NotiziAlsippe del 11 gennaio 2016.
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Transcript NotiziAlsippe del 11 gennaio 2016.
AL.SI.P.PE ALLEANZA SINDACALE POLIZIA PENITENZIARIA VIA DEGLI ARCELLI 00164 (ROMA) TELEFONO 3931383562 EMAIL [email protected] SITO INTERNET WWW.ALSIPPE.IT AFFILIAT O.S.A.P.P
NUMERO 1557
DI LUNEDI
11 GENNAIO 2016
Il lavoro di squadra tra Polizia
di Stato e polizia penitenziaria
porta
alla
cattura
del
detenuto evaso dall’ospedale
di Lecce
È stato arrestato all'alba di oggi Fabio
Perrone, l'ergastolano di 42 anni evaso il 6
novembre scorso approfittando di un
esame medico a cui doveva sottoporsi in
un reparto dell'ospedale "Vito Fazzi" di
Lecce. Era nascosto in un'abitazione di
Trepuzzi, paese in provincia di Lecce , di
cui è originario. "È stato un lavoro di
squadra, un lavoro nostro, della squadra
mobile,
della
polizia
penitenziaria
abbiamo lavorato senza risparmiarci.
Devo dire grazie a tutti: questo è stato il
risultato raggiunto senza invidie e gelosie,
coordinati dalla magistratura in modo
eccellente. Un ottimo lavoro di squadra", è
il commento a caldo che Sabrina Manzone
ha rilasciato in diretta TV su un'emittente
locale.
L'uomo
soprannominato
"triglietta" - era riuscito a fuggire non
prima di aver seminato il panico. Perché
Perrone, che era in un reparto della
struttura ospedaliera di Lecce per
sottoporsi a un esame clinico, riuscì a
impossessarsi della pistola di uno degli
agenti della Penitenziaria che lo
scortavano, a ferire tre persone, a sparare
all'impazzata in corsia per farsi strada, a
minacciare nel parcheggio una donna a cui
rubò la macchina per poi far perdere le sue
tracce. "Siamo contenti di averlo arrestato:
Perrone è un soggetto pericoloso, aveva un
kalashnikov, una pistola e ha provato a
reagire scappando sul terrazzo", ha
proseguito la dirigente e ha aggiunto: "In
questi due mesi di indagini ci sono stati
tentativi di depistaggio da parte di chi lo
copriva. Ci è stato riferito che era in
Albania e in Montenegro ma non si è mai
A CURA
DELLA SEGRETERIA GENERALE
AD USO
mosso dal suo paese natale: Trepuzzi. Era
coperto da un incensurato - che abbiamo
arrestato - perché quello che avevamo
capito è che c'era una fitta rete di persone
che lo proteggeva, persone insospettabili.
La soddisfazione è grande". "Appena lo
abbiamo arrestato gli ho detto: "Triglietta
sei fritto" manifestando così la nostra
soddisfazione". Lo ha detto Riccardo
Secci,
comandante
delle
polizia
penitenziaria che ha aggiunto: "La mia
grande soddisfazione è aver visto cos'è il
coordinamento tra forze di polizia
coordinate
da
una
magistratura
estremamente attenta. Ringrazio tutte le
forze di polizia che hanno collaborato alla
sua ricerca. Non ci siamo mia arresi.
Devo ringraziare il nucleo investigativo di
Roma è quello regionale", ha concluso
Secci (Asknews)
Apprezzamento
del
Ministro Orlando e il Capo
del
DAP
per
il
determinante
apporto
della Polizia penitenziaria
all’arresto dell’ergastolano
evaso dall’ospedale Fazzi
di Lecce
INTERNO
APERTO
AL CONTRIBUTO
DÌ
TUTTI_
una visita medica. Gli uomini della
polizia
penitenziaria
della
casa
circondariale di Lecce hanno ricevuto il
plauso del Procuratore Cataldo Motta che
si è congratulato con il Capo del Dap per
la tenacia e la determinazione con cui
hanno
collaborato
alle
attività
investigative condotte anche dalla Polizia
di Stato e coordinate dal medesimo
procuratore distrettuale Motta.
Con il coordinamento del Nucleo
Investigativo Centrale, gli uomini del
reparto di Polizia Penitenziaria e la
squadra mobile di Lecce all'alba di
stamattina hanno catturato l'ergastolano
Fabio Perrone, evaso lo scorso 6
novembre dall'ospedale "Vito Fazzi" di
Lecce dove era stato condotto per un
esame endoscopico. L'uomo è stato
sorpreso a casa di parenti, a Trepuzzi, suo
paese di origine. Perrone, ritenuto vicno
all'associazione mafiosa Sacre Corona
Unita, mentre era in procinto di
sottoporsi all'esame medico disarmò uno
degli agenti penitenziari che lo avevano
scortato in ospedale, sottraendogli l'arma
di ordinanza, quindi si impossessò di
un'auto
appena fuori dall'ospedale
facendo perdere le tracce. La caccia
all'uomo attivata dalle forze dell'ordine si
è conclusa stamattina con l'arresto del
latitante.
I dettagli della cattura da
parte
di
Polizia
penitenziaria e polizia di
Stato
dell’ergastolano
Fabio Perrone
Il Ministro della Giustizia Andrea
Orlando e il Capo del Dipartimento
Puglia, catturato l'ergastolano evaso in
dell’Amministrazione Penitenziaria Santi
fuga da due mesi: era armato e pronto a
Consolo esprimono vivo apprezzamento
sparare Era nascosto nella sua città, ed
per il determinante apporto della Polizia
era armato, pronto a sparare, aveva
Penitenziaria nelle operazioni che all’alba
anche un kalashnikov, Fabio Perrone,
di oggi hanno condotto alla cattura del
l'ergastolano 42enne salentino evaso il 6
latitante Fabio Perrone, evaso lo scorso 6
novembre scorso e catturato oggi da
novembre dall’ospedale di Lecce durante
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agenti della squadra mobile della
Questura di Lecce e da agenti della polizia
penitenziaria.
L'uomo al momento della cattura, all'alba,
è stato trovato vestito, con accanto le armi,
pronte a sparare. Perrone ha tentato la
fuga attraverso il terrazzo dell'abitazione
ma è stato immediatamente bloccato dai
poliziotti. Aveva con sé la pistola 'Berettà
rapinata all'agente di Polizia Penitenziaria
durante la sua fuga rocambolesca
dall'Ospedale all'interno della quale
c'erano 15 cartucce e un colpo in canna.
Inoltre nascondeva un fucile Kalashnikov
e 10 cartucce calibro 12 e aveva con se
4.660
euro.
Spaccio in carcere, nei
guai un agente della
polizia penitenziaria
Polizia
Penitenziaria
scopre
detenuto
che
ingerisce capsule di droga:
denunciato
La sua è stata una evasione da film con
una caccia all'uomo che fino ad oggi ha
mobilitato costantemente nella zona
polizia, carabinieri e polizia penitenziaria.
L'uomo - a quanto si è saputo - è stato
costantemente protetto nel corso della sua
fuga da numerose persone, anche da
insospettabili.
Era evaso il 6 novembre, dopo aver ferito
in maniera lieve tre persone utilizzando
una pistola sottratta ad uno degli agenti di
polizia penitenziaria che lo avevano
condotto al terzo piano dell'ospedale 'Vito
Fazzì di Lecce per essere sottoposto ad un
esame medico, una colonscopia.
Un agente della polizia penitenziaria in
servizio al carcere di Monza è stato
E' successo nel carcere di Ariano
arrestato stamani in esecuzione di
Irpino.Ancora
un
tentativo
di
ordinanza di custodia cautelare in carcere
introduzione di droga nel carcere di
per truffa aggravata, falso ideologico,
Ariano Irpino. Dopo il sequestro di
corruzione in concorso e spaccio di droga
hashish dell’altro giorno nel reparto
in concorso con un detenuto, emessa dal
colloqui su un ragazzo di 14 anni, ieri
Gip del Tribunale di Monza. Secondo le
si è verificato un altro clamoroso caso
indagini del Nucleo Investigativo dei
di tentativo di introduzione. Un
carabinieri di Milano, in collaborazione
detenuto originario di Caserta, con fine
con la polizia penitenziaria di Monza,
pena il 26 marzo prossimo, ha provato
l'agente aveva messo in piedi un giro di
ad
introdurre
una
sostanza
spaccio di cocaina all'interno del carcere,
L'uomo durante la fuga si era
stupefacente
nell'istituto,
senza
fare i
che veniva gestito anche da un detenuto.
impossessato di una Yaris, sottratta
conti con i controlli. Anche lui aveva
L'uomo è anche accusato di truffa
durante la rocambolesca fuga ad una
avuto qualche ora prima una visita e un
aggravata e falso ideologico, per avere
donna alla quale aveva puntato la pistola
colloquio con familiari. Si accingeva,
usufruito nel tempo di numerosi
alla tempia, nel parcheggio dell'ospedale.
dunque, a rientrare in cella, nella
permessi per malattia grazie alla
Perrone - secondo quanto ipotizzato sin
speranza di mettere in atto il piano per
compiacenza di un medico, a sua volta
dal primo momento dagli investigatori recuperare la droga. Ma il personale
denunciato a piede libero per truffa.
quel giorno avrebbe agito senza
della Polizia Penitenziaria si è accorto
L'agente, 40 anni, è stato arrestato oggi
premeditazione: infatti sebbene la visita
dell'atteggiamento nervoso del giovane,
all'alba a Barletta, in collaborazione con i
specialistica fosse da tempo fissata, nella
che mostrava segni di impazienza,
carabinieri della locale compagnia.
casa
circondariale
di
dovuti probabilmente anche a disturbi
Secondo l'accusa, procurava la droga ai
'Borgo San Nicolà, dove era detenuto
intestinali. Quindi lo ha fermato e lo ha
detenuti l'agente arrestato al termine di
Perrone, era stato comunicato solo la sera
sottoposto ad un controllo radiografico
una indagine iniziata nei primi mesi del
prima che la mattina seguente sarebbe
all’ospedale. Nello stomaco, infatti,
2015 dai carabinieri coordinati dal
stato condotto in ospedale. L'uomo,
aveva capsule di droga.(ottopagine.it)
sostituto procuratore della Repubblica di
quindi, avrebbe agito al momento,
Monza Emanuela Massenz. L'uomo è
approfittando di alcune circostanze e
stato raggiunto dal provvedimento di
qualcuno lo ha poi aiutato nel periodo di
Dall’intuito investigativo
custodia cautelare mentre si trovava a
latitanza.
Perrone,
vicino
alla
casa sua in Puglia, dove all'alba di oggi
di un agente della polizia
organizzazione di tipo mafioso Sacra
hanno bussato i carabinieri di Barletta
penitenziaria
scoperti
Corona Unita, nel marzo del 2014 aveva
(che hanno eseguito la misura in
freddato un uomo nel bagno di un bar e
abusi sessuali su una
collaborazione con Milano).Le indagini
per questo stava scontando l'ergastolo.
sono iniziate dopo il ritrovamento in
ragazzina , a giudizio
Oltre a Perrone è stato arrestato anche
carcere da parte di altri agenti della
immediato un 58enne
l'uomo che ha ospitato nella sua casa
penitenziaria di alcune dosi di hashish e
l'ergastolano. Si tratta di Stefano Renna,
di una scheda telefonica. I carabinieri,
di 32 anni, incensurato.Secondo le prime
chiamati a svolgere le indagini interne
informazioni potrebbe essere un suo
alla
casa
Circondariale
con
la
lontano
parente.
collaborazione della penitenziaria, hanno
ricostruito un articolato giro di spaccio
Triglietta sei frittò: così il comandante
gestito dall'agente e da un detenuto di 32
della polizia penitenziaria della Casa
anni, in carcere per spaccio e furto.
Circondariale di Lecce Riccardo Secci,
A portare la droga dietro le sbarre era
che ha partecipato al blitz, ha detto a
l'agente, al quale andava circa il 30% dei
Fabio Perrone al momento della cattura.
ricavi. Lo stupefacente, secondo la
'Trigliettà
è
il
nome
con
il
ricostruzione dei carabinieri, veniva
quale viene chiamato Perrone. «La sua
pagato dagli altri detenuti con la
cattura - dice Secci - è il coronamento di
complicita' di alcuni familiari che
un'attività investigativa che ci ha levato il
versavano il denaro sul conto corrente del
sonno, che è proseguita ininterrottamente
32enne: a quel punto l'agente riceveva il
Abusi sessuali su una ragazzina di 11 anni,
in questi 63 giorni, senza tregua. Siamo
contante dai genitori del suo complice e
giudizio immediato per un agricoltore Giudizio
veramente molto contenti».
acquistava la droga tenendo per se' la sua
immediato per l’uomo di 58 anni di
fetta di denaro. Dopo l'arresto il 40enne
Tricase arrestato con l’accusa di violenza
e' stato accompagnato nel carcere
sessuale su una ragazzina di 11 anni
militare di Santa Maria Capua Vetere
compiuti da poco. L’imputato, arrestato a
(Caserta). (ANSA).
luglio scorso e assistito dall’avvocato
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Mario Ciardo, potrà comunque chiedere il
giudizio con rito abbreviato o di
patteggiare Abusi sessuali su una
ragazzina di 11 anni, giudizio immediato
per un agricoltore LECCE – Giudizio
immediato per l’uomo di 58 anni di
Tricase arrestato con l’accusa di violenza
sessuale su una ragazzina di 11 anni
compiuti da poco. L’imputato, arrestato a
luglio scorso e assistito dall’avvocato
Mario Ciardo, potrà comunque chiedere il
giudizio con rito abbreviato o di
patteggiare.
Nel corso dell’interrogatorio il 58enne
confessò di aver costretto la piccola
vittima, figlia di alcuni vicini di casa, a
salire in auto per condurla in un casolare
nella zona industriale di Tricase, dove la
obbligò a compiere atti sessuali. L’uomo si
“giustificò” dicendo di essere stato colto da
una
sorta
di
impulso
sessuale
irrefrenabile.L’agricoltore fu arrestato in
flagranza di reato grazie all’acume e
l’intuito investigativo di un agente della
polizia penitenziaria cui, seppur non in
servizio, non è sfuggita la presenza di
quell’auto sospetta parcheggiata nei pressi
di un edificio disabitato. Giunto sul posto
l’agente ha sorpreso l’uomo ancora intento
a rivestirsi e la ragazzina in lacrime.
All’interno del casolare, inoltre, erano ben
visibili le prove di quanto accaduto poco
prima.Immediata la segnalazione alle
forze dell’ordine, sul posto giunsero
i carabinieri della compagnia di Tricase e
gli agenti di polizia del commissariato di
Taurisano che procedettero all’arresto
dopo aver informato il pubblico ministero
di turno, Paola Guglielmi. La piccola
vittima delle violenze è stata ascoltata a
lungo in presenza dei suoi genitori, del
loro legale l'avvocato Tony Indino, e della
psicologa della Procura. L’inizio del
processo è stato fissato al 5 febbraio
dinanzi ai giudici della prima sezione
collegiale.
Cagliari-Uta
,
numero
insufficiente di Agenti della
Polizia Penitenziaria
Carceri: Sdr, dopo 1 anno in edifici
Cagliari-Uta filtra ancora acqua Cagliari,
30 Dic 2015 – “È trascorso oltre un anno
dal trasferimento dei detenuti dal vecchio
carcere di viale Buoncammino a Cagliari al
Villaggio Penitenziario di Uta nell’Area
Industriale del capoluogo di regione,
tuttavia in alcune stanze dei diversi edifici,
che occupano una vasta desolata zona tra
pale eoliche e impianti fotovoltaici, non
essendo state adeguatamente completate,
filtra acqua. A fronte di spazi enormi
disponibili, le sale colloqui sono più
piccole di quelle dell’ottocentesco
penitenziario cagliaritano così come
dispone di meno spazio il centro
diagnostico dove sono ricoverati i
detenuti ammalati. Le celle ospitano
ormai tre detenuti, la presenza di
tossicodipendenti è del 40%, c’è solo un
campetto per giocare a calcio e non è
difficile
trovare
chi
rimpiange
Buoncammino”.
Lo afferma Maria Grazia Caligaris,
presidente dell’associazione “Socialismo
Diritti Riforme”, evidenziando nel
resoconto annuale “le principali carenze
registrate negli edifici della Casa
Circondariale articolata in 15 sezioni e
dove la struttura destinata alla massima
sicurezza (41bis) non solo non è stata
completata ma addirittura le opere
realizzate
si
stanno
deteriorando
irrimediabilmente”.“Le
difficoltà
ad
avviare
un
percorso
realmente
riabilitativo – aggiunge – sono
strettamente legate al lavoro interno ed
esterno, purtroppo scarso benché la
presenza nell’area industriale potesse far
presagire una moltiplicazione delle
opportunità.
Altro punto nevralgico è il numero
insufficiente di Agenti della Polizia
Penitenziaria, di Educatori e di operatori.
Sono assenti i mediatori culturali che
invece a Buoncammino, grazie al
sostegno
dell’amministrazione
provinciale di Cagliari, effettuavano un
servizio costante. E’ ancora irrisolta la
questione del fallimento di ‘Opere
Pubbliche’ all’attenzione del Tribunale
Roma con ripetute udienze e verifiche
sullo stato di consistenza delle opere
realizzate”. La Casa Circondariale di
Cagliari – sottolinea Caligaris – è una
struttura complessa, dispersiva, in cui
operano 360 Agenti rispetto ai 420
previsti in organico. Attualmente il
numero dei ristretti ammonta a 560
presenze,
con
una
capienza
regolamentare di 549 detenuti, (ma con
quella tollerabile prevista fino a 950).
Non è stato ancora risolto il problema dei
collegamenti nei giorni festivi. Agenti,
detenuti e familiari accedono con grandi
difficoltà al servizio pubblico di trasporto
anche nei giorni feriali. E’ però in corso
una revisione con l’interessamento
dell’assessorato regionale dei Trasporti.
Inconcepibile l’assenza di una pensilina
con panchina almeno per offrire riparo e
sostegno
per
attendere
il
mezzo”.“Indispensabile un intervento
nella block house per offrire un riparo a
chi è in attesa dei colloqui. I familiari,
giovani e anziani, sono costretti a sostare
sotto il sole o la pioggia o al vento anche
con neonati o bambini in braccio. Chi ha
progettato la struttura ha pensato solo a
un’area di transito per i parenti e non a
una sosta inevitabile per chi attende il
turno per i colloqui, soprattutto
giungendo da paesi lontani.
Insomma il 2014 si conclude con molti
problemi irrisolti, molti tentativi di
suicidio e tre morti.
L’impegno profuso con i colloqui dai
volontari dell’associazione – conclude la
presidente di SDR – non basta a colmare
la solitudine di una sessantina di persone
che, lontane dai parenti o abbandonate,
non effettuano colloqui e sono privi di
sostegno.
L’auspicio è quello di un maggior
coinvolgimento delle Istituzioni per
ridurre il malessere sociale e garantire il
diritto alla salute non sempre all’altezza
delle aspettative dentro le carceri della
Sardegna”. (Cronacaonline)
Grazie ai componenti del
Corpo
di
Polizia
penitenziaria di Alessandria
Nella mia non più breve vita
professionale ho imparato quanto sia
difficile mantenere sempre alto il senso
del dovere. Il senso del dovere è
fondamentale nella cultura delle donne e
degli uomini dei Corpi dello Stato, siano
essi ad ordinamento civile o militare.
Quante volte ho visto amici e colleghi
andare oltre gli obblighi del proprio
incarico per mantenere alta la qualità del
servizio loro affidato, diventato con il
tempo parte integrante del loro stesso
stile di vita. Quante volte ho visto
professionisti seri e volonterosi dare
l’anima, sovente con mezzi insufficienti,
per ottenere ogni giorno buoni risultati,
nella
completa
indifferenza
delle
istituzioni pubbliche.
Un
esempio
recente: l’aggressione
violenta avvenuta lo scorso settembre
2015, nella Casa Circondariale di
Alessandria, ad un Agente della Polizia
Penitenziaria per mano di un detenuto
straniero. Non ha avuto una parola
pubblica di solidarietà da parte del
Sindaco e dell’Amministrazione Locale di
questa Città che è sede, ricordiamolo, di
due importanti istituti di detenzione.
Gli istituti di pena si sono integrati e si
evolvono in seno al tessuto sociale di
Alessandria. Ma gli operatori della Polizia
Penitenziaria non ricevono attenzioni in
merito alle loro quotidiane difficoltà.
Difficoltà legate soprattutto alla carenza
di personale, spesso promesso a rinforzo
ma mai arrivato in numero sufficiente a
consentire una adeguata sicurezza nei
turni di lavoro.
A queste donne e a questi uomini e alle
loro famiglie, come consigliere comunale
e come cittadino dico GRAZIE… E invio a
loro un augurio per un 2016
migliore.(Corriere Al)
Maurizio Sciaudone
Consigliere Comunale di Alessandria
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Il carcere di Sondrio, una
struttura
vecchia
e
sovraffollata
penitenziaria di compilare il questionario
del Partito Radicale sullo stato effettivo
della condizione carceraria sondriese:
sarà cura di Radicali Sondrio rendere noti
i dati non appena disponibili.
Badu ’e Carros, va via la
direttrice torna al Dap a
Roma
Una delegazione di Radicali Sondrio
composta da Claudia Osmetti e Giovanni
Sansi ha partecipato giovedì 30 dicembre
2015 a una visita ispettiva alla casa
circondariale
di
Sondrio,
in
via
Caimi.All’interno delle iniziative promosse
dal Partito Radicale per il Capodanno del
2016
(Marco
Pannella e Rita
Bernardini sono stati la sera del 31
dicembre 2015 al carcere di Regina Coeli a
Roma), una delegazione di Radicali
Sondrio
composta
da Claudia
Osmetti e Giovanni Sansi ha partecipato
giovedì 30 dicembre 2015 a una visita
ispettiva alla casa circondariale di
Sondrio, in via Caimi. Erano presenti
anche il senatore Pd Mauro Del Barba e il
sottosegretario agli Affari esteri Benedetto
Della Vedova. A seguire si è svolto un
incontro con il garante comunale dei
diritti delle persone limitate nella libertà
personale, Francesco Racchetti.“Abbiamo
riscontrato
una
situazione
di
sovraffollamento sostanziale: a fronte
dell’ultima relazione datata aprile 2015 del
garante dei detenuti di Sondrio, infatti, al
20 dicembre 2015 nel carcere di via Caimi
risultano 35 persone detenute (più una in
permesso)
contro
una
capienza
regolamentare di 27 posti”, commenta
Claudia Osmetti di Radicali Sondrio e
membro del Comitato nazionale di
Radicali italiani. “Certo una condizione
migliorata rispetto alla presenza di oltre
60 detenuti di tre anni fa, ma sicuramente
non ottimale. La struttura è antiquata: i
servizi igienici sono fatiscenti, la sala
computer (ristrutturata di recente) non è
attrezzata, ci sono solo un paio di pc nella
biblioteca. La maggior parte dei detenuti è
straniera, motivo per cui una volta a
settimana viene organizzato un corso di
lingua italiana. Sono state fatte delle
migliorie, come il parquet nuovo nella
palestra, ma gli attrezzi sono ancora
vecchi. Anche la sala colloqui è stata
ristrutturata, ora è presente anche una
sala adiacente per le visite famigliari”.“Che
il carcere di Sondrio sia una struttura
piccola e con problemi tutto sommato più
contenuti rispetto alle grandi realtà
carcerarie del resto del Paese non è una
scusante”, conclude Osmetti: “Bisogna
ricordare che il diritto a una vita dignitosa
dell’ultimo dei carcerati, anche in
Valtellina, è il diritto a una vita dignitosa
di tutti”. Nel corso della visita è stato
richiesto agli agenti della polizia
San Sebastiano dopo il pestaggio
dell’aprile 2000 e che dirige da un
decennio il penitenziario palermitano
dell’Ucciardone.Carla Ciavarella torna a
casa portandosi dietro un bagaglio di
ricordi incredibili, indimenticabili. Forse
anche per questo ha preferito staccare il
telefono: troppo forte l’emozione, oltre al
veto del ministero per rilasciare
interviste.«Sono stata bene, mi sono
divertita» ha sempre detto la direttrice
che con le sue idee innovatrici ha portato
una ventata di freschezza all’interno delle
tetre mura del penitenziario. Portando a
Nuoro quella “Primavera carceraria” che
ha riavvicinato in maniera incredibile il
penitenziario di Badu ’e Carros alla città.
Con le sue iniziative, con le sue aperture,
Carla Ciavarella era riuscita a superare
tutte le barriere. Ci voleva grande
coraggio a permettere di far uscire dal
carcere in permesso come uomo libero un
ergastolano come Marcello Dell’Anna sul
cui fascicolo è scritto “Fine pena pena
mai”. Ma anche il torneo di calcio “Liberi
nello sport” con le squadre dei detenuti
che si confrontano con quelle formate da
giocatori che arrivano dall’esterno. Il
giornale “Angolo libero” al quale avevano
dato il loro contributo, con un incredibile
entusiasmo, tutti i detenuti, anche quelli
considerati più duri. La visita della
Dinamo basket Campione d’Italia e le
decine di autografi firmati dai giocatori ai
detenuti felici di poter abbracciare i loro
beniamini visti fino a quel momento
soltanto in tv.Carla Ciavarella aveva
portato il suo entusiasmo e i suoi modi
scanzonati all’interno di una struttura
tetra e triste che durante questi anni ha
conosciuto nuovamente i sorrisi e,
soprattutto, la speranza. Carla Ciavarella
ha salutato tutti, detenuti e agenti, a
Nuchis prima e a Badu ’e Carros poi.
Quando è tornata nel suo ufficio, è
difficile che sia riuscita a trattenere le
lacrime. Perché lei della Sardegna si è
ormai innamorata e nei due penitenziari
si è fatta apprezzare e voler bene.(La
Nuova Sardegna)
Carla Ciavarella lascia l’incarico in città e
a Nuchis e torna al Dap a Roma. Idee
innovative e iniziative orientate a
superare le barriere del penitenziario
NUORO. Tre anni vissuti intensamente.
Tre anni nei quali ha dedicato tutta se
stessa al lavoro, senza un attimo di
tregua. Correndo dal carcere di Nuoro a
quello di Nuchis, in Gallura, a tutte le ore
del giorno e della notte. Un impegno
totale, senza domenica nè feste. Sempre
presente, sempre disponibile. Forse
anche troppo, visto che questa sua
generosità non è stata apprezzata
appieno, anzi è stata spesso osteggiata e
contestata duramente con attacchi spesso
pretestuosi. Ma lei ha sempre tirato dritto
per la sua strada, convinta di agire nel
modo migliore per garantire condizioni di
vita meno difficili a chi è costretto a stare
all’interno di un carcere: detenuti e agenti
penitenziari. La direttrice del carcere di
Badu ’e Carros e di quello di Nuchis,
Carla Ciavarella, lascia l’incarico di
comando e la Sardegna per tornare a
Roma, nell’Istituto superiore studi
Concorso allievi agenti di
penitenziari da dove era arrivata: il 9
Polizia
penitenziaria
dicembre 2012 a Nuchis e dal 24 maggio
2013 anche a Nuoro. E per stare più
,ultime
novita’
su
vicino all’anziana madre e ai familiari. A
calendario
prove
Roma attenderà di essere chiamata a
preselettive
ricoprire un altro incarico, forte delle
esperienze maturate nella sua brillante
carriera in Afghanistan, dove aveva svolto
le mansioni di responsabile del progetto
di riforma della giustizia per l’agenzia
delle Nazioni Unite per la droga e il
crimine, in Kosovo, nei Balcani e in
Sudafrica dove ha promosso esperienze
culturali.A Badu ’e Carros ancora non è
stato nominato un nuovo direttore.
Probabilmente, per il momento l’interim
dei due penitenziari andrà ai direttori di
Sassari, Oristano o Alghero che già hanno
da gestire più strutture. Una situazione
sempre più difficile, se si pensa che anche
il provveditore regionale, Enrico Sbriglia,
è reggente a scavalco con il Triveneto.
Precarietà che dovrebbero risolversi
Come gia’ ampiamente anticipato nei
entro qualche mese, almeno per quanto
nostri articoli dei giorni scorsi in cui
riguarda il provveditore, con l’arrivo di
auspicavamo uno probabile spostamento
Maurizio Veneziano, direttore di enorme
della pubblicazione su Gazzetta Ufficiale
esperienza che aveva gestito il carcere di
della data dei calendari della prova
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preselettiva del concorso pubblico, per
titoli ed esami, per il reclutamento, di 100
allievi agenti del Corpo di polizia
penitenziaria del ruolo femminile, e 300
allievi agenti del Corpo di polizia
penitenziaria del ruolo maschile concorso
bandito e pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 57 del 28 luglio 2015 - IV serie
speciale .Ricordiamo che la pubblicazione
dei calendari delle prove inizialmente
dove avvenire sulla Gazzetta ufficiale 4^
serie speciale “Concorsi ed Esami” di oggi
27
novembre
2015
mentre
la
pubblicazione dei diari sara’ adesso
stabilita con successivo provvedimento
che sarà pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale - 4ª Serie Speciale - «Concorsi ed
esami» del 22 gennaio 2016. di seguito
inseriamo la nota con il relativo rinvio.Vi
terremo aggiornati su ulteriori novita’ in
merito
,
seguiteci
sul
nostro
sito www.alsippe.it, e i profili di Facebook
e Twitter
una serie di convenzioni per gli iscritti
Alsippe e i propri familiari , per usufruire
di servizi con sconti particolari. Per
usufruire dei predetti sconti bastera’
esibire la
Tessera Servizi Alsippe che
potra’ e essere richiesta ai responsabili
delle Segreterie Sindacali . Cliccando il
link sotto potrete visionare i servizi offerti
Alitalia
,nuove
tariffe
agevolate per la Polizia
Penitenziaria
http://www.alsippe.it/it/category/c
onvenzioni/
Per
richieste
ed
informazioni contattate l’indirizzo email:
[email protected]
Segreteria Generale
Convenzione per la stipula
di polizze assicurative RC
auto per gli iscritti Alsippe
e propri familiari
Segreteria Generale
Circolari ministeriali e
note D.A.P. gennaio 2016
La Segreteria Generale Alsippe ha
definito con la Allianz una convenzione
per la stipula di polizze assicurative RC
auto e moto per gli iscritti Alsippe ed i
propri familiari. Per eventuali preventivi
e ulteriori informazioni chiamare al
numero di telefono 081 0139841 oppure
inviare la documentazione direttamente
all’indirizzo mail [email protected]
oppure
al
fax 081
0139841
la
documentazione richiesta sotto.
Documenti richiesti per il preventivo
1)Fotocopia del libretto di circolazione
fronte e retro
Segreteria Generale
Convenzioni nazionali e
regionali per gli iscritti
Alsippe
2)Fotocopia dell’attestato di rischio
3)Certificato di proprieta’ dell’auto da
assicurare
4)Attestato di Servizio e fotocopia del
tesserino di riconoscimento del Corpo di
Polizia penitenziaria
5) Codice fiscale
6) Documento di riconoscimento
Nel caso in cui sia un familiare
intestatario
della
polizza
un
autocertificazione che ne attesti la
parentela ai sensi della normativa
vigente, per altre informazioni contattare
l’ufficio ai numeri indicati sopra
Alitalia propone le proprie nuove tariffe
agevolate per Militari e Polizia, dedicata a
tutti i militari e agli appartenenti alle
forze di polizia, in servizio (Arma dei
Carabinieri,
Esercito,
Aeronautica,
Marina, Guardia di Finanza, Polizia di
Stato, Polizia Penitenziaria e Vigili del
Fuoco), che viaggiano per motivi
personali e per vacanza. La tariffa,
informa Alitalia, e' valida su tutti i voli
diretti nazionali (esclusi quelli in
continuità territoriale da/per la Sardegna
perche' soggetti alle norme dettate dal
bando della Regione con tariffe gia'
dedicate) e tutti i voli
diretti
internazionali (Europa e Nord Africa,
esclusi i voli da/per Francia e Olanda)
operati da Alitalia (sono pertanto esclusi i
voli operati da Air One Smart Carrier e
dalle compagnie partner). Qui di seguito
il link per ulteriori informazioni:
www.alitalia.com/it_it/destinazion
i/offertemilitari/index.htm
Segreteria Generale
La Segreteria Generale in collaborazione
con i rappresentanti regionali provinciali e
locali presenti sul territorio ha stipulato
Segreteria Generale
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----------------------------------------------- ALLEANZA SINDACALE POLIZIA PENITENZIARIA -------------------------------------------