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Indicazioni di voto
numero 19, febbraio 2016
LE INDICAZIONI DI VOTO DEL PS
pagina II
Raddoppio del tunnel del Gottardo:
NO
Legge sull’apertura dei negozi:
pagina III
NO
NO
«Contro la speculazione
sulle derrate alimentari»:
SÌ
«Per l’attuazione dell’espulsione degli
pagina III
stranieri che commettono reati»:
pagina IV
«Per il matrimonio e la famiglia»:
NO
pagina IV
infovotazioni
II
numero 19, febbraio 2016
No!
Modifica della legge federale
concernente il transito stradale nella regione alpina
Mai come ora al Ticino tocca
decidere cosa vuole diventare. Un Cantone attraversato
da due milioni di camion ogni
anno? La regione con l’aria
più inquinata della Svizzera,
compromettendo la nostra
salute e quella dei nostri
figli? Se futuro significa qualità di vita, bisogna dire No al
raddoppio del tunnel.
Le verità sul secondo tunnel
1. In ogni tunnel saranno utilizzate entrambe le corsie, in totale quattro.
Con le pressioni dell’Unione europea e delle
lobby del traffico, alla prima occasione
utile, con la scusa della «necessità», tutte le
corsie verranno aperte.
2. Il raddoppio del tunnel porterà all’aumento dei camion.
Di fronte al raddoppio, i trasportatori internazionali concluderebbero che la strada è
sempre più vantaggiosa della ferrovia. E i 20
miliardi spesi per AlpTransit sarebbero sprecati.
3. La seconda canna costa molto più del
trasbordo delle merci su rotaia.
Non bisogna considerare solo i costi di costruzione del nuovo tunnel, ma è necessario
aggiungere le spese per il risanamento e il
mantenimento di entrambe le gallerie. Cioè
3 miliardi di franchi in più.
un aumento del traffico anche solo del 3%
provoca una netta diminuzione della sicurezza su tutto l’asse Nord-Sud.
5. Il rifacimento totale non è necessario.
Secondo l’ultimo documento dell’USTRA, non
è più necessaria una ristrutturazione totale del
tunnel. È sufficiente invece un risanamento
parziale, meno costoso (solo poche centinaia
di milioni) e realizzabile durante le notti.
6. I terminali di trasbordo costeranno
poco e non saranno invasivi.
Per il trasbordo si potranno sfruttare gli
areali di installazione di AlpTransit. Sono i
cantieri del raddoppio a richiedere superfici
enormi: ben 220 mila metri quadrati solo ad
Airolo. Cioè 31 campi da calcio, contro i 6 richiesti dal trasbordo.
4. Il tunnel attuale è abbastanza sicuro.
Bisogna spostare i camion dalla strada alla
ferrovia anche per rendere le strade più sicure. Così gli automobilisti viaggeranno
tranquilli. Inoltre uno studio dell’Ufficio per
la prevenzione degli infortuni dimostra che
Altri buoni motivi per rifiutarlo
Per non rendere vani gli sforzi fatti
per il progetto AlpTransit.
Nel 1994 l’Iniziativa delle Alpi è stata
accolta dal popolo per spostare le merci
dalla strada alla rotaia. Costruire una
seconda canna significa vanificare gli
sforzi intrapresi per una politica dei trasporti lungimirante e rispettosa delle
persone e dell’ambiente.
Per non sovraccaricare ancora di più il
Mendrisiotto.
Se aumenta il traffico dei camion, a soffrirne sarà soprattutto il Mendrisiotto,
dove la qualità dell’aria peggiorerà ancora di più e le code si allungheranno.
E i pendolari fra Chiasso e Lugano lo
sanno benissimo.
Per non avere 2 milioni di camion all’anno sulle nostre strade.
Già oggi ogni giorno passano 2’700 camion nel tunnel, cioè più di 700 mila all’anno. Con il raddoppio, triplicheranno. E
arriveranno anche quelli da 60 tonnellate.
Per proteggere il nostro turismo.
Chi andrebbe in vacanza in una ciminiera puzzolente e fumosa? Il Ticino
punta sempre di più sul turismo e sulla
cultura e dire No al raddoppio significa
anche proteggere questi settori.
Riassumendo – NO
Con il secondo tunnel diventeremmo la
camionabile europea, mettendo a rischio la nostra salute e il nostro territorio. Per questo diciamo No al raddoppio
del Gottardo.
Per informazioni:
http://www.noalraddoppio.ch
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numero 19, febbraio 2016
Legge sull’apertura dei negozi
La votazione del 28 febbraio sulle aperture
dei negozi è molto importante. Non ci sono
in gioco solo i nostri (sacrosanti) diritti, ma
anche l’interpretazione che vogliamo dare al
tempo: dobbiamo decidere se tutto deve essere sacrificato alla produzione e al consumo
o se è giusto che almeno una parte del tempo
abbia un valore sociale, umano, culturale.
La storia di Maria
Mettiamoci nei panni di Maria (nome di fantasia). Maria lavora tutti i giorni fino alle
18.30 e fa appena in tempo ad andare a
prendere sua figlia al doposcuola. Se le spostano l’orario di lavoro fino alle 19, deve
pensarci la nonna. Rincasata, Maria si limita
a scongelare i «Quattro salti in padella» di
fronte agli occhi un po’ accusatori della
bambina. Hanno mangiato alle 19.45, sono
le 20.30, la piccola va a letto e la mamma
quasi non l’ha vista. Domani si torna al lavoro. Il sabato la bimba spera di poter passare un po’ di tempo con la mamma, ma
nemmeno questo le è concesso. Perché si lavora fino alle 18.30. L’unica giornata libera,
la domenica, Maria è stravolta. Non se la
sente di andare al parco, così rimangono a
casa a guardare la televisione. Questa domenica va bene, la prossima un po’ meno
perché la mamma è di turno: con la nuova
legge le tocca un festivo al mese. Nel frattempo, Maria inizia a soffrire di problemi di
circolazione: tutte quelle ore in piedi si
fanno sentire. Avrebbe bisogno di riposo…
ma quando? Maria ha l’impressione di vivere
solo per lavorare.
Cosa possiamo fare
Votiamo No alla legge sull’apertura dei negozi. Votiamo No a una legge che vuole spo-
stare le aperture tutti i giorni fino alle 19 e al
sabato fino alle 18.30: 3 ore in più alla settimana. Votiamo No a una legge che vuole che
i lavoratori mettano a disposizione una decina di festivi all’anno, vale a dire circa una
domenica al mese. Votiamo No a una legge
che liberalizza gli orari dei negozi annessi alle
stazioni di benzina. Votiamo No a una legge
che valorizza il tempo del consumo e della
produzione a discapito del tempo della vita.
Riassumendo – NO
No a una legge che ha pesanti ripercussioni
sulla vita familiare del personale, che mette
in ginocchio il piccolo commercio, che non
crea un solo posto di lavoro in più, che colpirà anche gli altri impiegati nei servizi privati e pubblici.
http://bit.ly/noaperturavendita1
http://bit.ly/noaperturavendita2
«Per l’attuazione dell’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniz. per l’attuazione)»
Ci risiamo: l’UDC, col solito giochetto del
capro espiatorio, torna a gamba tesa sugli
stranieri. L’iniziativa «per l’attuazione»,
come dice il nome, vuole sostituirsi al Parlamento per decidere come attuare l’iniziativa dell’UDC sull’espulsione di stranieri
che commettono reati, approvata nel
2010. Per l’automatismo dell’espulsione,
indipendente dalla situazione personale e
familiare, il Parlamento ha faticato a trovare una soluzione che rispettasse i diritti
umani. Ora l’UDC, rompendo una tradizione della politica svizzera, arriva con una
nuova proposta per scavalcare il lavoro
parlamentare.
Nello specifico, l’iniziativa votata nel 2010
prevedeva che le persone straniere, in
caso di reati anche di minore entità e indipendentemente dalla propria situazione
personale, fossero espulse dal territorio
elvetico. Il Parlamento ha deciso la legge
di applicazione che entrerà in vigore se il
popolo boccerà quest’iniziativa, nella
quale ha introdotto una clausola per casi
di rigore (per esempio le persone nate in
Svizzera senza legami con lo Stato di ori-
gine), garantendo così gli standard minimi
dello Stato di diritto. Ebbene, l’iniziativa
mira a togliere ogni margine di manovra ai
giudici, ponendo la volontà popolare al di
sopra di ogni altra considerazione. Le parole che Alain Bovard, giurista della Sezione svizzera di Amnesty International,
ha speso sulla nuova iniziativa dell’UDC
calzano a pennello anche qui: «Gli iniziativisti partono dal principio che la maggioranza possa decidere tutto. Dimenticano
però che il nostro sistema democratico
può funzionare correttamente solo se protegge pure i diritti delle minoranze».
Si accanisce ancora una volta contro gli
«stranieri».
Gli «stranieri» nati in Svizzera o che vivono
qui da molto tempo e che sarebbero
espulsi anche per delitti minori. Ma non gli
stranieri che vengono in Svizzera per frodare il fisco del loro Paese o commettono
reati finanziari.
Non rispetta lo Stato di diritto.
La nuova norma costituzionale non ri-
spetta i diritti fondamentali che sono inscritti non solo nella Convenzione europea
dei diritti umani ma anche nella nostra Costituzione e che sono ripresi nell’Accordo
sulla libera circolazione delle persone che
abbiamo sottoscritto.
Non rispetta la divisione dei Poteri.
Sostituendosi al legislatore e privando i
tribunali del loro margine di manovra, il
testo dell’iniziativa viola fondamentalmente due volte il principio della separazione dei poteri. Se l’iniziativa fosse
approvata, si verificherebbe una grave
rottura del sistema giuridico e politico: il
«popolo» deciderebbe al posto dei giudici
e del Parlamento. Pensiamoci bene,
quando andiamo alle urne.
Riassumendo – NO
No a una proposta disumana, che anche
per delitti minori espelle cittadini stranieri, inviandoli in Paesi a loro sconosciuti
e distruggendo famiglie. No a una grave
rottura delle nostre tradizioni e del nostro
sistema politico e giuridico.
III
PS Svizzero, Spitalgasse 34, 3001 Berna
GAB 3001 Berna
infovotazioni
IV
numero 19, febbraio 2016
«Contro la speculazione sulle derrate alimentari»
Immaginate uno yacht, un bicchiere di
cristallo, lo champagne, il mare caraibico
e uno schermo su cui scorrono le azioni di
questa o di quella azienda. Aggiungete
poi un elemento: un morto al secondo.
Per la fame. Perché chi sta seduto in
giacca e cravatta sognando la prossima
vacanza esclusiva specula sulle derrate
alimentari.
borsistica sul cibo: questo commercio cinico degli speculatori ha conseguenze dirette sulle vite dei più poveri.
Per evitare questa catena di ingiustizie, il
prossimo 28 febbraio sarà votata un’iniziativa che punta a vietare la speculazione finanziaria sui prezzi dei beni
alimentari.
Lo scopo. Accogliendo l’iniziativa, gli
speculatori non potranno più praticare i
loro affari tramite la Borsa svizzera, che
come sappiamo ha un impatto internazionale. Per questo l’iniziativa è «un passo
concreto che possiamo fare per aiutare a
combattere la fame nel mondo intero, che
purtroppo al giorno d’oggi colpisce ancora circa 800 milioni di persone», spiega
Chiara Salvini, della GISO, che si occupa
della campagna in Ticino.
I numeri. Nel biennio 2008-09 100 milioni di persone sono sprofondati nella
fame e nella miseria per la speculazione
Attenzione: non si vieterà tutto. Infatti
rimarrà ammessa la conclusione di contratti che vertono sulla garanzia delle
scadenze e dei prezzi per produttori e
commercianti.
I vantaggi non andranno solo ai Paesi in
via di sviluppo. Votando Sì, aiuteremo
anche i contadini svizzeri e i consumatori,
perché porremo un freno ai cambiamenti
repentini dei prezzi.
Riassumendo – SÌ
Votiamo Sì all’iniziativa contro la speculazione sulle derrate alimentari. Per
evitare che un piccolo gruppo di speculatori si arricchisca sulla pelle degli
altri, a danno dell’economia reale: una
prassi irresponsabile, oltre che inaccettabile.
«Per il matrimonio e la famiglia - No agli svantaggi per le coppie sposate»
«Il matrimonio è un’unione duratura regolata dalla legge fra uomo e donna»:
questo sta scritto nell’iniziativa depositata dal PPD volta a porre fine alle discriminazioni verso le coppie sposate,
che pagano più tasse rispetto a quelle
che optano per la semplice convivenza.
Nonostante l’apparenza, un testo del
genere non può essere avallato. L’iniziativa infatti risulta…
…discriminatoria.
Il matrimonio fra uomo e donna non
può essere presentato come l’unica alternativa possibile. Asserendo di voler
annullare una discriminazione, questa
iniziativa è altamente discriminatoria e
ps.ch
denuncia una manovra dell’ala conservatrice del PPD destinata a proibire costituzionalmente una futura apertura
del matrimonio alle coppie dello stesso
sesso.
…pericolosa.
Con questa nuova disposizione, il passaggio all’imposizione separata dei coniugi (imposizione individuale) non
sarebbe più possibile senza una nuova
modifica costituzionale. Per evitare un
maggior onere fiscale dei coniugi, tutti
i modelli di imposizione, separata o
congiunta, devono restare possibili.
…grossolana.
La legislazione fiscale è un tema deli-
Editore:
PS Svizzero
e Verein SP-Info Spitalgasse 34
3001 Berna - Tel. 031/3296969
Fax 031/3296970
Redazione:
Segreteria PS, Piazza Governo 4
6500 Bellinzona
cato: toccarla significa rompere degli
equilibri. In caso di accettazione dell’iniziativa, si stimano perdite comprese
tra 1,2 e 2,3 miliardi di franchi all’anno.
Da qualche parte questi soldi dovranno
rientrare… e potrebbero essere dolori,
soprattutto per le classi meno privilegiate.
Riassumendo – NO
È soprattutto la portata discriminatoria
di questa iniziativa che non piace al
Partito Socialista. Per questo bisogna
votare No il 28 febbraio: affinché non
passi un’idea del matrimonio cieca di
fronte alle diverse sensibilità del presente e del futuro.
Abbonamenti:
Gratuito per i membri del PS,
simpatizzanti e PD in Svizzera
Corrispondenza:
[email protected]
Tiratura: 59’400 copie