Transcript Il significato e le espressioni della tenerezza in Juan Rof Carballo
Il significato e le espressioni della tenerezza in Juan Rof Carballo
Nella vasta produzione scientifica e letteraria del medico e umanista galiziano Juan Rof Carballo figura il libro
Violencia y ternura
. Il titolo pone in rilievo le due polarità all’interno delle quali si dispiega il mondo affettivo proprio dell’uomo, ovvero la
violenza
, quale forma non governabile dell’
aggressività
, e la
tenerezza/amore.
L’essere umano, estremamente immaturo e vulnerabile alla nascita, completa il suo sviluppo somatico e psichico in virtù della protezione offertagli dall’amore tutelare dei genitori, segnatamente della madre. Per l’autore è soprattutto la figura materna a promuovere il configurarsi della prima relazione del bambino, ovvero della
urdimbre
primaria o affettiva, alla quale egli presta particolare attenzione. All’interno di questa
urdimbre
, è segnatamente l’amore materno a
costituire
l’uomo in quanto essere aperto alla relazione: l’essere umano nasce
non
ancora
costituito
, estremamente vulnerabile. Si può dire che per lui la gestazione finisca “anzitempo” e continui all’interno del rapporto con la madre il quale, come scrive Tommaso d’Aquino, è “come un utero spirituale”. L’amore materno è permeato soprattutto di tenerezza. Basta osservare una madre felice della sua condizione mentre accudisce il suo piccolo per potere notare la rilevanza della tenerezza nel rapporto che si instaura tra l’una e l’altro. Qui le parole della madre, i gesti, il modo di tenere il bambino tra le braccia, i sorrisi del piccolo etc. sono espressioni della tenerezza che non soltanto gratifica l’affettività della madre e del piccolo, ma offre a quest’ultimo quelle sollecitazioni di cui egli ha bisogno affinché il suo organismo cresca in modo armonioso. Invero, l’amore parentale tenero promuove soprattutto lo sviluppo dei sistemi nervoso e immunitario. Ad esempio, nella corteccia cerebrale possono così aumentare le connessioni tra i neuroni. All’interno del vasto «movimento psicoanalitico» che Rof Carballo studia fin dagli anni Quaranta del Novecento, il significato attribuito dai vari autori alla
tenerezza è tutt’altro che monocorde. Sigmund Freud ha ravvisato nella tenerezza una forma peculiare della sessualità, ovvero una «pulsione sessuale deviata nella meta». In seguito, all’interno della psicoanalisi, nonché della psicologia di matrice umanista, il significato della tenerezza è stato riconsiderato, in quanto espressione dell’affettività che non può essere ricondotta interamente alla
libido
. In questa riconsiderazione della tenerezza va situata la riflessione svolta da Juan Rof Carballo, che evidenzia il significato psicologico, e ancor prima biologico, che essa assume fin dalla prima infanzia. I gesti della tenerezza corrispondono a un’esigenza propria del bambino, quella di «essere sentito», di avere un contatto diretto con un altro essere umano. L’amore tenero della madre crea intorno al bambino una “atmosfera particolarmente favorevole” al suo sviluppo, per ricorrere a una espressione dello psicologo e psichiatra Donald Winnicott, che il medico galiziano ama citare. Nella relazione, pongo in evidenza i caratteri propri della tenerezza, con particolare riguardo ad alcune sue espressioni, come il
bacio
, la
carezza
e il
gioco
. Soltanto il bambino (o il piccolo di un animale) che sia protetto da un amore tenero è in condizione di potere giocare. Non vanno sottaciuti i limiti della riflessione di Rof Carballo riguardo alla caratterizzazione materna della tenerezza. Esiste anche una tenerezza “al maschile”, sulla quale l’autore è abbastanza reticente. Quando la riscontra, ne pone in rilievo l’affinità con la tenerezza femminile. Nella temperie storica e culturale odierna, allorché spesso il bambino riconosce più di una figura significativa di accudimento, danno a pensare anche altre forme di tenerezza, non legate all’amore materno. Inoltre, l’accezione della parola “maternità”, pure in virtù della riflessione svolta dal
pensiero femminile
si è ampliata, e trascende quella della maternità biologica, che Rof Carballo per lo più prende in considerazione. Per l’autore, la tenerezza è una manifestazione dell’eros “diatrofico”, in quanto essa “nutre”, in senso amplissimo, e accudisce il bambino. Nell’essere umano, Rof Carballo distingue due forme di eros, ben differenziate nell’adulto: l’
eros
finalizzato
alla
procreazione
, la cui importanza per il singolo e la specie umana è irrefragabile e, appunto, l’
eros diatrofico.
Anche quest’ultimo è comune a entrambi i sessi, ma è preminente nella donna, pure in virtù dell’assetto endocrino indotto da quelli che il medico galiziano denomina “ormoni della cura”. L’uomo è un
essere diatrofico
in quanto si prende
cura
della prole. Non va sottaciuto che l’autore, proprio per l’importanza attribuita alla cura diatrofica nella vita umana, anticipa per certi versi una riflessione etica che ha preso avvio circa quarant’anni fa negli Stati Uniti e ha avuto una significativa recezione nella cultura filosofica del nostro paese. Si tratta dell’
etica della cura
, alla quale apportano significativi contributi - oltre a filosofe, filosofi e bioeticisti - anche medici e sanitari che riflettono sugli aspetti più difficili e delicati della loro professione. Se le varie forme dell’etica del passato erano incardinate sulla “virtù”, sui “doveri” o sulla “vita buona”, l’etica della cura, la quale è stata promossa soprattutto da donne, pone al centro della vita morale appunto la cura. In ogni epoca della vita umana, ci si prende cura di altri oppure, soprattutto in condizioni di particolare vulnerabilità, si fruisce della cura prestata da altri. Anche questa è una
cura diatrofica
, che non corrisponde soltanto alle esigenze primarie dell’essere umano, ma “nutre” altresì la sua fiducia negli altri e la sua attitudine a sperare. Si pensi al bambino, ma anche all’anziano, al malato, al disabile. Sono soprattutto costoro ad avere bisogno della cura diatrofica, per un certo periodo o per tutta la vita. Per Rof Carballo la diatrofia caratterizza l’amore parentale ma è presente, in forma peculiare, pure nel rapporto tra medico e malato, soprattutto all’interno della psicoterapia. Il terapeuta
si prende cura
del malato
in modo diatrofico.
Se l’amore tenero, come si è detto, costituisce l’essere umano, è pure l’amore la risorsa terapeutica fondamentale nello psicoterapeuta. A giudizio dello scrivente, una forma di tenerezza diatrofica può peraltro trovare spazio in alcune relazioni asimmetriche, come quella tra maestro e allievo (il primo “nutre” e stimola l’intelligenza e la sensibilità del secondo), e quella tra il direttore spirituale e colui che viene da lui guidato (qui il “nutrimento” e il sostegno riguardano lo spirito).
Alla luce di queste considerazioni, si può affermare che la riflessione svolta da Juan Rof Carballo sulla tenerezza vale a sollecitare le scienze umane e la filosofia ad approfondire lo studio del significato che essa assume nella vita umana.
Nunzio Bombaci Abilitato Filosofia Morale Dottorando in Filosofia e Scienze Umane Università di Macerata