POF A.S. 2014/2015 - Istituto Comprensivo di Navelli

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Transcript POF A.S. 2014/2015 - Istituto Comprensivo di Navelli

Istituto Comprensivo Navelli
Barisciano
San Pio
Delle Camere
Calascio
Capestrano
Navelli
Ofena
Poggio Picenze
Piano Dell ’Offerta Formativa
A.S. 2014/2015
INDICE
1. PREMESSA
1.1
LA MISSION
1.2
LE FINALITÀ DELLA NOSTRA SCUOLA
2. LETTURA DEL TERRITORIO
2.1
I NOSTRI LUOGHI: STORIA, ARTE E PAESAGGI
2.2
L’ AMBIENTE SOCIALE
2.3
L’ AMBIENTE ECONOMICO
3. LE NOSTRE SCUOLE
3.1
LA SCUOLA A…..BARISCIANO
3.2
LA SCUOLA A…..CALASCIO
3.3
LA SCUOLA A…..CAPESTRANO
3.4
LA SCUOLA A…..NAVELLI
3.5
LA SCUOLA A…..OFENA
3.6
LA SCUOLA A…..POGGIO PICENZE
3.7
LA SCUOLA A…..SAN PIO DELLE CAMERE
4. CHI SIAMO
4.1
ORGANIGRAMMA
4.2
I DOCENTI
4.3
IL PERSONALE A.T.A.
5. LINEE ORGANIZZATIVE, EDUCATIVE, DIDATTICHE
5.1
IL RAPPORTO SCUOLA – FAMIGLIA
5.2
LA SICUREZZA A SCUOLA
5.3
INTEGRAZIONE E INCLUSIONE DI TUTTI GLI ALUNNI
5.4
CONTINUITÀ EDUCATIVA E DIDATTICA
5.5
ORIENTAMENTO
5.6
CITTADINANZA E COSTITUZIONE
6. LA COSTRUZIONE DEL CURRICOLO
6.1
DEFINIZIONE DEL CURRICOLO
6.2
CURRICOLO E COMPETENZE
6.3
LA VALUTAZIONE
7. ATTIVITÀ PROGETTUALI
7.1
I PROGETTI
CONSIDERAZIONI FINALI
ALLEGATI:
1. CURRICOLO VERTICALE
2. RUBRICA VALUTATIVA
3. VALUTAZIONE COMPORTAMENTO SCUOLA SECONDARIA
4. P.A.I.
5. PATTO EDUCATIVO DI CORRESPONSABILITÀ
6. REGOLAMENTI D’ISTITUTO
7. PROGETTI A.S. 2014/2015
(visionabili in segreteria o in formato “pdf” sul sito www.icnavelli.gov.it)
1. PREMESSA
1.1 La Mission
La storia, nostro malgrado, ci ha chiamato ad una sfida difficile: pensare, pianificare e realizzare
la “ricostruzione”. È lecito chiedersi: qual è il ruolo che la scuola, nel suo essere “agenzia
formativa”, è chiamata a svolgere?
Certamente, la ricostruzione dei nostri paesi non può essere ridotta ad una questione meramente
edilizia; ricostruire un territorio va ben oltre: significa re-immaginarlo, significa capire quali
saranno i bisogni reali di questa generazione e di quelle che verranno, significa interrogarsi su
modelli di produzione e di consumo adattabili alle specificità di un territorio così eterogeneo.
Per i nostri luoghi dobbiamo forse immaginare un futuro che si basi sulla capacità di valorizzare
l’ambiente in quanto “elemento distintivo” del territorio stesso, garantendo al contempo la tutela
delle risorse naturali e la promozione del patrimonio storico, artistico e culturale.
In questa prospettiva la Scuola assolve il suo compito solo se sa adeguare la propria offerta
formativa alle esigenze reali legate al contesto storico di riferimento, se sa elaborare una
proposta congruente ed idonea alla rapida e continua trasformazione del contesto socio-culturale.
L’elaborazione – costruzione di un progetto formativo comporta, pertanto, l’assunzione di
contenuti ed istanze provenienti dalla società civile e, nello specifico, l’ascolto delle richieste del
territorio nel quale si dovrà sviluppare.
Grazie alla normativa sull'autonomia, ogni scuola è messa nella condizione di progettare e
realizzare interventi educativi e formativi differenziati: il progressivo superamento dell'uso
esclusivo dei programmi ha reso possibile il cambiamento e ha spostato l'attività degli
insegnanti dalla pura e semplice trasmissione di nozioni e contenuti alla programmazione degli
interventi e alla progettazione di percorsi.
L’autonomia assume, perciò, una sempre più precisa fisionomia istituzionale e si pone come
strumento imprescindibile poiché si collega con le finalità culturali ed educative della scuola ed
implica una sempre più marcata assunzione di responsabilità all’interno delle politiche educative
di un territorio e negli indirizzi curricolari nazionali.
In tal modo il P.O.F. assume le caratteristiche di documento di identità della scuola, in quanto
contiene tutto ciò che essa vuole realizzare, utilizzando l'insieme delle risorse umane,
professionali, territoriali, tecnologiche ed economiche a disposizione e valorizzandole al
massimo per creare rapporti interni costruttivi e capaci di interagire con la realtà esterna.
1
Così nasce il Piano dell’Offerta Formativa del nostro Istituto Comprensivo: un progetto
d’interazione, secondo una visione ricca del sapere, che vede al centro delle preoccupazioni
pedagogiche la formazione del cittadino, la costruzione dell’identità attraverso un percorso di
conoscenza delle proprie radici, un viaggio che dalla tolleranza conduce alla vera integrazione.
Per realizzare tale progetto, risulta indispensabile il rapporto di collaborazione con tutti gli Enti
Locali presenti nel territorio, in termini di interazione ed integrazione dei diversi ambiti di
competenza. L’apertura della scuola a nuovi stimoli provenienti dall’esterno amplifica
certamente la sua capacità progettuale e, nel contempo, la condivisione di attività di
programmazione e gestione del servizio scolastico con Regione ed Enti locali, così come
stabilito dal D.L.112/98, garantisce il concreto raggiungimento degli obiettivi formativi.
In particolare, il P.O.F. del nostro Istituto vuole esplicitare:
• le finalità educative condivise
• i percorsi specifici finalizzati all'educazione e alla formazione dell'individuo
• le scelte didattiche funzionali al conseguimento degli obiettivi
• le risorse necessarie alla realizzazione del piano stesso
Nell’elaborazione del P.O.F. si è tenuto conto del riferimento costante ai valori della
Costituzione Italiana e a tutti quei supporti normativi che ne delineano un profilo dinamico e
funzionale alle diverse esigenze educative.
2
1.2 Le Finalità della nostra Scuola
Alla scuola si chiede:
•
istruzione e formazione
•
rispetto delle tradizioni culturali dei nostri paesi e apertura alle sfide del nuovo
orizzonte culturale
•
attenzione per l’individuo e potenziamento delle sue capacità
•
stimolo verso una vera integrazione sociale e la costruzione di positive dinamiche
relazionali
Il nostro Istituto Comprensivo si propone come luogo di vita e di apprendimento.
Come luogo di vita:
definisce i valori su cui improntare l’azione educativa, indipendentemente dalle
diversità etniche, dalle condizioni sociali e personali, dal sesso, dalla religione,
dalla lingua (art. 3 della Costituzione);
offre un ambiente idoneo allo sviluppo integrale della personalità del bambino e
del pre-adolescente, che deve ricercare una propria identità, acquisire
consapevolezza delle proprie potenzialità e superare eventuali situazioni di
disagio, per trovare una sua dimensione nel contesto sociale di riferimento
Come luogo di apprendimento:
definisce i saperi essenziali per la formazione di base;
elabora una risposta educativa alla sfida posta dalle nuove tecnologie
multimediali;
offre, attraverso lo studio delle lingue comunitarie, la possibilità di porsi in
relazione con altre realtà e, attraverso la pluralità delle offerte formative,
costruisce
percorsi
curricolari
diversificati,
secondo
i
diversi
stili
di
apprendimento e comportamentali.
I curricoli, sviluppati in verticale ed in orizzontale, accolgono le istanze delle componenti della
società civile, valorizzano le risorse culturali, paesaggistiche, economiche e produttive del
territorio, accanto ai contenuti disciplinari, alle metodologie e alle strategie didattiche
contestualizzati nelle Indicazioni Nazionali.
3
In stretto rapporto con l'azione delle famiglie e delle diverse realtà formative, nel rispetto delle
diverse scelte educative, la nostra scuola si propone di concorrere alla costruzione di identità
personali libere e consapevoli, di formare alla cittadinanza e alla relazione interpersonale,
fondate e vissute nei sensi profondi dell'appartenenza, dell'accoglienza, del rispetto reciproco e
della solidarietà.
Nella sua azione specifica, la nostra scuola intende ispirarsi ai principi di trasparenza, nel
motivare le ragioni delle scelte educative e di efficienza, nell'erogare il servizio secondo criteri di
obiettività, efficacia ed equità.
Date queste premesse, la nostra scuola intende assicurare:
•
il rispetto della libertà di scelta educativa delle famiglie;
•
l'accoglienza e l'integrazione di tutti gli alunni, attraverso iniziative apposite, definite
annualmente nella programmazione;
•
pari opportunità di crescita culturale, a misura dei bisogni, delle potenzialità, dei ritmi
e degli stili di apprendimento degli alunni;
•
la gestione partecipata della scuola all'interno degli organi collegiali, per promuovere la
corresponsabilità nei processi educativi di tutta la comunità scolastica;
•
l'adeguamento degli orari di lavoro di tutto il personale, onde garantire un
funzionamento che realizzi l'efficienza e l'efficacia del servizio, in rapporto alle risorse
delle singole realtà e ai bisogni della comunità in cui esse sono inserite;
•
la libertà d'insegnamento nel rispetto dell'autonoma personalità degli alunni;
•
l'aggiornamento del personale fondato sulla conoscenza costante delle teorie
psicopedagogiche e metodologico - didattiche.
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2. LETTURA DEL TERRITORIO
2.1 I nostri luoghi: storia, arte e paesaggi
…….di questo mare di silenzio
le greggi sono le onde.
L’Istituto Comprensivo di Navelli, con le sue scuole, è situato lungo l’antico percorso della via
Claudia Nova, in una fascia di territorio dalla suggestiva bellezza, punteggiato di chiese, di castelli, di
aree archeologiche di notevole importanza.
L’antica strada romana, proveniente dalla zona sud della città dell’Aquila, passa per Poggio Picenze,
l’antica Frenetes, e per Barisciano, l’antica Furfo e prosegue verso Popoli secondo una traiettoria
N.O. - S.E. , lambendo, a sinistra, le propaggini meridionali del massiccio del Gran Sasso.
La montagna vigila sulla vallata senza tradire emozioni, ma nasconde con sapiente umiltà scorci
pittoreschi di borghi di rara bellezza, quali Calascio, Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte,
Castelvecchio Calvisio e Carapelle.
All’altezza di Prata D’Ansidonia, l’antica Peltuinum, la via Claudia incontra lo storico Tratturo
Magno, che proprio nei pressi di Castelnuovo, sfiora la chiesa di S. Paolo e i resti dell’antica città
romana.
E vanno pel tratturo antico al piano
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri
Qui s’intrecciano i due antichi percorsi, che narrano una storia antica, ricca di leggende e
tradizioni; qui nasce l’altopiano di Navelli, un territorio di grande valenza ambientale e culturale,
famoso in tutto il mondo per la produzione dell’oro rosso: lo zafferano.
Lasciando a sinistra il borgo di S. Pio delle Camere e a destra quello di Caporciano, di Bominaco
e di Tussio, il Tratturo prosegue il suo percorso ai piedi della collina di Civitaretenga, fino a
Navelli, l’antica Incerulae, dove tocca la chiesa di S. Maria in Cerulis.
Qui l’antico tracciato del Tratturo svolta verso est, verso la valle del Tirino ed attraversa il piano
di Ofena e di Capestrano (Aufinum).
Il percorso appena descritto ricalca fedelmente quello occupato dall’antico popolo dei Vestini
Cismontani (Aveiates, Peltuinates, Aufinates), una sorta di “corridoio” naturale che scende verso il
piano di Capestrano per poi risalire nella zona del comune di Collepietro, fino alle Gole di Popoli.
Proprio in questa zona, in località Capodacqua, fu ritrovata la statua in pietra, famosa in tutto il
mondo e nota come “Guerriero di Capestrano”, a testimonianza della fierezza di questo antico
popolo.
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2.2 L’ambiente sociale
La storia degli ultimi decenni del nostro territorio racconta di una continua “migrazione” delle
famiglie che hanno deciso di spostarsi nelle vicine città, a causa di una significativa carenza di
opportunità lavorative, accanto a
difficoltà legate alla viabilità, soprattutto nei lunghi periodi
invernali, di una realtà prevalentemente montana. Questo fenomeno di spopolamento ha portato
inevitabilmente ad una fuoriuscita dal bacino di risorse umane valide, in gran parte giovani, ed ha
ridisegnato la morfologia sociale dei paesi, abitati in gran parte da persone anziane. Negli ultimi anni,
però, grazie all’impegno di amministratori locali sensibili a tali problematiche, si sono registrati
diversi interventi significativi sul piano dei servizi: il metano ha raggiunto ogni piccolo borgo, servizi
sociali alle famiglie sono stati assicurati dall’istituzione di due distretti sanitari che operano in questa
fascia di territorio, opere finalizzate a migliorare la viabilità sono state realizzate e sono attualmente
in via di realizzazione. Dopo il sisma del 6 aprile si è invece registrato un flusso di natura inversa, che ha
visto molte famiglie spostarsi dalla città dell’Aquila e dalla immediata periferia verso i paesi circostanti.
Anche il nostro territorio ha registrato un interessante incremento di popolazione dovuto a questo
fenomeno, che ha portato ad un aumento di iscrizioni di nuovi alunni nel nostro Istituto Comprensivo.
Il dato importante dell’ultimo decennio riguarda però l’incremento rapido del numero di alunni
stranieri frequentanti il nostro Istituto che ha raggiunto una percentuale del 22,5%. Sono bambini
provenienti dalle regioni dell’Est Europa, in particolare Albania, Macedonia e Romania, che si sono
trasferiti nel nostro Paese seguendo le loro famiglie, in cerca di migliori opportunità di lavoro e di
una concreta speranza per il loro futuro. Si è dunque ridisegnata una nuova realtà sociale con cui il
territorio e l’istituzione scolastica hanno dovuto imparare a convivere; certamente per gestire questo
fenomeno nelle sue diverse componenti, è necessario un lavoro sinergico tra l’ istituzione scolastica e
gli enti locali, nonché tra gli enti locali stessi. A questo proposito va ricordato che negli ultimi anni
tanto la Comunità Montana Campo Imperatore Piana di Navelli, quanto le diverse Amministrazioni
Comunali dei nostri paesi, hanno sempre sostenuto economicamente ogni iniziativa o progetto che,
proposto dal nostro Istituto, ponesse come compito imprescindibile della scuola quello di realizzare
un ambiente di apprendimento stimolante, che tenesse conto dello sviluppo psicologico ed emotivo
dell’ alunno e che, in un clima relazionale positivo, gli offrisse una concreta occasione per poter
superare forme di disagio, di difficoltà scolastiche e gli permettesse di acquisire quelle abilità
linguistiche e comunicative che potessero rendere concretamente più agevole e veloce il suo
inserimento nel contesto sociale della classe, della scuola e, in termini più ampi, della comunità di
appartenenza.
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2.3 L’ambiente economico
Il territorio in cui opera l’Istituto Comprensivo di Navelli conserva sostanzialmente le
caratteristiche della sua antica tradizione, facendo dell’agricoltura e dell’allevamento le sue
risorse principali.
In questi luoghi è ancora possibile vedere, cristallizzati da secoli e quasi inalterati, i lineamenti
paesistici che più direttamente rispecchiano i rapporti e le tecniche di produzione agricola di
origine medioevale: i campi aperti.
Sul versante della montagna il tracciato nastriforme delle “pezze”, come ancora le chiamano i
contadini, ci racconta di un’economia di sussistenza che qui ha resistito al trascorrere di secoli;
l’assenza di “recinti” nei campi coltivati ci spiega il carattere comunitario di quell’economia,
basata sulla solidarietà, sulla mutua prestazione gratuita di manodopera tra i contadini. A valle la
tipologia del campo nastriforme ha ceduto il posto al “quadrilatero”, frutto dell’accorpamento di
più strisce in un unico fondo e segno evidente del passaggio ad uno sfruttamento del suolo più
intensivo e individualistico.
Ma sarebbe un errore pensare che questa fascia di territorio dell’Abruzzo interno abbia avuto una
storia di isolamento, rispetto alle grandi vie di comunicazioni e, quindi, di lotta alla povertà.
In realtà, la gente di questi luoghi ha conosciuto in passato il benessere economico e la ricchezza
legati al commercio della lana e dello zafferano, guadagni che venivano reinvestiti nell’edilizia
civile ed in quella religiosa. Ogni piccolo borgo, infatti, ha le sue chiese riccamente addobbate, i
suoi palazzi che mostrano pietre lavorate con grande perizia, portali e ringhiere decorati con
composta eleganza e raffinatezza.
Questo è il territorio del Tratturo Magno attraverso cui, dalla notte dei tempi, greggi vastissimi
migravano verso il Tavoliere delle Puglie, attivando così un’ importante via commerciale oltre
che di comunicazione: nel periodo romano la pastorizia venne considerata un’attività tra le più
nobili e redditizie e divenne un settore importante per l’ economia del tempo. Ma la transumanza
non è stata, per secoli, solo un fenomeno economico e pastorale, bensì anche politico, sociale e
culturale, tanto che ha lasciato un segno indelebile nei luoghi della sua storia.
Oltre alla pastorizia, l’attività più caratteristica e più conosciuta di questa zona dell’Abruzzo
montano è la produzione dello zafferano. Questa coltura fu introdotta in Italia dalla Spagna da
parte di un monaco domenicano appartenente alla famiglia Santucci di Navelli. Ben presto la
coltura dello zafferano si estese a tutta la zona dell'Aquila, che era appena stata fondata;
successivamente ebbe inizio un fiorente commercio in Italia e all'estero.
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Per le zone interne il commercio dello zafferano ha rappresentato una delle fonti tradizionali di
reddito, al pari della commercializzazione dei prodotti dell'allevamento ovino.
Il 4 febbraio 2005 lo Zafferano dell'Aquila è stato iscritto nel Registro delle Denominazioni
d'Origine Protetta. Oggi l’altopiano di Navelli, ricavando circa il 95% della produzione regionale
ed il 96-97% della produzione nazionale, è il produttore esclusivo di zafferano dell'intero stato.
Degne di nota sono le coltivazioni di uliveti nel piano di Ofena e di Capestrano, da cui si ottiene
un olio leggero e delicato, accanto alla produzione di un ottimo vino da tavola delle cantine di
Gentile, Cataldi e Valle Reale. Diffusi nel territorio si trovano impianti di trasformazione quali
frantoi e cantine che offrono possibilità di impiego ai residenti.
La coltivazione di legumi (lenticchie e cicerchie) è praticata soprattutto nella zona pedemontana
del Gran Sasso, nei dintorni di Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Castelvecchio Calvisio,
mentre a Navelli si coltivano i ceci.
Nel corso degli ultimi anni questo territorio, un tempo prevalentemente agricolo, si è
gradualmente trasformato, aprendo le porte ad una realtà economica di piccolo artigianato,
perlopiù a conduzione familiare : ne sono una testimonianza forni e panetterie, presenti in quasi
tutti i paesi, che producono un pane di ottima qualità, con pezzature caratteristiche di questi
luoghi e distribuito in tutta la zona dell’aquilano.
Dislocate nel territorio s’incontrano realtà di piccola e media industria, legate soprattutto al
mondo dell’edilizia. Basti citare quella del Gruppo Edimo, un’ azienda industriale di livello
internazionale, che conta attualmente circa 500 dipendenti, molti dei quali residenti nel bacino di
riferimento. Anche nel territorio del comune di Capestrano si registra lo sviluppo di una zona a
vocazione industriale, commerciale e artigianale che vede la presenza di piccole fabbriche di
prodotti per l’edilizia
Sul territorio sono presenti diversi esercizi commerciali, che vanno dal piccolo negozietto al
supermercato; a San Pio delle Camere si evidenzia una maggiore concentrazione di attività
commerciali e si registra la presenza di un punto vendita di manufatti per l’edilizia e l’idraulica.
I territori incontaminati e la ricchezza di borghi impreziositi da meraviglie storiche, accanto ai
numerosi siti archeologici rinvenuti, rendono questo comprensorio davvero singolare, meta di
turisti in tutte le stagioni. È infatti possibile trovare alloggio e ristoro in tutti i borghi: Bed &
Breakfast, case e camere in affitto, agriturismi, ristoranti e locande. Se gli amministratori locali
sapranno gestire e valorizzare le peculiarità di questo territorio, certamente l’attività turistica
potrà assumere una funzione importante nel processo di sviluppo economico e culturale.
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Un esempio di “albergo diffuso” da citare è quello del Sextantio, a Santo Stefano di Sessanio: La
Società omonima è riuscita, negli ultimi cinque anni, ad acquistare un patrimonio immobiliare di
circa 3500 mq, posto all’interno del centro storico del borgo, comprendente alcuni degli edifici
più caratteristici. Dopo aver svolto interventi importanti volti alla conservazione integrale del
patrimonio storico e architettonico di uno dei borghi medioevali di maggiore interesse e
suggestione dell’intero Appennino abruzzese, tali immobili sono stati convertiti in un strutture
ricettive, in grado di accogliere turisti in ogni periodo dell’anno. Non mancano botteghe di
artigianato tradizionale, cantine di prodotti enogastronomici tipici, locande che propongono
piatti tipici della cucina locale, luoghi per gli incontri, centri benessere ed un centro per le
escursioni.
Attualmente ci sono interessanti iniziative di promozione turistica del territorio legate
all’escursionismo, alla scoperta di itinerari che ripercorrono antichi sentieri
e percorsi di
ippovia.
A questo proposito va ricordato un progetto di ampio respiro che riguarda la “Via dei Vestini”,
un percorso che dalla zona dell’antica Aveia, più vicina a L’Aquila, raggiunge la provincia di
Pescara fino a Penne. Tale iniziativa prevede il coinvolgimento diretto delle diverse
amministrazioni comunali della zona, ed investimenti di circa 34 milioni di euro per la
valorizzazione, il restauro e la conservazione dei numerosi siti e reperti archeologici e per la
realizzazione di un museo tematico, da edificare nell’altopiano di Navelli.
9
3. LE NOSTRE SCUOLE
3.1 La Scuola a … Barisciano
SECONDARIA
PRIMARIA
INFANZIA
INDIRIZZO E
RECAPITI
Via Del
Campo Sportivo
Tel/Fax 0862 89580
ORARIO
SETTIMANALE
STRUTTURE
Dal Lunedì al Venerdì
dalle 8.30 alle 16.30
Aule
Mensa
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative per piccoli
gruppi
Lunedì e Mercoledì
8.30 – 16.00
Via Del
Campo Sportivo
Tel/Fax 086289580
Mar. Giov. Ven.
8.30-13.00
“U.Piccinini”
Via Del
Campo Sportivo
Tel/Fax 086289580
Lunedì e Mercoledì
8.20 – 16.40
Mart. Giov.Ven. Sab.
8.30-13.30
Aule
Laboratorio d’Informatica
Mensa
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero / sostegno e integrative per piccoli
gruppi
Aule
Laboratorio di informatica
Mensa
Palestra
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero / sostegno e
integrative per piccoli gruppi
Spazi verdi
3.2 La Scuola a … Calascio
PRIMARIA
INDIRIZZO E
RECAPITI
P.zza XXIV Maggio, 5
Tel/Fax 0862930253
ORARIO
SETTIMANALE
STRUTTURE
Dal Lunedì al Sabato
dalle 8,50 alle 13,20
Aule
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative per piccoli
gruppi
Spazi verdi
10
3.3 La Scuola a … Capestrano
ORARIO
SETTIMANALE
Dal Lunedì al Venerdì
dalle 8.30 alle 13.30
PRIMARIA
Via Ugo Migliorati
Tel 086295255
P.zza Migliorati
Tel/Fax 086295211
SECONDARIA
INFANZIA
INDIRIZZO E
RECAPITI
“U.Migliorati”
P.zza Migliorati
Tel/Fax 086295211
Rientri settimanali
Martedì 13.30 – 15.30
Lunedì: 8.30 – 16.30
Dal Martedì al Venerdì:
dalle 8.30 alle 13.30
Lunedì e Mercoledì
8.20 – 16.40
Mart. Giov.Ven. Sab.
8.30-13.30
STRUTTURE
Aule
Mensa
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative per piccoli
gruppi.
Aule
Laboratorio multimediale
Biblioteca
Mensa
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative
per piccoli gruppi
Aule
Laboratorio multimediale dotato di L.I.M.
Biblioteca
Mensa
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative
per piccoli gruppi
3.4 La Scuola a … Navelli
PRIMARIA
INFANZIA
INDIRIZZO E
RECAPITI
Via San Girolamo
Tel 0862959315
P.zza S.Pelino snc
Recapito
temporaneo:
Via del Commercio –
Zona M.A.P.
Tel 0862959464
Fax 0862959125
ORARIO
SETTIMANALE
STRUTTURE
Dal Lunedì al Venerdì
dalle 8.30 alle 16.30
Aule
Mensa
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative per piccoli
gruppi.
Lunedì : 8.30-16.00
Mar. Mer. Giov. Ven.
8.30-13,30
11
Aule dotate di L.I.M.
Laboratorio di informatica
Biblioteca
Palestra
Mensa
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative per piccoli
gruppi
3.5 La Scuola a … Ofena
INFANZIA
INDIRIZZO E
RECAPITI
Via Savoia, 14
Tel 0862956153
ORARIO
SETTIMANALE
STRUTTURE
Dal Lunedì al Venerdì
dalle 8.30 alle 15.30
Aule
Mensa
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative
per piccoli gruppi
Spazi verdi
3.6 La Scuola a … Poggio Picenze
PRIMARIA
INFANZIA
INDIRIZZO E
RECAPITI
Via Della Repubblica
Tel/Fax 086280550
email:
[email protected]
“I.Silone”
Via Della Repubblica
Tel/Fax 086280550
email:
[email protected]
ORARIO
SETTIMANALE
STRUTTURE
Dal Lunedì al Venerdì
dalle 8.30 alle 16.30
Aule
Mensa
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative per piccoli
gruppi.
Dal Lunedì al Venerdi:
8.30 – 13.30
Giovedì: 8.30 – 16.30
Aule dotate di L.I.M.
Laboratorio di informatica
Mensa
Palestra
Altri spazi adattabili ad attività di
recupero/sostegno e integrative per piccoli
gruppi
12
3.7 La Scuola a … San Pio Delle Camere
INFANZIA
INDIRIZZO E
RECAPITI
ORARIO
SETTIMANALE
Scuola dell’Infanzia
STRUTTURE
Aule
“San Francesco”
Dal Lunedì al Venerdì
Mensa
Via Grande, 5
dalle 8.30 alle 16.30
Altri spazi adattabili ad attività di recupero /
Tel. 0862931211
sostegno e integrative per piccoli gruppi
PRIMARIA
Aule
Via del Pozzo n.1
Tel/Fax 086293554
Dal Martedì al Venerdi:
Due aule dotate di lavagna LIM
dalle 8.30 alle 13.30
Palestra
Biblioteca
Lunedì:
Mensa
dalle 8.30 alle 16.30
Altri spazi adattabili ad attività di recupero /
sostegno e integrative per piccoli gruppi
SECONDARIA
Aule
Via del Pozzo n.1
Tel/Fax 0862931233
e-mail
[email protected]
Lunedì e Mercoledì
Laboratorio multimediale dotato di L.I.M.
8.20 – 16.40
Biblioteca
Laboratorio linguistico
Mart. Giov.Ven. Sab.
Mensa
8.30-13.30
Altri spazi adattabili ad attività di recupero /
sostegno e integrative per piccoli gruppi
13
4.1 Organigramma
D.S.G.A.
Silvia Grossi
Personale A.T.A.
Assistenti Amministrativi
Collaboratori Scolastici
Giunta Esecutiva
Dirigente Scolastico
D.S.G.A
Chiarizia Maria Chiara
Galeota Lorena
Liberatore Maria Rita
Scoccia Maria Elena
R.S.U. d’Istituto
Mattarollo Daniele
Scoccia Maria Elena
R.L.S. d’Istituto
Scoccia Maria Elena
Revisori dei Conti
Dottssa. Bulsei Stefania
Dott. Giancola Giuseppe
Funzioni Strumentali
4. CHI SIAMO
Continuità e Orientamento
Colaianni Daniela
Dirigente Scolastico
Nadia Di Gaspare
Consiglio d’Istituto
Presidente
Piccinini Carla
Collaboratori Vicari
Scoccia Maria Elena
Giuseppina Gizzi
Componente di diritto
Dirigente Scolastico
Componente Docenti
Cantalini Roberta
Ciccone Caterina
Del Rossi Marianna
Paolini Vanianna
Scoccia Maria Elena
Simoni Carla
Componente A.T.A.
Liberatore Maria Rita
Componente Genitori
Chiarizia Maria Chiara
Galeota Lorena
Santini Giosafatte
Santucci Maria Rita
Zappardo Eleonora
Organo di Garanzia
Amedoro Tiziana Marta
Colaianni Daniela
Membro supplente
Tiberio Giovanni
Educazione alla salute
Simoni Carla
Collegio Docenti
Gestione Progetti
Busilacchi M. Gabriella
Innovazione e nuove Tecnologie
D’Ignazio Gianluca
Docenti Collaboratori di plesso
Scuola Dell’Infanzia
Cantalini Roberta
Ciccone Patrizia
D’Alfonso Rosa Maria
Lancione Marcella
Pieramico Antonella
Mattei Anita
Scuola Primaria
Caruso Siria
Colaianni Daniela
Mion Alessandra
Scoccia Maria Elena
Tassoni Claudia
Trama Mima
Scuola Secondaria di I Grado
Signori Sara
Simoni Carla
Vasarelli Olga
Interclasse
plesso/sezione
Consigli di classe
Team classe/sezione
Comitato di valutazione
Dirigente Scolastico
Insegnanti
Cantalini Pierangela
Del Rossi Marianna
Lancione Marcella
Vasarelli Olga
Membri supplenti
Amedoro T. Marta
Marcattili M.Rita Valeria
4.2 I Docenti
Collegio docenti
Scuola dell’Infanzia
Scuola Primaria
Scuola Secondaria 1°Grado
Alloggia Rita
Cantalini Roberta
Aschi M. Grazia
Amedoro Tiziana Marta
Cantalini Pierangela
Chelli Consiglia
Angelone Laura
Caruso Siria
Ciccone Patrizia
Barone Anna
Civisca Gabriella
Cipriani Anna Elena
Barra Giuseppina
Colaianni Daniela
Corrieri Lina
Busilacchi Maria
aria Gabriella
Colaianni Lucia
D’Alfonso Rosa Maria
Camardese Stefania
Colangeli Dorella
Di Giovanni Angela Maria Del Rossi Marianna
Camilli Giulio
Di NisioPaola
Ciccone Caterina
Del Vecchia Francesca
Clementini Mariella
Equizi Sabrina
Di Girolamo Sara
Constantin Ofelia Nicoleta
Iannini Stefania
Di Nardo Paola Rosaria
Costantini Debora
Di Pietro Roberta
Lancione Marcella
D’Ignazio Gianluca
Di Rocco Antonella
Larocchia Elisabetta
Daniele Gilbert
Fonte Raffaella
Mattei Anita
De Dominicis Luca
Granchelli Domenica
Pieramico Antonella
De Rosa Massimo
Iusa Domenica
Santucci Paola
De Sanctis Andrea
Labbrozzi Frasca Franca
Stringini Anita
Ferella Elda
Laudicina Maria Rosaria
Gizzi Giuseppina Aurelia
Taddei Daniela
Macrini Monia
Ianni Severino
Tartaglia Cinzia
Mambriani Rita
Ippoliti Angela Marzia
Marini Marina
Irti Maria Giuliana
Mion Alessandra
Marano Daniela
Panone Laura
Marcattili Maria Rita Valeria
Paolini Vanianna
Mattarollo Daniele
Petricola Emma
Mazzocchi Raffaella
Petrucci Anna
Mezzacappa Angela
Rinaldi Sabrina
Morelli Emanuela
Rosa Quintina
Pacucci Catia Marica
Rossi Ludovico
Ranieri Anna
Santarelli Vanda
Riocci Giuseppina
Scazzarriello M.A.
M.A Aurelia
Saccomandi Angela
Scoccia Maria Elena
Signori Sara
Tassoni Claudia
Simoni Carla
Tiberio Giovanni
Tinari Francesca
Trama Mima
Vasarelli Olga
15
4.3 Il Personale A.T.A.
Collaboratori Scolastici
Antidormi Anna
Barbarossa Giovanna
Benedetti Adriana
Caione Gabriella
Cappelletti Mirella
Colaizzi Bruno
Cruciani Santino
Assistenti Amministrativi
Damiani Loredana
De Amicis Angela Maria
Petrucci Teresa
Di Fabio Daniela
Presutti Marilena
Doroteo Miria
Santacasa Donato
Ippoliti Maria Antonietta
Stocchi Maria Antonietta
Liberatore Maria Rita
Matergia Anna Rita
Moscardelli Maria Bambina
Pace Anna
Ranallo Federica
Rihova Alena
Roselli Lidia
Sandirocco Rossana
Zanon Anna Maria
Zazzara Gianfranco
16
5. LINEE ORGANIZZATIVE, EDUCATIVE, DIDATTICHE
5.1 Il rapporto Scuola-Famiglia
Durante il suo percorso formativo la scuola si avvale del sostegno e della collaborazione delle
famiglie. Genitori e scuola, infatti, sono complementari nella loro azione e necessitano di un
costante
scambio
di
informazioni nel rispetto, naturalmente, dei
diversi ruoli e nella
consapevolezza delle distinte responsabilità. I genitori partecipano alla vita scolastica
garantendo la loro presenza all’interno degli organi collegiali:
I Consiglio di Istituto
Consiglio di Intersezione/Interclasse
Consiglio di Classe.
Inoltre, i genitori interagiscono con gli insegnanti attraverso i colloqui individuali che hanno
luogo:
Tre volte nel corso dell’anno nella scuola dell’infanzia
Tre volte nel corso dell’anno nella scuola primaria
Tre volte nel corso dell’anno nella scuola secondaria di I grado
In caso di necessità particolari o urgenti, docenti e genitori possono concordare incontri anche al
di fuori di quelli previsti. In particolare, per quanto riguarda la scuola secondaria di I grado, ogni
docente usufruisce di 2 ore mensili (1 h a settimana, a settimane alterne) per colloqui individuali.
Nei colloqui individuali gli insegnanti si impegnano a:
raccogliere informazioni
sul bambino e sulle sue
esperienze scolastiche
ed extrascolastiche
pregresse
ricercare con i
genitori possibili
soluzioni ad
eventuali
situazioni di
difficoltà o
disagio
17
verificare a
breve/medio termine i
risultati ottenuti
LE RESPONSABILITÀ DELLA SCUOLA E DELLA FAMIGLIA
LA SCUOLA
LA FAMIGLIA
EDUCA CON L’ESEMPIO
EDUCA CON L’ESEMPIO
Valorizza le esperienze e le conoscenze
acquisite dal bambino in famiglia o comunque
fuori dalla scuola
Trasmette un positivo atteggiamento verso la
scuola e il valore della cultura
È partner della scuola nell’educazione alla
Valorizza ed incoraggia ogni bambino, nel
legalità, alla sicurezza di sé e degli altri, alla
rispetto dei tempi e dei ritmi individuali
corretta alimentazione
Educa al valore e alle necessità delle
Conosce, rispetta e fa rispettare ai propri
“regole”, necessarie per garantire i
figli il Regolamento d’Istituto
diritti/doveri di tutti
Controlla giornalmente il diario, giustifica le
Svolge il suo programma
assenze, controlla che nello zainetto ci sia
essenzialmente in orario scolastico
sempre il necessario, evitando il superfluo
Assegna per casa solo compiti e lezioni
Verifica l’esecuzione dei compiti ma non si
strettamente necessari e fa in modo che essi
sostituisce mai ai figli nell’esecuzione degli
siano eseguibili autonomamente dal bambino
stessi
18
5.2 La sicurezza a Scuola
Il Dottor Tonio Di Nisio è il R.S.P.P. (rappresentante servizio prevenzione e protezione)
dell’Istituto Comprensivo di Navelli, responsabile, quindi, di tutto ciò che attiene alla sicurezza .
L’insegnante Scoccia Maria Elena, collaboratore vicario del Dirigente Scolastico, svolge la
funzione di R.L.S. (rappresentante lavoratori sicurezza).
Inoltre, vengono individuati n. 1 docente e n. 1 collaboratore in ogni plesso, cui è affidato il
compito di collaborare con il Dirigente Scolastico per porre in atto tutti gli accorgimenti
necessari ai fini dell’attuazione della legge 626/94 e successive modificazioni ed integrazioni.
Al fine di garantire la sicurezza degli alunni e del personale all'interno e all'esterno della
scuola, vengono predisposti i seguenti provvedimenti di interesse generale:
assicurazione
Ogni anno viene stipulata una polizza assicurativa, che riguarda sia gli infortuni che la
responsabilità civile:
-
dall’Istituto Comprensivo di Navelli per gli alunni frequentanti la scuola secondaria di 1°
grado;
-
dai rispettivi comuni di residenza per gli alunni frequentanti la scuola dell’infanzia e la
scuola primaria.
Essa deve coprire gran parte dei rischi connessi ai diversi momenti dell'attività didattica,
compresi i viaggi e le visite d'istruzione.
evacuazione
Ogni scuola dell’Istituto Comprensivo è provvista di un piano di evacuazione veloce dai
vari edifici, in caso di incidenti (crolli, incendi, allagamenti, terremoti), che rendano
necessario un esodo improvviso dai locali scolastici. Al fine di ottimizzare tempi e modalità di
attuazione, gli alunni effettueranno prove di evacuazione programmate nel corso dell’ intero
anno scolastico.
vigilanza
La vigilanza, sia sugli alunni sia sulle strutture, viene effettuata da tutto il personale della scuola,
in ogni momento dell’attività didattica.
19
Piano di evacuazione della scuola
In tutti gli edifici con alta concentrazione di persone, quali le scuole, si possono verificare
situazioni di emergenza che potrebbero richiedere l'evacuazione dell'intera popolazione
scolastica o di una parte di essa, dall'edificio e dagli spazi
spazi limitrofi. È perciò necessario che
alunni, insegnanti e personale non docente assimilino alcune norme di comportamento da
adottare qualora si verifichi una situazione di emergenza che renda necessario l'abbandono
dell'edificio scolastico.
I casii in cui si deve ricorrere ad un'improvvisa evacuazione possono essere:
20
Le finalità del piano:
Mettere in condizione gli alunni, i docenti e il personale di saper controllare una
situazione di emergenza senza panico.
Sapersi muovere in tali evenienze in modo corretto e razionale per diminuire il rischio
di incidenti e per facilitare le operazioni di soccorso.
COMPORTAMENTI ANTIPANICO
Saper riconoscere le diverse situazioni di pericolo;
Conoscere bene le operazioni utili alla sicurezza personale e collettiva;
Saper reagire positivamente all’eccitazione collettiva;
Saper mantenere un sufficiente autocontrollo per poter mettere in atto azioni corrette.
21
5.3 Integrazione e inclusione di tutti gli alunni
La parità dei diritti/doveri di tutti gli studenti è l’idea guida su cui si fonda l’intervento formativo
dell’istituzione scolastica, accanto all’obiettivo primario di favorire l’acquisizione degli
strumenti minimi necessari per l'integrazione sociale da parte di ogni alunno, come sancito dalla
L.104/92 agli art.12 (diritto all’educazione) e art.13 (integrazione scolastica), dalla direttiva del
27/12/12 (BES), dalla C.M. n.8/2013e dalla nota MIUR del 22/11/2013 n. 2563.
La Direttiva del 27 dicembre 2012 introduce la macroarea BES – Bisogni Educativi Speciali che comprende tre grandi categorie:
a) la disabilità, certificata ai sensi dell’art. 3, commi 1 o 3 della Legge 104/92, che dà titolo alla
attribuzione dell’insegnante di sostegno;
b) i disturbi evolutivi specifici, che comprendono i DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento,
con diagnosi ai sensi dell’art. 3 della Legge 170/2010) ed altri quadri diagnostici quali i
deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e
dell’iperattività;
c) lo svantaggio socio-economico, linguistico, culturale, i casi di difficoltà di attenzione,
concentrazione, il border line cognitivo, ed il disagio comportamentale-relazionale.
All'interno del nostro Istituto Comprensivo opera il GLI – Gruppo di lavoro per l’inclusione una commissione per il disagio coordinata dal Dirigente Scolastico, che svolge funzioni interne
ed esterne alla scuola, relative a tutte le problematiche riferite ai BES.
Il G.L.I. è composto da:
- Dirigente Scolastico o un suo delegato referente
- Funzione strumentale per l’educazione alla salute
- Insegnante o insegnanti specializzati
- Insegnanti della classe
- Genitori dell’alunno
- Assistenti educatori (ove presenti)
- Neuropsichiatra
- Unità Multidisciplinare (operatori della medicina scolastica)
- 1° collaboratore del Dirigente Scolastico
- 2° collaboratore del Dirigente scolastico
- Insegnante referente della scuola dell’infanzia.
Nel nostro GLI d’Istituto opera una sottocommissione costituita dal Dirigente Scolastico, dal
docente funzione strumentale referente del GLHO, dai due collaboratori del dirigente e
dall’insegnante referente della scuola dell’infanzia. Tale sottocommissione si adopererà per
vagliare azioni, progetti e strategie atte ad intraprendere percorsi che assicurino integrazione e
inclusione degli alunni compresi nell’area BES.
22
Il GLI propone le iniziative e le scelte migliori d’intervento per alunni con bisogni educativi
speciali e per l’inclusione scolastica, stabilisce le modalità generali di monitoraggio
dell'inclusività delinea e precisa la strategia inclusiva della scuola al fine di realizzare appieno il
diritto all’apprendimento per tutti gli alunni in situazione di difficoltà. Il Gruppo inoltre
procederà ad un’analisi delle criticità e dei punti di forza degli interventi di inclusione scolastica
e formulerà un’ipotesi globale di utilizzo funzionale delle risorse specifiche, istituzionali e non.
Il GLI infine racchiude il tutto nel PAI, Piano Annuale per l’Inclusività.
Tutte le strategie di intervento didattico ed educativo dovranno seguire alcune indicazioni
operative e curare:
IL CLIMA DELLA CLASSE:
a. comportamenti non discriminatori
b. attenzione ai bisogni di ciascuno
c. accettazione e valorizzazione della diversità
d. strutturazione del senso di appartenenza
e. costruzione di relazioni socio affettive positive.
LE STRATEGIE DIDATTICHE E GLI STRUMENTI
a. Apprendimento cooperativo
b. Lavoro di gruppo
c. Tutoring
d. Suddivisione del tempo in tempi
e. Utilizzo di mediatori didattici, ausili e attrezzature informatiche e software
didattici.
L’ INSEGNAMENTO - APPRENDIMENTO
f. Alunno protagonista
g. Favorire la costruzione attiva della conoscenza
h. Rispetto dei ritmi e stili di apprendimento.
a) La disabilità
Il processo di integrazione dell’alunno diversamente abile si basa sul coinvolgimento di tutti i
docenti della classe e sulla elaborazione del PEI, un progetto educativo individualizzato/
personalizzato mediante il quale si creano le condizioni per una concreta realizzazione di un
“progetto di vita”, parte integrante del PEI, che passa attraverso la scelta di adeguate strategie di
intervento nell’esperienza della vita scolastica. Tale progetto educativo, infatti, deve essere
rispondente alle reali esigenze dell’alunno, in modo da consentire a ciascuno di lavorare a
seconda delle proprie possibilità.
Al docente specializzato viene attribuita la parte preponderante del coordinamento delle attività
predisposte per il singolo alunno, quali: la cura delle relazioni con la famiglia, con i docenti di
classe, con i servizi sul territorio e la documentazione del percorso formativo compiuto, ponendo
attenzione alla continuità e all’orientamento degli allievi con disabilità;
23
le azioni di continuità e orientamento, inseriti nel PAI, assicureranno una reale presa in carico
dell’alunno da parte della scuola del grado successivo o da parte di altri soggetti pubblici che
possano essere fondamentali nel percorso post-scolastico prescelto.
Per il coordinamento delle attività relative agli alunni diversamente abili (D.Leg.vo
297/92)opera il G.L.H.O., composto da:
- Dirigente Scolastico o un suo delegato referente
- Insegnante o insegnanti specializzati
- Insegnanti della classe
- Genitori dell’alunno
- Assistenti educatori (ove presenti)
- Neuropsichiatra
- Unità Multidisciplinare (operatori della medicina scolastica)
La Commissione, al fine di garantire il diritto allo studio ed il pieno sviluppo della personalità
del soggetto interessato, si pone i seguenti obiettivi:
• Creare, promuovere, migliorare iniziative volte all’integrazione dell’alunno diversamente
abile.
• Rilevare e analizzare indici e forme di disagio, disadattamento e insuccesso scolastico
per attuare interventi migliorativi e per ridurre il fenomeno.
• Favorire le iniziative di raccordo pedagogico e curricolare tra i diversi ordini della scuola
di base.
• Realizzare rapporti funzionali tra i vari soggetti del sistema scolastico e la famiglia.
Indicazioni operative
•
•
•
•
•
•
•
Lo specialista di una struttura pubblica o convenzionata esegue gli accertamenti che attestano
la patologia del minore che necessita dell’integrazione scolastica.
I genitori formulano la domanda di attivazione della UVMD presso l’Ufficio per
l’Integrazione scolastica, allegando il documento con la Diagnosi Clinica ed eventuali altri
documenti utili all’accertamento.
L’Ufficio per l’Integrazione Scolastica certifica lo stato di disabilità ai sensi della legge
104/92.
La famiglia consegna la certificazione alla scuola che potrà procedere alla richiesta
dell’insegnante specializzato.
La scuola acquisisce dall’equipe medica la Diagnosi Funzionale (DPR 24/2/92, art.3, c.1)
entro l’inizio del nuovo anno scolastico.
All’inizio dell’anno scolastico vengono assegnati alla scuola docenti specializzati e non, al
fine di garantire l’attività di sostegno per l’integrazione degli alunni in situazione di handicap
(L. 104/92, art. 13).
Il Dirigente scolastico assegna ciascun docente nominato per le attività di sostegno alle classi
con alunni diversamente abili.
24
•
•
•
•
L’insegnante specializzato è contitolare della classe in cui l’alunno certificato è inserito,
partecipa ai Consigli di classe e alle operazioni di valutazione di tutti gli alunni, compresi gli
scrutini e gli esami finali.
Il registro dell’insegnante di sostegno deve recare i nomi di tutti gli alunni della classe.
La valutazione va riportata al PEI.
Valutazione dei processi e non della performance.
L’insegnante specializzato, dopo una fase iniziale di conoscenza e osservazione, cura il
programma di inserimento nella classe dell’alunno diversamente abile, in collegamento con i
docenti che in essa operano, con gli specialisti e con la dirigenza scolastica.
È compito dell’insegnante specializzato presentare l’alunno al Consiglio di classe all’inizio
dell’anno, raccogliere informazioni sulla situazione dai colleghi delle varie discipline e
comunicare a questi eventuali difficoltà rilevate, fare da tramite con gli specialisti che seguono
l’alunno.
Gli insegnanti curricolari hanno il compito, in collaborazione con l’insegnante specializzato, di
predisporre il programma individualizzato, di preparare le verifiche da svolgere in corso d’anno
e di attuare una didattica che permetta l’effettiva integrazione scolastica dell’alunno
diversamente abile. (art.12 comma 3 e 4 L. 104/92).
L’insegnante curricolare ha nei confronti dell’alunno diversamente abile le stesse responsabilità
che ha per tutti gli altri allievi.
Sulla base della Diagnosi Funzionale viene stilato il Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.) in
appositi incontri ai quali partecipano congiuntamente famiglia, specialisti, insegnanti di
specializzati e curriculari. Il P.D.F., formulato per la prima volta dopo la prima certificazione,
viene verificato orientativamente ogni due anni e successivamente aggiornato.
Il P.D.F. indica il prevedibile sviluppo dell’alunno diversamente abile nei tempi brevi (6 mesi) e
medi (2 anni) (art. 4 del DPR 24/2/92). Sulla base del P.D.F., negli incontri già ricordati, viene
definito ogni anno anche il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) che indica con precisione
le aree di intervento individuate nel P.D.F., ne definisce gli obiettivi, i tempi, le modalità e i
sussidi da impiegare per la loro realizzazione (L. 104/92 art. 12). A conclusione dell’anno
scolastico il P.E.I. viene verificato in un incontro che vede riuniti gli insegnanti di classe, la
famiglia e gli esperti. Sempre al termine dell’anno scolastico viene predisposta la Relazione
Finale alla cui stesura partecipano insegnanti specializzati e curriculari. Questa relazione viene
letta, approvata e firmata da tutti gli insegnanti della classe durante lo scrutinio di fine anno e
allegata al verbale della riunione. Nel fascicolo personale dell’alunno certificato, archiviato a
scuola, si raccolgono in originale per ogni anno scolastico:
−
−
−
−
dati di tipo amministrativo
documenti di valutazione
la Diagnosi Funzionale
il Profilo Dinamico Funzionale (se aggiornato o verificato)
25
−
−
−
−
il Piano Educativo Individualizzato
la Relazione Finale
la richiesta dell’insegnante specializzato
ogni altro documento utile.
b) I disturbi evolutivi specifici
I casi di difficoltà e/o disturbi specifici dell’apprendimento provvisti di certificazioni cliniche,
rilasciate da medici specialisti, non necessitano dell’insegnante di sostegno ma della stesura del
P.D.P. (piano didattico personalizzato) (ex legge n.170/10) da parte dei docenti del consiglio di
classe; il Il P.D.P. ha la finalità di creare maggiori opportunità formative attraverso la
flessibilità dei percorsi, diverse scelte didattiche e modalità di valutazione, non si tratta quindi di
abbassare i livelli di apprendimento.
Nei casi con semplice diagnosi clinica, anche con la richiesta dei genitori, il P.D.P. non è
obbligatorio; sarà il consiglio di classe a valutare se elaborarlo o meno, e in questo caso
verbalizzerà e motiverà la sua scelta.
Indicazioni operative:
• i docenti dopo un’osservazione sistematica informano la famiglia della presenza di
difficoltà nell’ambito delle abilità scolastiche e consigliano di contattare uno specialista
sia del servizio pubblico sanitario che privato, per l’individuazione dei casi con disturbi
di apprendimento
• Al giudizio clinico seguirà la certificazione di disturbo di apprendimento, in base alla
legge 170/2010, che i genitori che consegneranno agli uffici di segreteria dell’istituto.
• Il referente del GLHO-GLI, informerà della certificazione sia l’Unità Multidisciplinare
della ASL di L’Aquila che il consiglio di classe, il quale stilerà il P.D.P.
c) Lo svantaggio socio-economico, linguistico, culturale.
La Direttiva dispone che l’individuazione di tali tipologie di BES deve essere assunta da
Consigli di classe sulla base di considerazioni di carattere psicopedagogico e (CM n.8 del 6
marzo 2013) sulla base di elementi oggettivi (come ad es. una segnalazione degli operatori dei
servizi sociali), ovvero di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche. Il Consiglio
di classe valuterà in questi casi se stilare uno specifico P.D.P.
26
5.4 Continuità educativa e didattica
Nella nostra scuola da diversi anni opera una commissione “Continuità” composta da docenti di
scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado, coadiuvata dalla funzione strumentale
omonima.
Il lavoro di queste figure ha permesso di definire metodologie e strumenti comuni, utili a guidare
l'alunno nel suo percorso formativo secondo un processo di crescita culturale continua e
graduale.
A tal fine, diventa necessario:
• sviluppare le modalità di comunicazione tra i docenti dei vari ordini scolastici e tra
insegnanti dello stesso ordine di scuola, tra insegnanti e alunni e famiglie;
• programmare ed esplicitare , attraverso la realizzazione di un curricolo verticale,
obiettivi comuni nell'area cognitiva e comportamentale.
Nella realtà del nostro Istituto Comprensivo, la continuità si realizza come:
• osservazione degli alunni nell'area comportamentale e relazionale;
• impiego di comuni strategie di rilevazione e di valutazione;
• uso di una terminologia condivisa;
• lavoro di équipe;
• progettualità condivisa;
• flessibilità nei tempi;
• sostegno alle condizioni soggettive degli alunni;
• costruzione di percorsi educativi e didattici graduali;
• offerta di stimoli, occasioni, attività utili a relazionare, dialogare e comunicare;
• collegamenti con la realtà territoriale;
• predisposizione di strumenti atti a verificare efficienza (rapporto tra risorse e
obiettivi), efficacia (rapporto tra risorse e risultati);
• verifica della qualità del servizio scolastico.
Nel corso del presente anno scolastico tutte le attività legate al tema della continuità verranno
coordinate dalla funzione strumentale nominata dal Collegio docenti e troveranno definizione
all’interno del progetto appositamente predisposto.
La continuità com’è noto, nasce dall’esigenza primaria di garantire all’alunno un percorso
formativo organico e completo. La convinzione, inoltre, di far parte di un’unica scuola, Istituto
Comprensivo, è elemento essenziale e valore aggiunto per la cultura della continuità.
27
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
Infanzia- primaria- secondaria di 1° grado
MAPPA UNITARIA DEL PROGETTO
28
5.5 Orientamento
Nello scenario normativo più attuale, il testo fondamentale recante norme sull’azione formativa
dell’orientamento è la Direttiva Ministeriale 487/97, dove si evidenzia come la funzione
orientativa dell’ azione didattica si sviluppi attraverso l’intero percorso educativo scuola
dell’infanzia – primo ciclo. L’orientamento scolastico riguarda, infatti, tutto il percorso
educativo di ciascun alunno e si pone in essere nel proporre opportune sollecitazioni e stimoli
affinché ogni individuo divenga consapevole delle proprie aspirazioni, attitudini, potenzialità ed
interessi (DPR 275/99).
Così, nel contesto di un ambiente educativo e di apprendimento ricco e stimolante, l’alunno si
avvicina gradualmente ad un approccio conoscitivo della realtà che lo circonda, sviluppando il
senso critico e il pensiero divergente. Tale percorso acquista maggiore rilievo nell’ambito della
scuola secondaria di I grado e si concretizza nel far acquisire agli alunni gli strumenti necessari
per operare scelte costruttive per il proseguimento del proprio percorso formativo e, in una
prospettiva più ampia, del proprio futuro professionale e sociale (Legge delega 28.03.05 n.53 e
risoluzione Unione Europea 18.05.04).
Nel nostro Istituto Comprensivo, per il corrente anno scolastico, l’orientamento sarà realizzato
attraverso:
•
•
•
•
•
La riflessione sulla propria esperienza scolastica
La riflessione sulle proprie abitudini e metodo di studio al fine di acquisire strategie di
lavoro più efficaci
La conoscenza dell’aspetto strutturale dell’intero processo formativo e dei possibili
percorsi da scegliere al termine del primo ciclo
La conoscenza delle materie di studio dei diversi indirizzi scolastici ed i conseguenti
sbocchi occupazionali
La riflessione sul mondo del lavoro, sui diversi settori produttivi e sulle nuove
professionalità emergenti.
Sarà cura degli insegnanti dell’ultimo anno della scuola secondaria di I grado, al fine di evitare il
verificarsi di casi di dispersione scolastica, fornire agli alunni e alle loro famiglie tutte le
informazioni relative a:
istituti di scuola secondaria di II grado presenti sul territorio
tipologia dei corsi e relative discipline
spendibilità dei titoli di studio
prospettive occupazionali
Il momento conclusivo dell’attività di orientamento è rappresentato dal “consiglio orientativo”
elaborato dai docenti in sede di Consiglio di Classe e consegnato alle famiglie al momento della
pre-iscrizione al grado di scuola successivo.
29
5.6 Cittadinanza e Costituzione
Nell’anno scolastico 2009 – 2010 è stato introdotto, nel nostro sistema scolastico, un nuovo
insegnamento : “Cittadinanza e Costituzione”, così come dettato dall’art. 1 della Legge n. 169/08
e ribadito nei più recenti Regolamenti attuativi della Riforma del Sistema Scolastico (DPR
20.03.09 n.89; DPR 15.03.10 n.87; DPR 15.03.10 n. 88; DPR 15.03.10 n.89). La C.M. n.86 del
27 ottobre 2010 si preoccupa di definire motivazioni, contenuti e strategie metodologiche e di
valutazione dopo una fase sperimentale che ha visto coinvolte 4366 scuole e ha registrato la
presentazione di 3202 progetti, di cui 104 selezionati.
In primo piano viene richiamata la sfida che la scuola è chiamata a raccogliere, in un contesto
educativo definito “emergenziale”, nell’ambito del quale si rende necessario riaffermare:
il rispetto della persona umana
l’annullamento delle discriminazioni
il senso civico
la responsabilità individuale e collettiva
i valori di libertà, giustizia e bene comune
In tale prospettiva, l’insegnamento/apprendimento di Cittadinanza e Costituzione diventa un
obiettivo irrinunciabile che ogni scuola, di ogni ordine e grado, deve assumere e contemplare nel
proprio Piano dell’Offerta Formativa ed esplicitare attraverso:
-
il consolidamento di una cultura civico – sociale che allarga i suoi orizzonti a livello
nazionale, europeo ed internazionale;
-
l’adozione di atteggiamenti, comportamenti, punti di vista e pratiche quotidiane che
aderiscono al quadro valoriale espresso dalla nostra Carta costituzionale.
La C.M. ricorda che l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione si articola in una dimensione
specifica, con propri contenuti e tematiche, volte a stimolare saperi, competenze, motivazioni,
atteggiamenti, comportamenti, pratiche, azioni e interessa trasversalmente l’intero processo di
insegnamento/apprendimento. In tal senso, sollecita il raccordo tra le diverse discipline e ne
esalta la valenza civico – sociale; i due binari su cui si snodano i diversi contributi sono il tema
della legalità e quello della coesione sociale. La scuola è, infatti, il luogo privilegiato dove si
impara a convivere, dove si riconoscono i diritti dell’altro e si mette in gioco il proprio senso del
dovere, dove si acquisiscono conoscenze e criteri per valutare con senso critico la realtà.
Nella scuola dell’infanzia, tale insegnamento si colloca nel campo di esperienza “il sé e l’altro”;
nell’ambito della scuola del primo ciclo trova il suo spazio e il suo tempo nell’area “storico geografica”.
30
Per quanto riguarda l’aspetto organizzativo - metodologico, i contenuti delle aree storico –
geografiche rientrano nel monte ore complessivo delle aree e delle discipline indicate e vanno
costantemente integrati con un repertorio di contenuti specifici relativi a:
•
Costituzione della Repubblica
•
Statuti regionali
•
Carta delle Nazioni Unite
•
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo
•
Convenzione dei diritti dell’infanzia
•
Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione
•
Ordinamento della Repubblica
Per quanto riguarda la valutazione di tale insegnamento, la C.M. precisa che:”….Cittadinanza e
Costituzione, pur se non è una disciplina autonoma e dunque non ha un voto distinto, non esime
tuttavia dalla valutazione. La valutazione di Cittadinanza e Costituzione trova, infatti,
espressione nel complessivo voto delle discipline dell’area storico – geografica di cui essa è
parte integrante. Cittadinanza e Costituzione influisce inoltre nella definizione del voto di
comportamento per le ricadute che determina sul piano delle condotte civico – sociali espresse
all’interno della scuola così come durante esperienze formative fuori dell’ambiente
scolastico…”.
31
6. LA COSTRUZIONE DEL CURRICOLO
6.1 Definizione del Curricolo
Nella convinzione che un curricolo ad una dimensione, che privilegia un aspetto piuttosto che un
altro, è riduttivo e poco aderente alle richieste di un’offerta formativa di qualità, abbiamo
ritenuto opportuno formulare un percorso finalizzato alla formazione del cittadino attivo e
competente. Il nostro curricolo, pertanto, si fonda sulle ABILITÀ orientate allo sviluppo delle
COMPETENZE.
La competenza è l’agire personale di ciascuno basato sulle conoscenze e sulle abilità acquisite,
un agire adeguato, in un determinato contesto, a rispondere ad un bisogno, a risolvere un
problema, ad eseguire un compito, a realizzare un progetto.
La competenza non è mai un agire semplice ed astratto, ma un agire complesso che coinvolge
tutta la persona che connette in maniera unitaria e inseparabile i SAPERI (CONOSCENZE), il
SAPER FARE (ABILITÀ), ma anche i comportamenti individuali e relazionali, gli atteggiamenti
emotivi, le scelte valoriali, SAPER ESSERE (le motivazioni ed i fini).
Per questo la competenza nasce da una continua interazione tra persona, ambiente e società e tra
significati personali e sociali, impliciti ed espliciti. La definizione di competenza, quindi,
potrebbe essere considerata la sintesi di tre dimensioni:
SAPERE COSA – conoscenze dichiarative relative ai contenuti
SAPERE COME – conoscenze procedurali relative alle regole d’azione, ai
linguaggi specifici delle discipline, al procedimento meta cognitivo
SAPERE PERCHE’ – disposizioni individuali nei confronti del compito.
Possiamo tentare di determinare il compito della nostra scuola nello sviluppo delle seguenti
competenze fondamentali:
competenze strumentali di base, che riguardano la padronanza dei linguaggi
fondamentali, indispensabili per l’accesso ai diversi campi del sapere, per la
partecipazione alla vita sociale e per la possibilità di imparare per tutta la
vita (life-long learning);
competenze sociali di base, che si riferiscono alla capacità di muoversi in
modo autonomo nel sociale, di relazionarsi costruttivamente con gli altri;
competenze specifiche in campo disciplinare: che riguardano la struttura
della disciplina per farne un uso riflessivo e applicativo;
32
competenze trasversali a più campi disciplinari, che riguardano il cognitivo
ma anche l’operativo. Si tratta di saper operare un collegamento in senso
reticolare tra le conoscenze apprese;
competenze meta cognitive: che permettono all’alunno il controllo attivo e la
conseguente regolazione dei personali processi cognitivi.
Quali competenze?
Le competenze disciplinari sono deducibili dall’analisi strutturale –epistemologica delle singole
discipline.
Concetti
Metodo
Linguaggio specifico di ciascuna disciplina.
Ricerca metodologica propria di ciascuna disciplina.
Procedure d’indagine
Abilità.
ICEBERG DELLA COMPETENZA
33
6.2 Curricolo e Competenze
Ancor prima di delineare il nostro curricolo ci piace sottolineare l’ottimo contributo di Edgar
Morin (Edgar Morin “La testa ben fatta” Raffaello Cortina Editore) che a sua volta riporta una
citazione di Durkheim “ L’oggetto dell’educazione non è dare all’allievo una quantità sempre
maggiore di conoscenze, ma è costituire in lui uno stato interiore profondo, una sorta di polarità
dell’anima che lo orienti in un senso definito, non solamente durante l’infanzia, ma per tutta la
vita”. Ciò significa indicare che imparare a vivere richiede non solo conoscenze ma la
trasformazione del proprio essere mentale, delle conoscenze acquisite in sapere e
l’interiorizzazione di questo sapere utile ad affrontare i problemi che si presentano durante tutto
il corso della vita. Una tale visione da noi è ampiamente condivisa, infatti riteniamo che il
carattere della nuova scuola e le ultime conoscenze sui processi cognitivi indichino con chiarezza
che l’apprendimento comporta principalmente l’acquisizione di strategie, ossia metodi specifici
per affrontare i compiti, per raggiungere mete cognitive, piuttosto che soltanto l’acquisizione di
conoscenze.
Crediamo di poter condividere il pensiero di Bruno Bordignon ( Bruno Bordignon “ Le
competenze nella scuola”, contributo su Quaderni Irfed, rassegna 3) che afferma:
“ L’adozione della programmazione per competenze permette di passare:
dalla centralità delle discipline alla centralità dell’alunno;
dalla centralità delle nozioni alla centralità della vita con le sue difficoltà e i tentativi di
soluzione sempre migliorabili.
L’epistemologia contemporanea sottolinea il significato di ricerca come attività volta alla
soluzione di problemi, pertanto avvieremo i nostri alunni a cercarne le soluzioni inventando
congetture, passando da problemi semplici a problemi più complessi e profondi, individuando gli
errori commessi e cercando di correggerli ( concezione della didattica per problemi ).
Un tale processo di apprendimento e quindi di insegnamento comporta una selezione di contenuti
di esperienza rilevanti, una loro tematizzazione nonché l’acquisizione, il potenziamento,
l’ampliamento di strategie con abilità di ordine trasversale che mettono in condizione l’alunno di
gestire il suo apprendimento oltre che le conoscenze specifiche ( concezione della didattica meta
cognitiva). Condividiamo anche la concezione secondo la quale gli scopi da perseguire nel
processo di apprendimento riguardano la costruzione nella mente dell’alunno di concetti chiari e
corretti, nonché delle reti concettuali che rappresentano le relazioni tra gli stessi (concezione
della didattica per concetti).
La scelta da operare, pertanto, sarà ancora e più consapevolmente fondata non su concezioni
lineari dell’apprendimento/insegnamento, ma su una serie di abilità generali e trasversali di
padronanza complessiva dell’intero percorso cognitivo con cui l’alunno dovrà capire, adeguare,
combinare “ il proprio apprendimento in un processo di formazione e di autoformazione”.
(Indicazioni Nazionali 2007).
•
•
34
In considerazione del fatto che l’apprendimento non è “ solo un percorso individuale” riteniamo
che l’interazione e la collaborazione possano svolgere un ruolo determinante nel percorso
formativo dell’alunno ( concezione della didattica cooperativa).
La scuola intende perseguire:
FINALITÀ
Offrire un percorso formativo concreto, strutturato dalla scuola dell’infanzia alla scuola
secondaria di I grado, partendo dalle esigenze del territorio, nel rispetto dell’esperienza
educativa e didattica degli alunni, in funzione del raggiungimento di traguardi, integrati con
particolare riguardo agli anni ponte per la piena realizzazione della persona.
Rispettare la normativa vigente in
raccordo funzionale tra autonomia
scolastica ed Indicazioni Nazionali,
attraverso la stesura di un curricolo
verticale, trasversale tra i tre ordini di
scuola.
Favorire, rafforzare e valorizzare
la continuità tra i tre ordini di
scuola.
Realizzare un modello di curricolo a maglie larghe che definisca le
finalità comuni ai tre ordini di scuola, che articoli le competenze per
aree dell’ultimo anno per la scuola dell’infanzia e il primo anno scuola
primaria, classi seconda/terza, classi quarta/quinta scuola primaria e
classe prima scuola secondaria di I grado, classi seconda/terza scuola
secondaria di I grado, che permetta raccordi didattici e culturali tra i
tre ordini di scuola attraverso l’individuazione di competenze
riconducibili ai campi di esperienza e alle Indicazioni Nazionali.
ATTIVITÀ
Studio sulle Indicazioni Nazionali per il curricolo propedeutico alla trattazione delle competenze
trasversali ai tre ordini di scuola specifiche per aree disciplinari con individuazioni di contenuti,
temi, problemi comuni alle singole materie scolastiche.
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COMPETENZE METACOGNITIVE
FORMULARE GIUDIZI (sulla corretta applicazione di un concetto ad un contesto)
SCEGLIERE (quindi valutare)
ARGOMENTARE ( le ragioni della scelta)
AREA
MATEMATICO
SCIENTIFICO
TECNOLOGICA
-calcolare
-numerare
-confrontare
-ordinare
-stimare
-combinare
-correlare
AREA
LINGUISTICO
ARTISTICO
ESPRESSIVA
-ascoltare
-comprendere
-comunicare
-osservare
-descrivere
-classificare
-problematizzare
-ricostruire
-progettare
-rappresentare
-confrontare
-trasferire
-ipotizzare
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AREA
STORICO
GEOGRAFICA
-orientarsi
-localizzare
-esplorare
-periodizzare
-cogliere i nessi di
causa/effetto
-collocare nel
tempo
La ragion d’essere del nostro curricolo si fonda anche sull’idea che le diverse forme di
alfabetizzazione debbono essere mezzi per accedere ai linguaggi, alla grammatica delle
discipline, all’interpretazione e all’analisi dei fenomeni.
Quindi non studio delle discipline intese come materie da seguire ma come modi di pensare,
come mezzi per affrontare problemi e questioni, per conferire al mondo un senso particolare e
non intuitivo (H.Gadner).
L’apprendimento è un processo volontario e attivo che implica disposizione, responsabilità e
partecipazione del soggetto e ne coinvolge la sfera profonda, in quanto tale è dunque una risorsa
che la scuola deve incrementare mediante una significatività che mira alle competenze costruite
con un’appropriata scelta di contenuti rappresentativi del sapere e adeguati allo sviluppo
cognitivo dell’alunno e al contesto storico.
Se le conoscenze costituiscono la base sulla quale si costruiscono le competenze, che si
esplicitano come utilizzazione e padroneggiamento di procedure (processi), è indubbio che si
debba considerare superata la separazione tra il sapere cosa e il sapere come.
In un siffatto processo di apprendimento, i concetti di gradualità – significatività –
consapevolezza - assunzione di responsabilità da parte dell’alunno appaiono pregnanti e dunque
per far sì che questi siano effettivamente fondati e perseguiti è necessario che il docente:
o susciti curiosità nell’alunno;
o stimoli la sua capacità di problematizzazione e la ricerca di soluzioni personali
(problematicità);
o scelga contenuti significativi, attuali, capaci di generare e sostenere nuove progressioni
nell’esperienza e nella conoscenza (essenzialità);
o scelga itinerari didattici che diventino strumenti e chiavi di lettura del mondo
contemporaneo e della sua complessità (storicità);
o solleciti attraverso la circolarità delle informazioni la valorizzazione delle nuove forme di
esperienza ( ad esempio i nuovi linguaggi delle tecnologie), l’attivazione di processi mentali
in grado di organizzare variamente i dati dell’esperienza per produrre nuove conoscenze su
di sé, sull’altro e sul mondo attraverso nuclei fondanti.
I nuclei fondanti sono concetti fondamentali, nodi epistemologici e metodologici che hanno
valore ”strutturante e generativo” in quanto ricorrono nello sviluppo di una disciplina, ma anche
in quanto strutturanti delle stesse discipline.
37
L’itinerario metodologico – didattico, nell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e nella prima
classe della scuola primaria non potrà che originarsi da occasioni di gioco, di manipolazione, di
esplorazione per procedere in modo sempre più formalizzato verso l’acquisizione delle abilità di
saper:
osservare
esplorare
descrivere
definire
operare relazioni
simbolizzare rappresentare
registrare
formulare ipotesi
verificare
progettare
per condurre l’alunno ad acquisire la capacità di imparare ad imparare in tutto il corso della
sua vita in un percorso integrato. Nella costruzione del nostro curricolo i contenuti non sono
presenti, in quanto gli stessi provengono da situazioni “concrete e dal vissuto degli alunni”
non possono essere elencati al fine di evitare vincoli negativi.
Le finalità “ tradizionali” della scuola trovano corretta declinazione in sapere, come
acquisizione di conoscenze e concetti, saper fare inteso come acquisizione di abilità,
competenze e strategie, saper essere inteso come acquisizione di atteggiamenti e
comportamenti.
Noi pensiamo che tali aspetti della personalità interagiscono e sono interagenti tra loro
pertanto la scuola avrà cura di promuovere e sviluppare sia gli aspetti cognitivi che quelli
affettivi e di relazione degli alunni.
Perché ciò sia possibile è importante:
o spostare l’attenzione di noi docenti dall’insegnamento all’apprendimento e dalla
disciplina all’alunno in quanto protagonista del processo;
o concentrarci sul modo migliore di fare interagire il sistema educativo con il sistema di
valori proprio di ogni alunno che si esplicita attraverso i suoi comportamenti e i suoi
atteggiamenti;
o ricercare contesti comunicativi, situazioni e occasioni che favoriscono l’acquisizione da
parte dell’alunno di strumenti per capire e capirsi, per mettersi in una corretta relazione
con se stesso e con gli altri.
38
6.3 La Valutazione
L’art. 3 del D.L. 137 del 1 settembre 2008, convertito con modificazioni nella legge 169 del 30
ottobre 2008, immette significativi cambiamenti nel sistema di valutazione periodica ed annuale
degli apprendimenti della scuola primaria e secondaria di primo grado.
Per quanto riguarda la scuola primaria, il comma 1 dell’art.3 della legge 169 stabilisce:
“Dall’anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria, la valutazione periodica ed annuale
degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono
effettuate mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi e illustrate con giudizio
analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno”.
È bene ricordare che l’art.8 del D.L.vo 59/2004, concernente la valutazione della scuola
primaria, stabilisce che : “La valutazione, periodica ed annuale degli apprendimenti e del
comportamento degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono affidate
ai docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai piani di studio
personalizzati; agli stessi è affidata la valutazione dei periodi didattici ai fini del passaggio al
periodo successivo”
Per quanto riguarda l’ammissione alla classe successiva il comma 1-bis dell’art.3 della legge 169
recita: “Nella scuola primaria, i docenti, con decisione assunta all' unanimità, possono non
ammettere l'alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali e comprovati da specifica
motivazione”.
Per quanto riguarda il segmento della scuola secondaria di primo grado si deve far riferimento
alle norme ad esso riferite del citato art.3 della legge 169 del 30 ottobre 2008: “Dall'anno
scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed
annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite
nonché la valutazione dell'esame finale del ciclo sono effettuate mediante l'attribuzione di voti
numerici espressi in decimi.
Nella scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame
di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto, con decisione assunta a
maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o
gruppo di discipline..
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“ L’esito dell'esame conclusivo del primo ciclo è espresso con valutazione complessiva in decimi e
illustrato con una certificazione analitica dei traguardi di competenza e del livello globale di
maturazione raggiunti dall'alunno; conseguono il diploma gli studenti che ottengono una valutazione
non inferiore a sei decimi”.
L’art.11 del D.L.vo 59/2004 che concerne la valutazione nella scuola secondaria di primo grado
così recita: “La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento
degli allievi e la certificazione delle competenze da essi acquisite sono affidate ai docenti
responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e didattiche previsti dai piani di studio
personalizzati. Sulla base degli esiti della valutazione periodica, le istituzioni scolastiche
predispongono gli interventi educativi e didattici, ritenuti necessari al recupero e allo sviluppo
degli apprendimenti”.
È di chiara evidenza che tutte le disposizioni citate, sia nell’art.3 della legge 169/2008 che nel
D.L.vo 59/2004, rivolte al primo ciclo, sono riferite alle “valutazioni periodiche e annuali”, le
quali, com’è noto, riguardano le sintesi valutative relative agli apprendimenti e al
comportamento, che devono essere riportate nel documento di valutazione alle scadenze previste.
Esse si basano sulla raccolta continua e sistematica di dati e informazioni sul comportamento e
sugli apprendimenti di ciascun alunno, che possono essere rilevati con vari strumenti
(osservazioni occasionali e sistematiche, conversazioni, interrogazioni, varie tipologie di prove
scritte, test standardizzati, etc.) rispetto ai quali le modalità di valutazione dovranno essere
coerenti e rispondenti alla finalità di permettere all’allievo di conoscere lo stato della propria
preparazione e le eventuali carenze.
Le valutazioni sistematiche e le verifiche periodiche
vengono attuate in relazione agli obiettivi programmati per ogni singola disciplina, tenendo
conto delle competenze progressivamente rilevate. Il comportamento disciplinare trova
valutazione autonoma e “trasversale” nell’apposita sezione della scheda di valutazione prevista
dalla riforma. Anche per il corrente anno scolastico l’Istituto ha adottato i quadrimestri, con
l’inserimento di una valutazione quadrimestrale che, in caso di situazione problematica,
evidenziata nei Consigli di Classe o di interclasse, viene comunicata alla famiglia. Nel caso di
promozione dell’alunno che mantenga ancora lacune significative nella preparazione, nella
Scuola Primaria questo sarà segnalato nel giudizio globale, nella Scuola Secondaria di Primo
grado la scheda verrà accompagnata da un’apposita lettera consegnata alla famiglia.
40
Comunicazioni scritte alle famiglie in occasione della valutazione quadrimestrale forniranno
l’indicazione dell’avvenuta analisi collegiale e la richiesta di collaborazione in merito a
situazioni segnalate dai Docenti, relativamente al profitto e al comportamento.
Le valutazioni fanno seguito ad una pluralità di prove e valutazioni parziali, nel corso del
quadrimestre,
i cui e siti vengono sistematicamente comunicati alla famiglia tramite il
libretto scolastico e/o il colloquio con la famiglia, nella Scuola Secondaria, oppure attraverso
colloqui periodici, quaderni delle comunicazioni e prove di verifica nella Scuola Primaria.
Tutti i docenti dell’Istituto sono inoltre impegnati nel valutare, oltre al rendimento scolastico, i
seguenti parametri:
- la partecipazione alle attività
- la partecipazione e collaborazione nel gruppo
- l’autonomia
- il metodo di lavoro
- l’impegno
- i rapporti con i compagni, gli insegnanti e l’ambiente.
Gli alunni saranno sempre avvertiti dei criteri di valutazione applicati.
La scelta delle modalità di raccolta e di registrazione di tali dati e informazioni è di competenza
delle istituzioni scolastiche e dei docenti.
Nel D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009 si legge che “la valutazione ha per oggetto il processo di
apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La
valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle
potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni
medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo, anche in coerenza
con l’obiettivo di apprendimento permanente di cui alla strategia di Lisbona nel settore
dell’istruzione e formazione” (art.1 comma 3).
La valutazione è azione che attribuisce valore e forma a soggetti che imparano, che descrive il
loro percorso, che interpreta e contestualizza dati e indicazioni, per crescere e migliorare.
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La valutazione, pertanto, deve essere:
- Formativa, ossia finalizzata ad intervenire nei processi e ad affrontare gli ostacoli di varia
natura che condizionano l’apprendimento.
- Globale, in quanto investe gli aspetti dei comportamenti, degli atteggiamenti, delle relazioni, delle
competenze.
- Individualizzata, in quanto ogni alunno è valutato in funzione degli obiettivi programmati e
dei progressi compiuti.
Il curricolo del nostro Istituto ha come riferimento gli Obiettivi di Apprendimento ed i Traguardi
per lo sviluppo delle Competenze e costruisce percorsi che possano trasformare le capacità
potenziali di ciascun alunno, attraverso la mediazione didattica rappresentata dal lavoro sulle
abilità e sulle conoscenze, in un sistema di competenze personali, da utilizzare nei successivi
gradi d’istruzione e nella vita.
Nella scuola dell’infanzia si procede alla valutazione dei bambini attraverso l’osservazione delle
modalità di inserimento, delle competenze relative l'autonomia e la capacitò di comunicare con
adulti e compagni.
Nella scuola primaria e nella scuola secondaria di I grado la valutazione si effettua:
•
come diagnosi, acquisendo la situazione di partenza nella fase di programmazione e di
pianificazione;
•
come momento intermedio, fornendo informazioni sul processo d'insegnamento apprendimento e sul grado di raggiungimento degli obiettivi, rendendo possibile
l'aggiornamento di fini, metodologie, strumenti e mezzi;
•
come momento terminale alla fine dello svolgimento delle unità di lavoro e nelle
scadenze quadrimestrali, descrivendo con un giudizio complessivo i comportamenti e i
mutamenti avvenuti nell'area comportamentale e cognitiva.
La valutazione tende gradualmente a far sviluppare, negli alunni, tutte le potenzialità e la
capacità di orientarsi nel mondo in cui vivono, al fine di raggiungere un equilibrio attivo e
dinamico.
42
La produzione orale e scritta degli alunni consente agli insegnanti di osservare e rilevare in modo
sistematico e puntuale ciò che l'alunno conosce, sa fare e sa applicare (conoscenze, procedimenti,
uso di tecniche).
43
7. ATTIVITÀ PROGETTUALI
7.1 I Progetti
Il Collegio dei Docenti, nel perseguire principio dell’identità progettuale di Istituto, ha
declinato nel Piano dell’Offerta Formativa diversi progetti/attività, sulla base dei criteri
generali stabiliti dal Consiglio di Istituto in data 26 settembre 2013:
-
uguaglianza, accoglienza, integrazione;
-
integrazione nel territorio, conoscenza e valorizzazione del territorio;
nel rispetto dei vincoli deliberati dal Collegio dei docenti il 4 Novembre 2014:
-
aderenza al POF
-
rispondenza ai reali bisogni degli studenti.
Sono state privilegiati progetti dalla forte valenza formativa realizzati sia in orario curriculare
che extracurriculare.
Tutte le attività programmate perseguono obiettivi specifici che concorrono alla formazione
integrale dell’alunno, per l’acquisizione di competenze sia culturali che di cittadinanza, allo
scopo di migliorare la qualità degli apprendimenti e di favorire il successo formativo degli
alunni oltre al proseguimento degli studi nei successivi livelli scolastici.
CONSIDERAZIONI FINALI
Il presente Piano dell’Offerta Formativa è stato approvato dal Collegio dei docenti il 4.11.2014
e adottato dal Consiglio d’Istituto il 28.11.2014; potrà essere ulteriormente rivisitato, con
gli opportuni assunti deliberativi sulla base di normative emergenti, nonché di ulteriori
proposizioni collegiali.
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