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n°1 anno 2014 IL BICARBONATO DI SODIO NELL’ALIMENTAZIONE ANIMALE

QUANTO BICARBONATO USArE pEr PREVEnIrE IL rISCHIO DI ACIDOSI rUMINALE?

Creare uno strumento user friendly per aiutare l’allevatore a gestire al meglio l’acidosi ruminale, una delle patologie più frequenti in allevamento. Questo l’obiettivo che Solvay si è posta e che è riuscita a realizzare grazie alla collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza

(1)

. A seguito di studi, ricerche bibliografi che e metanalisi basate su equazioni e algoritmi, è stato creato un vero e proprio calcolatore che l’allevatore può utilizzare in modo molto semplice ed effi cace immettendo i dati numerici relativi alla razione e ai fattori ambientali della propria stalla, in particolare: • quantità di concentrati e tamponi inseriti in razione; • quantità di insilati e fi eni impiegati; • lunghezza del taglio del foraggio nell’unifeed; • sintomi di acidosi; • temperatura ambientale Dopo aver inserito questi dati il calcolatore riporta qual è il rischio di sub-acidosi ruminale (in una scala da 0 a 5), la dose di bicarbonato consigliata e il grasso stimato dalla razione.

Il calcolatore è inserito nel sito

www.acidosirumimale.it

in cui si è scelta una grafi ca informale e divertente in modo da ottenere uno strumento immediato e facile da usare che garantisca allo stesso tempo la massima attendibilità nei valori e nelle informazioni su cause, sintomi e consigli da adottare in caso di acidosi. L’allevatore sarà quindi in grado di valutare in ogni momento, anche grazie all’App che uscirà a breve per smartphone e tablet, la quantità di

Bicar®Z

necessaria per gestire o prevenire questa crescente patologia, grazie ad un’integrazione di sostanze tampone. CALCOLATORE ACIDOSI RUMINALE

Kg/capo/giorno Concentrati

qual è la QUANTITà giornaliera di concentra tamponi inseriti in razione?

Mangime Basso Amido Nucleo Mais Mangime Alto Amido Fiocchi Bicarbonato di sodio (g/capo/giorno) Magnesio ossido (g/capo/gior no) AVANTI

(1) Istituto di Scienze degli alimenti e della nutrizione – Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali.

EFFETTO DELLA SUPPLEMENTAZIONE CON BICARBONATO DI SODIO IN VACCHE IN LATTAZIONE DURANTE IL PERIODO ESTIVO.

Baucells Joaquim 1,2 ; Torrellardona Josep 1 , Moreire Bruno 1,3 . Sintesi di Alessandra Falco.

PREMESSA E OBIETTIVI DELLO STUDIO

Lo stress da caldo nelle bovine da latte rappresenta un problema comune in molte aree del mondo. La principale conseguenza dello stress da caldo si traduce nella riduzione di ingestione di sostanza secca e in più bassi livelli di produzione di latte e delle performances riproduttive (Rejeb et al., 2002).

L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’efficacia derivata dall’aggiunta di sodio bicarbonato alla razione ( di latte in condizione di stress da caldo.

Bicar®Z

prodotto da Solvay Quìmica, S.L.) sulla produzione

IngrEDiEnTI (% DM)

Triticale 22.9

Mais 7.5

Foraggio 3.1

Granoturco 21.7

Soia 9.9

Trebbie di birra Farina glutinata 9.0

Orzo 9.0

7.7

Seme di lino Seme di cotone Melassa di barbabietola Saponi di calcio Buccette di soia Carbonato di calcio 3.1

1.5

1.0

1.1

0.45

0.79

MATERiALI E METODi

Lo prova è stata condotta in un allevamento a La Garrotxa (Girona, Spagna) su un totale di 198 vacche da latte Holstein. Queste sono state distribuite in tre gruppi: due gruppi trattati ed un gruppo controllo. Il gruppo controllo (87 vacche) è stato alimentato con sistema TMR/unifeed una volta al giorno e i gruppi trattati (n. 111) hanno ricevuto la stessa razione ma con aggiunta di 250 gr di sodio bicarbonato/gg/animale (

Bicar®Z

composizione chimica (media di 4 analisi) dell’unifeed somministrato come razione base a tutte le vacche sono riportate in Tabella 1.

). La razione e la Bicarbonato (BICAR ® Z) (+ 250 g/cow per il gruppo trattato) Urea 0.50

NaCl 0.20

Vit-Min Mix Sostanza secca, % UFL, /kg DM NEL Mcal/kg Proteine grezze %DM NDF, %DM Grassi, %DM Ceneri, %DM 0.90

MgO 0.15

36.2

0.99

1,71 16.9

39.6

5.19

7.86

Lo studio è stato condotto in due periodi: - Periodo 1: dal 1 al 30 luglio - Periodo 2: dal 1 al 31 agosto I parametri controllati quotidianamente sono stati: temperature, umidità, precipitazioni e THI (Temperature Humidity Index).

Quotidianamente sono state rilevate la produzione di latte e l’assunzione di sostanza secca. Al termine di ogni periodo, sono state rilevate: la frequenza respiratoria, la temperatura rettale e campioni di urina da un sottogruppo di vacche (n=14 per gruppo trattato).

La frequenza respiratoria e la temperatura corporea sono state rilevate tra le 10.00 e le 12.00 dei giorni di campionamento, ossia nel momento della giornata in cui la temperatura è più alta. Dei campioni di urina prelevati sono stati analizzati pH, concentrazione di potassio e concentrazione di bicarbonato.

Tabella 1: Ingredienti e composizione chimica della razione (su sostanza secca).

rISULTATI E DISCUSSIONE

La tabella 2 riporta le condizioni di temperatura negli ultimi 15 gg di ogni periodo (periodo 1 Luglio, periodo 2 Agosto) per valutare gli effetti a lungo termine della temperatura nei giorni di campionamento. I risultati indicano che il THI Index medio era giusto sotto la soglia dello stress da caldo. Tuttavia, nei momenti più caldi della giornata, il THI era a 86 e 88 per i periodi 1 e 2 rispettivamente. Questi valori di THI vanno da moderato a grave e possono causare un incremento della frequenza respiratoria e della temperatura corporea, causando una riduzione della produzione di latte che va da 3 a 7 kg.

Questi risultati suggeriscono che le vacche erano almeno in una parte del giorno in condizioni di stress da caldo il che giustifica l’utilizzo di misure preventive e fornisce un adeguato set-up per testare il bicarbonato nell’alimentazione delle vacche da latte in situazione di stress termico.

La frequenza respiratoria è stata elevata in entrambi i gruppi sebbene l’aggiunta di

Bicar®Z Bicar®Z

decrescere nel gruppo trattato con abbia comunque portato all’abbassamento di 3 respiri/minuto. La temperatura rettale era al di sotto dei normali intervalli (generalmente suggeriti tra 38.0 e 39.3 per vacche in lattazione) e, in ogni caso, è stata ridotta di 0.52°C in media nelle vacche che hanno assunto

Bicar®Z

.

Bicar®Z

. Il pH urinario e la concentrazione di bicarbonato nelle urine tendono a Complessivamente i dati suggeriscono che gli animali sono soggetti a diversi livelli di stress da caldo a che l’aggiunta di sembra ridurre alcuni di questi. Come mostra la Tabella 4, la produzione di latte ha registrato un significativo aumento di 4.3 kg di latte, probabilmente dovuto a una più elevata ingestione di sostanza secca per il gruppo trattato rispetto al gruppo controllo (riduzione di 2.2 Kg di sostanza secca / gg).

CONCLUSIONI

L’aggiunta di Bicar®Z,

in condizioni di stress da caldo, alcuni indicatori (temperatura rettale, concentrazione di bicarbonato nell’urina e pH dell’urina) e

migliora

sostanza secca e di produzione di latte comparata con il gruppo controllo non alimentato con bicarbonato.

riduce

l’assunzione di

PERiODO 1 PERiODO 2

Temperatura, ºC

Media 20.6 20.5

Massima Minima Umidità relativa, % Precipitazioni, mm 33.3 34.7

13.9 12.7

73 142.4 75 129.2

Temperature‐Humidity‐Index (THI)

Media Massima 67 67 86 88

Tabella 2 : Temperatura media, umidità, precipitazioni e Temperature‐Humidity Index nella stazione meteorologica di La Garrotxa in Luglio (Periodo 1) and Agosto (Periodo 2).

Frequenza respiratoria, (min) Temperatura rettale ºC

Analisi urine

pH Bicarbonato Potassio

CONTrOLLO BICAR

®

Z SEM P<

62.6 59.6 3.00 0.49

37.76 37.24 0.082 <0.001

7.97 7.80 0.056 0.10

262.1 229.5 12.6 0.05

186.8 178.8 7.76 0.47

Tabella 3 : frequenza respiratoria (respiri al minuto), temperatura rettale e profilo urine di vacche alimentate con Unifeed con e senza Bicarbonato (Bicar® Z).

VARiAbiLi TrATTAMEnTO CTr TRT SEM P < TRAT

Produzione di latte (MP), Kg/d Assunzione di sostanza secca(DMI), Kg/d 26.2 18.6 30.5 20.2 0.199 <.0001

0.173 <.0001

Giorni di lattazione DIM), d 204 205 0.341 0.640

Rapporto MP/DMI L/kg MS 1.41 1.51

Tabella 4 : produzione di latte, ingestione di sostanza secca, giorni di lattazione di vacche con e senza aggiunta di bicarbonato.

(1) Centre Veterinari Tona S.L.; (2)Associate Professor, Departement of Medical Pathology, Universitat Autonoma de Barcelona – UAB; (3) Student of the 6th year of the MSc in Veterinary Medicine, Faculty of Veterinary Medicine – University of Lisbon, Portugal.

UTILIZZArE IL BICARBONATO DI SODIO nEgLI IMPIANTi Di BIOGAS.

Luca Pelagatti

(Technical Marketing),

Alberto Galasco

(Business Development) – Solvay Chimica Italia – Soda Ash & Derivatives Sempre più allevamenti hanno costruito un impianto BIOGAS per sfruttare il potenziale energetico dei propri reflui zootecnici. E’ necessario adottare tutte le soluzioni possibili per far sì che tali impianti abbiano la redditività attesa e possano realmente contribuire ad incrementare i guadagni. Fondamentale è sfruttare al meglio le materie prime introdotte, visto che una parte consistente di queste viene talvolta acquistata sul mercato. Un importante supporto è l’utilizzo degli additivi in grado di permettere di “sfruttare” al meglio il potenziale metanigeno delle materie prime introdotte. Ci siamo allora chiesti: “L’acidosi del digestore può essere prevenuta e nel caso trattata come l’acidosi del rumine?” Sì, e per provarlo, Solvay, sfruttando la sua esperienza nel settore, ha realizzato uno studio della durata di ben tre anni, in collaborazione con l’Università di Rostock in Germania (paese leader in Europa nella diffusione degli impianti di Biogas).

Per misurare l’efficacia del

BICAR®Z

nei digestori Biogas, sono stati effettuati test su particolari impianti pilota sia in condizioni critiche di emergenza, sia in condizioni di potenziale pericolo e sia in condizioni di normale funzionamento. I risultati sono stati ottimi e le esperienze sono state ripetute su veri impianti con analoghi risultati.

Con queste prove industriali si è quindi dimostrato ampiamente che il BICAR®Z può essere efficace come: -

TRATTAMENTO di EMERGENZA

in una singola aggiunta contro l’acidosi DEL DIGESTORE E IL COLLASSO DEL SISTEMA

BICAR®Z

al suo apporto alcalino.

: su digestori che avevano subito un forte abbassamento di pH finendo in acidosi, il ha riportato il pH ed il rapporto FOS/TAC ai giusti valori grazie - -

TRATTAMENTO PREVENTIVO

su digestori che rischiavano la sovralimentazione a causa di un temporaneo eccessivo apporto di nutrienti, o soggetti a forte variazione dei substrati, il suo potere tampone, prevenendo o riequilibrando situazioni anomali nei parametri di conduzione.

DOSAGGIO CONTINUO BICAR®Z

come con applicazione periodica: ha stabilizzato il processo, grazie al

MIGLIORATORE DELLE PERFORMANCE

: su digestori in marcia regolare, il

BICAR®Z

ha permesso di ottimizzare il processo e di migliorare la resa dell’impianto, producendo più biogas a parità di biomassa alimentata, biogas più ricco in metano e consentendo di “spingere” maggiormente l’impianto ove possibile.

VANTAggI DEL BICAR

per i processi biologici ®

Z

- Buona solubilità in acqua senza formazione di residui - Graduale agente tampone grazie all’apporto dei Bicarbonati, ideale - Facile dosaggio e grande sicurezza nella manipolazione

IL BICAR

®

Z qUINDI

: - Migliora il controllo del pH - Aumenta la coppia carbonati/bicarbonati e il potere tampone globale - Migliora la resa dell’impianto - Migliora la qualità del biogas - Riduce il contenuto di Idrogeno Solforato (H 2 S) nel Biogas - Riduce la formazione di schiume durante il processo - Ti permette di guadagnare di più dal tuo impianto

Bi-PrOTEC

®

: SPECIALITà MINERALE pEr LIMITArE L’InfESTAZIONE DA PIDOCChI ROsSi iN ALLEvAMENTi Di gALLINE OVAiOLE

Bi-Protec®

è un prodotto destinato a combattere la proliferazione del pidocchio rosso (Dermanyssus Gallinae) negli allevamenti di galline ovaiole. E’ composto da bicarbonato di sodio e silice sintetica amorfa. Può essere utilizzato durante tutto il ciclo produttivo senza provocare

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ALBITALIA Alessandra Falco

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Silvia Fumagalli SOLVAY CHIMICA ITALIA

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contaminazione tossica delle uova, degli animali, degli operatori o dell’ambiente (sostanza non pericolosa soggetta al Reg. 1999/45/ CE); può essere altresì impiegato nelle produzioni biologiche (Reg. CE 834/2007).

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riduce e limita l’infestazione da acaro rosso, perseguendo questi 3 obiettivi: - eliminare le macchie rosse sulle uova; - migliorare l’ambiente per il personale in allevamento; - migliorare la curva di ovodeposizione.

svolge un’azione meccanica (e non chimica), che gli permette di agire in due tempi: - Azione shock: tutti i pidocchi che vengono a contatto con il prodotto nel momento della posa moriranno; - Persistenza: tutte le superfici trattate (bianche) sono zone protette contro i pidocchi rossi (i pidocchi che si spostano sopra, moriranno).

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può essere utilizzato in polvere sulle superfici orizzontali o in soluzione (mescolato all’acqua) per essere spraizzato sulle superfici

Solvay Chimica Italia S.p.A.

Viale Lombardia, 20 20021 Bollate (MI) Tel. +39.02.29.092.1 Fax. +39.02.65.70.581

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