Transcript leggi - Monastero di Claro
PAX LETTERA DAL MONASTERO Anno XXXVIII N°1 Monastero S. Maria sopra Claro S. Pasqua 2015 Cari amici, la natura che pare risvegliarsi da un lungo letargo e aprirsi a nuova vita, richiama la nostra attenzione sulla Pasqua ormai vicina! Due parole ci pare esprimano essenzialmente questo grande mistero. La prima di esse è “amore”, parola molto usata e abusata che però, considerata nel suo significato più vero, esprime bene il nucleo del mistero più grande della nostra fede: la nostra redenzione. Si tratta del dono estremo di amore del Signore Gesù che per noi si è sottoposto a una passione dolorosissima e alla morte in croce per donarci, con la sua Risurrezione, una nuova vita, una vita piena che soddisfa ogni nostra più grande aspirazione. Ma l’amore del Figlio è stato, per così dire, preceduto da quello del Padre che «ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito» (Gv 3,16). Di fronte a un tale amore senza misura, la nostra risposta non può essere che di amore totale che tenta di ricambiare, sia pure in modo inadeguato, tanta bontà e misericordia. S. Bernardo ha scritto in proposito: «La sposa (cioè l’anima) ama con ardore ed essendo tanto amata, le sembra di amare poco anche quando si dà tutta intera al suo amore, e non ha torto. Perché cosa può fare di grande, per corrispondere a un amore così immenso e prezioso?». La liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù egiziana e la Pasqua cristiana che libera dal giogo del demonio, del peccato e della morte, sono un’epopea dell’amore e della misericordia di Dio, che ci ama, ci è vicino, ci vuole salvi e felici. E così troviamo la seconda parola caratteristica della Pasqua: la gioia. Tutto questo cosa dice a noi, sempre così preoccupati per tanti motivi e oppressi dal peso del quotidiano? Ci pare suggerisca che la solennità pasquale va preparata certamente con le opere della penitenza tradizionali: preghiera, digiuno ed elemosina, ma soprattutto con l’amore e la misericordia verso tutti, a cominciare dalle persone a noi più vicine. Inoltre dovremmo impegnarci a non lasciarci dominare da ciò che ci accade di penoso nelle nostre giornate, ma ad avere sempre in noi la gioia di Cristo, che non è l’allegria del mondo che lascia poi vuoti e tristi. Gesù infatti insiste molto sulla gioia: «Vi ho detto questo perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,11); «Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia…» (Gv 16,20) e nella sublime preghiera sacerdotale chiede per i suoi discepoli «che abbiano in se stessi la pienezza della sua gioia» (Gv 17,13). Del resto è Gesù la sorgente della vera gioia, quella che passa attraverso la croce, ma sfocia nell’esultanza della Risurrezione. Una tale gioia non ce la possiamo dare da soli: è dono del Signore, è un frutto dello Spirito Santo, infatti «il frutto dello Spirito è amore, gioia… » (Gal 5,22). Nell’Enciclica “Deus caritas est”, Benedetto XVI ha scritto: «In base all’esperienza che Dio è più intimo a me di quanto lo sia io stesso, cresce l’abbandono in Dio e Dio diventa la nostra gioia». Vi riveliamo ora un piccolo segreto: quest’anno l’impegno comunitario per la Quaresima – oltre a quello personale che ciascuna sottopone alla Madre perché lo benedica – è stato proprio di perseverare nella gioia, anche quando qualche fattore esterno o interno la vorrebbe minacciare. Pertanto, dopo il cammino impegnativo e un po’ austero – anche se gioioso – della Quaresima, esprimeremo la nostra gioia con tutta la Chiesa nel canto dell’Alleluia nel cuore della Veglia pasquale, parola di esultanza che si ripeterà innumerevoli volte nella grande Ottava e per tutta la Cinquantina pasquale, fino alla Pentecoste. Un momento di particolare gioia pasquale lo vivremo comunitariamente nella mattina di Pasqua. «La mattina di Pasqua, ha scritto la venerata Madre M. Ildegarde Cabitza, tutto il
monastero sembra pervaso fin dall’alba da un fremito di gioia incontenibile: da una cella all’altra si rincorre la voce festosa di chi fa la sveglia: “Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia!” e da ogni cella una voce risponde sollecita all’annuncio gaudioso: “Esultiamo e rallegriamoci in esso, alleluia!”… Lo sentiamo in noi stesse, nelle sorelle in cui ci imbattiamo: davvero camminiamo tutti in “novità di vita” e niente, nemmeno le cose inanimate devono rimanere escluse dal lavacro rigeneratore di questo torrente di letizia e di purezza che è scaturito dalla croce di Cristo. Perciò, prima della Messa solenne, si ordina la processione che, fra inni e canti di letizia, percorrerà tutto il monastero aspergendone ogni angolo – corridoi, celle, luoghi regolari, laboratori… – di copiosa acqua lustrale. È l’acqua che è stata benedetta nella notte tra tanto splendore di riti e con tanta insistente intensità di preghiera, l’acqua impregnata di benedizione, il cui contatto purifica e dà vita, come una carezza del Signore: “Tutti coloro ai quali giungerà quest’acqua sono salvi e dicono: alleluia, alleluia!”. Il canto si diffonde ovunque: nel chiostro, lungo i corridoi e i muri antichi che ne rimandano l’eco, come pervasi anch’essi da un fremito di giovinezza nuova. Nell’orto, nel giardino, ogni pianta e ogni fiore sembra protendersi ad accogliere almeno una goccia di quell’acqua di benedizione, che porta a ogni creatura un misterioso riflesso di grazia… Gli ultimi canti fioriscono nel saluto gioioso a Maria: “Regina cæli, lætare, alleluia”». A Lei, la Madre amorosa che Gesù ci ha donato sulla croce, affidiamo tutte le vostre preoccupazioni, sofferenze e desideri e a tutti voi, cari Amici, vogliamo far giungere l’augurio di una buona e santa Pasqua, colma della gioia del Risorto! Le Benedettine di S. Maria ______________________________________________________________________
ORARIO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE NELLA CHIESA DEL MONASTERO PER IL TRIDUO PASQUALE
2 aprile 3 aprile 4 aprile 5 aprile Giovedì Santo Venerdì Santo ore 18 ore 15 Messa in Cena Domini Solenne Azione liturgica con celebrazione della Passione del Signore Sabato Santo ore 22.30 Veglia Pasquale Domenica di Pasqua ore 9.45 ore 17 Terza e S. Messa solenne Vespri solenni e Benedizione Eucaristica 6 aprile Lunedì di Pasqua ore 9.45 ore 17 Terza e S. Messa Vespri e Benedizione Eucaristica
Altre celebrazioni particolari: Mercoledì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore, ore 10:
Solenne celebrazione eucaristica
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presieduta da Mons. Gianni Sala, Vicario generale della Diocesi.
Giovedì 14 maggio, solennità dell’Ascensione, Pellegrinaggio
organizzato dall’Associazione
Amici del Monastero di Claro
: partenza ore 14.30 da S. Ambrogio,
S. Messa ore 15.30
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Giovedì 4 giugno
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solennità del Corpus Domini
,
ore 15,30
: S. Messa solenne con processione all’interno del chiostro.