Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
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Transcript Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
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MANUALI PRATICI
Trucchi
per la casa
Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
Manuali pratici
7. Trucchi per la casa - Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
© 2009 ARTBOOKS packagers snc
via Tolemaide 9, 16129 Genova
Ideazione grafica: Donatella Bergamino
Impaginazione: Michela Vissani
Redazione: Laura Aceti, Silvia Canevaro, Diego Guinasso
TUTTI I DIRITTI RISERVATI
Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta in copia
o trasmessa in alcuna forma e con alcun mezzo elettronico, fotocopia,
disco o altro modo, senza autorizzazione scritta dell’editore.
Sommario
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Sommario
1. Pulizie intelligenti
Pulizie organizzate ............................... 6
La cucina ............................................... 8
Il bagno ............................................... 13
La camera da letto............................... 16
Il soggiorno ........................................ 17
Pavimenti, tappeti e moquette ........... 20
Un’occhiata all’armadio ..................... 26
Conoscere le fibre ............................... 32
Una stiratura impeccabile .................. 35
3. Come smacchiare
Smacchiare subito .............................. 38
Macchie di origine naturale ............... 40
Macchie di origine chimica ............... 48
2. Abbigliamento curato
4. Varie e svariate
Il bucato perfetto ............................... 22
Stendere al meglio .............................. 24
Riciclo e ricette ecologiche ................. 56
Piante e balconi .................................. 60
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MANUALI PRATICI
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MANUALI PRATICI
Pulizie intelligenti
R Pulizie organizzate
COME EFFETTUARE UNA PERFETTA PULIZIA
DELLA VOSTRA CASA? ECCO TANTI CONSIGLI
UTILI PER CONOSCERE PRODOTTI, TECNICHE,
PICCOLI SEGRETI DOMESTICI E CURIOSITÀ.
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Che i lavori abbiano inizio!
Quando si deve spolverare, si incomincia
sempre dall’alto, così la polvere che cade
sul pavimento sarà rimossa successivamente dalla scopa o eliminata dall’aspirapolvere. La polvere dai punti difficili,
cornici o altro, si toglie usando un
pennello morbido da imbianchino.
Prima di lavare i pavimenti è bene
spazzare, poi si passa lo straccio
ben strizzato, o il mop, oppure l’attrezzo professionale, un paio di volte se il
fondo è in marmo, perché poi andrà incerato. Il legno si lava un volta sola se è già
lucido. Le piastrelle o il gres, che non si lucidano, vanno lavati un paio di volte. La
cera si stende con uno straccio pulito, allungata o non, dipende dal tipo, poi si lascia asciugare perfettamente: stendere la
cera non richiede fretta, e poi si lucida
con la lucidatrice. Prima in un senso e poi
nell’altro, senza lasciare “onde” sul pavi-
mento. Per i vetri il sistema migliore è sempre quello del giornale vecchio, ma non se
sul vetro batte il sole. Se i vetri sono molto
sporchi, si aggiungono all’acqua usata per
lavarli, dell’alcol e qualche goccia di sapone liquido per i piatti: una miscela infallibile! Le maniglie delle porte si lucidano di
tanto in tanto con i prodotti appositi. Nella pagina a fianco c’è una tabella utile per
la programmazione dei lavori.
@ PRODOTTI DI BASE
Tradizionali • Alcol • Prodotti
per i vetri • Candeggina • Ammoniaca • Detersivi in crema • Detersivi per i piatti • Bicarbonato di sodio • Aceto bianco • Abrasivi in
polvere.
L’attrezzatura di base
Ecco gli attrezzi di massima che servono
per i lavori di pulizia; certamente si possono modificare a piacere a seconda delle
esigenze specifiche.
• 2 scope: una con setole morbide e una
con setole dure.
• Aspirapolvere e lucidatrice, se occorre
passare la cera.
• Guanti in gomma.
• Mascherina antipolvere per evitare l’inalazione di prodotti acidi, sgradevoli o
nocivi.
• Paglietta: in metallo e in materiale sintetico.
• Paletta con manico alto.
• Panni per spolverare e pulire.
• Panni quadrati in spugna.
• Spugnette di due tipi: semplici e con lato abrasivo.
• Strofinaccio ecologico.
• Un piumino per la polvere e un pennello.
• Un secchio e delle bacinelle.
• Una pelle di daino.
Per i più tradizionalisti
• Spazzolone, più pratico se lo scegliete
con il manico estensibile, e strofinacci da
pavimento.
Per gli innovativi
• Mop in microfibra con il secchio apposito, oppure il lavapavimenti con serbatoio incorporato.
Il contatto con
la polvere può
disidratare i
capelli: quando
fate le pulizie
proteggeteli.
Munirsi di adeguati materiali per le pulizie permette non
solo di ottenere ottimi risultati,
ma anche di risparmiare
tempo prezioso.
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✲ UN CONSIGLIO PER I LAVORI PROGRAMMATI ✲
Quotidiani • Pulire bagno e sanitari • Lavare piatti, posate, lavello ecc. • Spazzare in cucina
e pulire il piano del tavolo • Vuotare la pattumiera • Dare aria alle stanze e fare i letti • Pulire le lettiere dei gatti • Dare acqua alle piante.
Settimanali • Pulire e riordinare il frigorifero • Eliminare gli avanzi nella dispensa • Spolverare mobili e oggetti • Pulire i pavimenti e aspirare tappeti, moquette e divani • Fare il bucato • Stirare e sistemare bottoni, cerniere ecc. • Pulire cucce, gabbie e acquari.
Mensili • Pulire il forno • Lavare vetri e infissi • Pulire le porte • Spolverare libri e superfici
alte dei mobili • Pulire a fondo i mobili • Dare una pulita a TV, computer, telefoni ecc.
@ PRODOTTI DI BASE
Innovativi • Detergenti multiuso per grandi superfici • Detergenti multiuso per piccole superfici
in gel o in crema • Detergenti specifici per il bagno • Detergenti specifici per il wc.
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Pulizie intelligenti 1
MANUALI PRATICI
Semestrali • Vuotare e pulire a fondo gli armadietti di cucina • Sbrinare il frigorifero e pulirlo a fondo • Lucidare l’argenteria • Togliere i libri dalla libreria e pulirli • A ogni cambio di stagione pulire gli armadi • Girare i materassi, esporli all’aria e batterli • Cambiare coprirete e coprimaterassi • Lavare tende e trapunte • Pulire per bene tapparelle e persiane.
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MANUALI PRATICI
Pulizie intelligenti 1
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
R La cucina
L’IGIENE DELL’AMBIENTE DOVE SI PREPARANO
I PASTI È FONDAMENTALE PER LA SALUTE:
ECCO I CONSIGLI PER NON TRASCURARLA.
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Che cosa scegliere...
Nel momento in cui si entra in un negozio e si decide di acquistare una cucina
bisogna avere le idee chiare. I modelli sono tanti, è fondamentale perciò andare
alla ricerca della robustezza e della praticità. Così, negli anni a venire, non si accumulerà più fatica
del necessario per
pulire a fondo e far “brillare” la
cucina. Se si odiano le ditate, per esempio, sarà bene evitare una cucina con
l’acciaio in bella mostra ovunque perché
gocce e ditate risultano evidenti su questo materiale, anche se satinato. Se invece
si ha la tendenza a sporcare e rovesciare
tutto, specialmente le cuoche alle prime
armi, è bene rinunciare a un piano di lavoro in marmo o in granito, belli ma
troppo delicati, e optare per un piano
sintetico che non assorbe lo sporco ed è
resistente agli urti.
che solamente riempire d’acqua calda. Dopo un paio d’ore si sciacqua. Se non bastasse si può strofinare delicatamente con una
paglietta finissima;
• la bistecchiera dopo l’uso non andrebbe
lavata con detersivi aggressivi perché di
solito è in ghisa, ma passata con della mollica di pane affinché mantenga un po’ di
grasso in superficie. Per eliminare gli odori, spruzzare un po’ di succo di
limone e asciugare con carta da cucina. Se proprio si
vuole lavare, va asciugata
subito per evitare che si
formi la ruggine;
• le pentole e le padelle antiaderenti si possono lavare in lavastoviglie o a mano con detersivo non
abrasivo e una spugna morbida per non
@ TRUCCHI PER L’IGIENE IN CUCINA
• Pulire la cucina ogni giorno • Sostituire frequentemente gli
asciugamani e gli asciugapiatti: se restano umidi diventano un ottimo focolaio per la crescita di batteri • Pulire ripiani, utensili e bidoni per l’immondizia con prodotti antisettici (lisoformio per citarne uno) per far calare drasticamente la presenza di batteri •
Usare attrezzi diversi (coltelli, cucchiai, forbici ecc.) per i cibi cotti
e quelli crudi al fine di non trasferire da questi ultimi eventuali batteri a quelli già cotti • Lavare i piatti in lavastoviglie ad alta temperatura per un’igiene più sicura, oppure aggiungere al detersivo qualche goccia di disinfettante • Mantenere il frigorifero a una temperatura uguale o inferiore ai 5 °C e pulirlo almeno una volta al mese.
graffiarle, rovinandole irrimediabilmente.
Se qualche macchia persiste, si mette nella
pentola un bicchiere d’acqua, mezzo di
candeggina e due cucchiai da minestra di
bicarbonato: si lascia bollire per un paio di
minuti al massimo e poi si sciacqua.
✲ UN CONSIGLIO PER ✲
LE INCROSTAZIONI
Avanti con i lavori!
Da che parte cominciare? Le risposte potrebbero essere molte. Generalmente si
comincia dal lavello, dopo aver “fatto
fuori” le stoviglie.
STOVIGLIE
Quindi si inizia con le stoviglie e poi con
i lavelli, logico! Le stoviglie si lavano nella lavastoviglie oppure a mano. Però:
• se la pentola è annerita, si può mettere a
bagno in acqua e bicarbonato; la si può an✍
Per evitare incrostazioni nel forno se ne
possono ricoprire le pareti e il fondo con
un impasto di bicarbonato e acqua. Mentre l’arrosto cuoce nel forno, il bicarbonato asciuga e assorbe l’unto. Finita la
cottura, il forno si pulisce con molta rapidità, eliminando il bicarbonato con una
spazzola morbida.
MANUALI PRATICI
Il pavimento è la superficie della cucina soggetta a
sporcarsi di più e che quindi va pulita regolarmente.
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Usate sempre i guanti per
proteggere le mani da allergie
e fastidiose irritazioni.
LAVELLO
Una volta sistemate le stoviglie, si può procedere con il lavello. Oggi le cucine, tranne
rare eccezioni, dispongono di lavelli in acciaio inossidabile che pur essendo robusto
è delicato. La sua superficie si deve pulire
usando acqua e sapone neutro con una
spugna sintetica non abrasiva oppure con
un panno in microfibra: igienizzante e delicato. Non si usano mai detersivi in polvere a base di cloro né le pagliette metalliche.
Il calcare si elimina con aceto bianco caldo,
alcol o con gli specifici prodotti in commercio. Se il lavello è in materiale sintetico,
smaltato o in ceramica, si pulisce con del
detergente in crema e un panno morbido.
RUBINETTI
Quelli da cucina sono sempre cromati,
quindi si lavano con sapone per piatti, si
passano con un panno umido e si lucidano con il panno di daino sintetico. Si rimuove il calcare strofinando con succo di
limone o aceto bianco. Se la patina bianca
proprio non se ne va, si impiega un po’ di
MANUALI PRATICI
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Pulizie intelligenti 1
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
è in marmo, aiuto! Il marmo tende ad assorbire tutto, quindi per prima cosa verificare che sia stato trattato con impermeabilizzante. Poi pulire con sapone per piatti e
mai con abrasivi.
PIANO DI COTTURA
Può essere costituito da diversi materiali,
ecco gli appositi accorgimenti per ognuno.
Per non rovinare i piani di lavoro e di cottura in
acciaio, utilizzare il lato non abrasivo della spugna.
✲ UN CONSIGLIO ✲
anticalcare specifico strofinando con un
vecchio spazzolino da denti.
PIANO DI LAVORO
Se è in acciaio, si fa come per il lavello; se è
in materiale sintetico lavabile, si passa con
acqua e detersivo per i piatti, si sciacqua e
si asciuga con uno straccio pulito; se è in
laminato, non va bagnato troppo, quindi il
panno deve essere solo inumidito, si possono usare prodotti in crema non abrasivi,
ma il prodotto migliore è l’aceto bianco. Se
Le posate con il manico in plastica, anche se consentito dal produttore, non
si lavano in lavastoviglie. Il calore dell’acqua e del vapore di asciugatura potrebbe causare lo scollamento dei manici.
• In acciaio: ci si comporta come con il
lavello, ma è bene ricordare che non si
devono mai appoggiare posate metalliche bagnate al piano in acciaio perché si
ossiderebbe. Per l’unto, va bene il solito
aceto bianco su spugna morbida.
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Per facilitare la manutenzione del piano di cottura in vetroceramica, è bene intervenire subito e non lasciar asciugare
eventuali liquidi fuoriusciti durante la cottura, specialmente se a base zuccherina: sarebbe poi molto difficile toglierle.
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MANUALI PRATICI
@ TRUCCHI PER LE POSATE
• Non si mettano le posate d’argento in lavastoviglie a meno
che sia permesso dalla garanzia e soprattutto non si lavino a contatto con posate in acciaio in quanto potrebbero restare macchiate dall’argento. Se ci sono macchie sulle lame si eliminano con il
bicarbonato. Se non si usano per molto tempo, le posate d’argento vanno riposte negli appositi sacchetti antiossidanti.
• Le posate con manici in osso, avorio o madreperla si puliscono con un panno morbido perché è meglio non bagnarle. Il
problema dell’igiene è relativo perché solitamente si tratta di posate da portata che non vanno a contatto con la bocca. Se però devono essere lavate, basta non bagnarne l’impugnatura.
• In vetroceramica: si usano prodotti per
la pulizia del vetro. Non lasciar fissare le
macchie a base di zucchero (confettura,
glassa ecc.), perché se si cristallizzano sono dolori! Le macchie incrostate si eliminano con un raschietto apposito, ed è assolutamente vietato ricorrere alla lama di
un coltello.
• Smaltato: si utilizzano spugnetta e liquido per i piatti. Attenzione agli urti, lo
smalto potrebbe saltare via.
• In cristallo: si usano acqua, sapone e
pelle di daino per asciugare il piano.
GRIGLIE, BRUCIATORI E SPARTIFIAMMA
Prima di effettuare qualsiasi operazione di
pulizia, è necessario aspettare che il piano
cottura sia freddo.
• Le griglie in acciaio: si lavano a mano e
si asciugano subito. Quelle in ghisa, sono
più robuste, si lavano in lavastoviglie o
con sapone e spugna, ma anche con aceto e bicarbonato.
• I bruciatori: si usa acqua e sapone e si
asciugano subito, poi si lucidano con lo
specifico lucidante per alluminio.
• Gli spartifiamma: devono essere sempre in perfetta efficienza, si lavano con
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acqua e prodotti specifici che sciolgono
le eventuali incrostazioni.
FORNO
Si deve pulire rispettando il tipo di pareti e di alimentazione di cui è dotato.
Oggi si trovano soprattutto forni elettrici autopulenti. In tal caso, non si usano i prodotti in commercio, che sarebbero troppo aggressivi, ma ci si limita a
passare le pareti del forno con acqua e
un panno morbido. Se invece il forno è
tradizionale, si usano i prodotti in com✲ UN CONSIGLIO ✲
PER LA CAFFETTIERA
La caffettiera, non si lava
con il sapone, però se è
proprio “antica” una ripassatina ci vuole. Quindi, la si riempie con un
po’ di acqua e bicarbonato, si fa bollire come se si facesse un caffè, si sciacqua e
infine si fanno un paio di caffè con
poca polvere nel filtro, per ridare aroma all’alluminio. Il filtro va cambiato ogni tanto, la
guarnizione in gomma una volta l’anno e la
valvola va sempre tenuta pulita.
MANUALI PRATICI
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Pulizie intelligenti 1
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
R Il bagno
lavoro, si può mettere sul ghiaccio del sale
grosso e scaldare con il phon. Poi si lavano
le superfici con acqua e aceto o bicarbonato. I ripiani si lavano nel lavello con acqua
e sapone. Una volta l’anno, si deve spolverare anche dietro il frigorifero e aspirare
con l’aspirapolvere per liberare le resistenze dalla sporcizia. Per evitare che il frigo
abbia odori sgradevoli al suo interno, si
mette su un piattino da caffè un batuffolo
imbevuto di aceto rosso.
La pulizia del forno
a microonde è più facile rispetto a quella
del forno tradizionale: bastano acqua e sapone.
mercio, avendo cura di sciacquare bene
le pareti per evitare odori sgradevoli
quando si cucina.
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MICROONDE
Pulire bene il fondo e il piatto. Quest’ultimo si estrae dal forno e si lava normalmente con acqua, sapone e spugnetta. Si
asciuga subito. Per pulire le pareti, basta
mettere sul piano un piatto fondo con
acqua e un limone spremuto, accendere
alla temperatura più alta per un minuto e
asciugare le pareti con una panno morbido pulito: pulizia e profumo sono assicurati. Questo metodo va bene anche per il
forno normale.
FRIGORIFERO
Basta pulirlo a fondo almeno una volta al
mese e sbrinarlo una o due volte l’anno,
anche perché oggi i frigoriferi sono tutti
autopulenti. Quando si sbrina, è bene togliere la spina e non toccare il termostato:
a lungo andare si può rompere. È consigliabile mettere tutti gli alimenti deperibili in una borsa termica. Per velocizzare il
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ARMADIETTI E ANTE
Ogni sei mesi gli armadietti vanno vuotati e puliti a fondo. Per la pulizia basta
passare su tutta la superficie interna un
panno imbevuto d’acqua e aceto bianco:
pulisce e deodora in modo ecologico.
Prima di rimettere in ordine, buttare i
✲ UN CONSIGLIO ✲
PER IL LAVANDINO
Ovviamente se si
mettono le griglie
sul buco del lavandino, non c’è
bisogno di sgorgare i tubi; se invece è necessario,
prima di usare dei
prodotti molto aggressivi disponibili
in commercio si può provare versando
nello scarico 4 cucchiai di sale grosso,
poi 4 cucchiai di bicarbonato e infine
una pentola di acqua bollente.
prodotti scaduti, specialmente i sacchetti aperti di farina, se non si vuole avere
una vera invasione di farfalline. Le ante
degli armadietti, invece, andrebbero pulite almeno una volta a settimana.
MANUALI PRATICI
IN BAGNO È QUOTIDIANA LA GUERRA ALLO
SPORCO: TRA DOCCIA, LAVANDINI E SANITARI
NON È SEMPLICE AVERLO TUTTO IN ORDINE
E PERFETTAMENTE PULITO E IGIENIZZATO, MA
UNA BUONA ORGANIZZAZIONE VI AIUTERÀ.
Chi ben comincia...
Anche in questo caso c’è da chiedersi «Da
dove comincio?». Dipende, probabilmente
dal sanitario più vicino alla porta o da
quello che ci sta più simpatico o più antipatico. Non esistono norme precise a riguardo. Se si lava un pavimento, si sa che si
comincia da sotto la finestra fino ad arrivare alla porta, ma per il bagno? Si cominci, se c’è, dalla vasca da bagno.
Impiegare il detergente specifico per ogni tipo di
rivestimento impedirà che materiali preziosi come
il marmo possano assorbire le macchie e rovinarsi.
PAVIMENTI
In cucina, di solito, ci sono piastrelle lucide
od opache, talvolta il marmo. Intanto, per
pulire i pavimenti è meglio usare due secchi: in uno si sciacqua lo straccio sporco e
ogni tanto si vuota per cambiare l’acqua,
nell’altro si mette acqua calda e detersivo
per lavare. Così si deterge sempre con acqua pulita.
• Le piastrelle: si lavano con acqua e ammoniaca, o con acqua e detersivo specifico
per pavimenti. Non vanno incerate. Le fughe si puliscono una volta all’anno, con
uno spazzolino da denti vecchio e l’apposito prodotto.
• I pavimenti in marmo a piombo: si lavano con acqua tiepida e poco detersivo
neutro per non rovinare la lucidatura. Se
è un po’ che non sono passati a piombo,
dopo il lavaggio vanno incerati e lucidati, utilizzando un panno di lana o la lucidatrice.
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@ TRUCCHI PER LE MACCHIE
Anche in bagno si possono formare macchie ostinate che vanno tolte.
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• Calcare: si usa un detersivo per sanitari
che contenga dell’anticalcare o una soluzione di acqua e aceto bianco.
• Muffa: basta intingere un vecchio spazzolino da denti in un po’ di comune candeggina, strofinare e la macchia sparisce.
• Ruggine: si può provare con una miscela
di petrolio con paraffina liquida (la paraffina
deve essere nella percentuale del 10%), si
applica sulla macchia e si lascia agire per una
giornata. Dopo di che si sciacqua e si lucida
con una pezza di lana.
MANUALI PRATICI
Pulizie intelligenti 1
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
VASCA
La pulizia della vasca è sicuramente molto faticosa. Ecco qualche piccolo trucco
per risparmiare energie e tempo.
• In ceramica porcellanata o smaltata: è
una vasca molto delicata che sta, proprio
per questo motivo, andando progressivamente in disuso. Per pulirla a fondo,
non si devono utilizzare mai polveri
abrasive che intaccherebbero la superficie, rovinandola irrimediabilmente. Le
tracce più problematiche si possono eliminare con acquaragia, trementina o paraffina, strofinando con una spugna
morbida. Si lava ulteriormente con acqua calda e detergente specifico per
smalto. Anche i segni lasciati dall’acqua
dopo il bagno si tolgono con la stessa
crema detergente. Se i segni permangono, si possono ripassare più volte con
l’acquaragia, sempre sciacquando e non
lasciando mai in posa la sostanza che potrebbe intaccare lo smalto.
• In vetroresina: è delicata, infatti il colore
di fondo è molto superficiale, quindi niente sostanze abrasive, specialmente prodotti
in polvere! E non si faccia accumulare lo
sporco: perciò pulire dopo ogni uso con acqua calda, sapone liquido e spugnetta.
• In acrilico: è senza dubbio la vasca più
usata. È meno delicata delle altre però va
trattata comunque con cura. Si lava con detergente in crema o liquido avendo cura di
eliminare per bene tutti i residui di bagnoschiuma che a lungo andare la opacizzano.
DOCCIA
Se il piatto è circondato da pareti in plastica o in vetro, basta asciugarle bene con la
pelle di daino e rimuovere eventuali tracce
di calcare con l’aceto, se invece c’è la classica tenda in plastica, è bene ricordarsi di
non chiuderla, dopo la doccia, così asciuga
bene e non si formano muffe. Se dovessero formarsi comunque, si laverà la tenda in
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I disincrostanti usati per pulire i water sono tra i detergenti più aggressivi perché contengono acidi forti, molto
efficaci contro lo sporco e i batteri. Dovete, quindi, usarli con estrema cura e cautela, indossando sempre i guanti.
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MANUALI PRATICI
di aceto e bicarbonato: pulirà le condutture e farà anche da deodorante.
✲ UN CONSIGLIO ✲
PER IL WATER CLOSET
Ogni qual volta si decida di pulire il water, bisogna stare attenti a
non miscelare prodotti diversi: si potrebbe originare infatti
una reazione chimica
tra i diversi componenti, molto tossica.
Prima di provare con
una sostanza, tirare
l’acqua eliminando
perfettamente il prodotto precedente!
lavatrice, a temperatura bassissima, aggiungendo candeggina al sapone. Per i
muri e il soffione della doccia, va sempre
bene l’aceto passato con una spugna, sia
per togliere il calcare dalle pareti sia per eliminarlo dal soffione che debitamente
smontato sarà immerso per una notte nell’aceto, non la guarnizione in gomma però. Dopo il trattamento basta sciacquare e asciugare con un
panno.
BIDET E LAVANDINO
Lavandino e bidet si puliscono bene
con detergenti in crema. Fabbricati in ceramica vetrificata, sono molto resistenti, ma
soffrono per i residui di sapone e i depositi
di calcare: si puliscono con i detergenti specifici in commercio. Scarichi e bocchette
devono essere sempre puliti con regolarità
per evitare intasamenti; il calcare nonché le
muffe si eliminano come già indicato per le
vasche. Saltuariamente si può versare nello
scarico dell’acqua bollente con l’aggiunta
✍
WATER CLOSET
Far sempre scorrere l’acqua dopo l’uso.
Spazzolare ogni giorno con lo spazzolino
apposito. Ogni settimana usare un prodotto specifico, metterlo nella tazza di sera e
lavare la mattina dopo. Si possono mettere
anche delle capsule igienizzanti nel serbatoio dell’acqua: l’acqua diventa blu, pulisce
e deodora. Evitare la candeggina; si può
usare solo pura sulle macchie più difficili
ma va sciacquata subito. Il portaspazzolino
e lo spazzolino vanno puliti con acqua
fredda e detersivo. Nel risciacquo mettere
qualche goccia di disinfettante.
RUBINETTI E ALTRO
Una buona manutenzione periodica manterrà le rubinetterie sempre come nuove.
• Rubinetti cromati: basta uno straccetto
umido e l’aceto in caso di calcare.
• Rubinetti dorati: vanno asciugati con
una pelle di daino altrimenti si macchiano.
• Tappetini antiscivolo: i
tappetini di protezione alle
cadute che si mettono nelle
vasche e nelle docce tendono non solo a raccogliere lo
sporco ma anche ad ammuffire,
quindi è bene pulirli spesso, con bagnoschiuma sgrassante e con candeggina diluita per eliminare la muffa. Spazzolare negli
interstizi della gomma con uno spazzolino
da denti vecchio.
• Bicchieri portaspazzolini: vanno lavati
spesso con il detersivo dei piatti. Una volta
ogni due settimane, lavarli con candeggina
perché sono un ricettacolo di muffa.
MANUALI PRATICI
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Pulizie intelligenti 1
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
R La camera da letto
È LA STANZA DOVE RIPOSIAMO
ED È IMPORTANTE CURARNE
NON SOLO L’ARREDAMENTO, MA
ANCHE TUTTI GLI ASPETTI, COME
L’ILLUMINAZIONE E LA SCELTA DEL
COLORE DELLE PARETI CHE CONCORRONO
A OTTENERE UNA BUONA ARMONIA.
Non solo letti...
Dire letto non vuol più dire solo materasso; oggi si parla infatti di materassi in lana,
in cotone, a molle, ortopedici e in lattice. E
letto vuol dire anche futon, materasso
giapponese leggero, sottile e pieghevole,
adagiato sul tatami; quindi non più solo
letto tradizionale. Le proposte in commercio sono così tante che scegliere, talvolta, è
veramente difficile! Fatta la scelta però, sorgono mille domande sulla manutenzione
di questi cari e spesso costosissimi compagni di vita.
MATERASSI
Scegliete il materasso più adatto a
voi con particolare cura e attenzione: potrete beneficiare di un sonno
tranquillo e ristoratore.
• Singoli anche se in coppia: per quanto
riguarda i materassi, il primo consiglio è di
preferire due singoli accostati rispetto a un
matrimoniale. Se si vuole, ci sono in commercio dei ganci speciali che li tengono
uniti fra loro. Perché due singoli? Semplice! Perché per sollevare, battere, arieggiare
✲ UN CONSIGLIO PER ✲
LE COPERTE ELETTRICHE
Un tempo erano vere coperte con la spina,
piuttosto pericolose in quanto si rischiava di
andare arrosto! Oggi, le coperte elettriche sono sicure, a basso voltaggio e si
possono tenere accese tutta la notte. Ci
sono anche quelle da mettere sotto il lenzuolo: un vero toccasana, specialmente per
chi soffre di dolori reumatici. Attenzione però a non lavarle e a non piegarle: al massimo si possono riporre nell’armadio arrotolate.
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La scelta di colori chiari per le pareti e per i mobili
esalta la luminosità della stanza e predispone alla calma
e alla serenità, indispensabili per favorire un buon sonno.
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e voltare un materasso singolo si fa poca
fatica, mentre con un materasso doppio si
deve essere almeno in due per muoverlo e
spostarlo.
• A molle, ortopedico e non: si rivolta
spesso; si ribalta una volta al mese
testa/piedi se è nuovo; ogni tre mesi poi si
batte bene con il battipanni e si infila in un
sacco coprimaterasso. Se si dovesse macchiare, agire sulla macchia tenendo presente il tipo di rivestimento. Si spolvera anche
con l’aspirapolvere, ma a bassa potenza.
• In gommapiuma: non va girato perché
non si ammacca, ma come quello a molle
va ribaltato ogni tre mesi circa. Si deve
MANUALI PRATICI
timana. Questo serve a muoverlo, così il
cotone trapuntato si assesta e mantiene il
suo comfort naturale.
R Il soggiorno
IL SOGGIORNO È IL LOCALE DEDICATO ALLO
SVAGO E AL RIPOSO, A RICEVERE GLI AMICI
O A TRASCORRERE UNA DOMENICA PIOVOSA:
CURATENE L’ASPETTO ESTETICO, MA ANCHE
La camera da letto non è solo l’ambiente destinato
al riposo notturno, ma anche al relax e alla lettura.
LA COMODITÀ E LA FUNZIONALITÀ.
sempre proteggere con un coprimaterasso
perché il materiale molto poroso assorbe la
polvere.
• In fibra naturale, lana o cotone: oggi questo tipo di materasso, specialmente nelle grandi città, va scomparendo, proprio per la manutenzione onerosa, infatti, ogni tanto va rifatto: si lava
la lana, si carda nuovamente, se ne aggiunge della nuova. Troppe spese. E poi
pesa tantissimo: girarlo per rifare il letto è un incubo.
• In lattice: è molto elastico, resistente
e la sua particolare struttura a microcelle comunicanti, che permette all’aria di circolare liberamente, lo rende
traspirante; in più è perfettamente
anallergico. Si tratta veramente del
materasso ideale. Però, si deve ricordare che va girato ogni giorno finché è
nuovo, poi almeno una volta a settimana.
Va protetto con l’apposito coprimaterasso e si deve fare attenzione a qualsiasi tipo di macchia. Si può aspirare.
• Il futon: è il materasso giapponese; ce
ne sono diversi tipi: da quello in cotone,
molto rigido, a quelli in cotone e cocco
oppure cotone e lattice e infine lattice e
cocco. ll futon deve essere arrotolato, battuto e rigirato almeno due volte alla set✍
@ LA LIBRERIA
Di sicuro non va pulita spesso da cima
a fondo, togliendo
cioè tutti i libri. Tuttavia, una volta alla settimana si possono spolverare i libri, magari
con l’aiuto dell’apposito accessorio a tubo
dell’aspirapolvere, pulire i ripiani con un
panno antistatico e
spolverare i ninnoli con
il piumino magico che
“mangia” la polvere.
Per evitare che si annidino degli insetti tra i libri, mettere sugli scaffali dei pezzetti di legno di sandalo.
Seduti comodi? Sempre!
Devono essere sinonimi di comodità assoluta. Su di essi è un vero piacere sedersi la
sera, dopo una lunga e faticosa giornata di
lavoro, con le gambe stese su un tavolino
basso, dotato di un morbido cuscino. Magari sorseggiando una bevanda calda in inverno e fresca d’estate. Oppure, pessima
abitudine tipica dei single, mangiando un
MANUALI PRATICI
17
Pulizie intelligenti 1
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
Se intendete acquistare un divano nuovo tenete in
considerazione il problema della pulizia del rivestimento.
18
bel piatto di pasta mentre si guarda un
film. Tutto ciò può danneggiare non solo il
nostro stomaco (guardare la TV quando si
mangia è sconsigliato!) ma anche gli arredi che ci ospitano. Si può inavvertitamente
versare la bibita o il vino e rovesciare il
piatto così amorevolmente preparato e ottenere un bel divano chiazzato di pomodoro. Aiuto! Ecco come fare per rimediare.
Non dimentichiamo inoltre che tutti i
divani sono dotati di piedi: se sono in
metallo vanno puliti con un spazzolino,
quelli in legno con un apposito prodotto
nutriente per legno.
DIVANI
Non è facile pulire i divani, ma con i consigli giusti l’impresa non è poi impossibile.
• I divani sfoderabili: sono decisamente i
più pratici. I rivestimenti si possono lavare
in casa, però generalmente sono un po’ ingombranti per essere messi in lavatrice,
quindi si lavano a mano. Certo, se si possiede una lavatrice da 7 kg di carico si lavano perfettamente a macchina. Prima
va ricordato che non è sempre necessario lavare i rivestimenti. Si può fa✍
re circa ogni anno. E si possono portare in
lavanderia tranquillamente. Però, la manutenzione ordinaria prevede di passare
con l’aspirapolvere il divano ogni settimana, con la lancia si arriva anche nei punti
più difficili, si spostano i cuscini e si sbattono all’aperto per togliere la polvere e ridare la forma originaria; se le foderine sono macchiate in modo superficiale, si possono smacchiare senza problema. Mentre,
come si è già detto, se si decide di lavare i
rivestimenti e lo si fa in casa, è bene seguire le indicazioni del fabbricante nel lavare i
tessuti: cotone, velluto, alcantara e microfibra si trattano tutti in modo diverso, quindi bisogna informarsi prima.
• I divani non sfoderabili: si possono pulire solo in salotto! Lo si può fare da sé oppure si può richiedere l’aiuto di una ditta
specializzata. Prima di iniziare è consigliabile fare un test su una piccola parte di tessuto nascosta e poi, se tutto fila liscio, si comincia. Dopo aver passato l’aspirapolvere,
si procede con una spazzolatura delicata,
quindi si lava la superficie con uno
shampoo specifico. Quando lo shampoo
è asciutto si spazzola nuovamente per rimuoverlo e con lui lo sporco. Si finisce
passando l’aspirapolvere.
• I divani in broccato: vanno puliti con
schiuma per tappezzeria e spazzolati
molto delicatamente con spazzole mor-
bide. Sarebbe meglio però farli pulire da
professionisti.
• I divani in pelle: si passa un panno umido impregnato di sapone alla glicerina. Poi
si ripassa con uno straccio pulito per togliere sapone e sporco. Non si bagna mai
troppo la pelle per evitare l’insorgenza di
muffe. Si può nutrire con uno strato di lucido specifico per divani, generalmente
consigliato dal fabbricante. Come per gli
altri divani, ogni tanto sprimacciare i cuscini per fargli riacquistare forma.
• I divani in vinile e plastica: si puliscono
con acqua tiepida e sapone neutro. Si
asciugano con una pelle di daino o un
panno morbido senza peli per non lasciare tracce e aloni.
LE TENDE
Croce e delizia! Sono belle, arredano, creano un’atmosfera intima, ma sono così difficili da trattare! Ci vorrebbe un intero
trattato per parlarne, tanti sono i tipi. Ecco
come comportarsi con le più semplici,
quelle in materiale lavabile che non si stira.
Si lavano in lavatrice e si appendono ancora umide, anzi quasi bagnate, con stracci
sotto per non allagare il salotto. Sarà il peso stesso dell’acqua a stirarle.
IL CAMINETTO
In campagna non è mai passato di moda,
in città comincia timidamente a riapparire. La manutenzione ordinaria è semplicissima, però è necessario intervenire molto
spesso per evitare che alcune parti si rovinino. Gli alari si puliscono freddi, togliendo lo sporco con un panno umido.
• Il camino in mattoni: i mattoni si trattano con una spazzola morbida. Le incrostazioni si eliminano grattando con una spazzola dura, acqua tiepida e aceto bianco; i detersivi macchierebbero i mattoni.
• Il camino in pietra: si pulisce con spazzola dura e detersivo liquido diluito, non si
usano detersivi in polvere né abrasivi.
19
✲ UN CONSIGLIO ✲
PER IL CAMINO
Bello il fuoco nel camino! Può capitare però
che il fuoco tenda a spegnersi senza motivo: in tal caso basta buttare sulle
braci una manciata di sale grosso
e il fuoco riprenderà vigore.
MANUALI PRATICI
Per pulire i divani in vimini utilizzate un vecchio spazzolino da denti: strofinando bene, la polvere uscirà dagli
interstizi e potrete rimuoverla con l’aspirapolvere; completate la pulizia con acqua e sapone neutro, quindi fate asciugare.
✍
MANUALI PRATICI
Pulizie intelligenti 1
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
R Pavimenti, tappeti e moquette
SE ASPIRERETE I PAVIMENTI E SPAZZOLERETE
I TAPPETI E LA MOQUETTE CON REGOLARITÀ,
EVITERETE PULIZIE PIÙ PESANTI.
I pavimenti classici
Ogni pavimento, per poter essere mantenuto nelle condizioni migliori, richiede
una manutenzione corretta.
@ TACCHI IN GOMMA
Quando si cammina
con le scarpe con i tacchi in gomma è facile
lasciare brutte tracce
nere sul parquet: prima di
incerare, togliere i segni con
l’apposito solvente per cera.
20
IL PARQUET
È il pavimento più caldo, più naturale e
più amato, specialmente nei Paesi nordici, ma anche in Italia ha tanti estimatori.
Può sembrare fragile e delicato, ma se
trattato bene è indistruttibile. Da poco, si
posa anche in cucina e in bagno. Dopo la
posa, il parquet nuovo viene trattato con
tre mani di vernice, quindi mantenerlo
bello è uno scherzo. Infatti, per pulire, è
sufficiente passare uno straccio appena
inumidito su tutta la superficie. Con il
passare del tempo, però, in circa 7-8 anni
la parte superficiale della vernice si consuma, a quel punto è necessario chiamare un parquettista per rimediare ai danni.
Se la vernice è ancora decente, l’esperto
carteggerà la superficie e stenderà un
nuovo strato di vernice, se invece la superficie del legno è rovinata, sarà neces✍
sario levigarla nuovamente e ripetere il
trattamento completo. Se al contrario il
parquet è lucidato a cera, andrà lavato
sempre con prodotti neutri e spolverato
con un panno in lana ogni giorno e, una
volta al mese, si stenderà di nuovo la cera, da lucidare con la lucidatrice.
IL COTTO
È un materiale assorbente, che va “protetto” con trattamenti naturali adeguati,
per renderlo antimacchia e di facile manutenzione. La sua manutenzione ordinaria prevede un lavaggio anche quotidiano, usando un bicchiere di detergente
neutro specifico, diluito in un secchio
d’acqua; ogni tanto, il pavimento in cotto va impermeabilizzato con una mano
di cera liquida specifica. Si può usare anche un prodotto “lavaincera” che con una
passata garantisce un ottimo risultato.
IL MARMO
È un materiale meraviglioso dai colori
straordinari: dai bianchi puri o venati, ai
gialli ai verdi ai rossi. Di solito il marmo è
passato a piombo con macchinari che levigano e lucidano questa nobile pietra. Per
mantenere questo tipo di pavimento è sufficiente lavarlo con uno straccio che non
lascia peli; un panno in microfibra è l’ideale, inumidito con acqua ed eventualmente
con sapone neutro. Quando comincia a
perdere la lucentezza, si può incerare con
cera liquida o in pasta specifica per marmo. Se il marmo è grezzo, richiede un trattamento più vigoroso: si lava con uno
spazzolone e del detergente più concentrato, si sciacqua con acqua tiepida e si asciuga con un mop.
MANUALI PRATICI
✲ UN CONSIGLIO ✲
PER I PELI DI ANIMALI
Se ci sono gatti o cani in casa e la moquette si riempie di peli, il modo più semplice e
sicuro per rimuoverli è arrotolare nella
mano un foglio di carta gommata e
passarlo sulla moquette. È un sistema
formidabile che elimina tutti i peli.
I TAPPETI
Sono complementi d’arredo, ma nessun
pavimento ne può fare a meno, neppure la
moquette! Sono grandi, piccoli, colorati vivacemente oppure più sobri. Esistono tappeti orientali, cinesi, indiani, persiani, afgani, ma anche i tappeti egiziani sono belli benché poco noti, e
quelli berberi. Esistono poi
tappeti più modesti come i pezzotti valtellinesi, fatti con gli
stracci, ma
non per questo meno piacevoli esteticamente.
Solitamente tutti i
tappeti si puliscono con
l’aspirapolvere e lo shampoo specifico. Si passa l’aspirapolvere seguendo il pelo del
✍
tappeto e coprendo la bocchetta con un
gambaletto di nylon, così le frange non
vengono aspirate e non si rovinano; se ci
sono macchie, si eliminano con uno
smacchiatore spray. Prima però è bene
provarlo su un angolo nascosto per essere certi che le fibre del tappeto non si
scoloriscano. Ancora oggi vengono utilizzate tinte vegetali per colorare i filati
usati per annodare i tappeti. Se il tappeto è molto sporco, conviene farlo lavare in
un negozio specializzato. In ogni modo,
non è vero che i tappeti persiani soffrono
l’acqua, anzi nel loro Paese d’origine, dopo
l’annodatura i tappeti vengono lavati con
acqua e strofinati con una scopa di saggina.
LA MOQUETTE
È una pavimentazione calda e morbida, in
lana o sintetica, molto duratura se trattata
con i dovuti riguardi. Si pulisce passandola
con il battitappeto almeno una volta la settimana. Si deve insistere parecchio perché
“una passata e via” non serve a niente. Negli angoli conviene usare l’aspirapolvere
con la bocchetta piccola e il tubo lungo. Quando la moquette richiede il
lavaggio, è il caso di rivolgersi a
una ditta specializzata. Se invece si vuol tentare, le stesse
ditte noleggiano le macchine adatte alla pulizia della moquette e
vendono lo shampoo specifico.
MANUALI PRATICI
Per fare in modo che il nostro tappeto
duri a lungo si consiglia di non camminarci
sopra con le scarpe e non sovraccaricarlo
con pesi eccessivi, per esempio divani e mobili.
21
Abbigliamento curato
R Il bucato perfetto
PER EVITARE DI ROVINARE I CAPI,
SEGUITE QUESTE REGOLE: DIVIDETE GLI
INDUMENTI PER COLORE E PER TIPO DI
TESSUTO E RISPETTATE I CONSIGLI PER IL
LAVAGGIO STAMPATI SULLE ETICHETTE.
Mai più bucati sbagliati in lavatrice
Sembra facile organizzare un bucato perfetto e, infatti, lo è. La prima azione da
compiere è quella fondamentale: si devono
dividere i capi di biancheria: i colorati da
una parte e i bianchi dall’altra. Poi tra i colorati, è bene fare una distinzione netta tra
quelli chiari e quelli scuri. Infine, sia per
quanto riguarda i colorati sia i bianchi, è
importante distinguere gli indumenti che
si possono lavare ad alta temperatura da
quelli che richiedono acqua tiepida o fred22
✲ UN CONSIGLIO ✲
PER LE CALZE BIANCHE
da. Prima di fare il bucato, inoltre, è bene ricordare di chiudere tutti
i tipi di allacciatura: bottoni, cerniere, nastri e
lacci, altrimenti sbatteranno contro le pareti del
cestello danneggiandosi. Le tasche vanno
sempre vuotate del loro contenuto.
BIANCHERIA INTIMA
È meglio lavarla separatamente per ovvi
motivi di igiene. Se è il caso, aggiungere al
detersivo un blando disinfettante, specialmente se si lavano gli indumenti dei neonati. Se i capi sono in fibre delicate, porli
negli appositi sacchetti o in una federa.
CANDEGGIO
Per i capi molto sporchi si può aggiungere
della candeggina al sapone nella vaschetta.
Attenzione a non mescolare tra loro troppi prodotti sbiancanti: insieme sono tossici e rovinano i tessuti.
Abbigliamento curato 2
@ CHE COSA VUOL DIRE “FARE IL BUCATO?”
Un tempo, si lavava la biancheria in un ampio mastello di legno,
sul fondo del quale c’era un buco con un tappo di chiusura. Le
donne, alcune se lo ricordano ancora perché l’hanno fatto fino agli anni Sessanta, facevano bollire sul camino tanta acqua cui aggiungevano
la cenere di legna. Poi coprivano i panni sporchi con un telo sottile adatto a filtrare la cenere. Quindi riempivano il mastello dove avevano adagiato la biancheria con l’acqua bollente mista a cenere. Trascorse un
paio d’ore, il tappo veniva tolto e l’acqua sporca del bucato defluiva
dal buco del mastello. Le donne, quindi, si recavano al ruscello o alle
fontane con la cesta della biancheria in equilibrio sul capo e risciacquavano i panni con grande fatica, ma sempre cantando in allegria!
CAPI DECORATI
I capi con ricami, applicazioni in paillette,
stampe e scritte vanno lavati al rovescio
così non si rovinano a contatto con altri
indumenti.
spensabili. Per gli indumenti delicati bastano i 30 °C, mentre per quelli scuri non
macchiati si può arrivare ai 40 °C. Le moderne lavatrici hanno anche il programma
sport per le scarpe da ginnastica: ottimo!
CICLO DI LAVAGGIO
Oggi è sufficiente lavare a 60 °C, i 90 °C sono eccessivi, sia per l’energia che si spreca
sia perché il lavaggio è ora così efficace e i
detersivi così validi che prelavaggio e acqua troppo calda sono inutili. Certamente,
ci sono casi in cui è necessario sterilizzare
quasi i capi, allora i 90 °C diventano indi-
Bucato a mano
Le regole non cambiano molto, il problema è: come eliminare l’acqua in eccesso? Si
mettono i panni meno delicati in lavatrice
e si avvia una centrifuga leggera. I maglioni, i golfini e tutti gli altri delicati si stendono in orizzontale, su uno stendibiancheria
coperto con un telo in spugna, così non si
deformano asciugando.
Detersivi e additivi
I capi macchiati vanno prima lasciati a bagno. Un ammollo ben eseguito rimuove lo
sporco con efficacia.
• Detersivo universale in polvere: va bene
per qualsiasi tipo di sporco e in modo speciale si usa con lenzuola, asciugamani, tovaglie e tutti i capi in puro cotone chiaro. La
CAPI BIANCHI
Vanno lavati sempre separatamente perché, in genere, raccolgono i colori dagli altri indumenti.
Quando si lavano a mano le calze bianche,
aggiungere nell’acqua del lavaggio, un
cucchiaio di bicarbonato e in quella del
risciacquo del succo di limone. Anche il detersivo per lavastoviglie funziona a meraviglia: basta aggiungerne un po’ al solito detergente.
✍
CAPI MACCHIATI
Pretrattare le macchie solo su tessuti resistenti e con i prodotti appositi che si trovano in commercio. Colletti e polsini vanno pretrattati con sapone liquido o nei casi più seri con prodotti antimacchia.
MANUALI PRATICI
MASTELLO
Se fate un carico unico per capi di fibre miste, scegliete
la temperatura più bassa tra quelle raccomandate.
✍
MANUALI PRATICI
23
Abbigliamento curato 2
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
temperatura del lavaggio può arrivare ai 90
°C. Da non usare per il bucato a mano perché irrita la pelle.
• Detersivo universale liquido: va bene
per tutti i tipi di tessuti resistenti come il
precedente, non superando però i 60 °C; è
indicato anche per capi sintetici misti e colorati, per le macchie di grasso. Adatto per
il bucato a mano.
• Detersivo per colorati: solo per i capi delicati colorati poco macchiati. Non superare i 40 °C.
• Detersivo per lana, bianca o colorata:
delicato, non smacchia e si usa anche a
mano, sempre con acqua tiepida.
• Detersivo per lavare a mano: è
adatto per lavare indumenti poco
sporchi con acqua tiepida.
R Stendere al meglio
SE POSSIBILE, STENDETE LA BIANCHERIA
ALL’APERTO, EVITANDO L’ASCIUGATURA
MECCANICA: IL SOLE RENDE I CAPI LUMINOSI.
Si apre l’oblò e...
È bene tener presente che esistono dei piccoli segreti per far asciugare la biancheria
in modo molto razionale e far calare, in
questo modo, la pila di panni da stirare. E se ormai da almeno vent’anni non si sente più parlare di tessuti
“lava e metti” che non richiedono
l’uso del ferro da stiro, si scoprirà che
con questi piccoli accorgimenti, diverse
fibre, se ben stese, possono non essere stirate. Le fibre sintetiche ad esempio: c’è chi
si ostina a stirare slip, calze e reggiseni, ma
non è proprio il caso di farlo. Si procede
stendendo tutti i panni dall’orlo inferiore,
ossia a testa in giù, agganciando le mollette all’orlo. Le gonne e i pantaloni, però, si
stendono dalla cintura con numerose mollette che devono tenere il capo ben dritto
sulla corda. In questo modo, l’acqua con il
suo peso tende il tessuto verso il basso “stirandolo”.
✲ UN CONSIGLIO ✲
SULLE MOLLETTE
Ci sono numerosi tipi di mollette in commercio. Oggi se ne trovano anche di ricoperte che evitano le macchie di ruggine sui
tessuti; quelle più innovative e funzionali invece sono a forma di pinza e si
aprono senza la molla in metallo: sono le
migliori perché non si rompono come
quelle tradizionali, durano quindi di più e
non ”segnano” la biancheria.
24
Lo sporco accumulato sui fili può depositarsi sulla biancheria e macchiare il vostro bucato costringendovi a un nuovo
lavaggio. Per evitare questo inconveniente, pulite i fili con una spugna umida o con un tappo di sughero prima di stendere.
✍
MANUALI PRATICI
Regole generali
I capi colorati non si stendono né al sole
né al vento forte: si potrebbero stingere e
rimanere a macchie. Non si mettono mai
vicino a capi bianchi su quali potrebbero
lasciare tracce di colore. Lenzuola, asciugamani e tovaglie vanno piegati prima di
essere stesi, così prendono subito la “giusta piega”. Si devono ritirare poi leggermente umidi per favorire la stiratura; in
genere le lenzuola si stirano solo nella
parte del risvolto per risparmiare tempo.
✍
Per quanto riguarda l’intimo, gli slip
si appendono dalla
cintura, i reggiseni
si possono stendere
chiudendo i loro gancetti, evitando così l’uso delle mollette e dei
relativi segni che possono restare sull’elastico. Calze e calzini occupano molto
spazio, quindi si possono porre su ometti, quelli da pantaloni, che poi vengono
fissati con le mollette allo stenditoio. Per
evitare di far ingiallire i capi più delicati,
è meglio non stendere al sole diretto ma
a mezz’ombra e, per proteggere il bucato
da “visite” indesiderate da parte di piccioni, passeri ecc.; si può porre sopra lo
stenditoio un telo impermeabile oppure
un vecchio asciugamano.
E per il bucato a mano?
Ovviamente, il problema principale è
rappresentato dall’acqua in eccesso. Certo, se si è fatto un bucato a mano significa che la biancheria lavata non sopporta
la centrifuga o la strizzatura a mano,
quindi non resta che fare così: si copre lo
stendibiancheria con un asciugamano
pulito di grandi dimensioni e vi si appoggiano in orizzontale i golfini e i capi delicati impregnati d’acqua. Si lasciano scolare bene, se si vuole è possibile tamponare anche la parte superiore con un altro
@ STENDIBIANCHERIA
Se si usa lo stendibiancheria è bene
controllorare che le corde non siano
consumate. Se lo sono, si devono sostituire
per non macchiare di ruggine il bucato.
MANUALI PRATICI
25
Abbigliamento curato 2
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
asciugamano. I maglioni possono essere
anche avvolti in un asciugamano, uno per
uno, per favorire l’eliminazione dell’acqua.
✲ UN CONSIGLIO ✲
PER I COLLANT
Prima di indossarli, bagnarli,
metterli in un sacchetto di
plastica e tenerli nel freezer
per alcune ore. Metteteli dopo
averli scongelati e fatti asciugare:
dureranno più a lungo. Indossare quelli supervelati senza rischiare di sfilarli? Basta mettere
dei guanti in cotone e maneggiarli con cura.
Asciugatrice elettrica
Oggi, nelle città dove l’aria è sporca e inquinata oppure nelle piccole case senza
balconi, è sempre più utilizzata l’asciugatrice elettrica. Prima di usarla è bene con-
trollare sull’etichetta che il capo possa essere asciugato a macchina. Attenzione: la lana
non va mai asciugata a macchina e il cotone si può restringere. Pur essendo consapevoli che il pieno carico è più economico, è
meglio non riempire troppo la macchina
per evitare pieghe indesiderate dovute all’aria che non circola bene nel cestello.
duare quali sono i capi base davvero irrinunciabili del nostro guardaroba.
R Un’occhiata all’armadio
GONNE
Parliamo di gonne e, anche se oggi qualcuna dà la sua preferenza ai pantaloni, sono
almeno tre quelle da appendere nell’armadio. Una dritta, appena sotto il ginocchio,
in tweed o in gabardine di lana o di cotone
a seconda della stagione; anche il colore
varia dal grigio al nero al marrone per autunno-inverno, al bianco al blu o ad altre
tonalità più chiare per primavera-estate.
Una seconda gonna va per il pomeriggio,
può essere leggermente più lunga o più
corta e il modello segue le inclinazioni personali. Quella da sera potrà essere lunga,
dritta, svasata oppure a ruota, in seta,
voile o velluto, ma sempre e rigorosamente nera.
PICCOLO, GRANDE O SU MISURA, PERCHÉ SIA
UN VERO AMICO DELL’ORDINE L’ARMADIO
DEV’ESSERE SOPRATTUTTO FUNZIONALE.
I capi base del guardaroba femminile
Certamente non tutti hanno la fortuna
di possedere un mega armadio in un
superattico. Il più delle volte ci si deve
accontentare di un mono o bilocale con
un armadio a due o quattro ante al
massimo. È necessario quindi indivi-
26
TAILLEUR
Un tailleur di colore neutro, la cui giacca
si può abbinare con una delle gonne di
cui sotto e la gonna con una giacca diversa, è fondamentale per tutte.
@ ATTENZIONE!
Per evitare che
un golfino in lana
mohair punga, si
mette in una
busta di plastica e si tiene nel
freezer per tre
giorni. Oppure si
risciacqua con
del balsamo per
capelli o si stende
in una gelida giornata invernale.
CAMICIE
È bene non dimenticare un paio di camicie: una classica in cotone bianco o celeste per il giorno e una in seta o in raso nero per la sera.
PANTALONI
Tre paia di calzoni sono basilari: un
modello sfilato, senza pince, tasche o altro, è un autentico passe-partout; può essere in tessuto leggero per l’estate e più
pesante per l’inverno. Poi un paio di
pantaloni in raso o in seta nera per la sera e dei jeans per ogni giorno e occasione: sportivi con un maglione, da ufficio con giacca e camicia, da sera abbinati a una blusa o a un top in seta.
Se avete la fortuna di disporre di molto spazio, è ideale una cabina armadio attrezzata come un piccolo ripostiglio
con cassetti e bastoni, appendiabiti e ripiani. Sono però indispensabili una buona illuminazione e un’efficace aerazione.
✍
MANUALI PRATICI
Spazzolate, smacchiate e riparate gli abiti prima di indossarli di nuovo.
✍
MANUALI PRATICI
GOLFINI
In questo caso tre capi base sono
davvero pochi, quindi se ne
consigliano almeno cinque: un cardigan sportivo, pesante e blu da
abbinare a tutto, due
sottogiacca leggeri, uno
chiaro e uno scuro, un gilet colorato che va su tutto
e un pullover nero, leggero
e con ricami per le serate
più fredde.
PIUMINI, CAPPOTTI E...
Da non dimenticare, un bel
piumino caldo e una giacca
a vento o un impermeabile,
magari con la fodera interna
imbottita e rimovibile, scuro
da indossare la sera; se si prefe-
27
Abbigliamento curato 2
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
risce, il classico cappotto “avvitato” rimane un capo intramontabile e di classe.
ACCESSORI
Gli accessori non sono oggetti indispensabili per definizione;
tuttavia la borsa nera, elegante,
e quella più sportiva, marrone
o fantasia, non possono mancare in un buon guardaroba,
così come un paio di sciarpe colorate, una invernale e l’altra estiva,
un berretto caldo, un paio di guanti
in lana e uno in pelle e, se si portano, due cinture: una estiva e vivace
per i jeans e l’altra sottile, di pelle
nera, per le occasioni più eleganti.
28
L’abito completo è la soluzione perfetta per
le occasioni formali, come un incontro di
lavoro, una cerimonia o un invito a cena.
sopra una giacca sportiva fa da cappotto
e, a scelta, un ampio giaccone pesante da
utilizzare come cappotto o anche un caldo piumino per le giornate più fredde. I
colori saranno sempre classici e sobri, dal
blu al nero al grigio. Per il piumino, si può
passare dal bianco al blu carta da zucchero.
che si possono definire i capi
base di un guardaroba maschile.
ABITI
È immancabile un abito
completo a tre pezzi, di colore scuro, blu o grigio. Il completo, se grigio, sarà adatto anche per la sera.
BIANCHERIA INTIMA
Per quanto riguarda la biancheria
intima, le donne sono solitamente
fantasiose; a nessuna devono mancare però due reggiseni di base, uno chiaro
e uno scuro per evitare lo sgradevole effetto “reggiseno nero sotto camicia bianca”.
Quattro canotte, una sottoveste di colore
neutro se non si amano le trasparenze, una
sottogonna da infilare sotto le gonne leggere, sei o più paia di slip o perizomi, calzettoni e calzini in lana o cotone per le
scarpe sportive, collant e autoreggenti per
le gonne.
I capi base in un armadio maschile
Se è problematico essere donna con un armadio piccolo, essere uomo non lo è di
meno. Soprattutto perché, e si fa riferimento ai single, lontano dalle premurose
braccia materne, è sempre difficile riuscire
a mantenere ordine, pulizia e rigore. Ecco,
quindi, qualche piccolo consiglio su quelli
✍
PANTALONI
Sono indispensabili due paia
di pantaloni in flanella per
l’inverno, uno chiaro (beige o
grigio), l’altro scuro (blu, grigio, cammello o nero). Due
paia di calzoni estivi: uno
chiaro (beige, panna, celeste o giallino) e
uno scuro (blu, nero, verde o bordeaux).
Due paia di pantaloni per il tempo libero:
un paio di jeans e uno in velluto a coste.
@ UNA CURIOSITÀ
Una recente ricerca ha rivelato che una buona percentuale di persone soffre del cosiddetto stress da riordino del guardaroba
e che il 31% degli intervistati ricava soddisfazione dalla vista del proprio armadio ordinato piuttosto che da un incontro d’amore!
MANUALI PRATICI
Se la vostra cravatta è macchiata d’unto, cospargetela
di talco e spazzolatela; se non basta trattatela con trielina.
MAGLIE, POLO E MAGLIONI
In questo caso il numero di capi base aumenta. Quattro maglie a girocollo da portare sotto la giacca, due a manica lunga e
due a manica corta. Due polo in lana come sottogiacca e una polo in cotone per
l’estate. Due maglioni, di cui uno scuro
pesante tipo marinaio e l’altro più leggero
ed elegante con collo a V da portare come
sottogiacca.
CAMICIE
Quattro camicie – sempre ben stirate! – sono sufficienti: due
in Oxford celeste, una bianca per il pomeriggio e la sera, una scura o rigata; per
l’estate sceglietene una in cotone
leggero o in lino, bianca o colorata, a
tinta unita o con un motivo delicato.
GIACCHE, CAPPOTTI E...
In questo caso la dotazione di base consiste in: una giacca in tweed e una in frescolana o in lino di colore chiaro per l’estate.
Un soprabito tipo inglese che indossato
✍
ACCESSORI
Relativamente agli accessori, si consigliano
un berretto in lana a maglia per il freddo
oppure floscio alla Ellery Queen. Una cintura di struttura leggera per l’estate, ma di
colore scuro così da poterla indossare anche la sera, e una più pesante per i jeans e
gli abiti sportivi. Un paio di bretelle da
mettere in mostra alle riunioni di lavoro.
Due cravatte, una da cerimonia e una regimental da abbinare alla tenuta sportiva.
Infine, un paio di guanti in lana o in pelle.
BIANCHERIA INTIMA
La biancheria intima è composta da sei paia di calzini, rigorosamente lunghi e di colore scuro perché il bianco è da evitare, 6 paia
di boxer o slip, sei maglie in cotone a mezza
manica. Tassativamente proibite le canotte.
Gli appendiabiti
Per prima cosa è bene tenere presente che i capi non vanno ammonticchiati uno sopra l’altro su un solo
ometto, a meno che l’appendiabiti non sia di quelli speciali con ganci plurimi e sostegni accoppiati. Non si
deve mai cedere alla tentazione di utilizzare gli ometti metallici della
tintoria: si deformano facilmente e non sostengono il capo in modo adeguato. Per
non far scivolare le camicie in seta, va ap-
MANUALI PRATICI
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Abbigliamento curato 2
Trucchi per la casa • Piccoli segreti, curiosità e consigli pratici
giubbini. Sul ripiano corrispondente, si
metteranno le borse, due scatole con
guanti, sciarpe, foulard e cinture. Nella
terza o quarta anta si possono distribuire
gli abiti più eleganti con i relativi accessori e parte degli indumenti estivi/invernali da riporre per il cambio stagione.
Quando buttate i vestiti vecchi, staccate i bottoni
e conservateli: saranno utili per rimpiazzare quelli persi.
plicata con la cucitrice un po’ di spugna
leggera ai margini delle grucce; oppure, un
altro sistema efficace è quello di avvolgere
le due estremità dell’ometto con della carta gommata, naturalmente dalla parte
appiccicosa: il risultato è garantito.
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Spazio organizzato
Spesso gli armadi sono piccoli e poco
spaziosi, le quattro ante devono per forza
contenere tutto: estivo e invernale, quindi non è male riuscire a utilizzare lo spazio in modo razionale, per ritrovare gli
indumenti subito. Nella prima anta,
quella più a portata di mano, si appendono gli indumenti per tutti i giorni, quelli
da ufficio, gonne, pantaloni, tailleur ecc.
Sul ripiano corrispondente, alto o basso,
si piegano i jeans, i maglioncini e i sottogiacca. Nelle apposite scatole in cartone,
belle e colorate, si infila la biancheria intima: una scatola per tipologia, quella per
calze e calzini, quella per slip e perizomi,
l’ultima per magliette e reggiseni. Nell’altra anta, si ripongono i capi più pesanti
come soprabiti, cappotti, impermeabili e
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✲ UN CONSIGLIO ✲
PER L’ARMADIO
Le tarme sono un fastidio, soprattutto
un pericolo per i capi in lana. Da sempre
si usano naftalina e canfora, ma sono prodotti chimici e il loro odore è sgradevole,
quindi oggi si preferiscono rimedi alternativi.
CAMICIE
Quando si ripongono, è meglio disporle sul
ripiano dell’armadio e non nei cassetti, per
evitare di schiacciarle. Quando sono impilate una sopra l’altra, è bene metterle a croce per evitare che i colletti si appiattiscano.
Utilizzate sempre grucce di misura adeguata alla larghezza delle spalle.
CAPPELLI E BORSE
Vanno riempiti con carta velina, ma anche
quella di giornale va
bene, purché mantengano la forma; poi
vanno messi in sacchetti
di carta o di tessuto, mentre è da evitare accuratamente la plastica nel caso di borse in
cuoio! Tutto ciò va fatto, ovviamente, nel
passaggio da una stagione all’altra.
CAPPOTTI
Quando si ripongono per il cambio stagione, è bene mettere in tasca una manciata di lavanda che è un ottimo antitarme naturale; se proprio non se ne può fare a meno si possono usare delle palline
di canfora o un altro prodotto in vendita.
Si devono imbottire le spalle del capo
con della carta, preferibilmente quella di
giornale che è anche antitarme. Per rinfrescarli senza lavarli, passateli con il vapore in verticale e fate asciugare all’aria.
MANUALI PRATICI
• Carta di giornale: è il massimo della praticità per salvare i capi invernali dall’attacco
degli insetti. Basta avvolgere i capi caldi in
un foglio di giornale prima di riporli.
• Se si ama il profumo di fiori ed erbe è
possibile riempire dei sacchetti in tessuto
con lavanda, oppure con alloro e chiodi di
garofano e castagne matte.
• Anche l’essenza alcolica di menta o di
basilico, con cui s’impregnano bastoncini o
palline in legno, terrà lontane le tarme.
può comprare uno e fissarlo all’anta. Se
però si preferisce, le cravatte possono essere arrotolate e riposte in scatole di plastica
trasparente o stese in un cassetto. Attenzione, le cravatte non si stirano mai a meno di non esserne veramente capaci. Per
farlo senza rovinarle, bisogna inserire all’interno un cartone a forma di cravatta,
cosa abbastanza macchinosa, e stirarle solo con il vapore. In ogni caso è sconsigliabile: meglio affidarsi alla tintoria.
GONNE
Si possono appendere sugli appositi ometti con ganci oppure, poiché oggi le gonne
non sono più dotate degli occhielli in tessuto all’interno della cintura, si possono
usare gli appendini a pinza per pantaloni.
INTIMO
Se si è fortunati e si ha parecchio spazio
nell’armadio, è bene dedicare un cassetto
per ogni tipologia, calze con calze, slip con
slip ecc. Vanno piegati con cura e non affatto necessario stirarli. Se i cassetti sono
pochi, si può sfruttare lo spazio di qualche
CINTURE
È sempre meglio arrotolarle, ma non strette, in una scatola di cartone o in un cassetto munito degli appositi divisori. Quelle in
cuoio vanno passate con un po’ di lucido
trasparente per nutrire la superficie e farle
durare più a lungo.
CRAVATTE
Quando si acquista un guardaroba, solitamente, in una delle ante, c’è fissato un portacravatte: è bene usarlo. Altrimenti, se ne
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Le grucce di legno sono più adatte agli abiti rispetto a
quelle di metallo che flettendosi possono sformare i capi.
MANUALI PRATICI
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