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INVORIO-NEBBIUNO
Venerdì 1 agosto 2014
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INVORIO Il ricordo di Daniele Giaime: «Senza di lui sentiamo un vuoto incolmabile»
Addio a Carlo, il volontario generoso
Mo ha ricoperto per lungo tempo l’incarico di vicepresidente dell’Ambulanza del Vergante
INVORIO (gzv) Ha fatto una scelta di
impegno verso gli altri, impegno che
cercava di trasmettere dando per primo il buon esempio. Tutti lo ricorderanno così: con la divisa arancione
e il sorriso nascosto sotto i lunghi
baffi, pronto a dispensare consigli, e
talvolta a metterti alla prova per spronarti a dare il massimo, proprio come
faceva lui. Carlo Mo si è spento
giovedì 24, dopo una grave malattia,
all’età di 78 anni. Dopo una vita di
lavoro, dieci anni fa, aveva deciso di
offrire il suo tempo al volontariato,
diventando un autista soccorritore
per l’Ambulanza del Vergante Anpas.
Offriva tutto il suo tempo senza tirarsi
mai indietro, restando un punto di
riferimento per l’associazione e per i
volontari che spesso si rivolgevano
proprio alla sua esperienza per avere
dei consigli. Il suo impegno è andato
anche oltre, si era offerto per ricoprire la carica di vicepresidente per
ben 6 anni. Lo ricorda con tanta
tristezza nel cuore il presidente dell’Ambulanza del Vergante Daniele
Giaime, con Mo non solo si è trovato
a condividere tanti turni e decisioni
importanti per il funzionamento dell’associazione, ma con lui aveva creato anche un rapporto profondo di
amicizia «Sono triste e addolorato
per la perdita di un grande uomo.
Con lui ho condiviso tante battaglie
per l’Ambulanza, è stato il mio vice
per tanti anni e insieme a lui ho fatto
tanto lavoro. Il suo impegno in associazione è sempre stato straordinario e senza sosta. Ora sentiamo un
vuoto enorme con la sua scomparsa,
ha fatto tanto per tutti e con enorme
generosità. Gli vorremo bene per
sempre e il suo ricordo sarà sempre
vivo». Carlo era anche un marito, un
padre e addirittura un bisnonno. I
funerali sono stati celebrati sabato 26
alle 11 nella chiesa della frazione
Mescia dal parroco don Marco Annovazzi. A consolare il dolore della
moglie Eliana e dei figli Claudio e
Antonella erano presenti tutti i volontari dell’Ambulanza. Ora le due
grandi famiglie di Carlo saranno unite nel suo ricordo.
Veronica Galluzzo
Il volto sorridente di Carlo
Mo, con i suoi
inconfondibili
baffi, a destra
un momento
del suo funerale, celebrato
sabato 26
e una foto
che lo ritrae
durante
una riunione
con il presidente Giaime
.
CARLO MO, aveva 78 anni, era sposato e da qualche tempo
era diventato addirittura bisnonno
NEBBIUNO La polizia giudiziaria ha sequestrato tutti gli atti relativi al permesso di costruire della struttura, attualmente sono in corso le verifiche della Procura
L’ex funzionario della Regione denuncia: «Quella clinica è irregolare»
Renato Scarano punta il dito contro la struttura psichiatrica costruita in paese e accusa: «Non è conforme al piano urbanistico»
NEBBIUNO (cim) «La costruzione della clinica psichiatrica di
Nebbiuno rappresenta un
grave danno per la tutela dell’ambiente». E’ questa, in sostanza, la denuncia portata
avanti dall’invoriese Renato
Scarano, già candidato alle
elezioni regionali e particolarmente attivo nel campo
dell’ambiente. Secondo le ri-
posta a vincolo paesaggistico.
«Dopo un mese dalla mia
segnalazione - dice Scarano il sindaco disse che era tutto
in regola e concesse l’agibilità
alla clinica. Io ho replicato
che le ragioni addotte dal Comune non erano sufficienti a
giustificare l’illecito edilizio e
ambientale, e successivamente ho informato dei fatti
«Il Comune ha concesso l’agibilità,
ma si tratta di un illecito edilizio
e ambientale, credo che sia giunta l’ora
di sensibilizzare i cittadini sul tema»
levazioni di Scarano, che vanta una certa esperienza, essendo stato a lungo funzionario della Regione, la struttura costruita in località Canton di Mezzo, non sarebbe
conforme al piano urbanistico esecutivo approvato da Palazzo Lascaris. Per questo
motivo, già nel 2012, Scarano
aveva segnalato ufficialmente
al sindaco Elis Piaterra il
presunto illecito, condotto
per di più in un’area sotto-
anche la compagnia di Borgomanero della Guardia di
Finanza. Poco dopo la polizia
giudiziaria sequestrò tutti gli
atti relativi al permesso di
costruire della clinica con gli
atti del relativo piano urbanistico particolareggiato e
della variante al piano regolatore. Tutto fa supporre che
sia ancora in corso una verifica da parte della Procura
di Verbania. Credo che ora sia
necessario sensibilizzare l’o-
LA SEGNALAZIONE Sopra a sinistra l’esterno della struttura che ospita la clinica psichiatrica, secondo Scarano (nella foto a fianco) le irregolarità
riguarderebbero soprattutto l’altezza dell’edificio, che secondo le indicazioni della Regione avrebbe dovuto essere di massimo due piani
pinione pubblica in merito a
questa tematica». Nel dossier
presentato da Scarano sono
contenuti i rilievi in virtù dei
quali la clinica sarebbe da
considerarsi illecitamente
costruita. La presunta irregolarità sottolineate da Scarano riguarderebbe l’altezza
dell’edificio, che doveva essere di un massimo di due
piani fuori terra, ad eccezione
della torretta, mentre invece
la struttura risulta alta tre piani, con l’aggiunta anche di un
solarium. Per questo Scarano
chiede che per la clinica sia
realizzata una valutazione di
impatto ambientale, in modo
tale da predisporre eventuali
modifiche al progetto e sanzioni per i costruttori. Da parte sua il sindaco Elis Piaterra,
chiamata in causa sull'argomento, ha commentato laconicamente la vicenda: «So
solamente che la guardia di
finanza ha acquisito gli atti dice il primo cittadino - altro
per ora non so». E anche dai
militari delle Fiamme Gialle
per ora non trapela nessuna
novità: bisognerà attendere
gli esiti delle verifiche della
Procura.
Matteo Caminiti
NEBBIUNO Gian Battista Bertoli parla della tradizionale manifestazione che dall’1 al 4 agosto cambierà il volto del paese
«La festa della Madonna della neve? E’ meglio del Natale»
NEBBIUNO (bai) «La festa della Madonna della neve insieme a quella di
San Salvatore è la più antica del
nostro territorio». Vi sono orgoglio e
passione nelle parole di Gian Battista Bertoli, volontario dell’associazione Amici della Madonna della
neve, che intende portare avanti la
tradizione dell’omonima chiesetta.
Dall’1 al 4 agosto avrà luogo la festa
estiva le cui radici affondano molto
indietro nel tempo: «Antichissime
sono le origini - spiega Bertoli, anche
ex sindaco - pare che da 500 anni le
celebrazioni ricorrano la prima do-
menica di agosto. E’ un modo per
rispettare la memoria dei nostri avi e
i nostri costumi e nel tempo abbiamo dotato l’area di cucina e logistica in grado di reggere una festa
per vari giorni. Un evento di altri
tempi, collocato in un punto bellissimo come paesaggio e con i giostrai». Si narra che la festa della
Madonna della neve fino a una
cinquantina di anni fa facesse litigare
la popolazione con i vari parroci:
«Una volta i nostri signori nonni si
spaccavano la schiena tutto il giorno,
fine settimana compresi, ma una
volta all’anno si davano alla pazza
gioia in questa ricorrenza. Questo li
faceva bisticciare con i sacerdoti che
mal tolleravano questi eccessi; al di
là di quanta verità ci sia in questo, la
festa ha un sapore particolare, è
curiosa e io ho sempre detto ai miei
figli che è l’evento più bello dell’anno, anche più del Natale». Il
gruppo, formalizzato in un direttivo e
provvisto di statuto, è attico sul
territorio: «Siamo a disposizione
sempre: Pro loco, sagra della transumanza, Aib, Ambulanza, tutti possono dire di essere stati aiutati da
noi. Parte del ricavato della festa
viene devoluto a enti meritevoli come la parrocchia o l’Ambulanza stessa». Bertoli ricorda con commozione
un uomo che negli anni ha sostenuto
con tutto se stesso l’associazione:
«Nel 2013 è mancato Sabino Ragazzoni, che ci manca moltissimo; è
grazie allo spirito di persone come
lui che oggi siamo qui a lavorare per
il bene comune. La mia generazione
può dirsi felice anche per l’esempio
che uomini come Sabino hanno fornito».
Alessio Bacchetta
Gian Battista Bertoli