RASSEGNA STAMPA - Associazione Generale Cooperative Italiane

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venerdì 29 gennaio 2016
Indice
RASSEGNA STAMPA
Associazione Generale Cooperative Italiane
La prima tappa delle "Camminate dei musei" ad Ascoli
5
Comunicati-Stampa.Net - 2016-01-28
Fondi paritetici interprofessionali - formazione continua a costo zero
6
Fasi.Biz - 2016-01-28
Truffe agli anziani e furti in abitazione: i consigli utili dei carabinieri
12
Piunotizie.It - 2016-01-28
PSR 2014-2020. Ruolo, organizzazione e obiettivi dell’agroalimentare pugliese
14
Sudnews.It - 2016-01-28
Cooperazione agricola: in piena crisi fatturato cresciuto del 9%
16
Wordpress.Com - 2016-01-28
Alleanza delle Cooperative Italiane
Pofferi rieletto a Bruxelles alla presidenza di Cogeca
20
Btboresette.Com - 2016-01-28
COGECA, POFFERI RIELETTO ALLA PRESIDENZA DEL COMITATO OPERATIVO
21
Corriereortofrutticolo.It - 2016-01-28
Pofferi rieletto al vertice del Comitato Cooperativo Cogeca
22
Italiafruit.Net - 2016-01-28
IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - COOPERATIVE/EUROPA - POFFERI (ALLEANZA COOPERATIVE
AGROALI...
Italiannetwork.It - 2016-01-28
Regione. Agricoltura, Hausmann: “Forestale da integrare nel sistema”
Lagone.It - 2016-01-28
24
25
27
Confcooperative Sicilia: Mancini rieletto presidente regionale
Siciliajournal.It - 2016-01-28
Tematica
UNA BUONA STRADA
Avvenire - 2016-01-29
Prime garanzie statali
Il Gazzettino - 2016-01-28
L'insostenibile presentezza del credito
Il Manifesto - 2016-01-28
Caso Boschi omissioni & bugie
Il Manifesto - 2016-01-28
Il Campidoglio annulla il bando per i Centri interculturali minori
Il Messaggero - 2016-01-29
Il disagio del credito cooperativo per il rinvio deirautoriforma
MF - 2016-01-29
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RASSEGNA STAMPA
Associazione Generale Cooperative Italiane
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La prima tappa delle "Camminate dei musei" ad Ascoli
Alla Galleria
ASCOLI – Positivi riscontri
per un progetto che riesce
ad abbinare, sin dallo
scorso anno, la cultura, lo
sport e la promozione della
salute dei cittadini.
Stiamo
parlando
del
progetto “Camminate dei
musei” che domenica 24
gennaio ha fatto tappa
presso la Galleria d’arte
contemporanea Licini in
Corso Mazzini ed a cui
hanno
partecipato
70
perone,
di
ogni
età,
provenienti da Marche ed
Abruzzo.
“Camminate dei musei” è
un progetto realizzato in
collaborazione Cooperativa
DLM, Associazione Hozho,
Associazione
A.C.C.T.,
ASD Truentum ed Agci Marche.
Il gruppo dei podisti ha prima effettuato una camminata che ha avuto come luogo di partenza il
Centro socio culturale Tofare in Via Oristano e come luogo di arrivo proprio la Galleria d’arte
contemporanea.
Lì ha preso il via una splendida visita che ha finito per l’affascinare il folto gruppo di visitatori che di
certo conosceva poco delle splendide opere presenti nella struttura, in particolare di Licini.
“Le finalità dell’iniziativa – ricordano i promotori del progetto - sono molteplici.
Da un lato la valorizzazione dei musei, dall’altro la promozione della salute dei cittadini per i quali
una semplice camminata rappresenta una gratuita opportunità per fare movimento e dunque
combattere la vita sedentaria di tutti i giorni”.
Per essere aggiornati sulle prossime iniziative del progetto “Camminata dei musei” basta visitare il
sito www.cooperativemarche.it oppure visitare la pagina facebook della Cooperativa DSA.
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Fondi paritetici interprofessionali - formazione continua a
costo zero
Angela Lamboglia
Dal conto formazione aziendale ai voucher formativi, tutte le opportunità a disposizione delle
imprese
La Finanziaria 2001 ( legge 388/2000 ) ha previsto che le imprese possano destinare lo 0,30% del
contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria alla formazione continua dei propri
dipendenti, attraverso i Fondi paritetici interprofessionali .
Questi organismi possono essere istituiti, a livello regionale o territoriale, sulla base di accordi
interconfederali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori
maggiormente rappresentative sul piano nazionale, alternativamente nella forma di: soggetto
giuridico di natura associativa ai sensi dell'articolo 36 del codice civile; soggetto dotato di
personalità giuridica ai sensi dell'articolo 12 del codice civile, concessa con un decreto del
Ministero del Lavoro.
I Fondi possono essere istituiti per ciascuno dei settori economici dell’industria, dell’agricoltura, del
terziario e dell'artigianato e gli accordi interconfederali possono prevedere l'istituzione di Fondi
anche per settori diversi e per la formazione continua dei dirigenti.
La loro attivazione è subordinata al rilascio dell' autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro e
delle Politiche sociali , mentre la vigilanza sulla gestione dei fondi è affidata all'Anpal , l'Agenzia
nazionale per le Politiche attive del lavoro.
Le risorse provengono dai versamenti dei datori di lavoro all'Inps , che provvede bimestralmente a
trasferirle al Fondo indicato dall'impresa.
Per i datori di lavoro che non aderiscono ai Fondi paritetici interprofessionali resta fermo l'obbligo di
versare all'Istituto nazionale di previdenza sociale il contributo integrativo.
Con il decreto legislativo n.
150-2015 questi organismi sono entrati a far parte anche della Rete Nazionale dei servizi per le
politiche del lavoro , che ha il compito di promuovere i diritti alla formazione e all'elevazione
professionale e comprende anche Anpal, Inps, Inail, Isfol, fondi bilaterali, camere di commercio e
agenzie per il lavoro.
MIUR - PON Scuola 2014-2020, risorse FSE e FESR per formazione ed edilizia scolastica Inoltre,
sempre in base al dlgs n.
150-2015, i Fondi interprofessionali possono intervenire anche nella stipula del patto di servizio
personalizzato a favore dei beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di
lavoro (riduzione di orario connessa all'attivazione di una procedura di sospensione o riduzione
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dell'attività lavorativa per integrazione salariale, contratto di solidarietà o intervento dei fondi di
solidarietà), "allo scopo di mantenere o sviluppare le competenze in vista della conclusione della
procedura di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa ed in connessione con la domanda di
lavoro espressa dal territorio".
Cosa finanziano I Fondi paritetici interprofessionali finanziano piani formativi aziendali, territoriali o
settoriali concordati tra le parti sociali .
Inoltre, i Fondi possono finanziare anche piani formativi individuali e attività propedeutiche e
connesse ad iniziative formative .
L'accesso alle attività formative può avvenire mediante la partecipazione ai progetti territoriali o
settoriali organizzati dai Fondi o ai bandi pubblici da loro emanati, sia utilizzando la quota
accantonata dal datore di lavoro sul conto formazione aziendale che attraverso voucher formativi per
l'acquisto di corsi, seminari e altre iniziative analoghe a catalogo.
I Fondi possono emanare bandi a propria titolarità, investendo risorse interne per la gestione e
rendicontazione del progetto, o con il supporto di un ente di formazione accreditato.
In linea generale, il sostegno è previsto nella misura del 100% del progetto nelle aree depresse del
Paese, di cui all'obiettivo 1 del regolamento (CE) n.
1260/1999, e nella misura del 50% nelle altre aree.
I Fondi operativi Fon.Ar.Com - Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua
Costituito a seguito dell’accordo nazionale firmato da C.I.F.A.
(Confederazione Italiana Federazioni Autonome) e CONF.S.A.L.
(Confederazione Sindacati Autonomi Lavoratori), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal
Ministero del Lavoro con decreto del 6 marzo 2006.
Il codice di adesione Inps è FARC .
Fon.Coop - Fondo per la formazione continua nelle imprese cooperative Costituito a seguito
dell’accordo nazionale firmato da AGCI (Associazione Generale Cooperative Italiane), CCI
(Confederazione Cooperative Italiane), Legacoop (Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue),
CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), CISL (Confederazione Italiana Sindacati
Lavoratori) e UIL (Unione Italiana del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero
del Lavoro con decreto del 10 maggio 2002.
Il codice di adesione Inps è FCOP .
Fond.E.R - Fondo per la formazione continua negli enti religiosi Costituito a seguito dell’accordo
nazionale firmato da AGIDAE (Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica),
CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro, CISL (Confederazione Italiana Sindacati
Lavoratori) e UIL (Unione Italiana del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero
del Lavoro con decreto del 1° settembre 2005.
Il codice di adesione Inps è FREL .
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Fondimpresa - Fondo per la formazione continua nelle imprese industriali Costituito a seguito
dell’accordo nazionale firmato da Confindustria (Confederazione Generale dell'Industria Italiana),
CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), CISL (Confederazione Italiana Sindacati
Lavoratori) e UIL (Unione Italiana del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero
del Lavoro con decreto del 28 novembre 2002.
Il codice di adesione Inps è FIMA .
Fondir - Fondo per la formazione continua dei dirigenti del terziario Costituito a seguito dell’accordo
nazionale firmato da Confcommercio (Confederazione Generale Italiana del Commercio, del
Turismo, dei Servizi e delle PMI), ABI (Associazione Bancaria Italiana), ANIA (Associazione
Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e
della Logistica), Manageritalia , FederDircredito , Sinfub (Federazione Nazionale Sindacati Autonomi
Personale del Credito, Finanza e Assicurazioni) e Fidia (Federazione Italiana Dirigenti Imprese
Assicuratrici), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 6
marzo 2003.
Il codice di adesione Inps è FODI .
Fondirigenti - Fondo per la formazione continua dei dirigenti industriali Costituito a seguito
dell’accordo nazionale firmato da Confindustria (Confederazione Generale dell’Industria Italiana) e
Federmanager (Federazione Nazionale Dirigenti Aziende Industriali), il Fondo è stato autorizzato ad
operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 6 marzo 2003.
Il codice di adesione Inps è FDIR .
FondItalia - Fondo per la formazione continua nei settori terziario, industria e nelle PMI Costituito a
seguito dell’accordo nazionale firmato da FEDERTERZIARIO (Federazione Italiana del Terziario, dei
Servizi, del Lavoro Autonomo e della Piccola Impresa Industriale, Commerciale ed Artigiana) e UGL
(Unione Generale del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro con
decreto del 12 febbraio 2009.
Il codice di adesione Inps è FEMI .
Fondartigianato - Fondo per la formazione continua nelle imprese artigiane Costituito a seguito
dell’accordo nazionale firmato da Confartigianato (Confederazione Generale dell'Artigianato e delle
Imprese), CNA (Confederazione Nazionale Artigianato e della Piccola e Media Impresa),
Casartigiani (Confederazione Autonoma Sindacati Artigiani), CLAAI (Confederazione delle Libere
Associazioni Artigiane Italiane), CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), CISL
(Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) e UIL (Unione Italiana del Lavoro), il Fondo è stato
autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 31 ottobre 2001.
Il codice di adesione Inps è FART .
Fondo Banche Assicurazioni (FBA) - Fondo per la formazione continua nei settori del credito e delle
assicurazioni Costituito a seguito dell’accordo nazionale firmato da ABI (Associazione Bancaria
Italiana), ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), CGIL (Confederazione
Generale Italiana del Lavoro), CISL ( Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) e UIL (Unione
Italiana del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro con decreto del
16 aprile 2008.
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Il codice di adesione Inps è FBCA .
Fondo dirigenti PMI - Fondo per la formazione continua dei dirigenti delle PMI Costituito a seguito
dell’accordo nazionale firmato da Confapi (Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria) e
Federmanager (Federazione Nazionale Dirigenti Aziende Industriali), il Fondo è stato autorizzato ad
operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 10 giugno 2003.
Il codice di adesione Inps è FDPI .
FAPI - Fondo per la formazione continua nelle PMI Costituito a seguito dell’accordo nazionale
firmato da Confapi (Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria), CGIL (Confederazione
Generale Italiana del Lavoro), CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) e UIL (Unione
Italiana del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro con decreto del
21 gennaio 2003.
Il codice di adesione Inps è FAPI .
Fonservizi - Fondo per la formazione continua nei servizi pubblici industriali Costituito a seguito
dell’accordo nazionale firmato da CONFSERVIZI - Asstra, Federambiente, Federutility
(Confederazione Nazionale dei Servizi), CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), CISL
(Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) e UIL (Unione Italiana del Lavoro), il Fondo è stato
autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 15 settembre 2010.
Il codice di adesione Inps è FPSI .
Fondolavoro - Fondo per la formazione continua nelle micro, piccole, medie e grandi imprese
Costituito a seguito dell’accordo nazionale firmato da UNSIC (Unione Nazionale Sindacale
Imprenditori e Coltivatori) e UGL (Unione Generale del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad
operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 21 marzo 2012.
Il codice di adesione Inps è FLAV .
Fondoprofessioni - Fondo per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende
collegate Costituito a seguito dell’accordo nazionale firmato da CONFPROFESSIONI
(Confederazione
Sindacale
Italiana
delle
Libere
Professioni),
CONFEDERTECNICA
(Confederazione Sindacati Nazionali Libere Professioni Tecniche), CIPA (Confederazione Italiana
Professionisti e Artisti), CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), CISL (Confederazione
Italiana Sindacati Lavoratori) e UIL (Unione Italiana del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad
operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 7 novembre 2003.
Il codice di adesione Inps è FPRO .
Fon.Ter - Fondo per la formazione continua nel terziario Costituito a seguito dell’accordo nazionale
firmato da Confesercenti (Confederazione Italiana Esercenti Commercio, Turismo e Servizi), CGIL
(Confederazione Generale Italiana del Lavoro), CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori)
e UIL (Unione Italiana del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro
con decreto del 24 febbraio 2003.
Il codice di adesione Inps è FTUS .
For.Agri - Fondo per la formazione continua in agricoltura Costituito a seguito dell’accordo nazionale
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firmato da Confagricoltura (Confederazione Generale dell'Agricoltura Italiana), Coldiretti
(Confederazione Nazionale Coldiretti), CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), CGIL
(Confederazione Generale Italiana del Lavoro), CISL (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori),
UIL (Unione Italiana del Lavoro) e Confederdia (Confederazione Italiana Dirigenti, Quadri e Impiegati
dell’Agricoltura), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 28
febbraio 2007.
Il codice di adesione Inps è FAGR .
Formazienda - Fondo per la formazione continua nei comparti commercio, turismo, servizi,
professioni Costituito a seguito dell'accordo nazionale firmato da CONF.S.A.L.
(Confederazione Sindacati Autonomi Lavoratori) e SISTEMA COMMERCIO E IMPRESA
(Confederazione Nazionale Autonoma Italiana del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle
Professioni e delle Piccole e Medie Imprese), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero
del Lavoro con decreto del 31 ottobre 2008.
Il codice di adesione Inps è FORM .
For.Te - Fondo per la formazione continua nel terziario Costituito a seguito dell’accordo nazionale
firmato da Confcommercio (Confederazione Generale Italiana del Commercio, del Turismo, dei
Servizi e delle PMI), Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica),
CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), CISL (Confederazione Italiana Sindacati
Lavoratori) e UIL (Unione Italiana del Lavoro), il Fondo è stato autorizzato ad operare dal Ministero
del Lavoro con decreto del 31 ottobre 2002.
Il codice di adesione Inps è FITE .
Fondo Conoscenza - Fondo per la formazione continua nelle professioni intellettuali Costituito a
seguito dell’accordo nazionale firmato da Fenapi (Federazione nazionale autonoma piccoli
imprenditori) e CIU (Confederazione Italiana di Unione delle professioni Intellettuali), il Fondo è stato
autorizzato ad operare dal Ministero del Lavoro con decreto del 2 marzo 2015.
Il codice di adesione Inps è FCON .
Come aderire Le modalità di adesione ai Fondi interprofessionali sono state definite con circolare
dell’Inps n.
71 del 2 aprile 2003 .
Ciascun datore di lavoro può aderire a un unico Fondo per tutti i dipendenti soggetti alla medesima
disciplina contrattuale e in più a un secondo Fondo per i dirigenti .
Per farlo occorre scegliere l'opzione ' Adesione ' inserendo il codice dell'organismo prescelto e il
numero dei dipendenti per cui è previsto l'obbligo contributivo nella 'Denuncia aziendale' del flusso
UNIEMENS aggregato ( ex modello di denuncia contributiva DM10/2 ).
L'adesione viene rinnovata tacitamente negli anni successivi e non comporta spese aggiuntive per il
datore di lavoro.
L' accantonamento delle risorse decorre dal mese di competenza della Denuncia aziendale nel
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quale è stato inserito il codice del Fondo.
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Categoria : Attualità regionale
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Truffe agli anziani e furti in abitazione: i consigli utili dei
carabinieri
Continua
l’attività
di
sensibilizzazione
della
cittadinanza da parte dei
Carabinieri del Comando
Provinciale di Ravenna
finalizzata alla prevenzione
dei reati c.d.
predatori, in specie quelli
che colpiscono le fasce più
deboli della collettività.
Difatti, dopo i numerosissimi
interventi
effettuati
dai
Comandanti delle Stazioni
Carabinieri di tutta la
Provincia di Ravenna nelle
parrocchie al termine delle
funzioni religiose, nella
mattinata
odierna
alla
presenza dei rappresentanti
di tutte le Associazioni di
categoria del territorio (
Confidustria,
Confimi,
Ascom-Confcommercio, CNA, Confesercenti, Confcoperative, Confartigianato, Legacoop
Romagna, AGCI, Coldiretti, CIA, Confagricoltura, Copagri) presso la caserma intitolata al “Ten.
Col.
Frignani M.O.V.M.” di viale Sandro Pertini 11 ove ha sede il Comando Provinciale, è stato
presentato un pieghevole realizzato con la collaborazione del Comune di Ravenna, da distribuire
ad anziani e non, contenente preziosi consigli per prevenire le truffe in danno di anziani ed i furti in
abitazione.
Spesso le cronache riportano episodi di criminali che approfittano della buona fede dei cittadini:
"Anziana derubata da finto operaio di una società telefonica" "pensionati truffati da falsi
Carabinieri".
Per non cadere in questi raggiri, è sufficiente prendere alcune precauzioni.
"La prevenzione è la migliore difesa".
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Estrazione : 28/01/2016 03:56:42
Categoria : Attualità regionale
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I truffatori per farsi aprire la porta ed introdursi nelle vostre case possono presentarsi in diversi modi,
specie se vi chiedono se avete denaro o gioielli o dove lo avete nascosto.
Spesso sono persone distinte, eleganti e gentili.
Dicono di essere funzionari delle Poste, di enti di beneficenza, dell'Inps, del Comune/Provincia o
delle società energetiche, dell’acqua e gas e talvolta appartenenti alle forze dell'ordine.
I militari, come da tradizione storica, stanno investendo molto nella vicinanza alla popolazione
puntando all’opera di prevenzione; i cittadini stessi infatti possono essere i primi protagonisti nella
lotta alla commissione dei reati.
Nell’ambito dei reati contro il patrimonio, sicuramente i più odiosi sono quelli che vanno ad intaccare
l’intimità e l’inviolabilità della propria abitazione: ecco dunque alcuni piccoli suggerimenti che
possono davvero fare la differenza in materia di sicurezza.
Non solo: saranno dispensati consigli e piccoli accorgimenti sul proprio comportamento quotidiano,
utili a non cadere nella trappola dei malviventi.
Saranno dunque indicate le corrette modalità per approcciare agli operatori di enti o Istituzioni che
bussano alla porta, nonché alcuni piccoli segreti per capire realmente chi abbiamo di fronte.
Il pieghevole sarà anche un momento di riflessione sul mutamento della società, e le
raccomandazioni in esso contenute potranno essere applicata a tutte le situazioni potenzialmente a
rischio, come i prelievi in banca o alla posta.
Il concetto lanciato dai Carabinieri è mirato dunque ai cittadini di ogni età: nessuno è esentato
dall’applicare queste piccole regole di buon senso, poiché la sicurezza che ogni persona desidera
nella vita di tutti i giorni, parte dai piccoli gesti.
L’immancabile impegno quotidiano dei militari dell’Arma, se accompagnato dalla consapevolezza di
ogni persona nei comportamenti e nelle azioni quotidiane, può davvero creare una salda e fitta rete
di sicurezza; infine un appello alle segnalazioni.
Verranno infatti rilasciati i numeri utili, dal 112 delle Centrali Operative, ai vari Comandi Compagnia
del territorio locale, ricordando che un dettaglio notato e giudicato sospetto, se comunicato ai
Carabinieri, potrebbe impedire il compimento di un reato nei confronti del vicino.
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http://www.sudnews.it/risorsa/PSR_2014-2020._Ruolo__organizzazione_e_obiettivi_dell_agroalimentare_puglie/44434.html
PSR 2014-2020. Ruolo, organizzazione e obiettivi
dell’agroalimentare pugliese
Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Puglia, formalmente adottato
dalla Commissione Europea il 24 novembre 2015, delinea le priorità per l’utilizzo di
1.637.880.991,74 di euro di finanziamento pubblico, dei quali 991 milioni di euro a valere sul
bilancio UE e 647 milioni di euro di cofinanziamento nazionale (Stato e Regione) ed è in grado di
generare investimenti per oltre 2,1 miliardi di euro.
Il PSR della Puglia finanzierà azioni nell’ambito di tutte le sei priorità dello sviluppo rurale, con
particolare attenzione alla preservazione, ripristino e valorizzazione degli ecosistemi connessi
all’agricoltura e alla silvicoltura, nonché al potenziamento della competitività dell'agricoltura in tutte
le sue forme della redditività delle aziende agricole.
Per garantire, comunque, il rilancio del settore agricolo, assicurando un equo reddito ai nostri
produttori, occorre necessariamente definire il ruolo, l’organizzazione e gli obiettivi
dell’agroalimentare pugliese.
Numerose le sfide con le quali dovrà cimentarsi l'agroalimentare pugliese dei prossimi anni:
produttività, sostenibilità economica, ambientale e sociale, innovazione, reti e territori, ricambio
generazionale , nuovi modelli di organizzazione economica dei produttori sia nella fase primaria
che in quella di trasformazione dei prodotti agricoli, internazionalizzazione, utilizzazione delle
bioenergie rinnovabili, diversificazione in attività non agricole e accesso al credito.
I prodotti della nostra agricoltura sono espressione di un patrimonio di conoscenze, di una cultura
millenaria radicata nei territori, che appartiene a tutta la filiera produttiva; poi però essi devono
trovare le "strade" del mondo per far conoscere e apprezzare il "Made in Puglia".
Per fare questo dobbiamo necessariamente modernizzare la nostra agricoltura e le nostre filiere.
I mercati globali si presidiano con la competitività, passando anche attraverso l’innovazione che
migliora i processi, i prodotti e, in ultima analisi, la redditività degli operatori.
Per questo dobbiamo puntare sulle imprese, sia singole che associate, che abbiano una valenza
economica, che siano in grado di stare sul mercato perché ,solo incrementando la loro attività e
quindi in prima battuta la produzione e la produttività, si potrà conseguire l’obiettivo di favorire uno
sviluppo del settore che garantisca crescita ed occupazione a vantaggio di tutti e che allo stesso
tempo sia sostenibile.
In tale ottica non c’è contrapposizione tra filiere "corte" e "lunghe": il vero tema dell'agricoltura
pugliese riguarda l’organizzazione per imporsi sui mercati, quello interno e quello globale.
Occorre, quindi, fare sistema e creare stretti collegamenti fra ricerca scientifica, imprese, finanza e
Istituzioni, così da assecondare più efficacemente l'innovazione, indispensabile per la
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valorizzazione e competitività dell'agroalimentare sui mercati internazionali.
Difendere l'agricoltura vuol dire preservare una ricchezza formidabile che altre Regioni europee
cercano di valorizzare e utilizzare per far crescere la propria economia e per il miglioramento della
qualità della vita.
Questo importante Seminario, rivolto agli imprenditori ed ai tecnici operanti nel settore agricolo, è
stato organizzato da Agrinsieme Puglia, coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative
di Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari (che a sua volta
ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare), con l'Accademia
dei Georgofili Sezione Sud-Est, con Laica Salento e con la Banca Popolare Pugliese, in
collaborazione con gli Ordini Professionali degli Agronomi e dei Commercialisti, nonché con i Collegi
dei Periti Agrari e degli Agrotecnici della provincia di Lecce.
La finalità è quella di divulgare le attività previste dal PSR 2014-2020 della Regione Puglia, in
particolare i contributi e le agevolazioni riservati alle aziende agricole e a quelle di trasformazione di
prodotti agricoli, nonché di informare sugli strumenti finanziari previsti per l’accesso al credito agrario
e soprattutto di costituire un momento di riflessione per contribuire a delineare il ruolo,
l’organizzazione e gli obiettivi dell’agroalimentare pugliese.
Programma dei lavori ORE 14:30 - Iscrizione Partecipanti WELCOME COFFEE ORE 15:00- Inizio
Lavori MODERATORE Vincenzo Magistà Direttore TG Norba 24 SALUTI Raffaele Carrabba
Coordinatore Agrinsieme Puglia Vittorio Marzi Presidente Accademia dei Georgofili - Sezione Sud
Est Vito Primiceri Presidente Banca Popolare Pugliese Giorgio Rosario Costa Presidente Ordine dei
Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Lecce Rosario Centonze Presidente Ordine dei
Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali Prov.
di Lecce Roberto Martina Presidente Collegio Provinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati
di Lecce Elisabetta Dolce Presidente Collegio Interprovinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici
Laureati di Le – Br INTRODUZIONE Giuseppe Mauro Ferro Accademico dei Georgofili - Consigliere
Banca Popolare Pugliese RELAZIONI Paolo Ammassari Dirigente Ufficio Programmazione e
Sviluppo Rurale – MIPAAF Il Programma di Sviluppo Rurale Nazionale 2014/2020 Gianluca
Nardone Direttore Dip.
Agricoltura, Sviluppo Rurale e Tutela dell’Ambiente – Regione Puglia Principali aspetti strategici del
Programma di Sviluppo Rurale della Regione Puglia 2014/2020 TAVOLA ROTONDA Raffaele
Borriello Direttore Generale Ismea Mauro Buscicchio Direttore Generale Banca Popolare Pugliese
Roberto Fatano Presidente Laica Salento Quirino Quaglieri Direttore Amministrativo Belectric Italia
Enzo Russo Centro Studi Laica Salento Arturo Semerari Presidente Gruppo Terrae S.p.A.
QUESTION TIME CONCLUSIONI Dino Scanavino Coordinatore Nazionale Agrinsieme Leonardo Di
Gioia Assessore alle Risorse Agroalimentari – Regione Puglia Il Seminario sarà trasmesso in diretta
streaming su www.clioedu.it/live Per condividere i temi discussi con il "mondo della Rete" sarà
lanciato su Twitter, contestualmente alla diretta streaming, l’
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Cooperazione agricola: in piena crisi fatturato cresciuto del 9%
Redazione
Crescita nel Sud, politiche
di branding ed export.
Sono le 3 parole d’ordine
del post crisi per il sistema
della
cooperazione
agroalimentare italiana, che
negli
anni
più
neri
(2011-2013) ha registrato
una crescita del fatturato
quasi
doppia
rispetto
all’industria alimentare del
Paese (+9% contro +5%).
L’istantanea
presentata
oggi
a
Roma
dall’Osservatorio
della
cooperazione
agricola
italiana,
istituito
dal
ministero delle Politiche
agroalimentari e forestali e
sostenuto dalle quattro
Organizzazioni
di
rappresentanza
delle
cooperative dell’agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare
ed Unicoop) fornisce un identikit sempre più corposo del comparto.
Per Nomisma, che ha svolto la ricerca, è di 36,1mld di euro il fatturato annuo (2013) prodotto dalle
5.024 imprese collettive associate, con 92mila addetti e 815.898 adesioni: numeri che collocano
l’Italia al terzo posto per fatturato nella speciale classifica Ue della cooperazione agroalimentare e
al primo posto per numero di imprese, rispettivamente con quote del 10% e del 27% sul totale delle
compagini europee.
“I dati evidenziati dall’Osservatorio – ha detto il presidente di Alleanza delle Cooperative – settore
Agroalimentare, Giorgio Mercuri – se da una parte sono importanti e confermano il sistema
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vincente della nostra cooperazione, dall’altra indicano che ci sono ampi margini di miglioramento.
È vero infatti – ha proseguito Mercuri – che non possiamo ancora parlare di modello italiano della
cooperazione se prima non omogeneizziamo, anche in termini di valore prodotto, il sistema
associativo su tutto il territorio nazionale e se non proseguiamo nel processo di aggregazione e
potenziamento delle nostre cooperative.
In questo modo i nostri prodotti – ha concluso – potranno contare di più sui mercati internazionali,
che costituiscono il futuro sempre più prossimo per le nostre organizzazioni”.
Un percorso, annota la ricerca, già intrapreso con successo da 4 regioni italiane del Nord – Emilia
Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto – che da sole valgono il 75% del fatturato
complessivo del sistema cooperativo italiano.
Regioni, queste ultime, a cui si deve gran parte della centralità della cooperazione nel sistema
primario, con il 24% del giro d’affari totale dell’agroalimentare nazionale e il 36% degli
approvvigionamenti della materia prima agricola.
Per il viceministro del Mipaaf, Andrea Olivero: “Il settore agroalimentare oggi più che mai è al centro
dell’attenzione del Governo e della politica economica, come dimostrano le scelte perseguite in
questi mesi tese ad una visione del settore che ha come punti di forza l’innovazione, la sostenibilità
ambientale, la semplificazione, l’accesso al credito.
Il mondo della cooperazione, e i dati lusinghieri che sono stati presentati oggi lo dimostrano, è in
grado di valorizzare più di un terzo della produzione agricola nazionale, ha una notevole
propensione all’export delle nostre eccellenze agro-alimentari.
Dobbiamo certamente trovare soluzioni che possano ridurre lo squilibrio che anche quest’anno
ritroviamo tra Nord e Sud, una sfida da perseguire collettivamente come sistema paese.
Perciò il mio impegno oggi è di proseguire quel lavoro di squadra finalizzato a garantire sul piano
legislativo e normativo quanto risponde ai fabbisogni di questa agricoltura rinnovata che ha in sé la
valorizzazione dei prodotti, dei territori, delle tradizioni e delle persone”.
Per la responsabile Cooperazione di Nomisma, Ersilia di Tullio, che ha presentato la ricerca: “La
cooperazione italiana ha retto l’onda d’urto della crisi.
Superata questa fase occorre guardare avanti e porsi nuovi obiettivi di crescita, guardando a quel
che avviene oltre i confini nazionali.
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In Francia, ad esempio, la cooperazione agroalimentare, con un numero di imprese pari a poco più
della metà dell’Italia e quasi 85mld di euro di fatturato, rappresenta il 40% della produzione
alimentare.
Altro aspetto significativo dei francesi, è l’efficacia nel valorizzare i propri prodotti attraverso politiche
di marca, con 1 brand alimentare su 3 che appartiene alla cooperazione”.
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/ / Pofferi rieletto a Bruxelles alla presidenza di Cogeca
Domenico Megali
Leonardo Pofferi, è stato rieletto oggi alla presidenza del Comitato cooperativo di Cogeca per il
triennio 2016-2018 in rappresentanza dell’Alleanza Cooperative Italiane – settore Agroalimentare.
“Desidero ringraziare le organizzazioni cooperative degli altri Stati membri dell’Ue per avermi
rinnovato la fiducia, garantendo in tal modo continuità al lavoro avviato nel precedente mandato”,
ha detto subito dopo la votazione Pofferi.
“Ritengo importante continuare ad approfondire il confronto del comitato di coordinamento con altre
direzioni generali della Commissione europea, per contribuire al posizionamento di Cogeca su
tematiche di grande attualità per le imprese cooperative.
MAGDALENA MONTAIGU (KZRKIOR.) ELETTA VICEPRESIDENTE Pofferi, referente di Fedagri
Confcooperative nella capitale belga già dal 1999, è alla direzione dell’ufficio di Confcooperative
Bruxelles dal 2014.
“Vogliamo rafforzare il ruolo di Cogeca come network imprenditoriale”, ha continuato Pofferi,
“collaborando alla messa a punto dei periodici Business forum che stanno riscontrando grande
interesse tra le cooperative.
La cooperazione agroalimentare italiana deve essere rappresentata nel board di Cogeca, per
contribuire con maggiore efficacia alla definizione degli orientamenti politici, quali ad esempio.
Le prime riflessioni sul futuro della Pac potrebbero accompagnare nel prossimo biennio la revisione
del budget europeo.
Alla vicepresidenza del Ccc è stata invece nominata Magdalena Montaigu, in rappresentanza
dell’organizzazione cooperativa polacca KZRKIOR.
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COGECA, POFFERI RIELETTO ALLA PRESIDENZA DEL
COMITATO OPERATIVO
Inserito
Giovedì,
28
gennaio, 2016 - 13:21
Conferma
unanime
a
Bruxelles per Leonardo
Pofferi (nella foto), rieletto
ieri alla presidenza del
Comitato cooperativo di
Cogeca per il triennio
2016-2018
in
rappresentanza
dell'Alleanza
Cooperative
Italiane
–
settore
Agroalimentare.
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Pofferi rieletto al vertice del Comitato Cooperativo Cogeca
Ufficio Stampa Alleanza,
Settore Agroalimentare
Italiane
Conferma
unanime
a
Bruxelles per Leonardo
Pofferi, rieletto ieri alla
presidenza del Comitato
cooperativo di Cogeca per il
triennio
2016-2018
in
rappresentanza
dell'
Alleanza
Cooperative
Italiane
–
settore
Agroalimentare.
"Desidero ringraziare le
organizzazioni cooperative
degli altri Stati membri per
avermi rinnovato la fiducia,
garantendo in tal modo
continuità al lavoro avviato
nel precedente mandato –
ha dichiarato Pofferi –.
Ritengo
importante
continuare ad approfondire
il confronto del comitato di
coordinamento con altre
Direzioni generali della Commissione europea, per contribuire al posizionamento di Cogeca su
tematiche di grande attualità per le imprese cooperative, quali fiscalità, accesso al credito, ricerca e
innovazione".
Pofferi, referente di Fedagri Confcooperative nella capitale belga già dal 1999, è alla direzione
dell'ufficio di Confcooperative Bruxelles dal 2014.
"Vogliamo rafforzare il ruolo di Cogeca come network imprenditoriale – ha continuato Pofferi collaborando alla messa a punto dei periodici Business forum che stanno riscontrando grande
interesse tra le cooperative.
Mi preme sottolineare l'importanza per la cooperazione agroalimentare italiana di continuare ad
essere rappresentata nel board di Cogeca, per contribuire con maggiore efficacia alla definizione
degli orientamenti politici, quali ad esempio – ha concluso Pofferi – le prime riflessioni sul futuro
della Pac che potrebbero accompagnare nel prossimo biennio la revisione del budget europeo".
Alla vicepresidenza del Ccc è stata invece nominata Magdalena Montaigu , in rappresentanza
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dell'organizzazione cooperativa polacca KZRKIOR.
Fonte: Ufficio stampa Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare
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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO - COOPERATIVE/EUROPA POFFERI (ALLEANZA COOPERATIVE AGROALIMENTARI)
CONFERMATO ALLA PRESIDENZA COMITATO
COOPERATIVO DI COGECA
Conferma unanime a Bruxelles per Leonardo Pofferi, rieletto oggi alla presidenza del Comitato
cooperativo di Cogeca per il triennio 2016-2018 in rappresentanza dell’Alleanza Cooperative
Italiane – settore Agroalimentare.
«Desidero ringraziare le organizzazioni cooperative degli altri Stati membri per avermi rinnovato la
fiducia, garantendo in tal modo continuità al lavoro avviato nel precedente mandato – ha dichiarato
Pofferi –.
Ritengo importante continuare ad approfondire il confronto del comitato di coordinamento con altre
Direzioni generali della Commissione europea, per contribuire al posizionamento di Cogeca su
tematiche di grande attualità per le imprese cooperative, quali fiscalità, accesso al credito, ricerca e
innovazione».
Pofferi, referente di Fedagri Confcooperative nella capitale belga già dal 1999, è alla direzione
dell’ufficio di Confcooperative Bruxelles dal 2014.
«Vogliamo rafforzare il ruolo di Cogeca come network imprenditoriale – ha continuato Pofferi collaborando alla messa a punto dei periodici Business forum che stanno riscontrando grande
interesse tra le cooperative.
Mi preme sottolineare l'importanza per la cooperazione agroalimentare italiana di continuare ad
essere rappresentata nel board di Cogeca, per contribuire con maggiore efficacia alla definizione
degli orientamenti politici, quali ad esempio – ha concluso Pofferi – le prime riflessioni sul futuro
della Pac che potrebbero accompagnare nel prossimo biennio la revisione del budget europeo».
Alla vicepresidenza del Ccc è stata invece nominata Magdalena Montaigu, in rappresentanza
dell'organizzazione cooperativa polacca KZRKIOR.(27/01/2016-ITL/ITNET)
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Regione. Agricoltura, Hausmann: “Forestale da integrare nel
sistema”
“Nel Lazio abbiamo un
6,3% in termini di spesa del
Programma di Sviluppo
Rurale 2014/2020 per il
settore forestale, per un
totale di 22.481.000 euro
ripartiti nella misura 8 che
gestiscono gli Assessorati
all’Agricoltura
e
all’Ambiente.
Sinora abbiamo fatto cose
importanti,
penso
in
particolar modo al grande
lavoro sulla castanicoltura,
settore importante perché di
traino economico.
Il fenomeno che il dottor
Giuseppe Blasi del Mipaaf
ricordava, il rimpiazzo della
forestazione spontanea che
riempie la nicchia lasciata
vuota dall’agricoltura, non è
marginale è ed è difficile da gestire.
Il settore forestale è un settore complicato, ma importante.
Per il Lazio, ad esempio, riguarda buona parte delle zone interne, che ospitano momenti produttivi
interessanti.
Il futuro credo fortemente sia nell’integrazione del settore forestale con altri settori.
Un esempio importante è quello del bovino pascolatore, nel caso del Lazio il bovino maremmano,
modello virtuoso e super ecologico, che copre gran parte delle nostre zone trasversali lungo l’intero
territorio.
Va fatta, inoltre, una necessaria riflessione sui modelli che possiamo pensare in uno spazio
spontaneo, come quello forestale, che nessuno ha progettato, soprattutto in presenza di imprese
super capitalizzate ma povere in termini di tecnologia e di innovazione.
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Penso in particolar modo a imprese che possono sicuramente utilizzare questi spazi, come quelle
multifunzionali, per la mia esperienza per niente marginali ma anzi vere punte di diamante.
Una seconda importante riflessione va fatta sulla semplificazione: dobbiamo render la vita più facile
alle nostre imprese, i costi standard sono certamente dettati dal buon senso, ma consiglierei anche
un uso attento delle check-list delle certificazioni, per evitare costose corse dell’ultimo minuto.
Come Regione crediamo inoltre nell’intervento combinato con gli altri fondi europei per una spesa
efficace, avviato dall’amministrazione Zingaretti con la creazione di LazioEuropa.
C’è poi il tema del trasferimento delle competenze provinciali, su cui siamo al lavoro in Giunta
proprio in queste ore, che purtroppo non è semplice perché ci si dimentica che quando si spostano
delle persone non si spostano solo competenze ma anche costi, poiché il trasferimento è sempre
oneroso.
I presidi territoriali sono fondamentali e non vanno persi per evitare il rischio di avere zone fuori
controllo.
Il settore forestale non va quindi considerato isolato ma parte di un sistema integrato che veda nel
bosco un valore.
Le risorse della Programmazione di Sviluppo Rurale sono le più preziose e abbiamo il dovere di
usarle con la massima cura”.
Lo ha dichiarato l’Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio, Carlo Hausmann,
intervenendo al seminario di approfondimento sullo Sviluppo Rurale 2014/2020, organizzato dal
settore forestale dell’Alleanza Cooperative Italiane Agroalimentare, alla presenza del Viceministro
all’Agricoltura Andrea Olivero.
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Confcooperative Sicilia: Mancini rieletto presidente regionale
“Oggi non è il tempo delle
parole, è il tempo dei fatti.
E noi vogliamo parlare di
fatti, come sono abituate a
fare le cooperative.
Anzi,
vogliamo
attraverso i fatti”.
parlare
È questo uno dei passaggi
più importanti del discorso
che
Gaetano
Mancini,
riconfermato alla guida di
Confcooperative Sicilia, ha
pronunciato davanti ad oltre
250 delegati riunitosi ieri
mattina per l’assemblea
regionale
di
Confcooperative:
un’assemblea
che
possiamo definire storica
perché
segna
il
cambiamento, dopo quasi
70 anni, del modello organizzativo dell’associazione.
Da oggi, infatti, ci sarà in Sicilia un’unica Confcooperative regionale, con articolazioni territoriali che
avranno un forma diversa rispetto a quella del passato.
“Il cambiamento può aprire scenari positivi per la nostra economia e le nostre imprese se prevale la
logica del fare e del fare bene.
Attorno a noi il mondo continua a cambiare a velocità vertiginosa, noi tendiamo a percepire per lo
più effetti negativi nell’immediato.
Ma se guardiamo più a fondo ci accorgiamo che nella gran parte dei casi il cambiamento apre
nuovi orizzonti, nuovi scenari, nuove opportunità”, ha dichiarato Mancini che ha aggiunto: “La crisi
che viviamo è anche, e forse soprattutto, il risultato di una gestione della cosa pubblica esercitata
nei diversi decenni passati senza alcuna responsabilità e lungimiranza e ponendo il conto a carico
delle future generazioni.
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Con scelte che sono diventate prassi, e che ahimè si ripetono ancora oggi, che hanno spostato le
finanze pubbliche dallo sviluppo alla clientela per il consenso.
Basta pensare ai tanti bacini di assistenza e precariato.
Era inevitabile che le risorse finissero.
E adesso sono finite.
Le nostre imprese, per prime le cooperative sociali, stanno vivendo drammaticamente questa nuova
dimensione.
Con la mancata copertura dei capitoli finanziari relativi a servizi che comunque vengono loro
richiesti, con gli insostenibili ritardi nei pagamenti, e adesso, addirittura, con la mancata ricezione
delle fatture per servizi resi.
Una scelta arrogante e illegale!”.
Dunque bisogna cambiare, perché cambiando si possono affrontare le nuove sfide: “abbiamo
ridisegnato Confcooperative Sicilia per accompagnare le cooperative verso il successo in questo
scenario di cambiamento.
Confcooperative si mette quindi in discussione per stare al passo con i tempi.
Ribadisce i valori ed i principi costitutivi, ma rinnova le modalità di intervento, cambia passo per
rispondere alle esigenze attuali delle proprie associate.
Insomma, dice Mancini, oggi nasce Confcooperative 2.0?.
Un futuro, quello della cooperazione deve guardare all’Alleanza delle Cooperative italiane: ”
l’Alleanza rappresenterà il 25% del made in Italy agroalimentare, il 34% della grande distribuzione,
una filiera di servizi, utility e costruzioni per un valore complessivo di 34 miliardi di fatturato,
7.000.000 di assistiti nel socio-sanitario, 4.450 sportelli bancari che rappresentano il 14,6% del totale
italiano, il 20% dell’industria assicurativa del Paese.
Rappresenterà 13 milioni di soci, 1.300.000 occupati, 161 miliardi di euro di fatturato.bRealizzare
l’Alleanza – ha detto Mancini nel suo intervento – significherà quindi offrire alle cooperative italiane
una prospettiva di rappresentanza e di servizi di altissimo livello.
È questa la bussola che deve guidarci per superare le differenze nei modelli organizzativi, le diverse
radici, le difficoltà nell’allineare abitudini e prassi diverse e consolidate”.
Per farlo serve però l’impegno istituzionale: il presidente, per questo motivo, ha rivolto un invito alla
politica affinché si apra il confronto con le associazioni imprenditoriali per definire strategie e
modalità per il migliore utilizzo dei fondi europei: “L’esperienza di altre regioni dimostra che i fondi
europei si spendono e producono effetti se c’è strategia e se si semplifica”.
In Sicilia c’è bisogno di cambiamento per lo sviluppo: “raggiungere questo obiettivo è un preciso
dovere della classe dirigente siciliana, se è tale, nei confronti delle future generazioni.
In Sicilia abbiamo risorse che valgono più dei nostri elementi di debolezza.
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Sta a noi, siciliani, valorizzarle.
Questo è quello che proponiamo alla politica e alle istituzioni: il confronto sugli argomenti, per
trovare insieme le soluzioni ai problemi e valorizzare le nostre tante risorse”, ha concluso Mancini.
Erano presenti gli assessori regionali all’agricoltura e alle infrastrutture Cracolici e Pistorio, il Vice
Presidente dell’ARS Lupo, il dirigente dell’Assessorato alla famiglia Bullara, nonché altri
rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni imprenditoriali.
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Tematica
Avvenire (ITA)
(ITA)
Avvenire
Paese:
Paese: it
Tipo media:
media: Quotidiano Nazionale
Pagina: 1-2
1-2
Pagina:
Autore: Leonardo
Leonardo Becchetti
Autore:
Readership:
338000
Readership: 338000
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122532
Diffusione: 122532
29 Gennaio 2016
2016
29
B CORPORATION, SVOLTA DIMPRESA2
UNA BUONA
STRADA
LEONARDO BECCHETTI
n quest'anno che si è appena aperto, nonostante le tante nubiche si addensano all'orizzonte di economia e socjctà, si intravedono anche fondati elementi di speranza. L'ultinsa indagine Nielsen sulla responsabiita sociale 2014) condotta su decine di migliaia cli persone in pila cli 56 Paesi rilevava che il
67% degli iotervistati vorrebbe lavorare in un'im
piesa socialmente responsabile".Parallelaniente
sempre pila imprenditori d'Oltreoceano investono gran parte del loro tempo in iniziative difilan
tropia e sipreoccupano,oltre che del profitto, del
l'impatto (sociale) delle loro attività sulle comu
nità cli riferiniento.
Nulla distrano,infondo,se pensiamo allavera gerarchia dei bisogni scritta dentro di noi. Esistono
"benisuperiori" e"beniinferiori",ovvero beniche
contribuiscono cli pila e beni che contribuiscono
di nierio a dare senso e soddisfazione alla nostra
vita.In un'ideale piramide diMaslow,dove allabaceci sono i beni inferiori e necessari e poi vengo
no i beni superiori,il profitto sta snttn e l'impatto
sociale sta sopra,e con esso il desiderio cli rende
ie felice clii è nel bisogno e di essere apprezzaLo e
amato dai propri simili per aver fatto qualcosa di
uffie per la società. Una prova empirica cli ciò sono gli studi econometricisulla soddlisfazione divi
ta quando indicano chiaramente che la relazione
trareddito personale e soddlistazione dlivita e concavaAbbiamo bisogno dirisorse economiche per
potervivere degnamente,ma aldisopra duna certa soglia guadagnare di più non ci rende più felici. Altre evidenze provenienti da div erse discipline tdagli studi su felicità e salute alla ricerca sui
neuroni aspecchio)ci confermano che siamofat
ti di relazioni e per masslml.zz.e il senso e la feli
cità della nostra vita nomi c'e niente cli meglio che
rendere i nostri simili felici assieme a noi.
Coerentemente con la spinta proveniente da questa scala dl bisogni, nel corso degli ultimi anni
qualcosasta cambiando nella stessa patria delcapitalismo. Negli Usa si è levata l'ondata delle be
nefitcorporations )autorizzate in una trentina di
Stati), cioè diimprese che vogliono andare oltre o
biettivo del profitto per subotcli.narlo alla massirni.zzazione dell'itnpatto sociale ed ambientale.
Sono dunque sempre più numerose le notizie cli
iniprenditoriche passano dalproJltall'iinpacte decidono che lo scopo più nobile della vita è avere
un impatto positivo sullavita dei propri simili. L'e
sempio di BfflGates,e dellafondazione che ha no
struito mn la moglie, non è l'unico. Basta guardare al cambio di vita del fondatore di E Bay e al
l'impegno umanitario cli molti deimiliarclari dellaleLe.Il fatto che siano cliventaLi micchi molto piima di quanto accadesse ai magnati del passato
accelera il loro "ciclo di vita", convincendoli ad
impegnare energie in età ancora giovane verso il
bene comune.
Leleinento che ancora stonanelprocessoèl'approccio "a due stadi" che prevede che si debba
prima costiuireenormiricchezzeperiniziare aredistribuire.La viapiui breve ed efficace resta inve
ce quella di iniziare da subito a dare il massimo
J
senso alla propria vita occupandosi di creare va
lore economico,sociale e ambientale sostenibile,
valore condiviso tra i portatori d'interesse. Ed è
qm]esta la novità verso cmii le h camporotmon.s tendono. pur nei loro limiti e contraddizioni, dianostiarido clic lo spazio occupato da tempo dalle
imprese sociali e cooperative in Italia sta diventando sempre più appetito dal mondo del profìt.
C'e dunque un filone "carsico" cOspirazione che
scorre nelle vene della storia, emerge in forme
sempre nuove ma parte da lontano, dalla nascita
dei Monti di Pietà, dei crediti cnoperativi e arriva
più recentemente al commercio equosolidale, alla banca e alla finanza etica, al itucrocredito, generando attraverso un processo cli azione e reazione,di contagio,imitazione e concorrenza conipetitivalaresponsabffita sociale d'impresa.Nonrovirmiamo la festa ai neofiti delle b corporotions e
allaloro soave superficialità del pensare di essere
stati iprinhi ad inventarel'impresarespnnsahilese
ciò serve ad alirnentarne sncor più I entusiasmo.
Ci hasteràricordame che,se davverolimpresa cIsc
subordina la creazione di valore all'impatto sociale "inizia oggi" conlabenefitcorporation, allora tutto quello che è venuto prima è b-corporation... ante litteram.
condono a pagina 2
Leonardo Becchetti
UNA BUONA STRADA
iò che è veramente importante è che il fiume del progresso verso
il bene comune continui a scorrere verso la foce e che l'ispirazione sia sempre pitisupportata da imprenditori illuminati, istituzionibenevolenti e orientate al bene comune,cittadini attivi e consapevoli di
detenere metà del potere sui ittercati, quello della domtiarida che sce
glie cosa comprare e come risparmiare. Se tutto procederà nella direzione giusta, un giorno ci accorgereino che dal modello d'impresa di
qualche anno fa a quello del futuro passa la stessa differenza che c'è
tra uno spettacolo di gladiatori della Roma antica e di una partita di
rugby. E in tempi in cui tutto corre velocissirno il passaggio da cm epcmca all'alira potnehhe essere molto più rapido.
C
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IL GAZZETTINO
Paese:
Paese: it
Tipo media:
media: Stampa locale
Il Gazzettino (ITA)
(ITA)
Pagina: 5
5
Pagina:
Autore: Roberta Amoruso
Autore:
ff-
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Diffusione: 66664
28 Gennaio 2016
n
Prime
e statali
sulle sofferenze bancarie
w
EUROPA
Sulla riforma
segnali positivi
da Bruxelles
L'AGENDA
Rinvio di sette giorni
per riorganizzare
il Credito cooperativo
Roberta Amoruso
Andrea Bassi
ROMA
Altro che «elemosina» dall'Europa. Quanto strappato a Bruxelles da Pier Carlo Padoan
per far scattare la macchina
schiaccia-sofferenze bancarie
con garanzia pubblica ha due
risultati certi per lo stesso
ministro dell'Economia: l'operazione «non avrà alcun impatto su deficit e debito pubblico», ma «potranno essere oggetto di cartolarizzazione solamente le tranche senior di
crediti cartolarizzati, quelle
cioè più sicure» A questo va
aggiunto il quadro di maggiore
certezza chiesto da tempo dal
sistema bancario. Certo, molti
dettagli sono ancora da chiarire sullo schema di accordo che
permette di smaltire, meglio e
più in fretta, 201 miliardi di
sofferenze grazie a minimo di
paracadute statale. E si capisce bene anche dalla freddezza incassata dalla Borsa che
l'operazione avrà comunque
un costo per le banche (-7,8%
per il Banco Popolare, -4% per
Bper, -3,2%
Bpm,-3% Unicredit con Mps
in
salita
dell'l,144). Ma
per Padoan si
tratta di inquadrare tutto nella riforma in
arrivo che permetterà alle
banche di essere «più grandi,
forti e
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renti» e, di conseguenza, di
«gestire con più efficienza i
crediti deteriorati».
Ecco perchè ieri in serata si
è deciso di rinviare alla prossima settimana l'approvazione
delle norme sulla riorganizzazione delle Banche di credito
cooperativo, insieme alle norme che accorciano i tempi del
recupero dei crediti nelle procedure concorsuali, che avrebbero dovuto arrivare oggi in
Consiglio dei Ministri.
Dunque si farà un unico
pacchetto che comprenderà anche le novità sulla garanzia
pubblica, tra l'altro da notificato formalmente a Bruxelles,
secondo quanto fa sapere la
Commissione. L'obiettivo è fare «di tutto per accelerare il
processo», si è limitato a rispondere Padoan a chi nel
corso del Question Time alla
Camera. E una nota del Tesoro
a chiarire i paletti fissati a
Bruxelles. Le
banche potranno volontariamente cedere
crediti in sofferenza, quindi
inesigibili, a
delle bad bankveicolo che li
impacchetteranno,attraverso cartolarizzazioni. in nuovi
strumenti finanziari (Abs) per
poi venderli sul mercato a
investitori specializzati, ai
«prezzi di mercato» tanto cari
a Bruxelles. A questo punto le
banche, pur di spuntare prezzi
di cessione più alti, potranno
chiedere la garanzia statale
sulle emissioni senior, più sicure, con tanto di rating e acquistabili dalla Bce, Ma i veicoli
bad-bank potranno anche
emettere tranche più rischiose
(junior e mezzanina) con sotto-
stanti crediti di qualità inferiore. In questo modo gli istituti
possono liberare i bilanci dalle
sofferenze e allontanare la minaccia di nuovi aumenti di
capitale, spostando il problema nel tempo, e quindi anche
le perdite. A quale costo? Il
prezzo della garanzia periodica da pagare al Tesoro, che
aumenterà nel tempo, incentivando il recupero i crediti.
PADOAN
<(Nessun
impatto
sul deficit
pubblico))
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il manifesto
Il Manifesto (ITA)
(ITA)
Paese:
Paese: it
Tipo media:
media: Quotidiano
Pagina: 52-55
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Autore: Martino Cavalli
Autore:
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28 Gennaio 2016
SFIDE EUROPEE
Una montagna
di «incagli»
L'evoluzione
dei crediti deteriorati
noi bilanci dallo
banche dall'inizio
della crisi. Ormai sono
il 17% (lei prestiti.
4
1'an,rrn.
3
20(10
2-046_049_mC5_v,i br heokirdd 46
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L'INSOSTENIBILE
PESANTEZZA
DEL CREDITO
L
Il governo sostiene
che il sistema
bancario è sano
ma intanto
deve trovare
gli aiuti pubblici
per liberarlo
dalle sofferenze.
E non dice quanto
potranno costare
agli italiani.
I:
I
di Martfuo Cavalli
rano 42 miliardi di euro nel 2008,due
anzi dopo 78, ancora niente rispetto
ai 125 del 2012 e 184 deI 2(114: ma
l'escalation è inarrestabile e oggi le
sofferenze bancarie hanno superato
i 2(111 miliardi, a cui bisogna aggiun.
gerne oltre 110 di crediti incagliati e
30 di esposizioni ristrulturate, scadute o
sconfinanO. Sono la grande massa di crediti
dctcriorati,o Non performing loans (Npl),
una niontagna di denaro clic te banche hanno prestato (quasi tutti alle aziende,le famiglie coniano per meno del 20 per cento) e
che probabilmente non rivedranno mai pLi.
Colpa della crisi, certo,ma anche di alcuni
laiic]siei i che liaisiiu fallaci edilo Ccii 11113
leggerezza insostenibile, così come oggi è
iusostenibite la pesaI1te'a delle perdite.
Limitai-e i danni era possibile, se ci sono
istituti che possono vantare sofferenze pari
a uil terzo detta ittedia. Ma oggi nessuno
perde tempo a cercare i colpevoli, si pensa
solo a trnvare una via d'uscita anche se
altn stesso tempo si sostiene che il sistema
è sanissimo: un ossimom evidentrr
E
C'è la necessità di liberarsi di questa zavorra per ridare fiato alle banche e
quindi all'economia. Però c'è un ostacolo,
La::eolpa::, al solito, viene data ai tedeschi,
che btoccano la garanzia europea sui depositi bancari perché prima vogliono vederci
chiaro. E le banche italiane hanno troppe
soffcrcnz'(c'anche troppi titoli di Stato, ma
questa sarò la prossima difficiliasinsa bat-
Che cosa c'è
in cassaforte
Quasi metà delle
sofferenze sono
riconducibili
a costruzioni
e immobiliare.
CREDITI
NON
GARANTITI
4
55%
EDILIZIA
4
CREDITI
GARANTITI
L
/_)•
COMMERCIO
27,4%
12,8%'.
IMMOBItIARE
36,8%
METALLI
iL
ALTRO
3 tehhrrn 2015
t-SaorannS
2-O45_O49_paC5_h,i ba,,he,k:,dd 47
47
2610155 21:34
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SFIDE EUROPEE
taglia,su cui davvero ci giocheremo lui io]
Due numeri servono a chianre meg!io
le cose. I prestiti a rischio, 200 miliardi di
euro, sono stati svalutati dalle banche i
88 miliardi. Ma peri!mercalo sono ancora
troppi. Quanto va!gono davvero? Per gli
operatori specializzati quelli cioè clic di
mesliece compcano crediti deteriorati per
poi rivenderli con un profitto il valore
«vero,' è intorno al 2t) 15cr cento. Quei 201)
miliardi ne varrebbero quindisolo 40. Una
differenza clic impedisce a domanda e olferla di incontrarsi e crea una zona grigia
nei bilanci di cui i tedeschi non si fidano
affatto. Così se Malteo Renzi dice clic non
scambierebbe le banche tedesche con quelle italiane, nonio farebbero neanche Angela
Merkel e siluraI ImIto Wolfga ng Sctijtihle.
Per eo!mare questo gap di quasi 50
miliardi il governo studia una garanzia pubblica che possa invogliare gli acquirenti a pagare un prezzo più alto. E
la Commissione euiopea frena perché
sostiene che così si aiutano le banche.
Difficile indovinare se e dove si troverà
no compromesso: l'incontro ti-a il ministro
Pier Carlo Padoan cia commissaria Uc alla
Concorrcnza, Margrcthc Vcrstager, ndlla
taida ora di martedì 26 gennaio, quando
Panorama andava in stampa,era ancora in
corso. Le sofferenze delle quattro baiirlie
da salvare, cioè Etruria, Banca Marche,
Carife e Carichieti, sono state valulate (e in
palle già vendute] l 18 pes ceimio del loso
valore noniinale. Poco? Nei giorni scorsi
28 banche di credito cooperativo hanno
fatto di peggio, cedendo o it pacclietl o ila
300 milioni al fondo americano Bayview
allO per cento del valore, quindi 30 milioni. A fine 2(1)5 il Monte dei Paschi si è
liberato di vecchi crediti per un miliardo,
ma avvertendo che «l'fmpatto sul conto
economico non è significativoii, In alti-e
parole, Mps ha incassato pochi Spiccioli.
«Per adesso le banche haimoo nelluto
crediti pi-evalenternente unsecured, cioè
senza garanzie». spiega Riccardo Serrini,
amministratore delegato di Preios Credit
Servicing,che il 28gennaio ha annunciato
il varo della prima bad bank privata in Ilalia
«e in queali casi il valore scende a circa il
5 per cento o anche meno». Insomma, a
48
i'»nor.,iiv,
fronte di i.m miliardo si portano a casa 50
milioni, quando vabeise. «Le banche lmaimiio
aspettato Codol, ma ora è tempo di estere
proattivi o trovare soluzioni, soprattutto
per i crediti securem], coli una garanzia inmobiliare» continua. '<I grandi inveslilori,
che sono quasi tutti americani, acquistano
il rischio iinrsobiliai-e anche tramite IPpI,
nella fase iniziale del ciclo immobiliare».
Ma per entrare in possesso di un immobile le pi ocedure gimmidiziai e «oso lestissiine e quindi abbassano sensibihsienlr
il valore. Non a caso (grafico iii L'asso] il
rendimento di qtieete opeiazioni in Italia è di gran lunga il più basso d'Europa,
molto peggio della Grecia. E gli operatori
comprano tenendo in osano le tabelle del
ministero della Gitislizia, che dicono che ci
vogi OliO 01 lo aliti e selle mesi per tre grmli
di giudizio nella giustizia civile. E se ad
Aosta possono essere sufficienti 320 giorni
per il pnrno grado,a Lainezia Ternte noti ne
bastano 2.000. 'In sostanza, per chiudere
una procedura esecutiva immobiliare si
attendono cinque anni,contro i dsie della
Spagna»'aggiunge Serrini.
So la giuslizia ftinzionasse i prezzi dello
soffereoze salirebbero e tutti sai-etibero
felici e contenti. Ma se il governo velocizza le procedure fallimentari e civili e le
banche smobilizzaoo i crediti garantiti, si
rischia una valanga di vendite immobiliari?
'Direi che è il contrario» spiega ancora
l'ad di Prelios Credil Servicing. »'Oggi di
froitte si un clietite iiisolveitie la soluziotie
giudiziale è spesso la meno conveniente.
In più, vendendo l'immobile in asta, non
seitipre vi riesce a coprire l'intera esposizione,continuando a rivalersi sul debitore.
Per gli operatori specializzati, come noi,
andare is gmildi7io è ssa sconfitta e si cerca
sempre di trovare prima un accordo con il
debitore e la banca/imtvestiloce'ì.
Ma i crediti garantiti da immobiliquanto
valgono?'»Dipende,risono palazzi di pregio
nelle grandi cittì, ma anche catiannoni ili-
Olanda
.
Chi va piano
non va lontano
Spagna
Germania
Austria
Lussemburgo
Ilrendimento
degli investimenti
in attività deteriorate"
nell'area Euro
e i tempi per chiudere
In procedure, in anni.
Belgio
Francia
•
Portogallo
Grecia
o
Italia
10%
o
o
o
o
4--
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ANNI 0,5
1
1,5
5
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Articolo
Articolo per uso esclusivo
esclusivo del
del destinatario. Sono
Sono vietate
vietate la
la riproduzione
riproduzione e
e la ridistribuzione
dustriali che non vuole nessunoa risponde
Adriano Bianchi, managing director di Alvarez & Morsal Italia, societl specializzata
in ristrutturazioni. <il punto è che con il
passaggio della banca a un operatore specializzato viene a cadere ogni attivitli 'relazionale" e si parla solo di"processo",con una
metodologia più incisiva, senza nessuila
attenzione all'approccio industriaIe'. Ed è
invece proprio l'approccio industriale che
ha porlilu Alvaicz & Mar al ad eflienc,uc il
lurido zilleriraiJr Kki io uIsopeiazioiie nidi
vista finora sul mercato italiano, che tende
a noit buttare via 11 hanthino assiense
all'acqua sporca: la creazione di un
veicolo assieme a Unicredit e Intesa
in cui portare 1-2 miliardi di debiti parla dei costi di
una badbankper
verso medie aziende, anche con la
lrastormszionie del dehieo in capitale. la collettivita?
DI la tua su/Is
pagina Facebook
Premio l'elemento su cuiinsiste di Panorama
Bianchi:'Nel mondo anglosassone
i nuovi creditori si presentano e dicono:
adesso comandiamo noi. Ir.Italia continuano a comandare gli stessi che hansro portato
l'azienda in quella situazione'». Insomma,
non pagano nd gli imprenditori incapaci né
i banchieri clic hanno sbagliato, Ma poiché
nessun pranzo è gratis, quella garanzie
di cui si discute a Bruxelles sono a carico
dello Stato, cioè nostro. E la Comnrissione
europea ha appenalanciato l'ahlanne sull'enorme debito pubblico italiano. Ci manca
sulu di aggiungere qualche nuliardo di euro
per la bari bank. 11 governo tace, osa non
può sostenere che non ci costerà nulla: se
non ci tosse spesa pubblica ritiri ilovrehhie
discuterne con Bruxelles.
.
I RISSODUZION5CISESVATA
.........
5.0
mila
I procedimenti
civili nei tribunali
italiani con
anZiallità
superiore 33 Oflfll.
70
2-945 049 p,a5
m,ra br»»heok.i,dd
mila superano
gli 8 anni.
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il iiianifesto
Il Manifesto (ITA)
(ITA)
Paese:
Paese: it
Tipo media:
media: Quotidiano
Pagina: 44-51
Pagina:
Autore: antonio rissitto
Autore:
CASO
BOSCI
Readership:
Readership: 12480
UMISSIONI
nuGu
Diffusione:
Diffusione: 12480
28 Gennaio 2016
COPERTINA
I
MISS1 NI
38
P3nor4no
I 3 fbbio 2015
O38-O45_p45Co1'er8oshl_2.ir1dd 38
26101/16 18:44
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I
/
Maria Elena Boschi,
35 anni, ministro
perle Riforme.
Il ministridimentica
o padre,indagato
chiviato per estorsione,
nel 2014 ha dovuto pagare
quasi 40 mila euro di multa
per una grossa somma
ricevuta in contanti e in nero.
Il procuratore di Arezzo.
si difende davanti al Csm'\
per l'incarico ottenuto
dal governo(Mai conosciuto
i Boschi»),scordando però
di avere indagato il banchiere
nel 2010.E il penalista
di Pier Luigi, che al Csm è stato
eletto «in quota Boschi»,
tace pur essendo stato
parte in causa. Retroscena
da un brutto affare.
Pier Luigi Boschi,
67 anni,imprenditore
agricolo e banchiere.
FI
n v
e
I
Roberto Rossi,
dal giugno 2014
procuratore
di Arezzo.
3 febbro 2016 P44orarna
O38-O45_pa5Coer8os2h:2.:r/dd 39
35)
26/01/16
8:44
2 // 8
8
Pagina 2
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esclusivoo del destinatario.
riproduzione
ridistribuzione
ione e la ridistrib
uzione
Articolo per uso esclusiv
destinatario. Sono vietate la riproduz
COPERTINA
«Mio padre è una persona perbene»
Maria EIna Boschi, ministro dII Riforme
di Antonio Rossitto
,oncola buio quando BO uiaiesciallie Uil luogotenente della Guardia di finanza bussano
alla porta di una villa alle porte di Laterina,
piccolo borgo speiso nella campagna aretina.
È il 24 marzo 2010. Sono le 7 del mattino.
Gli agenti del Nucleo di polizia tributaria
mostrano il tesserino e si presentano a Pier
Luigi Boschi, padre di Maria Elena, futuro
ministro delle Riforme. Esibiscoro il «decreto
di perqllisizione locale e personale» firmato
dall'allora prornratore cli Arezzo, Carlo Maria Scipio,
e dal pm Roberto Rossi. Poi notificano all'uomo il
provvedimento dell'autorità giudiziarie.
Boschi è indagato per turbativa d'asta in un'in.
chiesta che vede anche l'ipotesi di riciclaggio a carico di altre persone. L'incanto cui l'atto si riferisce
è quello della Fattoria di Dorna, un podere di 303
ettari venduto il t2 ottobre 2007 dall'Univereità di
Firenze alla «Valdarno superiore», la 000perativa
guidata da Boschi dal 2003 al 2014. Assieme a Boschi, al momento della perquisizione, ci sono la
moglie, Stefania Agresti,e duo figli: Pier Francesco
ed Emanuele. Manra invece Maria Elena. Lei lavora
in un'affermato studio legale di Firenza. Mantiene
però la sasidenza nella villa di famiglia a Laterina.
I quattro finanzieri chiedono a Pier Luigi Boschi
se vuole farsi assistere da un avvocato. Lui, però,
spiega che «non intende avvalersi ditale facoltà»,
Consegr.a spontaneamente ai militari alcune cartelle
di documenti e una copia fotostatica dell'assegno di
95 mila euro «emesso da Saporito Francesco all'ordine della Valdarno superiore>. Vengono poicontrollate
le due auto in garage. Concluse le ricerche nei tre pia
osi della casa,i fluanaicri passano a perquisire le sodi
40
l'zoorama
I
di due società amminiotoate da Boschi nella zona: la
Progetto Toscana e la cooperativa Valdarno superiore.
Negli uffici, gli agenti aequestrano due raccoglitori
pieni di carte e verbali di consigli d'amminislrazionc.
Il materiale è talmente voluminoso da costringere i
militari ad annotare: «Vista la copiosità, nell'impos.
aibilità di procedere a una immediata repertazione,la
documeniazione è stata progressivamente numerata
e fatta siglare su ciascun foglio>'. L'operazione della
Guardia di finanza aretirla si conclude alle 15,30.
La perquisizione dura otto oro e mezza,Ma sen1
bra non aver lasciato traccia nella memoria del ministro Boschi. Nelle ultime setiusoane non ha mancato
di sotLolineare la rettitudine del genitore, finilo nel
tritacarne mediatico-giudiziario dopo il crac di Banca
Etruria, di cui è stato vicepresidente dal giugno 2014
al febbraio 2015. «Mio padre è una persona perbene»
ha sillabato il ministro. tasciendo intendere candidi
trascorsi. Chridagine archiviata sul padre del ministro,
pubblicata cia Panorama la scorsa settimana, rivela
invece un quadro più nebuloso.
Maria Elena Boschi non è però l'unica colta da
dfmenticanze, in questa storis. Anche il pro Rossi,
ascoltato il 28 dicembre dalla prima commissione
del Consiglio supenore della magistratura, non ha
riferito di essersi occupato dell'ex vicepresidente cli
Banca Etruria: <'Non conosco nessuno della famiglia
Boschi> ha dichiarato."Non sapevo tseaiiche come
fosse formata». Una dtrnenlican.za che, lette le anticipazlorll dell'inchiesta di Panoromc, costringe il
magistrato a una tardiva ammissione. 1120 gennaio
2016 invia una lettera al Csm. E conferma di essersi
occupato in passato di procedinienti riguardanti
Boschi, ma di non conoscerlo di persona,'Abbiamo
preso tutti atto con rammarico che le dichiarazioni
rese non corrispondono ai fatti,> coisomenta Pierantonio Zarsettin, membro dell'organo che governa la
magistratura. Così, la prima commissione dcl Csm
riaprc l'istruttoria sul procuratore.
Ma in questo groviglio c'è anche un'altra persona
colta da lapsus: è Giuseppe Fanfani, altro componente del Csm dal settembre 2014. Anche lui sapeva. Il
29 marco 2010, cinque giorni dopo le perquisizioni,
Pier Luigi Boscln lo nomina suo difensore di fiducia
nell'inchiesta sulla fattoria di Dorna. Eppure, anche
lui, sceglie il silenzio.
Boschi, Rossi e Fanfani. Omissioni de mettono
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TUTTI AL CONVEGNO
PER LA LEGALITÀ
24Ottobre2013.Tre fermi-immagine
dal convegno eCultura della
prevenzione per una crescita
ecosostenibilen,organizzato dalla
Procura di Arezzo. Sul palco salgono Roberto
Rossi(quisopra e a lato), procuratore <'facente
funzione,,,e Maria Elena Boschi(in alto, in prima fiLe
come i/ministro de//Ambiente, Andrea Orlando),
deputato del Pd e invitata da Rossi come relatrice.
In platea c'è anche Pier Luigi Boschi,(foto al centro,
ne/cerchio)che in quel momento è indagato dalla
stessa Procura di Arezzo con l'accusa di estorsione.
L'ARCHIVIAZIONE DOPO
QUASI QUATTRO ANNI
3novembre2014. Il decreto di archiviazione
dell'inchiesta aperta nel 2OlOdalla Procura di Arezzo
contro Pier Luigi Boschi e altri otto indagati
per l'acquisto della Fattoria di Dorna, una tenute
di 303 ettari venduta nel 2007 dall'Università
di Firenze per 7,5 milioni. Su quell'operazione,
la Procura all'inizio aveva ipotizzato il reato
di turbativa d'asta. Ouiel procedimento era stato
archiviato ma ne era nato un secondo,per estorsione,
a carico di Pier Luigi Boschi. Tutto viene infine
archiviato il 3 novembre 2014, però Boschi deve
comunque pagare una multa di quasi 40 mila euro
all'Agenzia delle entrate:è il valore dell'Iva
sui soldi che lo stesso Boschi avrebbe ricevuto
in contanti e in nero per la vendita di un podere
che faceva parte della Fattoria di IDorna.
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COPERTINA
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22
a repentaglio il prestigio di tre istituzioni: politica,
giustizia e governo della magistratura. Boschi viene
indagato per turbativa d'asta nel gennaio 2010. Il
suo ruolo nell'acquisto della tenuta è determinante.
Prima, nell'ottobre 2007,da presidente del cda della
«Valdarno superiore», compra i 303 ettari per 7,5
milioni. Un mese dopo la sua cooperativa indica
che l'acquisto sarà fatto dalla «Fattoria di Dorna»,
un'azienda agricola che però viene creata solo il 29
novembre 2007. Boschi ne è socio al 90 per cento: la
quota, sei mesi più tardi, scenderà al 34 per cento.
Le altre azioni sono invece in mano a Francesco
Saporito, un imprenditore immobiliare calabrese.
La Finanza,in un'informativa inviata alla Procura di
Arezzo il 21 gennaio 2010,lo segnala come referente,
assieme alla famiglia, «di organizzazioni malavitose
riconducibili alla 'ndrangheta».
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La società cli Boschi e Saporito, dopo aver comprato la tenuta,cede alcuni lotti a privati e istituzioni.
Una di queste compravendite convince Rossi a contestare a Boschi padre anche il reato di estorsione.
Il padre del ministro, secondo quanto emerge dalle
carte lette da Panorama, avrebbe preteso e ottenuto
da un successivo acquirente il pagamento di 250
mila euro in nero. Un reato implicitamente ammesso
dallo stesso Boschi che,ad aprile del 2014, paga una
multa di quasi 40 mila euro all'Agenzia delle entrate.
Il resto dell'imposta evasa sarebbe stato imputato a
Saporito, che all'epoca della vendita aveva quasi il
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«Abbiamo preso tutti atto con rammarico
che le dichiarazioni rese dal procuratore Rossi
A sinistra: Giuseppe
Fanfani, penalista
aretino e dal settembre
2014 membro del Csm
(<'su indicazione
di Maria Elena Boschi»,
in base a quanto
scrivono i giornali).
Il documento in giallo
Sia nomine a difensore
di Pier Luigi Boschi,
il 29 marzo 2010.
Sotto: i due ordini
non corrispondono ai fatti»
64 per cento dell'azienda agricole. L'imprenditore
calabrese,intervistato dal Fatto quotidiano, ha però
spiegato di aver fatto ricorso contro la sanzione:
«Questi soldi non li ho mai avuti, lo ho firmato e
basta. La trattativa l'ha fatta Boschi. E penso che
debba pagare lui'>. Una versione, tra l'altro, già confermata dalla Finanza di Arezzo in un'informativa
del 7 maggio 2010: quei denari non sono andati a
Saporito, Così,il 4 febbraio 2013, Rossi chiede l'archiviazione dal reato di turbativa d'asta per Becchi
e altre otto persone, Lo stesso giorno, il magistrato
iecrive però nel registro degli indagali Boschi per
estorsione, Due settimane dopo, il 23febbraio 20t3,
Maria Elena Boschi viene eletta deputato. E il 18
luglio 20t3 Rossi viene chiamaio dal governo Letta
di perquisizione
delle proprietà
d Boschi senior,firmati
dai pm di Arezzo il 24
marzo 2010. A casa
Boschi finanzieri
identificano madre
e rratelli di Maria Elena
Boschi, presenti
alla perquisizione.
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Pierantonio Zanettin, membro del Csm
come consulente per gli affari giuridici.
Tre mesi più tardi, il 24 ottobre 2013. ad Arezzo
si tiene il coiivegiso «Cilhtura della prevelizione per
una crescita econostenibite». L'evento è organizzaIo dalla Procura di cui Rosei è gii reggente. Quella
tavola rotonda è l'ennesima riprova delle amnesie
del magistrato. Un mese fa, di fronte alla prima
comlnissione del Csm,aveva assicurato di non aver
mai conosciuto nessuno della famiglia Boschi: «t'lo
conosciuto solo l'attuale ministro in un'occasione
pubblica,istituzionale, quando era parlamentare>:,
I giornali scovano allora le foto di un dibattito del
31 ottobre 2015, ad Arezzo, Panorama, invece, ha
trovato evidenze più datale. E compromettenti.
Al convegno del 24 ottobre 20t3, coordinato da
Procura a Prefettura, viene invitata anche l'onorcvole
Bosclsi. Della sua presenza deve essersi irievitabil'
mente accorto anche Rossi, Che,da padrone di casa,
apre l'incontro alle 10,30 con una dissertazione sui
«reati ambientali». Maria Elena Boschi sale sul palco
dell'Auditorium poco dopo, a mezzogiorno in punto,
perno intervento dal lilolo; <Prevetsire è meglio che
curare«, Finito di parlare,si accomoda in prima fila, a
fianco della senatrice Loredana De Petris e dell'allora
<o inisiro dell'Anibienle, Aiid rea Orlan<l o.
'Iàilleur blu, soltogiacca grigio abbinato a scarpe
tacco 12, capelli raccolti; la futura ministra, ripresa
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vietate la
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dalle telecarnere delle tv locali, sembra quasi spaesata. Tre file più indietro, appollaiato su una poltroncina
c'è un distinto signore con i capelli grigi e gli occhiali
spessi. Indossa un abito blu,la camicia azzurra e una
cravatta vinaccia: è Pier Luigi Boschi, allora sotto
inchiesta per estorsione. Davanti a lui, sul palco,
seduto al tavolo dei conferenzieri, c'è Rossi, il suo
«inquisitore». Che due settimane dopo,il 7novembre
2013, chiede però l'archiviazione del fascicolo. Il
procedimento avrà una coda cinque mesi più tardi,
con il pagamento della multa di Boschi all'Agenzia
delle entrate per l'Iva evasa sul pagamento in nero.
I destini dei due torneranno a incrociarsi il 21
marzo del 2014 quando, su ordine di Rossi, viene
perquisita la sede aretina della direzione generale
di Banca Etruria. E Boschi, mai indagato per il crac
dell'istituto, siede nel consiglio d'amministrazione
dell'istituto. Diveiìtando vicepresidente poco dopo:
il 4 aprile 2014.
Gultimo tassello del puzzle è la nomina del suo
avvocato al Csm. Giuseppe Fanfani, sindaco di Arezzo e «nipotissimo» del leader della Dc Amintore,
viene eletto il 9 settembre 2014 dal Parlamento, su
indicazione del Pd di Matteo Renzi. La Nazione,
quotidiano di riferimento della Toscana,scrive: «La
candidatura, spinta dal ministro Maria Elena Boschi,
cui il sindaco è unito da aretinità e fedeltà renziana,
potrebbe fare breccia anche col premier in persona».
Breccia che diventa un varco.
Poco dopo, 18 dicembre 2014, il governo Renzi
Roma,
22 febbraio 2014:
Maria Elena
Boschi esce
dal Quirinale,
dove a soli
33 anni
ha appena
giurato
come ministro
delle Riforme,
in compagnia
della sua
famiglia.
Dietro di lei:
la madre,
Stefania Agresti;
i due fratelli,
Pier Francesco
ed Emanuele;
e il padre,
Pier Luigi.
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«Non conosco nessuno della famiglia Boschi. Non sapevo
neanche come fosse formata))
Roberto Rossi, procuratore di Arezzo
affida una nuova consulenza (la precedente era
scaduta cinque mesi prima,il 21luglio2014) a Rossi,
ancora come esperto degli affari giuridici. L' incarico
dura meno di due settimane, ma il 24 febbraio 2015
viene rinnovato fino al 31 dicembre 2015. Queste due
nomine avevano spinto la prima commissione del
Csm a verificare eventuali incompatibilità tra il ruolo
di Rossi, coordinatore delle indagini su Banca Etruria,
e quello di consulente dell'esecutivo. L'audizione del
magistrato,1128 dicembre 2015, lascia molte perplessità. Anche la frase così definitiva sulla conoscenza
dei Boschi sembra inveritiera: «Non conosco neppure
la composizione del nucleo familiare».
La sua versione viene riportata da tutti i giornali
italiani. Mentre Fanfani,controparte di Rossi nei procedimenti penali che coinvolgevano Boschi,continua
a tacere. Così il Csm, il 19 gennaio 2016, propone
l'archiviazione del fascicolo. Il giorno dopo,lette le
anticipazioni dell'inchiesta di Panorama, Rossi trasecola. Spedisce una lettera al Csm in cui conferma
di aver indagato su Boschi, ma di non conoscerlo
personalmente. E l'istruttoria viene riaperta.
Panorama,per la seconda settimana di fila, rivela
nuovi documenti e circostanze. Fatti che mettono i
protagonisti di questa storia di fronte alle loro responsabilità. Il ministro,il procuratore e il togato:in gioco
.
c'è molto di più della solita disfida politica.
©RIPRODUZIONE RISEFVATA
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Il Messaggero (ITA)
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29 Gennaio 2016
Il Campidoglio annulla il bando
per i Centri interculturali minori
LA GARA
Dovrà essere ridiscusso il bando
per l'individuazione e gestione
di 14 centri interculturali destinati a minori,stranieri e italiani,
fino ai 6 anni di età, collocati nei
territori di 12 municipi. Il dipartimento politiche sociali del
Campidoglio ha revocato, in autotutela,la procedura di gara già
avviata per la gestione delle
strutture: dal 2010 si va avanti
solo con proroghe e prolungamenti tecnici, ora non più possibili dopo lo scandalo di Mafia
Capitale. L'avviso di revoca è sta-
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to pubblicato ieri nell'Albo pretorio di Roma Capitale. Il bando
sarebbe scaduto oggi, diventando operativo dal primo marzo:
prevedeva la riduzione dei centri da 23 a 14 e la limitazione alla
fascia d'età 0-6 anni,escludendo
quella tra 7 e 18. La decisione arriva una settimana dopo l'incontro tra il subcommissario con
delega alle politiche sociali, Clara Vaccaro, e una rappresentanza delle cooperative dei centri interculturali di Roma,che avevano manifestato in piazza del
Campidoglio.
LA CONVOCAZIONE
A questo proposito l'amministrazione comunale ha convocato un tavolo di confronto con i
presidenti di Municipio e il Segretariato sociale: in breve tempo bisognerà scrivere un nuovo
capitolato, per far ripartire la gara. «La revoca del bando rivolto
ai centri interculturali di Roma
è una prima buona notizia per
tutte quelle strutture che nella
Capitale offrono laboratori di cittadinanza a minori e adolescenti italiani e stranieri commenta
Erica Battaglia, ex consigliere
comunale Pd Una scelta dettata dalla ragionevolezza e dall'ascolto». Secondo Gianluca Peciola (Sei), «<ora è necessario riaprire un confronto con i centri
interculturali, per la valorizzazione di esperienze che offrono
laboratori avanzati di educazione e pedagogia di comunità, nel
segno della trasparenza e del rispetto delle regole».
Fa.Ro.
-
-
Piazza del Campidoglio
LA DECISIONE
DI TRONCA PRESA
IN "AUTOTUTELA"
CONVOCATO
UN TAVOLO
CON I MUNICIPI
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MF (ITA)
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2016
29 Gennaio 2016
Il disagio del credito cooperativo per il rinvio dell'autorilorma
l varo da parte del governo dell'autoriforma dcllc banche di credito cooperativo, previsto per ieri, è stato rinviato alla prossima settimana. Vogliamo
sperare che si tratti di un rinvio tecnico,
dovuto anche al proposito che, se tale
fosse, sarebbe apprezzabile di costruire un pacchetto unico con lo snellimento
ulteriore delle procedure per il recupero dci crediti e con l'introdu7ionc della
Gacs,la garanzia pubblica sulle cartolarizzazioni che ha preso il posto dell'originario, organico progetto di bad bank.
Le bcc potrebbero avvertire un qualche
disagio nel s'edere la loro revisione unita
a provvedimenti, per così dire, di emergenza. Ma la distinzione sarebbe netta e
il significato di intervenire nel sistema
in diversi punti e per diversi aspetti, di
rafforzamento e di risanamento rispettivamente, sarebbe altrettanto evidente.
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DI ANGELO DE MATTIA
Piuttosto, per quanto una legislazione iii
materia bancaria debba tenere conto di
esigenze di flessibilità e adattabilità (la
legge bancaria del 1936 è rimasta in vigore per circa sessanta anni proprio per
questa caratteristica di flessibilità), non
sarebbe coiidivisibile che la revisione
delle hcc si traduca soltanto in una legislazione di principi, demandando molto
alla normativa di secondo livello, come
segnalano alcuiie cronache. Occorre dare subito certez7e e fissare punti fermi
non solo in via di principio. L'impianto
dell'autoriforma della categoria, prodotto dalla Federazione, appare largamente condiviso: da esso occorre trarre
tutte le inferenze normative.
Avevamo espresso preoccupazione, su
un altro versante, per 1'indeterminatezza
in cui era avvolta la questione dell'istituzione di una commissione parlamentare
di inchiesta sulle quattro banche salvate,
ma l'intento, come noto, era quello di
auspicare lo scioglimento della transitoria opacità per superare questa iniziativa
che, come spesso abbiamo scritto, non
servirà a nulla, anzi finirà, pur non volendo, con l'ostacolare l'attività della
magistratura. Ora leggiamo che per la
settimana prossima è prevista una prima riuniomie al Senato per arrivare a un
testo unificato ai fini dell'istitu7ione
di tale organisnìo. Il fatto singolare è
che si prevcderchhe di far precedere
il lavoro di riunificazioiie da una serie
di audi7ioni, almeno così informano le
agenzie. Insomma, audizioni per mezzo di audizioni. Già l'inizio dice molto.
(riproduzione riservata)
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