Circ._AreaTecnica_6 novembre - Bonifiche siti inquinati
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Aggiornamento AREA TECNICA
Circolare 6 novembre 2014
Decreto Legge 91/2014 – Legge 116/2014
Bonifica siti inquinati
Premessa
Tra le novità dell’estate promosse dal Governo spicca quella prevista per le bonifiche dei
siti inquinati (limitatamente alla matrice suolo).
Attraverso l’introduzione di un nuovo articolo al Codice dell’Ambiente, il 242-bis, viene
prevista una nuova procedura semplificata comportante una serie di facilitazioni per gli
interventi di risanamento ambientale al fine di snellire l’iter procedurale e comprimere
i tempi dello stesso.
Obiettivi della nuova procedura semplificata:
dare nuovo impulso per interventi che rivestono carattere d’urgenza al fine di
rendere in tempi celeri nuovamente utilizzabili i siti contaminati compatibilmente con la
loro localizzazione e la loro destinazione urbanistica;
risanare e ridurre la contaminazione ai livelli più bassi previsti per i valori di
concentrazione soglia di contaminazione (CSC di cui all’allegato V Concentrazione soglia
di contaminazione nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee in relazione alla specifica
destinazione d’uso dei siti al Titolo V della Parte Quarta del Codice dell’Ambiente).
Di questa nuova procedura rimangono piccoli dubbi operativi ed interpretativi, solo la
verifica di casi operativi potrà chiarirli.
Riferimenti normativi
Art. 13, commi 1 e 2, del D.L. n. 91 del 24 giugno 2014 convertito in Legge n. 116 del 11
agosto 2014 (DL 91/2014) - Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e
l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle
imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione
immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea
Art. 242-bis del D.Lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 – Norme in materia ambientale – Capo V
Procedure semplificate – Titolo V Bonifica di siti contaminati (Codice dell’ Ambiente)
Art. 13 comma 1 del DL 91/2014 - Procedure semplificate per le operazioni di bonifica
e di messa in sicurezza
Il comma 1 dell’art. 13 scrive appunto il nuovo art. 242–bis del Codice dell’Ambiente
(Procedura semplificata per le operazioni di bonifica) scardinando di fatto la procedura usuale
dettata dagli artt. 242 e 252 che prevedevano, come primo adempimento, la
predisposizione di un piano di caratterizzazione del sito e solo successivamente
l’esecuzione del piano di bonifica, il tutto sotto la super visione delle autorità
competenti.
Ora il progetto di bonifica è il primo adempimento previsto e sembrerebbe che alle
autorità competa esclusivamente un controllo a posteriori sui risultati raggiunti eseguiti
in autonomia dall’operatore.
Articolo 242–bis Codice dell’Ambiente
c. 1 - L’operatore interessato ad effettuare bonifiche del suolo a sue spese con
riduzione della contaminazione ad un livello uguale o inferiore ai valori di CSC, può
presentare specifico progetto all’amministrazione di cui agli articoli 242 – 252 del Codice
dell’Ambiente.
Le amministrazioni sono: le Regioni e gli enti locali (art. 242) e il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (art. 252).
Il progetto deve essere completo degli interventi programmati sulla base dei dati in
possesso dello stato di contaminazione del sito nonché del cronoprogramma di
svolgimento dei lavori.
L’operatore è responsabile della veridicità dei dati e delle informazioni fornite
nonché della completezza degli stessi. Se i dati non fossero veritieri, l’operatore ne
risponderà penalmente.
c. 2 - L’operatore interessato deve presentare alla Regione (nel cui territorio ricade la
maggior parte degli impianti e delle attività) gli elaborati tecnici esecutivi degli impianti
e delle attività previsti dal progetto di bonifica, al fine di ottenere l’assenso alla
realizzazione e all’esercizio degli stessi.
La Regione:
entro 30 giorni convoca apposita Conferenza dei Servizi;
entro 90 giorni dalla convocazione adotta la determinazione conclusiva che sostituisce
a tutti gli effetti ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso;
comunica l’atto di assenso (*) all’operatore.
L’operatore:
entro 30 giorni dalla comunicazione dell’assenso comunica all’amministrazione e
all’ARPA territorialmente competente la data di avvio dell’esecuzione della bonifica;
entro 18 mesi deve concludere la bonifica con possibilità di proroga non superiore a
6 mesi.
N.B.: decorso tale termine, salvo motivata sospensione autorizzata, deve essere avviato
il procedimento ordinario normato dagli artt. 242 – 252.
(*) Qualche dubbio giunge sul termine utilizzato dal legislatore: assenso. Forse la novità
introdotta e l’inversione di marcia del nuovo procedimento di semplificazione sta proprio
in questo, ovvero nell’assenso della Regione agli elaborati tecnici degli impianti e non alla
sua vera e propria autorizzazione. L’operatore deve presentare, c.1, il progetto di bonifica
all’amministrazione competente (che su questo documento non ha nessun obbligo
autorizzativo), mentre alla Regione (c. 2) deve presentare gli elaborati tecnici riferiti agli
impianti e alle attività. La Regione dovrebbe quindi esprimersi, con proprio
provvedimento, soltanto sugli strumenti utilizzati all’esecuzione della bonifica, per
esempio la realizzazione di un impianto di trattamento o le emissioni in atmosfera
prodotte dallo stesso durante le operazioni di bonifica.
c. 2 bis - “Nella selezione della strategia di intervento dovranno essere privilegiate modalità
tecniche che minimizzino il ricorso allo smaltimento in discarica. In particolare….dovrà essere
privilegiato il riutilizzo in situ dei materiali trattati”.
c. 3 – L’operatore, ultimati gli interventi di bonifica:
presenta il piano di caratterizzazione all’amministrazione (artt. 242 -252) al fine di
verificare il raggiungimento dei valori di CSC della matrice suolo per la specifica
destinazione d’uso;
il piano di caratterizzazione deve essere approvato entro 45 giorni
dall’amministrazione; in deroga a questo termine, per i procedimenti avviati entro il 31
dicembre 2017, si parla di approvazione automatica decorsi inutilmente i 45 giorni (questa
deroga desta qualche preoccupazione perché in tal modo si arriverebbe alla battuta finale
del procedimento senza avere avuto alcuna valutazione da parte dell’amministrazione);
l’esecuzione del piano di caratterizzazione deve essere effettuata in contradditorio con
ARPA, che procede alla validazione dei relativi dati e ne da comunicazione
all’amministrazione entro 45 giorni.
N.B.: il piano di caratterizzazione è un documento progettuale estremamente importante
per il Codice dell’Ambiente: individua compiutamente tutte le caratteristiche del sito e
definisce le attività di indagine, le modalità di esecuzione delle stesse e le sostanze
contaminanti da ricercare in quel sito specifico .
c. 4 - ARPA deve validare i risultati del piano di campionamento di collaudo finale
confermando il raggiungimento dei valori CSC - questa validazione equivale a
certificazione di avvenuta bonifica del suolo. I costi della validazione sono in capo
all’operatore.
In caso di esito negativo della validazione ovvero di mancato raggiungimento dei valori
CSC della matrice suolo:
ARPA comunica all’amministrazione le difformità riscontrate;
l’operatore entro 45 giorni deve presentare le necessarie integrazioni al progetto di
bonifica che, a questo punto, viene istruito come procedura ordinaria ai sensi degli artt.
242 – 252 del Codice dell’Ambiente.
c. 5 - Resta l’obbligo, se necessario, di adottare le misure di prevenzione messa in
sicurezza e bonifica delle acque di falda attivando procedure ordinarie ai sensi degli artt.
242 – 252 (si ribadisce che la nuova procedura semplificata è attuabile solo per la matrice
suolo).
c. 6 - Conseguiti i valori di CSC del suolo, il sito può essere utilizzato in conformità
alla destinazione d’uso prevista dagli strumenti urbanistici, “salva la valutazione di
eventuali rischi sanitari per i fruitori del sito derivanti dai contaminanti volatili presenti nelle
acque di falda”.
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