Per
farlo si erano attrezzati di tutto punto:
il portavalori numero uno era seguito
da un secondo mezzo blindato che lo
scortava e, in caso di assalto, avrebbe
dovuto fungere da diversivo per i rapinatori.
L’assalto è avvenuto in territorio di
Fasano. Anche la scelta del luogo dove
entrare in azione non è stata causale.
Anche se allo stato inquirenti e investigatori non dispongono di elementi
oggettivi per affermarlo, tutto lascia
pensare che l’assalto è stato preceduto
da una serie di ricognizioni sul campo.
Solo in questo modo si spiega il fatto
che i rapinatori avevano individuato
anzitempo un posto lontano da occhi
indiscreti per parcheggiare le auto
“pulite”, quelle che avrebbero poi utilizzato per la fuga. In effetti, la presenza
di quei mezzi in una zona di aperta
campagna non è stata notata da nessuno. Dopo l’assalto, quando in pochi
minuti l’area si è riempita di pattuglie delle forze dell’ordine, i
carabinieri hanno subito individuato il sito, ma ormai era troppo
tardi.
m. mong.
INDAGINI COMPLESSE Il fatto che ad agire sia stata
una banda di professionisti complica il lavoro degli
investigatori, ai quali restano in mano solo le autovetture
utilizzate per arrivare sul posto, affidate ora agli esperti
della Scientifica [foto Mario Rosato]
fatto è certo: il commando aveva
parcheggiato nei pressi del cavalcavia della superstrada Bari-Brindisi almeno un paio di auto “pulite”, che ha utilizzato per
allontanarsi dal luogo della rapina senza dare nell’occhio. Impossibile fare ipotesi sulla direzione di fuga imboccata dai banditi dopo l’assalto. Dal posto dove
BRINDISI PRIMO PIANO I III
Martedì 9 febbraio 2016
Non è la prima volta che in quel tratto di strada
si verificano simili rapine, come quando i banditi
si travestirono da agenti per bloccare un camion
Un «film» già visto
altre volte in passato
Ma il «raid» di ieri non ha eguali quanto a efferatezza
l La statale 379, l’arteria di
grande comunicazione che collega Brindisi a Bari, come le praterie del vecchio West.
Se nell’America dei cow boy
era la grande prateria il luogo
preferito dalle bande di fuorilegge per gli appostamenti in attesa
del passaggio delle diligenze da
assaltare e rapinare, i banditi del
terzo millennio, quelli che si
muovono
a
bordo di auto
di grossa cilindrata e agiscono armati sino
ai denti, per i
loro appostamenti scelgono la grande
striscia
di
asfalto che collega il Salento al
capoluogo di Regione. Non è la
prima volta che sul tratto fasanese della strada statale 379 si
verificano rapine, anche se nessuno dei colpi precedenti è neanche lontanamente paragonabile
all’assalto messo a segno ieri dalla gang composta da una decina
di banditi incappucciati e armati
di micidiali kalashnikov. In passato i fuorilegge si erano “limitati” a fingersi agenti delle forze
dell’ordine, tentando di mettere
a segno una
rapina in danno di un autotrasportatore
leccese che
trasportava
collettame. In
quel frangente i banditi,
che erano a
bordo di un’Alfa 159 con lampeggiante blu sul tettuccio, accostarono il camion e, con una
paletta in tutto e per tutto uguale
a quelle in uso alle forze di polizia, intimarono al conducente
del mezzo pesante di fermarsi.
Fortuna volle che, poco prima, il
camionista era stato avvisato da
un altro autotrasportatore della
presenza di tre individui con il
volto coperto e armati di fucili e
pistole a bordo di una potente
Audi TT. Intuendo che stava per
diventare vittima di una rapina,
invece di fermarsi il conducente
del camion continuò la sua corsa
spingendo il piede sull’acceleratore. I banditi, a quel punto, si
lanciarono all’inseguimento del
camion e aprirono il fuoco. Spararono prima con la pistola, poi
con i fucili, senza economizzare
sui proiettili.
Un’autentica
pioggia di fuoco, ma in ogni
caso niente rispetto a quello
che ha fatto il
commando
che è entrato
in azione ieri.
Qui siamo di fronte a professionisti del crimine, gente che è in
grado di bloccare un’arteria di
grande comunicazione in entrambi i sensi di marcia e di mettere a segno un colpo milionario
in una manciata di minuti. Banditi che, già prima di entrare in
azione, avevano pianificato il
percorso che avrebbero seguito
per allontanarsi dal luogo
dell’assalto, raggiungere il sottopassaggio dove aveva lasciato
le auto “pulite” e dileguarsi a
bordo di questi
mezzi. I banditi erano sicuri
del fatto loro: al
secondo mezzo
del mini-convoglio, quello
che non aveva
denaro a bordo, hanno dedicato poco tempo. La loro attenzione si è concentrata sin dalle
battute iniziali dell’assalto al
primo portavalori, quello dove –
di certo lo sapevano – c’era il
bottino. I malviventi sapevano
anche che la parte “debole” della
corazza del mezzo era il tetto. E,
infatti, è li che hanno agito con il
flex per aprire uno squarcio dal
quale hanno effettuato il prelievo di denaro.
[m. mong.]
PARTE «DEBOLE»
I banditi sapevano che la
parte «debole» del
furgone era il tetto
le forze dell’ordine hanno trovato le quattro macchine, che sono state poste sotto sequestro per
poter essere esaminate già oggi
dalla Scientifica alla ricerca di
eventuali tracce lasciate dai rapinatori, si può facilmente andare in ogni direzione. Il commando, dunque, potrebbe essere
fuggito verso Brindisi, ma anche
verso Bari o verso l’interno. Gli
equipaggi degli elicotteri di polizia e carabinieri, che si sono
alzati in volo appena avuta notizia dell’assalto al portavalori,
non sono riusciti ad individuare
dall’alto mezzi sospetti da segnalare alle decine di pattuglie impegnate nei controlli lungo le
strade.
AZIONE RAPIDA Tutto si è svolto in pochi minuti [foto Rosato]
Strada statale «blindata» dalle forze dell’ordine
Le due carreggiate sono
. state riaperte dopo diverse ore alla circolazione stradale
Il traffico lungo il tratto fasanese della strada statale 379 è rimasto bloccato sino al tardo pomeriggio di ieri.
Carabinieri e poliziotti hanno
avuto un gran da fare a repertare
ogni elemento utile alle indagini.
Sino a quando gli investigatori
non hanno ultimato tutti i rilievi
sul campo di azione del commando, la strada è rimasta interdetta al transito di ogni tipo di
veicolo.
Il traffico diretto verso Brindisi (e,
a seguire, verso Lecce) è stato
deviato sulla strada statale 16,
quella che porta a Pezze di Greco
e, proseguendo, a Ostuni. Dall’al-
tra parte, sulla carreggiata Bari-Brindisi della superstrada, invece, i veicoli sono stati fatti uscire allo svincolo di Torre Spaccata
e deviati verso la litoranea Torre
Canne-Savelletri.
I disagi per camionisti e automobilisti sono stati inevitabili. La
corsia nord, la Brindisi-Bari, è
stata riaperta al traffico attorno
alle 17 e 15 di ieri, a diverse ore
dal colpo messo a segno dal
commando armato di banditi.
L’altra carreggiata, la Bari-Brindisi, quella dove è avvenuto l’assalto ai due portavalori della Cosmopol, addirittura è stata riaperta al transito dei veicoli molto più
tardi.
Code di veicoli di curiosi si sono
formate anche sulla complanare
lato mare della strada statale 379.
Una volta che le forze dell’ordine
hanno completato il loro lavoro,
è stato necessario l’intervento
dei mezzi di soccorso per rimuovere dalla sede stradale i portavalori.
Sui due mezzi blindati erano visibili i segni lasciati dalla gragnola
di colpi esplosi dai banditi a scopo intimidatorio allo scopo di costringere i vigilanti di scorta al
portavalori a restare nell’abitacolo dei portavalori durante le fasi
[m. m.]
dell’assalto.
.
.
FUCILATE AL FURGONE Paura per le guardie giurate [foto Rosato]
COLPO
STUDIATO
NEI MINIMI
PARTICOLARI
Nelle
immagini
accanto, il
furgone che
fungeva da
scorta al
portavalori,
con il
parabrezza e
la carrozzeria
crivellate di
colpi sparati
con il
kalashnikov
dal
commando
allo scopo di
intimidire il
personale e
indurlo a non
reagire [foto
Mario Rosato]
UTILIZZATO UN FLEX
Per forzare la parte
posteriore del portavalori
e rubare il denaro