Rassegna del 05/09/2014

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Rassegna del 05/09/2014
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 05/09/2014
SI PARLA DI NOI
Gazzetta Mantova
05/09/14 P. 13
De Marchi rispolvera i piani dimenticati «Quante promesse»
La Voce Di Mantova
05/09/14 P. 15
La spazzatura? C'è ma non si vede
1
La Voce Di Mantova
05/09/14 P. 40
Pubblicità Fiera Millenaria
4
05/09/14 P. 29
Lo confermo dell'Asl a Volta l'acqua è ok
5
Gazzetta Mantova
05/09/14 P. 15
Vecchie discariche Rischio sanzione anche per Mantova
6
Gazzetta Mantova
05/09/14 P. 15
Via i rifiuti dalla cava abusiva
7
Gazzetta Mantova
05/09/14 P. 22
Discarica di cateteri al parco di Viadana
Provincia Di Cremona
05/09/14 P. 22
Viadana, rifiuti e deiezioni Controlli dei vigili e multe
9
Mario Tenedini
2
SERVIZIO IDRICO
La Voce Di Mantova
RIFIUTI
Riccardo Negri
8
POLITICA LOCALE
Gazzetta Mantova
05/09/14 P. 13
Caccia al nuovo assessore Spunta un tecnico Arpa
10
La Voce Di Mantova
05/09/14 P. 16
Presto un tavolo istituzionale per l'ok definitivo
11
La Voce Di Mantova
05/09/14 P. 16
Progetti e sfottò Sodano- Benedini
12
RIFIUTI: SCENARIO
Giornale Di Brescia
05/09/14 P. 11
Un esercito di cassonetti dal destino ancora incerto
Emanuele Galesi
13
Sole 24 Ore
05/09/14 P. 15
I consumi spingono la raccolta di carta
Jacopo Giliberto
14
Sole 24 Ore
05/09/14 P. 39
Sui rifiuti l'Italia adesso rischiala mai-condanna
Marina Castellaneta
15
ENERGIA: SCENARIO
Sole 24 Ore
05/09/14 P. 7
Piano italiano sudi investimenti Ue
Beda Romano
16
Sole 24 Ore
05/09/14 P. 14
In dirittura d'arrivo il «sì» al Tap
Domenico Palmiotti
18
Sole 24 Ore
05/09/14 P. 14
«Opera strategica per Italia e Ue»
Federico Rendina
20
Sole 24 Ore
05/09/14 P. 28
Enersis chiude il cerchio su Edegel
Celestina Dominelli
21
05/09/14 P. 11
Sì al padiglione nei Laghi Sarà la vetrina di Mantova
Igorc Ipollina
22
SEGNALAZIONI
Gazzetta Mantova
Indice Rassegna Stampa
Pagina I
De Marchi rispolvera
piani dimenticati
«Quante promessu
«Promesse tante, risultati
pochi». t guanto sostiene d
capogruppo della lega Nord in
consiglio comunale, Luca De
Marchi, che ha inviato
un'interrnOazione al sindaco
per chiedere conto su alcuni
progetti della giunta. In
particolare il leghista chiede
nformazioni sui passaggi a
livello («sono ancora tutti li al
oro posto quando nella
vicinissima cremona,con il
finanziamento di Rfi, ne
stanno eliminando non uno
ma tre»), sulla
riqualificazione di quattro
aree strategiche di cui si
discute di anni, Porta Mulina,
zona ex Tea, area ex ceramica
di Fiera Catena, strada Argine
Maestro e area dei capannoni
militari di San Nicolò.
De Marchi provoca il sindaco
anche sali parcheggio
sotterraneo di Pazza
Cavallotti («nonostante la
d`aspoaalhiUtà dimostrata più
volte da parte della
proponentesocietà Imidi
realizzare non mi sembraci
sia stata neppure lavolontàdi
confrontarsi»). Si passa poi
alla rampa del cavalcavia iati
zona Dosso del Corso ancora
ricoperta dalla vegetazione.
fino alla promessa della
ciclabile. Infine la tangenziale
ovest-«Qual è il tracciato?
Qual è il costo previsto perla
stia realizzazione e i tempi?
Che fine ha fattola boutade
del tunnel sotto il lago?
A parte lo studio preliminare
sul flussi di traffico sull'asse
via Cremona-viale Ptentino
noli è stato fitto il minimo
progresso per progettazione e
ricerca tondi»,
faeS al nuovo assessore
spi "fl" i»' i- ,, lo.
Si parla di noi
Pagina 1
La spazzatura?
C'è ma non si vede
Però spariscono le trappole per topi attaccate
ai pali, dove rimangono imbarazzanti scritte
E la raccolta differenziata? Cosa
c'entra col festival? C'entra e come: se uno invita a casa sua della
gente per parlare dell'umano e
del divino o anche solo per fargli
vedere i filmini delle vacanze,
pensate che lasci in giro i piatti
sporchi nel secchiaio, i posacenere pieni di cicche e i giornali
vecchi a fianco della porta? Difficile. Sì, ma tener pulita la casa
non è un gran problema, tener
pulita una città è tutto un altro
paio di maniche. In centro c'è
tanta di quella gente in giro che
francamente non ci siamo accorti
se davanti a qualche casa c'erano
i soliti sacchi col pattume. Se
c'erano non si vedevano, se non
c'erano ci piacerebbe tanto sapere come e quando gli han fatti
sparire. La raccolta differenziata,
o meglio, il metodo con cui avviene è stato senz'altro pensato e
messo nero su bianco da qualcuno, il che fa pensare che da
qualche parte in Comune, o alla
Tea, ci sia un libro con scritto
tutto quel che si deve fare. Quello
che non si deve, o non si dovrebbe fare, l'han scritto i cittadini che non son d'accordo sul
metodo, ma questo è un altro
discorso. Torniamo al testo, che
immaginiamo intitolato Come
tener pulita la città senza lasciare
in giro la rumenta sui marciapiedi, o qualcosa del genere. Se
c'è, e ci dev'essere, ci sarà anche
chi l'ha scritto. L' autore. E allora
perché non inserire tra gli eventi
del Festival un incontro con questo Autore? Immaginatevi che
bello. Certo, a chi viene da Cisterna o da Occhiobello poteva
interessare poco, ma ai mantovani sarebbe piaciuto un bel po'.
Si parla di noi
In particolar modo la seconda
parte, quella dedicata al dibattito.
Forse al Comune l'idea sarà anche venuta, ma trovare uno che si
prestasse ad illustrare tutta la faccenda al pubblico dev'esser stato
impossibile. Io, perché io? Perchè non chiediamo alla Tea? O a
qualcuno di quelli che sono andati in giro a vedere come fanno
nelle altre città? L'assessore all'ambiente? L'Asl? Com'è noto
le vittorie han tanti padri, le sconfitte sono orfane. 11 sindaco? Sì,
come se non avesse già i suoi
problemi. Morale: l'evento non
c'è stato. Sempre in tema di pulizia, igiene e sicurezza, qualche
ospite della città in questi giorni
ha notato quegli elegantissimi
pali con uno scatolotto legato alla
base che dovrebbero servire ad
eliminare i topi che evidentemente sono tra quelli che più han
festeggiato il sistema di raccolta
della spazzatura in città. In piazza Virgiliana, angolo via Cairoli,
c'è uno di questi nuovi arredi
urbani. Bene: abbiam visto due
signori di Bologna, che lo stavano fotografando. Che eran di
Bologna ce l'han detto loro dopo
che ci eravamo avvicinati, incuriositi anche dal fatto che stavano ridendo. Allora: lo scatolotto non c'era; c'era solo una
tabella, come c'è su tutti i pali,
con una scritta che spiega il tutto.
Si tratta, secondo l'autore della
scritta, di un sistema efficacissimo per tener lontani i topi e
altre creature poco gradite, in risposta a qualche tipo di incarico
avuto dal Comune ecc. ecc.
Qualche buntempone, vista l'as-
senza del miracoloso scatolotto,
aveva aggiunto con un pennarello che il tutto avrebbe sicuramente funzionato se, e solo se,
i topi e compagnia banchettante
fossero stati in grado di leggere il
suddetto cartello. Lo scatolotto,
abbiam saputo da uno che abitava lì vicino e stava passando di
lì, manca ormai da qualche mese.
Una delle ipotesi è che qualcuno
con la casa infestata dai topi se lo
sia portato via. Pare anche che
un'approfondita indagine sull'oscura vicenda sia già in corso.
Come si dice in questi casi, abbiamo piena fiducia nella magistratura. Se mai qualcuno dovesse trascinare i sospettati in
tribunale.
Mario Tenedini
Pagina 2
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Si parla di noi
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Pagina 3
Fiera Millenaria dî Gonzaga
6 r 14 Settembre 2014
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Si parla di noi
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Pagina 4
La confermo dell'Asie
a Volta l'acqua è ok
VOLTA - Come la Voce aveva
anticipato alcuni giorni fa,
l'acqua erogata dall' acquedotto di Volta è a norma di
legge. Lo hanno confermato
ufficialmente le analisi che
l'Asl di Mantova ha eseguito
nei giorni scorsi in collaborazione con l'Asl di Brescia.
Tutto nasce quando una signora che abita nel condominio "Ss Trinità" in viale
della Libertà appunto a Volta,
lamenta problemi cutanei che
attribuisce
all' acqua che
sgorga dai suoi rubinetti. Si
sono attivati subito sia l'Asl
che la Sicam , l'azienda castiglionese che gestisce l'acquedotto voltese, prelevando
il liquido da vari punti della
rete. I risultati hanno confermato che i valori sono nei
termini stabiliti dalla legge.
Comunque, per precauzione,
il sindaco di Volta Luciano
Bertaiola nei giorni scorsi ha
emesso un'ordinanza che
proibiva l'uso dell'acqua erogata dai rubinetti del condominio in questione.
Gli esami eseguiti sull'acqua
prelevata giorni fa dai rubinetti dell'abitazione di
Ornar Melchiori , uno dei
residenti nel condominio "Ss
Trinità", hanno dato esito negativo, nel senso che i valori
sono nella norma e identici a
quelli presenti nell'acqua
dell'acquedotto. In particolare quelli riguardanti il
II sindaco di Volta, Bertaiola
piombo, un elemento per il
quale la legge non prevede
tolleranze, al contrario del
manganese.
È molto probabile che il primo cittadino voltese ora revochi l'ordinanza di divieto
dell'uso dell'acqua ai residenti dell'abitazione di viale
della Libertà. (gi.bo.)
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1
A Castiglione lavori per 2 milioni I
Servizio idrico
Pagina 5
Vecchíe dìscaríche
Rischio sanzione
anche per Mantova
l'Italia delle dìscaríche
fuorilegge, specie le quasi
duecento chiuse ancora da
bonificare (tra le quali anche
quelle dell°area Sin), rischia dì
pagare a caro prezzo il
naancnto rispetto delle regole
comunitarie a tutela della
salute e dell`zaaaahlente; una
Multa forfettaril di 60 Milioni
di euro, più una multa di
158,200 euro al giorno fino i
quando non sarà €n regola. la
corte di g9aastl2.lçe Ue 9erB ha
naesso nero su bianco la qua
proposta di sanzione.
Vin i rifiirti dnIln cnvn nMiaivn
Rifiuti
Pagina 6
Via i rifiuti dalla cava abusiva
Approvato il piano di smaltimento dell'Immobiliare Gt nell'area del Porto. Resta la multa da43 milioni
La vicenda si trascina dal 2011,
quando i carabinieri del Nucleo
operativo ecologico, il personale della Provincia e i tecnici
dell'Arpa scoprirono una discaricain una cava abusiva. Illecito
al quadrato. Così a Valdaro 3 (il
terzo lotto del porto), dove l'Immobiliare Gt di Rodigo stava
estraendo sabbia e argilla senza
tutti i permessi necessari e dove
furono trovati più di 37mila metri cubi di rifiuti inerti. Scorie di
fonderia, ferro, cemento, roba
che lì non doveva stare. Morale,
il terreno venne sequestrato e la
vicenda finì in Procura. In attesa che l'Immobiliare Gt redigesse un piano di smaltimento e rimozione dei rifiuti, Di ordinanza in ordinanza (e di proroga in
proroga) si è arrivati alla scorse
settimane, quando il progetto
dell'Immobiliare Gt è stato finalmente approvato.
Il piano prevede l'ingresso
Rifiuti
La cava sequestrata dai carabinieri dei Noe nell 'area dei Porto di Vaidaro
nell'area di un mezzo mobile
della ditta Pincella, che dovrà
macinare i rifiuti inerti
"rimasticandoli" in materia prima secondaria da impiegare
per il sottofondo della stessa
area. Operazione "pulita", a chilometri zero, senza la complicazione di dover trasferire e smaltire i rifiuti altrove. Progetto alla
mano, la campagna di macinazione con impianto mobile, però, prevede un'autorizzazione
ulteriore che coinvolge anche
Provincia, Arpa e Asl. La conferenza di servizi si è tenuta nei
giorni scorsi e si è chiusa con un
sì con riserva: l'Asl ha chiesto di
consultare tutta la documentazione. Il via libera definitivo do-
vrebbe arrivare entro la settimana: tutti concordi, gli enti coinvolti, a snellire le procedure per
accorciare i tempi.
Sull'Immobiliare Gt pendono anche due multe salatissime
che, sommate, fanno una stangata da 43 e passa milioni di euro: 4,4 milioni li pretende il Comune perché la società ha scavato abusivamente nell'area
del Porto di Valdaro, 39 li vuole
la Provincia. Passi per il conto
del Comune, che ha già provveduto alle ingiunzioni di pagamento (impugnate dall'Immobiliare Gt), ma com'è possibile
una multa così severa da parte
della Provincia? Il calcolo è presto fatto: secondo la stima del
Noe, negli ultimi sei anni la società avrebbe effettuato 12mila
trasporti non autorizzati, che
moltiplicati per la relativa sanzione (più di 3mila euro) fanno
proprio 39 milioni.
Pagina 7
®
gli
/ VIADANA
L'inciviltà non ha limiti. 1 soliti
ignoti hanno abbandonato alcuni cateteri, pieni di rifiuti organici, al parco Baden-Powell di via
Al Ponte, in una zona frequentata anche da bambini. La scoperta è stata fatta ieri mattina da
Cesare Boldrini, commerciante
viadanese: «Il cane era corso dietro una siepe, a due passi dal
WIfí !,
sentiero pedonale; nel raggiungerlo ho notato lo scempio». Sette-otto sacche usate, sparse a
terra nel raggio di alcuni metri
assieme alle cannule, agli involucri e ad alcuni guanti in lattice.
La scena solleva più di un interrogativo, in primis sull'eventualità di rischi di tipo sanitario.
Ma c'è da domandarsi anche come a qualcuno sia venuto in
Vìadana
mente di disfarsi in questa maniera dei presidi sanitari: non
erano nemmeno rinchiusi in un
sacco, per cui il vandalo è verosimilmente andato al parco con
un secchio o una bacinella, per
poi divertirsi a sparpagliare il
materiale dietro il cespuglio. Da
notare che l'incombenza di portare via i cateteri dalle abitazioni dei malati spetta solitamente
alle assistenti domiciliari, per
cui le famiglie non dovrebbero
ritrovarsi nella situazione di
non saper che fare. Al limite, si
poteva comunque portare tutto
in piazzola ecologica. Boldrini
ha avvisato i vigili urbani. «Si
tratta di rifiuti speciali, e mi auguro vengano recuperati e smaltiti correttamente». I1 cittadino
non nasconde lo sdegno: «L'erba del parco è stata tagliata, ed è
ricresciuta: possibile che gli addetti non abbiano notato niente?». Boldrini segnala che nel
parco si trova abbandonata anche una bici semi sfasciata.
Riccardo Negri
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Alcuni dai cateteri abbandonati al parco Baden Powell
Rifiuti
Pagina 8
Viadana, rifiuti e deiezioni
Controffi dei vigili e multe
VIADANA - Fioccano multe sulla testa di coloro che
non rispettano il Regolamento di oolizia urbana. A
seguito di una serie di controlli della Polizia locale, infatti, sono state emesse delle sanzioni nei confronti di
cittadini poco attenti ai divieti e alle prescrizioni. Un
uomo residente a Castelnuovo Sotto dovrà pagare 181
euro, reo di aver acceso un
fuoco in territorio viadanese
per bruciare del materiale
Rifiuti
vario. Una signora, invece, è
stata `beccata' mentre il suo
cane sporcava la pubblica
via: 110 euro di multa. Stessa cifra per un uomo di origine indiana, colpevole di
aver abbandonato dei rifiuti
sul suolo pubblico al di fuori
delle regole della raccolta
differenziata porta a porta.
Stesso reato, ma diversa la
sanzione, per due signore
viadanesi e per i gestori di
un bar: dovranno sborsare
71 euro. (n.b)
Rifiuti a terra
Pagina 9
Caccia al nuovo assessore
Spunta un tecnico Arpa
Dopo il fallimento dell'operazione De Togni il sindaco chiama Vanna Segala
E in aula ipotizza il rinvio del voto sugli equilibri di bilancio. Buvoli® «Non si può»
di Nicola Corradini
Qualcuno, in via Roma, l'ha
definita «l'asso nella manica di
Nicola». E in effetti per un sindaco alla disperata ricerca di
un nuovo assessore all'ambiente per coprire il posto vuoto lasciato dalla benediniana
Maffini (a cui lui stesso ha tolto le deleghe dopo la rottura
con gli alleati civici), il naufragio dell'operazione De Togni è
stato un colpo pesante al morale. Ma ecco la novità. Subito
dopo aver incontrato senza
esito positivo l'ex esponente
della civica benediniana, che
lui avrebbe fortemente voluto
far tornare in squadra con la
delega all'ambiente (ma non
alla raccolta differenziata dei
rifiuti) in via Roma si è presentata, su convocazione, un'altra
possibile candidata all'assessorato. Che potrebbe rappresentare la soluzione al rebus
giunta per un sindaco già alle
prese con il non secondario
problema di non poter più
contare su una maggioranza
in consiglio comunale.
Chi è la possibile nuova
componente della squadra di
giunta? Si tratta di un tecnico,
una funziona-ria dell'Arpa:
Vanna Segala, nata nel 1961 a
Bagnolo San Vito nia residente
in città. La Segala sembra avere i requisiti che servono
all'operazione. Innanzitutto le
competenze necessarie. E tecnico della prevenzione all'Arpa, ha lavorato all'Asl nel servizio territorio e attività industriali e, precedentemente,
nell'Ussl 47, nel Servizio 1 di vigilanza e controllo, con particolare riferimento all'individuazione dei responsabili degli inquinamenti delle acque
superficiali. C'è un altro aspet-
Politica locale
to non secondario. La Segala
non è un figura politicamente
nota. Insomma, sarebbe un assessore tecnico scelto per la
sua esperienza di studio e professionale.
Sarà lei l'assessore all'ambiente di quest'ultima fase
dell'amministrazione
Sodano? Il sindaco ci sta pensando
e, dicono i suoi collaboratori,
potrebbe prendere una decisione al termine di Festivaletteratura. Certo è che la delusione per non essere riuscito a far
rientrare in squadra la De Togni è stata notata da molti. Lei
era disponibile a fare da consulente, ma trovava «imbarazzante» il solo pensiero di tornare a fare l'assessore. Il sindaco
ha insisti lo ed era quasi riuscito a convincerla. Ma all'interno di Forza Italia non tutti erano d'accordo sull'opportunità
di reinserire la De Togni. Lo
hanno riferito al sindaco (Acerbi e Rose) e lui ha rinunciato
all'operazione. De Togni delusa? Tutto il contrario: si sente
sollevata.
Il sindaco intanto prova a
convincere i consiglieri a sostenere per i prossimi mesi una
sorta di governo di salute pubblica. Lo ha detto ieri alla conferenza capigruppo ammettendo, come già fatto, di non
avere più i numeri e chiedendo
la
collaborazione
"istituzionale". Ha anche accennato all'ipotesi di spostare
l'approvazione degli equilibri
roga. Il capogruppo Pd, Giovanni Buvoli, ha replicato duro: «L'eventuale deroga interessa i comuni che hanno approvato da poco il bilancio.
Noi lo abbiano fatto in maggio, non avrebbe senso».
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W-A
E Sodano ora rincorre anche la Maffini
ccdl sindaco Sodano mi ha chiesto se sono disponibile a
continuare a collaborare con la sua giunta: ma a che
gioco stanno giocando? ». Lo stupore di Mariella Maffini
(nella foto), assessore all'Ambiente licenziato non più di
un mese fa insieme al collega marco Tonelli in quanto
"benediniani", comprensibile . Ma ne è sicura? «Eccome
- risponde al telefono - è accaduto martedì quando sono
tornata in Comune per recuperare alcuni oggetti
personali che avevo lasciato in ufficio . Ho incontrato
Sodano che dapprima mi ha detto che gli dispiaceva
molto per quanto accaduto e che io e
Marco eravamo vittime di Benedini. Gli
ho risposto che io non mi sento vittima di
nessuno». E poi? «Mi ha chiesto, in
presenza dell'assessore Celestino
Dall'Oglio e del capo di gabinetto
Alessandro Colombo se ero disponibile a
collaborare. E ha insistito perché ci
pensassi su». Ci ha pensato? «Non ne
avevo bisogno : la risposta è no!». Non se
l'aspettava proprio : «Sono rimasta
basita, ma insomma prima fa di tutto per
farmi fuori dando incarichi ad esterni e
ostacolandomi , poi mi caccia e adesso
viene a chiedermi di collaborare? Proprio non capisco».
Dopo un mese di silenzio seguito alla cacciata , Maffini è
un fiume in piena e ne ha anche per il presidente del
consiglio comunale Giuliano Longfils che ha messo in
dubbio il suo operato sulle bonifiche difendendosi sul
"caso" del dibattito sui veleni negato : «Forse non ha
chiaro - dichiara - che la gestione di un Sin è competenza
del ministero dell'Ambiente, inoltre gli ricordo che
grazie a me solo nel mese di agosto il ministero
dell'Ambiente ha emanato ben 4 decreti . E poi non mi
faccio dare lezioni da un massone».
<-, al
s-•"o, , i:_
tipnn ln un In'nico:Lpa
Pagina 10
Presto un tavolo istituzionale per l 'ok definitivo
II sindaco Nicola Sodano
Politica locale
Soldi ai privati? «Se ne son sempre dati», replica Benedini al
sindaco, poggiando sugli esempi del Festivaletteratura o di
"Segni d'infanzia". Ma la stoccata benediniana muove la reazione di Forza Italia: dalle poche righe compilate nei progetti
benediniani, al contrario di iniziative festivaliere che storicamente propongono progetti
compiuti di grande interesse e
con evidenti ricadute positive
sul territorio, si evincerebbe che
il Comitato ha esibito «operazioni commerciali con ristoranti, agenzie viaggi e altre aziende
non meglio identificate» - si
Recuperati i piani
delle altre entità
culturali virgiliane
dice in via Roma -, peraltro
nulla specificando sugli introiti
delle operazioni.
Per finanziare questa progettualità sostanzialmente si cassano
direttamente nella selezione del
Comitato, o attraverso il "niet"
dell'ex assessore Marco Tonelli, proposte ben più articolate e
adeguatamente illustrate, a suo
tempo avanzate da istituzioni di
prestigio. Drenando le risorse,
infatti, i progetti del Comitato
lasciano di fatto privi di sostegno i progetti di Politecnico,
Diocesi, Soprintendenza, Accademia Virgiliana, che il Comune conta invece di poter rimettere in pista, assieme alla progettualità sviluppata a suo tempo dagli uffici e rimasta in sospeso, in attesa dei "grandi progetti" del Comitato. Ma sulla
partita a giorni verrà convocato
un tavolo di coordinamento con
le Istituzioni alle quali fanno
capo i progetti da recuperare.
Pagina 11
LO STAFF DEL SINDACO CENSURA GLI ELABORATI DEL COMITATO ARANCIONE MENTRE L'ARCHITETTO LAVORA ALLA SFIDUCIA
Progetti e sfogò
Sodano-Benedini
La guerra dei progetti passa per
gli sfottò moltiplicando nei fatti
una tensione che in Comune era
già altissima di suo. I progetti,
ovviamente, sono quelli benediniani relativi al collegamento
della nostra città con l'Expo
2015, per i quali la Regione ha
assicurato al sindaco, tramite lo
stesso governatore Maroni, uno
stanziamento straordinario di
di mezzo milione.
Ma il braccio di ferro tra Nicola
Sodano e l'ex alleato civico
Giampaolo Benedini ormai si
misura, da un lato, con le accuse
di inconsistenza delle progettualità elaborate dallo staff del leader civico, mentre sul fronte opposto Benedini va avanti nellaricerca di 21 voti per detronizzare
il sindaco tramite mozione di sfiducia.
Dal canto suo il governo cittadino non tende nemmeno più a
replicare nell'ufficialità.
E alle giustificazioni dell'architetto Benedini di avere prodotto
schede «sintetiche per necessità» fanno da replica le bordate
del centrodestra che ha messo da
giorni in circolazione quelle
schede. L'entourage del sindaco
evidenzia che la "rappresaglia"
scatenata da Benedini non dopo
la revoca delle deleghe a Tonelli
e alla Maffini , ma solo quando la
giunta ha preso atto del giudizio
negativo degli uffici sui progetti
del comitato benediniano, nasconde insomma finalità interessate. il leader aran cione per mesi
ha relazionato sindaco e consiglieri su una serie di progetti, peraltro condivisibili (eccellenze
enogastronomiche, Nuvolari, la
moda, il tema dell'acqua...) in
grado di fare emergere le potenzialità turistiche mantovane nella vetrina Expo.
Ma il problema è emerso alla
presentazione del dossier necessario per dare il via alla conces-
Politica locale
sione del sostegno economico.
Quando a luglio gli uffici hanno
ricevuto le schede, si aspettavano progetti articolati e dettagliati
per giustificare la richiesta di finanziamento di 798mila euro, di
cui 350mila a carico del Comune: un minimo "sindacale" di informazioni che consentissero di
valutare la congruità della spesa.
Numerosi invece i campi lasciati
in bianco: nella maggior parte
dei casi, i progetti presentati per
il finanziamento sono costituiti
da una o due pagine con il titolo,
Sfugge poi il nesso Expo 2015
(basato su energia e cibo al terzo
mondo) colprogetto "Alta moda
nella città di isabella" o con la
sfilata di abiti 1950-1968 da
84mila euro. Ma a questo punto
la replica arriverà a Sodano tramite mozione, non più per via
dialettica.
Le schede con i progetti "sintetici"
dei Comitato Benedini e, qui sotto
l'architetto Giampaolo Benedini
as"
M
due righe (non sempre) di descrizione, e l'ammontare richiesto, con l'indicazione di chi dovrà gestire il tutto, ossia il Comitato benediniano stesso. Il record della sintesi appartiene ai
progetti rubricati come "Quando passa Nuvolari" ed "Editoria varia sui temi Expo": praticamente, il titolo, attribuzione di
competenze e budget. Vuoto il
resto. Un po' poco, per giustificare rispettivamente 21 e 24mila
euro.
Le pagine diventano tre nel caso
di due spettacoli teatrali su Tasso
e Ariosto da fare a Mantova e
Ferrara, ma buona parte del testo
parrebbe frutto di un copia-incolla da Wikipedia, l'enciclopedia pubblica gratuita di internet.
Pagina 12
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In città sono 7.500: fl programma delle sostituzioni ê stato rivisto
ìn attesa che la Loggia eci sul sistema dí raccolta da adotta-re
Qualsiasi scelta vengapresa, non spariranno dal giorno
alla notte. Non sarebbe nemmeno facile, visto che sono
7.500. Tanti, parte integrante
del paesaggio urbano. Una
parte per nulla pregiata, ma
pur sempre necessaria allo
stato attuale delle cose, visto
che altrimenti i rifiuti sarebbero sui marciapiedi o in mezzo alle strade.
Settemilacinquecento cassonetti, compresi i bidoni
dell'organico, il cui destino
viene deciso in queste settimane, a meno che la Loggia
non rinvii ulteriormente la
scelta sul sistema da adottare
tra porta a porta e calotta. Materiale in alcuni casi deteriorato per l'usura, in altri danneggiato da piromani (gli incendi non mancano mai), che in
generale richiede sostituzioni e manutenzione.
Tanto che, per quest'anno,
Aprica aveva preventivato
l'ingresso in campo di 400 cassonetti tra nuove installazioni e turnover nell'indifferenziato, quelli grigi, e di altrettanti per le raccolte differenziate, suddivisi tra le varie tipologie. Di questi ottocento,
soltanto una parte verrà effettivamente introdotta. Questo
perché si trattava di una stima di massima fatta per il piano finanziario, approvato lo
scorso dicembre dalla giunta, e perché il 2014 non sembra proprio l'anno adatto per
accelerare il ricambio di cassonetti.
Aprica prevede di cambiarne
Rifiuti: Scenario
e introdurne circa 300, seguendo l'andamento degli
scorsi anni. Per le tasche dei
bresciani, è comunque una
spesa complessiva di 200mila euro, seppur rateizzata anno dopo anno nelle quote di
ammortamento. Il cassonetto, in definitiva, non si mantiene certo gratis.
Il fabbisogno stimato è stato
ritenuto in ogni caso congruo
dal Comune, nonostante l'avvio della rivoluzione del sistema di raccolta fosse già in corso, almeno per quanto riguarda il dibattito interno all'amministrazione, visto chela prima (e finora unica) commissione sul tema risale a gennaio, nemmeno un mese dopo
l'approvazione del piano finanziario.
Cosa accadrà ai cassonetti è
difficile da dire. Se si optasse
per il porta a porta, verrebbero eliminati tutti gradualmente (il sistema viene introdotto
per fasi successive a seconda
delle tipologie di rifiuti); se la
scelta cadesse sulla calotta,
andrebbero di certo cambiati
gli oltre 4mila contenitori
dell'indifferenziato (3.053) e
dell'organico (1.064 cassonetti e 350 bidoni), vale a dire
quelli su cui solitamente viene applicato il sistema di controllo con la chiavetta.
A Desenzano, ad esempio, i
500 contenitori abbandonati
dopo l'introduzione del por-
Per
ta a porta rimasero per alcuni
mesi in una sorta di cimitero
doppio, per poi essere rottamati e venduti per 30 euro
(quelli in ferro) e 10 euro (in
plastica).
Entro settembre si chiarirà
anche questo aspetto: la Loggia ha in programma una
nuova commissione con i
due metodi a confronto. In
fondo, da gennaio ad oggi di
tempo dovrebbe esserne passato a sufficienza per fare le
necessarie valutazioni. Secondo i dati ripresi nei giorni
scorsi dall'assessore all'ambiente, Gianluigi Fondra,
l'80% dei Comuni lombardi
applica il porta a porta. E Brescia che farà?
E manuele Galesi
a
Calotta o
porta a porta?
I cassonetti sono
destinati a
cambiare o a
sparire del tutto.
Nel frattempo,
non mancano gli
atti di
vandalismo (foto
a sinistra)
Pagina 13
Prime indicazioni
I consumi spingono
la raccolta di carta
Jacopo Giliberto
Il segnale che viene dalla
raccolta differenziata dàun'intonazione lusinghiera: i bidoni della carta straccia tornano
a riempirsi. Non è un dettaglio
da sottovalutare, perché l'uso
di imballaggi è uno degli indicatori più sensibili degli andamenti dei consumi. «Abbiamo
già le prime indicazioni relative ai primi dei mesi dell'anno
che arrivano fino a giugno»,
osserva Carlo Montalbetti, direttore del Comieco, il consorzio della carta del sistema Conai. «A fine giugno abbiamo registrato un incremento medio
nazionale del 2,4%io rispetto ai
..............................................
..........
ANTICIPAZIONI
Il consorzio di riciclo rileva
una crescita del2,4%
nei primi sei mesi del 2014
dopo il calo dell'anno scorso
per imballaggi e rifiuti
........................................................................
primi sei mesi del 2013- Ma per
capire l'andamento dell'economia italiana dobbiamo selezionare i soli dati che stanno
arrivando dal Nord, cioè
un'area delPaese dove il servizio di raccolta differenziata è
costante e c'è parità di perimetro fra l'anno scorso e quest'anno. Nei primi sei mesi del 2013
il Nord aveva avuto un calo di
raccolta del 1,7%, ed era un segnale di continuità della crisi.
Gli italiani acquistavano meno beni, e quindi gettavano
meno imballaggi di carta nei
bidoni. Ma secondo i nuovi
primi dati dei primi sei mesi
del 2014, al Nord ora registriamo un aumento addirittura
de12,2%.I consumi innescano
un'inversione di tendenza,
seppur modesta».
Il Mezzogiorno invece continua nella sua corsa e nei primi sei mesi dell'anno dovrebbe confermare la crescita del
4,6%i% soprattutto perché si diffonde e migliora il servizio di
raccolta differenziata. «Interessante il caso di Cosenza aggiunge Montalbetti del Co-
Rifiuti: Scenario
mieco - dove secondo i primi
dati la collaborazione con il sistema Conai e con il Comieco
dovrebbe aver permesso unincremento di raccolta pari a circa il 5000. Spicca anche Bari,
dove in questi primi sei mesi
del 2014 la raccolta di carta ha
continuato a crescere e si attesta a 70 chili annui per abitante, contro una media nazionale sui 48 chili».
Questi dati, per quanto ancora in elaborazione, sono interessanti anche per i sindaci,
i cui bilanci comunali verranno aiutati da contributi Comicco alla raccolta differenziata
della carta nell'ordine di 9o di
milioni. «In 15 anni abbiamo riconosciuto ai Comuni convenzionati - commenta Ignazio
Capuano, presidente del consorzio Comieco - corrispettivi economici per oltre un miliardo di curo».
In generale, secondo i dati
già consolidati e certificati relativi all'intero 2013, la raccolta di carta e cartone in Italia registra un incremento dell'1°.0,
fermandosi alla soglia dei 3 milioni di tonnellate (+3omila
tonnellate rispetto al 2012),
che dovrebbe essere superata
quest'anno. Un dato che assume un valore ancora più positivo se lo si paragona all'andamento 2013 della produzione
complessiva dei rifiuti urbani,
in calo del 3,2%.
Carta e imballaggi
Raccolta differenziata comunale di carta e cartone procapite per area.
Kg per abitante
Nord
28,3
1998
59.1
2013
Centro 1998
61,5
2013
Sud
1998
27,0
2013
ITALIA 1998
2013
17,0
48,4
1998(2013
In percentuale
l IAL(A
Secondo della presentazione del Rapporto annuale Comieco sulla raccolta differenziata di carta e cartone, nel
2013 sono emersi sostanziali
incrementi percentuali di raccolta per Basilicata (+15,8%0),
Lazio (+13,7°0) e Puglia
(+7,9010), mentre l'anno scorso
un calo generalizzato ha colpito particolarmente le Regioni
stabilmente ai vertici della
classifica nazionale come
Emilia Romagna (-4,5°0, Piemonte (-4,3%), Toscana
(-3,o0) e Trentino Alto Adige
(-1,6%). La Lombardia è stata
nel 2013 l'unica regione del
Nord a registrare un segno positivo (+o,6%).
©RIPROOUZ ONE RIS ERVATA
Pagina 14
Le richieste dell'Avvocato generale
A—
rifiuti l'Italia
adesso rischia
la mai-condanna
Marina Castellaneta
Un'inerzia che dura dal
2007 e che deve essere sanzionata. Lo chiede l'Avvocato generale Kokott nelle conclusioni depositate ieri nella causa
C-196/13 relativa all'inadempimento dell'Italianell'esecuzione della sentenza del 2007
(C-135/o5) relativa ai rifiuti. In
quell'occasione la Corte di giustizia dell'Unione europea aveva accertato l'inadempimento
italiano giudicando del tutto
inefficace il sistema di smaltimento dei rifiuti. Sono passati
7 anni e l'Italia non ha eseguito
la sentenza. Di conseguenza,
la Commissione si è rivolta
nuovamente alla Corte Ue
chiedendo una condanna
dell'Italia per mancata esecuzione della pronuncia.
Una posizione che l'Avvocato generale, le cui conclusioni
non sono vincolanti ma seguite
di frequente dalla Corte, ha condiviso proponendo di condannare l'Italia al pagamento di
una penalità giornaliera di
158.200 euro fino all'esecuzione
e una somma forfettaria pari a
6o milioni. Una stangata.
La vicenda che si trascina da
anni riguarda le discariche illegali presenti inltalia e lamancata bonifica di quelle chiuse. La
Corte di giustizia aveva accertato che le modalità con le quali
avveniva lo smaltimento in Italia non garantivano la salute
dell'uomo e la protezione
dell'ambiente, anche a causa
dei mancati controlli per selezionare i rifiuti pericolosi e per
la mancanza di un adeguato sistema repressivo attestato dalla proliferazione di discariche
abusive. Dopo la condanna, la
Commissione aveva iniziato
una fitta corrispondenza con il
Governo, concedendo una prorogaper l'esecuzione della seri-
Rifiuti: Scenario
tenza. L'ultima comunicazione
trasmessa a Bruxelles nel 2013
non ha convinto la Commissione che ha avviato il nuovo procedimento giudiziario.
L'Italia si è difesa sostenendo che, a seguito della modifica
del quadro normativo Ue, non
sussisterebbe un obbligo di esecuzione della pronuncia. Una
tesi respinta dall'Avvocato generale che ha accertato lapersistenza dell'obbligo. Questo perché le direttive che hanno determinato l'originaria pronuncia di condanna sono state modificate, ma gli obblighi sono rimasti inalterati. Non solo. Il legislatore Ue ha richiamato le
precedenti direttive confermando gli obblighi già esistenti. Pertanto, osserva l'Avvocato generale, lo Stato in causa è
tenuto ad eseguire gli obblighi
fissati nella precedente direttiva e nella sentenza.
In particolare, le violazioni riguardano l'utilizzazione di discariche illegali di rifiuti «in
parte con l'abbandono di rifiuti
pericolosi», la mancata bonifica delle discariche chiuse e la
mancanza di una nuova autorizzazione perle discariche rimaste in funzione. Partita dalla segnalazione di ben 422 discariche illegali, la Commissione ha
poi indicato che ne erano utilizzate ancora due. La censura della Commissione è, per l'Avvocato generale, fondata, anche se
ha delimitato la portata dell'obbligo escludendo che la Corte
abbia richiesto provvedimenti
legislativi generali o di tipo sistematico. Ciò che conta è che
vengano attuate le norme vigenti per evitare il fenomeno delle
discariche illegali. L'Italia deve
poi eseguire la sentenza nella
parte in cui richiede la bonifica
delle discariche illegali chiuse.
NEL MIRINO
Richiesto il pagamento
di 60 milioni in aggiunta
a 158.200 euro per giorno
di ritardo nell'adeguamento
alle precedenti pronunce
...................
...........
Accertati i ritardi nell'esecuzione, l'Avvocato generale chiede di condannare l'Italia al pagamento di una penalità consistente nell'irrogazione di una
somma decrescente in misura
dell'avanzamento dell'esecuzione e non una penalità fissa
dando così fiducia all'Italia. Importi, tuttavia, molto elevati pari a una penalità giornaliera di
158.200 curo fino al momento
dell'esecuzione della sentenza
con alcune riduzioni se l'Italia
fornisce la prova della chiusura
o della bonifica di alcune discariche e una somma forfettaria
di 6o milioni di euro.
La sanzione giornaliera
L'avvocato genera le ha
proposto una penalità
giornaliera di 158.200 euro
fino alla piena esecuzione
della sentenza del 2007.
Questa cifra di base deve
essere ridotta rispettivamente
di 2.100, se l'Italia riuscirà a
dimostrare alla Commissione
la bonifica di una discarica
illegale chiusa contenente
rifiuti pericolosi, di 700 euro,
se sarà provata la bonifica di
un'altra discarica, edi 1.400
se è certificata la nuova
autorizzazione di una discarica
rimasta in funzione ai sensi
della direttiva 1999/31/Ce
La misura a forfait
Nelle conclusioni
dell'avvocato generale
depositate ieri viene chiesto di
infliggere all'Italia anche una
sanzione aggiuntiva
determinata complessivamete
in 60 milioni
Pagina 15
sudi investimenti U
Milo itallail
Documento in vista dell'Ecofin di Milano: un nuovo fondo per le infrastrutture
Beda Romano
BRUXELLES. Dal nostro corrispondente
Forte del suo ruolo di presidente dell'Unione, il governo
italiano intende utilizzare una
prossima riunione dei ministri
delle Finanze per sostenere l'urgenza di rilanciare gli investimenti nella zona euro in un contesto di preoccupante stagnazione e di pericolosa deflazione. L'Italia propone di creare
un fondo ad hoc, finanziato dai
Paesi membri e dall'Unione,
per sostenere la spesa in aree
prioritarie, quali i trasporti,
l'energia e l'economia digitale.
Il prossimo Ecofin si svolgerà a Milano venerdì e sabato della prossima settimana. In questa occasione, prendendo spunto dall'ultima riunione di luglio
e dall'impegno deiministri di discutere della difficilissima situazione economica, il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan ha preparato una serie di
documenti in cui cavalca l'idea
di investimenti pubblicie privati per aiutare la crescita e l'adozione di impopolari riforme
economiche.
Tra le direttrici individuate
dalla presidenza italiana, vi sono un uso più efficace e trasparente delle cartolarizzazioni;
un accesso più facile delle piccole e medie imprese ai mercati
finanziari; standard omogenei
per meglio valutare lo stato di
salute delle imprese più piccole
in modo da facilitare il finanziamento extra bancario delle società. Secondo l'Italia, l'Ecofin
deve assumere un ruolo attivo
nel promuovere gli investimenti e correggere lo sfasamento
tra risorse e progetti.
La Commissione europea ha
messo l'accento sulla carenza
di investimenti in quattro aree
cruciali: l'economia verde; le
reti di energia e trasporto; il
Energia: Scenario
mercato unico digitale; e le infrastrutture sociali. Per sostenere gli investimenti in questi
settori, Roma intende proporre ai suoi partner un fondo ad
hoc (l'ammontare è ancora in
discussione) che possa usare
le risorse della Banca europea
degli investimenti e delle banche pubbliche nazionali, con la
possibilità di rafforzare gli attuali livelli di capitale di queste
istituzioni.
Troppo spesso, secondo il governo italiano, i flussi d'investimento sono rivolti a regioni già
ricche e industrializzate. Per vari motivi- organizzativi, regolamentari, politici, istituzionali -
8
Quattro le aree cruciali
su cui investire: economia
verde, reti di energia
e trasporto, mercato digitale,
infrastrutture sociali
...........................................................................
le regioni che più avrebbero bisogno di sostegno economico
soffrono di una carenza di investimenti. Roma quindi propone
un maggiore coordinamento
dei piani d'investimento
nell'Unione. In questa ottica,
l'Ecofin dovrebbe sostenere politicamente iprogetti di interesseeuropeo.
In luglio, il presidente designato della Commissione JeanClaude Juncker ha proposto un
piano di investimenti da 300 miliardi di euro, appoggiato di recente anche dalla Banca centrale europea. C'è consenso sulla
necessità di sostenere la crescita per lottare contro disoccupazione e deflazione, ma vi sono
inevitabili differenze nazionali
su come sostenere gli investimenti. L'altra strada per aiutare
l'economia è quella della flessibilità (più o meno nuova) con
cui applicare le regole di bilancio del Patto di Stabilità.
Su questo delicato fronte, ieri qui a Bruxelles durante una
audizione parlamentare, il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha sottolineato: «La Commissione europea
dovrà applicare la flessibilità
senza danneggiare la credibilità di quanto concordato». E ha
aggiunto: «Se i Paesi chiedono
di avere più tempo» per rispettare i vincoli del Patto di stabilità e crescita su deficit e debito, «bisogna assicurarsi che
quel tempo non sia sprecato e
venga impiegato per attuare le
riforme».
Quanto ai Paesi che, come
l'Italia, rispettano il limite del
3°io nel rapporto deficit/Pil -e devono raggiungere il pareggio
strutturale dibilancio (vale adire l'obiettivo di medio termine),
Dijsselbloemha detto: «Dobbiamo considerare che l'obiettivo
include l'elemento del tempo, il
medio termine, così come le riforme, che richiedono tempo
per avere effetto. Quando facciamo i calcoli per determinare
l'obiettivo per un Paese, dobbiamo tenerne conto».
Dopo aver insistito su un uso
più flessibile del Patto, Roma ha
deciso di puntare su un rilancio
della crescita, complice la cautela di molti Paesi nel discutere
(pubblicamente) di una interpretazione meno rigida delle
norme dibilancio. La questione
tornerà d'attualità in autunno
quando la Commissione europea dovrà pubblicare nuove stime economiche, valutare le Finanziarie 2015, e aprire il dibattito che porti a una valutazione
delle recenti riforme del Patto
di stabilità.
0 RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 16
U n pro blema com une
Investimenti lordi in % del Pil
Germania
2004
2005
Francia
2006
Italia
2007
Spagna
2008
2009
2010
2011
2012
2013
La proposta della presidenza italiana
In luglio, il presidente
designato della Commissione
Jean-ClaudeJuncl<er ha
proposto un piano di
investimenti da 300 miliardi
di euro, appoggiato di recente
anche dalla Banca centrale
europea
Per sostenere gli investimenti
nei settori strategici Roma
intende proporre ai partner Ue
un fondo ad hoc (l'ammontare è
in discussione) che possa usare
le risorse della Banca europea
degli investimenti edelle
banche pubbliche nazionali
La Commissione europea, nei
mesi scorsi, ha messo
l'accento sulla carenza di
investimenti in quattro aree
cruciali: l'economia verde; le
reti di energia e trasporto; il
mercato unico digitale; e le
infrastrutture sociali
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Energia: Scenario
Pagina 17
E arrivata alla firma del ministro Galletti la Valutazione d'impatto ambientale del gasdotto
In dirittura d'arrivo il «sì» al Tap
Previste tutele per la zona di approdo a Melendugno (Lecce)
Domenico Palmiotti
LECCE
É in dirittura d'arrivo la firma del ministro dell'Ambiente,
Gian Luca Galletti, al decreto di
rilascio della Valutazione di impatto ambientale favorevole al
gasdotto Tap, l'opera che
dall'Azerbaigian, attraversando
Grecia, Albania e Mar Adriatico,
approderà in Puglia, sulla costa
salentina, portando il gas azero.
Venerdì scorso la commissione nazionale Via ha chiuso infatti l'istruttoria - un documento di
circa 200 pagine - sull'approdo
del gasdotto a San Foca, nella marina di Melendugno (Lecce), e
dato il suo ok con una serie di
prescrizioni che riguardano la
tutela della palude di Cassano,
una zona umida localizzata
nell'area di Vernole, comune vicino a Melendugno, la salvaguardia dei banchi coralligeni presenti nel tratto interessato al passaggio della condotta sottomarina, la ripiantumazione in un'altra area degli ulivi secolari oggi
presenti lad dove il progetto prevede che passi la condotta che
unisce l'approdo alla cabina di
depressurizzazione del gas. Og-
Energia: Scenario
gi il testo dovrebbe essere sottoposto al ministro, e la firma nei
prossimi giorni. Dopo il decreto
del ministro, per il gasdotto partirà un'altra fase, quella dell'Autorizzazione unica finalizzata
all'avvio dei cantieri. t di comp etenza del ministero dello Sviluppo economico e si svolgerà con
la procedura della conferenza
dei servizi.
Proprio mentre il lavoro del-
LI
Per arrivare all'avvio
dei cantieri
e necessario un secondo
via libera del ministero
dello Sviluppo economico
...........................................................................
la commissione nazionale Via
era alle battute finali, sull'approdo di Tap è stata rilanciata Brindisi come localizzazione alternativa. La proposta è venuta da
alcuni consiglieri comunali di
maggioranza, i quali hanno proposto una specie di scambio: impegno di Tap a bonificare una
zona industriale dismessa dietro l'installazione dell'opera.
Ma la società prima e il ministro
Galletti poi hanno lasciato cadere l'ipotesi, specificando che il
via libera riguarda San Foca e
che cambiare localizzazione significherebbe ricominciare tutto daccapo tra studi di fattibilità, progettazione e relativavalutazione di impatto.
«Tap - spiega l'ad della società, Giampaolo Russo, al Sole 24
Ore - ha più volte manifestato la
disponibilità ad unpercorso concertativo con le istituzioni e le
comunitàlocali, una disponibilità che non si è purtroppo mai tradotta in una concreta apertura
di tavoli di confronto. Oggi - dice Russo -, immaginare di riavviare tutta la procedura di Via
per un nuovo approdo (che implicherebbe un percorso temporale di circa un altro anno e mezzo) per una diversa localizzazione, sembra irrealistico. In particolare alla luce delle evidenti
tensioni nel quadro geopolitico
internazionale». «Il nostro progetto per San Foca - sottolinea
l'ad- ha ricevuto il via libera dalla commissione nazionale Via
per la sua qualità ambientale che
minimizza davvero gli impatti.
Ciò non inficia comunque la nostra apertura ad ogni utile suggerimento oltre che, ovviamente,
l'impegno al rispetto delle prescrizioni che il decreto Via conterrà». L'ad di'Tap si dice quindi
fiducioso che, dopo gli ulteriori
passaggi, «non ci saranno ritardi
e che i cantieri in Italia potranno
aprirsi all'inizio del 2016. Il gasdotto nella sua interezza - afferma Russo - dovrà essere pronto
per giugno 2019 per diventare
operativo l'i gennaio 2020».
Quaranta miliardi è il valore
dell'opera, per la quale Tap ha
già lanciato la fase di prequalificazione delle imprese di fornitura. Il gasdotto avrà un percorso
complessivo di 8oo chilometri e
trasporterà uo miliardi di metri
cubi di gas, raddoppiabili . Nel Salento la parte a terra del gasdotto sarà di circa 8 chilometri mentre un microtunnel da 1,5 chilometri passerà sotto la spiaggia di
San Foca unendo la condotta in
superficie con quella sottomarina. Uno studio di Nomisma
Energia stima che nella fase di
costruzione Tap contribuirà al
Pil pugliese per 8o milioni l'anno creando 15o posti di lavoro
all'anno . Inoltre, considerando
effetti diretti e indotti, Nomisma Energia prevede che Tap
porterà alla Puglia un contributo complessivo di 38o milioni (8
per ciascuno dei 5o anni di fase
operativa del gasdotto ). Restaintanto fortissima l'opposizione
nel Salento in merito all'opera.I
sindaci della zona saranno il 13 a
Bari, alla Fiera del Levante, per
manifestare il loro dissenso al
premier Matteo Renzi.
@ RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagina 18
Tragitto e tappe
TIMELINE
Le principali tappe del progetto
'Itudio di fattibilità
I="ra_ IA
Auviu progettazione
5353Pt
De,aù
;l consorzio Shah Deniz
sceglie la Tap
per l'esportazione del gas
dall'Azerbaijan all'Europa
xst
A,ivio dei lavori
Primi flussi di gas
Valore dell'opera
Tap ha già lanciato la fase di
prequalificazione delle
imprese interessate alle
forniture
a
Lunghezza
Il gasdotto avrà un percorso
complessivo di 800 chilometri
e trasporterà 10 miliardi di
metri cubi di gas,
raddoppiabili. Nel Salento la
parte on shore del gasdotto
sarà di circa 8 chilometri
mentre un microtunnel da 1,5
chilometri passerà sotto la
spiaggia di San Foca unendola
condotta in superficie con
quella sottomarina
Contributo al Pil
Uno studio di Nomisma Energia
stima che nella fase di
costruzione Tap contribuirà al
Pil pugliese per 80 milioni
l'anno creando 150 posti di
lavoro all'anno. Gli effetti
indiretti arrivano a 380 milioni
con 220 posti di lavoro
Energia: Scenario
Pagina 19
.!. Il commissario per l'energia Oettinger
«Opera strategica
per Italia e Ue»
Federico Rendina
ROMA
Omma, Mai come ora il progetto
Tap «è strategico sia per l'Italia che per l'Europa» incalza il
commissario Ue per l'energia
Gunther Oettinger. L'inverno,
comunque insidiato dalla crisi
tra Ucraina e Russia, sarà da
brividi «ma contiamo di evitare un vero rischio delle forniture di metano per i paesi
dell'Unione» rassicura il commissario all'unisono con i manovratori della nostra energia,
che ieri ha incontrato con
ILFUTURO
Roma determinante
nella diversificazione
delle fonti
di approvvigionamento
per tutto il Continente
un'autentica maratona (dal ministro dello Sviluppo Federica
Guidi ai capi di Enel e Eni Franceso Starace e Claudio Descalzi, dal gestori delle reti ai presidenti dell'Authority di settore
Guido Bortoni e del Gme Massimo Ricci).
Italia «centrale nella strategia obbligata che la Ue a questo punto nonpuò più eludere:
la diversificazione delle fonti» ripete Oettinger. Che preannuncia intanto una soluzione di emergenza che verrà
messa a punto nei prossimi
giorni «per prepararci anche
al peggiore degli scenari, che
naturalmente contiamo di
scongiurare». Si dovrà massimizzare l'import alternativo
di metano rispetto a quello russo «utilizzando anche gli ottimi stoccaggi italiani e i rigassi-
Energia: Scenario
ficatori con il reverse flow dei
gasdotti per alimentare l'Europa». Dovrà essere la prova generale dello scenario futuro,
darealizzare entro qualche anno «facendo proprio del Tap il
primo passo».
Italia hub del gas per tutta
Europa? Perché no, anzi sì. Perfino con una nuova collaborazione con la Russia « alla quale
siamo tutti legati da contratti
pluriennali». Con una possibile coesistenza tra le nuove infrastrutture da Sud e da Oriente «con il Tap che potrebbe intercettare non solo il gas
dell'Azerbajan ma anche quello del Turkmenistan, dell'Iran
settentrionale e dell'offshore
israeliano» magari in parallelo con il nuovo gasdotto South
Stream concepito dai russi (e
dalla nostra Eni) per scavalcare la tratta (e i problemi) ucraini. «Purché la Russia sappia
aprirsi alle logiche di mercato,
dell'unbundling, dell'accesso
a terzi, senza monopolizzare
la nuova infrastruttura con
Gazprom» ammonisce il commissario Ue.
I nostri uomini dell'Energia apprezzano, naturalmente. «Gli stoccaggi italiani sono quasi pieni, saranno colmi in tempo utile per l'inverno» garantisce l'amministratore delegato di Snam, Carlo
Malacarne.
La maratona di Oettinger
nel frattempo è solo cominciata. Per concretizzare la mediazione tra Russia e Ucraina sul
versante, delicatissimo, dei pagamenti del gas tra i due paesi
ha visto più volte i russi e ad
ore volerà in Azerbajan, a
Baku, per incontrare di nuovo
gli ucraini in terreno neutro.
O RIPRO D O ZIO NE RISERVATA
Pagina 20
L'ad: «Su Endesa scelta entro ['anno»
Enersis chiude
il cerchio su Edegel
Celestina Dominelli
ROMA
Enel ha chiuso ieri l'operazione, lanciata ad aprile dalla controllata cilena Enersis, con cui è
stata acquisitala maggioranza assoluta di Edegel, società di generazione peruviana, per un corrispettivo pari a413 milioni di dollari (circa 320 milioni di curo). L'ex
monopolista elettrico piazza così
un altro tassello del piano di riacquisto delle minoranze che servirà anche a mettere ordine nella
frastagliatagalassia delle partecipazioni detenute dal gruppo in
Sudamerica. Sempre ieri, poi, il
numero uno, Francesco Starace,
ha frenato sulle indiscrezionidi
stampa relative a una imminente
offerta pubblica di vendita del
17% di Endesa per portare il flottante fino al 25 per cento. «Stiamo
studiando tutte le possibili opzioni pervadere come gestire la b assa liquidità di Endesa - ha detto
l'ad -. Enel potrebbe decidere di
salire, scendere o lasciare tutto
così. In ogni caso, la decisione sarà presa entro l'anno».
Una posizione sostanzialmente in linea c on quanto lo stesso numero uno aveva detto, a fine luglio, alla presentazione dei risultati semestrali. Allora, infatti, interpellato dagli analisti sull'ipotesi
di una parziale riduzione della
presenza del gruppo italiano nella holding iberica, rilan ciata afne
giugno da un report Ubs., l'ad si
era limitato a dire che nessuna decisione era stata presa e che si sarebbevalutatala strada da percorrere anche in base all'evoluzione
dei mercati nei prossimi mesi.
Tutte le soluzioni, dunque, restano al momento sul tavolo. Di
certo, invece, c'è che Enel staprocedendo, come da tabella di marcia, nel riassetto delle partecipazioni in Latani con l'obiettivo di
accorciare la catena di controllo
e migliorare anche l'efficienza finanziaria del gruppo. Con l'operazione messain archivio ieri, Enersis ha rilevato il 39,01°/o detenuto
da InkiaAmericas Holding in Ge-
Energia: Scenario
nerandes Peru che, a sua volta,
controlla il 54,2% di Edegel. La
controllata cilena era già presente in Generandes, con una quota
del 21%, per Il tramite di Endesa
Chile che già deteneva di suo il
29,4°Á di Edegel. Enersis raggiunge a questo punto una partecipazione diretta e indiretta nella società peruviana pari al 58,6 per
cento, aumentando di un 21,1% la
quota del 37,5% già posseduta indirettamente tramite Endesa Chile. Un complesso incastro azionario che Enel sta cercando di semplificare con acquisizioni che siano accrescitive dell'utile netto fino alla capogruppo e da finanziare coni proventi raccolti attraverso l'aumento di capitale da 1,8 miliardi di euro varato da Enersis a
Starace frena sui rumors
di una possibile Opv
sulla controllata iberica:
«Stiamo studiando
tutte le possibili opzioni»
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fine marzo 2013.
A oggi Enel ha speso per questo tipo di operazioni già 900 milioni di dollari (720 milioni di curo) considerando che la mossa su
Edegel arriva dopo l'acquisizione di fine marzo, per 309 milioni
di dollari (240 milioni di curo), da
parte di Endesa Chile del 5o% di
GasAtacama dal fondo di private
equity Southem Cross Group e
dopo l'Opa lanciata a febbraio da
Enersis sulla brasiliana Coelce
con un esborso di 242 milioni di
dollari (190 milioni di curo).
Sempre ieri poi Il governo ceco ha detto che «non ci sono barriere politiche» all'eventuale acquisizione da parte della ceca
Cez (controllata al 70% dallo Stato) del66%di SlovenskeElektrarne, uno degli asset che l'Enelvuolevenderenell'ambito del suopiano di dismissioni.
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Sì al padiglione nei Laghi
Sarà la vetrina di Mantova
Confermata l'intesa tra Politecnico ed enti locali sul progetto di Souto de Moura
Preferitala versione leggera con piazza e mongolfiera: costerà 320mïla euro
Galleggerà tra il lago inferiore
e quello di mezzo il padiglione
firmato da Eduardo Souto de
Moura, premio Pritzker insofferente all'etichetta di archistar. Di più, il progetto diventerà la bandiera di Mantova per
Expo. Bandiera colorata e internazionale. «Sarà il progetto
iconico dell'attività di Mantova per l'esposizione universale del 2015, grazie al contributo di idee del Politecnico e al
nome del progetti sta» per dirla
con le parole di Vittorio Longheu, architetto e docente. Al
fianco di Souto de Moura durante il workshop con gli studenti dedicato al padiglione.
«C'è condivisione larga» assicura Longheu, che ieri ha incontrato gli altri firmatari del
protocollo d'intesa del 18 ottobre 2013, quando Provincia,
Comune, Camera di commercio, Parco del Mincio e Politecnico s'impegnarono a realizzare e promuovere il progetto.
Ma l'entusiasmo si stemperò
presto in un nì tiepido tiepido.
Finché anche il nì deragliò in
un no ruvido, alimentando
una polemica aspra. Qualcuno si spinse oltre, fino a bollare il padiglione come «piattaforma», «zattera», «gommone». Acqua passata, la tempesta si spense nel richiamo del
presidente della Camera di
commercio Carlo Zanetti e la
visita di primavera di Souto de
Maura mise d'accordo tutti.
Avanti col progetto, a patto
che si fosse riusciti a raccogli ere l'80% dei finanziamenti necessari. Obiettivo raggiunto (o
quasi).
A ricapitolare spese e coperture è ancora Longheu: il padiglione fatto e finito costerà
320mila euro. La Fondazione
Cariplo ce ne mette 75mila, la
Provincia 30mila (più o meno), il Comune 20mila, la Camera di commercio 50mila,
Segnalazioni
Confindustria e Parco del Mincio 1 Omila (più la disponibilità
di tempo e personale). Tirando una riga si ottiene la cifra di
175mila euro, ai quali vanno
aggiunti i contributi esterni da
privati e il valore del materiale
offerto dagli sponsor tecnici
(metallo e legno). E poi c'è il
bando regionale a cui il progetto potrebbe essere candidato
(«se ne sta discutendo»). Insomma, i conti quadrerebbero. E la risonanza internazionale del padiglione potrebbe
convincere nuovi sponsor.
con degli spazi espositivi dedicati - si legge nella brochure di
presentazione - Dialogherà
con lo skyline della città e sarà
visibile arrivando a Mantova
dai ponti di San Giorgio e Cittadella». Il dialogo intreccerà
diversi piani e dimensioni: ac-
qua e terra, contemporaneità
e passato. Secondo il desiderio
e le intenzioni dei promotori,
Al padiglione diventerà luogo
di promozione delle associazioni economiche e di categoria del territorio, il suo carattere sarà quello di coniugare il
Al di là dei soldi, Longheu in- ruolo di contenitore multimesiste sul valore simbolico e cul- diale, che utilizzerà i più agturale dell'operazione: «L'idea giornati strumenti di comuninasce dalla volontà del Politec- cazione, con un'immagine
nico di affermare la propria che saprà associare la contempresenza a Mantova non solo poraneità con la storia millecome scuola, ma anche come naria della città e del suo paeistituzione operativa che sti- saggio». La piazza galleggiante
mola e partecipa alle dinami- offrirà ai turisti una terrazza
che della città». Volontà tena- sui laghi e la suggestione di
ce, al punto da offrire il proget- uno schermo sferico (il palloto di Souto de Moura, pagato ne della mongolfiera).
dal Politecnico di tasca proConfermato l'interesse e il
pria (40mila euro). A prescin- sostegno dei firmatari del prodere dalla sua realizzazione. tocollo d'intesa, il prossimo
Anche se, appellandosi al pro- passo sarà la candidatura al
tocollo d'intesa, il prorettore bando regionale per Expo (il
Federico Bucci è sempre stato tempo stringe), quindi entro la
franco in proposito: «Se alla fi- fine dell'anno occorrerà bandine Mantova non volesse il pa- re la gara d'appalto. Tenendodiglione, sarebbe una sconfit- si pronti a mollare gli ormeggi.
IgorCipollina
ta, noi abbiamo bisogno del
sostegno morale e materiale.
Di segnali di fiducia» dichiarava alla Gazzetta in marzo.
W-A
Premio Pritzker
Insegnerà in città
Architetto di fama internazionale
estraneo e insofferente
all'etichetta di star , il portoghese
Eduardo Souto de Moura ha vinto
il premio Pritzker nel 2011. Come
a dire , il Nobel dell'architettura.
Nato a Porto nel 1952 , Souto de
Moura frequenta la Escola
Superior de Belas Artes,
diplomandosi in architettura nel
1980. Ancora studente, tra il 1974
e il 1979, è collaboratore di Alvaro
Siza e suo assistente
all'Università di Porto fino al
1990, quando diventa professore
ordinario. La sua esperienza di
docente lo porta a insegnare nelle
scuole di architettura più
prestigiose del mondo.
Attraverso il suo studio , aperto
nel 1980 , ha progettato più di 60
edifici in Portogallo, Spagna,
Italia, Germania , Regno unito e
Svizzera. II Politecnico gli ha
affidato la progettazione del
padiglione galleggiante per Expo
2015 nei laghi di Mantova. Non
solo, il nome di Souto de Moura
figura anche tra i prof ordinari del
prossimo anno accademico.
Delle due versioni proposte
da Souto de Moura, quella più
leggera della "piazza" galleggiante su due piani con la
mongolfiera dell'Expo è stata
preferita all'altra con la torre.
«La sua dimensione sarà di circa 80-100 metri quadrati e assumerà prevalentemente il carattere iconico di simbolo del
progetto che potrà poi estendersi ad altri luoghi della città
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