Presepi da tutto il mondo

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Transcript Presepi da tutto il mondo

cultura e spettacoli
Appuntamenti < 27
23 dicembre 2015
Fino al 6 gennaio la
Famija Moncalereisa
ospita una mostra
di una quarantina
di presepi provenienti
da più continenti.
Artisti, artigiani
e collezionisti
espongono opere
di notevole valore
Prime assolute alle Fonderie Teatrali Limone
Tanti spettacoli griffati TST
Presepi da tutto il mondo
MONCALIERI - Da oggi
(dalle ore 16 alle 20) fino al
6 gennaio, per la prima volta nella nostra città viene
allestita una mostra di presepi provenienti da varie
parti del mondo. L’evento,
davvero unico, è organizzato e ospitato presso le sale
della Famija Moncalereisa
(via Alfieri 40).
Si possono ammirare più di
quaranta presepi, dal più
piccolo che può stare nel
palmo di una mano al più
grande in stile provenzale
con oltre 260 ‘santons’, statue che raffigurano personaggi della Provenza.
Questa esposizione viene
realizzata in collaborazione
con la Parrocchia Santa Maria della Scala, la galleria La
Conchiglia di Torino, con
artisti, maestri artigiani e
collezionisti. E’ stata resa
possibile grazie al contributo della Città di Moncalieri
e alla sponso­rizzazione di
molte aziende private.
In tale contesto, sono previste attività didattiche per
bambini, e un laboratorio
per la lavorazione della creta.
Puntualizzano il presidente
della Famija Monca­lereisa
Domenico Giacotto e il critico d’arte Gian Giorgio
Massara: “Ormai da anni la
nostra Associazione orga­
nizza mostre d’arte nel pe­
riodo natalizio, ma
quest’anno l’appuntamento
è di particolare richiamo
non solo per il valore arti­
stico ma anche per quello
spirituale. Dunque rinno­
viamo la tradizione del pre­
sepe presentando al pubbli­
co di grandi e piccoli nume­
rosissimi presepi che giun­
gono da vicino e da molto
lontano, realizzati da artisti
quali gli scultori Piero Ce­
rato, Marco Lanfredi in ar­
te Marlò, Stefano Galli di
Biella, Mariangela Cavaz­
zin della Bottega di Lé, dal
giovanissimo allievo An­
drea Montrucchio, da mae­
stri artigiani provenzali o
imprestati da collezionisti
tra i quali Diana Ca­sa­
vecchia e Silvio Chia­berto,
Annamaria Della­ca­sa e Ga­
briella Pasero Negri. Come
è noto, nella storia del pre­
sepe convo­gliano arte e ar­
tigianato, folklore e teatro
sacro”.
Va ricordato che il primo
presepe vivente della storia
è stato inventato da San
Francesco d’Assisi nel
1223, che aveva scelto la località di Greccio in quanto
simile alla Betlemme che
aveva visitato. Se il più antico presepe si trova presso
la Basilica di Santa Maria
Maggiore a Roma, chiamata
‘Santa Maria ad praesepem’,
quello più grandioso è collocato nella Reggia di Caserta, con decine e decine di
statue in terracotta rivestite
con costumi di seta o di altre
stoffe pregiate.
Alcuni storici sostengono
che l’invenzione del presepe
non è frutto di fantasia, in
quanto la natività di Gesù è
notoriamente descritta nei
versetti dei Vangeli di Matteo e di Luca, che narrano
l’arrivo di Maria e Giuseppe
a Betlemme allo scopo di
sottoporsi al censimento ordinato daall’imperatore romano Cesare Augusto.
Col passare dei secoli, i presepi si sono fatti sempre più
grandiosi, giungendo, ad
esempio a Napoli, a occupare interi saloni, e inserendo
in essi un’infinità di personaggi locali che nulla avevano a che fare con la realtà
tipica del territorio pales­
tinese.
“Alla Famija Monca­lereisa
- riprendono Giacotto e
Massara- è possibile ammi­
rare tra gli altri un presepe
messicano, le cui statuine
hanno fattezze infantili. Altri
invece sono scolpiti nella
madreperla o nella pietra,
oppure con statue rivestite
di tulle. Altre opere proven­
gono dal Madagascar, dal
Congo, dal Perù, dal Benin,
dalla Colombia, da Napoli.
Alcuni direttamente da Bet­
lemme. E ancora, presepi
realizzati in legno di noce,
in porcellana, ceramica,
pietra e argento. Anche
Moncalieri intende essere
materialmente presente, con
un plastico raffigurante il
centro storico che accoglie
la scena della Natività”.
Fra i tanti, il più grande, come detto, è quello provenzale con 260 statue, i ‘santons
de Provence’, che raffigurano vari personaggi popolari:
il pastore che offre l’agnello, la donna con la gallina,
il panettiere, il pescivendolo, ragazzini e anziani fino
ai giocatori di bocce (gioco
chiamato in Provenza
‘pétanque’). Il tutto con case, l’osteria, il negozio, il
mulino e la tradizionale capanna che ospita la Sacra
Famiglia.
Un impianto scenico di oltre
35 metri quadrati, illuminato
da proiettori con luci a colori, esposto lo scorso Natale
a Verbania con grande successi di pubblico e critica.
Per ogni presepe, anche solo idealmente, ciascun visitatore leggerà sul cartiglio
sorretto da angeli la scritta
‘Gloria in excelsis Deo’.
Poi, guidati da una stella,
giungeranno i Re Magi recando doni preziosi o simbolici, in quanto, come è
noto, incarnano le tre popolazioni dei continenti allora
conosciuti: Europa, Asia e
Africa.
“Questi tre personaggi sono
molto importanti nella sto­
ria cristiana - sottolinea
Gian Giorgio Massara - ven­
gono raffigurati ad esempio
sul manto dell’imperatrice
Teodora a Ravenna. La loro
venerazione deriva in parte
dal fatto che - disobbedendo
a quanto chiesto da Erode
- durante il ritorno percor­
rono una via diversa rispet­
to a quella stabilita, contri­
buendo così a salvare ‘il
Bambinello’”.
Per raggiungere la sede della mostra, è anche possibile
parcheggiare all’interno del
Multipiano del centro storico cittadino.
Per altre delucidazioni, contattare la segreteria della Famija telefonando in orario
pomeridiano
allo
011/64.16.01.
MONCALIERI - Davvero
nutrita la programmazione
che il Teatro Stabile di Torino
propone da gennaio alle Fonderie Teatrali Limone. Si inizia con la prima nazionale
“L’Arialda” di Giovanni Testori con la regia di Valter
Malosti (19 gennaio), che approfondisce il ciclo testoriano
de ‘I segreti di Milano’ con
un’opera-simbolo dove le parole affondano nei primordi
della materia umana, nella
storia di due amori abortiti.
In scena un cast di giovani.
“La cattivissima”, ossia l’epopea di Toni Sartana, va in
scena a febbraio. Il testo e la
regia sono del poliedrico Natalino Balasso (Teatro Stabile
del Veneto). Toni Sartana si
toglie i panni del pistolero
spaghetti-western degli Anni
Sessanta per tentare un’ascesa politica mirata alla ricerca
del potere politico fine a se
stesso.
Fra marzo e aprile ecco “Am­
leto a Gerusalemme” di Gabriele Vacis e Marco Paolini
in prima assoluta per il Progetto Internazionale. Uno
spettacolo che riunisce questi
due protagonisti artefici della
lunga e felice stagione del teatro di narrazione culminata
in un testo che ha fatto scuola: ‘Il racconto del Vajont’. Si
parte dall’Amleto di Shakespeare per parlare della vita.
Sempre ad aprile è la volta de
“Il gabbiano” di Anton Cechov con la regia di Thomas
Ostermeier (Progetto Internazionale in Prima Nazionale).
Questo famoso regista tedesco dirige per il Teatro Stabile di Torino una nuova edizione del capolavoro di Cechov.
“Il gabbiano” è un’allegoria
spietata di amori fuori luogo,
di passioni che si consumano
senza essere corrisposte, delle frustrazioni dell’essere artisti, ieri come oggi.
Fuori abbonamenti, sempre
in aprile, è prevista la fiaba
teatrale tragicomica “La don­
na serpente” di Carlo Gozzi
con la regia di Valter Malosti.
Il TST prende parte del Pro-
getto Alfredo Casella promosso dal Teatro Regio di
Torino, e per l’occasione Malosti coinvolge i propri studenti della Scuola per Attori
nella messinscena della storia
della fata Cherestani, la quale rinuncia all’immortalità
per amore del principe Farruscad. Una vicenda di intrighi,
sortilegi, guerre sanguinose e
prove iniziatiche.
Il tutto si conclude a maggio
ancora con il Progetto Internazionale, che questa volta
riguarda “Golem”, una creazione del 1927 scritta e diretta da Suzanne Andrade. Lo
spettacolo, ispirato all’antica
favola ebraica del Golem, è
ambientato in un mondo futuristico, dominato dalla tecnologia e dall’economia di
mercato. L’allestimento, realizzato come un’enorme
graphic novel animata, ha
toccato i più importanti teatri
del mondo e ha ricevuto il
Critics Circle Award.
www.teatrostabiletorino.it.
Marcello Ferrara
Il Natale solidale in Casa Zoe
MONCALIERI - Anche Casa Zoe promuove un
Natale solidale capace di sostenere i diritti
dei bambini di tutto il mondo.
Come ogni anno ha lanciato la campagna di
solidarietà “Zoe vicini/lontani” per raccogliere fondi in favore di associazioni e realtà che
si occupano di aiutare bambini e famiglie in
difficoltà, o più semplicemente di garantirne
i diritti fondamentali.
Nel periodo natalizio ha proposto diversi
momenti aperti alla cittadinanza: dal ‘Mercatino equo e solidale’ all’inaugurazione della mostra ‘Insieme per i diritti del’infanzia del
mondo’ alla festa natalizia ‘Un dono sotto
l’albero.
La ludoteca chiude da domani (giovedì 24
dicembre) fino al 6 gennaio, ma si trasferisce
in piazza Vittorio Emanuele II nel Centro Storico cittadino in una casetta di legno allestita in occasione della manifestazione Moncaliery Xmas. Casa Zoe sarà presente con tanti
laboratori natalizi e animazioni fino al 30
dicembre dalle 17 alle 19.
All’interno della casetta sarà­possibile trovare una piccola zona bimbi ri­scaldata, con
tavolini e seggioline, alcuni giochi, libri da
utilizzare in modo autonomo, sotto la supervisione di un adulto accompagnatore.
Ogni giorno, a partire dalle 17.30, saranno
attivati momenti di animazione e laboratori
creativi per tutti i bambini.
Per informazioni contattare il numero
011/64.17.29. E-mail: [email protected]. Sito:
www.casa-zoe.it.