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LA STAMPA
DOMENICA 10 GENNAIO 2016
Don Luigi Ciotti ha ricevuto a Domodossola
il premio dedicato alla Repubblica partigiana
«Ricevere il premio Repubblica partigiana a Domodossola mi emoziona e aiuta
a ricordare dove è nata la
nostra Costituzione, ma anche che la lotta partigiana
per la libertà non è finita e il
fascismo oggi si chiama mafia, criminalità».
Con queste parole don
Luigi Ciotti ha commentato
ieri mattina la consegna del
premio che il sindaco di Domodossola Mariano Cattrini ha voluto consegnargli in
quanto il suo lavoro con il
Gruppo Abele e Libera incarna gli ideali che mossero
la Resistenza.
La consegna del premio
ha preceduto l’inaugurazione della mostra fotografica «Twin Towers forever»
del fotografo bresciano Rolando Giambelli, che ha
raccontato il suo attaccamento a New York, le sensazioni provate alla notizia
dell’attentato del 2001 e la
genesi delle Torri Gemelle.
Due le performance di danza a tema proposte dalla
scuola «Attitude».
[F. ZA.]
Verbania
Incrocio per Cossogno
Arriva una rotonda
n Via
libera dell’amministrazione verbanese al progetto esecutivo per la realizzazione della rotonda di Unchio che raccorda le vie per
Cossogno e Maggiore. L’intervento, nell’ambito della
messa in sicurezza delle strade, costa 70 mila euro. [F. RU.]
Domodossola
Una borsa di studio
sulla green economy
n Il
premio Young academic awards agli studenti del
Vco che si sono laureati nel
2014 e 2015 o che finiranno il
loro percorso di studio nel
2016 con una tesi che riguarda la green economy. Il riconoscimento è stato promosso
dalla presidenza tedesca del
Segretariato permanente
della Convenzione delle Alpi
e dagli Infopoint della Convenzione di Domodossola. Informazioni si trovano sul sito
di Ars.Uni Vco.
[F. RU.]
Verbania
Il sindaco dimenticato
Pubblicata la biografica
n La
storia dei sindaci socialisti di Verbania nelle ricerche dell’associazione Verbania/Documenti si arricchisce di un nuovo capitolo con
la pubblicazione del libro con
la biografia di Giuseppe Perin, il «sindaco dimenticato».
Dopo le biografie del primo
sindaco Vincenzo Adreani e
di Luigi Zappelli, si narra la
vicenda di Perin che fu primo
cittadino solo tra il 1948 e il
1949 e si dimise per un disaccordo con il Consiglio comunale relativo alla processione
della Madonna Pellegrina.
L’opera contiene anche un inquadramento storico dell’epoca e verrà presentata sabato 16 alla Casa del popolo a
Pallanza. Informazioni al numero 0323.52100.
[S. R.]
Libertà
È stato il filo conduttore della
mattinata
A destra la mostra sulle Torri gemelle di New York
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Verbania
Rinviata la pagina
della Valle Intrasca
n La montagna è passione,
Don Luigi Ciotti con il vicario vescovile don Luigi Preioni e i giovani del presidio domese di «Libera»
il caso
VINCENZO AMATO
OMEGNA
vita, gioia, turismo, divertimento, solidarietà. A volte,
purtroppo, anche dramma.
E’ in segno di rispetto e solidarietà con i familiari delle
vittime ossolane della slavina
di Rothwald che - d’intesa
con il Cai Verbano - la consueta rubrica alpina dedicata alla Valle Intrasca viene
rinviata di una settimana.
Uscirà domenica prossima.
Stefano Giovannone colleziona treni e libri sulle ferrovie
PIEVE VERGONTE, IL SOGNO DI GIOVANNONE
Cerca una stazione in disuso
per l’esposizione permanente
di trecento treni in miniatura
ARIANNA TOMOLA
PIEVE VERGONTE
Attraverso le sue locomotive
in miniatura si può rivivere
un secolo di storia dell’Ossola ma anche d’Italia, dall’era
del vapore a quella dell’elettricità. Stefano Giovannone,
classe 1972 di Pieve Vergonte, la passione per i treni l’ha
avuta sin da piccolo, ma ora
collabora con il museo ferroviario di Suno sognando un
giorno di poter esporre in un
luogo pubblico quei trecento
pezzi e altrettanti libri che
per il momento è costretto a
far tacere in un armadio per
mancanza di spazio.
Quei viaggi da bambino
«Sono figlio di mamma calabrese e di papà piemontese e
ricordo i viaggi di 1.500 chilometri in treno che facevo
da piccolo per andare a San
Lorenzo Marina d’estate racconta Giovannone -.
C’erano il “Treno del sole” o
la “Conca d’Oro” che portavano i migranti e che mi sono
sempre rimasti impressi.
Sono partito con la collezione nel 1996, ma oltre alla parte tecnica sono interessato
anche all’aspetto umano delle ferrovie: sono legato sia alla Ionica che alle linee dell’Ossola. È interessante anche studiare gli intrecci con
il cinema, la musica, piuttosto che gli avvenimenti come
i disastri ferroviari».
I suoi modellini, per la
stragrande maggioranza delle Ferrovie di stato, sono in
scala H0 o per meglio dire un
I profughi in prima serata
Problema reale o cattiva pubblicità?
Omegna, la diretta su Rete 4 ha scatenato polemiche
A
ggredito Luigi Songa,
segretario provinciale
di Fratelli d’Italia e sino a pochi giorni fa consigliere comunale. L’aggressore è
un omegnese, conosciuto in
città e seguito dai servizi sociali che ha atteso il politico in
piazza Salera. E’ lo stesso
Songa a ricostruire l’episodio: «Questa persona, purtroppo con grossi problemi,
mi ha aggredito dapprima
verbalmente. Ho cercato di
evitare la provocazione che
lui spesso fa ai passanti, ma
mi ha seguito sin nell’androne di casa e qui mi ha messo le
mani addosso - dice Songa -.
Ho cercato di mantenere la calma e farlo ragionare, ma senza
esito. Mi ha buttato per terra e
ho limitato le conseguenze grazie all’intervento di alcuni giovani del vicino bar. Poi è arrivata la polizia». Portato al pronto
soccorso di Omegna, a Songa è
stata diagnosticata la frattura
del dito mignolo, contusioni ed
escoriazioni.
A Songa è giunta la solidarietà da parte degli esponenti
dei partiti politici, tra i primi
quello di Stefano Strada della
Lega Nord. «Non credo che
quanto successo sia riconducibile alle polemiche seguite alla
trasmissione di Rete 4 sui pro-
fughi - dice Songa -. Anche se
questo signore venerdì era tra
i presenti alla diretta di “Dalla
vostra parte” durante la quale
abbiamo stigmatizzato le presenza di migranti in città».
Pareri contrapposti
Luigi Songa (a destra) su Rete 4
VCO .47
In breve
A PALAZZO SAN FRANCESCO APERTA ANCHE LA MOSTRA SULLE TORRI GEMELLE
“Il fascismo di oggi
si chiama mafia
La lotta non è finita”
.
Pur non essendo direttamente
collegati i due episodi, quanto
avvenuto al segretario di Fratelli d’Italia dimostra il clima
di tensione che si respira ad
Omegna e di cui i social
network con continui dibattiti
sono in questi giorni lo specchio fedele. C’è chi plaude al
comportamento del centrodestra che ha proposto una rac-
colta firme che limiti il numero
dei richiedenti asilo che la città può ospitare e chi invece ritiene che con la trasmissione
sia stato fatto un cattivo servizio al turismo della città.
Durante il collegamento sono intervenuti alcuni residenti
lamentando la troppa attenzione che a loro dire l’amministrazione riserva agli extracomunitari e poco ai propri concittadini. «Sia chiaro che non
siamo stati noi a chiamare la
troupe di Rete 4 - dice Strada -.
Anzi da parte nostra c’è stata
la richiesta di mettere in evidenza le bellezze di Omegna.
Cosa che è stata fatta. Poi le
km di linea reale corrisponde a
undici metri. Tra i suoi pezzi
ce sono ancora in uso come la
Bls che porta lo stemma del
comune di Beura Cardezza, o
altri che transitavano dal suo
paese. Tuttavia, suo malgrado,
non fa il ferroviere come si potrebbe pensare, ma lavora in
una fabbrica ossolana.
Il pezzo unico
«La stazione di Pieve Vergonte
è diversa dalle altre perchè è
stata costruita negli anni Venti
dallo stabilimento chimico e
una volta non era una stazione
ma una fermata che portava il
nome del paese Rumianca (poi
fuso con Fomarco e diventato
Pieve Vergonte) - racconta -.
Ad esempio a fine Ottocento
l’organo della chiesa di Pieve
Vergonte è infatti arrivato a
Piedimulera». Tra i pezzi a cui
tiene di più ci sono il Caimano
del 1975 o la Littorina. Ma il più
pregiato sta nell’armadio. E’
una locomotiva a vapore, la Gr.
470 detta Forno crematorio.
«Mi sono appassionato a lei
nel primo libro sui treni che ho
ricevuto in regalo dai miei a 1314 anni e sono andato in Lombardia a prenderla da un artigiano - spiega Giovannone -: è
un pezzo unico, si può comprare una volta nella vita». A fine
2015 si è parlato di stazioni che
venivano assegnate da Rfi in
comodato d’uso, «ma per andare a Torino a chiederne una
bisognerebbe vincere alla lotterie - conclude Giovannone –
per ora sono sempre alla ricerca di nuovo materiale».
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immagini non sono andate in
onda perché i fatti avvenuti in
Egitto hanno stravolto la scaletta della trasmissione. Stessa cosa per le persone intervistate, come Marino Savoini:
non siamo stati noi a proporlo,
ma la giornalista che lo ha incontrato e intervistato prima
nella cantina in cui vive e poi
nel corso della diretta».
La difesa del sindaco
Una polemica che non accenna
a placarsi. A proposito della vicenda di Savoini, che ha accusato il sindaco di aver preferito
interessarsi degli extracomunitari e non del suo caso, vi è da
registrare la replica di Adelaide Mellano.«Non ho mai detto
a nessuno che prima vengono i
profughi e poi i miei concittadini - precisa il sindaco -, al
contrario ho chiesto al signore
cosa potevo fare per lui e di venire in ufficio a parlarne. Lo
sto ancora aspettando».
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